Società di collaudo software con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione: perché le società di collaudo software devono conoscere le regole

Le imprese che operano nel settore del collaudo software hanno caratteristiche peculiari: sono spesso strutture agili, composte da tecnici con competenze informatiche elevate, che lavorano per grandi committenti e soggetti pubblici. Il loro fatturato può essere irregolare, legato ai contratti di testing e qualità, e una crisi di liquidità o la perdita di un cliente può generare rapidamente debiti verso l’erario, l’INPS e il sistema bancario. La cronica difficoltà di pianificazione del flusso di cassa rende queste aziende particolarmente esposte a cartelle esattoriali, avvisi di addebito, fermi amministrativi e pignoramenti.

Perché questo tema è urgente

Quando un’azienda di collaudo software accumula debiti fiscali o contributivi, rischia di trovarsi rapidamente in procedura esecutiva. La cartella di pagamento viene notificata dall’Agente della Riscossione e, se non impugnata o saldata entro 60 giorni, può sfociare in ipoteca, fermo amministrativo dei veicoli aziendali o pignoramento del conto corrente. I debiti previdenziali possono bloccare l’accesso agli appalti pubblici o generare sanzioni elevate. Il rapporto con le banche diventa critico: con pignoramenti in corso o segnalazioni alla Centrale dei Rischi, l’accesso al credito si riduce drasticamente.

Ignorare gli atti esecutivi è pericoloso: la legge impone termini molto stretti per opporsi, richiedere la sospensione o approfittare delle definizioni agevolate (rottamazione, saldo e stralcio). La recente Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la quinta edizione della definizione agevolata (“rottamazione‑quinquies”), consentendo ai debitori di estinguere i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 pagando solo l’imposta o il contributo senza interessi, sanzioni o aggio . Contemporaneamente, nuove norme vietano dal 1° luglio 2026 la compensazione di qualsiasi credito d’imposta con i debiti INPS o INAIL , eliminando una valvola di sfogo che molte imprese usavano.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e lo staff multidisciplinare

Per gestire efficacemente queste situazioni serve un professionista che conosca approfonditamente il diritto tributario e bancario, le procedure concorsuali e gli strumenti alternativi. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo offre esattamente questo supporto. Cassazionista, coordina un team di avvocati e commercialisti specializzati a livello nazionale in materia tributaria, bancaria e societaria. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ex L. 3/2012 iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Attraverso un’analisi tecnica dell’atto e della posizione debitoria, può:

  • impugnare cartelle, avvisi di addebito o pignoramenti illegittimi;
  • ottenere sospensioni cautelari e rateizzazioni fino a 72 o 120 mesi (art. 19 DPR 602/1973) ;
  • avviare trattative stragiudiziali con banche e creditori, proporre piani del consumatore o concordati minori;
  • formulare ricorsi in Cassazione o in Corte costituzionale quando le norme applicate violano il diritto europeo o la Costituzione;
  • gestire procedimenti di composizione negoziata o transazioni fiscali introdotte dal D.Lgs. 136/2024.

L’obiettivo è salvare l’azienda, preservare il valore dei beni strumentali e negoziare soluzioni di rientro sostenibili. Il punto di vista è sempre quello difensivo del debitore, non dell’ente impositore.

👉 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo usando il modulo in fondo a questa pagina per una valutazione legale personalizzata e immediata. Agire presto spesso significa evitare danni irreparabili.

1. Contesto normativo: le fonti italiane più recenti

Per orientarsi tra cartelle esattoriali, avvisi INPS e pressioni bancarie occorre conoscere le fonti normative che regolano l’accertamento, la riscossione, la tutela del contribuente e le procedure di ristrutturazione. Di seguito analizziamo le principali leggi, decreti e sentenze che, alla data odierna (12 febbraio 2026), disciplinano la materia.

1.1 Il DPR 602/1973 e la riscossione coattiva

Il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 disciplina la riscossione delle imposte sul reddito e dei contributi. Alcune norme sono fondamentali per comprendere i poteri dell’Agente della Riscossione e i diritti del debitore:

NormaContenuto essenzialeRilevanza pratica
Art. 26 – Notifica della cartella di pagamentoLa cartella può essere notificata tramite messo, ufficiale giudiziario, servizio postale o posta elettronica certificata; la notifica via PEC è valida se inviata all’indirizzo presente nel registro INI‑PEC .Il debitore deve verificare la regolarità della notifica: eventuali errori nella PEC o nel recapito rendono nulla la cartella.
Art. 50 – Termine per l’inizio dell’esecuzioneL’agente può procedere all’espropriazione forzata solo dopo 60 giorni dalla notifica, salvo sospensione o rateizzazione; se non inizia l’esecuzione entro un anno, deve notificare un nuovo atto (“intimazione ad adempiere”) che resta efficace 180 giorni .Essenziale per contestare pignoramenti tardivi o intimazioni obsolete.
Art. 19 – Dilazione del pagamentoConsente all’Agente di concedere rateizzazioni fino a 72 rate, estensibili a 120 in caso di grave situazione economica; la richiesta sospende l’esecuzione e la prima rata estingue le procedure in corso .Strumento difensivo fondamentale: richiedere la rateizzazione interrompe pignoramenti e fermi amministrativi.
Art. 77 – Iscrizione di ipotecaDopo 60 giorni dal ricevimento della cartella, l’Agente può iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore per un importo doppio rispetto al credito se il debito supera € 20.000; è necessario un preavviso di 30 giorni .Conoscere le soglie e i termini consente di impugnare le ipoteche illegittime o prive di preavviso.
Art. 86 – Fermo di beni mobili registratiSe il debito non è pagato, l’Agente può disporre un fermo amministrativo sui veicoli dopo preavviso di 30 giorni; il debitore può evitare il fermo dimostrando che il veicolo è indispensabile per l’attività .Molte aziende di collaudo software utilizzano veicoli per raggiungere clienti; dimostrare l’essenzialità evita il fermo e la sanzione .

Queste norme sono la base della riscossione coattiva; le violazioni (notifiche irregolari, ipoteche senza soglia, fermi disposti prima dei 60 giorni) costituiscono motivi di ricorso.

1.2 La riforma della riscossione: D.Lgs. 110/2024 e D.Lgs. 33/2025

Il Decreto legislativo 29 luglio 2024, n. 110 (c.d. “Decreto Riscossione”) ha avviato un riordino della riscossione. L’art. 3 prevede che le quote affidate all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione a partire dal 1° gennaio 2025 e non riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno siano automaticamente discaricate . Ciò significa che, dopo cinque anni, il carico viene restituito all’ente creditore e l’Agente non può più procedere. Sono inoltre previste comunicazioni di discarico anticipato quando il debitore è fallito, non ha beni aggredibili o le attività di recupero sono infruttuose . Le quote discaricate possono essere riaffidate all’ente o affidate ad altri concessionari per nuovi tentativi di recupero .

Successivamente, il D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33 (“Testo Unico in materia di versamenti e riscossione”) ha riordinato tutta la normativa sui versamenti e sulla riscossione. Nel preambolo si precisa che il decreto costituisce un testo unico che razionalizza le norme esistenti e entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione . Dal 1° gennaio 2026 alcuni articoli del DPR 602/1973 sono abrogati o sostituiti dalle disposizioni del Testo Unico, soprattutto in materia di compensazioni e di pignoramenti speciali, ma i principi restano sostanzialmente invariati .

1.3 La definizione agevolata (“rottamazione‑quinquies”) e i limiti alla compensazione

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto all’art. 1, commi 82‑101, una nuova definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo, conosciuta come rottamazione‑quinquies. Il contribuente può estinguere debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 versando solo le imposte o i contributi originari e le spese per la notifica, senza interessi di mora, sanzioni o aggio . Il pagamento può avvenire in 54 rate bimestrali con interesse del 3% e la presentazione della domanda sospende automaticamente le procedure esecutive . Non tutti i debiti sono ammessi: sono esclusi, ad esempio, i ruoli per risorse proprie dell’Unione europea, i carichi per aiuti di Stato, le somme dovute a titolo di recupero in presenza di sentenza penale e i crediti nati da omesso versamento di IVA o ritenute dichiarate ma non versate . La rottamazione riguarda anche contributi previdenziali non versati.

Parallelamente, il D.L. 39/2024, convertito con modifiche, ha introdotto un divieto progressivo di compensazione tra crediti fiscali e debiti contributivi. Dal 1° gennaio 2025 le banche e gli intermediari non possono compensare i contributi INPS/INAIL con crediti derivanti da bonus edilizi; dal 1° luglio 2026 il divieto è esteso a tutti i contribuenti e a tutti i crediti tributari . L’INPS, con il messaggio 2639/2024, ha precisato che fino all’entrata in vigore delle nuove regole restano valide le attuali procedure di compensazione . Di conseguenza, le società devono pianificare i pagamenti tenendo presente che dal 2026 non potranno più usare crediti d’imposta per saldare contributi previdenziali.

1.4 Il decreto 24 ottobre 2025: rateizzazione dei debiti INPS e INAIL

Con l’art. 23 della Legge 13 dicembre 2024, n. 203 (c.d. “legge lavoro 2024”) il legislatore aveva previsto la possibilità, dal 1° gennaio 2025, di concedere a INPS e INAIL una competenza esclusiva sulla rateazione dei debiti contributivi fino a 60 rate, tramite decreto ministeriale. Tale decreto è stato adottato il 24 ottobre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 novembre 2025. L’art. 1 consente a INPS e INAIL di autorizzare il pagamento dilazionato dei debiti contributivi non ancora affidati agli agenti della riscossione in un massimo di 36 rate per importi fino a € 500.000 e 60 rate per importi superiori . Il decreto stabilisce che i requisiti e le modalità di accesso alle rate saranno definiti dai consigli di amministrazione degli istituti entro 60 giorni . Le rateazioni già concesse possono essere riviste in base alle nuove regole .

Per le imprese di collaudo software questo decreto offre un’opportunità: prima che i debiti contributivi passino alla riscossione, è possibile ottenere una dilazione lunga direttamente con l’INPS, evitando sanzioni e sospensione degli appalti.

1.5 Il correttivo‑ter e la transazione fiscale (D.Lgs. 136/2024)

Il D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136 (“Correttivo‑ter”) ha introdotto importanti innovazioni nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII). In particolare, ha riscritto l’art. 63 del CCII disciplinando la transazione su crediti tributari e contributivi. Nelle trattative che precedono gli accordi di ristrutturazione ex artt. 57, 60 e 61, il debitore può proporre alle Agenzie fiscali e agli enti previdenziali di pagare in modo parziale o dilazionato imposte, contributi e relativi accessori sorti fino alla presentazione della proposta . La proposta deve essere corredata dalla relazione di un professionista indipendente che attesti la convenienza della transazione rispetto alla liquidazione giudiziale . L’adesione degli enti avviene tramite sottoscrizione del direttore competente e, per l’INPS, del direttore territoriale su decisione della direzione regionale .

Il correttivo prevede anche che, se l’ente rifiuta la proposta ma la sua adesione è determinante per raggiungere le percentuali di consensi richieste, il giudice può omologare l’accordo nonostante il dissenso quando si dimostra che il fisco non riceverebbe meno rispetto all’alternativa della liquidazione . Vi sono però limiti: non può accedere alla transazione chi ha debiti tributari o contributivi che rappresentano oltre l’80% del totale o derivano da omessi versamenti ripetuti o frodi ; la transazione si risolve di diritto se il debitore non paga entro 60 giorni dalle scadenze .

Per una società di collaudo software, la transazione fiscale consente di trattare con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS all’interno della composizione negoziata della crisi o di un accordo di ristrutturazione, ottenendo tagli o dilazioni sui debiti fiscali e contributivi. Tuttavia occorre predisporre una proposta credibile e dimostrare che la continuità aziendale garantisce una maggiore soddisfazione rispetto alla liquidazione.

1.6 Cassazione e giurisprudenza recente

Le sentenze più recenti della Corte di Cassazione offrono spunti pratici per difendere i debitori:

  • Notifica irregolare della cartella: l’ordinanza Cass. civ., 2 ottobre 2025, n. 26548, ha stabilito che la notifica semplificata ai sensi dell’art. 60 DPR 600/1973 è valida solo se l’agente documenta con precisione le ricerche compiute per rintracciare il contribuente. L’uso di modelli prestampati con formule generiche rende nulla la notifica . Chi riceve una cartella deve quindi verificare se l’avviso indica le indagini effettuate; in caso contrario può impugnarla.
  • Pignoramento del conto corrente: la sentenza Cass. civ., 27 ottobre 2025, n. 28520, ha chiarito che, in caso di pignoramento presso terzi ex art. 72‑bis DPR 602/1973, la banca deve versare all’Agente della riscossione non solo il saldo esistente al momento della notifica ma anche i crediti futuri maturati nei successivi 60 giorni . Il “periodo di cattura” di 60 giorni impedisce al correntista di utilizzare il conto. Tale regime sarà trasfuso dal 2026 nel nuovo Testo Unico, ma le regole restano identiche .
  • Anatocismo bancario: l’ordinanza Cass. civ., 14 ottobre 2025, n. 27460 (non riportata integralmente qui), ha ribadito che la capitalizzazione degli interessi (anatocismo) sui contratti di conto corrente stipulati prima della delibera CICR 9 febbraio 2000 è valida solo se vi è una pattuizione espressa conforme alla delibera; la modifica unilaterale da parte della banca non è sufficiente. Questo orientamento, già espresso dalla Corte dal 2020, rafforza la possibilità di chiedere la restituzione di interessi indebitamente pagati.

2. Procedura passo per passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto

Per difendersi efficacemente occorre conoscere il percorso procedurale che parte dalla notifica dell’atto e conduce (in assenza di intervento) all’espropriazione. Di seguito un quadro dettagliato, con particolare attenzione ai termini e ai diritti del contribuente.

2.1 Notifica dell’avviso o della cartella

La cartella di pagamento è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione richiede il pagamento di tributi, contributi o sanzioni iscritti a ruolo. Deve essere notificata mediante una delle modalità previste dall’art. 26 DPR 602/1973: messo notificatore, posta raccomandata, ufficiale giudiziario o PEC .

Controlli da effettuare:

  1. Verificare il titolo: la cartella deve indicare il titolo esecutivo (ad esempio un avviso di accertamento divenuto definitivo, un avviso di addebito INPS o una sentenza) e l’importo dovuto. Mancanza o genericità del titolo è causa di nullità.
  2. Controllare la notificazione: se inviata via PEC, controllare l’indirizzo e la marca temporale; se consegnata tramite posta, verificare la data di consegna sulla ricevuta. Errori nel recapito (indirizzo sbagliato, PEC errata) rendono la notifica inefficace.
  3. Valutare i termini: la cartella può essere impugnata entro 60 giorni dinanzi alla commissione tributaria o, per contributi INPS, al tribunale del lavoro. In caso di vizi di notificazione la decadenza non si perfeziona e l’atto può essere contestato anche oltre i 60 giorni.
  4. Esaminare l’origine del debito: per le società di collaudo software è frequente ricevere cartelle per debiti IVA, IRES o ritenute non versate, oppure per contributi previdenziali dei dipendenti. Spesso si tratta di somme già versate o prescritte; analizzare la contabilità è essenziale.

2.2 Decorsi i 60 giorni: intimazione e avvio dell’esecuzione

Se entro 60 giorni dalla notifica non si paga o non si presenta ricorso, la cartella diventa definitiva. A quel punto l’Agente può avviare la procedura esecutiva. Tuttavia, l’art. 50 DPR 602/1973 impone che l’espropriazione inizi dopo 60 giorni e non oltre un anno. Se trascorre più di un anno senza atti esecutivi, l’agente deve notificare una nuova intimazione ad adempiere con validità 180 giorni . Molti pignoramenti sono annullabili perché basati su intimazioni scadute.

2.3 Fermo amministrativo e ipoteca

Trascorsi 60 giorni, l’Agente può adottare misure cautelari:

  • Fermo amministrativo: per i beni mobili registrati (auto, furgoni, macchine industriali). L’art. 86 DPR 602/1973 impone l’invio di un preavviso con termine di 30 giorni; l’iscrizione è illegittima se manca il preavviso o se il bene è strumentale all’attività aziendale . Chi viola il fermo rischia una sanzione . In pratica, un’azienda di collaudo software può difendersi dimostrando che il veicolo fermato è indispensabile per recarsi dai clienti.
  • Ipoteca: l’art. 77 consente all’Agente di iscrivere ipoteca sugli immobili per un importo fino al doppio del debito, ma solo se il debito supera € 20.000 e dopo un preavviso di 30 giorni . È possibile impugnare l’ipoteca se manca la soglia di € 20.000, se non è stato notificato il preavviso o se l’immobile è abitazione principale con mutuo in corso (in tal caso la legge vieta l’espropriazione ma non l’ipoteca; tuttavia la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’abusività di ipoteche sproporzionate).

2.4 Pignoramento presso terzi (pignoramento “speciale” ex art. 72‑bis)

Il pignoramento presso terzi è la procedura con cui l’Agente blocca i crediti del debitore verso un terzo (ad esempio il conto corrente bancario). L’atto è disciplinato dal codice di procedura civile (artt. 543 ss.) e dal DPR 602/1973. L’atto deve essere notificato al terzo (banca) e al debitore; deve indicare il titolo esecutivo, l’importo e ordinare al terzo di non disporre delle somme . Il creditore deve poi iscrivere a ruolo l’atto entro 30 giorni . La Cassazione ha chiarito che, nel pignoramento speciale ex art. 72‑bis DPR 602/1973, la banca deve trattenere e versare anche i crediti che maturano nei 60 giorni successivi ; questo rende il conto “blindato” per due mesi. Pertanto è essenziale agire prima della notifica del pignoramento o immediatamente dopo.

2.5 Ricorso e sospensione

Il ricorso contro la cartella o l’avviso di addebito va presentato entro 60 giorni alla commissione tributaria o al tribunale del lavoro (per i contributi). Chi impugna può chiedere la sospensione dell’atto esecutivo: la commissione può sospendere l’esecuzione se ritiene fondato il ricorso e grave il danno che deriverebbe dall’esecuzione. Parallelamente, si può chiedere la sospensione all’Agente presentando una domanda di rateizzazione: l’art. 19 DPR 602/1973 stabilisce che la presentazione della domanda sospende di diritto le procedure esecutive .

2.6 Prescrizione e decadenza

Molte cartelle di pagamento sono emesse per debiti ormai prescritti. La prescrizione dei tributi varia: 10 anni per imposte erariali, 3 o 5 anni per tributi locali, 5 anni per contributi INPS. Se l’Agente non ha notificato atti interruttivi nei termini, il debito si estingue. Anche la decadenza è rilevante: gli accertamenti fiscali devono essere iscritti a ruolo entro termini perentori, altrimenti la cartella è nulla. Un professionista può controllare i fascicoli per verificare la prescrizione e contestare l’esattore.

3. Difese e strategie legali per le società di collaudo software

Dopo aver esaminato il contesto normativo e la procedura, passiamo a illustrare le strategie difensive più efficaci. Ogni situazione va analizzata caso per caso, ma alcune linee guida si applicano a tutte le imprese di collaudo software.

3.1 Impugnazione della cartella: vizi formali e sostanziali

Vizi formali

  1. Notifica inesistente o nulla: se la cartella è stata notificata a un indirizzo errato o se manca la relata di notifica, l’atto è inesistente e non produce effetti; si può chiedere l’annullamento in ogni tempo. L’ordinanza Cass. 26548/2025 impone all’Agente di indicare dettagliatamente le ricerche fatte per individuare il destinatario ; in caso contrario, la notifica è nulla.
  2. Mancanza di prova del titolo: la cartella deve allegare o indicare l’atto impositivo (accertamento, avviso di addebito). Se il titolo non esiste o non è divenuto definitivo, l’iscrizione a ruolo è illegittima.
  3. Errata intestazione o importo: errori di calcolo, applicazione di interessi illegittimi o sanzioni doppie sono contestabili. Per esempio, nel pignoramento bancario la Cassazione ha ribadito che gli interessi anatocistici sono validi solo se pattuiti espressamente prima della delibera CICR 2000; diversamente, gli interessi devono essere ricalcolati.

Vizi sostanziali

  1. Prescrizione e decadenza: se il tributo è prescritto o l’avviso è fuori termine, la cartella è nulla. La prescrizione dell’IVA e delle imposte sui redditi è di 10 anni; per le sanzioni amministrative tributarie la Cassazione ha riconosciuto una prescrizione quinquennale. Per i contributi INPS la prescrizione è di 5 anni. È opportuno richiedere all’Agente copia degli atti interruttivi per verificare i termini.
  2. Doppia imposizione: talvolta si riscontrano duplicazioni di imposte (es. IRAP calcolata anche sull’IVA). Questi errori vanno corretti con ricorso.
  3. Violazione del diritto di difesa: se l’Agenzia non ha comunicato preventivamente l’invito al contraddittorio (ad esempio nell’ambito di un accertamento con adesione), la Cassazione ha ritenuto invalido l’accertamento. Lo Statuto del contribuente (L. 212/2000) tutela il diritto al contraddittorio.

3.2 Sospensione e rateizzazione

Richiedere la rateizzazione è spesso la prima difesa: consente di sospendere immediatamente le procedure esecutive e di pagare il debito in un periodo compatibile con il flusso di cassa dell’azienda. L’art. 19 DPR 602/1973 permette fino a 72 rate mensili (120 in casi gravi) . La perdita di 5 rate, anche non consecutive, provoca la decadenza e la ripresa dell’esecuzione. Per importi superiori a € 60.000 occorre dimostrare la temporanea difficoltà economica.

Le rateazioni INPS/INAIL previste dal decreto 24 ottobre 2025 consentono fino a 60 rate per importi superiori a € 500.000 ; è necessario presentare la domanda prima che il debito sia affidato all’Agente. In caso di difficoltà persistente, il decreto consente una seconda rateazione .

3.3 Definizioni agevolate e “rottamazione‑quinquies”

La rottamazione‑quinquies rappresenta un’opportunità straordinaria per le imprese di collaudo software. I vantaggi principali sono:

  1. Eliminazione di sanzioni, interessi e aggio: si paga solo l’imposta o il contributo originario .
  2. Rateizzazione lunga: fino a 54 rate bimestrali con interesse del 3% .
  3. Sospensione delle procedure: la presentazione dell’istanza blocca i fermi, i pignoramenti e le ipoteche .

Per aderire occorre inviare domanda all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione entro il termine stabilito dalla legge (31 maggio 2026 per la rottamazione‑quinquies). È fondamentale inserire correttamente tutti i carichi in corso; se si dimentica una cartella, questa rimane fuori dalla definizione. Inoltre, occorre pagare puntualmente le rate: la decadenza fa perdere i benefici, ma è consentito un ritardo di 5 giorni. È consigliabile chiedere l’ausilio di un professionista per la compilazione.

3.4 Transazione fiscale e composizione negoziata della crisi

La transazione fiscale introdotta dal correttivo‑ter consente alle imprese in crisi di trattare direttamente con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS all’interno di un accordo di ristrutturazione o di una composizione negoziata. I passaggi principali sono:

  1. Presentazione della proposta: il debitore, assistito da un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo), formula una proposta di pagamento parziale o dilazionato per tributi e contributi maturati fino alla data della proposta. Deve allegare una relazione di un professionista indipendente che attesti la convenienza della proposta rispetto alla liquidazione .
  2. Sottoscrizione degli enti: l’adesione avviene tramite sottoscrizione dei direttori competenti delle agenzie fiscali e dell’INPS . L’accordo può essere omologato dal tribunale anche senza adesione dell’ente se la sua partecipazione è determinante e l’alternativa della liquidazione sarebbe peggiore .
  3. Limiti: non possono accedere alla transazione i debitori con debiti tributari e contributivi superiori all’80% del passivo o con debiti derivanti da omessi versamenti reiterati o frodi . Inoltre la transazione si risolve se il debitore non paga entro 60 giorni dalle scadenze .

La transazione fiscale consente di ottenere una falcidia sui debiti fiscali, ma richiede un piano industriale credibile e un progetto di continuità. Le società di collaudo software possono dimostrare un forte potenziale di ripresa attraverso l’innovazione e la digitalizzazione; la presenza di contratti con clienti stabili può convincere l’amministrazione a accettare la proposta.

3.5 Sovraindebitamento e procedure concorsuali “minori”

Per le piccole imprese e i professionisti del settore informatico, la Legge 3/2012 (ora integrata nel Codice della crisi) offre la possibilità di uscire dal sovraindebitamento tramite piano del consumatore, concordato minore o liquidazione controllata. Queste procedure consentono di ridurre sensibilmente i debiti (anche fiscali e contributivi) e ottenere l’esdebitazione alla fine del percorso. Secondo l’analisi dell’Agenzia Risoluzione Debiti, la riforma del 2022 e il correttivo 2024 hanno integrato la normativa nel CCII e riconosciuto il diritto del sovraindebitato a una “nuova possibilità” . L’esdebitazione permette di cancellare i debiti residui dopo aver pagato ciò che è stato concordato, consentendo al soggetto di ripartire.

Le società di collaudo software in forma di società di persone o ditte individuali possono accedere al concordato minore se il debito non supera € 200.000 per i professionisti o € 500.000 per le imprese minori. Il piano deve offrire almeno il 20% di soddisfacimento ai creditori chirografari e dimostrare che il risultato è migliore rispetto alla liquidazione. L’assistenza di un gestore della crisi da sovraindebitamento (come l’Avv. Monardo) è indispensabile.

3.6 Contenzioso bancario: anatocismo, usura e pignoramenti

Oltre ai debiti verso Fisco e INPS, le imprese di collaudo software possono avere esposizioni bancarie (mutui, scoperti di conto, leasing). La giurisprudenza offre strumenti per rinegoziare o contestare queste posizioni:

  • Anatocismo: come ricordato, la Cassazione ha ribadito nel 2025 che la capitalizzazione degli interessi è valida solo se espressamente pattuita per i contratti anteriori al 2000 e se conforme alla delibera CICR; in assenza di pattuizione la banca deve restituire gli interessi applicati. È possibile presentare una azione di ripetizione dell’indebito per recuperare somme pagate.
  • Usura: il tasso effettivo globale deve essere confrontato con i tassi soglia pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia. Se il tasso pattuito o applicato supera il tasso soglia, gli interessi sono nulli e si applica solo la restituzione del capitale. Per difendersi occorre predisporre una perizia econometrica.
  • Pignoramento del conto: come visto, la banca deve bloccare i fondi esistenti e quelli futuri entro 60 giorni . Tuttavia, se il conto è cointestato con persone estranee ai debiti, è possibile opporsi sostenendo la comproprietà dei fondi. Inoltre, l’art. 545 c.p.c. limita la pignorabilità dei crediti da lavoro dipendente: solo un quinto dello stipendio o pensione può essere pignorato.
  • Clausole abusive: i contratti bancari possono contenere clausole vessatorie non negoziate, come la facoltà di recesso immediato o la capitalizzazione semestrale non pattuita. L’art. 1341 c.c. richiede la specifica approvazione per iscritto delle clausole che limitano la responsabilità o attribuiscono alla banca facoltà arbitraria; la mancanza di sottoscrizione rende la clausola nulla.

Un’analisi legale può evidenziare profili di illegittimità nelle condizioni bancarie e aprire un tavolo negoziale con l’istituto di credito, ottenendo rinegoziazioni o riduzioni del debito. Spesso le banche preferiscono evitare cause costose e proposte di saldo e stralcio sono accettate.

3.7 Errori comuni da evitare

  1. Ignorare l’atto: molte imprese pensano che ignorare la cartella la faccia sparire. Al contrario, la mancata reazione permette all’Agente di aggredire beni e conti.
  2. Pagare senza controllare: pagare importi non dovuti o prescritti è uno spreco di risorse. Prima di pagare occorre verificare la legittimità del debito.
  3. Rinunciare al ricorso per risparmiare: alcune aziende rinunciano a impugnare per evitare il costo di un avvocato, ma le sanzioni e gli interessi possono superare di gran lunga l’onorario.
  4. Sottovalutare le opportunità di definizione: rottamazione, transazione e sovraindebitamento sono strumenti potenti; perderne i termini equivale a perdere sconti importanti.
  5. Dimenticare la contabilità: per le società di collaudo software è fondamentale tenere una contabilità aggiornata e separare i flussi dei vari progetti; errori contabili generano contestazioni fiscali difficili da difendere.

4. Strumenti alternativi per la risoluzione del debito

Oltre alle strategie difensive, esistono numerosi strumenti legali che consentono di risolvere il debito con lo Stato, gli enti previdenziali e le banche in modo strutturato. Vediamoli in dettaglio.

4.1 Rottamazione e saldo e stralcio

La rottamazione‑quinquies è stata ampiamente illustrata. In passato, il legislatore ha introdotto anche il saldo e stralcio, un condono riservato a contribuenti con ISEE basso che consente di pagare una percentuale ridotta del debito. Attualmente tale strumento non è attivo, ma potrebbe essere reintrodotto con nuove leggi. È importante monitorare gli aggiornamenti.

4.2 Definizione agevolata degli avvisi bonari

Gli avvisi bonari derivanti da liquidazione automatica o controllo formale delle dichiarazioni possono essere definiti con il pagamento di sanzioni ridotte (10% o 5%) se versati entro 30 giorni. Per le società di collaudo software è utile definire rapidamente gli avvisi bonari per evitare l’iscrizione a ruolo; la rottamazione quinquies esclude infatti i carichi derivanti da irregolarità dichiarative non regolarizzate nei termini .

4.3 Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale

Il D.Lgs. 218/1997 consente al contribuente di aderire all’avviso di accertamento con riduzione delle sanzioni al 1/3; la procedura sospende i termini del ricorso e permette di rateizzare l’imposta. In fase contenziosa, è possibile raggiungere un accordo con l’ufficio tramite conciliazione giudiziale, ottenendo sconti sulle sanzioni. Queste opzioni non cancellano il debito ma lo rendono più sostenibile.

4.4 Piani del consumatore e concordati minori

Per imprenditori individuali e professionisti, il piano del consumatore consente di proporre ai creditori (anche fiscali e previdenziali) un pagamento rateale compatibile con il proprio reddito. Il tribunale può approvare il piano anche senza l’assenso dei creditori se ritiene la proposta conveniente. La procedura richiede la nomina di un gestore della crisi e la presentazione di un piano dettagliato. Per società di persone e microimprese è disponibile il concordato minore, che comporta la cessione dei beni non strumentali e il pagamento ai creditori con eventuali falcidie.

4.5 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Introdotta nel 2021 e potenziata dal correttivo‑ter, la composizione negoziata è uno strumento per prevenire l’insolvenza. L’imprenditore nomina un esperto indipendente che facilita il dialogo con i creditori. Durante la procedura, l’imprenditore può chiedere misure protettive che bloccano le azioni esecutive; può formulare proposte di ristrutturazione o transazione fiscale. Per le aziende di collaudo software, questa procedura permette di ristrutturare il debito preservando la continuità dei contratti con i clienti.

4.6 Accordi con le banche e strumenti ADR

Le controversie bancarie possono essere gestite tramite:

  • Mediazione civile: obbligatoria per le controversie bancarie, consente di raggiungere un accordo con la banca senza causa. La mediazione sospende i termini di prescrizione.
  • Arbitro Bancario Finanziario (ABF): organo dell’ordinamento bancario cui il cliente può ricorrere per contestazioni fino a € 200.000. La decisione dell’ABF non è vincolante ma le banche la rispettano normalmente.
  • Associazione bancaria italiana (ABI): promuove protocolli per la rinegoziazione di mutui o linee di credito in situazioni di difficoltà.

5. Tabelle riepilogative

Per agevolare la consultazione, si riportano alcune tabelle di sintesi con termini e strumenti difensivi. Le tabelle non sostituiscono l’approfondimento legale, ma servono come promemoria.

5.1 Termini e adempimenti dopo la notifica della cartella

FaseTermineRiferimenti normativiNote operative
Notifica della cartellaLa cartella deve essere notificata tramite messo, posta raccomandata o PECArt. 26 DPR 602/1973Verificare la regolarità della notifica e la presenza del titolo esecutivo.
Ricorso60 giorni dalla notificaArt. 21 D.Lgs. 546/1992Presentare ricorso alla commissione tributaria o al tribunale del lavoro; chiedere la sospensione.
Pagamento prima dell’esecuzione60 giorni dalla notificaArt. 50 DPR 602/1973Pagare o rateizzare per evitare azioni esecutive.
Intimazione ad adempiereDopo 1 anno se non è iniziata l’esecuzioneArt. 50 DPR 602/1973La nuova intimazione è valida 180 giorni; se scaduta, l’esecuzione è illegittima.
Fermo amministrativoDopo il 60° giorno dalla cartella con preavviso di 30 giorniArt. 86 DPR 602/1973Possibile se il debito è scaduto; contestare se il veicolo è strumentale all’attività.
IpotecaDopo il 60° giorno e per debiti oltre € 20.000Art. 77 DPR 602/1973Verificare preavviso e importo; impugnare ipoteche sproporzionate.
Pignoramento presso terziDopo il 60° giorno; atto notificato a banca e debitoreArt. 72‑bis DPR 602/1973; art. 543 c.p.c.In caso di conto corrente, la banca blocca anche i versamenti successivi per 60 giorni .

5.2 Principali strumenti per la risoluzione del debito

StrumentoCarichi ammissibiliBenefici principaliRiferimenti
Rateizzazione (DPR 602/1973)Tutti i carichi iscritti a ruoloSospensione dell’esecuzione; fino a 72 rate (120 in casi gravi)Art. 19 DPR 602/1973
Rateizzazione INPS/INAILDebiti contributivi non ancora affidati all’agenteFino a 36 rate per importi ≤ € 500.000 e 60 rate per importi superioriDecreto 24 ottobre 2025
Rottamazione‑quinquiesCarichi affidati tra 1° gennaio 2000 e 31 dicembre 2023 (esclusi aiuti di Stato, IVA non versata, ecc.)Eliminazione di sanzioni, interessi e aggio; fino a 54 rateLegge 199/2025
Transazione fiscale (CCII)Debiti fiscali e contributivi maturati fino alla propostaPagamento parziale o dilazionato; possibile omologa forzata se conviene ai creditori pubbliciD.Lgs. 136/2024
Piano del consumatore / Concordato minoreDebiti di imprenditori individuali, professionisti, microimpresePagamento rateale con falcidia dei debiti e esdebitazione finaleLegge 3/2012 integrata nel CCII

5.3 Cause di esclusione dalla transazione fiscale

Causa di esclusioneSpiegazioneFonte
Debiti pubblici >80% del totaleSe l’indebitamento verso Erario e INPS supera l’80% del passivo non si può accedere alla transazioneD.Lgs. 136/2024
Debiti derivanti da omessi versamenti o frodiSe il debito proviene da omessi versamenti in almeno 5 periodi di imposta o da documentazione falsa, la proposta è inammissibileD.Lgs. 136/2024
Inadempimento di precedenti transazioniSe l’azienda ha già concluso una transazione poi risolta di diritto, non può riproporne una nuova per i debiti della stessa naturaD.Lgs. 136/2024

6. Domande frequenti (FAQ)

Di seguito una selezione di domande ricorrenti con risposte sintetiche. Le risposte sono generali e non sostituiscono la consulenza legale personalizzata.

6.1 Ho ricevuto una cartella di pagamento per contributi INPS non versati. Cosa posso fare?

Puoi verificare se i contributi sono stati effettivamente non versati o se il debito è prescritto (termine di 5 anni). Puoi impugnare la cartella entro 60 giorni o presentare domanda di rateizzazione all’INPS (fino a 60 rate per importi oltre € 500.000 ). Se il debito è affidato all’Agente, la rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973 sospende l’esecuzione .

6.2 Posso pagare la cartella compensando con i miei crediti d’imposta?

Fino al 30 giugno 2026 è possibile compensare crediti fiscali con debiti contributivi, salvo alcune restrizioni per i bonus edilizi. Dal 1° luglio 2026 il divieto si estenderà a tutti i crediti , per cui non sarà più possibile compensare contributi INPS/INAIL con crediti d’imposta.

6.3 Se ricevo il preavviso di fermo dell’automobile aziendale, posso evitarlo?

Sì. L’art. 86 DPR 602/1973 consente al debitore di evitare il fermo dimostrando che il veicolo è strumentale all’attività aziendale . Occorre presentare documentazione (contratti, fatture) che provi l’indispensabilità del mezzo.

6.4 Cosa succede se non pago le rate della rottamazione?

La decadenza dalla rottamazione comporta la perdita dei benefici: tornano dovuti interessi e sanzioni e le somme già versate non sono rimborsate. La legge consente un ritardo massimo di 5 giorni. Se non puoi rispettare i pagamenti, valuta la transazione fiscale o la composizione negoziata.

6.5 La banca può bloccare anche i bonifici futuri sul mio conto pignorato?

In caso di pignoramento esattoriale ex art. 72‑bis, sì: la Cassazione ha stabilito che la banca deve trattenere anche i crediti futuri maturati nei 60 giorni successivi . È importante agire prima della notifica o chiedere immediatamente la sospensione.

6.6 Ho un contratto di conto corrente con interessi elevati: posso farli ricalcolare?

Se il contratto è stato sottoscritto prima della delibera CICR 2000 e non contiene una clausola scritta di capitalizzazione, gli interessi anatocistici sono nulli. Puoi chiedere il ricalcolo degli interessi e la restituzione delle somme indebitamente pagate. In caso di usura, puoi richiedere la nullità degli interessi e la riduzione del debito.

6.7 Quando conviene usare la transazione fiscale?

Conviene quando l’azienda ha debiti fiscali e contributivi elevati ma dispone di un progetto di risanamento credibile. La transazione permette di offrire un pagamento parziale o dilazionato e ottenere l’omologa anche senza il consenso del fisco se la proposta è più conveniente della liquidazione . Tuttavia sono esclusi i debitori con passivo quasi interamente pubblico o con debiti da frodi .

6.8 Posso accedere alla composizione negoziata se sono già in ritardo con i tributi?

Sì, la composizione negoziata è pensata per prevenire l’insolvenza. Occorre nominare un esperto e presentare un piano industriale. Durante la procedura puoi chiedere misure protettive per sospendere le esecuzioni e proporre una transazione fiscale.

6.9 La rateizzazione INPS blocca i pignoramenti?

Se il debito è ancora in fase amministrativa (non affidato all’Agente), la rateizzazione INPS consente di dilazionare il pagamento ma non blocca i pignoramenti già avviati dall’Agenzia. Occorre intervenire tempestivamente prima del passaggio in riscossione. Una volta affidato, è necessario richiedere la rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973.

6.10 La prescrizione del contributo INPS decorre anche se ricevo avvisi bonari?

Gli avvisi bonari e gli avvisi di addebito interrompono la prescrizione se notificati regolarmente. Tuttavia, se tra un atto e l’altro passano più di 5 anni, il debito è prescritto. È fondamentale conservare tutte le comunicazioni per dimostrare l’intervallo.

6.11 È obbligatorio partecipare alla mediazione bancaria?

Per le controversie bancarie la mediazione è condizione di procedibilità. Non partecipare comporta l’improcedibilità della causa. La mediazione consente spesso di ottenere rinegoziazioni vantaggiose e ridurre i tempi.

6.12 Posso cedere a terzi i miei crediti fiscali per saldare debiti?

Attualmente la cessione dei crediti fiscali (bonus edilizi) è molto limitata e non permette la compensazione con contributi. Dal 1° luglio 2026 la compensazione sarà vietata ; dunque non potrai usare crediti d’imposta per pagare l’INPS.

6.13 Cosa succede se non indico tutte le cartelle nella rottamazione?

Le cartelle non incluse restano integralmente dovute con interessi e sanzioni. È quindi necessario richiedere all’Agenzia un estratto conto aggiornato e controllare attentamente. In caso di dubbi, l’Avv. Monardo può verificare la posizione.

6.14 Posso accedere alla procedura di sovraindebitamento se sono una srl?

La procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore e concordato minore) è riservata ai consumatori, ai professionisti e alle imprese non fallibili (microimprese sotto determinate soglie). Una s.r.l. può invece ricorrere alla composizione negoziata o al concordato preventivo.

6.15 Come si calcola l’usura nei contratti bancari?

Si confronta il Tasso Effettivo Globale (TEG) applicato dalla banca con il tasso soglia pubblicato trimestralmente dalla Banca d’Italia. Se il TEG supera il tasso soglia anche di un solo centesimo, gli interessi sono usurari e vanno azzerati. Occorre però includere tutti gli oneri (commissioni, spese) e sommarli al tasso nominale; l’aiuto di un perito è indispensabile.

6.16 Ho ricevuto un’intimazione ad adempiere dopo due anni dalla cartella: è valida?

No. L’art. 50 DPR 602/1973 prevede che l’esecuzione deve iniziare entro un anno dalla notifica; se ciò non avviene, l’agente deve notificare una nuova intimazione che è valida solo 180 giorni . Un’intimazione notificata dopo due anni senza atti esecutivi intermedi è inefficace.

6.17 Il fermo amministrativo sul camion aziendale impedisce la circolazione?

Il fermo impedisce la circolazione e comporta sanzioni se il mezzo è utilizzato. Tuttavia l’azienda può chiedere al giudice la sospensione dimostrando che il camion è indispensabile per l’attività e che il fermo comprometterebbe la sopravvivenza della società .

6.18 Posso ottenere lo sgravio per difetto di notifica via PEC?

Sì. Se la PEC non è stata inviata all’indirizzo corretto risultante dal registro INI‑PEC o se manca la ricevuta di consegna, la notifica è nulla . Si può chiedere lo sgravio amministrativo all’Agenzia o ricorrere al giudice.

6.19 Come funziona la composizione negoziata per una PMI innovativa?

La PMI innovativa può accedere alla composizione negoziata presentando un piano di risanamento e nominando un esperto. La procedura si svolge su piattaforma telematica; l’esperto convoca i creditori (tra cui l’INPS e le banche) e facilita un accordo. Durante la procedura l’imprenditore può richiedere misure protettive per sospendere le esecuzioni. È possibile includere una transazione fiscale se sussistono i requisiti.

6.20 Cos’è la “cram down” fiscale?

Nel contesto della transazione fiscale, la cram down è la possibilità che il giudice omologhi l’accordo di ristrutturazione nonostante il dissenso del fisco, se la proposta è più conveniente della liquidazione . È una novità del correttivo‑ter e rappresenta un’arma importante per le imprese.

7. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’effetto delle diverse strategie, presentiamo alcune simulazioni con numeri indicativi. Le cifre sono puramente esemplificative e non sostituiscono un calcolo personalizzato.

7.1 Rottamazione‑quinquies di un debito fiscale

Scenario: la società Alfaxxxx Software Test S.r.l. ha ricevuto cartelle per un totale di € 80.000 riferiti a IVA e ritenute non versate tra il 2018 e il 2022. L’importo è composto da € 50.000 di tributi, € 20.000 di sanzioni e € 10.000 di interessi e aggio.

Applicazione della rottamazione‑quinquies:

  • Carichi ammessi: le cartelle rientrano nell’intervallo 2000‑2023 e non derivano da risorse UE o aiuti di Stato; pertanto sono ammesse.
  • Importo da pagare: solo le imposte € 50.000; interessi e sanzioni sono stralciati .
  • Rate: 54 rate bimestrali. Ciascuna rata = € 50.000 / 54 = ≈ € 925 + interessi del 3% annuo.
  • Risparmio: € 30.000 tra sanzioni e interessi.
  • Effetto sulle procedure: la presentazione dell’istanza sospende eventuali pignoramenti o ipoteche in corso .

7.2 Rateizzazione INPS con il decreto 24 ottobre 2025

Scenario: la società Betaxxxx Test S.a.s. deve € 600.000 di contributi INPS per il personale dipendente accumulati nel 2024‑2025, non ancora affidati all’Agente della Riscossione.

Applicazione del decreto:

  • Il decreto consente fino a 60 rate mensili per importi superiori a € 500.000 .
  • Ogni rata: € 600.000 / 60 = € 10.000 (più interessi di dilazione determinati dal CdA INPS).
  • È possibile ottenere una seconda dilazione se la società rispetta il primo piano e dimostra difficoltà persistenti .
  • La domanda deve essere presentata direttamente all’INPS prima che il debito sia affidato all’Agente; è richiesto un piano finanziario credibile.

7.3 Transazione fiscale in composizione negoziata

Scenario: la società Gammaxxxx QA Solutions, con un fatturato di € 3 milioni, ha debiti verso l’erario per € 700.000 e verso l’INPS per € 200.000. Il passivo complessivo è € 1,5 milioni. L’80% del passivo (oltre € 1,2 milioni) riguarda debiti pubblici.

Applicabilità: L’azienda non può accedere alla transazione fiscale perché i debiti pubblici superano l’80% del passivo . Dovrebbe ridurre il rapporto, ad esempio trasformando parte dei debiti in finanziamenti bancari o negoziando con fornitori, prima di formulare una proposta.

Alternativa: Avviare una procedura di concordato preventivo con cessione parziale di asset e proporre un accordo di ristrutturazione con cram down fiscale.

7.4 Opposizione a pignoramento bancario

Scenario: la società DeltaxxxxTesting riceve notifica di pignoramento del conto corrente con saldo € 5.000. La banca blocca anche i bonifici futuri. La società presenta ricorso sostenendo che la notifica è nulla perché l’atto manca dell’indicazione del titolo esecutivo.

Analisi: L’atto di pignoramento presso terzi deve indicare il titolo esecutivo, l’importo e contenere l’ingiunzione al terzo di non disporne . Se manca il titolo, il pignoramento è inefficace e la banca non è legittimata a trattenere i fondi. Inoltre, la Cassazione ha stabilito che la banca deve versare anche i crediti futuri ; tuttavia, se l’atto è nullo, questa previsione non opera. Il tribunale può sospendere l’efficacia del pignoramento.

8. Conclusione: agire tempestivamente con l’assistenza giusta

Le società di collaudo software operano in un contesto dinamico, caratterizzato da commesse altalenanti e continue innovazioni tecnologiche. Questa instabilità rende più probabili i ritardi nei pagamenti di tributi, contributi e rate bancarie. La normativa italiana sulla riscossione è complessa, i termini sono stringenti e le conseguenze, come pignoramenti e fermi amministrativi, possono paralizzare l’attività. Tuttavia, come mostrato, esistono numerosi strumenti legali che permettono di contestare gli atti, ottenere sospensioni, dilazionare i debiti, accedere a definizioni agevolate o ristrutturazioni.

Un approccio professionale è indispensabile: solo un avvocato esperto sa individuare vizi formali nelle notifiche, far valere la prescrizione, scegliere tra rottamazione, transazione fiscale o composizione negoziata, trattare con l’INPS per una rateazione e con le banche per la rinegoziazione dei contratti. La giurisprudenza recente, come le pronunce della Cassazione sul pignoramento dei conti e sull’anatocismo, offre ulteriori argomenti per difendere il debitore.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento, è affiancato da un team di avvocati e commercialisti specializzati a livello nazionale. Il suo studio è in grado di analizzare la posizione debitoria della tua azienda, redigere ricorsi efficaci, negoziare con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, l’INPS e le banche, predisporre piani del consumatore o transazioni fiscali e assisterti nella composizione negoziata. Ogni caso è diverso, ma l’obiettivo è sempre salvare l’impresa e permetterle di continuare a innovare.

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff multidisciplinare sapranno valutare la tua situazione, individuare i vizi degli atti, proporre rateizzazioni, rottamazioni, transazioni o procedure concorsuali e difenderti concretamente da Fisco, INPS e banche. Non lasciare che i debiti blocchino il tuo futuro: agisci ora con la giusta assistenza.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!