Dove si vedono tutti i debiti di una persona?

Introduzione

In un contesto economico sempre più complesso, conoscere dove e come verificare la propria situazione debitoria è essenziale per evitare sorprese e per prevenire l’avvio di procedure esecutive. Qualunque persona – imprenditore, professionista o privato – può trovarsi a dover gestire cartelle esattoriali, protesti, segnalazioni alla Centrale dei Rischi o iscrizioni ipotecarie sui propri beni. Una consapevolezza tempestiva permette non solo di limitare i costi, ma anche di sfruttare strumenti legali come la rateizzazione, le definizioni agevolate (rottamazioni), i piani del consumatore o i piani di rientro per superare stati di sofferenza o di sovraindebitamento.

Questo articolo ha un taglio giuridico–divulgativo ed è aggiornato al mese di marzo 2026, con riferimenti alle più recenti leggi (si veda, ad esempio, la Legge di Bilancio 2026 che ha introdotto la “rottamazione‑quinquies”) e alle pronunce della Corte di cassazione e della Corte costituzionale. Saranno spiegate le diverse banche dati pubbliche e private dove possono emergere i debiti – dalle cartelle del fisco alle esposizioni bancarie, dalle iscrizioni ipotecarie ai protesti – e le principali tutele a disposizione del contribuente. Alla fine dell’articolo è presente una sezione FAQ con le domande più frequenti e una call to action per ottenere un parere immediato.

L’approccio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista, esperto in diritto bancario e tributario, con un approccio improntato alla multidisciplinarità. Coordina uno staff nazionale di avvocati e commercialisti specializzati in difesa del contribuente e nella tutela del patrimonio. In particolare:

  • Cassazionista: è abilitato al patrocinio davanti alla Corte di cassazione e alle giurisdizioni superiori.
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento: è iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e può assistere i debitori che vogliono accedere alle procedure di esdebitazione previste dalla Legge 3/2012 .
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): collabora con un OCC per l’istruttoria e l’omologazione delle procedure di ristrutturazione del debito.
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): aiuta le imprese in difficoltà ad attivare la composizione negoziata, cioè la ricerca assistita di soluzioni con i creditori con la guida di un esperto indipendente .

Grazie a queste competenze, l’avv. Monardo offre:

  • Analisi personalizzata degli atti e dei debiti: esamina cartelle, intimazioni di pagamento, estratti di ruolo, ipoteche e fermi per individuarne vizi formali e sostanziali.
  • Ricorsi e sospensioni: promuove ricorsi dinanzi alle Corti di giustizia tributaria e alla giustizia ordinaria, richiedendo la sospensione immediata delle azioni esecutive.
  • Trattative con l’Agenzia delle Entrate–Riscossione e le banche: negozia piani di rientro, saldo e stralcio e accordi transattivi.
  • Gestione della crisi e piani del consumatore: assiste nella redazione e presentazione di accordi di ristrutturazione, piani del consumatore e esdebitazioni davanti al Tribunale.

Se desideri un parere legale personalizzato, contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo compilando il form alla fine di questo articolo. Una consulenza tempestiva può evitare pignoramenti, ipoteche e ulteriori aggravamenti.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale: dove si “vedono” i debiti

Per “vedere” tutti i debiti di una persona è necessario sapere quali banche dati esistono e chi gestisce l’informazione. Nel sistema giuridico italiano i debiti possono emergere in:

  1. Banche dati pubbliche gestite da enti istituzionali (Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia, Camere di Commercio, Agenzia del Territorio, PRA, tribunali).
  2. Sistemi di informazioni creditizie privati (SIC), gestiti da società come CRIF, Cerved, Experian ecc., che raccolgono dati sui finanziamenti concessi.
  3. Registri speciali (ad es. registro dei protesti, registro delle procedure concorsuali, registro delle esecuzioni mobiliari e immobiliari).

1.1 Cartelle, ruoli e banca dati fiscale

Il debito erariale (tributi e contributi) viene affidato alla Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER). Le somme da riscuotere vengono iscritte a ruolo e notificate tramite cartelle di pagamento o intimazioni di pagamento. Il contribuente può consultare la sua situazione debitoria accedendo:

  • Al “Cassetto fiscale” sull’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate, che consente di visualizzare dichiarazioni, F24, rimborsi e versamenti.
  • Al portale di AdER (“verifica posizione debitoria – estratto conto”), utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS. Qui si possono vedere cartelle, avvisi di addebito, avvisi di accertamento esecutivi e importi residui.
  • Al nuovo Testo unico in materia di versamenti e riscossione introdotto dal D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33. L’art. 211 di questo decreto (non riportato integralmente per brevità) ha istituito il discarico automatico delle cartelle inesigibili dopo cinque anni; il discarico riguarda i ruoli affidati a partire dal 1º gennaio 2025 e fa sì che le cartelle non più riscuotibili vengano cancellate dai registri dell’AdER . Questa novità ha l’obiettivo di alleggerire il magazzino fiscale e restituire trasparenza ai bilanci .

1.1.1 Estratto di ruolo e limiti all’impugnazione

Molti contribuenti richiedono all’AdER l’estratto di ruolo, un documento che riporta gli estremi delle cartelle affidate alla riscossione ma non costituisce una notifica valida. Dal 2021 il legislatore ha stabilito che l’estratto di ruolo non è impugnabile se non in casi tassativi. L’ordinanza n. 6269/2025 della Corte di cassazione (sezione tributaria) ha ribadito che, ai sensi dell’art. 12, comma 4‑bis, del DPR 602/1973, così come modificato dal D.L. 146/2021 e dal D.Lgs. 110/2024, il contribuente può impugnare l’estratto di ruolo solo quando dimostra un interesse giuridicamente rilevante: ad esempio se il carico pregiudica la partecipazione a gare pubbliche o provoca la perdita di un beneficio . La stessa ordinanza chiarisce che l’iscrizione di un fermo amministrativo su un veicolo non rientra tra le ipotesi che consentono l’impugnazione dell’estratto di ruolo . In tutte le altre situazioni l’atto che va impugnato è la cartella o l’avviso di addebito.

1.2 Centrale dei Rischi della Banca d’Italia

Le esposizioni bancarie e finanziarie sono tracciate nella Centrale dei Rischi (CR) gestita dalla Banca d’Italia. La CR raccoglie informazioni su prestiti e sconfinamenti erogati da banche e intermediari finanziari a famiglie e imprese. Il funzionamento è disciplinato dal “Testo unico bancario” e dalla normativa europea sulla privacy. Secondo la guida della Banca d’Italia “La Centrale dei rischi in parole semplici” il servizio registra i finanziamenti solo se superano un importo soglia: 30 000 euro (o 250 euro per i soggetti segnalati a sofferenza) . La guida precisa che la CR non è una lista di cattivi pagatori: contiene sia informazioni positive (finanziamenti regolarmente rimborsati) sia negative (sofferenze) e consente a chi viene segnalato di controllare i propri dati e chiedere rettifiche . Ogni cittadino può richiedere gratuitamente un report personale tramite il portale online della Banca d’Italia, presentando una richiesta con SPID o firma digitale; l’istituto ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni.

1.3 Sistemi di Informazioni Creditizie privati (SIC)

Oltre alla Centrale dei Rischi esiste un mercato di Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati, in cui operatori come CRIF, Experian, Cerved, Assilea raccolgono dati sui prestiti concessi e sull’affidabilità dei pagatori. L’attività dei SIC è regolata dal Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati, emanato dal Garante per la protezione dei dati personali. Nel preambolo del codice (Allegato A.5) il Garante sottolinea che l’adesione al codice è condizione necessaria per la liceità del trattamento dei dati e che le società devono garantire correttezza, pertinenza e non eccedenza delle informazioni . Ciò significa che i SIC devono cancellare le segnalazioni decorso un certo periodo (generalmente 36 mesi dal pagamento) e consentire agli interessati di esercitare i diritti di accesso, rettifica e cancellazione.

1.4 Registro informatico dei protesti

I protesti (atti con cui notai e ufficiali levatori attestano il mancato pagamento di una cambiale o assegno) vengono pubblicati in un registro informatico dei protesti tenuto dalle Camere di commercio. Il decreto 9 agosto 2000 n. 316 ne disciplina il funzionamento: all’articolo 3‑bis del decreto-legge 18 settembre 1995 n. 381 (convertito in legge 480/1995) viene istituito il registro, gestito dalle camere di commercio sotto la vigilanza dei ministeri dell’Industria e di Grazia e Giustizia. Il registro raccoglie le informazioni sui protesti per cinque anni e consente a chi ha subito un protesto di chiederne la cancellazione in caso di pagamento . Il registro è consultabile tramite le camere di commercio, anche online, pagando i diritti di segreteria.

1.5 Banche dati ipotecarie e catastali

Per verificare se sui propri beni immobili gravano ipoteche o pignoramenti occorre consultare le banche dati ipotecarie e catastali presso l’Agenzia delle Entrate (ex Agenzia del Territorio). Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 30 dicembre 2024 n. 460187 ha definito le modalità di consultazione telematica di queste banche dati: chiunque, previa autenticazione con SPID, CIE o CNS, può accedere ai servizi di ispezione ipotecaria e di consultazione degli atti catastali nella propria area riservata. Il provvedimento definisce i servizi di consultazione telematica, l’“area riservata” e i sistemi di interscambio dati e stabilisce che l’accesso ai servizi è consentito a chiunque nel rispetto delle condizioni generali pubblicate sul sito dell’Agenzia . Questo significa che un cittadino può verificare gratuitamente le ipoteche iscritte sui propri immobili e gli eventuali pignoramenti o fermi.

1.6 Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e fermi amministrativi

Il PRA, gestito da ACI, contiene le iscrizioni relative ai veicoli: proprietà, gravami e fermi amministrativi. Se l’AdER iscrive un fermo su un veicolo per debiti fiscali, il provvedimento viene annotato nel PRA e impedisce la circolazione del mezzo. La consultazione del PRA è possibile online tramite i servizi ACI (per esempio tramite il portale “Visure PRA”) o recandosi presso gli sportelli. Il fermo può essere cancellato solo dopo il pagamento del debito o tramite l’adesione ad una definizione agevolata.

1.7 Registro delle procedure concorsuali e delle esecuzioni

I tribunali civili tengono registri delle procedure concorsuali (fallimenti, concordati preventivi, liquidazioni giudiziali) e delle esecuzioni mobiliari e immobiliari. Attraverso il Portale dei Servizi Telematici (PST Giustizia) è possibile consultare gli elenchi dei beni pignorati e i decreti di trasferimento. Questa informazione interessa sia i creditori (per verificare lo stato delle procedure) sia i debitori (per monitorare i propri beni). L’accesso avviene con SPID o con la firma digitale del professionista.

1.8 Ipoteca e limiti di legge

Le ipoteche fiscali sono disciplinate dagli articoli 76 e 77 del DPR 602/1973. La norma consente all’Agente della riscossione di iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore dopo il decorso del termine di 60 giorni dalla notifica della cartella; l’iscrizione ha carattere cautelare e può essere effettuata anche quando non sussistono ancora le condizioni per procedere all’espropriazione. Il testo dell’art. 77, modificato nel 2013, recita che l’Agente può iscrivere ipoteca anche solo per tutelare il credito, purché l’importo complessivo del debito superi 20 000 euro . La norma richiede inoltre una comunicazione preventiva al debitore con concessione di 30 giorni per pagare prima dell’iscrizione . Questi limiti, confermati dalla Cassazione con ordinanze 24714/2025 e 15567/2025, vietano l’iscrizione di ipoteca se il debito è inferiore alla soglia e se l’immobile è l’unica abitazione non di lusso del debitore.

1.9 Sovraindebitamento e composizione della crisi

La Legge 27 gennaio 2012 n. 3, aggiornata dalla “riforma Cartabia”, introduce strumenti per le persone e le microimprese che si trovano in sovraindebitamento, definito come lo stato di persistente squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio disponibile . Il debitore può proporre:

  1. Accordo di ristrutturazione dei debiti, mediante il quale formula ai creditori, tramite l’OCC, un piano che prevede la soddisfazione anche parziale dei crediti e il pagamento dei tributi erariali con rate non superiori a 5 anni .
  2. Piano del consumatore, rivolto ai soggetti che non svolgono attività imprenditoriale. Il piano viene omologato dal tribunale e non richiede l’approvazione dei creditori.
  3. Liquidazione controllata dei beni, che permette la vendita del patrimonio sotto il controllo del giudice e la successiva esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti residui.

La Legge 3/2012 e le modifiche introdotte dal Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) prevedono inoltre l’esdebitazione del debitore incapiente, che consente la cancellazione dei debiti anche quando il patrimonio è insufficiente, a condizione che siano trascorsi almeno tre anni dal decreto di apertura.

1.10 Composizione negoziata per le imprese

Le imprese in difficoltà possono accedere alla composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 24 agosto 2021 n. 118, convertito con modificazioni dalla Legge 147/2021. L’art. 2 stabilisce che l’imprenditore in stato di crisi o insolvenza può chiedere alla Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente che lo assista nelle trattative con i creditori, nel tentativo di trovare una soluzione che eviti la liquidazione giudiziale . L’art. 3 prevede la realizzazione di una piattaforma nazionale con check‑list e test pratici per valutare l’attivazione della procedura . Questa procedura è riservata alle imprese ma costituisce un importante strumento di prevenzione della crisi e può interagire con gli accordi di ristrutturazione e con la transazione fiscale.

1.11 Definizioni agevolate (rottamazioni)

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure straordinarie per la definizione agevolata delle cartelle. La Legge di Bilancio 2026 (art. 23) ha istituito la rottamazione‑quinquies, che consente di estinguere i debiti affidati all’AdER tra il 1º gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo il capitale e gli interessi legali, senza sanzioni e aggio. L’indice della misura – pubblicato il 12 gennaio 2026 da Diritto.it – spiega che la rottamazione quinquies permette un piano di fino a 54 rate bimestrali (9 anni), con un importo minimo di 100 euro per rata; la prima rata scade il 31 luglio 2026, la seconda il 30 settembre 2026 e la terza il 30 novembre 2026 , mentre dal 2027 al 2034 sono previste sei rate l’anno . La misura sospende automaticamente le azioni esecutive e i pignoramenti fin dal momento della presentazione dell’istanza . La legge prevede che la domanda venga presentata entro il 30 aprile 2026.

Per i debiti affidati dal 1º gennaio 2025, il D.Lgs. 33/2025 ha inoltre introdotto l’annullamento automatico delle cartelle inesigibili trascorsi cinque anni .

La rottamazione‑quinquies segue la rottamazione‑quater (legge di bilancio 2023), con alcune differenze: periodo di carichi definibili più ampio (2000–2023), numero di rate maggiore (54 anziché 18) e decadenza in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive .

2. Procedura passo‑passo: come accedere e consultare le proprie posizioni debitorie

2.1 Consultazione dei debiti fiscali tramite Agenzia delle Entrate e AdER

Per verificare tutte le cartelle esattoriali e gli avvisi di addebito, è necessario accedere ai servizi telematici della Agenzia delle Entrate e di AdER. Di seguito la procedura generale:

  1. Autenticazione: registrarsi nell’area riservata tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il provvedimento n. 460187/2024 specifica che l’accesso ai servizi telematici di consultazione ipotecaria e catastale avviene nell’area riservata e richiede l’accettazione delle condizioni generali di utilizzo . Lo stesso vale per i servizi di consultazione delle cartelle.
  2. Accedere al “Cassetto fiscale” e selezionare la sezione “estratti conto e pagamenti”. È possibile visualizzare l’elenco dei carichi affidati alla riscossione, le rateizzazioni in corso, i pagamenti effettuati e gli importi ancora dovuti.
  3. Scaricare l’estratto conto o il “prospetto” per le definizioni agevolate. Per la rottamazione‑quinquies, ad esempio, il prospetto mostra l’elenco dei debiti che possono essere definibili e il calcolo delle somme dovute.
  4. Controllare la regolarità della notifica: un aspetto fondamentale è verificare che ciascuna cartella sia stata notificata correttamente. In caso contrario, è possibile impugnare l’atto entro 60 giorni.
  5. Richiedere la rateizzazione: attraverso il servizio “Rateizza adesso” è possibile chiedere un piano di dilazione fino a 84 rate o, in casi di grave difficoltà, fino a 120 rate (dieci anni) . Per importi fino a 120 000 euro la domanda è semplificata e non richiede documentazione aggiuntiva .

2.2 Accesso alla Centrale dei Rischi

Per consultare la Centrale dei Rischi e sapere se un proprio finanziamento è segnalato:

  1. Registrazione: collegarsi al sito della Banca d’Italia e accedere alla sezione “Centrale dei Rischi – servizio online”. L’accesso richiede SPID o firma digitale; in alternativa si può inviare un modulo firmato con documento.
  2. Presentare la richiesta: compilare la domanda indicando i propri dati anagrafici e il periodo per cui si richiedono le informazioni. La guida della Banca d’Italia precisa che il servizio è gratuito e che la risposta viene inviata entro 30 giorni .
  3. Analisi del report: il report indica i finanziamenti con importo superiore alle soglie (30 000 euro o 250 euro per le posizioni in sofferenza) , i ritardi nei pagamenti, eventuali sofferenze o posizioni scadute. È importante verificare eventuali errori e, in caso, richiederne la rettifica alla banca segnalante.

2.3 Richiesta di dati ai SIC privati

I SIC privati sono tenuti a fornire gratuitamente, almeno una volta all’anno, una copia delle informazioni registrate sul proprio conto. La procedura prevede:

  1. Contattare il SIC (CRIF, Experian, Cerved ecc.) tramite i moduli disponibili sui rispettivi siti.
  2. Allegare documento d’identità e codice fiscale. L’operatore ha 15 giorni per fornire le informazioni.
  3. Verificare le segnalazioni e, se non corrette, esercitare il diritto di rettifica o cancellazione ai sensi degli articoli 16 e 17 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Il codice di deontologia approvato dal Garante impone ai SIC di trattare solo dati pertinenti e aggiornati .

2.4 Consultazione del registro dei protesti

Per verificare eventuali protesti a proprio carico:

  1. Rivolgersi alla Camera di Commercio competente o collegarsi al portale Telemaco di Infocamere.
  2. Effettuare la ricerca inserendo nome e codice fiscale. È dovuto un diritto di segreteria per ciascuna visura. Il decreto 316/2000 stabilisce che i dati dei protesti rimangono iscritti per cinque anni e possono essere cancellati dietro prova del pagamento .
  3. Presentare un’istanza di cancellazione allegando la prova del pagamento o il certificato di riabilitazione rilasciato dal tribunale. L’istanza dev’essere presentata presso la Camera di commercio che ha levato il protesto.

2.5 Ispezione ipotecaria e catastale

Grazie al provvedimento 460187/2024 è possibile consultare direttamente online le visure ipotecarie e catastali relative ai propri immobili. La procedura è la seguente:

  1. Accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID/CIE/CNS .
  2. Selezionare “Servizi ipotecari e catastali” e scegliere la funzione “Visura ipotecaria” o “Ispezione ipotecaria”.
  3. Indicare gli immobili per i quali si vuole la visura e scaricare il certificato che mostra eventuali ipoteche, sequestri o pignoramenti.
  4. Verificare la presenza di ipoteche fiscali: se l’importo del debito per cui è stata iscritta l’ipoteca è inferiore alla soglia di 20 000 euro, la garanzia può essere contestata perché l’art. 77, comma 1‑bis, DPR 602/1973 prevede il superamento di tale importo . L’iscrizione dell’ipoteca deve essere preceduta da un preavviso e può essere annullata in presenza di vizi.

2.6 Verifica dei fermi amministrativi al PRA

Per controllare se sui veicoli sono iscritti fermi amministrativi:

  1. Accedere al servizio di visure PRA online sul portale ACI utilizzando SPID o CIE.
  2. Inserire il numero di targa e verificare la presenza di vincoli. In alternativa, è possibile richiedere la visura presso gli sportelli ACI o Delegazioni automobilistiche.
  3. Se è presente un fermo amministrativo, il veicolo non può circolare né essere venduto; la cancellazione avviene dopo il pagamento del debito o con la presentazione di un piano di rateizzazione. La rottamazione‑quinquies sospende automaticamente i fermi amministrativi dal momento di presentazione dell’istanza .

2.7 Accesso ai registri delle procedure concorsuali e delle esecuzioni

Il Portale dei Servizi Telematici (PST) consente di visionare:

  • Registro delle procedure concorsuali: fallimenti, concordati preventivi, liquidazioni giudiziali e strumenti di ristrutturazione.
  • Registro delle esecuzioni immobiliari e mobiliari: elenco dei pignoramenti, pubblicità delle aste e decreti di trasferimento.

Per accedere è necessario autenticarsi con SPID o firma digitale e, nei casi previsti, pagare i diritti di visura. Queste informazioni sono utili per sapere se si è stati assoggettati a procedure esecutive o per monitorare l’esposizione dei debitori controparte.

3. Difese e strategie legali per contestare o gestire i debiti

Una volta individuati i debiti, il contribuente/debitore può adottare diverse strategie legali. La scelta dello strumento dipende dalla natura del debito (tributario, bancario, civile), dall’ammontare, dall’anzianità, dalla situazione patrimoniale e dagli obiettivi del soggetto (sospendere un pignoramento, ridurre l’importo, sanare l’esposizione, ottenere l’esdebitazione). Di seguito vengono illustrate le principali difese.

3.1 Impugnazione di cartelle e avvisi di addebito

Se la cartella di pagamento o l’avviso di addebito presenta vizi di notifica o errori nei calcoli, può essere impugnata davanti alla Corte di giustizia tributaria (per tributi statali e locali) o al giudice del lavoro (per contributi previdenziali). L’atto va contestato entro 60 giorni dalla notifica (salvo termini diversi per l’INPS). I motivi più frequenti di impugnazione sono:

  1. Notifica nulla: mancanza di relata o indirizzo errato; notifica effettuata dopo la decadenza dei termini.
  2. Prescrizione: ad esempio, tributi erariali prescritti in 10 anni o contributi previdenziali prescritti in 5 anni. Se l’Agente della riscossione non ha interrotto la prescrizione, il debito può essere eccepito.
  3. Sproporzione degli interessi e delle sanzioni: i tributi possono essere contestati se sanzioni e interessi sono calcolati oltre il limite previsto dalla legge.
  4. Vizio sostanziale: imposta o contributo non dovuto.

La presentazione del ricorso sospende l’esecuzione solo se il giudice concede la sospensiva (misura cautelare). È quindi consigliabile affiancare al ricorso una richiesta di sospensione per evitare pignoramenti nel frattempo.

3.2 Sospensione e rateizzazione

In caso di impossibilità a pagare immediatamente l’intero importo, il debitore può:

  1. Chiedere la sospensione amministrativa ad AdER: nei casi di errore materiale (duplicazione del pagamento, decesso del contribuente, prescrizione, difetto di notifica). L’istanza può essere presentata online allegando i documenti.
  2. Rateizzare il debito: l’art. 19 DPR 602/1973 consente la dilazione del pagamento in un massimo di 72 rate mensili. Con la riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024) la dilazione è stata ampliata a 84 rate per situazioni temporanee di difficoltà e fino a 120 rate per gravi difficoltà . La richiesta si effettua online tramite “Rateizza adesso” ed evita l’attivazione di misure cautelari.
  3. Sospensione per definizione agevolata: presentando domanda di rottamazione o di saldo e stralcio (entro le scadenze), il contribuente ottiene la sospensione automatica delle azioni esecutive .

3.3 Definizione agevolata: rottamazioni e saldo e stralcio

Le definizioni agevolate consentono di estinguere i debiti pagando solo il capitale e gli interessi legali, con condono delle sanzioni e degli interessi di mora. Nella rottamazione‑quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026:

AspettoRottamazione‑quinquies (L. Bilancio 2026)
Debiti definibiliCarichi affidati all’AdER dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
Scadenza per l’adesione30 aprile 2026
Numero rateFino a 54 rate bimestrali (9 anni)
Importo minimo rata100 euro
Primi pagamenti31 luglio 2026, 30 settembre 2026, 30 novembre 2026
BeneficiEliminazione di sanzioni e interessi di mora; sospensione automatica di pignoramenti, fermi e ipoteche

Per importi fino a 1 000 euro la legge prevede (come nelle precedenti rottamazioni) lo stralcio automatico, mentre per carichi superiori si applica il piano di pagamento. In caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, si decade dal beneficio e l’intero debito torna dovuto . È quindi fondamentale programmare le scadenze e valutare la sostenibilità del piano.

Saldo e stralcio: per i contribuenti in comprovata difficoltà economica la legge può prevedere lo stralcio parziale dei debiti in base all’indicatore ISEE. In passato (2019 e 2023) le percentuali andavano dal 16% al 35% del debito . Per il 2026 si prevede un nuovo saldo e stralcio concentrato su debiti più elevati, con aliquote proporzionate alla situazione economica .

3.4 Ristrutturazione del debito e sovraindebitamento

Per chi non può onorare i debiti tributari, bancari e commerciali pur volendo continuare a operare o mantenere la propria abitazione, le procedure di sovraindebitamento rappresentano una via d’uscita. Le principali sono:

  1. Accordo di ristrutturazione (Legge 3/2012): il debitore, tramite un OCC, formula ai creditori un piano che può prevedere il pagamento parziale dei debiti, anche nei confronti di banche e Agenzia delle Entrate. Il piano deve essere approvato dalla maggioranza dei creditori e omologato dal tribunale .
  2. Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che non svolgono attività imprenditoriale. Non richiede l’approvazione dei creditori; il giudice verifica la fattibilità e omologa il piano, che spesso prevede il pagamento di una percentuale ridotta del debito con remissione del residuo.
  3. Liquidazione controllata e esdebitazione: consente di liquidare il patrimonio del debitore per soddisfare i creditori; al termine (dopo almeno tre anni) il debitore persona fisica può ottenere l’esdebitazione completa.
  4. Esdebitazione del debitore incapiente: introdotta dal Codice della crisi, permette a chi non possiede alcun patrimonio o reddito di ottenere la cancellazione dei debiti residui una sola volta nella vita, se ha cooperato lealmente.

L’intervento di un Gestore della crisi da sovraindebitamento come l’avv. Monardo è essenziale per la raccolta della documentazione, la predisposizione della proposta e la relazione particolareggiata da depositare in tribunale.

3.5 Composizione negoziata per le imprese

Le imprese in crisi possono attivare la composizione negoziata (art. 2 D.L. 118/2021). La procedura prevede:

  1. Domanda alla Camera di commercio tramite il portale nazionale; l’imprenditore allega una relazione sulla situazione economico‑finanziaria.
  2. Nomina dell’esperto: la commissione regionale nomina un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori .
  3. Redazione del piano: si valuta se proporre un accordo di ristrutturazione, un concordato semplificato o altre soluzioni. Attraverso la piattaforma sono disponibili test di verifica della sostenibilità .
  4. Protezione del patrimonio: l’imprenditore può chiedere al tribunale misure protettive che bloccano azioni esecutive e cautelari per il tempo necessario a negoziare.

Per le imprese minori, la composizione negoziata può sfociare in un concordato semplificato o nella liquidazione giudiziale.

3.6 Contestazione di ipoteche e pignoramenti

Come visto, l’art. 77 DPR 602/1973 consente l’iscrizione di ipoteca solo per debiti superiori a 20 000 euro e richiede un preavviso di 30 giorni . Se questi presupposti mancano, l’ipoteca può essere impugnata davanti alla Corte di giustizia tributaria. L’ordinanza 15567/2025 della Cassazione ha ribadito che l’ipoteca è una misura cautelare preordinata e può essere iscritta anche in assenza dei presupposti per l’espropriazione , ma ciò non elimina la soglia di 20 000 euro. In caso di unico immobile destinato ad abitazione principale, l’espropriazione è vietata se il valore del credito non supera 120 000 euro e l’immobile non è di lusso.

I pignoramenti presso terzi (stipendi, conti correnti) seguono regole specifiche: l’Agente della riscossione deve notificare al terzo e al debitore l’atto di pignoramento; il terzo è obbligato a versare le somme trattenute all’AdER. La rottamazione‑quinquies sospende automaticamente i pignoramenti in corso , ma il debitore deve comunicare tempestivamente l’avvenuta adesione al terzo pignorato per ottenere la restituzione delle somme.

4. Strumenti alternativi: rottamazioni, saldo e stralcio, piani del consumatore e composizione negoziata

Oltre ai tradizionali ricorsi, esistono strumenti alternativi che permettono di definire i debiti in modo meno oneroso. Qui vengono descritti i principali.

4.1 Rottamazioni (quater, quinquies) e definizioni agevolate

Nel 2023 la Legge di Bilancio ha introdotto la rottamazione‑quater, applicabile ai debiti affidati fino al 30 giugno 2022, con pagamento in massimo 18 rate. Questa misura è stata seguita, con la legge 2026, dalla rottamazione‑quinquies, che estende il periodo dei carichi definibili fino al 31 dicembre 2023 e permette 54 rate. Per entrambe le definizioni:

  • Oggetto: tributi erariali (Irpef, IVA, IRES), tributi locali, contributi previdenziali e sanzioni stradali.
  • Esclusioni: carichi riguardanti risorse proprie dell’Unione europea (dazi, IVA all’importazione), aiuti di Stato recuperati, sanzioni penali, carichi derivanti da sentenze penali di condanna.
  • Procedure: presentazione dell’istanza tramite area riservata AdER, entro la data fissata dalla legge; pagamento della prima rata secondo il calendario; decadenza in caso di mancato pagamento di due rate.
  • Effetti: sospensione automatica delle misure cautelari (pignoramenti, fermi, ipoteche) ; non maturano interessi di mora; rilascio del DURC regolare .

Per i debiti affidati dal 1º gennaio 2025 opera il discarico automatico dopo cinque anni, senza necessità di domanda .

4.2 Saldo e stralcio e stralcio automatico

Le misure di saldo e stralcio consentono di pagare solo una parte del debito in funzione della capacità economica. Le versioni del 2019 e del 2023 hanno previsto percentuali dal 16% al 35% e lo stralcio automatico dei carichi fino a 1 000 euro. Nel 2026 si ipotizza un nuovo saldo e stralcio destinato ai contribuenti in difficoltà, con rate proporzionate e cancellazione parziale del debito .

4.3 Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione

Se la situazione debitoria non può essere risolta con la rottamazione, il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione restano strumenti efficaci. I vantaggi sono:

  • Sospensione delle esecuzioni: dal momento del deposito della domanda si attiva l’automatic stay, che blocca pignoramenti e ipoteche.
  • Pagamento in percentuale: spesso i creditori accettano di ricevere solo una quota del dovuto, specie se il debitore non ha patrimonio sufficiente.
  • Esdebitazione: al termine del piano omologato, il debitore viene liberato dai debiti residuali.
  • Recupero del merito creditizio: una volta completato il piano e ottenuta l’esdebitazione, il nominativo viene cancellato dalle banche dati.

4.4 Composizione negoziata e strumenti per l’impresa

Oltre alla composizione negoziata già illustrata, l’ordinamento prevede per le imprese:

  • Concordato preventivo: accordo proposto al tribunale per pagare i debiti in percentuale o attraverso la cessione dell’azienda.
  • Accordi di ristrutturazione ex art. 57 CCII: conclusi con determinati creditori e pubblicati nel registro delle imprese.
  • Transazione fiscale e contributiva: lo statuto del contribuente consente la falcidia dei tributi e dei contributi, con l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
  • Concordato in continuità: permette la prosecuzione dell’attività aziendale salvaguardando i posti di lavoro.

5. Errori comuni e consigli pratici

Molti debitori commettono errori che aggravano la loro posizione. Ecco i più frequenti, con indicazioni su come evitarli.

  1. Non consultare la propria posizione: ignorare le cartelle o i protesti può portare a ipoteche, fermi e pignoramenti. È opportuno verificare periodicamente la propria situazione tramite i servizi online.
  2. Pagare senza verificare: talvolta le cartelle contengono vizi di notifica o importi prescritti. Prima di pagare, è consigliabile chiedere a un professionista di analizzare l’atto. Il pagamento spontaneo rende più difficile l’azione restitutoria.
  3. Perdere i termini per il ricorso: i 60 giorni decorrono dalla notifica; chi lascia decorrere il termine perde la possibilità di far valere vizi formali.
  4. Non sfruttare le definizioni agevolate: molte persone non aderiscono alle rottamazioni per mancanza di liquidità immediata. Tuttavia, la rottamazione permette di rateizzare e di eliminare sanzioni e interessi.
  5. Ignorare la soglia di 20 000 euro per l’ipoteca: chi riceve un preavviso di ipoteca su un debito inferiore alla soglia può contestarla .
  6. Non considerare la prescrizione: trascorsi cinque o dieci anni dall’ultima notifica, molti debiti fiscali sono prescritti. È necessario valutare se le interruzioni sono valide.
  7. Non attivare la procedura di sovraindebitamento: molti consumatori non sanno di poter proporre un piano del consumatore anche con importi elevati. Rivolgersi a un Gestore della crisi può portare alla riduzione dei debiti e all’esdebitazione.
  8. Rinunciare a contestare l’estratto di ruolo: come visto, l’estratto di ruolo è impugnabile solo in casi tassativi . Tuttavia, è sempre possibile impugnare la cartella o contestare il preavviso di fermo o ipoteca.
  9. Evitare di comunicare con i creditori: la trasparenza e la negoziazione sono spesso il modo migliore per ottenere dilazioni o sconti.
  10. Gestione fai-da-te: affrontare da soli una situazione debitoria complessa può essere rischioso. Affidarsi a un avvocato specializzato e a un commercialista consente di individuare la strategia più adatta.

6. Domande frequenti (FAQ)

1. Come posso sapere se ho debiti con l’Agenzia delle Entrate?

Accedi con SPID, CIE o CNS all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate e utilizza il servizio “Estratto conto e pagamenti”. In alternativa collegati al portale di AdER per la verifica della posizione debitoria. È possibile vedere cartelle, avvisi di addebito, rateizzazioni in corso e importi residui.

2. Qual è la differenza tra estratto di ruolo e prospetto della rottamazione?

L’estratto di ruolo è un riepilogo informativo dei carichi iscritti a ruolo; non vale come notifica e non può essere impugnato salvo casi specifici previsti dall’art. 12, comma 4‑bis, DPR 602/73 . Il prospetto della rottamazione (o definizione agevolata) contiene invece l’elenco dei debiti che possono essere estinti con la rottamazione e l’importo dovuto in forma agevolata; viene messo a disposizione dall’AdER per la domanda di adesione.

3. Quando si prescrive una cartella esattoriale?

La prescrizione dipende dalla natura del tributo: 10 anni per le imposte erariali, 5 anni per l’INPS, 3 anni per le sanzioni amministrative. Ogni notifica di cartella o atto interruttivo fa decorrere un nuovo termine.

4. Posso impugnare l’estratto di ruolo se ho un fermo amministrativo?

No. L’ordinanza n. 6269/2025 ha chiarito che il fermo amministrativo non rientra tra i casi che consentono l’impugnazione dell’estratto di ruolo . È necessario attendere la notifica della cartella o dell’intimazione e impugnare l’atto esecutivo.

5. Qual è la soglia per l’iscrizione di un’ipoteca fiscale?

L’art. 77, comma 1‑bis, DPR 602/73 consente l’iscrizione di ipoteca solo se il debito supera 20 000 euro . Se il debito è inferiore, la garanzia è illegittima.

6. Quando è vietata l’espropriazione immobiliare della prima casa?

L’espropriazione immobiliare della prima casa è vietata se l’immobile non è di lusso, è l’unica abitazione del debitore e lo stesso vi risiede anagraficamente. Inoltre, l’espropriazione non può essere avviata se il debito erariale non supera 120 000 euro.

7. Cosa succede se aderisco alla rottamazione‑quinquies?

Presentando la domanda entro il 30 aprile 2026, ottieni la sospensione immediata delle azioni esecutive, paghi solo il capitale e gli interessi legali e puoi rateizzare fino a 54 rate . In caso di decadenza (mancato pagamento di due rate) tornano dovuti sanzioni e interessi. La prima rata scade il 31 luglio 2026.

8. È possibile rateizzare il debito in oltre dieci anni?

La legge consente fino a 120 rate (10 anni) per i contribuenti in gravi difficoltà economiche . Per periodi più lunghi occorre ricorrere a strumenti di ristrutturazione del debito, come il piano del consumatore o l’accordo di sovraindebitamento.

9. Cos’è la Centrale dei Rischi e perché è importante?

È un database della Banca d’Italia che contiene informazioni sui debiti bancari e finanziari superiori a 30 000 euro (o 250 euro per le sofferenze) . Consente alle banche di valutare l’affidabilità dei clienti. Se hai ritardi nei pagamenti, la segnalazione può influire sulla concessione di nuovi prestiti. Puoi consultarla gratuitamente e chiedere rettifiche .

10. Che cosa sono i SIC privati (CRIF, Experian, Cerved)?

Sono sistemi di informazioni creditizie che registrano i prestiti concessi da banche e finanziarie. La loro attività è disciplinata dal codice di deontologia del Garante privacy; devono trattare dati pertinenti, conservare le informazioni per un periodo limitato e consentire agli interessati di accedere e rettificare i propri dati .

11. Come posso cancellare un protesto?

Dopo aver pagato l’importo indicato nella cambiale o nell’assegno protestato, puoi chiedere alla Camera di commercio la cancellazione dal registro dei protesti, allegando prova del pagamento. I dati restano iscritti per cinque anni, salvo cancellazione .

12. Il piano del consumatore cancella tutti i debiti?

Il piano del consumatore può prevedere il pagamento di una percentuale dei debiti; una volta eseguito e omologato, consente la esdebitazione per i debiti residui, salvo quelli derivanti da responsabilità penale o da crediti alimentari. È un’opportunità per le persone sovraindebitate.

13. Qual è la differenza tra sovraindebitamento e crisi d’impresa?

Il sovraindebitamento riguarda persone fisiche, professionisti e imprese minori che non possono accedere al fallimento; la composizione negoziata e gli istituti del Codice della crisi riguardano invece le imprese che svolgono attività commerciale. La prima si definisce tramite piani del consumatore e accordi di ristrutturazione , la seconda attraverso concordati, accordi di ristrutturazione, piani attestati e composizione negoziata .

14. Cosa succede alle cartelle inesigibili dopo cinque anni?

Il D.Lgs. 33/2025 ha previsto il discarico automatico: le cartelle affidate dal 2025 e non riscosse entro il quinto anno vengono cancellate dai registri dell’AdER . Non si tratta di un condono: l’ente creditore potrà decidere se riemettere il carico o abbandonarlo.

15. Posso accedere alle banche dati ipotecarie e catastali di altre persone?

Il provvedimento 460187/2024 permette a chiunque di consultare telematicamente i dati ipotecari e catastali, previa accettazione delle condizioni generali e pagamento del tributo dovuto . Tuttavia, l’accesso ai dati altrui è consentito solo per motivi specifici previsti dalla legge (ad esempio per tutelare un proprio diritto); non è consentito un uso indiscriminato.

16. Come funziona la composizione negoziata?

È un procedimento extragiudiziale per le imprese in crisi in cui un esperto indipendente guida le trattative con i creditori, con l’obiettivo di raggiungere accordi di ristrutturazione o la continuità aziendale. La nomina dell’esperto avviene tramite la Camera di commercio e si svolge su una piattaforma telematica nazionale .

17. È possibile cancellare i debiti tramite prescrizione?

La prescrizione opera se l’ente creditore non compie atti interruttivi (notifiche o intimazioni) entro il termine previsto. Per far valere la prescrizione è necessario proporre ricorso o sollevare l’eccezione in giudizio; non opera automaticamente.

18. Il fermo amministrativo può essere sospeso?

Sì. La sospensione avviene con la presentazione di un’istanza di rateizzazione o di adesione alla rottamazione. Il contribuente deve informare immediatamente il terzo pignorato (banca o datore di lavoro) per far cessare il prelievo .

19. Cosa succede se non pago le rate della rottamazione?

Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza e il debito torna dovuto per intero (con sanzioni e interessi). Le somme versate non vengono restituite .

20. Quando è consigliabile rivolgersi a un professionista?

Sempre quando la propria posizione debitoria è complessa, quando si ricevono ipoteche o pignoramenti, o quando si desidera accedere a strumenti di sovraindebitamento. Un professionista esperto in diritto tributario e bancario può valutare vizi, prescrizione, opportunità di definizione agevolata, e proporre piani di rientro personalizzati.

7. Simulazioni pratiche e numeriche

7.1 Esempio: adesione alla rottamazione‑quinquies

Scenario: Marco ha tre cartelle per un totale di 25 000 euro (di cui 15 000 euro di imposte e 10 000 euro tra sanzioni e interessi). Vuole aderire alla rottamazione‑quinquies.

  1. Accede al portale AdER e scarica il prospetto: scopre che può definire integralmente i carichi (2000–2023). Le sanzioni e gli interessi di mora vengono azzerati; rimane dovuto il capitale (15 000 euro) più le spese di notifica e gli interessi di dilazione.
  2. Presenta la domanda entro il 30 aprile 2026 e sceglie il massimo numero di rate (54 bimestrali). L’importo minimo per rata è 100 euro, quindi l’importo totale (15 000 euro) sarà suddiviso in 54 rate da circa 278 euro, più un interesse del 3% sulle rate successive alla prima .
  3. Con l’invio della domanda ottiene la sospensione di un pignoramento già avviato sul conto corrente. Il datore di lavoro smette di trattenere il quinto dello stipendio dopo aver ricevuto la comunicazione. Marco potrà così pianificare i versamenti e – se non salta più di due rate – concluderà il piano in nove anni.

7.2 Esempio: contestazione di ipoteca

Scenario: Anna riceve un preavviso di iscrizione ipotecaria per un debito IRPEF di 18 000 euro. La lettera dell’AdER la invita a pagare entro 30 giorni.

  1. Con l’aiuto dell’avv. Monardo, Anna verifica che il debito complessivo è inferiore alla soglia di 20 000 euro prevista dall’art. 77, comma 1‑bis, DPR 602/73 . L’iscrizione dell’ipoteca sarebbe quindi illegittima.
  2. Presenta un’istanza in autotutela chiedendo l’annullamento del preavviso per violazione della soglia. In parallelo, presenta ricorso alla Corte di giustizia tributaria con richiesta di sospensiva.
  3. L’AdER annulla l’ipoteca e propone ad Anna la rateizzazione del debito in 72 rate. In questo modo evita l’iscrizione dell’ipoteca e tutela la propria abitazione.

7.3 Esempio: piano del consumatore

Scenario: Luca, un lavoratore dipendente, ha accumulato 80 000 euro di debiti tra finanziarie, carte di credito e cartelle dell’INPS. Non possiede immobili. Gli interessi sono molto elevati e non riesce a far fronte alle rate.

  1. Con il supporto di un Gestore della crisi da sovraindebitamento, Luca raccoglie la documentazione sui suoi redditi (stipendio netto 1 700 euro mensili) e sui debiti. Viene individuata la procedura di piano del consumatore.
  2. L’OCC redige una proposta: pagamento di 400 euro al mese per cinque anni (24 000 euro totali), pari a circa il 30% dei debiti. Il residuo verrà cancellato con l’esdebitazione.
  3. Il tribunale omologa il piano e ordina la sospensione delle procedure esecutive. Luca versa puntualmente le somme stabilite; al termine ottiene la liberazione dai debiti residui. In questo modo recupera il merito creditizio e può accedere nuovamente al credito.

7.4 Esempio: composizione negoziata per un’impresa

Scenario: La società Beta S.r.l., operante nel settore edilizio, registra un calo di fatturato e ha debiti bancari per 2 milioni di euro. I fornitori iniziano azioni giudiziarie e l’azienda teme la liquidazione.

  1. La società attiva la composizione negoziata tramite il portale nazionale, allegando i bilanci e un piano preliminare. La Camera di commercio nomina un esperto che analizza la situazione .
  2. L’esperto convoca banche e fornitori e propone un accordo: riduzione del 20% dei debiti bancari, dilazione dei pagamenti fornitori a 18 mesi e cessione di un ramo d’azienda. La banca accetta di convertire parte del debito in partecipazione al capitale.
  3. L’accordo viene formalizzato come accordo di ristrutturazione dei debiti e pubblicato nel registro delle imprese. Nel frattempo, la società usufruisce delle misure protettive, che sospendono i pignoramenti e consentono di portare a termine i cantieri. Grazie all’intervento dell’avv. Monardo, Beta S.r.l. evita la liquidazione e torna a operare con un carico debitorio sostenibile.

Conclusione

Sapere dove si vedono tutti i debiti di una persona è il primo passo per tutelare il proprio patrimonio e per costruire un percorso di risanamento finanziario. Abbiamo visto che i debiti possono emergere in numerose banche dati (fiscali, bancarie, catastali, automobilistiche, protesti) e che la consultazione è oggi più semplice grazie alle piattaforme telematiche. È fondamentale, però, interpretare correttamente i dati e agire tempestivamente: contestare gli atti viziati, aderire alle definizioni agevolate, chiedere la rateizzazione, utilizzare gli strumenti di sovraindebitamento e, per le imprese, attivare la composizione negoziata.

La normativa italiana prevede garanzie per il debitore: soglie per l’ipoteca (20 000 euro) , protezione della prima casa, cancellazione dei protesti dopo cinque anni , diritto di accesso ai dati della Centrale dei Rischi , discarico automatico delle cartelle inesigibili , possibilità di esdebitazione con la Legge 3/2012 e misure come la rottamazione‑quinquies . Le pronunce della Cassazione e della Corte costituzionale hanno delineato con precisione i limiti all’impugnazione dell’estratto di ruolo e la natura dell’ipoteca fiscale .

In un panorama così articolato, l’assistenza di un professionista qualificato è indispensabile. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono:

  • Analizzare cartelle, avvisi, ipoteche e pignoramenti individuando vizi e prescrizioni;
  • Presentare ricorsi tempestivi e ottenere la sospensione delle azioni esecutive;
  • Negoziare con l’AdER e le banche piani di rientro, rottamazioni e accordi transattivi;
  • Guidare i debitori nelle procedure di sovraindebitamento, nel piano del consumatore e nella composizione negoziata;
  • Assistere in cause davanti alla Corte di giustizia tributaria, alla Corte di cassazione e alle altre giurisdizioni.

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