Società di equity crowdfunding (azienda) con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Le società che raccolgono capitali tramite equity crowdfunding rappresentano una delle novità più interessanti dell’economia digitale. Grazie al sostegno di numerosi investitori, queste imprese – spesso startup innovative o PMI – possono finanziare la propria crescita offrendo quote di partecipazione attraverso portali autorizzati. L’Italia è stata il primo Paese europeo a prevedere una disciplina specifica per il crowdfunding nel 2012, con il cosiddetto decreto crescita bis (DL 179/2012) e la successiva regolamentazione Consob del 2013 . Oggi la materia è in gran parte armonizzata dalle norme europee del Regolamento (UE) 2020/1503 e dal D.Lgs. 30/2023, che consentono alle società a responsabilità limitata (s.r.l.) di offrire al pubblico le proprie quote attraverso piattaforme autorizzate, affidando l’intestazione temporanea a intermediari qualificati . Nonostante le potenzialità dello strumento, molte società finanziate tramite equity crowdfunding si ritrovano, nel tempo, a dover affrontare difficoltà economiche e debiti verso il fisco, l’INPS o gli istituti bancari. La gestione di questi debiti richiede una conoscenza approfondita delle norme tributarie, previdenziali e bancarie e impone l’adozione di strategie difensive tempestive per evitare che la situazione degeneri in procedimenti esecutivi, pignoramenti o azioni penali.

Perché l’argomento è cruciale

Avviare una campagna di equity crowdfunding implica assumere impegni importanti nei confronti degli investitori: la società deve rispettare il piano d’impresa presentato, proteggere il capitale raccolto e gestire in modo trasparente il rapporto con i soci. Quando sorgono difficoltà finanziarie, il management può trovarsi stretto fra le richieste degli investitori, l’esigenza di mantenere la continuità aziendale e la pressione di creditori pubblici (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate‑Riscossione, INPS) o privati (banche, fornitori). Dal lato tributario, il legislatore ha introdotto strumenti di definizione agevolata come la rottamazione quater e quinquies della Legge di Bilancio 2026, che permettono di estinguere debiti fiscali e contributivi pagando solo le imposte e i contributi dovuti, senza sanzioni e interessi . Sul piano previdenziale, l’INPS emette avvisi di addebito immediatamente esecutivi ai sensi dell’art. 30 DL 78/2010, contro i quali occorre proporre opposizione entro termini stringenti . Le banche, infine, possono attivare pignoramenti presso terzi ai sensi dell’art. 72‑bis DPR 602/1973, che consente all’agente della riscossione di bloccare direttamente il conto corrente del debitore . Ogni istituto ha regole specifiche, ed è essenziale evitare errori procedurali che potrebbero precludere l’accesso alle difese.

Anticipazione delle soluzioni legali trattate

L’articolo si propone di offrire al lettore una guida completa per affrontare i debiti di una società che ha raccolto fondi tramite equity crowdfunding. Si esamineranno:

  • La cornice normativa: norme tributarie, previdenziali, bancarie e societarie che regolano l’equity crowdfunding e disciplinano il recupero dei crediti pubblici e privati.
  • Le procedure esecutive: come vengono notificati atti e avvisi, quali sono i termini per opporsi e quali tutele spettano al debitore in caso di pignoramento di conti, stipendi o altri crediti .
  • Le strategie difensive: quali eccezioni possono essere sollevate (vizi di notifica, prescrizione, mancanza di titolo esecutivo), come richiedere la sospensione dell’esecuzione e in quali casi l’adesione a procedure di composizione della crisi può limitare le azioni dell’erario .
  • Gli strumenti alternativi: definizione agevolata dei carichi (rottamazione, saldo e stralcio), piani del consumatore e accordi di ristrutturazione del debito previsti dal Codice della crisi d’impresa, esdebitazione del sovraindebitato e composizione negoziata delle crisi introdotta dal D.L. 118/2021 e da successive modifiche .
  • Errori comuni da evitare: quali comportamenti o omissioni aggravano la posizione del debitore e come prevenirli.
  • Simulazioni pratiche: esempi numerici per comprendere l’impatto di rottamazioni, piani di rientro o pignoramenti sul bilancio della società.
  • FAQ: risposte chiare a domande frequenti che imprenditori e amministratori si pongono sulla gestione dei debiti e sulla responsabilità personale.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

Per affrontare efficacemente le problematiche analizzate è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto presso il Ministero della Giustizia. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario, tributario e societario, con competenze specifiche nella gestione di crisi aziendali e nella tutela dei soci di startup e PMI. È professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a tali qualifiche, l’Avv. Monardo può assistere le società in ogni fase: dall’analisi dell’atto di accertamento o pignoramento, alla predisposizione di ricorsi e istanze di sospensione, fino alla negoziazione di piani di rientro con l’erario o con le banche. Il suo staff è in grado di redigere piani del consumatore, gestire la procedura di composizione della crisi e presentare istanze di esdebitazione per liberare definitivamente il debitore da pesi insostenibili. In questo articolo verranno illustrati i principali interventi professionali che l’Avv. Monardo e i suoi collaboratori offrono per tutelare chi ha investito nel proprio progetto e ora teme di perderlo.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Disciplina dell’equity crowdfunding

1.1.1 Origini e normativa europea – L’equity crowdfunding è nato come modalità alternativa di raccolta di capitali per startup e PMI. L’Italia ha precorso i tempi con l’art. 30 del DL 179/2012 (decreto crescita bis) che autorizzò le startup innovative a offrire quote al pubblico tramite portali online, demandando a Consob la regolamentazione. La regolamentazione Consob del 2013 ha dato attuazione a queste norme, rendendo l’Italia il primo Paese UE ad adottare una disciplina organica . Successivamente, l’Unione europea ha adottato il Regolamento (UE) 2020/1503, entrato in vigore il 10 novembre 2021, che istituisce regole uniformi per la prestazione di servizi di crowdfunding nell’UE, con requisiti di autorizzazione, protezione degli investitori e gestione dei conflitti di interesse.

1.1.2 Attuazione italiana: D.Lgs. 30/2023 – Per adeguarsi al quadro europeo, il D.Lgs. 10 marzo 2023 n. 30 ha riscritto l’art. 100‑ter del Testo unico della finanza (TUF). La nuova norma consente alle società a responsabilità limitata (s.r.l.) di offrire al pubblico le proprie quote attraverso piattaforme di crowdfunding, superando i limiti tradizionali alla circolazione delle partecipazioni. L’intermediario autorizzato assume la titolarità formale delle quote, le annota in un registro e rilascia all’investitore un certificato. L’investitore può chiedere in qualsiasi momento la registrazione diretta nel registro delle imprese. Non sono previsti costi di trasferimento, e il portale deve indicare chiaramente il regime delle quote . Il Consob e la Banca d’Italia vigilano sui portali e richiedono procedure trasparenti per prevenire conflitti di interesse; le piattaforme devono fornire informazioni chiare sui rischi e non possono utilizzare offerte non autorizzate.

1.1.3 Benefici e responsabilità per le s.r.l. – La derogazione consente alle s.r.l. di raccogliere capitali senza ricorrere al circuito bancario, riducendo l’indebitamento e ampliando la base sociale. Tuttavia, la società deve rispettare gli obblighi di informativa e governance, assicurare l’iscrizione delle quote, gestire correttamente i fondi e tutelare i diritti degli investitori. In caso di difficoltà finanziarie, l’uso improprio dei fondi raccolti potrebbe comportare contestazioni di irregolarità e responsabilità patrimoniali per gli amministratori e potenziali reati di false comunicazioni sociali o appropriazione indebita. L’articolo 100‑ter impone alle piattaforme di avvertire gli investitori sui rischi delle offerte di crowdfunding e il mancato rispetto delle normative può comportare sanzioni disciplinari da parte della Consob.

1.2 Norme tributarie e definizione agevolata dei carichi

1.2.1 Riscossione mediante ruolo e pignoramento speciale – Il recupero dei tributi avviene tramite l’iscrizione a ruolo e l’affidamento del carico all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AER). Il legislatore ha introdotto procedure speciali per accelerare la riscossione. L’art. 72‑bis DPR 602/1973 consente all’agente della riscossione di notificare direttamente al debitore e al terzo un atto di pignoramento di crediti, senza necessità di passare per il giudice. Il provvedimento impone al terzo (ad esempio una banca) di versare, entro 60 giorni, le somme dovute all’AER; in caso di mancato pagamento, l’agente deve procedere con il pignoramento ordinario . La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 30214/2025, ha chiarito che se il terzo non paga entro 60 giorni il pignoramento esattoriale perde automaticamente efficacia, senza necessità di opposizione . Tale decisione tutela i debitori dall’effetto “eterno” del vincolo e obbliga l’AER a usare la procedura ordinaria.

1.2.2 Pignoramento di stipendi, salari e pensioni – L’art. 72‑ter DPR 602/1973 e l’art. 545 c.p.c. prevedono limiti al pignoramento di stipendi e pensioni. La quota pignorabile varia in base all’ammontare della retribuzione: per stipendi fino a 2 500 € si può prelevare un decimo; tra 2 500 e 5 000 €, un settimo; oltre i 5 000 € un quinto . Per le pensioni è prevista una soglia impignorabile pari al minimo vitale (circa 1 00 €) e la stessa progressività delle aliquote. La violazione dei limiti comporta la nullità del pignoramento.

1.2.3 Definizioni agevolate (rottamazioni) – Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse “rottamazioni” per alleggerire i contribuenti dagli oneri accessori. La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025 n. 199), art. 1 commi 82‑101, ha istituito la rottamazione quinquies: possono essere estinti i debiti iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo le imposte, i contributi e le spese di notifica/esecuzione; sono escluse sanzioni, interessi di mora, aggio di riscossione e interessi di rateazione . È possibile pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali con interesse al 3%; la domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 e la decadenza scatta al mancato pagamento di una rata . Precedenti definizioni, come la rottamazione quater (Legge n. 197/2022) e la rottamazione ter (DL 119/2018), hanno seguito logiche simili. Le definizioni agevolate non coprono i tributi locali e i contributi dovuti a casse professionali.

1.2.4 Compensazioni e Testo Unico versamenti e riscossione (TUVR) – Il D.Lgs. 33/2025 ha riordinato la normativa sui versamenti e sulla riscossione in un unico testo, prevedendo la compensazione obbligatoria dei crediti e debiti fiscali tramite F24 e nuove procedure telematiche. Tale decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2025 , punta a semplificare le procedure e a garantire la certezza del diritto. Dal 1° gennaio 2026, la P.A. deve verificare l’esistenza di debiti erariali per qualsiasi pagamento anche inferiore a 5 000 € , riducendo le possibilità di incassare somme se sussistono morosità.

1.3 Norme previdenziali: avviso di addebito INPS e opposizioni

L’INPS gestisce la riscossione dei contributi previdenziali e assistenziali. Nel 2010, l’art. 30 DL 78/2010 ha sostituito la tradizionale cartella di pagamento con l’avviso di addebito, che costituisce titolo esecutivo. L’avviso è notificato al debitore e diventa esecutivo dopo 60 giorni se non viene pagato o impugnato . Per contestare un avviso di addebito occorre presentare:

  • Opposizione avverso il titolo (opposizione all’esecuzione) entro 40 giorni dalla notifica per motivi di merito; 20 giorni per vizi formali .
  • Opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c. per contestare le modalità di esecuzione.

La Cassazione ha ribadito che, nonostante l’avviso divenga definitivo dopo 60 giorni, il termine di prescrizione per i contributi resta quinquennale (Cass. S.U. n. 23397/2016) . Inoltre, recenti massime della Suprema Corte (es. Cass. n. 21847/2025) hanno chiarito che la notifica dell’avviso tramite postalizzazione si perfeziona dopo 10 giorni dal deposito e non richiede ulteriori comunicazioni .

1.4 Codice della crisi d’impresa, sovraindebitamento e misure alternative

1.4.1 Codice della crisi e correttivi – Il D.Lgs. 14/2019 ha introdotto il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), che sostituisce la legge fallimentare. Il codice privilegia un approccio di prevenzione e di recupero della continuità aziendale. Il D.L. 118/2021, convertito in L. 147/2021, ha istituito la composizione negoziata della crisi, una procedura volontaria nella quale un esperto nominato dalla Camera di commercio assiste l’imprenditore nel negoziare con i creditori. La procedura è riservata a imprese non ancora insolventi, prevede la presentazione di un piano di rilancio e dà accesso a misure protettive (sospensione di azioni esecutive e cautelari) . Il D.Lgs. 13 settembre 2024 n. 136 (terzo correttivo al CCII) ha introdotto modifiche rilevanti: ha previsto il fiscal cram‑down (possibilità di omologare i piani senza l’adesione dell’erario in presenza di determinate condizioni), ha ampliato le tutele per i debitori che accedono alla composizione negoziata e ha esteso l’esdebitazione alle persone giuridiche con limitazioni.

1.4.2 Legge 3/2012 e crisi da sovraindebitamento – La Legge n. 3/2012 ha istituito procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento rivolte a debitori non assoggettabili a fallimento (consumatori, professionisti, imprenditori sotto soglia). La norma definisce l’over-indebitamento come la “perdurante eccessiva difficoltà ad adempiere” che genera squilibrio tra obbligazioni e patrimonio . I requisiti per accedere alle procedure sono: attivo patrimoniale inferiore a 300 000 €, ricavi inferiori a 200 000 € o debiti non superiori a 500 000 €. Le procedure previste sono: piano del consumatore, accordo di composizione della crisi, liquidazione controllata del patrimonio e esdebitazione (liberazione dai debiti residui). L’applicazione dell’istituto consente di bloccare le azioni esecutive e trattare con i creditori.

1.4.3 Composizione negoziata della crisi e tutela penale/tributaria – Come anticipato, il DL 118/2021 introduce la composizione negoziata, una procedura innovativa. La Cassazione, con l’ordinanza n. 30109/2025, ha riconosciuto che l’accesso alla composizione negoziata riduce il periculum in mora e può impedire l’adozione di misure cautelari come il sequestro preventivo se l’esperto certifica la sostenibilità del piano di risanamento . La decisione si estende al contesto tributario e penale, rendendo il procedimento uno scudo anche contro le pretese dell’erario. Allo stesso modo, il ricorso a piani del consumatore o accordi di ristrutturazione può sospendere o ridurre azioni esecutive, offrendo al debitore la possibilità di riorganizzare il proprio debito e salvaguardare l’attività.

1.5 Norme bancarie: anatocismo, usura e responsabilità degli istituti

Le banche giocano un ruolo doppio: possono essere finanziatori o soggetti pignorati dall’agente della riscossione. Gli amministratori devono conoscere le norme bancarie per tutelare la società.

  • Anatocismo – L’art. 1283 c.c. vieta la capitalizzazione degli interessi, salvo clausola contrattuale o usi contrari. La delibera CICR del 9 febbraio 2000 ha ammesso la capitalizzazione trimestrale dei conti correnti, ma la giurisprudenza recente (Cass. n. 27460/2025) ha stabilito che non costituisce anatocismo la capitalizzazione dei soli interessi maturati quando la clausola prevede la stessa periodicità per crediti e debiti . Una clausola unilaterale può essere considerata nulla.
  • Usura – La legge n. 108/1996 individua il reato di usura quando gli interessi superano il tasso soglia determinato trimestralmente dal Ministero dell’Economia (TEGM). La Cassazione (n. 31422/2025) ha ribadito che i decreti ministeriali che fissano il TEGM sono fonti normative e devono essere conosciuti dal giudice . L’ignoranza del tasso soglia non giustifica la pattuizione di interessi usurari; gli amministratori devono verificare le condizioni dei finanziamenti.
  • Fideiussioni e responsabilità degli amministratori – Per le PMI innovative o le s.r.l. che raccolgono capitali tramite crowdfunding è comune che gli amministratori rilascino garanzie personali a banche. La Cassazione (ordinanza n. 29746/2025) ha stabilito che la fideiussione omnibus può essere invalidata se riproduce le clausole anticoncorrenziali censurate da Banca d’Italia nel 2005 (c.d. schema ABI). Il debitore può eccepire la nullità della fideiussione e ridurre l’esposizione con la banca.

1.6 Responsabilità degli amministratori e tutela degli investitori

Gli amministratori delle società che fanno ricorso al crowdfunding devono attenersi a obblighi fiduciari e di diligenza. Oltre alle norme del codice civile sulla responsabilità per mala gestio (artt. 2476 e 2486 c.c.), la giurisprudenza ritiene che l’uso improprio dei fondi raccolti possa configurare il reato di appropriazione indebita o di bancarotta fraudolenta in caso di insolvenza. La mancata destinazione delle somme agli scopi indicati in campagna può essere considerata violazione dell’obbligo di informazione verso gli investitori; pertanto, una gestione trasparente e la conservazione delle prove dell’utilizzo dei fondi sono essenziali. L’art. 2476 c.c. consente ai soci di agire in responsabilità contro gli amministratori per danni; l’art. 2497 c.c. prevede responsabilità estesa al socio o al soggetto che esercita direzione e coordinamento. Le sentenze più recenti in materia di equity crowdfunding puniscono severamente la distrazione di somme raccolte e la mancanza di rendicontazione.

2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica di un atto

Quando una società finanziata con equity crowdfunding riceve un atto (cartella di pagamento, avviso di addebito, intimazione di pagamento o atto di pignoramento), è fondamentale agire con tempestività. Di seguito si descrivono le fasi e i termini per la difesa.

2.1 Notifica e verifica della legittimità

  1. Ricezione dell’atto – La notifica può avvenire tramite posta certificata, servizio postale con raccomandata A/R, ufficiale giudiziario o agente della riscossione. Nel caso dell’avviso di addebito INPS, la notifica via posta si perfeziona decorsi 10 giorni dal deposito .
  2. Controllo della forma – Verificare che l’atto contenga tutti gli elementi: indicazione del debitore, dell’ente impositore, della natura del credito, degli interessi e delle sanzioni. Nel caso del pignoramento ex art. 72‑bis, l’atto deve indicare il credito e il terzo; se manca la notifica al debitore, la Corte di Cassazione ha considerato l’atto inesistente .
  3. Valutazione del titolo esecutivo – Per poter procedere esecutivamente, l’ente deve avere un titolo valido: cartella di pagamento, avviso di addebito, sentenza, decreto ingiuntivo o altro. In assenza di titolo (ad esempio, quando la pretesa deriva da avviso bonario non definitivo), è possibile opporsi per difetto di titolo.
  4. Calcolo della prescrizione – I tributi si prescrivono generalmente in cinque o dieci anni, a seconda della natura del tributo; i contributi previdenziali in cinque anni. Anche se l’avviso diventa definitivo, la prescrizione non si interrompe . Verificare l’ultima notificazione interruttiva e calcolare l’eventuale estinzione.
  5. Verifica della notifica e dell’importo – Accertare che l’indirizzo sia corretto e che le somme richieste corrispondano al ruolo affidato. Errori di notifica possono comportare la nullità dell’atto.

2.2 Termini per l’opposizione

I termini variano in base al tipo di atto:

Tipo di attoTermine per l’opposizioneNorma applicabile
Cartella di pagamento (Agenzia Entrate)60 giorni per ricorso davanti alla Commissione tributaria (oggi Corte di Giustizia Tributaria) dalla notificaart. 19 D.Lgs. 546/1992
Avviso di addebito INPS40 giorni per opposizione di merito; 20 giorni per vizi formaliart. 24 D.Lgs. 46/1999
Intimazione di pagamento60 giorni; si contesta vizi propri o precedenti, pena decadenza
Atto di pignoramento ex art. 72‑bis20 giorni per l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.); 40 giorni se si contesta il titolo (art. 615 c.p.c.)
Pignoramento ordinario presso terzi20 giorni dal primo atto esecutivo
Preavviso di fermo o ipoteca30 giorni per opposizione

È fondamentale rispettare i termini: il ricorso tardivo non sospende l’esecuzione. Tuttavia, il giudice può concedere la sospensione cautelare se il ricorso appare fondato e vi è un danno grave e irreparabile.

2.3 Opposizione e sospensione dell’esecuzione

  1. Redazione del ricorso – Il professionista deve indicare i motivi di opposizione (vizi di notifica, difetto di motivazione, prescrizione, decadenza, errata intestazione del debito, carenza di titolo esecutivo), allegare la documentazione e indicare il giudice competente (Tribunale se opp. all’esecuzione; Giudice del lavoro per INPS; Corte di Giustizia Tributaria per tributi). Nel caso di pignoramento esattoriale, si procede davanti al giudice dell’esecuzione ordinaria.
  2. Istanza di sospensione – Contestualmente al ricorso, si può richiedere la sospensione dell’esecuzione, depositando un’istanza motivata che evidenzi il fumus boni iuris e il periculum in mora. In materia tributaria, la sospensione può essere concessa dal giudice tributario; in materia civile dal presidente del tribunale. La presentazione di domanda di rottamazione o di composizione della crisi non sospende di per sé l’esecuzione, ma è possibile ottenere la sospensione in base al giudizio di merito o ai nuovi strumenti del D.Lgs. 14/2019.
  3. Notifica alle controparti – È necessario notificare il ricorso all’ente impositore e all’Agenzia Entrate‑Riscossione. Il mancato rispetto delle formalità (doppio deposito, indicazione dell’indirizzo PEC) può determinare l’inammissibilità.
  4. Udienza e decisione – L’udienza di merito può essere fissata a mesi di distanza. Nel frattempo, la sospensione tutela il debitore. Se il giudice accoglie la tesi del debitore, l’atto viene annullato; in caso contrario, prosegue l’esecuzione.

2.4 Conseguenze della mancata opposizione

Se l’atto non viene impugnato entro i termini, diventa definitivo. L’AER può procedere a:

  • Iscrizione di ipoteca sui beni immobili del debitore.
  • Fermo amministrativo dei veicoli.
  • Pignoramento presso terzi dei conti correnti o di crediti (clienti, canoni), in forza dell’art. 72‑bis; il vincolo dura 60 giorni e, se non si procede, si estingue .
  • Pignoramento immobiliare: ipoteca e successivo esproprio se il debito supera 120 000 €.
  • Segnalazione alla Centrale Rischi: peggiora il merito creditizio.

Le società che hanno raccolto capitali via equity crowdfunding hanno un ulteriore problema: la perdita di fiducia degli investitori. Un pignoramento pubblico può minare la reputazione e rendere difficile reperire ulteriori risorse.

3. Difese e strategie legali

3.1 Eccezioni procedurali

  1. Vizi di notifica – L’atto deve essere notificato secondo le modalità previste dalla legge. Se la notificazione avviene a un indirizzo errato, a una PEC non più attiva o senza il rispetto delle formalità, il titolo è nullo. È possibile dimostrare la violazione mediante l’esame dell’avviso di ricevimento o dei log di posta certificata.
  2. Mancanza di titolo esecutivo – Molti pignoramenti vengono avviati sulla base di avvisi bonari, accertamenti non definitivi o ruoli inesistenti. L’azione esecutiva è legittima solo se il credito è certo, liquido ed esigibile. Nel caso di avviso di addebito INPS, è necessario che le somme siano determinate e che eventuali opposizioni amministrative siano esaurite.
  3. Prescrizione e decadenza – La prescrizione impedisce la riscossione di crediti decorso un certo termine. I tributi erariali e i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni (salvo eccezioni); l’imposta sul reddito in 10 anni. La decadenza riguarda i termini per la notifica dell’accertamento o per l’iscrizione a ruolo. Eccepire la prescrizione richiede prova delle date di notifica; è quindi fondamentale conservare la documentazione.
  4. Inesistenza dell’atto di pignoramento – La Cassazione ha stabilito che l’atto di pignoramento ex art. 72‑bis è inesistente se non notificato anche al debitore . Analogamente, se il terzo non versa le somme entro 60 giorni, il pignoramento si estingue .

3.2 Eccezioni sostanziali

  1. Errata quantificazione del debito – Spesso l’AER o l’INPS includono interessi e sanzioni illegittime o non calcolano correttamente i pagamenti effettuati. Un controllo puntuale può portare a riduzioni significative del debito.
  2. Indebita iscrizione a ruolo di somme non dovute – Ad esempio, contributi richiesti a soggetti non obbligati (amministratori senza compenso, soci inattivi) o tributi già prescritti.
  3. Doppia imposizione – In caso di rideterminazione dei tributi mediante accertamento con adesione o definizione, il carico iscritto potrebbe non essere aggiornato. È possibile ottenere lo sgravio.
  4. Nullità della fideiussione – Le garanzie con cui gli amministratori hanno garantito i finanziamenti bancari possono essere nulle se adottano lo schema ABI censurato dalla Banca d’Italia (Cass. n. 29746/2025). Ciò consente di liberare il garante da obbligazioni personali.

3.3 Strategie operative

  1. Richiedere copia integrale del fascicolo – Prima di contestare, è opportuno richiedere all’ente impositore la copia del ruolo, dell’avviso di addebito e degli atti presupposti. La mancanza di documentazione può costituire motivo di annullamento.
  2. Verificare i requisiti di procedibilità – Molti atti vengono emessi senza la necessaria autorizzazione dell’Ufficio, senza il visto di legittimità o con firme digitali inesistenti. L’analisi forense delle firme è ormai prassi.
  3. Negoziazione con l’ente – Per debiti particolarmente onerosi, è possibile avviare trattative per una rateazione straordinaria o per una definizione agevolata. La rottamazione quinquies permette di pagare in 54 rate bimestrali con interessi al 3% . Nel contesto bancario, si può richiedere una rinegoziazione del mutuo o una transazione di saldo e stralcio.
  4. Accesso alle procedure del Codice della crisi – Se la situazione debitoria è insostenibile, è consigliabile considerare la composizione negoziata o l’accordo di ristrutturazione del debito ai sensi del CCII. Come confermato dalla Cassazione , l’adesione a tali procedure può bloccare misure cautelari e offrire protezione anche in sede penale.
  5. Tutela penale – Nel caso in cui l’AER o la Procura ipotizzino reati tributari (omessa dichiarazione, indebita compensazione), è importante dimostrare la non punibilità per incapienza o fornire prova del dolo eventuale. L’accesso a definizioni tributarie ed eventuali ravvedimenti può attenuare la pena.

4. Strumenti alternativi per definire i debiti

4.1 Rottamazioni e definizioni agevolate

Le definizioni agevolate consentono di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione con sconti su sanzioni, interessi di mora e aggio. Di seguito una panoramica dei principali strumenti (aggiornata a febbraio 2026):

StrumentoPeriodo di riferimento del caricoBenefitScadenze
Rottamazione quater (Legge n. 197/2022)carichi 2000‑30.6.2022Abolizione sanzioni e interessi di mora; rate fino a 18 rate (5 anni); applicazione fino al 31 luglio 2023Domanda entro 30 aprile 2023; decadenza con una rata
Rottamazione quinquies (Legge n. 199/2025 art. 1 commi 82‑101)carichi 1° gennaio 2000‑31 dicembre 2023Pagamento solo di imposte/contributi + spese esecutive; sconto totale di sanzioni, interessi e aggio; rate fino a 54 bimestri con interesse 3%Domanda entro 30 aprile 2026; prima rata o unica soluzione entro 31 luglio 2026; decadenza con un’omissione
Saldo e stralcio (L. 145/2018)Debitori con ISEE < 20 000 € per carichi fino al 31.12.2017Pagamento di una percentuale del capitale (16‑35%) in base all’ISEE; sconto totale di sanzioni e interessiTermini scaduti; reintrodotto a richiesta nelle rottamazioni successive
Definizione liti pendenti (DL 119/2018 art. 6)Contenzioso tributario pendente alla data stabilitaEstinzione del giudizio pagando una percentuale dell’imposta (15‑40%)Scadenze variabili; riduzioni maggiori se l’ente soccombe
Stralcio automatico mini‑carichi (Legge di Bilancio 2023 art. 1 commi 222‑230)Carichi fino a 1 000 € affidati dal 2000 al 2015Annullamento d’ufficio senza domanda31 marzo 2023

Le società possono aderire alla rottamazione quinquies anche per debiti INPS; l’applicazione sospende i termini di prescrizione e impedisce nuove azioni esecutive finché non sia comunicato l’importo dovuto . Nel frattempo, tuttavia, eventuali pignoramenti già avviati rimangono efficaci. È quindi opportuno valutare se chiedere la sospensione ex art. 48 del DPR 602/73.

4.2 Rateazioni ordinarie e straordinarie

La normativa consente di rateizzare i debiti tributari fino a 72 rate mensili (6 anni); in caso di comprovata difficoltà, è possibile ottenere rateazioni fino a 120 rate (10 anni). La richiesta deve essere motivata e sostenuta da documenti contabili. Per le società di equity crowdfunding, la rateazione può consentire di mantenere la continuità operativa e soddisfare gli investitori. Tuttavia, la rateazione comporta il pagamento integrale di imposte, sanzioni e interessi; è dunque meno conveniente delle rottamazioni se si ha accesso a queste ultime.

4.3 Transazione fiscale e accordi nel Codice della crisi

Nel quadro del CCII, la transazione fiscale permette di ottenere la riduzione di tributi e sanzioni nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti. Il terzo correttivo (D.Lgs. 136/2024) ha introdotto il fiscal cram‑down, che consente al tribunale di omologare il piano anche se l’erario vota contro, purché sia dimostrato che l’erario riceverà un trattamento non inferiore a quello dell’alternativa liquidatoria. Questo strumento può essere utilizzato da società di equity crowdfunding per ristrutturare il debito complessivo, compresi tributi e contributi. È necessario preparare un piano attestato da un professionista indipendente e convincere i creditori a votare a favore del concordato o dell’accordo.

4.4 Piani del consumatore e liquidazione controllata

Se la società non è fallibile (ad esempio, è un’impresa agricola o un ente non commerciale) o se si tratta di un soggetto sovraindebitato, si può ricorrere alle procedure della Legge 3/2012:

  • Piano del consumatore – riservato alle persone fisiche che hanno contratto debiti a fini non professionali. Permette di proporre un piano di pagamento rateale commisurato alle proprie entrate, con possibile falcidia dei debiti. Per le società, può essere utilizzato dagli amministratori personalmente se hanno garantito i debiti aziendali.
  • Accordo di composizione della crisi – si applica alle imprese sotto soglia (attivo < 300 000 €, ricavi < 200 000 €, debiti < 500 000 €) . Consente di rinegoziare i debiti con la maggioranza dei creditori, sospendere le azioni esecutive e ottenere la falcidia dei crediti chirografari.
  • Liquidazione controllata – prevede la vendita dei beni del debitore sotto la supervisione di un OCC. Al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione per i debiti residui.
  • Esdebitazione del debitore incapiente – introdotta dal CCII, permette al debitore privo di beni di liberarsi dalle obbligazioni senza dover proporre un piano. È un’ultima ratio per chi non ha prospettive di rientro.

4.5 Composizione negoziata della crisi

La procedura, introdotta dal DL 118/2021, è finalizzata al risanamento dell’impresa senza ricorrere al tribunale. Il debitore nomina un esperto mediante piattaforma telematica; l’esperto verifica la sostenibilità economica del piano e assiste l’imprenditore nella negoziazione con i creditori. Vantaggi:

  • Protezione delle azioni esecutive: l’imprenditore può chiedere misure protettive; i creditori non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive senza autorizzazione del tribunale.
  • Riduzione del periculum in mora: come riconosciuto dalla Cassazione , la presenza di un esperto e la predisposizione di un piano serio rendono illegittime le misure cautelari, inclusi i sequestri preventivi per reati tributari.
  • Continuità aziendale: l’imprenditore resta alla guida della società, può ottenere finanziamenti prededucibili e ha la possibilità di concordare moratorie con i creditori.
  • Riservatezza: la procedura non è pubblica, salvo la comunicazione al registro delle imprese. Ciò consente di preservare la reputazione della società verso gli investitori.

La composizione negoziata è consigliata per le società che hanno prospettive di risanamento e intendono evitare la liquidazione giudiziale. Nel contesto di equity crowdfunding, consente di proteggere il capitale investito e di salvaguardare il valore delle quote.

5. Errori comuni e consigli pratici

Affrontare i debiti richiede attenzione e competenza. Ecco alcuni errori ricorrenti che le società commettono e i consigli per evitarli:

  1. Ignorare le notifiche – Spesso gli imprenditori trascurano gli avvisi pensando che si tratti di comunicazioni minori. Ogni atto va letto con attenzione; la mancata impugnazione comporta la definitività del debito e l’avvio del pignoramento. Conservare le buste, gli avvisi di ricevimento e le PEC per provare eventuali vizi.
  2. Confondere rottamazione e rateazione – La rottamazione consente di eliminare interessi e sanzioni; la rateazione no. È opportuno valutare l’adesione alle definizioni agevolate quando disponibili, evitando di richiedere una semplice rateazione che rende il debito più oneroso.
  3. Tardare la richiesta di sospensione – Se non si chiede la sospensione, l’esecuzione prosegue anche se il ricorso è fondato. La richiesta deve essere motivata e presentata contestualmente al ricorso.
  4. Non verificare la prescrizione – Molti debiti sono prescritti, soprattutto quelli affidati a Equitalia/AER da molti anni. Calcolare la prescrizione può portare all’annullamento del debito.
  5. Utilizzare impropriamente i fondi raccolti – Nel crowdfunding, i soci e la Consob vigilano sull’uso del denaro. Distrarre le somme per fini diversi da quelli indicati in campagna può portare a responsabilità penale e alla perdita della fiducia degli investitori.
  6. Non dotarsi di un piano di risanamento – La mancanza di programmazione finanziaria aggrava la crisi. È preferibile elaborare un budget, ridurre le spese, negoziare con i creditori e cercare capitali freschi attraverso emissioni di nuove quote (compatibilmente con il TUF).
  7. Assumere obbligazioni personali – Gli amministratori che garantiscono personalmente i debiti della società rischiano il proprio patrimonio. È consigliabile limitare le garanzie e, se possibile, utilizzare strumenti come il fondo patrimoniale o il trust per proteggere i propri beni (nei limiti della legge e senza frode ai creditori).
  8. Sottovalutare la responsabilità fiscale – Gli amministratori possono rispondere in solido per IVA e ritenute d’acconto non versate (art. 2, comma 2‑bis DL 602/1973); quindi è fondamentale versare tempestivamente queste imposte.
  9. Trascurare la contabilità – Tenere una contabilità ordinata è essenziale per dimostrare i pagamenti effettuati e contestare le pretese indebite. In caso di controllo, una contabilità disordinata facilita l’accertamento.

6. Domande frequenti (FAQ)

  1. Cos’è l’equity crowdfunding e quali sono le regole per le s.r.l.?

L’equity crowdfunding è una raccolta di capitali online che permette a più investitori di sottoscrivere quote di capitale di una società. Secondo il D.Lgs. 30/2023, anche le s.r.l. possono offrire al pubblico le proprie quote tramite piattaforme autorizzate, con l’intermediazione di un soggetto che registra le quote e rilascia certificati .

  1. I fondi raccolti con equity crowdfunding sono tassati come ricavi?

No. I conferimenti effettuati dagli investitori costituiscono apporti di capitale e non generano ricavi imponibili per la società, purché siano destinati a capitale e non costituiscano corrispettivo per la vendita di beni o servizi. La destinazione impropria delle somme può essere riqualificata come ricavo .

  1. Quali sono i rischi per gli investitori se la società va in crisi?

Gli investitori acquisiscono quote della società e assumono il rischio d’impresa: in caso di insolvenza, possono perdere l’intero investimento. Tuttavia, hanno diritto di partecipare alle assemblee e di agire contro gli amministratori per responsabilità. Se la società accede a procedure concorsuali, gli investitori sono trattati come soci chirografari.

  1. Cosa fare se l’Agenzia Entrate invia una cartella per tributi non dovuti?

È necessario presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni, eccependo la mancanza di presupposti o la prescrizione. L’assistenza di un professionista può rilevare vizi non evidenti e richiedere la sospensione.

  1. L’adesione alla rottamazione sospende i pignoramenti?

No. La rottamazione sospende i termini di prescrizione e impedisce l’avvio di nuove azioni, ma non sospende i pignoramenti in corso. È possibile chiedere la sospensione al giudice in sede di opposizione.

  1. Come difendersi da un pignoramento ex art. 72‑bis?

Occorre contestare l’atto entro 20 o 40 giorni, verificare la notifica e la presenza di un titolo esecutivo valido. È anche possibile attendere i 60 giorni: se il terzo non versa le somme, il pignoramento si estingue .

  1. È possibile impugnare un avviso di addebito INPS se il contributo è già prescritto?

Sì. Sebbene l’avviso diventi definitivo dopo 60 giorni, la prescrizione dei contributi resta quinquennale . Occorre provare che non vi sono stati atti interruttivi efficaci.

  1. Quando conviene ricorrere alla composizione negoziata della crisi?

Quando la società è ancora in bonis ma evidenzia segnali di crisi (ritardi nei pagamenti, perdite di esercizio). L’esperto verifica la fattibilità di un piano di risanamento e può contribuire a evitare l’insolvenza. La procedura può impedire sequestri e pignoramenti .

  1. Cosa succede se un amministratore utilizza i fondi raccolti per scopi diversi?

Può incorrere in responsabilità civile verso gli investitori (art. 2476 c.c.), in responsabilità penale per appropriazione indebita o bancarotta fraudolenta, e può essere obbligato a restituire le somme. È quindi obbligatorio tenere un’adeguata rendicontazione dell’uso dei fondi.

  1. È possibile ottenere l’esdebitazione per le società?

Sì, il CCII consente l’esdebitazione anche per le società ma solo al termine di procedure di liquidazione controllata e a determinate condizioni (assenza di dolo o colpa grave). L’esdebitazione estingue i debiti residui e permette di ripartire.

  1. Che differenza c’è fra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?

Il piano del consumatore riguarda persone fisiche con debiti privati e non richiede l’approvazione dei creditori; l’accordo di ristrutturazione è riservato alle imprese sotto soglia e richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori . Entrambi sospendono le azioni esecutive, ma l’accordo è più complesso.

  1. Le banche possono pignorare il conto della società senza avviso?

No. Anche se l’art. 72‑bis consente un pignoramento speciale, l’atto deve essere notificato al debitore; la mancata notifica rende l’atto inesistente .

  1. Cosa fare se la banca applica interessi anatocistici o usurari?

Occorre verificare il tasso applicato rispetto al tasso soglia (TEGM) e l’eventuale capitalizzazione. Se gli interessi superano il tasso legale o violano l’art. 1283 c.c., si può chiedere la restituzione e opporsi al pagamento. La Cassazione ha chiarito che la capitalizzazione non è anatocistica se avviene alle stesse condizioni per crediti e debiti , ma bisogna esaminare le clausole.

  1. Come tutelare il patrimonio personale degli amministratori?

Gli amministratori possono limitare la responsabilità evitando di prestare garanzie personali, utilizzando società di capitali separate per attività immobiliari o di gestione, e ricorrendo a strumenti come il fondo patrimoniale. È possibile anche stipulare un’assicurazione D&O (Directors & Officers). Tuttavia, nessuna strategia consente di sottrarsi alle responsabilità in caso di reati o frode.

  1. È possibile offrire nuove quote di crowdfunding durante una procedura di composizione della crisi?

In linea di principio, sì, ma occorre l’autorizzazione dell’esperto o del tribunale. È necessario informare i potenziali investitori della situazione della società e garantire che le somme raccolte siano destinate al piano di risanamento. Il portale dovrà evidenziare i rischi.

  1. La richiesta di rateazione blocca l’azione dell’Agenzia Entrate?

La rateazione evita nuove azioni ma non sospende quelle in corso. Per sospendere pignoramenti già avviati, è necessario chiedere una sospensione al giudice.

  1. Cosa succede se non pago le rate della rottamazione?

Si perde il beneficio della definizione; le somme versate sono trattenute a titolo di acconto e l’AER può riprendere le azioni esecutive. Nel caso della rottamazione quinquies, la decadenza scatta alla prima rata non pagata .

  1. È possibile impugnare una cartella dopo aver pagato?

No. Il pagamento volontario comporta l’accettazione del debito salvo che sia stato effettuato sotto riserva o che vi sia stato errore nella determinazione dell’importo. È preferibile pagare solo dopo aver verificato la legittimità e, se necessario, versare quanto non contestato.

  1. Una società in liquidazione può accedere alla composizione negoziata?

In genere no, poiché la procedura è finalizzata alla continuità aziendale. Tuttavia, il CCII consente l’accesso se la liquidazione non è irreversibile e vi sono prospettive di risanamento.

  1. Gli investitori possono chiedere il rimborso del capitale in caso di insolvenza?

No. Il capitale investito in equity crowdfunding è a rischio; gli investitori diventano soci e partecipano alle perdite. Possono però agire per responsabilità contro gli amministratori o aderire a eventuali azioni collettive promosse dall’Autorità di vigilanza.

7. Simulazioni pratiche

Per comprendere meglio l’impatto delle varie soluzioni, presentiamo alcune simulazioni numeriche. Si tratta di esempi ipotetici che non sostituiscono la consulenza personalizzata.

7.1 Pignoramento su conto corrente

Caso: la società Alfa, che ha raccolto 200 000 € tramite equity crowdfunding, ha un debito erariale di 30 000 € per IVA non versata (periodo 2023) e contributi INPS arretrati di 15 000 €. L’AER notifica un pignoramento ex art. 72‑bis al conto corrente intestato alla società. Il saldo disponibile è 10 000 €. Dopo la notifica, la banca blocca l’intera somma. Cosa accade?

Analisi: 1. La società ha 60 giorni per contestare il pignoramento. Può eccepire la mancanza di titolo se il debito non è iscritto a ruolo; nel nostro caso vi è una cartella per IVA e un avviso di addebito per contributi. I titoli sono validi. 2. Se la società non paga o non impugna, la banca deve versare all’AER la somma pignorata entro 60 giorni. Tuttavia, se la società accede alla rottamazione quinquies presentando domanda entro il 30 aprile 2026, i carichi vengono sospesi e il pagamento potrebbe essere ridotto. Potrà indicare nel ricorso che la definizione è in corso e chiedere la sospensione. 3. Se la banca non versa entro 60 giorni, il pignoramento si estingue e l’AER deve procedere con pignoramento ordinario.

Risultato: L’adesione alla rottamazione consente di ridurre il debito a circa 45 000 € (capitale + spese) senza interessi né sanzioni, pagabili in 54 rate da circa 833 € ciascuna. La società può quindi utilizzare il saldo pignorato per le prime rate, ma deve agire tempestivamente.

7.2 Ristrutturazione attraverso la composizione negoziata

Caso: la startup Beta Srl, finanziata tramite equity crowdfunding, ha debiti complessivi di 600 000 € (200 000 € verso l’erario, 100 000 € verso l’INPS e 300 000 € verso banche e fornitori). I ricavi sono in calo e la società teme il fallimento. Il management decide di avviare la procedura di composizione negoziata.

Analisi: 1. Presentazione della domanda sulla piattaforma nazionale: la società trasmette dati contabili e un piano preliminare. L’organismo nomina un esperto. 2. L’esperto verifica la fattibilità del piano, che prevede la cessione di un ramo d’azienda, la riduzione del personale e un accordo con i creditori. Sulla base del piano, la società chiede misure protettive e notifica l’istanza ai creditori. 3. AER e INPS sospendono le azioni esecutive; nel frattempo, viene elaborata una proposta di transazione fiscale con riduzione delle sanzioni e degli interessi. Le banche accettano una ristrutturazione del debito con allungamento delle scadenze. 4. Dopo 4 mesi, l’esperto certifica il successo della trattativa. L’accordo è depositato in tribunale per l’omologazione. Nel frattempo, eventuali procedimenti penali per omesso versamento sono sospesi, poiché il periculum in mora è ridimensionato .

Risultato: La società Beta riesce a ridurre l’esposizione fiscale del 40%, ottiene tassi agevolati dalle banche e mantiene la continuità aziendale. Gli investitori non perdono il capitale, ma potrebbero subire una diluizione se vengono emesse nuove quote per attrarre altri finanziatori.

7.3 Piano del consumatore per il garante

Caso: l’amministratore Carlo, garante personale di un finanziamento bancario da 100 000 € concesso alla propria start-up, si ritrova a dover pagare il debito a causa del fallimento della società. Non avendo beni immobili, ma percependo uno stipendio mensile di 2 000 €, decide di presentare un piano del consumatore.

Analisi: 1. Si reca presso un OCC e nomina un gestore. Presenta la lista dei debiti e delle entrate. Il piano prevede il pagamento di 30 000 € in 8 anni (75 € al mese), utilizzando lo stipendio. 2. Il giudice valuta la meritevolezza di Carlo (ha agito senza colpa grave), approva il piano e dispone la sospensione dei pignoramenti sullo stipendio oltre la quota del decimo (nel suo caso 200 € al mese). I creditori sono vincolati anche se non approvano. 3. Dopo il pagamento delle rate previste, i debiti residui sono cancellati (esdebitazione). Carlo si libera dell’onere del debito personale e può ripartire.

Risultato: Il piano permette di ridurre il debito del 70% e di evitare la perdita totale del reddito. È un esempio di tutela del garante che si affianca alla procedura societaria.

8. Conclusioni

La crisi di una società di equity crowdfunding con debiti verso il fisco, l’INPS o le banche rappresenta una situazione complessa che richiede competenze legali, contabili e finanziarie. L’ordinamento italiano mette a disposizione numerosi strumenti per tutelare il debitore e preservare l’impresa. La conoscenza approfondita delle norme di riscossione (artt. 72‑bis e 72‑ter DPR 602/1973), delle definizioni agevolate introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 , della disciplina della crisi d’impresa e delle procedure di sovraindebitamento , nonché delle pronunce giurisprudenziali più recenti , consente di individuare la strategia più efficace.

In sintesi:

  • Agire tempestivamente: la difesa inizia con il controllo della notifica e la presentazione del ricorso nei termini. La tempestività permette di ottenere la sospensione dell’esecuzione e di evitare danni irreparabili.
  • Sfruttare le definizioni agevolate: rottamazione quinquies e altri strumenti riducono drasticamente il debito, ma richiedono di rispettare le scadenze e di valutare la convenienza rispetto alla rateazione.
  • Utilizzare le procedure del CCII: composizione negoziata, accordi di ristrutturazione, piani del consumatore ed esdebitazione offrono la possibilità di ristrutturare o cancellare il debito e di continuare l’attività.
  • Verificare le responsabilità bancarie: controllare l’usura, l’anatocismo e la validità delle fideiussioni può ridurre notevolmente l’esposizione verso le banche.
  • Tutela degli investitori e degli amministratori: la corretta gestione dei fondi raccolti e una comunicazione trasparente evitano responsabilità civili e penali. Gli amministratori devono adottare misure di protezione patrimoniale e non sottoscrivere garanzie personali senza valutazione dei rischi.

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