Progettista meccanico con debiti? Come difendersi subito da Agenzia delle Entrate, INPS e Banca

Introduzione

I progettisti meccanici che lavorano come freelance sono figure chiave per l’industria manifatturiera, ma la loro attività è spesso soggetta a flussi di cassa irregolari. Ritardi nei pagamenti dei clienti e picchi di fatturazione li espongono al rischio di debiti fiscali e previdenziali che, se trascurati, possono degenerare in cartelle di pagamento, pignoramenti, fermi amministrativi e perfino ipoteche sui beni immobili. La situazione si complica ulteriormente quando alle somme richieste dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AdeR) si aggiungono gli avvisi di addebito dell’INPS e, talvolta, i finanziamenti bancari contratti per acquistare software o attrezzature.

Da aprile 2026 sono entrati in vigore importanti novità normative: il decreto legislativo 24 marzo 2025 n. 33 (“Testo unico in materia di versamenti e riscossione”) che riordina le norme sulla riscossione e sostituisce in parte il D.P.R. 602/1973; la Legge 199/2025 (Legge di bilancio 2026) che ha introdotto la rottamazione‑quinquies; e numerose sentenze della Corte di cassazione che incidono sulla validità delle notifiche, dell’ipoteca e del pignoramento. Per il contribuente – e soprattutto per il progettista meccanico che non può permettersi fermi amministrativi sulle proprie attrezzature o restrizioni bancarie – conoscere questi strumenti è fondamentale per difendersi tempestivamente e ridurre i danni.

Lo studio legale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e coordinatore di un team nazionale di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario e tributario, offre assistenza specializzata in queste materie. L’avv. Monardo è:

  • Cassazionista con oltre 20 anni di esperienza in contenzioso tributario e bancario;
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012 (ora Codice della crisi d’impresa) ed è iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un OCC (Organismo di composizione della crisi), il che gli consente di depositare piani del consumatore e accordi di ristrutturazione in tutta Italia;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ex D.L. 118/2021, figura prevista per assistere imprenditori e professionisti nei negoziati con i creditori;
  • Coordinatore di uno staff multidisciplinare di avvocati e dottori commercialisti che segue i clienti lungo tutto il percorso: analisi degli atti, opposizioni giudiziali, sospensioni, transazioni stragiudiziali, piani di rientro e procedure concorsuali.

Grazie a questi strumenti, lo studio Monardo può valutare immediatamente la posizione del cliente, contestare le cartelle o i preavvisi viziati, avviare negoziazioni con la banca, predisporre ricorsi cautelari per sospendere pignoramenti o fermi, proporre piani di rientro sostenibili e, nei casi più gravi, guidare il contribuente attraverso le procedure di sovraindebitamento o di composizione negoziata della crisi.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Il Testo Unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025)

Il decreto legislativo 33/2025, entrato in vigore il 27 marzo 2025, ha riordinato le norme sul versamento delle imposte e la riscossione dei tributi. L’art. 1 approva l’allegato Testo unico e stabilisce che esso entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione . La delega deriva dalla legge 111/2023 che autorizzava il Governo a riordinare in testi unici le disposizioni tributarie . Il nuovo codice sostituisce molte norme del D.P.R. 602/1973 e del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241, regolando in maniera organica:

  • i versamenti diretti delle imposte, delle ritenute e dei contributi previdenziali ;
  • il versamento unitario e la compensazione dei tributi ;
  • la riscossione coattiva mediante espropriazione immobiliare, presso terzi e mobiliare (artt. 167 ss. T.U.);
  • le misure cautelari (ipoteca e fermo amministrativo) e i limiti all’azione esecutiva.

Per i debiti affidati prima del 2025 continua ad applicarsi il D.P.R. 602/1973, ma le nuove norme del T.U. anticipano alcuni principi. Tra le disposizioni più rilevanti per i contribuenti vi sono:

  • Art. 170 T.U. (D.Lgs. 33/2025)Pignoramento dei crediti verso terzi: la norma riprende l’art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 (pignoramento “speciale”) e stabilisce che il pignoramento fiscale deve essere notificato al debitore oltre che al terzo; la notifica al solo terzo rende il pignoramento inesistente . La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 6/2026, ha ribadito che l’atto deve essere notificato anche al debitore e che la mancata notifica non causa una semplice nullità ma l’inesistenza giuridica dell’atto .
  • Artt. 174‑176 T.U. – Regolano l’ipoteca a garanzia dei crediti fiscali, ricalcando l’art. 77 D.P.R. 602/1973 e prevedendo un preavviso di 30 giorni al debitore. L’ipoteca può essere iscritta solo per debiti superiori a 20 000 €, e l’ammontare deve essere pari al doppio del credito.
  • Art. 186 T.U. – Dispone il fermo amministrativo sui beni mobili registrati. L’agente della riscossione può iscrivere fermo se decorsi 60 giorni dall’avviso di pagamento. Deve inviare al debitore un preavviso di fermo con invito a pagare entro 30 giorni; in mancanza, il fermo viene iscritto .
  • Art. 91 T.U. – Sostituisce l’art. 12, comma 4‑bis, D.P.R. 602/1973 limitando le ipotesi in cui il contribuente può impugnare l’estratto di ruolo o la cartella immediatamente: solo quando l’iscrizione a ruolo determina un pregiudizio attuale legato alla partecipazione a gare pubbliche, alla perdita di un beneficio con la pubblica amministrazione o all’accesso al credito .

1.2 Obbligo di contraddittorio e nullità degli atti

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione (sentenza n. 21271/2025) hanno chiarito che l’obbligo di contraddittorio endoprocedimentale (dialogo con il contribuente prima dell’emissione dell’atto) è imposto dall’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente soltanto per le imposte armonizzate (IVA, dazi) e non costituisce principio generale per tutte le imposte . Per le altre imposte, l’amministrazione può non attivare il contraddittorio, salvo che una norma specifica lo preveda. L’atto è annullabile per violazione del contraddittorio solo se il contribuente dimostra quali difese avrebbe potuto svolgere .

La Corte (ordinanza n. 2795/2025) ha ribadito che il contraddittorio è necessario soltanto quando un atto è adottato nell’ambito di un procedimento che prevede espressamente una fase partecipativa e che il contribuente deve indicare le ragioni che avrebbe fatto valere . Queste sentenze rafforzano la posizione della pubblica amministrazione e rendono essenziale la prova del pregiudizio da parte del contribuente.

1.3 Preavviso di iscrizione ipotecaria

L’ipoteca fiscale è una misura cautelare disciplinata oggi dall’art. 174 T.U. (ex art. 77 D.P.R. 602/1973): può essere iscritta per debiti superiori a 20 000 € e tutela il credito prima dell’espropriazione immobiliare. La Corte di cassazione, con ordinanza n. 25456/2025, ha stabilito che il preavviso di iscrizione ipotecaria deve contenere soltanto l’indicazione del credito (an e quantum) e l’avviso che, in mancanza di pagamento entro 30 giorni, sarà iscritta l’ipoteca . Non è necessario indicare gli immobili sui quali l’ipoteca sarà iscritta; la specificazione degli immobili è riservata all’atto di iscrizione . La Corte ha formulato il seguente principio di diritto:

“In tema di riscossione esattoriale l’art. 77, comma 2‑bis, D.P.R. 602/1973 (ora art. 174 T.U.) prevede che la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria debba contenere soltanto l’indicazione del credito per cui si procede, ma non anche l’indicazione dell’immobile su cui si potrà procedere, essendo quest’ultima necessaria solo al momento dell’iscrizione dell’ipoteca” .

Il preavviso ha funzione informativa-sollecitatoria; l’assenza dell’elencazione dei beni non compromette il diritto di difesa. Il debitore può impugnare il preavviso per vizi formali (notifica, importo, termini), ma potrà contestare la proporzionalità e l’individuazione dei beni solo dopo l’iscrizione . È importante verificare che il valore dell’ipoteca non ecceda il doppio del debito .

1.4 Fermo amministrativo

Il fermo amministrativo (ora art. 186 T.U., ex art. 86 D.P.R. 602/1973) è un vincolo sui veicoli registrati (auto, moto, barche) a garanzia dei crediti fiscali. Il fermo può essere disposto se sono trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’avviso di pagamento e se l’importo del debito non è stato pagato. La legge impone l’invio di un preavviso di fermo con termine di 30 giorni per il pagamento; l’atto è necessario per la validità della misura . Senza preavviso il fermo è annullabile. La Corte di cassazione ha riconosciuto che il fermo amministrativo ha natura cautelare e presuppone il rispetto delle formalità: il contribuente deve essere informato e deve poter dimostrare che il veicolo è necessario per la propria attività professionale per evitare il fermo .

1.5 Pignoramento presso terzi (art. 170 T.U. – ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973)

Il pignoramento dei crediti verso terzi è una forma di espropriazione che consente all’Agente della riscossione di bloccare somme dovute al debitore da banche, datori di lavoro o committenti. La particolarità della versione fiscale è che, a differenza del pignoramento civile, l’Agente può procedere senza l’autorizzazione del giudice. Tuttavia la Cassazione, con l’ordinanza n. 6/2026, ha ribadito che il pignoramento fiscale deve essere notificato al debitore oltre che al terzo; la notifica al solo terzo determina l’inesistenza dell’atto . La mancata notifica non è sanata nemmeno se il debitore viene a conoscenza del pignoramento successivamente. Inoltre, dopo la definizione di un piano di rateizzazione, l’Agente deve estinguere il pignoramento e sospendere eventuali fermi .

1.6 Avviso di addebito INPS

L’avviso di addebito è l’atto con il quale l’INPS richiede il pagamento di contributi previdenziali dovuti e costituisce titolo esecutivo immediatamente esigibile. Dal 2011 l’avviso ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti previdenziali; la legge 234/2021 ha eliminato l’aggio di riscossione per gli avvisi emessi dopo il 1 gennaio 2022 . L’INPS notifica l’avviso via PEC o raccomandata; il debitore deve pagare entro 60 giorni. Dopo questo termine il ruolo è affidato all’Agente della riscossione che può avviare misure esecutive. Il contribuente può:

  • presentare ricorso al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica (art. 24 L. 4/1955), chiedendo la sospensione dell’esecuzione ;
  • chiedere una rateizzazione fino a 72 o 120 rate in base all’entità del debito e alla situazione economica ;
  • utilizzare le procedure di definizione agevolata (rottamazione) se previste dalle leggi di bilancio.

1.7 Prescrizione e intimazione di pagamento

La prescrizione estingue l’obbligazione quando il creditore non esercita il diritto entro un certo termine (10 anni per le imposte erariali; 5 anni per i contributi previdenziali e tributi locali). Un’importante sentenza (Cass. n. 20476/2025) ha chiarito che la “intimazione di pagamento” emessa dall’Agente della riscossione – atto con cui si sollecita il pagamento di un debito non ancora riscosso – deve essere impugnata entro il termine ordinario (60 giorni) anche se il credito risulta prescritto . In mancanza di ricorso, l’intimazione rende definitivo il debito e sanerà eventuali vizi della cartella, compresa la prescrizione . Pertanto è essenziale non ignorare l’intimazione: il progettista meccanico che riceve una comunicazione di intimazione deve immediatamente valutare con un legale se proporre opposizione.

1.8 Rottamazioni e definizioni agevolate

Il legislatore italiano ha introdotto negli ultimi anni diverse edizioni della rottamazione delle cartelle (rottamazione bis, ter, quater), che consentono di pagare solo il capitale e le spese di notifica, eliminando interessi, sanzioni e aggio. La Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha istituito la rottamazione‑quater per i carichi affidati dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Secondo Confcommercio, i contribuenti potevano versare il dovuto in unica soluzione entro il 31 ottobre 2023 o in 18 rate in 5 anni; le successive leggi hanno prorogato le scadenze al 2024 . Il mancato pagamento anche di una rata (oltre cinque giorni di tolleranza) comportava la perdita del beneficio .

La Legge 199/2025 (Legge di bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione‑quinquies. Secondo un’approfondita analisi, la misura riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma limita il beneficio alle somme dichiarate e non versate (omesso versamento di imposte e contributi) e alle sanzioni del codice della strada . Sono esclusi gli avvisi di accertamento, i tributi locali (se l’ente non aderisce), i debiti INAIL e le casse professionali . La legge prevede che la rottamazione‑quinquies non si applica ai contribuenti che risultano in regola con la rottamazione‑quater al 30 settembre 2025 .

Il piano di pagamento è molto più lungo: l’importo residuo può essere rateizzato fino a 54 rate bimestrali, con prima rata o pagamento unico il 31 luglio 2026, seconda rata il 30 settembre 2026 e terza rata il 30 novembre 2026 . Dalla seconda rata in poi si applica un tasso di interesse del 3 % annuo; dal 2027 le rate sono bimestrali (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre). La decadenza interviene solo se il contribuente omette il pagamento di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima .

Oltre alle rottamazioni, la legge 197/2022 prevedeva l’automatica cancellazione dei debiti fino a 1 000 euro affidati dal 2000 al 2015, ma consentiva agli enti locali di non applicare lo stralcio; molte camere di commercio hanno rinunciato .

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

2.1 Ricezione di un avviso bonario o comunicazione di irregolarità

Il percorso inizia spesso con un avviso bonario (per le imposte dirette e l’IVA) emesso ai sensi degli artt. 36‑bis e 36‑ter D.P.R. 600/1973 o degli artt. 54‑bis e 54‑ter D.P.R. 633/1972. Esso segnala errori di versamento e permette di pagare con sanzioni ridotte. Il progettista meccanico dovrebbe:

  1. Verificare la correttezza dei conteggi (importi, anni fiscali, eventuali crediti da compensare);
  2. Valutare il pagamento: se l’irregolarità è corretta conviene pagare entro 30 giorni per beneficiare di sanzioni ridotte del 10 %;
  3. Richiedere il riesame: se l’avviso è infondato, presentare richiesta di annullamento all’ufficio competente;
  4. Rateizzare: l’avviso bonario può essere rateizzato in 8 rate trimestrali (fino a 20 rate per importi superiori a 5 000 €).

2.2 Notifica della cartella di pagamento o avviso di addebito

Se l’avviso bonario non è stato pagato o se non era dovuto, l’Agente della riscossione notifica la cartella o, per l’INPS, l’avviso di addebito. La notifica avviene tramite PEC, raccomandata A/R o messo notificatore. È essenziale verificare:

  • La regolarità della notifica: la PEC può provenire da un indirizzo non presente in INI‑PEC senza che ciò comporti nullità, salvo prova di pregiudizio ;
  • Il rispetto dei termini di decadenza e prescrizione;
  • L’indicazione dei motivi dell’iscrizione: la cartella deve riportare l’atto su cui si basa il credito (avviso di accertamento, dichiarazione, controllo automatizzato).

Termini per agire:

  • Per le cartelle tributarie, il ricorso va proposto alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica (art. 21 D.Lgs. 546/1992). Per l’imposta di registro il termine è di 120 giorni.
  • Per gli avvisi di addebito INPS, il ricorso va proposto al tribunale del lavoro entro 40 giorni .
  • Decorso il termine senza ricorso, l’atto diventa definitivo e l’Agente può avviare l’esecuzione.

2.3 Preavviso di fermo amministrativo o ipoteca

Dopo la cartella, l’Agente può iscrivere ipoteca o fermo. Prima dell’iscrizione deve notificare un preavviso:

  • Preavviso di fermo: consente di pagare entro 30 giorni e di evitare il fermo . In assenza di preavviso il fermo è annullabile.
  • Preavviso di ipoteca: deve indicare il credito e non è tenuto a specificare l’immobile . Il debitore ha 30 giorni per pagare o impugnare.

La notifica di questi preavvisi rappresenta un momento delicato: la mancata opposizione può comportare la perdita di difese. È opportuno fare immediatamente verificare la correttezza dell’importo, degli interessi e dei termini.

2.4 Intimazione di pagamento

Se il contribuente non paga, l’Agente può inviare una intimazione di pagamento prima di procedere ad atti esecutivi. L’intimazione deve essere impugnata entro 60 giorni; in caso contrario cristallizza il debito e sanerà eventuali vizi . L’intimazione riporta i tributi dovuti, gli interessi, le sanzioni e i compensi di riscossione.

2.5 Pignoramento e misure esecutive

Scaduti i termini, l’Agente può procedere con l’espropriazione. Le modalità principali sono:

  1. Pignoramento presso terzi (art. 170 T.U.) – Il funzionario invia un atto al terzo (banca, datore di lavoro, committente) e al debitore, intimando di non effettuare pagamenti a quest’ultimo. La Cassazione ha ribadito che la notifica al debitore è requisito costitutivo . Il pignoramento “speciale” consente all’Agente di evitare l’intervento del giudice, ma se mancano i requisiti (notifica, indicazione del titolo, importo) è inesistente e può essere impugnato avanti il giudice dell’esecuzione.
  2. Espropriazione immobiliare – Per debiti oltre 120 000 €, l’Agenzia può procedere all’espropriazione degli immobili non abitazione principale. Deve iscrivere ipoteca e attendere che trascorrano almeno 6 mesi dal preavviso (art. 76 D.P.R. 602/1973, confermato dal T.U.). Per l’abitazione principale la legge vieta l’espropriazione se il debitore possiede un solo immobile adibito a casa di abitazione non di lusso.
  3. Fermo amministrativo – Impedisce la circolazione del veicolo. Il contribuente può richiedere la sospensione del fermo dimostrando che il veicolo è strumentale all’attività di lavoro (es. furgone, autocarro) .

3. Difese e strategie legali per i progettisti meccanici

3.1 Controllo preliminare e analisi dell’atto

Appena riceve un avviso o una cartella, il progettista meccanico deve:

  1. Conservare l’atto e verificare la data di notifica;
  2. Analizzare la legittimità: verifica se l’atto è stato emesso da un soggetto legittimato (Agenzia Entrate‑Riscossione o INPS) e se contiene la motivazione (riferimenti a dichiarazioni, avvisi di accertamento, sentenze, ecc.);
  3. Verificare la prescrizione: confrontare la data di notifica con i termini ordinari (10 anni per IRPEF, IVA e IRAP; 5 anni per contributi INPS e tributi locali; 3 anni per bollo auto);
  4. Controllare la notifica via PEC: la Cassazione ha stabilito che l’uso di una PEC non iscritta nell’INI‑PEC non rende la notifica nulla salvo che il contribuente dimostri un pregiudizio ;
  5. Ricercare il contraddittorio: se la cartella origina da un avviso di accertamento, verificare se l’amministrazione ha offerto la possibilità di presentare controdeduzioni. In assenza di contraddittorio per imposte non armonizzate, l’atto non è invalido, ma il contribuente può dimostrare il pregiudizio secondo la giurisprudenza ;
  6. Valutare eventuali definizioni agevolate: se la cartella rientra negli anni e nelle tipologie ammesse (rottamazione‑quater o quinquies), può essere conveniente aderire.

3.2 Ricorsi e opposizioni

Le principali azioni per difendersi sono:

  • Ricorso alla Corte di giustizia tributaria: per cartelle e avvisi dell’Agenzia delle Entrate. È possibile chiedere la sospensione dell’atto (art. 47 D.Lgs. 546/1992) se l’esecuzione arreca un danno grave e irreparabile (ad es. fermo del veicolo strumentale). Il ricorso può far valere vizi di notifica, prescrizione, illegittimità dell’atto, mancanza di motivazione, violazione di norme procedurali.
  • Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.: quando è stato avviato un pignoramento o un’ipoteca senza titolo o notifiche regolari. Ad esempio, un pignoramento presso terzi notificato solo alla banca e non al contribuente è inesistente . L’opposizione va proposta avanti al giudice dell’esecuzione entro termini brevi.
  • Ricorso al tribunale del lavoro: per avvisi di addebito INPS. Può essere chiesta la sospensione dell’esecuzione e la cancellazione dell’avviso se presenta vizi. È possibile contestare il merito del credito previdenziale (ad esempio, errori nel calcolo dei contributi dovuti).

3.3 Rateizzazione e dilazione dei pagamenti

La rateizzazione è un importante strumento per evitare l’esecuzione. AdeR consente di presentare richiesta di dilazione:

  • Fino a 72 rate mensili (6 anni) quando il contribuente dimostra una temporanea situazione di difficoltà economica ;
  • Fino a 120 rate mensili (10 anni) quando la difficoltà è grave e prolungata e la rata di 72 mesi è insostenibile .

La richiesta va presentata prima che l’Agente avvii un atto esecutivo. Il pagamento della prima rata determina l’estinzione delle procedure esecutive pendenti (pignoramenti, fermi) e sospende l’ipoteca . Il contribuente decadrà dal beneficio se omette il pagamento di 8 rate anche non consecutive per dilazioni ordinarie o di 5 rate nelle definizioni agevolate. Con la rottamazione‑quinquies, la decadenza si verifica dopo due rate non pagate .

3.4 Rottamazione‑quater e quinquies

Per i carichi affidati fino al 30 giugno 2022 (rottamazione‑quater) o fino al 31 dicembre 2023 (rottamazione‑quinquies) è possibile estinguere il debito pagando solo il capitale e le spese, senza interessi né sanzioni. Il progettista meccanico deve:

  1. Consultare il prospetto informativo nella propria area riservata sul sito AdeR per verificare i carichi rottamabili ;
  2. Presentare la domanda esclusivamente online entro il termine previsto (per la quinquies 30 aprile 2026);
  3. Scegliere il piano: pagamento in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali;
  4. Versare la prima rata: per la quinquies entro il 31 luglio 2026 .

Gli avvisi e le cartelle incluse nella definizione non possono essere impugnati in via giurisdizionale; in caso di decadenza i versamenti effettuati non saranno rimborsati. È importante valutare con il proprio consulente la convenienza tra la definizione agevolata e il ricorso.

3.5 Impugnazione dell’ipoteca e del fermo

Il progettista che riceve un preavviso o un provvedimento di ipoteca/fermo può:

  • Impugnare l’ipoteca dinanzi alla Corte di giustizia tributaria se il preavviso non è stato notificato o se l’ipoteca riguarda la prima casa o beni strumentali. La Cassazione 25456/2025 ha precisato che il preavviso non deve indicare i beni, ma la successiva iscrizione deve rispettare il limite del doppio del debito .
  • Impugnare il fermo perché non preceduto da preavviso, o perché il veicolo è strumentale all’attività professionale e la legge (art. 86 D.P.R. 602/1973, ora art. 186 T.U.) vieta il fermo di tali beni .

3.6 Recupero dei vizi della notifica

Le irregolarità nella notifica via PEC (es. indirizzo non presente nell’INI‑PEC) non comportano nullità dell’atto a meno che il contribuente dimostri l’impossibilità di avere conoscenza dell’atto e un pregiudizio concreto . In mancanza, la notifica irregolare è sanata; il contribuente deve perciò dimostrare che la notifica è avvenuta a un indirizzo PEC non corrispondente e che non ha potuto prenderne cognizione.

3.7 Assistenza legale e analisi personalizzata

Ogni caso richiede valutazioni specifiche: tipologia di debito (fiscale, previdenziale, bancario), importo, numero di anni, eventuali pignoramenti, e situazione reddituale. Lo studio dell’Avv. Monardo effettua un check up delle posizioni aperte presso AdeR, analizza le cartelle e propone un piano di difesa che può prevedere ricorso, rateizzazione, definizione agevolata o procedura concorsuale.

4. Strumenti alternativi per la risoluzione della crisi

4.1 Procedure di sovraindebitamento (Codice della crisi e Legge 3/2012)

La legge 3/2012, confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), consente a consumatori, professionisti, piccoli imprenditori, start‑up innovative, imprenditori agricoli e altre categorie non assoggettabili a liquidazione giudiziale di ottenere la ristrutturazione o la cancellazione dei debiti . Per i progettisti meccanici freelance rientra spesso la categoria dei professionisti.

Le principali procedure sono:

  1. Ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73 CCII) – È riservata ai consumatori e ai professionisti con debiti di natura personale o professionale non derivanti da attività imprenditoriale abituale. Permette di proporre ai creditori un piano di pagamento con falcidia del capitale e moratoria dei privilegi. Il tribunale verifica la fattibilità del piano e lo omologa; l’omologazione produce l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) a favore del debitore. La legge consente di sospendere le procedure esecutive pendenti e, con l’entrata in vigore del nuovo codice, di ottenere una moratoria fino a due anni sui crediti privilegiati.
  2. Concordato minore (artt. 74‑83 CCII) – È rivolto ai piccoli imprenditori (comprese le partite IVA dei progettisti meccanici) e consente di proporre un piano ai creditori con la partecipazione di un Gestore della crisi nominato da un Organismo di composizione. Prevede la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio. Può essere presentato anche dai soci illimitatamente responsabili per debiti dell’azienda.
  3. Liquidazione controllata (artt. 268 ss. CCII) – È l’evoluzione della liquidazione del patrimonio della legge 3/2012 e consente di liquidare i beni del debitore sotto il controllo del tribunale e di un liquidatore. Secondo le Linee guida dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, la procedura è residuale ed è rivolta a consumatori, professionisti e imprese minori; il patrimonio oggetto della procedura è spesso di modesta entità e il creditore può chiedere l’apertura della liquidazione . La procedura può essere attivata anche su richiesta del creditore e garantisce la liberazione dai debiti residui una volta soddisfatti i creditori nei limiti delle disponibilità .
  4. Esdebitazione del debitore incapiente – Se il debitore non ha beni né redditi sufficienti, può ottenere la cancellazione dei debiti residui dopo tre anni di meritevole comportamento, a condizione di versare ai creditori il ricavato di eventuali sopravvenienze.
  5. Accordo di ristrutturazione dei debiti – È lo strumento tradizionale della legge 3/2012 riservato ai debitori non consumatori che raggiungono un accordo con i creditori rappresentanti almeno il 60 % dei debiti.

L’accesso a queste procedure richiede la redazione di una relazione particolareggiata da parte dell’OCC, che verifica la veridicità dei dati e la fattibilità del piano. L’avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi e professionista fiduciario di un OCC, può assistere il cliente nel presentare la domanda e seguire l’intero iter sino all’omologa e all’esdebitazione.

4.2 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)

Il D.L. 118/2021, convertito in legge e coordinato con il D.Lgs. 14/2019, ha introdotto la composizione negoziata della crisi. L’art. 2 prevede che l’imprenditore commerciale o agricolo in crisi possa chiedere la nomina di un esperto indipendente iscritto in un apposito elenco presso le Camere di commercio . L’esperto assiste l’imprenditore nel negoziare con i creditori una soluzione che può consistere in:

  • rateizzazione dei debiti;
  • cessioni di beni o rami d’azienda;
  • accordi di ristrutturazione;
  • transazioni fiscali.

L’art. 3 del decreto istituisce una piattaforma telematica nazionale dove l’imprenditore può presentare istanza e allegare documenti, unitamente a un test pratico e un check list. Il decreto definisce anche i requisiti per gli esperti, tra cui avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro con esperienza pluriennale . L’Avv. Monardo è iscritto come Esperto negoziatore e può assistere i progettisti meccanici che hanno debiti verso banche o fornitori, aprendo un tavolo con i creditori per evitare l’insolvenza.

4.3 Accordi stragiudiziali con la banca e gli istituti di credito

Molti progettisti meccanici contra­ggono mutui e leasing per l’acquisto di software CAD, stampanti 3D o macchinari. Se il debito bancario diventa insostenibile, lo studio legale può:

  • Negoziare un piano di rientro o una transazione a saldo e stralcio con la banca;
  • Verificare la presenza di clausole usurarie o illegittime (es. anatocismo) nei contratti di finanziamento;
  • Richiedere la sospensione dei pagamenti e la rinegoziazione del tasso o della durata del prestito;
  • Valutare il ricorso alla composizione negoziata o ad altre procedure concorsuali per coinvolgere la banca nel piano generale di ristrutturazione.

4.4 Errori comuni da evitare

  1. Ignorare gli atti ricevuti: non rispondere a cartelle, preavvisi o intimazioni comporta la loro definitività e impedisce di far valere la prescrizione .
  2. Confondere il preavviso con il provvedimento: il preavviso di ipoteca o fermo è un atto sollecitatorio; l’ipoteca o il fermo definitivo devono essere impugnati se viziati .
  3. Aderire a definizioni agevolate senza valutare la sostenibilità: aderire alla rottamazione richiede la capacità di pagare le rate; la decadenza comporta la perdita dei versamenti effettuati.
  4. Non dimostrare i vizi di notifica: per eccepire la nullità della notifica via PEC occorre provare il pregiudizio .
  5. Aspettare la procedura esecutiva per contestare il debito: la normativa attuale consente l’impugnazione dell’estratto di ruolo solo in casi limitati .

5. Tabelle riepilogative

5.1 Termini e strumenti di difesa

Atto/ProceduraTermini di azioneNormativa di riferimentoNote
Avviso bonario (controlli automatizzati)Pagamento con sanzione ridotta entro 30 giorni; possibilità di rateizzare fino a 8/20 rateArtt. 36‑bis e 36‑ter D.P.R. 600/1973; art. 3 T.U. versamentiEvitare la cartella; possibile presentare istanza di annullamento
Cartella di pagamentoRicorso alla C.G.T. entro 60 giorni (120 per registro); pagamento entro 60 giorni; rateizzazione 72/120 rateArtt. 30‑36 D.P.R. 602/1973; art. 19 D.Lgs. 546/1992; art. 170 T.U.Decorso il termine, l’atto diventa definitivo e il debitore perde difese
Avviso di addebito INPSRicorso al giudice del lavoro entro 40 giorni; pagamento entro 60 giorniArt. 24 L. 4/1955; art. 17 D.Lgs. 46/1999; legge 234/2021Titolo esecutivo immediato; non prevede cartella
Preavviso di ipoteca (art. 174 T.U.)30 giorni per pagare o impugnareArt. 174 T.U. (ex art. 77 D.P.R. 602/1973)Deve indicare solo il credito, non gli immobili
Preavviso di fermo (art. 186 T.U.)30 giorni per pagare; fermo iscrivibile trascorsi 60 giorni dalla cartellaArt. 186 T.U. (ex art. 86 D.P.R. 602/1973)Il preavviso è requisito essenziale
Intimazione di pagamentoImpugnazione entro 60 giorni (pena cristallizzazione del debito)Cass. 20476/2025Anche se il credito è prescritto, occorre impugnare
Pignoramento presso terziOpposizione ex art. 615 c.p.c.; deve essere notificato al debitoreArt. 170 T.U.; Cass. 6/2026Notifica al solo terzo rende l’atto inesistente
Rottamazione‑quaterAdesione entro 30 giugno 2023; pagamento entro 31 ottobre 2023 o in 18 rate; proroghe 2024L. 197/2022; L. 100/2023; D.Lgs. 108/2024Debiti 2000–30 giugno 2022; esclusione sanzioni
Rottamazione‑quinquiesAdesione telematica entro 30 aprile 2026; pagamento prima rata 31 luglio 2026; 54 rate bimestraliL. 199/2025Solo debiti dichiarati 2000–2023; esclusi accertamenti; decadenza dopo 2 rate
Procedura di ristrutturazione del consumatoreDomanda all’OCC; sospensione esecuzioni; omologa del pianoArtt. 67–73 CCII; legge 3/2012Prevede falcidia e moratoria dei privilegi; esdebitazione finale
Concordato minoreDomanda al tribunale tramite OCC; votazione creditori; omologaArtt. 74–83 CCIIPer imprenditori minori e professionisti
Liquidazione controllataDomanda del debitore o del creditore; liquidazione dei beniArtt. 268 ss. CCII; linee guida OCCResiduale; si applica a consumatori, professionisti e imprese minori
Composizione negoziataDomanda alla CCIAA; nomina di un esperto; negoziazione con creditoriD.L. 118/2021Strumento volontario per la continuità aziendale

5.2 Confronto tra rottamazione‑quater e rottamazione‑quinquies

CaratteristicaRottamazione‑quaterRottamazione‑quinquies
Legge istitutivaL. 197/2022L. 199/2025
Periodi dei carichi1 gen 2000 – 30 giu 20221 gen 2000 – 31 dic 2023
Debiti ammessiTutti i carichi (tributi, contributi, multe, tributi locali se l’ente aderisce)Solo imposte e contributi dichiarati e non versati; sanzioni del codice della strada; esclusi accertamenti e debiti INAIL
EsclusioniNessuna esclusione per chi ha aderito a edizioni precedenti (bis/ter)Esclusi coloro che risultano in regola con la rottamazione‑quater al 30 settembre 2025
Numero di rateFino a 18 rate in 5 anniFino a 54 rate bimestrali in 9 anni
InteresseNessun interesse sulle rate3 % annuo dal 1 agosto 2026
DecadenzaRitardo di oltre 5 giorni su una rataMancato pagamento di due rate anche non consecutive
Applicazione ai progettisti meccaniciUtile per sanare debiti 2000–2022, comprese vecchie cartelle, avvisi e multePiù selettiva; consente di regolarizzare solo tributi dichiarati; vantaggiosa per chi ha debiti INPS e IVA dichiarata

5.3 Strumenti di sovraindebitamento

ProceduraSoggetti ammessiEffetti principali
Ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67–73 CCII)Consumatori e professionisti con debiti non aziendaliPiano di pagamento con falcidia; sospensione dei privilegi; omologazione del tribunale; esdebitazione residua
Concordato minore (artt. 74–83 CCII)Piccoli imprenditori, artigiani, professionisti con ricavi sotto i limiti del codiceAccordo con creditori; può prevedere continuità o liquidazione; richiede voto del 50 % dei crediti
Liquidazione controllata (artt. 268 ss. CCII)Debitori non soggetti a liquidazione giudiziale (consumatori, professionisti, imprese minori)Liquidazione dei beni sotto il controllo del tribunale; cancellazione dei debiti dopo distribuzione dell’attivo
Esdebitazione del debitore incapientePersona fisica che non possiede beni o redditi per soddisfare i creditoriCancellazione dei debiti residui dopo tre anni di buona condotta; devono essere versate eventuali sopravvenienze
Accordo di ristrutturazione dei debitiDebitori non consumatori; richiede consenso del 60 % dei creditiPrevede un accordo con la maggioranza dei creditori e l’omologa del tribunale; vincola i dissenzienti

6. Domande frequenti (FAQ)

1. Sono un progettista meccanico freelance e ho ricevuto una cartella di pagamento per IVA di due anni fa. Posso contestarla?
Sì, puoi proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica. Verifica se la cartella fa riferimento a un avviso di accertamento notificato regolarmente. Controlla la prescrizione (10 anni per IVA). Puoi chiedere la sospensione dell’esecuzione se sussiste un danno grave (es. fermo dei macchinari).

2. L’avviso di addebito INPS deve essere preceduto dalla cartella?
No. L’avviso di addebito è un titolo esecutivo immediato; sostituisce la cartella e richiede il pagamento entro 60 giorni . Puoi ricorrere al giudice del lavoro entro 40 giorni.

3. Posso impugnare l’estratto di ruolo se scopro cartelle mai notificate?
Il nuovo art. 91 del T.U. (che ha sostituito l’art. 12, comma 4‑bis, D.P.R. 602/1973) consente di impugnare l’estratto di ruolo solo se l’iscrizione a ruolo ti causa un pregiudizio attuale, ad esempio impedisce la partecipazione a gare pubbliche o comporta la perdita di un beneficio . Diversamente, dovrai attendere la notifica di un atto esecutivo (preavviso o pignoramento) per contestare i vizi.

4. La notifica via PEC proveniente da indirizzo non iscritto in INI‑PEC è nulla?
La Cassazione (ordinanza 7777/2026) ha affermato che l’assenza dell’indirizzo nel registro INI‑PEC non determina la nullità se l’indirizzo appartiene comunque all’Agenzia delle Entrate e se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto .

5. Il preavviso di ipoteca deve indicare gli immobili?
No. L’ordinanza 25456/2025 ha chiarito che il preavviso deve indicare soltanto il credito e l’avviso che l’ipoteca sarà iscritta in caso di mancato pagamento . L’indicazione dei beni è richiesta solo nell’atto di iscrizione.

6. Quando posso chiedere la cancellazione di un fermo amministrativo?
Puoi chiedere l’annullamento se non hai ricevuto il preavviso di fermo o se il veicolo è strumentale alla tua attività (es. auto aziendale, furgone) . In caso di rateizzazione o rottamazione, la legge prevede la sospensione del fermo .

7. L’Agenzia può pignorare i miei crediti senza avvertirmi?
No. Il pignoramento presso terzi deve essere notificato anche al debitore; la notifica al solo terzo è inesistente . Il pignoramento può essere impugnato con opposizione all’esecuzione.

8. Posso aderire alla rottamazione‑quinquies se ho già aderito alla quater?
La Legge 199/2025 esclude dalla quinquies i contribuenti che al 30 settembre 2025 risultano in regola con i pagamenti della rottamazione‑quater . Se sei decaduto dalla quater o se hai debiti nuovi, puoi aderire alla quinquies.

9. Quali debiti sono ammessi nella rottamazione‑quinquies?
Sono ammessi solo i debiti dichiarati e non versati (imposte e contributi) e le sanzioni per violazioni del Codice della strada . Sono esclusi gli avvisi di accertamento, i tributi locali (salvo adesione dell’ente), i debiti INAIL e quelli derivanti da sentenze.

10. Cosa succede se non pago due rate della quinquies?
Perdi i benefici; tornerai a dover pagare l’intero importo con sanzioni e interessi. La decadenza scatta solo dopo due rate non pagate, anche non consecutive .

11. Come funziona la ristrutturazione dei debiti del consumatore?
Presenti una domanda tramite un OCC indicando tutti i debiti e la tua capacità di pagamento. Un gestore della crisi redige la relazione e propone un piano ai creditori. Il tribunale convoca l’udienza, può sospendere le esecuzioni e, se il piano è fattibile, lo omologa. Dopo l’esecuzione, ottieni l’esdebitazione finale.

12. Qual è la differenza tra concordato minore e ristrutturazione del consumatore?
La ristrutturazione del consumatore è riservata a chi ha debiti personali o professionali non aziendali e non richiede il voto dei creditori; l’omologa è giudiziale. Il concordato minore è rivolto a piccoli imprenditori e professionisti e richiede l’approvazione dei creditori che rappresentino almeno il 50 % dei debiti.

13. Posso avviare una liquidazione controllata se non ho beni?
Sì. La liquidazione controllata può essere aperta anche se il debitore non ha beni; in tal caso l’OCC può acquisire solo eventuali redditi futuri o finanziamenti esterni. L’apertura è possibile su richiesta del debitore o dei creditori .

14. Che vantaggi offre la composizione negoziata della crisi?
Ti permette di negoziare con i creditori assistito da un esperto indipendente senza subire azioni esecutive. È indicata per le partite IVA che vogliono evitare la procedura concorsuale. L’esperto, nominato dalla Camera di commercio, facilita un accordo e può proporre misure protettive .

15. Posso ottenere l’esdebitazione se ho pagato solo una parte dei debiti?
Sì, attraverso la procedura di ristrutturazione del consumatore o di liquidazione controllata, una volta adempiuto il piano nei limiti stabiliti dal tribunale, potrai ottenere l’esdebitazione dei debiti residui. L’esdebitazione è automatica al termine della procedura se hai rispettato le condizioni e non hai commesso frodi.

16. Devo sempre impugnare il preavviso di ipoteca?
È consigliabile. Anche se l’ordinanza 25456/2025 ha ridotto i contenuti necessari, il preavviso può contenere vizi (importo errato, notifica irregolare). Un ricorso tempestivo può evitare l’iscrizione dell’ipoteca.

17. Posso usare la mia auto se c’è un fermo amministrativo?
Tecnicamente il fermo vieta la circolazione del veicolo. Guidare il veicolo fermato comporta sanzioni e il possibile sequestro. È preferibile pagare il debito o chiedere l’annullamento se il veicolo è strumentale.

18. Come si calcolano le rate della rottamazione‑quinquies?
Dividi il debito residuo (capitale + spese) per 54 rate bimestrali. Ad esempio, un debito di 10 800 € può essere dilazionato in rate bimestrali di 200 € (10 800 / 54). Dalla seconda rata in poi si applica il 3 % di interesse annuo; la rata aumenterà leggermente.

19. Il pignoramento presso terzi può essere impugnato dopo il pagamento?
Sì. Se hai pagato spontaneamente dopo il pignoramento, puoi comunque impugnare l’atto se non ti è stato notificato o se presenta vizi; potresti ottenere la restituzione delle somme o l’annullamento dell’atto.

20. Lo studio dell’Avv. Monardo opera solo in Calabria?
No. L’Avv. Monardo coordina professionisti a livello nazionale e segue procedure in tutta Italia grazie alla rete di corrispondenti e alla collaborazione con organismi di composizione della crisi. Puoi quindi rivolgerti allo studio anche se risiedi in altra regione.

7. Simulazioni pratiche

Simulazione A – Debito fiscale e rottamazione‑quinquies

Scenario: Paolo è un progettista meccanico freelance che ha accumulato debiti fiscali per IVA e IRPEF relativi agli anni 2021–2023 per 30 000 € (capitale 25 000 €, interessi e sanzioni 5 000 €). Nel 2024 ha ricevuto una cartella di pagamento; nel 2025 ha ricevuto l’intimazione di pagamento, ma non ha pagato. Ad aprile 2026 valuta la rottamazione‑quinquies.

Analisi:

  1. Il debito rientra nel periodo 1 gen 2000 – 31 dic 2023 e deriva da imposte dichiarate. Può quindi essere rottamato.
  2. Con la rottamazione‑quinquies Paolo pagherà solo il capitale (25 000 €) e le spese (si ipotizzano 500 €) senza interessi e sanzioni.
  3. Se sceglie il pagamento dilazionato in 54 rate bimestrali, la prima rata deve essere versata il 31 luglio 2026. Il debito residuo (25 500 €) sarà diviso in 54 rate da circa 472 €; dal 1 agosto 2026 si applicherà il 3 % annuo di interesse che aumenterà di pochi euro a rata.
  4. Paolo dovrà rispettare le scadenze; la decadenza avviene al mancato pagamento di due rate .
  5. In alternativa, può presentare ricorso contro la cartella se ritiene prescritto il debito o se ci sono vizi, ma data la scadenza dei termini potrebbe essere precluso.

Risultato: La rottamazione‑quinquies offre un abbattimento del 17 % (5 000 € di interessi e sanzioni). Se Paolo paga puntualmente, evita ipoteche e pignoramenti e regolarizza la sua posizione.

Simulazione B – Pignoramento presso terzi non notificato

Scenario: Sara, progettista meccanico con partita IVA, riceve dal suo cliente principale la comunicazione che l’Agente della riscossione ha pignorato i crediti a favore del fisco per 15 000 €. Sara non ha ricevuto alcuna notifica.

Analisi:

  1. Il pignoramento presso terzi (art. 170 T.U.) deve essere notificato al debitore oltre che al terzo .
  2. La notifica al solo terzo rende l’atto inesistente; Sara può proporre opposizione all’esecuzione chiedendo la dichiarazione di inesistenza e la restituzione delle somme prelevate.
  3. In sede di opposizione potrà far valere eventuali vizi della cartella (prescrizione, mancanza di motivazione) che non sono stati sanati poiché il pignoramento è inesistente.
  4. Qualora il pignoramento sia stato notificato regolarmente, potrà comunque chiedere una rateizzazione per sospendere l’esecuzione .

Risultato: Grazie all’impugnazione tempestiva, Sara può ottenere l’annullamento del pignoramento e rinegoziare il pagamento. In assenza di ricorso, il pignoramento avrebbe privato Sara della disponibilità di somme essenziali per l’attività.

Simulazione C – Sovraindebitamento e liquidazione controllata

Scenario: Marco, ingegnere meccanico freelance, ha accumulato debiti per 80 000 € con l’Agenzia delle Entrate e 20 000 € con l’INPS. Possiede un’automobile (valore 8 000 €) e un software CAD acquistato a rate. Le sue entrate annue sono inferiori a 25 000 €. Non riesce a far fronte ai pagamenti.

Analisi:

  1. Marco rientra tra i professionisti che possono accedere alle procedure di sovraindebitamento .
  2. Poiché le sue entrate non gli consentono di pagare l’intero debito, può presentare domanda di liquidazione controllata (artt. 268 ss. CCII). La procedura consente di liquidare i beni (esclusi quelli impignorabili) e di versare l’eventuale ricavato ai creditori .
  3. Il tribunale nomina un liquidatore; Marco deve depositare la lista dei beni e dei debiti. Il liquidatore potrà vendere la macchina e il software (se non strumentale) e utilizzare parte del reddito di Marco per soddisfare i creditori. Dopo la chiusura, Marco otterrà l’esdebitazione e potrà ripartire.
  4. In alternativa, se Marco dispone di una capacità di rimborso parziale, può proporre un piano di ristrutturazione del consumatore offrendo ai creditori, ad esempio, 300 € al mese per 5 anni, con falcidia del residuo. L’OCC valuterà la fattibilità e il tribunale omologherà il piano.

Risultato: Con la liquidazione controllata o il piano del consumatore, Marco può liberarsi dei debiti residui e tornare a svolgere la sua attività senza l’incubo dei pignoramenti.

8. Conclusioni

La gestione dei debiti fiscali, previdenziali e bancari è un tema cruciale per i progettisti meccanici freelance. L’entrata in vigore del Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025) e della rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025) ha modificato profondamente la disciplina della riscossione, introducendo norme più severe sull’impugnazione dell’estratto di ruolo e al tempo stesso offrendo nuove opportunità per definire i debiti con sconti significativi. Le sentenze della Corte di cassazione del 2025‑2026 hanno chiarito che la notifica al debitore è requisito essenziale del pignoramento , che il preavviso di ipoteca deve indicare solo il credito e che la mancata impugnazione dell’intimazione di pagamento rende definitivo il debito .

Agire tempestivamente è fondamentale. Ignorare un avviso o ritardare un ricorso comporta la cristallizzazione del debito e la perdita di preziose difese. Al contrario, un’analisi accurata consente di cogliere vizi procedurali (notifica irregolare, prescrizione, mancanza di motivazione), aderire a definizioni agevolate o proporre ricorsi efficaci. Nei casi di grave difficoltà economica, le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata offrono una via d’uscita legale con la possibilità di ottenere la cancellazione dei debiti residui.

Lo studio legale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è a disposizione per assistere i progettisti meccanici e ogni lavoratore autonomo in difficoltà con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e le banche. Grazie alla qualifica di cassazionista, all’esperienza come gestore della crisi da sovraindebitamento e come esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’avv. Monardo coordina un team di professionisti capace di elaborare soluzioni personalizzate: dalla verifica delle cartelle e degli avvisi al ricorso giudiziale, dalla sospensione dei pignoramenti alla redazione di piani di rientro, fino all’accesso alle procedure concorsuali.

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