Accertamento fiscale a un’azienda di noleggio container: cosa fare e come difendersi

Introduzione

Gestire un’impresa di noleggio container significa operare in un settore logistico complesso, in cui le adempienze fiscali sono numerose e la marginalità dipende spesso dalla corretta gestione dei flussi di cassa. Un accertamento fiscale – che può riguardare l’IVA applicata ai servizi di noleggio, le imposte sui redditi, la TARI dovuta per gli spazi di deposito o la riscossione coattiva di carichi iscritti a ruolo – rappresenta un momento critico per l’azienda: può generare rischi finanziari, blocchi operativi (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi) e danneggiare la reputazione con fornitori e clienti. Un approccio superficiale porta spesso a errori facilmente evitabili: mancato rispetto dei termini, difese tardive o documenti non corretti.

Nel contesto di marzo 2026, la normativa italiana si è evoluta profondamente: il D.Lgs. 219/2023 e i successivi interventi (D.L. 39/2024 convertito nella L. 67/2024, D.Lgs. 110/2024 e D.Lgs. 192/2025) hanno inserito nello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) il principio del contraddittorio preventivo (art. 6‑bis) e rafforzato l’obbligo di motivazione degli atti (art. 7) . La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la rottamazione‑quinquies e nuove forme di rateizzazione dei debiti tributari, mentre le più recenti sentenze della Corte di Cassazione nel 2025 e 2026 hanno precisato i limiti del contraddittorio, della prescrizione e della validità degli atti. Tutto ciò impone al contribuente di conoscere diritti e obblighi per attuare difese efficaci.

La nostra competenza a supporto del contribuente

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, patrocinante in Cassazione e Gestore della crisi da sovraindebitamento (ex L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario, societario e tributario. È fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie alla combinazione di competenze legali e contabili, il team analizza gli atti dell’Amministrazione finanziaria, verifica la legittimità delle pretese, impugna avvisi e cartelle nei termini di legge, propone sospensioni cautelari e definizioni agevolate, assiste nelle trattative con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) e predispone piani di rientro o accordi stragiudiziali.

Siamo consapevoli che ogni accertamento è diverso: per questo offriamo una valutazione personalizzata immediata, basata su analisi di bilancio, esame della documentazione e studio dei precedenti giurisprudenziali.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Statuto dei diritti del contribuente e principio del contraddittorio

Lo Statuto del contribuente (L. 212/2000) rappresenta il punto di riferimento per la tutela del contribuente. La recente riforma ha inserito l’art. 6‑bis sul principio del contraddittorio. La norma stabilisce che, a pena di annullabilità, tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio informato ed effettivo con il contribuente . L’amministrazione finanziaria deve comunicare al contribuente lo schema di atto e concedere almeno 60 giorni per presentare controdeduzioni e accedere ai documenti del fascicolo . Sono esclusi dal contraddittorio gli atti automatizzati, quelli di pronta liquidazione o controllo formale, nonché i casi di fondato pericolo per la riscossione . Il termine di decadenza per l’adozione dell’atto è prorogato per consentire il contraddittorio .

L’art. 7 dello Statuto, riformulato dal D.Lgs. 219/2023, rafforza l’obbligo di chiarezza e motivazione degli atti: ogni atto deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa, con riferimento agli articoli 3 della L. 241/1990 e 24, 97, 111 della Costituzione . Se l’atto richiama altri documenti, questi devono essere allegati o integralmente riportati , affinché il contribuente possa comprendere e contestare la pretesa. La giurisprudenza ha affermato che tale motivazione deve essere esaustiva e non può essere integrata successivamente ; la Corte di Cassazione ha ribadito (ord. 13620/2023) che la motivazione tutela i principi di ragionevolezza e proporzionalità .

2. Termini e strumenti della riscossione coattiva

La riscossione dei tributi è disciplinata dal D.P.R. 602/1973. Alcuni articoli sono fondamentali per comprendere i poteri dell’Agente della riscossione (AdER) e le difese disponibili:

NormaContenuto chiaveDettagli essenziali
Art. 50 – Termine per l’inizio dell’esecuzioneL’agente della riscossione può procedere all’espropriazione forzata solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento ; se l’esecuzione non inizia entro un anno, deve notificare un avviso di intimazione che perde efficacia dopo un altro anno .L’inosservanza dei termini rende illegittima l’azione esecutiva e l’intimazione è autonomamente impugnabile (Cass. ord. 6436/2025).
Art. 72 – Pignoramento di canoni di locazione e fittiIn caso di crediti per fitti o pigioni, l’agente ordina ai locatari di versare i canoni dovuti e futuri direttamente ad AdER entro 15 giorni ; se il terzo non ottempera, si applica l’espropriazione ex art. 72-bis .Questa norma è rilevante per le società di noleggio container che hanno in corso contratti di locazione d’immobili o terreni.
Art. 72-bis – Pignoramento di crediti verso terzi (es.: conti correnti)L’agente può ordinare ai terzi debitori (banche, clienti) di versare le somme dovute al debitore entro 60 giorni e per le future scadenze ; l’ordine può essere emanato anche da dipendenti delegati.Secondo la Cassazione (ord. 28520/2025) l’ordine vincola la banca a bloccare il saldo per 60 giorni e trattenere i fondi futuri fino a concorrenza del credito.
Art. 77 – Iscrizione di ipotecaDecorso il termine di 60 giorni dell’art. 50, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore o dei coobbligati; l’importo garantito può arrivare al doppio del credito .L’agente può iscrivere ipoteca anche prima che ricorrano le condizioni per l’esproprio purché il debito sia almeno 20 000 € . Se il debito non supera il 5 % del valore dell’immobile, l’ipoteca è obbligatoria prima dell’espropriazione e l’agente deve attendere sei mesi dalla registrazione . È necessario notificare un preavviso di 30 giorni al debitore.
Art. 86 – Fermo di beni mobili registratiDecorso il termine dell’art. 50, l’agente può disporre il fermo amministrativo di veicoli, natanti o aeromobili del debitore . La procedura prevede la notifica di una comunicazione preventiva con termine di 30 giorni per pagare o dimostrare che il veicolo è strumentale all’attività . Chiunque circola con un bene sottoposto a fermo è soggetto alla sanzione prevista dal Codice della Strada .Non è previsto un importo minimo di debito, ma circolano direttive interne che fissano soglie (ad es. 800 €) per motivi di economicità; il fermo non può essere disposto sui veicoli indispensabili all’attività dell’impresa.

Queste norme dimostrano che l’agente della riscossione dispone di poteri incisivi, ma deve rispettare termini e condizioni precise. Qualsiasi irregolarità può essere opposta dal contribuente con un ricorso tempestivo.

3. Giurisprudenza recente

Nel periodo 2024‑2026 diverse pronunce hanno inciso sull’accertamento e sulla riscossione. Le principali riguardano il contraddittorio, l’intimazione di pagamento, il pignoramento dei crediti, la TARI sulle aree di deposito e la motivazione degli atti.

  • Contraddittorio preventivo: con la sentenza a Sezioni Unite n. 21271/2025 la Corte di Cassazione ha chiarito che, per gli atti emessi prima dell’introduzione dell’art. 6‑bis, il contraddittorio endoprocedimentale era obbligatorio solo per i tributi armonizzati (es. IVA). In mancanza, l’atto è invalido solo se il contribuente dimostra che avrebbe potuto addurre elementi non pretestuosi .
  • Motivazione e allegati: diverse decisioni (es. Cass. n. 15842/2006, 23009/2009, 13620/2023) hanno ribadito che la motivazione deve contenere i presupposti di fatto e di diritto e che gli atti richiamati devono essere allegati . Una motivazione “per relationem” è valida solo se il contribuente può conoscere agevolmente il contenuto .
  • Intimazione di pagamento: l’ordinanza n. 6436/2025 ha stabilito che l’intimazione di pagamento prevista dall’art. 50, comma 2, è autonomamente impugnabile. Il contribuente che non la impugna perde la possibilità di far valere vizi della cartella o dell’azione esecutiva .
  • Pignoramento del conto corrente: l’ordinanza n. 28520/2025 (Cass. 5^ sez.) ha chiarito che, in base all’art. 72‑bis, la banca deve bloccare il saldo per 60 giorni e trattenere tutte le somme accreditate nei successivi 60 giorni . Decorso il periodo, i fondi eccedenti possono essere liberati. L’ordine non necessita di convalida giudiziale.
  • TARI su aree di transito e deposito di container: la sentenza n. 31218/2021 della Cassazione ha affermato che le aree scoperte destinate al transito e al magazzinaggio dei container sono soggette alla TARI, salvo che il contribuente dimostri, mediante apposita denuncia iniziale o di variazione, che tali aree non producono rifiuti . La CTR non può presumere l’inidoneità delle aree; l’onere della prova grava sull’azienda.
  • Altre decisioni: ulteriori pronunce riguardano la prova dei costi in contabilità semplificata, la legittimità del pignoramento dei canoni di locazione (Cass. 15465/2025), la nullità dell’ipoteca se l’avviso di pre-iscrizione non contiene l’indicazione del credito (Cass. 23608/2024), la prescrizione delle cartelle (Cass. 726/2026) e l’efficacia dell’adesione alle definizioni agevolate.

Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

Una volta ricevuto un atto dall’Amministrazione finanziaria (avviso di accertamento, cartella di pagamento, avviso di intimazione o preavviso di ipoteca/fermo), l’impresa di noleggio deve seguire una procedura ordinata. I seguenti passaggi rappresentano una guida generale; ogni caso va analizzato da un professionista.

  1. Verifica della notifica e dei termini. Controllare la data di notifica (pec, raccomandata o consegna a mano) e calcolare i termini per l’eventuale impugnazione: 60 giorni per il ricorso contro l’avviso di accertamento o la cartella, 60 giorni per l’intimazione di pagamento (art. 50), 30 giorni per contestare il preavviso di ipoteca o fermo . Verificare che non siano decorsi i termini di decadenza o prescrizione.
  2. Analisi della motivazione. Accertarsi che l’atto riporti chiaramente i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche e le prove a sostegno della pretesa . Se sono richiamati documenti esterni, verificarne l’allegazione; la mancata allegazione può costituire motivo di nullità .
  3. Valutazione del contraddittorio (art. 6‑bis). Se l’atto rientra tra quelli per cui è previsto il contraddittorio (avvisi di accertamento in materia di imposte dirette, IVA, IRAP, addizionali e altri tributi locali), controllare se l’Agenzia ha comunicato lo schema di atto e concesso almeno 60 giorni per le osservazioni . Se il contraddittorio è stato omesso, si può eccepire l’annullabilità dell’atto.
  4. Ricerca di precedenti giurisprudenziali e normativa specifica. Per ciascuna contestazione (es. imponibilità IVA sui servizi di noleggio, qualificazione dei canoni, TARI su aree scoperte), verificare la normativa di riferimento (D.P.R. 633/1972 per l’IVA, D.P.R. 600/1973 per le imposte sui redditi, regolamenti comunali per la TARI) e analizzare le più recenti sentenze della Cassazione e della giurisprudenza di merito.
  5. Predisposizione delle difese. In base alle irregolarità riscontrate, scegliere se:
  6. presentare osservazioni durante il contraddittorio (nel caso di preavviso ex art. 6‑bis);
  7. presentare istanze di autotutela per chiedere l’annullamento o la correzione dell’atto;
  8. proporre ricorso dinanzi alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex Commissione tributaria provinciale), entro 60 giorni dalla notifica;
  9. chiedere la sospensione amministrativa (art. 1, c. 129 L. 190/2014) o la sospensione giudiziale nel ricorso, per evitare azioni cautelari;
  10. aderire a definizioni agevolate, acquiescenza o accertamento con adesione per ridurre sanzioni e interessi.
  11. Rapporto con AdER. Se l’atto riguarda la riscossione (cartella, intimazione, ipoteca, fermo), contattare tempestivamente l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È possibile chiedere la rateizzazione del debito (art. 19 D.P.R. 602/1973) o la sospensione per procedere al ricorso. Se il debito è stato affidato ad un funzionario, ogni comunicazione deve essere inviata via PEC e protocollata.
  12. Valutazione di procedure di crisi d’impresa. Nei casi di insolvenza, l’imprenditore può ricorrere alla composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021), ai piani di rientro o alla procedura di sovraindebitamento (L. 3/2012) per ottenere la riduzione o l’esdebitazione dei debiti fiscali. L’Avv. Monardo, in qualità di Gestore della crisi, può assistere nell’elaborazione del piano e nel dialogo con l’OCC.

Difese e strategie legali

1. Impugnazione dell’avviso di accertamento

L’avviso di accertamento notifica al contribuente la pretesa dell’ufficio, definendo l’imponibile, le imposte dovute e le sanzioni. Nel settore del noleggio container, le contestazioni più frequenti riguardano:

  • Ricavi non dichiarati o compensi non contabilizzati, soprattutto quando l’impresa utilizza contratti di subnoleggio o servizi accessori (movimentazione, manutenzione). L’amministrazione può ricorrere agli studi di settore o alle nuove analisi di rischio basate su algoritmi.
  • Indebita applicazione dell’esenzione IVA: la Cassazione ha affermato che l’esenzione di cui all’art. 8‑bis del D.P.R. 633/1972 (dotazioni di bordo) si applica solo ai container utilizzati come dotazioni delle navi; spetta al contribuente dimostrare che i container rientrano nella fattispecie .
  • Omessa denuncia TARI: la sentenza 31218/2021 ha stabilito che le aree scoperte destinate al deposito di container producono rifiuti e sono tassabili; spetta all’impresa dimostrare l’inidoneità .

Le principali eccezioni che il contribuente può sollevare sono:

  1. Violazione del contraddittorio: se non è stato inviato lo schema di atto o se il contraddittorio non si è svolto con modalità effettive (es. tempo insufficiente per esaminare i documenti), l’avviso è annullabile .
  2. Difetto di motivazione: se l’atto non espone i presupposti di fatto, le prove e le ragioni giuridiche o non allega i documenti richiamati .
  3. Presa a riferimento di presunzioni illegittime: ad esempio, presunzioni di redditività basate su parametri non applicabili all’impresa, come avviene per gli studi di settore nel caso di attività con stagionalità diversa.
  4. Errata qualificazione giuridica: i canoni percepiti per la locazione di container possono essere qualificati come redditi d’impresa e non come canoni di locazione immobiliare; eventuali contestazioni relative all’imposta di registro o alla tassazione separata possono essere infondate.
  5. Prescrizione o decadenza: verificare il termine entro cui l’ufficio può emettere l’avviso (ad esempio, 31 dicembre del quinto anno successivo per le imposte dirette ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 600/1973) e se i termini sono stati prorogati o sospesi. Nel 2025 diversi giudici hanno annullato avvisi notificati oltre i termini di decadenza.
  6. Errori materiali: incongruenze nei calcoli, duplicazioni di fatture, mancanza di firma digitale o notifica a indirizzo errato.

Ricorso tributario

Il ricorso va presentato alla Corte di giustizia tributaria di primo grado competente entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso e deve indicare i motivi di impugnazione, la prova documentale e le richieste (annullamento totale o parziale). È possibile chiedere la sospensione dell’atto al giudice, depositando un’istanza motivata che dimostri il danno grave e irreparabile.

Nel ricorso contro la cartella o l’intimazione, il contribuente può eccepire la mancanza di notifica della cartella, la prescrizione del credito (termine quinquennale o decennale a seconda del tributo), l’inesistenza del ruolo o l’infondatezza della pretesa. La Cassazione ha precisato che l’intimazione costituisce un atto autonomo e deve essere impugnata a parte ; se non impugnata, l’esecuzione diventa definitiva.

2. Difesa contro le azioni esecutive

Una volta iscritta a ruolo la somma, AdER può attivare azioni cautelari ed esecutive. Il contribuente può difendersi in modo mirato:

  • Contro il pignoramento dei canoni (art. 72): verificare che l’ordine sia stato notificato correttamente al terzo (inquilino) e che indichi l’importo dovuto; impugnare entro 20 giorni dinanzi al giudice dell’esecuzione se vi sono vizi (es. importo superiore al dovuto, prescrizione). Ricordare che il terzo deve pagare i canoni a AdER entro 15 giorni .
  • Contro il pignoramento di crediti verso terzi (art. 72‑bis): eccepire la mancanza di notifica dell’intimazione al debitore principale o la violazione del termine di 60 giorni. Nel caso di pignoramento del conto corrente, è possibile chiedere al giudice il limitato prelievo nel rispetto del minimo vitale o dell’esclusione dei crediti impignorabili (stipendi, trattamenti pensionistici).
  • Contro l’iscrizione ipotecaria (art. 77): contestare l’omissione del preavviso di 30 giorni; eccepire che il debito non supera la soglia di 20 000 € o che è inferiore al 5 % del valore dell’immobile . Verificare la validità della notifica e la competenza territoriale dell’ufficio. In alcuni casi la giurisprudenza ha ritenuto nulla l’ipoteca se l’atto non specifica le singole partite debitorie.
  • Contro il fermo amministrativo (art. 86): dimostrare che il veicolo è strumentale all’attività di impresa o alla professione e quindi esente dalla misura . Eccepire l’assenza del preavviso o il pagamento già effettuato. Il fermo può essere sospeso con provvedimento del giudice o con la rateizzazione del debito.

3. Strategie preventive e strumenti deflattivi

Per ridurre il rischio di contenzioso e limitare i costi, la legge mette a disposizione diversi strumenti:

  1. Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997): permette di definire l’accertamento pagando le imposte con sanzioni ridotte a un terzo. La proposta può essere avanzata dal contribuente entro il termine per ricorrere o dall’ufficio. È particolarmente utile nei casi in cui la pretesa sia in larga misura fondata ma si voglia evitare sanzioni elevate.
  2. Ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997): consente di regolarizzare spontaneamente omessi o ritardati versamenti pagando sanzioni ridotte in funzione del tempo trascorso (dal ravvedimento sprint al ravvedimento lungo). È applicabile anche alle imposte locali (IMU, TARI) se il regolamento lo prevede.
  3. Conciliazione giudiziale: nel corso del processo tributario, le parti possono addivenire a un accordo parziale o totale con riduzione delle sanzioni; i giudici incoraggiano sempre più la definizione anticipata delle liti per decongestionare i tribunali.
  4. Adesione ai verbali di constatazione (art. 5 D.Lgs. 218/1997): in caso di processo verbale di constatazione (PVC), il contribuente può prestare adesione entro 30 giorni ottenendo una riduzione delle sanzioni.
  5. Rottamazione dei ruoli (Legge 199/2025): la rottamazione‑quinquies consente di estinguere i debiti fiscali e contributivi affidati ad AdER entro il 31 dicembre 2023 versando le imposte e gli interessi senza sanzioni né aggio. Il termine per presentare la domanda scade il 30 aprile 2026 (salvo proroghe); il pagamento può essere effettuato in fino a 20 rate. Sono esclusi i debiti relativi a risorse proprie dell’Unione europea, ai dazi doganali, alle multe penali e alle sanzioni per violazioni penali e previdenziali . Il mancato pagamento di una rata comporta la perdita del beneficio e la riattivazione integrale del debito.
  6. Stralcio delle mini‑cartelle: la legge di bilancio 2026 ha previsto lo stralcio automatico dei ruoli fino a 1 000 € affidati ad AdER tra il 2000 e il 2015; il contribuente non deve presentare domanda. Per i ruoli dal 2016 al 2023 la cancellazione parziale è subordinata al versamento del 20 %.
  7. Rateizzazione (art. 19 D.P.R. 602/1973): l’AdER concede dilazioni fino a 72 rate mensili per debiti fino a 60 000 € e fino a 120 rate per debiti superiori, previa dimostrazione dello stato di temporanea difficoltà finanziaria . La Legge n. 199/2025 ha portato a 100 000 € la soglia per l’automatica concessione della rateizzazione e ha introdotto la possibilità di saltare fino a 5 rate senza decadenza. In caso di ulteriore morosità, l’AdER può revocare il piano e avviare l’esecuzione.
  8. Composizione negoziata della crisi e sovraindebitamento: se l’impresa versa in stato di crisi, può accedere alla composizione negoziata (D.L. 118/2021), assistita da un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio. Al termine del percorso, le parti possono concludere un accordo con i creditori, riducendo o dilazionando i debiti fiscali. In alternativa, la procedura di sovraindebitamento (L. 3/2012) consente al piccolo imprenditore di ottenere l’omologazione di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione dei debiti, con possibile esdebitazione finale.

4. Caso pratico: contestazione dell’IVA sui container adibiti a dotazione di bordo

Una società di noleggio container con sede in Calabria riceve un avviso di accertamento per l’anno 2023; l’Agenzia delle Entrate contesta l’esenzione IVA applicata ai canoni di noleggio, ritenendo che i container non siano “dotazioni di bordo” di navi commerciali. L’ufficio applica l’art. 8‑bis del D.P.R. 633/1972 e recupera 80 000 € di IVA oltre a 35 000 € di sanzioni e interessi.

Dopo l’analisi dei documenti, l’Avv. Monardo individua le seguenti criticità nell’atto:

  • Omissione del contraddittorio: l’agenzia non ha inviato lo schema di avviso ex art. 6‑bis e non ha concesso i 60 giorni per le osservazioni.
  • Motivazione insufficiente: l’avviso si limita a richiamare l’art. 8‑bis senza spiegare perché i container non sono considerati dotazioni di bordo; non allega i verbali di ispezione né i documenti da cui sarebbe emersa l’asserita destinazione diversa.
  • Violazione della giurisprudenza: la Cassazione ha stabilito che l’onere di dimostrare l’appartenenza dei container alla dotazione di bordo spetta al contribuente, ma l’amministrazione deve valorizzare gli elementi che smentiscono tale appartenenza .

La società, attraverso lo studio, presenta ricorso eccependo l’omissione del contraddittorio, la nullità per difetto di motivazione e la violazione dell’art. 8‑bis. Chiede la sospensione dell’esecuzione e propone, in via subordinata, l’accertamento con adesione. Nel frattempo, chiede l’annullamento in autotutela all’ufficio. Durante il contraddittorio, la società documenta che i container erano stati destinati a navi convenzionate e produce le lettere di imbarco. L’ufficio riconosce la fondatezza delle deduzioni e annulla in parte l’atto, riducendo la pretesa a 10 000 €. La vertenza si conclude con un accordo che consente all’azienda di pagare il dovuto in 6 rate mensili e di evitare il contenzioso.

Strumenti alternativi: rottamazioni, rateizzazioni, sovraindebitamento

Rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025)

La rottamazione‑quinquies rappresenta, per le imprese con debiti fiscali arretrati, un’opportunità di regolarizzazione. L’adesione comporta la definizione dei carichi affidati ad AdER fino al 31 dicembre 2023. Il contribuente deve presentare domanda entro il 30 aprile 2026 e può pagare in massimo 20 rate (quattro rate annuali scadenti il 31 luglio, 30 novembre, 28 febbraio e 31 maggio di ciascun anno). L’importo da pagare comprende imposta, interessi e rimborso spese per le procedure esecutive; non si pagano le sanzioni. Alcune categorie di debiti sono escluse (IVA all’importazione, dazi doganali, somme derivanti da condanne penali, multe C.d.S.); restano escluse anche le risorse proprie UE .

Per valutare la convenienza occorre considerare che la rottamazione impedisce l’iscrizione di nuove ipoteche e fermi e sospende quelli già iscritti; in caso di mancato pagamento anche di una sola rata, però, l’intero debito viene ripristinato con interessi e aggio.

Rateizzazione e dilazioni (art. 19 D.P.R. 602/1973)

Le imprese possono ottenere rateizzazioni in presenza di temporanea situazione di obiettiva difficoltà finanziaria. La legge prevede:

  • Fino a 72 rate per debiti inferiori a 60 000 €;
  • Fino a 120 rate per debiti superiori a 60 000 €;
  • Rate variabili: dal 2024 l’importo delle rate può essere crescente in base al fatturato;
  • Sospensione: è possibile saltare fino a 5 rate consecutive senza decadenza . In passato la soglia era 8 rate, ma la riforma l’ha ridotta per limitare il rischio di default; tuttavia, la Legge n. 199/2025 consente, previa motivazione, di concedere 2 rate aggiuntive.

Le domande di rateizzazione si presentano online; per importi sotto i 100 000 € (dal 2025), l’AdER concede la rateizzazione automatica senza richiesta di documenti. Per importi superiori, bisogna produrre dichiarazioni ISEE o bilanci che attestino la difficoltà. In caso di decadenza dal piano, l’intero importo diventa immediatamente esigibile; eventuali fermi o ipoteche possono essere iscritti.

Definizioni agevolate e stralci

  • Definizione agevolata liti pendenti: la Legge n. 199/2025 consente di definire le controversie tributarie pendenti al 1° gennaio 2026 versando una percentuale dell’imposta in base al grado di giudizio (40 % in primo grado, 15 % in secondo grado, 5 % in Cassazione). È escluso il pagamento delle sanzioni e degli interessi.
  • Definizione agevolata delle entrate locali (commi 102‑110): i Comuni possono deliberare la definizione delle entrate tributarie e patrimoniali proprie, permettendo ai contribuenti di regolarizzare i debiti con riduzione delle sanzioni e degli interessi. Le modalità e i termini sono stabiliti dal regolamento comunale.
  • Stralcio dei ruoli fino a 1 000 €: la legge di bilancio prevede lo stralcio automatico per i carichi affidati dal 2000 al 2015, mentre per quelli dal 2016 al 2023 è necessario il pagamento del 20 %.

Crisi d’impresa e sovraindebitamento

Per le imprese in grave difficoltà economica, il ricorso ai procedimenti di composizione della crisi rappresenta una via d’uscita che può coinvolgere anche i debiti fiscali:

  • Composizione negoziata (D.L. 118/2021): l’imprenditore, con l’assistenza di un esperto, negozia con i creditori (incluse le amministrazioni pubbliche) un piano di risanamento. Le imposte possono essere falcidiate o rateizzate previa autorizzazione del tribunale.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti (artt. 57‑64 CCI): consente all’imprenditore di proporre agli attori (fisco incluso) un piano di pagamento con riduzione dell’importo. Il piano va approvato dalla maggioranza dei creditori e omologato dal tribunale.
  • Piano del consumatore (art. 67 CCI): è riservato agli imprenditori minori e alle persone fisiche; prevede la presentazione di un piano di pagamento che può prevedere l’esdebitazione al termine del piano.
  • Liquidazione controllata: nel caso in cui non sia possibile un accordo, il debitore può accedere alla liquidazione del patrimonio; eventuali debiti fiscali residui possono essere cancellati.

L’Avv. Monardo, quale Gestore della crisi e fiduciario di un OCC, può assistere l’impresa nella scelta del percorso più adatto e nella predisposizione della documentazione, interfacciandosi con l’Agenzia delle Entrate e con l’AdER per ottenere le autorizzazioni necessarie.

Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare l’atto o lasciare scadere i termini: non reagire a un avviso o a una cartella convinti che “tanto è tutto ingiusto” è l’errore più grave. I termini per impugnare (60 giorni) e per chiedere le definizioni agevolate sono perentori; una volta scaduti, il debito diventa definitivo.
  2. Non allegare documenti a supporto delle difese: le eccezioni (es. errata applicazione dell’IVA, inidoneità delle aree alla TARI, strumentalità dei veicoli) devono essere documentate. Senza prove, il ricorso rischia di essere respinto.
  3. Sottovalutare il contraddittorio: molti contribuenti non partecipano al contraddittorio ritenendolo inutile. Al contrario, è un’occasione per presentare osservazioni e ridurre la pretesa. La Cassazione ne ha riconosciuto l’importanza .
  4. Omettere la denuncia TARI: per le aree di deposito dei container è essenziale presentare la denuncia iniziale o di variazione; in caso contrario, la TARI è dovuta e la prova dell’inidoneità ricade sul contribuente .
  5. Trascurare la rateizzazione: pagare l’intero importo in un’unica soluzione può compromettere la liquidità. La rateizzazione e la rottamazione consentono di spalmare il debito in più anni e di evitare misure cautelari.
  6. Affidarsi a consulenti non specializzati: il diritto tributario e la riscossione sono materie complesse; è fondamentale rivolgersi a professionisti esperti, come l’Avv. Monardo e il suo team, che conoscono la giurisprudenza aggiornata e sanno interfacciarsi con gli enti.
  7. Non considerare la crisi d’impresa: la normativa sulla composizione della crisi offre soluzioni per ristrutturare il debito fiscale. Trascurarla significa perdere l’occasione di ripartire con un carico sostenibile.

Tabelle di sintesi

Tabella 1 – Norme principali applicabili a una società di noleggio container

NormaOggettoTermini e condizioniFonte
Art. 6‑bis L. 212/2000Principio del contraddittorio informato ed effettivoGli atti impugnabili devono essere preceduti da comunicazione dello schema di atto e concessione di 60 giorni per controdeduzioni; esclusi gli atti automatizzati e quelli di controllo formale .Statuto del contribuente
Art. 7 L. 212/2000Chiarezza e motivazione degli attiGli atti devono indicare i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche e allegare i documenti richiamati .Statuto del contribuente
Art. 50 D.P.R. 602/1973Termine per l’inizio dell’esecuzioneL’espropriazione forzata può essere avviata solo dopo 60 giorni dalla cartella; se non inizia entro un anno, è necessaria l’intimazione .Riscossione coattiva
Art. 72 D.P.R. 602/1973Pignoramento di fitti e pigioniL’ordine al terzo deve disporre il versamento dei canoni entro 15 giorni al concessionario .Riscossione coattiva
Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973Pignoramento di crediti verso terziIl terzo deve versare al concessionario le somme entro 60 giorni; la procedura si applica anche ai conti correnti .Riscossione coattiva
Art. 77 D.P.R. 602/1973Iscrizione di ipotecaIl ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca per il doppio del credito; soglia di 20 000 €, preavviso 30 giorni; obbligo di ipoteca se il debito è > 5 % del valore dell’immobile .Riscossione coattiva
Art. 86 D.P.R. 602/1973Fermo di beni mobili registratiDopo l’avviso, l’agente può iscrivere fermo sui veicoli; il debitore può evitarlo pagando entro 30 giorni o dimostrando la strumentalità del bene .Riscossione coattiva
Art. 19 D.P.R. 602/1973RateizzazionePossibilità di dilazionare il debito fino a 120 rate; per importi fino a 100 000 €, concessione automatica; possibilità di saltare 5 rate .Riscossione coattiva
Legge n. 199/2025 (art. 1, commi 82‑101)Rottamazione‑quinquiesConsente di estinguere i carichi affidati ad AdER fino al 31 dicembre 2023 pagando imposte e interessi senza sanzioni; domanda entro 30 aprile 2026; fino a 20 rate .Legge di bilancio 2026
D.L. 118/2021Composizione negoziata della crisiProcedura volontaria con esperto che permette di negoziare con i creditori, incluse l’Agenzia delle Entrate e AdER.Diritto della crisi d’impresa
L. 3/2012 e D.Lgs. 14/2019Sovraindebitamento e Codice della crisiPrevedono piani di ristrutturazione, accordi con i creditori, liquidazione controllata e esdebitazione per i soggetti non fallibili.Diritto della crisi d’impresa

Tabella 2 – Termini per l’impugnazione e la definizione

Atto ricevutoTermine per ricorrerePossibilità di definizione agevolata
Avviso di accertamento60 giorni dalla notifica (90 giorni se si ricorre all’istituto della mediazione per importi < 50 000 €)Accertamento con adesione; acquiescenza; definizione liti pendenti; rottamazione se il debito è iscritto a ruolo
Cartella di pagamento60 giorni per ricorso; 60 giorni per il pagamento prima dell’espropriazione (art. 50)Rateizzazione (art. 19); rottamazione‑quinquies; stralcio mini‑cartelle
Avviso di intimazione (art. 50, comma 2)60 giorni per impugnare (atto autonomo)Rateizzazione o rottamazione
Preavviso di ipoteca (art. 77)30 giorni per pagare o contestareSospensione mediante rateizzazione; rottamazione; opposizione per illegittimità
Preavviso di fermo (art. 86)30 giorni per pagare o dimostrare la strumentalitàRateizzazione; opposizione per uso strumentale del veicolo

Tabella 3 – Confronto tra strumenti di definizione

StrumentoDebiti ammessiVantaggiLimiti
Rottamazione‑quinquiesRuoli affidati a AdER fino al 31/12/2023; escluse risorse UE, dazi, multe penaliRiduzione totale delle sanzioni e interessi di mora; pagamento in 20 ratePerdita del beneficio in caso di mancato pagamento di una rata; domanda entro 30/4/2026
RateizzazioneTutti i debiti iscritti a ruoloDilazione fino a 120 rate; sospensione di fermi/ipoteche; automatica sotto i 100 000 €Interessi di dilazione; decadenza in caso di mancato pagamento di 5 rate; non estingue le sanzioni
Accertamento con adesioneAvvisi di accertamento emessiRiduzione sanzioni a 1/3; evita il contenziosoNon si applica alle cartelle; richiede accordo con l’ufficio
Definizione liti pendentiControversie in corso al 1/1/2026Percentuale ridotta di imposta in base al grado di giudizioPagamento immediato; esclusione di talune liti (es. recupero crediti d’imposta)
Composizione negoziata/sovraindebitamentoDebiti fiscali e debiti commercialiPossibile riduzione o falcidia del debito; protezione dagli atti esecutiviNecessità di nominare un esperto e di una procedura formale; costo della procedura

FAQ – Domande frequenti

1. Cosa succede se ricevo un avviso di accertamento per l’IVA sul noleggio dei container?
L’avviso deve indicare le ragioni per cui l’ufficio ritiene dovuta l’imposta; è possibile impugnarlo entro 60 giorni, sollevando eccezioni sulla corretta applicazione dell’esenzione (art. 8‑bis D.P.R. 633/1972) e sulla motivazione . In alternativa, si può chiedere l’accertamento con adesione o la definizione agevolata.

2. Quali requisiti deve avere la notifica della cartella di pagamento?
La cartella deve essere notificata tramite PEC o posta raccomandata; deve contenere l’elenco dei tributi, interessi e sanzioni e indicare i riferimenti del ruolo. La notifica irregolare (indirizzo errato, mancanza della firma digitale) rende la cartella impugnabile.

3. Dopo quanto tempo scatta l’espropriazione forzata?
L’Agente della riscossione può avviare l’espropriazione solo dopo che siano decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella . Se non lo fa entro un anno, deve notificare un avviso di intimazione per procedere .

4. Posso impugnare l’intimazione di pagamento?
Sì. L’intimazione prevista dall’art. 50, comma 2, è un atto autonomamente impugnabile; il ricorso va proposto entro 60 giorni . Se non impugnata, l’esecuzione diventa definitiva.

5. La banca può prelevare dal mio conto i fondi per il pagamento dei debiti fiscali?
Sì, se l’AdER emette un ordine di pignoramento ex art. 72‑bis. La banca deve bloccare il saldo per 60 giorni e versare le somme dovute; eventuali accrediti successivi entro 60 giorni sono anch’essi soggetti al pignoramento .

6. Che differenza c’è tra pignoramento dei canoni e pignoramento del conto corrente?
Il pignoramento dei canoni (art. 72) riguarda i fitti e i canoni percepiti dall’azienda: l’AdER ordina agli inquilini di pagare direttamente a sé. Il pignoramento del conto corrente (art. 72‑bis) invece vincola la banca. Entrambi sono atti esecutivi ma hanno termini diversi (15 giorni per i canoni , 60 giorni per i conti ).

7. L’ipoteca dell’AdER può essere iscritta su qualsiasi immobile dell’azienda?
L’ipoteca può essere iscritta solo se il debito supera 20 000 € e solo dopo il preavviso di 30 giorni . Se l’immobile ha un valore elevato e il debito è inferiore al 5 % di tale valore, l’ipoteca è obbligatoria prima dell’esproprio .

8. Posso utilizzare i veicoli aziendali se ho un fermo amministrativo?
No. Chiunque circola con un veicolo sottoposto a fermo è soggetto a sanzione . Tuttavia, se il veicolo è strumentale all’attività e lo si dimostra entro 30 giorni, è possibile evitare il fermo .

9. Quali documenti devo presentare per la rateizzazione?
Per debiti fino a 100 000 € è sufficiente la richiesta telematica; per importi superiori occorre allegare bilancio, dichiarazioni fiscali e la documentazione che attesti la temporanea difficoltà. In caso di società di capitale, spesso è richiesta la garanzia di un fideiussore.

10. Che succede se non pago una rata della rateizzazione?
Dal 2025 si può saltare fino a 5 rate; al superamento si decade dal piano e l’AdER può avviare immediatamente l’espropriazione . Le rate pagate restano valide e non vengono restituite.

11. Posso aderire alla rottamazione‑quinquies se ho già un piano di rateizzazione?
Sì. È possibile estinguere il piano di rateizzazione mediante la rottamazione: l’importo residuo sarà calcolato senza sanzioni. È necessario però essere in regola con le rate fino al momento della domanda.

12. La rottamazione‑quinquies riguarda anche i debiti locali (IMU, TARI)?
No. La rottamazione riguarda solo i ruoli erariali affidati ad AdER (imposte dirette, IVA, IRAP) e i contributi previdenziali. Per le entrate locali la legge di bilancio consente agli enti di disciplinare autonomamente una definizione agevolata (commi 102‑110).

13. È possibile ottenere la sospensione di un’ipoteca o di un fermo?
La sospensione può essere concessa in sede giudiziale (se l’atto è impugnato) o da AdER a seguito di rateizzazione o rottamazione. È importante allegare prove dell’irregolarità dell’atto o della regolarizzazione del debito.

14. In cosa consiste il piano del consumatore nella procedura di sovraindebitamento?
Il piano del consumatore è un programma di pagamento dei debiti elaborato con l’assistenza di un OCC e approvato dal tribunale. Può prevedere la falcidia di una parte dei debiti e la cancellazione del residuo al termine del periodo di pagamento; è rivolto agli imprenditori minori e alle persone fisiche.

15. Cosa succede se l’azienda non partecipa al contraddittorio?
L’omissione o la mancata partecipazione non preclude la possibilità di impugnare l’avviso, ma si perde l’occasione di chiarire i fatti e ridurre la pretesa. Inoltre, nel contraddittorio il contribuente può far valere l’inidoneità di aree ai fini TARI o l’esenzione IVA, elementi che il giudice valuterà successivamente.

16. I canoni di noleggio sono soggetti a ritenuta?
In genere no, poiché il noleggio di container è attività d’impresa. Tuttavia, se l’azienda subloca spazi di deposito o immobili, può essere soggetta a ritenuta d’acconto. È consigliabile distinguere le prestazioni e imputare correttamente i ricavi.

17. Come posso dimostrare che i veicoli sono strumentali all’attività?
Occorre produrre documenti (contratto di noleggio, fatture di trasporto, libri cespiti) che attestino l’utilizzo dei veicoli per la consegna e la movimentazione dei container. Dichiarazioni unilaterali sono insufficienti; è preferibile depositare anche i registri dei percorsi o le autorizzazioni doganali.

18. Che ruolo ha il Gestore della crisi da sovraindebitamento?
Il Gestore è un professionista nominato dall’OCC che assiste il debitore nella redazione del piano, verifica la veridicità dei dati e cura i rapporti con i creditori e il giudice. L’Avv. Monardo, in qualità di Gestore, può proporre un piano che includa il fisco come creditore e ottenere l’esdebitazione.

19. Posso oppormi al pignoramento se il credito è di modesta entità?
Sì, ma la legge non prevede una soglia minima per l’esecuzione (eccetto per l’ipoteca). Tuttavia, l’AdER può applicare direttive interne che sconsigliano il pignoramento per debiti inferiori a 1 000 €; un ricorso può evidenziare la sproporzione della misura in relazione al credito.

20. Che differenza c’è tra definizione agevolata e ravvedimento operoso?
Il ravvedimento riguarda violazioni spontaneamente regolarizzate prima della notifica di un atto, comportando sanzioni ridotte; la definizione agevolata invece interviene dopo la notifica e riduce le sanzioni e gli interessi in base a un accordo con l’amministrazione o a una normativa speciale come la rottamazione.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere l’impatto economico delle diverse opzioni, di seguito vengono proposte alcune simulazioni numeriche. I valori sono espressi in euro.

Simulazione 1 – Debito derivante da cartella per imposte dirette e IVA

Scenario: l’azienda Alfaxxxx s.r.l. riceve nel 2026 una cartella di pagamento per 60 000 € di imposte dirette e IVA riferite agli anni 2019‑2021, più 25 000 € di sanzioni e 6 000 € di interessi, per un totale di 91 000 €. La cartella deriva da un avviso di accertamento notificato regolarmente nel 2025 e non impugnato. L’azienda ha difficoltà di liquidità, ma intende evitare pignoramenti.

VoceImporto
Imposte (IRAP, IRES, IVA)60 000
Sanzioni25 000
Interessi6 000
Totale91 000

Opzioni:

  1. Rateizzazione ordinaria (art. 19). L’azienda può chiedere una dilazione in 72 rate (6 anni). L’AdER applica un tasso di interesse (circa 4 % annuo). L’importo della rata mensile (quota capitale + interessi) sarà circa 1 420 € al mese. In questo caso le sanzioni restano dovute per intero.
  2. Rottamazione‑quinquies. Se la cartella rientra tra i carichi affidati entro il 31 dicembre 2023, l’azienda può aderire alla rottamazione pagando solo imposte e interessi, cioè 66 000 €. Pagando in 10 rate semestrali (5 anni) l’importo di ciascuna rata sarà di circa 6 600 €. Il risparmio rispetto alla rateizzazione ordinaria è pari alle sanzioni (25 000 €) meno eventuali interessi di rateizzazione.
  3. Accordo di ristrutturazione in composizione negoziata. Se l’azienda è in crisi, può includere il debito in un piano di risanamento con falcidia. Supponendo che i creditori accettino di ridurre il debito fiscale del 30 %, l’importo da pagare si riduce a 42 000 €, da versare in 5 anni. Tuttavia, l’esito dipende dalla fattibilità del piano e dall’approvazione del tribunale.

Considerazioni: la rottamazione consente un risparmio immediato sulle sanzioni ma richiede la capacità di rispettare le scadenze; la rateizzazione è più flessibile ma più onerosa; la procedura di crisi consente una riduzione maggiore ma comporta costi e tempi più lunghi.

Simulazione 2 – Preavviso di ipoteca per debito superiore a 20 000 €

Scenario: l’azienda Betaxxxx s.r.l. ha un debito tributario di 28 000 € affidato ad AdER. L’agente notifica un preavviso di iscrizione ipotecaria con termine di 30 giorni. Beta decide di verificare la legittimità dell’atto.

  • Valore dell’immobile di proprietà: 500 000 €; il debito (28 000 €) corrisponde al 5,6 % del valore.
  • Analisi della norma: l’art. 77 prevede che l’ipoteca sia iscritta anche al solo fine di tutelare il credito se il debito è superiore a 20 000 € . Tuttavia, se il debito non supera il 5 % del valore dell’immobile, l’agente deve iscrivere l’ipoteca prima dell’espropriazione e attendere sei mesi .
  • Strategia difensiva: Beta può dimostrare che il debito rappresenta solo il 5,6 % del valore; quindi l’ipoteca è ammessa ma l’espropriazione non potrà avvenire prima di sei mesi dall’iscrizione. Inoltre, il preavviso non indica il dettaglio delle partite debitorie; ciò può costituire motivo di annullamento secondo la giurisprudenza. Beta decide di impugnare l’atto e, in via cautelare, chiede la rateizzazione del debito.

Risultato: a seguito del ricorso, l’Agenzia sospende l’iscrizione; nel frattempo l’azienda ottiene la rateizzazione in 48 rate da circa 600 € e riprende la gestione ordinaria.

Simulazione 3 – Fermo amministrativo su veicolo strumentale

Scenario: Gammaxxxx s.r.l., impresa di noleggio container, riceve un preavviso di fermo su un autocarro utilizzato per trasportare container. Il debito tributario è di 4 000 €. L’azienda ha pagato 2 rate ma ne ha saltata una.

  • Norma applicabile: art. 86, commi 1‑2: l’Agente può disporre il fermo dopo il termine dell’art. 50; deve notificare al debitore la comunicazione preventiva di 30 giorni ; se il debitore dimostra che il bene è strumentale all’attività, il fermo non viene iscritto. Chi circola con un veicolo in fermo è sanzionato .
  • Difesa: Gamma dimostra mediante fatture di trasporto, carte tachigrafiche e contratto di noleggio che l’autocarro è essenziale per l’attività. L’AdER accoglie l’istanza e sospende il fermo. L’azienda riprende i pagamenti del piano di rateizzazione per evitare la decadenza.

Conclusione

La gestione di un’impresa di noleggio container richiede non solo competenze logistiche e commerciali ma anche un’attenta cura degli adempimenti fiscali. L’accertamento e la riscossione coattiva possono generare effetti devastanti se non si interviene nei termini e con gli strumenti appropriati. La recente riforma del sistema tributario, culminata con l’introduzione del contraddittorio preventivo e il rafforzamento della motivazione degli atti, offre maggiori tutele al contribuente ma richiede attenzione ai termini procedurali. Le azioni esecutive di AdER (pignoramenti, ipoteche, fermi) possono essere contestate laddove non rispettino i requisiti di legge .

Agire tempestivamente significa sfruttare gli strumenti messi a disposizione dal legislatore: rateizzazioni, rottamazione‑quinquies, accertamento con adesione, definizioni agevolate e, nei casi più gravi, procedure di composizione della crisi. Ogni situazione è diversa e richiede un’analisi accurata delle norme, della giurisprudenza e dei documenti contabili.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti offrono una consulenza integrata che va dall’analisi preliminare dell’atto all’elaborazione delle strategie difensive fino alla negoziazione con l’Agenzia delle Entrate. In qualità di cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento e Esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’Avv. Monardo è in grado di individuare la soluzione più efficace, sia giudiziale sia stragiudiziale, per bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e cartelle e per pianificare il risanamento dell’azienda.

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