Azienda con debiti fiscali: cosa fare subito nel 2026

Introduzione

Nel 2026, avere (o scoprire di avere) debiti fiscali non è soltanto un problema “di cassa”: è un tema di continuità aziendale, affidabilità bancaria, accesso a bandi e appalti, rapporti con la Pubblica Amministrazione, rischio di misure cautelari ed esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e, in alcuni casi, rischio penale-tributario e responsabilità gestoria.

Il punto critico, dal punto di vista del debitore/contribuente, è che le scelte “nelle prime settimane” spesso determinano tutto il resto: una rateazione chiesta con tempistiche e documentazione corrette può bloccare nuove azioni esecutive; una definizione agevolata scelta senza comprendere presupposti e conseguenze può far perdere protezioni; un ricorso impostato in modo sbagliato può precludere difese future o rendere inammissibile la domanda cautelare.

Sul piano normativo, il 2026 si apre con tre snodi molto concreti per chi ha debiti fiscali:

  • la nuova disciplina della rateazione (con aumento progressivo delle rate massime e regole più strutturate sulla “temporanea difficoltà”), che incide sulla strategia immediata di gestione del debito;
  • la definizione agevolata introdotta dalla legge di bilancio 2026 (c.d. “rottamazione-quinquies”) con domanda telematica entro il 30 aprile 2026 e pagamento dal 31 luglio 2026 (o in più rate fino al 2035), che può essere un’opportunità forte ma non copre ogni tipologia di debito;
  • il pacchetto di riforma che incide su contraddittorio preventivo e impugnazioni (con regole e atti esclusi), con impatto diretto su come impostare le difese e su quando “conviene” contestare l’atto.

In questo contesto, una guida davvero utile deve dare un “piano di azione” del debitore: diagnosi dell’atto, scelte immediate, scadenze, strumenti (amministrativi, giudiziali e negoziali), errori da evitare, simulazioni numeriche e riferimenti istituzionali.

L’autore e il suo team:

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC; Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Come può aiutare concretamente il lettore
Un team multidisciplinare avvocati–commercialisti può, in concreto, supportare: verifica della regolarità delle notifiche e dei presupposti dell’atto; valutazione di decadenze/prescrizioni; scelta tra ricorso, istanze amministrative, rateazione o definizioni; predisposizione cautelari; gestione trattativa con ente creditore e agente della riscossione; valutazione strumenti di regolazione della crisi (accordi, piani, procedure).

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Mappa degli atti e dei rischi nel 2026

Dal punto di vista dell’azienda-debitrice, il primo obiettivo è capire “che atto è”: ogni atto ha un suo regime (chi lo emette, cosa produce, quali termini decorrono, quale giudice è competente). Il secondo obiettivo è stimare il rischio a breve: quanto è vicino il salto dal “debito” all’“aggressione” (pignoramento, ipoteca, blocchi su crediti verso PA).

Gli atti più frequenti e cosa significano per te

  • Atti della fase “impositiva/accertativa”: tipicamente avvisi/atti con cui l’ente afferma che devi imposta e sanzioni. Sono spesso impugnabili davanti alla giurisdizione tributaria.
  • Atti della fase “di riscossione” (ruolo/cartella; intimazioni; misure cautelari come ipoteca o fermo; atti esecutivi): qui la pressione aumenta e il margine di manovra si accorcia, ma spesso esistono strumenti di sospensione e rateizzazione, oltre a difese su notifica e pregiudizi.

Un nodo cruciale del 2026 è la regola (rafforzata) sull’estratto di ruolo: di regola non è impugnabile, ma ruolo e cartella che si assumono invalidamente notificati possono essere impugnati “in via diretta” se dimostri un pregiudizio qualificato (appalti, pagamenti da PA e verifiche ex art. 48-bis, perdita benefici, procedure di crisi, finanziamenti, cessione d’azienda).

Tabella pratica di orientamento rapido

Cosa ti è arrivatoEffetto immediato (in pratica)Prima mossa “da debitore”
Cartella/ruolo o atto di riscossioneAvvio/rafforzamento fase di recupero; rischio misure cautelari/esecutiveVerifica notifica + sostenibilità + scelta tra ricorso/rateazione/definizione
Ipoteca/fermo o atto ADER collegatoImpatto su beni e operativitàValuta impugnazione, sospensione, rateizzazione (che può bloccare nuove iscrizioni)
Diniego/rifiuto (espresso o tacito) su rimborso/autotutelaNecessità di scelta processuale e provaPianifica ricorso nei termini (o dopo 90 gg per rifiuto tacito)
“Estratto di ruolo” consultato per necessità operativaDa solo non impugnabileImpugna ruolo/cartella solo se c’è “pregiudizio qualificato”

Termini, scadenze e diritti difensivi dopo la notifica

Questa è la parte in cui, per un debitore, si vincono o si perdono le partite: la difesa non è “solo ragione”, è anche calendario.

Il quadro 2026: testo unico della giustizia tributaria e termini “cardine”

Nel 2026 il riferimento sistematico è il Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024), con efficacia operativa dal 2026 e abrogazioni/trasposizioni dal sistema precedente come riconosciuto anche in giurisprudenza costituzionale.
In particolare, il termine “storico” per proporre ricorso resta 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, e la cartella vale anche come notificazione del ruolo.

Il contraddittorio preventivo: quando te lo devono dare e quando no

Dal punto di vista del contribuente, il contraddittorio preventivo è essenziale perché consente spesso di:

  • correggere errori prima che diventino contenzioso;
  • produrre documenti e chiarimenti “a monte”;
  • costruire una base difensiva più solida, anche per eventuali ricorsi.

Nel sistema attuale, lo Statuto del contribuente prevede che gli atti autonomamente impugnabili siano preceduti (a pena di annullabilità) da un contraddittorio “informato ed effettivo”, con un termine non inferiore a 60 giorni per controdedurre, salvo eccezioni.
Ma attenzione: il decreto MEF 24 aprile 2024 individua ampie categorie di atti esclusi dal contraddittorio preventivo, tra cui (perché interessa le aziende con debiti) ruoli, cartelle, atti e provvedimenti dell’agente della riscossione, e atti “automatizzati” o “di pronta liquidazione” (36-bis, 36-ter e controlli IVA).

Conseguenza pratica: se ti arriva un atto “di riscossione” o un atto derivante da controlli automatizzati/formali, spesso non puoi fondare la difesa solo sulla mancanza di contraddittorio preventivo; devi spostare il focus su notifica, presupposti, calcoli, decadenze/prescrizioni, pregiudizio, e strumenti negoziali (rateazione/definizioni).

Tabella scadenze essenziali lato debitore

PassaggioTermine operativoCosa rischi se lo perdiFonte
Ricorso contro atto tributario60 giorni dalla notificaInammissibilità; consolidamento pretesa
Adesione “rottamazione-quinquies”30 aprile 2026Perdi accesso alla definizione agevolata
Prima rata/soluzione unica “rottamazione-quinquies”31 luglio 2026Se non paghi, tutele decadono e la riscossione riparte
Rateazione: domanda e “effetti protettivi”Prima possibile, appena misuri sostenibilitàSe aspetti, puoi subire iscrizioni/azioni; perdi potere negoziale
Impugnazione ruolo/cartella da notifica invalida (caso “estratto”)Solo se dimostri pregiudizio qualificatoSenza pregiudizio: rischio inammissibilità

Strategie difensive e strumenti immediati per ridurre o bloccare il danno

Qui l’ottica è esplicitamente “da debitore”: non interessa la teoria, interessa che cosa fai domani mattina.

Protocollo operativo “subito” per aziende con debiti fiscali

Raccolta documentale (entro 24–72 ore):
Atto ricevuto + relate di notifica + eventuali atti presupposti + estratto posizione + F24/pagamenti + comunicazioni pregresse + bilancini e flussi (per sostenibilità e piani). Questo perché gli strumenti 2026 (rateazione evoluta e definizioni) richiedono scelte misurabili, non “a sensazione”.

Check “notifica e pregiudizio”:
Se il problema è emerso da estratto di ruolo (es. banca, appalto, PA), verifica se ricadi in uno dei casi in cui puoi impugnare ruolo/cartella per notifica invalida dimostrando il pregiudizio (appalti, pagamenti da PA ex verifiche, perdita benefici, procedure di crisi, finanziamenti, cessione d’azienda).

Classifica il debito:
È un debito “da dichiarazione/controllo automatizzato” oppure nasce da accertamento? La distinzione è decisiva, perché la “rottamazione-quinquies” 2026 copre specificamente carichi da omesso versamento risultante da dichiarazioni e da attività di controllo automatizzato/formale (36-bis/36-ter e analoghi IVA), oltre a contributi INPS non da accertamento.

Rateazione nel 2026: perché spesso è la “prima diga” contro l’esecuzione

La riforma della riscossione ha riscritto le regole della dilazione: dal 2025–2026, per debiti fino a 120.000 euro (per singola istanza) il piano può arrivare fino a 84 rate mensili (con progressivo aumento negli anni successivi), mentre per importi maggiori o per rateazioni estese occorre documentare la temporanea difficoltà con parametri e decreto MEF, e può arrivare fino a 120 rate.

Sul piano “difensivo”, l’effetto non è solo dilazionare: già con la richiesta e fino a rigetto/decadenza, il testo coordinato dell’art. 19 prevede effetti protettivi (sospensione termini prescrizione/decadenza, stop a nuove iscrizioni di fermi/ipoteche e a nuove esecuzioni), e il pagamento della prima rata può estinguere procedure esecutive già avviate in determinate condizioni.

Errore frequente: chiedere rateazione “a prescindere”, senza prima verificare se un pezzo di debito rientra in una definizione agevolata più conveniente o se ci sono vizi di notifica/duplicazioni. Nel 2026 puoi trovarti nel paradosso di rateizzare un debito che potevi definire versando solo “capitale e spese”.

Rottamazione-quinquies: quando conviene davvero (e quando no)

La legge di bilancio 2026 ha introdotto una definizione agevolata per carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte da dichiarazione e da controlli 36-bis/36-ter (e omologhi IVA), nonché da omesso versamento di contributi INPS con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Cosa paghi: capitale + spese di notifica e spese esecutive; non paghi sanzioni e interessi (incl. interessi di mora e aggio).

Scadenze chiave:
– Domanda telematica entro 30 aprile 2026.
– Pagamento: unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure fino a 54 rate bimestrali (con calendario che arriva al 2035).
– In caso di rate, interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026.

Effetti protettivi dopo la domanda: sospensione prescrizione/decadenza; sospensione pagamenti da precedenti dilazioni fino alla prima rata; stop a nuove procedure e nuove iscrizioni (fermi/ipoteche) salvo quelle già iscritte; stop/prosecuzione limitata delle esecuzioni; “non inadempiente” per alcune verifiche e impatti su DURC.

Decadenza/inefficacia: basta il mancato o insufficiente versamento dell’unica rata o di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata per perdere gli effetti; i versamenti restano acconto e la riscossione riparte.

Punto delicato per le aziende: la definizione 2026 è potente ma “mirata”. Se il tuo debito nasce da accertamento (e non da omesso versamento da dichiarazione), potresti essere fuori per una parte importante della posizione: in quel caso la strategia spesso diventa un mix di ricorso selettivo, rateazione strutturata e (se c’è crisi) strumenti del Codice della crisi.

Estratto di ruolo e impugnazione: come impostare la difesa senza farti “bloccare all’ingresso”

Nel 2026 l’estratto di ruolo non è impugnabile in sé; devi spostare l’azione su ruolo/cartella (notifica invalida) e dimostrare pregiudizio qualificato. In ottica difensiva, questo significa predisporre in modo molto concreto la prova del danno: esclusione da gara, blocco incassi da PA, revoca beneficio, blocco finanziamento, impatto in cessione d’azienda, percorso CCII.

Strumenti di crisi e ristrutturazione quando il debito fiscale è “non sostenibile”

Quando il debito fiscale (insieme ad altri debiti: bancari, fornitori, previdenziali) supera la capacità dell’impresa di reggerlo, il problema non è più “quale rateazione”, ma quale percorso di regolazione della crisi.

Quando devi passare dal “contenimento” alla “ristrutturazione”

Alcuni segnali tipici (lato debitore):

  • rateazioni che si reggono solo “saltando” fornitori strategici;
  • rischio di blocco incassi (PA) o perdita linee;
  • impossibilità di pagare imposte correnti mentre paghi arretrati;
  • esposizione multipla con adempimenti e procedure già in corso.

In queste situazioni, è spesso decisivo collegare la strategia fiscale a strumenti di crisi: il legislatore, peraltro, prevede espressamente interazioni tra definizioni agevolate e procedure di sovraindebitamento/CCII.

Procedure “da debitore” nel CCII: quando possono entrare anche i carichi fiscali

Molte micro-imprese o imprese non “assoggettabili” a liquidazione giudiziale (o in situazioni particolari) possono accedere agli strumenti di sovraindebitamento del CCII (piano del consumatore → ristrutturazione dei debiti del consumatore; concordato minore; liquidazione controllata; esdebitazione dell’incapiente). I Tribunali forniscono indicazioni operative e riferimenti diretti al D.Lgs. 14/2019.

Inoltre, la legge di bilancio 2026 consente di includere nella definizione agevolata 2026 anche debiti inseriti in procedimenti ex L. 3/2012 (vecchi procedimenti) o CCII, con pagamento anche falcidiato secondo omologazione.

Collegamento strategico: se la tua azienda è in una procedura di regolazione della crisi, puoi usare definizioni agevolate come leva per ridurre il “costo fiscale” del risanamento, ma devi coordinarti con tempi e vincoli della procedura e con le regole di decadenza.

Composizione negoziata e misure protettive: perché interessano anche al debitore fiscale

La figura dell’esperto negoziatore (introdotta nel 2021 e poi stabilizzata nel sistema) è pensata per negoziare con creditori pubblici e privati, tentando il risanamento prima della procedura “più dura”. In pratica, per il debitore fiscale significa: non limitarsi a rincorrere cartelle, ma costruire un tavolo e una narrativa documentale credibile su continuità e sostenibilità.

Errori comuni, simulazioni numeriche e FAQ operative

Errori comuni che peggiorano la tua posizione (e come evitarli)

Un errore tipico è “pagare a caso” i carichi più rumorosi, senza ricostruire la posizione: nel 2026 il vero risparmio spesso nasce dall’inquadramento corretto (rateazione vs definizione vs contestazione per vizi).

Altro errore frequente è scoprire tardivamente che la posizione è emersa da estratto di ruolo ma senza “pregiudizio qualificato” dimostrato: l’azione diventa più complessa e spesso si perde tempo prezioso.

Simulazioni pratiche e numeriche (esempi realistici)

Simulazione A – Debito da omesso versamento “da dichiarazione”: scelta definizione agevolata 2026
– Carico affidato 2018–2022: capitale 80.000 euro + sanzioni/interessi/aggio 35.000 euro + spese 500 euro.
– Se rientri nei presupposti della definizione 2026: paghi in linea generale capitale + spese (es. 80.500) e non sanzioni/interessi/aggio, con domanda entro 30 aprile 2026 e pagamento dal 31 luglio 2026.
– Se scegli rate bimestrali: attenzione alla decadenza per mancato pagamento e agli interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026.

Simulazione B – Debito “misto”: parte da accertamento, parte da controllo automatizzato
– Accertamento: 120.000 (capitale) + 60.000 (sanzioni/interessi).
– Controllo automatizzato: 40.000 (capitale) + 20.000 (accessori).
La definizione 2026 potrebbe coprire solo la seconda componente (se rientra nei requisiti), mentre per la componente da accertamento il fulcro diventa ricorso selettivo e/o rateazione con effetti protettivi.

Simulazione C – Rateazione 2026 per 110.000 euro (istanza “ordinaria” nel biennio 2025–2026)
Se la domanda è nel 2026 e ricadi nel perimetro di applicazione, il piano può arrivare fino a 84 rate; in parallelo la disciplina dell’art. 19 (come riformata) prevede sospensioni e divieti di nuove azioni durante la gestione della richiesta e, in certi casi, estinzione delle esecuzioni con il pagamento della prima rata.

FAQ operative (18 domande e risposte)

Posso bloccare subito un pignoramento se chiedo la rateazione?
Spesso la rateazione è uno strumento difensivo perché attiva effetti protettivi (e in certi casi la prima rata chiude esecuzioni già avviate), ma dipende dallo stato della procedura e dai requisiti: va impostata con documentazione coerente e tempi rapidi.

L’estratto di ruolo si può impugnare?
No, in linea generale non è impugnabile; puoi però impugnare ruolo/cartella (notifica invalida) solo se dimostri uno specifico pregiudizio (appalti, pagamenti PA, crisi, finanziamento, cessione azienda, ecc.).

Se scopro il debito perché la banca mi blocca un finanziamento, posso agire?
Sì, la norma prevede espressamente il “pregiudizio” in relazione a operazioni di finanziamento da parte di soggetti autorizzati: è uno dei casi tipici per l’impugnazione diretta.

La rottamazione-quinquies vale per qualsiasi cartella?
No: la definizione 2026 riguarda carichi 2000–2023 ma con presupposti specifici (omesso versamento da dichiarazione e controlli automatizzati/formali; contributi INPS esclusi quelli da accertamento).

Qual è la scadenza per aderire alla definizione 2026?
La dichiarazione va resa entro il 30 aprile 2026 con modalità telematiche.

Quando devo pagare la prima rata della definizione 2026?
La prima (o unica) rata scade il 31 luglio 2026; le successive seguono il calendario bimestrale previsto.

Cosa succede se salto due rate della definizione?
La definizione non produce effetti e riprendono prescrizione/decadenza e attività di recupero; i versamenti restano acconto.

Posso rateizzare e poi aderire alla definizione 2026?
La legge disciplina la sospensione delle dilazioni in essere e i relativi effetti; è una scelta da pianificare per evitare revoche e vuoti di tutela.

La domanda di definizione mi protegge da nuove ipoteche/fermi?
Sì, la norma prevede il divieto di nuove iscrizioni (salvi i provvedimenti già iscritti).

Se ho già un’ipoteca iscritta, la definizione la cancella automaticamente?
Non automaticamente: la norma blocca nuove iscrizioni ma non “sgrava” per sé le esistenti; la cancellazione segue regole e tempi legati all’estinzione o ad accordi con ente/ADER.

Il contraddittorio preventivo è sempre obbligatorio?
No: lo Statuto lo prevede come regola generale, ma il decreto MEF individua categorie ampie di atti esclusi (in particolare molti atti di riscossione e atti automatizzati/di pronta liquidazione).

Le cartelle e gli atti dell’agente della riscossione sono esclusi dal contraddittorio?
Sì, sono tra gli atti esclusi.

Quanto tempo ho per fare ricorso contro un atto tributario?
Il termine cardine è 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato (con regole specifiche per rifiuti taciti).

Se il debito mi impedisce di partecipare a gare pubbliche, cosa posso fare?
È uno dei casi tipici di “pregiudizio” che legittimano l’impugnazione diretta di ruolo/cartella (se assumi notifica invalida) e richiede prova documentale dell’esclusione o rischio concreto.

La rateazione 2026 quante rate massime consente?
Per istanze 2025–2026 e debiti fino a 120.000 euro, fino a 84 rate; per altri casi e con documentazione, fino a 120.

Cosa rischio se continuo a non pagare mentre “valuto”?
Rischi misure progressive (fermi, ipoteche, esecuzioni) e soprattutto perdi il vantaggio negoziale: la disciplina premia chi si muove prima e “con carta in mano”.

Se l’azienda è in crisi, posso inserire i debiti fiscali in un percorso CCII?
Sì: la normativa sui debiti e le procedure di crisi interagisce anche con la definizione agevolata 2026.

Ho debiti fiscali ma anche debiti INPS: cambia qualcosa?
Sì: la definizione 2026 include contributi INPS solo se rientrano nei presupposti (con esclusioni per crediti “da accertamento”).

La Cassazione ha detto qualcosa di recente sulle definizioni agevolate?
Sì: la sezione tributaria ha rimesso alle Sezioni Unite una questione sulla rottamazione-quater e sugli effetti in pendenza di contenzioso, segnale di contrasto interpretativo che impone cautela operativa.

Giurisprudenza e prassi istituzionale recente

Questa sezione è pensata “da debitore”: ti serve per capire quali punti sono controversi e quali sono diventati “linea dura” dei giudici, così da non fondare la strategia su speranze fragili.

Selezione di pronunce e documenti istituzionali rilevanti

  • Corte di cassazione (Sezione Tributaria), ordinanza interlocutoria 5 marzo 2025, n. 5830: rimessione per possibile assegnazione alle Sezioni Unite su questione relativa alla rottamazione-quater e agli effetti tra adesione/adempimenti e contenzioso pendente (tema pratico: cosa succede al giudizio se hai aderito e pagato parzialmente).
  • Corte di cassazione (Sezione Tributaria), sentenza 30 giugno 2025, n. 17668: tema di termini di notifica atti impositivi e discipline emergenziali COVID (utile per eccezioni di decadenza/cronologia).
  • Corte di cassazione (Sezione Tributaria), ordinanza 13 maggio 2025, n. 12770: indicazioni sul processo tributario in materia di mediazione (ratione temporis) e interesse ad appellare quando la domanda è accolta in misura coerente con proposta.
  • Corte di cassazione (Sezione Tributaria), sentenza 14 febbraio 2025, n. 3800: rapporto tra giudicato penale di assoluzione e materia tributaria/sanzionatoria (utile quando l’azienda è esposta anche su profili penali-tributari).
  • Linee di confine tra giurisdizione tributaria e ordinaria nella fase esecutiva: in rassegne ufficiali dell’Ufficio del Massimario si richiamano criteri sviluppati anche alla luce di Corte costituzionale n. 114/2018 (utile per capire “dove” si litiga su atti esecutivi e su fatti anteriori/posteriori alla notifica).

Conclusione

Se sei un’azienda con debiti fiscali nel 2026, il punto non è “pagare o non pagare”: il punto è scegliere subito la strada legale più efficiente tra tre direttrici che spesso si combinano:

  • contestare ciò che è contestabile (atto, notifica, presupposti, pregiudizi qualificati);
  • bloccare la deriva esecutiva con strumenti di contenimento come la rateazione riformata (che nel 2026 è spesso la prima diga operativa);
  • ridurre drasticamente il costo del debito dove la legge lo consente, soprattutto tramite la definizione agevolata 2026 (rottamazione-quinquies) quando i carichi rientrano nei presupposti (omesso versamento da dichiarazione/controlli automatizzati; contributi INPS non da accertamento), rispettando rigorosamente scadenze e regole di decadenza.

La differenza concreta, dal lato del debitore, nasce dalla tempestività: agire presto significa mantenere più opzioni (ricorso, definizioni, rateazioni, negoziazione, strumenti di crisi) e ridurre il rischio di pignoramenti, ipoteche, fermi o blocchi da verifiche verso la Pubblica Amministrazione.

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