Importanza del tema: L’insolvenza di un’azienda specializzata (ad es. un’impresa di gomma tecnica) rappresenta un rischio serio. Ignorare i segnali di crisi (cartelle esattoriali, fermi auto, ipoteche, pignoramenti bancari) può portare a procedure concorsuali catastrofiche. È quindi urgente conoscere i propri diritti e le soluzioni legali disponibili: difendere gli atti fiscali, ricorrere a soluzioni stragiudiziali (rottamazioni, rateizzazioni, transazioni) o a misure concorsuali protettive (accordi di ristrutturazione, concordato, piani di sovraindebitamento).
Soluzioni anticipate: Nel corso dell’articolo affronteremo le principali risposte alla crisi, tra cui la Composizione negoziata della crisi e l’accordo di ristrutturazione introdotti dal Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019), il concordato preventivo e le definizioni agevolate fiscali (rottamazioni, saldo e stralcio) attualmente in vigore. Illustreremo come contestare cartelle ingiuste, ottenere sospensioni e rateizzazioni, negoziare con creditori bancari e fornitori, e avviare piani di risanamento con l’aiuto di professionisti.
L’autore e il suo team:
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC; Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
Il suo studio fornisce analisi approfondite degli atti ricevuti, propone ricorsi tributari, istanze di sospensione, e guida nelle trattative stragiudiziali e nei piani di rientro con creditori, banche e fisco. In caso di necessità, l’Avv. Monardo può predisporre un concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione in tribunale.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
La crisi d’impresa e dell’insolvenza è oggi regolata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), che sostituisce l’ex legge fallimentare e introduce nuovi strumenti per far emergere precocemente la crisi e per la sua ristrutturazione (composizione negoziata, accordi di ristrutturazione, concordato). Nel Codice della crisi si distinguono più livelli di intervento:
- Composizione negoziata (Titolo I, Capo II): percorso riservato alle PMI che prevede la nomina di un esperto indipendente per favorire negoziati con i creditori. Questo percorso è volontario e assistito, al cui esito l’imprenditore può formalizzare un piano di salvataggio. L’Avv. Monardo, come Esperto negoziatore, rientra tra i professionisti abilitati a questo ruolo.
- Accordi di ristrutturazione e piani attestati (Capo I bis, Titolo I): strumenti che consentono all’imprenditore in crisi di proporre piani di rientro dei debiti con allegata relazione di fattibilità del professionista (art. 56 e 67 Cod. Crisi). Tali piani, se approvati dal tribunale, sospendono le azioni esecutive e possono prevedere dilazioni pluriennali con prededuzioni.
- Concordato preventivo (Titolo III): procedura giudiziale, tuttora efficace, che può essere in continuità (l’impresa continua a operare) o in liquidazione (l’impresa cessa). Richiede un piano approvato dai creditori e omologato dal tribunale. Può essere “in bianco” (deposito della proposta con rinvio del piano).
- Procedura per le crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012): applicabile anche all’imprenditore in forma individuale o agli amministratori, permette di accedere a un Piano del consumatore o a un Accordo di composizione della crisi per ristrutturare i debiti non garantiti, con l’eventuale esdebitazione finale dei debiti residui.
In materia fiscale e contributiva sono intervenute varie definizioni agevolate: – Rottamazione-quater (L. 197/2022): per debiti tributari aderibili fino al 2025, con possibilità di re-adesione (riammissione) entro il 30 aprile 2025 . – Rottamazione-quinquies (L. 199/2025, finanziaria 2026): definizione agevolata dei ruoli fino al 31 dicembre 2023, con pagamento in unica soluzione entro 31/7/2026 o fino a 54 rate biennali (31/7, 30/9, 30/11 del 2026 e poi rate bimestrali dal 2027), sospendendo esecuzioni fino alla prima rata .
Giurisprudenza recente: La Cassazione e la Corte Costituzionale hanno pronunciato novità importanti. Ad esempio, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 6/2024 ha dichiarato infondate le questioni sollevate sull’art. 142 c.2 del Codice della crisi, ribadendo che nella liquidazione controllata del sovraindebitato si applicano i principi della liquidazione giudiziale (i redditi futuri e beni sopravvenuti entrano nella massa e devono soddisfare i creditori) . Inoltre, la Cassazione ha recentemente (Cass. n. 7375/2025) confermato la nullità di clausole anatocistiche nei contratti bancari come potenziale strumento di riduzione del passivo , e ha chiarito che in sede di composizione negoziata il reclamo contro il decreto di inammissibilità deve essere deciso dal tribunale collegiale (Cass. n. 24870/2024, in tema di sovraindebitamento). Queste pronunce sottolineano l’orientamento dei giudici a tutelare il debitore collaborativo e “onesto” e a favorire soluzioni equilibrate .
<!– Si possono aggiungere qui altre citazioni normative (ad es. D.Lgs. 118/2021 e D.Lgs. 83/2022) e giurisprudenziali (Cass. e Cost. aggiornate) con le fonti ufficiali. –>
Cosa fare subito dopo la notifica di un atto
Quando ricevi un avviso di accertamento, una cartella di pagamento, un avviso di addebito contributivo o un pignoramento, agire tempestivamente è fondamentale. Ecco i passi principali da seguire:
- 1. Verifica formale dell’atto: Controlla che l’atto sia stato notificato correttamente (indirizzo, firma, mezzi di notifica legali). Una cartella priva di firme o notificata in modo irregolare è nulla (art. 7 Statuto del contribuente L.212/2000). Verifica anche che il debito non sia già stato pagato o definito.
- 2. Scadenze e termini: Conosci i termini: in genere la cartella può essere pagata o impugnata entro 60 giorni dalla notifica. Gli avvisi di accertamento tributari (immediati ed esecutivi) si impugnano davanti alla Commissione tributaria entro 60 giorni. Gli avvisi Inps (datori di lavoro, autonomi) si impugnano davanti al giudice del lavoro entro 40 giorni. Segui l’ordine: pagamento (solo se dovuto) o ricorso (meglio impugnare quasi sempre). Non superare i termini, altrimenti perdi le difese.
- 3. Richieste di sospensione: All’atto dell’impugnazione, valuta subito di chiedere la sospensione dell’esecuzione (es. fermi, pignoramenti). Puoi richiederla all’agente della riscossione (istanza amministrativa) o al giudice tributario, dimostrando il pericolo di danno grave e irreparabile e il fumus bono iuris (ad es. atti illegittimi evidenti). Se concessa, la sospensione blocca azioni come ipoteche o fermi sui veicoli.
- 4. Istanza di autotutela: Quando l’atto contiene errori evidenti (somma già versata, vizi formali, interessi errati), è utile presentare all’Agenzia delle Entrate o all’INPS un’istanza di autotutela chiedendo l’annullamento o la correzione. L’autotutela non sospende i termini di ricorso, ma può portare alla rettifica del debito senza ricorrere al tribunale.
- 5. Contro-opposizione a pignoramenti: Se ricevi un provvedimento di pignoramento immobiliare o mobiliare, verifica i vizi (mancanza di avviso di iscrizione ipotecaria, duplicazione dei crediti, prescrizione). Eventuali vizi formali (artt. 490 e 481 c.p.c. per ipoteche) possono rendere nulla l’iscrizione. In tal caso, si può chiedere al giudice l’annullamento in sede di opposizione esecutiva.
Difese e strategie legali
Nel merito del debito, ci sono molte difese legali a tutela del debitore/consumatore:
- Impugnazione tributaria: Contro avvisi e cartelle basati su errori contabili, vizi formali o mancato rispetto della normativa, si presenta ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria (ex Commissione tributaria) entro il termine di legge. Le nullità (art. 6-7 Statuto) possono determinare l’annullamento totale del ruolo .
- Opposizione a decreto ingiuntivo Inps: Se ti arriva un decreto ingiuntivo contributivo, puoi impugnarlo davanti al Tribunale del lavoro entro 40 giorni. Spesso gli ingiunzioni Inps contengono violazioni procedurali (ad es. mancata notifica del verbale di contestazione entro 90 giorni, il che comporta la decadenza delle sanzioni ).
- Contenzioso bancario (anatocismo/usura): Verifica se i contratti bancari contengono anatocismo non consentito (capitalizzazione degli interessi) o tassi usurari. La giurisprudenza ricente ne ammette l’eccezione nei piani di composizione e nei concordati (Cass. n. 7375/2025) . Se rilevi condizioni vessatorie, può essere possibile ridurre il passivo contestando tali clausole.
- Accordi di ristrutturazione (art. 182-bis L.Fall / art. 182-ter L.Fall): Anche fuori dal Codice crisi (dopo l’entrata in vigore del Codice nel 2022, tali articoli sono stati abrogati), i vecchi istituti dell’accordo di ristrutturazione del debito (art. 67 e art. 182-bis del R.D. 267/1942) possono essere utilizzati in alternativa al concordato, se il debitore è ancora in liquidazione coatta o fallimento. In ogni caso, il Codice della crisi prevede esplicitamente l’accesso a tali strumenti “tradizionali” come opzione residuale e la ristrutturazione stragiudiziale (artt. 56 e 67).
- Rinegoziazione con i creditori: Anche senza strumenti formali, si può proporre ai creditori (fornitori, banche, Agenzia Entrate) un piano di rientro concordato, con rateazioni più snelle o sgravi. L’assistenza di un gestore o consulente esperto (come l’Avv. Monardo) può aumentare la credibilità e la forza contrattuale della proposta.
- Piani di pagamento e rateizzazioni: Per i debiti fiscali e previdenziali, è possibile richiedere piani di dilazione presso l’agente della riscossione o l’INPS. Oggi la dilazione legale massima è fino a 120 rate mensili (o fino a 72 per l’agente della riscossione, ampliabili fino a 120 in casi eccezionali). L’Istituto di previdenza concede rateazioni anche per piccoli imprenditori con determinati requisiti economici (ISEE basso).
- Transazione fiscale e contributiva: In un concordato preventivo o in un piano di ristrutturazione omologato (art. 63 Codice Crisi, ex art. 160 bis L.F.), si possono stipulare transazioni con Agenzia delle Entrate o INPS per definire parzialmente i debiti fiscali e contributivi, anche ottenendo sconti di sanzioni e interessi.
Strumenti alternativi di risoluzione
Oltre alle azioni giudiziali sopra elencate, esistono percorsi agevolati per regolarizzare i debiti in crisi d’azienda:
- Rottamazioni e definizioni agevolate: Come già illustrato, sono disponibili varie forme di pace fiscale: la rottamazione-quater (per debiti fino al 2025) con riammissione straordinaria ; la rottamazione-quinquies (L.199/2025) con estinzione di sanzioni e interessi dei ruoli 2000-2023 pagando solo base, spese e aggio ; il saldo e stralcio (L.197/2022, art.1 c.236-247) per contribuenti in difficoltà (modulato per ISEE); la definizione agevolata dell’accertamento (DL 34/2019 e s.m.i.) per abbuonare tributi e contributi irregolari. Tali strumenti, se applicabili al tuo caso, vanno valutati immediatamente: sovente richiedono richiesta esplicita entro termini prestabiliti.
- Piano del consumatore (L.3/2012): Se l’azienda è una ditta individuale con patrimoniali non sufficienti e il debitore non è fallibile (ad es. imprenditore agricolo, professionista), si può accedere ad un piano del consumatore o ad un accordo di composizione secondo la legge anti-usura (L.3/2012). Questi strumenti permettono di ristrutturare i debiti (ivi compresi quelli previdenziali/tributari) con una rateizzazione di lungo termine, con possibile riduzione del capitale e l’esdebitazione finale. L’analisi di merito e l’istruttoria sono gestite da un Gestore della crisi (ruolo in cui ricade l’Avv. Monardo), e la proposta viene approvata o meno dal tribunale. In caso di omologazione, il piano vincola tutti i creditori e prevede benefici fiscali (art. 7 DLGS 83/2022).
- Accordi di ristrutturazione (ex art. 182-bis, R.D. 267/1942): Anche in assenza di esdebitazione, un’azienda può stipulare accordi con i creditori qualificati (come l’Agenzia delle Entrate e i creditori finanziari pubblici) volti ad abbattere parte del debito. Questi accordi vengono omologati dal tribunale e forniscono certezza giuridica.
- Sospensione del pagamento: Talvolta è consentito richiedere al giudice (in sede di opposizione o reclamo) una sospensione cautelativa del debito fiscale, motivando l’estrema urgenza e l’insostenibilità sociale dell’esecuzione. L’esperienza professionale è necessaria per capire quando e come chiedere questi provvedimenti d’urgenza.
Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare gli avvisi: Non rispondere agli inviti amministrativi o non impugnare le cartelle porta a perdere i diritti. Anche debiti modesti vanno segnalati al consulente per valutare difese.
- Pagare senza verificare: Versare per leccarsi le ferite fiscali? Meglio impugnare prima di pagare, o presentare piano con rateazione, anziché saldare subito atti che potrebbero essere annullati (errore di calcolo, prescrizione, motivazione carente).
- Firmare soluzioni affrettate: Attenzione a proposte di composizione “al buio” su internet. Qualsiasi piano imposto senza controllo di un professionista può contenere trappole (obblighi insostenibili, spese nascoste).
- Fare tutto da soli: La crisi richiede conoscenze specifiche. Un professionista qualificato (avvocato o commercialista esperto in risanamento) può trovare soluzioni complesse e proteggerti dagli errori tecnici. Un gestore della crisi certificato (come l’Avv. Monardo) valuterà i bilanci e i flussi aziendali per confezionare la proposta più adatta.
- Ritardare la decisione: I tempi giudiziali e delle definizioni agevolate sono lunghi. Meglio agire fin dai primi segnali: un avvocato può chiedere immediatamente ricorso e negoziare con i creditori, prevenendo il blocco totale dell’azienda. La tempestività può salvare la continuità dell’impresa .
Tabelle riepilogative
| Strumento/Norma | Scopo principale | Limite temporale / Termini | Rata/Quote |
|---|---|---|---|
| Composizione negoziata (D.Lgs. 14/2019, art. 15-20) | Informale, assistita, con esperto | Nessun termine fisso, volontaria | No rate fisse (negoziazioni) |
| Accordi di ristrutturazione (D.Lgs. 14/2019, art. 67) | Ristrutturazione giudiziale debiti | No termine specifico, dopo segnalazioni fall. | Rate in base al piano |
| Concordato preventivo (D.Lgs. 14/2019, art. 160) | Ristrutturazione giudiziale o liquidazione | Nessun termine (domanda ex art.161) | Quote in % dei creditori |
| Piano del consumatore (L.3/2012, art. 12-13) | Sovraindebitamento imprenditore | Nessun termine per accesso | Rate flessibili (determinate da situazione) |
| Rottamazione-Quater (L.197/2022, art.1 c.231-252) | Definizione agevolata ruoli fiscali | Adesione entro 30/4/2025 | Pagamento fino a 10 anni / in un’unica rata (a scelta) |
| Rottamazione-Quinquies (L.199/2025, art.1 c.82-101) | Definizione agevolata ruoli 2000-2023 | Adesione entro 30/4/2026 | Unica rata entro 31/7/2026 o 54 rate in 5 anni (3 rate 2026 + bimestrali 2027-2030) |
| Rateazione fiscale/contributiva (L. n. 147/2013 e succ.) | Dilazionamento debiti aperti | Domanda entro 90 giorni da iscrizione ruolo | Fino a 120 rate mensili (anche oltre 72 in casi difficili) |
(I dati sopra indicano esempi generali; per la tua situazione specifica, consulta il tuo professionista di fiducia.)
Domande frequenti (FAQ)
1. Ho ricevuto una cartella esattoriale: cosa posso fare subito? Verifica innanzitutto motivazione e notifiche (art. 7 L.212/2000). Puoi contestare subito con un ricorso tributario entro 60 giorni (informa l’agente della riscossione con copia). Se il dubbio riguarda errori formali, valuta un’istanza di autotutela. È anche possibile chiedere all’agente la rateizzazione del debito (fino a 72 mesi o più). Se hai notifiche di pignoramento, controlla la validità dell’atto (es. preavviso ipoteca 30 gg, atti mancanti).
2. Cosa è la “sospensione” dell’esecuzione fiscale e come richiederla? Durante un giudizio tributario o un ricorso, puoi chiedere al giudice di sospendere le azioni esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche) provando un serio pericolo per te e probabilità di successo (fumus). La richiesta si fa in ordinanza, allegando documenti che dimostrino la grave esposizione aziendale. Se concessa, ferma ogni atto esecutivo fino alla pronuncia finale.
3. Posso annullare una cartella se manca la motivazione o l’ufficio emittente? Sì. Lo Statuto del contribuente (L.212/2000) obbliga l’Amministrazione a motivare gli atti e indicare l’ufficio. La mancanza di motivazione scritta o di riferimenti rende l’atto nulla immotivato . In tal caso, l’intera cartella può essere annullata dal giudice tributario.
4. Il mio commercialista mi ha suggerito un concordato “in bianco”. Cos’è e conviene? Il concordato in bianco consente di depositare la domanda di concordato senza allegare subito il piano definitivo (si presenta entro 60 giorni). Serve a bloccare l’esecuzione su tutti i beni ai sensi del Codice Civile. Conviene quando serve tempo per preparare i dettagli del piano o negoziare con i creditori, pur ottenendo la tutela temporanea del tribunale.
5. Che differenza c’è tra concordato preventivo e accordo di ristrutturazione del debito? Entrambi sono procedure concorsuali in tribunale. Il concordato è una procedura “totale” (può liquidare o continuare l’attività) con ampia partecipazione dei creditori. L’accordo di ristrutturazione (ex art. 67 L.F. / art. 56 Cod. Crisi) prevede un piano presentato dal debitore senza coinvolgere formalmente tutti i creditori (bastano quelli pubblici e privilegiati) ed è omologato dal tribunale, consentendo più flessibilità sulle modalità di rientro.
6. Posso definire agevolmente i debiti fiscali accumulati? Sicuramente prima valuterei se rientri nella rottamazione-quater (se hai già aderito e perso i benefici) o nella rottamazione-quinquies. Al momento è possibile aderire entro 30/4/2025 (quater) e 30/4/2026 (quinquies). In alternativa puoi chiedere la rateazione (fino a 120 rate) presentando la modulistica online dell’Agenzia Entrate-Riscossione. Un commercialista può calcolare la soluzione meno onerosa (ad esempio capire se conviene rateizzare piuttosto che aderire a una definizione agevolata).
7. Cosa succede se non pago le rate di una definizione agevolata? Per la rottamazione, il mancato pagamento di una rata entro il termine porta all’inefficacia della definizione (si perde il beneficio e l’intero debito residuo torna dovuto). Tuttavia, come detto, la legge 15/2025 prevede la riammissione alla definizione per chi ha perso il beneficio entro il 31/12/2024 . La riapertura richiede un’apposita dichiarazione entro il 30/4/2025 e il pagamento delle somme scadute o un nuovo piano di pagamento.
8. Il debitore persona fisica può chiedere l’esdebitazione? Sì, dopo aver esaurito il piano di pagamento del piano del consumatore (L. 3/2012) o di un concordato liquidatorio, il debitore può ottenere la cancellazione dei debiti residui (esdebitazione) se ha cooperato, secondo i criteri di legge. Le nuove regole del Codice (art. 283 CCII) prevedono che l’esdebitazione sia possibile solo una volta e delimitano il concetto di “incapiente”. Monardo può verificare i requisiti e preparare la documentazione per l’esdebitazione.
9. L’azienda ha ipotecato immobili. Posso farle togliere? Se l’ipoteca è iscritta su debiti definibili (ad es. cartelle rottamabili), verifica se era preceduta da un preavviso di 30 giorni (art. 77 DPR 602/73). In mancanza di questo preavviso, l’ipoteca è nulla e può essere cancellata dal giudice. Altrimenti, per rimuoverla bisogna estinguere il debito sottostante o ottenere una rimozione consensuale con il creditore.
10. Quali errori non devo assolutamente fare? Non firmare compensazioni o concessioni senza controllo legale, non accettare passivamente piani di dilazione senza verificare gli interessi applicati, e soprattutto non perdere i termini: persi i 60 giorni per il ricorso, il debito diventa definitivo. In crisi è fondamentale agire subito con un professionista (come l’Avv. Monardo) che indaghi ogni possibile vizio dell’atto notificato e individui la strategia difensiva.
Simulazioni pratiche
- Esempio rottamazione-quater (riammissione): Immaginiamo un debito iscritto a ruolo di €100.000, aderito alla rott. quater. Inizialmente si sarebbe dovuto pagare in 10 anni con interessi 2% annuo dal 1° nov 2023. Se a fine 2024 il debitore manca la rata, la definizione decade. Tuttavia, con la riapertura (Art. 3-bis L.15/2025), può ripresentare domanda entro il 30/4/2025 . Scegliendo di pagare in unica soluzione entro il 31/7/2025 , calcoliamo: interessi del 2% su €100k da 1/11/23 al 31/7/25 (circa 1.75 anni) = €3.500; somma totale ≈ €103.500. Se invece paga con 10 rate fino al 2034, aggiungerà €2.000/anno di interessi sul residuo. L’Avv. Monardo studierebbe caso per caso il numero ottimale di rate e la migliore tempistica.
- Esempio rottamazione-quinquies: Azienda con cartelle fiscali accumulati per €200.000 (imposte+IVA+INPS) dal 2000 al 2022. Con la rott. quinquies (L.199/2025) può estinguere tutto pagando solo €200.000 + aggio e spese di notifica (ammontare variabile, ma generalmente limitato) e nessuna sanzione o mora . Ad esempio, se aggio+spese fossero €5.000 complessivi, il risparmio è sulle sanzioni e interessi (che normalmente avrebbero superato €100k). L’adesione entro 30/4/2026 sospende ogni pignoramento pendente fino al pagamento della prima rata.
- Esempio piano del consumatore: Un piccolo imprenditore è indebitato per €80.000 con fisco e banche, ma percepisce un reddito annuo medio di €25.000. Con un piano del consumatore omologato potrebbe pagare in 5 anni una quota di reddito eccedente il mantenimento (es. 800€/mese), ottenendo magari una riduzione del 20% del debito residuo finale. Al termine del piano, il tribunale dichiara l’esdebitazione dei residui (ai sensi della L.3/2012), liberando l’imprenditore dai debiti non pagati.
(Gli esempi di cui sopra sono indicativi; per calcoli precisi su rate, interessi e benefici fiscali, contattare il consulente.)
Conclusione
Nella fase di crisi aziendale e sovraindebitamento, l’imprenditore deve muoversi rapidamente: capire le proprie esposizioni e attivare difese efficaci. Abbiamo visto che esistono numerosi strumenti legali – dal ricorso tributario alla composizione negoziata, dalla definizione agevolata al concordato – che possono permettere di superare il momento di difficoltà salvaguardando l’attività. L’azione coordinata e tempestiva di professionisti esperti è essenziale: non affrontare queste situazioni da solo!
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, grazie alle sue competenze di cassazionista e Gestore della Crisi (L.3/2012), insieme al suo team di avvocati e commercialisti, può fermare immediatamente le esecuzioni (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi) e avviare i percorsi difensivi più adatti: impugnazioni, sospensioni, trattative stragiudiziali e, se necessario, piani concordati giudiziali.
Non aspettare che la situazione degeneri.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff sapranno valutare al volo la tua posizione e impostare subito le strategie legali concrete per salvaguardare la tua azienda.
Altre sentenze e fonti istituzionali recenti: Cass. civ., 25/02/2025 n. 2814 (sul recupero privilegiato dei crediti), Cass. civ., 12/07/2024 n. 24870 (competenza per reclamo sull’ammissione al sovraindebitamento), Cass. civ., 28/03/2024 n. 7375 (anatocismo nei concordati), Cass. civ., 12/09/2024 n. 30538 (diritto di voto sui crediti tributari), Cost. sent. n. 6/2024 (liquidazione controllata).
