Aggiornato a gennaio 2026 (Italia). Focus operativo e difensivo dal punto di vista del debitore/contribuente, con riferimenti normativi e istituzionali.
Introduzione
Gestire un’agenzia di consulenza aziendale (studio/agenzia, ditta individuale, SRL o società di persone) con debiti verso Fisco, INPS e banche non è solo un problema “contabile”: è un problema giuridico che, se trascurato, può trasformarsi rapidamente in fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti (anche su conti e crediti verso clienti), azioni giudiziali bancarie, blocco del DURC e perdita di affidabilità commerciale. Nel 2026, inoltre, il quadro cambia in modo rilevante: il Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33) produce effetti dal 1° gennaio 2026, razionalizzando molte regole operative della riscossione coattiva.
Il punto cruciale, dal tuo punto di vista di debitore, è questo: difendersi non significa “scappare” dal debito, ma governarlo con strumenti legali e tempi corretti. Le soluzioni realisticamente utili (e spesso combinabili) includono: – verifica di vizi formali e sostanziali degli atti; – uso dei rimedi “a monte” (istanze mirate, autotutela quando sensata, accesso documentale) e “a valle” (ricorsi e opposizioni); – sospensioni cautelari quando l’esecuzione è imminente; – rateizzazioni (ordinarie o documentate) e definizioni agevolate; – nel 2026, la nuova Rottamazione‑quinquies (Legge di bilancio 2026) per specifiche tipologie di carichi, con regole e scadenze stringenti ma vantaggi potenzialmente enormi; – strumenti di gestione della crisi (composizione negoziata, procedure “minori”, accordi, esdebitazione), per evitare che l’azienda venga schiacciata dall’effetto cumulativo di fisco/previdenza/banche.
Presentazione professionale: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e team multidisciplinare
In un contesto in cui gli atti esecutivi e i termini sono “a prova di errore”, la differenza la fa l’assistenza di un professionista che sappia leggere l’atto, scegliere il rimedio e negoziare con fermezza. In questa guida viene presentato l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti, con un taglio operativo orientato alla difesa del debitore.
Secondo quanto riportato in profili professionali pubblici e materiali divulgativi collegati allo “Studio Monardo”, l’Avv. Monardo è: – avvocato cassazionista; – coordinatore di professionisti esperti a livello nazionale in diritto bancario e tributario; – Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (storicamente L. 3/2012; oggi procedure nel Codice della crisi) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; – professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi); – Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa (istituto introdotto dal D.L. 118/2021, conv. in L. 147/2021).
Come può aiutarti concretamente: analisi dell’atto e della posizione debitoria, individuazione dei vizi e delle decadenze, predisposizione di ricorsi/opposizioni e istanze cautelari, trattative con AdER/INPS/banche, costruzione di piani di rientro sostenibili e, quando serve, accesso a soluzioni giudiziali o stragiudiziali di regolazione della crisi.
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Prima mossa del debitore
Se sei un’agenzia di consulenza con debiti, la priorità non è “pagare qualcosa” a caso per paura: la priorità è non perdere il controllo dei tempi e non consolidare errori.
Mappa rapida: tre creditori, tre logiche (ma un solo rischio)
Fisco/AdER: spesso il rischio maggiore è la “conversione” in riscossione coattiva (fermi, ipoteche, pignoramenti su conti e crediti). Nel 2026 trovi le regole sistematizzate nel D.Lgs. 33/2025, efficace dal 1° gennaio 2026.
INPS: qui l’atto tipico è l’avviso di addebito con valore di titolo esecutivo (non è “un sollecito”: è già base per esecuzione), disciplinato dall’art. 30 D.L. 78/2010.
Banche: la banca agisce con logiche civilistiche (decreto ingiuntivo/precetto/pignoramento), ma spesso l’arma più sottovalutata è il tempo: se non reagisci nei termini, l’azione diventa molto più difficilmente arrestabile.
Checklist operativa entro 72 ore dalla notifica
1) Identifica l’atto e la data “giuridica” di notifica (raccomandata A/R, PEC, messo, ecc.).
2) Capisci se l’atto è già esecutivo o se è “prodromico” (preavviso, intimazione, avviso bonario).
3) Separazione dei debiti: imposte dichiarate/non versate; accertamenti; sanzioni; contributi; debiti bancari chirografari o garantiti.
4) Congela le decisioni impulsive: una rateizzazione o un pagamento parziale possono essere utili, ma vanno coordinati con l’eventuale contenzioso, soprattutto se ci sono vizi seri.
5) Allerta liquidità: se temi pignoramenti su conto/crediti, programma incassi e pagamenti essenziali in modo tracciabile e coerente (non “svuotamenti” improvvisi: possono diventare controproducenti anche sul piano penale/concorsuale).
Difendersi da Fisco e Agenzia Entrate‑Riscossione
Dal primo atto al pignoramento
Nella pratica, una posizione debitoria “tipica” di un’agenzia di consulenza nasce spesso da: – omessi versamenti (IVA, ritenute, imposte dichiarate); – controlli automatizzati o formali (artt. 36‑bis/36‑ter DPR 600/1973; 54‑bis/54‑ter DPR 633/1972 richiamati anche dalla Rottamazione‑quinquies 2026); – accertamenti (anche “esecutivi”) che accorciano drasticamente la distanza tra contestazione e riscossione. L’art. 29 del D.L. 78/2010 disciplina la “concentrazione della riscossione nell’accertamento”: l’avviso contiene intimazione a pagare entro il termine di ricorso e diventa esecutivo con la notifica; trascorsi 30 giorni dal termine ultimo di pagamento, le somme possono essere affidate all’agente della riscossione anche per esecuzione forzata, senza cartella.
Da debitore, il passaggio mentale da fare è: non aspettare la cartella per attivarti. L’atto “a monte” può già essere “titolo”.
Rateizzazione ordinaria: cosa è cambiato e cosa vale nel 2026
La rateizzazione è un presidio essenziale quando: – il debito è “vero” (o comunque non contestabile utilmente); – serve interrompere escalation esecutiva e ricostruire cassa.
Con la riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024), l’art. 19 DPR 602/1973 è stato riscritto con un impianto a scaglioni temporali, prevedendo che per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026 la dilazione “a semplice dichiarazione” possa arrivare fino a 84 rate mensili, e in caso di comprovata difficoltà documentata fino a 120 rate (le soglie aumentano ulteriormente negli anni successivi).
Implicazione pratica: se nel 2026 chiedi la rateizzazione, hai (in molti casi) un perimetro più ampio rispetto alle vecchie “72 rate” storiche. Ma la rateizzazione non è un “tasto pausa” infinito: ha regole di decadenza e, soprattutto, può interagire con:
– definizioni agevolate;
– giudizi pendenti;
– atti già esecutivi.
Pignoramento AdER su conti e crediti di clienti
Dal 1° gennaio 2026, la disciplina di riferimento è nel D.Lgs. 33/2025. Per un’agenzia di consulenza è cruciale conoscere due norme “da sopravvivenza”:
- Pignoramento dei crediti verso terzi (art. 170 TU 2025): l’atto può contenere l’ordine al terzo (cliente, committente, banca) di pagare direttamente all’agente della riscossione, fino a concorrenza del credito; con tempistiche differenziate per crediti già maturati e crediti futuri alle scadenze.
- Limiti di pignorabilità (art. 171 TU 2025): per stipendi/salari/indennità collegati al lavoro sono previste percentuali (1/10 fino a 2.500€, 1/7 tra 2.500€ e 5.000€, ecc.) e una tutela specifica sull’ultimo emolumento accreditato su conto.
Per un’agenzia, spesso il “colpo” non è solo il conto corrente: è il credito verso clienti. Qui la difesa si gioca su: – legittimità e presupposti dell’atto; – eventuali vizi di notifica degli atti presupposti; – strategie di continuità aziendale (per evitare che il pignoramento “uccida” l’impresa e, paradossalmente, riduca la capacità di pagare).
Fermo e ipoteca: soglie, preavvisi, difese operative
Dal 2026 le regole del fermo di beni mobili registrati sono nel Testo unico (art. 187). È prevista: – una comunicazione preventiva con l’avviso che, in mancanza di pagamento entro 30 giorni, il fermo sarà iscritto senza ulteriore comunicazione; – una difesa tipica: dimostrare entro il termine che il bene è strumentale all’attività d’impresa o professione.
Per l’ipoteca (art. 178 TU 2025), l’agente può iscriverla se il credito complessivo non è inferiore a 20.000 euro e deve notificare una comunicazione preventiva con 30 giorni per pagare prima dell’iscrizione.
Per l’espropriazione immobiliare (art. 177 TU 2025) esistono limiti importanti, tra cui: – divieto di espropriare l’unico immobile adibito a uso abitativo con residenza anagrafica (salvo abitazioni di lusso A/8 A/9, ecc.); – possibilità di procedere (nei casi diversi) se il credito supera 120.000 euro e dopo iscrizione ipoteca e decorso di almeno sei mesi senza estinzione.
Per un debitore “impresa di servizi”, queste tre leve (preavviso fermo, comunicazione ipoteca, soglia esproprio) sono spesso la differenza tra un danno gestibile e uno irreversibile.
Estratto di ruolo e tutela “anticipata”: cosa si può fare oggi
La riforma ha inciso anche sul tema dell’impugnabilità dell’estratto di ruolo. Il D.Lgs. 110/2024 ha riscritto l’art. 12 DPR 602/1973: l’estratto di ruolo non è impugnabile, ma il ruolo/cartella che si assumono invalidamente notificati possono essere impugnati se il debitore dimostra un pregiudizio tra quelli tipizzati (es. partecipazione a una procedura di appalto, riscossione di somme da soggetti pubblici, perdita di benefici nei rapporti con la P.A., ecc.).
Sul piano costituzionale, la Corte costituzionale (sent. n. 190/2023) ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate su tale limitazione, pur evidenziando criticità sistemiche e richiamando il legislatore a scelte di sistema.
Traduzione pratica per il debitore: se scopri un debito da accessi telematici/estratti e vuoi “aprire il contenzioso”, devi farlo con un pregiudizio qualificato o con l’impugnazione di un atto effettivamente notificato/ricostruibile. La strategia non è “ricorso standard”: è costruzione documentale del pregiudizio.
Difendersi da INPS
L’atto chiave: avviso di addebito (titolo esecutivo)
Per i crediti contributivi INPS, dal 2011 il perno è l’avviso di addebito con valore di titolo esecutivo: l’art. 30 D.L. 78/2010 prevede l’emissione dell’avviso di addebito, l’intimazione a pagare e un impianto che consente la riscossione coattiva. Il debitore può presentare ricorso amministrativo (nei limiti e termini previsti, comunque non oltre 90 giorni per i crediti accertati dagli uffici), e l’avviso può includere anche crediti già accertati e non contestati.
Termine di opposizione e giudice competente
L’opposizione giudiziale dei crediti contributivi iscritti a ruolo è disciplinata dall’art. 24 D.Lgs. 46/1999: il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica della cartella; nel giudizio il giudice può sospendere l’esecuzione per gravi motivi.
Nella prassi, questo impianto viene usato come cornice anche per l’avviso di addebito INPS, perché il rischio vero è uno: se perdi il termine, spesso ti trovi a difenderti quando l’esecuzione è già partita (conto bloccato, pignoramento presso terzi, ecc.).
Difese tipiche (lato debitore)
Le difese “forti” in materia INPS, in concreto, sono quasi sempre: – presupposti dell’obbligo contributivo (in particolare su gestione commercianti/artigiani o su qualificazioni); – contestazione su periodi e base imponibile; – vizi di notifica e di motivazione/completezza dell’atto; – coordinamento con eventuali accertamenti fiscali (quando l’avviso INPS deriva da dati fiscali o da verifiche incrociate).
Operativamente, la difesa efficace è spesso “binaria”:
1) bloccare subito l’effetto esecutivo (se necessario con sospensione);
2) lavorare sul merito (perché, a differenza di molte pretese fiscali, il contributivo può reggere su basi fattuali se non smontate correttamente).
Difendersi da banche e intermediari
Il problema tipico dell’agenzia di consulenza
Una consulenza aziendale spesso si finanzia con: – affidamenti di c/c (scoperti, revoche); – finanziamenti chirografari o garantiti; – leasing, factoring, anticipo fatture; – (quasi sempre) fideiussioni personali di amministratori/soci.
Per il debitore, l’obiettivo non è “fare causa alla banca” come automatismo: l’obiettivo è riportare il debito a un perimetro negoziabile, riducendo asimmetria informativa e pressione.
Tre livelli di difesa
Livello negoziale (prima scelta quando possibile): ristrutturazione del debito, piani di rientro, accordi transattivi, moratorie, conversioni del debito (solo se sostenibili e senza clausole capestro).
Livello documentale‑tecnico: audit su contratti, piano di ammortamento, interessi, commissioni, garanzie. Qui spesso emergono leve concrete di negoziazione (non “miracoli”).
Livello giudiziale: opposizione a decreto ingiuntivo, contestazione del saldo, eccezioni su garanzie, richieste cautelari. È una strada più costosa e lenta, ma talvolta necessaria per evitare esecuzione.
Focus pratico: fideiussioni “modello ABI” e leva antitrust
Molti imprenditori (anche nel settore servizi) hanno firmato fideiussioni redatte su schemi standardizzati. Un punto istituzionale che ritorna spesso nelle difese è il Provvedimento Banca d’Italia n. 55/2005, relativo allo schema ABI “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie”, che ha analizzato profili anticoncorrenziali (intese restrittive) su specifiche clausole dello schema.
Sul piano giurisprudenziale, la questione è arrivata alle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 41994/2021), comunemente richiamata perché affronta l’impostazione della nullità “a valle” e la possibilità di una nullità parziale delle clausole collegate all’intesa.
Come usarla in modo serio (non “da slogan”): non basta dire “ho la fideiussione ABI quindi è nulla”. Serve: – verificare se il testo riproduce davvero le clausole contestate; – verificare la data, il contesto e la struttura della garanzia; – costruire una strategia che usi quella leva per negoziare o contestare, senza trasformarla in un boomerang processuale.
Strumenti alternativi e soluzioni strutturali di crisi
Quando Fisco + INPS + banche si sommano, il rischio non è solo economico: è sistemico. Se la tua agenzia è ancora “salvabile”, va protetta la continuità; se non lo è, va evitata l’emorragia con strumenti ordinati e legalmente difendibili.
Composizione negoziata della crisi
Il D.L. 118/2021 (conv. L. 147/2021) ha introdotto la composizione negoziata, con l’Esperto Negoziatore e una logica di emersione anticipata della crisi e negoziazione assistita. È uno strumento particolarmente utile per imprese di servizi che hanno ancora margini di fatturato ma sono strozzate da debiti e azioni esecutive.
Procedure “minori” e OCC
Per many microimprese e professionisti, entrano in gioco: – procedure di sovraindebitamento (oggi nel Codice della crisi); – OCC e piani che tengono insieme creditori diversi.
Un dato molto rilevante nel 2026: la Rottamazione‑quinquies (Legge di bilancio 2026) prevede espressamente la possibilità di includere, nella definizione agevolata, debiti che rientrano in procedimenti avviati ai sensi della L. 3/2012 o delle procedure del Codice della crisi, con pagamento anche “falcidiato” nei tempi del decreto di omologazione.
Esdebitazione dell’incapiente
Per le persone fisiche (imprenditore individuale, ex amministratore garante, ecc.), l’art. 283 del Codice della crisi disciplina l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente: richiede meritevolezza e incapacità di offrire utilità ai creditori, e prevede controlli e obblighi anche successivi (dichiarazione annuale, vigilanza OCC, ecc.).
Rottamazione‑quinquies 2026: quando conviene (e quando no)
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026) ha introdotto una nuova definizione agevolata (commi 82‑100 dell’art. 1, nella sezione commi 1‑100) per carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omessi versamenti da dichiarazioni e da contributi INPS (con esclusione di contributi richiesti a seguito di accertamento), con abbattimento di sanzioni/interessi/mora/aggio e pagamento del capitale + spese.
Elementi chiave per il debitore: – domanda entro 30 aprile 2026 con modalità telematiche;
– pagamento in unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure fino a 54 rate bimestrali in 9 anni, con scadenze predeterminate;
– interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026 per il pagamento rateale; e soprattutto: non si applica la rateizzazione ordinaria ex art. 19 DPR 602/1973 (quindi è un piano “rigido”);
– effetti protettivi dopo la domanda: sospensione termini prescrizione/decadenza, stop a nuove esecuzioni, stop a nuovi fermi/ipoteche (salvi quelli già iscritti), sospensione di pagamenti da precedenti rateazioni fino alla prima rata, e non inadempienza ai fini di blocchi P.A./pagamenti e regole DURC secondo rinvio normativo.
– decadenza se non paghi l’unica rata o due rate anche non consecutive (o l’ultima rata), con ripresa della riscossione e pagamenti trattenuti come acconto.
Consiglio difensivo “da debitore”: la Rottamazione‑quinquies può essere altamente conveniente, ma non è un “jolly” universale. Se hai cartelle derivanti da accertamenti, o se la tua crisi è strutturale e non di liquidità, la definizione agevolata da sola può non bastare: va integrata con strumenti di crisi e/o accordi bancari.
Tabelle operative, FAQ, simulazioni e giurisprudenza recente
Tabella sintetica degli “atti” e delle reazioni difensive
| Area | Atto tipico | Rischio se ignori | Reazione difensiva più utile (in pratica) | Fonte base |
|---|---|---|---|---|
| Fisco (accertamenti AE) | Avviso di accertamento “esecutivo” | Avvio riscossione senza cartella; esecuzione forzata | Valutare ricorso e sospensione; trattativa/definizioni; rateizzazione dopo affidamento | Art. 29 D.L. 78/2010 |
| AdER (coattivo) | Pignoramento crediti verso terzi (cliente/committente) | Blocco incassi; crisi di cassa immediata | Verifica presupposti; contestazioni su atti presupposti; soluzioni di continuità | Art. 170 D.Lgs. 33/2025 |
| AdER (cautelare) | Fermo beni mobili registrati | Blocco veicolo strumentale, reputazione, operatività | Reazione entro 30 giorni; prova strumentalità; pagamento/rate/definizioni | Art. 187 D.Lgs. 33/2025 |
| AdER (cautelare) | Ipoteca su immobile | “Congelamento” bene e rischio esproprio | Reazione sul preavviso (30 gg); valutare contestazione e piani | Art. 178 e 177 D.Lgs. 33/2025 |
| INPS | Avviso di addebito (titolo esecutivo) | Esecuzione rapida; pignoramenti | Opposizione tempestiva; sospensione per gravi motivi; merito pretesa | Art. 30 D.L. 78/2010 + art. 24 D.Lgs. 46/1999 |
| Definizioni | Rottamazione‑quinquies | Perdita del beneficio e ripresa riscossione | Domanda entro 30/04/2026; piano coerente; rispetto rate | L. 199/2025, commi 82‑95 |
Simulazioni numeriche
Le simulazioni che seguono sono esempi (non sostituiscono un conteggio ufficiale AdER/INPS), utili per capire la logica economico‑giuridica.
Simulazione A: Rottamazione‑quinquies su carico “da omesso versamento”
- Capitale (imposta/contributo) affidato: 40.000 €
- Sanzioni e interessi/mora/aggio stimati nel tempo: 18.000 €
- Spese notifiche/procedure (stima): 400 €
Con la definizione agevolata dei commi 82‑83: – paghi capitale + spese, senza sanzioni/interessi/mora/aggio → 40.400 € (stima coerente con la norma).
– risparmio “teorico” rispetto al totale originario: circa 18.000 €.
Se scegli rate bimestrali (max 54) maturano interessi 3% annuo dal 1° agosto 2026 (non sulla prima rata già pagata, ma sulle somme rateizzate secondo piano).
Attenzione: è un piano rigido: se salti due rate (anche non consecutive), decadi e i pagamenti restano acconti.
Simulazione B: impatto della sospensione esecutiva dopo domanda di Rottamazione‑quinquies
Se presenti la domanda entro 30 aprile 2026: – si sospendono prescrizione/decadenza; – non si avviano nuove procedure esecutive; – non si iscrivono nuovi fermi/ipoteche (salvi i già iscritti); – non proseguono procedure già avviate salvo primo incanto positivo.
Effetto pratico: per molti debitori questo è il “respiro” necessario per evitare che un pignoramento su crediti clienti paralizzi l’agenzia.
FAQ operative
Il mio conto corrente può essere pignorato da AdER?
Sì: AdER può agire anche tramite pignoramento presso terzi, e nel 2026 la disciplina è nel Testo unico; nel caso di stipendio accreditato esistono limiti e un presidio specifico sull’ultimo emolumento accreditato.
Se ricevo un preavviso di fermo, quanto tempo ho?
In base alla disciplina 2026, il preavviso (comunicazione preventiva) prevede 30 giorni per pagare o dimostrare la strumentalità del veicolo.
L’ipoteca AdER può essere iscritta per qualunque importo?
No: nel Testo unico 2026 è prevista la soglia minima complessiva di 20.000 euro e un preavviso con 30 giorni.
Quando AdER può pignorare un immobile?
Per l’espropriazione immobiliare esistono limiti (prima casa con residenza anagrafica, salvo casi) e una soglia di 120.000 euro, oltre alla necessità di ipoteca e decorso di almeno sei mesi.
La mia agenzia vive di fatture: AdER può colpire i crediti verso clienti?
Sì: art. 170 del Testo unico (ex art. 72‑bis DPR 602) consente l’ordine al terzo di pagare direttamente all’agente della riscossione.
Posso rateizzare nel 2026 e ottenere più di 72 rate?
Nel 2025‑2026, dopo la riforma, sono previste fino a 84 rate “a semplice dichiarazione” e fino a 120 con documentazione di difficoltà.
La Rottamazione‑quinquies è uguale alla rateizzazione ordinaria?
No: la norma prevede un piano fino a 54 rate bimestrali e stabilisce che non si applica l’art. 19 DPR 602/1973; quindi non hai la flessibilità ordinaria.
Quali debiti rientrano nella Rottamazione‑quinquies?
Carichi affidati 2000‑2023 derivanti da omesso versamento da dichiarazioni (controlli) e da contributi INPS, con esclusione dei contributi richiesti a seguito di accertamento.
Cosa succede dopo la domanda di Rottamazione‑quinquies?
Scattano sospensioni e divieti (nuove esecuzioni, nuovi fermi/ipoteche, ecc.) fino alla prima rata; AdER comunica importi entro 30 giugno 2026.
Quando decado dalla Rottamazione‑quinquies?
Se non paghi l’unica rata oppure due rate (anche non consecutive) o l’ultima rata: i pagamenti diventano acconti e riprende la riscossione piena.
INPS: l’avviso di addebito è già esecutivo?
Sì, l’impianto dell’art. 30 D.L. 78/2010 qualifica l’avviso di addebito come titolo per la riscossione.
INPS: entro quando posso fare opposizione giudiziale?
L’opposizione contro l’iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali è prevista entro 40 giorni (art. 24 D.Lgs. 46/1999) e il giudice del lavoro può sospendere l’esecuzione per gravi motivi.
Posso bloccare un atto fiscale in giudizio?
Nel processo tributario è prevista tutela cautelare: l’istanza può essere concessa se dal provvedimento può derivare danno grave e irreparabile; l’udienza cautelare deve essere fissata entro 30 giorni e sono previsti rimedi impugnatori dell’ordinanza cautelare.
Ricorso ed estratto di ruolo: posso impugnare subito se scopro un debito online?
Solo in casi tipizzati di pregiudizio: la disciplina è stata limitata e riformata, e la Corte costituzionale si è pronunciata (sent. 190/2023) sulla questione.
Il Testo unico versamenti e riscossione vale già nel 2026?
Sì: il D.Lgs. 33/2025 è entrato in vigore nel 2025 ma produce effetti dal 1° gennaio 2026.
Se sono una micro‑impresa e non riesco più a pagare, esistono strumenti “finali”?
Per persone fisiche meritevoli in incapienza è prevista l’esdebitazione dell’incapiente (art. 283 CCII), tramite OCC, con controlli e condizioni.
Se ho una procedura OCC/CCII in corso, posso aderire alla Rottamazione‑quinquies?
La norma prevede l’inclusione anche di debiti rientranti in procedure ex L. 3/2012 o CCII, con possibilità di pagamento anche falcidiato nei tempi dell’omologazione.
Giurisprudenza e atti istituzionali recenti da tenere a mente
(Elenco essenziale, selezionato per utilità pratica nella difesa del debitore; qui trovi gli estremi da usare nelle tue memorie/ricorsi, con verifica della fonte istituzionale.)
- Corte costituzionale, sentenza n. 190/2023 (deposito 17 ottobre 2023): questioni su limiti di impugnazione del ruolo/cartella conosciuti tramite estratto di ruolo; inammissibilità, con monito sistemico.
- Corte costituzionale, provvedimento pubblicato in G.U. (15 maggio 2024) su questioni inerenti art. 12, co. 4‑bis DPR 602/1973 (estratto di ruolo/cartella).
- Corte di cassazione (profilo processuale tributario): disciplina cautelare e impugnazioni, come integrata dalle modifiche applicabili ai giudizi instaurati dopo 1° settembre 2024 (D.Lgs. 220/2023 richiamato nell’aggiornamento dell’art. 47).
- Corte di cassazione (previdenziale): provvedimenti e criteri di verifica su notifica/produzione dell’avviso e ammissibilità delle produzioni, in giurisprudenza recente rilevante per avvisi INPS (documenti pubblicati su portali istituzionali INPS).
- Banca d’Italia, Provvedimento n. 55/2005: schema ABI “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie” e profili anticoncorrenziali, utile come base tecnica nelle contestazioni sulle garanzie.
Conclusione
Se la tua agenzia di consulenza aziendale è schiacciata da debiti verso Fisco, INPS e banche, la cosa più pericolosa è l’inerzia: nel giro di poco puoi trovarti con crediti clienti pignorati, conto bloccato, fermo su beni strumentali, ipoteche e un conflitto simultaneo su tre fronti.
La buona notizia è che nel diritto italiano esistono strumenti difensivi e risolutivi reali: – dalla tutela cautelare nel processo tributario;
– alle opposizioni INPS nei termini corretti;
– alle regole del Testo unico 2026 su pignoramenti, fermi e ipoteche;
– fino alla Rottamazione‑quinquies (se ci rientri) e agli strumenti del Codice della crisi per ristrutturare o chiudere in modo ordinato.
Ma questi strumenti funzionano solo se applicati con tempestività e strategia, perché i termini sono perentori e gli errori “procedurali” si pagano cari.
Ribadendo quanto indicato nell’introduzione, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare (avvocati e commercialisti) possono intervenire per analizzare l’atto, impostare ricorsi e sospensioni, negoziare con AdER/INPS/banche e costruire soluzioni concrete per bloccare azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e riportare la tua posizione dentro un perimetro gestibile.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.