Società di allestimenti fieristici con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Le società di allestimenti fieristici svolgono un ruolo cruciale nell’economia italiana: progettano e realizzano stand, impianti e scenografie per fiere ed eventi. Questa attività, tuttavia, richiede spesso ingenti investimenti anticipati in materiali, manodopera e servizi. Se le commesse vengono pagate in ritardo oppure se il flusso di ordini si interrompe a causa di crisi congiunturali (ad esempio la pandemia COVID‑19, i rincari energetici o l’instabilità geopolitica), possono accumularsi debiti verso l’erario, l’INPS, i fornitori e le banche. La sofferenza finanziaria rischia di innescare azioni aggressive da parte del fisco (cartelle di pagamento, fermi amministrativi, pignoramenti), del sistema previdenziale (richieste di contributi e sanzioni) e degli istituti di credito (anatocismo, revoche di affidamenti, escussione di garanzie).

Affrontare questi debiti richiede una strategia legale attenta e tempestiva. Ritardi, errori formali e una gestione improvvisata possono aggravare la situazione: l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può iscrivere ipoteche e fermi sul parco mezzi, bloccare i conti o pignorare i crediti verso clienti; l’INPS può recuperare contributi non versati anche con prelievi forzosi e l’inadempienza verso la banca può portare a segnalazioni in Centrale Rischi, caduta dell’affidamento e richieste di rientro immediato. D’altra parte, l’ordinamento italiano offre numerosi strumenti di difesa: si possono impugnare gli atti viziati (errori di notifica, difetto di motivazione, violazione del contraddittorio), chiedere sospensioni, aderire a rottamazioni e definizioni agevolate, avviare procedure di composizione della crisi, contestare interessi anatocistici o usurari e proporre piani di ristrutturazione con i creditori. Per orientarsi tra norme, giurisprudenza e scadenze è fondamentale l’assistenza di un professionista esperto.

Lo studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo – cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ed esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 – coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario e tributario con operatività in tutta Italia. Lo studio offre:

  • analisi accurata degli atti esattoriali e bancari;
  • predisposizione di ricorsi innanzi alla Commissione Tributaria e al giudice ordinario;
  • richieste di sospensione o annullamento di cartelle, ipoteche, fermi e pignoramenti;
  • trattative con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, l’INPS e le banche per piani di rientro;
  • accesso a procedure di composizione negoziata, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione o liquidazione del patrimonio;
  • difesa in giudizio contro anatocismo bancario e usura;
  • assistenza nei procedimenti di esdebitazione e nelle definizioni agevolate introdotte dalle ultime leggi.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. Avere un professionista al proprio fianco fin dal primo atto consente di individuare le soluzioni più adatte e di evitare irrimediabili decadenze.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

Per comprendere come difendersi dalle pretese dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AER), dell’INPS e delle banche occorre esaminare il quadro normativo vigente al febbraio 2026. Di seguito sono riportati i riferimenti principali suddivisi per materia.

1.1 Riscossione esattoriale: Testo Unico 2025 e rottamazione‐quinquies

Nuovo Testo Unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025)

A partire dal 1° gennaio 2026 la riscossione è disciplinata dal Decreto legislativo 33/2025, che riunisce in un unico testo le norme prima contenute nel DPR 602/1973. Gli articoli di maggiore interesse sono:

  • Art. 170 (ex art. 72‑bis DPR 602/1973) – Pignoramento dei crediti verso terzi: il decreto conferma che, salvo il caso delle pensioni e fatte salve le limitazioni dell’art. 545 c.p.c., l’atto di pignoramento può ordinare al terzo (per esempio la banca) di pagare entro 60 giorni all’agente della riscossione le somme già maturate e di versare quelle future alle rispettive scadenze ; tale atto può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione e, in caso di inottemperanza del terzo, l’Agente può citarlo con il debitore avanti al giudice .
  • Art. 171Limiti al pignoramento delle retribuzioni e pensioni: l’Agente può pignorare il salario fino a un decimo per importi fino a € 2.500, a un settimo per importi tra € 2.500 e € 5.000 e, per somme superiori, fino al limite di un quinto previsto dall’art. 545 c.p.c. Il decreto consente all’Agente di accedere ai dati INPS per individuare il datore di lavoro .

Rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025, commi 82‑110)

La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione‑quinquies per i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Le principali caratteristiche sono:

  • possibilità di estinguere il debito pagando solo l’imposta, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e l’aggio, con stralcio di sanzioni e interessi di mora ;
  • domanda da presentare entro il 30 aprile 2026 con possibilità di versare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o fino a 54 rate mensili (9 anni) con interessi al 3% ;
  • sospensione della prescrizione e delle procedure esecutive durante la definizione ;
  • inclusione dei contributi INPS (esclusi quelli derivanti da accertamento) .

Definizione agevolata degli avvisi bonari e liti pendenti

Nella stessa manovra sono state prorogate o introdotte altre definizioni:

  • Definizione agevolata delle violazioni formali: consente di regolarizzare irregolarità che non incidono sulla determinazione del tributo, pagando € 200 per periodo d’imposta.
  • Definizione delle liti pendenti: prevede il pagamento di un importo ridotto (dal 5% al 90% del valore) a seconda dell’esito dei gradi di giudizio.
  • Definizione degli avvisi bonari: consente di rateizzare in 20 rate trimestrali con riduzione delle sanzioni al 3%.

Queste misure devono essere analizzate per valutare la convenienza rispetto alla prosecuzione del contenzioso.

1.2 Diritti del contribuente: Statuto del contribuente e contraddittorio preventivo

La Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) tutela i contribuenti nei rapporti con la pubblica amministrazione. È fondamentale verificare il rispetto delle seguenti disposizioni:

  • Art. 7Motivazione degli atti: ogni atto dell’amministrazione finanziaria deve indicare gli elementi di fatto e le ragioni giuridiche alla base della pretesa. Se l’atto rinvia a un altro documento non conosciuto dal contribuente, questo deve essere allegato o richiamato con estratto . L’articolo aggiunge che interessi e sanzioni devono essere dettagliati con indicazione delle norme applicate e che l’atto deve indicare gli uffici cui rivolgersi per informazioni e l’autorità giurisdizionale competente . La mancanza di motivazione o la mancata allegazione rende l’atto nullo.
  • Art. 6‑bis (introdotto dal D.Lgs. 219/2023) – Contraddittorio preventivo: a partire dal 18 gennaio 2024 l’amministrazione deve instaurare un contraddittorio con il contribuente prima di emettere ogni atto impugnabile autonomamente. L’ufficio deve comunicare lo schema dell’atto e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni. La legge prevede che se i sessanta giorni scadono oltre il termine decadenziale per l’emissione dell’atto, questo termine è prorogato di 120 giorni . L’obbligo è escluso quando sussiste un fondato pericolo per la riscossione (es. rischio di dissipazione del patrimonio).

In caso di violazione del contraddittorio, l’atto è invalido e può essere annullato dal giudice.

1.3 Procedura esecutiva: pignoramento presso terzi

Il recupero coattivo dei crediti avviene mediante l’iscrizione a ruolo e, in caso di mancato pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella, l’agente della riscossione può attivare espropriazioni mobiliari, immobiliari o pignoramenti presso terzi (conti bancari, crediti verso clienti, stipendi). La procedura è disciplinata da:

  • Art. 543 c.p.c. – stabilisce la forma del pignoramento presso terzi: l’atto deve essere notificato al debitore e al terzo e indicare il titolo esecutivo, l’atto di precetto, il credito vantato, le somme da pignorare e la citazione a comparire in udienza. L’atto deve essere iscritto a ruolo entro 30 giorni dalla notifica, pena l’inefficacia.
  • Art. 545 c.p.c. – elenca i crediti impignorabili e stabilisce i limiti di pignorabilità di stipendi e pensioni. Le indennità di malattia, invalidità e assegni familiari sono impignorabili; gli stipendi e le pensioni possono essere pignorati per tributi fino a un quinto, con soglie percentuali più ridotte per crediti alimentari o creditori diversi . Per le pensioni, è impignorabile la somma corrispondente al doppio dell’assegno sociale con soglia minima di € 1.000 .

La riforma introdotta dal D.Lgs. 33/2025 integra questi limiti: l’Agente della riscossione può applicare prelievi graduati (1/10, 1/7, 1/5) in funzione dell’importo dello stipendio .

Giurisprudenza recente sul pignoramento

  • Cass., ord. n. 28520/2025: la Corte ha chiarito che, in caso di pignoramento del conto bancario da parte dell’AER, la banca è tenuta a trattenere non solo le somme giacenti al momento della notifica ma anche quelle che maturano nei successivi 60 giorni. Il cosiddetto spatium deliberandi non è un periodo di attesa ma un “periodo di cattura” durante il quale le somme incassate dal debitore sono automaticamente vincolate . L’inadempimento della banca può generare responsabilità.
  • Cass., ord. n. 6/2026: la Corte ha stabilito che l’atto di pignoramento presso terzi deve essere notificato anche al debitore; la mancata notifica determina la inesistenza giuridica dell’atto e la sua nullità radicale . È pertanto possibile opporsi ai pignoramenti privi di notifica, chiedendone l’annullamento in via giudiziale.

1.4 Responsabilità patrimoniale dei soci e liquidazione

Molte società di allestimenti fieristici operano in forma di società a responsabilità limitata (s.r.l.). Perciò è importante conoscere la disciplina sulla responsabilità dei soci:

  • Cass., Sezioni Unite n. 3625/2025: la Suprema Corte ha affermato che, in caso di estinzione della società, i soci rispondono dei debiti sociali solo entro il limite di quanto riscosso nella fase di liquidazione. Spetta al creditore provare che il socio abbia ricevuto beni o somme in sede di liquidazione, altrimenti l’azione esecutiva nei suoi confronti è inammissibile . Questa pronuncia tutela i soci che non hanno beneficiato di riparti liquidatori, limitando la loro esposizione personale.

1.5 Banche e anatocismo

Le società che operano nel settore fieristico fanno spesso ricorso a affidamenti bancari. È noto, tuttavia, che alcune banche applicano interessi composti e commissioni non dovute.

  • Anatocismo: la pratica di capitalizzare gli interessi (calcolare interessi sugli interessi) è legittima solo se avviene con periodicità almeno annuale, in forma reciproca (sia per interessi attivi sia passivi) e previo accordo scritto con il cliente. La Cassazione, ord. n. 27460/2025, ha ribadito che nei contratti antecedenti al 2000 la capitalizzazione trimestrale è illegittima e necessita di una pattuizione specifica. In assenza di tale accordo, il cliente può chiedere la restituzione degli interessi illegittimi .
  • Usura: per verificare la sussistenza di usura occorre confrontare il tasso effettivo globale (TEG) applicato dalla banca con il tasso soglia trimestrale fissato dalla Banca d’Italia. Se il TEG supera il tasso soglia anche in un solo trimestre, gli interessi convenuti sono nulli per l’intero rapporto e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale.

A ciò si aggiunge l’azione di ripetizione per commissioni di massimo scoperto, spese illegittime e clausole vessatorie.

1.6 Debiti contributivi e INPS

Per le società di allestimenti fieristici il carico contributivo è elevato: oltre ai contributi per i dipendenti (Gestione Artigiani e Commercianti) possono insorgere obblighi verso la Gestione separata per collaborazioni occasionali o professionali.

Debiti previdenziali e prescrizione

  • Cass., ord. n. 8491/2025: la Corte ha chiarito che l’iscrizione alla Gestione separata dell’INPS non è obbligatoria per chi svolge un’attività professionale in modo saltuario e con redditi inferiori a € 5.000 annui; tale soglia vale ancora per le attività occasionali. La prescrizione del credito contributivo inizia a decorrere dalla scadenza del versamento.

Pignoramento di prestazioni previdenziali

  • INPS, Circ. n. 130/2025: il documento spiega che alcune prestazioni (indennità di malattia, maternità, paternità, NASpI anticipata) sono assolutamente impignorabili; altre, come l’indennità di disoccupazione NASpI erogata mensilmente, possono essere pignorate solo nella misura di un quinto o nella misura richiesta dall’INPS a recupero di propri crediti. Le somme spettanti a titolo di arretrati devono essere calcolate al netto delle ritenute fiscali e i prelievi dell’INPS hanno priorità rispetto ai crediti di altri soggetti .

Queste indicazioni consentono di valutare la legittimità di pignoramenti su indennità e contributi.

1.7 Sovraindebitamento e composizione della crisi

Le imprese con debiti ingenti possono accedere a strumenti di composizione della crisi.

Legge 3/2012 e D.Lgs. 14/2019

La Legge 3/2012 ha introdotto le procedure di sovraindebitamento, poi integrate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Le procedure previste sono:

  • Concordato minore: il debitore propone un piano ai creditori che deve essere approvato dalla maggioranza dei crediti ammessi; consente la ristrutturazione dei debiti con eventuale falcidia.
  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: dedicata ai privati, prevede un accordo omologato dal tribunale senza necessità di votazione da parte dei creditori.
  • Liquidazione controllata del patrimonio: comporta la vendita dei beni del debitore e la distribuzione ai creditori.
  • Esdebitazione del debitore incapiente: permette di ottenere la liberazione dai debiti residui quando il soggetto non ha alcuna utilità cedibile .

Le procedure sono gestite dall’Organismo di composizione della crisi (OCC) e richiedono la nomina di un Gestore (professionista esperto), come l’Avv. Monardo, che assiste il debitore nella redazione del piano e nei rapporti con i creditori.

Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)

Il D.L. 118/2021 (convertito dalla L. 147/2021) ha introdotto la composizione negoziata, una procedura volontaria per le imprese in situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario. L’imprenditore può richiedere la nomina di un esperto indipendente tramite la piattaforma telematica delle Camere di commercio. L’esperto assiste le parti nel raggiungimento di un accordo con creditori, banche e amministrazione finanziaria. Il Decreto prevede anche la possibilità di misure protettive e l’accesso a finanziamenti prededucibili .

Questa procedura è indicata per le società che, pur in difficoltà, hanno concrete prospettive di risanamento.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto esattoriale

Quando l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione notifica una cartella di pagamento o un avviso di addebito INPS, si attivano termini perentori e diritti da esercitare. Ecco la sequenza tipica di passi.

2.1 Notifica della cartella e decorrenza dei termini

  1. Ricezione: la notifica può avvenire tramite posta raccomandata, posta elettronica certificata (PEC) o messo notificatore. È importante verificare:
  2. data di spedizione e di ricezione;
  3. corretta intestazione del destinatario;
  4. presenza di firma digitale e attestazione di conformità nella PEC;
  5. eventuali vizi di notifica (indirizzo errato, soggetto estraneo, mancato deposito in caso di rifiuto).
  6. Termine di pagamento: dal giorno successivo alla notifica decorrono 60 giorni per pagare, chiedere la rateazione o presentare istanza di definizione agevolata (se aperta).
  7. Prescrizione e decadenza: occorre controllare che i tributi non siano prescritti (generalmente 5 anni per tributi locali, 10 anni per imposte erariali) e che la cartella sia stata notificata entro termini di decadenza previsti dalla legge (es. 31 dicembre del secondo anno successivo all’avviso bonario per i tributi liquidati automaticamente).

2.2 Analisi della cartella e motivi di impugnazione

  • Difetto di motivazione: la cartella deve riportare l’indicazione del tributo, anno di imposta, articolo di legge, importi dovuti e spiegazione delle ragioni. La mancanza integra violazione dell’art. 7 L. 212/2000 con possibile nullità .
  • Mancata allegazione: se la cartella si riferisce a un avviso di accertamento non allegato, l’atto può essere annullato.
  • Violazione del contraddittorio: per gli accertamenti emessi dal 18 gennaio 2024 in poi, l’amministrazione deve aver instaurato il contraddittorio preventivo (art. 6‑bis L. 212/2000) pena la nullità .
  • Prescrizione e decadenza: se i termini sono scaduti, l’iscrizione a ruolo è illegittima.
  • Errore sull’importo: possono essere contestate somme non dovute (duplicazioni, interessi inesatti, applicazione errata di sanzioni).

2.3 Rimedi stragiudiziali: rateazione e rottamazione

  • Rateazione ordinaria: è possibile chiedere all’Agente della riscossione il pagamento dilazionato in un massimo di 72 rate mensili, salvo casi di comprovato peggioramento per cui si può salire a 120 rate. Il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive comporta la decadenza.
  • Rottamazione‑quinquies: se aperta la finestra di definizione agevolata, è opportuno valutare la domanda di rottamazione che comporta l’annullamento delle sanzioni e degli interessi di mora .
  • Sospensione amministrativa: il contribuente può chiedere la sospensione della cartella presentando un’istanza entro 60 giorni per:
  • pagamento già eseguito;
  • prescrizione o decadenza;
  • provvedimento di sgravio;
  • annullamento in autotutela dell’atto presupposto.

2.4 Ricorso giurisdizionale

Se la cartella è illegittima e la sospensione non viene accolta, è necessario proporre ricorso dinanzi alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissione tributaria) entro 60 giorni dalla notifica.

  • Normativa: il ricorso è disciplinato dal D.Lgs. 546/1992. È obbligatorio il pagamento del contributo unificato e la costituzione in giudizio entro 30 giorni dalla notifica del ricorso alla controparte.
  • Sospensione giudiziale: contestualmente si può chiedere la sospensione della riscossione (art. 47 D.Lgs. 546/1992) depositando copia del ricorso e dimostrando il periculum in mora.
  • Gradi di giudizio: dopo la sentenza di primo grado è ammesso l’appello e, per le questioni di diritto, il ricorso in Cassazione (competenza dell’Avv. cassazionista).

2.5 Attivazione delle procedure esecutive

Se il contribuente non paga né impugna, decorso il termine di 60 giorni, l’Agenzia può iniziare l’esecuzione. Le principali azioni sono:

  1. Fermo amministrativo: viene iscritto sui beni mobili registrati (autoveicoli, autocarri) ed impedisce la circolazione. Viene revocato con il pagamento o con la concessione del piano di rateazione.
  2. Iscrizione di ipoteca legale: sui beni immobili del debitore per crediti superiori a 20.000 € (15.000 € dal 2026).
  3. Pignoramento presso terzi: può riguardare:
  4. Conti correnti: la banca riceve l’ordine di bloccare le somme presenti e future entro 60 giorni . Il contribuente può opporsi per vizi formali, notifica nulla o violazione dei limiti di pignoramento .
  5. Stipendi, pensioni: devono essere rispettati i limiti di un quinto e le soglie specifiche. Le somme accreditate su conto corrente sono impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale se il conto è ad uso esclusivo di accreditamento della pensione; oltre tali limiti può intervenire il pignoramento .
  6. Crediti verso clienti: l’AER può pignorare i pagamenti che i clienti devono alla società. È essenziale verificare la corretta indicazione del credito e del titolo esecutivo.

2.6 Opposizione agli atti esecutivi

L’opposizione può essere proposta con ricorso al giudice dell’esecuzione (Tribunale) nei seguenti casi:

  • Opposizione ex art. 615 c.p.c.: contesta il diritto del creditore alla procedura (es. prescrizione, assenza di titolo).
  • Opposizione ex art. 617 c.p.c.: contesta vizi formali dell’atto di pignoramento (mancata notifica al debitore, indicazione errata del terzo, difetto di sottoscrizione).
  • Opposizione ex art. 619 c.p.c.: tutela il terzo proprietario di beni pignorati erroneamente.

Il ricorso deve essere depositato entro 20 giorni dalla conoscenza dell’atto.

3. Difese e strategie legali contro fisco, INPS e banche

3.1 Verifica degli atti esattoriali e bancari

La prima difesa consiste in un’attenta analisi degli atti notificati. Lo studio dell’Avv. Monardo effettua il controllo di:

  • legittimità della notifica: verifica degli indirizzi, della PEC, delle modalità di consegna e dei soggetti legittimati. Se la notifica è avvenuta in luogo diverso da quello di residenza o sede legale, l’atto è nullo.
  • motivazione: l’atto deve specificare la fonte del debito e il dettaglio degli importi (art. 7 L. 212/2000) .
  • allegazioni: è necessario che siano allegati gli atti presupposti (avvisi di accertamento, avvisi bonari) altrimenti la cartella può essere annullata.
  • contraddittorio: l’assenza di preavviso viola l’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente .
  • prescrizione e decadenza: analisi della data di emissione e notifica dell’atto e confronto con i termini di legge.
  • duplicazione di ruoli o somme: presenza di importi già pagati o azzerati in seguito a definizioni agevolate.

In molti casi, la presenza di un vizio formale consente di ottenere l’annullamento in autotutela o in sede giudiziale.

3.2 Sospensione e sgravio

Se vengono riscontrati motivi di illegittimità, si può chiedere la sospensione della cartella:

  • Sospensione per pagamento: se il tributo risulta già pagato, si presenta all’AER documentazione (quietanze, bonifici) e si chiede lo sgravio.
  • Sospensione per annullamento dell’atto presupposto: se l’avviso di accertamento è stato annullato in giudizio o in autotutela, la cartella deve essere cancellata.
  • Sospensione giudiziale: tramite ricorso tributario con richiesta di sospensione cautelare, dimostrando il danno grave e irreparabile.

3.3 Accertamento con adesione e conciliazione

L’accertamento con adesione è un istituto che consente al contribuente di definire l’avviso di accertamento prima dell’emissione della cartella, ottenendo la riduzione delle sanzioni. Lo studio può assistere nella richiesta di accesso, nella discussione con l’ufficio e nella redazione dell’atto di adesione.

Nelle controversie pendenti, è possibile proporre la conciliazione giudiziale (totale o parziale) in udienza o in sede di mediazione, con riduzione delle sanzioni e degli interessi.

3.4 Contestazione di anatocismo e usura bancaria

Per i rapporti con le banche, le difese principali sono:

  1. Verifica del contratto di conto corrente o mutuo: si analizzano le clausole relative a:
  2. tassi di interesse applicati;
  3. periodicità di capitalizzazione;
  4. commissione di massimo scoperto;
  5. spese di istruttoria e gestione.
  6. Calcolo del TEG: si ricostruisce il saldo del conto o del mutuo negli anni e si calcola il Tasso Effettivo Globale. Se supera il tasso soglia, gli interessi sono nulli per usura.
  7. Anatocismo: se la banca ha applicato la capitalizzazione trimestrale in contratti anteriori al 2000 senza pattuizione scritta, gli interessi sono illegittimi e devono essere restituiti .
  8. Azione di ripetizione: si promuove azione giudiziaria per la restituzione delle somme indebitamente versate e per la revisione del saldo.
  9. Negoziazione con la banca: in presenza di contestazioni, si può stipulare un accordo transattivo o una rinegoziazione del debito.

L’analisi tecnica richiede perizie contabili e banche dati normative. Lo studio collabora con periti per fornire conteggi corretti.

3.5 Difese contro l’INPS

Le aziende fieristiche sono soggette a contributi obbligatori per i dipendenti e i collaboratori. Le principali contestazioni riguardano:

  • Gestione separata: l’iscrizione è obbligatoria solo se l’attività professionale è abituale e supera i 5.000 € annui. Professionisti occasionali non sono tenuti; eventuali richieste di contributi possono essere annullate.
  • Prescrizione: i crediti contributivi si prescrivono in cinque anni se non è stato notificato un avviso di addebito, in dieci anni se è stato emesso un titolo giudiziale.
  • Pignorabilità delle indennità: alcune prestazioni (malattia, maternità, NASpI anticipata) sono impignorabili; altre possono essere pignorate entro un quinto o secondo le regole contenute nella circ. INPS 130/2025 .

In caso di cartelle INPS, è possibile proporre ricorso amministrativo davanti all’INPS entro 90 giorni e, successivamente, ricorso giudiziario davanti al Tribunale del lavoro.

3.6 Responsabilità dei soci e dei liquidatori

Quando la società non riesce a saldare i debiti, l’Agente della riscossione o le banche possono tentare di aggredire il patrimonio dei soci. Tuttavia, la giurisprudenza tutela i soci di s.r.l.: secondo le Sezioni Unite della Cassazione , il socio risponde dei debiti sociali solo entro il limite di quanto ricevuto in sede di liquidazione. Se non ci sono stati riparti, il socio non può essere perseguito. Per questo è fondamentale:

  • Gestire correttamente la liquidazione: redigere il bilancio finale e il piano di riparto, pubblicarli nel Registro delle imprese e conservare la documentazione.
  • Evidenziare l’assenza di distribuzioni: nei ricorsi occorre dimostrare che il socio non ha incassato somme; spetta al creditore provare il contrario.
  • Valutare la responsabilità del liquidatore: il liquidatore risponde per eventuali omissioni nel pagamento dei tributi se ha distribuito beni ai soci senza accantonare le somme per i debiti fiscali.

3.7 Strumenti deflativi: rinuncia, condono e saldo e stralcio

  • Rinuncia agli atti e autotutela: l’Amministrazione può annullare o ridurre l’atto se riconosce l’errore. È utile presentare un’istanza motivata con documenti.
  • Condono fiscale: negli anni si sono succedute varie sanatorie (condono tombale 2003, scudo fiscale, rottamazione cartelle). È importante verificare se il proprio debito rientra nei condoni e se vi è stata adesione.
  • Saldo e stralcio: per persone fisiche in grave difficoltà economica esiste la possibilità di pagare una percentuale del debito (16%, 20% o 35%) a seconda dell’ISEE. Le società non vi rientrano, ma i soci possono beneficiarne per debiti personali.

3.8 Protezione del patrimonio e procedure concorsuali

Quando i debiti superano le capacità di rimborso, è opportuno valutare:

  • Concordato preventivo o accordo di ristrutturazione: procedure previste dal Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019) che consentono di ristrutturare i debiti con falcidia e rinegoziazione. È necessario depositare un piano attestato da un professionista e ottenere l’approvazione dei creditori qualificati.
  • Piano di rientro stragiudiziale: negoziazione con l’Agente e i fornitori per un pagamento dilazionato, magari offrendo garanzie.
  • Escrow e trust: strumenti di protezione del patrimonio per limitare i rischi sui beni personali dei soci, se applicabili.

Queste soluzioni richiedono la valutazione di esperti in diritto societario e fallimentare.

4. Strumenti alternativi per la gestione del debito

Oltre al contenzioso e alla rottamazione, il legislatore prevede varie procedure per risanare o estinguere i debiti.

4.1 Rottamazione e definizione agevolata 2026

La rottamazione‑quinquies rappresenta un’ottima opportunità per regolarizzare la posizione con l’Erario. Vantaggi:

  • Stralcio di sanzioni e interessi di mora: la legge prevede che si versino solo l’imposta e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo ;
  • Dilazione lunga: pagamento in massimo 54 rate (9 anni) con interessi al 3% ;
  • Interruzione delle azioni esecutive: durante la procedura sono sospesi fermi, ipoteche e pignoramenti ;
  • Inclusione di contributi INPS: per la prima volta, i debiti previdenziali affidati all’Agente possono essere rottamati.

Tuttavia, vi sono svantaggi:

  • Limiti temporali: riguarda solo i carichi dal 2000 al 2023 ;
  • Decadenza: il mancato pagamento di tre rate comporta la perdita del beneficio;
  • Pagamenti vincolati: non è possibile compensare con crediti d’imposta; occorre versare tramite F24.

Per le società fieristiche con debiti significativi, la rottamazione può ridurre l’esposizione e liberare risorse per l’attività. È cruciale presentare la domanda entro il termine e seguire le istruzioni per non decadere.

4.2 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione (Legge 3/2012)

Le imprese individuali e i soci di s.r.l. possono accedere alle procedure di sovraindebitamento. Le principali sono:

  • Piano del consumatore: rivolto ai debitori non imprenditori (soci persone fisiche), permette di proporre un piano di pagamento rateale con falcidia ai creditori, omologato dal tribunale senza votazione. È ideale per chi ha debiti personali con fisco, banche e finanziarie.
  • Concordato minore: destinato a piccoli imprenditori, professionisti e società non fallibili; richiede l’approvazione della maggioranza dei crediti ammessi. È flessibile e consente di mantenere l’azienda.
  • Liquidazione controllata: si applica quando non è possibile proseguire l’attività; i beni vengono liquidati sotto il controllo del giudice.
  • Esdebitazione del debitore incapiente: al termine della procedura, se il debitore non ha realizzi da distribuire, ottiene la cancellazione dei debiti residui .

Lo studio dell’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi da sovraindebitamento, assiste nella predisposizione della domanda all’OCC e nel dialogo con i creditori, valutando la sostenibilità del piano.

4.3 Composizione negoziata (D.L. 118/2021)

Per le società in crisi ma con possibilità di recupero, la composizione negoziata costituisce uno strumento efficace. La procedura si articola in:

  1. Accesso alla piattaforma: l’imprenditore compila un test di autodiagnosi e carica documenti contabili; la piattaforma restituisce un esito sulla fattibilità della procedura.
  2. Nomina dell’esperto: la camera di commercio nomina un professionista iscritto nell’elenco (tra cui avvocati, commercialisti). Egli facilita le trattative con banche, fisco e fornitori .
  3. Negoziazione: vengono proposte soluzioni (rimodulazione del debito, moratorie, conversione del credito in capitale).
  4. Misure protettive: il tribunale può sospendere azioni esecutive e misure cautelari.

Questa procedura evita il ricorso a procedure concorsuali più invasive e preserva la continuità aziendale.

4.4 Transazione fiscale e contributiva

All’interno delle procedure concorsuali (concordato, accordo di ristrutturazione) e nella composizione negoziata è possibile proporre all’Erario e agli enti previdenziali una transazione fiscale e contributiva. Essa prevede la riduzione di imposta, sanzioni e interessi, nonché il pagamento rateale del residuo. È necessaria l’approvazione del Tribunale e la relazione di un professionista attestatore.

4.5 Accordi stragiudiziali con le banche

Le società indebitate possono negoziare con gli istituti di credito per:

  • ristrutturazione dei mutui e dei fidi con riduzione del tasso e allungamento delle scadenze;
  • conversione del debito in strumenti partecipativi (es. equity), come previsto dal Codice della crisi;
  • accollo o cessione del credito a terzi investitori;
  • accordi di rientro che prevedono la sospensione di azioni esecutive in cambio di garanzie.

La presenza di un avvocato esperto in diritto bancario è decisiva per ottenere condizioni eque.

5. Errori comuni e consigli pratici

Le società di allestimenti fieristici spesso commettono errori che aggravano la situazione debitoria. Ecco i principali:

  1. Ignorare gli avvisi: trascurare cartelle o intimazioni può portare a fermi e pignoramenti. È essenziale aprire subito la raccomandata o la PEC, segnare le scadenze e agire tempestivamente.
  2. Pagare senza verificare: alcune cartelle sono errate o prescritte; pagare senza un controllo legale comporta la perdita della possibilità di recuperare le somme.
  3. Rinviare la consulenza: rivolgersi tardi a un professionista limita le opzioni e può impedire di aderire a una rottamazione.
  4. Sottovalutare la procedura esecutiva: anche un piccolo ritardo nei pagamenti può far decadere dal piano di rateazione; è necessario monitorare con attenzione le scadenze e predisporre fondi.
  5. Ignorare la contrattualistica bancaria: spesso le aziende non leggono le clausole relative a anatocismo e usura; è opportuno far esaminare i contratti a un esperto.
  6. Confondere i debiti personali con quelli sociali: i soci devono tutelare il proprio patrimonio separando nettamente conti personali e aziendali e redigendo correttamente i verbali di liquidazione.
  7. Fidarsi di soluzioni standardizzate: ogni caso richiede una valutazione ad hoc. Soluzioni come la rottamazione o la composizione negoziata possono essere vantaggiose o no a seconda del profilo debitorio.

Consigli pratici:

  • Conservare tutta la documentazione fiscale e bancaria;
  • Chiedere all’agente della riscossione l’estratto di ruolo aggiornato per verificare la posizione;
  • Verificare periodicamente il cassetto fiscale e la posizione INPS;
  • In caso di crisi, valutare tempestivamente la procedura di sovraindebitamento o la composizione negoziata;
  • Pianificare con il commercialista la liquidità necessaria per onorare i piani di rientro;
  • Evitare di contrarre nuovi debiti per pagare i vecchi senza una strategia.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Norme principali e rispettivi contenuti

Norma/ArticoloContenuto essenzialeFonti ufficiali
D.Lgs. 33/2025, art. 170Pignoramento dei crediti verso terzi; l’atto può ordinare al terzo di pagare all’AER entro 60 giorni le somme maturate e alle scadenze le somme future .Testo Unico versamenti e riscossione 2025
D.Lgs. 33/2025, art. 171Limiti di pignoramento di stipendi e pensioni (1/10, 1/7, 1/5) e accesso ai dati INPS .Testo Unico versamenti e riscossione 2025
Legge 199/2025, commi 82‑110Rottamazione‑quinquies: pagamento di imposta e interessi senza sanzioni, fino a 54 rate; sospensione delle procedure .Legge di Bilancio 2026
L. 212/2000, art. 7Motivazione degli atti: indicazione di elementi di fatto e di diritto; obbligo di allegare gli atti richiamati .Statuto del contribuente
L. 212/2000, art. 6‑bisContraddittorio preventivo: comunicazione dello schema dell’atto e 60 giorni per osservazioni .Statuto del contribuente
Art. 543 c.p.c.Forma del pignoramento presso terzi; atto notificato a debitore e terzo, indicazione del credito e del titolo.Codice di procedura civile
Art. 545 c.p.c.Crediti impignorabili e limiti di pignoramento di stipendi e pensioni .Codice di procedura civile
Cass. SU 3625/2025Responsabilità dei soci limitata all’attivo ricevuto in liquidazione .Suprema Corte di Cassazione
Cass. 28520/2025Pignoramento del conto: la banca deve vincolare anche le somme che maturano nei 60 giorni successivi .Suprema Corte di Cassazione
Cass. 6/2026Nullità del pignoramento notificato solo al terzo .Suprema Corte di Cassazione
Cass. 27460/2025Anatocismo: illegittima la capitalizzazione trimestrale senza accordo scritto .Suprema Corte di Cassazione
Cass. 8491/2025Gestione separata: non è obbligatoria per attività occasionali entro 5.000 € e la prescrizione decorre dal termine di versamento.Suprema Corte di Cassazione
Circ. INPS 130/2025Impignorabilità di prestazioni assistenziali; limiti di pignorabilità di NASpI e altre indennità .INPS
Legge 3/2012 / D.Lgs. 14/2019Sovraindebitamento: concordato minore, piano del consumatore, liquidazione controllata, esdebitazione .Gazzetta Ufficiale
D.L. 118/2021Composizione negoziata della crisi d’impresa; piattaforma telematica e nomina dell’esperto .Decreto legge 118/2021

6.2 Termini e scadenze principali

SituazioneTermine/ScadenzaNote
Presentazione domanda rottamazione‑quinquies30 aprile 2026Include cartelle affidate dal 2000 al 2023.
Pagamento unico rottamazione31 luglio 2026In alternativa alle rate.
Presentazione ricorso tributario60 giorni dalla notifica della cartellaDeve essere notificato all’AER e depositato in segreteria.
Pagamento prima rata rateazione ordinariaEntro 60 giorni dalla notifica della cartellaLa richiesta sospende le azioni esecutive.
Decadenza dal piano di rateazioneMancato pagamento di 5 rate anche non consecutiveRiattiva le procedure esecutive.
Termine opposizione agli atti esecutivi (615/617 c.p.c.)20 giorniDecorrono dalla conoscenza dell’atto impugnato.
Contraddittorio preventivo60 giorni per rispondereSe i 60 giorni superano il termine di decadenza, si aggiungono 120 giorni .

7. Domande frequenti (FAQ)

  1. Che cosa succede se non pago una cartella dell’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni?
    Dopo 60 giorni dalla notifica, la cartella diventa esecutiva e l’AER può attivare azioni come fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca o pignoramento dei conti. Inoltre, gli interessi di mora continuano a maturare. È consigliabile chiedere subito la rateazione o verificare se vi sono vizi per impugnare l’atto.
  2. Posso rateizzare i debiti fiscali anche se ho debiti con l’INPS?
    Sì. La legge consente di rateizzare sia tributi che contributi previdenziali; l’INPS accoglie domande di rateazione separate. Con la rottamazione‑quinquies è possibile estinguere in forma agevolata anche i contributi affidati all’Agente .
  3. La mia società ha ricevuto un pignoramento del conto senza notifica: è valido?
    Secondo la Cassazione, l’atto di pignoramento presso terzi deve essere notificato anche al debitore; se manca questa notifica, l’atto è giuridicamente inesistente . In tal caso è possibile proporre opposizione per chiederne l’annullamento.
  4. Qual è il limite di pignoramento dello stipendio?
    Per i debiti fiscali, il salario può essere pignorato fino a un quinto; dal 2026, secondo il D.Lgs. 33/2025, per stipendi fino a € 2.500 il prelievo massimo è un decimo, tra € 2.500 e € 5.000 è un settimo, oltre € 5.000 resta un quinto .
  5. Posso chiedere lo sgravio di una cartella se l’avviso di accertamento è stato annullato?
    Sì. Se l’atto presupposto (avviso di accertamento) è stato annullato, è necessario presentare all’Agente della riscossione l’istanza di sgravio allegando la sentenza. L’AER deve cancellare il ruolo.
  6. Gli interessi anatocistici applicati dalla banca sono sempre illegittimi?
    No, l’anatocismo è legittimo solo se il contratto prevede la capitalizzazione in modo chiaro, con periodicità almeno annuale e reciproca. Nei rapporti antecedenti al 2000, la capitalizzazione trimestrale è illegittima e i clienti possono chiedere la restituzione degli interessi .
  7. Sono socio di una s.r.l. fallita: possono pignorare i miei beni?
    Solo se hai ricevuto somme in sede di liquidazione. La Cassazione ha stabilito che i soci rispondono dei debiti sociali nei limiti di quanto percepito . Se non hai ricevuto nulla, non sei tenuto a pagare.
  8. Cosa significa contraddittorio preventivo e perché è importante?
    È il dialogo obbligatorio tra fisco e contribuente prima dell’emissione di un atto impugnabile (dopo il 18 gennaio 2024). L’ufficio deve inviare lo schema dell’atto e attendere almeno 60 giorni le tue osservazioni . Se non lo fa, l’atto è nullo.
  9. Come funzionano i piani del consumatore?
    Il piano del consumatore è una procedura di sovraindebitamento per persone fisiche non imprenditrici: si propone un piano di rimborso al giudice con falcidia dei debiti; il giudice approva senza votazione dei creditori e nomina un OCC che vigila sull’esecuzione .
  10. Quando conviene la rottamazione‑quinquies?
    Conviene quando le somme dovute sono composte soprattutto da sanzioni e interessi di mora, perché queste vengono stralciate. Se invece il debito è soprattutto imposta o contributi, potrebbe essere più vantaggioso proporre ricorso o rateazione ordinaria.
  11. Posso conciliare con l’Agenzia delle Entrate durante il processo?
    Sì, l’istituto della conciliazione giudiziale consente di chiudere la lite con il pagamento di un importo ridotto e lo sconto sulle sanzioni. La richiesta può essere formulata in udienza o con memorie.
  12. Che cosa succede se non rispetto il piano di rateazione?
    Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio. L’AER può riprendere le azioni esecutive e non è possibile presentare una nuova rateazione per gli stessi debiti.
  13. Le indennità di malattia e maternità possono essere pignorate?
    No, sono assolutamente impignorabili secondo la circolare INPS 130/2025 .
  14. Posso chiedere la composizione negoziata anche se ho già un pignoramento?
    Sì, la composizione negoziata prevede la possibilità di richiedere misure protettive dal tribunale, che possono sospendere le azioni esecutive in corso, compresi pignoramenti e ipoteche .
  15. È necessario il commercialista oltre all’avvocato?
    Sì, la gestione del debito richiede competenze sia fiscali che legali. Lo studio dell’Avv. Monardo collabora con commercialisti per predisporre piani di rientro, verificare i conti e valutare la sostenibilità economica delle soluzioni.
  16. È possibile ottenere l’esdebitazione totale?
    Sì, nell’ambito della procedura di sovraindebitamento l’esdebitazione del debitore incapiente consente la cancellazione del debito residuo se non sussistono utilità da distribuire .
  17. I debiti con il fornitore di energia o con il proprietario del capannone possono essere inclusi nel concordato minore?
    Sì, tutti i debiti chirografari rientrano nel concordato minore. Il piano deve prevedere una percentuale di soddisfacimento per tutti i creditori e deve essere attestato da un professionista.
  18. Posso ottenere il DURC positivo se sono in ritardo con i contributi ma ho aderito alla rottamazione?
    La normativa prevede che il DURC sia rilasciato in presenza di rateazioni regolari o di definizioni agevolate in corso di pagamento ; quindi, se si paga la prima rata della rottamazione, il DURC dovrebbe risultare regolare.
  19. In caso di fallimento del committente, posso sospendere il pagamento dell’IVA?
    No, l’IVA va versata anche se il committente non paga; tuttavia, è possibile recuperare l’IVA non incassata tramite la procedura di insinuazione al passivo o la nota di variazione.
  20. I crediti bancari possono essere stralciati tramite la procedura di sovraindebitamento?
    Sì, la banca partecipa come qualsiasi creditore e, con l’approvazione del piano o dell’accordo, può subire una falcidia del credito, purché il piano sia sostenibile e approvato dal giudice.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio gli effetti delle procedure illustrate, esaminiamo alcuni casi pratici.

8.1 Simulazione di rottamazione‑quinquies

Situazione: La società Alfa Srl ha cartelle esattoriali affidate all’AER relative agli anni 2018‑2023 per un totale iscritto a ruolo di € 300.000, di cui:

  • € 150.000 di imposte (IVA e IRES);
  • € 90.000 di sanzioni;
  • € 60.000 di interessi di mora.

Soluzione ordinaria: senza rottamazione, la società dovrebbe pagare tutto l’importo (€ 300.000) più interessi di mora fino al saldo.

Soluzione rottamazione‑quinquies:

  • Importo dovuto: solo € 150.000 (imposta) + interessi per ritardata iscrizione (ammesso siano € 10.000) + aggio (3% circa). Risparmio: € 90.000 (sanzioni) + € 50.000 circa di interessi di mora.
  • Rateizzazione: fino a 54 rate mensili da € 3.055 ciascuna (150.000/54 + interessi al 3%).
  • Effetti: sospensione di ipoteche e pignoramenti in corso; DURC regolare dopo il pagamento della prima rata .

Valutazione: la rottamazione consente un risparmio cospicuo ma richiede il rispetto delle scadenze; la società deve accertarsi di avere la liquidità necessaria.

8.2 Simulazione di opposizione a pignoramento

Situazione: l’AER notifica a Beta Srl un pignoramento presso terzi relativo al conto corrente. L’atto è notificato solo alla banca. Dopo 15 giorni, il conto viene bloccato per € 50.000.

Difesa: lo studio verifica la notifica e rileva che l’atto non è stato notificato al debitore. In base alla Cassazione n. 6/2026, il pignoramento è giuridicamente inesistente .

  • Si presenta opposizione ex art. 617 c.p.c. al Tribunale.
  • Il giudice dichiara la nullità del pignoramento e ordina la liberazione delle somme.
  • L’AER deve notificare un nuovo atto corretto; nel frattempo il contribuente può chiedere la rateazione.

Risultato: Beta Srl recupera la disponibilità del conto e avvia una trattativa per un piano di rientro.

8.3 Simulazione di anatocismo bancario

Situazione: Gamma Srl ha un conto aperto nel 1995 con una banca. I saldi passivi hanno generato interessi per € 200.000. La banca ha applicato capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi fino al 2004.

Difesa:

  • si effettua un ricalcolo del saldo considerando la capitalizzazione legittima (annuale) e rimuovendo gli effetti dell’anatocismo;
  • si calcola il TEG effettivo confrontandolo con il tasso soglia;
  • si promuove azione di ripetizione chiedendo la restituzione degli interessi illegittimi per circa € 50.000.

Possibile esito:

  • la banca può accettare di rinegoziare il debito, riducendo il saldo residuo;
  • in caso di esito giudiziale favorevole, Gamma Srl ottiene la restituzione delle somme indebitamente percepite e la cancellazione di parte del debito .

8.4 Simulazione di piano del consumatore

Situazione: un socio della Delta Srl, persona fisica, ha debiti personali per € 200.000 (fisco € 80.000, banca € 70.000, finanziarie € 50.000). Il reddito netto annuo è € 25.000; non possiede immobili di pregio.

Soluzione:

  • Il socio presenta domanda di piano del consumatore. L’OCC elabora un piano che prevede il pagamento di € 600 al mese per 6 anni (totale € 43.200), pari a circa il 21% dell’esposizione.
  • Il giudice omologa il piano, le azioni esecutive vengono sospese e, al termine, i debiti residui vengono cancellati .

Benefici: il soggetto preserva il proprio reddito, evita pignoramenti e ottiene l’esdebitazione finale.

9. Conclusione

Le società di allestimenti fieristici, colpite dalla volatilità del mercato degli eventi e dagli effetti di crisi economiche, devono affrontare con fermezza e consapevolezza le pretese del fisco, dell’INPS e delle banche. Come abbiamo visto, il quadro normativo aggiornatissimo al febbraio 2026 offre numerosi strumenti per difendersi e per ristrutturare il debito: dalla rottamazione‑quinquies con il suo forte abbattimento di sanzioni e interessi , alla tutela del contraddittorio e della motivazione negli atti , dai limiti ai pignoramenti previsti dal nuovo Testo Unico 2025 alle procedure di sovraindebitamento e di composizione negoziata. La giurisprudenza recente (Cass. 28520/2025, Cass. 6/2026, Cass. SU 3625/2025, Cass. 27460/2025) fornisce ulteriori argomenti per contestare pignoramenti illegittimi, recuperare interessi indebitamente addebitati e limitare la responsabilità dei soci.

Agire tempestivamente è essenziale: i termini per opporsi a una cartella o per aderire a una rottamazione sono perentori; l’omissione di un solo versamento in un piano di rateazione può comportare la decadenza e l’immediata ripresa dell’esecuzione; il mancato coinvolgimento del professionista può impedire l’accesso a procedure vantaggiose. Al tempo stesso, il successo dipende da un’analisi approfondita del profilo debitorio e dalla scelta della strategia più appropriata (ricorso, definizione agevolata, ristrutturazione bancaria, sovraindebitamento, concordato, ecc.).

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