Quanto costa fare la cancellazione di un pignoramento?

Introduzione

Il pignoramento – sia mobiliare, immobiliare o presso terzi – è la fase iniziale di una procedura esecutiva che permette ai creditori di aggredire i beni del debitore per soddisfare il proprio diritto. Ricevere un atto di pignoramento può generare ansia e bloccare il normale svolgimento della vita familiare o dell’attività imprenditoriale. Oltre al rischio di perdere la casa, il reddito o i beni strumentali, l’inerzia può comportare ulteriori spese e sanzioni. Comprendere come ottenere la cancellazione del pignoramento e quanto costa farla è fondamentale per proteggere il proprio patrimonio e per evitare errori che potrebbero compromettere la difesa.

Nei paragrafi seguenti verranno illustrate le diverse strade legali che consentono di arrivare alla cancellazione del pignoramento (pagamento del debito, conversione, opposizioni, misure protettive, sovraindebitamento, definizioni agevolate), con particolare attenzione agli oneri fiscali (imposta di bollo, imposta ipotecaria, tassa ipotecaria) e alle recenti novità normative. L’articolo è aggiornato a marzo 2026, cita le fonti ufficiali del diritto italiano (Codice di procedura civile, decreto del Presidente della Repubblica 602/1973, leggi di bilancio, norme della “crisi d’impresa” e relative disposizioni attuative) e le più recenti sentenze della Corte di Cassazione.

Il team legale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con lunga esperienza in diritto bancario, tributario e delle esecuzioni. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti presente su tutto il territorio nazionale. Lo studio offre assistenza sia nella fase stragiudiziale (analisi delle cartelle o degli atti di pignoramento, trattative con gli enti di riscossione e i creditori, redazione di piani di rientro) sia in quella giudiziale (ricorsi davanti al giudice dell’esecuzione, opposizioni, istanze di conversione).

L’Avv. Monardo è inoltre:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012 (oggi confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) ed è iscritto negli elenchi del Ministero della giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC), con competenze nella predisposizione di piani del consumatore e accordi di ristrutturazione;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, capace di assistere imprenditori e professionisti nelle procedure di composizione negoziata.

Grazie a queste competenze, lo studio è in grado di analizzare ogni singolo caso, valutare la presenza di irregolarità formali o clausole abusive, sospendere le esecuzioni, definire accordi con i creditori o proporre ricorsi per ottenere la cancellazione del pignoramento.

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Contesto normativo: leggi e articoli di riferimento

Di seguito vengono riepilogate le principali norme che regolano la cancellazione del pignoramento e l’eventuale estinzione della procedura esecutiva.

Codice di procedura civile (CPC)

NormaContenuto rilevanteCitazione
Art. 495 c.p.c. (Conversione del pignoramento)Il debitore può chiedere che il pignoramento sia sostituito dal deposito di una somma di denaro pari al valore del credito, spese e interessi. La domanda va accompagnata dal deposito di almeno un sesto dell’importo; il giudice determina l’ulteriore somma da versare e, se concessa la conversione, ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento .Codice di procedura civile art. 495
Art. 615 c.p.c. (Opposizione all’esecuzione)Il debitore può contestare il diritto del creditore a procedere ad esecuzione o l’esistenza del titolo; la competenza è del giudice dell’esecuzione, che può sospendere il procedimento per gravi motivi .Codice di procedura civile art. 615
Art. 617 c.p.c. (Opposizione agli atti esecutivi)Contro gli atti compiuti dal giudice o dal cancelliere durante l’esecuzione (es. provvedimento che chiude il processo per improseguibilità) si può proporre opposizione entro 20 giorni .Codice di procedura civile art. 617
Art. 630 c.p.c. (Reclamo)L’ordinanza con cui il giudice dichiara l’estinzione della procedura esecutiva può essere reclamata al tribunale; tuttavia la giurisprudenza precisa che il reclamo è ammesso solo per le cause tipiche di estinzione, mentre le chiusure “atipiche” (es. improseguibilità per omissione della trascrizione o per mancanza di documenti) devono essere impugnate con l’opposizione ex art. 617 .Codice di procedura civile art. 630
Art. 632 c.p.c. (Effetti dell’estinzione)Con l’ordinanza che pronuncia l’estinzione, il giudice dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento e liquida le spese . Questa norma è la base per ottenere l’annotazione di cancellazione in conservatoria.Codice di procedura civile art. 632
Art. 586 c.p.c. (Trasferimento del bene espropriato)Dopo che l’aggiudicatario ha versato il prezzo, il giudice emette il decreto di trasferimento. Nel decreto ordina che si cancellino le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie non assunte dall’aggiudicatario, nonché le trascrizioni di pignoramenti successive .Codice di procedura civile art. 586
Disp. att. art. 164‑bis c.p.c. (Chiusura anticipata)Quando non è ragionevole perseguire la pretesa (ad es. per antieconomicità), il giudice dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo. Se l’ordinanza non viene impugnata, il giudice può integrare successivamente il provvedimento per attribuire le somme versate a titolo di conversione .Disposizioni di attuazione art. 164-bis
Disp. att. art. 187‑bis c.p.c.Il giudice, in caso di estinzione del processo dopo l’aggiudicazione, mantiene il potere di verificare il pagamento del prezzo e di emanare il decreto di trasferimento contenente l’ordine di cancellazione delle formalità .Disposizioni di attuazione art. 187‑bis

Codice civile (CC)

NormaContenuto rilevanteCitazione
Artt. 2668‑bis e 2668‑ter c.c. (Rinnovo delle formalità)La trascrizione del pignoramento conserva efficacia per 20 anni. Il creditore deve rinnovarla prima della scadenza; in caso contrario, il processo esecutivo diviene improseguibile. La Cassazione ha ribadito che la mancata rinnovazione rende inefficaci tutti gli atti, compresi i provvedimenti di aggiudicazione provvisoria .Codice civile art. 2668‑bis e 2668‑ter
Artt. 2914 e 2919 c.c. (Effetti della vendita forzata)L’acquirente all’asta è protetto dai diritti successivi di terzi; tuttavia, la cancellazione del pignoramento fa venir meno tale protezione, e chi acquista dopo la cancellazione prevale .Codice civile art. 2914 e 2919

Decreto del Presidente della Repubblica 602/1973 (Riscossione delle imposte)

ArticoloContenutoCitazione
Art. 53 DPR 602/1973Nel pignoramento immobiliare per tributi, se entro 200 giorni dall’esecuzione non è effettuata la prima vendita, il pignoramento perde efficacia e il concessionario deve richiedere la cancellazione della trascrizione entro 10 giorni .DPR 602/1973, art. 53
Art. 76 DPR 602/1973L’Agente della riscossione non può procedere a espropriazione immobiliare se il debitore possiede una sola casa di abitazione non di lusso utilizzata come residenza principale. L’espropriazione è ammessa solo se il debito supera 120 000 € e l’ipoteca è iscritta da almeno sei mesi .DPR 602/1973, art. 76

Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019)

L’art. 1, comma 809 della Legge 160/2019 ha introdotto un’importante esenzione: dal 2020 i conservatori dei registri immobiliari e il Pubblico registro automobilistico devono eseguire le iscrizioni, trascrizioni e cancellazioni in esenzione da ogni tributo e diritto per i pignoramenti, le ipoteche e i fermi amministrativi richiesti dagli enti della riscossione . In pratica, quando la cancellazione è richiesta dall’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate Riscossione), non si pagano le imposte ipotecarie né le tasse di trascrizione.

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) e Legge 3/2012

Le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata) consentono di sospendere le azioni esecutive e ottenere, a seguito dell’omologazione, la cancellazione dei pignoramenti. Le misure protettive disposte dal tribunale bloccano immediatamente aste, pignoramenti dello stipendio e fermi amministrativi . Il piano deve rispettare i diritti dei creditori privilegiati (ad es. il creditore ipotecario) e non può abbattere il valore dell’ipoteca; la Cassazione ha dichiarato inammissibile un piano che non garantiva il trattamento minimo del creditore ipotecario . A fine procedura, il giudice rilascia il decreto di esdebitazione: il debitore è liberato dai debiti residui e l’OCC attiva la cancellazione delle iscrizioni e informa le banche dati .

Procedura per la cancellazione del pignoramento: passo per passo

La cancellazione del pignoramento può avvenire in diversi modi, a seconda della causa dell’estinzione o della liberazione del bene. Di seguito vengono spiegate le principali situazioni e i relativi costi.

1. Cancellazione per pagamento integrale del debito e rinuncia del creditore

La via più semplice consiste nel pagare integralmente il debito (comprensivo di capitale, interessi e spese) prima della vendita. Una volta saldato, il creditore deve dichiarare la propria rinuncia al pignoramento e depositare un’istanza di cancellazione. In mancanza di rinuncia, il debitore può promuovere un’opposizione agli atti esecutivi per ottenere l’estinzione della procedura e la cancellazione .

Documenti necessari:

  • Quietanza di pagamento o estratto contabile che dimostri il saldo del debito;
  • Atto di rinuncia sottoscritto dal creditore procedente;
  • Istanza di cancellazione da presentare al conservatore dei registri immobiliari o al PRA.

Costi:

  • Se il pignoramento è stato iscritto per il recupero di tributi (cartelle esattoriali), la cancellazione è gratuita grazie alla Legge 160/2019 .
  • Se si tratta di pignoramento da creditori privati, occorre versare le imposte tramite modello F24 Elide. La guida della conservatoria riporta i codici tributo: T91T (imposta di bollo € 59), T92T (imposta ipotecaria € 200) e T93T (tassa ipotecaria € 35), per un totale di € 294 . A questi importi possono aggiungersi onorari notarili o diritti catastali in caso di assistenza professionale.

2. Conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.)

Prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione, il debitore può chiedere di sostituire il pignoramento con un deposito di denaro pari al valore del credito. Questa procedura è utile per evitare la dispersione del bene e proseguire a pagare il debito in modo dilazionato. Il giudice determina l’importo totale e ordina la cancellazione una volta depositata l’intera somma .

Passaggi principali:

  1. Istanza al giudice: l’istanza di conversione va depositata in cancelleria assieme alla prova del versamento di almeno un sesto del debito.
  2. Determinazione dell’importo: il giudice fissa l’ammontare dovuto a saldo entro un termine (di regola 90 giorni). Il debitore può chiedere il pagamento rateale.
  3. Deposito del saldo: dopo il pagamento integrale, il giudice emette ordinanza che sostituisce il pignoramento con la somma versata. Le somme versate sono distribuite ai creditori; qualora la procedura si estingua prima della distribuzione, il giudice può integrare l’ordinanza per attribuirle all’avente diritto .

Costi: oltre all’importo da depositare, occorre pagare le stesse imposte di trascrizione (€ 294) se la cancellazione non avviene tramite l’Agente della riscossione.

3. Estinzione per inattività delle parti o improseguibilità (artt. 630 e 632 c.p.c.)

Se la procedura esecutiva rimane inerte (ad esempio il creditore non deposita l’istanza di vendita entro il termine o non rinnova la trascrizione), il giudice dichiara l’estinzione ai sensi degli artt. 630 e 632 c.p.c. e ordina la cancellazione.

Casistica giurisprudenziale:

  • Trascrizione tardiva o assente – La Cassazione (sentenza n. 6873/2024) ha stabilito che la mancata o tardiva trascrizione del pignoramento, o il tardivo deposito della nota, non rientrano tra le cause tipiche di estinzione ma determinano una chiusura anticipata improseguibile. Il provvedimento che chiude l’esecuzione non può essere impugnato con il reclamo ex art. 630 ma solo con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 .
  • Mancanza di documentazione ipocatastale – Con l’ordinanza n. 5784/2025 la Cassazione ha cassato senza rinvio una sentenza che aveva disposto l’estinzione per mancanza di certificazione ipocatastale: trattandosi di causa atipica, l’unico rimedio era l’opposizione ex art. 617 .
  • Violazione del termine di iscrizione a ruolo (art. 557 c.p.c.) – Se il creditore non deposita la nota di iscrizione entro 15 giorni, si produce una inefficacia tipica del pignoramento; la dichiarazione di estinzione deve essere impugnata con reclamo ex art. 630 .
  • Mancato rinnovo della trascrizione – L’ordinanza n. 15241/2025 ha ribadito che il pignoramento conserva efficacia per vent’anni; se non rinnovato, la procedura diventa improseguibile e tutte le formalità vengono travolte .

In tutti questi casi, l’estinzione comporta l’ordine di cancellazione da parte del giudice. Il debitore o chiunque vi abbia interesse può presentare l’ordinanza al conservatore per ottenere l’annotazione.

4. Cancellazione dopo la vendita forzata (art. 586 c.p.c.)

Quando il bene pignorato viene venduto all’asta, l’aggiudicatario paga il prezzo e il giudice emette il decreto di trasferimento. Nel decreto ordina la cancellazione dei pignoramenti e delle ipoteche non assunte dall’acquirente . La cancellazione avviene d’ufficio e non richiede il pagamento delle imposte da parte del debitore. Tuttavia, se la trascrizione del pignoramento viene cancellata (ad esempio per errore) prima della conclusione dell’asta, gli effetti di pubblicità cessano; la Cassazione ha precisato che la cancellazione, anche se erronea, priva di efficacia la procedura e l’aggiudicatario non può far valere la prevalenza del proprio titolo .

5. Cancellazione nel pignoramento tributario (Agenzia delle Entrate Riscossione)

Nel pignoramento immobiliare promosso dall’Agente della riscossione, trovano applicazione le regole speciali del DPR 602/1973.

  • Limiti all’espropriazione – La procedura può essere avviata solo se il debito complessivo è superiore a 120 000 € e l’ipoteca è stata iscritta da almeno sei mesi . La prima casa non di lusso adibita ad abitazione principale non è espropriabile.
  • Perdita di efficacia – Il pignoramento perde effetto se entro 200 giorni non si svolge la prima vendita o se l’esecuzione si estingue per altri motivi; il concessionario deve richiedere la cancellazione entro 10 giorni .
  • Esenzione dalle imposte – In virtù della Legge 160/2019, la cancellazione dei pignoramenti, delle ipoteche o dei fermi amministrativi iscritti dall’Agente della riscossione avviene senza pagamento di tributi o diritti .

6. Misure protettive e sovraindebitamento

Le procedure di regolazione della crisi (piano del consumatore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata) consentono di ottenere la sospensione immediata delle azioni esecutive. Presentando al tribunale la domanda per una di queste procedure, il debitore può chiedere misure protettive: il giudice blocca aste, pignoramenti dello stipendio, fermi amministrativi e altre iniziative dei creditori . La sospensione può essere concessa anche senza convocare i creditori, per garantire l’efficacia immediata; i creditori potranno proporre reclamo successivamente .

Durante la procedura, il debitore deve presentare un piano che rispetti i diritti dei creditori privilegiati, in particolare i creditori ipotecari. La Cassazione ha affermato che un piano del consumatore che non garantisce al creditore ipotecario un importo almeno pari al ricavato di una vendita è inammissibile .

A conclusione del piano o della liquidazione, il tribunale emette il decreto di esdebitazione, che cancella i debiti residui e consente al debitore di ricominciare. Alcuni tribunali (es. Tribunale di Verona) hanno stabilito che l’OCC deve attivarsi per cancellare le iscrizioni della procedura dai registri e informare le banche dati creditizie .

7. Definizioni agevolate e rottamazioni

Per le cartelle di pagamento emesse dall’Agente della riscossione, la legislazione recente (D.L. 193/2016, “Rottamazione ter”; D.L. 119/2018, “Rottamazione quater”; legge di bilancio 2023 e 2024) ha previsto definizioni agevolate che consentono di pagare il dovuto senza interessi e sanzioni. La rottamazione produce l’estinzione del debito e, una volta saldato l’importo concordato, l’Agente della riscossione procede alla cancellazione del pignoramento gratuitamente. I termini per aderire alle rottamazioni variano di anno in anno; occorre verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione gli avvisi aggiornati.

Difese e strategie legali contro il pignoramento

Ottenere la cancellazione del pignoramento non significa soltanto pagare l’imposta in conservatoria. Ci sono diverse strategie processuali e stragiudiziali a disposizione del debitore. Ecco le principali.

Contestare la validità del titolo o dell’atto di precetto

Se il titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo, sentenza o cartella esattoriale) è inesistente, nullo o prescrittore, il debitore può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di precetto. Tra i vizi più frequenti si segnalano:

  • Cartelle non notificate o notificate in modo irregolare;
  • Prescrizione del credito (ad esempio, imposte prescritte in 10 anni per tributi erariali);
  • Titolo mancante o incompleto (mancanza di decreto ingiuntivo esecutivo).

L’opposizione sospende l’esecuzione se il giudice ritiene sussistenti gravi motivi . La sospensione, però, non determina la cancellazione automatica; quest’ultima avverrà soltanto in caso di accoglimento dell’opposizione e conseguente estinzione del pignoramento.

Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)

Se il vizio riguarda un atto della procedura esecutiva (ad esempio l’omesso rispetto del termine di iscrizione a ruolo o la mancata trascrizione), occorre proporre opposizione agli atti esecutivi.

  • In caso di mancata o tardiva trascrizione, la Cassazione ha chiarito che la chiusura anticipata è impugnabile solo con l’opposizione ex art. 617 .
  • Se il vizio consiste nella violazione del termine di 15 giorni per l’iscrizione a ruolo, la mancanza integra una estinzione tipica e il rimedio è il reclamo ex art. 630 .

Il termine per l’opposizione è breve (20 giorni) e decorre dal compimento dell’atto o dalla conoscenza dello stesso. È quindi fondamentale agire tempestivamente con l’assistenza di un professionista.

Conversione e riduzione del pignoramento

Come visto, la conversione consente di sostituire il bene con una somma di denaro. Nei pignoramenti immobiliari è possibile anche ottenere la riduzione del pignoramento se il valore del bene eccede notevolmente l’ammontare del credito. La riduzione può essere richiesta con ricorso al giudice e comporta la parziale liberazione del bene.

Accordi con i creditori e transazioni

Nel recupero crediti bancario o commerciale, può essere conveniente proporre un accordo stragiudiziale con il creditore (saldo e stralcio, dilazione). Una transazione ben strutturata permette di evitare i costi dell’esecuzione e di ottenere la cancellazione del pignoramento mediante rinuncia. È opportuno farsi assistere da un professionista per negoziare termini equi e per redigere l’accordo in forma scritta.

Misure protettive e piani di rientro nel sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento offrono una tutela ampia:

  • Piano del consumatore: riservato a persone fisiche non imprenditori, consente di proporre un piano di ristrutturazione che, se omologato, obbliga tutti i creditori. Durante la procedura vengono sospese le azioni esecutive e, a esito positivo, i pignoramenti vengono cancellati .
  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: destinata ai consumatori che non esercitano attività d’impresa; prevede una proposta ai creditori sulla base della capacità di pagamento, sotto il controllo dell’OCC.
  • Concordato minore: dedicato a imprenditori sotto soglia (es. piccoli imprenditori, professionisti). Il concordato può prevedere la continuità aziendale e il pagamento parziale dei crediti; le azioni esecutive rimangono sospese per tutta la procedura.
  • Liquidazione controllata: comporta la liquidazione del patrimonio del debitore sotto la supervisione del tribunale. Al termine il debitore ottiene l’esdebitazione.

Per tutte queste procedure, la meritevolezza è essenziale: il debitore non deve aver causato volontariamente il sovraindebitamento e deve cooperare con trasparenza . In caso contrario, la domanda può essere rigettata (Trib. Avellino, sent. 13 febbraio 2025) .

Rottamazione e definizione agevolata delle cartelle

Le varie “rottamazioni” introdotte dal legislatore permettono di chiudere i debiti fiscali con sconti su interessi e sanzioni. Una volta pagata l’ultima rata prevista dalla rottamazione, l’Agenzia delle Entrate Riscossione procede alla cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti gratuitamente. È importante presentare domanda entro i termini indicati nei provvedimenti di legge (ad esempio, le rottamazioni quater per il 2023/2024). In caso di ritardo o mancato pagamento di una rata, la rottamazione decade e il pignoramento torna efficace.

Errori comuni da evitare

  1. Ignorare i termini procedurali – Non depositare l’istanza di vendita o la documentazione richiesta può determinare l’improseguibilità dell’esecuzione. La Cassazione ha ribadito che la mancata trascrizione o l’omesso deposito entro i termini non comportano un’estinzione tipica ma una chiusura atipica impugnabile con l’opposizione .
  2. Non rinnovare la trascrizione – La trascrizione del pignoramento dura 20 anni; se non viene rinnovata, l’esecuzione diventa improseguibile e tutti gli atti compiuti perdono efficacia .
  3. Affidarsi a soluzioni improvvisate – Chi offre “cancellazioni facili” senza verificare la legittimità del titolo rischia di peggiorare la situazione. È sempre necessario esaminare la documentazione e scegliere il rimedio giuridico appropriato.
  4. Abusare delle misure protettive – Le misure protettive nel sovraindebitamento sono concesse solo a chi si trova in reale difficoltà e agisce in buona fede. Chi tenta di utilizzarle strumentalmente per ritardare il pignoramento senza meritevolezza vedrà rigettata la domanda .
  5. Non considerare i creditori privilegiati – Nei piani di sovraindebitamento occorre assicurare un trattamento adeguato ai creditori muniti di ipoteca; diversamente il tribunale dichiara inammissibile il piano .

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Cause di estinzione del pignoramento e rimedi

Causa di estinzioneDescrizione e normativaRimedio/processoCosti
Pagamento del debito e rinuncia del creditoreIl debitore salda il debito e il creditore presenta rinuncia; istanza di cancellazione al conservatoreIstanza volontariaSe pignoramento fiscale: gratis ; se privato: imposta bollo € 59, imposta ipotecaria € 200, tassa ipotecaria € 35
Conversione ex art. 495 c.p.c.Il debitore deposita una somma pari al debito (min. 1/6) e chiede di sostituire il pignoramentoOrdinanza di conversione; cancellazione dopo il depositoOltre al deposito, imposte come sopra se la cancellazione non è fiscale
Estinzione per inattività o improseguibilitàMancanza di istanza di vendita, mancata trascrizione, mancanza di documenti; il giudice dichiara l’estinzioneOrdinanza di estinzione; opposizione ex art. 617 o reclamo ex art. 630 a seconda del vizioImposte come sopra
Violazione art. 557 c.p.c.Non deposito della nota di iscrizione a ruolo entro 15 giorni; causa tipica di inefficaciaReclamo ex art. 630Idem
Mancato rinnovo trascrizione (20 anni)Se la trascrizione non viene rinnovata, la procedura è improseguibile e tutti gli atti sono inefficaciOpposizione ex art. 617; giudice ordina cancellazioneN/A
Misure protettive sovraindebitamentoPresentazione della domanda di ristrutturazione, piano del consumatore, concordato minore o liquidazione: il giudice sospende le esecuzioniProcedura di composizione; decreto di esdebitazione finaleNessuna imposta per la cancellazione fiscalmente; costi OCC
Vendita forzata (decreto di trasferimento)Dopo il versamento del prezzo, il giudice nel decreto ordina la cancellazione dei pignoramentiDecreto di trasferimento; cancellazione automaticaNessun costo per il debitore

Tabella 2 – Termini e scadenze principali

AttoTermineConseguenza in caso di mancato rispetto
Trascrizione del pignoramentoDeve essere eseguita e depositata la nota nel fascicolo; la Cassazione qualifica la mancata o tardiva trascrizione come causa di chiusura anticipata improseguibileChiusura atipica impugnabile con opposizione; cancellazione
Iscrizione a ruolo dell’esecuzione (art. 557 c.p.c.)15 giorni dal pignoramentoInefficacia del pignoramento e estinzione tipica; reclamo
Rinnovo della trascrizione (art. 2668‑bis c.c.)Ogni 20 anniImproseguibilità dell’esecuzione; cancellazione
Richiesta di cancellazione fiscaleIl concessionario deve richiedere la cancellazione entro 10 giorni dalla perdita di efficaciaMancato adempimento può comportare responsabilità dell’ente
Deposito dell’istanza di conversioneDeve avvenire prima della vendita; versamento di almeno 1/6 del debitoInammissibilità dell’istanza
Pagamento delle rate di rottamazioneSecondo il calendario previsto dalle norme (varia anno per anno)Decadenza e riattivazione del pignoramento

Domande frequenti (FAQ)

1. Quanto costa cancellare un pignoramento?
Se il pignoramento è stato iscritto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, la cancellazione è gratuita perché la legge di bilancio 2020 prevede l’esenzione da ogni tributo . Nel caso di pignoramenti promossi da creditori privati, bisogna versare con modello F24 Elide l’imposta di bollo (€ 59), l’imposta ipotecaria (€ 200) e la tassa ipotecaria (€ 35) , oltre a eventuali onorari per il professionista che assiste nella procedura.

2. È sufficiente pagare il debito per far cancellare il pignoramento?
Il pagamento estingue l’obbligazione, ma è necessario che il creditore rinunci al pignoramento o che il giudice dichiari l’estinzione. In mancanza di rinuncia, il debitore può proporre opposizione per ottenere un’ordinanza di cancellazione .

3. In quanto tempo si cancella un pignoramento?
I tempi variano in base al motivo della cancellazione. Se il creditore presenta rinuncia, l’annotazione può essere eseguita entro pochi giorni. Se occorre un provvedimento del giudice (conversione, estinzione per inattività, misure protettive), sono necessari i tempi della procedura (alcuni mesi). La cancellazione per pignoramenti fiscali avviene di norma entro 30 giorni dalla richiesta dell’Agente della riscossione.

4. Il creditore è obbligato a chiedere la cancellazione?
No. La Cassazione (sentenza n. 6789/2024) ha affermato che non esiste alcuna norma che imponga al creditore procedente di attivarsi per la cancellazione; chiunque vi abbia interesse può presentare l’ordinanza al conservatore .

5. Cosa succede se la trascrizione del pignoramento viene cancellata per errore prima della vendita?
La cancellazione, anche se illegittima, fa venir meno gli effetti di pubblicità; l’aggiudicatario non può opporre il pignoramento e prevale l’acquirente che abbia trascritto il proprio atto dopo la cancellazione .

6. Posso oppormi al pignoramento perché la trascrizione è stata depositata in ritardo?
Sì. La tardiva trascrizione comporta una chiusura atipica della procedura e deve essere contestata con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 . Il reclamo ex art. 630 non è ammissibile.

7. Cosa succede se il creditore non deposita la nota di iscrizione a ruolo entro 15 giorni?
La violazione dell’art. 557 c.p.c. determina l’inefficacia del pignoramento e l’estinzione tipica. Il provvedimento è impugnabile con reclamo .

8. Devo rinnovare la trascrizione dopo vent’anni?
La trascrizione conserva efficacia per 20 anni (artt. 2668‑bis e 2668‑ter c.c.). Il creditore che non rinnova perde l’efficacia del pignoramento. La Cassazione ha affermato che la mancata rinnovazione rende improseguibile la procedura e travolge anche eventuali aggiudicazioni provvisorie .

9. Cos’è la conversione del pignoramento e quando conviene?
La conversione consente di sostituire il bene pignorato con una somma di denaro. Conviene quando il valore del bene è superiore al debito o quando il debitore vuole evitare la vendita. Va presentata prima della vendita e comporta il versamento di almeno 1/6 del credito .

10. Posso bloccare subito il pignoramento avviando una procedura di sovraindebitamento?
Sì. Depositando la domanda di ristrutturazione dei debiti, concordato minore o piano del consumatore, il tribunale può concedere misure protettive che sospendono immediatamente i pignoramenti . Le azioni esecutive restano congelate fino alla decisione sul piano.

11. Il creditore ipotecario può essere penalizzato in un piano del consumatore?
No. Il piano deve garantire al creditore ipotecario un trattamento almeno pari a quello che otterrebbe dalla vendita del bene. La Cassazione ha dichiarato inammissibile un piano che riduceva il valore della garanzia .

12. Che differenza c’è tra opposizione all’esecuzione e opposizione agli atti esecutivi?
L’opposizione all’esecuzione (art. 615) riguarda l’inesistenza o invalidità del titolo o del diritto del creditore; l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617) riguarda i vizi procedurali. La scelta del rimedio è determinante perché i termini sono diversi e l’errata qualificazione può comportare l’inammissibilità del ricorso.

13. Un terzo acquirente può prevalere sull’aggiudicatario se il pignoramento è stato cancellato?
Sì. L’ordinanza n. 2020/2024 della Cassazione ha affermato che la cancellazione del pignoramento, anche se illegittima, fa venir meno l’effetto della pubblicità; un terzo che trascrive il suo acquisto dopo la cancellazione prevale sull’aggiudicatario .

14. Le imposte per la cancellazione sono sempre dovute?
No. L’art. 1, comma 809 della Legge 160/2019 stabilisce l’esenzione per i pignoramenti e le ipoteche richieste dall’Agente della riscossione . Per i pignoramenti tra privati restano dovuti bollo, imposta ipotecaria e tassa ipotecaria .

15. Cosa accade alle somme versate per la conversione se la procedura si estingue?
Se nessuno impugna l’ordinanza di estinzione, il giudice può integrare il provvedimento per distribuire le somme ai creditori aventi diritto. In caso di richiesta di distribuzione parziale prima dell’estinzione, il denaro non può essere restituito al debitore e va ripartito tra i creditori .

16. Posso ottenere la cancellazione del pignoramento della “prima casa”?
Se il pignoramento è avviato dall’Agente della riscossione, l’espropriazione della prima casa non di lusso utilizzata come abitazione principale è vietata (art. 76 DPR 602/1973) . Se il pignoramento è stato già iscritto, è possibile chiedere la cancellazione facendo valere la nullità dell’atto o la violazione dei limiti di legge, oppure aderendo a una definizione agevolata.

17. Quanto tempo ho per impugnare il provvedimento che dichiara l’estinzione?
Il reclamo ex art. 630 deve essere proposto entro 20 giorni dall’ordinanza. L’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 deve essere proposta entro 20 giorni dalla conoscenza dell’atto. È essenziale distinguere se l’estinzione è tipica (es. art. 557) o atipica per scegliere il rimedio corretto .

18. Una volta cancellato il pignoramento, il bene può essere pignorato di nuovo?
Sì, se il credito non è stato completamente estinto. Ad esempio, se la procedura si estingue per inattività ma il debito sussiste, il creditore può avviare un nuovo pignoramento, salvo che il titolo sia prescritto. La cancellazione non estingue il credito ma solo la procedura.

19. È possibile cancellare il pignoramento solo parzialmente?
La riduzione del pignoramento permette di liberare in parte il bene se il valore pignorato eccede il credito; tuttavia non esiste una “cancellazione parziale” della trascrizione. Per liberare completamente il bene occorre l’ordine del giudice o la rinuncia del creditore.

20. È obbligatorio farsi assistere da un avvocato?
Per le opposizioni, la conversione e le procedure concorsuali è necessario l’assistenza di un avvocato (e, per il sovraindebitamento, anche dell’OCC). L’esperienza di un legale è decisiva per individuare il rimedio idoneo e per evitare decadenze procedurali.

Simulazioni pratiche

Esempio 1 – Pignoramento immobiliare da parte di un creditore privato

  • Situazione: Un debitore riceve un atto di pignoramento immobiliare per un debito di € 120 000. Il bene ha un valore di mercato di € 200 000. Il creditore notifica il pignoramento e lo trascrive.
  • Strategie possibili:
  • Conversione del pignoramento: Il debitore può depositare almeno un sesto (€ 20 000) e chiedere la conversione. Il giudice calcola la somma residua (es. € 120 000 + spese) e fissa il termine per il versamento. Se il debitore riesce a versare i soldi (magari tramite finanziamento o vendita di altri beni), il pignoramento viene cancellato.
  • Accordo stragiudiziale: Il debitore negozia un saldo e stralcio e ottiene la rinuncia del creditore; paga l’imposta di bollo (€ 59), l’imposta ipotecaria (€ 200) e la tassa ipotecaria (€ 35) per la cancellazione.
  • Opposizione: Se il pignoramento presenta vizi (es. titolo prescritto), il debitore può proporre opposizione e chiedere la sospensione. Se il giudice accoglie l’opposizione, dispone l’estinzione e ordina la cancellazione senza spese ulteriori.
  • Costo della cancellazione: In caso di accordo o conversione, occorre versare € 294 di imposte alla conservatoria (oltre ai costi professionali). Se la procedura riguarda tributi erariali, la cancellazione è gratuita .

Esempio 2 – Pignoramento immobiliare dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

  • Situazione: Un contribuente riceve un pignoramento su un immobile per cartelle esattoriali pari a € 50 000. L’immobile è la prima casa e costituisce l’unica abitazione.
  • Normativa applicabile: L’art. 76 DPR 602/1973 vieta l’espropriazione della prima casa non di lusso quando il debito è inferiore a 120 000 € . Il pignoramento è quindi illegittimo.
  • Soluzione: Il contribuente può proporre opposizione all’esecuzione per far dichiarare la nullità del pignoramento e ottenerne la cancellazione. Inoltre può chiedere la rateazione del debito o aderire alla rottamazione. La cancellazione è gratuita in quanto il provvedimento proviene dall’Agente della riscossione .

Esempio 3 – Estinzione per mancata trascrizione

  • Situazione: Il creditore notifica il pignoramento ma omette di trascriverlo oppure trascrive la nota in ritardo; il giudice dichiara l’improseguibilità.
  • Effetti: La procedura si estingue per causa atipica; il provvedimento va impugnato con opposizione ex art. 617 . Il giudice dispone la cancellazione.
  • Costo: Se nessuno impugna, il debitore può depositare l’ordinanza al conservatore e, pagando le imposte previste (salvo esenzione), ottenere la cancellazione della trascrizione.

Esempio 4 – Sovraindebitamento e misure protettive

  • Situazione: Un imprenditore individuale ha debiti verso banche e fisco per € 400 000. Sono stati avviati pignoramenti immobiliari e fermi amministrativi.
  • Procedura: Il debitore presenta domanda di concordato minore ex D.Lgs. 14/2019. L’OCC elabora un piano che prevede la vendita di alcuni beni strumentali e il pagamento del 60 % ai creditori. Il tribunale concede le misure protettive; i pignoramenti vengono sospesi . Dopo l’omologazione e l’esecuzione del piano, il debitore ottiene il decreto di esdebitazione e l’OCC richiede la cancellazione delle trascrizioni .
  • Benefici: Il debitore ha evitato la vendita all’asta della propria abitazione e ha risolto la crisi ottenendo la liberazione dai debiti residui.

Conclusione

La cancellazione di un pignoramento è un passaggio cruciale per recuperare la piena disponibilità dei propri beni e ripartire senza il peso dell’esecuzione. Il costo della cancellazione dipende dalla natura del creditore (privato o fiscale) e dalla via prescelta: nel pignoramento fiscale la cancellazione è gratuita grazie all’esenzione introdotta dalla Legge 160/2019 ; nei pignoramenti tra privati occorre versare le imposte ipotecarie previste (bollo, imposta e tassa ipotecaria) per un totale di € 294 . Oltre alle imposte, bisogna considerare le spese legali e i costi notarili quando necessari.

Dal punto di vista operativo, il debitore dispone di numerosi strumenti per ottenere la cancellazione: pagamento integrale del debito, conversione del pignoramento, opposizioni agli atti o all’esecuzione, ricorsi per estinzione, misure protettive e procedure di sovraindebitamento. La giurisprudenza recente della Cassazione ha chiarito che la mancata o tardiva trascrizione non è una causa tipica di estinzione (e va impugnata con opposizione) , che la violazione del termine di iscrizione a ruolo comporta una estinzione tipica , che la trascrizione ha efficacia ventennale e va rinnovata e che non esiste un obbligo per il creditore di richiedere la cancellazione .

La riforma della procedura civile e l’introduzione del Codice della crisi d’impresa hanno ampliato le tutele per i debitori, prevedendo misure protettive immediate e la possibilità di ottenere la esdebitazione. Tuttavia, queste misure richiedono un’attenta valutazione della meritevolezza del debitore e il rispetto dei diritti dei creditori privilegiati .

Agire tempestivamente con l’assistenza di un professionista esperto è fondamentale. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team possono analizzare l’atto di pignoramento, individuare i vizi formali, presentare le opportune opposizioni, negoziare con i creditori o predisporre un piano di rientro. Grazie alle competenze nel diritto bancario e tributario, e all’esperienza come gestore della crisi da sovraindebitamento, lo studio offre una consulenza completa per bloccare pignoramenti, fermi, ipoteche e salvaguardare la prima casa.

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