Accertamento fiscale a una società di gestione ZTL/varchi: cosa fare e come difendersi

Introduzione

Le società che gestiscono zone a traffico limitato (ZTL) e varchi elettronici controllano un segmento strategico della mobilità urbana: regolano l’accesso ai centri storici, riscuotono tariffe, applicano sanzioni e investono in tecnologie di videosorveglianza. Proprio l’ampiezza dei loro compiti espone queste imprese a rischi fiscali e finanziari: accertamenti, cartelle esattoriali, fermo amministrativo dei veicoli, ipoteche sugli immobili e pignoramenti su conti o crediti possono paralizzare l’attività e mettere in pericolo la continuità aziendale.

Nel corso degli ultimi anni la disciplina si è complicata. Il Codice della strada consente ai comuni di istituire ZTL e di affidarne la gestione a soggetti privati (art. 7, D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285). La normativa sulla riscossione attribuisce all’Agenzia delle Entrate–Riscossione il potere di iscrivere ipoteche (art. 77 D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602) e di disporre il fermo dei beni mobili registrati, previa comunicazione preventiva, se il debitore non paga entro 30 giorni (art. 86 D.P.R. 602/1973) . L’agente può inoltre procedere al pignoramento dei crediti verso terzi con un ordine di pagamento diretto (art. 72‑bis D.P.R. 602/1973) . Per i contributi previdenziali, il termine di prescrizione è stato ridotto a cinque anni dalla legge 335/1995 .

In questo labirinto di norme, commi e circolari, commettere errori è facile: ignorare una notifica PEC, pagare una cartella senza verificare la prescrizione, non impugnare un preavviso di fermo, trascurare le opportunità di rottamazione o di saldo e stralcio. L’obiettivo di questo articolo è fornire una guida completa e aggiornata (marzo 2026) per i dirigenti, gli amministratori e i professionisti che si occupano di società di gestione ZTL o di servizi di varchi.

Chi può assisterti

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati tributaristi, avvocati esperti in diritto bancario e dottori commercialisti. È gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a queste competenze lo studio è in grado di:

  • analizzare cartelle esattoriali, avvisi di addebito e atti dell’Agenzia delle Entrate–Riscossione;
  • proporre ricorsi in Corte di Giustizia Tributaria e, se necessario, azioni civili per sospendere ipoteche, fermi o pignoramenti;
  • avviare rateizzazioni, rottamazioni e definizioni agevolate per ridurre il debito;
  • predisporre piani del consumatore o accordi di ristrutturazione per micro‑imprese e soci amministratori;
  • negoziare con banche e creditori per ristrutturare esposizioni finanziarie.

Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata: il suo intervento tempestivo può evitare che un accertamento si trasformi in un pignoramento o in un’ipoteca.

1  Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1  Norme sulla gestione delle ZTL

L’istituzione e la gestione delle ZTL trova fondamento nel Codice della strada. L’art. 7 consente ai comuni di limitare la circolazione nei centri abitati per tutelare l’ambiente, il patrimonio culturale e la sicurezza, anche mediante barriere e varchi elettronici . Lo stesso articolo attribuisce ai sindaci il potere di riservare spazi di sosta per categorie di veicoli (polizia, persone con disabilità, ecc.) e di subordinare la sosta al pagamento di una tariffa . In particolare:

  • i comuni possono vietare o limitare l’accesso in determinate zone a tutte o alcune categorie di veicoli per ridurre le emissioni e tutelare il patrimonio culturale ;
  • possono riservare spazi per veicoli di servizio, per persone con disabilità e per veicoli elettrici ;
  • possono subordinare la sosta al pagamento di una somma e regolare i parcometri .

Le società che operano come concessionarie per i varchi ZTL devono rispettare il regolamento comunale e garantire la corretta registrazione delle targhe autorizzate. La Corte di Cassazione, con ordinanza 21 marzo 2024 n. 8182 (Sez. II civ.), ha precisato che essere residenti nella ZTL non legittima automaticamente il transito: l’automobilista deve ottenere un permesso e la targa deve essere inserita nell’elenco dei veicoli autorizzati. La mancata registrazione comporta la nullità del verbale e responsabilità della società concessionaria.

1.2  Riscossione coattiva e misure cautelari

Le società di gestione ZTL, oltre a riscuotere tariffe e sanzioni, sono soggette alle stesse norme fiscali delle altre imprese. In caso di irregolarità, l’Agenzia delle Entrate o l’INPS iscrive a ruolo le somme dovute e affida la riscossione all’Agenzia delle Entrate–Riscossione (AdeR). Il quadro normativo di riferimento è il D.P.R. 602/1973, che contiene il testo unico sulla riscossione. Le disposizioni rilevanti sono:

  • Cartella di pagamento e intimazione (art. 50): se il contribuente non paga entro 60 giorni dalla notifica della cartella, l’AdeR può procedere all’esecuzione. Prima di avviare il pignoramento immobiliare, deve inviare un avviso di intimazione (art. 50 D.P.R. 602/1973).
  • Ipoteca esattoriale (art. 77): decorso inutilmente il termine di cui all’art. 50, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore per un importo pari al doppio del credito . L’ipoteca ha natura legale e attribuisce al concessionario il diritto di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo del bene . Se il debito è inferiore al 5 % del valore dell’immobile, l’agente deve iscrivere l’ipoteca e attendere sei mesi prima di procedere all’espropriazione .
  • Fermo amministrativo dei beni mobili registrati (art. 86): se il debitore non paga entro 60 giorni, l’agente può disporre il fermo di veicoli e altri beni mobili registrati. La norma prevede un obbligo di comunicazione preventiva: l’agente della riscossione notifica al debitore un avviso in cui concede 30 giorni per pagare; trascorso inutilmente tale termine, il fermo viene iscritto nei registri mobiliari . Il debitore può evitare il fermo dimostrando che il veicolo è strumentale all’attività d’impresa .
  • Pignoramento presso terzi e pignoramento speciale (art. 72‑bis): l’atto di pignoramento può contenere l’ordine al terzo (banca, cliente, pubblica amministrazione) di pagare direttamente al concessionario, entro 60 giorni per le somme già maturate e alle rispettive scadenze per le somme future . Questa procedura consente all’AdeR di bloccare i conti correnti o i crediti senza il necessario intervento del giudice.
  • Prescrizione dei contributi (art. 3, comma 9 L. 335/1995): le contribuzioni di previdenza e assistenza sociale obbligatorie si prescrivono in cinque anni a partire dal 1° gennaio 1996 . Gli enti devono quindi notificare gli atti interruttivi entro tale termine, altrimenti il debitore può eccepire l’estinzione del credito.

1.2.1  Obbligo di contraddittorio preventivo

La Legge delega fiscale 111/2023 e il D.Lgs. 219/2023 hanno riformato lo Statuto dei diritti del contribuente, imponendo la generalizzazione del contraddittorio. Prima di emettere un avviso di accertamento o di riscossione, l’ufficio deve inviare un invito al contraddittorio con un termine di 60 giorni per permettere al contribuente di presentare osservazioni e documenti. La mancata partecipazione al contraddittorio può determinare la nullità dell’atto. La riforma mira a favorire il dialogo tra fisco e contribuente e a ridurre il contenzioso.

1.3  Principali pronunce giurisprudenziali (2024‑2026)

La giurisprudenza recente ha approfondito vari aspetti della riscossione e ha stabilito principi utili per le società di gestione ZTL:

Anno e provvedimentoPrincipio affermatoFonte
Cass. 8182/2024 (ord. 21 marzo 2024)Il fatto di essere residenti nella ZTL non autorizza automaticamente il transito; occorre un permesso e la targa deve essere inserita nella lista dei veicoli autorizzati.Corte di Cassazione, sez. II civ.
Cass. 15567/2025 (ord. 11 giugno 2025)L’ipoteca esattoriale è una misura cautelare distinta dall’espropriazione: può essere iscritta anche se il pignoramento è escluso per la prima casa sotto i 120 000 €.Corte di Cassazione, sez. tributaria
Cass. 25456/2025 (ord. 17 settembre 2025)Il preavviso di iscrizione ipotecaria non deve indicare l’immobile; è sufficiente l’indicazione del titolo e dell’importo del credito.Corte di Cassazione
Cass. 7156/2025 (ord. 18 marzo 2025)Il preavviso di fermo è impugnabile nonostante non sia espressamente menzionato tra gli atti impugnabili; la strumentalità del veicolo deve essere provata rigorosamente.Corte di Cassazione
Cass. 28520/2025 (ord. 12 ottobre 2025)Il pignoramento speciale ex art. 72‑bis blocca anche le somme che entreranno sul conto nei 60 giorni successivi alla notifica dell’atto.Corte di Cassazione
Cass. 6/2026 (ord. 25 gennaio 2026)Il pignoramento presso terzi deve essere notificato anche al debitore; l’omessa notifica comporta l’inesistenza dell’atto.Corte di Cassazione
Cass. 368/2026 (ord. 7 gennaio 2026)I contributi obbligatori si prescrivono in cinque anni; le denunce del lavoratore non interrompono la prescrizione.Corte di Cassazione
Cass. 398/2026 (ord. 8 gennaio 2026)I contributi per il Servizio sanitario nazionale si prescrivono in cinque anni; l’ente riscossore deve provare la notifica degli atti interruttivi.Corte di Cassazione
Cass. 9549/2025 (ord. 9 aprile 2025)Il giudice può omologare il piano del consumatore senza il voto dei creditori se ritiene che la proposta offra un trattamento più conveniente rispetto alla liquidazione giudiziale.Corte di Cassazione

Queste pronunce costituiscono punti di riferimento per impugnare atti di riscossione e per argomentare in sede giudiziale.

1.4  Dispositivi di rilevamento e obbligo di omologazione

Un tema che interessa particolarmente le società che gestiscono varchi e sistemi di controllo automatizzato è quello della validità degli strumenti di rilevamento (autovelox, telecamere ZTL, gate elettronici). La legge pretende che le apparecchiature utilizzate per accertare le infrazioni siano conformi a standard tecnici rigorosi. L’art. 142, comma 6, del Codice della strada dispone che nella determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova solo le apparecchiature debitamente omologate . L’art. 45, comma 6, dello stesso codice stabilisce che i dispositivi tecnici per l’accertamento delle violazioni “sono soggetti ad approvazione ovvero omologazione” . Il Regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992), art. 192, chiarisce la differenza:

  • Omologazione: comporta una verifica tecnica completa del prototipo, con prove di conformità e decreto ministeriale .
  • Approvazione: consiste in un controllo progettuale meno rigoroso, senza test metrologici approfonditi .

Questa distinzione non è un dettaglio: la giurisprudenza di legittimità ha stabilito che le sanzioni sono nulle se l’autovelox o il varco elettronico non sono stati omologati. La Cassazione, con le ordinanze 10505/2024, 12924/2025 e 26521/2025, ha affermato che la semplice approvazione non è sufficiente: è necessaria la formale omologazione prevista dall’art. 142 C.d.S., pena la nullità della multa . Molti Comuni e concessionari hanno installato dispositivi solo “approvati”, dando luogo a contenziosi seriali. La Corte dei Conti, con la deliberazione 113/2025, ha escluso una responsabilità contabile per i sindaci che hanno agito secondo le indicazioni ministeriali, ma ha riconosciuto che la situazione crea un vuoto normativo che danneggia cittadini e imprese .

Impatti pratici: per le società di gestione ZTL questo significa che è fondamentale verificare che le telecamere e i software utilizzati per rilevare gli accessi siano omologati e che l’omologazione sia stata rilasciata dal Ministero dei Trasporti. In assenza di omologazione, le sanzioni notificate tramite questi dispositivi possono essere annullate. L’Avv. Monardo e il suo team possono impugnare i verbali basati su apparecchiature non omologate, contestando la violazione dell’art. 142 C.d.S. e ottenendo l’annullamento delle sanzioni.

1.5  Violazioni reiterate e articolo 198‑bis del Codice della strada

La gestione dei varchi e delle ZTL comporta spesso la registrazione di più infrazioni commesse dallo stesso veicolo in un breve arco di tempo. Per evitare la moltiplicazione delle sanzioni è fondamentale conoscere l’art. 198‑bis C.d.S., introdotto nel 2022 e applicabile alle violazioni reiterate. La norma prevede che, quando la stessa norma relativa alla circolazione di un veicolo privo dei requisiti tecnici o amministrativi viene violata più volte, tali violazioni, entro certi limiti temporali, sono considerate un’unica infrazione . In particolare:

  • Se più violazioni vengono accertate senza contestazione immediata, l’illecito amministrativo oggetto della prima notifica assorbe le violazioni compiute nei novanta giorni precedenti non ancora notificate .
  • Se le violazioni vengono contestate immediatamente, l’illecito accertato assorbe quelle commesse nei novanta giorni antecedenti in assenza di contestazione .
  • In questi casi, fermo restando il pagamento delle spese di accertamento e notifica relative a ciascun verbale, si applica una sola sanzione pari al triplo del minimo edittale ; è possibile pagare entro cento giorni con lo sconto previsto dall’art. 202 C.d.S.

Questo istituto è stato applicato da vari giudici di pace e tribunali. Nel caso Milano Area B del settembre 2025, il giudice di pace ha ridotto una maxi‑multa da 27 verbali a 249 € applicando l’art. 198‑bis e annullando 17 verbali perché relativi a accessi multipli nello stesso giorno . La decisione richiama l’ordinanza della Corte costituzionale n. 14/2007, che già aveva affermato che la circolazione prolungata in zona vietata è una condotta unitaria . Per le società che gestiscono varchi, questo implica la necessità di applicare correttamente l’art. 198‑bis e di contestare i verbali che superano la soglia temporale, evitando sanzioni sproporzionate.

1.6  Riforma della riscossione e discarico automatico (D.Lgs 110/2024)

Nel luglio 2024 è stato pubblicato il Decreto legislativo 29 luglio 2024 n. 110, che riordina la riscossione coattiva e introduce importanti novità per i contribuenti. Le principali disposizioni rilevanti per le società di gestione ZTL sono:

  1. Pianificazione e notifiche tempestive. L’art. 1 prevede che l’Agenzia delle Entrate–Riscossione (AdeR) pianifichi annualmente le attività di riscossione e che le notifiche delle cartelle avvengano entro il nono mese successivo all’affidamento del carico . L’art. 2 impone all’AdeR di garantire il tentativo di notifica della cartella di pagamento e degli atti interruttivi della prescrizione entro nove mesi .
  2. Discarico automatico. L’art. 3 stabilisce che le quote affidate all’Agenzia a partire dal 1° gennaio 2025 e non riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno successivo sono automaticamente discaricate, cioè cancellate, salvo diverse disposizioni del decreto . Ciò significa che se dopo cinque anni il debito non è stato riscosso, l’agente deve restituire il carico all’ente creditore e non potrà più procedere alla riscossione. È previsto un discarico anticipato se non vi sono beni aggredibili o se le procedure esecutive si sono concluse con esito infruttuoso .
  3. Impugnazione dell’estratto di ruolo. L’art. 12 del decreto modifica l’art. 12 D.P.R. 602/1973 e afferma che l’estratto di ruolo non è impugnabile; possono essere impugnati direttamente il ruolo e la cartella solo se il contribuente dimostra che dall’iscrizione a ruolo deriva un pregiudizio, ad esempio la perdita di un beneficio nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o l’impossibilità di ottenere un finanziamento . Per le società che devono partecipare a gare o fornire servizi pubblici, l’estratto di ruolo può quindi essere contestato solo se produce effetti immediati.
  4. Nuove dilazioni. L’art. 13 modifica l’art. 19 D.P.R. 602/1973 aumentando il numero di rate: fino a 84 rate per richieste presentate nel 2025‑2026, 96 rate per quelle del 2027‑2028 e 108 rate a partire dal 2029 . Per debiti oltre 120 000 € è possibile richiedere fino a 120 rate mensili . I parametri per valutare la temporanea difficoltà del contribuente si basano su ISEE per persone fisiche e su indici di liquidità per le società . Queste norme offrono maggiore flessibilità alle società ZTL, consentendo un piano di rientro più lungo e riducendo il rischio di nuove azioni esecutive.
  5. Compensazioni e coobbligati. Il decreto disciplina anche il trattamento delle quote non riscosse e la riscossione verso coobbligati, introducendo norme sulla compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo (artt. 15‑16). Per le società di persone e gli amministratori coobbligati, è importante valutare l’impatto di queste disposizioni sulla responsabilità solidale.

Il D.Lgs 110/2024 rappresenta un importante strumento difensivo: le società potranno eccepire il discarico automatico trascorsi cinque anni e ottenere la cancellazione del debito. Gli amministratori devono monitorare la data di affidamento del carico per calcolare correttamente il quinquennio.

1.7  Contraddittorio preventivo obbligatorio (D.Lgs 219/2023)

La riforma fiscale 2023 ha introdotto un principio di grande rilevanza: il contraddittorio preventivo, ossia l’obbligo per l’amministrazione finanziaria di instaurare un dialogo con il contribuente prima di emettere atti impositivi o riscossivi. L’art. 6‑bis dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000), introdotto dal D.Lgs 219/2023, stabilisce che tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio informato ed effettivo, con un termine non inferiore a 60 giorni per presentare osservazioni . La norma si applica agli atti emessi dal 30 aprile 2024 ; per gli atti precedenti il contraddittorio resta facoltativo.

Le uniche eccezioni riguardano gli atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale individuati da un decreto ministeriale . Per le società di gestione ZTL ciò significa che, prima di notificare una cartella o un preavviso di fermo o ipoteca, l’AdeR o l’ente locale deve inviare un invito al contraddittorio, spiegando i motivi dell’accertamento e concedendo 60 giorni per le controdeduzioni. La mancata attivazione del contraddittorio costituisce causa di annullabilità dell’atto, come confermato dalla prima giurisprudenza applicativa.

1.8  Sospensione dei procedimenti esecutivi nel piano del consumatore (art. 12‑bis L. 3/2012)

Nelle procedure di sovraindebitamento, l’art. 12‑bis della Legge 3/2012 consente al giudice di sospendere i procedimenti di esecuzione forzata in corso quando il debitore presenta un piano del consumatore. Il Tribunale di Modena, con provvedimento 18 febbraio 2022, ha precisato che tale sospensione non può riguardare i giudizi di cognizione: il giudice può sospendere i pignoramenti e le vendite, ma non le cause civili di opposizione . La norma prevede che il giudice disponga la sospensione “fino al momento in cui il provvedimento di omologazione divenga definitivo” . Per gli amministratori e i soci sovraindebitati, questo significa che, una volta avviata la procedura, si ottiene un periodo di “tregua” dalle esecuzioni che consente di negoziare con i creditori.

Le società di gestione ZTL devono dunque coordinare le strategie di difesa: contestare gli atti viziati, richiedere la rateizzazione o la rottamazione e, nei casi più gravi, accedere alle procedure di sovraindebitamento. L’Avv. Monardo e il suo staff sono in grado di valutare quale strumento utilizzare e in che momento attivarlo.

2  Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

Ricevere una cartella di pagamento o un preavviso di fermo può essere traumatico. È fondamentale agire tempestivamente: il decorso dei termini impedisce di far valere le proprie ragioni. Ecco una procedura in dieci step per tutelare i diritti della società:

  1. Verificare la notifica e i termini
  2. Controllare la data di notifica (raccomandata A/R, posta elettronica certificata, messo comunale).
  3. Per le cartelle, il ricorso va presentato entro 60 giorni; per gli avvisi di addebito INPS, entro 40 giorni; per i preavvisi di fermo o ipoteca, è consigliabile presentare un’istanza di annullamento entro 30 giorni.
  4. Esaminare l’atto e gli atti prodromici
  5. Verificare se la cartella riporta il numero delle partite, l’importo di capitale, interessi e sanzioni, e le norme applicate.
  6. Controllare se sono state notificate tutte le cartelle sottostanti: la mancata notifica del ruolo rende nulla l’ipoteca .
  7. Valutare la prescrizione
  8. Confrontare la data di emissione del ruolo con i termini di prescrizione: 5 anni per contributi previdenziali e tributi locali ; 10 anni per imposte dirette e IVA (artt. 2946 e 2947 c.c.); 5 anni per sanzioni amministrative (art. 209 c.p.).
  9. Se il termine è decorso e non vi sono atti interruttivi validi, eccepire la prescrizione.
  10. Analizzare la soglia e la natura dell’atto
  11. Per l’ipoteca: verificare che il debito complessivo superi 20 000 € . La legge vieta l’esecuzione sulla prima casa non di lusso se il debito è inferiore a 120 000 € (art. 76 D.P.R. 602/1973).
  12. Nel fermo: controllare se il veicolo è strumentale all’attività (vedi art. 86 ). La prova della strumentalità deve essere documentale: fatture di carburante, libretto dei cespiti, contratto di manutenzione.
  13. Nel pignoramento: assicurarsi che l’atto sia stato notificato anche al debitore; in mancanza, l’atto è inesistente.
  14. Predisporre la difesa
  15. Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: per cartelle, avvisi di addebito INPS, preavvisi di fermo e ipoteca. Il ricorso va proposto entro 60 giorni e può contenere istanza di sospensione per evitare l’iscrizione dell’ipoteca o il fermo.
  16. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): per contestare un pignoramento illegittimo, per esempio per mancata notifica o eccesso di importo. L’omessa notifica al debitore rende il pignoramento inesistente.
  17. Istanza di sospensione o sgravio: presentare un’istanza motivata all’AdeR (ad esempio se si è in attesa di una definizione agevolata). L’agente deve rispondere entro 220 giorni; in mancanza, l’istanza si intende rigettata.
  18. Considerare la rateizzazione o la definizione agevolata
  19. Se il debito è certo ma non è possibile pagare in un’unica soluzione, si può richiedere la rateizzazione o aderire alla rottamazione‑quater. Il pagamento della prima rata sospende i pignoramenti e i fermi.
  20. Valutare la procedura di sovraindebitamento o di composizione negoziata
  21. Per società non fallibili (ad esempio società di persone, consorzi) o per gli amministratori con debiti personali, la Legge 3/2012 e il Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) offrono strumenti come il piano del consumatore o l’accordo di composizione. Il giudice può omologare il piano anche senza il consenso dei creditori se la proposta offre un soddisfacimento maggiore rispetto alla liquidazione.
  22. La composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021) permette all’imprenditore di negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, chiedendo misure protettive e proponendo un piano di risanamento.

3  Difese e strategie legali

Ogni caso deve essere analizzato nei dettagli, ma si possono individuare alcune linee di difesa ricorrenti quando AdeR avvia azioni esecutive contro una società di gestione ZTL:

  1. Controllo formale degli atti
  2. Verificare la regolarità della notifica: se la cartella o il preavviso non sono stati notificati correttamente (mancanza di PEC valida, indirizzo errato), l’atto successivo (ipoteca, fermo o pignoramento) è nullo.
  3. La giurisprudenza ha precisato che l’atto di pignoramento presso terzi deve essere notificato anche al debitore; in assenza, l’atto è inesistente (Cass. 6/2026).
  4. Contestazione della legittimità dell’ipoteca o del fermo
  5. Verificare la soglia minima di 20 000 € per l’ipoteca e di 800 € per il fermo.
  6. Se nel ruolo sono presenti crediti eterogenei (tributari, contributivi, sanzioni stradali), va valutato se possono essere cumulati ai fini della soglia. Alcune pronunce consentono la cumulazione, ma altre ritengono che la presenza di tributi locali (come le multe ZTL) debba essere riscossa dal Comune e non da AdeR.
  7. Se il bene è la prima casa dell’amministratore o del socio e il debito non supera 120 000 €, il pignoramento è vietato; tuttavia l’ipoteca può essere iscritta, ma il giudice può ordinarne la cancellazione se sproporzionata.
  8. Eccezione di prescrizione
  9. Controllare se il termine quinquennale per i contributi INPS e per le tasse locali è decorso . In mancanza di atti interruttivi validi, il debito è prescritto e deve essere annullato. La Cassazione 368/2026 e 398/2026 hanno ribadito che i contributi si prescrivono in cinque anni e che l’onere della prova grava sull’ente.
  10. Eccezione di decadenza
  11. Alcuni tributi locali (come l’imposta di pubblicità) devono essere notificati entro tre anni; se l’ente non rispetta tale termine, l’atto è nullo. È importante verificare la legislazione locale e la data di affidamento del carico a ruolo.
  12. Difesa sulla strumentalità del bene
  13. Per evitare il fermo di un veicolo occorre dimostrarne l’uso strumentale all’attività: presentare il registro dei cespiti, le fatture di manutenzione, i contratti di servizio che richiedono l’uso del mezzo. La prova deve essere rigorosa.
  14. Correzione di errori di calcolo
  15. Controllare il dettaglio delle somme iscritte: spesso l’agente calcola interessi e sanzioni in modo errato, applicando interessi di mora non dovuti o duplicando importi. Richiedere il dettaglio del conto e contestare gli errori.
  16. Nullità del preavviso di ipoteca
  17. Anche se la Cassazione ha precisato che non è necessario indicare l’immobile nel preavviso, l’atto deve specificare il titolo e l’importo del credito e riportare le cartelle a cui si riferisce . Se queste informazioni mancano o l’avviso è spedito a un indirizzo errato, l’iscrizione è nulla.
  18. Opposizione a pignoramento inesistente
  19. In caso di pignoramento ex art. 72‑bis non notificato al debitore, si può proporre opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) chiedendo l’annullamento e la restituzione delle somme. La Cassazione 6/2026 ha affermato che la notifica solo al terzo rende il pignoramento inesistente.
  20. Controversia su conti correnti in rosso
  21. Se il conto è fido (scoperto), AdeR può pignorare solo la giacenza positiva e non l’intero fido. La Cassazione ha chiarito che il pignoramento riguarda soltanto il saldo attivo; eventuali scoperti non costituiscono disponibilità del debitore.
  22. Tutela del patrimonio del socio o dell’amministratore
  23. Molti amministratori prestano fideiussioni personali per finanziare le infrastrutture di varchi. In caso di inadempimento, banche e fisco possono aggredire il patrimonio personale. È opportuno verificare la validità delle fideiussioni (alcune contengono clausole nulle secondo l’Autorità antitrust) e considerare l’esdebitazione tramite procedura di sovraindebitamento.

4  Strumenti alternativi per la soluzione del debito

Oltre all’impugnazione giudiziale, esistono strumenti extragiudiziali per ridurre o definire il debito. La scelta dipende dalla situazione economica della società e dagli obiettivi. Di seguito i principali strumenti.

4.1  Rateizzazione ordinaria e straordinaria

Tipologia di rateizzazioneCaratteristicheBenefici
Ordinaria (fino a 72 rate)Concessa in caso di temporanea difficoltà economica; richiede una richiesta motivata e l’attestazione della difficoltà.Sospende i pignoramenti e i fermi; consente di pagare in 6 anni.
Straordinaria (fino a 120 rate)Concessa in caso di grave e duratura situazione economica; occorre documentazione approfondita e un piano di rientro sostenibile.Permette di dilazionare il debito fino a 10 anni; utile per importi elevati.
Rateizzazione con garanzieSe il debito supera 120 000 € o se la società ha precedenti di inadempimento, AdeR può richiedere una garanzia fideiussoria o ipotecaria.Consente di ottenere il piano anche con elevato rischio; richiede costi aggiuntivi per la garanzia.

Durante la rateizzazione, il pagamento puntuale delle rate impedisce nuovi pignoramenti; tuttavia, il mancato pagamento di cinque rate (anche non consecutive) comporta la decadenza dal piano.

4.2  Definizioni agevolate: rottamazioni e saldo e stralcio

  • Rottamazione‑quater (Legge 197/2022, art. 1, commi 231‑252). Questa misura consente di estinguere i carichi affidati ad AdeR dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e gli interessi legali; le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio non sono dovuti. La norma prevede la facoltà di pagare in 18 rate e riguarda anche carichi contenuti in cartelle non ancora notificate o già oggetto di precedenti rottamazioni . Sono inclusi i carichi affidati dalle casse previdenziali private e le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, limitatamente agli interessi e all’aggio . Restano esclusi i debiti relativi a recupero di aiuti di Stato, condanne della Corte dei conti, sanzioni penali, risorse proprie dell’UE e IVA all’importazione .
  • Saldo e stralcio (Legge 145/2018, art. 1, commi 184‑198). Riservato alle persone fisiche con ISEE non superiore a 20 000 € o in stato di sovraindebitamento. Consente di pagare solo una percentuale del debito (16 %, 20 % o 35 %) per imposte e contributi non versati, con abbuono di sanzioni e interessi . È applicabile anche agli amministratori che rispondono solidalmente per le ritenute non versate.

4.3  Transazione fiscale e contributiva

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) disciplina la transazione fiscale (art. 63). Nell’ambito di un accordo di ristrutturazione, il debitore può proporre all’Agenzia delle Entrate o all’INPS il pagamento parziale del debito. La proposta deve garantire che l’erario ottenga almeno quanto otterrebbe dalla liquidazione; un professionista indipendente certifica la convenienza. Se l’Agenzia non aderisce ma la maggioranza dei creditori approva, il tribunale può comunque omologare l’accordo (cram down). Questo strumento permette di ridurre l’onere fiscale in un quadro negoziato.

4.4  Procedure di sovraindebitamento e piani di rientro

La Legge 3/2012 (ora integrata nel Codice della crisi) consente a imprenditori non fallibili, società di persone, soci amministratori e consumatori sovraindebitati di accedere a tre procedure:

  1. Accordo di composizione: il debitore propone un accordo ai creditori con l’assistenza di un organismo di composizione (OCC). Se la maggioranza dei creditori (in base agli importi) approva, il tribunale lo omologa.
  2. Piano del consumatore: riservato a soggetti che non hanno contratto debiti per esigenze d’impresa. Il giudice può omologare il piano anche senza il consenso dei creditori se ritiene che la proposta sia più vantaggiosa della liquidazione (art. 12‑bis L. 3/2012). La Cassazione 9549/2025 ha confermato che il giudice può approvare il piano senza il voto dei creditori, anche se riduce crediti privilegiati.
  3. Liquidazione controllata del patrimonio: il debitore mette a disposizione i propri beni per soddisfare i creditori. Il giudice nomina un liquidatore che gestisce la vendita. Dopo la liquidazione, il debitore può ottenere la esdebitazione (liberazione dai debiti residui).

4.5  Composizione negoziata della crisi d’impresa

Introdotta dal D.L. 118/2021, la procedura di composizione negoziata consente all’imprenditore in difficoltà di presentare un’istanza alla Camera di commercio. Un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo) assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori. La procedura può prevedere:

  • l’adozione di misure protettive (sospensione di pignoramenti, ipoteche e fermi) su istanza al tribunale;
  • la presentazione di un piano industriale e finanziario realistico;
  • la negoziazione con banche, fornitori e AdeR per ristrutturare i debiti;
  • l’eventuale omologazione giudiziale dell’accordo.

4.6  Accordi con le banche e ristrutturazione finanziaria

Le società che gestiscono ZTL hanno spesso debiti bancari per l’acquisto di apparecchiature, telecamere e software di controllo. È possibile negoziare con gli istituti di credito:

  • allungamento della durata dei prestiti o sospensione temporanea delle rate;
  • conversione del debito in leasing o in altra forma finanziaria;
  • richiesta di restrizione dell’ipoteca dopo il pagamento delle prime rate. Anche le banche hanno interesse a collaborare per evitare che il fisco prelevi le somme destinate al rimborso del prestito.

4.7  Esdebitazione del socio o dell’amministratore

Una volta concluso il piano del consumatore o la liquidazione controllata, il debitore può ottenere l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti residui. Questa misura permette al socio o all’amministratore di ripartire senza l’ombra di vecchi debiti, a condizione di aver collaborato con la procedura e di essere meritevoli (assenza di colpa grave o malafede).

5  Errori comuni e consigli pratici

Nella pratica, molte società di gestione ZTL commettono errori che aggravano la situazione. Ecco gli sbagli più frequenti e i consigli per evitarli:

  1. Ignorare la posta o la PEC. Non ritirare le raccomandate o non consultare la posta elettronica certificata comporta la decadenza dei termini. Consiglio: attivare un sistema di monitoraggio delle PEC e affidare la gestione delle comunicazioni a un professionista.
  2. Pagare in modo parziale e disordinato. Pagamenti occasionali o non programmati possono far decadere dalla rateizzazione o dalla rottamazione. Consiglio: concordare un piano di pagamento con AdeR o aderire alla definizione agevolata.
  3. Trascurare la prescrizione. Molte cartelle sono notificate oltre il termine quinquennale. Consiglio: verificare l’anzianità delle cartelle e richiedere lo stralcio delle somme prescritte.
  4. Non dimostrare la strumentalità dei beni. L’esclusione dal fermo per veicoli aziendali non è automatica: occorre prova documentale (registro cespiti, fatture, contratti di servizio). Consiglio: predisporre un dossier con tutti i documenti utili prima che arrivi il preavviso di fermo.
  5. Affidarsi a professionisti non specializzati. Il diritto tributario è tecnico: errori procedurali possono compromettere la difesa. Consiglio: scegliere avvocati e commercialisti con esperienza specifica e con un team multidisciplinare.
  6. Non sfruttare le agevolazioni. Molte società non aderiscono a rottamazioni o saldo e stralcio per mancanza di informazioni. Consiglio: monitorare le leggi di bilancio e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per cogliere le opportunità.
  7. Sottovalutare la responsabilità dei soci. Nelle società di persone gli amministratori rispondono personalmente dei debiti tributari; banche e fisco possono aggredire i beni personali. Consiglio: pianificare la protezione patrimoniale (es. fondo patrimoniale o trust legittimo) con anticipo e valutare la procedura di sovraindebitamento.
  8. Ignorare la composizione negoziata. Molti imprenditori temono di rivolgersi alla Camera di commercio per la composizione negoziata, ma questa procedura offre tempo e protezione per ristrutturare i debiti. Consiglio: valutare l’avvio della composizione negoziata con l’assistenza di un esperto.
  9. Omettere la prova della notifica. In fase di contenzioso, è onere della società dimostrare di non avere ricevuto la notifica? In realtà è l’ente che deve provare la notifica; tuttavia, se la società possiede documenti che dimostrano il contrario (raccomandate non ritirate, PEC inesistenti), questi vanno esibiti. Consiglio: conservare ricevute di raccomandate e log della PEC.

6  Domande frequenti (FAQ)

  1. Qual è la differenza tra ipoteca esattoriale e pignoramento immobiliare?
    L’ipoteca esattoriale è una misura cautelare che iscrive un vincolo sull’immobile per garantire il credito; non comporta la vendita del bene. Può essere iscritta per debiti superiori a 20 000 € . Il pignoramento immobiliare avvia invece l’espropriazione e richiede che il debito superi 120 000 €; inoltre non può colpire la prima casa non di lusso.
  2. Possono ipotecare la prima casa dell’amministratore?
    Sì. L’ipoteca è distinta dal pignoramento; può essere iscritta anche sulla prima casa se il debito supera 20 000 €. Tuttavia, il pignoramento (vendita) non può essere avviato se l’immobile è l’unica abitazione non di lusso e il debito è inferiore a 120 000 €.
  3. Se ricevo un preavviso di fermo, posso impugnarlo?
    Sì. Anche se il preavviso di fermo non figura tra gli atti impugnabili nel D.Lgs. 546/1992, la giurisprudenza riconosce l’impugnabilità perché incide immediatamente sulla sfera giuridica del contribuente. È consigliabile ricorrere entro 60 giorni e contestare la strumentalità del mezzo e la notifica delle cartelle.
  4. Cosa succede se non pago le rate della rottamazione o della rateizzazione?
    Il mancato pagamento anche di una sola rata della rottamazione comporta la decadenza dal beneficio e la ripresa della riscossione con sanzioni e interessi. Per la rateizzazione, la decadenza si verifica dopo il mancato pagamento di cinque rate (anche non consecutive). In entrambi i casi riprendono fermi, ipoteche e pignoramenti.
  5. Il pignoramento ex art. 72‑bis può avvenire senza intervento del giudice?
    Sì. L’art. 72‑bis prevede che l’AdeR possa ordinare al terzo di pagare direttamente le somme, senza necessità di un’ordinanza del giudice . Tuttavia l’atto deve essere notificato anche al debitore; in mancanza, l’atto è inesistente.
  6. Se il conto corrente è in rosso, l’AdeR può pignorarlo?
    No. Il pignoramento colpisce solo il saldo positivo del conto; se il conto presenta un fido, l’AdeR non può prelevare somme che non esistono. Il fido non costituisce disponibilità del debitore.
  7. Entro quanto tempo si prescrivono i contributi INPS?
    I contributi obbligatori si prescrivono in cinque anni . Se non vi sono stati atti interruttivi validi, la riscossione non può più essere pretesa e il debito deve essere annullato. Le denunce del lavoratore non interrompono la prescrizione.
  8. Le indennità di malattia o maternità possono essere pignorate?
    No. Le indennità di maternità, malattia, assegni di famiglia e altre prestazioni assistenziali sono assolutamente impignorabili. Anche gli assegni di mantenimento per i figli sono impignorabili, salvo per debiti alimentari.
  9. Cosa fare se ricevo un preavviso di ipoteca che non specifica l’immobile?
    Il preavviso deve indicare il titolo (ruolo) e l’importo del credito . Non è necessario indicare l’immobile, ma è fondamentale controllare che le cartelle siano state notificate e che il debito superi la soglia. In mancanza di queste condizioni, l’ipoteca è nulla.
  10. Posso ridurre un’ipoteca sproporzionata rispetto al debito?
    Sì. La legge consente di chiedere la restrizione dell’ipoteca all’importo necessario a garantire il credito (di norma il doppio del debito). Se l’ipoteca grava su un immobile di valore elevato, il giudice può limitarla.
  11. È possibile impugnare un pignoramento presso terzi notificato solo alla banca?
    Sì. La Cassazione ha stabilito che la notifica al solo terzo rende l’atto inesistente; è quindi possibile proporre opposizione e ottenere la restituzione delle somme.
  12. Per contravvenzioni stradali, l’AdeR può iscrivere ipoteca?
    Solo se il debito supera 20 000 €. Occorre verificare che l’AdeR sia competente e che le cartelle siano state notificate. Per le multe ZTL il comune deve provare la notifica del verbale.
  13. Posso compensare il debito con crediti verso la pubblica amministrazione?
    In alcuni casi sì. Le società con crediti certificati verso la PA possono chiedere la compensazione con i debiti iscritti a ruolo, ma occorre rispettare le procedure del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. La compensazione non è ammessa per debiti derivanti da accise o da somme oggetto di definizioni agevolate.
  14. Quali vantaggi offre la composizione negoziata?
    Permette di negoziare con i creditori in modo assistito, chiedere misure protettive (sospensione di pignoramenti) e proporre un piano di risanamento. L’esperto verifica la fattibilità; in caso di accordo il tribunale può omologare l’intesa, rendendola vincolante per tutti i creditori.
  15. Che cos’è il piano del consumatore?
    È una procedura riservata a persone fisiche sovraindebitate (anche soci di società di persone). Con l’assistenza dell’OCC si elabora un piano di rimborso parziale in base al reddito disponibile; il giudice può omologarlo anche senza il consenso dei creditori se la proposta è più conveniente rispetto alla liquidazione. Dopo l’omologazione, cessano ipoteche e pignoramenti sui beni inclusi nel piano.
  16. Il nuovo Statuto dei diritti del contribuente influenza la riscossione?
    Sì. Il D.Lgs. 219/2023 introduce l’obbligo di contraddittorio preventivo e di motivazione per gli atti impositivi. Nella riscossione, ciò si traduce nella necessità di inviare un preavviso di fermo o ipoteca con un termine di 60 giorni per le osservazioni; la mancata comunicazione viola l’art. 24 Cost. e rende l’atto nullo.
  17. È possibile sospendere un fermo se sto chiedendo la rateizzazione?
    Generalmente sì. La richiesta di rateizzazione o la presentazione di un piano del consumatore permette di ottenere la sospensione del fermo. Tuttavia, la sospensione viene revocata se non si paga la prima rata.
  18. Cosa succede se i debiti sono sia tributari sia bancari?
    Occorre valutare un piano integrato: ricorrere per annullare gli atti illegittimi, aderire alla rateizzazione o alla rottamazione per i debiti fiscali, e ristrutturare il debito bancario tramite accordi stragiudiziali o procedura di composizione negoziata.
  19. Posso vendere un immobile gravato da ipoteca esattoriale?
    È possibile, ma l’acquirente subentrerebbe nel vincolo se l’ipoteca non viene cancellata. Per concludere la vendita occorre chiedere la restrizione o l’annullamento dell’ipoteca, oppure estinguere il debito.
  20. Se ho più società con debiti, posso cumulare le procedure di sovraindebitamento?
    Ogni soggetto giuridico deve presentare la propria domanda; tuttavia, è possibile coordinare le procedure per armonizzare i piani di rientro, soprattutto quando i soci sono gli stessi. È consigliabile farsi assistere da un team integrato di avvocati e commercialisti.

7  Simulazioni pratiche e numeriche

Per illustrare concretamente come applicare le difese e le soluzioni, proponiamo alcune simulazioni basate su casi tipici. Le cifre sono esemplificative.

7.1  Caso A: Fermo amministrativo su veicolo operativo

Scenario: Società Alphaxxxx S.r.l., concessionaria della ZTL del Comune X, riceve un preavviso di fermo su un furgone utilizzato per la manutenzione dei varchi. Il debito ammonta a 5 500 €, suddivisi in tre cartelle (IRAP e contributi). La società utilizza il veicolo per interventi di emergenza.

Analisi:

  • Il preavviso è impugnabile; la società può presentare ricorso entro 60 giorni e chiedere la sospensione dell’atto.
  • È necessario dimostrare la strumentalità del veicolo: libretto di circolazione, contratto di manutenzione, fatture di carburante.
  • Verificare la prescrizione delle cartelle: se una cartella ha più di 5 anni e non ci sono atti interruttivi, si può eccepire la prescrizione.
  • In parallelo si può richiedere la rateizzazione del debito in 12 rate da circa 460 €; il pagamento della prima rata sospenderà il fermo.

Esito atteso: con ricorso e prova della strumentalità, il giudice può annullare il fermo; in alternativa, la rateizzazione impedirà l’iscrizione. La società potrà così continuare a operare i varchi senza interruzioni.

7.2  Caso B: Ipoteca su immobile aziendale

Scenario: Società Betaxxxx S.p.A., azienda che fornisce sistemi di videosorveglianza per varchi ZTL, riceve un preavviso di ipoteca per un debito di 45 000 € (IVA arretrata e contributi INPS). L’immobile ipotecato è un capannone del valore di 600 000 € che ospita server e apparati.

Analisi:

  • Verificare la notifica e la validità di ogni cartella; se alcune cartelle sono prescritte, chiederne l’annullamento.
  • Controllare la soglia di 20 000 € ; se parte del debito viene annullata e l’importo scende sotto la soglia, l’ipoteca non è legittima.
  • Contestare eventuali errori di calcolo e richiedere la restrizione dell’ipoteca al doppio del debito effettivamente dovuto.
  • Valutare la presentazione di un accordo di ristrutturazione con transazione fiscale: ad esempio proporre di pagare 30 000 € in cinque anni con rinuncia agli interessi moratori, attestando la convenienza. Se l’Agenzia non aderisce, il tribunale può omologare l’accordo.

Esito atteso: l’ipoteca potrà essere cancellata o ridotta; con l’accordo di ristrutturazione, la società potrà pagare il debito in modo sostenibile e proseguire l’attività.

7.3  Caso C: Pignoramento del conto corrente

Scenario: Società Gammaxxxx S.n.c., gestore di varchi ZTL, possiede un conto corrente aziendale con 8 000 € di saldo. L’AdeR notifica al direttore della banca un pignoramento ex art. 72‑bis per un debito di 15 000 € derivante da IRPEF e contributi. La notifica non viene inviata alla società.

Analisi:

  • L’art. 72‑bis consente di emettere il pignoramento mediante ordine di pagamento diretto , ma l’atto deve essere notificato anche al debitore. L’omessa notifica rende l’atto inesistente.
  • La società può proporre opposizione agli atti esecutivi chiedendo l’annullamento del pignoramento e la restituzione delle somme trattenute.
  • Nel frattempo, la banca deve bloccare le somme per 60 giorni; le somme che arriveranno sul conto nei 60 giorni successivi sono anch’esse pignorate.
  • La società può presentare domanda di rateizzazione; il pagamento della prima rata estinguerà la procedura esecutiva.

Esito atteso: il giudice potrà dichiarare inesistente il pignoramento e ordinare la restituzione delle somme; in alternativa, la rateizzazione sospenderà la procedura.

7.4  Caso D: Amministratore sovraindebitato e piano del consumatore

Scenario: l’amministratore della Società Deltaxxxx, che gestisce varchi, ha prestato fideiussioni personali per un totale di 200 000 €; la società è in crisi e non riesce a pagare. Sul conto personale pendono pignoramenti e ipoteche. L’amministratore ha un reddito di 1 800 € mensili e possiede soltanto la casa familiare.

Analisi:

  • Il piano del consumatore consente di ristrutturare i debiti personali offrendo ai creditori (fisco, INPS, banche) un pagamento parziale in base alla capacità reddituale.
  • Il giudice può omologare il piano anche senza il voto dei creditori (Cass. 9549/2025). Ad esempio, l’amministratore può proporre di pagare 500 € al mese per 5 anni, destinando 30 000 € complessivi ai creditori e vendendo un bene non indispensabile (es. un veicolo).
  • Con l’omologazione cessano le ipoteche e i pignoramenti sui beni compresi nel piano; l’amministratore conserva la casa familiare perché la legge vieta il pignoramento della prima casa se il debito è inferiore a 120 000 €.

Esito atteso: mediante il piano del consumatore, l’amministratore potrà liberarsi dai debiti personali, salvaguardare la casa e preservare la reputazione dell’azienda.

7.5  Caso E: Discarico automatico dopo cinque anni

Scenario: Società Epsilonxxxx S.r.l., concessionaria della ZTL nel Comune Y, ha ricevuto numerose cartelle esattoriali tra il 2018 e il 2019 per un totale di 120 000 € (IVA, contributi INPS e sanzioni per violazioni ZTL). A causa di difficoltà economiche, i debiti non sono stati pagati e nel 2026 l’AdeR ha notificato un preavviso di fermo su tre veicoli. La società si chiede se il nuovo discarico automatico previsto dal D.Lgs 110/2024 possa essere invocato.

Analisi:

  • In base all’art. 3 del D.Lgs 110/2024, i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate–Riscossione a decorrere dal 1° gennaio 2025 sono automaticamente discaricati se, al 31 dicembre del quinto anno successivo, non è avvenuto il pagamento . Ciò significa che per i carichi affidati nel 2025 il discarico scatterà nel 2030; per quelli del 2026 nel 2031, e così via.
  • Per i carichi affidati prima del 2025 resta in vigore la disciplina precedente: è necessario che l’ente creditore richieda il discarico dopo l’infruttuosità delle procedure oppure decorsi tre anni dall’esito negativo. Tuttavia, l’art. 3 consente il discarico anticipato quando non vi sono beni aggredibili o le procedure esecutive si sono concluse senza recupero .
  • Nel caso della Società Epsilon, i carichi risalgono al 2018‑2019. Pertanto non potranno essere discaricati automaticamente nel 2025, ma la società può chiedere all’AdeR di procedere al discarico anticipato se dimostra che non vi sono beni utilmente aggredibili (ad esempio se i veicoli sono già gravati da leasing e il patrimonio immobiliare è ipotecato). Nel frattempo può proporre istanza di rateizzazione o aderire a definizioni agevolate per ridurre il debito.
  • Per i carichi eventualmente affidati nel 2025 o successivamente (es. nuove sanzioni ZTL), la società potrà calcolare la scadenza del quinquennio e, se al 31 dicembre del quinto anno il debito non sarà stato riscosso, potrà eccepire il discarico automatico, ottenendo la cancellazione del carico.

Esito atteso: la società potrà utilizzare la disciplina del discarico per chiudere le posizioni più recenti. Per i carichi antecedenti, dovrà dimostrare l’infruttuosità delle procedure esecutive per ottenere il discarico anticipato o, in alternativa, aderire a rateizzazioni o rottamazioni. L’assistenza di un professionista è fondamentale per verificare l’anno di affidamento del carico e calcolare correttamente la data di discarico.

7.6  Caso F: Contraddittorio mancato e annullamento dell’avviso di accertamento

Scenario: Società Zetaxxxx S.p.A., operatore che gestisce le telecamere ZTL del Comune Z, riceve nel giugno 2024 un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate per IVA arretrata (anni 2021‑2022) per 75 000 €. L’avviso viene emesso senza previa attivazione del contraddittorio. La società ritiene che l’atto sia nullo in virtù delle nuove disposizioni sul contraddittorio obbligatorio.

Analisi:

  • Il D.Lgs 219/2023 ha introdotto nell’art. 6‑bis dello Statuto dei diritti del contribuente l’obbligo di instaurare un contraddittorio preventivo per tutti gli atti impositivi e riscossivi emessi dal 30 aprile 2024 . L’ufficio deve quindi inviare un invito con almeno 60 giorni di tempo per le osservazioni.
  • Le eccezioni riguardano gli atti completamente automatizzati o di controllo formale ; un avviso di accertamento per IVA non rientra tra tali ipotesi e richiede il contraddittorio.
  • Nel caso in esame, l’avviso è stato emesso dopo il 30 aprile 2024 senza contraddittorio: la società può presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni chiedendo l’annullamento dell’atto per violazione dell’art. 6‑bis. La giurisprudenza iniziale ha riconosciuto la nullità degli avvisi emessi in assenza di contraddittorio, poiché la violazione incide sul diritto di difesa.
  • La società può anche depositare memoria difensiva chiedendo all’ufficio l’annullamento in autotutela. Nella memoria si potrà contestare l’importo accertato, presentare prove a sostegno e richiedere l’eventuale definizione tramite adesione.

Esito atteso: la mancata attivazione del contraddittorio comporterà l’annullamento dell’avviso. La società potrà evitare il contenzioso se l’Agenzia annulla l’atto in autotutela; in caso contrario, il giudice tributarista potrà dichiarare la nullità. Questo caso evidenzia l’importanza di monitorare le riforme normative e di far valere tempestivamente i propri diritti.

7.7  Caso G: Omessa notifica della cartella e impugnazione dell’estratto di ruolo

Scenario: un’impresa individuale che gestisce una piccola area ZTL riceve nel 2026 un estratto di ruolo con indicazione di un debito di 38 000 € per TARSU, IRPEF e sanzioni ZTL riferite agli anni 2017‑2018. L’imprenditore non ricorda di avere ricevuto le cartelle e teme che la situazione pregiudichi la partecipazione a un bando comunale.

Analisi:

  • L’estratto di ruolo è un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate–Riscossione che elenca i debiti iscritti a ruolo. Fino al 2024, la giurisprudenza consentiva di impugnare l’estratto di ruolo per far valere la nullità delle cartelle non notificate. Il D.Lgs 110/2024 ha stabilito che l’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; possono essere impugnati solo il ruolo e la cartella se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto .
  • Nel caso in esame, la società deve dimostrare che l’iscrizione a ruolo le provoca un danno: ad esempio l’esclusione dalla gara comunale, l’impossibilità di ottenere il Durc o di ricevere finanziamenti. Potrà quindi proporre ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria per far dichiarare la nullità delle cartelle mai notificate, allegando l’estratto di ruolo come prova documentale.
  • È consigliabile richiedere all’AdeR copia delle cartelle e delle relative relate di notifica. Se non esistono o non sono state notificate correttamente, il giudice annullerà i carichi. In parallelo, la società può sollecitare l’ente impositore a cancellare le iscrizioni nel casellario giudiziale e nel Durc.
  • Nel frattempo, l’impresa può presentare un’istanza di rateizzazione: il pagamento della prima rata sospende le procedure esecutive e consente di partecipare al bando. Tuttavia, se le cartelle sono inesistenti, è preferibile far valere la nullità per evitare pagamenti non dovuti.

Esito atteso: la contestazione porterà all’annullamento dei carichi non notificati. Anche se l’estratto di ruolo non è impugnabile in sé, la dimostrazione del pregiudizio consentirà di impugnare il ruolo o la cartella con successo. Questo caso dimostra l’importanza di monitorare le notifiche e di richiedere l’estratto di ruolo per verificare la propria posizione.

8  Appendice normativa e atti impugnabili

In questa sezione forniamo una sintesi delle principali disposizioni normative che regolano la riscossione e l’impugnazione degli atti, con riferimento alle società di gestione ZTL e ai loro amministratori.

8.1  Elenco degli atti impugnabili (art. 19 D.Lgs 546/1992)

L’art. 19 del D.Lgs 31 dicembre 1992 n. 546 definisce gli atti dell’amministrazione finanziaria che possono essere impugnati dinanzi alle Commissioni tributarie (ora Corti di Giustizia Tributarie). Tra questi rientrano:

  1. Avviso di accertamento e avviso di rettifica delle imposte dirette e indirette;
  2. Cartella di pagamento e ruolo emessi a seguito di omesso pagamento di imposte, contributi e sanzioni;
  3. Avviso di recupero dei crediti di imposta, avviso di liquidazione e avviso di addebito INPS;
  4. Provvedimento di diniego o di revoca di agevolazioni;
  5. Iscrizione ipotecaria e fermo amministrativo su beni mobili registrati;
  6. Pignoramento presso terzi e pignoramento speciale ex art. 72‑bis;
  7. Altri atti per i quali la legge prevede espressamente la facoltà di ricorso .

L’articolo precisa che il ruolo e la cartella sono impugnabili anche prima della notifica dell’intimazione di pagamento se il contribuente dimostra un interesse attuale; ad esempio quando la cartella è già scaduta e l’AdeR minaccia l’iscrizione di un’ipoteca . È pertanto fondamentale acquisire e conservare tutti gli atti ricevuti per valutare se il ricorso sia ammissibile.

8.2  Estratto di ruolo e riforma 2024

Come accennato nella sezione 7.7, il D.Lgs 110/2024 ha introdotto una profonda modifica: l’estratto di ruolo non è più un atto impugnabile, salvo che il contribuente provi un pregiudizio concreto . Questa disposizione mira a ridurre il contenzioso e a spostare l’attenzione sugli atti sostanziali (cartella, ruolo, ipoteca, fermo). Tuttavia, per chi opera nel settore ZTL, l’estratto di ruolo rimane un utile strumento di monitoraggio: consente di verificare i carichi pendenti, controllare le date di affidamento e individuare eventuali errori.

Se dall’estratto risulta che una cartella non è stata notificata oppure che il debito è prescritto, si potrà proporre ricorso contro il ruolo o richiedere lo sgravio in autotutela. Il ricorso potrà essere proposto entro 60 giorni dalla conoscenza del ruolo, allegando prove del pregiudizio (ad esempio la perdita di un appalto o la sospensione del Durc). La giurisprudenza dovrà ancora interpretare la portata della nuova norma; l’Avv. Monardo e il suo team seguono con attenzione i primi orientamenti delle Corti per costruire difese efficaci.

8.3  Altre norme rilevanti per le società di gestione ZTL

Oltre agli articoli già esaminati, si segnalano le seguenti disposizioni che spesso ricorrono nelle controversie:

  • Art. 50 D.P.R. 602/1973 (Intimazione ad adempiere): trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella senza pagamento, l’AdeR deve inviare un avviso di intimazione prima di procedere ad azioni esecutive. L’omissione dell’intimazione rende nullo il pignoramento; la giurisprudenza ha affermato che l’avviso può essere unico anche per più cartelle se sono scadute nello stesso periodo.
  • Art. 52 D.P.R. 602/1973 (Accessi e ispezioni): autorizza l’agente della riscossione a effettuare accessi presso i locali del debitore per verificare l’esistenza di beni pignorabili, previo preavviso. È importante conoscere i limiti di questa norma per tutelare la privacy e la continuità del servizio.
  • Art. 77 D.P.R. 602/1973 (Ipoteca): come visto, consente l’iscrizione per un importo pari al doppio del credito . Occorre verificare se il debito supera la soglia di 20 000 € e se tutte le cartelle sono state notificate; in caso contrario l’ipoteca è annullabile.
  • Art. 86 D.P.R. 602/1973 (Fermo amministrativo): prevede la comunicazione preventiva con 30 giorni di preavviso . La mancata comunicazione o la dimostrazione della strumentalità del bene costituiscono cause di annullamento.
  • Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 (Pignoramento presso terzi): l’atto deve contenere l’ordine al terzo di pagare le somme dovute entro 60 giorni e deve essere notificato anche al debitore . In assenza di notifica al debitore, il pignoramento è inesistente.
  • Art. 198‑bis C.d.S.: come illustrato, unifica le violazioni reiterate entro 90 giorni, applicando una sola sanzione pari al triplo del minimo edittale . Le società devono applicare correttamente questa norma per evitare contestazioni multiple.
  • Art. 142 e 45 C.d.S.: prevedono che solo le apparecchiature omologate possono essere utilizzate per rilevare le infrazioni . La mancanza di omologazione rende i verbali nulli .

Questa appendice normativa costituisce un vademecum da consultare per valutare la legittimità degli atti e individuare le difese più efficaci.

9  Ulteriore giurisprudenza e commento

La giurisprudenza degli ultimi anni ha affinato gli strumenti a disposizione del contribuente e ha stabilito principi di diritto che rafforzano la posizione di chi opera nel settore ZTL. Di seguito si riassumono alcune pronunce significative (oltre a quelle già menzionate nella sezione 1.3) e si forniscono spunti di commento.

ProvvedimentoPrincipio affermatoCommento
Corte costituzionale 14/2007La permanenza in una zona a traffico limitato senza permesso integra una condotta unica che può dar luogo a una sola sanzione .Questo principio, richiamato nel caso Milano Area B, giustifica l’applicazione dell’art. 198‑bis C.d.S. anche in ambito ZTL e tutela gli automobilisti dalle multe multiple per accessi consecutivi.
Cass. civ., sez. III, 10505/2024Le sanzioni elevate con dispositivi non omologati sono nulle .La decisione rappresenta un argine contro l’utilizzo di apparecchiature solo “approvate” e impone alle società di verificare la regolarità dei dispositivi.
Cass. civ., sez. II, 8182/2024Il permesso di transito in ZTL non è automatico per i residenti; occorre la registrazione della targa.Le concessionarie devono garantire sistemi efficienti di gestione delle autorizzazioni per evitare ricorsi.
Cass. trib., 15567/2025L’ipoteca esattoriale è una misura cautelare distinta dal pignoramento; può essere iscritta anche se il pignoramento è vietato sulla prima casa.Questa pronuncia conferma la necessità di contestare l’ipoteca in via autonoma e di valutare la proporzionalità della misura.
Cass. civ., sez. V, 7156/2025Il preavviso di fermo è impugnabile; la società deve provare la strumentalità del veicolo per evitarne l’iscrizione.Il ricorso contro il preavviso è un rimedio efficace; è opportuno predisporre documenti che attestino l’uso professionale del bene.
Cass. civ., sez. III, 25456/2025Il preavviso di ipoteca non deve indicare l’immobile, ma deve specificare il titolo e l’importo.L’avviso generico è nullo; occorre sempre verificare la corrispondenza tra le cartelle e l’importo.
Cass. civ., sez. III, 28520/2025Il pignoramento ex art. 72‑bis si estende alle somme che entreranno sul conto entro 60 giorni.I contribuenti devono agire rapidamente per sospendere l’atto e evitare il blocco delle entrate future.
Cass. civ., sez. III, 6/2026Il pignoramento presso terzi è inesistente se non viene notificato al debitore.Le banche e i terzi trattengono somme senza titolo; la restituzione può essere ottenuta con l’opposizione.
Cass. civ., sez. lavoro, 368/2026I contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni; le denunce del lavoratore non interrompono la prescrizione.Questa pronuncia rafforza la possibilità di eccepire la prescrizione e di ottenere l’annullamento dei contributi iscritti a ruolo .
Cass. civ., sez. lavoro, 398/2026La prescrizione quinquennale si applica anche ai contributi per il Servizio sanitario nazionale; l’ente deve provare l’interruzione.La sentenza conferma l’orientamento consolidato e impone agli enti previdenziali un onere probatorio rigoroso.

Commento generale: l’orientamento dei giudici va nella direzione di una maggiore tutela del contribuente. Le pronunce sul contraddittorio, sull’omologazione dei dispositivi e sulla prescrizione offrono strumenti concreti per difendersi. Tuttavia, il quadro resta complesso e richiede l’assistenza di professionisti specializzati che sappiano selezionare le eccezioni rilevanti e presentare ricorsi ben motivati.

10  Prevenzione e compliance per le società di gestione ZTL

Oltre a difendersi dagli accertamenti già notificati, le società che gestiscono ZTL devono attuare programmi di prevenzione e compliance per ridurre il rischio di sanzioni e contenziosi. Di seguito proponiamo alcune linee guida operative che le aziende possono adottare.

10.1  Pianificazione fiscale e monitoraggio normativo

  • Aggiornamenti normativi: nominare un referente interno o affidarsi a un professionista esterno per monitorare le novità legislative (leggi di bilancio, decreti legislativi, circolari dell’Agenzia delle Entrate, sentenze rilevanti). Le società di gestione ZTL operano in un settore soggetto a continue modifiche: l’introduzione dell’art. 198‑bis C.d.S., il D.Lgs 110/2024 e la riforma del contraddittorio sono esempi di norme che incidono direttamente sull’operatività.
  • Controllo periodico delle cartelle: richiedere periodicamente l’estratto di ruolo e l’elenco dei carichi affidati. Verificare le date di affidamento e i termini di prescrizione; in caso di dubbi, richiedere l’assistenza di un professionista per valutare eccezioni o istanze di sgravio.
  • Budget per il fisco: inserire nel business plan un fondo dedicato al pagamento delle imposte e delle sanzioni eventuali. Una corretta pianificazione fiscale riduce il rischio di insolvenza e di accumulo di debiti.

10.2  Controlli interni e digital compliance

  • Omologazione dei dispositivi: verificare che tutte le telecamere, autovelox e apparecchiature installate siano munite di omologazione ministeriale. Conservare i certificati e predisporre una procedura di manutenzione periodica per garantire il corretto funzionamento.
  • Gestione dei permessi e delle targhe: implementare un sistema informatico che aggiorni in tempo reale l’elenco delle targhe autorizzate. Effettuare controlli incrociati tra i dati comunicati dagli utenti e quelli registrati nei database per ridurre il numero di verbali errati.
  • Tracciabilità delle notifiche: mantenere un archivio digitale delle PEC e delle raccomandate inviate e ricevute. Ogni atto deve essere registrato con data e ora di ricezione; l’archivio servirà per dimostrare l’eventuale mancata notifica in caso di contenzioso.
  • Modello di organizzazione e controllo (MOG) ex D.Lgs 231/2001: valutare l’adozione di un MOG specifico per le società che gestiscono servizi pubblici. Il modello deve prevedere procedure per la corretta gestione delle entrate, la prevenzione della corruzione e la tutela del patrimonio; la sua adozione può attenuare le responsabilità amministrative dell’ente.

10.3  Formazione e consulenza continua

  • Formazione del personale: organizzare corsi periodici per gli operatori, gli amministratori e i dipendenti sui principali temi fiscali, contabili e legali: normativa ZTL, adempimenti IVA e contributivi, gestione delle notifiche, privacy e cybersecurity.
  • Consulenza multidisciplinare: affiancare alla società un team di consulenti (avvocati tributaristi, commercialisti, consulenti del lavoro) che si occupi non solo delle difese in giudizio, ma anche della progettazione di procedure interne. L’Avv. Monardo coordina professionisti esperti a livello nazionale che possono intervenire in fase di audit e suggerire le migliori pratiche.
  • Audit preventivi: eseguire verifiche interne periodiche per controllare la corretta tenuta della contabilità, il versamento puntuale dei tributi e l’adeguatezza dei sistemi informativi. In caso di irregolarità, intervenire tempestivamente per correggere la rotta ed evitare sanzioni.

10.4  Gestione delle relazioni con l’AdeR e gli enti locali

  • Rapporti istituzionali: mantenere un canale di comunicazione aperto con l’Agenzia delle Entrate–Riscossione e con il Comune. Segnalare eventuali errori nei ruoli, richiedere l’aggiornamento dei dati anagrafici e proporre soluzioni negoziate quando emergono difficoltà di pagamento.
  • Richieste di informazioni: utilizzare gli strumenti messi a disposizione dall’AdeR (portale online, sportello territoriale) per reperire le informazioni sui carichi affidati e le scadenze. Le società possono autorizzare un professionista a operare sul portale in loro nome tramite delega.
  • Collaborazione con i fornitori: se la società subappalta la gestione dei varchi o la manutenzione delle telecamere, deve assicurarsi che anche i fornitori rispettino le norme (omologazione, privacy, licenze software). Responsabilità solidale e controlli contrattuali sono strumenti per evitare contestazioni.

10.5  Protezione del patrimonio dell’amministratore e del socio

  • Pianificazione patrimoniale: valutare l’opportunità di separare il patrimonio personale dall’attività d’impresa mediante strumenti giuridici leciti (ad esempio il fondo patrimoniale o il trust legittimo). Ciò può proteggere l’abitazione e i beni personali dalle aggressioni del fisco o delle banche.
  • Fideiussioni e garanzie: evitare di firmare fideiussioni personali per i debiti della società; negoziare con le banche condizioni che prevedano garanzie limitate nel tempo e nell’importo. In caso di fideiussioni omnibus, verificare la conformità alle clausole previste dall’Autorità antitrust.
  • Procedura di sovraindebitamento: se l’amministratore accumula debiti personali ingenti, considerare l’accesso al piano del consumatore o alla liquidazione controllata. Il giudice potrà sospendere le esecuzioni e, a esito del piano, concedere l’esdebitazione.

Implementare queste misure non garantisce l’assenza di contestazioni, ma riduce drasticamente il rischio di accertamenti e consente di affrontare eventuali controlli con una base documentale solida. L’obiettivo è trasformare il rapporto con il fisco da conflittuale a collaborativo, promuovendo la trasparenza e la legalità.

Conclusione

La gestione di una ZTL o di sistemi di varchi elettronici comporta responsabilità complesse: non basta installare telecamere e riscuotere tariffe; occorre rispettare il Codice della strada, applicare correttamente l’IVA e le imposte dirette, versare contributi previdenziali e fronteggiare eventuali sanzioni. Un singolo errore può generare cartelle esattoriali e misure cautelari (ipoteche, fermi, pignoramenti) che mettono a rischio la continuità aziendale.

In questo articolo abbiamo analizzato:

  • il quadro normativo, ricordando che i comuni possono limitare la circolazione e affidare la gestione della ZTL a società concessionarie , mentre la riscossione dei debiti fiscali è disciplinata dal D.P.R. 602/1973 con strumenti come l’ipoteca , il fermo e il pignoramento ;
  • le procedure da seguire dopo la notifica di un atto, con la verifica della notifica, dei termini e della prescrizione;
  • le difese e strategie legali per contestare atti illegittimi, eccepire la prescrizione, dimostrare la strumentalità dei veicoli o ridurre l’ipoteca;
  • gli strumenti alternativi: rateizzazione, rottamazione‑quater , saldo e stralcio , transazione fiscale, piani del consumatore, composizione negoziata e accordi con le banche;
  • gli errori da evitare, le risposte alle domande frequenti e alcune simulazioni pratiche che mostrano come le società possono difendersi.

Il messaggio più importante è che non bisogna aspettare: i termini per impugnare un atto sono brevi e la mancata reazione può rendere definitiva un’ipoteca o un pignoramento. Con l’assistenza di professionisti qualificati è possibile:

  • verificare la legittimità degli atti e sospendere fermi, ipoteche o pignoramenti;
  • ridurre il debito tramite rateizzazioni o definizioni agevolate;
  • elaborare un piano di ristrutturazione che salvi l’azienda e, se necessario, un piano del consumatore per l’amministratore;
  • negoziare con l’Agenzia delle Entrate e le banche per trovare soluzioni sostenibili.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti lavorano a livello nazionale nel diritto bancario e tributario. In qualità di cassazionista, gestore della crisi iscritto al Ministero della Giustizia e esperto negoziatore, l’Avv. Monardo coordina professionisti capaci di analizzare gli atti, predisporre ricorsi, sospendere procedure esecutive e avviare trattative con fisco e banche. Grazie a una visione interdisciplinare, lo studio può bloccare fermi amministrativi, pignoramenti, ipoteche e cartelle, proteggendo il patrimonio della società e del socio.

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