Noleggio e-bike con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’azienda di noleggio e‑bike significa innovare il settore della mobilità, investire in mezzi ecologici e contribuire alla riduzione dell’inquinamento. Tuttavia l’entusiasmo imprenditoriale può scontrarsi con difficoltà finanziarie: ritardi nel pagamento delle imposte, contributi previdenziali non versati, leasing non saldati o finanziamenti bancari gravosi. Nel 2026 molti operatori della micro‑mobilità hanno accumulato debiti a causa dell’aumento dei costi energetici, della concorrenza e della proroga dei crediti d’imposta. Le conseguenze possono essere drammatiche: cartelle esattoriali, avvisi di addebito dell’INPS, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi, pignoramenti dei conti correnti e blocco dell’attività.

Un imprenditore spesso non è consapevole dei rischi legati alla mancata risposta ai provvedimenti dell’Agente della Riscossione. La legge impone termini stringenti per contestare un atto, definire il debito o accedere alle procedure di ristrutturazione; trascorsi quei termini le somme diventano definitive e si possono perdere opportunità importanti come la rottamazione quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026. Inoltre, errori nella notifica via PEC, nell’indicazione degli immobili sui preavvisi ipotecari o nella qualifica di “consumatore” rispetto al socio di una s.r.l. sono frequenti e possono annullare integralmente l’atto . Conoscere le tutele disponibili è quindi fondamentale per evitare il dissesto o, peggio, la perdita dell’azienda.

Chi può aiutarti: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team multidisciplinare composto da avvocati, commercialisti e consulenti con esperienza nazionale in materia di diritto bancario, tributario e crisi d’impresa. È gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore previsto dal D.L. 118/2021. In virtù di queste qualifiche può assistere sia persone fisiche sia società nel presentare piani del consumatore, concordati minori o accordi di ristrutturazione, negoziare con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, predisporre ricorsi in commissione tributaria e giudizi ordinari, nonché assumere il ruolo di mediatore nei tavoli con banche e fornitori.

In questo articolo l’Avv. Monardo e il suo staff spiegano in modo completo e aggiornato (febbraio 2026) come affrontare i debiti accumulati da un’impresa di noleggio e‑bike. Illustreremo il contesto normativo e giurisprudenziale, le procedure da seguire, le strategie difensive e i rimedi alternativi. Termineremo con FAQ, esempi pratici e una call to action. Se ti riconosci in questa situazione, contatta immediatamente l’Avv. Monardo per una valutazione personalizzata.

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1. Contesto normativo: norme e sentenze rilevanti

Per impostare una difesa efficace bisogna conoscere le leggi vigenti e le pronunce giurisprudenziali più recenti che interessano le aziende di noleggio e‑bike. Di seguito riportiamo i principali riferimenti normativi aggiornati al febbraio 2026.

1.1 Legge di Bilancio 2026 e rottamazione quinquies

La Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto, all’art. 1 commi 82‑101, una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per somme dovute a titolo di imposte e contributi previdenziali derivanti da omesso versamento a seguito di controlli automatici e formali (artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973, art. 54‑bis DPR 633/1972) e per contributi INPS omessi . Sono ammessi anche i carichi già inclusi in precedenti rottamazioni decadute o in rottamazioni‑quater decadute al 30 settembre 2025 . Restano esclusi i debiti da accertamento, i tributi locali e i carichi già regolarmente pagati nell’ambito di una precedente definizione .

La domanda di adesione deve essere presentata on‑line entro il 30 aprile 2026; l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AER) invia l’esito e i bollettini entro il 30 giugno 2026 . Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (fino a nove anni), con interessi al 3 % annuo a decorrere dal 1° agosto 2026; le prime tre rate scadono il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026 . Il beneficio decade se si omettono due rate, anche non consecutive, o l’ultima rata . L’adesione sospende le rateizzazioni in corso per i debiti definibili fino al 31 luglio 2026 .

Con la rottamazione quinquies si pagano solo capitale e spese di notifica, mentre sono condonati interessi iscritti a ruolo, sanzioni e aggio . Per le sanzioni amministrative del Codice della strada il beneficio opera solo per interessi e aggio . Questa misura è rilevantissima per le società che hanno ricevuto cartelle esattoriali per omesso versamento di IVA, IRES, contributi previdenziali sugli addetti o sanzioni per violazioni al Codice della strada (es. parcheggi o transiti non autorizzati delle e‑bike). Chi aderisce evita nuove azioni esecutive e non viene considerato inadempiente ai fini del DURC .

1.2 Rateizzazione ordinaria dei ruoli (art. 19 DPR 602/1973)

Se il debito non rientra nella rottamazione o se la rottamazione decade, è possibile chiedere una rateizzazione ordinaria ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/1973. Secondo il testo aggiornato, per richieste presentate nel 2025‑2026 l’AER può concedere fino a 84 rate mensili per importi fino a 120 000 €, 96 rate per le domande 2027‑2028 e 108 rate dal 2029; per importi superiori a 120 000 € le rate possono arrivare a 120 . La presentazione della richiesta sospende la prescrizione e impedisce nuove azioni esecutive; con il pagamento della prima rata si estinguono le procedure esecutive in corso salvo che l’asta sia già avvenuta . La decadenza interviene dopo il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive, con riattivazione del debito residuo .

1.3 E‑bike e micro‑mobilità: requisiti tecnici e responsabilità

Le società di noleggio sono soggette al Codice della strada e alle norme sulla micro‑mobilità. Le e‑bike (biciclette a pedalata assistita) devono avere un motore elettrico ausiliario con potenza massima continuativa di 250 W; l’assistenza deve interrompersi oltre 25 km/h e il motore può funzionare solo se il ciclista pedala . Le biciclette devono essere dotate di campanello, luci e dispositivi catarifrangenti . Un e‑bike trasformata in modo da funzionare senza pedalata o con potenza superiore diventa un ciclomotore e richiede immatricolazione, targa, assicurazione e patente . Le violazioni comportano sanzioni amministrative e possono far sorgere responsabilità verso utenti e terzi.

Anche se la gestione del parco mezzi è normalmente separata dalle questioni fiscali, è essenziale ricordare che multe per circolazione non regolare o per violazioni ai limiti di potenza rientrano tra i carichi definibili nella rottamazione solo per gli interessi e l’aggio ; il capitale (multa) resta dovuto.

1.4 Sovraindebitamento e crisi d’impresa

1.4.1 Legge 3/2012 e definizioni

La legge 3/2012, come riformata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), introduce gli istituti del piano del consumatore, del concordato minore e della liquidazione controllata per i soggetti non fallibili. L’art. 6, comma 2, definisce sovraindebitamento come lo stato di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che determina la difficoltà ad adempiere regolarmente . Possono accedere le persone fisiche, i professionisti e gli imprenditori minori con attivo non superiore a 300 000 €, ricavi inferiori a 200 000 € e debiti sotto 500 000 € . Nelle nuove procedure del CCII il giudice verifica la meritevolezza del debitore (assenza di dolo o colpa grave) e l’idoneità del piano a soddisfare, anche in misura ridotta, i creditori.

1.4.2 Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019)

Il D.Lgs. 14/2019 (CCII) sostituisce la legge fallimentare. L’art. 2, lettera a) definisce la “crisi” come la probabilità di insolvenza in un arco temporale di 12 mesi, mentre l’“insolvenza” è l’incapacità di soddisfare regolarmente le obbligazioni . L’“impresa minore” è l’azienda che negli ultimi tre esercizi ha rispettato i limiti di 4 milioni di ricavi o 4 milioni di attivo patrimoniale e 20 dipendenti; queste imprese possono accedere al concordato semplificato. Il CCII prevede procedure di allerta e composizione assistita: l’imprenditore che rileva segnali di squilibrio può rivolgersi a un OCC o richiedere l’intervento di un esperto negoziatore ai sensi del D.L. 118/2021 . L’esperto, nominato tramite la Camera di Commercio, facilita le trattative con creditori e consente di ottenere una moratoria sulle azioni esecutive mentre si ricerca una soluzione.

1.4.3 D.L. 118/2021 e negoziazione assistita della crisi

Il D.L. 118/2021, convertito nella legge 147/2021, ha introdotto un istituto di composizione negoziata: l’imprenditore in squilibrio finanziario può chiedere la nomina di un esperto indipendente che verifichi la fattibilità del piano di rilancio e favorisca un accordo con i creditori . Il processo si svolge su una piattaforma telematica gestita da Unioncamere; durante la negoziazione sono sospese le azioni esecutive e gli interessi moratori. Questo strumento è utile per le imprese di noleggio e‑bike che vogliono continuare l’attività riducendo l’indebitamento.

1.5 Responsabilità dei soci di società estinte

Nel caso in cui una società di noleggio e‑bike sia stata cancellata dal registro delle imprese, i debiti tributari non si estinguono. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 3625/2025) hanno chiarito che, ai sensi dell’art. 2495 c.c., i creditori sociali possono agire nei confronti degli ex soci nei limiti delle somme ricevute con il bilancio finale di liquidazione . Inoltre, l’art. 36 del DPR 602/1973 rende responsabili i soci che nei due anni precedenti hanno ricevuto denaro o beni sociali per il pagamento delle imposte dovute dalla società . La Suprema Corte ha tuttavia precisato che l’interesse ad agire dell’amministrazione finanziaria non è condizionato solo alle somme del bilancio finale, ma può sorgere anche se i soci hanno ricevuto altri beni o garanzie in qualsiasi forma . In pratica, la cancellazione della società non è un escudo; il fisco può rivalersi sugli ex soci che hanno beneficiato del patrimonio sociale.

1.6 Notifica degli atti: PEC, preavviso ipotecario e fermo amministrativo

Le notifiche esattoriali sono spesso viziate. L’art. 7‑quater del D.L. 193/2016 dispone che se la notifica tramite PEC non va a buon fine perché l’indirizzo è inattivo o non valido, l’AER deve inviare anche una raccomandata; la mancata notifica rende nullo l’atto . La giurisprudenza ha confermato che la cartella esattoriale consegnata solo via PEC a un indirizzo dismesso va annullata.

Per i preavvisi di iscrizione ipotecaria, la Cassazione (ord. n. 25456/2025) ha stabilito che la comunicazione deve indicare solo il titolo e l’entità del credito ma non l’immobile su cui si iscriverà l’ipoteca . Il contribuente ha trenta giorni per pagare o contestare; non occorre indicare la particella catastale perché la sua individuazione avverrà al momento dell’iscrizione . Manca invece l’obbligo di previa notifica se il debito complessivo non supera 20 000 €.

Quanto al fermo amministrativo sui veicoli, il Tribunale di Torino nel 2025 ha ribadito che l’atto è legittimo anche se alcune cartelle sottese vengono annullate, purché restino altri debiti idonei a giustificare la misura; grava tuttavia sull’Agente della Riscossione l’onere di provare la notifica delle cartelle e degli atti interruttivi . Questo principio è cruciale per le società di noleggio che subiscono il fermo dei furgoni o delle stesse e‑bike: l’impugnazione va indirizzata al preavviso di fermo e alle cartelle collegate.

1.7 Avvisi di addebito INPS

L’INPS emette avvisi di addebito autonomamente rispetto all’Agenzia delle Entrate per recuperare contributi omessi. La Cassazione sezione lavoro (ord. n. 13171/2025) ha ricordato che l’obbligo contributivo per i professionisti iscritti alla Gestione separata trova fondamento nell’art. 2, comma 26, della legge 335/1995, come interpretato dall’art. 18, comma 12, del D.L. 98/2011: l’iscrizione è obbligatoria per chi esercita abitualmente attività di lavoro autonomo non soggette ad altre casse . La Corte ha inoltre affermato che l’omessa indicazione del reddito nella dichiarazione dei redditi integra occultamento doloso e sospende la prescrizione . Per i contributi artigiani e commercianti, la prescrizione quinquennale decorre dalla scadenza annuale, ma può essere interrotta dalla notifica dell’avviso di addebito.

1.8 Giurisprudenza recente sul piano del consumatore e sulle opposizioni dei creditori

Il 2025 ha visto una serie di pronunce della Cassazione sulla ristrutturazione dei debiti del consumatore, utili anche alle piccole società e ai soci che intendano accedere a procedure di sovraindebitamento. Le massime riportate da Unijuris evidenziano i seguenti principi:

  • Sentenza 20725/2025: in materia di piano del consumatore, la banca finanziatrice non perde sempre la possibilità di opporsi all’omologazione per violazione del dovere di valutazione del merito creditizio; è tenuta a effettuare indagini supplementari solo quando è necessario e non può essere ritenuta responsabile se le informazioni fornite dal cliente sono false . Dunque, per escludere la banca dalle opposizioni bisogna provare un’omissione grave.
  • Sentenza 20672/2025: il creditore che ha colpevolmente contribuito all’indebitamento non può contestare la convenienza del piano, ma può eccepire la violazione di norme imperative o la non meritevolezza del debitore . Ciò significa che una banca negligente non ha diritto di veto sulla proposta, ma può segnalare eventuali frodi.
  • Sentenza 21048/2025: la negligenza della banca nel concedere il finanziamento non esclude la colpa grave del debitore che ha aggravato la sua situazione; i due profili di responsabilità possono coesistere . Questo orientamento conferma che l’accesso alla procedura richiede buona fede del debitore, anche se il finanziatore ha violato l’obbligo di valutare il merito creditizio.
  • Sentenza 29746/2025: un socio fideiussore non è qualificabile come consumatore se la fideiussione costituisce atto collegato alla propria attività professionale . Questa distinzione è importante per i soci che intendono presentare un piano del consumatore: se la garanzia è collegata all’impresa, la procedura non è applicabile e occorre ricorrere al concordato minore.
  • Sentenza 30412/2025: l’erede che accetta con beneficio d’inventario non può presentare la domanda di ristrutturazione in luogo del sovraindebitato defunto, perché manca il presupposto oggettivo del sovraindebitamento . Questo principio interessa le successioni nelle società a conduzione familiare.

Queste decisioni confermano l’attenzione del legislatore e dei giudici per un equilibrio tra tutela del debitore meritevole e salvaguardia dei creditori: il piano può essere omologato nonostante il dissenso, ma deve essere trasparente, equo e conforme alla legge.

2. Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto

Quando una società di noleggio e‑bike riceve un atto (cartella esattoriale, avviso di addebito INPS o intimazione di pagamento), deve adottare tempestivamente alcune misure. In questa sezione illustreremo il percorso da seguire, i termini da rispettare e i diritti del contribuente.

2.1 Verifica della notifica e controllo dei vizi

  1. Esaminare il modo di notificazione: se la cartella o l’avviso sono stati trasmessi via PEC, bisogna verificare che la casella PEC indicata fosse attiva e valida alla data della notifica. In caso contrario l’atto è nullo e deve essere rinotificato per raccomandata .
  2. Controllare la relata di notifica cartacea: per gli atti inviati tramite posta, controllare che la raccomandata sia stata consegnata al legale rappresentante o a persona autorizzata. Irregolarità come l’errata indicazione dell’indirizzo o la consegna a soggetti non legittimati possono essere eccepite.
  3. Analizzare la relata del messo comunale o dell’agente notificatore: nei casi di irreperibilità devono risultare i tentativi di consegna e l’affissione all’albo. L’assenza di tali indicazioni comporta nullità.
  4. Verificare i termini di prescrizione: per le imposte e i contributi i termini sono generalmente di cinque anni, salvo diverse previsioni per le imposte erariali. La prescrizione si interrompe con la notifica di una cartella o di un avviso di addebito; se la notifica non è documentata, il debito può essere prescritto .

2.2 Richiesta di estratto di ruolo e analisi dei debiti

Chiedere all’AER l’estratto di ruolo, che contiene l’elenco di tutte le cartelle intestate alla società, i singoli importi e la data di affidamento. È possibile consultarlo gratuitamente on‑line attraverso l’area riservata con SPID o richiedere assistenza a un intermediario. L’estratto permette di verificare quali carichi rientrino nella rottamazione, quali siano oggetto di rateizzazioni o contenziosi e quali siano prescritti. L’AER non può opporre il segreto d’ufficio e deve fornire la copia integrale dei ruoli, necessari per l’esercizio del diritto di difesa.

2.3 Presentare il ricorso o l’istanza di sospensione

Se la notifica è viziata o se la cartella è prescritta, il contribuente può presentare un ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica (30 giorni in caso di fermo o ipoteca). Il ricorso deve contenere i motivi di opposizione, la documentazione e la richiesta di sospensione. L’Avv. Monardo effettua un’analisi dell’atto, individua i vizi e prepara il fascicolo. È possibile chiedere la sospensione sia in via amministrativa all’AER sia giudizialmente; in quest’ultimo caso la commissione valuta la fondatezza dell’istanza e, se sussiste periculum in mora (pericolo nel ritardo), può sospendere l’esecuzione.

In alternativa si può presentare una istanza in autotutela all’INPS o all’AER per ottenere l’annullamento della cartella o dell’avviso se l’atto è manifestamente illegittimo (prescrizione, doppia iscrizione, errori di calcolo). Sebbene non vi sia un obbligo per l’amministrazione di rispondere, spesso l’istanza permette di risolvere la questione senza giudizio.

2.4 Valutare la rottamazione o la rateizzazione

Se l’atto è legittimo ma oneroso, occorre decidere se aderire alla rottamazione quinquies o chiedere la rateizzazione. L’analisi riguarda la tipologia di debito (tributi derivanti da dichiarazioni o accertamenti, contributi da avviso di addebito), la convenienza economica e la sostenibilità dei pagamenti.

Vantaggi della rottamazione quinquies:

  • Riduzione drastica degli interessi e delle sanzioni, pagamento del solo capitale e delle spese di notifica .
  • Possibilità di dilazione fino a 54 rate bimestrali con un tasso agevolato del 3 % .
  • Sospensione delle procedure esecutive e non inadempienza ai fini del DURC .

Svantaggi:

  • Necessità di presentare l’istanza entro il 30 aprile 2026; la scadenza è imminente.
  • Decadenza dopo due rate mancanti anche non consecutive o dopo l’ultima rata .
  • Esclusione per i carichi da accertamento, tributi locali e ruoli regolarmente pagati .

Vantaggi della rateizzazione art. 19:

  • Procedura sempre accessibile, anche per debiti da accertamento.
  • Fino a 120 rate per importi elevati .
  • Sospensione della prescrizione e delle esecuzioni con il pagamento della prima rata .

Svantaggi:

  • Interesse legale pieno (non agevolato) e assenza di condono su sanzioni.
  • Decadenza dopo otto rate non pagate e conseguente obbligo di saldare l’intero debito .

L’Avv. Monardo, tramite un check‑up contabile e legale, consiglia la soluzione più vantaggiosa e, se necessario, rinegozia i termini con l’AER.

2.5 Considerare la procedura di sovraindebitamento

Se l’impresa versa in crisi irreversibile e non riesce a sostenere neanche la rottamazione o la rateizzazione, può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento. A seconda della dimensione e della natura dell’azienda, sono disponibili diversi strumenti:

  1. Piano del consumatore: destinato a persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività professionale. È idoneo per i soci che hanno contratto debiti personali o fideiussioni nell’interesse della società se la fideiussione non costituisce atto professionale . Il piano prevede il pagamento rateale dei crediti in base alla capacità contributiva del consumatore e, se omologato, consente la liberazione dai debiti residui.
  2. Concordato minore: rivolto agli imprenditori minori e ai lavoratori autonomi. Permette di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione con falcidia e moratoria; l’esecuzione è sorvegliata dall’OCC e, se la maggioranza dei creditori non si oppone per motivi legittimi, il giudice può omologare il piano anche in assenza di consenso unanime. Le pronunce del 2025 chiariscono che i creditori colpevoli non possono eccepire la convenienza della proposta .
  3. Liquidazione controllata: comporta la vendita dell’intero patrimonio dell’imprenditore o del socio per soddisfare i creditori. È l’ultima risorsa e comporta la perdita di beni aziendali; tuttavia consente l’esdebitazione al termine della procedura.
  4. Accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67 CCII): simile al piano del consumatore ma applicabile a imprenditori minori e professionisti, prevede un piano attestato da un professionista indipendente e omologato dal tribunale. I creditori possono essere obbligati al rispetto del piano anche se dissentono, a condizione che la proposta non sia irragionevole. .

L’assistenza di un professionista iscritto agli elenchi del Ministero è indispensabile per presentare l’istanza; l’Avv. Monardo, quale Gestore della crisi e Esperto negoziatore, è abilitato ad assistere i debitori in tutte queste procedure.

2.6 Rapporti con le banche e negoziazione dei finanziamenti

Le società di noleggio e‑bike spesso si finanziano mediante leasing per i mezzi, linee di credito bancarie e contratti di factoring. Quando si accumulano ritardi, le banche possono revocare i fidi, iscrivere ipoteche sui beni e richiedere la rientro immediato. Le tutele nei confronti delle banche comprendono:

  • Sospensione degli interessi di mora: durante la procedura di composizione negoziata, il tribunale può sospendere gli interessi sulle somme scadute per evitare un ulteriore aggravio.
  • Contestazione delle clausole vessatorie: analizzare i contratti di finanziamento per individuare anatocismo, usura o commissioni illegittime. L’azione può condurre a una riduzione del debito e, in alcuni casi, al risarcimento.
  • Rinegoziazione e accordi stragiudiziali: il Codice della crisi consente accordi di ristrutturazione con una maggioranza qualificata dei creditori; le banche che vi aderiscono non possono agire esecutivamente durante l’esecuzione del piano.
  • Tutela del consumatore: se un socio ha prestato fideiussioni personali, può eccepire la nullità delle clausole bancarie secondo le decisioni della Banca d’Italia e dell’Antitrust; in sede di sovraindebitamento possono essere ridotte o annullate.

2.7 Protezione immediata: blocco di pignoramenti e sospensioni

Una delle principali preoccupazioni degli imprenditori è la protezione dei beni aziendali. Con la presentazione di un ricorso o di una domanda di sovraindebitamento è possibile ottenere misure protettive:

  • Sospensione dei pignoramenti: il Tribunale può sospendere le esecuzioni in corso, anche inaudita altera parte. Una recente ordinanza del Tribunale di Verona ha confermato la sospensione dei pignoramenti senza necessità di un’udienza preliminare . Durante la sospensione i beni della società (furgoni, e‑bike, conti correnti) sono al sicuro e i creditori devono attendere la definizione della procedura.
  • Interruzione degli interessi di mora: la moratoria blocca il maturare di interessi su imposte e contributi. I creditori non possono aggiungere nuove spese al debito.
  • Fermo e ipoteca: la presentazione dell’istanza di rottamazione o di rateizzazione impedisce nuove iscrizioni di fermi e ipoteche; quelle già esistenti restano ma non producono ulteriori effetti . Inoltre, il preavviso di fermo può essere impugnato se le cartelle prescritte o annullabili rappresentano l’unico debito .

3. Difese e strategie legali: come impugnare e risolvere il debito

In questa sezione presentiamo le principali difese da attuare contro fisco, INPS e banche. Ogni strategia deve essere personalizzata, ma conoscere le opzioni disponibili permette di scegliere tempestivamente la via migliore.

3.1 Contro l’Agenzia delle Entrate e l’Agente della Riscossione

  1. Eccepire la prescrizione o la decadenza: controllare il periodo di notifica e verificare se è trascorso il termine di cinque o dieci anni dalla scadenza dell’imposta. L’assenza di atti interruttivi documentati consente di ottenere l’annullamento della cartella.
  2. Contestare i vizi della cartella: errori di calcolo, mancata indicazione della base imponibile, confusione di ruoli o duplicazione dei crediti. Un singolo errore può rendere l’atto nullo.
  3. Opporsi alla notifica via PEC: come ricordato, l’atto notificato a un indirizzo non attivo senza successiva raccomandata è nullo .
  4. Impugnare il preavviso di ipoteca o fermo: contestando la legittimità delle cartelle sottese, la mancanza di indicazioni sul credito o l’assenza di notifica valida . È possibile ottenere la cancellazione del fermo se il bene è strumentale all’attività (veicoli per trasporto delle e‑bike) o se il debito è inferiore a 1 000 €.
  5. Chiedere la sospensione amministrativa: se la cartella è oggetto di ricorso, l’AER può sospendere l’azione per evitare il pagamento di somme non dovute. È necessario allegare la copia del ricorso e la ricevuta di deposito.
  6. Rottamazione e rateizzazione: come già descritto, sono strumenti fondamentali per ridurre o dilazionare l’importo. L’istanza può essere presentata anche se è pendente un giudizio, ma in questo caso occorre rinunciare al ricorso o alle relative impugnazioni.

3.2 Contro l’INPS

  1. Verificare i presupposti contributivi: l’iscrizione alla Gestione separata è obbligatoria solo per chi esercita abitualmente attività di lavoro autonomo non soggette a casse professionali . Se la società ha pagato i contributi alla cassa di appartenenza (ad esempio ENASARCO per rappresentanti), l’avviso può essere annullato.
  2. Controllare la prescrizione quinquennale: il contributo INPS si prescrive in cinque anni; se l’avviso è notificato oltre tale termine senza interruzione, è illegittimo. L’occultamento doloso può sospendere il termine .
  3. Contestare l’avviso di addebito: l’atto deve indicare i periodi, le retribuzioni e l’aliquota applicata. In mancanza di tali indicazioni, è nullo. Inoltre l’avviso non può essere emesso se il credito contributivo non è definitivo (ad esempio se pende un accertamento fiscale o una contestazione davanti alla commissione tributaria).
  4. Chiedere la compensazione: se vi sono crediti INPS (rimborsi o contributi versati in eccesso), si può chiedere la compensazione con i debiti. È necessario presentare l’istanza e attendere l’autorizzazione dell’ente.
  5. Accedere alla rateizzazione INPS: l’ente permette piani di ammortamento fino a 60 rate per debiti contributivi; la domanda deve essere motivata e accompagnata da garanzie (fideiussioni, ipoteche).

3.3 Contro le banche e i creditori privati

  1. Rinegoziazione del debito: l’azienda può avviare trattative con la banca per ridurre il tasso d’interesse, allungare la durata del finanziamento o accedere a un piano di consolidamento. La banca, a fronte di un piano credibile, può concedere la sospensione del capitale per alcuni mesi.
  2. Contestazione del merito creditizio: se la banca ha erogato il finanziamento violando l’art. 124‑bis del T.U.B. (dovere di valutare il merito creditizio del consumatore), si può eccepire la nullità o la riduzione degli interessi. Tuttavia la Cassazione ha chiarito che la negligenza della banca non esclude la colpa del debitore ; quindi bisogna dimostrare la propria meritevolezza.
  3. Ricorso all’OCC e negoziazione assistita: con l’intervento dell’esperto nominato ai sensi del D.L. 118/2021, è possibile convocare la banca a un tavolo di negoziazione. Se la banca rifiuta immotivatamente, il giudice può ritenere la sua posizione non meritevole e imporre l’omologazione del piano【451530769282692†L83-L207】.
  4. Azione risarcitoria per usura o anatocismo: qualora il contratto preveda interessi usurari o capitalizzazione illegittima, si può proporre un’azione di accertamento e ripetizione; se accertato, il debito può essere ridotto o annullato.
  5. Gestione delle garanzie personali: verificare la validità delle fideiussioni rilasciate dai soci. Le fideiussioni conformi allo schema ABI 2003 sono state ritenute anti‑competitive dall’Autorità Garante e molte sono state dichiarate nulle; un’azione di accertamento può liberare il garante.

3.4 Errori da evitare

  • Ignorare gli atti: molti imprenditori, presi da mille impegni, lasciano scadere i termini per il ricorso o la rottamazione. Una notifica non contestata diventa definitiva e non può più essere impugnata. Anche se si è convinti che il debito sia prescritto, bisogna presentare il ricorso entro 60 giorni e far valere la prescrizione davanti al giudice.
  • Pagare senza verificare: effettuare versamenti spontanei su cartelle o avvisi prescritti può costituire riconoscimento del debito. Prima di pagare, consultare un professionista per analizzare la posizione.
  • Non conservare le PEC e le ricevute: in caso di contestazione occorre dimostrare di non aver ricevuto l’atto. Conservare la casella PEC e i codici di accesso anche dopo la cessazione dell’attività.
  • Confondere la rottamazione con la rateizzazione: la rottamazione richiede l’adesione entro termini precisi e comporta condono di sanzioni; la rateizzazione non condona nulla ma consente piani più lunghi. Scegliere la procedura sbagliata può aggravare la situazione.
  • Sottovalutare la meritevolezza: nelle procedure di sovraindebitamento la buona fede è essenziale; nascondere beni o alterare i dati di bilancio può portare all’inammissibilità o alla revoca del piano .

4. Strumenti alternativi e soluzioni pratiche

Oltre a rottamazione, rateizzazione e procedure concorsuali, esistono altri strumenti per ridurre o estinguere i debiti. Di seguito i più rilevanti per le imprese di noleggio e‑bike.

4.1 Transazione fiscale e accordo con l’ente locale

L’art. 63 del decreto legislativo 14/2019 consente al debitore di proporre all’Agenzia delle Entrate e agli enti territoriali una transazione fiscale, offrendo un pagamento parziale dei tributi erariali e locali. La proposta deve essere supportata da una relazione dell’OCC che attesti che il pagamento offerto è superiore a quanto i creditori otterrebbero nella liquidazione giudiziale. L’ente può accettare la falcidia di imposte, interessi e sanzioni. Per le imprese di noleggio il vantaggio consiste nel liberare risorse per investimenti, negoziando con il Comune eventuali tributi (TARI, COSAP) o sanzioni per occupazione di suolo.

4.2 Saldo e stralcio cartelle (precedenti rottamazioni)

La “rottamazione‑quater” e le precedenti definizioni agevolate possono essere riattivate se sono decadute per mancato pagamento di alcune rate. La legge di bilancio 2026 prevede la riammissione ai benefici per i contribuenti che versano entro il 31 luglio 2026 tutte le rate scadute di queste rottamazioni. Se un’azienda aveva aderito alla rottamazione‑ter o alla rottamazione‑quater e non ha pagato, può saldare gli arretrati ed essere riammessa.

4.3 Piani del consumatore e concordato minore su base aziendale

In alcuni casi il socio di maggioranza o l’amministratore unico della società di noleggio può essere personalmente indebitato per aver fornito garanzie. Per lui è più efficace il piano del consumatore, se la fideiussione era estranea all’attività professionale . Il piano consente di salvare la società (ad esempio cedendola o affidandone la gestione a terzi) e di pagare i debiti personali con un piano basato sul proprio reddito. Il concordato minore, invece, è adatto all’impresa stessa e prevede la continuità aziendale: l’azienda può continuare a operare e destinare una quota degli utili ai creditori, ottenendo la falcidia del debito residuo.

4.4 Esdebitazione del sovraindebitato incapiente

Se il debitore non dispone di beni né di reddito sufficiente, può chiedere l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII). L’istanza va presentata dopo la chiusura della liquidazione controllata; il giudice, accertata la meritevolezza e la mancanza di colpa grave, dispone la cancellazione dei debiti rimasti. È una soluzione estrema ma permette di ripartire da zero.

4.5 Cessione o affitto dell’azienda di noleggio

Se la società non riesce a ripianare i debiti, un’opzione è la cessione o l’affitto del ramo d’azienda ad un soggetto terzo. Questo consente di ottenere liquidità per soddisfare i creditori e, al contempo, di preservare i livelli occupazionali. Il D.L. 118/2021 consente all’esperto negoziatore di proporre la cessione dei beni o del ramo d’azienda come soluzione alla crisi . La procedura deve garantire la continuità del servizio di noleggio e tutelare gli utenti finali.

5. Tabelle riepilogative

Per facilitare la consultazione, ecco alcune tabelle sintetiche con i principali riferimenti normativi, termini e strumenti difensivi. Le tabelle non contengono lunghe frasi; raccolgono solo parole chiave e numeri per una lettura immediata.

5.1 Rottamazione quinquies – requisiti e scadenze

ElementoDescrizione/Valore
Legge di riferimentoArt. 1 commi 82‑101 L. 199/2025
Carichi ammessiImposte e contributi omessi, controlli 2000‑2023
EsclusioniAccertamenti, tributi locali, carichi pagati
Scadenza domanda30 aprile 2026
Invio comunicazione AER30 giugno 2026
PagamentoUnica soluzione 31 luglio 2026 o 54 rate bimestrali
Interessi3 % annuo dal 1° agosto 2026
DecadenzaDue rate mancate o ultima rata
BeneficiSconto interessi, sanzioni, aggio

5.2 Rateizzazione art. 19 DPR 602/1973

Importo complessivoNumero massimo di rateNote
≤ 120 000 € (domande 2025‑26)84 rate mensiliRichiesta online o tramite intermediario
≤ 120 000 € (2027‑28)96 rate
≤ 120 000 € (dal 2029)108 rate
> 120 000 €120 rateRichiede garanzie adeguate
Decadenza8 rate non pagateRiattivazione dell’intero debito

5.3 Procedure di sovraindebitamento

ProceduraDestinatariPrincipali caratteristiche
Piano del consumatorePersone fisiche per scopi non professionaliPagamento rateale su base reddito; richiede meritevolezza
Concordato minoreImprenditori minori, società non fallibiliFalcidia dei crediti, continuità aziendale, omologazione giudiziale nonostante il dissenso
Liquidazione controllataTutti i soggetti sovraindebitatiVendita del patrimonio, esdebitazione finale
Accordo di ristrutturazioneDebitori non fallibili con beni/ricaviPiano attestato da professionista, coinvolge tutti i creditori
Esdebitazione incapienteDebitori senza beni o redditiCancellazione dei debiti residui al termine

6. Domande frequenti (FAQ)

6.1 Quali cartelle rientrano nella rottamazione quinquies?

Rientrano i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per imposte (IVA, IRPEF, IRES, IRAP) e contributi INPS derivanti da omesso versamento a seguito di controlli automatici/formali della dichiarazione, nonché le sanzioni del Codice della strada limitatamente a interessi e aggio .

6.2 È possibile includere i debiti da accertamento fiscale o da rottamazioni precedenti?

No. I debiti derivanti da avvisi di accertamento sono esclusi . Tuttavia, si può riattivare una rottamazione decaduta saldando tutte le rate scadute entro il 31 luglio 2026; in questo modo si recuperano i benefici della precedente definizione.

6.3 Cosa succede se non pago due rate della rottamazione quinquies?

Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata comporta la decadenza e la perdita di tutti i benefici; quanto versato resta a titolo di acconto . I carichi ritornano esigibili e non sono più rateizzabili.

6.4 La rottamazione blocca i fermi amministrativi sulle e‑bike?

La presentazione della domanda sospende l’avvio di nuove procedure cautelari ed esecutive e blocca l’iscrizione di nuovi fermi; i fermi già iscritti restano ma possono essere sospesi durante il pagamento . Per ottenere la cancellazione occorre saldare integralmente il debito.

6.5 Un socio fideiussore può accedere al piano del consumatore?

Dipende dalla finalità della fideiussione. Secondo la Cassazione, se la fideiussione è funzionale all’attività professionale o imprenditoriale, il socio non è considerato consumatore e deve accedere ad altri strumenti (concordato minore) . Se invece la garanzia è stata prestata per motivi personali estranei all’attività, il piano del consumatore è ammissibile.

6.6 I contributi previdenziali omessi sono prescritti dopo cinque anni?

I contributi INPS si prescrivono in cinque anni, ma la prescrizione può essere interrotta dalla notifica dell’avviso di addebito. Inoltre, l’occultamento doloso dei redditi (ad esempio la mancata indicazione nella dichiarazione) sospende il termine .

6.7 Cosa devo fare se l’avviso di addebito INPS è errato?

È possibile presentare ricorso al tribunale del lavoro entro 40 giorni dalla notifica, eccependo l’inesistenza dei presupposti contributivi o la prescrizione. In alternativa, si può chiedere l’annullamento in autotutela all’INPS. L’Avv. Monardo verifica il calcolo e predispone la difesa.

6.8 Cosa succede se la società viene cancellata dal registro imprese?

La cancellazione non estingue i debiti. La Cassazione ha stabilito che i creditori possono agire contro gli ex soci nei limiti di quanto percepito con il bilancio finale o altri beni ricevuti . Pertanto, prima di cancellare la società occorre regolare i debiti o prevedere un accantonamento.

6.9 Posso contestare la notifica via PEC se l’indirizzo era inattivo?

Sì. Se la PEC era scaduta o non attiva e l’Agente della Riscossione non ha provveduto alla notifica per raccomandata, la cartella è nulla . È necessario fornire prova dell’inattività (ad esempio la ricevuta di revoca della casella).

6.10 È necessario indicare l’immobile in un preavviso di ipoteca?

No. La Cassazione ha chiarito che il preavviso di iscrizione ipotecaria deve indicare solo il credito tributario (titolo e quantum); l’indicazione dell’immobile avverrà al momento dell’iscrizione .

6.11 Quanto tempo ho per impugnare una cartella esattoriale?

Il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica per le cartelle e gli avvisi, 30 giorni per i preavvisi di fermo o di ipoteca. In caso di omessa notifica, la cartella può essere contestata in ogni momento, ma è preferibile agire subito per interrompere la prescrizione.

6.12 È possibile sospendere un fermo amministrativo se alcune cartelle sono prescritte?

Sì. Se il preavviso di fermo si fonda esclusivamente su cartelle prescritte o illegittime, è possibile ottenere l’annullamento. Se invece vi sono anche altri debiti non contestati, il fermo resta valido .

6.13 Qual è la differenza tra concordato minore e concordato preventivo?

Il concordato minore, previsto dal CCII, è riservato alle imprese non soggette a liquidazione giudiziale (ex fallimento). Il concordato preventivo è invece una procedura concorsuale per le imprese più grandi e prevede l’intervento del tribunale fallimentare. Per le società di noleggio con ricavi contenuti è più adatto il concordato minore.

6.14 Cosa succede se nascondo beni o redditi nella procedura di sovraindebitamento?

La non meritevolezza comporta l’inammissibilità o la revoca del piano. La Cassazione ha precisato che la negligenza della banca non esclude la colpa grave del debitore ; pertanto, il giudice può rigettare la domanda se emergono frodi o mancanze di buona fede.

6.15 Posso vendere le mie e‑bike per pagare i debiti?

È possibile cedere parte del parco mezzi per generare liquidità. Tuttavia, in presenza di ipoteche o fermi, la vendita può essere bloccata. In sede di concordato o liquidazione controllata, la vendita è gestita dall’OCC o dal liquidatore per garantire la parità di trattamento dei creditori.

6.16 Cosa accade se una banca rifiuta di aderire al piano di ristrutturazione?

Se la banca rifiuta senza motivo, il tribunale può comunque omologare il piano, escludendo la sua opposizione, purché il piano rispetti la legge e la meritevolezza. Le sentenze del 2025 confermano che i creditori colpevoli non possono bloccare il piano per ragioni di convenienza .

6.17 Le sanzioni per violazioni del Codice della strada commesse con le e‑bike sono condonabili?

Solo gli interessi e l’aggio sono condonati; il capitale (cioè l’importo della multa) resta dovuto . È quindi consigliabile evitare sanzioni tramite un controllo rigoroso dei mezzi e il rispetto delle regole della micro‑mobilità.

6.18 Posso chiedere la compensazione tra crediti fiscali e debiti tributari?

In determinate circostanze è possibile compensare i crediti d’imposta (IVA, imposte dirette) con i debiti iscritti a ruolo, previa presentazione del modello F24 con codice tributo specifico. Tuttavia, la compensazione è vietata se il contribuente ha carichi affidati all’AER superiore a 1 500 € per i quali è scaduto il termine di pagamento; occorre prima saldare o rateizzare.

6.19 I prestiti garantiti dal Fondo di garanzia PMI rientrano nella procedura?

I prestiti garantiti dal Fondo PMI (es. finanziamenti COVID‑19) rientrano tra i debiti bancari e possono essere oggetto di ristrutturazione o falcidia nei limiti della garanzia statale. L’intervento del Fondo riduce il rischio per la banca, ma non impedisce la partecipazione alla procedura.

6.20 L’azienda può continuare a operare durante la procedura?

Sì. Una società in concordato minore o in composizione negoziata può proseguire l’attività e onorare i nuovi contratti. Anzi, la continuità è spesso fondamentale per garantire la sostenibilità del piano e il pagamento dei creditori.

7. Simulazioni pratiche e esempi numerici

Per comprendere meglio l’impatto delle diverse soluzioni, presentiamo alcune simulazioni. Le cifre sono indicative e hanno lo scopo di illustrare le differenze tra rottamazione, rateizzazione e concordato. Ogni situazione reale deve essere analizzata da un professionista.

7.1 Società di noleggio con debito tributario di 50 000 €

Una società di noleggio e‑bike accumula un debito di 50 000 € per IVA non versata riferita al biennio 2022‑2023. Il debito è affidato all’AER nel 2024. Le sanzioni e gli interessi ammontano a 15 000 €, per un totale di 65 000 €.

Opzione A: Rottamazione quinquies

  • Capitale: 50 000 €
  • Spese notifica e procedure: 500 €
  • Interessi e sanzioni condonati: 15 000 €
  • Totale da pagare: 50 500 €
  • Pagamento: 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 3 %. La rata bimestrale sarà di circa 993 €.
  • Vantaggio: risparmio di 15 000 € e possibilità di rateizzare fino al 2035. Tuttavia occorre fare domanda entro aprile 2026 e rispettare le scadenze.

Opzione B: Rateizzazione ordinaria art. 19

  • Capitale e sanzioni: 65 000 € (nessun condono)
  • Rate fino a 84 mesi (7 anni) per importi entro 120 000 € .
  • Rata mensile: circa 774 € (senza interessi agevolati; ipotesi di tasso legale 4 %).
  • Totale pagato: 69 000 € circa, con maggiori interessi.

Opzione C: Concordato minore

  • La società propone ai creditori un pagamento del 50 % (32 500 €) in cinque anni, finanziato con gli utili attesi e la cessione di 50 e‑bike usate. Il piano prevede la rinuncia al restante 50 %.
  • Se i creditori rappresentanti la maggioranza non si oppongono e il giudice ritiene il piano equo, esso viene omologato. La società continua l’attività e, al termine, i debiti residui sono cancellati.
  • Vantaggio: riduzione del debito più ampia (50 %) ma procedura complessa e maggiore controllo giudiziario; occorre dimostrare la meritevolezza e un progetto industriale credibile.

7.2 Debito contributivo di 30 000 € con INPS e rottamazione esclusa

Supponiamo che la società non abbia versato i contributi degli addetti negli anni 2019‑2021 e riceva un avviso di addebito INPS per 30 000 €. Poiché i contributi derivano da accertamento ispettivo, non rientrano nella rottamazione. L’INPS applica sanzioni civili fino al doppio degli interessi legali.

Opzione A: Ricorso e autotutela

L’azienda, assistita dall’Avv. Monardo, verifica se i dipendenti erano esenti o se i contributi sono prescritti. Se emergono errori, presenta ricorso al tribunale del lavoro per annullare l’avviso. L’INPS può annullare in autotutela se il periodo contestato è prescritto.

Opzione B: Rateizzazione INPS

Se il debito è dovuto, l’INPS consente un piano fino a 60 mesi. La rata sarà di circa 600 € al mese più interessi. Occorre presentare garanzie e regolarizzare il DURC.

Opzione C: Concordato minore o accordo di ristrutturazione

L’azienda include il debito INPS in un piano complessivo con banche e fisco, offrendo un pagamento parziale su base concordataria. L’INPS può opporsi, ma se il piano è equo il giudice può omologarlo anche in mancanza del consenso.

7.3 Socio fideiussore con debito personale di 200 000 €

Il socio A ha garantito personalmente i finanziamenti bancari della società per 200 000 €, e i pagamenti sono in ritardo. Egli non possiede altri beni ma percepisce un reddito di 2 000 € al mese.

Opzione A: Piano del consumatore

Se la fideiussione è stata prestata per fini personali (ad esempio per sostenere il progetto della società familiare e non per la propria attività professionale), il socio può presentare un piano del consumatore. Propone di versare il 30 % del debito (60 000 €) in dieci anni, destinando 500 € al mese ai creditori. Il giudice esamina la meritevolezza e, se omologa il piano, il debito residuo è cancellato.

Opzione B: Concordato minore

Se la garanzia è stata prestata nell’esercizio di un’attività professionale (fideiussione per investimenti professionali), il socio non è qualificabile come consumatore . Dovrà allora attivare un concordato minore, possibilmente con la cessione di una parte delle quote o la vendita di un immobile.

Opzione C: Esdebitazione incapiente

Se il socio non ha reddito sufficiente e non dispone di beni, dopo la liquidazione controllata può chiedere l’esdebitazione incapiente. In tal modo i debiti saranno cancellati e potrà ripartire.

8. Conclusione: agire tempestivamente fa la differenza

Le società di noleggio e‑bike operano in un mercato dinamico ma fragile, soggetto a normative tecniche e fiscali stringenti. L’accumulo di debiti verso il fisco, l’INPS e le banche può mettere a rischio l’attività, i mezzi e la reputazione. Tuttavia il nostro ordinamento offre numerosi strumenti per difendersi e ripartire: dalla rottamazione quinquies con condono di interessi e sanzioni , alla rateizzazione art. 19 con sospensione delle esecuzioni , fino alle procedure di sovraindebitamento che consentono di ristrutturare o cancellare i debiti residui . La giurisprudenza più recente supporta i debitori meritevoli e limita il potere dei creditori di bloccare i piani , ma richiede trasparenza e buona fede.

Non bisogna sottovalutare l’importanza dei termini e delle formalità: una notifica irregolare, un’avviso di addebito prescritto o un preavviso ipotecario privo dei requisiti può essere annullato ; conversamente, una cartella ignorata diventa definitiva e non più impugnabile. Un’analisi tempestiva dell’atto consente di scegliere la strategia più adatta e di evitare errori costosi.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare offrono un servizio completo: analisi degli atti, ricorsi tributari, assistenza nelle rottamazioni e rateizzazioni, negoziazioni con le banche, presentazione di piani del consumatore e concordati minori. In qualità di cassazionista e gestore della crisi iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia, l’Avv. Monardo dispone delle competenze per bloccare immediatamente pignoramenti, fermi e ipoteche, elaborare piani di rientro sostenibili e, se necessario, ottenere l’esdebitazione.

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