Introduzione
Gestire un’impresa di bonifica dell’amianto in Italia non è solo un’attività socialmente utile, ma anche un percorso irto di obblighi legali, costi elevati e rischi finanziari. L’amianto è stato messo al bando dalla legge 257/1992, che ne ha vietato estrazione, importazione e utilizzo, introducendo controlli stringenti sulla bonifica e smaltimento . Tuttavia le imprese che operano nel settore della bonifica devono affrontare non solo il rigore delle norme ambientali e di sicurezza (che richiedono addestramento specifico e costante ), ma anche un quadro fiscale e contributivo complesso. Tra cartelle di pagamento, avvisi di addebito dell’INPS, obblighi connessi a contributi previdenziali e pressioni delle banche per il rientro dei finanziamenti, molte imprese si trovano in difficoltà finanziaria.
L’esperienza quotidiana dello studio legale ci mostra imprenditori che, mentre risolvono una minaccia sanitaria come l’amianto, vengono colpiti da cartelle esattoriali o misure esecutive che potrebbero bloccare i cantieri o impedire l’utilizzo dei mezzi. I rischi includono:
- Sanzioni e interessi applicati su imposte e contributi non versati;
- Avvisi di addebito INPS, che dal 2011 hanno valore di titolo esecutivo e comportano l’obbligo di pagare entro 60 giorni ;
- Pignoramenti e ipoteche sugli immobili, con il rischio che anche la sede operativa o l’abitazione del titolare siano aggredite (salvo i limiti per la prima casa previsti dal decreto del fare );
- Fermi amministrativi dei mezzi aziendali, che di fatto paralizzano l’attività ;
- Pressioni delle banche per il rientro dei mutui o dei finanziamenti utilizzati per acquistare macchinari, dispositivi di protezione o veicoli;
- Difficoltà nell’accesso al credito quando la centrale rischi segnala insolvenze.
In questo contesto è fondamentale conoscere i propri diritti, le possibilità di difesa e gli strumenti legali disponibili per ridurre il debito, sospendere le azioni esecutive e ristrutturare la propria posizione. Le recenti novità legislative (come la Rottamazione‑quinquies della legge di Bilancio 2026 , la rateizzazione su 54 rate , la definizione agevolata dei tributi locali e le modifiche al Testo unico sulla sicurezza che impongono nuovi limiti di esposizione e formazione ) offrono nuove opportunità per regolarizzare la posizione tributaria e contributiva.
L’assistenza dello Studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’articolo nasce dall’esperienza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordinatore di un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario e tributario. L’Avvocato Monardo è gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa secondo il D.L. 118/2021 . Grazie a queste competenze, lo studio offre:
- Analisi preventiva degli atti (cartelle esattoriali, avvisi di addebito, decreti ingiuntivi, ipoteche) per individuare vizi di notifica, calcolo errato delle somme, prescrizione o decadenza;
- Ricorsi e opposizioni dinanzi alle commissioni tributarie e al giudice dell’esecuzione, per ottenere l’annullamento o la riduzione del debito;
- Richieste di sospensione delle misure esecutive e dei pagamenti in pendenza di procedimenti di rottamazione, rateizzazione o definizione agevolata;
- Trattative con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e con le banche, per concordare piani di rientro sostenibili o transazioni stragiudiziali;
- Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento o ricorso agli strumenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) , inclusi piano del consumatore, accordo di ristrutturazione e liquidazione del patrimonio.
📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata: la tempestività nella gestione delle notifiche e nella scelta dello strumento più adatto è determinante per evitare danni irreparabili e salvaguardare la continuità aziendale.
Contesto normativo e giurisprudenziale
Le fonti sulla sicurezza e l’amianto
- Legge 257/1992 – La cessazione dell’impiego dell’amianto ha segnato una svolta normativa: ha vietato estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto e di prodotti che lo contengono, salvo rarissime eccezioni temporanee . La legge ha definito “amianto” come i silicati fibrosi naturali, ha disciplinato l’utilizzazione e l’eliminazione dei materiali, e ha imposto un limite di concentrazione di fibre nell’aria . Le imprese di bonifica devono pertanto operare sotto autorizzazioni specifiche, con piani di lavoro approvati e con obbligo di smaltimento presso discariche autorizzate. Questa disciplina si intreccia con il diritto sanitario e ambientale: la mancata osservanza può determinare sanzioni penali, amministrative e l’esposizione a richieste risarcitorie da parte dei lavoratori o di terzi.
- Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008) – Il Titolo IX, capo III regola la protezione dai rischi da esposizione all’amianto. Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 213/31 dicembre 2025 hanno rafforzato gli obblighi per i datori di lavoro:
- Individuazione preventiva dell’amianto: l’articolo 248 richiede che prima di eseguire demolizioni o manutenzioni venga eseguito un accertamento per verificare la presenza di materiali contenenti amianto; se mancano documentazioni è necessario rivolgersi a un operatore qualificato .
- Limite di esposizione: l’articolo 254 fissa la nuova soglia a 0,01 fibre per centimetro cubo (media ponderata su 8 ore). Se durante i lavori vengono superati i valori o si riscontrano fibre inattese, occorre sospendere le attività e attuare nuove misure di protezione .
- Formazione dei lavoratori: l’articolo 258 prevede che la formazione avvenga prima dell’inizio dell’attività e sia rinnovata almeno ogni cinque anni; deve fornire nozioni su rischi, utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e procedure di decontaminazione .
- Responsabilità del datore di lavoro – L’articolo 2087 del codice civile impone all’imprenditore di adottare misure idonee a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori . La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha precisato che tale obbligo è di natura contrattuale; spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni tecnicamente possibili, e non al lavoratore provare la colpa del datore . In un’importante decisione del 2025, la Cassazione ha ribadito che la malattia da amianto (asbestosi) era riconosciuta come malattia professionale fin dal 1943 e che l’imprenditore non può invocare l’assenza di una norma specifica per sottrarsi alla responsabilità . La Corte ha inoltre affermato che la prova del nesso causale può basarsi su un criterio probabilistico e che l’attività all’aperto non esclude il dovere di protezione .
- Assicurazione obbligatoria – La Legge 455/1943 ha esteso l’assicurazione obbligatoria contro la silicosi e l’asbestosi ai lavoratori che svolgono attività esposte a polveri di silice e fibre di amianto. Essa impone al datore di lavoro controlli medici preventivi e annuali a sue spese , integrando gli obblighi di protezione.
Normativa fiscale e contributiva
- Cartelle di pagamento e ruoli – L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AER) può riscuotere i tributi iscritti a ruolo mediante cartelle di pagamento. La cartella è notificata al debitore e costituisce titolo esecutivo; l’impresa può presentare ricorso entro 60 giorni davanti alla commissione tributaria competente, come stabilito dall’articolo 21 del codice del processo tributario . La notifica della cartella vale anche come notifica del ruolo.
- Avviso di addebito INPS – Dal 2011, la riscossione dei contributi previdenziali dovuti all’INPS avviene tramite avviso di addebito che ha valore di titolo esecutivo. L’avviso deve indicare codice fiscale, periodo di riferimento, causa del credito, importo distinto per quota capitale, sanzioni e interessi; invita al pagamento entro 60 giorni e avverte che, in mancanza di pagamento, l’agente della riscossione procederà all’esecuzione . L’avviso può essere notificato via PEC o raccomandata.
- Decadenza dei crediti previdenziali – I crediti per contributi o premi dovuti agli enti di previdenza devono essere iscritti a ruolo entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza o della conoscenza del debito (o, in caso di accertamento giudiziale, entro l’anno successivo alla decisione definitiva) . Se l’ente non iscrive il credito nei termini, il diritto si estingue.
- Limiti al pignoramento e al fermo dei beni – L’AER può procedere al pignoramento immobiliare o mobiliare ma con restrizioni introdotte dal decreto del fare (D.L. 69/2013) e successive modifiche. È vietato pignorare l’unica abitazione del debitore se essa è l’unico immobile di proprietà e non rientra nelle categorie di lusso; inoltre il pignoramento è escluso se il debito complessivo verso l’Erario è inferiore a 120 mila euro . Per i beni strumentali (macchinari, attrezzature, libri professionali) utilizzati nell’attività, il pignoramento può avvenire solo entro il quinto del loro valore . Il fermo amministrativo sui veicoli è una misura cautelare prevista dall’articolo 86 del DPR 602/1973: l’agente della riscossione notifica un preavviso di fermo; trascorsi 30 giorni dalla notifica senza pagamento, registra il fermo al PRA e il veicolo non può circolare . Sono esentati i veicoli dei disabili, le ambulanze, e i mezzi indispensabili per l’attività lavorativa del debitore .
Strumenti di rateizzazione e definizione agevolata
- Rateizzazione dei carichi iscritti a ruolo – Le imprese possono chiedere un piano di pagamento dilazionato. Fino al 31 dicembre 2024, le richieste per importi fino a 120 mila euro consentono fino a 72 rate mensili; con documentata difficoltà finanziaria, è possibile ottenere un piano fino a 120 rate . Dal 1° gennaio 2025, la novità è che, per debiti fino a 120 mila euro, si può richiedere su semplice dichiarazione di temporanea difficoltà un piano di 84 rate (per istanze presentate nel 2025-2026), 96 rate (per istanze 2027-2028) o 108 rate (per istanze dal 2029) . Con prova documentale di difficoltà, si può ottenere fino a 120 rate anche per debiti superiori a 120 mila euro. L’istituto si applica ai debiti iscritti a ruolo da amministrazioni pubbliche (fiscali, previdenziali, enti locali) salvo quelli per i quali sia stata già concessa una rateizzazione decaduta o per i quali l’ente creditore gestisce direttamente la riscossione .
- Rottamazione‑quinquies – La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1 commi 82‑101) ha introdotto la quinta edizione della definizione agevolata. Essa consente di estinguere i debiti affidati all’AER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte (dichiarazioni annuali e controlli automatici 36‑bis e 36‑ter del DPR 600/1973 e 54‑bis e 54‑ter del DPR 633/1972) o contributi previdenziali non versati all’INPS (con esclusione di quelli derivanti da accertamenti) . Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni. I debiti devono essere pagati versando solo il capitale e le spese di notifica ed esecuzione, senza sanzioni, interessi di mora e aggio . È possibile pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali di pari importo (almeno 100 euro), sulle quali maturano interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026 . L’adesione si richiede entro il 30 aprile 2026 mediante dichiarazione telematica tramite il sito dell’AER; la presentazione sospende i termini di prescrizione e decadenza e impedisce nuovi fermi, ipoteche e procedure esecutive . La definizione si perfeziona con il pagamento della prima rata. Se si omette il pagamento dell’unica rata o di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata, si decade dai benefici e il debito residuo torna dovuto per intero.
- Definizione agevolata dei tributi degli enti locali – La stessa legge di Bilancio 2026 consente agli enti locali (Comuni, Province, Città metropolitane) di deliberare una definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali (IMU, TARI, multe), con la riduzione o l’esclusione di sanzioni e interessi . Gli enti devono prevedere termini non inferiori a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto per aderire. Per le imprese di bonifica che operano su immobili di proprietà, questa opportunità può ridurre i debiti legati a tributi locali e liberare risorse per l’attività.
- Definizione agevolata degli avvisi bonari (Legge Bilancio 2023) – La legge di Bilancio 2023 (art. 1 commi 153‑161, legge 197/2022) ha consentito di definire i debiti contenuti nelle comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari) relative ai controlli automatici e formali per i periodi 2019‑2021, pagando integralmente le imposte e i contributi ma con sanzioni ridotte al 3% . La definizione richiedeva il pagamento entro 30 giorni (o 90 giorni per avvisi telematici) e il rispetto puntuale delle rate; un lieve inadempimento (ritardo non superiore a 7 giorni o insufficiente versamento non superiore al 3%) non comportava la perdita del beneficio. Per le imprese che non hanno aderito in passato, è utile verificare se tali avvisi rientrano nella rottamazione‑quinquies.
Normativa sul sovraindebitamento e la crisi d’impresa
- Legge 3/2012 – Questa legge permette ai debitori non fallibili (tra cui le imprese artigiane, agricole, professionisti e consumatori) di risolvere le situazioni di sovraindebitamento mediante accordo con i creditori o piano del consumatore. L’articolo 6 definisce il sovraindebitamento come lo squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che determini l’impossibilità di adempiere regolarmente i propri debiti . Possono accedere anche consumatori, professionisti e imprenditori minori. L’articolo 7 stabilisce che i crediti assistiti da privilegio, pegno o ipoteca possono essere soddisfatti parzialmente purché venga corrisposto almeno quanto otterrebbero in caso di liquidazione; per risorse proprie UE, IVA e ritenute operate e non versate, la proposta può prevedere solo la dilazione .
- Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) – Il Codice ha riformato organicamente le procedure concorsuali. L’articolo 1 chiarisce che si applica alle crisi o insolvenze di consumatori, professionisti, imprenditori minori, start up innovative e imprese sociali, escludendo lo Stato e gli enti pubblici . L’articolo 2 definisce “crisi” come la probabile insolvenza futura e “insolvenza” come l’incapacità attuale di soddisfare le obbligazioni; definisce inoltre “sovraindebitamento” e “imprenditore minore” . Il codice introduce strumenti come il concordato preventivo, l’accordo di ristrutturazione e la liquidazione controllata.
- Negoziazione assistita della crisi d’impresa (D.L. 118/2021) – Questo decreto, convertito con modificazioni nella legge 147/2021, ha istituito la composizione negoziata della crisi. L’articolo 2 prevede che un imprenditore in squilibrio patrimoniale o economico possa chiedere al presidente della camera di commercio la nomina di un esperto indipendente che lo assista nelle trattative con i creditori, con l’obiettivo di individuare soluzioni per la prosecuzione dell’attività o per la cessione dell’azienda . La domanda si presenta tramite una piattaforma telematica, allegando documentazione contabile; la presenza dell’esperto è obbligatoria per concludere accordi con l’amministrazione finanziaria. La procedura sospende i pagamenti e le azioni esecutive e consente di chiedere provvedimenti cautelari al tribunale.
Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto
Quando un’impresa di bonifica riceve una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, deve agire rapidamente per evitare l’aggravarsi della posizione. Di seguito una guida pratica in sette fasi:
- Analisi immediata dell’atto – Verificare la natura del documento (cartella di pagamento, avviso di addebito, intimazione di pagamento, pignoramento), la data di notifica, il codice fiscale e l’importo richiesto. L’atto deve indicare il titolo, la normativa di riferimento, la causale e l’ammontare distinto tra tributo, sanzioni e interessi. Per gli avvisi di addebito INPS, questi elementi sono obbligatori .
- Verifica dei termini di ricorso – Ai sensi dell’articolo 21 del processo tributario, il ricorso contro una cartella o un avviso di accertamento deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica . Per l’avviso di addebito INPS il termine è lo stesso. Se l’impresa non contesta nei termini, l’atto diviene definitivo e l’Agente della riscossione può procedere con esecuzioni forzate.
- Controllo di vizi formali e sostanziali – Occorre verificare se l’atto è stato notificato correttamente (indirizzo PEC corretto, raccomandata con avviso di ricevimento); se riporta gli estremi del ruolo o della cartella; se l’importo è calcolato correttamente; se il credito è prescritto o decaduto (ad esempio, per crediti contributivi non iscritti a ruolo entro i termini ). Un errore potrebbe giustificare la richiesta di annullamento.
- Valutazione della responsabilità e della gestione aziendale – Per le imprese di bonifica amianto è importante verificare se eventuali debiti derivano da mancati versamenti dell’IVA, delle ritenute o dei contributi dei dipendenti. In alcuni casi, l’amministratore può essere chiamato a rispondere in proprio (es. art. 10‑bis e 10‑ter D.Lgs. 74/2000 per omesso versamento di ritenute e IVA), con rischi penali; per questo è opportuno analizzare le cause della morosità e predisporre un piano di rientro.
- Scelta della strategia difensiva – Se sussistono vizi o presupposti per l’annullamento, lo studio legale può proporre ricorso. In caso contrario, è possibile ricorrere a strumenti di definizione agevolata o di rateizzazione. La selezione dipende dall’entità del debito, dal patrimonio disponibile e dalle prospettive di continuazione dell’attività.
- Richiesta di sospensione e adesione a rottamazione o rateizzazione – Durante la procedura di definizione agevolata (rottamazione‑quinquies) o di rateizzazione, l’AER sospende le azioni esecutive. L’istanza deve essere presentata in via telematica nei termini previsti (30 aprile 2026 per la rottamazione); la sospensione opera dalla data di presentazione e comporta il blocco di ipoteche, fermi e pignoramenti . È quindi strategico presentare la domanda rapidamente.
- Monitoraggio costante e adempimenti successivi – Dopo l’adesione, occorre rispettare scrupolosamente le scadenze delle rate. Il mancato pagamento anche di due rate comporta la perdita del beneficio e la ripresa delle procedure esecutive . È consigliabile predisporre un calendario interno e affidarsi a un commercialista per coordinare i versamenti.
Difese e strategie legali
Le imprese di bonifica in difficoltà possono avvalersi di diversi strumenti per ridurre o annullare i debiti. La scelta dipende dalle circostanze, dall’anzianità del debito e dalla solvibilità dell’azienda.
Contestazione delle cartelle e degli avvisi
- Vizi di notifica – Se la cartella è stata notificata a un indirizzo errato, a una PEC non comunicata al Registro Imprese o senza avviso di ricevimento, la notifica è nulla; il debito non è esigibile e si può chiedere l’annullamento. Lo studio verifica anche la corretta indicazione dell’agente della riscossione e del numero di protocollo.
- Prescrizione e decadenza – Molti tributi si prescrivono in cinque anni (imposte sui redditi, IVA) o in dieci anni (diritti erariali); i contributi INPS seguono termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo . Se il credito è prescritto o non è stato iscritto in tempo, il tribunale può dichiarare l’estinzione.
- Errori di calcolo – Spesso le cartelle contengono sanzioni o interessi errati. È necessario confrontare l’importo con quanto dichiarato, verificare l’eventuale applicazione di interessi di mora oltre il tasso legale, di aggio superiore a quello previsto (6%), o la duplicazione di importi. Il tributarista può chiedere all’AER il dettaglio dei calcoli e presentare istanza di sgravio.
- Nullità della cartella per carenza di motivazione – La cartella deve indicare la causa del credito e i riferimenti agli atti presupposti (avviso di accertamento, liquidazione). Se mancano, si può eccepire la nullità per violazione dell’art. 7 L. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) e del diritto di difesa.
- Impugnazione dell’avviso di addebito INPS – L’avviso di addebito può essere contestato davanti al giudice del lavoro; si possono eccepire la prescrizione quinquennale, l’insussistenza del rapporto di lavoro, l’inesigibilità del credito per omessa iscrizione a ruolo, la violazione del contraddittorio. La difesa è più tecnica e richiede assistenza legale specializzata.
Sospensione e dilazione del pagamento
- Richiesta di rateizzazione – Come visto, la rateizzazione consente di pagare il debito in un massimo di 120 rate mensili. L’istanza si presenta tramite il portale dell’AER allegando una dichiarazione di difficoltà economica o la documentazione contabile che dimostri la temporanea crisi di liquidità. In presenza di rateizzazione, l’AER sospende le procedure esecutive, ma è comunque necessario rispettare le scadenze.
- Adesione alla rottamazione‑quinquies – Questo strumento permette di abbattere sanzioni e interessi, pagando solo il capitale. La domanda deve includere tutte le cartelle e gli avvisi di addebito che si intendono definire; è consigliabile scaricare dall’area riservata dell’AER l’elenco dei carichi definibili . La scelta tra pagamento in unica soluzione o in 54 rate deve considerare la liquidità disponibile e l’impatto degli interessi al 3%. È consigliabile versare almeno tre rate nel corso del 2026 (31 luglio, 30 settembre, 30 novembre) per consolidare il beneficio.
- Definizione agevolata dei tributi locali – Per debiti IMU, TARI o multe stradali, l’impresa può verificare se il comune di riferimento ha deliberato la definizione agevolata. In tal caso, si può presentare domanda nei termini fissati dall’ente (non inferiori a 60 giorni) e ottenere l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi .
- Definizione degli avvisi bonari – Se l’impresa ha ricevuto comunicazioni di irregolarità per gli anni 2019‑2021, può definire la posizione con sanzioni al 3%. È necessario versare tutte le somme entro il termine indicato, anche in forma rateale, e non commettere inadempimenti .
Strumenti concorsuali e di composizione della crisi
- Piano del consumatore o ristrutturazione dei debiti del consumatore – È accessibile agli imprenditori non professionali (ad esempio ditte individuali) e ai privati che hanno contratto debiti per scopi non professionali. Consente di presentare al tribunale un piano di pagamento sostenibile, da realizzare con i redditi futuri, con eventuali falcidie dei debiti . Il piano, se omologato, consente di sospendere le azioni esecutive e di ottenere l’esdebitazione finale.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti – Per le imprese minori e le società, la Legge 3/2012 e il Codice della crisi offrono la possibilità di concludere un accordo con i creditori (anche l’Erario) che preveda il pagamento parziale dei debiti in un arco temporale definito, con il voto favorevole della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale . È necessario dimostrare la convenienza per i creditori rispetto alla liquidazione e garantire il pagamento integrale dei privilegiati.
- Liquidazione controllata del patrimonio – Se l’impresa non è in grado di garantire la continuità, può optare per la liquidazione dei beni. Questa procedura, disciplinata dal Codice della crisi, consente di vendere i beni dell’impresa sotto la supervisione di un liquidatore, distribuendo il ricavato ai creditori in ordine di priorità e ottenendo l’esdebitazione residua.
- Composizione negoziata della crisi – Grazie al D.L. 118/2021, l’imprenditore può intraprendere una trattativa assistita da un esperto indipendente per individuare soluzioni di risanamento. La procedura si avvia tramite la piattaforma telematica della camera di commercio, allegando documenti contabili e un piano semplificato. L’esperto facilita l’accordo con banche e fornitori, l’accesso a finanziamenti ponte e la sospensione delle azioni esecutive . Per le imprese di bonifica, questo strumento è utile quando la crisi è reversibile e si prevede di recuperare redditività grazie a nuovi appalti.
Transazioni con le banche
Le imprese di bonifica spesso finanziano l’acquisto di attrezzature (escavatori, dispositivi di decontaminazione, veicoli speciali) mediante leasing o mutui. Quando sopraggiunge l’insolvenza, è essenziale negoziare con gli istituti di credito:
- Accordo di ristrutturazione del debito bancario – si può proporre un piano che preveda il pagamento integrale ma dilazionato, con riduzione del tasso di interesse o rinegoziazione delle garanzie. Alcune banche possono accettare la trasformazione in credito chirografario di parte del debito o la concessione di un periodo di pre-ammortamento.
- Transazione fiscale – negli accordi di ristrutturazione, è possibile chiedere anche all’Agenzia delle Entrate la riduzione o la dilazione dei debiti tributari (transazione fiscale). È necessario dimostrare che la soluzione proposta è più vantaggiosa rispetto alla liquidazione giudiziale.
- Utilizzo dei fondi di garanzia – in presenza di investimenti per la sicurezza e la bonifica, l’impresa può richiedere la garanzia del Fondo Centrale PMI o dei programmi europei. La rinegoziazione con la banca può essere facilitata se il nuovo piano è assistito da tali garanzie.
Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore e oltre
Rottamazione e definizione agevolata
La rottamazione‑quinquies rappresenta il principale strumento di pace fiscale per il 2026. Ecco i punti da ricordare:
- Periodo dei carichi: solo i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 ;
- Debiti ammessi: imposte da dichiarazioni o da controlli automatizzati e contributi INPS non derivanti da accertamenti ;
- Debiti esclusi: ruoli relativi a risorse proprie dell’UE, IVA all’importazione, multe penali, sanzioni diverse da quelle tributarie, debiti già definiti con rottamazione‑quater ancora in regola ;
- Modalità di pagamento: unica soluzione entro 31 luglio 2026 o 54 rate bimestrali con interessi al 3% ;
- Effetti dell’adesione: sospensione dei termini di prescrizione, inibizione di nuove procedure esecutive e fermo amministrativi, regolarità ai fini del DURC ;
- Decadenza: perdita del beneficio se non si paga l’unica rata o due rate anche non consecutive .
L’impresa deve valutare attentamente i carichi interessati, la convenienza economica rispetto alla rateizzazione ordinaria e la capacità di sostenere i pagamenti bimestrali. È consigliabile sommare anche eventuali avvisi di addebito INPS e cartelle per tributi locali, poiché la rottamazione può comprendere contributi e sanzioni iscritti a ruolo.
Rateizzazione e sospensione
Per i debiti esclusi dalla rottamazione o per quelli successivi al 2023, la rateizzazione resta uno strumento essenziale. La possibilità di ottenere un piano più lungo (fino a 84, 96 o 108 rate a seconda del periodo di richiesta) permette di distribuire l’onere nel tempo, salvaguardando la liquidità aziendale. Le imprese di bonifica, che spesso lavorano per appalti pubblici e ricevono pagamenti dilazionati, beneficiano di un piano allineato con gli incassi.
Definizione dei tributi locali
La legge di Bilancio 2026 consente ai comuni di approvare regole per la definizione agevolata delle entrate proprie. Le imprese possono così definire IMU, TARI e multe eliminando sanzioni e interessi . Per un’impresa di bonifica che possiede magazzini o aree di stoccaggio, la riduzione dell’IMU arretrata può liberare risorse importanti.
Strumenti di sovraindebitamento
Quando i debiti eccedono la capacità di pagamento anche con rateizzazioni e rottamazioni, la Legge 3/2012 e il Codice della crisi offrono soluzioni radicali:
- Piano del consumatore – indirizzato all’imprenditore individuale o alla persona fisica sovraindebitata. Il tribunale approva un piano di rientro che prevede la ristrutturazione integrale o parziale dei debiti; dopo l’esecuzione il debitore è liberato dall’insolvenza.
- Accordo con i creditori – lo si propone quando l’impresa mantiene prospettive di risanamento. Necessita del consenso di almeno il 60% dei creditori e del rispetto dei privilegi .
- Liquidazione del patrimonio – consente di vendere i beni dell’impresa con la supervisione del tribunale per soddisfare i creditori; dopo la chiusura il debitore è esdebitato.
- Ristrutturazione dei debiti dell’impresa minore – lo strumento previsto dal Codice della crisi consente alle imprese sotto soglia (fatturato < 200 mila €, debiti < 500 mila €, dipendenti < 10) di accedere a procedure semplificate per l’accordo di ristrutturazione o la liquidazione controllata.
Negoziazione assistita della crisi d’impresa
Quando la crisi è potenzialmente risolvibile e l’impresa dispone di commesse future (ad esempio grandi lavori di bonifica affidati dalla pubblica amministrazione), la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 rappresenta un’alternativa meno invasiva. L’imprenditore presenta domanda con un piano che illustri i punti di forza e di debolezza dell’attività e si fa affiancare da un esperto iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia . L’esperto verifica la fattibilità delle soluzioni proposte e favorisce l’accordo con creditori e banche. Questa procedura può includere misure protettive (ad esempio blocco delle azioni esecutive) e l’accesso a finanziamenti prededucibili per sostenere l’operatività durante la trattativa.
Errori comuni e consigli pratici
Nonostante la disponibilità di numerosi strumenti difensivi, le imprese commettono spesso errori che pregiudicano le possibilità di tutela:
- Ignorare gli atti notificati – la mancata apertura della PEC o il rifiuto della raccomandata comportano la decorrenza dei termini anche senza effettiva conoscenza; l’impresa perde l’opportunità di ricorrere.
- Pagare senza verificare – molte aziende pagano somme richieste senza controllare la prescrizione o l’errore di calcolo, sprecando liquidità.
- Sottovalutare i costi – la rateizzazione riduce la rata mensile ma include interessi; occorre fare un piano finanziario per evitare nuove insolvenze.
- Non consultare professionisti – la normativa è complessa; affidarsi a persone non qualificate può aggravare la situazione. Rivolgersi a un avvocato e a un commercialista esperti consente di scegliere lo strumento più adatto.
- Non distinguere tra debiti fiscali, previdenziali e bancari – ciascuno ha regole diverse. Ad esempio, i contributi INPS relativi ai dipendenti non possono essere falcidiati come i tributi ordinari e richiedono la regolarizzazione integrale o la dilazione .
Consigli pratici: mantenere un archivio elettronico degli avvisi, calendarizzare le scadenze, verificare periodicamente la posizione con l’AER e l’INPS, richiedere i carichi pendenti tramite l’area riservata e predisporre un budget per i pagamenti futuri. Inoltre, utilizzare i periodi di sospensione (es. rottamazione) per mettere in regola anche i contributi correnti e prevenire nuovi debiti.
Tabelle riepilogative
Normativa principale
| Norma | Oggetto | Punti chiave |
|---|---|---|
| Legge 257/1992 | Cessazione dell’impiego dell’amianto | Divieto di estrazione e uso; definizioni di amianto e materiali contenenti ; limiti di esposizione |
| D.Lgs. 81/2008 (Titolo IX, capo III) | Sicurezza amianto | Obbligo di individuare l’amianto prima dei lavori ; limite 0,01 f/cm³ ; formazione quinquennale |
| Art. 2087 c.c. | Tutela della salute dei lavoratori | Datore deve adottare tutte le misure idonee; responsabilità contrattuale |
| Legge 455/1943 | Assicurazione obbligatoria | Estende la copertura a silicosi e asbestosi; visite mediche a carico del datore |
| D.Lgs. 14/2019 | Codice della crisi d’impresa | Definizioni di crisi, insolvenza, sovraindebitamento ; strumenti concorsuali |
| Legge 3/2012 | Procedure di sovraindebitamento | Definisce sovraindebitamento e piano del consumatore ; disciplina accordo coi creditori |
| D.L. 118/2021 | Composizione negoziata | Esperto indipendente per negoziare accordi e soluzioni di risanamento |
| D.L. 69/2013 (decreto del fare) | Limiti alla riscossione | Vietato pignorare l’unica abitazione non di lusso per debiti < 120 k€ ; pignoramento dei beni strumentali limitato a 1/5 del valore |
| Legge 199/2025 (Bilancio 2026) | Rottamazione‑quinquies | Definizione agevolata dei ruoli 2000‑2023; pagamento del solo capitale; 54 rate |
| Legge 199/2025 | Definizione tributi locali | Gli enti locali possono ridurre sanzioni e interessi su IMU, TARI, multe |
Termini e scadenze
| Atto o procedura | Termini | Note |
|---|---|---|
| Ricorso contro cartella o avviso di accertamento | 60 giorni dalla notifica | decorre dalla data di ricezione (PEC o raccomandata) |
| Pagamento avviso di addebito INPS | 60 giorni | dopo scaduto, l’agente della riscossione può avviare l’esecuzione |
| Rateizzazione (richiesta) | Entro scadenza della cartella | fino a 72 rate (fino al 31/12/2024), fino a 84/96/108 rate (dal 2025) |
| Rottamazione‑quinquies: domanda | entro 30 aprile 2026 | modalità esclusivamente telematica |
| Rottamazione‑quinquies: pagamento | unica soluzione entro 31 luglio 2026 o 54 rate bimestrali | prima rata 31/07/2026, seconda 30/09/2026 |
| Definizione tributi locali | termine stabilito dal Comune (≥ 60 giorni) | verificare deliberazione dell’ente |
Strumenti difensivi
| Strumento | Requisiti principali | Benefici |
|---|---|---|
| Rateizzazione | Debito iscritto a ruolo; dichiarazione di difficoltà; importo ≤ 120 k€ (84‑108 rate) o > 120 k€ (fino a 120 rate) | Diluisce il pagamento, sospende le azioni esecutive |
| Rottamazione‑quinquies | Carichi affidati AER 2000‑2023; imposte e contributi non derivanti da accertamenti; domanda entro 30 aprile 2026 | Pagamento solo del capitale; cancellazione sanzioni e interessi; sospensione esecuzioni |
| Definizione avvisi bonari | Avvisi per periodi 2019‑2021; pagamento integrale delle imposte con sanzioni ridotte al 3% | Riduce le sanzioni; evita iscrizione a ruolo |
| Definizione tributi locali | Deliberazione dell’ente locale | Annulla sanzioni e interessi su tributi municipali |
| Piano del consumatore | Persona fisica o impresa individuale sovraindebitata; conferma dal tribunale | Sospende esecuzioni, prevede falcidia dei debiti |
| Accordo di ristrutturazione | Impresa minore o società; consenso 60% creditori | Riduce debiti, sospende azioni esecutive |
| Composizione negoziata | Impresa in squilibrio finanziario; domanda alla Camera di commercio | Esperto indipendente, sospensione temporanea, possibili misure protettive |
Domande e risposte (FAQ)
1. Cosa succede se ignoro una cartella esattoriale?
Se non si paga o non si contesta la cartella entro 60 giorni, il debito diviene definitivo e l’AER può iscrivere fermi amministrativi, ipoteche o procedere a pignoramenti. Per importi superiori a 120 mila euro e immobili diversi dall’unica abitazione, è possibile pignorare la casa . Ignorare l’atto comporta anche l’aggravio di interessi e aggio. Occorre quindi analizzare subito la cartella e valutare una difesa.
2. Qual è la differenza tra cartella di pagamento e avviso di addebito INPS?
La cartella di pagamento è emessa dall’AER e può riguardare tributi (IVA, imposte sui redditi, imposta di registro) o contributi iscritti a ruolo. L’avviso di addebito INPS è emesso direttamente dall’INPS e costituisce titolo esecutivo senza necessità di ruolo. I termini di impugnazione sono identici, ma l’avviso non include sanzioni e interessi calcolati dalla riscossione; l’AER interviene solo per la fase esecutiva .
3. Posso aderire alla rottamazione se ho rateizzazioni in corso?
Sì, è possibile includere nella domanda di rottamazione‑quinquies i carichi già rateizzati. La presentazione della domanda sospende il pagamento delle rate in scadenza e delle procedure esecutive . Tuttavia, se le rate rateizzate sono relative alla rottamazione‑quater e risultano regolarmente pagate fino al 30 settembre 2025, tali carichi non possono essere nuovamente rottamati .
4. È possibile ottenere una riduzione del debito per contributi INPS?
I contributi previdenziali sono crediti privilegiati e, in linea generale, devono essere pagati integralmente. Tuttavia, con la rottamazione‑quinquies si pagano solo il capitale e le spese senza sanzioni o interessi . Nelle procedure di sovraindebitamento, il pagamento integrale dei contributi e delle risorse proprie UE è richiesto, ma può essere dilazionato .
5. Che cos’è la definizione agevolata dei tributi locali?
È la possibilità data ai Comuni e ad altri enti locali di deliberare l’annullamento o la riduzione di sanzioni e interessi su IMU, TARI e altre entrate. La legge di Bilancio 2026 consente agli enti di fissare termini e modalità; i contribuenti possono presentare domanda entro almeno 60 giorni dalla pubblicazione .
6. Se ho una sola casa, possono pignorarmela per debiti fiscali?
L’AER non può pignorare l’unica abitazione del debitore se è l’unica proprietà e non appartiene alle categorie catastali di lusso. Inoltre, il debito complessivo deve superare 120 mila euro . Tuttavia l’ipoteca può essere iscritta anche sull’unica casa, e la banca potrebbe espropriare se è gravata da mutuo.
7. Cosa devo fare se ricevo un fermo amministrativo sul veicolo aziendale?
Il fermo amministrativo impedisce la circolazione del veicolo e viene iscritto dopo un preavviso. Per sbloccarlo occorre pagare il debito o aderire a una rateizzazione o rottamazione. Alcuni veicoli sono esentati: quelli utilizzati per il trasporto di disabili, le ambulanze e i mezzi strumentali all’attività (come camion e autocarri necessari al cantiere) . In tal caso si può chiedere la revoca del fermo.
8. È possibile contestare i debiti bancari come si fa con quelli fiscali?
Con le banche si può intraprendere una contestazione se esistono anatocismo, usura, clausole vessatorie o vizi di forma nel contratto. Tuttavia, non esiste una rottamazione statale. La difesa consiste nella rinegoziazione o nell’avvio di un’azione giudiziale per la restituzione degli interessi illegittimi. Lo studio legale può condurre una perizia econometrica e proporre una transazione.
9. Cosa succede se non rispetto le rate della rottamazione?
Il mancato pagamento dell’unica rata o di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dalla rottamazione . Il debito residuo torna integralmente dovuto con sanzioni e interessi; le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto. Per evitare ciò è essenziale pianificare i pagamenti.
10. Qual è la durata massima della rateizzazione ordinaria?
Per richieste presentate fino al 31 dicembre 2024, il limite massimo è 72 rate per debiti fino a 120 mila euro; con prova documentale di difficoltà, il limite sale a 120 rate . Dal 2025, la durata aumenta a 84, 96 o 108 rate a seconda dell’anno di richiesta .
11. Posso includere un debito per una multa stradale nella rottamazione?
Le sanzioni amministrative, come le multe stradali, sono escluse dalla rottamazione‑quinquies. Possono però rientrare nella definizione agevolata dei tributi locali deliberata dal Comune .
12. Che cos’è l’esdebitazione e quando si ottiene?
L’esdebitazione è la liberazione residua dai debiti non pagati dopo il completamento di una procedura di sovraindebitamento o della liquidazione controllata. È concessa dal tribunale se il debitore ha cooperato lealmente e non ha determinato la crisi con dolo o colpa grave.
13. Posso chiedere la rateizzazione anche dopo aver ricevuto un pignoramento?
Sì, è possibile richiedere la rateizzazione anche dopo l’avvio dell’esecuzione, ma l’AER può subordinare l’accoglimento al pagamento di una parte del debito. Se la rateizzazione viene concessa, le procedure esecutive sono sospese; tuttavia, il pignoramento già iscritto rimane quale garanzia.
14. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?
Il piano del consumatore è destinato a persone fisiche e imprenditori individuali che non hanno debiti professionali significativi; non richiede l’accordo dei creditori e viene omologato dal tribunale . L’accordo di ristrutturazione è rivolto alle imprese e richiede l’approvazione di almeno il 60% dei creditori .
15. Quali sono i costi della composizione negoziata?
La composizione negoziata comporta il compenso dell’esperto (stabilito dal ministero), eventuali costi per consulenze tecniche e spese legali. Tuttavia, rispetto ai costi di una procedura concorsuale e agli interessi su un debito crescente, può risultare conveniente. Inoltre, consente di evitare la liquidazione del patrimonio e di mantenere la continuità aziendale .
16. Quando conviene scegliere la liquidazione controllata?
La liquidazione controllata conviene quando l’impresa non ha prospettive di ripresa, i debiti superano il valore dei beni e non vi sono creditori disposti a raggiungere un accordo. In questo caso, liquidare i beni ed estinguere i debiti permette di chiudere l’attività in modo ordinato e ottenere l’esdebitazione.
17. Posso includere i debiti bancari in una procedura di sovraindebitamento?
Sì, i debiti verso le banche possono essere compresi nel piano del consumatore o nell’accordo di ristrutturazione. Gli istituti di credito partecipano come creditori chirografari o privilegiati a seconda delle garanzie; la riduzione degli interessi e delle quote capitali è possibile previo accordo e compatibilmente con la disciplina delle garanzie.
18. Quali documenti servono per la domanda di rottamazione?
È necessario accedere all’area riservata del sito AER con SPID o CNS, scaricare l’elenco dei carichi definibili e compilare il modulo online selezionando le cartelle e gli avvisi da includere . Per chi non è registrato, è previsto un form pubblico che richiede l’allegazione di un documento di riconoscimento .
19. Dopo quanto tempo la richiesta di rottamazione viene accolta?
L’AER entro il 30 giugno 2026 comunicherà l’ammontare delle somme dovute e il piano delle rate . La definizione si perfeziona con il pagamento della prima rata.
20. Cosa succede ai debiti dopo la chiusura della procedura di sovraindebitamento?
Una volta eseguito il piano o distribuito l’attivo in caso di liquidazione, il debitore ottiene l’esdebitazione e non può più essere perseguito per i debiti anteriori. I creditori chirografari non pagati non hanno diritto a ulteriori azioni, mentre i privilegiati che hanno ricevuto un pagamento parziale non possono pretendere il residuo se l’accordo è stato omologato.
Simulazioni pratiche
Simulazione 1: rottamazione‑quinquies per un’impresa di bonifica
Scenario: l’impresa Alfa S.r.l. ha ricevuto cartelle e avvisi di addebito per IVA, Irpef, contributi INPS e sanzioni relative agli anni 2015‑2021, per un totale di 60 000 €. Il dettaglio è il seguente:
- IVA e Irpef (ruoli 2016‑2020) per 30 000 € di tributi, 9 000 € di sanzioni e 6 000 € di interessi;
- contributi INPS non versati (avvisi di addebito 2018‑2019) per 15 000 € di quota capitale e 5 000 € tra sanzioni e interessi.
Soluzione: l’impresa presenta domanda di rottamazione‑quinquies entro il 30 aprile 2026 includendo tutti i carichi. Secondo le regole, dovrà versare solo i capitali (30 000 € + 15 000 € = 45 000 €) e le spese di notifica (supponiamo 500 €). Le sanzioni (9 000 € + 5 000 €) e gli interessi (6 000 €) vengono annullati . Se opta per il pagamento rateale in 54 rate bimestrali, ogni rata sarà di circa 45 500 € / 54 ≈ 843 €; a partire dal 1° agosto 2026 matureranno interessi al 3% annuo. In assenza di rottamazione, l’impresa avrebbe dovuto pagare 60 000 € più aggio (circa 3 600 € al 6%) e interessi di mora.
Simulazione 2: rateizzazione ordinaria dopo la rottamazione
Scenario: l’impresa Beta S.n.c. ha carichi affidati negli anni 2024‑2025 per un importo di 120 000 € (IVA, contributi dipendenti e sanzioni). Non può accedere alla rottamazione‑quinquies poiché i carichi sono successivi al 2023. L’azienda ha un fatturato annuo di 400 000 € ma ha subito ritardi nei pagamenti da parte dei clienti pubblici.
Soluzione: la società presenta richiesta di rateizzazione ordinaria nel gennaio 2026. Poiché l’importo è pari a 120 000 €, può ottenere un piano fino a 84 rate (7 anni) sulla base della semplice dichiarazione di temporanea difficoltà . Le rate mensili saranno di circa 1 428 €, oltre interessi. In presenza di documentazione che provi la crisi di liquidità (ritardi nei pagamenti, calo di fatturato) potrebbe chiedere fino a 120 rate (10 anni). L’azienda deve però tenere conto che gli interessi di rateizzazione sono superiori a quelli della rottamazione; tuttavia, questa soluzione permette di evitare sanzioni e provvedimenti esecutivi.
Simulazione 3: piano del consumatore per imprenditore individuale
Scenario: il signor Gamma, titolare di una ditta individuale di bonifica, è esposto verso l’Erario per 80 000 € (tributi e contributi) e verso una banca per 50 000 € di mutuo su un escavatore. Non è possibile pagare integralmente e non ci sono beni immobili intestati salvo un appartamento con ipoteca a favore della banca.
Soluzione: su consiglio dello studio legale, presenta domanda per un piano del consumatore. Dimostra che la crisi deriva dalla mancata riscossione di crediti pubblici e allega un progetto di rientro che prevede: pagamento integrale dei contributi INPS e di parte delle imposte con una dilazione di 8 anni; pagamento del mutuo bancario integrale mantenendo l’ipoteca; falcidia del 40% dei tributi chirografari non privilegiati. Il tribunale omologa il piano; l’INPS non può pretendere sanzioni e interessi (perché vengono ricompresi nella rottamazione); la banca aderisce mantenendo la garanzia ipotecaria. Gamma versa rate mensili proporzionali al reddito futuro e, al termine, ottiene l’esdebitazione residua.
Approfondimento: pignoramenti, ipoteche e fermo amministrativo
Le azioni dell’Agente della Riscossione non sono tutte uguali. È utile distinguere le misure cautelari (ipoteche e fermi amministrativi) da quelle esecutive (pignoramenti) e analizzarne l’iter e i rimedi a disposizione del debitore.
Pignoramento mobiliare e immobiliare
Il pignoramento è l’atto con cui l’ufficiale giudiziario sottopone a vincolo un bene del debitore per soddisfare il credito. Nel caso di debiti fiscali, la procedura è disciplinata dagli articoli 72‑76 del D.P.R. 602/1973. Per avviare un pignoramento immobiliare l’AER deve inviare un’intimazione di pagamento e attendere 30 giorni; se il debito è superiore a 120 mila euro e non sussistono i limiti del decreto del fare, l’agente procede al pignoramento della casa . Per i beni mobili (attrezzature, computer, veicoli), l’ufficiale giudiziario può recarsi presso la sede dell’impresa e redigere un verbale; per i beni strumentali, però, può pignorare solo fino a un quinto del loro valore .
Contestazione del pignoramento: è possibile impugnarlo davanti al giudice dell’esecuzione, eccependo l’inesistenza del titolo esecutivo, la prescrizione, vizi di notifica o la violazione dei limiti (ad esempio se il bene è strumentale e il valore pignorato supera 1/5). Per i beni strumentali è anche possibile chiedere la substituzione del bene con una somma di denaro depositata a garanzia.
Ipoteca sugli immobili
L’AER può iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore se il debito supera 20 000 €. L’ipoteca è una misura cautelare che non comporta la perdita immediata del bene, ma ne limita la commerciabilità e costituisce garanzia per il fisco. L’agente della riscossione deve inviare un preavviso di ipoteca; il debitore può proporre opposizione entro 20 giorni contestando la legittimità dell’iscrizione. È importante sapere che anche l’unica abitazione può essere ipotecata (pur non essendo pignorabile se si rispettano i limiti del decreto del fare) e che l’ipoteca decade con l’estinzione del debito o con la rottamazione.
Fermo amministrativo dei veicoli
Il fermo amministrativo sui veicoli è disciplinato dall’articolo 86 del D.P.R. 602/1973. L’agente della riscossione notifica al debitore un preavviso di fermo indicando il veicolo e l’importo dovuto. Trascorsi 30 giorni senza pagamento, l’agente iscrive il fermo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e invia al debitore l’iscrizione. Il veicolo non può circolare; l’uso comporta sanzioni. Tuttavia, il fermo è illegittimo se riguarda veicoli adibiti a trasporto di persone con disabilità, ambulanze o veicoli indispensabili per l’attività lavorativa . In tal caso si può chiedere la cancellazione allegando documentazione (ad esempio visura camerale che prova l’uso esclusivo per l’attività).
Relazione con la rottamazione e la rateizzazione: la presentazione della domanda di rottamazione o di rateizzazione sospende l’efficacia dei fermi e ne impedisce l’iscrizione. Se il fermo è già stato iscritto, verrà revocato solo dopo il pagamento della prima rata.
Sequestro e pignoramento presso terzi
Oltre a beni mobili e immobili, l’AER può pignorare crediti verso terzi (ad esempio somme depositate in banca o crediti verso i clienti). Il pignoramento presso terzi viene notificato all’istituto di credito o al committente, che dovrà trattenere le somme e versarle all’erario. Anche qui il decreto del fare tutela l’esercizio dell’attività: non possono essere pignorati crediti necessari alla sopravvivenza dell’impresa in misura superiore a 1/5 del totale.
Suggerimento pratico: in caso di esposizioni fiscali rilevanti, è opportuno avere un conto dedicato alle ritenute e all’IVA, così da garantire la disponibilità delle somme necessarie e ridurre il rischio di pignoramenti. Inoltre, concordare con i clienti clausole che prevedano pagamenti su conti non soggetti a pignoramento può proteggere i flussi di cassa.
Approfondimento giurisprudenziale: responsabilità del datore di lavoro e amianto
Le sentenze della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale costituiscono guida fondamentale per le imprese di bonifica dell’amianto. Di seguito alcuni principi rilevanti:
- Burden of proof – La Corte di Cassazione, nel 2025, ha ribadito che l’obbligo di dimostrare l’adozione di misure di sicurezza grava sul datore di lavoro e non sul lavoratore . Se il lavoratore dimostra di aver prestato la propria opera in ambiente esposto all’amianto e di aver subito un danno alla salute, l’azienda deve provare di aver adottato tutte le misure possibili (uso di DPI, sistemi di aspirazione, rotazione dei turni) per evitare il danno. In caso contrario, è responsabile per i danni subiti.
- Riconoscimento della malattia professionale – La Cassazione ha sottolineato che l’asbestosi era riconosciuta come malattia professionale già dalla Legge 455/1943 e che l’amianto è stato progressivamente vietato sino al divieto totale del 1992 . Pertanto non si può sostenere che l’assenza di norme specifiche esonerasse l’impresa dal proteggere i lavoratori.
- Causalità probabilistica – La responsabilità del datore di lavoro sussiste anche quando il nesso causale è probabilistico. Non è necessario dimostrare con certezza che la malattia è stata causata dall’esposizione all’amianto presso quell’azienda; basta che l’esposizione sia idonea a provocare la malattia e che vi sia un’elevata probabilità . Questo principio amplia la tutela dei lavoratori e aumenta la responsabilità delle imprese.
- Lavori all’aperto – L’argomento secondo cui i lavori all’aperto ridurrebbero la concentrazione di fibre e quindi la responsabilità del datore non è stato accolto dalla Cassazione . Anche in cantiere all’aperto l’impresa deve adottare tutte le cautele (zone di confinamento, barriere, nebulizzazione dell’acqua) per evitare la dispersione delle fibre.
- Responsabilità contrattuale e extracontrattuale – L’art. 2087 c.c. prevede una responsabilità contrattuale: l’inosservanza delle norme di sicurezza integra inadempimento contrattuale e non solo fatto illecito. Ciò significa che la responsabilità è più ampia e prescinde dalla prova del danno; inoltre, il termine di prescrizione è decennale.
Le imprese di bonifica, dunque, devono non solo rispettare le norme, ma anche documentare tutte le misure adottate, mantenere i registri di formazione dei dipendenti, conservare le certificazioni di smaltimento e le analisi di laboratorio. In caso di contenzioso con un ex dipendente, queste prove possono ridurre o escludere la responsabilità.
Rinegoziazione del debito bancario: strategie operative
Molte imprese che operano nella bonifica utilizzano finanziamenti a medio-lungo termine per acquistare macchinari costosi e coprire i costi di smaltimento. Quando i flussi di cassa diminuiscono a causa di ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione o di contenziosi con i committenti, il rimborso del debito bancario può diventare insostenibile. Di seguito alcune strategie per negoziare con gli istituti di credito:
- Analisi del contratto di finanziamento – Prima di avviare la trattativa è necessario verificare il tasso di interesse, le commissioni di istruttoria e di incasso, la presenza di clausole di indicizzazione o di spread variabile, e confrontare il TAEG con il tasso soglia antiusura. In caso di superamento, si può proporre la conversione del contratto a tasso legale o la restituzione degli interessi indebitamente percepiti.
- Rimodulazione del piano di ammortamento – Si può chiedere all’istituto una rimodulazione con allungamento della durata, riduzione della rata e previsione di un periodo di pre-ammortamento (solo interessi). Questa opzione è spesso prevista nei contratti, ma necessita dell’approvazione del consiglio di amministrazione della banca.
- Conversione dei finanziamenti a breve in finanziamenti a medio termine – Per le esposizioni in conto corrente o per anticipi su fatture, la banca può concordare la conversione in finanziamenti rateali garantiti da ipoteca o da pegno su macchinari. Questo consente di stabilizzare l’esposizione e ridurre gli interessi.
- Rinegoziazione delle garanzie – È possibile offrire garanzie integrative come fideiussioni dei soci o ipoteche su beni personali per ottenere la riduzione del tasso. Tuttavia, bisogna valutare il rischio di espropriazione in caso di inadempimento.
- Utilizzo di fondi di garanzia e moratorie – Gli istituti possono accedere al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI o ad altri fondi regionali che coprono parte del rischio. La moratoria straordinaria (ad esempio prevista in periodi di emergenza pandemica) può sospendere temporaneamente le rate di capitale.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti bancari nell’ambito del sovraindebitamento – Nelle procedure di ristrutturazione e nel piano del consumatore è possibile includere i debiti bancari. La banca è tenuta a partecipare e, se il piano è omologato, subisce la falcidia del debito come gli altri creditori chirografari. Per la banca, l’alternativa è spesso peggiore (liquidazione con recupero parziale), quindi può accettare condizioni più favorevoli al debitore.
Esempio pratico: un’impresa di bonifica ha un finanziamento di 300 000 € a tasso fisso del 6% con rata mensile di 5 000 €. A causa della diminuzione degli incassi, chiede la rimodulazione del piano: la banca accetta di estendere la durata di 5 anni e di ridurre il tasso al 4,5% in cambio dell’ipoteca su un capannone. La nuova rata scende a 3 500 €, consentendo all’impresa di pagare regolarmente. Contestualmente, l’impresa avvia la rottamazione per le cartelle esattoriali e ottiene la sospensione delle azioni esecutive.
La composizione negoziata della crisi: fasi operative
La composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 rappresenta un passaggio rivoluzionario nel diritto della crisi. A differenza delle procedure concorsuali tradizionali, la composizione parte da un’istanza dell’imprenditore che, riconoscendo il proprio stato di difficoltà, si attiva per trovare un accordo con i creditori. Vediamo le fasi principali della procedura:
- Valutazione preliminare e accesso alla piattaforma – L’imprenditore deve eseguire un test pratico per verificare se la propria impresa è in crisi o insolvenza, caricando gli ultimi bilanci e i flussi di cassa. Il test, disponibile sulla piattaforma delle camere di commercio, restituisce un punteggio: se l’impresa è in difficoltà, si invita a presentare la domanda di composizione .
- Presentazione dell’istanza – Tramite la piattaforma telematica, l’imprenditore carica la domanda indicando i dati dell’impresa, la descrizione della crisi, l’elenco dei creditori, l’eventuale presenza di procedure pendenti (es. rottamazioni, piani del consumatore) e allega documenti contabili. L’istanza è trasmessa al segretario generale della camera di commercio che, entro cinque giorni, nomina l’esperto indipendente selezionato dagli elenchi regionali .
- Nomina dell’esperto – L’esperto è un professionista con competenze in materia concorsuale, nominato in base a criteri di territorialità e rotazione. Deve essere indipendente e non avere conflitti di interessi. Dopo la nomina, convoca l’imprenditore entro cinque giorni per un primo incontro.
- Redazione del piano di risanamento – Insieme all’esperto, l’imprenditore prepara un piano che identifica le cause della crisi, i flussi di cassa prevedibili, gli asset strategici e le passività. Il piano può prevedere l’apporto di nuova finanza, la cessione di rami d’azienda, la riduzione dei costi, la rinegoziazione dei debiti bancari e fiscali. L’esperto valuta la fattibilità del piano e suggerisce modifiche.
- Negoziazione con i creditori – L’esperto convoca i creditori (banche, fornitori, Erario, INPS) per proporre soluzioni. Può invitare l’Agenzia delle Entrate a ridurre o dilazionare i tributi nell’ambito della transazione fiscale, presentando una relazione che dimostra la convenienza del piano rispetto alla liquidazione. L’obiettivo è ottenere l’adesione di una maggioranza di creditori sufficiente a rendere efficace l’accordo.
- Misure protettive – L’imprenditore può chiedere al tribunale misure protettive dei beni (sospensione dei pignoramenti, del pagamento di determinati crediti) se queste sono necessarie per la riuscita delle trattative. Il tribunale può concederle per la durata della composizione negoziata, verificando l’assenza di pregiudizio per i creditori. .
- Conclusione della procedura – Se le trattative hanno successo, le parti sottoscrivono un accordo che può essere omologato dal tribunale (se necessario). In caso contrario, l’imprenditore può accedere ad altre procedure (concordato, liquidazione). L’esperto redige una relazione finale. L’intera procedura è caratterizzata da riservatezza: solo i creditori coinvolti e il tribunale ne sono a conoscenza, salvaguardando l’immagine aziendale.
Vantaggi per l’impresa di bonifica: la composizione negoziata consente di trattare simultaneamente con l’Erario, l’INPS, le banche e i fornitori, evitando la frammentazione delle negoziazioni. L’esperto, essendo indipendente, conferisce credibilità al piano. Inoltre, l’accesso alle misure protettive impedisce che l’attività venga paralizzata da azioni esecutive, permettendo di continuare le bonifiche e di generare reddito.
Simulazione 5: composizione negoziata per un’impresa di bonifica
Scenario: l’impresa Epsilon S.p.A., con 30 dipendenti e un fatturato di 3 milioni di euro, subisce una riduzione del 40% delle commesse a causa di un imprevisto blocco di gare pubbliche. Ha debiti per 500 000 € con banche e 250 000 € con l’erario e l’INPS, oltre a leasing in corso su mezzi meccanici. Nonostante questi debiti, l’impresa ha un portafoglio ordini potenziale per i prossimi due anni e possiede un capannone.
Soluzione: su consiglio dello studio, Epsilon accede alla composizione negoziata. Prepara l’istanza tramite la piattaforma, allegando i bilanci e un piano che prevede:
- cessione di un vecchio mezzo e leasing di uno nuovo con minori costi operativi;
- richiesta alle banche di consolidamento dei debiti a breve in un unico finanziamento con durata decennale;
- proposta all’Agenzia delle Entrate di transazione fiscale con pagamento integrale dell’IVA e delle ritenute, dilazione decennale per l’Irpef e contestuale rinuncia alle sanzioni mediante ricorso alla rottamazione;
- piano di riduzione dei costi generali (affitto del capannone non utilizzato a terzi).
L’esperto convoca i creditori; le banche accettano il consolidamento offrendo tasso ridotto grazie alla garanzia del Fondo Centrale; l’INPS aderisce alla dilazione prevista dalla rottamazione per i contributi; l’AER accetta la transazione poiché il recupero proposto è superiore a quello ottenibile in liquidazione. Il tribunale concede misure protettive che sospendono un pignoramento già notificato. Dopo la firma dell’accordo, l’impresa continua l’attività e in due anni ritorna in utile. Questa simulazione dimostra che la composizione negoziata può essere lo strumento più adatto per aziende strutturate.
Domande e risposte supplementari
29. Posso chiedere sia la rottamazione sia la composizione negoziata?
Sì, non vi è incompatibilità. La rottamazione riguarda la definizione dei carichi pendenti; la composizione negoziata è un procedimento più ampio che mira a ristrutturare l’intero debito. L’impresa può aderire alla rottamazione per i carichi ammessi (2000‑2023) e parallelamente avviare la composizione per trattare i debiti bancari e quelli non rientranti nella rottamazione. L’esperto terrà conto dell’adesione alla rottamazione nel piano.
30. Qual è la differenza tra misura cautelare e misura esecutiva?
Una misura cautelare (ipoteca, fermo amministrativo) è posta a tutela del credito per garantire il pagamento; non comporta la vendita immediata dei beni. La misura esecutiva (pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi) è l’atto che avvia la vendita del bene o la sottrazione del credito. La rottamazione e la rateizzazione sospendono le misure cautelari e impediscono l’avvio di misure esecutive.
31. Posso usare crediti fiscali per compensare i debiti in rottamazione?
No, la rottamazione prevede il pagamento in denaro. Tuttavia, le leggi di bilancio spesso consentono l’utilizzo di crediti commerciali o fiscali per compensare parte dei debiti iscritti a ruolo (ad esempio crediti certificati verso la pubblica amministrazione). È necessario verificare di volta in volta le normative vigenti.
32. Quali controlli devo fare per evitare problemi con l’amianto?
Oltre al rispetto della Legge 257/1992 e del D.Lgs. 81/2008, l’impresa deve redigere un piano di lavoro per ogni cantiere, ottenere l’approvazione dell’ASL, effettuare campionamenti ambientali e personali, formare i lavoratori almeno ogni cinque anni , utilizzare DPI certificati (maschere P3, tute monouso) e predisporre aree di decontaminazione. Conservare la documentazione e i registri è fondamentale per dimostrare il rispetto degli obblighi e limitare la responsabilità.
33. Cos’è la transazione fiscale e quando si applica?
La transazione fiscale è la possibilità di concordare con l’Agenzia delle Entrate il pagamento parziale o dilazionato dei tributi nell’ambito di una procedura concorsuale (concordato preventivo, accordo di ristrutturazione, composizione negoziata). L’AER può accettare una riduzione dell’IVA e delle imposte dirette solo se il piano di ristrutturazione garantisce una soddisfazione dei creditori pubblici superiore a quella ottenibile in caso di liquidazione. Per contributi previdenziali e ritenute, invece, si può proporre solo la dilazione .
34. Quando conviene chiedere il piano del consumatore invece della composizione negoziata?
Il piano del consumatore è pensato per persone fisiche o imprenditori individuali con debiti prevalentemente personali o da piccola attività. Non richiede il consenso dei creditori e può prevedere la falcidia dei debiti chirografari. La composizione negoziata è più indicata per imprese strutturate che necessitano di trattative con molti creditori e che mirano a proseguire l’attività. La scelta dipende dall’organizzazione aziendale, dall’importo dei debiti e dalla volontà di continuare l’impresa.
FAQ aggiuntive
21. Come posso sapere se un bene è strumentale e quindi parzialmente impignorabile?
Un bene è considerato strumentale quando è necessario per l’attività dell’impresa (es. mezzi di trasporto, macchinari per la bonifica, software). La giurisprudenza richiede che il bene non abbia funzione residuale ma sia effettivamente usato. È consigliabile avere registri interni e prove d’uso. In caso di pignoramento, si può eccepire la strumentalità e chiedere la liberazione oltre il quinto del valore .
22. È possibile rateizzare un debito dopo essere decaduti da una precedente rateizzazione?
In linea generale, chi decade da una rateizzazione non può ottenerne una nuova sugli stessi carichi, salvo che il debito rientri in una nuova rottamazione. Tuttavia, la legge prevede che, se il contribuente versa almeno tutte le rate scadute, può chiedere la prosecuzione del piano. È opportuno verificare caso per caso.
23. Cosa succede se la mia impresa fallisce durante la rateizzazione?
Se l’impresa è soggetta a liquidazione giudiziale (fallimento), le rateizzazioni e le rottamazioni decadono; l’AER deve insinuarsi al passivo e i crediti tributari hanno privilegio. Nelle procedure di sovraindebitamento la normativa consente la falcidia, ma nel fallimento i privilegi devono essere soddisfatti integralmente con il ricavato della liquidazione.
24. Devo versare le ritenute dei dipendenti anche se in crisi?
Le ritenute operate ai dipendenti (Irpef, addizionali) sono somme di terzi; non pagarle costituisce reato punito dal D.Lgs. 74/2000. In caso di crisi, è opportuno pagare prima le ritenute e i contributi correnti e utilizzare gli strumenti di rottamazione e rateizzazione per i debiti pregressi. Nelle procedure di sovraindebitamento le ritenute possono essere solo dilazionate, non falcidiate .
25. Cosa sono le “risorse proprie dell’Unione Europea” e perché non si possono rottamare?
Le risorse proprie UE sono tributi europei (ad esempio dazi doganali e quote destinate al bilancio UE). La normativa europea vieta qualsiasi riduzione o condono; pertanto tali debiti non rientrano nella rottamazione o nella definizione agevolata .
26. I debiti previdenziali verso casse professionali (Inarcassa, Cassa geometri) possono essere definiti?
Le casse professionali autonome non sono gestite dall’INPS e non partecipano alla rottamazione. Per tali debiti, l’unico rimedio è la rateizzazione prevista dai regolamenti interni di ciascuna cassa. In alcuni casi, è possibile includerli in un accordo di ristrutturazione del debito nell’ambito del sovraindebitamento.
27. Qual è la differenza tra ipoteca legale e ipoteca giudiziale?
L’ipoteca legale è iscritta automaticamente dalla legge in alcuni casi (ad esempio a favore del venditore o del creditore ipotecario), mentre l’ipoteca giudiziale deriva da una sentenza o da un titolo esecutivo. L’AER iscrive una ipoteca legale come misura cautelare a garanzia del credito. Il privato creditore (ad esempio la banca) può chiedere al giudice l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale dopo aver ottenuto un decreto ingiuntivo.
28. Posso chiedere la sospensione dell’esecuzione se sto presentando ricorso?
Sì, quando si propone ricorso contro un atto dell’AER o un avviso di addebito, è possibile chiedere al giudice la sospensione dell’esecutività dell’atto in presenza di gravi motivi (ad esempio pericolo di danno grave e irreparabile). La sospensione può essere concessa con decreto monocratico o in sede collegiale. Durante la sospensione, l’AER non può proseguire con pignoramenti o fermi.
Simulazione 4: fermo amministrativo e definizione tributi locali
Scenario: l’impresa Delta, specializzata in bonifiche ambientali, riceve un preavviso di fermo per 10 000 € di TARI arretrata del proprio comune e per 8 000 € di cartelle relative all’IMU di un magazzino. Inoltre ha un debito di 20 000 € per sanzioni e interessi su multe stradali della flotta.
Soluzione: la società verifica che il comune ha deliberato la definizione agevolata dei tributi locali ai sensi della legge di Bilancio 2026 . Presenta quindi domanda di definizione agevolata entro il termine previsto (es. 31 ottobre 2026), ottenendo l’annullamento di sanzioni e interessi sulla TARI e sull’IMU; paga solo il capitale (10 000 € + 8 000 €) in tre rate. Per le multe stradali (entrate patrimoniali), la definizione permette di ridurre gli interessi. Contestualmente, chiede la sospensione del fermo amministrativo in quanto il camion è indispensabile per l’attività e dimostra che l’azienda opera nel settore della bonifica . Dopo il pagamento della prima rata, il fermo viene cancellato.
Conclusione
Le imprese di bonifica dell’amianto svolgono un servizio fondamentale per la salute pubblica e l’ambiente, ma sono esposte a rischi economici notevoli. Le normative italiane impongono rigidi standard di sicurezza e igiene, mentre le leggi fiscali e previdenziali prevedono sanzioni severe in caso di inadempimento. Tuttavia, il legislatore ha introdotto strumenti che permettono di gestire il debito in modo sostenibile: rateizzazioni estese, definizioni agevolate come la rottamazione‑quinquies, procedimenti di sovraindebitamento e la composizione negoziata. Conoscere questi strumenti e utilizzarli tempestivamente può fare la differenza tra la continuità operativa e l’espropriazione.
Un’assistenza professionale mirata consente di individuare vizi nei procedimenti, impugnare gli atti illegittimi, ottenere la sospensione delle esecuzioni e concordare piani di rientro che preservino la liquidità aziendale. Lo Studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo vanta competenze specialistiche in materia bancaria e tributaria, nonché nell’ambito del sovraindebitamento e della crisi d’impresa. Il team multidisciplinare di avvocati e commercialisti, coordinato dall’avvocato cassazionista Monardo, è in grado di gestire ogni fase: dall’analisi degli atti al ricorso, dalla negoziazione con l’AER e le banche alla predisposizione di piani del consumatore e accordi di ristrutturazione.
Agire tempestivamente è essenziale: ogni giorno di ritardo può comportare l’avvio di fermi, ipoteche o pignoramenti che paralizzano l’impresa. È fondamentale non affrontare da soli una materia così complessa: solo un professionista esperto può valutare le opzioni, interfacciarsi con l’amministrazione e i giudici, e garantire la tutela dei diritti.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: insieme al suo staff di avvocati e commercialisti, potrà valutare la tua situazione, bloccare le azioni esecutive e predisporre strategie legali efficaci per il rientro. Salvaguardare la tua impresa di bonifica e continuare a proteggere l’ambiente è possibile, a patto di intervenire con competenza e tempestività.