Sala eventi con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’attività di organizzazione eventi comporta l’uso di strutture, impianti, fornitori e personale. Quando per mancanza di liquidità, ritardi nei pagamenti o crisi di mercato i debiti si accumulano, la sala eventi rischia l’intervento di Agenzia delle Entrate‑Riscossione, INPS e istituti di credito. Le conseguenze possono essere pesanti: cartelle esattoriali, fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca sull’immobile, pignoramenti dei conti, blocco dei rimborsi fiscali e segnalazioni in Centrale dei Rischi. Per le aziende che ospitano cerimonie o eventi, questi procedimenti mettono a rischio la continuità dell’attività e la reputazione con i clienti.

L’articolo che segue affronta in modo esaustivo e aggiornato a febbraio 2026 la disciplina italiana relativa alla gestione dei debiti tributari, previdenziali e bancari nel settore delle sale eventi, con una particolare attenzione alle procedure difensive a disposizione del contribuente/debitore. Si tratta di un testo divulgativo ma rigoroso dal punto di vista giuridico, basato su norme (D.Lgs., leggi ordinarie e circolari) e giurisprudenza recente della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, dei Tribunali di merito e delle commissioni tributarie. L’obiettivo è fornire un vademecum completo per imprenditori, professionisti e privati che affrontano situazioni di sovraindebitamento o contenzioso con il fisco.

Perché l’argomento è cruciale

  • Rischio di errori e sanzioni – Molti contribuenti sottovalutano l’importanza di verificare la regolarità degli atti (cartelle, avvisi, intimazioni) o non conoscono i termini di decadenza e prescrizione. Un errore procedurale può rendere definitiva una pretesa illegittima .
  • Urgenza di agire – Dopo la notifica di un avviso o cartella esattoriale, i termini per impugnare sono stretti (di norma 60 giorni). La mancanza di opposizione tempestiva può precludere molte difese, compresa la possibilità di eccepire la prescrizione .
  • Possibilità di soluzioni agevolate – L’ordinamento offre strumenti di definizione agevolata (rottamazione‑quater e quinquies), piani di rateizzazione, trattative stragiudiziali e procedure concorsuali che consentono di abbattere gli oneri accessori e ottenere una rateizzazione molto lunga . Conoscere i requisiti e le scadenze evita di perdere opportunità.
  • Tutela del patrimonio – In caso di inerzia, l’Agente della Riscossione può iscrivere un’ipoteca su beni immobili, bloccare il conto corrente, eseguire pignoramenti su stipendio/pensione o procedere all’espropriazione dell’immobile non prima casa . Difendersi tempestivamente può scongiurare la vendita.

Presentazione dell’avvocato e dello staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista con tanti anni di esperienza nel diritto tributario e bancario. Iscritto all’albo degli avvocati cassazionisti, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze su tutto il territorio nazionale. È gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 (oggi confluita nel Codice della crisi) ed è iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia come professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Ha inoltre la qualifica di Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Il suo studio si occupa di:

  • Analisi degli atti – verifica della legittimità di cartelle, avvisi di addebito INPS, ipoteche e atti di pignoramento;
  • Ricorsi e opposizioni – predisposizione di ricorsi alla Commissione tributaria e opposizioni a cartelle esattoriali, ipoteche e pignoramenti;
  • Sospensioni e misure cautelari – richiesta di sospensione giudiziale o amministrativa dell’esecuzione, diffide e richieste di annullamento;
  • Trattative e piani di rientro – negoziazione con gli istituti bancari e con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione per accordi rateali sostenibili;
  • Procedure concorsuali e stragiudiziali – assistenza nei procedimenti di composizione negoziata, concordato minore, liquidazione controllata e nei piani del consumatore.

Il nostro obiettivo è offrire soluzioni concrete e personalizzate per tutelare il patrimonio e ripristinare la serenità finanziaria di imprenditori e famiglie. Se hai ricevuto una cartella esattoriale o un atto di pignoramento e temi per la tua attività, contatta subito l’Avv. Monardo per una valutazione legale immediata e senza impegno.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Fondamenti legislativi: dallo statuto del contribuente al Codice della crisi

La difesa del contribuente nei confronti del fisco, degli enti previdenziali e delle banche si fonda su varie fonti normative. Per comprendere i diritti e gli obblighi del titolare di una sala eventi indebitata è necessario partire dalle principali leggi e decreti che regolano l’accertamento, la riscossione e la tutela del contribuente.

Statuto del Contribuente (L. 212/2000) – sancisce principi generali come il diritto alla motivazione degli atti, alla partecipazione del contribuente e alla conoscenza anticipata delle ispezioni. È la base per impugnare gli atti carenti di motivazione o notificati irregolarmente. Ad esempio, un avviso di accertamento o una cartella esattoriale devono specificare gli elementi essenziali (importo, tributo, periodo, normativa applicata) e le ragioni della pretesa; la loro assenza rende l’atto nullo.

D.P.R. 600/1973 e D.P.R. 602/1973 – il primo disciplina l’accertamento delle imposte dirette, il secondo riguarda la riscossione coattiva. L’art. 77 del D.P.R. 602/73 stabilisce che l’Agente della Riscossione può iscrivere un’ipoteca sui beni immobili del debitore per crediti superiori a 20 mila euro e, per procedere a pignoramento immobiliare, il credito deve superare 120 mila euro e devono trascorrere almeno sei mesi dall’iscrizione . La norma prevede anche il divieto di espropriare l’unica abitazione non di lusso del debitore, principio ripreso anche dalla giurisprudenza.

D.Lgs. 546/1992 – disciplina il processo tributario. L’art. 19 elenca gli atti impugnabili (avvisi di accertamento, cartelle, intimazioni, rifiuto di rimborso, ecc.) e prevede un termine di 60 giorni dalla notifica. La mancata impugnazione rende definitiva la pretesa e preclude la possibilità di eccepire vizi formali e sostanziali, compresi quelli relativi alla prescrizione .

L. 3/2012 (e successive modifiche) – introdotta per affrontare il sovraindebitamento di soggetti non fallibili (privati, professionisti, piccole imprese). L’art. 6 definisce il sovraindebitamento come la condizione di “persistente squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile” e l’“impossibilità di adempiere le proprie obbligazioni” . L’art. 7 consente di proporre, con l’ausilio dell’OCC, un accordo di ristrutturazione o un piano del consumatore al fine di soddisfare i creditori in misura anche parziale . Nel 2020–2024 la legge è stata incorporata nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII, D.Lgs. 14/2019), che disciplina le procedure di ristrutturazione e liquidazione per tutte le imprese e per i soggetti non fallibili.

D.L. 118/2021 e D.Lgs. 136/2024 (correttivo al CCII) – hanno introdotto e migliorato la composizione negoziata della crisi per imprenditori in difficoltà. Il D.L. 118/2021 prevede che l’imprenditore, anche agricolo, in stato di squilibrio che può sfociare in insolvenza, possa attivare una procedura stragiudiziale assistita da un esperto negoziatore nominato dalla Camera di Commercio . L’esperto ha il compito di agevolare le trattative con i creditori, individuare soluzioni e redigere un piano di risanamento. Il D.Lgs. 136/2024 ha precisato numerose norme del CCII per rendere più efficaci le procedure, fra cui l’obbligo di rispettare l’ordine di prelazione nei concordati minori .

Leggi speciali e circolari – Molte altre normative intervengono a tutelare il contribuente: ad esempio il D.Lgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio (richiesta di idonea documentazione per i pagamenti), il Codice di Procedura Civile (artt. 543–605 sul pignoramento), la legge 241/1990 sul procedimento amministrativo, le circolari dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS che chiariscono come applicare le definizioni agevolate.

1.2 Evoluzione giurisprudenziale recente

Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha emesso numerose sentenze e ordinanze che incidono sulla difesa del contribuente. Riportiamo alcune pronunce chiave, utili per comprendere le strategie da adottare:

  • Cassazione, ord. 28706/2025 – La Corte ha precisato che la prescrizione delle cartelle esattoriali e la decadenza devono essere eccepite entro 60 giorni dalla notifica dell’intimazione di pagamento; se il contribuente resta inattivo, il debito diventa definitivo e non è più contestabile . Inoltre, il mancato impugnare una cartella o un’intimazione preclude in seguito di eccepire la prescrizione .
  • Cassazione, ord. 15141/2025 – La Corte ha chiarito che il possesso di una pensione o di beni attaccabili non basta a giustificare l’interesse ad agire contro una cartella conosciuta tramite estratto di ruolo; occorre una lesione attuale, come un pignoramento o la sospensione della pensione . Ciò impone di valutare la convenienza della lite prima di impugnare.
  • Cassazione, ord. 19440/2025 (Sez. lavoro) – In tema di contributi previdenziali, la Suprema Corte ha affermato che, in caso di opposizione ad una cartella per contributi Inarcassa o INPS ormai decaduta, l’ente previdenziale può comunque chiedere la condanna al pagamento nel medesimo giudizio ordinario: l’opposizione alla cartella si trasforma infatti in un ordinario giudizio sulla sussistenza del credito . Pertanto contestare solo l’invalidità del titolo non sempre estingue il debito.
  • Cassazione, ord. 8118/2025 – Se l’atto impositivo sottostante viene annullato dal giudice, il fermo amministrativo decade immediatamente, anche se la sentenza non è passata in giudicato . L’annullamento dell’accertamento, quindi, travolge gli atti cautelari collegati.
  • Cassazione, sent. 28574/2025 – In materia di concordato minore, la Corte ha stabilito che la proposta non può trascurare la graduazione delle cause legittime di prelazione (artt. 2740‑2741 c.c., 84 e 112 CCII). Se la proposta non rispetta l’ordine dei creditori privilegiati e chirografari, è inammissibile e il giudice può rilevarlo d’ufficio .
  • Cassazione, ord. 30108/2025 – Ha chiarito che l’esdebitazione dell’incapiente (art. 283 CCII) non è un istituto autonomo: non può essere richiesta da un soggetto già fallito se la procedura fallimentare non prevede l’esdebitazione . La misura spetta una sola volta e non deve aggirare la procedura precedente .
  • Tribunale di Oristano, 29 luglio 2024 – Ha concesso l’esdebitazione a un consumatore incapiente, riconoscendo la sua meritevolezza e il diritto ad un “fresh start” senza oneri residui . La decisione evidenzia l’importanza di dimostrare la propria buona fede e l’assenza di colpa grave .
  • Cassazione e altre pronunce sull’ipoteca e pignoramento immobiliare – Alcune sentenze (Cass. 24714/2025, 15567/2025) ritengono che l’ipoteca possa essere iscritta se il debito supera 20.000 euro, mentre per il pignoramento immobiliare occorre superare 120.000 euro . Altri tribunali hanno affermato che l’ipoteca è vietata se il debito non supera 120.000 euro quando si tratta della prima casa. È sempre necessario verificare il tipo di immobile (di lusso o meno) .

Queste pronunce, insieme a un corpus vasto di sentenze di merito, costituiscono la bussola per l’elaborazione di strategie difensive efficaci.

2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto

Quando una sala eventi riceve una cartella di pagamento o un avviso dell’INPS, è fondamentale comprendere la sequenza degli atti e i relativi termini. La procedura può variare a seconda che si tratti di imposte statali (IRPEF, IVA, IRES), tributi locali (IMU, TARI), contributi previdenziali o debiti bancari.

2.1 Notifica dell’atto e termini per ricorrere

  1. Avviso di accertamento o avviso di addebito INPS – È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate o l’INPS comunica la pretesa tributaria o contributiva. Deve essere notificato tramite raccomandata a/r, PEC o ufficiale giudiziario. Il contribuente può presentare ricorso alla Commissione tributaria (o al tribunale del lavoro per contributi previdenziali) entro 60 giorni dalla notifica (art. 21 D.Lgs. 546/1992). In alternativa può procedere con autotutela chiedendo l’annullamento o la correzione all’ente impositore.
  2. Cartella di pagamento – È emessa dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione dopo che l’atto impositivo è diventato definitivo o esecutivo. Contiene l’importo da pagare, le sanzioni e gli interessi. Anche la cartella va impugnata entro 60 giorni davanti alla Commissione tributaria. Se il contribuente non impugna, la cartella diventa definitiva e, come affermato dalla Cassazione, non potrà più essere contestata per vizi di prescrizione o decadenza .
  3. Intimazione di pagamento (o avviso di mora) – È un sollecito che intimazioni di pagare entro cinque giorni; costituisce un autonomo atto impugnabile entro 60 giorni. La Cassazione ha stabilito che l’intimazione interrompe la prescrizione e deve essere impugnata se si vuole far valere la decadenza .
  4. Fermo amministrativo – In assenza di pagamento, l’Agente della Riscossione può disporre il fermo del veicolo o di altri beni mobili registrati. Si impugna entro 30 giorni. L’ordinanza della Cassazione n. 8118/2025 ha chiarito che il fermo perde efficacia se il provvedimento impositivo viene annullato .
  5. Iscrizione di ipoteca – Per debiti superiori a 20.000 euro (secondo l’interpretazione più diffusa) l’Agente può iscrivere un’ipoteca sui beni immobili; l’atto è impugnabile entro 30 giorni al giudice competente per vizi di forma o di merito. Il pignoramento immobiliare dell’unica abitazione non di lusso è vietato .
  6. Pignoramento presso terzi o immobiliare – Se persiste l’inadempimento, l’Agente procede al pignoramento del conto corrente, dello stipendio, della pensione o dei beni immobili. Si tratta di esecuzione forzata disciplinata dal codice di procedura civile. Il contribuente può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. e, se il titolo esecutivo (cartella) è viziato, eccepirne la nullità.

2.2 Diritti del contribuente

  • Richiesta di accesso agli atti – Il contribuente può richiedere l’estratto di ruolo e gli atti presupposti per verificare la legittimità della pretesa. Tale richiesta non sospende i termini.
  • Autotutela – Prima di ricorrere, è possibile presentare un’istanza di annullamento o correzione all’ente impositore. L’ente può annullare l’atto d’ufficio se è manifestamente illegittimo. La richiesta non interrompe i termini per ricorrere; conviene pertanto depositarla contestualmente al ricorso per evitare decadenze.
  • Sospensione della riscossione – Il contribuente può chiedere la sospensione amministrativa (art. 1 co. 538 L. 228/2012) se ritiene che l’atto sia nullo, prescritto o già pagato. In alternativa, in caso di ricorso, può chiedere la sospensione giudiziale dell’esecuzione (art. 47 D.Lgs. 546/1992). Con l’istanza di definizione agevolata (rottamazione) la riscossione è sospesa fino all’esito del procedimento .
  • Rateizzazione – È possibile chiedere il pagamento rateale del debito (art. 19 D.P.R. 602/73). La concessione della rateizzazione sospende le procedure esecutive e, in caso di pagamento puntuale, impedisce l’iscrizione di ipoteca e pignoramento (salvo decadenza). Le rate possono essere fino a 72, 120 o, con piano straordinario, 240 rate.

2.3 Conseguenze della mancata reazione

Se il contribuente non impugna gli atti nei termini o non adempie alle rate concordate:

  • Decadenza dalla definizione agevolata – Con la rottamazione, il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la perdita dei benefici e la ripresa della riscossione con sanzioni e interessi .
  • Azione esecutiva – L’Agente della Riscossione avvia il pignoramento presso terzi, immobiliare o il fermo dei beni mobili, con gravi ricadute sull’attività (blocco conti correnti aziendali, preclusione dei fornitori). Inoltre la banca può revocare affidamenti e richiedere il rientro del debito.
  • Segnalazione alla Centrale dei Rischi – Le esposizioni non pagate vengono segnalate nelle banche dati e peggiorano il rating, impedendo l’accesso al credito e a garanzie pubbliche.

3. Difese e strategie legali

3.1 Eccezioni procedurali

Le eccezioni procedurali mirano ad annullare l’atto per vizi di forma o di procedimento, senza entrare nel merito del debito. Sono efficaci perché la giurisprudenza riconosce che la mancanza di un requisito essenziale comporta la nullità insanabile dell’atto.

  1. Nullità della notifica – L’atto deve essere notificato al domicilio fiscale tramite messo notificatore, PEC o raccomandata. Errori sulla persona, mancato rispetto delle regole della notifica digitale, assenza dell’avviso di ricevimento o notifica a soggetto privo di poteri rendono nullo l’atto. La notifica viziata va eccepita tempestivamente.
  2. Mancanza o difetto di motivazione – Ogni atto deve indicare chiaramente la norma applicata, l’imposta dovuta, il periodo e le modalità di calcolo. L’assenza di motivazione viola lo Statuto del Contribuente e comporta l’annullamento.
  3. Decadenza – Molti tributi (ad esempio l’IRAP e l’IVA) devono essere iscritti a ruolo entro termini precisi (di solito entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla dichiarazione). Se l’ente notifica la cartella fuori termine, il debito si prescrive. La Cassazione ha ricordato che la decadenza va eccepita subito, altrimenti il debito diventa definitivo .
  4. Vizi del ruolo o della cartella – Errori di intestazione, mancata indicazione del responsabile del procedimento, difetto di firma digitale, importi errati o duplicati possono essere eccepiti. Occorre analizzare attentamente l’estratto di ruolo.
  5. Inesistenza del titolo esecutivo – Nei contributi previdenziali l’Inps o Inarcassa talvolta emette cartelle senza un accertamento previo. In tal caso la cartella è nulla. Tuttavia, come visto, la Cassazione ha stabilito che l’ente può comunque proporre il giudizio ordinario per ottenere la condanna al pagamento .

3.2 Eccezioni sostanziali

Le eccezioni sostanziali riguardano il merito della pretesa: il contribuente contesta che il debito sussista o che sia calcolato correttamente. Le principali strategie includono:

  1. Insussistenza del debito – Dimostrare che l’imposta o il contributo non era dovuto (es. mancato reddito imponibile, agevolazioni fiscal, errore di calcolo). Si richiede documentazione contabile, contratti e dichiarazioni.
  2. Prescrizione – Molte imposte (ad esempio quelle erariali) si prescrivono in 10 anni, mentre i tributi locali e contributi previdenziali in 5 anni. È necessario verificare gli atti interruttivi (notifiche) e impugnare l’intimazione che riattiva la prescrizione .
  3. Transazione e definizione agevolata – Il contribuente può chiudere la lite con un accordo conciliativo o aderire a definizioni agevolate (vedi sezione 5). La transazione fiscale nel concordato fallimentare o nel concordato preventivo per le aziende consente di ridurre le imposte con l’approvazione dell’Agenzia.
  4. Compensazione – L’esistenza di crediti verso la pubblica amministrazione (es. rimborsi fiscali o contributi) può consentire la compensazione con i debiti iscritti a ruolo. La Legge 145/2018 consente ai soggetti con crediti certificati di compensare i debiti iscritti a ruolo per importi fino a 700mila euro.
  5. Responsabilità ex art. 36 D.P.R. 602/73 – Per contestare l’ipoteca e il pignoramento immobiliare si può eccepire l’insussistenza del requisito del debito minimo (20.000 euro per l’ipoteca, 120.000 euro per il pignoramento sulla prima casa). Le sentenze della Cassazione evidenziano che l’ipoteca su un debito inferiore è illegittima .

3.3 Strategia processuale

Prima di presentare ricorso o opposizione, è opportuno effettuare un’analisi costi‑benefici con l’assistenza di un professionista. Alcune considerazioni pratiche:

  • Valutare l’interesse ad agire – Come ricordato dalla Cassazione n. 15141/2025, non è sufficiente essere a conoscenza della cartella; occorre un pregiudizio attuale (pignoramento, fermo, sospensione) . Impugnare senza interesse rischia di essere dichiarato inammissibile.
  • Prevedere le spese legali – La difesa in un giudizio tributario comporta un costo, che deve essere rapportato all’importo del debito e alle probabilità di successo.
  • Combinare ricorso e istanza di sospensione – Presentare insieme al ricorso la domanda cautelare (art. 47 D.Lgs. 546/92) può evitare l’esecuzione. La Commissione tributaria valuta il danno grave e irrecuperabile.
  • Tentare una conciliazione – L’Agenzia delle Entrate offre la possibilità di conciliare la lite riducendo le sanzioni fino al 50%. In sede di giudizio di primo grado si può proporre la conciliazione; se l’esito è favorevole, si evita il rischio di soccombenza.

3.4 Difese specifiche contro INPS e INARCASSA

Le cartelle dell’INPS e di altre casse previdenziali possono essere contestate per vizi analoghi a quelli fiscali ma vi sono peculiarità:

  • Prescrizione quinquennale – I contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni dalla scadenza. La notifica di una cartella oltre il termine è inefficace se non vi sono atti interruttivi validi.
  • Mancanza di provvedimento presupposto – L’INPS deve emettere un avviso di addebito motivato prima della cartella. In mancanza, la cartella è nulla.
  • Opposizione in sede lavoro – L’opposizione alle cartelle previdenziali segue il rito del lavoro e non quello tributario. L’atto introduttivo è il ricorso al giudice del lavoro entro 40 giorni. La Cassazione n. 19440/2025 ha precisato che l’opposizione alla cartella si trasforma in giudizio ordinario sul rapporto previdenziale .
  • Verifica del regime agevolato – Molte attività nel settore eventi possono usufruire di aliquote ridotte (es. ENPALS per spettacoli) o di agevolazioni per start‑up innovative. È utile verificare di aver applicato il regime corretto.

3.5 Difese nei confronti delle banche

Molte sale eventi finanziano gli investimenti con mutui e affidamenti bancari. Quando i debiti bancari crescono e il fisco interviene, le banche possono revocare i crediti o risolvere anticipatamente il contratto. Le difese possibili includono:

  1. Rinegoziazione del debito – È possibile richiedere una ristrutturazione del mutuo (allungamento della durata, riduzione del tasso, sospensione delle rate) o l’attivazione del Fondo di garanzia per le PMI.
  2. Opposizione a decreti ingiuntivi – Se la banca chiede l’emissione di un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento delle rate, il debitore può eccepire la nullità delle clausole abusive (anatocismo), l’usura, la non debenza delle commissioni e la mancata messa in mora.
  3. Tutela del patrimonio e trust – In presenza di rischi elevati di pignoramento, si possono valutare strumenti di protezione patrimoniale come il trust o il fondo patrimoniale, purché costituiti antecedentemente all’insorgere dei debiti e non in frode ai creditori.
  4. Procedure di composizione negoziata con le banche – Il D.L. 118/2021 consente di coinvolgere le banche nella composizione negoziata per ristrutturare il debito aziendale e ottenere l’omologazione di un accordo. L’esperto negoziatore svolge un ruolo di mediatore imparziale .

4. Strumenti alternativi: rottamazioni, piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

4.1 Definizione agevolata (rottamazione‑quater e quinquies)

La definizione agevolata delle cartelle consente di estinguere i debiti pagando soltanto le imposte o i contributi senza interessi di mora, sanzioni e aggio. La Legge di Bilancio 2026 (L. xxx/2025) ha previsto la quinta edizione della rottamazione – la cosiddetta rottamazione‑quinquies, successiva alla rottamazione‑quater prevista dalla legge n. 197/2022.

Rottamazione‑quater (2023) – Prevedeva la possibilità di regolarizzare i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il saldo poteva essere corrisposto in un’unica soluzione entro il 31 ottobre 2023 o mediante rateazione fino a 18 rate in 5 anni . L’omesso pagamento di due rate comportava la decadenza.

Rottamazione‑quinquies (2026) – Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, consente di definire i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Possono aderire anche i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni. Sono esclusi i debiti per recupero di aiuti di Stato, le somme derivanti da pronunce della Corte dei conti, le sanzioni per violazioni penali tributarie e l’IVA all’importazione .

Le principali caratteristiche:

  • Importi da pagare – Solo il capitale e le spese di notifica/esecuzione; vengono eliminati sanzioni, interessi di mora e aggio .
  • Numero di rate – È consentito il pagamento dilazionato in massimo 54 rate bimestrali (9 anni); la prima rata scade il 31 luglio 2026 . Per chi sceglie la rata unica, la scadenza è la stessa.
  • Domande – Possono essere presentate dal 20 gennaio 2026 al 30 aprile 2026 tramite il sito dell’Agenzia Entrate‑Riscossione .
  • Effetti – La presentazione della domanda sospende le procedure esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) fino all’esito . Il mancato pagamento di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata comporta la decadenza e la riattivazione del debito integrale .

4.2 Piano del consumatore e ristrutturazione dei debiti

Per le persone fisiche che hanno contratto debiti per bisogni personali o familiari (e non per attività d’impresa), la legge prevede la procedura del piano del consumatore (oggi denominata “ristrutturazione dei debiti del consumatore” nel CCII). È regolata dagli artt. 72–78 del CCII e consente al consumatore di presentare al giudice, con l’assistenza dell’OCC, un piano per soddisfare i creditori in misura anche parziale, senza necessità di approvazione da parte loro.

Caratteristiche fondamentali:

  • Destinatari – Solo le persone fisiche i cui debiti sono sorti per finalità estranee all’attività imprenditoriale o professionale . È escluso chi ha debiti d’impresa, ma la Cassazione ha riconosciuto la legittimità di un ex imprenditore che presenta un piano limitato ai debiti personali .
  • Contenuto – Il piano può prevedere rateazioni, falcidia del debito, alienazione di beni e l’intervento del Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa. Non richiede l’adesione dei creditori ma l’omologazione del giudice.
  • Effetti – Con l’omologazione, il debitore è liberato dalle obbligazioni residue e i creditori possono ricevere solo quanto previsto dal piano. In caso di inadempimento, il piano può essere risolto e i creditori riacquistano i diritti originari.

4.3 Accordo di ristrutturazione e concordato minore

Il concordato minore e l’accordo di ristrutturazione dei debiti (per soggetti non fallibili) permettono alle piccole imprese e ai professionisti di ristrutturare i debiti con l’approvazione dei creditori.

Il concordato minore, disciplinato dagli artt. 74–83 CCII, consente di proporre ai creditori un piano di pagamento che può prevedere la continuità aziendale, la vendita dei beni o un mix delle due. Per essere omologato, il piano deve essere approvato dalla maggioranza dei creditori e deve rispettare l’ordine di prelazione. La Cassazione ha chiarito che una proposta che non rispetta la graduazione delle cause legittime di prelazione è inammissibile e il giudice può rilevare il difetto d’ufficio .

L’accordo di ristrutturazione è simile ma richiede l’adesione di almeno il 60% dei creditori; se approvato, è vincolante anche per i dissenzienti. Consente di spalmare i debiti su più anni e prevede misure protettive che bloccano le azioni esecutive per la durata della procedura.

4.4 Esdebitazione dell’incapiente e liquidazione controllata

Per i debitori meritevoli che non hanno la possibilità di offrire alcun soddisfacimento ai creditori, l’art. 283 CCII prevede l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente. La norma consente di ottenere la cancellazione dei debiti una sola volta, a condizione che il debitore sia persona fisica, meritevole e incapace di offrire utilità ai creditori. Se nei quattro anni successivi alla chiusura della procedura sopravvengono beni tali da consentire il pagamento di almeno il 10% dell’ammontare dei debiti, il debitore deve versare quanto dovuto . La Corte di Cassazione ha ricordato che l’esdebitazione non è un istituto autonomo e non può essere invocata da chi è stato in precedenza dichiarato fallito .

Quando il patrimonio è insufficiente, si può optare per la liquidazione controllata (artt. 268–283 CCII), procedura simile al fallimento per i soggetti non fallibili, che prevede la liquidazione di tutti i beni e la cancellazione dei debiti residui. Il debitore deve dimostrare la propria meritevolezza e la mancanza di dolo o colpa grave nella formazione del debito. L’OCC svolge un ruolo centrale nel predisporre l’inventario dei beni e distribuire il ricavato.

4.5 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Il D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata per le imprese in difficoltà. L’imprenditore (anche agricolo) che si trova in condizioni di squilibrio economico può chiedere la nomina di un esperto da parte della Camera di Commercio. L’esperto analizza la situazione, incontra i creditori e formula proposte di risanamento. Lo scopo è evitare il fallimento favorendo accordi consensuali. Può essere richiesta l’applicazione di misure protettive (blocco delle azioni esecutive) e finanziamenti prededucibili.

Tra i requisiti vi sono: l’iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni, la redazione di un piano di risanamento, la continuità aziendale. L’esperto deve essere imparziale e possedere adeguate competenze in crisi d’impresa . L’istituto è molto utile per le sale eventi con un forte calo di fatturato che vogliono rinegoziare debiti con banche e fornitori senza subire procedure concorsuali.

5. Errori comuni e consigli pratici

Il titolare di una sala eventi può compiere alcuni errori che aggravano la situazione debitoria o pregiudicano la possibilità di difesa. Analizziamo i più frequenti:

  1. Ignorare la notifica o non ritirare la raccomandata – Alcuni imprenditori pensano che non ritirare la raccomandata eviti la notifica. In realtà, la notifica si perfeziona anche con la compiuta giacenza; pertanto si perdono giorni preziosi per proporre ricorso.
  2. Rivolgersi a consulenti improvvisati – Talvolta si fa ricorso a figure non qualificate o a società “salva debiti” che promettono annullamenti facili. È fondamentale affidarsi a professionisti abilitati (avvocati, commercialisti, OCC) che operano secondo la legge.
  3. Pagare senza verificare – Prima di pagare una cartella o un atto esattoriale è necessario verificare la legittimità del debito. In mancanza di analisi, si potrebbe pagare un debito prescritto o inesistente.
  4. Omettere la dichiarazione fiscale – Alcuni pensano che non presentare la dichiarazione eviti l’accertamento; al contrario, l’assenza della dichiarazione raddoppia i termini di accertamento e comporta sanzioni più elevate.
  5. Non ricorrere tempestivamente – Molti attendono l’iscrizione dell’ipoteca o l’inizio del pignoramento per reagire. Come ha ricordato la Cassazione, l’interesse a ricorrere sorge solo quando vi è un pregiudizio attuale, ma ciò non significa che si debba attendere; impugnare tempestivamente la cartella evita la definitiva formazione del titolo .
  6. Non rispettare le rate – Chiedere la rateizzazione o aderire alla rottamazione e poi non rispettare le scadenze produce la decadenza con riattivazione delle sanzioni e degli interessi .
  7. Non comunicare con il fisco – Il dialogo con l’Agente della Riscossione o l’INPS può portare a soluzioni transattive. Non rispondere alle richieste o rifiutare qualsiasi proposta può precludere accordi vantaggiosi.
  8. Trasferire beni in frode – Compiere atti di disposizione del patrimonio (donazioni, vendite a familiari) per sottrarsi ai creditori costituisce revocatoria e, se effettuato dopo l’insorgere del debito, può configurare reato.

Consigli per una gestione corretta

  • Documentare tutto – Conservare prove di pagamenti, fatture, contratti, PEC e raccomandate. La documentazione è essenziale per contestare la pretesa.
  • Pianificare le risorse – Nel caso di rottamazione o rateizzazione, predisporre un piano di cassa che consenta di rispettare le scadenze.
  • Monitorare la posizione debitoria – Controllare periodicamente l’estratto di ruolo, i contributi INPS versati e i rapporti con le banche. Un’anomalia rilevata per tempo è più facile da correggere.
  • Accedere agli incentivi – Esistono agevolazioni fiscali per le imprese che investono in innovazione o in misure ecologiche (bonus energia, credito d’imposta per sanificazione), che possono ridurre il carico tributario.
  • Collaborare con professionisti – Un team di avvocati e commercialisti specializzati, come quello coordinato dall’Avv. Monardo, può individuare la strategia migliore e rappresentare l’impresa nelle trattative.

6. Tabelle riepilogative

Per agevolare la consultazione, riportiamo alcune tabelle sintetiche che riassumono norme, termini e strumenti difensivi. Le tabelle sono pensate come promemoria rapido e non sostituiscono l’analisi integrale dell’atto.

Tabella 1 – Atti, termini e impugnazioni

AttoTermine per impugnareLegge di riferimentoForo competente
Avviso di accertamento60 giorniD.Lgs. 546/1992Commissione tributaria
Cartella di pagamento60 giorniD.P.R. 602/1973Commissione tributaria
Intimazione di pagamento60 giorniD.Lgs. 546/1992Commissione tributaria
Avviso di addebito INPS40 giorniL. 689/1981, art. 24Tribunale del lavoro
Fermo amministrativo30 giorniD.P.R. 602/1973Giudice ordinario
Iscrizione di ipoteca30 giorniD.P.R. 602/1973Commissione tributaria
Pignoramento presso terzi20 giorni (oppos.)c.p.c. art. 617Giudice esecuzione
Pignoramento immobiliare20 giorni (oppos.)c.p.c. art. 615Tribunale

Tabella 2 – Definizione agevolata 2026 (rottamazione‑quinquies)

Carichi interessatiPeriodo carichiDomandaRate maxPrima rataDecadenza
Tutte le cartelle affidate all’Agenzia Entrate-Riscossione01/01/2000 – 31/12/202320/01/2026 – 30/04/202654 bimestrali31/07/2026Omissione di 2 rate

Tabella 3 – Soggetti e procedure di sovraindebitamento

ProceduraDestinatariAutoritàCaratteristiche principali
Piano del consumatoreConsumatori (persone fisiche)Tribunale con OCCFalcidia del debito, approvazione giudice
Concordato minorePiccole imprese, professionistiTribunale con OCCApprovazione maggioranza creditori, rispetto prelazione
Accordo di ristrutturazioneImprese non fallibiliTribunale con OCCAdesione 60% creditori, vincolante anche dissenzienti
Liquidazione controllataTutti i soggetti non fallibiliTribunale con OCCLiquidazione del patrimonio e esdebitazione
Esdebitazione incapienteDebitori meritevoli incapientiTribunaleCancellazione debiti senza pagamento, vincolo 4 anni
Composizione negoziataImprese (anche agricole)CCIAA e TribunaleEsperto negoziatore, accordi stragiudiziali

7. Domande frequenti (FAQ)

1. Cosa succede se non pago una cartella esattoriale? Dopo la scadenza, l’Agente della Riscossione invia un’intimazione di pagamento; trascorsi cinque giorni senza esito, può procedere con fermo amministrativo, ipoteca e pignoramenti. Inoltre maturano sanzioni e interessi moratori.

2. Posso rateizzare tutti i debiti? Sì, è possibile chiedere la rateizzazione fino a 72 rate per debiti fino a 120.000 euro; con motivi di grave difficoltà la rateizzazione può arrivare a 120 rate (10 anni). Per importi molto elevati e particolare situazione economica è ammesso un piano straordinario con 240 rate.

3. Quali debiti sono esclusi dalla rottamazione‑quinquies? Sono esclusi i carichi per recupero di aiuti di Stato, le sanzioni per violazioni penali, l’IVA all’importazione, le somme derivanti da pronunce della Corte dei Conti e gli importi già oggetto di definizione agevolata con condizione sospesa .

4. Se aderisco alla rottamazione, devo sospendere il ricorso pendente? La presentazione della domanda di definizione comporta la sospensione delle cause relative ai carichi definibili; in caso di pagamento delle rate l’azione giudiziaria si estingue per cessazione della materia del contendere.

5. Cosa succede se salto una rata della rottamazione? Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata comporta la decadenza dal beneficio e il debito torna integralmente esigibile con sanzioni e interessi .

6. La prima casa può essere pignorata? L’Agente della Riscossione non può espropriare l’unica abitazione non di lusso del debitore, ma può iscrivere ipoteca se il debito supera i 20.000 euro e procedere al pignoramento solo per debiti superiori a 120.000 euro e decorrenza di sei mesi . Tuttavia, se si tratta di seconda casa o di immobile di lusso, l’espropriazione è possibile.

7. È possibile impugnare una cartella conosciuta tramite estratto di ruolo? Sì, ma secondo la Cassazione l’interesse ad agire sorge solo se c’è un danno attuale, come un pignoramento, fermo o ipoteca. L’azione meramente preventiva è inammissibile .

8. I contributi INPS si prescrivono? I contributi si prescrivono in 5 anni; è necessario verificare se l’INPS ha emesso un avviso di addebito o un atto interruttivo. La mancata opposizione all’avviso comporta la definitività del credito.

9. Cosa è la composizione negoziata? È una procedura introdotta dal D.L. 118/2021 per le imprese in difficoltà. Permette di nominare un esperto negoziatore che assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori per evitare il fallimento .

10. Cos’è il piano del consumatore? È un piano di ristrutturazione dei debiti riservato alle persone fisiche non imprenditori. Con l’assistenza dell’OCC, il consumatore propone al giudice un piano che può prevedere il pagamento parziale dei debiti e la loro cancellazione residua .

11. Quando posso ottenere l’esdebitazione dell’incapiente? Se sei persona fisica meritevole, senza beni e senza possibilità di offrire utilità ai creditori, puoi chiedere l’esdebitazione ex art. 283 CCII. La Cassazione ha precisato che non puoi aver beneficiato di esdebitazione in precedenti fallimenti .

12. Posso usare il concordato minore per la mia sala eventi? Sì, se l’impresa è sotto le soglie previste (ricavi inferiori a 200.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro, con meno di 10 dipendenti). La proposta deve rispettare l’ordine di prelazione; in mancanza, il tribunale la dichiara inammissibile .

13. È possibile compensare debiti e crediti verso la PA? Sì, è possibile compensare i debiti iscritti a ruolo con crediti certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della PA, a seguito di certificazione. Esistono limiti (ad esempio 700.000 euro) e procedure da rispettare.

14. Cosa succede se l’intimazione viene notificata dopo la cartella? L’intimazione è un atto autonomo che deve essere impugnato entro 60 giorni per eccepire la prescrizione ; se non viene impugnato, il debito diventa definitivo.

15. È possibile opporsi al fermo amministrativo prima del pignoramento? Sì, il fermo amministrativo è impugnabile entro 30 giorni. Se l’atto impositivo da cui deriva viene annullato, il fermo perde efficacia .

16. Posso evitare gli interessi di mora pagando in ritardo? Solo aderendo alla definizione agevolata si possono cancellare sanzioni e interessi; altrimenti il pagamento tardivo comporta l’applicazione di interessi e sanzioni.

17. In quali casi il tribunale rigetta il piano del consumatore? Se il consumatore non è meritevole (ad esempio per frode o colpa grave), se non fornisce documentazione completa, se ha omesso informazioni rilevanti o se il piano non prevede il soddisfacimento minimo dei creditori.

18. Posso pagare un debito con beni in natura anziché in denaro? Sì, nel piano del consumatore o nel concordato è possibile prevedere la liquidazione di beni mobili/immobili in luogo del pagamento in denaro, previo consenso dei creditori e del tribunale.

19. Cosa sono i prestiti prededucibili? Sono finanziamenti concessi durante la composizione negoziata o nelle procedure concorsuali che hanno diritto di essere rimborsati con precedenza rispetto agli altri creditori; favoriscono l’accesso al credito per risanare l’azienda.

20. Posso fare ricorso online? Sì, è possibile depositare ricorsi alla Commissione tributaria attraverso il Portale della Giustizia Tributaria (PST Giustizia), firmando digitalmente gli atti e pagando il contributo unificato con PagoPA.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere come applicare concretamente gli strumenti illustrati, proponiamo alcune simulazioni che riguardano una sala eventi con sede in Italia e debiti verso il fisco, l’INPS e una banca.

8.1 Simulazione 1: definizione agevolata di cartelle

Situazione: La società “Eventi Inc.” ha ricevuto cartelle per IVA, IRAP e contributi INPS affidate tra il 2015 e il 2023 per un totale di 90.000 euro. I debiti sono così ripartiti:

Tipo di debitoCapitale (euro)Sanzioni e interessiTotale cartella
IVA35.00012.00047.000
IRAP20.0006.00026.000
Contributi INPS15.0005.00020.000

Decide di aderire alla rottamazione‑quinquies. Con la definizione, deve versare solo il capitale (70.000 euro) e le spese di notifica (es. 500 euro). Sceglie di pagare in 54 rate bimestrali (9 anni). Il piano sarà:

  • Totale da pagare: 70.500 euro (capitale + spese di notifica).
  • Numero rate: 54.
  • Importo rata: 70.500 / 54 ≈ 1.306 euro ogni due mesi.
  • Scadenza prima rata: 31 luglio 2026.
  • Decadenza: se non paga due rate, perde i benefici e deve corrispondere l’intero importo originario (93.000 euro + sanzioni e interessi) .

8.2 Simulazione 2: contestazione di cartella per difetto di notifica

Situazione: La ditta “Feste & Co.” riceve nel marzo 2026 una cartella da 40.000 euro relativa al 2018. La cartella è stata notificata via PEC a un indirizzo diverso da quello comunicato al registro imprese, e non è stato allegato l’avviso di ricevimento. Il titolare scopre la cartella da un estratto di ruolo.

Azione: Con il supporto dell’Avv. Monardo, presenta ricorso alla Commissione tributaria eccependo l’inesistenza della notifica. Viene dimostrato che la PEC era inattiva e che non vi è prova della ricezione. La Commissione accoglie il ricorso e annulla la cartella, rilevando la nullità insanabile della notifica. L’Agente della Riscossione non può più iscrivere ipoteca né procedere al pignoramento.

8.3 Simulazione 3: piano del consumatore per garantire continuità all’impresa familiare

Situazione: Mario e Lucia, coniugi, hanno costituito una società semplice che gestisce una sala ricevimenti. Hanno accumulato debiti personali e aziendali per 150.000 euro, tra cui mutuo per la casa, prestiti personali, debiti fiscali e fornitori. Non sono fallibili come società semplice.

Soluzione: Con l’assistenza dell’OCC, presentano un piano del consumatore per i debiti personali e un concordato minore per i debiti aziendali. Il piano propone:

  • Vendita della seconda auto (valore 10.000 euro) e uso del ricavato per pagare una parte dei debiti;
  • Rateizzazione del mutuo con allungamento da 15 a 25 anni;
  • Falce del debito residuo, prevedendo il pagamento di 60.000 euro in 5 anni con risorse future;
  • Contributi del Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa.

Il tribunale omologa il piano e il concordato perché soddisfa il fabbisogno minimo dei creditori e dimostra la meritevolezza dei coniugi. Dopo cinque anni, Mario e Lucia saranno liberati dai debiti residui.

8.4 Simulazione 4: composizione negoziata con le banche

Situazione: La società “Luxury Events S.r.l.” ha risentito della riduzione di eventi per la pandemia e ha accumulato debiti per 500.000 euro con banche e fornitori. Non vuole fallire e intende proseguire l’attività.

Soluzione: Attiva la composizione negoziata ai sensi del D.L. 118/2021. Con la nomina di un esperto, avvia trattative con le banche per la ristrutturazione del debito, ottenendo:

  • Moratoria di 12 mesi sul pagamento delle rate;
  • Riduzione del tasso di interesse sui mutui;
  • Allungamento della durata da 10 a 15 anni;
  • Taglio del 20% sul debito verso i fornitori in cambio del pagamento immediato.

Con l’omologazione dell’accordo, le azioni esecutive sono sospese e l’azienda può continuare l’attività. Il piano viene attuato con il monitoraggio dell’esperto.

8.5 Simulazione 5: esdebitazione dell’incapiente

Situazione: Giulia, ex titolare di una piccola sala eventi cessata nel 2020, si ritrova con debiti di 70.000 euro tra fisco e fornitori. Non possiede beni immobili, vive in affitto, percepisce un reddito da lavoro dipendente di 1.100 euro mensili e non può offrire utilità ai creditori.

Soluzione: Con l’assistenza dell’OCC, attiva la liquidazione controllata cedendo i beni mobili di modesto valore. Dopo la liquidazione, chiede l’esdebitazione dell’incapiente (art. 283 CCII). Il tribunale, verificata la meritevolezza e l’assenza di frode, concede l’esdebitazione, con l’obbligo di corrispondere ai creditori eventuali beni sopravvenuti nei successivi quattro anni . Giulia è liberata dai debiti e può ripartire.

Conclusione

Gestire la crisi di una sala eventi sovraindebitata richiede competenze giuridiche e fiscali trasversali. La disciplina italiana prevede molteplici strumenti per difendersi da fisco, INPS e banche, ma i tempi sono stringenti e le procedure complesse. Il contributo ha analizzato il contesto normativo e giurisprudenziale aggiornato a febbraio 2026, evidenziando le principali soluzioni: dalla contestazione degli atti viziati alla definizione agevolata, dalla rateizzazione al piano del consumatore, dal concordato minore all’esdebitazione dell’incapiente.

Tra gli insegnamenti emersi:

  • La tempestività è fondamentale: impugnare entro i termini la cartella o l’intimazione evita la formazione del titolo definitivo e consente di eccepire vizi formali e sostanziali .
  • La valutazione del merito deve precedere ogni decisione: contestare una cartella solo per vizio formale può non estinguere il debito se l’ente previdenziale può agire in giudizio .
  • Le procedure alternative (rottamazione‑quinquies, piano del consumatore, concordato minore, composizione negoziata) sono opportunità da cogliere per ridurre il debito e tutelare l’attività, ma richiedono il rispetto di requisiti e scadenze precise .
  • La tutela della prima casa è garantita: l’ipoteca e il pignoramento immobiliare hanno soglie minime di debito e sono vietati sulla prima casa non di lusso .
  • La buona fede e la meritevolezza sono requisiti essenziali nelle procedure di sovraindebitamento: solo chi non ha agito con dolo o colpa grave può beneficiare della liberazione dai debiti .

Per affrontare efficacemente le situazioni di sovraindebitamento è necessario affidarsi a professionisti esperti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, gestore della crisi e esperto negoziatore, insieme al suo team di avvocati e commercialisti, offre una consulenza completa che parte dall’analisi degli atti fino alla pianificazione di soluzioni giudiziali e stragiudiziali. Ogni caso richiede una strategia su misura, costruita sulla base delle normative e della giurisprudenza più recente.

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