Come Diminuire Legalmente Le Rate Del Prestito Con L’Avvocato

Introduzione

L’aumento delle rate dei mutui e dei prestiti è una realtà che milioni di famiglie, professionisti e imprese italiane sperimentano quotidianamente. L’impennata dei tassi di interesse a partire dal 2023 e la ripresa dell’inflazione hanno comportato un aggravio notevole per chi ha contratto finanziamenti a tasso variabile; il rischio di insolvenza si traduce in segnalazioni in Centrale dei Rischi, azioni esecutive, ipoteche, pignoramenti e un progressivo deterioramento della serenità familiare e professionale. Le segnalazioni di usura e le contestazioni in materia di anatocismo sono in forte aumento e spesso il consumatore non ha la preparazione tecnica per riconoscere clausole nulle, condizioni peggiorative o l’applicazione di interessi oltre la soglia prevista dalla legge. Conoscere gli strumenti giuridici per ridurre o sospendere le rate del prestito, rideterminare l’interesse e rinegoziare l’obbligazione può fare la differenza tra il recupero dell’equilibrio finanziario e la perdita del proprio patrimonio.

In questo articolo approfondito ed aggiornato al 11 aprile 2026 verranno analizzate le principali norme (dal Testo Unico Bancario ai decreti del Ministero dell’Economia), le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e del Tribunale, gli strumenti di protezione del debitore e le procedure extragiudiziali e giudiziali che consentono di abbassare legalmente le rate di mutui, prestiti personali e leasing. Le soluzioni spaziano dalla verifica dell’illecita applicazione di interessi anatocistici alla contestazione della clausola di rimborso anticipato, dalla rinegoziazione tramite l’Organismo di composizione della crisi alla partecipazione alla nuova Rottamazione quinquies prevista dalla Legge di bilancio 2026 per i debiti fiscali.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con una lunghissima esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti, attivi in tutta Italia, che si occupano esclusivamente di contenzioso con banche e intermediari finanziari, difesa tributaria e protezione del patrimonio. Tra i titoli più rilevanti si segnalano:

  • Cassazionista: può patrocinare davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori, garanzia di una visione aggiornata sulle più recenti pronunce di legittimità.
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia: può assistere privati, professionisti e piccoli imprenditori nella predisposizione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione del debito e procedure di liquidazione controllata.
  • Professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC): collabora stabilmente con l’OCC per la valutazione delle domande e la gestione delle procedure.
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021: assiste imprenditori nella soluzione negoziata della crisi d’impresa.

L’Avv. Monardo e il suo team offrono servizi di analisi degli atti di finanziamento (verifica dei contratti e dei piani di ammortamento), perizie econometriche per individuare usura e anatocismo, predisposizione di ricorsi e opposizioni in sede civile e tributaria, sospensione delle procedure esecutive, trattative con gli istituti di credito per rideterminare le condizioni, piani di rientro personalizzati e assistenza nelle procedure di composizione della crisi. Questa guida intende fornire a debitori e contribuenti una panoramica completa di tutte le opportunità di difesa.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

La materia dei prestiti bancari e della riscossione tributaria è regolata da numerose fonti normative e da una giurisprudenza in continua evoluzione. In questa sezione verranno analizzate le norme di riferimento e le principali pronunce della Corte di Cassazione e delle Corti d’appello utili per individuare strategie difensive efficaci.

1.1 Definizione di mutuo e requisiti di forma

L’istituto giuridico del mutuo è disciplinato dagli artt. 1813 e seguenti del codice civile. L’articolo 1813 c.c. stabilisce che il mutuo è quel contratto col quale una parte consegna all’altra una somma di denaro o altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità . Questa definizione evidenzia la funzione del mutuo: trasferire la disponibilità di un bene con obbligo di restituzione. A partire dalla metà degli anni Novanta il mutuo è stato il veicolo privilegiato per la politica della casa; di conseguenza il legislatore ha predisposto norme di protezione per i consumatori.

Il Testo Unico Bancario (TUB, d.lgs. 385/1993) prescrive requisiti sostanziali e formali che le banche devono rispettare nei contratti di finanziamento. L’art. 117 TUB prevede che i contratti bancari siano stipulati per iscritto e che debbano indicare il tasso di interesse, gli altri prezzi e le condizioni praticati. La violazione di tale norma rende il contratto nullo e comporta l’applicazione del tasso minimo dei buoni ordinari del Tesoro e della disciplina di cui all’art. 117, comma 7 . La disposizione prevede inoltre che, se la banca applica interessi in misura superiore a quelli pubblicizzati o non esplicitamente pattuiti, il cliente ha diritto alla restituzione di quanto pagato in più e al tasso più favorevole .

La forma scritta e la trasparenza delle condizioni contrattuali costituiscono una garanzia di conoscibilità per il consumatore. Molte controversie nascono proprio dall’assenza di un documento contrattuale sottoscritto o dalla indeterminatezza del tasso: una mancanza che consente al cliente di far valere la nullità e chiedere l’applicazione dei tassi legali.

1.2 Diritto al rimborso anticipato e riduzione del costo del credito

Il legislatore europeo e quello nazionale hanno riconosciuto ai consumatori il diritto di estinguere anticipatamente il finanziamento e di vedersi rimborsati, in proporzione alla durata residua, gli interessi e i costi non maturati. L’art. 125 sexies TUB, inserito nel Titolo VI (credito ai consumatori), stabilisce che il consumatore ha diritto di rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto alla banca, ottenendo una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la vita residua del contratto . La riduzione deve essere calcolata in base alla vita residua dell’obbligazione; inoltre, l’articolo ammette che la banca possa pretendere un indennizzo nei limiti dell’1% dell’importo rimborsato, se la restituzione avviene durante l’ultimo anno l’indennizzo scende allo 0,5%, ma non è dovuto quando il rimborso è effettuato in esecuzione di un’assicurazione connessa, nei contratti a tasso variabile o nelle aperture di credito . È prevista, poi, una clausola di salvaguardia che vieta l’indennizzo per i prestiti inferiori a 10.000 euro o nei casi in cui il rimborso anticipato sia collegato a un contratto di assicurazione o a un credito in conto corrente.

L’interesse del debitore ad estinguere anticipatamente può derivare dal repentino aumento dei tassi o da una nuova offerta di finanziamento più vantaggiosa; per valutare la convenienza, occorre calcolare la penale di estinzione e confrontarla con gli interessi risparmiati. L’assenza di un contratto scritto o la mancata pattuizione della penale rende comunque nulla la richiesta dell’indennizzo.

1.3 Disciplina dell’usura e soglie di legge

La repressione dell’usura è affidata alla Legge 108/1996, che prevede l’obbligo del Ministero dell’Economia di rilevare trimestralmente i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) e di determinare, per ciascuna categoria di operazioni, il tasso soglia oltre il quale gli interessi sono sempre considerati usurari . Il decreto ministeriale del 27 marzo 2026 n. 16420 ha fissato per il trimestre 1° aprile–30 giugno 2026 i TEGM e ha stabilito che, ai fini della determinazione degli interessi usurari, ai valori medi vanno aggiunti il 25% e un margine di ulteriori 4 punti percentuali, con l’ulteriore limite che la differenza tra il tasso soglia e quello medio non può superare 8 punti . I tassi soglia vengono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e sono vincolanti per le banche; se il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) applicato a un finanziamento supera il tasso soglia, il contratto è nullo per usura e il creditore perde il diritto agli interessi e alle somme eccedenti il capitale.

La Corte di Cassazione ha ribadito più volte che il controllo di usura va effettuato comparando gli interessi convenuti con il tasso soglia e che non possono essere sommati corrispettivo e mora per verificare il superamento . L’ordinanza n. 5716/2025 ha precisato che l’usura sopravvenuta rileva solo se il cumulo degli interessi dovuti al momento del pagamento supera il tasso soglia, ma non basta sommare astrattamente interessi corrispettivi e moratori senza considerare se siano stati effettivamente pretesi .

Nel 2026 il Ministero dell’Economia ha emanato diversi decreti che fissano i tassi soglia per trimestre; è quindi fondamentale aggiornare il calcolo del TEGM prima di intraprendere un’azione legale.

1.4 Divieto di anatocismo e capitalizzazione degli interessi

L’anatocismo, cioè la capitalizzazione degli interessi già scaduti, è disciplinato dall’art. 1283 c.c., che ne consente l’applicazione solo a condizione che ci sia una convenzione posteriore alla scadenza degli interessi o una norma di legge che lo preveda. Nel settore bancario, il divieto di anatocismo è stato temporaneamente derogato dal d.lgs. 342/1999 e dalla delibera CICR del 9 febbraio 2000, che autorizzava la capitalizzazione trimestrale purché vi fosse reciprocità e informazione adeguata; tuttavia la Corte Costituzionale, con sentenza n. 425/2000, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 25, comma 3, del d.lgs. 342/1999. Da allora la giurisprudenza ritiene valide le clausole anatocistiche soltanto se frutto di espressa pattuizione e se prevedono periodicità uguali per interessi debitori e creditori.

La Corte di Cassazione ha ripreso tali principi in decisioni recenti. La sentenza n. 27460/2025 afferma che, dopo la pronuncia di incostituzionalità, l’applicazione dell’anatocismo è legittima solo se il correntista ha consapevolmente aderito a una clausola di capitalizzazione; la banca non può applicare automaticamente l’anatocismo basandosi sulla semplice pubblicazione della delibera CICR . Anche quando la periodicità degli interessi debitori e creditori è la stessa, la pattuizione è tendenzialmente peggiorativa e richiede il consenso espresso del cliente . La recente ordinanza n. 3200 del 13 febbraio 2026 ha confermato che la pattuizione anatocistica con pari periodicità deve ritenersi tendenzialmente peggiorativa delle condizioni precedenti. Pertanto il correntista deve esprimere il proprio consenso esplicito e la clausola deve essere formalizzata per iscritto .

Nel caso dei conti correnti, la Cassazione ha ribadito che le clausole di capitalizzazione inserite prima della delibera CICR sono nulle e che successivamente è necessario un accordo conforme alla delibera stessa. La sentenza n. 854 del 15 gennaio 2026 ha affermato che la banca deve fornire la prova della pattuizione scritta della capitalizzazione degli interessi e che non è sufficiente la pubblicazione della delibera per introdurre la clausola . Inoltre la Corte ricorda che, per determinare il tasso di usura, occorre fare riferimento ai decreti ministeriali e che l’onere della prova del saldo del conto grava sulla banca, la quale deve produrre tutti gli estratti conto dall’apertura .

1.5 Piano di ammortamento e trasparenza del mutuo “alla francese”

Una questione molto dibattuta riguarda la validità del piano di ammortamento alla francese, basato sulla capitalizzazione composta, e il requisito di indicare nel contratto la metodologia di calcolo. Con la sentenza n. 15130/2024 le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che l’omessa indicazione della formula di capitalizzazione composta o del metodo di ammortamento francese non determina la nullità del contratto. Secondo la Corte, la circostanza che la banca non indichi esplicitamente il regime di capitalizzazione nel contratto non integra un difetto di determinatezza, poiché l’ammortamento alla francese è basato su un criterio matematico consolidato e facilmente determinabile: pertanto non sussiste anatocismo né violazione di trasparenza . La sentenza chiarisce altresì che, poiché il piano di ammortamento indica l’importo della rata e la quota interessi/capitale, il cliente può conoscere l’incidenza degli interessi; la mancata riproduzione della formula non comporta usura . In altre parole, la Cassazione ritiene che la capitalizzazione composta propria del piano francese sia lecita purché gli interessi complessivi non superino il tasso soglia.

1.6 Composizione della crisi da sovraindebitamento e piani del consumatore

La Legge 3/2012 consente alle persone fisiche, ai professionisti e agli imprenditori sotto-soglia (quelli che non possono accedere al concordato preventivo) di attivare procedure di composizione della crisi mediante la presentazione di un piano del consumatore, di un accordo di ristrutturazione dei debiti o della liquidazione controllata del patrimonio. La riforma del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) ha integrato tali strumenti. La Cassazione, con la sentenza n. 28137/2025, ha affermato che, se la procedura di sovraindebitamento è stata aperta prima dell’entrata in vigore del CCII, continua ad applicarsi la Legge 3/2012 e che l’esdebitazione può essere concessa ai consumatori che abbiano operato con diligenza . Tuttavia, l’esdebitazione viene esclusa quando l’indebitamento deriva da ricorso colposo al credito o da false dichiarazioni; la Corte precisa che la qualifica di consumatore non è presunta e che la banca non è responsabile per non aver valutato il merito creditizio .

Sempre nell’ambito della Legge 3/2012, l’ordinanza n. 9549/2025 ha interpretato l’art. 8, comma 4, stabilendo che la moratoria di un anno del piano del consumatore rappresenta un termine minimo e non una durata massima; la sospensione può essere prolungata in funzione della sostenibilità del piano . La stessa ordinanza ha chiarito che nel piano del consumatore non è necessario il voto dei creditori, ma essi possono contestare la convenienza del piano . Questi principi offrono margini importanti per rinegoziare i debiti quando le rate sono diventate insostenibili.

1.7 Procedura di riscossione e tutela del patrimonio

Nel campo tributario la riscossione coattiva è disciplinata dal D.P.R. 602/1973. L’art. 77 prevede l’iscrizione di ipoteca sugli immobili del debitore; la Corte di Cassazione ha stabilito che il preavviso di iscrizione ipotecaria deve contenere l’indicazione del titolo e del quantum del debito ma non è necessario indicare il bene su cui l’ipoteca sarà iscritta . Il debitore ha la possibilità di presentare osservazioni o ricorso entro 30 giorni dalla notifica. La banca o l’Agente della riscossione può quindi procedere con il pignoramento dei beni se il debito non viene pagato o rateizzato. La conoscenza di questi termini è fondamentale per opporsi in tempo utile.

1.8 Legge di Bilancio 2026 e Rottamazione quinquies

L’articolo 1, commi 82-101, della Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha introdotto la quinta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, la cosiddetta Rottamazione quinquies. La norma consente ai contribuenti di estinguere i debiti tributari affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo la sorte capitale e le spese di notifica e di procedura . Sono ammesse alla definizione i debiti derivanti da omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni e dagli avvisi di liquidazione (artt. 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e artt. 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972), i contributi previdenziali INPS non derivanti da accertamento e le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada . Sono inclusi anche i carichi oggetto di precedenti rottamazioni decadute .

È possibile presentare la domanda di adesione esclusivamente online sul sito di Agenzia Entrate Riscossione, tramite area riservata (SPID, CIE o CNS) o area pubblica con allegazione del documento d’identità . La scadenza per presentare l’istanza è il 30 aprile 2026; entro il 30 giugno 2026 l’Agente della riscossione invierà al contribuente l’ammontare complessivo del debito, il piano rateale e i moduli di pagamento . Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, o in rate bimestrali fino a un massimo di 54 rate, pari a 9 anni; le prime tre rate scadono il 31/07/2026, 30/09/2026 e 30/11/2026 . Sulle rate è applicato un interesse del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026 e il minimo di ciascuna rata è 100 euro .

La definizione agevolata produce effetti premiali: le procedure esecutive avviate sono sospese, non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche, e il contribuente viene considerato adempiente ai fini del DURC . La decadenza dal beneficio avviene se non si paga l’unica rata o due rate anche non consecutive . La rottamazione è quindi uno strumento fondamentale per ridurre sensibilmente il debito fiscale e liberarsi da ipoteche e pignoramenti.

2. Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica di un atto

Chi riceve la comunicazione di un aumento della rata, un atto di precetto o una cartella esattoriale spesso reagisce con apprensione. È invece essenziale seguire un percorso ordinato che consenta di verificare la legittimità delle pretese del creditore e di attivare per tempo gli strumenti di difesa.

2.1 Analisi del contratto e della documentazione

La prima azione consiste nel reperire tutti i documenti relativi al finanziamento: contratto di mutuo o prestito, prospetto ESIS, piani di ammortamento, estratti conto bancari, eventuali polizze assicurative. L’art. 119 TUB riconosce al cliente il diritto di ottenere in qualunque momento una copia della documentazione relativa alle operazioni effettuate negli ultimi dieci anni, con spese non superiori ai costi di produzione. La banca ha 90 giorni per consegnare i documenti richiesti. Verificare che il contratto sia scritto, che riporti il TAN, il TAEG e la periodicità delle rate è essenziale per accertare eventuali vizi di forma.

Nel caso dei prestiti erogati tramite cessione del quinto o delega di pagamento bisogna acquisire anche la busta paga o il cedolino pensione; per le carte revolving occorre richiedere il contratto e i prospetti mensili.

2.2 Calcolo del TAEG e confronto con il tasso soglia

Una volta raccolto il contratto, occorre calcolare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che comprende interessi corrispettivi, spese di istruttoria, commissioni di intermediazione, spese di incasso rata, costi assicurativi obbligatori e spese notarili. La legge sull’usura richiede di confrontare il TAEG con i TEGM rilevati dal MEF. In particolare, il decreto ministeriale del 27 marzo 2026 prevede che per il trimestre 1° aprile–30 giugno 2026 i tassi medi devono essere maggiorati di un quarto più quattro punti percentuali e la differenza non può superare 8 punti per determinare il tasso soglia . Se il tasso applicato supera il tasso soglia, l’intero contratto è nullo per usura: il debitore ha diritto alla restituzione degli interessi pagati e all’applicazione del tasso legale.

Occorre tenere presente che, secondo la Cassazione, gli interessi di mora non vanno sommati agli interessi corrispettivi per la verifica dell’usura , ma devono essere valutati solo se effettivamente pretesi. È consigliabile rivolgersi a un professionista per una perizia econometrica che utilizzi i tassi soglia aggiornati e analizzi correttamente il TAEG.

2.3 Verifica delle clausole anatocistiche

Il terzo passo consiste nel controllare se il contratto prevede clausole di capitalizzazione degli interessi. Se la capitalizzazione è stata applicata prima della delibera CICR del 2000 o senza un accordo scritto successivo, come ribadito dalla Cassazione n. 854/2026, la clausola è nulla e la banca deve restituire gli interessi indebitamente capitalizzati . Anche nel caso di clausole stipulate dopo la delibera, occorre verificare che la periodicità sia la stessa per interessi debitori e creditori e che il cliente abbia prestato il proprio consenso, altrimenti l’anatocismo è illegittimo . La verifica delle clausole deve includere anche il controllo del tasso di massimo scoperto e delle commissioni di istruttoria veloce (CIV).

2.4 Impugnazione degli atti e sospensione del pagamento

Se dagli accertamenti emerge l’illegittimità del contratto o la presenza di usura o anatocismo, il debitore può impugnare l’atto. Nel caso di contratti bancari si può presentare un ricorso al tribunale civile per far dichiarare la nullità della clausola o del contratto, chiedendo la restituzione delle somme e la rideterminazione del debito. In presenza di preavviso di iscrizione ipotecaria la giurisprudenza ammette il ricorso preventivo per motivi di legittimità (vizi di notifica, carenza di motivi, prescrizione). La Corte di Cassazione ha precisato che nel preavviso ipotecario è sufficiente indicare il titolo e l’ammontare del debito, ma non è necessario individuare il bene; tuttavia eventuali errori o omissioni possono costituire motivo di impugnazione .

La legge consente anche di chiedere al tribunale la sospensione dell’esecuzione (art. 615 c.p.c.) se sussistono gravi motivi. In sede tributaria è possibile presentare un’istanza di sospensione all’Agente della riscossione oppure ricorrere alla commissione tributaria. La sospensione interrompe l’esecuzione e consente di negoziare un piano di rientro.

2.5 Trattativa e rinegoziazione del prestito

Prima di ricorrere al giudice è opportuno tentare una trattativa stragiudiziale. Le banche, consapevoli dei rischi di soccombenza, sono spesso disposte a rinegoziare le condizioni del finanziamento: riduzione del tasso d’interesse, allungamento della durata, sospensione temporanea del pagamento della quota capitale (c.d. “periodo di grazia”), oppure trasformazione del tasso variabile in fisso. La Mediatore Bancario e Finanziario (ABF) è un organo paragiurisdizionale che offre la possibilità di risolvere controversie sotto 200.000 euro con costi contenuti. Il deposito del ricorso all’ABF sospende la rappresentazione negativa in Centrale dei Rischi e costituisce un forte incentivo per l’istituto di credito a comporre bonariamente la lite.

2.6 Accesso agli strumenti di composizione della crisi

Se il debitore non riesce a sostenere le rate nonostante la rinegoziazione, può accedere alle procedure di composizione della crisi introdotte dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi. Il piano del consumatore consente alla persona fisica sovraindebitata di proporre un piano di pagamento dei propri debiti entro un massimo di 5 anni, con eventuale falcidia delle somme e con la possibilità di sospendere le azioni esecutive. Come chiarito dalla Cassazione, la moratoria di un anno è solo un termine minimo e non un limite massimo , e i creditori non devono votare ma possono contestare la convenienza . L’accordo di ristrutturazione dei debiti richiede l’adesione dei creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti, mentre la liquidazione controllata prevede la vendita dei beni del debitore con esdebitazione finale, purché non vi sia stato ricorso colposo al credito .

2.7 Partecipazione alla Rottamazione quinquies

Per i debiti tributari e contributivi risalenti al periodo 2000–2023 la Legge di Bilancio 2026 offre la possibilità di aderire alla Rottamazione quinquies. È necessario presentare l’istanza entro il 30 aprile 2026 esclusivamente online . Dopo aver ricevuto la comunicazione dell’importo dovuto entro il 30 giugno 2026, il contribuente può scegliere il pagamento in unica soluzione o in 54 rate bimestrali, con interesse del 3% . Le procedure esecutive sono sospese e non vengono iscritte nuove ipoteche o fermi .

3. Difese e strategie legali per ridurre le rate

Identificare i profili di illegittimità del contratto e sfruttare gli strumenti legali messi a disposizione dall’ordinamento è fondamentale per ottenere la riduzione delle rate o l’annullamento del debito. In questa sezione vengono illustrate le strategie più efficaci, con riferimento alle norme e alle sentenze.

3.1 Nullità del contratto per mancanza di forma o di determinatezza

Come osservato, l’art. 117 TUB impone che i contratti bancari siano redatti per iscritto e contengano l’indicazione del tasso di interesse e delle altre condizioni . Nel caso in cui il contratto non sia scritto o manchi l’indicazione del tasso, il cliente può agire per far dichiarare la nullità della clausola e chiedere la restituzione degli interessi corrisposti. La Cassazione ha ribadito che la nullità relativa alla mancanza di pattuizione dell’interesse si estende anche alla penale di estinzione e ad eventuali costi occulti. In presenza di nullità, la banca ha diritto a percepire solo il capitale con gli interessi al tasso legale.

È inoltre possibile invocare la nullità per indeterminatezza del tasso. In materia di conti correnti, la Cassazione n. 854/2026 ha precisato che la clausola di massimo scoperto è nulla quando l’ammontare è del tutto indeterminato; se invece è indicato il valore su cui calcolare la percentuale e la periodicità è determinabile, la clausola rimane valida . Pertanto è opportuno controllare se il contratto indichi chiaramente l’aliquota del tasso di massimo scoperto e la periodicità di applicazione.

3.2 Contestazione dell’usura

Una delle difese più utilizzate per ridurre il debito è la contestazione dell’usura. La verifica deve essere effettuata considerando il TAEG e confrontandolo con il tasso soglia determinato dal MEF. Se gli interessi complessivi (incluse le commissioni) superano il tasso soglia, l’intera obbligazione è nulla per usura. Come stabilito dalla Cassazione n. 5716/2025, non si può sommariamente sommare interessi corrispettivi e moratori: bisogna dimostrare che entrambi siano stati effettivamente pretesi . In caso di usura, il giudice applica l’art. 1815, comma 2, c.c., il quale prevede che se gli interessi sono usurari non sono dovuti; il debitore rimborsa soltanto il capitale. Oltre alla domanda di restituzione, si può chiedere l’accertamento del credito in favore del cliente quando i pagamenti effettuati superano il capitale ricevuto.

Per rilevare l’usura è fondamentale aggiornare i tassi soglia. Il decreto del 27 marzo 2026 fissa i TEGM e definisce la formula di calcolo dei tassi usurari ; in genere si considera un quarto in più rispetto alla media e un margine ulteriore di quattro punti. È quindi consigliabile acquisire i decreti ministeriali più recenti e, se l’usura è accertata, proporre una causa civile oppure una opposizione in sede esecutiva.

3.3 Contestazione dell’anatocismo e rimborso degli interessi

Un’altra strategia consiste nel contestare le clausole anatocistiche. L’applicazione illegittima dell’anatocismo comporta la restituzione degli interessi capitalizzati. La Cassazione n. 27460/2025 e l’ordinanza n. 3200/2026 hanno ribadito che l’anatocismo bancario è legittimo solo se disciplinato da una clausola scritta conforme alla delibera CICR e con periodicità uguale per interessi a debito e a credito . In assenza di tale clausola, tutti gli interessi capitalizzati devono essere scomputati dal debito e restituiti; la conseguenza può essere la rideterminazione del saldo e la trasformazione di un debito in credito per il correntista.

3.4 Applicazione del diritto al rimborso anticipato

Se il cliente dispone di risorse o ottiene un nuovo finanziamento più vantaggioso, può esercitare il diritto a estinguere anticipatamente il prestito. L’art. 125 sexies TUB garantisce la riduzione proporzionale del costo totale del credito e consente alla banca di chiedere solo un indennizzo pari all’1% (0,5% se il rimborso avviene nell’ultimo anno) o nulla nei casi previsti . Questo strumento è utile quando i tassi di mercato scendono o quando la banca ha applicato un tasso elevato; il cliente può rimborsare il debito residuo e riaccendere un mutuo a condizioni più favorevoli. In mancanza di contratto scritto o se la penale non è stata pattuita, l’indennizzo non è dovuto.

3.5 Rinegoziazione assistita e mediazione

Molti istituti offrono oggi la possibilità di rinegoziare le condizioni del mutuo prima di giungere in contenzioso. L’assistenza di un avvocato consente di negoziare una riduzione del tasso o un allungamento del periodo utile a diminuire l’importo della rata mensile. In alcuni casi la banca può concedere la sospensione del pagamento della quota capitale per 6 o 12 mesi o la conversione del tasso variabile in fisso, evitando l’aumento della rata. Quando la rinegoziazione è frutto di un accordo scritto, bisogna verificare che non vengano introdotte clausole peggiorative o anatocistiche; la consulenza di un professionista è indispensabile per tutelare il debitore.

3.6 Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

Per le controversie fino a 200.000 euro il ABF rappresenta un rimedio rapido ed economico. Il cliente può presentare reclamo alla banca e, in caso di esito negativo, depositare ricorso all’ABF. La banca è tenuta a partecipare alla procedura e a depositare la documentazione; la decisione dell’ABF non è vincolante ma costituisce un precedente rilevante e viene spesso recepita dagli istituti di credito. La procedura sospende il termine di prescrizione e consente di evitare lunghe cause giudiziarie.

3.7 Utilizzo delle procedure di sovraindebitamento

Qualora il debitore non riesca a sostenere le rate nonostante le strategie precedenti, può avvalersi delle procedure di sovraindebitamento. Il piano del consumatore permette di proporre ai creditori un pagamento ristrutturato in base alla capacità reddituale. L’ordinanza n. 9549/2025 ha chiarito che i creditori non votano il piano ma possono eccepirne la convenienza ; la durata massima può superare l’anno di moratoria ed essere modulata in base al reddito . L’accordo di ristrutturazione dei debiti è indicato per piccoli imprenditori e professionisti; richiede la maggioranza qualificata dei creditori e, se omologato, è vincolante per tutti. La liquidazione controllata consente la cancellazione dei debiti non pagati, ma comporta la vendita del patrimonio del debitore; la Cassazione ha precisato che l’esdebitazione non è concessa se il sovraindebitamento deriva da colpa grave o da indebitamento fraudolento .

3.8 Adesione alla Rottamazione quinquies

Per i debiti fiscali notificati entro il 2023 l’adesione alla Rottamazione quinquies consente di eliminare sanzioni e interessi e di pagare soltanto il capitale. È un’opportunità imperdibile per chi ha cartelle esattoriali pregresse. Come illustrato nella sezione 1.8, la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026; il pagamento può avvenire in unica soluzione o in 54 rate . Il contribuente deve valutare se aderire, considerando che la rottamazione blocca le procedure e consente di ottenere il DURC regolare . Gli importi già versati verranno scomputati dalla somma dovuta .

3.9 Opposizione a decreti ingiuntivi e pignoramenti

Quando la banca ottiene un decreto ingiuntivo per il recupero del credito, il debitore può proporre opposizione entro 40 giorni. L’opposizione può basarsi sulla nullità del contratto, sulla presenza di usura o anatocismo, o sull’errata contabilizzazione del debito. Nel caso di pignoramento immobiliare, è possibile chiedere la sospensione della vendita ex art. 624-bis c.p.c. dimostrando la sproporzione tra il valore del bene e il credito o presentando un piano di rientro. Se il pignoramento riguarda stipendi o pensioni, la legge prevede una soglia impignorabile e la possibilità di concordare il prelievo volontario con l’istituto di credito. La consulenza di un avvocato esperto è essenziale per evitare l’espropriazione.

4. Strumenti alternativi: rottamazioni, piani, esdebitazione

Oltre alle strategie difensive classiche esistono numerosi strumenti per ripianare i debiti e ridurre le rate in modo legale. In questa sezione vengono illustrati i principali.

4.1 Rottamazione quinquies (Legge di Bilancio 2026)

La Rottamazione quinquies rappresenta la quinta edizione delle definizioni agevolate introdotte dall’Agenzia delle Entrate. I punti principali sono riassunti nella tabella seguente:

AspettoSintesi
Debiti ammessiCarichi affidati all’Agente della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023; imposte da controlli automatici; contributi INPS non derivanti da accertamento; multe stradali statali
Debiti esclusiAvvisi di accertamento, tributi locali (IMU, TARI, TASI), bollo auto, multe locali, contributi INPS da accertamento, risorse UE e sanzioni penali
Importi dovutiPagamento di capitale + spese di notifica + spese di procedura; non si pagano sanzioni, interessi di mora e aggio
Scadenza domanda30 aprile 2026, solo online
Risposta dell’ADERComunicazione entro il 30 giugno 2026 con importo e piano rateale
Modalità di pagamentoUnica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure rateizzazione fino a 54 rate bimestrali con interesse al 3%
DecadenzaMancato pagamento dell’unica rata o di due rate anche non consecutive
EffettiSospensione delle procedure esecutive e inesistenza di nuovi fermi o ipoteche; DURC regolare

Per chi ha cartelle esattoriali il consiglio è di verificare con un professionista se conviene aderire: i debiti da controlli automatici e le multe stradali sono integralmente rottamabili; al contrario i tributi locali rientrano in definizioni comunali e potrebbero avere altre scadenze.

4.2 Definizioni agevolate precedenti (rottamazione quater, saldo e stralcio)

La Legge di Bilancio 2026 prevede anche misure per chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni (quater, saldo e stralcio) entro il 30 settembre 2025: tali debiti possono essere inclusi nella rottamazione quinquies . È quindi possibile sanare la posizione senza dover pagare sanzioni e interessi. Chi ha aderito alla rottamazione quater con rate in scadenza nel 2024–2025 può rientrare se ha perso i benefici per mancato pagamento. In caso di dubbi è opportuno chiedere all’Avv. Monardo di ricostruire l’elenco dei carichi affidati e valutare le opzioni.

4.3 Piano del consumatore

Il piano del consumatore consente a privati e professionisti non fallibili di presentare al giudice un progetto di pagamento basato sulla capacità di reddito. Punti salienti:

  • Redazione assistita da un Gestore della crisi: il piano deve essere predisposto da un Gestore iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (come l’Avv. Monardo). È necessaria la relazione sulla solvibilità e la causa dell’indebitamento.
  • Moratoria modulabile: la sospensione dei pagamenti può superare un anno, come chiarito dall’ordinanza n. 9549/2025 .
  • Assenza di voto dei creditori: i creditori non votano ma possono contestare la convenienza del piano .
  • Esdebitazione: al termine dell’esecuzione il debitore è liberato dai debiti residui, salvo quelli esclusi dalla legge (debiti erariali per cause fiscali particolari, alimentari, risarcimenti per fatti illeciti).

Il piano del consumatore è indicato quando i debiti bancari sono diventati insostenibili ma si dispone di un reddito stabile; permette di ridurre la rata in base al reddito familiare e di ottenere uno sconto sui debiti chirografari.

4.4 Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore e concordato minore

Per gli imprenditori sotto-soglia e i professionisti è prevista la possibilità di proporre un accordo di ristrutturazione dei debiti con la maggioranza dei creditori. Richiede l’approvazione dei creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti e l’omologazione del tribunale. L’esperto negoziatore per la crisi d’impresa (ai sensi del d.l. 118/2021) può assistere nella redazione del piano; la presenza dell’Avv. Monardo garantisce la corretta valutazione giuridica e fiscale.

Il concordato minore consente di proporre un pagamento dilazionato ai creditori con eventuale cessione di parte del patrimonio; è indicato per imprese artigiane e agricole. L’approvazione richiede il voto dei creditori e l’omologazione del tribunale.

4.5 Liquidazione controllata del patrimonio e esdebitazione

Se il debitore non è in grado di soddisfare i propri debiti, può accedere alla liquidazione controllata, che prevede la vendita dei beni sotto la supervisione dell’OCC. La Cassazione ha sottolineato che l’esdebitazione è concessa solo se il debitore non ha fatto ricorso al credito in modo colposo e ha collaborato con l’organismo . La procedura dura generalmente quattro anni e consente di ottenere la liberazione dai debiti residui. È uno strumento estremo ma utile per ripartire da zero.

5. Errori comuni e consigli pratici

Nel corso della pratica professionale l’Avv. Monardo ha individuato alcuni errori ricorrenti che i debitori commettono quando le rate del prestito diventano insostenibili. Ecco un elenco di consigli per evitarli:

  1. Ignorare le comunicazioni: molti ignorano la lettera di messa in mora o la cartella esattoriale. È fondamentale aprire ogni comunicazione della banca o dell’Agente della riscossione e agire entro i termini previsti.
  2. Non richiedere la documentazione: senza il contratto e gli estratti conto è impossibile verificare usura o anatocismo. Chiedete sempre copia dei documenti ai sensi dell’art. 119 TUB.
  3. Pagare senza contestare: continuare a pagare interessi usurari o anatocistici peggiora la situazione. Consultate un avvocato per presentare un reclamo o un ricorso.
  4. Accettare proposte non verificate: alcune banche propongono rinegoziazioni che nascondono clausole peggiorative. Fate analizzare attentamente le nuove condizioni.
  5. Non valutare le definizioni agevolate: la Rottamazione quinquies è una grande occasione per ridurre il debito fiscale. Verificate se i vostri carichi rientrano tra quelli ammessi.
  6. Fidarsi di consulenti non qualificati: perizie econometriche e piani di sovraindebitamento devono essere elaborati da professionisti accreditati. Evitate i centri non autorizzati.
  7. Rinviare l’intervento: il tempo è un fattore decisivo. Presentare ricorso o domanda di definizione fuori termine significa perdere opportunità. Contattate subito un avvocato specializzato.

6. Domande e risposte (FAQ)

Di seguito sono riportate venti domande frequenti che i debitori e i contribuenti pongono allo studio dell’Avv. Monardo. Le risposte hanno lo scopo di chiarire concetti complessi in modo semplice ma rigoroso.

  1. Cos’è il TAEG e perché è importante?
    Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) indica il costo reale del finanziamento e comprende interessi, commissioni, spese di istruttoria, assicurazioni obbligatorie e altri oneri. È fondamentale perché serve a confrontare il tasso applicato con il tasso soglia determinato dal MEF. Se il TAEG supera il tasso soglia, il contratto è nullo per usura e non sono dovuti gli interessi .
  2. La banca può cambiare unilateralmente il tasso?
    No. Il tasso di interesse deve essere pattuito per iscritto e non può essere modificato unilateralmente salvo clausole di indicizzazione espressamente previste. In caso contrario il cliente può chiedere l’applicazione del tasso minimo BOT .
  3. Cosa succede se il contratto di mutuo non è scritto?
    In mancanza di forma scritta il contratto è nullo e la banca può pretendere solo la restituzione del capitale con gli interessi legali . Inoltre, le clausole non sottoscritte sono inefficaci nei confronti del cliente.
  4. Posso estinguere il mutuo anticipatamente senza pagare la penale?
    L’art. 125 sexies TUB consente di estinguere in ogni momento il finanziamento ottenendo una riduzione proporzionale degli interessi e dei costi dovuti. L’indennizzo massimo è pari all’1% (0,5% se la durata residua è inferiore a un anno), ma non è dovuto per i prestiti a tasso variabile o con importo inferiore a 10.000 euro .
  5. Come calcolo il tasso soglia per verificare l’usura?
    Il tasso soglia si ottiene prendendo il TEGM per la categoria di finanziamento (pubblicato dal MEF) e aumentandolo di un quarto e di 4 punti percentuali. La differenza tra tasso soglia e TEGM non può superare 8 punti . È necessario riferirsi al trimestre in cui è stato stipulato il contratto e a quello in cui sono state effettuate le erogazioni.
  6. Gli interessi di mora rilevano ai fini dell’usura?
    Gli interessi di mora vanno considerati separatamente: la Cassazione ha precisato che non devono essere sommati agli interessi corrispettivi se non sono stati effettivamente pretesi .
  7. Cos’è l’anatocismo e quando è vietato?
    L’anatocismo è la capitalizzazione degli interessi scaduti. È vietato se non c’è un accordo successivo alla scadenza degli interessi o una norma che lo preveda. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 425/2000, la capitalizzazione è legittima solo con una clausola scritta conforme alla delibera CICR e con periodicità uguale per interessi attivi e passivi .
  8. Il piano di ammortamento “alla francese” è lecito?
    Sì. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che l’ammortamento francese non è anatocistico e non determina la nullità del contratto, anche se il regime di capitalizzazione composta non è indicato esplicitamente .
  9. Posso oppormi a una cartella esattoriale?
    Sì. È possibile contestare la cartella per vizi di notifica, prescrizione o carenza di motivazione. Nel caso di preavviso di iscrizione ipotecaria, la Cassazione ha chiarito che deve indicare il titolo e il quantum, ma eventuali omissioni possono essere eccepite .
  10. Che cos’è la Rottamazione quinquies?
    È la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2023 introdotta dalla Legge di Bilancio 2026; consente di pagare solo la sorte capitale e le spese, senza sanzioni e interessi. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 e il pagamento può avvenire in unica soluzione o in 54 rate .
  11. Cosa accade se salto una rata della rottamazione?
    Si decade dal beneficio se non si paga l’unica rata o se si saltano due rate anche non consecutive . In tal caso il debito viene riattivato con sanzioni e interessi.
  12. Il fideiussore può essere considerato consumatore?
    No. La Cassazione ha precisato che chi presta garanzia per scopi professionali o imprenditoriali non può invocare la tutela del consumatore, anche se non trae direttamente profitto dall’operazione .
  13. Si può contestare il piano di ammortamento se manca la formula?
    No. La Cassazione ha affermato che la mancata indicazione della formula matematica nel piano di ammortamento non comporta nullità se sono specificati l’importo della rata e la ripartizione tra capitale e interessi .
  14. Come funziona l’Arbitro Bancario Finanziario?
    È un organismo indipendente che decide le controversie fino a 200.000 euro tra clienti e banche. Il ricorso si presenta online dopo aver fatto reclamo alla banca. L’ABF emette una decisione motivata che le banche solitamente rispettano.
  15. Quali documenti servono per il piano del consumatore?
    Occorrono l’elenco dettagliato dei creditori, lo stato di famiglia, l’attestazione del reddito, il contratto di lavoro, la dichiarazione dei redditi, i contratti di finanziamento, le fatture e ogni documento utile a dimostrare la situazione patrimoniale.
  16. È possibile sospendere un pignoramento presso terzi?
    Sì. È possibile presentare opposizione ex art. 615 c.p.c. o chiedere al giudice la sospensione dimostrando l’esistenza di vizi o proponendo un piano di rientro credibile.
  17. Posso aderire alla rottamazione se sono in una procedura di sovraindebitamento?
    Sì. La legge prevede che i carichi inseriti in una procedura di sovraindebitamento possano essere rottamati, purché il piano ne tenga conto .
  18. Cosa succede se la banca non produce gli estratti conto?
    In mancanza di prova delle movimentazioni, la banca non può pretendere l’addebito della posta iniziale. La Cassazione ha riconosciuto il principio del “saldo zero”: se non sono disponibili gli estratti conto, il saldo si azzera e la banca può esigere solo le movimentazioni documentate .
  19. Quando conviene la liquidazione controllata?
    Quando non si dispone di reddito sufficiente per un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione. La liquidazione consente di vendere i beni e ottenere l’esdebitazione dopo 4 anni .
  20. Perché è importante rivolgersi a un avvocato cassazionista?
    Le questioni bancarie e tributarie sono complesse e la giurisprudenza è in continua evoluzione. Un avvocato cassazionista come l’Avv. Monardo conosce i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione, può impugnare efficacemente gli atti e coordinare un team di professionisti per ottenere la riduzione delle rate e la tutela del patrimonio.

7. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere l’impatto delle strategie illustrate è utile analizzare alcune simulazioni numeriche. I dati sono indicativi e hanno finalità divulgativa; per un calcolo personalizzato è necessario rivolgersi a un professionista.

7.1 Riduzione della rata attraverso il rimborso anticipato

Esempio: Mario ha stipulato un mutuo di 100.000 € nel 2020, durata 20 anni, tasso fisso 3,5%. Nel 2026, dopo sei anni, il capitale residuo è circa 84.000 €. Mario ottiene un nuovo finanziamento a tasso 2,0% e vuole estinguere il vecchio mutuo. La penale prevista dal contratto è dell’1%, pari a 840 €. Con il rimborso anticipato Mario restituisce 84.000 € + 840 € di penale e accende un nuovo mutuo a 2,0% per la stessa durata residua. La rata passa da 580 € a circa 510 € al mese, con un risparmio mensile di 70 €. Se il contratto non prevedesse la penale o fosse a tasso variabile, la riduzione sarebbe maggiore. Come prevede l’art. 125 sexies TUB, Mario ha diritto alla restituzione degli interessi non maturati e dei costi proporzionali .

7.2 Contestazione dell’usura e restituzione degli interessi

Esempio: Laura ha sottoscritto nel 2019 un prestito personale di 20.000 € al TAEG del 13%. Il decreto MEF vigente al momento della stipula fissava per i prestiti di importo equivalente un tasso soglia del 10%. Poiché il TAEG supera il tasso soglia, la clausola degli interessi è nulla per usura. Laura ha pagato in quattro anni interessi per 6.000 €. Presenta ricorso e il giudice dichiara la nullità degli interessi: Laura deve restituire solo il capitale residuo e la banca restituisce 6.000 €. Inoltre, gli interessi mancanti vengono azzerati .

7.3 Recupero degli interessi anatocistici

Esempio: L’azienda di Paolo ha un conto corrente con affidamento di 100.000 €. La banca applica la capitalizzazione trimestrale degli interessi dal 2017 senza che vi sia una clausola specifica. Dal 2017 al 2025 Paolo ha pagato 25.000 € di interessi. Dopo l’analisi, l’avvocato rileva che la capitalizzazione è illegittima in quanto la banca non ha raccolto il consenso esplicito del correntista, come richiesto dalla giurisprudenza . Paolo chiede la restituzione degli interessi capitalizzati, che ammontano a 5.000 €, e ottiene la rideterminazione del saldo del conto. Inoltre, la banca è condannata a eliminare la clausola anatocistica.

7.4 Adesione alla Rottamazione quinquies

Esempio: Anna ha debiti fiscali per 30.000 € derivanti da imposte da controlli automatici e contributi INPS non versati tra il 2015 e il 2020. Presenta domanda di rottamazione quinquies entro il 30 aprile 2026. L’ADER invia la comunicazione con l’importo da pagare: 20.000 € di capitale, 200 € di spese di notifica, 300 € di spese di procedura. Anna sceglie la rateizzazione: paga 20.500 € in 54 rate bimestrali da circa 380 € al bimestre. Le sanzioni e gli interessi (circa 9.000 €) vengono annullati . Durante la rateizzazione le procedure esecutive sono sospese e Anna può ottenere il DURC per lavorare con la Pubblica Amministrazione .

7.5 Piano del consumatore con falcidia dei debiti

Esempio: Marco, artigiano, ha debiti per 80.000 € con banche e fornitori e un reddito netto mensile di 1.500 €. Presenta un piano del consumatore tramite l’Avv. Monardo, che prevede il pagamento di 400 € al mese per 5 anni (totale 24.000 €) e la falcidia del 70% dei debiti chirografari. I creditori non votano ma contestano la convenienza; il giudice omologa il piano, valutando che il pagamento proposto è superiore a quanto otterrebbero con una liquidazione. Marco paga le rate, ottiene l’esdebitazione e vede ridotta in modo significativo la rata mensile.

8. Conclusioni

La gestione dei debiti e la riduzione delle rate sono questioni complesse che richiedono competenze giuridiche e finanziarie specialistiche. In questo articolo sono stati illustrati i principali strumenti messi a disposizione dal legislatore e dalla giurisprudenza per tutelare il debitore e consentirgli di risparmiare sui prestiti: verifica della forma e delle clausole dei contratti, contestazione di usura e anatocismo, esercizio del diritto al rimborso anticipato, rinegoziazione, accesso alle procedure di sovraindebitamento e adesione alla Rottamazione quinquies.

Agire tempestivamente è fondamentale. Le procedure hanno termini perentori e spesso la differenza tra successo e insuccesso sta nella rapidità con cui si presenta la domanda o si impugna un atto.

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