Accertamento fiscale a un noleggio furgoni: cosa fare e come difendersi

Introduzione: perché questo tema è cruciale per chi noleggia furgoni

Gestire una società di noleggio furgoni o operare nel settore del rent a van comporta responsabilità amministrative, contabili e fiscali molto più complesse rispetto ad altre attività. I veicoli leggeri destinati al trasporto di merci – i furgoni – sono classificati come autocarri dal Codice della Strada; ciò significa che sono beni strumentali dell’impresa con una disciplina fiscale differente rispetto alle autovetture. Questa distinzione incide sull’IVA, sulla deducibilità dei costi e, più in generale, sulle modalità con cui l’Agenzia delle Entrate controlla le società di noleggio.

Gli accertamenti fiscali nel settore del noleggio furgoni sono sempre più frequenti. L’Amministrazione finanziaria effettua controlli puntuali sulle dichiarazioni dei redditi, sull’IVA, sul rispetto delle norme tributarie e sulla corretta classificazione dei veicoli. Gli errori più comuni riguardano la deduzione dei costi dei mezzi, l’annotazione dei chilometri percorsi, l’uso promiscuo dei veicoli e la corretta fatturazione del servizio di noleggio. Un accertamento può portare alla rideterminazione del reddito, all’applicazione di sanzioni elevate e persino al blocco dell’attività con sequestri cautelari dei veicoli.

Chi subisce un accertamento fiscale spesso entra in una spirale di preoccupazioni: l’Agenzia delle Entrate notifica un processo verbale di constatazione, richiede documenti, analizza i conti correnti, incrocia i dati con le banche dati dei veicoli e gli archivi assicurativi. Per chi non conosce le regole, è facile commettere errori. Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista specializzato che sappia leggere gli atti, contestare le irregolarità e proporre soluzioni stragiudiziali e giudiziali.

Chi può assisterti: l’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e opera su tutto il territorio nazionale nel settore del diritto bancario e tributario. Coordina un team di avvocati e commercialisti specializzati nelle controversie con l’Agenzia delle Entrate, nelle procedure esecutive e nelle negoziazioni con le società di recupero crediti. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Inoltre riveste il ruolo di Esperto Negoziatore della crisi d’impresa secondo il D.L. 118/2021, ed è quindi qualificato per assistere imprenditori e privati nella predisposizione di piani di ristrutturazione e accordi con i creditori.

Grazie a queste competenze, l’avv. Monardo e il suo staff possono analizzare l’atto di accertamento, verificare la correttezza della notifica, individuare gli errori procedurali e proposte di difesa, sospendere gli effetti dell’atto davanti alle commissioni tributarie, impostare ricorsi e trattative con l’amministrazione finanziaria, predisporre piani di rientro compatibili con le risorse dell’impresa, utilizzare gli strumenti di composizione della crisi (piani del consumatore, esdebitazione, accordi di ristrutturazione) e gestire eventuali sequestri, fermi o ipoteche sui veicoli. Il punto di vista è sempre quello del contribuente: proteggere il patrimonio aziendale e personale, limitare le sanzioni, preservare la continuità aziendale e garantire l’uso dei mezzi strumentali indispensabili.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Classificazione dei veicoli: autocarri versus autovetture

Per affrontare un accertamento fiscale nel settore del noleggio furgoni è essenziale conoscere la normativa che definisce la categoria di questi veicoli. L’articolo 54 del Codice della Strada dispone che rientrano tra gli autoveicoli: le autovetture, gli autobus, gli autoveicoli per trasporto promiscuo, gli autocarri, i trattori stradali, i semirimorchi e i mezzi d’opera. Gli autocarri sono definiti come veicoli destinati al trasporto di merci e delle persone addette all’uso o al carico/scarico delle merci. Questa definizione distingue i furgoni (autocarri leggeri) dalle autovetture destinate al trasporto di persone.

La stessa norma prevede categorie speciali come i mezzi d’opera, autoveicoli con massa complessiva superiore a 18 t, progettati per l’uso in cantieri edili, cave, miniere ed altri lavori pesanti, soggetti a limitazioni di velocità e misure speciali. Per le imprese di noleggio, è importante dimostrare che i mezzi locati rientrano effettivamente nella categoria degli autocarri e non delle autovetture, poiché da ciò derivano importanti conseguenze fiscali: gli autocarri utilizzati per il trasporto di merci dell’impresa sono considerati beni strumentali, con deduzione integrale dei costi e detraibilità piena dell’IVA; le autovetture, invece, subiscono limitazioni fiscali.

2. Deducibilità dei costi dei veicoli e detrazione dell’IVA

L’articolo 164 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) disciplina la deducibilità dei costi relativi agli autoveicoli. La norma prevede regole diverse a seconda dell’uso del mezzo:

  • Beni strumentali: i veicoli utilizzati esclusivamente come beni strumentali per l’esercizio dell’attività (ad esempio furgoni utilizzati dalla società di noleggio) sono integralmente deducibili e l’IVA è detraibile al 100%. Per fruire della piena deducibilità occorre dimostrare che l’autocarro è strumentale all’attività e non viene usato per finalità personali.
  • Veicoli ad uso promiscuo: per i veicoli non strumentali ma utilizzati nell’attività d’impresa in via non esclusiva, la deduzione è limitata al 20% dei costi e con un limite massimo di costo ammesso; per gli agenti e rappresentanti di commercio la deduzione si eleva all’80% .
  • Veicoli concessi ai dipendenti: se l’auto è concessa in uso promiscuo al dipendente, la deduzione è pari al 70% dei costi sostenuti .

Per il noleggio furgoni è determinante inquadrare correttamente il mezzo come “bene strumentale” dell’impresa. L’Agenzia delle Entrate spesso contesta l’uso promiscuo dei furgoni quando, ad esempio, questi veicoli sono utilizzati anche dai soci o dagli amministratori per scopi personali. In tal caso la deducibilità al 100% verrebbe disconosciuta e l’IVA indetraibile. È quindi necessario predisporre contratti di locazione chiari, regolamenti interni sull’uso dei veicoli e registrare i chilometri percorsi per dimostrare la prevalente destinazione aziendale.

3. Modalità di accertamento: dal controllo analitico al metodo induttivo

L’accertamento fiscale può essere avviato dall’Agenzia delle Entrate in diverse forme. L’articolo 39 del DPR 600/1973 disciplina l’accertamento delle imposte sui redditi. Nelle ipotesi ordinarie l’ufficio procede ad un accertamento analitico correggendo gli imponibili dichiarati quando emergono inesattezze o omissioni dalle scritture contabili: se gli elementi indicati nella dichiarazione non corrispondono ai dati della contabilità o se risultano false le registrazioni, il Fisco determina la base imponibile considerando i dati contenuti nel bilancio . Quando le irregolarità sono tali da rendere inattendibili le scritture, l’ufficio può passare al metodo induttivo: può determinare il reddito basandosi su dati e notizie presunti ricavati da indagini e da altri elementi conosciuti, prescindendo dalle scritture contabili . Nel settore del noleggio furgoni questo avviene, per esempio, quando l’Agenzia rileva mancate fatture, registrazioni incomplete, mancanza di schede carburante o incongruenze tra l’ammortamento dei veicoli e l’effettivo utilizzo.

Per l’IVA, l’articolo 55 del DPR 633/1972 consente all’ufficio di procedere ad un accertamento induttivo se il contribuente non presenta la dichiarazione annuale, non tiene i registri o li tiene in modo sostanzialmente irregolare, oppure oppone rifiuti e ostruzionismo durante la verifica . In questi casi l’ufficio determina il volume d’affari basandosi sui dati disponibili e può addizionare la maggiore imposta detraendo soltanto l’IVA risultante dalle liquidazioni periodiche . Questa norma è spesso applicata alle società di noleggio che omettono di presentare le dichiarazioni IVA o che hanno registri incompleti.

4. Diritti del contribuente durante la verifica fiscale

Il diritto di difesa del contribuente è tutelato dallo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000). L’articolo 12 di questa legge prevede che ogni accesso, ispezione o verifica fiscale deve essere motivata e deve essere svolta durante l’orario di apertura dell’azienda o, se si tratta di una sede privata, con l’assenso dell’interessato . Il contribuente deve essere informato sullo scopo e sull’oggetto dell’accertamento e può farsi assistere da un professionista; la durata massima della verifica presso la sede è di trenta giorni prorogabili di ulteriori trenta (o quindici giorni prorogabili di quindici per i contribuenti minori). È possibile portare i documenti presso l’ufficio dell’Agenzia e chiederne l’esame in contraddittorio .

Di particolare importanza è la previsione secondo cui il contribuente, dopo aver ricevuto il processo verbale di constatazione (PVC), dispone di sessanta giorni per presentare osservazioni e richieste all’ufficio. Solo dopo l’infruttuoso decorso di questi sessanta giorni l’Agenzia può emettere l’avviso di accertamento . La Corte di Cassazione ha però affermato, con l’ordinanza n. 14997 del 2025, che questo termine non si applica agli accertamenti basati su dati acquisiti da terzi o da conti correnti bancari: in tali casi l’ufficio può emettere l’avviso senza attendere sessanta giorni . Tale pronuncia ha suscitato critiche, ma per chi gestisce un noleggio furgoni è essenziale controllare l’origine dei documenti alla base dell’accertamento e, se gli atti derivano da indagini bancarie o anagrafiche, prepararsi a reagire tempestivamente.

5. Norme speciali per veicoli industriali e mezzi d’opera

Per i veicoli pesanti destinati alla costruzione o al trasporto di carichi eccezionali, denominati mezzi d’opera, l’articolo 54 del Codice della Strada prevede definizioni specifiche e limitazioni. Si tratta di autoveicoli con particolari caratteristiche strutturali e costruttive che, se utilizzati dalle imprese di noleggio in edilizia o logistica, richiedono immatricolazioni speciali. Le società che gestiscono parchi di mezzi d’opera devono assicurarsi che i veicoli siano classificati correttamente per evitare che l’Agenzia delle Entrate revochi l’agevolazione fiscale applicata agli autocarri.

6. Riforma della riscossione e definizioni agevolate: la rottamazione «quinquies» (2026)

Le misure di definizione agevolata delle cartelle esattoriali – comunemente dette «rottamazioni» – sono strumenti importanti per chi riceve un avviso di accertamento o cartelle conseguenti all’accertamento. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto la quinta edizione di questa sanatoria, la rottamazione-quinquies, prevista dai commi 82‑110 dell’articolo 1 della legge. Secondo il comunicato di InformaImpresa, questa rottamazione consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 relativi a imposte dirette, IVA e contributi previdenziali (esclusi quelli derivanti da accertamento), pagando solo le imposte dovute senza sanzioni, interessi e aggio . La legge prevede la possibilità di rateizzare il pagamento in un’unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con tasso d’interesse del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026 . La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026; l’Agenzia comunicherà l’importo dovuto entro il 30 giugno 2026 .

L’adesione alla definizione sospende i termini di prescrizione e decadenza e blocca nuove azioni cautelari come fermi o ipoteche . Tuttavia, il contribuente deve rispettare con precisione le scadenze: la legge non prevede più la tolleranza di cinque giorni della precedente rottamazione-quater e basta saltare due rate, anche non consecutive, per decadere dal beneficio . Questi elementi rendono la rottamazione-quinquies un’opportunità e al tempo stesso un impegno importante per chi gestisce un noleggio furgoni e deve regolarizzare cartelle derivanti da accertamenti.

7. Accordi di ristrutturazione e strumenti di composizione della crisi

Oltre alla rottamazione delle cartelle, la normativa italiana offre strumenti di composizione della crisi per le persone fisiche, i professionisti e le piccole imprese. La Legge 3/2012 (ora confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) consente al debitore sovraindebitato di proporre un piano del consumatore, un accordo di ristrutturazione dei debiti o la liquidazione del patrimonio. Il professionista nominato come gestore dell’OCC, come l’avv. Monardo, guida il debitore nell’elaborazione del piano, nella certificazione dei dati e nel deposito presso il tribunale. L’approvazione del piano comporta la falcidia dei debiti e l’esdebitazione finale. Anche l’imprenditore con ricavi inferiori a determinate soglie (imprenditore sotto-soglia) può accedere a un concordato minore o alla liquidazione controllata. Per le imprese più strutturate è possibile avviare un accordo di ristrutturazione ex art. 57 del Codice della crisi con l’assistenza di un esperto negoziatore nominato ai sensi del D.L. 118/2021. Questi strumenti permettono di definire i debiti fiscali anche quando l’accertamento ha prodotto cartelle esattoriali non più contestabili.

Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto

1. Notifica del processo verbale di constatazione (PVC)

L’accertamento fiscale inizia spesso con una verifica presso la sede dell’impresa o con un accesso dell’Agenzia delle Entrate. Gli ispettori redigono un processo verbale di constatazione in cui riassumono gli elementi riscontrati: omessi ricavi, costi indeducibili, fatture inesistenti, errata deduzione dell’IVA su autocarri, errori nell’ammortamento dei veicoli. Il PVC viene notificato all’impresa. A partire dalla data di notifica si apre il termine di 60 giorni entro cui è possibile presentare memorie, documenti e osservazioni .

Cosa fare immediatamente

  1. Verificare la regolarità della notifica: controlla la data, l’indicazione del termine per presentare osservazioni e la corretta identificazione del contribuente. Errori di notifica possono rendere nullo l’accertamento.
  2. Analizzare il PVC: confronta i rilievi con la contabilità aziendale, le fatture di noleggio, i registri dei veicoli e l’ammortamento. Valuta se le contestazioni sono fondate.
  3. Raccogliere le prove: predisponi documenti, contratti di locazione, registri di carico e scarico dei mezzi, assicurazioni, licenze, fatture di manutenzione, documenti bancari. Ogni documento può dimostrare la corretta gestione dei veicoli e la bontà delle deduzioni.
  4. Consultare un professionista: affidati all’avv. Monardo o a un esperto tributarista per valutare la strategia difensiva. È fondamentale rispettare i termini.

2. Predisposizione delle osservazioni e memorie difensive

Il termine di sessanta giorni serve a presentare un’istanza di accertamento con adesione o a redigere osservazioni difensive. L’accertamento con adesione consente di definire l’imposta riducendo le sanzioni a un terzo del minimo. Durante la procedura si tiene un contraddittorio con l’ufficio: si discutono le contestazioni e si può raggiungere un accordo sulla rideterminazione dell’imposta. La procedura deve concludersi entro 150 giorni dalla notifica dell’accertamento.

Nel caso del noleggio furgoni, è possibile:

  • contestare la classificazione dei veicoli se l’ufficio ritiene erroneamente che siano autovetture e non autocarri;
  • dimostrare l’uso esclusivo del mezzo come bene strumentale per ottenere la deduzione integrale;
  • fornire prove dei chilometri percorsi per giustificare le spese di carburante e manutenzione;
  • spiegare le ragioni economiche di eventuali differenze tra i canoni di noleggio e il valore dei veicoli.

Se l’ufficio non accoglie le osservazioni, il contribuente può proporre ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria (CGT), ex Commissione tributaria, entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento.

3. Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria

Il ricorso si deposita telematicamente tramite il sistema SIGIT (Sistema informativo della giustizia tributaria). Nel ricorso occorre indicare: i fatti contestati, i motivi di diritto, le prove prodotte e la richiesta di sospensione dell’atto. È possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’accertamento se sussiste un danno grave e irreparabile: per una società di noleggio furgoni il sequestro o il fermo dei veicoli può paralizzare l’attività. La sospensione può essere concessa in via cautelare in attesa della decisione di merito.

Nel giudizio di primo grado l’Ufficio si costituisce, deposita le proprie memorie e documenti; si tengono audizioni e l’udienza di discussione. La sentenza può accogliere, rigettare o dichiarare inammissibile il ricorso. In caso di esito sfavorevole è possibile proporre appello alla CGT di secondo grado e successivamente ricorso per cassazione. L’avv. Monardo, essendo cassazionista, può assistere il contribuente in tutti i gradi di giudizio, fino alla Suprema Corte.

4. Contenzioso penale e sequestri

Qualora l’accertamento fiscale evidenzi gravi irregolarità (omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di ricavi), l’Agenzia delle Entrate può trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica. Si apre così un procedimento penale per reati tributari (artt. 4–11 del D.Lgs. 74/2000). Nel settore del noleggio furgoni, un esempio frequente è l’accusa di utilizzo di fatture false per gonfiare i costi dei veicoli o di evasione dell’IVA sui canoni. Il sequestro dei veicoli come beni strumentali può essere richiesto quale misura cautelare. La difesa deve dimostrare l’insussistenza del reato, la buona fede e l’inesistenza del dolo, oltre che la necessità di mantenere in attività i veicoli per la sopravvivenza dell’impresa.

5. Riscossione e cartelle: cosa accade dopo il contenzioso

Se l’accertamento diventa definitivo (perché non è stato impugnato o perché il giudizio si è concluso con conferma), l’Agenzia delle Entrate iscrive a ruolo le somme dovute e affida il recupero all’Agenzia delle Entrate–Riscossione (AdeR). Il contribuente riceve cartelle di pagamento con interessi e sanzioni. È possibile chiedere la rateizzazione (fino a 72 rate mensili ordinarie, oppure 120 rate in casi di comprovata difficoltà), oppure aderire alle definizioni agevolate come la rottamazione-quinquies . Durante la riscossione, AdeR può iscrivere fermi amministrativi sui veicoli, ipoteche sugli immobili, pignoramenti presso terzi. Per un noleggio furgoni, la perdita della disponibilità dei mezzi compromette la continuità aziendale, pertanto è essenziale attivarsi per sospendere o annullare i provvedimenti.

Difese e strategie legali

1. Contestare la legittimità dell’accertamento

a) Vizi di notifica – Se l’avviso di accertamento o il PVC sono stati notificati a indirizzi errati o a persone non legittimate a riceverli, il contribuente può eccepire la nullità. Ad esempio, la notifica al legale rappresentante cessato senza l’indicazione del nuovo rappresentante può essere contestata. Allo stesso modo, la mancanza della relata di notifica o la consegna via PEC a un indirizzo non iscritto negli elenchi speciali rende l’atto inesistente.

b) Mancanza di motivazione – L’articolo 42 del DPR 600/1973 e l’articolo 56 del DPR 633/1972 impongono che l’accertamento sia motivato. La Corte di Giustizia Tributaria può annullare l’atto se la motivazione è generica o se si limita a richiamare dati non indicati in maniera comprensibile. Nel settore del noleggio furgoni, capita che l’ufficio si limiti a sostenere che i veicoli non sono strumentali senza indicare i criteri utilizzati.

c) Violazione del contraddittorio – L’assenza del contraddittorio preventivo determina l’invalidità dell’accertamento nelle ipotesi in cui esso sia obbligatorio, ad esempio nei controlli da PVC. Come visto, l’articolo 12 dello Statuto del contribuente garantisce 60 giorni per le osservazioni ; la Cassazione ha tuttavia ridotto la portata di questa tutela per gli accertamenti derivanti da indagini bancarie . In ogni caso, l’impresa deve verificare se ha effettivamente ricevuto la possibilità di partecipare alla fase istruttoria.

d) Sconfinamento temporale – L’Agenzia deve rispettare i termini di decadenza per notificare gli accertamenti: in generale, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del settimo anno in caso di omessa dichiarazione. Nel biennio 2020‑2021 questi termini sono stati prorogati a causa dell’emergenza sanitaria (D.L. 34/2020), ma dal 2024 i termini sono tornati ordinari. Se l’Agenzia notifica oltre il termine, l’atto è nullo.

2. Dimostrare l’uso strumentale dei furgoni

La difesa più efficace per un noleggio furgoni consiste nel dimostrare che i mezzi contestati sono autocarri strumentali. Ciò comporta:

  1. Contratti di noleggio ben strutturati: il contratto deve indicare il tipo di mezzo (marca, modello, portata), la categoria (autocarro), la durata del noleggio, il canone e la destinazione d’uso. È opportuno allegare copie del certificato di proprietà e della carta di circolazione in cui è riportata la categoria “N1” (veicolo per trasporto di merci).
  2. Contabilità dettagliata: registra i canoni incassati e i costi di gestione separando le entrate derivanti dal noleggio da altre attività (ad esempio, vendita di veicoli o servizi di deposito). Conserva le fatture di manutenzione, assicurazione, bollo auto, pedaggi e carburante per ciascun veicolo.
  3. Schede di utilizzo: mantieni un registro dei chilometri percorsi, delle destinazioni e dei tempi di noleggio. Questo documento dimostra che il veicolo è utilizzato esclusivamente dai clienti per la loro attività e non per uso personale del titolare. Le sentenze di merito riconoscono la deducibilità integrale quando l’uso strumentale è documentato.
  4. Regolamento aziendale: adotta un regolamento interno che vieti espressamente l’uso personale dei veicoli. Nel caso di veicoli concessi ai soci o ai dipendenti, si applicano le regole dei fringe benefit e la deduzione al 70% .

3. Contestare la ricostruzione induttiva dei ricavi

Quando l’Agenzia adotta il metodo induttivo, può basarsi su presunzioni come il numero di veicoli posseduti, i chilometri percorsi, il numero di contratti e i ricavi medi del settore. In sede di difesa occorre:

  1. Dimostrare l’attendibilità delle scritture: se l’ufficio sostiene che le scritture sono inattendibili, occorre dimostrare il contrario producendo tutti i registri, i giornali e i libri IVA in ordine, nonché eventuali certificazioni di qualità o audit contabili indipendenti.
  2. Contestare la base presuntiva: ad esempio, l’ufficio potrebbe stimare i ricavi supponendo che ogni veicolo sia noleggiato per 250 giorni all’anno; se nella realtà i furgoni vengono utilizzati meno a causa della stagionalità o di manutenzioni, occorre provare il minor utilizzo.
  3. Utilizzare studi di settore e ISA: i parametri previsti dagli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale) e dagli studi di settore possono essere usati a favore del contribuente se i risultati effettivi rientrano in media; l’Agenzia non può discostarsene senza adeguata motivazione.
  4. Ricorrere a perizie: una perizia tecnica può dimostrare che l’ammortamento dei veicoli è coerente con la loro vita utile e che le spese di manutenzione sono congrue.

4. Richiedere la sospensione e rateizzazione

Durante il contenzioso è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’accertamento. La richiesta deve dimostrare che l’esecuzione comporterebbe un danno grave (ad esempio, il fermo dei furgoni comporta il blocco dell’attività e licenziamenti). Il giudice può richiedere la prestazione di una garanzia. Parallelamente, il contribuente può presentare domanda di rateizzazione all’Agenzia delle Entrate–Riscossione per le somme già iscritte a ruolo, ottenendo un piano di pagamento fino a 120 rate se dimostra la difficoltà economica.

5. Sfruttare la definizione agevolata (rottamazione-quinquies)

Per i debiti derivanti da avvisi di accertamento definitivi o da contenzioso concluso, la rottamazione-quinquies consente di azzerare sanzioni e interessi . Occorre tuttavia:

  1. Verificare la data di affidamento dei carichi: solo i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 possono essere inseriti ;
  2. Presentare la domanda entro il 30 aprile 2026 ;
  3. Scegliere il piano di pagamento: unica soluzione (31 luglio 2026) oppure rate, fino a 54 rate con interessi del 3% ;
  4. Rispettare tutte le scadenze: la decadenza è immediata se si saltano l’unica rata, due rate anche non consecutive o l’ultima ;
  5. Verificare se conviene: nei casi in cui le sanzioni sono basse ma le imposte elevate, la sanatoria può risultare meno conveniente di un accordo giudiziale; è opportuno farsi assistere da un consulente per valutare costi e benefici.

6. Utilizzare gli strumenti di composizione della crisi

Se il debito è insostenibile rispetto al volume d’affari dell’impresa, è possibile ricorrere agli strumenti di composizione della crisi: piano del consumatore, accordo di ristrutturazione dei debiti o liquidazione controllata. Con questi strumenti si possono ridurre i debiti fiscali, sospendere le azioni esecutive e continuare l’attività. L’avv. Monardo, come gestore della crisi e esperto negoziatore, può assistere nel predisporre la domanda e interloquire con l’OCC e il tribunale. Anche le società di persone e le società a responsabilità limitata sotto-soglia possono accedere al concordato minore, presentando un piano di risanamento che prevede il pagamento parziale dei debiti fiscali in rapporto al valore del patrimonio e delle prospettive di reddito.

7. Chiedere l’annullamento in autotutela

In alcuni casi, l’Agenzia delle Entrate riconosce l’errore e annulla l’accertamento in autotutela. Ciò può avvenire quando emergono elementi nuovi (ad esempio, una sentenza della Corte di Cassazione) o quando si dimostra che l’atto è stato emesso oltre i termini. L’istanza deve essere motivata e può essere presentata anche dopo l’emissione della cartella. Questa soluzione è spesso utile per errori materiali o duplicazioni.

8. Valutare l’adesione alla conciliazione giudiziale

La conciliazione giudiziale, prevista dal D.Lgs. 546/1992, consente di chiudere la controversia riducendo sanzioni e interessi. Può essere richiesta in primo grado fino all’udienza di trattazione e in secondo grado entro l’udienza di discussione. L’accordo produce una riduzione delle sanzioni fino al 50% del minimo. Per una società di noleggio furgoni che voglia evitare tempi lunghi, la conciliazione può essere una soluzione efficace.

Strumenti alternativi per definire il debito

Rottamazioni precedenti e saldo e stralcio

Prima della rottamazione-quinquies, il legislatore aveva introdotto altre definizioni agevolate: la rottamazione-ter (D.L. 119/2018), la rottamazione-quater (Legge 197/2022) e il saldo e stralcio (Legge 145/2018). Molti contribuenti hanno aderito a queste misure per pagare i debiti in forma agevolata. Se una società di noleggio furgoni è decaduta da una precedente rottamazione, può essere riammessa alla rottamazione-quinquies solo in presenza delle condizioni previste dalla Legge 199/2025 (carichi 2000‑2023); i debiti già inclusi in rottamazioni precedenti e pagati in parte possono essere inseriti nella nuova definizione per la quota residua. Il saldo e stralcio rimane applicabile per i contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica e consente di pagare solo una parte delle imposte, senza sanzioni e interessi.

Transazione fiscale e accordi con i creditori

Per le società in crisi è possibile proporre una transazione fiscale nell’ambito del concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione. La transazione prevede il pagamento parziale delle imposte e la falcidia degli accessori. Grazie alla riforma del Codice della crisi, è ammesso anche l’accordo su contributi previdenziali e premi Inail. Questa procedura richiede la perizia di un professionista e l’approvazione del tribunale.

Piani del consumatore e concordato minore

I titolari di ditte individuali o i soci che hanno debiti personali, inclusi quelli derivanti da accertamenti fiscali su veicoli usati per scopi aziendali, possono presentare un piano del consumatore ex Legge 3/2012, se la loro esposizione debitoria è prevalentemente personale e non imprenditoriale. In caso di ristrutturazione dell’impresa di noleggio, si può ricorrere al concordato minore per gli imprenditori minori.

Errori comuni e consigli pratici

1. Confondere autocarri e autovetture

Molti imprenditori ignorano che la classificazione del veicolo incide sulla deducibilità. Immatricolare un furgone come autovettura anziché come autocarro fa perdere la deduzione integrale. È necessario controllare sempre il libretto di circolazione e, se necessario, procedere alla trasformazione del veicolo in autocarro (ad esempio installando la paratia di separazione e modificando la destinazione d’uso) prima di immatricolarlo.

2. Annotare impropriamente le spese

La deducibilità del carburante e dei costi di manutenzione richiede la compilazione di schede carburante o l’utilizzo di carte carburante. È un errore diffuso non indicare la targa o il chilometraggio nelle schede. Le contestazioni dell’Agenzia possono portare alla ripresa a tassazione dei costi per mancanza di documentazione . Utilizza strumenti digitali che registrano automaticamente i dati e assicurati che le fatture di carburante siano intestate all’impresa.

3. Dimenticare il contraddittorio

Trascorrere i 60 giorni senza presentare osservazioni equivale a perdere un’occasione fondamentale per evitare l’accertamento . Anche se si intende presentare ricorso, conviene inviare memorie difensive per evidenziare gli errori e cercare un accertamento con adesione. Ricorda che, se l’accertamento deriva da indagini su terzi, l’ufficio potrebbe emettere l’avviso senza attendere i 60 giorni : in tal caso occorre essere pronti a impugnare subito.

4. Ignorare le scadenze della rottamazione

Molti contribuenti non rispettano le scadenze delle definizioni agevolate e decadono dalla sanatoria. La rottamazione-quinquies non prevede tolleranza per i ritardi , quindi è essenziale calendarizzare i pagamenti e tenere un conto corrente dedicato al versamento delle rate.

5. Non separare il patrimonio personale da quello aziendale

Per le imprese individuali e le società di persone, confondere il patrimonio personale con quello aziendale espone i soci a responsabilità illimitata. Utilizza strumenti come la società di capitali (Srl), le polizze di responsabilità civile e le fiduciarie per intestare i veicoli. Anche se non protegge dai debiti fiscali, la separazione patrimoniale consente di limitare gli effetti di eventuali pignoramenti.

Tabelle riepilogative

Le tabelle che seguono sintetizzano le principali norme e strumenti difensivi. Le tabelle contengono parole chiave, importi e termini; la spiegazione estesa è stata fornita nei paragrafi precedenti.

Tabella 1 – Classificazione dei veicoli

CategoriaDefinizione normativaImpatto fiscale
AutocarroVeicolo destinato al trasporto di merci e delle persone addette all’uso o al carico/scarico delle merciBene strumentale; deducibilità e detraibilità integrale se usato esclusivamente per l’attività
AutovetturaVeicolo destinato al trasporto di persone e al massimo di nove postiDeduzione limitata al 20% dei costi (80% per agenti) e IVA detraibile solo al 40%
Mezzo d’operaAutoveicolo con massa superiore a 18 t progettato per usi speciali, cantieri, cave, miniereDeduzioni particolari; richiede immatricolazione specifica

Tabella 2 – Deduzione dei costi dei veicoli (art. 164 TUIR)

Tipologia di usoPercentuale di deduzioneNote
Veicoli strumentali100%Usati esclusivamente per l’attività; occorre dimostrare l’uso strumentale
Veicoli ad uso promiscuo20% (80% per agenti)Limite sul costo ammesso (fino a circa 18.075 € per autovetture; importo aggiornato annualmente)
Veicoli concessi ai dipendenti70%Fringe benefit tassato in capo al dipendente

Tabella 3 – Tempistiche dell’accertamento

FaseTermineRiferimenti
Verifica in aziendaMassimo 30 + 30 giorniProrogabile una sola volta; per contabilità semplificata 15 + 15 giorni
Presentazione memorie dopo il PVC60 giorniNon applicabile per dati acquisiti da terzi
Emissione avviso di accertamento5 anni (7 per omessa dichiarazione)Può essere definito con adesione entro 150 giorni
Ricorso alla CGT60 giorni dalla notificaDeposito telematico

Tabella 4 – Rottamazione-quinquies (L. 199/2025)

| Carichi definibili | Debiti affidati ad AdeR tra 01/01/2000 e 31/12/2023 | | Termine per la domanda | 30/04/2026 | | Comunicazione importi AdeR | 30/06/2026 | | Opzioni di pagamento | Unica soluzione entro 31/07/2026 o rate bimestrali fino a 54 rate con interesse 3% | | Condizioni sospensive | Sospensione prescrizione e decadenza, blocco di fermi e ipoteche | | Decadenza | Mancato pagamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata |

Domande frequenti (FAQ)

1. Se ricevo un avviso di accertamento per la mia società di noleggio furgoni, cosa devo fare entro i primi 60 giorni?

Dopo la notifica del PVC o dell’avviso, hai 60 giorni per presentare osservazioni o aderire all’accertamento con adesione . Devi controllare la notifica, analizzare le contestazioni e raccogliere le prove. È consigliabile consultare un esperto per preparare memorie difensive e richiedere un’eventuale sospensione.

2. I furgoni noleggiati ai clienti sono considerati beni strumentali? Posso dedurre interamente i costi?

Sì, se i furgoni sono classificati come autocarri e sono usati esclusivamente per l’attività di noleggio, rientrano tra i beni strumentali. In questo caso i costi sono deducibili al 100% e l’IVA è integralmente detraibile . Devi dimostrare l’uso strumentale con documentazione adeguata (contratti, registri chilometrici, manutenzioni).

3. Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate considera i miei furgoni come autovetture?

Se l’ufficio riqualifica i furgoni come autovetture, riduce la deduzione al 20% (80% per agenti) e limita l’IVA detraibile. È possibile contestare la riqualificazione dimostrando che i veicoli sono immatricolati come autocarri, dotati di paratia e destinati esclusivamente al trasporto di merci.

4. Quali documenti devo conservare per dimostrare la corretta deduzione dei costi?

Devi conservare: contratti di noleggio, fatture d’acquisto, schede carburante o estratti delle carte carburante, registri di manutenzione, assicurazioni, bollo auto, registro dei chilometri, registro delle entrate e uscite e ogni altra prova dell’uso aziendale. L’assenza di tali documenti può portare all’accertamento induttivo .

5. L’Agenzia può accedere ai miei conti correnti per verificare i movimenti?

Sì. L’ufficio può chiedere alle banche dati le informazioni sui conti correnti aziendali e personali degli amministratori. Tuttavia la Cassazione ha stabilito che, se l’accertamento è fondato su dati acquisiti da terzi, non è obbligatoria l’attesa dei 60 giorni per le osservazioni . Devi dunque monitorare gli accessi bancari e chiedere i documenti su cui l’ufficio si basa.

6. Che differenza c’è tra accertamento analitico e induttivo?

L’accertamento analitico corregge gli imponibili sulla base delle scritture contabili. L’accertamento induttivo prescinde dalle scritture e ricostruisce il reddito con presunzioni quando le scritture sono inattendibili . Per il noleggio furgoni, l’induttivo può basarsi sul numero di veicoli, sulla durata dei contratti e sui ricavi medi. È possibile contestarlo dimostrando la congruità dei dati aziendali.

7. Posso chiedere la rateizzazione dell’accertamento in pendenza di giudizio?

Sì. Anche se presenti ricorso, puoi chiedere la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo presso AdeR. In caso di accoglimento del ricorso, le somme versate in eccedenza ti verranno rimborsate. La rateizzazione non pregiudica il contenzioso ma evita misure cautelari.

8. Quando conviene aderire all’accertamento con adesione?

Conviene aderire quando la pretesa dell’ufficio appare fondata e non ci sono vizi di forma. L’adesione riduce le sanzioni a un terzo e consente la rateizzazione senza garanzia. Se ritieni che l’accertamento sia infondato o viziato, è preferibile proporre ricorso.

9. Cosa prevede la rottamazione-quinquies introdotta dalla Legge 199/2025?

Prevede la definizione agevolata dei debiti affidati ad AdeR dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 relativi a imposte, IVA e contributi previdenziali, con pagamento delle sole imposte senza sanzioni, interessi e aggio . La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026; è possibile pagare in un’unica soluzione o fino a 54 rate . Il mancato pagamento di due rate fa decadere dal beneficio .

10. Se sono decaduto da una precedente rottamazione, posso aderire alla quinquies?

Sì, puoi aderire per i debiti residui rientranti nei carichi definibili (2000‑2023). Tuttavia devi essere in regola con i pagamenti delle precedenti rottamazioni per poter includere i carichi precedentemente rottamati. Valuta con un professionista se la nuova definizione è conveniente.

11. Cosa succede se non pago le rate della rottamazione?

Decadi dalla definizione e l’Agente della riscossione può riprendere immediatamente le attività di recupero, iscrivendo fermi sui veicoli e ipoteche . Non sono ammessi ritardi o omissioni. È quindi essenziale programmare i pagamenti in funzione dei flussi di cassa.

12. La deducibilità dei canoni di leasing dei furgoni segue le stesse regole di quella per i veicoli acquistati?

Sì. Per i contratti di leasing, il TUIR stabilisce che la deduzione è ammessa in misura proporzionale alla durata del contratto; per gli autocarri strumentali la deduzione è integrale se il bene è strumentale all’attività. Per le autovetture in leasing si applicano le stesse limitazioni del 20% e del 70% .

13. È possibile chiedere il rimborso dell’IVA pagata sui furgoni acquistati?

Se i veicoli sono autocarri strumentali, l’IVA è detraibile integralmente. Per ottenere il rimborso o la detrazione occorre inserire la relativa imposta a credito nelle liquidazioni periodiche. Se l’Agenzia contesta l’indetraibilità, si può dimostrare che i mezzi sono autocarri e presentare istanza di rimborso entro due anni.

14. Quali sono i rischi penali collegati agli accertamenti sui furgoni?

I principali reati tributari collegati sono: dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, emissione o utilizzo di fatture inesistenti. L’uso di fatture false per l’acquisto o la manutenzione dei furgoni costituisce reato. La difesa deve dimostrare l’assenza di dolo e la correttezza delle operazioni.

15. Cosa fare se ricevo un fermo amministrativo sui veicoli?

Il fermo può essere sospeso se si presenta ricorso avverso la cartella o se si ottiene la rateizzazione. In caso di adesione alla rottamazione o al piano del consumatore, il fermo viene sospeso . È essenziale agire tempestivamente per evitare che il fermo paralizzi l’attività di noleggio.

16. Posso estinguere il debito attraverso un piano del consumatore se sono una società?

Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche non imprenditrici. Tuttavia, il socio che risponde personalmente dei debiti fiscali (ad esempio nelle società di persone) può proporre un piano del consumatore per i propri debiti. L’impresa può accedere al concordato minore o all’accordo di ristrutturazione.

17. Le spese legali sostenute per difendersi dall’accertamento sono deducibili?

Le spese legali relative all’attività di impresa sono deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute, purché inerenti. È quindi possibile dedurre le parcelle dell’avvocato per la difesa contro l’accertamento, comprese le spese per perizie e consulenze tecniche.

18. In che modo l’esperto negoziatore della crisi d’impresa può aiutare una società di noleggio furgoni?

L’esperto negoziatore, figura introdotta dal D.L. 118/2021, aiuta l’imprenditore in crisi a trovare un accordo con i creditori, inclusa l’Agenzia delle Entrate. Egli valuta la situazione economica, elabora un piano di risanamento, negozia con gli istituti di credito e con l’Agenzia e sottopone l’accordo al tribunale. Questo strumento è utile per evitare il fallimento e preservare i posti di lavoro.

19. È obbligatorio avere un rappresentante fiscale per i noleggi transfrontalieri?

Se la società di noleggio concede in locazione furgoni a clienti esteri e i veicoli sono utilizzati al di fuori del territorio nazionale, può essere necessario individuare il luogo di tassazione dell’IVA e, se non residente, nominare un rappresentante fiscale. La normativa europea e le convenzioni bilaterali sono complesse; occorre rivolgersi a un professionista specializzato.

20. Cosa devo fare per evitare accertamenti futuri?

Implementa una contabilità puntuale e trasparente, registra ogni operazione, utilizza software gestionali per il monitoraggio dei veicoli, forma il personale sulle procedure fiscali e aggiorna regolarmente i contratti. Effettua verifiche interne periodiche e consulta un professionista per la revisione fiscale. Questo ridurrà il rischio di errori e contestazioni.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio gli effetti di un accertamento e delle possibili soluzioni, proponiamo alcune simulazioni numeriche che riflettono casi reali di società di noleggio furgoni. I valori sono indicativi e servono per illustrare i meccanismi fiscali; vanno adattati alla situazione concreta con l’assistenza di un professionista.

Simulazione 1 – Contestazione della deducibilità per uso promiscuo

Scenario: la società Alfaxxxx Noleggi Srl possiede 10 furgoni immatricolati come autocarri N1. Nel 2024 ha sostenuto costi per carburante, manutenzione e leasing per 150.000 € e ha detratto integralmente l’IVA e dedotto l’intero costo. L’Agenzia contesta che tre dei furgoni siano utilizzati anche dai soci per scopi personali e riqualifica tali mezzi come autovetture promiscue.

Calcolo dell’accertamento:

  1. Costi contestati: 3 furgoni × 15.000 €/anno di costi dedotti = 45.000 €.
  2. Deduzione ammessa per autovetture promiscue: 20% × 45.000 € = 9.000 €.
  3. Differenza indeducibile: 45.000 € – 9.000 € = 36.000 €.
  4. Imposta sul reddito (IRES) al 24%: 36.000 € × 24% = 8.640 €.
  5. Maggior IVA indetraibile: se l’IVA sui costi è 22% su 45.000 € (9.900 €), la quota indetraibile è 60% (perché il 40% è detraibile sulle autovetture), cioè 5.940 €.
  6. Sanzioni (30% dell’imposta): 8.640 € × 30% = 2.592 €.

Totale accertamento: 8.640 € di maggior IRES + 5.940 € di IVA indetraibile + 2.592 € di sanzioni = 17.172 €.

Possibili difese: la società può dimostrare, con schede di utilizzo e documentazione, che i tre furgoni sono usati esclusivamente per l’attività, contestare la riqualificazione, chiedere l’annullamento dell’accertamento o aderire con una riduzione delle sanzioni. Se confermato, può rateizzare o inserire il debito nella rottamazione-quinquies.

Simulazione 2 – Ricostruzione induttiva dei ricavi

Scenario: la società Betaxxxx Van Service snc possiede 8 furgoni ma ha registrato ricavi per noleggi inferiori alla media del settore. L’Agenzia rileva che la società ha emesso fatture per 200.000 € ma i chilometri percorsi dai veicoli, rilevati da un controllo incrociato con le revisioni, indicano un utilizzo medio di 30.000 km/anno per furgone. L’ufficio ricostruisce induttivamente i ricavi, stimando un fatturato di 5 € per ogni chilometro noleggiato.

Calcolo dell’accertamento:

  1. Chilometri totali: 8 furgoni × 30.000 km = 240.000 km.
  2. Ricavi presunti: 240.000 km × 5 €/km = 1.200.000 €.
  3. Ricavi dichiarati: 200.000 €.
  4. Ricavi recuperati a tassazione: 1.000.000 €.
  5. Imposta sul reddito (IRES) al 24%: 240.000 €.
  6. IVA sulle operazioni non fatturate (22% di 1.000.000 €): 220.000 €.
  7. Sanzioni per omessa fatturazione e dichiarazione infedele: ipotizziamo 90.000 €.

Totale accertamento: 240.000 € + 220.000 € + 90.000 € = 550.000 €.

Possibili difese: Betaxxxx può dimostrare che il calcolo dell’Agenzia è infondato perché i chilometri risultanti dalle revisioni includono spostamenti non a fine di noleggio (manutenzione, trasferimenti), che il prezzo medio per chilometro è inferiore o che molti chilometri sono stati effettuati a vuoto. Può produrre contratti e registri per ricostruire i ricavi effettivi. Inoltre, i costi sostenuti e le difficoltà economiche possono ridurre l’imponibile.

Simulazione 3 – Adesione alla rottamazione-quinquies

Scenario: la società Gammaxxxx Trasporti Srl ha cartelle per 120.000 € di imposte dovute a seguito di accertamenti definitivi relativi agli anni 2016–2019. Il debito è così composto: 60.000 € di imposte, 30.000 € di sanzioni e 30.000 € di interessi e aggio. La società valuta la rottamazione-quinquies.

Calcolo della definizione:

  1. Debiti definibili: 120.000 € (carichi affidati nel 2020).
  2. Importo da versare con rottamazione: solo imposta, cioè 60.000 €.
  3. Rateizzazione scelta: 30 rate bimestrali (5 anni) con interesse 3%.
  4. Interessi rottamazione: 60.000 € × 3% × 5 anni ≈ 9.000 € (approssimazione).
  5. Totale da versare: 69.000 € in 30 rate da 2.300 €.

Risparmio: 120.000 € – 69.000 € = 51.000 €.

Considerazioni: l’adesione conviene perché elimina le sanzioni e riduce gli interessi. Tuttavia, Gamma deve verificare se può sostenere il pagamento di 2.300 € ogni due mesi; in caso contrario può chiedere un numero di rate maggiore (fino a 54). Se non rispetta le scadenze, decade dalla sanatoria e dovrà pagare l’intero importo.

Simulazione 4 – Piano del consumatore per il socio di una società di persone

Scenario: il socio Tizio è illimitatamente responsabile dei debiti della ditta individuale “Noleggio Rapido di Tizio & Caio” e ha ricevuto una cartella personale per 80.000 € di imposte. Non ha beni immobili, percepisce un reddito da lavoro dipendente di 1.500 € al mese e possiede un’automobile di valore 5.000 €. Decide di presentare un piano del consumatore.

Piano proposto:

  1. Offerta ai creditori: pagamento del 20% del debito (16.000 €) in 48 rate mensili da 333 €.
  2. Liquidazione dell’automobile per 5.000 € da destinare ai creditori.
  3. Residuo da pagare: 11.000 € in 33 rate.
  4. Esdebitazione finale: al termine del pagamento, Tizio è liberato dal debito residuo.

Risultato: i creditori, incluso l’Erario, percepiscono 16.000 € a fronte di 80.000 €, ma accettano perché il piano dimostra che Tizio non potrebbe pagare di più. Il tribunale omologa il piano e sospende le procedure esecutive. Tizio continua a lavorare e può mantenere un tenore di vita dignitoso.

Conclusioni: agire tempestivamente con l’assistenza di un professionista

L’accertamento fiscale nel settore del noleggio furgoni è un evento serio che può compromettere la continuità aziendale, mettere a rischio i mezzi strumentali e generare conseguenze penali. La normativa italiana disciplina in modo puntuale le categorie di veicoli, la deducibilità dei costi e i poteri dell’Agenzia delle Entrate . Le procedure di accertamento prevedono tempi e garanzie (contraddittorio, motivazione, termini di decadenza) che devono essere rispettate . Gli strumenti difensivi sono numerosi: contestare la notifica, la motivazione o la ricostruzione induttiva; dimostrare l’uso strumentale; richiedere la sospensione; aderire all’accertamento con riduzione delle sanzioni; ricorrere alla rottamazione-quinquies ; utilizzare gli strumenti di composizione della crisi. Le tabelle e le simulazioni numeriche presentate aiutano a comprendere la portata economica delle scelte.

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