Azienda di noleggio attrezzature con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’azienda di noleggio attrezzature implica investimenti continui in macchinari, veicoli, software e personale. Nei periodi di crisi economica o di calo del fatturato può accadere che l’impresa accumuli debiti verso il fisco, l’INPS o gli istituti di credito. La riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle entrate‑Riscossione (AER) e dei creditori rischia di paralizzare l’attività: ipoteca sugli immobili, pignoramento di veicoli, blocco dei conti correnti e segnalazioni alla Centrale rischi possono comprometterne la sopravvivenza. La protezione dell’azienda e del suo patrimonio richiede quindi di conoscere le norme, i termini di impugnazione e gli strumenti deflattivi che consentono di sospendere o annullare gli atti illegittimi, di rateizzare i debiti e di ristrutturare l’esposizione complessiva. Questo articolo fornisce una guida completa e aggiornata (febbraio 2026) per chi opera nel settore del noleggio e si trova in difficoltà.

Sin dalle prime righe desideriamo presentare l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo è avvocato cassazionista, coordina professionisti esperti a livello nazionale nel diritto bancario e tributario, è gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012 iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, è professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. In qualità di coordinatore di un team che riunisce avvocati e commercialisti, offre un supporto completo: analizza la legittimità degli atti (cartelle, avvisi di addebito, decreti ingiuntivi), valuta la possibilità di ricorsi e opposizioni, promuove la sospensione delle esecuzioni, gestisce trattative con i creditori e propone piani di rientro, accordi di ristrutturazione o soluzioni giudiziali e stragiudiziali. Grazie all’esperienza maturata nella gestione della crisi d’impresa, il suo studio può accompagnare l’imprenditore in tutte le fasi del contenzioso e della negoziazione con il fisco, l’INPS e le banche.

Se sei titolare di un’azienda di noleggio attrezzature e hai ricevuto cartelle esattoriali, avvisi di addebito o atti di pignoramento, questo articolo ti aiuterà a capire quali errori evitare, quali difese attivare e quali misure alternative (rottamazioni, accordi, procedure concorsuali) possono liberare la tua impresa dal sovraindebitamento. Alla fine troverai una call to action diretta per contattare l’Avv. Monardo e ottenere una consulenza personalizzata.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

Debiti tributari e contributivi: prescrizione e contestazione

Per le aziende di noleggio che accumulano arretrati verso il fisco o l’INPS, uno degli aspetti più delicati è la prescrizione del credito. Secondo l’orientamento consolidato della Corte di cassazione, il termine ordinario di prescrizione dei tributi locali (ad esempio le imposte comunali) e dei contributi previdenziali è di cinque anni; la mancata impugnazione della cartella di pagamento non trasforma il termine in dieci anni . Le Sezioni unite, con la sentenza 17 novembre 2016 n. 23397, hanno chiarito che la cartella o l’avviso di addebito non possono acquisire efficacia di cosa giudicata; l’omessa opposizione rende il debito “irrevocabile”, ma non comporta la conversione della prescrizione da quinquennale a decennale . Tale principio vale anche per i contributi INPS, la cui prescrizione di cinque anni è stata introdotta dall’art. 3, comma 9, della legge 335/1995, con possibilità di estensione a dieci anni solo in caso di denuncia del lavoratore .

L’impresa deve quindi verificare con attenzione le date di notifica delle cartelle e degli avvisi di addebito: se il credito è prescritto può proporre opposizione all’esecuzione o al ruolo, chiedendo l’annullamento del debito. È inoltre fondamentale controllare la validità della notifica (ad esempio la mancata consegna al domicilio fiscale, l’inesistenza dell’indirizzo PEC o l’irregolarità dell’avviso) che rende nullo l’atto impositivo e consente di ottenerne la cancellazione.

Espropriazione immobiliare e tutela della prima casa

Il patrimonio immobiliare rappresenta l’asset principale per molte imprese di noleggio, specie quelle a conduzione familiare. L’art. 76 del D.P.R. 602/1973, così come modificato dal “decreto del fare” n. 69/2013, prevede che l’agente della riscossione non possa procedere all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito a uso abitativo e costituisce la sua residenza anagrafica, a condizione che non si tratti di un bene di lusso (categorie catastali A/8 o A/9) . Nel caso di immobili diversi dalla prima casa, l’espropriazione può essere avviata solo se il debito complessivo supera 120 000 euro e dopo l’iscrizione di ipoteca; devono trascorrere almeno sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto .

La Corte di Cassazione ha ribadito che questo divieto di espropriazione vale solo quando il creditore è l’Erario; non si applica alle misure cautelari penali mirate alla confisca del profitto di reati tributari. La sentenza 34484/2025 ha spiegato che la tutela non riguarda genericamente la “prima casa”, ma l’unico immobile di proprietà del debitore; la norma protegge solo le esecuzioni intraprese per la riscossione fiscale . L’ordinanza 32759/2024 ha confermato che l’azione esecutiva deve essere dichiarata improcedibile e il pignoramento cancellato se ricorrono i requisiti dell’unicità dell’immobile, dell’uso abitativo e della residenza . Per i debiti di importo inferiore a 120 000 euro, la prima casa è dunque “impignorabile” nei confronti del fisco, ma non dei creditori privati (banche o fornitori), per i quali valgono le norme generali del codice di procedura civile.

L’art. 77 del D.P.R. 602/1973 prevede, inoltre, che l’agente della riscossione, decorso il termine per il pagamento, possa iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore per un importo pari al doppio del credito . L’iscrizione dell’ipoteca è condizione preliminare per l’espropriazione, ma l’impresa può impugnarla per vizi di notifica o per carenza dei presupposti (es. credito prescritto o importo inferiore a 20 000 euro).

Fermo amministrativo e beni mobili registrati

Oltre agli immobili, l’AER può agire sui veicoli aziendali attraverso il fermo amministrativo disciplinato dall’art. 86 del D.P.R. 602/1973. Il fermo è una misura cautelare che non comporta la vendita del bene ma ne limita l’uso: il debitore non può vendere, demolire o radiare il veicolo finché non regolarizza la posizione . La procedura prevede la notificazione di un preavviso almeno 30 giorni prima dell’iscrizione: in tale periodo il contribuente può pagare, chiedere la rateizzazione o dimostrare che il veicolo è strumentale all’attività d’impresa . Il comma 2 dell’art. 86 elenca i veicoli esclusi dal fermo: quelli utilizzati per il trasporto di persone disabili, quelli strumentali all’attività d’impresa o professionale e quelli adibiti a servizio pubblico essenziale . Per una società di noleggio attrezzature è cruciale documentare l’uso professionale dei mezzi per evitare il fermo; l’esibizione di contratti di noleggio, fatture e registri può bloccare l’iscrizione.

In caso di fermo già iscritto, l’imprenditore può impugnare l’atto davanti al giudice tributario o ordinario, eccependo la prescrizione, la nullità della notifica o l’assenza dei presupposti (es. veicolo essenziale). Il pagamento o l’accettazione di un piano di rateizzazione comportano la cancellazione automatica del fermo .

Gestione dei debiti bancari e tutela dai tassi usurari

Oltre ai debiti fiscali, le società di noleggio sono spesso finanziate tramite leasing, mutui chirografari e affidamenti bancari. Le crisi di liquidità possono portare al mancato pagamento delle rate e all’avvio di esecuzioni da parte delle banche. È indispensabile verificare che i contratti di finanziamento siano conformi alla normativa anti‑usura (legge 108/1996) e che non contengano clausole anatocistiche o fideiussorie abusive. La giurisprudenza di merito ha più volte dichiarato nulli i contratti che prevedono interessi ultra‑soglia o fideiussioni conformi allo schema ABI censurato dalla Banca d’Italia; in tali casi il debitore può chiedere la riduzione degli interessi e la restituzione degli importi illegittimamente versati.

Norme sulla crisi d’impresa e sul sovraindebitamento

Dal 15 luglio 2022 è pienamente vigente il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che, insieme alla legge 3/2012, disciplina le procedure rivolte ai debitori non fallibili e alle microimprese. Il codice offre strumenti importanti per le aziende di noleggio in difficoltà:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67): il consumatore assistito da un OCC può proporre un piano con contenuto libero, che preveda anche la falcidia e la dilazione dei crediti. Il piano deve indicare l’elenco dei creditori, i beni del debitore, gli atti di straordinaria amministrazione, le dichiarazioni dei redditi e le informazioni sui componenti del nucleo familiare . È possibile prevedere una moratoria fino a due anni per il pagamento dei crediti muniti di garanzia reale se il valore ricavabile dalla liquidazione non sarebbe superiore .
  • Condizioni ostative (art. 69): il consumatore non può accedere alla procedura se, nei cinque anni precedenti, ha già ottenuto l’esdebitazione o se ha commesso atti di dolo o frode; i creditori che hanno concorso alla situazione di sovraindebitamento non sono legittimati a contestare la proposta .
  • Apertura e omologazione del piano (art. 70): se la proposta è ammissibile, il tribunale ordina la pubblicazione dell’avviso e la notifica ai creditori; questi devono indicare il proprio indirizzo PEC. Il giudice può concedere quindici giorni per integrare la documentazione .
  • Concordato minore (artt. 75‑76): destinato a imprenditori minori, start‑up e professionisti, consente di proporre ai creditori un piano di pagamento compatibile con il valore di liquidazione. Il debitore deve allegare bilanci, dichiarazioni fiscali, lista dei creditori e atti di straordinaria amministrazione. I creditori privilegiati possono essere pagati in misura inferiore al capitale purché ricevano almeno quanto otterrebbero in caso di liquidazione e sia rispettata la loro garanzia reale; può essere prevista una moratoria fino a due anni .
  • Relazione dell’OCC (art. 76): la domanda di concordato minore deve essere accompagnata da una relazione dettagliata dell’OCC che descriva le cause dell’indebitamento, gli atti di frode, la completezza della documentazione e la convenienza della proposta rispetto alla liquidazione【15615288116922†L118-L160】. La presentazione della domanda sospende gli interessi di mora (tranne quelli assistiti da garanzia) e blocca l’inizio o la prosecuzione delle azioni esecutive.
  • Esdebitazione del debitore incapiente (art. 283): i soggetti meritevoli che non possono offrire alcuna utilità possono ottenere la cancellazione integrale dei debiti una sola volta; la domanda deve essere corredata dalla relazione dell’OCC e dall’elenco dei creditori. Il giudice valuta la diligenza del debitore e verifica che l’insolvenza non derivi da frode o negligenza grave .

Rottamazioni e definizioni agevolate

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse definizioni agevolate delle cartelle e degli avvisi bonari. La legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha varato la rottamazione‑quater, consentendo di estinguere i carichi affidati all’AER dal 2000 al 2021 pagando solo l’imposta e le spese, con abbattimento delle sanzioni e degli interessi . Il pagamento poteva avvenire in un’unica soluzione o in massimo 18 rate, con interessi di dilazione al 2%; i debitori dovevano presentare la domanda entro il 30 aprile 2023 .

Con la legge 199/2025 (Legge di bilancio 2026) il legislatore ha introdotto la rottamazione‑quinquies (art. 1, commi 82‑101), estesa ai carichi affidati tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Sono compresi gli importi dovuti a seguito di controlli automatizzati delle dichiarazioni (avvisi bonari) e i contributi INPS non derivanti da accertamenti; l’adesione consente di pagare solo il capitale e le spese di notifica e procedurali, con cancellazione di sanzioni, interessi e aggio . La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026; l’accettazione comporta la sospensione della prescrizione e delle azioni esecutive. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali; sull’importo dilazionato maturano interessi al 3% dal 1 agosto 2026 . Chi aderisce alla rottamazione quinquies deve versare integralmente le rate per mantenere la regolarità del DURC.

In aggiunta, la normativa prevede la definizione agevolata degli avvisi bonari: le somme dovute a seguito di controlli automatizzati possono essere pagate con una sanzione ridotta al 3% invece del 10%, a condizione che il contribuente non abbia ricevuto altri atti di contestazione e che presenti la domanda entro il termine stabilito .

Protezione dei beni familiari e fondo patrimoniale

Molte imprese di noleggio sono gestite da famiglie che hanno costituito un fondo patrimoniale per proteggere gli immobili destinati ai bisogni della famiglia. La Cassazione (ordinanza 21438/2025) ha precisato che per evitare l’esecuzione su un bene inserito nel fondo, il debitore deve dimostrare che il creditore era a conoscenza del fatto che il debito era estraneo ai bisogni della famiglia. La nozione di “bisogni” non si limita alla mera sussistenza ma comprende anche lo sviluppo della famiglia e le attività economiche ad essa collegate . L’onere della prova grava sul debitore, che deve dimostrare che il creditore agiva con mala fede; in mancanza, il bene può essere aggredito.

Giurisprudenza sulle procedure di sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento sono state oggetto di diversi interventi della Suprema Corte. L’ordinanza 22890/2023 ha chiarito che, dopo l’entrata in vigore del D.L. 137/2020, la valutazione di meritevolezza non richiede più che i debiti derivino da eventi imprevedibili; il giudice deve accertare l’assenza di dolo o colpa grave e che il piano sia conveniente per i creditori . La sentenza 30538/2024 ha ribadito che anche nella ristrutturazione del consumatore il tribunale deve valutare la serietà e la affidabilità del debitore; l’omologazione presuppone un vaglio prognostico sulla capacità di adempiere il piano . L’ordinanza 22797/2023 ha riconosciuto ai creditori privilegiati il diritto di voto quando la proposta prevede pagamenti in tempi più lunghi rispetto alle pattuizioni originarie .

Procedura passo per passo

In questa sezione sono illustrate le fasi che un’azienda di noleggio deve affrontare dal momento in cui riceve un atto esattoriale o un’azione esecutiva.

Notifica della cartella di pagamento e termini di impugnazione

La cartella di pagamento è l’atto con cui l’AER richiede il pagamento di tributi o contributi iscritti a ruolo. Deve indicare l’ente creditore, la natura e l’importo del debito, il termine per il pagamento e l’avviso che, in mancanza di versamento, si procederà all’esecuzione. La notifica deve avvenire a mezzo posta raccomandata A/R, ufficiale giudiziario o posta elettronica certificata (PEC). In caso di notifica irregolare (ad esempio assenza di attestazione di conformità per la PEC), l’atto è nullo.

Il contribuente può impugnare la cartella dinanzi alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica, eccependo vizi propri (mancanza di sottoscrizione, omessa motivazione) o vizi degli atti presupposti (omessa notifica dell’avviso di accertamento). Per i contributi INPS, l’opposizione deve essere proposta entro 40 giorni al tribunale competente, contestando la legittimità dell’avviso di addebito. Se il debito deriva da sanzioni amministrative (es. multe stradali), il ricorso va presentato al giudice di pace entro 30 giorni.

È fondamentale rispettare i termini: la mancata impugnazione impedisce di contestare la legittimità dell’atto, ma – come visto – non determina l’interruzione della prescrizione, che resta quinquennale per tributi locali e contributi .

Notifica dell’avviso di addebito INPS

Per i contributi previdenziali il ruolo è sostituito dall’avviso di addebito, che costituisce titolo esecutivo immediatamente azionabile. L’avviso deve essere notificato entro cinque anni dall’insorgenza dell’obbligazione; trascorso tale termine, il credito è prescritto . In seguito alla notifica, il debitore ha 40 giorni per proporre opposizione avanti al tribunale del lavoro. Se l’avviso è illegittimo (ad esempio perché non riporta i dati dell’iscrizione, non è firmato digitalmente o riguarda contributi già versati), la contestazione consente di sospendere l’esecuzione. Nel frattempo è possibile chiedere la rateizzazione amministrativa all’INPS (fino a 60 rate), la quale non sospende la prescrizione ma blocca le azioni esecutive se approvata.

Ipoteca, pignoramento e fermo: iter e tempi

Quando il debito non viene pagato entro 60 giorni dalla notifica della cartella, l’AER può adottare misure cautelari ed esecutive. Dopo la scadenza la legge consente:

  • Iscrizione di ipoteca: trascorso inutilmente il termine, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore per un importo pari al doppio del credito . L’AER deve notificare un preavviso di ipoteca con invito a pagare entro 30 giorni. L’iscrizione è illegittima se l’importo è inferiore a 20 000 euro o se l’immobile è l’unico adibito ad abitazione principale.
  • Fermo amministrativo: decorso il termine, l’agente può iscrivere fermo sui veicoli. Prima dell’iscrizione deve inviare un preavviso di fermo, che indica l’importo dovuto e avverte che il veicolo sarà vincolato se il debitore non paga o non chiede la rateizzazione . Se il veicolo è strumentale all’attività d’impresa o al trasporto di disabili, il fermo è vietato .
  • Pignoramento mobiliare: può essere eseguito con l’intervento dell’ufficiale della riscossione, previa notifica del preavviso. I beni mobili dell’azienda (macchinari, attrezzature) possono essere pignorati, ma restano impignorabili i beni essenziali indicati dall’art. 514 c.p.c. Inoltre, il pignoramento dell’unica casa di abitazione è vietato salvo che il debito superi 120 000 euro e non sia un bene di lusso .
  • Pignoramento presso terzi: l’AER può pignorare i crediti vantati dall’impresa verso i propri clienti (es. canoni di noleggio) o le somme presenti sul conto bancario. La notifica del pignoramento presso terzi blocca il pagamento al debitore e vincola il terzo a versare la somma all’erario. È possibile proporre opposizione per eccepire la prescrizione o l’impignorabilità di determinate somme (ad esempio i crediti da fatture emesse in un certo momento).

Pignoramento della prima casa: requisiti e limiti

Se il debito fiscale supera 120 000 euro e l’immobile non è l’unica casa di abitazione o è di lusso, l’AER può procedere al pignoramento immobiliare. L’espropriazione si articola in tre fasi: (1) notifica del preavviso di ipoteca, (2) iscrizione dell’ipoteca, (3) trascorsi almeno sei mesi, notificazione del preavviso di pignoramento (avviso di vendita) e iscrizione del pignoramento. L’ordinanza 32759/2024 ha stabilito che, se il processo esecutivo era pendente alla data del 21 agosto 2013 (entrata in vigore del decreto del fare) e l’immobile è l’unica casa, il giudice deve cancellare il pignoramento . La sentenza 34484/2025 ha ribadito che l’art. 76 tutela soltanto l’immobile unico e non si applica alle confische penali .

Rateizzazione e sospensione degli atti

Per evitare l’esecuzione forzata l’imprenditore può chiedere rateizzazioni all’AER o all’INPS. Le rateizzazioni ordinarie permettono di dilazionare il debito fino a 72 rate mensili; quelle straordinarie arrivano a 120 rate in caso di comprovata temporanea situazione di grave difficoltà economica. La presentazione della domanda sospende le azioni esecutive. La definizione agevolata (rottamazione) prevede scadenze e piani di pagamento specifici . È importante rispettare le scadenze delle rate: il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio.

Difese e strategie legali

Verificare la prescrizione

La prima verifica da compiere è la prescrizione del credito. Come spiegato, per i tributi locali e i contributi INPS il termine è di cinque anni . La prescrizione decorre dal giorno in cui il tributo diventa esigibile e si interrompe con la notifica di un atto idoneo (es. avviso di accertamento, avviso di addebito). Se la cartella è stata notificata oltre cinque anni dopo l’atto presupposto, il debito è prescritto e può essere opposto. Lo stesso vale se tra la cartella e l’atto successivo (ad esempio l’ipoteca) trascorrono più di cinque anni senza notifiche.

Contestare vizi di notifica

Gli atti della riscossione devono essere notificati nelle forme prescritte dalla legge. Gli errori più frequenti riguardano: l’omessa indicazione dell’ente creditore, l’assenza di firma digitale, l’errata intestazione, la notifica a indirizzi errati o non aggiornati, la mancata prova della spedizione via PEC. La mancanza di notifica dell’avviso di accertamento o dell’avviso di addebito rende nulla la cartella e consente di impugnarla anche oltre i termini. È consigliabile conservare tutte le PEC ricevute e richiedere all’AER la prova delle notifiche.

Opporsi all’iscrizione di ipoteca e al pignoramento

L’iscrizione di ipoteca e il pignoramento possono essere contestati con opposizione agli atti esecutivi (art. 615 c.p.c.) o con ricorso ex art. 29 D.Lgs. 46/1999 al giudice tributario. I motivi più ricorrenti sono: 1) importo inferiore ai limiti di legge (20 000 euro per l’ipoteca, 120 000 euro per il pignoramento immobiliare), 2) difetto di notifica del preavviso, 3) prescrizione del credito, 4) impignorabilità dell’unica casa , 5) inesistenza del vincolo ipotecario (per proprietà non del debitore) e 6) omissione dell’iscrizione ipotecaria prima del pignoramento. L’opposizione va proposta entro 20 giorni dalla notifica dell’atto.

Chiedere la rateizzazione o il piano del consumatore

Se il debito è effettivamente dovuto ma non può essere pagato in un’unica soluzione, l’impresa può presentare all’AER o all’INPS una domanda di rateizzazione ordinaria o straordinaria. È necessario dimostrare la temporanea difficoltà finanziaria mediante bilanci, dichiarazioni fiscali e indicatori di crisi (indice DSCR). In alternativa, l’imprenditore persona fisica (o il socio) può accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore o al piano del consumatore previsto dagli artt. 67 e seguenti del D.Lgs. 14/2019, con l’assistenza di un OCC. Il piano può prevedere la falcidia del debito e la dilazione nel tempo . Una volta omologato, sospende tutte le azioni esecutive e impedisce la revoca delle utenze necessarie per la vita familiare.

Attivare la composizione negoziata e il concordato minore

Dal 2021 il D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa. Si tratta di uno strumento stragiudiziale riservato agli imprenditori in stato di squilibrio patrimoniale o economico ma ancora in continuità aziendale. Il processo prevede la nomina di un esperto indipendente (iscritto in un apposito elenco) che assiste l’imprenditore e i creditori per individuare una soluzione idonea a superare la crisi . Durante la composizione negoziata l’imprenditore può domandare misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) e proporre accordi di moratoria. Per le microimprese la composizione negoziata rappresenta una valida alternativa al fallimento.

L’imprenditore minore (impresa individuale o società di persone che non supera i limiti dell’art. 2 CCII) può accedere al concordato minore presentando, tramite l’OCC, una proposta di pagamento ai creditori fondata sulla capacità di rimborso e sulla valutazione del patrimonio. I creditori sono chiamati a votare; il tribunale omologa il piano se ritiene che i creditori ricevano almeno quanto avrebbero ottenuto dalla liquidazione . L’omologazione impedisce ai singoli creditori di intraprendere azioni esecutive e consente la prosecuzione dell’attività aziendale.

Fare opposizione agli atti esecutivi

Anche dopo l’avvio dell’esecuzione, il contribuente può proporre opposizione agli atti esecutivi o opposizione all’esecuzione davanti al giudice dell’esecuzione. L’opposizione può riguardare i vizi dell’atto (eccesso di esecuzione, mancata indicazione della causa) o la illegittimità del titolo. Se il giudice sospende l’esecuzione, il pignoramento viene bloccato e il bene non può essere venduto. È fondamentale allegare prove documentali (ad esempio la prova della prescrizione o dei pagamenti effettuati) e depositare l’opposizione nei termini previsti (20 giorni).

Strategie contro le banche (usura, anatocismo, fideiussioni)

Le aziende di noleggio spesso ricorrono al credito bancario per finanziare l’acquisto delle attrezzature. Per difendersi da richieste eccessive è opportuno:

  1. Verificare il tasso effettivo globale (TEG) applicato ai finanziamenti: se supera il tasso soglia fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia, gli interessi sono nulli e l’azienda può chiedere la restituzione delle somme pagate in eccesso.
  2. Controllare le clausole di anatocismo: la capitalizzazione trimestrale degli interessi è vietata per i contratti di conto corrente conclusi dopo il 2000; il correntista può pretendere la ricalcolazione del saldo.
  3. Esaminare le fideiussioni: molte banche hanno utilizzato schemi ABI ritenuti contrari alla normativa antitrust. Le clausole che prevedono la reviviscenza della garanzia e il pagamento a prima richiesta possono essere dichiarate nulle; il fideiussore può essere liberato.
  4. Negoziare piani di rientro: con l’assistenza di un professionista, l’azienda può rinegoziare le condizioni del finanziamento o proporre un piano di ristrutturazione del debito mediante accordo di ristrutturazione ex art. 182‑bis l.fall. (ora art. 57 CCII), con omologazione giudiziale e possibilità di cram‑down sui creditori dissenzienti.

Strumenti alternativi per definire il debito

Di seguito sono riepilogate le principali soluzioni alternative alla riscossione coattiva. Questi strumenti possono essere combinati con le difese giudiziarie per ottenere una risoluzione complessiva del sovraindebitamento.

Rottamazione‑quater e rottamazione‑quinquies

La rottamazione‑quater, prevista dalla legge 197/2022, consente di estinguere i carichi affidati dal 2000 al 2021 pagando solo l’imposta e le spese: sanzioni, interessi e aggio sono cancellati . Il pagamento può avvenire fino a 18 rate in cinque anni . È possibile includere anche i debiti derivanti da accertamenti esecutivi e da avvisi di addebito INPS. La rottamazione non sospende le azioni esecutive se non dopo la presentazione della domanda e fino alla scadenza della prima rata.

La rottamazione‑quinquies, introdotta dalla legge 199/2025, amplia la platea dei debiti definibili ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023. I contribuenti possono aderire entro il 30 aprile 2026 e versare solo capitale e spese procedurali, mentre sanzioni, interessi e aggio sono azzerati . È possibile pagare in 54 rate bimestrali; l’interesse di dilazione è del 3% . L’adesione sospende la prescrizione e blocca le procedure esecutive in corso.

Definizione agevolata degli avvisi bonari

Gli avvisi bonari sono comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli automatici delle dichiarazioni dei redditi. La legge consente la definizione agevolata con pagamento dell’imposta, degli interessi e di una sanzione ridotta al 3% . Il contribuente può rateizzare gli importi, ma deve presentare la domanda entro il termine indicato dall’Agenzia. Le rate non possono superare il 20% dell’importo dovuto e la definizione decade in caso di mancato versamento.

Accordo di composizione e ristrutturazione del debito (art. 73 CCII)

L’accordo di composizione è una procedura negoziata riservata ai debitori civili, ai professionisti e agli imprenditori non commerciali. Con l’assistenza dell’OCC, il debitore propone ai creditori una percentuale di pagamento, spesso finanziata dal ricavato della vendita di un bene o da terzi. Per essere omologato occorre il voto favorevole dei creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti. L’omologazione impedisce azioni esecutive individuali e consente di ridurre la posizione debitoria.

Ristrutturazione dei debiti del consumatore

I soci o gli amministratori di società di noleggio che abbiano debiti personali (es. fideiussioni) possono accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore. La procedura consente di proporre un piano di pagamento con contenuto libero, anche con falcidia e moratoria dei crediti garantiti . Il tribunale omologa il piano se ritiene il debitore affidabile e la proposta conveniente; i creditori non possono intraprendere azioni esecutive per tutta la durata del piano.

Concordato minore

Le imprese di noleggio di dimensioni ridotte (fatturato < € 200 000, debiti < € 500 000, meno di dieci dipendenti) possono accedere al concordato minore. Il piano può prevedere la continuità aziendale o la liquidazione dei beni e deve garantire ai creditori un risultato non inferiore a quello ottenibile in caso di liquidazione giudiziale . Se approvato, il concordato comporta la sospensione delle azioni esecutive e la cancellazione di ipoteche e pignoramenti.

Liquidazione controllata ed esdebitazione

Quando la ristrutturazione non è possibile, l’imprenditore può richiedere la liquidazione controllata (art. 268 ss. CCII), che prevede la vendita dei beni sotto il controllo di un liquidatore nominato dal tribunale. Una volta conclusa la liquidazione, il debitore può chiedere l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente (art. 283), ottenendo la liberazione residua dai debiti se dimostra di essere meritevole e di non poter offrire alcuna utilità ai creditori . Questa procedura rappresenta l’ultima chance per gli imprenditori che non dispongono più di beni da destinare ai creditori.

Composizione negoziata della crisi

Introdotta dal D.L. 118/2021, la composizione negoziata permette di prevenire la crisi attraverso un confronto assistito con i creditori. L’imprenditore presenta istanza alla Camera di commercio e viene nominato un esperto che analizza la situazione e facilita la negoziazione. La procedura può sfociare in un accordo con i creditori, in un piano attestato o in un concordato minore. Durante la composizione negoziata l’imprenditore può chiedere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive), disporre la cessione dei crediti fiscali o trasferire l’azienda o i beni a un soggetto terzo .

Transazioni e accordi stragiudiziali con i creditori

Oltre agli strumenti codificati, è sempre possibile negoziare accordi stragiudiziali con i creditori (banche, fornitori, locatori). Con l’assistenza di un legale si possono proporre piani di rientro personalizzati, cessioni di beni o convertendo parte del debito in capitale sociale. In particolare, per i finanziamenti bancari l’istituto può accettare la ristrutturazione del mutuo o la riduzione dei tassi se il debitore documenta di non poter pagare gli interessi usurari o se evidenzia violazioni contrattuali.

Errori comuni e consigli pratici

Molti imprenditori sottovalutano la pericolosità degli atti di riscossione o commettono errori che compromettono la possibilità di difesa. Ecco i più frequenti e i nostri consigli.

  • Ignorare la notifica: non aprire le PEC o non ritirare le raccomandate espone al rischio di decadenza dai termini. È sempre consigliabile verificare subito la legittimità dell’atto.
  • Confondere la decadenza con la prescrizione: la mancata impugnazione non fa decorrere la prescrizione decennale; il termine resta quinquennale .
  • Non richiedere la sospensione: in presenza di un ricorso o di una rateizzazione è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione. Ommetterla significa subire pignoramenti inutilmente.
  • Pagare senza verificare: versare somme non dovute (magari prescritte) priva della possibilità di eccepire la prescrizione e di recuperare quanto pagato.
  • Trascurare i beni strumentali: non dimostrare la strumentalità dei veicoli o delle attrezzature consente all’AER di iscrivere il fermo . Bisogna fornire prove documentali al preavviso.
  • Agire da soli: la normativa è complessa e in continua evoluzione. Rivolgersi a un professionista consente di valutare tutte le opzioni (ricorso, rateizzazione, rottamazione, concordato) e di evitare atti inutili.

Tabelle riepilogative

Le tabelle seguenti sintetizzano le principali norme, termini e strumenti difensivi. Le colonne sono ridotte per favorire la leggibilità. Le descrizioni sono sintetiche; per i dettagli consultare i paragrafi precedenti.

Tabella 1 – Principali norme di riferimento

NormativaContenuto sinteticoRilevanza
Art. 76 D.P.R. 602/1973Divieto di pignoramento dell’unico immobile adibito ad abitazione, non di lusso; espropriazione solo per debiti > € 120 000Protegge la casa di abitazione dalle esecuzioni fiscali
Art. 86 D.P.R. 602/1973Fermo amministrativo sui veicoli; preavviso di 30 giorni; esclusione per veicoli strumentali o per disabiliLimita il fermo dei mezzi aziendali
Legge 335/1995, art. 3, comma 9Fissa la prescrizione dei contributi previdenziali a 5 anni (estendibile a 10 con denuncia)Fondamentale per contestare gli avvisi INPS
Legge 3/2012 – SovraindebitamentoIntroduce OCC, accordo di composizione, piano del consumatore, liquidazione controllataBase normativa per le procedure per privati e microimprese
D.Lgs. 14/2019 (CCII)Disciplina ristrutturazione del consumatore , concordato minore , esdebitazioneConsente la gestione della crisi per imprenditori minori
D.L. 118/2021Introduce la composizione negoziataStrumento per prevenire la crisi d’impresa
Legge 197/2022 e Legge 199/2025Rottamazioni quater e quinquies: definizione agevolata dei debiti tributariConsente la chiusura agevolata delle cartelle

Tabella 2 – Termini principali

Atto/ProceduraTermine per agireEnte/Giudice competente
Ricorso contro cartella di pagamento60 giorni dalla notificaCorte di giustizia tributaria
Opposizione ad avviso di addebito INPS40 giorniTribunale del lavoro
Presentazione domanda rottamazione quinquies30 aprile 2026Agenzia Entrate‑Riscossione
Pagamento rate rottamazione in un’unica soluzione31 luglio 2026AER
Opposizione agli atti esecutivi20 giorni dalla notifica del pignoramentoGiudice dell’esecuzione
Deposito piano ristrutturazione del consumatoreTermine indicato dal tribunale dopo la verifica dell’OCCTribunale
Scadenza rate rateizzazione AERSecondo il piano (max 72 o 120 rate)AER
Durata moratoria crediti garantitiFino a 2 anni nel piano del consumatore o concordato minoreTribunale

Tabella 3 – Strumenti difensivi e benefici

StrumentoBenefici principaliRequisiti
Opposizione all’esecuzioneAnnulla pignoramenti e ipoteche illegittime; fa valere prescrizione e vizi di notificaProposta entro 20 giorni; prova documentale
Rateizzazione AER/INPSSospende azioni esecutive; dilazione fino a 72/120 rateDimostrare temporanea difficoltà economica
Rottamazione quater/quinquiesAnnulla sanzioni e interessi; pagamento del solo capitalePresentare domanda nei termini; pagare rate
Accordo di composizioneRiduce i debiti con accordo ai creditori; blocca azioni esecutiveVoto favorevole del 60% dei creditori
Ristrutturazione del consumatoreFalcidia e moratoria; sospensione delle esecuzioniDocumento OCC; assenza di dolo o colpa grave
Concordato minoreContinuità aziendale; taglio dei debiti a misura di impresaImpresa minore; relazione OCC
Esdebitazione del debitore incapienteCancellazione integrale dei debitiAssenza di beni e redditi; meritevolezza
Composizione negoziataNegoziazione assistita; sospensione delle esecuzioniSquilibrio patrimoniale; nomina dell’esperto

Domande frequenti (FAQ)

1. La cartella di pagamento può essere impugnata anche dopo 60 giorni?

Sì, se l’atto contiene vizi di notifica o se il credito è prescritto. La mancata impugnazione entro 60 giorni rende il debito “irrevocabile” ma non trasforma la prescrizione in dieci anni . È possibile eccepire la prescrizione o la nullità dell’atto in sede di opposizione all’esecuzione.

2. Qual è la prescrizione dei contributi INPS?

I contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni, salvo denuncia del lavoratore che prolunga il termine a dieci anni . La cartella o l’avviso di addebito non modificano la durata della prescrizione .

3. Se non pago entro 60 giorni la cartella, cosa succede?

Dopo 60 giorni l’AER può iscrivere ipoteca sugli immobili e fermo sui veicoli. Per procedere al pignoramento immobiliare il debito deve superare 120 000 euro e l’immobile non deve essere l’unico adibito ad abitazione . È possibile evitare il pignoramento con la rateizzazione o la rottamazione.

4. La prima casa è sempre impignorabile?

No. La tutela riguarda solo l’unico immobile di proprietà del debitore adibito a residenza anagrafica e non classificato come bene di lusso . Se il debito fiscale supera 120 000 euro o se l’immobile è di lusso, l’AER può procedere all’espropriazione. Nei procedimenti penali, la prima casa può essere sequestrata se il valore corrisponde al profitto del reato .

5. I veicoli dell’azienda di noleggio possono essere sottoposti a fermo?

Solo se non sono strumentali all’attività. L’art. 86 D.P.R. 602/1973 esclude dal fermo i veicoli destinati all’esercizio dell’impresa; è necessario dimostrare con documenti che i mezzi sono utilizzati per il noleggio . Se il fermo è già iscritto è possibile chiederne la cancellazione.

6. Posso aderire alla rottamazione se ho già un piano di rateizzazione?

Sì. È possibile includere i debiti rateizzati nella domanda di rottamazione. Tuttavia, le rate pregresse devono essere state regolarmente pagate; in caso contrario l’AER può rigettare la domanda.

7. Cosa succede se salto una rata della rottamazione o della rateizzazione?

Per la rottamazione, il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino integrale del debito. Per le rateizzazioni ordinarie, il limite è fissato a otto rate non pagate. Dopo la decadenza, l’AER può riprendere le azioni esecutive.

8. Come posso proteggere i beni inseriti nel fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale tutela i beni destinati ai bisogni della famiglia, ma la Cassazione ha chiarito che il debitore deve dimostrare che il creditore sapeva che il debito era estraneo a tali bisogni . La nozione di bisogno include anche le attività economiche familiari; pertanto, i debiti contratti per l’azienda di noleggio possono essere ritenuti connessi ai bisogni familiari e il bene può essere aggredito se il creditore non era a conoscenza del vincolo.

9. Gli interessi usurari possono annullare il contratto di mutuo?

Sì. Se il tasso effettivo globale supera il tasso soglia usura (pubblicato trimestralmente), gli interessi sono nulli e l’azienda può chiedere la restituzione delle somme versate in eccedenza. È consigliabile incaricare un perito per il calcolo del TEG e un avvocato per agire in giudizio.

10. Cos’è la ristrutturazione del consumatore e chi può accedervi?

È una procedura del Codice della crisi che consente alle persone fisiche con debiti derivanti da esigenze personali, professionali o familiari di proporre un piano di pagamento con falcidia e moratoria . Possono accedervi i soci di società di noleggio per i debiti personali (fideiussioni). Non possono accedervi coloro che hanno ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti o che hanno agito con dolo .

11. Cos’è il concordato minore e quali imprese possono beneficiarne?

È una procedura rivolta agli imprenditori minori. Consente di proporre ai creditori un piano che preveda la continuità aziendale o la liquidazione parziale, garantendo loro almeno il valore ricavabile in caso di liquidazione giudiziale . Possono beneficiarne le imprese che non superano i limiti di legge (fatturato, attivo e numero di dipendenti) e che presentano una relazione dell’OCC【15615288116922†L118-L160】.

12. Cosa prevede la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021?

La composizione negoziata è uno strumento stragiudiziale che consente all’imprenditore in crisi di avviare una trattativa con i creditori con l’assistenza di un esperto. L’obiettivo è trovare soluzioni concordate che evitino la liquidazione; durante la procedura il debitore può chiedere misure protettive (sospensione delle esecuzioni) .

13. È possibile chiedere la sospensione del fermo amministrativo?

Sì. Se il veicolo è essenziale per l’attività d’impresa o per la mobilità di un disabile, il debitore può chiedere la sospensione del fermo e la sua cancellazione dimostrando la sussistenza delle cause di esclusione . In alternativa, la sospensione può essere concessa in seguito a rateizzazione o a ricorso giudiziale.

14. Come si impugna il pignoramento presso terzi?

È possibile proporre opposizione davanti al giudice competente entro 20 giorni dalla notifica del pignoramento. L’opposizione può contestare l’inesistenza del credito, la prescrizione, la nullità della notifica o l’impignorabilità delle somme (ad esempio stipendi e pensioni entro i limiti di legge). In caso di accoglimento l’atto è annullato e le somme vengono liberate.

15. Cosa succede dopo l’omologazione di un piano del consumatore o di un concordato minore?

Una volta omologato, il piano diviene vincolante per tutti i creditori, anche dissenzienti. Le azioni esecutive sono sospese; il debitore deve attenersi alle condizioni stabilite (pagare le rate, fornire documentazione periodica). Se il piano non viene rispettato, i creditori possono chiedere la revoca dell’omologazione e riprendere le azioni esecutive. Alla fine del piano, il debitore ottiene l’esdebitazione e i residui debiti sono cancellati .

16. Cosa accade se il fisco pignora beni aziendali essenziali?

L’art. 514 c.p.c. elenca i beni mobili assolutamente impignorabili, tra cui gli strumenti necessari per l’esercizio della professione. Se l’AER pignora macchinari o attrezzature indispensabili per il noleggio, l’imprenditore può presentare opposizione agli atti esecutivi, chiedendo la dichiarazione di impignorabilità. In caso di esito positivo, i beni vengono restituiti.

17. È possibile estinguere il debito mediante compensazione?

Per i tributi iscritti a ruolo è consentita la compensazione tra crediti commerciali vantati nei confronti della pubblica amministrazione e debiti fiscali. La compensazione può essere richiesta tramite la piattaforma telematica di AER e consente di ridurre l’esposizione senza esborso di liquidità. Tuttavia, i crediti devono essere certificati e non oggetto di contenzioso.

18. Quali sono gli effetti della sentenza 22890/2023 sulla meritevolezza?

La sentenza ha stabilito che, per accedere alle procedure di sovraindebitamento, non è più necessario provare l’origine imprevedibile dei debiti; il giudice deve valutare solo l’assenza di dolo o colpa grave e la convenienza del piano . Questo ha ampliato l’accesso alle procedure per gli imprenditori onesti che hanno accumulato debiti per ragioni legate al mercato o a eventi esterni.

19. Cosa significa moratoria dei crediti garantiti?

Nel piano del consumatore o nel concordato minore è possibile prevedere che i crediti garantiti da ipoteca o pegno siano pagati dopo un periodo di sospensione (moratoria) di massimo due anni . In tale periodo l’imprenditore può utilizzare le risorse per rilanciare l’azienda e successivamente soddisfare i creditori. La moratoria richiede l’attestazione di congruità dell’OCC.

20. L’adesione alla composizione negoziata sospende automaticamente i termini di pagamento?

No. La composizione negoziata consente di chiedere misure protettive al tribunale, ma la sospensione decorre solo dopo il decreto del giudice e per la durata stabilita . È quindi fondamentale depositare tempestivamente l’istanza e monitorare l’emissione del decreto.

Simulazioni pratiche

1. Pignoramento della prima casa e difesa dell’impresa

Scenario: una società di noleggio attrezzature riceve una cartella esattoriale per debiti IVA e IRAP per un totale di 150 000 euro. L’AER iscrive ipoteca sull’unico immobile di proprietà del socio amministratore (abitazione adibita a residenza familiare) e notifica il preavviso di pignoramento.

Analisi: l’immobile è l’unica casa di abitazione e non è un bene di lusso. Il debito fiscale supera 120 000 euro. L’art. 76, comma 1, lett. a, vieta l’espropriazione dell’unica casa . L’amministratore può quindi proporre ricorso chiedendo la cancellazione dell’ipoteca e l’annullamento del preavviso. Se il debito riguarda solo l’impresa, la tutela si applica perché l’immobile appartiene alla persona fisica; l’AER non può agire sull’unica casa del socio. Parallelamente l’impresa può presentare domanda di rottamazione quinquies per pagare solo il capitale e le spese, dilazionando il debito in 54 rate .

2. Fermo amministrativo su veicoli strumentali

Scenario: l’AER notifica a una società di noleggio un preavviso di fermo su tre furgoni utilizzati per trasportare generatori e piattaforme aeree. Il preavviso concede 30 giorni per pagare 20 000 euro di IRPEF arretrata.

Analisi: l’art. 86, comma 2, D.P.R. 602/1973 esclude dal fermo i veicoli strumentali all’attività d’impresa . L’amministratore deve presentare, entro il termine, un’istanza all’AER allegando contratti di noleggio, fatture e documenti di proprietà che dimostrano l’uso professionale dei mezzi. In mancanza di riscontro, può presentare ricorso al giudice tributario chiedendo la sospensione e l’annullamento del fermo.

3. Ristrutturazione del consumatore per socio garante

Scenario: il socio di una società di noleggio ha prestato fideiussioni personali per mutui contratti con la banca. La società è in crisi e non riesce a pagare le rate. La banca attiva la procedura di escussione della garanzia.

Analisi: il socio può accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67 CCII), presentando un piano che preveda il pagamento parziale delle fideiussioni e la moratoria di due anni . L’OCC redige la relazione e il tribunale, verificata l’assenza di dolo e la convenienza per i creditori, omologa il piano. La banca non può più intraprendere azioni esecutive finché il piano è in corso; se l’intero debito è pagato secondo il piano, la fideiussione si estingue.

4. Concordato minore con continuità per microimpresa

Scenario: una piccola azienda di noleggio (fatturato 180 000 euro, debiti 300 000 euro, 8 dipendenti) si trova in crisi a causa del mancato incasso di crediti e delle continue spese per la manutenzione dei macchinari.

Analisi: l’imprenditore può proporre un concordato minore con continuità aziendale . In collaborazione con l’OCC vengono predisposti un business plan e una proposta ai creditori. Il piano prevede il pagamento del 40% dei debiti privilegiati (compatibile con il valore di liquidazione) e il pagamento del 20% dei chirografari in 48 rate. La moratoria sui finanziamenti ipotecari è di due anni. Se i creditori approvano e il tribunale omologa, l’azienda prosegue l’attività; le azioni esecutive sono sospese.

Conclusione

Affrontare i debiti fiscali, contributivi e bancari non significa arrendersi a un destino di insolvenza. La normativa italiana offre numerosi strumenti per difendere l’azienda di noleggio attrezzature e proteggere il patrimonio dei soci: dalla contestazione delle cartelle per prescrizione e vizi di notifica, al pignoramento limitato dalla tutela della prima casa, dalla possibilità di evitare il fermo dei mezzi strumentali alle procedure di ristrutturazione e di esdebitazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la mancata impugnazione non prolunga la prescrizione , che la tutela della casa di abitazione vale solo per l’unico immobile e che la meritevolezza è valutata in base all’assenza di dolo e alla convenienza del piano . Le rottamazioni e le definizioni agevolate permettono di chiudere i debiti con notevoli risparmi , mentre la composizione negoziata e il concordato minore offrono soluzioni personalizzate per la continuità aziendale.

Agire tempestivamente è fondamentale: ogni atto ha un termine di impugnazione e la mancata reazione preclude alcune difese. È dunque consigliabile affidarsi a professionisti esperti che possano valutare la correttezza degli atti, proporre ricorsi efficaci e guidare l’imprenditore nella scelta della procedura più adatta. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti sono pronti a mettersi al tuo fianco: grazie alla competenza in diritto tributario, bancario e nella gestione della crisi d’impresa, sapranno fermare pignoramenti, ipoteche, fermi e cartelle, negoziare con l’INPS e le banche e costruire un percorso di rientro sostenibile.

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