Agenzia di influencer marketing con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Nel mondo digitale contemporaneo l’influencer marketing è diventato un vero e proprio settore economico: agenzie e creator promuovono prodotti e servizi tramite piattaforme social, generando fatturati ingenti. Tuttavia, la rapida crescita di questo settore ha spesso superato la maturazione del quadro normativo e fiscale. Molti professionisti non sanno quali codici ATECO utilizzare, quali versamenti fiscali e contributivi effettuare e quali rischi si corrono in caso di inadempienza. Per chi gestisce un’agenzia di influencer marketing o un network di creator la questione è ancora più delicata: i flussi di denaro passano attraverso la società e l’imprenditore risponde in proprio per omissioni o ritardi negli adempimenti. Se emergono debiti con l’Agenzia delle Entrate, con l’INPS o con le banche il rischio concreto è di subire cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti presso terzi, revoca dei conti e, nei casi estremi, fallimento o liquidazione giudiziale.

Questa guida affronta in dettaglio la situazione di un’agenzia di influencer marketing che accumula debiti e desidera difendersi. L’articolo è aggiornato a febbraio 2026 e prende in considerazione le più recenti fonti normative e sentenze della giurisprudenza italiana, come la circolare INPS n. 44/2025 che ha introdotto il nuovo codice ATECO per l’influencer marketing e ha precisato le modalità di iscrizione alla gestione commercianti , il decreto legislativo 219/2023 che ha inserito nel Statuto dei diritti del contribuente l’obbligatorietà del contraddittorio e la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite n. 21271/2025 che ne ha chiarito la portata . Analizziamo anche le novità sulla rateizzazione dei debiti, sulla rottamazione quinquies introdotta con la legge di bilancio 2026 , le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della crisi e le numerose pronunce della Suprema Corte su pignoramenti, fideiussioni e usura bancaria.

Chi scrive e come possiamo aiutarti

Sono l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con pluriennale esperienza nel diritto bancario, tributario e della crisi d’impresa. Coordino un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze specialistiche in tutta Italia; sono Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Il mio studio assiste imprese e privati nell’analisi degli atti notificati (cartelle, avvisi bonari, intimazioni), nella redazione di ricorsi davanti alle Corti di giustizia tributaria, nelle istanze di sospensione dell’esecuzione, nelle trattative con banche e con l’Agenzia delle Entrate, nei piani di rientro e nelle soluzioni giudiziali e stragiudiziali (rateizzazioni, rottamazioni, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione). Ogni situazione viene analizzata con attenzione per individuare gli errori formali degli atti, sfruttare le difese più efficaci ed evitare le sanzioni più pesanti.

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1 Contesto normativo: obblighi fiscali e contributivi per le agenzie di influencer marketing

1.1 Il nuovo codice ATECO 73.11.03 e la classificazione dell’attività di influencer

Con l’espansione del mercato dei contenuti digitali, l’INPS è intervenuta per chiarire quando l’attività di influencer o content creator si considera commerciale e quali contributi devono essere versati. La Circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025 ha istituito il codice ATECO 73.11.03 per l’attività di influencer marketing, precisando che può trattarsi di lavoro autonomo (professionale) o d’impresa a seconda dell’organizzazione messa in campo . La circolare specifica che:

  • se l’influencer o la società svolge la prestazione in modo organizzato con mezzi e personale, l’attività è considerata commerciale; in tal caso è necessario aprire Partita IVA, iscriversi nel Registro delle Imprese, adottare il nuovo codice ATECO 73.11.03 e versare i contributi alla gestione Commercianti;
  • se l’attività è svolta in forma artistica o intellettuale senza struttura imprenditoriale, può essere trattata come prestazione professionale soggetta alla gestione separata INPS;
  • la distinzione si riflette ai fini fiscali: i redditi derivanti dalla professione sono assimilati ai redditi di lavoro autonomo (art. 53 del TUIR), mentre quelli derivanti da attività organizzata assumono la natura di reddito d’impresa (art. 55 del TUIR) .

Per un’agenzia di influencer marketing (società che mette in contatto influencer e brand, gestisce contratti, incassa i corrispettivi e li redistribuisce) si configura inevitabilmente una struttura imprenditoriale: occorre pertanto l’iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese e all’INPS gestione commercianti con pagamento dei contributi fissi e percentuali. Trascurare questi passaggi comporta sanzioni, recuperi contributivi, applicazione di interessi e l’iscrizione a ruolo delle somme non versate.

1.2 Obblighi fiscali: fatturazione, IVA e imposte sui redditi

L’agenzia di influencer marketing agisce come intermediario fra i brand e i creatori. A livello fiscale deve:

  • Emettere fatture per i servizi prestati alle imprese committenti, indicando la natura del servizio (es. gestione campagne, commissioni) con applicazione dell’IVA al 22 %;
  • Ricevere fatture dagli influencer per la loro prestazione e liquidare le ritenute d’acconto se trattasi di prestazione professionale occasionale;
  • Versare le imposte sui redditi (IRES per le società di capitali, IRPEF per ditte individuali e società di persone) e l’IVA periodica; l’omesso versamento può essere punito con l’applicazione di sanzioni e interessi, che a loro volta generano avvisi bonari, avvisi di accertamento e, se non pagati, l’iscrizione a ruolo.

L’agenzia deve inoltre rispettare gli obblighi in materia di ritenute sui compensi degli influencer, di IVA intracomunitaria (per campagne con clienti o creator esteri) e di conservazione digitale delle fatture. Il mancato rispetto di tali obblighi porta a recupero dell’IVA e all’emissione di sanzioni amministrative.

1.3 Debiti contributivi: gestione commercianti, gestione separata e sanzioni

Gli influencer e i titolari di agenzie devono iscriversi alla gestione appropriata dell’INPS. Se l’attività ha carattere imprenditoriale, come la gestione di un network di creator, occorre iscriversi alla Gestione Commercianti con pagamento di contributi fissi trimestrali più un contributo percentuale sul reddito eccedente il minimale. Se, invece, l’attività è personale e non organizzata, gli influencer rientrano nella Gestione Separata con aliquota contributiva sul reddito dichiarato.

L’omesso versamento dei contributi previdenziali comporta l’emissione di avvisi di addebito da parte dell’INPS, che, una volta divenuti definitivi, vengono iscritti a ruolo dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Nelle cartelle vengono applicate le somme aggiuntive previste dal d.lgs. 469/1997. La rottamazione quinquies consente di estinguere le somme aggiuntive .

2 Dalla notifica della cartella alla riscossione: procedure passo‑passo

In questa sezione analizziamo cosa accade dopo la notifica di un avviso di accertamento, di una cartella esattoriale o di un avviso di addebito e quali sono i termini e i diritti del contribuente.

2.1 Avviso bonario, avviso di accertamento e avviso di addebito

  1. Avviso bonario – È la comunicazione emessa a seguito dei controlli automatizzati (art. 36‑bis del DPR 600/1973 e art. 54‑bis del DPR 633/1972) quando vengono rilevate incongruenze nelle dichiarazioni. Il contribuente può aderire pagando entro 30 giorni con riduzione delle sanzioni. Per gli omessi versamenti l’adesione evita l’iscrizione a ruolo.
  2. Avviso di accertamento – È l’atto impositivo con cui l’Agenzia delle Entrate recupera imposte evase. L’avviso di accertamento deve essere motivato e oggi, dopo il d.lgs. 219/2023, dev’essere preceduto da un contraddittorio preventivo. L’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente stabilisce che tutti gli atti impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio informato ed effettivo; l’ufficio deve comunicare al contribuente lo schema dell’atto, concedendo almeno 60 giorni per presentare osservazioni . La mancata attivazione del contraddittorio comporta l’annullabilità dell’atto .
  3. Avviso di addebito INPS – L’INPS, per il recupero dei contributi non versati, emette un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. Dopo 60 giorni l’atto diventa definitivo e l’INPS lo invia all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione per l’iscrizione a ruolo.

2.2 Cartella di pagamento e intimazione

La cartella di pagamento viene notificata dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione e contiene le somme iscritte a ruolo (tributi, contributi, sanzioni). Dal ricevimento della cartella il contribuente ha 60 giorni per pagare o presentare ricorso. Se la cartella non viene pagata e non si presenta ricorso, l’agente della riscossione può inviare una intimazione di pagamento (art. 50 DPR 602/1973) con preavviso di attivare procedure esecutive. Secondo la Cassazione (ordinanza 28706/2025), se il contribuente non impugna l’intimazione entro 60 giorni decade dalla possibilità di eccepire la prescrizione; la Corte ha precisato che i termini di prescrizione sono 10 anni per imposte erariali, 5 anni per tributi locali e contributi previdenziali e 3 anni per il bollo auto .

2.3 Pignoramento: requisiti, limiti e notifiche

Se il debito persiste, l’agente della riscossione può procedere al pignoramento di stipendi, conti correnti, pensioni o beni mobili. Con riferimento ai pignoramenti:

  • Pignoramento presso terzi (stipendi e pensioni) – L’art. 72‑ter del DPR 602/1973 consente all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione di pignorare direttamente il datore di lavoro o l’ente pensionistico senza passare dal giudice. Tuttavia la normativa prevede limiti di impignorabilità: sono impignorabili le somme depositate prima dell’atto di pignoramento fino a tre volte l’importo dell’assegno sociale (1.616,97 € nel 2025) ; per le somme future si applicano le aliquote del 10 %, 15 % o 20 % in base al reddito mensile (1/10 fino a 2.500 €, 1/7 da 2.501 € a 5.000 €, 1/5 oltre 5.000 €) .
  • Pignoramento di conti correnti – Per le somme già depositate sul conto vale la soglia pari al triplo dell’assegno sociale; per le somme future, il pignoramento può colpire il 20 % della disponibilità.
  • Obbligo di notifica – La Corte di Cassazione (ordinanza n. 6/2026) ha stabilito che il pignoramento ex art. 72‑bis DPR 602/1973 è inesistente se l’atto non viene notificato al debitore . Ciò significa che la mancata comunicazione impedisce di conoscere l’atto e consente l’opposizione per inesistenza della notifica.
  • Nuove regole introdotte dal d.lgs. 164/2024 (riforma Cartabia) – La riforma ha modificato la procedura di pignoramento, imponendo alla riscossione di specificare l’ammontare del credito, di notificare l’atto anche al debitore e di rispettare il contraddittorio endoprocedimentale. L’Avv. Monardo segnala che la Corte di Cassazione richiede il rispetto dell’art. 492 c.p.c. anche per il pignoramento con il modello 72‑ter .

2.4 Discarico automatico e estratto di ruolo

Il decreto legislativo 110/2024 (Riforma della riscossione) ha introdotto importanti novità:

  • Discarico automatico dei ruoli – I carichi non riscossi vengono discaricati automaticamente dopo cinque anni. L’art. 3 consente l’annullamento dei ruoli datati ma prevede eccezioni per i carichi superiori a 100 € o relativi a debiti erariali e contributivi . Attenzione: il discarico non estingue il debito, che rimane esigibile nei confronti del contribuente .
  • Estratto di ruolo non impugnabile – Il d.lgs. 110/2024 chiarisce che l’estratto di ruolo non è un atto impugnabile; il contribuente può contestare direttamente la cartella o l’iscrizione a ruolo solo in casi tassativi (preclusione alla partecipazione a gare pubbliche, a pagamenti da parte di enti pubblici, perdita di agevolazioni, procedure di crisi, ecc.) . Questo limita la possibilità di presentare ricorso senza attendere l’atto di notifica.

3 Difese e strategie legali: come impugnare, sospendere o definire il debito

3.1 Verifica degli atti e ricerca di vizi formali

Ogni cartella o avviso ricevuto deve essere attentamente analizzato per individuare eventuali vizi formali:

  • Difetto di notifica – La notifica irregolare o inesistente è motivo di nullità. La riforma del 2023 (art. 7‑sexies dello Statuto del contribuente) prevede l’inesistenza della notifica quando l’atto è privo degli elementi essenziali o è notificato a un soggetto errato .
  • Mancanza di motivazione – L’atto deve contenere la motivazione e i presupposti di fatto e di diritto; l’art. 7 dello Statuto modificato precisa che l’atto dev’essere motivato con riferimenti specifici alle prove .
  • Omesso contraddittorio preventivo – L’art. 6‑bis dello Statuto e la sentenza SU 21271/2025 stabiliscono che la violazione del contraddittorio preventivo rende annullabile l’atto senza necessità di dimostrare la “prova di resistenza” .
  • Prescrizione e decadenza – Occorre verificare che non siano decorsi i termini di decadenza per l’emissione dell’atto e di prescrizione del debito (10 anni per imposte erariali, 5 per tributi locali e contributi, 3 per bollo auto). In mancanza di un atto interruttivo valido, la prescrizione può estinguere l’obbligazione .

L’assistenza di un avvocato esperto è indispensabile per individuare i vizi e predisporre il ricorso nel termine di 60 giorni dalla notifica.

3.2 Sospensione dell’esecuzione e ricorsi tributari

Il contribuente può chiedere la sospensione della riscossione presentando ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex Commissione tributaria) o al giudice del lavoro per contributi previdenziali. L’istanza di sospensione è fondata su gravi e irreparabili danni derivanti dalla riscossione immediata. In caso di pignoramento, si può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. o opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., contestando la regolarità dell’atto.

Per i pignoramenti ex art. 72-ter, l’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla conoscenza dell’atto, solitamente davanti al giudice competente. La recente giurisprudenza ha chiarito che la mancanza di notifica al debitore rende il pignoramento inesistente e consente l’annullamento .

3.3 Rateizzazione delle cartelle: piani ordinari e straordinari

Dal 1° gennaio 2025 la rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo è stata completamente ridisegnata dal d.lgs. 110/2024 e dal decreto del MEF del 27 dicembre 2024. Le nuove regole prevedono:

  • Rateizzazione su semplice richiesta per importi fino a 120.000 € – Il contribuente che dichiara di trovarsi in una temporanea situazione di difficoltà economica può ottenere fino a 84 rate mensili (7 anni) per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026 . Il numero massimo di rate aumenta a 96 per le richieste negli anni 2027‑2028 e a 108 dal 2029 in avanti .
  • Rateizzazione a richiesta documentata – Se si allega la documentazione che attesta la temporanea difficoltà finanziaria (ISEE per persone fisiche; indici di liquidità, Alfa e Beta per imprese), l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può concedere un piano tra 85 e 120 rate mensili per le richieste presentate negli anni 2025‑2026 , tra 97 e 120 rate negli anni 2027‑2028 e tra 109 e 120 rate dal 2029 . Per i debiti superiori a 120 mila euro la durata massima resta di 120 rate, indipendentemente dall’anno di presentazione .
  • Requisiti – Le imprese individuali con regime fiscale semplificato devono dimostrare che l’importo della rata supera il 20 % del reddito mensile del nucleo familiare; per le società di capitali e le imprese in contabilità ordinaria occorre che l’importo della rata superi il 10 % del valore della produzione e che l’indice di liquidità sia compreso tra 0,50 e 1 .
  • Decadenza – Il mancato pagamento di otto rate (anche non consecutive) comporta la decadenza dal piano, con immediata ripresa della riscossione.

Per ottenere il piano occorre presentare l’istanza attraverso i modelli pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, allegando la documentazione richiesta (ISEE, bilanci, indici). In caso di rigetto, si può ricorrere al giudice contestando la valutazione.

3.4 Rottamazione quinquies (definizione agevolata 2026)

La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. Le caratteristiche principali sono:

  • Ambito temporale – Sono definibili i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 .
  • Benefici – È possibile estinguere i debiti relativi ad imposte dichiarate (IRPEF, IRES, IVA), contributi previdenziali versati all’INPS e sanzioni per violazioni del codice della strada pagando solo il tributo o il contributo dovuto e le spese esecutive; non sono dovuti interessi, sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio . La norma consente la rateazione in 54 rate bimestrali con interesse al 3 % .
  • Esclusioni – Non possono essere rottamati i tributi non collegati a dichiarazioni (registro, successioni), gli aiuti di Stato recuperati, le imposte da avvisi di accertamento, i crediti d’imposta inesistenti, i carichi affidati all’agente fino al 1999 o dopo il 2023, i debiti verso INAIL, i tributi locali (IMU, TARI, TASI) salvo decisione dei comuni, i contributi dovuti alle casse professionali, l’IVA in dogana, l’IMU non connessa alle dichiarazioni, i contributi fissi INPS .
  • Procedura – Il contribuente deve presentare domanda online entro il 30 aprile 2026 indicando il numero di rate prescelto; entro il 21 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione pubblica il modello . L’agente della riscossione comunica entro il 30 giugno 2026 l’importo dovuto e il piano di pagamento. Il saldo in unica soluzione o la prima rata va versata entro il 31 luglio 2026 .
  • Effetti – La presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e decadenza, blocca l’iscrizione di nuovi fermi, ipoteche e procedure esecutive, e sospende le rate di precedenti dilazioni . Dopo il pagamento della prima rata si estinguono le procedure esecutive pendenti.

Attenzione: se non si pagano le prime due rate o l’unica rata, la definizione decade e il debito residuo viene iscritto a ruolo con aggiunta di interessi e sanzioni. La rottamazione quinquies è incompatibile con la definizione agevolata degli avvisi bonari e con il saldo e stralcio 2018.

3.5 Accordarsi con le banche: anatocismo, usura e fideiussioni nulli

Le agenzie di influencer marketing spesso finanziano le proprie attività con crediti bancari. Se l’azienda è in crisi, è importante verificare la correttezza dei contratti per contestare interessi usurari, anatocismo illegittimo o fideiussioni nulle.

3.5.1 Anatocismo nelle rate di mutui e leasing

La Cassazione (sentenza n. 24197/2025) ha confermato che il piano di ammortamento alla francese non produce anatocismo illegittimo, perché gli interessi non vengono capitalizzati sugli interessi già scaduti; l’eventuale usura va verificata separatamente sui tassi di mora . Ciò significa che contestare genericamente l’anatocismo senza dimostrare il superamento del tasso soglia è destinato a fallire. Per ottenere la restituzione degli interessi occorre allegare i decreti ministeriali sui tassi effettivi globali medi e dimostrare che la banca ha applicato un tasso superiore.

3.5.2 Usura bancaria e tassi di mora

La legge antiusura (L. 108/1996) stabilisce che un contratto di finanziamento è usurario se il tasso effettivo globale (TEG) supera di oltre un quarto il tasso soglia rilevato trimestralmente dal MEF. Nel calcolo devono essere considerati anche gli interessi moratori. La Cassazione ha ribadito che, se il tasso di mora è usurario, si applica il tasso legale in sostituzione.

3.5.3 Nullità parziale delle fideiussioni ABI

Molte banche utilizzano moduli di fideiussione redatti dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Nel 2005 la Banca d’Italia accertò che tre clausole standard (reviviscenza, rinuncia ai termini ex art. 1957 c.c. e sopravvivenza del contratto) erano contrarie alla normativa antitrust. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 41994/2021) e successive pronunce (Cass. 26380/2024) hanno stabilito che le fideiussioni predisposte secondo lo schema ABI sono parzialmente nulle solo per le clausole anticompetitive; il resto del contratto resta valido . Pertanto, chi ha firmato fideiussioni standard può chiedere al giudice la nullità di quelle clausole e ottenere la liberazione parziale.

3.6 Contratti con i clienti e cessione dei crediti

Le agenzie devono prestare attenzione ai contratti di collaborazione con i brand e con gli influencer. È opportuno prevedere clausole che limitino la responsabilità dell’agenzia per i contenuti pubblicati dall’influencer, disciplinino il trattamento dei dati personali, indichino la modalità di pagamento e consentano la cessione del credito alla società di factoring o a soggetti terzi. In caso di insolvenza dell’agenzia, la cessione dei crediti futuri potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per generare liquidità.

4 Soluzioni alternative: rottamazioni, definizioni agevolate e sovraindebitamento

Quando il debito è elevato e i flussi di cassa non consentono un piano di rateizzazione ordinario, è possibile ricorrere a strumenti straordinari per ridurre o azzerare il carico fiscale.

4.1 Rottamazione, definizione agevolata e saldo e stralcio

Oltre alla rottamazione quinquies del 2026, negli anni precedenti sono state previste altre quattro edizioni (dal 2016 al 2023) che hanno consentito di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione mediante il pagamento dei soli tributi e delle spese. Chi ha aderito a tali definizioni ma non ha completato i pagamenti può includere nella rottamazione quinquies i carichi residui afferenti alle rottamazioni precedenti .

Il saldo e stralcio introdotto nel 2019 resta disponibile per contribuenti con ISEE inferiore a 20.000 €: consente di pagare una percentuale compresa fra il 16 % e il 35 % del debito. Tuttavia, ad oggi non è stato prorogato.

4.2 Autotutela e contraddittorio preventivo

Grazie al d.lgs. 219/2023, il contribuente può sollecitare l’amministrazione a riesaminare l’atto in autotutela (art. 10‑quater Statuto) e ottenere l’annullamento se emergono errori manifesti. In ambito tributario la richiesta di autotutela non sospende i termini per impugnare; è quindi necessario presentare ricorso cautelativamente. L’art. 6‑bis citato consente di presentare osservazioni prima dell’emissione dell’atto .

4.3 Piano di rientro negoziato con i creditori (banche e fornitori)

Il debitore può negoziare accordi stragiudiziali con banche e fornitori per ridurre l’importo dovuto, allungare i termini o convertire i debiti in strumenti partecipativi. Questi accordi richiedono la dimostrazione della sostenibilità del piano e la trasparenza nei confronti degli altri creditori.

5 Procedure concorsuali e di sovraindebitamento

Quando il debito è tale da rendere insostenibile la prosecuzione dell’attività, l’ordinamento offre procedure concorsuali e strumenti di sovraindebitamento. Le agenzie di influencer marketing, rientrando tra le microimprese, possono accedere a questi strumenti per evitare il fallimento.

5.1 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII)

Il d.lgs. 14/2019 ha introdotto il Codice della Crisi che ha sostituito la legge fallimentare. Esso prevede procedure differenziate per imprenditori collettivi e per consumatori.

5.1.1 Procedure per l’imprenditore minore e la microimpresa

  • Concordato minore – Procedura riservata all’imprenditore minore (impresa con attivo < 300.000 €, ricavi < 200.000 € e debiti < 500.000 €). Il debitore propone ai creditori un piano di pagamento parziale che deve rispettare l’ordine delle cause legittime di prelazione (par condicio creditorum). La Cassazione (sentenza n. 28574/2025) ha precisato che la proposta è inammissibile se non rispetta la graduazione delle cause di prelazione e se attribuisce ai creditori chirografari un trattamento sproporzionato . Il giudice deve verificare la coerenza della proposta e può respingerla in fase di ammissione.
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato – La nuova procedura sostituisce il vecchio fallimento per l’imprenditore minore. Consente la vendita ordinata dei beni del debitore sotto il controllo di un liquidatore nominato dal tribunale. Dopo la chiusura della procedura il debitore persona fisica può chiedere l’esdebitazione.
  • Concordato semplificato – Introdotto dal D.L. 118/2021, consente di proporre ai creditori un piano di liquidazione semplificato con intervento dell’esperto negoziatore e con approvazione del tribunale senza il voto dei creditori. È applicabile alle imprese in crisi che hanno tentato inutilmente la composizione negoziata.

5.1.2 Procedure per il consumatore e il professionista

  • Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore – Destinato a persone fisiche non imprenditori che hanno contratto debiti per fini personali o familiari. È approvato dal giudice senza voto dei creditori. Non è accessibile a chi ha debiti derivanti da attività imprenditoriale o professionale; il Tribunale di Terni (ordinanza 30 ottobre 2025) ha ribadito che non è ammesso il piano del consumatore per chi ha debiti da impresa anche se cessata .
  • Accordo di composizione della crisi – Richiede l’approvazione del 60 % dei creditori e si applica a debitori non fallibili che esercitano attività professionale o hanno debiti fiscali rilevanti. Permette di proporre la soddisfazione parziale dei creditori e l’esdebitazione residua al termine del piano.
  • Liquidazione controllata del consumatore – In assenza di un piano sostenibile, il consumatore può chiedere la liquidazione del patrimonio per liberarsi dei debiti.

5.1.3 Esdebitazione del debitore incapiente

La Legge 3/2012 (art. 14‑terdecies) prevede la esdebitazione dell’incapiente, cioè il beneficio di liberarsi dai debiti residui per il debitore che non è in grado di offrire alcuna utilità ai creditori. Per essere ammessi occorre dimostrare la meritevolezza, la buona fede e l’assenza di atti fraudolenti. La giurisprudenza recente sottolinea che il debitore deve fornire documentazione completa del proprio patrimonio e dimostrare l’impossibilità oggettiva di pagare; il Tribunale di Torino (decreto 345/2025) ha richiesto una relazione dettagliata sul patrimonio, la Corte d’Appello di Firenze (sentenza 678/2025) ha considerato le prospettive future del debitore e la Cassazione (ordinanza 5678/2024) ha chiarito che l’esdebitazione non è automatica . Solo chi agisce in buona fede e collabora col professionista può ottenere la liberazione.

5.2 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Il D.L. 118/2021, convertito nella L. 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi, una procedura stragiudiziale che consente all’imprenditore di attivare un esperto negoziatore iscritto in appositi elenchi per negoziare con i creditori un piano di risanamento. Nel contesto del 2026 la composizione negoziata rappresenta una soluzione efficace per microimprese e agenzie di influencer marketing in difficoltà. Alcuni punti chiave:

  • Nomina dell’esperto – L’imprenditore presenta domanda telematica alla Camera di Commercio. Viene nominato un esperto che convoca le parti e facilita la negoziazione.
  • Misure protettive – Durante la procedura il tribunale può concedere misure protettive o cautelari che impediscono l’inizio o la prosecuzione di azioni esecutive per un massimo di 240 giorni. Il Tribunale di Trieste (decreto 11 dicembre 2025) ha precisato che la durata massima è inderogabile e che per prorogarla occorrono nuovi fatti; la stessa decisione ha chiarito la differenza fra misure protettive (art. 18 CCII) e misure cautelari (art. 19) .
  • Accordo conclusivo o accesso al concordato semplificato – Se l’accordo viene raggiunto, esso è vincolante per i creditori che vi aderiscono; in caso contrario, l’imprenditore può accedere al concordato semplificato o ad altre procedure concorsuali.

5.3 Vantaggi e svantaggi delle procedure di sovraindebitamento

ProceduraDestinatariVantaggiSvantaggi
Piano del consumatoreConsumatori con debiti personaliApprovazione del giudice senza voto dei creditori; possibilità di riduzione rilevante del debitoEscluso chi ha debiti di natura imprenditoriale ; necessità di dimostrare la sostenibilità del piano
Accordo di composizionePiccole imprese, professionistiNecessita l’approvazione del 60 % dei creditori; consente la falcidia dei debiti e la liberazioneProcesso lungo; non sempre i creditori approvano
Concordato minoreImprenditori minoriPossibilità di ristrutturare i debiti rispettando l’ordine delle prelazioni; controllato dal tribunaleRichiede contributo minimo; inammissibile se non rispetta la par condicio
Liquidazione controllataImprenditori minori e consumatoriAzzeramento completo dei debiti residui dopo la liquidazione; possibile esdebitazioneComporta la vendita del patrimonio; durata vari anni
Esdebitazione dell’incapienteDebitori senza patrimonio né redditoLiberazione totale dai debiti; possibilità di ripartireDeve dimostrare meritevolezza; non è automatica
Composizione negoziataImprese in crisi, microimpreseConsente negoziazioni con i creditori senza procedure concorsuali; misure protettive fino a 240 giorniNecessita della collaborazione dei creditori; non sempre si conclude con un accordo

6 Errori comuni e consigli pratici per chi gestisce un’agenzia di influencer marketing

  1. Ignorare l’obbligo di apertura della Partita IVA e dell’iscrizione all’INPS – Molti influencer credono che basti emettere occasionalmente fatture senza partita IVA. Dopo l’entrata in vigore del codice ATECO 73.11.03 e della circolare INPS 44/2025, l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti è inequivocabile . Non rispettarlo comporta contributi arretrati e sanzioni.
  2. Non consultare un professionista in fase di crescita – L’agenzia spesso cresce rapidamente senza adeguare la struttura societaria e fiscale. È necessario dotarsi di un commercialista e di un avvocato per predisporre contratti, regolamenti interni e conti separati.
  3. Trascurare le notifiche – Cartelle e avvisi vanno letti subito. Attendere la scadenza dei termini impedisce di far valere vizi di notifica o di avviare un ricorso tempestivo.
  4. Sottovalutare la prova di resistenza – Prima della riforma del 2023, per far annullare un atto per mancanza di contraddittorio occorreva dimostrare che l’esito sarebbe stato diverso (prova di resistenza). Oggi la violazione del contraddittorio comporta annullabilità automatica . È fondamentale quindi opporsi segnalando l’omissione.
  5. Non richiedere la rateizzazione per tempo – Dopo la notifica della cartella occorre valutare subito se chiedere la dilazione. Dal 2025 i piani più lunghi (85–120 rate) sono concessi solo con documentazione della difficoltà ; presentare l’istanza senza allegati può portare al rigetto.
  6. Credere che il discarico automatico elimini il debito – Il discarico dopo cinque anni previsto dal d.lgs. 110/2024 riguarda l’agente della riscossione, non il creditore; il debito resta e può essere azionato direttamente da INPS o dal Comune .
  7. Confondere rottamazione e saldo e stralcio – La rottamazione quinquies permette di cancellare sanzioni e interessi ma richiede comunque il pagamento integrale del capitale . Il saldo e stralcio è riservato a soggetti con ISEE basso e consente l’abbuono di parte del capitale.
  8. Firmare fideiussioni senza verifica – Le fideiussioni ABI possono contenere clausole nulle . Prima di firmare, far analizzare il contratto da un legale.
  9. Pagare interessi usurari – I contratti bancari vanno verificati con attenzione per contestare eventuali tassi usurari. Il semplice fatto che gli interessi di mora superino il tasso soglia può portare alla nullità e all’applicazione del tasso legale .
  10. Non ricorrere alle procedure di sovraindebitamento – Molti imprenditori ritengono che il fallimento sia inevitabile. Oggi il Codice della crisi offre procedure meno traumatiche, come il concordato minore e la composizione negoziata, che consentono di salvare l’attività o di cancellare i debiti residui.

7 Domande frequenti (FAQ)

  1. Quando un’agenzia di influencer marketing deve aprire la Partita IVA? – Non appena l’attività presenta carattere organizzato e continuativo. Secondo la circolare INPS 44/2025, la gestione dell’attività tramite un’agenzia configura esercizio di impresa con codice ATECO 73.11.03 .
  2. Se ho sempre operato come influencer senza partita IVA, cosa rischio? – Rischi l’accertamento di reddito non dichiarato, il recupero dell’IVA, le sanzioni tributarie e contributive. L’INPS può emettere un avviso di addebito per i contributi non versati e l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione iscrive a ruolo le somme dovute.
  3. Posso aderire alla rottamazione quinquies se il mio debito riguarda l’IVA per un avviso di accertamento? – No. La rottamazione quinquies riguarda solo imposte e contributi dichiarati e non versati, non gli avvisi di accertamento .
  4. Qual è il termine per presentare la domanda di rottamazione quinquies? – Entro il 30 aprile 2026; l’agente della riscossione comunica l’importo da versare entro il 30 giugno 2026 e la prima rata scade il 31 luglio 2026 .
  5. Durante la rottamazione posso bloccare i pignoramenti? – Sì. La presentazione della domanda sospende le procedure esecutive; dopo il pagamento della prima rata le procedure già avviate vengono estinte .
  6. Cos’è il contraddittorio preventivo e cosa succede se non viene rispettato? – È la fase in cui l’Agenzia delle Entrate comunica lo schema dell’atto al contribuente e concede almeno 60 giorni per osservazioni. L’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente prevede che la mancanza del contraddittorio rende l’atto annullabile .
  7. Quante rate posso ottenere per le cartelle nel 2025? – Per importi fino a 120.000 €, con semplice richiesta puoi ottenere fino a 84 rate mensili; se alleghi la documentazione che prova la temporanea difficoltà puoi ottenere 85–120 rate per le richieste presentate nel 2025 e 2026 .
  8. Cosa accade se non pago otto rate del piano di dilazione? – Decadi dal piano e l’intero debito diventa immediatamente esigibile; l’agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive.
  9. Il discarico dei ruoli estingue il mio debito con l’INPS? – No. Il discarico automatico dopo cinque anni è un’operazione contabile dell’agente della riscossione. Il debito resta e l’ente creditore può agire direttamente .
  10. Posso impugnare l’estratto di ruolo? – L’estratto di ruolo non è impugnabile salvo casi specifici in cui produce un pregiudizio immediato (partecipazione a gare pubbliche, pagamenti da parte di enti pubblici, ecc.) .
  11. Il piano del consumatore è disponibile per chi ha gestito un’agenzia? – No. Il piano del consumatore è riservato a debiti non derivanti da attività d’impresa; il Tribunale di Terni ha escluso la possibilità per chi ha debiti imprenditoriali .
  12. Che differenza c’è tra concordato minore e accordo di composizione? – Il concordato minore è simile al concordato preventivo ma per imprenditori minori e non richiede l’approvazione dei creditori; tuttavia deve rispettare l’ordine delle prelazioni . L’accordo di composizione richiede il voto favorevole del 60 % dei creditori.
  13. Quando posso chiedere l’esdebitazione dell’incapiente? – Dopo aver completato una procedura di liquidazione controllata e dimostrato di non avere reddito né patrimonio; occorre provare meritevolezza e buona fede .
  14. Se la banca applica un tasso di interesse usurario, cosa posso fare? – Puoi contestare il contratto allegando i decreti ministeriali sui tassi medi e dimostrando che il TEG supera il tasso soglia; il giudice sostituirà il tasso con quello legale .
  15. Le fideiussioni che ho firmato come amministratore sono nulle? – Non integralmente. Le clausole standard ABI relative a reviviscenza, rinuncia ai termini e sopravvivenza sono nulle e possono essere espunte; il resto del contratto rimane valido .
  16. Quali sono i limiti di pignorabilità dello stipendio per debiti fiscali? – Le somme già accreditate sul conto sono impignorabili fino a tre volte l’assegno sociale; sulle somme future si applicano le percentuali del 10 %, 15 % o 20 % in base allo stipendio .
  17. Cos’è la composizione negoziata? – È una procedura stragiudiziale introdotta dal D.L. 118/2021 che consente a un imprenditore in crisi di nominare un esperto negoziatore per raggiungere un accordo con i creditori. Durante la procedura si possono ottenere misure protettive fino a 240 giorni .
  18. Se la cartella non mi è stata notificata, posso fare opposizione? – Sì. La mancata notifica rende la cartella inesistente. Occorre però dimostrare l’assenza della notifica. La Cassazione ha ribadito che il pignoramento senza notifica è inesistente .
  19. I miei contratti con gli influencer possono essere ceduti a terzi? – Sì, ma occorre prevederlo espressamente nei contratti per non violare il divieto di cessione, e occorre il consenso dell’influencer se la prestazione ha carattere personale.
  20. Il piano di rateizzazione interrompe la prescrizione? – Il pagamento della prima rata interrompe la prescrizione, ma se il piano decade la prescrizione riprende a decorrere dall’ultimo pagamento.

8 Simulazioni pratiche: come scegliere la soluzione migliore

Per comprendere meglio l’impatto delle diverse soluzioni, proponiamo alcune simulazioni numeriche riferite a un’agenzia di influencer marketing con debiti verso l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e una banca.

8.1 Caso 1: debito di 70.000 € con l’Agenzia delle Entrate e 20.000 € con l’INPS

Supponiamo che l’agenzia abbia ricevuto cartelle per 50.000 € di IVA non versata, 20.000 € di IRPEF e 20.000 € di contributi INPS. Le somme includono sanzioni e interessi per 15.000 €.

8.1.1 Rateizzazione ordinaria

Se la società chiede la rateizzazione su semplice richiesta nel 2025, per un importo totale di 90.000 €, può ottenere un piano di 84 rate mensili (7 anni). L’importo mensile sarà di circa 1.070 € (90.000 ÷ 84). Dovrà pagare interessi di dilazione al 4,5 % annuo per le rate ordinarie (tasso comunicato annualmente dal MEF). In caso di mancato pagamento di 8 rate, il piano decade e riprendono le procedure esecutive.

8.1.2 Rateizzazione a richiesta documentata (85–120 rate)

Se l’agenzia dimostra che la rata eccede il 20 % del reddito o che l’indice di liquidità è compreso tra 0,50 e 1, può chiedere 120 rate. L’importo mensile scenderebbe a circa 750 €. Tuttavia la durata più lunga fa aumentare gli interessi complessivi. Bisogna valutare se l’attività può sostenere pagamenti per 10 anni.

8.1.3 Rottamazione quinquies

Se i debiti rientrano tra quelli dichiarati e affidati al 31 dicembre 2023, è possibile aderire alla rottamazione quinquies pagando solo il capitale (70.000 €) e le spese di notifica, in 54 rate bimestrali (4 anni e mezzo). L’importo bimestrale sarebbe di circa 1.296 € (70.000 ÷ 54), con applicazione del tasso del 3 %. Questo strumento consente un risparmio di circa 15.000 € di interessi e sanzioni. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026.

8.1.4 Concordato minore

Se la società è una microimpresa e non riesce a pagare il capitale, può valutare il concordato minore. Ad esempio, potrebbe proporre ai creditori il pagamento del 30 % del debito (27.000 €) in 5 anni e l’intero pagamento dei contributi privilegiati (INPS). Tuttavia dovrà rispettare l’ordine delle cause di prelazione e ottenere l’approvazione del tribunale . Se i creditori chirografari (non privilegiati) ricevono un trattamento inferiore rispetto a quelli privilegiati, la proposta può essere respinta.

8.2 Caso 2: debito bancario con interessi usurari

L’agenzia ha stipulato un mutuo di 100.000 € per finanziare l’espansione. Dopo alcune rate, si accorge che il tasso di mora applicato è del 10 % quando il tasso soglia d’usura per quel trimestre era del 7 %. In questo caso:

  • Con l’assistenza di un legale, la società può contestare il contratto per usura allegando i decreti ministeriali; se il giudice riconosce l’usura, gli interessi moratori verranno sostituiti dal tasso legale e si potrà richiedere la restituzione di quanto pagato in più .
  • Se è stata sottoscritta una fideiussione ABI, la società può agire per far dichiarare nulle le clausole reviviscenza e rinuncia ai termini ex art. 1957 c.c., liberando parzialmente i garanti .

8.3 Caso 3: agenzia insolvente che richiede la composizione negoziata

L’agenzia ha debiti complessivi di 200.000 €, entrate in calo e rischia il default. Decide di attivare la composizione negoziata.

  • Presenta domanda al portale della Camera di Commercio e viene nominato un esperto negoziatore. Chiede al tribunale misure protettive per sospendere pignoramenti e sequestri per 4 mesi.
  • L’esperto convoca l’INPS, la banca e l’Agenzia delle Entrate per proporre un piano in cui viene liquidato un asset immateriale (marchio) per 50.000 € e il restante debito viene rateizzato in 8 anni. L’INPS accetta; la banca chiede garanzie; l’Agenzia delle Entrate valuta la sostenibilità.
  • Se l’accordo viene raggiunto, i creditori sono vincolati e la società continua l’attività. Se non si raggiunge l’accordo, l’agenzia può accedere al concordato minore o alla liquidazione controllata con possibilità di esdebitazione.

8.4 Caso 4: esdebitazione del socio incapiente

Il socio di una società di influencer marketing (snc) ha debiti personali per 80.000 € derivanti dalla chiusura della società. Non ha beni né reddito. Presenta domanda di esdebitazione dell’incapiente.

  • Dimostra la meritevolezza (ha collaborato nella procedura di liquidazione), la buona fede e l’impossibilità di offrire utilità ai creditori. Presenta tutta la documentazione richiesta. Il tribunale, considerando la mancanza di patrimonio e la buona fede, concede l’esdebitazione che cancella i debiti residui .

9 Conclusione

La gestione di un’agenzia di influencer marketing richiede competenze creative e digitali, ma anche grande attenzione alla normativa fiscale, contributiva e finanziaria. L’introduzione del codice ATECO 73.11.03 e la crescente attenzione del Fisco verso i redditi generati sui social impongono un approccio professionale fin dall’avvio dell’attività. In caso di debiti con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS o le banche, è fondamentale conoscere i propri diritti e le soluzioni disponibili.

Abbiamo visto che la rateizzazione offre piani flessibili fino a 120 rate e che la rottamazione quinquies consente di azzerare sanzioni e interessi per i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 . Il contraddittorio preventivo introdotto dal d.lgs. 219/2023 è una garanzia fondamentale: ogni atto impositivo deve essere preceduto da un confronto con il contribuente , e la sua violazione comporta l’annullabilità . Le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata offrono vie d’uscita per chi non riesce a soddisfare i debiti con i mezzi ordinari. Il corretto utilizzo di queste misure può salvare l’azienda o, quantomeno, consentire una ripartenza dopo l’esdebitazione.

Per affrontare queste problematiche serve un approccio strategico e tempestivo. È essenziale:

  • analizzare ogni atto ricevuto verificando la regolarità della notifica e della motivazione;
  • attivare il contraddittorio preventivo e contestare eventuali vizi;
  • scegliere fra rateizzazione, rottamazione, accordo di ristrutturazione o concordato minore in base alla capacità di pagamento;
  • negoziare con le banche per contestare anatocismo, usura o fideiussioni nulle;
  • valutare le procedure di sovraindebitamento o la composizione negoziata per ridurre i debiti e ottenere misure protettive.

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