Dopo L’esdebitazione Si Può Costituire Una Nuova SRL?

Chi ha ottenuto l’esdebitazione vuole quasi sempre ripartire. Spesso il mezzo più naturale è una società a responsabilità limitata: separa il patrimonio personale dai rischi dell’attività e si costituisce anche con un capitale minimo. La risposta breve è sì: la legge non vieta all’esdebitato di costituire una SRL, di esserne socio o di amministrarla. La risposta completa dipende però da tre variabili: da quale procedura si esce (liquidazione controllata, liquidazione giudiziale o esdebitazione dell’incapiente), da quando si costituisce la società (prima o dopo il decreto) e da quale ruolo si assume (socio, amministratore, garante). Il rischio principale è concreto. Una SRL costituita troppo presto, o amministrata quando non si può, mette a rischio proprio l’esdebitazione o crea debiti nuovi che nessuna procedura potrà più cancellare per cinque anni.

Lo Studio Monardo segue questi passaggi per ragioni precise, legate alle competenze certificate dell’Avvocato. L’esdebitazione è l’ultimo atto delle procedure di sovraindebitamento: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un OCC, quindi conosce dall’interno l’istruttoria che porta al decreto e le verifiche dei tre anni successivi. La nuova SRL, invece, è un progetto d’impresa: qui entra la qualifica di Esperto Negoziatore della crisi d’impresa, che serve a impostare la società in modo da non ricadere nella crisi. Lo staff di avvocati e commercialisti valuta insieme gli aspetti societari, fiscali e bancari della ripartenza.

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La regola: cosa dicono il CCII e il codice civile sulla nuova SRL dell’esdebitato

Un solo paragrafo di inquadramento. L’esdebitazione è il beneficio con cui la persona fisica, al termine della liquidazione controllata o della liquidazione giudiziale (oppure, se incapiente, senza alcuna liquidazione), viene liberata dai debiti rimasti insoddisfatti. Secondo l’art. 278 c.1 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), l’esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti e comporta l’inesigibilità dei crediti non soddisfatti nella procedura. I tempi di accesso li fissano l’art. 279 (tre anni dall’apertura o chiusura, se anteriore), l’art. 281 per la liquidazione giudiziale e l’art. 282 per la liquidazione controllata. L’incapiente segue l’art. 283.

Sul piano normativo, la domanda del titolo si gioca su un punto preciso: il secondo periodo dello stesso art. 278 c.1. La norma stabilisce che con l’esdebitazione vengono meno le cause di ineleggibilità e di decadenza collegate all’apertura della liquidazione giudiziale. Va letta insieme a tre disposizioni del codice civile e del CCII:

  • art. 2382 c.c.: non può essere nominato amministratore, e se nominato decade, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato a una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità a esercitare uffici direttivi;
  • art. 349 CCII: nelle disposizioni vigenti, i termini “fallimento” e “fallito” si intendono sostituiti con “liquidazione giudiziale” e “debitore assoggettato a liquidazione giudiziale”, ferma la continuità delle fattispecie. Quindi l’art. 2382 c.c. oggi riguarda chi è sottoposto a liquidazione giudiziale;
  • art. 2475 c.1 c.c.: nella SRL l’amministrazione è affidata, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo, a uno o più soci nominati con decisione dei soci, e la norma ora aggiunge in chiusura che “si applica l’articolo 2382”.

Quest’ultimo richiamo cambia il quadro rispetto al passato. Fino alla modifica dell’art. 2475, la Cassazione riteneva che nella SRL il fallimento dell’amministratore non comportasse decadenza, salvo diversa clausola statutaria, perché la riforma del 2003 aveva eliminato il rinvio all’art. 2382 (Cass. Sez. III n. 18904 dell’8/8/2013; Cass. Sez. I ord. n. 25050 del 16/9/2021). Oggi il rinvio è scritto nella norma. La conseguenza è netta: chi è sottoposto a liquidazione giudiziale non può essere nominato amministratore di una SRL, e se lo è già decade, finché l’esdebitazione non fa venire meno la causa di ineleggibilità.

Va precisato che la liquidazione controllata non produce lo stesso effetto. L’art. 2382 c.c. e l’art. 349 CCII parlano del fallito, cioè del debitore in liquidazione giudiziale. Il debitore sovraindebitato in liquidazione controllata (consumatore, professionista, imprenditore minore, agricoltore) non è “fallito” in questo senso. Per lui la legge non prevede una causa di ineleggibilità ad amministratore. I vincoli nascono altrove: dallo spossessamento dei beni, dall’acquisizione dei beni sopravvenuti e dalle condizioni dell’esdebitazione.

La ratio della disciplina è chiara. Il legislatore vuole che chi è stato liberato dai debiti possa tornare a produrre reddito. È lo stesso spirito della direttiva UE 2019/1023 sulla seconda opportunità. Al tempo stesso vuole impedire che la persona usi una società nuova per sottrarre beni alla procedura ancora aperta.

Un esempio concreto aiuta a distinguere gli istituti affini. Un ex titolare di ditta individuale edile, sotto le soglie dell’impresa minore, è in liquidazione controllata. Può essere nominato amministratore di una SRL anche durante la procedura: nessuna norma glielo vieta. Un ex socio di una SNC, sottoposto a liquidazione giudiziale in estensione, invece non può essere amministratore di SRL fino all’esdebitazione. In entrambi i casi, però, le quote e gli utili acquisiti prima dell’esdebitazione possono finire alla procedura.

Condizioni e scadenze da controllare prima di firmare l’atto costitutivo

Le condizioni di applicabilità vanno verificate una per una. La disciplina prevede requisiti diversi a seconda del ruolo e del momento.

1. Ruolo di socio. Nessuna norma impedisce all’esdebitato di sottoscrivere quote di una SRL, nemmeno durante la procedura. Il problema è patrimoniale, non di capacità. Secondo l’art. 272 c.3-bis CCII, nella liquidazione controllata entrano anche i beni che pervengono al debitore durante la procedura sino alla sua esdebitazione. Una quota sottoscritta prima del decreto, o il denaro usato per versare il capitale, sono quindi beni che il liquidatore può acquisire.

2. Ruolo di amministratore. Per chi esce da una liquidazione giudiziale serve l’esdebitazione: fino a quel momento opera l’ineleggibilità degli artt. 2382 e 2475 c.c. Per chi esce da una liquidazione controllata la carica è possibile anche prima. Restano però i limiti al reddito: secondo l’art. 268 c.4 lett. b, ciò che il debitore guadagna con la sua attività entra nella liquidazione oltre i limiti fissati dal giudice per il mantenimento suo e della famiglia. Il compenso da amministratore è un’entrata di questo tipo.

3. Assenza di condanne ostative. L’esdebitazione non cancella le pene. Se c’è stata una condanna per bancarotta con pena accessoria dell’incapacità a esercitare uffici direttivi, l’ineleggibilità dell’art. 2382 c.c. resta per tutta la durata della pena accessoria. Dopo la Corte costituzionale n. 222/2018 la durata non è più fissa in dieci anni ma “fino a dieci anni”. Le Sezioni Unite n. 28910/2019 hanno chiarito che il giudice la determina in concreto. Su questi profili serve sempre il difensore penale.

4. Assenza di cause personali di incapacità. Interdizione e inabilitazione civile impediscono la carica indipendentemente dalla procedura (artt. 414 ss. c.c., richiamati dall’art. 2382).

5. Requisiti dell’esdebitazione già ottenuta. La SRL si costituisce con tranquillità solo se il decreto di esdebitazione è stabile. Il decreto si può reclamare entro 30 giorni dalla comunicazione (art. 281 c.4 per la liquidazione giudiziale, art. 282 c.3 per la controllata, art. 283 c.8 per l’incapiente). In termini operativi, conviene attendere che il termine scada senza reclamo.

6. Limiti futuri. Chi ha già ottenuto l’esdebitazione non potrà ottenerne un’altra prima di cinque anni e in nessun caso per la terza volta (art. 280 c.1 lett. d ed e). Il consumatore esdebitato nei cinque anni precedenti non può accedere al piano di ristrutturazione dei debiti (art. 69 c.1). L’incapiente accede al beneficio una sola volta (art. 283 c.1). Questi limiti contano molto per chi firma fideiussioni a garanzia della nuova SRL, come si vedrà più avanti.

7. Effetto sui legali rappresentanti della nuova società. Secondo l’art. 278 c.4, se il debitore è una società, le condizioni dell’art. 280 devono sussistere anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili e dei legali rappresentanti. Nella lettura letterale rientrano anche le lettere d) ed e). Se la nuova SRL entra in crisi, la sua esdebitazione può dipendere dalla storia personale di chi la rappresenta.

Quanto alla natura dei termini, quelli per il reclamo sono perentori. Il triennio dall’apertura e i cinque anni dell’art. 280 lett. d) sono termini sostanziali: non si sospendono né si prorogano. I termini dei procedimenti disciplinati dal CCII corrono anche dal 1° al 31 agosto, perché l’art. 9 c.1 esclude per essi la sospensione feriale. Chi riceve la comunicazione del decreto di esdebitazione a luglio deve quindi contare anche i giorni di agosto.

Termine Decorrenza Natura Conseguenza del mancato rispetto
Osservazioni dei creditori sull’istanza di esdebitazione: 15 giorni Dalla comunicazione dell’istanza da parte del liquidatore o del curatore (artt. 282 c.1 e 281 c.1) Perentorio per i creditori Il tribunale decide senza le osservazioni tardive
Esdebitazione anticipata: 3 anni Dall’apertura della liquidazione (artt. 279, 281 c.2, 282 c.1) Sostanziale Prima dei tre anni (salvo chiusura) l’esdebitazione non opera e i beni sopravvenuti restano acquisibili
Reclamo contro il decreto di esdebitazione: 30 giorni Dalla comunicazione del decreto (artt. 281 c.4, 282 c.3, 283 c.8), anche in agosto (art. 9 c.1) Perentorio Scaduto il termine il decreto non è più reclamabile: è il momento più sicuro per costituire la SRL e accettare la carica
Divieto di nuova esdebitazione: 5 anni A ritroso dalla scadenza del termine per la nuova esdebitazione (art. 280 c.1 lett. d) Sostanziale Niente nuova esdebitazione; nella lettura letterale dell’art. 278 c.4, condizione mancante anche per la SRL di cui si è legale rappresentante
Divieto di piano del consumatore: 5 anni Dalla precedente esdebitazione alla nuova domanda (art. 69 c.1) Sostanziale Domanda inammissibile
Vigilanza sull’incapiente: 3 anni Dal decreto (art. 283 c.1) e dal suo deposito (art. 283 c.9) Sostanziale Le utilità sopravvenute (anche dalla SRL) possono essere aggredite dai creditori
Dichiarazione annuale dell’incapiente Termine fissato nel decreto (art. 283 c.7) Fissato dal giudice Revoca del beneficio

Dalla domanda di esdebitazione all’iscrizione della SRL: la sequenza corretta

La procedura passo per passo, vista da chi vuole costituire la società, si articola in nove momenti. Chi agisce, davanti a quale organo e con quale atto cambia a seconda della procedura di provenienza.

1. Verifica della procedura di provenienza e dei tempi. Il primo controllo è sulla sentenza di apertura: data, tipo di procedura, tribunale. Il tribunale competente è quello che ha aperto la liquidazione, individuato in base al centro degli interessi principali del debitore (art. 27 CCII). Se la procedura è stata aperta prima del 15 luglio 2022 come fallimento o come liquidazione del patrimonio della L. 3/2012, l’esdebitazione segue ancora la disciplina previgente (Cass. Sez. I ord. n. 14835 del 3/6/2025; Cass. Sez. I n. 1469 del 22/1/2026, nota da sintesi). Va verificato quale norma si applica prima di ragionare sulla SRL.

2. Istanza di esdebitazione. Nella liquidazione controllata il tribunale dichiara l’esdebitazione con decreto motivato, su istanza del debitore o su segnalazione del liquidatore, dopo la chiusura o decorsi tre anni dall’apertura (art. 282 c.1). Nella liquidazione giudiziale decide il tribunale su istanza del debitore, insieme al decreto di chiusura o decorsi tre anni (art. 281 c.1 e 2). La Corte costituzionale (sent. n. 74/2026) ha chiarito che la contestualità con il decreto di chiusura va intesa in senso logico-funzionale: anche un’istanza depositata subito dopo la chiusura può essere decisa. L’istanza deve dimostrare le condizioni dell’art. 280 e, nella controllata, l’assenza di colpa grave, malafede o frode nella formazione del sovraindebitamento (art. 282 c.2).

3. Osservazioni dei creditori. Il liquidatore o il curatore comunica l’istanza ai creditori ammessi, che hanno 15 giorni per le osservazioni. È il momento in cui un creditore può segnalare, ad esempio, che il debitore ha già costituito una società e vi ha trasferito beni. Una SRL costituita durante la procedura e non dichiarata agli organi è uno degli argomenti più efficaci per chi vuole opporsi all’esdebitazione. L’art. 280 lett. b esclude il beneficio per chi ha distratto l’attivo; la lett. c per chi non ha fornito agli organi tutte le informazioni utili.

4. Decreto e comunicazione. Il decreto è comunicato ai creditori e al debitore. Nella liquidazione controllata è iscritto nel registro delle imprese su richiesta del cancelliere; per consumatore e professionista è pubblicato nell’area web del tribunale o del Ministero (art. 282 c.1). Conviene conservare copia del decreto e dell’attestazione di comunicazione: il notaio e le banche li chiederanno.

5. Attesa del termine di reclamo. Trenta giorni dalla comunicazione, anche ad agosto. Il reclamo si propone nelle forme dell’art. 124 CCII. Durante questo periodo è prudente non accettare cariche che presuppongono l’esdebitazione, se si proviene da una liquidazione giudiziale. Il rapporto di amministrazione si perfeziona con l’accettazione della nomina (Cass. Sez. I ord. n. 8559 del 29/3/2024): è a quella data che si valuta l’eleggibilità.

6. Verifica delle condanne e delle pene accessorie. Si acquisisce il certificato del casellario. Se risulta una pena accessoria in corso che comporta l’incapacità a esercitare uffici direttivi, la persona può essere socia ma non amministratrice. L’esdebitazione non incide sulle pene.

7. Progetto della società. Si sceglie il modello. L’art. 2463 c.c. fissa il capitale ordinario in almeno 10.000 euro, ma consente un capitale inferiore, pari almeno a un euro. In questo caso i conferimenti devono essere in denaro e versati per intero alle persone cui è affidata l’amministrazione. Inoltre, ogni anno almeno un quinto degli utili netti va alla riserva legale, finché riserva e capitale non raggiungono 10.000 euro. Per chi esce da una procedura il capitale ridotto è attraente. Va però considerato che la SRL sottocapitalizzata ottiene credito bancario solo con garanzie personali.

8. Atto costitutivo e nomina. L’atto è ricevuto dal notaio. L’esdebitato che assume la carica deve poter attestare l’assenza di cause di ineleggibilità. Se viene da una liquidazione giudiziale, il decreto di esdebitazione è il documento che dimostra il venir meno della causa (art. 278 c.1).

9. Gestione delle garanzie personali. Banche e fornitori chiederanno quasi sempre una fideiussione del socio. Ogni garanzia firmata dopo l’esdebitazione è un debito nuovo e personale: se la SRL fallisce, quel debito non potrà essere cancellato con una nuova esdebitazione prima di cinque anni. È il punto in cui più spesso si sbaglia.

Gli errori più frequenti sono tre. Il primo è costituire la società nei mesi che precedono il decreto, pensando che “ormai è fatta”. Il secondo è intestare la società a un familiare e gestirla di fatto: la Cassazione riconosce come amministratore di fatto chi si inserisce stabilmente nella gestione e dà direttive che condizionano le scelte operative (Cass. Sez. V ord. n. 17120 del 20/6/2024). Chi gestisce di fatto risponde come un amministratore, e per chi viene da una liquidazione giudiziale l’operazione elude un’ineleggibilità di legge. Il terzo è firmare fideiussioni illimitate senza calcolare i limiti dell’art. 280.

Due esempi di calcolo sulla nuova SRL

Le ipotesi che seguono sono esercizi dimostrativi con dati di fantasia, costruiti sui termini di legge. Non descrivono casi seguiti dallo Studio.

Esempio di calcolo n. 1 – Ex imprenditore minore in liquidazione controllata.

Dati di partenza:
– liquidazione controllata aperta lunedì 9/10/2023;
– debiti residui non soddisfatti: 187.430 €;
– il debitore lavora come dipendente con 1.740 € netti al mese; il giudice gli ha lasciato 1.390 € per il mantenimento;
– progetto: SRL con capitale di 2.500 € in denaro, metà con un socio terzo.

Sviluppo:
– il triennio dall’apertura scade venerdì 9/10/2026; da quella data l’esdebitazione può operare anche con procedura aperta (art. 282 c.1);
– istanza depositata lunedì 12/10/2026; il liquidatore la comunica ai creditori mercoledì 14/10/2026;
– le osservazioni si possono presentare fino a giovedì 29/10/2026 (15 giorni);
– decreto di esdebitazione lunedì 9/11/2026, comunicato martedì 10/11/2026;
– il termine di reclamo (30 giorni) scade giovedì 10/12/2026.

Prima variante: il debitore costituisce la SRL a giugno 2026 e versa 1.250 € per la sua quota. Quei 1.250 € provengono da redditi eccedenti i 1.390 € lasciati dal giudice: a rigore spettavano alla procedura. La quota stessa è un bene sopravvenuto acquisibile fino all’esdebitazione (art. 272 c.3-bis). Il liquidatore deve darne conto nella relazione sui fatti rilevanti per il beneficio. Se la SRL non è stata dichiarata, un creditore può invocare la lett. c dell’art. 280 (mancata collaborazione).

Seconda variante: costituzione dopo il 10/12/2026. I 1.250 € sono patrimonio libero; la quota non entra nella procedura; i creditori anteriori non possono aggredirla, salvo i debiti esclusi dall’esdebitazione (art. 278 c.7).

Il calcolo della riserva legale completa l’esempio. Se nel 2027 la SRL realizza 18.640 € di utili netti, almeno 3.728 € (un quinto) vanno a riserva. La riserva deve arrivare a 7.500 € perché, sommata ai 2.500 € di capitale, raggiunga 10.000 € (art. 2463 c.c.). Restano distribuibili al massimo 14.912 €, da dividere tra i soci.

Esito: stessa società, stessi numeri. Sei mesi di anticipo trasformano un investimento libero in un problema per l’esdebitazione.

Esempio di calcolo n. 2 – Ex socio di SNC in liquidazione giudiziale che vuole amministrare la SRL.

Dati di partenza:
– liquidazione giudiziale della SNC e del socio, in estensione, aperta venerdì 17/3/2023;
– debiti residui del socio: 312.870 €, comprensivi dei debiti sociali, perché nel concorso del socio entrano anche i creditori della società (principio affermato in regime previgente da Cass. ord. n. 15359 del 31/5/2023);
– progetto: costituire una SRL e assumerne la carica di amministratore unico.

Sviluppo:
– il triennio scade martedì 17/3/2026 (art. 281 c.2);
– istanza depositata lunedì 23/3/2026, comunicata dal curatore mercoledì 25/3/2026;
– osservazioni dei creditori fino a giovedì 9/4/2026;
– decreto lunedì 6/7/2026, comunicato martedì 7/7/2026;
– il reclamo scade giovedì 6/8/2026: il termine corre in pieno agosto, perché l’art. 9 c.1 CCII esclude la sospensione feriale.

Fino al 6/7/2026 il socio è ineleggibile ad amministratore di SRL (artt. 2382 e 2475 c.1 c.c., art. 349 CCII). Se viene nominato e accetta prima, la nomina è invalida e la società rischia di operare con un organo amministrativo irregolare. Dal decreto la causa viene meno (art. 278 c.1). Per prudenza la nomina si colloca dopo il 6/8/2026.

Il secondo calcolo riguarda il futuro. Si ipotizzi che la nuova SRL, impresa minore, entri in liquidazione controllata lunedì 15/5/2028. Il termine per la sua esdebitazione scadrebbe giovedì 15/5/2031. I cinque anni dell’art. 280 lett. d si contano a ritroso: dal 15/5/2026. L’esdebitazione personale del socio, del 6/7/2026, cade dentro la finestra. Nella lettura letterale dell’art. 278 c.4 la condizione manca per il legale rappresentante, e quindi per la società. Una procedura aperta dopo il 7/7/2028 sarebbe invece fuori dalla finestra. Va detto che per la SRL l’esdebitazione ha un peso pratico ridotto, perché la società di regola viene cancellata. Conta molto di più per il socio fideiussore, che resta personalmente esposto.

Situazioni che si discostano dalla regola

L’incapiente che costituisce una SRL nei tre anni. Chi ha ottenuto l’esdebitazione dell’art. 283 senza offrire nulla ai creditori resta sotto osservazione per tre anni. Se in quel periodo sopravvengono utilità rilevanti, l’OCC, con l’autorizzazione del giudice, le comunica ai creditori, che possono avviare azioni esecutive e cautelari su di esse (art. 283 c.9). Compensi da amministratore e utili della nuova SRL sono utilità in senso proprio. I finanziamenti, invece, non lo sono (art. 283 c.1). Il parametro è quello del c.2: assegno sociale aumentato della metà, moltiplicato per la scala di equivalenza ISEE. Con l’assegno sociale 2026 (dato provvisorio) la soglia annua per una persona sola è di 10.651,68 €. Sul modo di calcolarla esistono due letture: secondo una, il reddito si confronta con la soglia dopo aver dedotto le spese di produzione e di mantenimento; secondo l’altra, la soglia stessa misura il mantenimento. In pratica, un incapiente che si assegna 14.380 € annui come amministratore supera la soglia in entrambe le letture e deve dichiararlo. La dichiarazione annuale va depositata nel termine indicato dal decreto, a pena di revoca (art. 283 c.7).

Il debitore con condanna per bancarotta. L’art. 280 lett. a esclude l’esdebitazione per chi è stato condannato con sentenza definitiva per bancarotta fraudolenta o altri delitti connessi all’attività d’impresa, salvo la riabilitazione. Se il procedimento penale è pendente, il tribunale rinvia la decisione. Anche quando l’esdebitazione arriva, la pena accessoria dell’incapacità a esercitare uffici direttivi continua a impedire la carica di amministratore per tutta la sua durata (art. 2382 c.c.). La persona può essere socia di capitale, non amministratrice. Ogni valutazione sui profili penali va fatta con il difensore penale.

I debiti che sopravvivono all’esdebitazione. L’art. 278 c.7 esclude dal beneficio gli obblighi di mantenimento e alimentari, i debiti per risarcimento da fatto illecito extracontrattuale e le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti. Le sanzioni accessorie a debiti estinti, invece, cadono con il debito principale. Il creditore di un assegno di mantenimento arretrato può aggredire la quota della nuova SRL e gli utili distribuiti al socio. Prima di conferire denaro in società bisogna sapere quali debiti sono rimasti in piedi.

I creditori che non hanno partecipato al concorso. Per i creditori anteriori che non si sono insinuati, l’esdebitazione opera solo per la parte eccedente la percentuale riconosciuta ai creditori di pari grado (art. 278 c.2). Se i chirografari hanno ricevuto il 4,3%, il creditore rimasto fuori può pretendere quel 4,3% anche dopo il decreto, e può farlo sui beni nuovi, comprese le quote. La norma è stata sottoposta alla Corte costituzionale. La questione, restituita con l’ord. 104/2026 per un vizio di notifica, è tornata davanti alla Corte (ordinanze dei Tribunali di Verona e Milano ripubblicate nella G.U. 1ª serie speciale n. 38 del 23/9/2026) ed è in attesa di decisione.

Il socio che resta fideiussore dei debiti vecchi. Se la persona esdebitata aveva garantito i debiti della vecchia società, l’esdebitazione la libera come debitrice. L’art. 278 c.6 fa salvi i diritti dei creditori verso coobbligati e fideiussori del debitore. Il coniuge o il genitore che hanno firmato la stessa fideiussione restano esposti per l’intero. Spesso è proprio il coobbligato a voler entrare nella nuova SRL: la sua quota è aggredibile dai creditori della vecchia garanzia.

La nuova SRL che vuole rilevare i beni della vecchia procedura. Capita spesso che il debitore voglia ripartire con gli stessi strumenti: l’attrezzatura, il furgone, il marchio della ditta individuale. Se quei beni sono ancora nella liquidazione, la nuova SRL può acquistarli solo nelle vendite del liquidatore, alle stesse condizioni di qualunque offerente. Un accordo diretto tra debitore e società, fuori dal programma di liquidazione, è inefficace verso la procedura e rappresenta una sottrazione di attivo valutabile ai sensi dell’art. 280 lett. b. Se il liquidatore rinuncia a vendere un bene perché la vendita è manifestamente non conveniente (art. 272 c.2, che richiama l’art. 213), i creditori possono ancora agire su quel bene in via esecutiva: la SRL che lo acquista dal debitore rischia di trovarselo pignorato. La strada corretta è partecipare alla vendita competitiva, con fondi di provenienza dimostrabile, oppure attendere l’esdebitazione e acquistare beni nuovi.

Il professionista che vuole trasformare lo studio in società. Il professionista in liquidazione controllata (avvocato, commercialista, ingegnere) non è soggetto all’ineleggibilità dell’art. 2382 c.c., ma il suo reddito professionale entra nella procedura oltre la quota lasciata dal giudice. Conferire la clientela o lo studio in una nuova società prima dell’esdebitazione significa spostare un valore che appartiene ai creditori. Dopo il decreto, invece, il professionista può partecipare a una società tra professionisti o a una SRL di servizi senza vincoli derivanti dalla procedura chiusa. Restano da verificare le regole del proprio ordine professionale, che sono autonome rispetto al CCII.

Documenti da tenere pronti. Chi costituisce la SRL dopo l’esdebitazione dovrebbe avere in un unico fascicolo: copia del decreto con l’attestazione della comunicazione; la prova che il termine di reclamo è scaduto (attestazione della cancelleria o verifica del fascicolo telematico); il certificato del casellario giudiziale; l’elenco dei debiti esclusi dall’esdebitazione ancora aperti; la relazione finale del liquidatore. Sono i documenti che notaio, banca e futuri soci possono chiedere.

Come osserva l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, “l’esdebitazione restituisce la libertà di fare impresa, non l’immunità: la nuova SRL va costruita con i tempi del decreto e con i limiti dell’art. 280 davanti agli occhi, soprattutto quando si firmano garanzie personali”.

Le domande più cercate su esdebitazione e nuova società

Ho avuto l’esdebitazione: posso aprire una SRL domani?
Sì, se il decreto è stato comunicato e non ci sono pene accessorie in corso. La prudenza suggerisce di attendere la scadenza dei 30 giorni per il reclamo (artt. 281 c.4, 282 c.3, 283 c.8), che corrono anche ad agosto. Prima di quella data un reclamo dei creditori potrebbe rimettere in discussione il beneficio. Se esci da una liquidazione giudiziale, è anche la data più sicura per accettare la carica di amministratore, perché da lì la causa di ineleggibilità dell’art. 2382 c.c. è venuta meno.

Sono in liquidazione controllata da un anno: posso fare l’amministratore di una SRL?
La legge non lo vieta, perché l’ineleggibilità dell’art. 2382 c.c. riguarda chi è in liquidazione giudiziale. Però il compenso entra nella procedura oltre la quota che il giudice ti ha lasciato per il mantenimento (art. 268 c.4 lett. b), e le quote che sottoscrivi sono beni sopravvenuti acquisibili (art. 272 c.3-bis). Devi informare il liquidatore. Tacere l’operazione mette a rischio l’esdebitazione per mancata collaborazione (art. 280 lett. c).

Posso intestare la SRL a mia moglie e gestirla io?
È la scelta più rischiosa. Chi gestisce di fatto risponde come amministratore (Cass. ord. n. 17120/2024). Se la procedura è ancora aperta, un creditore può sostenere che hai sottratto reddito o beni alla liquidazione, con effetti sull’esdebitazione (art. 280 lett. b e c). Se vieni da una liquidazione giudiziale, aggiri una causa di ineleggibilità di legge. Meglio una società trasparente, dichiarata agli organi della procedura e costituita nei tempi giusti.

La banca della nuova SRL mi chiede una fideiussione: cosa rischio?
Rischi un debito personale nuovo, fuori dall’esdebitazione già ottenuta. Se la SRL non paga, la banca agisce contro di te. Per cinque anni non potrai ottenere una nuova esdebitazione (art. 280 lett. d), né accedere al piano del consumatore se sei consumatore (art. 69 c.1). In nessun caso potrai ottenere l’esdebitazione una terza volta (lett. e). Conviene negoziare una garanzia limitata nell’importo e nel tempo.

Sono incapiente esdebitato: se la SRL va bene i creditori possono tornare?
Sì, nei tre anni dal decreto. Se compensi o utili costituiscono utilità rilevanti, l’OCC, con autorizzazione del giudice, lo comunica ai creditori, che possono agire su quelle utilità (art. 283 c.1 e c.9). Il testo vigente non fissa più la soglia del 10% prevista dalla versione precedente: parla di utilità che consentano l’utile soddisfacimento dei creditori. Chi apre una società in quel periodo deve impostare i compensi sapendolo.

Caso limite: la nuova SRL fallisce dopo due anni. Posso chiedere io l’esdebitazione per i debiti che ho garantito?
Dipende da quando si apre la tua nuova procedura personale. I cinque anni dell’art. 280 lett. d si contano a ritroso dalla scadenza del termine per la nuova esdebitazione, che arriva di regola tre anni dopo l’apertura. Se l’esdebitazione precedente cade dentro quella finestra, il beneficio è precluso. Se ne hai già avute due, la porta è chiusa per sempre. Il calcolo va fatto prima di firmare la garanzia, non dopo.

Le pronunce che orientano la risposta

La raccolta che segue riunisce i riferimenti utili per chi vuole costituire una SRL dopo l’esdebitazione. Per ciascuno sono indicati gli estremi come riportati dalle fonti, il principio riformulato e la rilevanza per il tema. Dove la fonte è una massima o una sintesi, è indicato.

1. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 25050 del 16/9/2021. Prima della modifica dell’art. 2475 c.c., il fallimento dell’amministratore di SRL non comportava la decadenza dalla carica, salvo clausola statutaria, perché la riforma del 2003 aveva eliminato il rinvio all’art. 2382 c.c. (massima Brocardi e commento EC News). Rilevanza: mostra il punto di partenza superato. Oggi l’art. 2475 c.1 richiama espressamente l’art. 2382: chi è in liquidazione giudiziale è ineleggibile anche nella SRL.

2. Cass. civ., Sez. III, sent. n. 18904 dell’8/8/2013. Le norme sull’ineleggibilità previste per la SpA non si applicavano alla SRL, nemmeno per analogia (massima Brocardi). Rilevanza: è il precedente su cui si fondava la vecchia regola. Chi legge commenti datati deve sapere che il quadro normativo è cambiato.

3. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 8559 del 29/3/2024. Il rapporto di amministrazione ha natura contrattuale e si perfeziona con l’accettazione della nomina (massima Brocardi). Rilevanza: è all’accettazione che si verifica l’eleggibilità. Per chi viene da una liquidazione giudiziale, l’accettazione va collocata dopo il decreto di esdebitazione.

4. Cass. civ., Sez. V, ord. n. 17120 del 20/6/2024. Per riconoscere l’amministratore di fatto basta l’inserimento nella gestione con direttive che condizionano le scelte operative; il ruolo si può desumere anche dall’assenza sostanziale dell’amministratore di diritto (massima Brocardi). Rilevanza: la SRL intestata a un prestanome non protegge chi la gestisce davvero.

5. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 14835 del 3/6/2025. L’istanza di esdebitazione di chi era stato dichiarato fallito prima del 15/7/2022 resta regolata dalla legge fallimentare; lo stesso vale per la liquidazione del patrimonio della L. 3/2012 (massima Brocardi e passaggi riportati da Cass. 30108/2025). Rilevanza: prima di pianificare la SRL bisogna sapere quale disciplina regola la propria esdebitazione.

6. Cass. civ., Sez. I, n. 1469 del 22/1/2026. I falliti restano regolati dalla legge fallimentare; il termine annuale dell’art. 143 l.fall. è compatibile con il diritto UE solo a certe condizioni (sintesi Unijuris). Rilevanza: conferma il doppio binario per chi esce da un fallimento.

7. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 30108 del 14/11/2025. Il debitore già fallito che non ha ottenuto l’esdebitazione della legge fallimentare non può invocare quella dell’incapiente dell’art. 283 CCII per gli stessi debiti; resta aperto il caso dei debiti sorti dopo il fallimento (testo integrale sul sito della Cassazione). Rilevanza: i debiti della nuova SRL garantiti personalmente sono debiti nuovi; l’ordinanza lascia aperta la loro sorte.

8. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 22074 del 31/7/2025. L’apertura della liquidazione controllata non può essere negata per mancanza di meritevolezza; negligenza e imprudenza del debitore contano nella fase di esdebitazione (massima Brocardi). Rilevanza: la condotta tenuta durante la procedura, compresa la costituzione di una società, viene valutata proprio al momento dell’esdebitazione.

9. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11603 del 28/4/2026. Per aprire la liquidazione controllata non serve la meritevolezza, ma la relazione dell’OCC su cause dell’indebitamento e diligenza è requisito di ammissibilità; la condotta del debitore pesa in sede di esdebitazione (sintesi diritto.it). Rilevanza: conferma che l’esame sulla condotta si concentra alla fine, quando si decide il beneficio.

10. Cass. civ., Sez. I, ord. n. 28505 del 6/11/2024. La scarsa consistenza del patrimonio non preclude l’esdebitazione, se non deriva da condotte ostruzionistiche, fraudolente o distrattive; l’art. 280 CCII ha eliminato il requisito oggettivo (massima Brocardi, caso in regime previgente). Rilevanza: chi ha pagato poco ai creditori può ripartire, purché non abbia sottratto beni, ad esempio spostandoli in una società.

11. Cass. civ., ord. n. 15359 del 31/5/2023. Le cause ostative all’esdebitazione sono tassative; nel fallimento del socio di SNC, tra i creditori concorsuali rientrano anche quelli della società (riproduzione web dell’ordinanza, regime previgente). Rilevanza: per l’ex socio di società di persone il passivo da cui si libera comprende i debiti sociali; utile come argomento di analogia.

12. Corte cost., sent. n. 74/2026 (depositata il 12/5/2026). Questione sull’art. 281 c.1 CCII dichiarata non fondata nei sensi di cui in motivazione: la contestualità tra istanza di esdebitazione e decreto di chiusura va intesa in senso logico-funzionale (scheda della Corte e sintesi iusletter). Rilevanza: chi esce da una liquidazione giudiziale e vuole amministrare una SRL può chiedere l’esdebitazione anche subito dopo la chiusura.

13. Corte cost., sent. n. 222/2018. Illegittima la durata fissa di dieci anni delle pene accessorie della bancarotta fraudolenta (art. 216 l.fall.), sostituita con un limite massimo “fino a dieci anni” (sintesi diritto.it). Rilevanza: l’incapacità a esercitare uffici direttivi, che impedisce la carica di amministratore, ha una durata variabile da verificare nella sentenza penale.

14. Cass. pen., Sez. Unite, n. 28910/2019. Le pene accessorie con durata non fissa vanno determinate in concreto dal giudice secondo i criteri dell’art. 133 c.p. (sintesi diritto.it). Rilevanza: la data di fine dell’ineleggibilità si legge nella singola condanna, non nella legge.

15. Trib. Genova, decreto 24/9/2026 (liquidazione controllata R.G. 11/2025). Chiusura della liquidazione controllata di una SRL senza esdebitazione, per distrazioni e contabilità assente (art. 280 lett. b). Rilevanza: anche la nuova SRL, se entra in crisi, è valutata sulla condotta di chi la gestisce; la contabilità ordinata è la prima tutela.

16. Trib. Treviso, 31/3/2026. L’omesso pagamento sistematico delle imposte, con debito erariale prevalente, è colpa grave e giustifica il rigetto per mancanza di meritevolezza (sintesi Unijuris). Rilevanza: la nuova SRL che accumula debiti fiscali espone i suoi amministratori a un giudizio negativo in un’eventuale futura procedura.

Cosa fa lo Studio Monardo per chi riparte con una SRL dopo l’esdebitazione

Lo Studio lavora sul passaggio tra la vecchia procedura e la nuova società, con un elenco di attività concrete.

  1. Ricostruiamo la procedura di provenienza: leggiamo sentenza di apertura, decreto di esdebitazione e comunicazioni, e stabiliamo se si applica il CCII o la disciplina previgente.
  2. Calcoliamo i termini: triennio, osservazioni, reclamo (anche ad agosto, art. 9 c.1), e indichiamo la data da cui la nomina ad amministratore è sicura.
  3. Predisponiamo l’istanza di esdebitazione o la memoria a sostegno della segnalazione del liquidatore, con la prova delle condizioni degli artt. 280 e 282 c.2.
  4. Rispondiamo alle osservazioni dei creditori che contestano la meritevolezza o segnalano attività sopravvenute del debitore.
  5. Prepariamo la comunicazione al liquidatore quando il debitore vuole costituire una società o assumere una carica a procedura aperta, per evitare contestazioni ai sensi dell’art. 280 lett. c.
  6. Verifichiamo i debiti superstiti: mantenimento, illeciti extracontrattuali, sanzioni non accessorie, creditori non insinuati (art. 278 c.2 e c.7), e stimiamo quanto restano aggredibili quote e utili.
  7. Impostiamo con i commercialisti dello staff la nuova SRL: capitale, conferimenti, riserva legale, compenso dell’amministratore e, per l’incapiente, la compatibilità con la vigilanza triennale dell’art. 283.
  8. Esaminiamo le garanzie richieste dalle banche e negoziamo limiti di importo e durata, calcolando l’effetto dei cinque anni dell’art. 280 lett. d e dell’art. 69 c.1.
  9. Impugniamo i provvedimenti sfavorevoli: reclamo contro il decreto di diniego, nelle forme e nei termini previsti, ed eventuale ricorso per cassazione.
  10. Affianchiamo la nuova società ai primi segnali di crisi con gli strumenti della composizione negoziata o del concordato minore, prima che la crisi diventi insolvenza.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi); Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Per questo tema pesa in modo particolare la qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento, unita al ruolo di fiduciario di un OCC. Chi conosce dall’interno le relazioni dell’OCC e del liquidatore sa quali fatti vengono valutati al momento dell’esdebitazione. Sa anche come una società nuova, se non dichiarata o costituita fuori tempo, possa diventare l’argomento decisivo per un creditore. La qualifica di Esperto Negoziatore serve invece nella fase successiva, quando la SRL deve restare fuori dalla crisi.

Il lavoro è svolto da avvocati e commercialisti che lavorano insieme sullo stesso fascicolo. Gli aspetti procedurali, societari, fiscali e bancari della ripartenza sono valutati da un’unica squadra. La continuità di strategia dall’analisi iniziale fino alla Cassazione è garantita dalla qualifica di cassazionista dell’Avvocato. Se il decreto di esdebitazione viene reclamato, la stessa linea difensiva segue il fascicolo in ogni grado, senza cambi di difensore. Lo Studio non promette esiti: si impegna ad analizzare ogni documento, a costruire la strategia e a difenderla.

In sintesi: quando e come la nuova SRL è sicura

Dopo l’esdebitazione si può costituire una SRL, esserne soci e amministrarla. Chi esce da una liquidazione giudiziale deve attendere il decreto, perché fino ad allora opera l’ineleggibilità degli artt. 2382 e 2475 c.c., che cessa per effetto dell’art. 278 c.1. Chi è in liquidazione controllata può assumere cariche anche prima, ma quote e compensi entrano nella procedura fino all’esdebitazione e vanno dichiarati. La data più prudente è la scadenza dei 30 giorni per il reclamo, che corrono anche ad agosto. Le garanzie personali per la nuova società vanno firmate sapendo che, per cinque anni, non ci sarà una seconda esdebitazione.

Lo Studio Monardo affronta questa materia con competenze certificate e pertinenti. La qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e il ruolo di professionista fiduciario di un OCC riguardano proprio la procedura che porta al decreto. La qualifica di Esperto Negoziatore della crisi d’impresa riguarda la nuova impresa che nasce dopo. Lo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti tiene insieme i due momenti: chiudere bene il passato e impostare la società senza ripetere gli stessi errori.

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