Società di sviluppo videogiochi con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Perché questo tema è cruciale per le software house del settore gaming

Negli ultimi anni l’industria videoludica italiana ha conosciuto uno sviluppo significativo: startup e medie imprese hanno investito in talenti creativi, ricerca e sviluppo, campagne di marketing e rapporti con publisher internazionali. In molti casi i ricavi arrivano a distanza di tempo rispetto agli investimenti iniziali, generando squilibri di cassa. Inoltre il credito d’imposta per videogiochi culturalmente rilevanti e altre agevolazioni fiscali hanno spinto le società a pianificare fiscalmente l’attività, talvolta sottovalutando l’impatto di imposte, contributi e oneri finanziari. Il risultato è che alcune software house si trovano, nel 2026, con debiti verso il Fisco, l’INPS e le banche e sono esposte a pignoramenti di conti correnti, fermi amministrativi o ipoteche.

L’esperienza insegna che attendere passivamente l’arrivo di una cartella esattoriale o di un atto di pignoramento può avere conseguenze gravissime: blocco della liquidità, impossibilità di pagare stipendi e fornitori, danni reputazionali con publisher e investitori. Spesso i dirigenti non sono consapevoli dei termine per impugnare gli atti o delle procedure alternative di composizione della crisi previste dalla legge. Questo articolo – aggiornato a febbraio 2026 e basato su fonti normative ufficiali e giurisprudenza recente – vuole offrire una guida pratica dalla prospettiva del debitore: una roadmap per difendersi efficacemente dal Fisco, dall’INPS e dagli istituti bancari, evitando gli errori più comuni.

Chi sono l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team

Per affrontare correttamente una crisi debitoria serve un professionista con competenze trasversali. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un cassazionista esperto in diritto bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi su tutto il territorio nazionale. Tra le sue qualifiche:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e dei successivi decreti attuativi;

L’Avv. Monardo e il suo staff assistono concretamente le società di videogiochi nelle seguenti attività:

  • Analisi degli atti: verifica della regolarità di notifiche, prescrizione, decadenza e determinazione degli importi;
  • Redazione di ricorsi in commissione tributaria o davanti al giudice ordinario;
  • Richiesta di sospensioni dell’esecuzione e di misure cautelari;
  • Negoziazione con il Fisco, l’INPS e le banche per rateizzare i debiti, definire accordi transattivi, attivare rottamazioni o definizioni agevolate;
  • Elaborazione di piani di rientro e di soluzioni stragiudiziali o giudiziali (piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata);
  • Assistenza nella composizione negoziata della crisi per preservare la continuità aziendale e ridurre sanzioni e interessi.

Agisci ora

Se sei un imprenditore del settore gaming con debiti fiscali, contributivi o bancari, non rimandare: i tempi di legge sono stringenti e ogni ritardo può compromettere la difesa. Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per ottenere una valutazione legale personalizzata e scoprire la strategia più adatta alla tua situazione.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Il nuovo Testo Unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025)

Nel marzo 2025 è stato emanato il Decreto legislativo 24 marzo 2025 n. 33, noto come Testo Unico in materia di versamenti e riscossione (TUVR), che ha riunito in un unico corpus le norme sulla riscossione spontanea e coattiva dei tributi. L’obiettivo è armonizzare procedure che per decenni erano disciplinate da diversi decreti (in particolare il D.P.R. 602/1973). Tra le innovazioni:

  • centralità dei servizi telematici (invio di cartelle via PEC, portale dei pagamenti);
  • limitazioni alla compensazione di crediti in presenza di ruoli definitivi;
  • discarico automatico dei carichi inesigibili dopo cinque anni;
  • articolazione per parti, titoli e capitoli che disciplina sia la riscossione spontanea sia quella coattiva.

Una norma particolarmente rilevante per chi ha debiti iscritti a ruolo è l’art. 105: esso prevede che il contribuente in temporanea difficoltà possa chiedere una dilazione di pagamento fino a 84, 96 o 108 rate mensili a seconda dell’anno di presentazione dell’istanza e dell’importo del debito; per importi elevati (superiori a 120.000 €) o in presenza di gravi difficoltà economiche l’agente della riscossione può concedere fino a 120 rate . Durante la rateizzazione l’esecuzione resta sospesa; la decadenza scatta solo dopo il mancato versamento di almeno otto rate anche non consecutive. Questa possibilità consente alle società di pianificare i pagamenti e preservare la liquidità.

Attenzione: per effetto del decreto “Milleproroghe” approvato a fine 2025, l’entrata in vigore del TUVR per la parte relativa alla riscossione coattiva (artt. 169‑174) è stata posticipata al 1° gennaio 2027. Pertanto, per tutto il 2026 continuerà ad applicarsi la disciplina prevista dal D.P.R. 602/1973 . Ne deriva che le regole sui pignoramenti, pur riportate nel TUVR, si applicheranno solo dal 2027, mentre oggi bisogna fare riferimento agli articoli 72‑bis e 72‑ter del D.P.R. 602/1973. La nostra guida terrà conto di questo doppio binario.

1.2 Pignoramento dei crediti verso terzi (art. 72‑bis D.P.R. 602/1973) e nuova formulazione dell’art. 170 TUVR

Per i debitori fiscali la misura più temuta è il pignoramento presso terzi, che permette all’Agente della riscossione di bloccare conti correnti, emolumenti, compensi e crediti verso clienti. La disciplina è contenuta nell’art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973, norma che sarà trasfusa nell’art. 170 del TUVR ma che resta in vigore almeno fino al 2026.

Secondo l’art. 72‑bis, il pignoramento fiscale è una procedura semplificata rispetto all’ordinario pignoramento civile: l’atto di pignoramento può sostituire la citazione in giudizio prevista dall’art. 543 c.p.c. e contiene un ordine diretto al terzo (ad esempio alla banca o al cliente del debitore) di pagare le somme dovute al Concessionario. La norma stabilisce che il terzo deve versare:

  1. Le somme maturate prima della notifica dell’atto di pignoramento entro 60 giorni dalla notifica ;
  2. Le somme che maturano successivamente (ad esempio fatture emesse dopo la notifica) “alle rispettive scadenze” .

L’atto può essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione e, in caso di inottemperanza, si applicano le sanzioni previste dall’art. 72 del medesimo decreto . Tale procedura non richiede l’intervento del giudice se non in caso di opposizione.

La disciplina ordinaria del codice di procedura civile prevede anche limiti di pignorabilità per stipendi, salari, pensioni e altre indennità. L’art. 545 c.p.c. stabilisce, tra l’altro, che:

  • Crediti alimentari e sussidi di grazia sono impignorabili salvo autorizzazione del giudice ;
  • Le somme dovute a titolo di stipendio, salario o indennità possono essere pignorate “nella misura di un quinto” per tributi dovuti allo Stato, province e comuni, e in eguale misura per ogni altro credito ;
  • Il cumulo di pignoramenti per diverse cause non può superare la metà delle somme dovute ;
  • Le pensioni non possono essere pignorate per un importo corrispondente al doppio dell’assegno sociale (minimo 1.000 €), e solo l’eccedenza può essere aggredita ;
  • Le somme accreditate sul conto prima del pignoramento sono impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale, mentre quelle accreditate dopo seguono i limiti ordinari .

Questi limiti valgono anche per il pignoramento fiscale: ad esempio, quando l’Agente della riscossione pignora un conto contenente stipendi o pensioni, la banca deve salvaguardare l’importo impignorabile.

1.3 La giurisprudenza sul pignoramento: Cassazione 28520/2025

Con la sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025, la Corte di cassazione ha riscritto le regole del pignoramento esattoriale ex art. 72‑bis. I giudici hanno affermato che il pignoramento non riguarda solo il saldo esistente ma si estende alle somme che entrano sul conto nei 60 giorni successivi . In pratica, quando la banca riceve un ordine di pagamento diretto da parte dell’Agente della riscossione, deve bloccare tutte le somme che affluiscono sul conto durante questo periodo, anche se al momento della notifica il saldo era nullo o negativo . La Corte ha chiarito che i 60 giorni costituiscono uno spatium deliberandi, un periodo in cui la banca agisce come custode delle somme e deve versarle all’erario . L’effetto pratico è che lo stipendio o i compensi accreditati sul conto entro due mesi dalla notifica non possono essere “salvati” prelevandoli; devono essere girati al Fisco fino a concorrenza del debito.

Per gli imprenditori videoludici, ciò significa che un pignoramento esattoriale può svuotare il conto e intercettare i pagamenti dei publisher o dei distributori se questi arrivano entro i 60 giorni. È dunque essenziale reagire subito, verificando la legittimità dell’atto e valutando la possibilità di chiedere la sospensione o di avviare una procedura di ristrutturazione.

1.4 Rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025, art. 1 commi 82‑101)

La Legge 29 dicembre 2025 n. 199 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione‑quinquies dei ruoli. La misura consente di estinguere i debiti affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo l’imposta o il contributo dovuto e le spese di notifica, con totale stralcio di interessi e sanzioni . I principali elementi sono:

  • Ambito: cartelle per imposte dirette e IVA a seguito di controllo automatizzato o formale, contributi Inps risultanti dalle dichiarazioni, debiti derivanti da avvisi di addebito emessi dall’INPS, multe stradali e altre entrate diverse da tributi; sono escluse imposte dichiarate e non versate, risorse proprie dell’UE, recupero di aiuti di Stato, multe derivanti da sentenze penali e alcune entrate locali .
  • Beneficio: pagamento del solo capitale e degli oneri di notifica; interessi, sanzioni e aggio sono cancellati .
  • Rateizzazione: possibilità di rateizzare fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Le rate sono soggette a un interesse del 3% annuo .
  • Domanda: occorre presentare istanza all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione entro il 30 aprile 2026 . Il contribuente può scegliere se pagare in un’unica soluzione (scadenza 31 luglio 2026) o in rate bimestrali; il versamento della prima rata determina gli effetti della definizione.
  • Decadenza: con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive si perde il beneficio e i versamenti effettuati restano acquisiti a titolo di acconto sui debiti .
  • Efficacia: la presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e di decadenza e blocca le procedure esecutive; se l’istanza viene respinta o decaduta, le azioni riprendono.

Per le società di sviluppo videogiochi con carichi pregressi è una chance per ridurre notevolmente l’esposizione fiscale e liberare risorse per l’attività produttiva. Tuttavia bisogna verificare se i debiti rientrano tra quelli ammissibili e se l’azienda dispone della liquidità necessaria.

1.5 Altre definizioni agevolate e misure del 2026

Oltre alla rottamazione‑quinquies, la legge di bilancio 2026 prevede altre misure utili:

  • Definizione delle liti pendenti: i giudizi tributari pendenti in Cassazione alla data del 1º gennaio 2026 possono essere chiusi pagando una percentuale del tributo. Se il Fisco è risultato vincitore in entrambi i gradi precedenti, si paga il 90%; se ha perso, il 5%; se la causa è allineata (una vittoria e una sconfitta), il 40%. È necessario presentare domanda e pagare entro determinati termini.
  • Rinuncia giudizi concessa: il contribuente che rinuncia al ricorso pendente in Cassazione può ottenere la cancellazione delle sanzioni e degli interessi, versando solo l’imposta.
  • Stralcio mini‑debiti fino a 1.000 €: i debiti fino a 1.000 € affidati alla riscossione dal 2000 al 2015 sono stati cancellati d’ufficio a partire dal 31 dicembre 2025. Questa misura non richiede domanda e interessa anche le società se i carichi non superano la soglia.

Ogni definizione agevolata prevede regole differenti e non sempre cumulabili; è fondamentale valutare con un professionista se convenga aderire oppure attivare un piano del consumatore o un concordato minore.

1.6 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)

La composizione negoziata introdotta nel 2021 e modificata nel 2022 e nel 2023 costituisce uno strumento importante per le società di sviluppo videogiochi. Prevede che l’imprenditore in difficoltà possa richiedere la nomina di un esperto indipendente attraverso una piattaforma telematica. La domanda è esaminata da una commissione composta da un magistrato, un rappresentante della Camera di commercio e un membro designato dalla Prefettura . Il professionista designato affianca l’imprenditore nella ricerca di accordi con i creditori.

Le principali caratteristiche:

  • L’accesso è consentito anche alle imprese sotto‑soglia (fatturato < 200.000 €, attivo < 300.000 € e debiti < 500.000 €) e alle startup innovative.
  • L’imprenditore rimane al timone dell’azienda: l’esperto ha un ruolo di mediatore, non di gestore .
  • È possibile chiedere al tribunale l’applicazione di misure protettive che sospendono le azioni esecutive e cautelari dei creditori mentre si svolgono le trattative .
  • Se viene raggiunto un accordo, il tribunale può omologarlo con efficacia erga omnes. In assenza di accordo, l’imprenditore può accedere al concordato minore o alla liquidazione controllata.
  • L’esperto negoziatore è remunerato secondo tariffe previste dal decreto; la procedura richiede il pagamento di diritti di segreteria e l’uso di firma digitale .

La composizione negoziata è particolarmente indicata per startup videoludiche con problemi di liquidità ma ancora progetti promettenti: consente di negoziare moratorie, conversione di crediti in equity e accordi di ristrutturazione con fornitori e banche, riducendo anche le sanzioni fiscali.

1.7 Procedure di sovraindebitamento e Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019)

Dal 1º settembre 2021 è entrato in vigore il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, c.d. CCII), che ha riordinato la materia del sovraindebitamento. Le procedure disponibili per persone fisiche, professionisti, società agricole e imprese sotto‑soglia sono quattro :

  1. Concordato minore: l’imprenditore propone ai creditori un piano con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti; l’accordo si perfeziona se approvato da creditori rappresentanti almeno il 50% dei crediti . È l’evoluzione dell’accordo di composizione della crisi e si applica a imprenditori non assoggettabili al fallimento; può essere usato da società di videogiochi con ricavi, attivo patrimoniale e debiti entro determinate soglie (attivo ≤ 300.000 €, ricavi ≤ 200.000 €, debiti ≤ 500.000 €) .
  2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore (piano del consumatore): riservata a persone fisiche con debiti non derivanti da attività professionale in corso; non richiede il voto dei creditori; il giudice omologa il piano verificando la meritevolezza e la fattibilità .
  3. Liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio sotto la supervisione del gestore; i beni sono venduti per soddisfare i creditori e, al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione .
  4. Esdebitazione del debitore incapiente: introdotta per persone che non hanno beni; prevede l’esdebitazione senza utilità dopo il controllo per quattro anni .

Il piano del consumatore è regolato dagli articoli 67 e seguenti del CCII. Con l’ordinanza Cass. 9549/2025 la Suprema Corte ha confermato che l’omologazione non richiede il consenso dei creditori, neppure di quelli privilegiati, e che il giudice può approvare il piano anche quando prevede una falcidia dei crediti . La Corte ha ribadito che l’approvazione dipende dalla meritevolezza del debitore e dalla convenienza del piano rispetto alla liquidazione . Inoltre, i crediti privilegiati sono degradati a chirografari nella parte non coperta dal valore del bene . È quindi uno strumento potente per i soci o amministratori che hanno contratto debiti personali garantendo l’azienda.

La sentenza Cass. 29746/2025 ha affrontato il tema del consumatore fideiussore: la Corte ha confermato un orientamento restrittivo, secondo cui la procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore non è applicabile quando la maggior parte dei debiti deriva da garanzie prestate nell’ambito di un’attività imprenditoriale . La qualifica di consumatore deve essere esclusa quando la fideiussione è strumentale all’impresa o quando il soggetto è socio e amministratore. Per le società videoludiche ciò implica che i soci che hanno garantito finanziamenti aziendali potrebbero non accedere al piano del consumatore e dovrebbero valutare il concordato minore.

1.8 Responsabilità dei soci di società estinte (Cass. 23341/2024)

Un’altra importante pronuncia della Cassazione riguarda i soci di società cancellate dal registro delle imprese. Con l’ordinanza n. 23341/2024 la Suprema Corte ha statuito che i soci rispondono non solo dei debiti fiscali della società ma anche delle sanzioni e degli interessi. In passato la giurisprudenza riteneva che le sanzioni non si trasmettessero; la decisione del 2024 ha cambiato orientamento, con pesanti implicazioni per chi chiude una s.r.l. lasciando debiti con l’Erario. Anche se il socio riceve la notifica dopo la cancellazione, può essere chiamato a pagare entro i limiti di quanto ricevuto a titolo di liquidazione. Questa sentenza impone alle software house che intendano sciogliersi di estinguere i debiti fiscali oppure di ricorrere a procedure concorsuali.

2. Cosa accade dopo la notifica di un atto di riscossione

La vita di una società di sviluppo videogiochi può essere turbata dalla ricezione di vari atti: cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivo, avvisi di addebito INPS, intimazioni di pagamento, ipoteche, fermi o pignoramenti. Conoscere la sequenza procedimentale e i termini è fondamentale per difendersi.

2.1 Cartella di pagamento e avviso di accertamento esecutivo

La cartella di pagamento è emessa dopo l’iscrizione a ruolo dell’imposta o del contributo. Indica gli importi dovuti (imposta, contributo, sanzione, interessi, aggio), il termine per il pagamento (60 giorni dalla notifica) e le modalità per proporre ricorso. Dal 2022 l’Agenzia delle Entrate può anche notificare l’avviso di accertamento esecutivo, che funge da titolo immediatamente esecutivo senza necessità della cartella. In entrambi i casi, se il debitore non paga né impugna entro 60 giorni, il debito diventa definitivo e l’agente della riscossione può iniziare le azioni coattive.

Strategie:

  • Verifica dell’atto: controllare che l’atto sia stato notificato correttamente (PEC dell’azienda, domicilio digitale, posta raccomandata o messo notificatore) e che riporti la firma del responsabile. Un vizio di notifica può rendere nullo l’atto.
  • Analisi della prescrizione e decadenza: verificare se i tributi sono prescritti (5 anni per le imposte erariali, 10 anni per l’IVA) o se l’atto è stato emesso fuori termine. La decadenza può essere eccepita in sede di ricorso.
  • Impugnazione: presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria (ex commissione tributaria) entro 60 giorni dalla notifica. In alcuni casi (es. intimazione) il termine è di 20 giorni. È possibile chiedere la sospensione giudiziale dell’atto depositando l’istanza con il ricorso.

2.2 Avviso di addebito INPS

L’INPS, grazie al D.L. 78/2010, non emette più cartelle ma invia un avviso di addebito che costituisce titolo esecutivo. Contiene i contributi previdenziali non versati, le sanzioni civili e gli oneri accessori. L’azienda ha 30 giorni per chiedere un rateizzo all’INPS o 40 giorni per proporre opposizione al giudice del lavoro. Dopo 60 giorni, l’avviso diventa definitivo e l’ente previdenziale affida il carico all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. È pertanto essenziale reagire tempestivamente.

Strategie:

  • Verificare la prescrizione (5 anni per i contributi) e la correttezza degli imponibili;
  • Presentare ricorso al giudice del lavoro contestando eventuali sanzioni o inesistenza del rapporto assicurativo;
  • Accedere alle definizioni agevolate per contributi affidati alla riscossione (rottamazione‑quinquies) o rateizzare secondo l’art. 105 TUVR;
  • In caso di crisi più grave valutare la liquidazione controllata o il concordato minore.

2.3 Intimazione di pagamento

L’intimazione di pagamento è un sollecito che l’agente della riscossione deve notificare se intende procedere dopo un anno dalla cartella. Concede 5 giorni per pagare, dopodiché può iniziare azioni esecutive: fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca, pignoramento dei crediti o dei beni.

Strategie:

  • Verificare che non sia stata emessa prima dei termini (ad esempio, se sono passati meno di 60 giorni dalla cartella);
  • Chiedere la rateizzazione o la definizione agevolata prima del termine;
  • Impugnare l’intimazione in caso di vizi o illegittimità.

2.4 Fermo amministrativo e ipoteca legale

Il fermo amministrativo colpisce i beni mobili registrati (auto, moto): l’iscrizione al PRA impedisce la circolazione del mezzo. Può essere disposto solo per debiti superiori a 1.000 € e dopo la notifica di una intimazione. L’ipoteca legale è invece un vincolo iscritto sui beni immobili e può essere attivata per debiti superiori a 20.000 €. Entrambi gli atti devono essere preceduti dalla notifica della cartella e dell’intimazione.

Strategie:

  • Contestare la legittimità dell’iscrizione se i debiti sono già stati pagati o prescritti;
  • Presentare ricorso per cancellare l’ipoteca o il fermo in caso di vizi procedurali;
  • Richiedere la rateizzazione o la rottamazione per far sospendere l’iscrizione.

2.5 Pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi, di cui abbiamo già illustrato la normativa, segue questi passaggi:

  1. Ordine di pagamento al terzo: l’atto indica i dati del debitore, il debito complessivo e ordina alla banca o al cliente di pagare all’agente della riscossione entro 60 giorni le somme maturate e alle scadenze quelle future .
  2. Notifica al debitore: il debitore riceve contestualmente l’atto e può presentare opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) se rileva vizi di forma o di merito. Può anche proporre ricorso in Commissione tributaria per contestare la cartella sottostante.
  3. Blocco delle somme: la banca blocca i saldi e le somme future nei limiti dei limiti di pignorabilità (un quinto per stipendi, doppio assegno sociale per pensioni, etc.) .
  4. Versamento delle somme: decorsi i 60 giorni, la banca versa al Fisco. Dopo la sentenza n. 28520/2025, la banca deve trattenere tutte le somme entrate nel conto nei 60 giorni . Se la banca versa subito, il pignoramento resta efficace per le somme future per 60 giorni.

Strategie:

  • Impugnare la cartella o l’avviso alla base del pignoramento; se la cartella è annullata, anche il pignoramento cade.
  • Verificare i limiti di pignorabilità: stipendi e pensioni devono essere salvaguardati nella parte impignorabile. Se la banca ha trattenuto somme oltre i limiti, è possibile richiedere la restituzione.
  • Richiedere la rateizzazione: la concessione di un piano di dilazione o l’adesione alla rottamazione può sospendere il pignoramento.
  • Proporre opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi per vizi formali (mancata indicazione del responsabile, notifica irregolare).

3. Difese e strategie legali per le software house indebitate

3.1 Analisi preliminare: bilancio, flussi e debiti

Prima di scegliere la strategia bisogna avere un quadro chiaro della situazione. L’Avv. Monardo parte sempre da un’analisi economico‑giuridica che comprende:

  • Verifica contabile: esame di bilanci, registri IVA, contributi INPS, eventuali finanziamenti e leasing. È importante distinguere tra debiti verso il Fisco, contributi previdenziali, fornitori e banche.
  • Mappatura delle scadenze: individuare le cartelle notificate, i termini per ricorrere o aderire alle definizioni, le rate di mutui e leasing. Tenere traccia delle scadenze evita decadenze.
  • Valutazione patrimoniale: individuare beni aziendali o personali esposti a rischio di pignoramento e calcolare l’importo impignorabile.
  • Analisi dei flussi di cassa: comprendere le entrate previste (vendita di giochi, anticipi da publisher, crediti d’imposta) e le uscite indispensabili.

Solo con questi dati si può decidere se sia preferibile impugnare gli atti, aderire a una definizione agevolata, proporre un concordato minore o attivare la composizione negoziata.

3.2 Ricorso in Commissione tributaria e opposizione giudiziale

Quando la cartella o l’atto presupposto presenta vizi sostanziali o formali, l’impugnazione è la difesa principale. Ad esempio:

  • Difetto di motivazione o mancata allegazione dell’atto presupposto (omessa indicazione dell’avviso di accertamento);
  • Notifica irregolare: invio a un indirizzo PEC diverso dal domicilio digitale, oppure mancata prova dell’avvenuta consegna;
  • Prescrizione o decadenza del credito tributario;
  • Errori di calcolo degli interessi, dell’aggio o delle sanzioni;
  • Cartella pazza: importi già pagati o annullati in autotutela.

Il ricorso deve essere presentato alla Corte di giustizia tributaria competente entro 60 giorni; nel caso di intimazioni e pignoramenti il termine può essere di 20 giorni. È possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione allegando il pregiudizio grave e irreparabile e depositando un controricorso. Spesso l’ottenimento di un provvedimento sospensivo permette di negoziare con il Fisco.

Nel contempo, per contestare il pignoramento o l’ipoteca, si può proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) davanti al giudice ordinario. Queste azioni mirano a far dichiarare l’inefficacia del pignoramento o la nullità dell’atto per vizi procedurali. È fondamentale coordinare le due giurisdizioni per evitare conflitti.

3.3 Autotutela e contraddittorio preventivo

Lo Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) riconosce la possibilità di presentare istanze di autotutela all’Amministrazione finanziaria per chiedere la revoca o la rettifica di atti illegittimi. Recenti norme (artt. 10‑quater e 10‑quinquies L. 212/2000) prevedono un contraddittorio preventivo obbligatorio per molti atti di accertamento: il contribuente può inviare osservazioni e fornire documentazione prima che l’atto venga emesso. L’uso dell’autotutela è consigliato nei casi di errori evidenti (omessa compensazione di un credito, duplicazione di somme) e non sospende i termini per il ricorso; tuttavia può evitare un contenzioso e velocizzare la definizione.

3.4 Rateizzazione e piani di rientro

La rateizzazione è uno strumento essenziale per chi ha debiti fiscali e contributivi. Come visto, l’art. 105 del TUVR consente di dilazionare i pagamenti fino a 84 rate per importi fino a 120.000 €; 96 rate per domande presentate nel biennio 2027‑2028; 108 rate per domande presentate dal 2029; fino a 120 rate in caso di gravi difficoltà o debiti superiori . La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione allegando la documentazione sulla situazione economica. Il debitore non deve versare alcuna quota iniziale; tuttavia la decadenza scatta con il mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive .

È possibile combinare la rateizzazione con la rottamazione: si può rateizzare l’importo residuo dopo la definizione o chiedere la dilazione per le cartelle escluse dalla rottamazione. In ogni caso, la rateizzazione sospende le procedure esecutive a patto che le rate siano pagate regolarmente.

3.5 Rottamazione‑quinquies: come aderire e simulazione

Per aderire alla rottamazione‑quinquies occorre presentare la domanda attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione entro il 30 aprile 2026. È necessario indicare le cartelle che si vogliono includere e scegliere tra pagamento in un’unica soluzione o a rate. L’ente invierà la comunicazione con l’importo da pagare e il numero delle rate con scadenze. Il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) determina l’estinzione delle sanzioni e degli interessi .

Simulazione

Immaginiamo una software house con un debito di 200.000 € così composto:

  • 150.000 € di imposte dirette e IVA;
  • 40.000 € di sanzioni e interessi;
  • 10.000 € di aggio e spese di notifica.

Con la rottamazione‑quinquies la società dovrebbe pagare solo 150.000 € di imposte e i 10.000 € di spese (totale 160.000 €); 40.000 € di sanzioni e interessi verrebbero cancellati. Se scegliesse il pagamento in 54 rate bimestrali (9 anni), le rate sarebbero da circa 2.963 € (160.000 €/54), più l’interesse del 3% annuo. Se la società omettesse due rate, decadrebbe e dovrebbe pagare l’importo residuo integrale. In confronto alla situazione originaria, il risparmio di 40.000 € rappresenta un vantaggio significativo.

3.6 Composizione negoziata: quando attivarla

Le software house innovative spesso hanno un ciclo di incassi lungo (produzione di un gioco, anticipo del publisher, vendite post‑lancio). In presenza di debiti non immediatamente pagabili, la composizione negoziata può essere lo strumento ideale per evitare il fallimento o il pignoramento. La procedura si articola così:

  1. Istanza telematica tramite la piattaforma nazionale, con allegazione del piano finanziario e nomina dell’esperto;
  2. Nomina dell’esperto da parte della commissione (magistrato, camera di commercio, prefetto). L’esperto convoca i creditori e valuta la sostenibilità del piano ;
  3. Misure protettive: su richiesta, il tribunale può inibire azioni esecutive e pignoramenti per la durata delle trattative;
  4. Negoziazione: l’imprenditore, affiancato dall’esperto, negozia con Fisco, INPS e banche. Possono essere concessi stralci di sanzioni e interessi, moratorie o conversione di crediti in partecipazioni;
  5. Esito: se si raggiunge un accordo, esso viene omologato; altrimenti l’esperto attesta l’impossibilità di soluzione e l’imprenditore può accedere a procedure concorsuali come il concordato minore o la liquidazione controllata.

Attivare la composizione negoziata richiede un costante dialogo con il team legale e con i consulenti aziendali per predisporre un piano credibile. L’Avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, può assumere il ruolo di consulente e assistere nella predisposizione della richiesta.

3.7 Concordato minore e liquidazione controllata

Quando la situazione è compromessa e la società non può pagare i debiti neppure con rate o rottamazioni, si può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento. Il concordato minore (art. 78 CCII) consente di proporre ai creditori un accordo per pagare solo una parte dei debiti o dilazionarli; occorre l’assenso dei creditori che rappresentano almeno il 50% dei crediti . La proposta può prevedere la continuità aziendale (ad esempio completare lo sviluppo di un videogioco e ripagare i debiti con i ricavi futuri) oppure la liquidazione di alcuni asset (cespiti, diritti IP). È necessario predisporre una relazione del Gestore della crisi e ottenere l’omologazione del tribunale.

La liquidazione controllata (art. 268 CCII) è una procedura simile al fallimento ma applicabile ai soggetti non fallibili; comporta la vendita dell’intero patrimonio sotto la supervisione del giudice e del liquidatore. Dopo la liquidazione, il debitore può ottenere l’esdebitazione, liberandosi dei debiti residui. Tuttavia per una software house con proprietà intellettuali questa procedura può significare la perdita definitiva dei diritti sui giochi; va utilizzata come extrema ratio.

3.8 Piano del consumatore per amministratori e soci

Spesso gli amministratori o i soci garantiscono con fideiussioni i finanziamenti della società. Se l’azienda non riesce a pagarli, i garanti rischiano di essere perseguiti personalmente. Chi ha debiti personali può valutare il piano del consumatore (art. 67 e ss. CCII), riservato alle persone fisiche non imprenditori. La Cassazione ha confermato che i creditori non votano e che il giudice può omologare il piano con falcidia . Tuttavia, con la sentenza 29746/2025 la Corte ha precisato che non è ammesso quando i debiti derivano da garanzie prestate per l’impresa nella quale il soggetto era socio o amministratore . Pertanto gli amministratori di una software house devono valutare se i debiti hanno natura “consumistica” o “professionale” prima di intraprendere questa procedura.

3.9 Transazione fiscale e accordi con le banche

Oltre alle procedure formali, è possibile negoziare transazioni fiscali con l’Agenzia delle Entrate durante un concordato minore o una composizione negoziata. La transazione fiscale permette di proporre il pagamento parziale delle imposte e contributi in misura proporzionale alla percentuale offerta ai creditori chirografari, con riduzioni degli interessi e delle sanzioni. Gli organi dell’Erario valutano la fattibilità del piano e possono esprimere voto negativo; tuttavia la legge prevede meccanismi di superamento del dissenso (c.d. cram down) qualora il piano garantisca un trattamento non deteriore rispetto all’alternativa liquidatoria.

Con le banche è spesso necessario rinegoziare linee di credito, leasing o mutui. Gli istituti hanno interesse a evitare il default dell’azienda e possono accettare allungamenti delle scadenze o riduzioni degli interessi se presentata una strategia credibile. Durante la composizione negoziata le banche possono essere incentivate a convertire parte del debito in equity o diritti sui futuri ricavi del videogame.

3.10 Errori comuni da evitare

  1. Ignorare le notifiche: molti imprenditori aprono tardi la PEC o la posta e perdono il termine per il ricorso. È essenziale istituire un sistema di controllo e aprire regolarmente il domicilio digitale.
  2. Ritirare i soldi dal conto dopo la notifica: dopo il pignoramento bancario, qualsiasi disposizione delle somme vincolate è inefficace e può portare a sanzioni; occorre invece contestare l’atto o chiedere la rateizzazione.
  3. Non verificare le soglie: alcune procedure (concordato minore) richiedono che l’impresa rientri nei limiti di attivo, ricavi e debiti . Presentare una domanda senza requisiti comporta la dichiarazione di inammissibilità.
  4. Separare troppo tardi le situazioni personali e aziendali: amministratori che hanno firmato fideiussioni o hanno debiti personali dovrebbero valutare per tempo il piano del consumatore o la liquidazione controllata.
  5. Rinunciare a negoziare: Fisco e banche sono più disponibili a trattare quando il debitore si attiva tempestivamente. Aspettare il pignoramento rende più difficile ottenere dilazioni.

4. Tabelle riepilogative

4.1 Strumenti per gestire i debiti fiscali e contributivi

StrumentoBeneficioCondizioni principali
Rateizzazione (art. 105 TUVR)Dilazione fino a 84/96/108 rate, fino a 120 in casi gravi; sospensione dell’esecuzioneDebito iscritto a ruolo; richiesta motivata; decadenza dopo 8 rate non pagate
Rottamazione‑quinquiesAzzeramento di interessi e sanzioni; pagamento del solo capitale e spese; rate fino a 54 bimestriDebiti affidati dal 2000 al 2023; esclusi debiti da dichiarazione omessa, aiuti di Stato, alcune entrate locali; domanda entro 30 aprile 2026
Definizione liti pendentiRiduzione della pretesa tributaria (5‑40‑90% a seconda degli esiti dei gradi)Giudizi in Cassazione al 1/1/2026; domanda e pagamento entro scadenze; non cumulabile con rottamazione
Rate INPSRateizzazione dei contributi con sospensione dell’esecuzionePresentare domanda entro 30 giorni dall’avviso di addebito; possibile anche in sede di piani del consumatore
Transazione fiscalePagamento parziale dei tributi, riduzione di sanzioni e interessiInserita in concordato minore o composizione negoziata; richiede relazione attestatore

4.2 Limiti di pignorabilità e protezione del patrimonio

Tipo di reddito/creditoImpignorabilità o limiteFonte
Crediti alimentari e sussidi di graziaImpignorabili salvo autorizzazione del giudiceArt. 545 c.p.c.
Stipendi, salari, indennitàPignorabili per 1/5 per tributi e 1/5 per altri creditori; cumulo non oltre metàArt. 545 c.p.c.
PensioniImpignorabili fino a doppio assegno sociale (minimo 1.000 €), pignorabili oltre nei limiti fissatiArt. 545 c.p.c.
Stipendi e pensioni accreditati in conto prima del pignoramentoImpignorabili fino al triplo assegno socialeArt. 545 c.p.c.
Somme accreditate dopo la notifica del pignoramentoPignorabili per 60 giorni nel limite del debito; la banca è custodeCass. 28520/2025

4.3 Procedure di sovraindebitamento

ProceduraDestinatariCaratteristicheNormativa
Concordato minoreImprese sotto‑soglia (attivo ≤ 300.000 €, ricavi ≤ 200.000 €, debiti ≤ 500.000 €)Piano approvato dai creditori al 50%; possibile continuità aziendale; coinvolge un gestore della crisiArt. 78 CCII
Ristrutturazione del debito del consumatore (piano del consumatore)Persone fisiche non imprenditoriOmologazione giudiziale senza voto dei creditori; falcidia dei crediti privilegiati ; meritevolezzaArtt. 67‑71 CCII
Liquidazione controllataDebitori non fallibiliVendita integrale del patrimonio con intervento del liquidatore; possibile esdebitazione finaleArt. 268 CCII
Esdebitazione del debitore incapientePersone senza beniCancellazione dei debiti residui dopo monitoraggio di 4 anniArt. 283 CCII
Composizione negoziataImprese in difficoltà economica, anche sotto‑sogliaNomina di un esperto, misure protettive, negoziazione con creditori, riduzione interessi e sanzioniD.L. 118/2021 e modifiche

5. Domande frequenti (FAQ)

1. Possono pignorarmi il conto senza avvisarmi? – No. Il pignoramento fiscale deve essere preceduto dalla notifica della cartella o dell’avviso di accertamento e, se trascorre più di un anno, dall’intimazione di pagamento. L’atto di pignoramento viene notificato sia alla banca sia al debitore. Tuttavia la notifica può avvenire via PEC: è importante controllare regolarmente la casella.

2. Dopo il pignoramento posso usare il conto corrente? – L’atto ordina alla banca di vincolare le somme esistenti e quelle che arriveranno nei 60 giorni successivi . Qualsiasi operazione di prelievo o bonifico può essere inefficace e la banca deve comunque versare le somme al Fisco. È possibile aprire un nuovo conto presso altro istituto, ma le somme future possono essere ugualmente pignorate se il Fisco ne viene a conoscenza.

3. Quali somme sono impignorabili? – Crediti alimentari, sussidi di grazia e somme dovute a titolo di pensione sono impignorabili entro i limiti indicati dall’art. 545 c.p.c. (doppio assegno sociale per pensioni, triplo per somme accreditate) . Stipendi e salari sono pignorabili per un quinto per i tributi e un quinto per altri crediti .

4. Se il conto è in rosso sono al sicuro? – No. La Cassazione ha stabilito che il pignoramento esattoriale si estende anche alle somme future accreditate entro 60 giorni . Anche se il saldo è negativo, la banca deve trattenere i flussi in entrata per il periodo di custodia.

5. Posso rateizzare un debito superiore a 120.000 €? – Sì. L’art. 105 TUVR consente fino a 120 rate anche per importi elevati o in caso di comprovata difficoltà economica . Occorre presentare una domanda motivata e dimostrare la capacità di sostenere le rate.

6. La rottamazione cancella tutti i debiti? – La rottamazione‑quinquies riguarda solo i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 e non si applica a imposte dovute a seguito di dichiarazioni omesse, aiuti di Stato o determinate entrate locali . Altri debiti possono essere rateizzati o oggetto di transazione fiscale.

7. L’adesione alla rottamazione sospende il pignoramento? – Sì. L’istanza di rottamazione sospende i termini di prescrizione e le procedure esecutive fino al pagamento della prima rata . Se la domanda viene respinta o decade, le azioni riprendono.

8. Cosa succede se non pago due rate della rottamazione? – Si perde il beneficio della definizione agevolata e i versamenti fatti restano acquisiti a titolo di acconto. L’Agenzia potrà riprendere le azioni esecutive per l’importo residuo .

9. Posso chiedere la sospensione del pignoramento presentando un ricorso? – Sì. Il ricorso alla Corte di giustizia tributaria può essere accompagnato da istanza di sospensione in presenza di pregiudizio grave. Anche l’opposizione all’esecuzione può determinare la sospensione cautelare. Tuttavia la concessione è discrezionale e richiede argomentazioni solide.

10. Il piano del consumatore richiede l’approvazione dei creditori? – No. La Cassazione ha chiarito che nel piano del consumatore non è previsto il voto dei creditori; il giudice può omologarlo se ritiene il debitore meritevole e il piano conveniente .

11. Se ho garantito la mia società posso accedere al piano del consumatore? – Dipende. La Cassazione ha precisato che chi ha prestato garanzie per un’impresa di cui è socio o amministratore non può essere considerato “consumatore” se i debiti sono strettamente legati all’attività imprenditoriale . In tal caso è più appropriato il concordato minore.

12. Quando conviene attivare la composizione negoziata? – La composizione è consigliata quando l’azienda è ancora in attività, ha un progetto sostenibile e desidera evitare la liquidazione. Consente di ottenere misure protettive e di negoziare con Fisco e banche riduzioni di sanzioni e interessi .

13. Posso aprire una nuova società e lasciare i debiti alla vecchia? – No. I soci e gli amministratori possono essere ritenuti responsabili in caso di abuso del diritto o se trasferiscono l’azienda a un’altra società per sottrarre i beni ai creditori. Inoltre la Cassazione ha stabilito che i soci di società estinte rispondono anche delle sanzioni【section future?].

14. Cosa sono la liquidazione controllata e l’esdebitazione del debitore incapiente? – La liquidazione controllata prevede la vendita del patrimonio per pagare i creditori; al termine il debitore può ottenere la cancellazione dei debiti residui. L’esdebitazione del debitore incapiente è riservata a chi non ha beni e comporta l’estinzione dei debiti dopo quattro anni di monitoraggio .

15. Come può aiutarmi l’Avv. Monardo? – L’Avv. Monardo analizza la tua situazione, individua gli strumenti più adatti (ricorso, rateizzo, rottamazione, concordato minore, composizione negoziata, piano del consumatore) e ti assiste nella preparazione della documentazione. Può negoziare con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, l’INPS e le banche, ottenere sospensioni e rappresentarti in giudizio. Grazie alla rete di professionisti coordinati a livello nazionale, il suo team offre una consulenza integrata e tempestiva.

6. Simulazioni pratiche e numeriche

6.1 Calcolo delle somme pignorabili sul conto corrente

Esempio: una software house riceve un pignoramento presso terzi per un debito fiscale di 80.000 €. Sul conto bancario sono presenti 10.000 € frutto degli incassi del mese precedente. Il 5 del mese entrano 20.000 € di royalties e il 25 entrano 15.000 € di anticipo del publisher. Come si comporta la banca?

  1. Alla notifica: la banca blocca i 10.000 € presenti sul conto. Entro 60 giorni deve trasferirli all’Agente della riscossione, salvo che si tratti di stipendi o pensioni non pignorabili.
  2. Nei successivi 60 giorni: le somme che entrano (20.000 € e 15.000 €) sono anch’esse bloccate e devono essere versate al Fisco fino a concorrenza del debito . Se il debito è di 80.000 €, dopo il versamento di 45.000 € resteranno 35.000 € da recuperare.
  3. Esaurimento dei 60 giorni: trascorso il termine, il pignoramento si estingue se la banca ha versato quanto dovuto. Tuttavia l’Agente può notificare un nuovo atto se il debito non è stato soddisfatto integralmente.

6.2 Confronto tra rateizzazione ordinaria e rottamazione

Supponiamo di avere un debito fiscale di 50.000 € con sanzioni e interessi per 20.000 €. Vediamo due ipotesi:

SoluzioneCapitale da pagareSanzioni e interessiNumero rateImporto rata (indicativo)Totale
Rateizzazione ordinaria (art. 105)50.000 €20.000 €84 rate (7 anni)~833 €/mese (senza interessi per semplificazione)70.000 €
Rottamazione‑quinquies50.000 €0 €54 rate bimestrali (9 anni)~925 € ogni 2 mesi (con 3% interessi)50.000 € + interessi 3%

La rottamazione consente un risparmio di 20.000 € di sanzioni e interessi; tuttavia le rate sono bimestrali e la durata può essere più lunga. Occorre verificare la sostenibilità del piano.

6.3 Pianificazione di un concordato minore in continuità

Una software house “Indie‑Game Srl” ha i seguenti dati:

  • Attivo patrimoniale: 250.000 €;
  • Ricavi lordi: 180.000 €;
  • Debiti complessivi: 400.000 € (150.000 € verso l’Erario, 50.000 € verso l’INPS, 200.000 € verso banche e fornitori);
  • Un nuovo gioco in sviluppo che potrà generare ricavi stimati di 350.000 € in due anni.

L’azienda rientra nei limiti per accedere al concordato minore (attivo ≤ 300.000 €, ricavi ≤ 200.000 €, debiti ≤ 500.000 € ). Prepara quindi un piano di continuità che prevede:

  1. Moratoria di 12 mesi per completare lo sviluppo, con sospensione delle azioni esecutive;
  2. Pagamento del 50% dei debiti fiscali e contributivi (100.000 €) e del 40% dei debiti chirografari (80.000 €) in 6 anni, mediante le royalties del nuovo gioco;
  3. Cessione di una parte dei diritti di sfruttamento su un titolo meno redditizio per ottenere 50.000 € da versare come acconto ai creditori;
  4. Transazione fiscale che prevede il pagamento del 60% del debito tributario e la rinuncia a sanzioni e interessi;
  5. Contributo del socio di 20.000 € tramite aumento di capitale per dimostrare l’impegno.

Il Gestore della crisi redige una relazione che dimostra che la percentuale offerta ai creditori è superiore a quella ottenibile nella liquidazione controllata. I creditori approvano l’accordo e il tribunale lo omologa. In questo modo l’azienda può continuare la produzione dei videogiochi, salvaguardare i posti di lavoro e rientrare gradualmente dei debiti.

7. Conclusione

Il mondo dello sviluppo videogiochi, fatto di creatività e innovazione, può essere minato da problemi fiscali, contributivi e finanziari. La complessità della normativa tributaria italiana e la rigidità degli strumenti di riscossione rendono essenziale una strategia legale proattiva. Abbiamo visto che il pignoramento fiscale permette all’Agente della riscossione di bloccare non solo il saldo del conto corrente ma anche i crediti futuri entro 60 giorni ; che esistono limiti di pignorabilità per stipendi, pensioni e sussidi ; che la rateizzazione e la rottamazione‑quinquies consentono di diluire o ridurre il debito ; che la composizione negoziata e le procedure di sovraindebitamento offrono soluzioni strutturali per salvare l’azienda o liberarsi dai debiti .

Il filo conduttore è la tempestività: agire entro i termini di legge, scegliere la procedura più adatta e affidarsi a professionisti preparati. Le software house, abituate a pianificare i lanci e a gestire bug e patch, devono applicare lo stesso rigore alla gestione dei debiti. Ogni situazione è diversa: per alcune sarà sufficiente una rateizzazione; per altre occorrerà un concordato minore o un piano del consumatore; in casi estremi si ricorrerà alla liquidazione controllata con esdebitazione.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare sono pronti a supportare gli imprenditori del settore gaming in tutte queste fasi. Grazie alla sua esperienza come cassazionista, gestore della crisi, fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore, può valutare ogni singolo atto, elaborare ricorsi, sospensioni e piani di rientro, negoziare con il Fisco e l’INPS e guidare la società verso la soluzione più efficace.

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