Quando si annullano i debiti?

Introduzione

Il tema dell’annullamento dei debiti è oggi al centro dell’attenzione di imprese, professionisti e famiglie italiane. L’aumento dei carichi fiscali, la crisi economica post‑pandemica e le strette normative hanno reso sempre più frequente il ricorso a procedure che consentono di ridurre, dilazionare o addirittura azzerare i debiti verso il fisco e altri creditori. Un debito non pagato può comportare gravi conseguenze: iscrizione a ruolo, notifiche di cartelle di pagamento, fermo amministrativo dei beni, ipoteche e pignoramenti, con ripercussioni sul patrimonio personale e sull’operatività dell’azienda. In questo contesto è fondamentale conoscere le opportunità legali offerte dall’ordinamento per difendersi e ripartire. Il diritto italiano prevede strumenti ordinari (rateizzazione, sospensione, ricorsi), procedure concorsuali (piani del consumatore, concordati, accordi di ristrutturazione) e misure straordinarie (rottamazioni, definizioni agevolate e stralci automatici) per gestire o cancellare i debiti.

In questo articolo analizziamo quando e come è possibile ottenere l’annullamento o la riduzione dei debiti. La prospettiva è quella del debitore (contribuente, consumatore, piccolo imprenditore), che ha bisogno di orientarsi tra leggi, decreti, circolari e giurisprudenza. Con un taglio pratico e professionale, forniremo una guida completa, aggiornata a marzo 2026, attingendo alle fonti normative e alle decisioni più recenti della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, dell’Agenzia delle Entrate e degli Organismi di Composizione della Crisi. Ogni sezione si chiude con suggerimenti operativi, esempi numerici e risposte alle domande frequenti.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con tanti anni di esperienza nel diritto bancario, tributario e commerciale. Coordina un team multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti esperti su tutto il territorio nazionale ed è:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), con competenze nell’elaborazione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazioni controllate;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, capace di guidare le imprese nel percorso di composizione negoziata.

Lo studio dell’Avv. Monardo assiste contribuenti e imprese nell’analisi degli atti (cartelle, avvisi di accertamento, ingiunzioni), nella predisposizione di ricorsi e istanze di sospensione, nella negoziazione con l’Agente della Riscossione e con le banche per ottenere piani di rientro sostenibili o l’annullamento delle posizioni debitorie, sia in sede giudiziale che stragiudiziale. Grazie alla specializzazione nelle procedure concorsuali minori, lo studio offre soluzioni su misura per chi si trova in stato di sovraindebitamento o insolvenza.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

In Italia la disciplina dell’annullamento dei debiti è il risultato di un intreccio di leggi ordinarie, decreti legislativi, sentenze e circolari interpretative. Di seguito ne delineiamo il quadro principale.

1. La legge 3/2012: definizioni e strumenti per il sovraindebitamento

La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”) ha introdotto nel nostro ordinamento una serie di procedure finalizzate a consentire ai soggetti “non fallibili” (consumatori, professionisti, imprenditori sotto soglia) di superare situazioni di crisi e ottenere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui). L’articolo 6 definisce sovraindebitamento come lo stato di perdurante squilibrio tra obbligazioni assunte e patrimonio prontamente liquidabile che determini la significativa difficoltà ad adempiere regolarmente le proprie obbligazioni . Sono ammessi alla procedura le persone fisiche, gli imprenditori minori, i professionisti, le start‑up innovative e gli enti no profit. La stessa norma qualifica il consumatore come il soggetto che contrae debiti al di fuori dell’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale .

La legge prevede tre strumenti principali:

  1. Accordo di composizione della crisi – riservato agli imprenditori non assoggettabili al fallimento. Prevede la predisposizione, con l’aiuto di un OCC, di un piano di ristrutturazione da sottoporre all’approvazione dei creditori e all’omologazione del tribunale.
  2. Piano del consumatore – destinato alle persone fisiche non imprenditori. Non richiede l’approvazione dei creditori ma l’omologazione del giudice. Obiettivo è la ristrutturazione del debito con eventuali falcidie e dilazioni.
  3. Liquidazione del patrimonio – procedura residuale in cui il debitore mette a disposizione tutto il suo patrimonio, comprese le componenti future, per soddisfare i creditori in maniera ordinata.

L’esdebitazione è regolata dall’articolo 14‑terdecies della legge 3/2012, che consente al debitore meritevole di essere liberato dai debiti rimasti insoddisfatti dopo l’esecuzione del piano o della liquidazione. La norma richiede che il debitore abbia collaborato lealmente, non abbia commesso atti diretti a frodare i creditori o a favorire alcuni rispetto ad altri, e che non abbia ottenuto l’esdebitazione nei precedenti otto anni . Sono esclusi dall’esdebitazione i debiti per mantenimento, alimenti, risarcimento danni da fatto illecito, multe e sanzioni amministrative . Il giudice pronuncia il decreto di esdebitazione e, in caso di successiva scoperta di atti di frode, può revocare il beneficio .

2. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019)

La legge 3/2012 è stata in buona parte trasfusa nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), entrato in vigore a luglio 2022 e progressivamente modificato. Il codice prevede procedure omogenee per i soggetti non fallibili e per gli imprenditori; introduce novità come l’allungamento dei piani di ristrutturazione e norme specifiche per i debitori incapienti.

L’articolo 278 CCII definisce l’esdebitazione come “la liberazione del debitore da ogni debito residuo non soddisfatto in sede di liquidazione” e stabilisce che l’effetto liberatorio si estende ai soci illimitatamente responsabili . L’articolo 283 disciplina l’esdebitazione del debitore incapiente (persona fisica meritevole che non può offrire alcuna utilità ai creditori). L’istanza può essere presentata una sola volta; il giudice ne valuta la meritevolezza e, nel caso di accoglimento, ordina la liberazione dai debiti con obbligo di rimettere ai creditori eventuali sopravvenienze attive entro quattro anni .

Altre disposizioni rilevanti del CCII riguardano:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73): il piano può prevedere la falcidia del credito e la dilazione dei pagamenti; si articola in due fasi (presentazione e omologazione) e, con l’omologazione, la procedura porta all’esdebitazione .
  • Concordato minore (artt. 74‑83): destinato agli imprenditori minori. Prevede un accordo con i creditori che può includere la continuità aziendale o la liquidazione.
  • Liquidazione controllata del debitore (artt. 268‑277): procedura che ricalca la liquidazione del patrimonio della L. 3/2012.

3. Decreto‑legge 118/2021 e composizione negoziata della crisi

Il D.L. 24 agosto 2021 n. 118, convertito nella L. 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa, pensata per prevenire l’insolvenza dell’imprenditore. L’articolo 2 prevede che l’imprenditore che presenta “uno stato di probabile crisi” possa chiedere alla camera di commercio la nomina di un esperto indipendente che faciliti le trattative tra imprenditore, creditori e eventuali altri soggetti. L’esperto verifica la fattibilità del risanamento e può suggerire la cessione dell’azienda o di rami della stessa . Il decreto ha istituito una piattaforma telematica per gestire le domande e un albo per gli esperti, con requisiti specifici (formazione, esperienza, assenza di conflitti di interessi) . La composizione negoziata può sfociare in accordi stragiudiziali, convenzioni di moratoria o piani concordati, o può essere prodromica all’accesso a procedure concorsuali semplificate.

4. D.P.R. 602/1973: rateizzazione e cartelle di pagamento

Il D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 disciplina la riscossione delle imposte sul reddito. Alcuni articoli sono fondamentali per comprendere i termini e le possibilità di annullare o ridurre i debiti fiscali.

Articolo 19 – Rateizzazione delle somme iscritte a ruolo

L’articolo 19 consente al contribuente che si trova in temporanea difficoltà di ottenere la dilazione del debito iscritto a ruolo presso l’Agente della Riscossione. Le recenti modifiche introdotte dal D.Lgs. 26 febbraio 2024 n. 110 (riordino del sistema nazionale della riscossione) hanno ampliato il numero massimo di rate:

  • Per le domande presentate nel biennio 2025‑2026 si possono ottenere fino a 84 rate (sette anni);
  • Per le domande presentate nel biennio 2027‑2028 fino a 96 rate;
  • Per le domande presentate dal 1° gennaio 2029 fino a 108 rate .

Inoltre, per debiti superiori a 120 000 € l’agente deve valutare la reale situazione economica del debitore (ISEE, bilancio, flussi di cassa); la richiesta sospende la prescrizione e non sono avviate nuove procedure esecutive durante l’esame dell’istanza . Il D.Lgs. 110/2024 specifica, all’articolo 13, che criteri e parametri per attestare la temporanea difficoltà saranno definiti con decreto ministeriale .

Articolo 25 – Notifica delle cartelle di pagamento

L’articolo 25 stabilisce i termini entro i quali l’agente della riscossione deve notificare le cartelle di pagamento: entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione per somme dovute a seguito di liquidazione automatica, entro il 31 dicembre del quarto anno per somme dovute a seguito di controllo formale, ed entro il 31 dicembre del secondo anno dopo la definitività degli accertamenti . In caso di procedure concorsuali o adesioni, i termini sono sospesi o differiti e la cartella contiene l’ordine di pagare entro 60 giorni, pena l’applicazione degli interessi di mora . La conoscenza dei termini di notifica è essenziale perché la tardiva emissione o la mancata notifica rende la cartella annullabile.

5. Rottamazioni e definizioni agevolate

Negli ultimi anni le leggi di bilancio hanno introdotto rottamazioni e definizioni agevolate per permettere ai contribuenti di chiudere le posizioni debitorie con pagamento ridotto (di solito solo il capitale e gli interessi di riscossione) e la cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggio. La Legge 197/2022 (Bilancio 2023) ha istituito la rottamazione‑quater, permettendo la definizione dei carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022: il contribuente può pagare solo imposte e contributi, senza sanzioni e interessi . La legge prevede la possibilità di rateizzare in un massimo di 18 rate e l’obbligo di versamento della prima o unica rata entro il 31 ottobre 2023. È stato introdotto uno stralcio automatico dei debiti fino a 1 000 € per i carichi relativi agli anni 2000‑2015.

La Legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025 n. …) ha introdotto la rottamazione‑quinquies, estendendo la definizione agevolata ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023 e prevedendo il pagamento solo del capitale e delle spese di notifica, con esclusione di interessi, sanzioni, interessi di mora, aggi e diritti di notifica . Il pagamento può essere dilazionato fino a 54 rate bimestrali a un tasso del 3 % . Sono ammessi i debiti derivanti da omessi versamenti di imposte dichiarate e da omessi contributi previdenziali; restano esclusi i carichi riferiti a dazi doganali, risorse proprie dell’Unione Europea, recuperi di aiuti di Stato, multe penali e somme affidate agli enti locali .

6. Prescrizione dei debiti tributari

Un tema centrale è la prescrizione dei debiti fiscali. La Corte di Cassazione, con la ordinanza n. 17234/2023, ha chiarito che la regola generale è il termine decennale (10 anni) per l’azione di riscossione ex art. 2946 c.c. quando la legge non prevede un termine diverso; tuttavia devono applicarsi i termini specifici di ciascun tributo. Ad esempio, le sanzioni amministrative tributarie prescritte in cinque anni ex art. 20 del D.Lgs. 472/1997, mentre le sanzioni penali tributarie confermate con sentenza passata in giudicato si prescrivono in dieci anni . La Corte invita a analizzare il singolo debito per verificare se il termine sia quinquennale, ottennale o decennale. Un debitore può quindi contestare la cartella se il tributo è prescritto.

7. Invalidità della notifica e impugnazione della cartella

Un altro filone di giurisprudenza riguarda la notifica degli atti. La Cassazione ha stabilito con ordinanza n. 15782/2022 che, qualora la notifica avvenga mediante deposito (art. 140 c.p.c.), l’agente postale deve dare prova dell’invio della raccomandata informativa; la sola attestazione dell’ufficiale giudiziario non è sufficiente . La mancata prova comporta la nullità della notifica. Le Sezioni Unite (sentenza n. 19704/2015) hanno inoltre riconosciuto che la cartella di pagamento, se invalidamente notificata e successivamente scoperta tramite estratto di ruolo, è impugnabile, e il termine di 60 giorni per ricorrere decorre dal momento in cui il contribuente prende conoscenza dell’atto .

8. Giurisprudenza recente su piani del consumatore e moratorie

La Corte di Cassazione 4622/2024 ha interpretato l’articolo 8 comma 4 della legge 3/2012, stabilendo che la moratoria di un anno per il pagamento dei creditori privilegiati non è rigida; si possono prevedere dilazioni più lunghe se ciò comporta una maggiore soddisfazione dei creditori rispetto alla liquidazione forzata . La Cassazione Penale 32525/2025 ha evidenziato che, in tema di reati tributari, il giudice deve considerare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis c.p.), tenendo conto dei pagamenti effettuati attraverso rateizzazioni o rottamazioni; la riforma Cartabia e le modifiche introdotte dal D.Lgs. 87/2024 operano retroattivamente . L’ordinanza 3664/2026 affronta il beneficium excussionis nei confronti dei soci di società di persone: l’Amministrazione finanziaria deve provare l’insufficienza del patrimonio sociale se si procede nei confronti dei soci di società regolari, mentre è il socio a dover provare la capienza nelle società irregolari .

9. La falcidia dell’IVA dopo la sentenza costituzionale 245/2019

L’IVA era storicamente esclusa dalle falcidie nei piani del consumatore e negli accordi di ristrutturazione, in quanto ritenuta tributo “privilegiato” e non riducibile. Tuttavia la Corte Costituzionale con la sentenza 245/2019 ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 7 comma 1 della L. 3/2012 nella parte in cui vietava di falcidiare l’IVA. Di conseguenza, il legislatore ha soppresso dal testo la locuzione “all’imposta sul valore aggiunto”, permettendo la falcidia dell’IVA nei piani . La Corte ha chiarito che il divieto di riduzione dell’IVA era incompatibile con il principio di parità dei creditori e che il debitore deve poter proporre un pagamento parziale anche per questo tributo .

10. Esdebitazione del debitore incapiente e meritevolezza

L’articolo 283 CCII dispone che il debitore persona fisica meritevole, che non è in grado di offrire alcuna utilità ai creditori nemmeno in futuro, può ottenere l’esdebitazione con l’ausilio dell’OCC. La meritevolezza è valutata sulla base della condotta (assenza di mala fede o frode), e il beneficio può essere concesso una sola volta. Se nei quattro anni successivi il debitore riceve utilità sopravvenute, deve destinarle ai creditori .

Procedura passo‑passo dopo la notifica del debito

Quando si riceve una cartella di pagamento, un avviso di accertamento o un altro atto di riscossione, il debitore dispone di una serie di strumenti per verificare la regolarità dell’atto e, se del caso, per chiedere l’annullamento del debito. Ecco i passaggi fondamentali.

1. Verifica della notifica

  • Controllo della modalità di notifica: accertarsi che la cartella sia stata notificata a mezzo ufficiale giudiziario, messo comunale o servizio postale. Se la notifica è avvenuta con deposito presso la casa comunale (art. 140 c.p.c.), l’avviso di giacenza e la raccomandata informativa devono essere documentati .
  • Verifica dei termini di notifica: confrontare la data della cartella con i termini previsti dall’articolo 25 del D.P.R. 602/1973 (31 dicembre del 3° o 4° anno a seconda del tributo) . Una notifica tardiva rende la cartella annullabile.
  • Controllo del ruolo: tramite l’estratto di ruolo (documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione), verificare l’esistenza e l’esigibilità del debito e la presenza di eventuali sospensioni o rateizzazioni in corso. Se la cartella non è stata notificata ma emerge dall’estratto, è impugnabile entro 60 giorni .

2. Verifica della prescrizione

Analizzare il tipo di tributo (IRPEF, IVA, contributi previdenziali, sanzioni) e applicare il termine prescrizionale specifico. Alcuni esempi:

  • Tributi erariali: 10 anni se non diversamente previsto .
  • Sanzioni amministrative tributarie: 5 anni (art. 20 D.Lgs. 472/1997) .
  • Contributi INPS: 5 anni per i contributi obbligatori; 10 anni se derivanti da sentenza.
  • Canone Rai o TARI: 5 anni.

Un debito prescritto può essere contestato davanti al giudice tributario con richiesta di annullamento della cartella.

3. Contestazione dell’atto

Entro 60 giorni (o 30 giorni per l’ingiunzione fiscale) dalla notifica è possibile presentare ricorso alla competente Corte di Giustizia Tributaria (ex Commissione tributaria). È consigliabile:

  • Allegare copia dell’atto, estratto di ruolo, eventuali istanze di sgravio o sospensione;
  • Eccepire la nullità della notifica, la decadenza dal potere di riscossione, la prescrizione o l’illegittimità del tributo;
  • Chiedere la sospensione della riscossione in pendenza di giudizio.

L’assistenza di un avvocato o di un professionista abilitato è fondamentale per impostare correttamente le difese.

4. Sospensione e rateizzazione

Se non sussistono motivi di annullamento, il debitore può chiedere:

  • Rateizzazione del debito ai sensi dell’articolo 19 DPR 602/1973, che comporta la sospensione delle azioni esecutive durante l’esame della domanda . Oggi è possibile arrivare fino a 84 rate per le domande presentate nel 2025‑2026, 96 nel 2027‑2028 e 108 dal 2029 .
  • Sospensione per ricorso pendente: presentando un’istanza di sospensione all’Agenzia della Riscossione o chiedendo al giudice tributario di sospendere l’esecutività in attesa del giudizio.

5. Adesione a rottamazioni e definizioni agevolate

Quando la legge prevede procedure di definizione agevolata (rottamazione‑quater, rottamazione‑quinquies, ecc.), il debitore deve presentare la domanda entro i termini indicati dalla norma. L’adesione comporta l’impegno a rinunciare alle controversie pendenti e la sospensione delle procedure esecutive. L’ultima rottamazione (quinquies) consente di pagare solo il capitale e i costi, con esclusione di sanzioni e interessi, in massimo 54 rate .

6. Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

Se il debito complessivo è ingente e il contribuente è incapace di farvi fronte, si può ricorrere alle procedure previste dalla L. 3/2012 e dal CCII, ricorrendo a un OCC (Organismo di composizione della crisi):

  • Piano del consumatore: adatto al privato che accumula debiti per mutuo, finanziamenti, imposte e spese di gestione. Il piano può prevedere la falcidia di capitale (anche dell’IVA dopo la sentenza costituzionale) e la dilazione nel tempo; è omologato dal tribunale se non manifesta eccessiva onerosità per i creditori.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73 CCII) : richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori per classi e consente l’esdebitazione al completamento.
  • Concordato minore: per l’imprenditore minore che può presentare un piano con continuità o liquidazione.
  • Liquidazione controllata: quando non vi è possibilità di rientro, il debitore mette a disposizione tutto il patrimonio (anche futuro) per ottenere l’esdebitazione .
  • Esdebitazione del debitore incapiente: per il soggetto che non ha nessun patrimonio immediatamente liquidabile .

7. Composizione negoziata e trattative stragiudiziali

Per le imprese in difficoltà che desiderano evitare procedure concorsuali, la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 consente di avviare trattative facilitate da un esperto nominato dalla camera di commercio. L’imprenditore può proporre accordi con i creditori, chiedere moratorie e individuare soluzioni (cessione di rami d’azienda, conversione del debito, ristrutturazione) . La composizione negoziata può essere utilizzata anche come misura preliminare prima di proporre un concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione.

Difese e strategie legali per annullare o ridurre il debito

In questa sezione presentiamo le principali strategie difensive, basate su normativa e giurisprudenza, che consentono di ottenere l’annullamento del debito, la sospensione dell’esecuzione o la riduzione dell’importo dovuto.

1. Eccezione di prescrizione e decadenza

L’eccezione di prescrizione è una delle difese più efficaci. Il debitore deve dimostrare che il termine massimo per la riscossione è decorso senza atti interruttivi. Ad esempio, per l’IRPEF relativo al 2015, se la cartella viene notificata oltre il 31 dicembre 2025 (dieci anni), è prescritto. Per TARI o multe stradali il termine è cinque anni. Occorre verificare eventuali sospensioni (rateizzazioni, ricorsi) che interrompono la prescrizione. La decadenza riguarda invece il mancato rispetto dei termini di notifica (art. 25 DPR 602/1973); se l’agente notifica la cartella oltre il 31 dicembre del terzo o quarto anno, essa è nulla .

2. Nullità della notifica

Se la notifica è viziata (ad esempio, manca la prova dell’invio della raccomandata informativa nel caso di deposito ex art. 140 c.p.c.), l’atto è nullo . È importante richiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione la copia completa della relata di notifica e contestare eventuali irregolarità. La Cassazione ha ribadito che la mancata notifica può essere fatta valere anche anni dopo, se il contribuente ne viene a conoscenza tramite estratto di ruolo .

3. Verifica di errori sostanziali e formali

Molte cartelle contengono errori: importi duplicati, mancata indicazione del responsabile del procedimento, assenza di motivazione o errata iscrizione a ruolo. Questi vizi possono comportare l’annullamento. È opportuno confrontare gli importi con le dichiarazioni presentate e con eventuali accertamenti. In caso di incoerenza, presentare istanza di autotutela o ricorso.

4. Rateizzazione e sospensione come strategie difensive

Anche se non comportano l’annullamento, la rateizzazione e la sospensione sono strumenti che permettono di gestire il debito evitando azioni esecutive. Durante l’esame dell’istanza di rateizzazione non possono essere avviati nuovi pignoramenti . Inoltre, il contribuente può chiedere la sospensione per gravi motivi (art. 39 D.Lgs. 112/1999) se l’esecuzione provocherebbe un danno grave e irreparabile.

5. Adesione a definizioni agevolate e rottamazioni

Partecipare a rottamazioni e definizioni agevolate permette di ridurre sensibilmente il debito: vengono cancellati gli interessi di mora, le sanzioni e l’aggio. È tuttavia necessario verificare che il proprio carico rientri tra quelli ammessi e rispettare i termini per la presentazione dell’istanza. Con la rottamazione quinquies si paga solo il capitale e le spese di notifica, suddivisi in 54 rate .

6. Procedure concorsuali minori e esdebitazione

Per chi si trova in una situazione di insolvenza complessiva, la scelta di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione consente di proporre ai creditori un pagamento parziale con falcidia anche dell’IVA . Il giudice, verificata la meritevolezza, omologa il piano. La liquidazione controllata consente di mettere a disposizione il patrimonio e, una volta terminata, accedere all’esdebitazione. Le procedure sono seguite da un Gestore della crisi e richiedono una relazione particolareggiata sulla condizione economica.

7. Utilizzo del beneficium excussionis per soci di società di persone

Se si riceve una cartella per debiti della società, si può invocare il beneficium excussionis: l’amministrazione deve prima agire sui beni della società. Secondo la Cassazione, per le società regolari l’Erario deve dimostrare l’insufficienza del patrimonio sociale prima di agire sui soci ; l’onere della prova si inverte solo per società irregolari o di fatto.

8. Valutazione della tenuità del reato tributario

In presenza di imputazioni penali (omesso versamento IVA, ritenute, ecc.), la Cassazione 32525/2025 ha stabilito che il giudice deve considerare il pagamento, anche parziale, del debito mediante rateizzazioni o rottamazioni ai fini della causa di non punibilità ex art. 131‑bis c.p. . Il debitore che regolarizza la propria posizione può quindi ottenere l’archiviazione.

9. Moratoria a favore dei creditori privilegiati

Nei piani del consumatore, l’articolo 8 comma 4 L. 3/2012 prevede che i creditori privilegiati debbano essere pagati entro un anno dall’omologazione. La Cassazione 4622/2024 ha precisato che è possibile prevedere dilazioni più lunghe se ciò garantisce maggiore soddisfazione complessiva . Ciò consente di costruire piani sostenibili per il debitore.

10. Ricorso per Cassazione e motivi di legittimità

Quando le commissioni tributarie rigettano il ricorso, è possibile presentare ricorso per Cassazione. I motivi principali sono: violazione di legge (ad esempio errata applicazione dei termini di prescrizione); omessa motivazione della sentenza; violazione del contraddittorio. La Cassazione svolge un controllo di legittimità e può rinviare alla commissione per un nuovo esame.

Strumenti alternativi per la gestione dei debiti

Oltre ai rimedi tradizionali, esistono altri strumenti che consentono di definire le posizioni debitorie in modo agevolato o di ristrutturare il debito. Di seguito presentiamo i principali.

1. Accordi stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate

Non sempre è necessario ricorrere a procedure giudiziali. In molti casi l’Agenzia delle Entrate Riscossione è disponibile a concordare piani di rientro personalizzati o a riconoscere errori tramite autotutela. Attraverso la piattaforma telematica è possibile:

  • Richiedere la rateizzazione del debito;
  • Presentare domande di sgravio per somme non dovute;
  • Accettare piani di definizione agevolata;
  • Verificare lo stato dei pagamenti e le scadenze.

La negoziazione diretta è spesso preferibile per ridurre tempi e costi. Tuttavia è necessario agire con il supporto di un professionista per non compromettere diritti difensivi.

2. Soluzioni bancarie e piani di rientro privatistici

Chi ha debiti bancari può negoziare con l’istituto di credito la ristrutturazione del mutuo o del finanziamento. Spesso la banca accetta la ristrutturazione del debito attraverso:

  • Allungamento della durata del mutuo;
  • Consolidamento di più finanziamenti in un’unica rata;
  • Riduzione del tasso di interesse;
  • Transazioni a saldo e stralcio, con pagamento di una percentuale del debito e rinuncia al resto.

Le banche, a differenza del fisco, considerano anche l’affidabilità del debitore e la prospettiva di recupero; è quindi importante presentare un piano realistico.

3. Mediazione civile e arbitrato

In caso di controversie con fornitori, clienti o professionisti che sfociano in richieste di pagamento, la mediazione civile è spesso obbligatoria (per esempio nelle materie condominiali, locazioni, contratti assicurativi). Attraverso un mediatore neutrale si può trovare un accordo, spesso con risparmio di costi e tempi. L’arbitrato è una procedura privata che consente di ottenere una decisione vincolante in tempi rapidi, ma ha costi superiori.

4. Ristrutturazione dei debiti del consumatore e accordi di ristrutturazione dei debiti

Come già esaminato, la L. 3/2012 e il CCII consentono di proporre un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione. In concreto:

  • Il piano del consumatore non richiede il voto dei creditori ma solo l’omologazione del giudice e, a seguito di completamento, permette l’esdebitazione .
  • L’accordo di ristrutturazione richiede il voto della maggioranza dei creditori (per classi), ma può prevedere pagamenti parziali anche a creditori pubblici e l’esdebitazione al termine .

Entrambe le soluzioni prevedono l’intervento di un OCC e la nomina di un Gestore della Crisi, che redige la relazione e monitora l’esecuzione del piano.

5. Concordato preventivo minore

Per gli imprenditori minori che presentano stato di crisi o insolvenza, il concordato minore consente di presentare un piano che può prevedere la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio, con pagamento dei creditori in percentuale. È richiesto il voto della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale.

6. Liquidazione controllata del patrimonio

Se il debitore non è in grado di proporre un piano di ristrutturazione, può accedere alla liquidazione controllata. Il Commissario giudiziale vende i beni del debitore e soddisfa i creditori secondo l’ordine di prelazione. Al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione. Tale procedura è simile al fallimento ma destinata a soggetti minori.

7. Composizione negoziata della crisi d’impresa

La composizione negoziata consente di gestire la crisi in modo consensuale con i creditori. L’esperto nominato verifica la fattibilità del risanamento, elabora un piano economico-finanziario e assiste nelle trattative. Può intervenire un provvedimento del tribunale che concede misure protettive, come la sospensione delle azioni esecutive, per facilitare le trattative .

8. Procedura di esdebitazione del debitore incapiente

La figura del debitore incapiente (art. 283 CCII) è pensata per chi non possiede alcun bene e non può pagare neppure parzialmente i crediti. Con l’ausilio dell’OCC, il debitore presenta un’istanza al giudice che, se ritiene la condotta meritevole, lo libera dai debiti con l’obbligo di destinare eventuali utilità future ai creditori .

9. Programmi di educazione finanziaria e prevenzione del sovraindebitamento

Una strategia fondamentale è prevenire il sovraindebitamento attraverso la pianificazione finanziaria, la consulenza presso CAF e associazioni dei consumatori, e l’uso di strumenti digitali (app per budget). Diverse regioni finanziano progetti di educazione finanziaria, mentre la Banca d’Italia e l’IVASS diffondono informazioni sulla gestione del credito e la tutela del consumatore.

Errori comuni e consigli pratici

Molti debitori commettono errori che possono pregiudicare la loro posizione. Di seguito elenchiamo gli errori più frequenti e i suggerimenti per evitarli.

  1. Ignorare la notifica: pensare che ignorare la cartella la renda inesistente è un grave errore; al contrario, l’inattività può comportare il fermo amministrativo del veicolo, l’ipoteca sulla casa e il pignoramento dello stipendio. È necessario consultare un professionista subito dopo la notifica.
  2. Pagare immediatamente senza verificare: spesso le cartelle contengono errori o sono prescritte. Prima di pagare è opportuno controllare gli importi e valutare l’opportunità di contestare l’atto.
  3. Non rispettare le scadenze: il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni; la domanda di rottamazione entro termini perentori. Perdere le scadenze significa precludersi i benefici.
  4. Rateizzare senza valutare la sostenibilità: chiedere la rateizzazione e poi non pagare le rate porta alla decadenza dal beneficio e all’aumento degli interessi. È meglio concordare rate compatibili con il proprio reddito.
  5. Sottovalutare la meritevolezza nelle procedure di sovraindebitamento: l’occultamento di beni o l’incompleta documentazione della propria situazione può determinare il rigetto del piano o la revoca dell’esdebitazione.
  6. Assumere che l’IVA non sia falcidiabile: dopo la sentenza costituzionale 245/2019 è possibile proporre il pagamento parziale dell’IVA nei piani .
  7. Confondere prescrizione e decadenza: la prescrizione si interrompe con atti interruttivi (notifiche, intimazioni), la decadenza è un termine perentorio per l’emissione della cartella. Confonderle può portare a ricorsi infondati.
  8. Evitare il confronto con l’Agenzia: talvolta un accordo diretto consente una soluzione più rapida ed economica. Spesso l’Agenzia delle Entrate Riscossione è disponibile a rivedere le posizioni su richiesta motivata.
  9. Trascurare i procedimenti penali connessi: i reati di omesso versamento possono portare a sanzioni penali; regolarizzare il debito, anche con rottamazione, può portare all’esclusione della punibilità .
  10. Rivolgersi a soggetti improvvisati: la complessità delle norme richiede l’assistenza di professionisti abilitati. Affidarsi a consulenti non qualificati può aggravare la situazione.

Tabelle riassuntive

Per una consultazione rapida, riportiamo alcune tabelle riepilogative relative a norme, termini e strumenti difensivi. Le tabelle contengono solo parole chiave e valori essenziali (le spiegazioni dettagliate sono nel testo).

Tabella 1 – Termini di notifica delle cartelle (art. 25 DPR 602/1973)

Tipo di controlloTermine ultimo per notifica (anno successivo)Riferimento normativo
Liquidazione automatica (art. 36‑bis)31 dicembre del 3° anno successivo alla dichiarazioneArt. 25 DPR 602/1973
Controllo formale (art. 36‑ter)31 dicembre del 4° anno successivoArt. 25 DPR 602/1973
Accertamenti definitivi31 dicembre del 2° anno successivoArt. 25 DPR 602/1973
Tributi locali / non periodici3 o 5 anni a seconda della leggeNorme specifiche

Tabella 2 – Nuovi limiti di rateizzazione (art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024)

Domanda di rateizzazione presentataNumero massimo di rate mensiliNote
2025‑202684 rateNecessaria valutazione temporanea difficoltà
2027‑202896 rateValutazione ISEE e parametri ministeriali
Dal 1° gennaio 2029108 rateCriteri definiti con decreto ministeriale
Debiti > 120 000 €Valutazione obbligatoria di patrimonio e flussiSospesa prescrizione durante l’istruttoria

Tabella 3 – Tipi di debiti e termini di prescrizione (orientamento Cassazione)

Tipologia di debitoTermine di prescrizioneRiferimento
Imposte erariali (IRPEF, IRES, IVA)10 anni, salvo termini specialiCass. 17234/2023
Sanzioni amministrative tributarie5 anniArt. 20 D.Lgs. 472/1997
Contributi previdenziali INPS5 anni (contributi) / 10 anni (sentenza)Interpretazione costante
Tributi locali (TARI, IMU)5 anniNorme locali
Contributi consorzi bonifica5 anniArt. 2948 c.c.

Tabella 4 – Confronto tra procedure di sovraindebitamento

ProceduraSoggetti ammessiNecessità di voto dei creditoriEffettiNorme
Piano del consumatoreConsumatori (persone fisiche non imprenditori)NoPossibile falcidia anche dell’IVA; esdebitazione al termineL. 3/2012; artt. 67‑73 CCII
Accordo di composizioneImprenditori minori e professionistiSì (maggioranza)Falcidia e dilazione; esdebitazione al termineL. 3/2012; CCII
Concordato minoreImprenditori minoriPiano di continuità o liquidazione; esdebitazioneArtt. 74‑83 CCII
Liquidazione controllataConsumatori e imprenditoriN/A (si tratta di liquidazione)Vendita beni; esdebitazione dopo chiusuraArtt. 268‑277 CCII
Esdebitazione del debitore incapientePersona fisica meritevole senza patrimonioN/ALibera da debiti con obbligo di cedere eventuali utilità futureArt. 283 CCII

Tabella 5 – Rottamazioni e definizioni agevolate attive

Nome della misuraCarichi ammessiVantaggiRate e scadenze
Rottamazione‑quater (L. 197/2022)Carichi affidati 2000‑30/6/2022Pagamento solo di imposta/contributo; annullamento sanzioni, interessi e aggioFino a 18 rate (ultima rata 2027)
Rottamazione‑quinquies (L. bilancio 2026)Carichi affidati 2000‑31/12/2023; esclusi aiuti di Stato, risorse UE, multe graviPagamento solo capitale e spese notifica; eliminati interessi, sanzioni e aggioFino a 54 rate bimestrali; tasso 3 %
Stralcio automaticoDebiti fino a 1 000 € (2000‑2015)Cancellazione integrale senza domandaEffettuato d’ufficio
Definizione avvisi bonariAvvisi bonari 2019‑2022Riduzione sanzioni al 3 %; pagamento rateale20 rate trimestrali

Domande frequenti (FAQ)

Di seguito rispondiamo alle principali domande poste dai contribuenti e dai debitori in merito all’annullamento dei debiti.

  1. Che cos’è una cartella di pagamento?
    È l’atto con cui l’Agente della Riscossione richiede il pagamento di somme iscritte a ruolo per imposte, contributi o multe. Contiene l’indicazione del tributo, dell’importo dovuto, degli interessi e delle sanzioni, nonché l’ordine di pagare entro 60 giorni .
  2. Quanto tempo ho per impugnare una cartella?
    Il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica. Se si impugna un estratto di ruolo (per cartella mai notificata), il termine decorre dalla data in cui si viene a conoscenza dell’atto .
  3. Cosa succede se non pago la cartella?
    Dopo 60 giorni l’agente può applicare interessi di mora, iscrivere fermo sul veicolo, ipotecare immobili e avviare il pignoramento presso terzi (stipendio, conto corrente). Le azioni esecutive possono essere sospese se si ottiene una rateizzazione o si presenta ricorso.
  4. Posso ottenere l’annullamento di una cartella per vizi di notifica?
    Sì. Se la notifica non rispetta la legge (ad esempio manca la raccomandata informativa nelle notifiche ex art. 140 c.p.c.), la cartella è nulla . Il vizio può essere fatto valere anche tramite ricorso tardivo se si scopre la cartella tramite estratto di ruolo.
  5. Quando un debito è prescritto?
    Dipende dal tributo: per la maggior parte delle imposte erariali il termine è di 10 anni , per le sanzioni amministrative è di 5 anni, per tributi locali di solito 5 anni. Gli atti notificati interrompono il termine.
  6. È possibile rateizzare tutti i debiti?
    Sì, l’art. 19 DPR 602/1973 consente di rateizzare la maggior parte dei carichi iscritti a ruolo. Il numero di rate dipende dall’anno della domanda e dall’importo .
  7. Quali debiti possono essere rottamati?
    Con la rottamazione‑quater e quinquies sono ammessi i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023, eccetto quelli per dazi doganali, risorse UE, recupero di aiuti di Stato, multe per sentenze penali e somme dovute agli enti locali .
  8. La rottamazione cancella anche gli interessi e le sanzioni?
    Sì, la rottamazione consente di pagare solo l’imposta o il contributo e le spese di notifica, mentre vengono abbonati interessi, sanzioni e aggio .
  9. Cosa devo fare per aderire alla rottamazione?
    È necessario presentare la domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione entro la scadenza prevista (che varia a seconda della legge). Dopo la presentazione si ottiene il prospetto con importi e scadenze. Il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza dal beneficio.
  10. Cos’è l’esdebitazione e quando si ottiene?
    L’esdebitazione è la liberazione del debitore dai debiti residui al termine di una procedura (piano del consumatore, accordo, liquidazione). Può essere concessa ai debitori meritevoli che hanno adempiuto al piano o, nel caso del debitore incapiente, anche senza pagamento .
  11. Posso includere l’IVA nel piano del consumatore?
    Sì. Dopo la sentenza costituzionale 245/2019 è possibile proporre il pagamento parziale dell’IVA nei piani di ristrutturazione .
  12. Chi può accedere al piano del consumatore?
    Chiunque abbia accumulato debiti come persona fisica non imprenditrice. Non occorre il voto dei creditori, ma è necessaria l’omologazione del tribunale e il rispetto dei requisiti di meritevolezza e fattibilità.
  13. Quali sono i vantaggi del concordato minore per gli imprenditori?
    Consente di proporre un piano con continuità aziendale, di gestire i dipendenti e di evitare la liquidazione, salvaguardando il valore dell’impresa. Prevede l’esdebitazione al termine.
  14. Che cos’è la composizione negoziata e quando conviene?
    È una procedura stragiudiziale introdotta dal D.L. 118/2021 in cui un esperto facilita le trattative per ristrutturare i debiti e consentire la continuità dell’impresa. Conviene quando la crisi è reversibile e si vuole evitare il fallimento .
  15. Cosa succede se non rispetto le rate della rateizzazione o della rottamazione?
    In caso di mancato pagamento, si decade dal beneficio: l’intero debito torna esigibile, con interessi e sanzioni, e possono riprendere le azioni esecutive. È quindi fondamentale rispettare il piano o chiedere tempestivamente la rimodulazione.
  16. Posso aderire contemporaneamente a una rateizzazione e a una rottamazione?
    In linea generale no: la presentazione della domanda di rottamazione comporta l’estinzione delle rateazioni in corso relative ai carichi inclusi. È opportuno valutare quale soluzione sia più conveniente.
  17. Ho ricevuto un’ingiunzione fiscale dal Comune: si applicano le stesse regole?
    Le ingiunzioni fiscali emesse dagli enti locali seguono normative simili, ma i termini di impugnazione sono di 30 giorni e la definizione agevolata può essere disciplinata autonomamente dall’ente.
  18. Il pignoramento dello stipendio può essere bloccato?
    Sì, se si ottiene una rateizzazione o si presenta ricorso con richiesta di sospensione. Il pignoramento può essere ridotto al quinto dello stipendio (o al decimo se coesiste un altro pignoramento). Inoltre, la dichiarazione di apertura della procedura di sovraindebitamento sospende le azioni esecutive.
  19. Cosa significa beneficium excussionis?
    È il diritto del socio o del fideiussore di richiedere che il creditore agisca prima sui beni del debitore principale o della società. In caso di cartelle verso soci di società di persone, l’Erario deve dimostrare di aver escusso il patrimonio sociale .
  20. Le procedure di sovraindebitamento sono pubbliche?
    La presentazione del piano viene iscritta nel Registro delle procedure di sovraindebitamento. Tuttavia, molte informazioni sono accessibili solo alle parti coinvolte; la riservatezza è garantita salvo provvedimenti del giudice.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’impatto degli strumenti di annullamento o riduzione del debito, presentiamo alcune simulazioni basate su casi reali. I nomi sono fittizi e gli importi indicativi.

1. Rottamazione‑quinquies: riduzione del debito fiscale

Scenario: Marco, un commerciante, ha ricevuto diverse cartelle relative al periodo 2014‑2021 per un totale di 50 000 €, così suddivisi:

  • Imposte IRPEF e IVA: 35 000 €;
  • Sanzioni e interessi di mora: 10 000 €;
  • Aggio e spese di notifica: 5 000 €.

Soluzione con rottamazione‑quinquies: Marco presenta domanda entro marzo 2026. Grazie alla definizione agevolata, paga solo 35 000 € di imposte e 5 000 € di spese di notifica; vengono abbonati i 10 000 € di sanzioni e gli interessi e l’aggio. Ottiene la dilazione in 54 rate bimestrali da circa 740 € l’una (35 000 € + 5 000 € = 40 000 € / 54 rate). Il risparmio complessivo è di 10 000 €.

2. Rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973

Scenario: Lucia, lavoratrice dipendente, ha una cartella per 12 000 € (imposta + sanzioni) relativi a un avviso di liquidazione. Non ricorre, ma presenta domanda di rateizzazione nel 2026.

Calcolo: Poiché la richiesta è nel biennio 2025‑2026, Lucia può chiedere fino a 84 rate . Sceglie un piano a 72 rate (6 anni). L’importo mensile è di 12 000 € / 72 ≈ 166 € + interessi legali. Durante la valutazione dell’istanza, la prescrizione è sospesa e non vengono avviate azioni esecutive .

3. Piano del consumatore con falcidia IVA

Scenario: Paolo, padre di famiglia, ha accumulato debiti per 120 000 €: 40 000 € di mutuo arretrato, 30 000 € di IVA, 30 000 € di IRPEF e 20 000 € tra finanziamenti e carte di credito. I suoi beni consistono in un’auto e un immobile di modesto valore. I redditi attuali coprono appena le spese di vita.

Soluzione: Paolo si rivolge a un OCC e predispone un piano del consumatore. Propone di vendere l’auto e parte dell’immobile, liberando 50 000 € da distribuire ai creditori; il resto (70 000 €) viene falcidiato, inclusa la quota IVA grazie alla sentenza 245/2019 . Il giudice omologa il piano considerando la sua meritevolezza e il fatto che la falcidia dell’IVA è ora consentita . Al termine del piano (5 anni), Paolo ottiene l’esdebitazione dei debiti residui.

4. Debitore incapiente

Scenario: Sara, pensionata, ha debiti per 15 000 € derivanti da bollette e carte di credito; possiede solo la pensione minima e non ha beni mobili registrati.

Soluzione: Con l’ausilio di un OCC, Sara chiede l’esdebitazione del debitore incapiente ex art. 283 CCII. Il giudice accerta che Sara non ha patrimonio e non ha commesso frodi, concede la liberazione dai debiti e dispone che eventuali eredità o vincite future entro 4 anni siano destinate ai creditori . Sara riparte senza il peso dei debiti.

5. Beneficium excussionis per socio di società di persone

Scenario: Luigi è socio di una s.n.c. che ha debiti fiscali per 100 000 €. L’Agenzia della Riscossione notifica a Luigi una cartella per l’intero importo.

Strategia: Luigi presenta ricorso eccependo il beneficium excussionis; secondo la Cassazione (ord. 3664/2026), l’Amministrazione deve provare che i beni della società sono insufficienti per soddisfare il debito . Poiché la società possiede beni immobili, Luigi ottiene l’annullamento del debito personale.

Conclusioni

La gestione e l’annullamento dei debiti richiedono conoscenze giuridiche approfondite e un’attenta analisi della propria situazione. Le normative e la giurisprudenza illustrano molteplici strumenti: dalla contestazione delle cartelle per vizi di notifica o prescrizione, all’adesione alle rateizzazioni e alle rottamazioni, fino alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Ogni caso è diverso e va valutato con attenzione per scegliere la strategia migliore.

Il messaggio principale è che non esiste un problema debitorio senza soluzione: sia che si tratti di poche migliaia di euro, sia che il debito sia di centinaia di migliaia, la legge offre rimedi efficaci. Agire tempestivamente è fondamentale: i termini per impugnare una cartella o aderire a una rottamazione sono stretti, e la mancata reazione può portare al pignoramento dei beni e alla compromissione dell’attività lavorativa. Dall’altra parte, piani del consumatore e accordi di ristrutturazione possono consentire di ripartire liberi dai debiti, proteggendo la dignità e il futuro economico.

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  • Analizzare le cartelle di pagamento e gli avvisi di accertamento, verificando la presenza di vizi o prescrizioni;
  • Predisporre ricorsi e istanze di sospensione per bloccare esecuzioni e fermi amministrativi;
  • Negoziare con l’Agenzia delle Entrate Riscossione piani di rateizzazione, definizioni agevolate o soluzioni stragiudiziali;
  • Proporre piani del consumatore, accordi di ristrutturazione o concordati minori presso gli OCC e i tribunali;
  • Assistere nelle procedure di composizione negoziata della crisi d’impresa.

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