Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione quinquies?

Introduzione

La rottamazione quinquies è la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle di pagamento, prevista dagli artt. 1, commi 82‑101 della legge 199/2025 (legge di Bilancio 2026). Si tratta di un’opportunità per regolarizzare i debiti iscritti a ruolo affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione nel periodo 1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2023. L’adesione consente di estinguere il debito pagando solo l’imposta o il contributo originario e le spese di notifica o di esecuzione, con la cancellazione di sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio di riscossione . L’estensione temporale e la possibilità di rateizzare fino a 54 rate bimestrali (nove anni) rendono la misura molto appetibile, ma non tutti i debiti rientrano nella rottamazione quinquies . Conoscere con precisione cosa è sanabile e cosa no è fondamentale per evitare errori, salvaguardare i propri diritti e non perdere tempo con domande inutili.

L’articolo che segue fornisce una analisi dettagliata e aggiornata (marzo 2026) delle esclusioni dalla rottamazione quinquies, accompagnata da spiegazioni normative, commenti giurisprudenziali e indicazioni operative. Il focus è il punto di vista del debitore, per aiutarlo a capire i margini di difesa e le alternative disponibili.

Perché questo tema è importante

  • Rischi economici: presentare una domanda non ammissibile espone il contribuente a ritardi nell’avvio di soluzioni alternative, aggravando il debito e riducendo il tempo per impugnare gli atti.
  • Errori da evitare: molti debitori confondono le definizioni agevolate, credendo che ogni cartella possa essere “rottamata”. La normativa attuale delimita con precisione l’ambito oggettivo della rottamazione.
  • Urgenze procedurali: il termine per la presentazione delle domande è il 30 aprile 2026 e la prima rata (o il saldo) scade il 31 luglio 2026. Ritardi o errori nell’istanza fanno perdere definitivamente il beneficio.

Chi può aiutarti

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto al Ministero della Giustizia, coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze nazionali nel diritto bancario e tributario. È professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il suo team assiste quotidianamente contribuenti e imprese nelle seguenti attività:

  • analisi degli atti notificati (cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, intimazioni) per verificare vizi formali e sostanziali;
  • presentazione di domande di adesione alla rottamazione, sospensioni e ricorsi giudiziali;
  • apertura di trattative con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione per rateazioni e piani di rientro;
  • attivazione di soluzioni giudiziali e stragiudiziali alternative (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione).

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Contesto normativo della rottamazione quinquies

1. Origine normativa e ambito temporale

La rottamazione quinquies è stata introdotta con la legge 199/2025 (legge di Bilancio 2026). L’art. 1, comma 82 stabilisce che la definizione agevolata riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . È fondamentale che il carico sia stato effettivamente affidato in quel periodo, indipendentemente dalla data di notifica della cartella .

Il comma 82 individua inoltre le tipologie di debiti estinguibili, restringendo il perimetro rispetto alle edizioni precedenti (rottamazione quater). I debiti ammessi sono:

Categoria di debito ammessoDescrizione sinteticaRiferimento normativo
Imposte derivanti da controlli automatici o formaliImposte dichiarate (IRPEF, IVA, IRES, addizionali) risultanti da controlli automatizzati e formali ai sensi degli artt. 36‑bis e 36‑ter del D.P.R. 600/1973 e degli artt. 54‑bis e 54‑ter del D.P.R. 633/1972 .Legge 199/2025, art. 1, comma 82
Contributi INPS non derivanti da accertamentoContributi previdenziali dovuti all’INPS per i quali sia stata omessa la dichiarazione o il versamento, purché non derivino da attività di accertamento . Le casse professionali sono escluse .Id.
Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada (Prefettura)Solo per sanzioni irrogate da amministrazioni statali (Prefetture). La rottamazione cancella interessi, maggiorazioni e aggio ma non l’importo della sanzione .Id.

2. Benefici della definizione

Il comma 82 prevede che, per le categorie ammesse, il debitore possa estinguere il debito versando solo la quota capitale (imposta o contributo) e le spese per procedure esecutive e di notifica, con l’azzeramento di sanzioni, interessi, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio di riscossione . Nel caso di sanzioni stradali, l’importo della multa resta dovuto, ma vengono annullate le maggiorazioni e gli interessi .

3. Modalità di pagamento e scadenze

  • Domanda: la dichiarazione di adesione alla rottamazione quinquies deve essere presentata tra il 20 gennaio 2026 e il 30 aprile 2026 tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione . È possibile selezionare solo alcune cartelle, rinunciando ai giudizi pendenti.
  • Pagamento: il contribuente può scegliere il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali. Le prime tre rate scadono il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026; le successive seguono cadenza bimestrale dal gennaio 2027 . Alle rate dal secondo anno si applica un tasso di interesse del 3% annuo . Il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza immediata dalla definizione .

4. Procedura amministrativa e sospensione dei giudizi

Alla domanda di adesione è necessario allegare l’elenco dei carichi da definire e dichiarare l’eventuale esistenza di giudizi pendenti. Il comma 236 della legge 197/2022 (richiamato anche dalla legge 199/2025) stabilisce che la presentazione della domanda e la rinuncia ai giudizi comportano la sospensione del processo tributario. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 24428/2024, ha precisato che l’estinzione del giudizio non richiede il pagamento integrale delle rate: è sufficiente che la procedura sia perfezionata (domanda di adesione e accettazione dell’agente) e che siano documentati i pagamenti effettuati . La Corte ha affermato che la definizione agevolata è un istituto speciale che consente l’estinzione del processo in virtù della dichiarazione del contribuente e della comunicazione dell’Agenzia .

5. Definizioni locali per tributi regionali e comunali

Il comma 102 e seguenti dell’art. 1 della legge 199/2025 danno la facoltà a Regioni ed enti locali di introdurre propri piani di definizione agevolata per tributi di loro competenza (IMU, TARI, TASI, Addizionali, bollo auto, ecc.). Tali misure saranno adottate con regolamenti locali. Di conseguenza, i tributi locali non rientrano automaticamente nella rottamazione quinquies nazionale . Occorre verificare se la propria Regione o Comune abbia deliberato un proprio condono o definizione agevolata.

Debiti esclusi dalla rottamazione quinquies

L’ambito di applicazione delineato dal comma 82 della legge 199/2025 circoscrive in modo netto le tipologie di carichi estinguibili. Di conseguenza, tutti i debiti non riconducibili alle categorie ammesse sono esclusi. Di seguito viene fornito un elenco ragionato degli esclusi, con spiegazioni normative, rinvii giurisprudenziali e consigli pratici.

1. Debiti derivanti da avvisi di accertamento, rettifica o liquidazione

Cosa sono: gli avvisi di accertamento sono gli atti con cui l’Agenzia delle Entrate contesta imposte non dichiarate (redditi non dichiarati, IVA occultata, recupero di deduzioni indebite). Gli avvisi di rettifica e gli avvisi di liquidazione sono atti con cui si ricalcola l’imposta per errori od omissioni.

Perché sono esclusi: la rottamazione quinquies riguarda solo le somme dovute a seguito di controlli automatici o formali, non i debiti derivanti da accertamenti veri e propri. La norma vuole premiare la compliance volontaria: chi ha omesso di dichiarare redditi è escluso dalla sanatoria. Diversi articoli di commento confermano che restano escluse le partite debitorie derivanti da avvisi di accertamento e rettifica .

Come difendersi: per questi debiti è necessario impugnare l’avviso entro 60 giorni dalla notifica (per l’accertamento con adesione i termini sono diversi) e valutare altre misure come il ravvedimento operoso, la richiesta di rateazione ordinaria o il concordato preventivo biennale introdotto dal D.Lgs. 13/2024. È possibile presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado chiedendo la sospensione dell’esecuzione.

2. Contributi previdenziali diversi da quelli INPS

Cosa sono: i contributi dovuti alle casse di previdenza private (Cassa Forense, Cassa Geometri, INARCASSA, ENPACL, Cassa Medici, ecc.) o agli enti previdenziali speciali (INPGI, ENASARCO, ecc.).

Perché sono esclusi: la legge 199/2025 limita la rottamazione ai contributi INPS non derivanti da accertamento . Le casse professionali non possono deliberare l’adesione come avvenuto nella rottamazione quater; di conseguenza i carichi previdenziali di Cassa Forense e altre casse restano fuori dal perimetro . Un articolo della testata LaLeggePerTutti ribadisce che il beneficio è confinato ai soli debiti verso l’INPS e non riguarda le casse private .

Come difendersi: gli iscritti alle casse professionali devono rivolgersi direttamente all’ente di previdenza per valutare soluzioni rateali o misure ad hoc (ad es. la remissione in termini per omissioni contributive prevista da alcune casse). In alternativa si possono utilizzare strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento.

3. Debiti relativi a tributi locali e regionali non affidati

Cosa sono: imposte e tasse locali (IMU, TARI, TASI, addizionali regionali e comunali, bollo auto, canone unico patrimoniale) e sanzioni elevate dalla polizia municipale.

Perché sono esclusi: i tributi locali sono gestiti dagli enti impositori che possono affidare o meno la riscossione all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. La rottamazione quinquies riguarda solo i carichi affidati entro il 31 dicembre 2023. Le cartelle relative a tributi locali non affidati o affidati dopo il 2023 sono escluse . Perfino le multe della polizia municipale per violazioni del Codice della strada sono escluse . Tuttavia, le Regioni e i Comuni possono deliberare autonomamente definizioni agevolate; se lo fanno, i tributi locali saranno gestiti separatamente.

Come difendersi: consultare il regolamento della propria Regione o Comune per verificare se è stata prevista una definizione agevolata locale. In assenza di misure, si può chiedere rateazione ordinaria, oppure valutare la via giudiziale per eccepire vizi dell’atto.

4. Debiti per recupero di aiuti di Stato dichiarati illegittimi

Cosa sono: somme che l’Unione europea ha qualificato come aiuti di Stato illegittimi e che devono essere recuperate dallo Stato italiano. Spesso riguardano imprese beneficiarie di agevolazioni fiscali o contributive non conformi al diritto UE.

Perché sono esclusi: l’art. 1, comma 83 della legge 199/2025 esclude espressamente i carichi relativi al recupero di aiuti di Stato. L’art. 88 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea impone il recupero integrale degli aiuti illegittimi; la normativa italiana non può derogare. La lista degli esclusi indica che le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato non rientrano nella rottamazione quinquies .

Come difendersi: l’unica difesa è contestare la legittimità dell’obbligo di restituzione davanti alle corti europee o ai giudici amministrativi italiani. In mancanza di errori procedurali, la richiesta è tendenzialmente inoppugnabile.

5. Debiti derivanti da condanne della Corte dei conti (responsabilità erariale)

Cosa sono: somme liquidate a seguito di sentenze di condanna della Corte dei conti per danno erariale commesso da amministratori o dipendenti pubblici.

Perché sono esclusi: la legge 199/2025 esclude i carichi derivanti da pronunce della Corte dei conti . L’esclusione è coerente con la natura risarcitoria di tali debiti, che non riguardano tributi o contributi ma il ripristino del patrimonio pubblico.

Come difendersi: contro la sentenza della Corte dei conti sono esperibili mezzi di impugnazione interni (appello) o ricorsi per revocazione. In alcuni casi la responsabilità può essere limitata applicando il criterio della “culpa grave” introdotto dalla riforma Madia.

6. Multe, ammende e sanzioni penali

Cosa sono: multe e ammende inflitte dal giudice penale (ad esempio per reati tributari) o sanzioni amministrative aventi natura penale. Comprendono anche le confische e gli importi dovuti a titolo di pene pecuniarie.

Perché sono escluse: la rottamazione quinquies non può incidere su debiti derivanti da condanne penali. L’art. 1, comma 83, prevede l’esclusione delle multe, ammende o sanzioni pecuniarie dovute a seguito di condanne penali . Tali importi sono collegati alla funzione punitiva dello Stato e non possono essere oggetto di riduzione o condono se non per espressa previsione del giudice.

Come difendersi: solo attraverso i rimedi dell’ordinamento penale (appello, ricorso per Cassazione, incidente di esecuzione). È possibile chiedere la conversione della pena pecuniaria in rate ai sensi dell’art. 660 c.p.p.

7. Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada elevate dalla polizia municipale

Cosa sono: multe comminate dalla polizia locale (vigili urbani) per violazioni del Codice della strada.

Perché sono escluse: la rottamazione quinquies si applica esclusivamente alle sanzioni stradali irrogate dalle Prefetture (amministrazioni statali). Le violazioni accertate dalla polizia municipale rientrano nella sfera comunale e sono escluse . Alcuni Comuni stanno adottando definizioni agevolate autonome; in assenza di regolamento locale, la sanzione rimane integralmente dovuta.

Come difendersi: verificare se il Comune di riferimento ha approvato una propria sanatoria; in caso contrario, si può impugnare l’ordinanza ingiunzione davanti al giudice di pace o chiedere la rateazione.

8. Debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione prima del 2000 o dopo il 2023

Cosa sono: carichi iscritti a ruolo affidati all’agente della riscossione in periodi diversi da quelli previsti dalla legge (antecedenti al 1° gennaio 2000 o successivi al 31 dicembre 2023).

Perché sono esclusi: il requisito temporale è essenziale. Il Caritas Roma ricorda che sono esclusi i debiti affidati prima del 2000 o dopo il 2023 . Tali carichi possono essere interessati da vecchie definizioni (rottamazione ter, saldo e stralcio) o rimanere assoggettati alle procedure ordinarie.

Come difendersi: verificare se sono applicabili le precedenti rottamazioni (quater o ter) o altre misure come lo stralcio dei mini‑debiti (annullamento automatico dei ruoli fino a 1.000 euro per gli anni 2000‑2010) previsto dal D.L. 119/2018; in assenza di misure, valutare la rateazione.

9. Debiti già integralmente pagati con la rottamazione quater

Cosa sono: cartelle di pagamento incluse nella rottamazione quater per le quali il contribuente ha completato i pagamenti entro il 30 settembre 2025.

Perché sono esclusi: la legge 199/2025 non consente di rientrare nella rottamazione quinquies a chi ha già pagato tutte le rate della quater. Caritas Roma precisa che sono esclusi i debiti già pagati nella rottamazione quater . L’obiettivo è evitare che i contribuenti ritornino su debiti già chiusi.

Come difendersi: nessuna azione è necessaria. Chi ha beneficiato della precedente rottamazione e ha pagato regolarmente non può riaprire la posizione. Chi invece è decaduto dalla quater (mancato pagamento di una rata) può aderire alla quinquies .

10. Risorse proprie dell’Unione Europea

Cosa sono: dazi doganali, IVA all’importazione e altre risorse proprie dell’UE versate dagli Stati membri alla Commissione europea.

Perché sono escluse: la normativa comunitaria prevede che le risorse proprie non possano essere oggetto di condono o definizione agevolata. La Caritas Roma indica che le risorse proprie UE sono escluse dalla rottamazione . L’Italia non può ridurre unilateralmente tali entrate.

Come difendersi: non esistono sanatorie nazionali. È necessario pagare integralmente o contestare l’atto davanti alle autorità doganali e alla Corte di giustizia tributaria.

11. Atti di recupero dei crediti (atti di recupero, avvisi di addebito INPS ecc.)

Cosa sono: atti emessi a seguito di controlli sul pagamento di contributi e premi (ad es. avvisi di addebito INPS, atti di recupero di crediti tributari o contributivi).

Perché sono esclusi: l’Adnkronos chiarisce che sono escluse le partite debitorie derivanti da atti di recupero e avvisi di addebito . Si tratta di provvedimenti successivi che presuppongono un controllo sostanziale, assimilabile agli accertamenti.

Come difendersi: entro 30 giorni dalla notifica è possibile presentare opposizione all’INPS o ricorso alla Corte di giustizia tributaria. È possibile chiedere la rateazione amministrativa.

12. Premi e contributi gestiti da enti diversi dall’INPS (INAIL, ENPALS, ecc.)

Cosa sono: premi assicurativi e contributi obbligatori dovuti all’INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro o contributi versati all’ex ENPALS per il settore dello spettacolo.

Perché sono esclusi: la norma ammette solo i contributi INPS non derivanti da accertamento. Di conseguenza i premi INAIL e gli altri contributi gestiti da enti diversi restano fuori .

Come difendersi: è possibile richiedere la rateazione all’INAIL o impugnare gli avvisi presso il tribunale competente.

13. Bollo auto

Cosa è: tassa automobilistica regionale dovuta annualmente dai proprietari di veicoli.

Perché è escluso: il bollo auto è un tributo regionale. Se il Comune o la Regione non ha affidato la riscossione all’AdER, non rientra nella rottamazione quinquies. L’Adnkronos ricorda che il bollo auto è uno dei tributi locali esclusi . Alcune Regioni hanno previsto condoni locali, ma vanno verificati di volta in volta.

Come difendersi: verificare eventuali definizioni agevolate regionali; in assenza, procedere con rateazione o contestare vizi della cartella (prescrizione triennale).

14. Sanzioni per violazioni diverse dal Codice della strada

Cosa sono: sanzioni amministrative comminate da altre autorità (ad es. Garante Privacy, Antitrust, sanzioni tributarie ex D.Lgs. 472/1997 non derivanti da controlli automatici).

Perché sono escluse: la rottamazione quinquies non prevede la definizione agevolata di sanzioni amministrative autonome. Solo gli interessi e le sanzioni connesse alle imposte da controlli automatici e ai contributi INPS rientrano nel beneficio. Le sanzioni autonome restano fuori .

Come difendersi: impugnare l’atto davanti al giudice competente (tribunale amministrativo, Commissione tributaria, ecc.) entro i termini di legge oppure chiedere la rateazione all’ente creditore.

15. Interessi di mora e sanzioni su contributi previdenziali derivanti da accertamenti

Cosa sono: interessi e sanzioni calcolati dall’INPS o da altre casse sui contributi recuperati dopo un accertamento o una verifica ispettiva.

Perché sono esclusi: i contributi derivanti da accertamenti sono esclusi dalla rottamazione. Ne deriva che anche i relativi interessi e sanzioni restano integralmente dovuti .

Come difendersi: è possibile opporsi all’accertamento con ricorso all’INPS o in via giudiziale; in alternativa si può negoziare un piano di rientro.

Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica della cartella

  1. Verifica della cartella – controllare attentamente:
  2. la tipologia di debito (imposta da controllo automatico/formale, contributo INPS, sanzione stradale, tributo locale, ecc.);
  3. la data di affidamento del carico (deve essere compresa tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023). Per le cartelle miste occorre separare le quote definibili e quelle escluse .
  4. la presenza di eventuali vizi formali (mancata motivazione, notifica inesistente, prescrizione).
  5. Richiesta del prospetto informativo – tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione si può richiedere gratuitamente il prospetto informativo, che elenca i carichi definibili e gli importi da pagare . L’accesso avviene con SPID/CIE in area privata o tramite form in area pubblica.
  6. Valutazione con un professionista – prima di presentare la domanda è consigliabile consultare un avvocato o commercialista specializzato per:
  7. verificare la convenienza economica (in alcuni casi la rateazione ordinaria può essere più vantaggiosa);
  8. valutare eventuali impugnazioni per i debiti esclusi;
  9. decidere se rinunciare ai giudizi pendenti.
  10. Presentazione della domanda – la domanda si presenta esclusivamente online tra il 20 gennaio e il 30 aprile 2026 . Il contribuente sceglie il numero di rate e allega l’elenco dei carichi da definire. In caso di giudizi pendenti deve dichiarare di rinunciarvi.
  11. Attesa della comunicazione – entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione invia la comunicazione con il totale dovuto e il piano rateale .
  12. Pagamento – il pagamento deve avvenire entro il 31 luglio 2026 per la rata unica o la prima rata. Il rispetto delle scadenze è essenziale, perché non è previsto alcun periodo di tolleranza .
  13. Decadenza – il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza dalla definizione. In tal caso l’Agente della riscossione riprende le azioni esecutive e non è possibile ottenere nuove rateazioni sul residuo .

Difese e strategie legali per i debiti esclusi

Qualora i propri debiti rientrino nelle categorie escluse, il debitore non deve abbandonare l’idea di trovare una soluzione. Esistono diversi strumenti difensivi e strategie legali da valutare con l’assistenza di un professionista.

1. Impugnazione degli atti impositivi o di riscossione

Se il debito deriva da un avviso di accertamento, da un avviso di addebito INPS o da altre fattispecie escluse, è possibile impugnare l’atto davanti all’autorità competente. Ad esempio:

  • ricorso alla Corte di giustizia tributaria per avvisi di accertamento, rettifica o liquidazione, entro 60 giorni dalla notifica (90 se l’atto è stato inviato in una delle province di Trento o Bolzano);
  • opposizione all’avviso di addebito INPS davanti al tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro entro 40 giorni;
  • ricorso al giudice di pace per sanzioni stradali entro 30 giorni dalla notifica del verbale o dell’ordinanza ingiunzione;
  • ricorso al TAR per sanzioni amministrative connesse a provvedimenti di autorità indipendenti.

L’impugnazione può essere fondata su vizi formali (notifica inesistente, irregolarità del ruolo), vizi sostanziali (errata qualificazione dei fatti), prescrizione o decadenza.

2. Rateazioni ordinarie e piani di rientro

Per le cartelle escluse dalla rottamazione quinquies è possibile chiedere la rateazione ordinaria all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (fino a 72 rate mensili, estendibili a 120 in caso di comprovata temporanea difficoltà). Sono previste procedure accelerate per le somme inferiori a 120.000 euro.

Per i contributi previdenziali INPS o INAIL è possibile chiedere il piano di rientro direttamente all’ente. Gli avvisi di addebito INPS possono essere rateizzati fino a 60 rate.

3. Definizioni agevolate locali e tributi regionali/comunali

Molte Regioni e Comuni stanno deliberando proprie definizioni agevolate, che possono prevedere la cancellazione di sanzioni e interessi su tributi locali o multe municipali. È opportuno monitorare i siti istituzionali (Regione, Comune) e valutare la presentazione di domande in base ai regolamenti adottati.

4. Tutele per debiti da condanne penali

Per le multe o ammende penali l’unica soluzione legale è agire nell’ambito del processo penale. È possibile presentare appello, ricorso per Cassazione o chiedere l’applicazione di una pena sostitutiva (lavoro di pubblica utilità o libertà controllata) se la legge lo consente. Successivamente, in sede esecutiva, si può chiedere la rateizzazione della pena pecuniaria.

5. Strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento

Per i contribuenti in grave crisi economica esistono gli strumenti di composizione della crisi previsti dalla L. 3/2012 e dal nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Si tratta di procedure giudiziali che consentono di proporre un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione dei debiti, ottenendo la riduzione o la falcidia dei debiti residui (anche fiscali). L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, può assistere il debitore nella predisposizione del piano e nella gestione del procedimento presso l’Organismo di composizione della crisi (OCC).

6. Esdebitazione e procedure concorsuali

Gli imprenditori individuali e le società in stato di insolvenza possono accedere alle procedure concorsuali (concordato preventivo, liquidazione giudiziale). In alcune procedure è prevista la transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate, che consente la falcidia dei debiti tributari. Anche i consumatori, al termine della procedura di sovraindebitamento, possono ottenere la esdebitazione, ossia la liberazione totale dai debiti residuali.

7. Utilizzo di strumenti “deflattivi” del contenzioso

  • Ravvedimento operoso: permette di regolarizzare spontaneamente violazioni fiscali e contributive, beneficiando di sanzioni ridotte. È escluso per i tributi locali se l’ente non ha deliberato l’adesione.
  • Accertamento con adesione: consente al contribuente di concordare con l’amministrazione le maggiori imposte da versare, con riduzione delle sanzioni. Non consente però di accedere alla rottamazione quinquies.
  • Concordato preventivo biennale (D.Lgs. 13/2024): regime di concordato per titolari di partita IVA che presentano la dichiarazione 2025/2026. Prevede la determinazione concordata del reddito con applicazione di un’imposta forfettaria.

Strumenti alternativi alla rottamazione quinquies

Esistono altre misure agevolative, talvolta cumulative, che i debitori possono valutare per regolarizzare la propria posizione.

1. Rottamazione quater (legge 197/2022)

La precedente rottamazione, introdotta con la legge 197/2022 (legge di Bilancio 2023), consentiva la definizione dei carichi affidati all’AdER fino al 30 giugno 2022. Era più ampia perché includeva anche i contributi delle casse professionali (Cassa Forense, ENPALS, ecc.), ma era limitata a 18 rate in cinque anni. I contribuenti decaduti dalla quater possono aderire alla quinquies se non hanno pagato tutte le rate entro il 30 settembre 2025 .

2. Saldo e stralcio (D.L. 119/2018)

Misura straordinaria che consentiva l’estinzione dei carichi affidati all’AdER fino al 31 dicembre 2017 con il pagamento di una quota ridotta (16%, 20% o 35% del capitale) in presenza di ISEE inferiore a 20.000 euro. Non è stata riproposta, ma i contribuenti che vi hanno aderito e non hanno completato i pagamenti possono sfruttare la rottamazione quinquies (se i carichi rientrano nel periodo 2000‑2023).

3. Stralcio automatico dei mini‑debiti

Il D.L. 119/2018 ha previsto l’annullamento automatico dei ruoli di importo residuo fino a 1.000 euro relativi agli anni 2000‑2010. Lo stralcio è stato eseguito nel corso del 2023. I debiti successivi non stralciati possono essere rottamati solo se rientrano nelle categorie ammesse.

4. Definizioni locali

Regioni e Comuni stanno approvando condoni locali per IMU, TARI, TASI, canone unico e multe municipali. Ad esempio, alcune amministrazioni hanno previsto la cancellazione totale delle sanzioni e degli interessi per i pagamenti effettuati entro determinate scadenze. Il contribuente deve informarsi presso l’ente territoriale di residenza per verificare la presenza di tali misure.

5. Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione (L. 3/2012)

Per i soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, imprenditori agricoli) è possibile accedere ai piani del consumatore o agli accordi di ristrutturazione dei debiti. Tali strumenti consentono di proporre un piano di pagamento dei debiti con possibile falcidia e la supervisione del tribunale. La rottamazione quinquies può inserirsi come componente del piano, riducendo l’esposizione fiscale.

6. Transazione fiscale in ambito concorsuale

Nelle procedure di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione e liquidazione giudiziale è possibile richiedere la transazione fiscale, che consente al tribunale di omologare un accordo con il Fisco prevedendo la riduzione di imposte e contributi. Tale strumento non dipende dalla rottamazione quinquies ma può essere coordinato con essa.

Errori comuni e consigli pratici

  1. Confondere la data di notifica con la data di affidamento. La rottamazione quinquies fa riferimento alla data di consegna del ruolo all’Agente della riscossione . La cartella può essere notificata anche dopo il 2023, ma se il carico è stato affidato entro il 31 dicembre 2023 potrà essere rottamato.
  2. Includere debiti da avvisi di accertamento. Molti contribuenti ritengono erroneamente che un avviso di accertamento esecutivo (che contiene anche la cartella) sia rottamabile. La norma lo esclude espressamente .
  3. Sottovalutare l’impegno economico. Anche se sanzioni e interessi vengono cancellati, il debito di capitale può essere elevato. Prima di aderire è opportuno verificare se si è in grado di rispettare il piano di 54 rate.
  4. Trascurare le definizioni locali. I tributi locali possono essere definiti solo se l’ente ha deliberato la sanatoria. Informarsi in tempo presso il proprio Comune o Regione.
  5. Non rinunciare ai giudizi pendenti. La domanda di rottamazione quinquies comporta l’impegno a rinunciare ai giudizi relativi ai carichi inseriti . Omesso l’adempimento, la domanda può essere respinta.
  6. Non richiedere il prospetto informativo. Il prospetto consente di conoscere l’elenco completo dei carichi definibili e di prevenire errori nell’istanza . È uno strumento indispensabile.
  7. Non calcolare la prescrizione. Alcuni debiti possono essere prescritti (tipicamente dopo dieci anni per tributi erariali e cinque anni per contributi INPS). La presentazione della domanda di rottamazione potrebbe essere inutile. Un professionista può verificare la prescrizione.
  8. Omettere i debiti rateizzati. Le cartelle già rateizzate possono essere rottamate, ma la presentazione della domanda sospende i pagamenti in corso . È necessario però valutare la convenienza (nuovo tasso del 3% e durata più lunga). Inoltre, chi decade dalla rottamazione quinquies non potrà più ottenere rateazioni ordinarie .
  9. Pensare che la rottamazione elimini il debito. La definizione agevolata riduce le componenti accessorie ma non stralcia il capitale (salvo casi speciali come il saldo e stralcio). Chi non è in grado di pagare il capitale dovrebbe valutare procedure di sovraindebitamento o concorsuali.
  10. Attendere l’ultimo momento. Le procedure telematiche potrebbero essere congestionate nei giorni precedenti la scadenza. Occorre preparare la domanda con anticipo.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Sintesi dei debiti ammessi ed esclusi

Tipologia di debitoAmmesso/EsclusoNote e riferimenti
Imposte da controlli automatici/formali (art. 36‑bis/36‑ter D.P.R. 600/1973; art. 54‑bis/54‑ter D.P.R. 633/1972)AmmessiRientrano le imposte emergenti dalle dichiarazioni (IRPEF, IVA, IRES) se affidate tra 2000 e 2023 .
Contributi INPS non derivanti da accertamentoAmmessiSolo contributi ordinari, esclusi quelli da accertamenti e le casse professionali .
Sanzioni stradali da PrefetturaAmmessi (parziali)Si paga la multa, ma vengono annullati interessi e maggiorazioni .
Avvisi di accertamento, rettifica o liquidazioneEsclusiDebiti derivanti da controlli sostanziali non rientrano .
Contributi alle casse professionali (Cassa Forense, ENPALS, ecc.)EsclusiSolo l’INPS è ammesso .
Tributi locali (IMU, TARI, TASI, bollo auto) se non affidati o affidati dopo il 2023EsclusiGli enti locali possono adottare definizioni proprie .
Recupero di aiuti di Stato illegittimiEsclusiEsclusione prevista per normativa UE .
Condanne della Corte dei conti (danno erariale)EsclusiNon rientrano per la natura risarcitoria .
Multe, ammende e sanzioni penaliEsclusiNon rottamabili .
Sanzioni stradali elevate dalla polizia municipaleEsclusiSolo sanzioni prefettizie sono ammesse .
Carichi affidati prima del 2000 o dopo il 2023EsclusiPeriodo temporale delimitato .
Debiti già pagati nella rottamazione quaterEsclusiNon è possibile riaprirli .
Risorse proprie UE (dazi, IVA all’importazione)EsclusiVietata qualsiasi sanatoria .
Atti di recupero, avvisi di addebito INPSEsclusiParificati agli accertamenti .
Premi INAIL e contributi di altri entiEsclusiSolo contributi INPS ordinari sono ammessi .
Bollo autoEscluso (salvo definizioni locali)Tributo regionale.
Sanzioni amministrative diverse dal Codice della stradaEscluseEsclusi gli atti punitivi autonomi .
Interessi e sanzioni su contributi da accertamentiEsclusiDerivano da accertamento .

Tabella 2 – Scadenze principali della rottamazione quinquies

FaseDataDescrizione
Apertura domande20 gennaio 2026Inizio periodo per presentare la dichiarazione di adesione.
Chiusura domande30 aprile 2026Termine ultimo per trasmettere l’istanza telematica .
Comunicazione AdER30 giugno 2026L’Agenzia comunica l’ammontare dovuto e il piano di pagamento.
Pagamento unico o prima rata31 luglio 2026Scadenza per il versamento in unica soluzione o della prima rata .
Seconda rata30 settembre 2026Scadenza seconda rata.
Terza rata30 novembre 2026Scadenza terza rata.
Rate successiveDa gennaio 2027 a maggio 2035Pagamento bimestrale con interessi al 3% .
DecadenzaAlla prima rata mancataIl mancato pagamento di una rata comporta la perdita del beneficio .

Giurisprudenza recente e orientamenti delle Corti

Sebbene la rottamazione quinquies sia istituita nel 2026, alcuni precedenti giurisprudenziali relativi alle rottamazioni precedenti (quater e ter) offrono indicazioni utili.

1. Ordinanza della Corte di cassazione n. 24428/2024

In tema di definizione agevolata dei carichi ex art. 1, commi 231‑252, della legge 197/2022 (rottamazione quater), la Corte di cassazione ha precisato che la disciplina di estinzione del processo tributario non richiede il pagamento integrale delle rate. La corte ha affermato che “il comma 236 delinea una fattispecie di estinzione del processo che non postula il pagamento dell’intero ammontare dovuto… presupponendo esclusivamente che si sia perfezionata la procedura di rottamazione (domanda e comunicazione dell’Agenzia) e che siano documentati i pagamenti già effettuati” . Questo orientamento privilegia la ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.) e si oppone a interpretazioni che richiedono la sospensione fino al pagamento dell’ultima rata . Pur riferita alla rottamazione quater, la pronuncia fornisce un’importante chiave interpretativa per la quinquies: l’estinzione del giudizio dipenderà dalla perfezione della procedura, non dall’integrale pagamento.

2. Sentenza della Corte di giustizia tributaria della Sicilia n. 3719/2025

La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia ha dichiarato inammissibile il ricorso originario dopo che il contribuente aveva aderito alla rottamazione quater. La sentenza sottolinea che l’adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia al giudizio e che non occorre attendere il pagamento dell’ultima rata. La corte ha espressamente criticato l’orientamento che prevede la sospensione fino al 30 novembre 2027, ritenendolo contrario alla ragionevole durata del processo .

3. Orientamento sul pagamento rateale e decadenza

Diversi provvedimenti di commissioni tributarie e della cassazione hanno chiarito che il mancato pagamento di una sola rata comporta la decadenza dalla definizione agevolata, con perdita di tutti i benefici e impossibilità di ottenere un nuovo piano di rateazione. La riammissione è possibile solo se prevista dalla legge (come avvenuto per la rottamazione quater). Ciò impone particolare attenzione alle scadenze, soprattutto per piani di lunga durata.

4. Esclusione di contributi professionali: posizione degli enti di previdenza

La Cassa Forense e altre casse hanno chiarito, con note ufficiali, che i propri contributi non possono essere oggetto della rottamazione quinquies perché la norma non prevede la facoltà di aderire. La Legge per Tutti riporta che la Cassa Forense ha diffuso una comunicazione (CFNews del 29 gennaio 2026) per informare gli iscritti dell’esclusione . La Cassazione non è stata ancora chiamata a pronunciarsi sulla questione, ma l’interpretazione pare pacifica.

5. Prospettive per la giurisprudenza futura

Poiché la rottamazione quinquies è ancora recente, nei prossimi anni si attendono pronunce su:

  • Interpretazione della data di affidamento: se una cartella è stata “riespulsa” in seguito a riemissione del ruolo, quale data rileva? La giurisprudenza si pronuncerà sul criterio più favorevole al contribuente.
  • Compatibilità con il diritto UE: eventuali questioni di legittimità in materia di aiuti di Stato o risorse proprie UE potrebbero essere sollevate dinanzi alla Corte costituzionale o alla Corte di giustizia UE.
  • Esdebitazione e definizione agevolata: l’interazione tra rottamazione e procedure di sovraindebitamento potrebbe generare contenzioso, specie sull’effetto liberatorio integrale.

Domande frequenti (FAQ)

1. Posso rottamare una cartella contenente un avviso di accertamento?
No. La rottamazione quinquies ammette solo i debiti derivanti da controlli automatici o formali delle dichiarazioni. Le cartelle basate su avvisi di accertamento, rettifica o liquidazione sono escluse .

2. È possibile rottamare contributi INPS derivanti da accertamenti ispettivi?
No. I contributi INPS sono rottamabili solo se derivano da omissioni dichiarative e non da accertamenti .

3. La rottamazione quinquies include i contributi della Cassa Forense?
No. La norma si riferisce esclusivamente ai contributi INPS. Le casse professionali non possono aderire e i loro crediti sono esclusi .

4. Posso rottamare una cartella per bollo auto?
Solo se la Regione ha affidato la riscossione all’AdER e ha deliberato l’adesione alla definizione. In caso contrario, il bollo auto è escluso .

5. Ho una multa della polizia municipale: posso rottamarla?
No. Le sanzioni per violazioni del Codice della strada accertate dalla polizia municipale non rientrano nella rottamazione quinquies .

6. E le multe della Prefettura?
Sì, le sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate dalla Prefettura rientrano, ma si pagherà l’importo della multa e verranno cancellati solo interessi e maggiorazioni .

7. Posso aderire alla rottamazione quinquies se ho già un piano di rateazione ordinario?
Sì, è possibile sostituire la rateazione ordinaria con la definizione agevolata. Tuttavia, se si decade dalla rottamazione quinquies non sarà più possibile ottenere un nuovo piano di rateazione .

8. Devo rinunciare ai giudizi pendenti per aderire?
Sì. La domanda di adesione comporta la rinuncia ai giudizi relativi ai carichi inseriti. La Cassazione ha chiarito che l’estinzione del processo avviene con la perfezione della procedura, senza attendere l’ultima rata .

9. Qual è la differenza tra data di affidamento e data di notifica?
La data di affidamento è quando l’ente creditore consegna il ruolo all’AdER. È questa la data che determina l’ammissibilità; la notifica può avvenire anche successivamente .

10. Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 aprile 2026?
La domanda sarà irricevibile. La scadenza è perentoria .

11. Cosa accade se non pago una rata?
Decadi dalla rottamazione e l’intero debito residuo, inclusi sanzioni e interessi, diventa immediatamente esigibile .

12. Posso pagare più rate in anticipo?
Sì. È sempre possibile versare importi superiori o anticipare le rate, riducendo l’esposizione agli interessi del 3%.

13. La rottamazione quinquies estingue gli interessi legali maturati dopo l’affidamento?
Sì. Vengono cancellati gli interessi di mora e le sanzioni, ma restano dovuti gli interessi sulle rate dal 1° agosto 2026 (3% annuo) .

14. Devo includere tutte le mie cartelle?
No. Puoi scegliere di definire solo alcune cartelle; le altre resteranno soggette alla disciplina ordinaria. Tuttavia, è necessario prestare attenzione a eventuali giudizi collegati.

15. Posso presentare più domande di adesione?
Sì. Gli esperti suggeriscono di presentare più domande riferite a posizioni separate, in modo da non perdere completamente il beneficio in caso di difficoltà a rispettare un piano .

16. La rottamazione quinquies riguarda anche le cartelle emesse dall’Agenzia delle dogane per dazi o accise?
No. Le risorse proprie dell’Unione europea (dazi, IVA all’importazione) sono escluse .

17. Posso rottamare un debito per sanzione privacy o antitrust?
No. Le sanzioni amministrative autonome non rientrano nel perimetro della rottamazione .

18. Sono un ex socio di società fallita: posso rottamare i debiti della società?
No. La rottamazione opera solo per i debiti del soggetto titolare del ruolo. I debiti societari ricadono sulla società; se la società è in fallimento o in liquidazione giudiziale occorre agire nell’ambito della procedura concorsuale.

19. È possibile compensare crediti d’imposta con le somme dovute nella rottamazione?
No. L’importo dovuto deve essere versato integralmente. La compensazione non è ammessa, salvo future disposizioni legislative.

20. La rottamazione quinquies è una sanatoria definitiva?
Sì. Una volta perfezionato il pagamento, il carico è estinto e non potrà essere più riaperto. Tuttavia, l’adesione alla quinquies non impedisce al legislatore di introdurre sanatorie future che potrebbero essere più vantaggiose.

Simulazioni pratiche

Simulazione 1 – Cartella IRPEF da controllo automatico

Scenario: Il contribuente Tizio ha una cartella di pagamento da 12.000 euro relativa a IRPEF 2018. L’importo è composto da: – Capitale (imposta): 6.000 €; – Sanzioni: 3.000 €; – Interessi di mora: 2.000 €; – Agio e spese: 1.000 €.

Il carico è stato affidato all’AdER nel giugno 2021. Tizio vuole aderire alla rottamazione quinquies.

Calcolo: – Tizio dovrà pagare solo il capitale (6.000 €) e le spese esecutive e di notifica (1.000 €). Le sanzioni e gli interessi (5.000 €) saranno cancellati. L’importo rottamabile è quindi 7.000 €.

Rateizzazione: – Tizio sceglie il massimo di 54 rate bimestrali. Il piano, al tasso di interesse del 3%, potrebbe comportare rate da circa 130 € al mese (260 € bimestrali), per nove anni. Se paga puntualmente, il debito si estinguerà nel maggio 2035.

Vantaggi: – Risparmio immediato di 5.000 €. – Blocco delle azioni esecutive e sospensione del giudizio (se pendente).

Rischi: – Se Tizio salta una rata, perde il beneficio e deve versare l’intero importo residuo (compresi sanzioni e interessi). Dovrà quindi calcolare bene la propria capacità finanziaria.

Simulazione 2 – Multe della polizia municipale

Scenario: Sempronio ha ricevuto tre multe dalla polizia municipale per divieto di sosta (anno 2022) per un importo complessivo di 450 €. Le multe sono state affidate all’AdER nel 2024 ma notificate nel 2025.

Possibilità di rottamazione: – Essendo sanzioni municipali, non rientrano nella rottamazione quinquies . Sempronio dovrà pagare integralmente o attendere eventuali definizioni locali deliberate dal Comune.

Consigli: – Verificare se il Comune ha adottato una sanatoria locale (alcune città hanno previsto l’azzeramento degli interessi in caso di pagamento entro un certo termine). – Impugnare la cartella se presenta vizi di notifica o se è prescritta (termine di prescrizione di 5 anni).

Simulazione 3 – Avviso di accertamento per ricavi non dichiarati

Scenario: Caio ha ricevuto un avviso di accertamento per l’anno 2019, con cui l’Agenzia delle Entrate contesta ricavi non dichiarati e liquida un’imposta di 20.000 €, sanzioni per 12.000 € e interessi per 4.000 €. L’avviso è diventato esecutivo e la cartella è stata notificata nel 2024.

Possibilità di rottamazione: – Poiché il debito deriva da avviso di accertamento, non è rottamabile . La rottamazione quinquies non può essere utilizzata.

Strategie: – Caio può valutare l’accertamento con adesione per ottenere una riduzione delle sanzioni o presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni. Se non ha la liquidità, potrà chiedere la rateazione ordinaria. – In caso di difficoltà economica, Caio può ricorrere al piano del consumatore o all’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Simulazione 4 – Contributi INPS e contributi di Cassa professionale

Scenario: Lucia, architetto, ha un debito INPS per contributi artigiani 2017 pari a 5.000 €, oltre a un debito di 7.000 € verso la propria cassa di previdenza (INARCASSA). Entrambi i carichi sono stati affidati all’AdER nel 2022.

Possibilità di rottamazione: – Lucia può rottamare solo il debito INPS (5.000 € più spese), perché i contributi alle casse private sono esclusi . Dovrà quindi pagare integralmente o rateizzare il debito con INARCASSA .

Strategie: – Lucia può aderire alla rottamazione quinquies per il debito INPS e chiedere una rateazione ordinaria per il debito verso INARCASSA. – In alternativa, può valutare un accordo di ristrutturazione che includa entrambe le posizioni.

Conclusione

La rottamazione quinquies offre una possibilità concreta di ridurre il peso delle cartelle esattoriali, ma non è una soluzione universale. Il legislatore ha circoscritto il perimetro ai debiti derivanti da controlli automatici e formali delle dichiarazioni e ai contributi INPS non derivanti da accertamenti, oltre alle sanzioni stradali prefettizie . Tutte le altre categorie di debiti – tributi locali non affidati, avvisi di accertamento, contributi delle casse professionali, recuperi di aiuti di Stato, condanne della Corte dei conti, sanzioni penali, risorse proprie UE – restano escluse . La conoscenza delle esclusioni è determinante per evitare errori, sfruttare le alternative disponibili e, se necessario, contestare gli atti in sede giudiziale.

È fondamentale agire tempestivamente. Le domande di adesione alla rottamazione devono essere presentate entro il 30 aprile 2026 e il rispetto delle scadenze di pagamento è essenziale per non decadere dal beneficio. Per i debiti esclusi, esistono strategie difensive e strumenti alternativi – ricorsi, rateazioni, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, transazione fiscale – che permettono di ottenere riduzioni o dilazioni.

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