Catering con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’azienda di catering comporta rischi imprenditoriali e responsabilità giuridiche: basta una stagione andata male per accumulare debiti fiscali e contributivi e ritrovarsi nel mirino dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e delle banche. Nel settore della ristorazione e degli eventi il flusso di cassa è irregolare, gli investimenti sono consistenti e basta l’insolvenza di un cliente per compromettere la liquidità. È quindi essenziale conoscere le norme che disciplinano la riscossione delle imposte, i contributi previdenziali e i crediti bancari per capire come difendersi, evitare errori e cogliere le opportunità offerte dalle procedure di sanatoria e di ristrutturazione. Nel 2026 il legislatore ha messo a disposizione degli imprenditori numerosi strumenti per uscire dal vortice del sovraindebitamento: definizioni agevolate delle liti, rottamazioni, piani di rientro, accordi con i creditori, fino alla possibilità di ottenere l’esdebitazione totale con la Legge 3/2012.

Questo articolo illustra in modo completo e aggiornato (fino a febbraio 2026) come affrontare i debiti tributari e contributivi quando si gestisce un’attività di catering. Dopo un inquadramento normativo e giurisprudenziale, vengono descritte le procedure, i termini e i diritti del contribuente, le strategie difensive davanti al fisco, all’INPS e alle banche, gli strumenti alternativi come le rottamazioni o la composizione della crisi, gli errori da evitare, le domande frequenti e una simulazione con dati numerici. Il taglio è professionale e pratico, ma con un linguaggio accessibile anche a imprenditori, artigiani e professionisti che non hanno familiarità con le norme tributarie.

Perché rivolgersi all’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista, coordinatore di un team nazionale di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario e tributario e Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. È professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) ed è anche esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a un approccio multidisciplinare, il suo studio offre assistenza qualificata per:

  • analisi tecnica di cartelle, intimazioni di pagamento e atti di pignoramento;
  • impugnazione di avvisi di accertamento, cartelle esattoriali e contributi INPS;
  • sospensioni cautelari, richieste di annullamento e ricorsi in Commissione tributaria o davanti al giudice del lavoro;
  • trattative con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, INPS e istituti di credito per rateazioni, saldi e stralci e definizioni agevolate;
  • predisposizione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e procedure di esdebitazione;
  • difesa nei procedimenti esecutivi, contro ipoteche, fermi amministrativi e pignoramenti.

L’obiettivo dello studio è proteggere il debitore, ridurre i costi e trovare soluzioni concrete per salvare l’azienda e il patrimonio personale. Qualsiasi intervento deve essere tempestivo perché la maggior parte dei rimedi deve essere attivata entro termini perentori (ad es. 60 giorni dalla notifica di una cartella) o prima che l’agente della riscossione avvii l’esecuzione. Proprio per questo è fondamentale rivolgersi a un professionista esperto fin da subito.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 La riscossione dei tributi e delle sanzioni

La riscossione dei tributi erariali e locali è disciplinata da un complesso di leggi e regolamenti. Tra le principali fonti normative si segnalano:

  • D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 – “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito”: l’articolo 26 disciplina le modalità di notifica della cartella di pagamento e prevede che l’agente della riscossione possa utilizzare ufficiali giudiziari, altri pubblici ufficiali autorizzati o la raccomandata con avviso di ricevimento . La norma impone che, in caso di irreperibilità del destinatario, il notificatore dia conto delle ricerche effettuate; in mancanza, la notifica è invalida .
  • D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 – “Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”: l’articolo 60 stabilisce le regole generali della notificazione degli atti tributari, richiamate dalla giurisprudenza per valutare la regolarità delle cartelle. La Corte di Cassazione ha più volte affermato che la prova della notifica può essere fornita mediante la produzione della matrice o della copia della cartella con la relata .
  • D.Lgs. 26 febbraio 1999 n. 46 – “Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo”: disciplina l’affidamento dei carichi agli agenti della riscossione e i termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo. L’articolo 19 consente la rateazione del debito in un massimo di 72 rate e rinvia al regolamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze per i requisiti. L’articolo 27 prevede sanzioni aggiuntive in caso di omesso pagamento dei contributi previdenziali.
  • D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 472 – “Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie”: contiene i principi di legalità, proporzionalità, concorso di violazioni e recidiva. L’articolo 15 consente la riduzione delle sanzioni nel caso di violazioni plurime.
  • Legge 29 dicembre 2022 n. 197 – legge di bilancio 2023: ha introdotto la definizione agevolata delle liti pendenti. I commi 192–200 dell’articolo 1 stabiliscono che la definizione si applica alle controversie in cui il ricorso in primo grado è stato notificato entro la data di entrata in vigore della legge e che alla domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2023 ; il perfezionamento avviene con la domanda e il pagamento degli importi dovuti, prevedendo la possibilità di rateazione fino a venti rate trimestrali . Sono escluse le controversie relative a risorse proprie dell’UE o aiuti di Stato .
  • Rottamazione-quater (Legge 29 dicembre 2022, art. 1, commi 231–252) e Rottamazione-quinquies (Legge n. 199/2025, art. 1, commi tot): strumenti che permettono di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando solo il capitale e gli interessi iscritti a ruolo, senza sanzioni. Nel 2026 la legge di bilancio ha prorogato la rottamazione-quater introducendo la quinquies, con scadenze di pagamento al 31 luglio 2026 per la prima rata.

1.2 La composizione della crisi da sovraindebitamento

Nel caso di debiti insostenibili, le procedure di composizione della crisi consentono al debitore di ridurre o cancellare i debiti in modo ordinato. La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 introduce gli strumenti per le persone fisiche, i piccoli imprenditori e le imprese non fallibili:

  • Accordo di composizione della crisi: Art. 6 della Legge 3/2012 definisce la finalità di rimediare alle situazioni di sovraindebitamento per soggetti esclusi dalle procedure concorsuali. Per “sovraindebitamento” si intende un perdurante squilibrio tra obbligazioni e patrimonio prontamente liquidabile, nonché l’incapacità definitiva di adempiere regolarmente . L’accordo può essere proposto con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi (OCC) e richiede il voto favorevole dei creditori rappresentanti la maggioranza dei crediti .
  • Piano del consumatore: disciplina dedicata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale. Il piano deve garantire il pagamento integrale dei creditori privilegiati e la soddisfazione, anche parziale, di quelli chirografari .
  • Liquidazione del patrimonio: consente al debitore incapiente di mettere a disposizione tutti i beni per soddisfare i creditori e ottenere l’esdebitazione. Dopo tre anni è possibile chiedere la liberazione dai debiti residui.

L’articolo 9 della Legge 3/2012 prevede che la proposta debba essere depositata presso il tribunale competente insieme all’elenco dei creditori, delle spese correnti e delle dichiarazioni dei redditi . Il giudice può concedere una moratoria di 120 giorni durante la quale non possono essere avviate o proseguite azioni esecutive individuali .

1.3 La composizione negoziata della crisi d’impresa

Per le imprese in crisi che vogliono evitare la liquidazione giudiziale, il Decreto Legge 24 agosto 2021 n. 118, convertito dalla Legge 21 ottobre 2021 n. 147, ha introdotto la composizione negoziata. L’articolo 2 stabilisce che l’imprenditore commerciale o agricolo in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario può chiedere alla camera di commercio la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento . L’esperto agevola le trattative tra l’imprenditore e i creditori per individuare una soluzione, anche mediante il trasferimento dell’azienda o di rami di essa . La legge istituisce una piattaforma telematica nazionale dove l’imprenditore può effettuare un test pratico di ragionevole perseguibilità, consultare il protocollo di conduzione e nominare l’esperto .

1.4 I contributi previdenziali e la giurisprudenza INPS

Le imprese di catering hanno l’obbligo di versare contributi previdenziali per i dipendenti e, se in forma individuale o societaria, devono iscriversi alle gestioni commercianti o artigiani. I contributi sono dovuti anche se l’attività è momentaneamente inattiva e la mancata iscrizione non esonera dal pagamento. La prescrizione dei contributi è di cinque anni (art. 3 comma 9 L. 335/1995) se non è stata notificata una cartella o un avviso di addebito; dopo l’iscrizione a ruolo e la notifica dell’avviso, il termine diventa decennale.

Nel 2025 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno mutato orientamento in materia di rendita vitalizia per contributi non versati. La circolare INPS n. 141 del 12 novembre 2025 riassume la decisione: la Cassazione n. 22802/2025 ha stabilito che il diritto di costituire la rendita vitalizia per coprire contributi prescritti è soggetto a prescrizione; il termine decennale per il datore di lavoro decorre dalla prescrizione dei contributi non versati, mentre il termine decennale per il lavoratore decorre dalla prescrizione del diritto del datore . La decisione chiarisce anche che il lavoratore può costituire la rendita prima che scada il termine del datore se prova l’impossibilità di ottenere la costituzione da parte del datore .

1.5 Normativa bancaria e tutela del consumatore

Le aziende di catering spesso ricorrono a finanziamenti bancari per acquistare attrezzature o per sostenere la stagionalità. L’ordinamento tutela il correntista contro gli interessi usurari e le clausole anatocistiche (capitalizzazione degli interessi):

  • Testo Unico Bancario (D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385): l’articolo 117 impone la forma scritta per i contratti bancari e l’indicazione analitica del tasso applicato. Il cliente può chiedere al giudice la restituzione di somme indebitamente versate.
  • Legge 7 marzo 1996 n. 108 (Usura): stabilisce i limiti oltre i quali gli interessi sono considerati usurari. I tassi soglia sono pubblicati trimestralmente. Se il tasso applicato supera la soglia, la clausola è nulla e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale.
  • Delibera CICR 3 agosto 2016: consente la capitalizzazione degli interessi (anatocismo) solo se prevista da pattuizione scritta e a condizione di pari periodicità tra interessi creditori e debitori. La Cassazione ha ribadito che, nelle azioni di ripetizione d’indebito, il correntista deve produrre il contratto per dimostrare l’illegittimità delle clausole e non può limitarsi agli estratti conto .

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

Quando l’Agenzia delle Entrate-Riscossione o l’INPS notifica un atto (cartella, intimazione di pagamento, avviso di addebito, pignoramento), il tempo è fondamentale. Di seguito una guida passo‑passo per reagire correttamente.

2.1 Cartella esattoriale o avviso di addebito

  1. Verifica della notifica: accertare la data in cui l’atto è stato ricevuto. La cartella deve essere notificata secondo l’articolo 26 del D.P.R. 602/1973, mediante ufficiale giudiziario o raccomandata a/r. Se il messo notificatore dichiara l’irreperibilità assoluta del destinatario, deve documentare le ricerche svolte; in caso contrario la notifica è nulla . Verificare inoltre che la notifica sia avvenuta all’indirizzo corretto e che la PEC utilizzata sia quella del domicilio digitale.
  2. Richiesta di estratto di ruolo: rivolgersi all’agente della riscossione per ottenere l’estratto di ruolo, che contiene i dettagli del debito (tributo, anno, importo, interessi, sanzioni). La Cassazione ha riconosciuto la legittimità dell’impugnazione dell’estratto di ruolo quando il contribuente non ha ricevuto la cartella .
  3. Valutazione dei vizi: esaminare la cartella e gli atti presupposti (avviso di accertamento, liquidazione, avviso bonario). Vizi tipici:
  4. Notifica irregolare (indicato come “irreperibilità” senza ricerche, indirizzo errato, mancanza di raccomandata informativa per PEC);
  5. Mancanza o illegittimità dell’atto presupposto (ad esempio un avviso di accertamento annullato o non notificato);
  6. Prescrizione: decennale per le imposte statali, quinquennale per i contributi previdenziali se non iscritti a ruolo;
  7. Decadenza: l’iscrizione a ruolo deve avvenire entro specifici termini (ad es. 31 dicembre del secondo anno successivo alla notifica dell’avviso di accertamento);
  8. Errori di calcolo: applicazione di sanzioni o interessi maggiori del dovuto.
  9. Termini per l’impugnazione: la cartella esattoriale può essere impugnata entro 60 giorni davanti alla Commissione tributaria provinciale competente; l’avviso di addebito INPS entro 40 giorni davanti al giudice del lavoro; l’intimazione di pagamento entro 20 giorni mediante opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi. La mancata impugnazione rende definitivo il debito.
  10. Sospensione e rateazione: se il contribuente presenta ricorso, può chiedere la sospensione dell’esecutività della cartella alla Commissione tributaria, depositando un’istanza cautelare e dimostrando il periculum (pericolo) e il fumus boni iuris (fondato motivo). In alternativa può chiedere la rateazione all’agente della riscossione; la legge prevede fino a 72 rate mensili ordinarie (12 rate per debiti fino a 120.000 €) e fino a 120 rate per situazioni di comprovato disagio.
  11. Verifica degli interessi e delle sanzioni: calcolare il carico complessivo separando imposta, interessi e sanzioni. In caso di rottamazione o definizione agevolata, le sanzioni e gli interessi di mora vengono stralciati, mentre restano dovuti il capitale e le spese di notifica.

2.2 Pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi

Se non si interviene tempestivamente, l’agente della riscossione può attivare procedure esecutive:

  1. Fermo amministrativo su veicolo: l’iscrizione del fermo avviene dopo l’invio della comunicazione preventiva. Può essere impugnata entro 30 giorni per vizi propri o per prescrizione del credito. Il fermo impedisce la circolazione del veicolo.
  2. Ipoteca sugli immobili: può essere iscritta per debiti superiori a 20.000 € previa comunicazione preventiva. L’ipoteca non comporta l’espropriazione immediata ma vincola l’immobile; la vendita coattiva può iniziare dopo sei mesi.
  3. Pignoramento mobiliare o presso terzi: l’Agente della riscossione può procedere al pignoramento diretto dei beni mobili o dei crediti presso terzi (ad es. conti bancari, crediti verso clienti). In tal caso il termine per opporsi all’esecuzione è di 20 giorni dalla notifica dell’atto.
  4. Pignoramento immobiliare: può essere avviato per debiti superiori a 120.000 € e solo dopo l’iscrizione dell’ipoteca da almeno sei mesi. Il contribuente ha la possibilità di bloccare la vendita dimostrando la nullità della procedura o presentando un piano di rateazione.

2.3 Contributi INPS

Quando si riceve un avviso di addebito per contributi non versati, occorre:

  1. Verificare la prescrizione: se l’INPS notifica l’avviso oltre cinque anni dalla scadenza, il credito può essere prescritto. Tuttavia, una volta iscritta a ruolo la somma, il termine di prescrizione diventa decennale. La Cassazione ha precisato che i contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni se l’avviso non viene notificato entro il termine, mentre se interviene un atto interruttivo (cartella) il termine si allunga .
  2. Controllare la posizione assicurativa: spesso l’INPS richiede contributi per periodi in cui l’attività era sospesa o cessata. Presentare la documentazione (dichiarazione di cessazione, cancellazione dal registro delle imprese, chiusura partita IVA) dimostra l’inesistenza del debito.
  3. Ricorso amministrativo e giudiziario: l’avviso di addebito può essere impugnato davanti al giudice del lavoro entro 40 giorni. Prima del giudizio è consigliabile presentare ricorso amministrativo al Comitato provinciale INPS per tentare l’annullamento in autotutela.
  4. Rateazione o definizione agevolata: l’INPS consente la rateazione fino a 60 rate mensili per contributi in fase amministrativa e fino a 72 rate per i debiti iscritti a ruolo (gestiti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione). Inoltre, la legge di bilancio ha introdotto la definizione agevolata dei debiti contributivi, che permette di estinguere i debiti senza sanzioni se si rientra nei limiti di reddito.

2.4 Debiti bancari

Quando si è in difficoltà con un mutuo o con le rate di un finanziamento bancario, occorre:

  1. Analizzare il contratto: verificare i tassi applicati, la presenza di clausole di interesse variabile, eventuali clausole anatocistiche e spese accessorie. La Cassazione richiede la produzione del contratto per dimostrare la nullità di clausole vessatorie .
  2. Calcolare il TEG (tasso effettivo globale): confrontare il tasso corrispettivo con i tassi soglia usurari pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia. Se il TEG supera la soglia, si può chiedere la restituzione degli interessi pagati in eccesso.
  3. Eccepire l’anatocismo: se gli interessi vengono capitalizzati più di una volta l’anno, occorre verificare se esiste una pattuizione scritta e se è assicurata la pari periodicità. In assenza, la capitalizzazione è nulla.
  4. Trattative stragiudiziali: è possibile negoziare con la banca per rinegoziare il mutuo, ottenere sospensioni temporanee (es. moratoria ex ABI per micro e piccole imprese) o effettuare un saldo e stralcio.
  5. Ricorso al giudice: se la banca avvia una procedura esecutiva, il debitore può proporre opposizione all’esecuzione, chiedere la revoca dell’ipoteca illegittima o impugnare il decreto ingiuntivo. Il giudice può disporre la riduzione del debito se riscontra usura o anatocismo.

3. Difese e strategie legali

Affrontare i debiti con fisco, INPS e banche richiede un’attenta pianificazione. Di seguito vengono illustrati i principali strumenti difensivi dal punto di vista del debitore.

3.1 Impugnazione degli atti della riscossione

Ricorso in Commissione tributaria – Avverso la cartella o l’avviso di accertamento si può presentare ricorso entro 60 giorni. È possibile eccepire:

  • Inesistenza della notifica: ad esempio se la cartella è stata notificata ad un indirizzo diverso da quello della sede o se il messo notificatore non ha indicato le ricerche svolte .
  • Mancanza dell’atto presupposto: la cartella deve contenere gli estremi dell’avviso di accertamento o di liquidazione; se l’amministrazione non lo produce, il ricorso può essere accolto .
  • Prescrizione: per le imposte dirette e l’IVA il termine di prescrizione è decennale ; per le imposte locali e le sanzioni è quinquennale; per i contributi INPS il termine è quinquennale fino all’iscrizione a ruolo e diventa decennale dopo la notifica dell’avviso .
  • Decadenza: la cartella deve essere emessa entro due anni dall’iscrizione a ruolo, altrimenti è nulla.
  • Vizi di motivazione: se la cartella non spiega la causa del debito o non allega il prospetto di calcolo.

Opposizione agli atti esecutivi – Qualora l’agente della riscossione avvii un pignoramento, il contribuente può proporre l’opposizione ex art. 617 c.p.c. (vizi formali) o l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. (estinzione del debito) entro 20 giorni dall’atto di pignoramento. Ad esempio, si può dedurre la prescrizione o l’avvenuto pagamento.

Istanza in autotutela – Prima di agire in giudizio è consigliabile presentare un’istanza di annullamento in autotutela all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per correggere errori evidenti (duplicazione del ruolo, pagamento già avvenuto). L’amministrazione non ha l’obbligo di rispondere, ma spesso, quando il vizio è palese, procede alla sgravazione.

3.2 Soluzioni negoziali e sanatorie

Rottamazioni e definizioni agevolate – La legge di bilancio 2023 (e le successive proroghe) consente di estinguere i ruoli affidati entro il 31 dicembre 2022 pagando solo il tributo e gli interessi legali. La definizione si perfeziona con la domanda e il pagamento delle somme dovute . Nel 2026 è stata introdotta la quinta edizione (“rottamazione-quinquies”) con scadenze di pagamento al 31 luglio 2026 (prima rata) e al 30 novembre 2026 (seconda rata). I vantaggi sono l’assenza di sanzioni e interessi di mora e la sospensione delle procedure esecutive.

Saldo e stralcio – Destinato ai contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica (ISEE inferiore a 20.000 €). Permette di pagare una percentuale del debito (16–35 %) con sconto su imposta, sanzioni e interessi. Le domande devono essere presentate entro termini fissati dalla legge; in caso di omissione di pagamento, i benefici decadono.

Definizione agevolata delle liti pendenti – I commi 192–200 della Legge 197/2022 prevedono la possibilità di chiudere le controversie tributarie versando il 90 % del valore della lite in caso di soccombenza del contribuente o il 40 % in caso di soccombenza dell’amministrazione . La definizione si perfeziona con la domanda e il pagamento entro il 30 giugno 2023; nel caso di rateazione fino a venti rate, occorre versare la prima rata entro la medesima data .

Ravvedimento operoso e definizioni parziali – Chi non ha ancora ricevuto la cartella può regolarizzare spontaneamente un’omissione versando l’imposta dovuta, gli interessi e le sanzioni ridotte in base al tempo trascorso. Per esempio, il ravvedimento sprint entro 14 giorni prevede una sanzione pari allo 0,1 % per ciascun giorno di ritardo.

3.3 Gestione dei contributi INPS

Impunazioni e sospensioni – L’avviso di addebito INPS ha efficacia di titolo esecutivo e può essere impugnato entro 40 giorni davanti al giudice del lavoro. È possibile eccepire l’inesistenza della notifica, la prescrizione quinquennale, l’insussistenza del rapporto di lavoro, la mancanza di iscrizione all’INPS o l’errata qualificazione dell’attività. Le Sezioni Unite del 2025 hanno confermato che la rendita vitalizia e i contributi prescritti seguono un sistema di decorrenza in sequenza : il datore di lavoro può costituire la rendita entro dieci anni dalla prescrizione dei contributi, mentre il lavoratore ha a disposizione dieci anni dalla prescrizione del diritto del datore .

Rateazione e sospensione – Anche dopo la notifica dell’avviso di addebito è possibile chiedere una dilazione. Per i debiti già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rateazione segue le regole generali (fino a 72 rate ordinarie o 120 rate straordinarie). Per debiti in fase amministrativa, l’INPS concede fino a 60 rate previa garanzia. In presenza di contenzioso, la richiesta di sospensione al giudice può bloccare l’avvio dell’esecuzione.

Utilizzo dell’Istituto di sovraindebitamento – I contributi previdenziali rientrano tra i debiti che possono essere inclusi in un piano del consumatore o in un accordo di composizione della crisi, purché si garantisca il pagamento integrale dei creditori privilegiati. La Legge 3/2012 consente di spalmare i debiti INPS nel piano concordato con i creditori, ottenendo la sospensione delle azioni esecutive .

3.4 Difesa dai crediti bancari

Accertamento di usura e anatocismo – In presenza di un tasso eccessivo o di capitalizzazione indebita degli interessi, è possibile agire per la ripetizione delle somme versate. L’onere della prova grava sul correntista, che deve produrre il contratto di conto corrente e dimostrarne la nullità delle clausole . Se il tasso applicato supera il tasso soglia pubblicato trimestralmente, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi (art. 1815 c.c.). In tal caso la banca deve restituire gli interessi pagati.

Eccezione di prescrizione – Le azioni di ripetizione d’indebito per interessi o commissioni pagate indebitamente si prescrivono in dieci anni dalla chiusura del conto. È importante interrompere la prescrizione con una raccomandata o un’azione giudiziaria prima della scadenza.

Rinegoziazione e piani di rientro – In caso di insolvenza temporanea, si può negoziare con la banca un piano di rientro che preveda la sospensione delle rate o la rinegoziazione del tasso. L’Accordo ABI–Associazioni dei Consumatori prevede la moratoria per le PMI colpite da crisi economica.

Concordato minore e transazione fiscale – In ambito di crisi d’impresa, l’articolo 74 del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) consente al debitore di proporre ai creditori una falcidia dei debiti bancari con il concordato minore. La banca può essere obbligata ad accettare la proposta se il piano è attestato e i creditori ottengono un soddisfacimento maggiore rispetto alla liquidazione.

3.5 Procedure concorsuali e sovraindebitamento

Le procedure previste dalla Legge 3/2012 e dal D.Lgs. 14/2019 consentono al piccolo imprenditore di ristrutturare i debiti complessivi (tributari, previdenziali, bancari). Le principali sono:

ProceduraSoggetti ammessiCaratteristicheBenefici
Accordo di composizione della crisiDebitori non fallibili con debiti anche aziendaliPrevede la ristrutturazione dei debiti con accordo votato dai creditori rappresentanti la maggioranza; richiede l’ausilio di un OCCSospensione di 120 giorni delle azioni esecutive; possibilità di falcidia dei debiti chirografari; esdebitazione al termine
Piano del consumatorePersone fisiche con debiti per scopi non imprenditorialiNon richiede voto dei creditori; prevede il pagamento integrale dei privilegiati e un piano per i chirografariSospensione delle esecuzioni; omologazione del tribunale; esdebitazione finale
Liquidazione controllataDebitori senza capacità di pagamentoTutti i beni vengono liquidati per soddisfare i creditori; eventuale liberazione residua dopo tre anniSospensione delle esecuzioni; cancellazione totale dei debiti dopo la liquidazione
Concordato minore (Codice della crisi)Imprese sotto determinate soglie e professionistiPiano con proposta ai creditori; necessita del voto della maggioranza dei creditiPossibilità di falcidia anche dei crediti fiscali con transazione fiscale; sospensione delle azioni
Composizione negoziata (D.L. 118/2021)Imprese in squilibrio patrimonialeNomina di un esperto che assiste nelle trattative; sospensione delle azioni esecutive con misura protettivaRistrutturazione dell’azienda, vendita di rami d’azienda, accordi con i creditori

3.6 Strategia integrata per il catering con debiti

Un’impresa di catering in difficoltà deve valutare tutti i debiti in modo coordinato. Una strategia integrata potrebbe seguire questi passi:

  1. Mappatura dei debiti: censire i debiti verso il fisco (IVA, IRPEF, IRAP, ritenute), verso l’INPS (contributi dipendenti e gestione commercianti), verso banche e fornitori. Per ciascun debito verificare importi, termini di prescrizione, eventuali atti di notifica.
  2. Valutazione dei beni: analizzare il patrimonio dell’azienda (immobili, attrezzature, veicoli) e quello personale dell’imprenditore. Se il patrimonio non è sufficiente a coprire i debiti, può essere opportuno ricorrere a procedure di composizione della crisi per salvare l’attività.
  3. Impugnazione dei debiti illegittimi: proporre ricorsi per annullare cartelle e avvisi viziati, eccepire la prescrizione dei contributi, contestare interessi usurari.
  4. Negoziazione e rottamazione: aderire alle definizioni agevolate (rottamazione-quater, quinquies) per ridurre il carico fiscale, rateizzare i contributi INPS e negoziare piani di rientro con le banche. Spesso la banca è interessata a evitare il default del cliente e può accettare dilazioni o riduzioni.
  5. Procedure concorsuali: se il debito complessivo è troppo elevato, valutare un accordo di composizione o un piano del consumatore, coinvolgendo l’OCC. L’art. 6 della Legge 3/2012 consente di concludere un accordo con i creditori per ristrutturare i debiti .
  6. Composizione negoziata: per le società di catering con fatturati consistenti, la composizione negoziata consente di nominare un esperto e negoziare con i creditori una ristrutturazione dell’azienda .

4. Strumenti alternativi di definizione del debito

4.1 Rottamazione e saldo e stralcio

Nel 2026 sono in vigore diverse sanatorie che consentono di estinguere i debiti a condizioni vantaggiose:

  • Rottamazione-quater (2023–2026): permette di pagare solo il capitale e gli interessi iscritti a ruolo, con l’esclusione di sanzioni e interessi di mora. Le domande presentate entro il 30 aprile 2024 sono state accolte con scadenze di pagamento al 31 luglio 2024 e rate successive. Le rate non versate comportano la perdita dei benefici. La rottamazione-quater ha riaperto i termini più volte, fino a comprendere i carichi affidati entro il 30 giugno 2022.
  • Rottamazione-quinquies (Legge 199/2025): estende la definizione agevolata ai carichi affidati entro il 31 dicembre 2023, con domanda entro il 30 aprile 2026 e prima rata al 31 luglio 2026. Prevede la possibilità di ripartire il pagamento in venti rate trimestrali.
  • Saldo e stralcio: dedicato a persone fisiche con ISEE non superiore a 20.000 €, prevede il pagamento di una percentuale del debito che varia in base all’ISEE (16 % se l’ISEE è inferiore a 8.500 €, 20 % tra 8.500 € e 12.500 €, 35 % sopra 12.500 €). Comprende solo i debiti fiscali e contributivi derivanti da omessi versamenti risultanti dalla dichiarazione. Non si applica ai debiti da accertamento esecutivo.

4.2 Definizione agevolata delle liti tributarie e degli atti

La Legge 197/2022 ha introdotto diverse definizioni agevolate:

  • Definizione delle liti pendenti: come visto, chiude le controversie tributarie con il pagamento di un importo ridotto . Se l’Agenzia delle Entrate è soccombente nell’ultima sentenza depositata al 1° gennaio 2023, si paga il 15 % del valore della causa; se il contribuente è soccombente, il 90 %; se c’è soccombenza parziale, il 40 %. Le liti dinanzi alla Cassazione possono essere chiuse pagando il 5 % del valore.
  • Definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento: consente di chiudere gli avvisi di accertamento non impugnati con il pagamento integrale dell’imposta e delle sanzioni ridotte al 3 %. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso.
  • Conciliazione agevolata: per gli atti già impugnati, si può concludere un accordo in udienza versando la totalità dell’imposta e riducendo le sanzioni al 35 %. La conciliazione estingue la lite e impedisce ricorsi successivi.

4.3 Piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazione

Se il debitore non riesce a pagare i debiti anche con rottamazioni e rateazioni, è necessario ricorrere a procedure concorsuali. I principali strumenti, disciplinati dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi, sono:

  1. Piano del consumatore – Il giudice approva un piano che consente al consumatore di pagare i crediti privilegiati e saldare i debiti residui in misura ridotta. Il piano dura normalmente 3–6 anni. È necessario dimostrare la meritevolezza (assenza di colpa grave) e presentare un progetto dettagliato dei pagamenti. L’omologazione blocca le azioni esecutive e gli interessi.
  2. Accordo di composizione della crisi – Richiede il voto favorevole dei creditori che rappresentano almeno il 60 % dei crediti. Può prevedere la falcidia dei debiti e la dilazione dei pagamenti. L’accordo è assistito da un OCC e, una volta omologato, vincola tutti i creditori. In caso di mancata esecuzione, si può accedere alla liquidazione del patrimonio.
  3. Liquidazione controllata – L’imprenditore o il consumatore incapiente mette a disposizione tutti i beni. Il giudice nomina un liquidatore che vende i beni e ripartisce il ricavato. Dopo tre anni dalla chiusura si può ottenere l’esdebitazione automatica, anche se sono stati pagati solo in parte i crediti.
  4. Concordato minore – Destinato alle imprese sotto soglia; consente di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione con falcidia e di ottenere l’omologazione anche senza l’unanimità. Può prevedere la ristrutturazione dei debiti fiscali e contributivi attraverso la transazione fiscale.
  5. Composizione negoziata – Come visto, consente di nominare un esperto indipendente e negoziare con i creditori un accordo che può prevedere la continuità aziendale, la ristrutturazione del debito o la cessione dell’azienda .

4.4 Finanziamenti e crediti agevolati per il settore catering

Oltre alla gestione dei debiti esistenti, le imprese di catering possono accedere a forme di finanziamento agevolato per sostenere l’attività e migliorare la liquidità, quali:

  • Fondo di garanzia per le PMI: fornisce una garanzia pubblica sui finanziamenti bancari. La garanzia può coprire fino all’80 % del prestito e permette di ottenere condizioni migliori.
  • Nuova Sabatini: sostiene gli investimenti in macchinari e attrezzature. È possibile ottenere contributi a fondo perduto che abbassano il costo del finanziamento.
  • Contributi regionali: molte regioni (compresa la Calabria) offrono bandi per la ristorazione e il catering, a volte con contributi a fondo perduto o tassi agevolati.

Accedere a questi strumenti può migliorare la situazione finanziaria e facilitare il pagamento delle rate concordate con il fisco e le banche.

5. Errori comuni e consigli pratici

L’esperienza maturata dallo studio dell’Avv. Monardo evidenzia che molti imprenditori commettono errori che peggiorano la situazione. Ecco i più frequenti con i relativi consigli:

  1. Ignorare le notifiche – Spesso le cartelle vengono archiviate senza leggerle. È un errore grave perché i termini per impugnare decorrono dalla notifica. Bisogna sempre aprire le comunicazioni ricevute, verificare la data e consultare un professionista.
  2. Pagare senza verificare – Molti contribuenti versano quanto richiesto dall’agente della riscossione per “togliersi il pensiero”, ma successivamente emergono vizi che avrebbero consentito l’annullamento. È sempre meglio far esaminare la cartella e l’atto presupposto.
  3. Procrastinare l’azione – Attendere l’arrivo del pignoramento peggiora la posizione. Agire entro i primi 60 giorni consente di chiedere la sospensione e di aderire a rottamazioni ancora aperte.
  4. Affidarsi a soggetti non qualificati – La gestione dei debiti richiede competenze legali, fiscali e contabili. I “faccendieri” che promettono miracoli senza formazione possono aggravare la situazione. È fondamentale rivolgersi a professionisti regolarmente iscritti agli albi e, se necessario, a un OCC.
  5. Non documentare la propria situazione – Per ottenere rateazioni o accedere a un piano del consumatore occorrono documenti (dichiarazioni dei redditi, bilanci, elenco dei creditori, estratti conto). Tenere una contabilità ordinata facilita la difesa.
  6. Trascurare il rapporto con i fornitori – Nelle attività di catering le forniture sono essenziali. È opportuno negoziare condizioni di pagamento compatibili con il piano di rientro e mantenere un rapporto trasparente.
  7. Dimenticare i contributi previdenziali – A differenza delle imposte, i contributi INPS si prescrivono in cinque anni se non si riceve alcun atto interruttivo. Ignorare gli avvisi può trasformare un debito prescritto in un debito decennale. Occorre verificare la prescrizione e, se necessario, eccepirla nel ricorso .
  8. Non valutare gli effetti patrimoniali – Molti imprenditori non distinguono tra patrimonio dell’azienda e patrimonio personale. Con le società di persone (SNC o SAS) i soci rispondono con il patrimonio personale; con le società di capitali (SRL) la responsabilità è limitata ma può essere estesa in caso di mala gestio. È importante pianificare.

6. Domande frequenti (FAQ)

  1. Cos’è una cartella esattoriale?
    È il titolo esecutivo con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione richiede il pagamento di tributi, sanzioni e interessi iscritti a ruolo. Contiene le somme dovute, le causali e la scadenza.
  2. Quali sono i termini per impugnare una cartella?
    Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica alla Commissione tributaria provinciale. Per gli avvisi di addebito INPS il termine è 40 giorni.
  3. Come verifico se la notifica è valida?
    La notifica deve essere effettuata dall’ufficiale giudiziario o tramite raccomandata a/r all’indirizzo della sede legale. Se il notificatore non indica le ricerche svolte in caso di irreperibilità, la notifica è nulla .
  4. Cosa posso fare se non ho mai ricevuto l’avviso di accertamento?
    È possibile impugnare l’estratto di ruolo dimostrando di non aver ricevuto l’atto presupposto . In molti casi la Commissione tributaria annulla la cartella.
  5. Qual è la differenza tra prescrizione e decadenza?
    La prescrizione estingue il diritto se il creditore non lo esercita entro il termine; è decennale per le imposte statali e quinquennale per i contributi fino all’iscrizione a ruolo. La decadenza è un termine entro cui l’amministrazione deve compiere un atto (es. notificare la cartella); se scade, l’atto è nullo.
  6. Posso pagare a rate le cartelle?
    Sì, è possibile chiedere la rateazione fino a 72 rate (o 120 per casi gravi). Il piano decade se si saltano cinque rate anche non consecutive.
  7. Cos’è l’intimazione di pagamento?
    È un sollecito che l’agente della riscossione invia al debitore dopo la cartella e prima del pignoramento. Ha efficacia di atto esecutivo e deve essere impugnato entro 20 giorni se si contestano vizi.
  8. Cosa succede se non pago i contributi INPS?
    L’INPS emette un avviso di addebito che, se non pagato, viene affidato all’agente della riscossione. Le sanzioni sono elevate e la prescrizione è quinquennale fino alla notifica. In caso di mancato pagamento, l’INPS può pignorare i crediti o i beni.
  9. I debiti INPS possono essere inclusi nella rottamazione?
    Sì, se sono stati affidati all’agente della riscossione entro il termine previsto. Con la rottamazione si pagano solo contributi e spese, senza sanzioni.
  10. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di composizione?
    Il piano del consumatore è riservato ai consumatori (persone fisiche con debiti di natura non imprenditoriale) e non richiede il voto dei creditori; l’accordo di composizione è rivolto a debitori non fallibili e richiede l’approvazione dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti .
  11. Chi può accedere alla Legge 3/2012?
    Persone fisiche, imprenditori agricoli, professionisti, start-up innovative, società di persone e società a responsabilità limitata semplificata. Sono esclusi gli imprenditori soggetti a liquidazione giudiziale (ex fallimento).
  12. Cos’è la composizione negoziata?
    È una procedura introdotta dal D.L. 118/2021 che consente all’imprenditore in crisi di nominare un esperto indipendente presso la camera di commercio per facilitare le trattative con i creditori .
  13. Quando un interesse bancario è usuraio?
    Quando il tasso effettivo globale (TEG) applicato supera il tasso soglia usurario fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia. In tal caso il cliente è tenuto a pagare solo il capitale e gli interessi al tasso legale, con restituzione di quelli versati in eccesso.
  14. Come posso contestare l’anatocismo?
    Occorre verificare se il contratto prevede espressamente la capitalizzazione degli interessi e se vi è parità di periodicità tra interessi attivi e passivi. In caso contrario, la clausola è nulla. È necessario produrre il contratto in giudizio .
  15. Qual è la prescrizione dei contributi INPS?
    Cinque anni se non interviene nessun atto interruttivo; dopo la notifica di un avviso o di una cartella il termine diventa decennale. Le Sezioni Unite del 2025 hanno specificato che i termini di prescrizione dei diritti del datore di lavoro e del lavoratore decorrono in sequenza .
  16. Posso salvare l’azienda con la ristrutturazione del debito?
    Sì, tramite la composizione negoziata o le procedure del Codice della crisi (concordato minore, piano di ristrutturazione). Questi strumenti consentono di ridurre i debiti, rinegoziare con i creditori e proseguire l’attività.
  17. Cosa succede se non presento la domanda di rottamazione nei termini?
    Si perde il diritto alla definizione agevolata e il debito resta integralmente dovuto con interessi e sanzioni. È quindi importante rispettare le scadenze.
  18. Quali sono i rischi di ipoteca e fermo amministrativo?
    L’ipoteca può essere iscritta per debiti superiori a 20.000 € dopo un preavviso; impedisce di vendere l’immobile liberamente ma non comporta immediata espropriazione. Il fermo amministrativo blocca la circolazione del veicolo e può essere cancellato solo pagando o annullando il debito.
  19. Posso evitare il pignoramento della casa?
    Per l’abitazione principale, l’agente della riscossione non può procedere al pignoramento se il debitore possiede un solo immobile adibito a residenza e non di lusso. In altri casi è possibile bloccare il pignoramento con la rateazione o con il piano del consumatore.
  20. Che ruolo ha l’Avv. Monardo nella procedura di sovraindebitamento?
    In qualità di cassazionista e gestore della crisi iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, l’Avv. Monardo può assistere il debitore nella predisposizione della domanda, interfacciarsi con l’OCC, redigere il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione, rappresentare il debitore in giudizio e negoziare con i creditori. La sua esperienza nel diritto bancario e tributario consente di coordinare tutte le sfaccettature del debito.

7. Simulazioni pratiche

7.1 Caso A: rottamazione-quater per debiti fiscali

Un’azienda di catering accumula debiti fiscali per IVA, IRPEF e IRAP riferiti agli anni 2019–2021 per un importo complessivo di 100.000 €, oltre a sanzioni e interessi per 30.000 €. Nel 2023 l’Agenzia delle Entrate iscrive a ruolo il carico e notifica la cartella. Nel 2024 l’impresa aderisce alla rottamazione-quater. In base alla legge, deve versare solo capitale e interessi iscritti a ruolo, ma non le sanzioni e gli interessi di mora.

VoceImporto originarioTrattamento rottamazioneImporto da pagare
Capitale (imposte)100.000 €dovuto per intero100.000 €
Sanzioni30.000 €stralciate0 €
Interessi di mora8.000 €stralciati0 €
Spese di notifica1.000 €dovute1.000 €
Totale139.000 €101.000 €

L’impresa può diluire l’importo in 18 rate (prima rata al 31 luglio 2024) con rate trimestrali di circa 5.611 €. In questo modo risparmia 38.000 € tra sanzioni e interessi.

7.2 Caso B: piano del consumatore per debiti tributari e bancari

Una ditta individuale di catering ha debiti complessivi per 250.000 €, così suddivisi: 120.000 € di debiti fiscali, 50.000 € di contributi INPS, 80.000 € di finanziamenti bancari. Il titolare non possiede immobili ma ha un automezzo e attrezzature per la ristorazione. I redditi annui sono pari a 40.000 €. La prospettiva di pagare integralmente è impossibile.

In accordo con l’OCC, il debitore presenta un piano del consumatore con durata di 5 anni. Il piano prevede:

  • Pagamento integrale dei creditori privilegiati: contributi INPS (50.000 €) più interessi;
  • Pagamento dell’IVA e delle ritenute d’acconto (40.000 €) al 100 % e dilazione degli altri tributi (80.000 €) al 50 %;
  • Soddisfazione della banca con pagamento del 40 % (32.000 €) del debito bancario;
  • Contributo mensile di 1.000 € per 60 mesi derivante dai redditi dell’attività;
  • Alienazione dell’automezzo (valore 10.000 €) a favore dei creditori;
  • Mantenimento delle attrezzature indispensabili.

La proposta permette di pagare 50 % dei debiti chirografari in cinque anni e di ottenere l’esdebitazione del residuo. Durante la procedura sono sospese le azioni esecutive e gli interessi.

7.3 Caso C: composizione negoziata della crisi d’impresa

Una società di catering (SRL) con 20 dipendenti presenta gravi problemi di liquidità: debiti fiscali per 300.000 €, debiti bancari per 500.000 €, esposizioni verso fornitori per 100.000 €. La società possiede un capannone e due automezzi. L’amministratore ritiene che la crisi sia reversibile perché ha contratti futuri con clienti importanti. Decide di avvalersi della composizione negoziata prevista dal D.L. 118/2021.

Il procedimento si svolge così:

  1. Nomina dell’esperto: l’amministratore, tramite la piattaforma telematica, effettua il test di ragionevole perseguibilità e chiede la nomina di un esperto alla camera di commercio .
  2. Analisi della situazione: l’esperto esamina i bilanci, la situazione patrimoniale e i contratti futuri. Verifica che il risanamento sia possibile con la vendita di un ramo aziendale e la ristrutturazione del debito bancario.
  3. Negoziazione con i creditori: l’esperto convoca banche, Agenzia delle Entrate e fornitori. Propone un piano che prevede la vendita di uno dei veicoli, la cessione di un ramo d’azienda per 150.000 €, la rateazione dei debiti fiscali tramite la rottamazione-quater, e la conversione di parte del debito bancario in partecipazioni.
  4. Misure protettive: ai sensi dell’articolo 6 del D.L. 118/2021, l’impresa chiede al tribunale l’applicazione di misure protettive che sospendono le esecuzioni per 120 giorni. Le misure sono concesse perché l’impresa dimostra di avere avviato le trattative e di avere prospettive concrete di risanamento.
  5. Accordo conclusivo: dopo tre mesi di negoziati, i creditori approvano il piano. La società riprende l’attività, evita la liquidazione e salva la maggior parte dei posti di lavoro.

8. Conclusione

Gestire un’attività di catering con debiti verso il fisco, l’INPS o le banche è una sfida complessa ma non impossibile. Il quadro normativo italiano offre numerosi strumenti per difendersi, sanare la posizione debitoria e ripartire. La giurisprudenza recente, come l’ordinanza della Cassazione sulla notifica delle cartelle e le sentenze sulle prescrizioni dei contributi , ha rafforzato i diritti del contribuente e del lavoratore. Le procedure di rottamazione e saldo e stralcio permettono di pagare solo il dovuto, mentre la Legge 3/2012 e il D.L. 118/2021 offrono percorsi strutturati per uscire dal sovraindebitamento e salvare l’azienda.

Per ottenere risultati concreti è fondamentale agire con tempestività, analizzare ogni atto ricevuto, valutare i termini e scegliere la strategia più adatta: ricorso, rateazione, definizione agevolata, piano del consumatore, composizione negoziata. Non esistono soluzioni standard: ogni situazione è diversa e richiede un’analisi multidisciplinare che tenga conto degli aspetti fiscali, previdenziali, bancari e societari.

Lo studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff di avvocati e commercialisti è a disposizione per assistere imprenditori, professionisti e privati nella difesa dai crediti dell’erario e delle banche, nella predisposizione di ricorsi e nella negoziazione di piani di rientro. Grazie alla qualifica di cassazionista, alla competenza nel diritto bancario e tributario, alla sua iscrizione come Gestore della crisi e come esperto negoziatore, l’Avv. Monardo può coordinare tutte le fasi della procedura, dal ricorso in Commissione tributaria alla redazione di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione.

📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!