Introduzione
Gestire un’impresa di demolizioni comporta obblighi complessi e responsabilità importanti verso il fisco, l’INPS e le banche. L’attività è inserita in un settore ad alto impatto ambientale, dove gli adempimenti fiscali, contributivi e ambientali sono numerosi e dove i flussi finanziari sono spesso esposti a oscillazioni di mercato. Può accadere che, a causa di fattori esterni (ritardi nei pagamenti dei committenti, crisi di liquidità o errori gestionali), l’azienda accumuli debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS o degli istituti bancari. In assenza di interventi tempestivi, questi debiti possono sfociare in cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, iscrizioni ipotecarie, pignoramenti o addirittura nella chiusura dell’attività.
Perché l’argomento è così importante? In Italia il sistema della riscossione è disciplinato da norme rigide. Gli errori più frequenti consistono nel sottovalutare la notifica degli atti o nel non conoscere i propri diritti processuali. Gli imprenditori che ricevono un atto di riscossione devono agire entro termini perentori; la mancata impugnazione rende il debito definitivo e apre la strada a pignoramenti diretti su conti correnti o a ipoteche sugli immobili. D’altra parte il legislatore ha introdotto misure per la definizione agevolata dei debiti (rottamazioni) e procedure di sovraindebitamento che possono consentire al debitore meritevole di pagare in misura sostenibile e di ottenere la cancellazione del residuo.
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- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, competente nell’assistere gli imprenditori nelle trattative con i creditori per evitare il fallimento.
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Se la tua impresa di demolizioni sta affrontando un debito con il fisco o l’INPS o rischia di subire un’azione da parte di una banca, non aspettare. Una strategia tempestiva può evitare il pignoramento dei conti e la paralisi dell’attività.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Nel tempo la normativa sulla riscossione e le tutele del contribuente si è evoluta. Conoscere le leggi di riferimento e le sentenze più recenti permette di individuare le difese più efficaci. In questa sezione analizziamo le disposizioni fondamentali e la giurisprudenza attuale.
1. Atti impugnabili: l’art. 19 del d.lgs. 546/1992 (abrogato dal 2026)
L’art. 19 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 elenca gli atti che possono essere impugnati davanti al giudice tributario: avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, cartelle di pagamento, iscrizioni di ipoteca, fermi di beni mobili registrati, intimazioni di pagamento e altri atti del procedimento di riscossione. L’articolo, suddiviso in lettere dalla a) alla g-ter), ha rappresentato per oltre trent’anni la base della tutela tributaria . È rilevante notare che il legislatore, con il d.lgs. 14 novembre 2024 n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria), ha abrogato l’art. 19 a decorrere dal 1° gennaio 2026; la disciplina degli atti impugnabili è ora contenuta nel nuovo codice della giustizia tributaria. Tuttavia, fino al 31 dicembre 2025, i contribuenti continuano a fare riferimento all’art. 19 .
2. Intimazione di pagamento e termini: art. 50 d.p.r. 602/1973
Il d.p.r. 29 settembre 1973 n. 602 disciplina la riscossione delle imposte. L’art. 50 prevede che, se l’agente della riscossione non inizia la procedura esecutiva entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, deve inviare al debitore una intimazione ad adempiere; questa intimazione contiene l’ordine di pagamento entro cinque giorni e consente l’avvio dell’espropriazione . Se l’intimazione non è seguita da azioni esecutive entro un anno, perde efficacia . È quindi fondamentale verificare la data della cartella e la tempestività della successiva intimazione.
3. Iscrizione di ipoteca: art. 77 d.p.r. 602/1973
Una delle misure più temute dalle aziende è l’iscrizione ipotecaria sugli immobili. L’art. 77 prevede che, trascorso il termine fissato nell’art. 50, l’agente della riscossione possa iscrivere ipoteca su beni immobili del debitore per un importo pari al doppio del credito . Tuttavia, l’iscrizione non può avvenire immediatamente: il comma 2-bis impone all’agente di notificare un preavviso con indicazione del debito e del valore per cui si minaccia l’iscrizione, concedendo al debitore 30 giorni per pagare o presentare osservazioni . La norma vieta l’iscrizione per debiti inferiori a 20.000 euro . La Corte di cassazione, con ordinanza 11 febbraio 2022 n. 4526, ha ribadito che l’ipoteca è nulla se l’agente non ha comunicato preventivamente l’iscrizione e non ha rispettato l’obbligo di preavviso: il giudice ha ritenuto fondata la richiesta di annullamento poiché la comunicazione dell’ipoteca non era stata effettuata .
4. Pignoramento dei crediti verso terzi: art. 72-bis d.p.r. 602/1973
L’art. 72-bis consente all’agente della riscossione di procedere al pignoramento dei crediti del debitore presso terzi con modalità semplificate. Invece di seguire la procedura ordinaria del codice di procedura civile, l’agente invia al terzo (ad esempio la banca) un ordine di versare le somme dovute al debitore, entro 60 giorni per i crediti già esigibili e alle successive scadenze per quelli futuri . Il pignoramento si perfeziona con la notifica al debitore e al terzo e consente l’acquisizione diretta delle somme in conto corrente. La Corte di cassazione, con sentenza 21 ottobre 2025 n. 28520, ha chiarito che la banca deve versare al concessionario anche le somme accreditate dopo la notifica del pignoramento, indipendentemente dal saldo iniziale del conto . La Corte ha confermato che il pignoramento speciale è una procedura esecutiva autonoma che opera anche per importi negativi e prosegue fino a soddisfazione del credito . Le Sezioni Unite hanno ricordato che dal 1° gennaio 2026 le disposizioni degli artt. 72 e 72-bis saranno sostituite dal Testo Unico in materia di versamenti e riscossione (d.lgs. 24 marzo 2025 n. 33) , ma fino al 31 dicembre 2025 restano applicabili.
5. Sovraindebitamento e omologazione dell’accordo: l. 3/2012 e codice della crisi
La legge 27 gennaio 2012 n. 3 (legge “salva suicidi”), integrata dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019), offre una procedura di composizione della crisi per consumatori, professionisti e imprese non fallibili. L’art. 12 stabilisce che il tribunale omologa l’accordo quando verifica che il piano prevede la soddisfazione integrale dei crediti impignorabili e delle spese in prededuzione e che la maggioranza dei creditori ha aderito. Il giudice valuta la meritevolezza del debitore e la fattibilità del piano. Le modifiche introdotte dal codice della crisi hanno armonizzato la disciplina con le nuove procedure di ristrutturazione.
6. Composizione negoziata della crisi d’impresa (d.l. 118/2021)
Per le imprese in difficoltà ma ancora operative, il decreto-legge 118/2021 ha creato la composizione negoziata: un percorso stragiudiziale in cui l’imprenditore, tramite una piattaforma telematica, nomina un esperto che lo assiste nel negoziare con i creditori un accordo di risanamento. Secondo le informazioni fornite dalla Camera di Commercio di Firenze, l’esperto affianca l’imprenditore nel predisporre un piano, nell’ottenere misure protettive e nella riduzione di sanzioni e interessi . La composizione negoziata permette di evitare l’insolvenza e di preservare la continuità aziendale.
7. Rottamazione e definizioni agevolate
Il legislatore ha introdotto diverse misure di definizione agevolata per agevolare i contribuenti in difficoltà. L’ultima misura, la rottamazione quinquies prevista dalla legge 199/2025, consente di estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando solo la quota capitale e le spese di notifica, senza interessi né sanzioni. L’articolo 199/2025 ha fissato che il contribuente deve rispettare rigidamente le scadenze; non è ammesso alcun giorno di tolleranza e il mancato pagamento anche di una sola rata provoca la decadenza dal beneficio . Tuttavia, è tollerata una sola omissione: la decadenza scatta solo dopo il mancato pagamento di due rate . I debiti inclusi devono essere quelli affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e sono ammessi anche contributi INPS non derivanti da accertamenti e sanzioni stradali .
8. Esdebitazione: la sentenza Cass. n. 25946/2024
L’esdebitazione consente al debitore fallito di ottenere la cancellazione dei debiti residui, previa verifica del soddisfacimento parziale dei creditori e della buona condotta. La Corte di cassazione, con sentenza 3 ottobre 2024 n. 25946, ha ribadito che il giudice non può negare l’esdebitazione soltanto perché la percentuale di soddisfazione è bassa (nel caso esaminato era pari allo 0,6%): deve considerare tutte le risultanze della procedura, inclusa l’entità dell’attivo, il numero dei creditori e i costi prededucibili . La Corte ha chiarito che i crediti prededucibili non possono essere equiparati ai creditori concorsuali ai fini dell’art. 142 l.fall., ma la loro incidenza può essere valutata sotto il profilo dell’adempimento complessivo . Inoltre ha riconosciuto che l’oggettivo requisito di soddisfazione parziale dei creditori è raggiunto anche se una parte dei debiti non è stata pagata . Questa pronuncia rafforza la tutela del fallito meritevole e sarà richiamata nel nuovo codice della crisi.
9. Responsabilità degli ex soci e liquidatori: Cass. SU n. 3625/2025
Nel caso di imprese di demolizioni costituite come società, è fondamentale conoscere le responsabilità di soci e liquidatori. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 3 febbraio 2025 n. 3625) hanno affermato che i soci non possono essere perseguiti per le imposte societarie se non nei limiti delle somme ricevute in sede di liquidazione. L’agente della riscossione deve dimostrare che i soci hanno percepito denaro o beni e possono essere chiamati a rispondere solo per l’ammontare ricevuto; ciò tutela l’autonomia patrimoniale della società . La sentenza conferma che la cancellazione della società dal registro delle imprese non estingue automaticamente le pretese fiscali, ma queste possono essere fatte valere verso i soci solo se hanno beneficiato del patrimonio sociale .
Procedura passo-passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto
Quando l’impresa di demolizioni riceve un atto della riscossione, è essenziale seguire una procedura ordinata e rispettare i termini per non perdere i propri diritti.
1. Verificare la regolarità della notifica
La prima difesa consiste nel controllare se la cartella di pagamento o l’atto è stato notificato correttamente:
- Luogo e modalità: la notifica può avvenire tramite posta raccomandata A/R, PEC (posta elettronica certificata) o messo notificatore. Occorre verificare la correttezza dell’indirizzo, che l’ufficiale postale abbia lasciato l’avviso e che la consegna sia stata effettuata alla persona autorizzata. In caso di PEC, occorre controllare gli estremi della ricevuta di accettazione e consegna.
- Tempistica: verificare la data di spedizione e di ricezione per calcolare i termini per l’impugnazione (60 giorni per il ricorso tributario e 20 giorni per le opposizioni esecutive). Se l’atto non è stato notificato, come avvenuto nell’ordinanza 4526/2022, è nulla l’iscrizione ipotecaria e gli altri atti conseguenti .
- Conteggio dei termini: il termine decorre dalla notifica effettiva all’interessato. La Corte di cassazione ha ribadito che la notifica è requisito di efficacia dell’atto; se la notifica non avviene, l’atto non produce effetti .
2. Consultare tempestivamente un professionista
Dopo aver verificato la notifica, è consigliabile contattare un avvocato esperto in diritto tributario. L’Avv. Monardo e il suo team possono valutare:
- La legittimità della cartella o dell’avviso di intimazione.
- La presenza di vizi di notifica.
- La competenza dell’ufficio (INPS, Agenzia delle Entrate, Comune, ecc.).
- La prescrizione del debito, considerando il termine decennale per le imposte erariali e quinquennale per i contributi.
Un’analisi approfondita permette di decidere se proporre ricorso, chiedere la sospensione o presentare una domanda di rateizzazione o rottamazione.
3. Impugnare gli atti nei termini
Gli atti di riscossione devono essere impugnati entro 60 giorni dalla notifica (termine previsto dall’art. 21 d.lgs. 546/1992) davanti alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. L’impugnazione può riguardare:
- Cartella di pagamento: vizi dell’atto, inesistenza o nullità della notifica, decadenza, prescrizione, mancata sottoscrizione.
- Intimazione di pagamento: se l’agente ha tardato più di un anno dalla notifica della cartella, l’intimazione è inefficace .
- Iscrizione ipotecaria: impugnabile per mancato preavviso o per importo inferiore a 20.000 euro ; la Cassazione ha confermato che l’iscrizione è nulla senza comunicazione .
- Pignoramento presso terzi: ricorso avverso il pignoramento speciale è ammesso entro 20 giorni davanti al giudice dell’esecuzione per eccepire l’inesistenza del credito, la prescrizione o l’illegittimità della procedura (ad esempio, se la banca ha bloccato somme non pignorabili). L’art. 72-bis richiede che l’ordine di pagamento sia eseguito entro 60 giorni ; se il concessionario non rispetta la forma o se il conto era già pignorato da un altro creditore, l’atto può essere contestato.
4. Richiedere la sospensione amministrativa
In alcuni casi è possibile chiedere la sospensione delle procedure di riscossione direttamente all’Agenzia delle Entrate o al giudice tributario. Le ipotesi più frequenti sono:
- Vizi di notifica: se la cartella non è stata ricevuta o presenta errori.
- Pagamento in misura superiore al dovuto o doppia iscrizione.
- Sentenze favorevoli: se il contribuente ha già ottenuto una sentenza o un provvedimento che annulla il debito (ad esempio in sede di accertamento), può chiedere la sospensione.
La sospensione impedisce all’agente di intraprendere o proseguire azioni esecutive fino alla decisione sull’istanza.
5. Valutare la rateizzazione del debito
L’art. 19 del d.p.r. 602/1973 prevede la possibilità di rateizzare le somme iscritte a ruolo fino a un massimo di 72 rate mensili (12 anni per casi eccezionali). Per le imprese di demolizioni con debiti significativi, la rateizzazione permette di continuare l’attività evitando il pignoramento immediato. In presenza di piani in corso, la domanda di rottamazione quinquies sospende temporaneamente i pagamenti ordinari .
6. Controllare le misure cautelari
Se l’agente ha già proceduto all’iscrizione ipotecaria o al pignoramento di beni mobili (es. autocarri, escavatori), è possibile proporre opposizione all’esecuzione entro 20 giorni davanti al tribunale ordinario (art. 615 c.p.c.). Questa opposizione può essere basata su:
- Mancato rispetto del preavviso .
- Invalidità dell’intimazione (art. 50 d.p.r. 602/1973) .
- Esclusione di beni strumentali essenziali all’attività: in alcuni casi il giudice può limitare o sospendere il pignoramento se compromette la sopravvivenza dell’azienda.
È inoltre possibile chiedere la riduzione dell’ipoteca se il valore iscritto eccede il doppio del credito .
7. Valutare la responsabilità degli amministratori e dei soci
Nelle società di capitali l’autonomia patrimoniale limita la responsabilità dei soci. La sentenza SU 3625/2025 stabilisce che i soci rispondono dei debiti fiscali solo per le somme ricevute in sede di liquidazione . L’agente deve dimostrare l’avvenuto incasso da parte dei soci; in assenza di prove, l’azione è illegittima. Gli amministratori rispondono per i debiti contributivi solo se hanno omesso il versamento delle ritenute previdenziali pur avendo la disponibilità delle somme (responsabilità ex art. 12 l. n. 689/1981 per la mancata versata dell’INPS). In caso di cessazione dell’attività, il liquidatore deve fornire prova della corretta gestione.
Difese e strategie legali
Affrontare i debiti dell’impresa di demolizioni richiede una strategia multidimensionale. Oltre alle impugnazioni, esistono strumenti di definizione, composizione e riduzione del debito. Di seguito si illustrano le difese più efficaci.
1. Contestare la legittimità dell’atto di riscossione
a. Vizi di notifica e inesistenza dell’atto
I vizi formali possono comportare la nullità dell’atto di riscossione. L’ordinanza 4526/2022 ha sancito che l’iscrizione ipotecaria è nulla se l’agente non ha inviato la comunicazione dell’ipoteca; la Corte ha ribadito che la comunicazione è necessaria anche per le ipoteche iscritte prima dell’introduzione del comma 2-bis . Se l’atto non è stato notificato, il termine per l’impugnazione non decorre e il contribuente può contestarlo anche dopo anni .
b. Decadenza e prescrizione
Il contribuente può eccepire la decadenza se l’agente della riscossione non ha rispettato i termini:
- Decadenza annuale: se l’agente non ha iniziato l’espropriazione entro un anno dalla cartella e non ha inviato l’intimazione, perde il diritto a procedere .
- Decadenza quinquennale: per i contributi INPS il termine di prescrizione è di cinque anni; oltre tale limite l’obbligazione si estingue.
- Decadenza per mancata notificazione: un atto non notificato o notificato in modo irregolare non produce effetti .
c. Annullamento per infondatezza del debito
L’impresa può contestare il merito del debito: ad esempio, se la cartella deriva da accertamenti errati sull’IVA o sull’imposta di registro, o se sono stati applicati sanzioni e interessi in misura superiore al dovuto. La difesa può fondarsi su documenti contabili (fatture, bolle, contratti) e perizie tecniche. In caso di accertamento basato su reverse charge (applicabile spesso alle demolizioni), si può dimostrare che l’IVA è stata assolta dal committente e non spetta all’impresa.
d. Opposizione al pignoramento speciale
Nel pignoramento ex art. 72-bis, la banca deve trattenere e versare all’agente tutte le somme fino alla soddisfazione del credito . Tuttavia, il debitore può proporre opposizione se:
- il conto era già pignorato da altro creditore e la seconda procedura non rispetta il principio di priorità;
- l’ordine di pagamento non indica il creditore o l’importo dovuto;
- sono state pignorate somme impignorabili (stipendi, pensioni, somme minime vitali) che godono di limiti di pignorabilità.
È consigliabile rivolgersi subito al giudice dell’esecuzione per fare valere queste eccezioni.
2. Soluzioni stragiudiziali e accordi con i creditori
a. Rottamazione quinquies e definizioni agevolate
Come visto, la rottamazione quinquies consente di definire i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Le condizioni principali:
- Scadenze rigide: i pagamenti devono essere eseguiti entro le date previste nel piano; non è ammesso alcun ritardo .
- Omissioni tollerate: la decadenza scatta solo dopo due rate non pagate .
- Debiti ammessi: debiti fiscali da liquidazioni e controlli, contributi INPS non derivanti da accertamenti e sanzioni stradali .
- Non ammesse: cartelle relative ad accertamenti contributivi o a carichi non affidati agli agenti della riscossione .
L’avv. Monardo assiste le imprese nella compilazione della domanda e nella verifica dei carichi ammissibili, evitando errori che potrebbero comportare la decadenza.
b. Rateizzazione ordinaria
La rateizzazione ai sensi dell’art. 19 d.p.r. 602/1973 consente di suddividere il debito in rate mensili. Per ottenere il beneficio occorre:
- essere in regola con i versamenti delle precedenti rateizzazioni;
- non avere debiti per cui è stata già disposta la decadenza da rottamazioni precedenti (salvo casi di riammissione);
- presentare la richiesta tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
L’ottenimento della rateizzazione sospende le misure cautelari (fermo auto, ipoteca) per le somme rateizzate. Se l’impresa non paga due rate consecutive, decade dal beneficio e l’agente può procedere immediatamente al pignoramento.
c. Transazione fiscale e accordi con le banche
Per le aziende di demolizioni che hanno debiti bancari, è possibile avviare trattative con gli istituti per rinegoziare i mutui, ridurre il tasso d’interesse o sospendere le rate. In alcuni casi si può proporre una transazione fiscale nell’ambito di procedure concorsuali (concordato preventivo o accordi di ristrutturazione). Questa transazione consente di falcidiare l’IVA e gli interessi e deve essere omologata dal tribunale. È un percorso complesso che richiede il supporto di professionisti esperti.
d. Procedure di sovraindebitamento
L’imprenditore individuale e le microimprese che non possono accedere al fallimento possono ricorrere a una delle procedure previste dalla legge 3/2012 e dal codice della crisi:
- Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che contraggono debiti per scopi personali o familiari. Il giudice omologa il piano se verifica che il debitore è meritevole e che i creditori ricevono un soddisfacimento anche minimo. Le rate vengono pagate secondo la capacità reddituale del debitore.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: richiede l’adesione di almeno il 60% dei creditori. Il tribunale verifica la fattibilità e la regolarità della procedura.
- Liquidazione controllata: prevede la vendita del patrimonio del debitore sotto il controllo del giudice. Al termine, il soggetto può ottenere l’esdebitazione se ha collaborato lealmente e ha soddisfatto parzialmente i creditori.
L’avv. Monardo, come Gestore della crisi da sovraindebitamento, assiste i clienti nella predisposizione delle domande e nella gestione dei rapporti con l’OCC. Inoltre, come esperto negoziatore nella composizione negoziata, supporta le imprese nella definizione di un piano con i creditori in modo da evitare l’insolvenza .
3. Difese nei confronti dell’INPS
Molte imprese di demolizioni accumulano debiti contributivi. Le difese contro l’INPS includono:
- Verifica degli avvisi di addebito: dal 2011 l’INPS emette direttamente gli avvisi di addebito, che sostituiscono le cartelle di pagamento. È necessario controllare la notifica e la descrizione dei contributi.
- Prescrizione quinquennale: l’INPS non può pretendere contributi oltre cinque anni, salvo interruzione della prescrizione.
- Riduzioni e condoni: in alcune leggi di bilancio sono previste riduzioni o sanatorie per debiti contributivi. Verificare le finestre normative vigenti.
- Opposizione all’esecuzione: se l’INPS procede al pignoramento di beni o conti, l’impresa può eccepire l’impignorabilità di strumenti indispensabili per l’attività (escavatori, camion) e l’eccesso di pignoramento.
4. Difese nei confronti delle banche
Le banche possono agire con decreti ingiuntivi, escussione di garanzie o pignoramenti. Le difese principali sono:
- Verifica delle clausole contrattuali: controllare interessi, anatocismo, commissioni di massimo scoperto, usura. In presenza di tassi usurari, il contratto può essere dichiarato nullo in parte e la banca deve restituire gli interessi non dovuti.
- Opposizione al decreto ingiuntivo: entro 40 giorni dal decreto, l’impresa può opporsi. È opportuno allegare estratti conto, perizie econometriche e contestazioni sulle clausole.
- Rinegoziazione del debito: proporre alla banca un piano di rientro con dilazione e riduzione degli interessi; spesso la banca preferisce una soluzione concordata piuttosto che avviare l’esecuzione.
5. Errori comuni da evitare e consigli pratici
- Ignorare la notifica: molti imprenditori non aprono la raccomandata o la PEC. È un errore gravissimo; i termini decorrono dalla notifica.
- Pagare senza controllare: versare somme per “togliersi il pensiero” può impedire il ricorso; una volta pagata la cartella, è difficile recuperare le somme.
- Rivolgersi a professionisti non specializzati: la materia tributaria e bancaria richiede conoscenze tecniche. Affidarsi a consulenti improvvisati può aggravare la situazione.
- Non conservare la documentazione: occorre archiviare notifiche, bollette, F24, contratti bancari. Questi documenti sono essenziali per difendersi.
- Rinviare la definizione del debito: le sanzioni e gli interessi maturano. Più si aspetta, più la situazione peggiora.
Strumenti alternativi per la gestione del debito
Oltre alle impugnazioni, la legge mette a disposizione strumenti alternativi per definire o ristrutturare i debiti. Li analizziamo con esempi pratici.
1. Rottamazione quinquies (legge 199/2025): un esempio numerico
Supponiamo che l’impresa di demolizioni abbia ricevuto cartelle esattoriali per un totale di 120.000 € (principalmente IVA, IRPEF e contributi INPS). L’importo è così suddiviso:
| Tipo di debito | Capitale | Interessi e sanzioni | Totale cartella |
|---|---|---|---|
| IVA 2018 | 50.000 € | 15.000 € | 65.000 € |
| INPS 2019 | 20.000 € | 5.000 € | 25.000 € |
| IRPEF 2017 | 30.000 € | 10.000 € | 40.000 € |
Senza definizione agevolata, l’azienda dovrebbe versare 130.000 € (65.000 + 25.000 + 40.000). Con la rottamazione quinquies paga solo i 100.000 € di capitale (50.000 + 20.000 + 30.000) e le spese di notifica (ipotizziamo 3.000 €), per un totale di 103.000 €. Il risparmio è pari a 27.000 € (interessi e sanzioni). L’azienda presenta la domanda entro il 30 aprile 2026 e sceglie il pagamento in 54 rate bimestrali. Ogni rata sarà di circa 1.907 € (103.000 €/54), da versare ogni due mesi. Se salta una rata, non decade immediatamente; decade al secondo mancato pagamento .
2. Piano di rientro rateale (art. 19 d.p.r. 602/1973)
In alternativa alla rottamazione, l’impresa può chiedere la rateizzazione ordinaria. Supponiamo un debito di 80.000 € non rottamabile (ad esempio contributi derivanti da accertamento). Con la rateizzazione in 72 rate (sei anni), la rata mensile è di circa 1.111 €. È necessario fornire garanzie (fideiussione bancaria o ipoteca). Se l’azienda salta due rate consecutive, decade e il debito torna immediatamente esigibile.
3. Sovraindebitamento: esempio di piano del consumatore
Un imprenditore individuale ha debiti fiscali e bancari per 300.000 €. Il valore del patrimonio (casa ad uso familiare e attrezzature per l’attività) è di 200.000 €, ma il reddito disponibile è solo 1.500 € al mese. Il piano del consumatore prevede la vendita dell’auto di lusso (30.000 €) e il pagamento di 500 € al mese per cinque anni, con la restante parte del debito stralciata. Il giudice valuta la meritevolezza e omologa l’accordo. Al termine la persona ottiene l’esdebitazione e può ripartire.
4. Composizione negoziata: esempio pratico
Una società di demolizioni prevede di non poter far fronte ai pagamenti nei sei mesi successivi, ma possiede commesse importanti per l’anno successivo. Presenta istanza di composizione negoziata tramite la piattaforma. L’esperto nominato ai sensi del d.l. 118/2021 analizza la situazione e propone ai creditori (fisco, INPS, fornitori e banche) un accordo di moratoria: sospensione delle rate per 12 mesi e ristrutturazione dei debiti con falcidia del 20% e pagamento in 5 anni. Grazie alle misure protettive, l’azienda evita il pignoramento e prosegue l’attività .
Tabelle riepilogative
Tabella 1 – Principali norme e sentenze di riferimento
| Norma / Sentenza | Contenuto chiave | Evidenza |
|---|---|---|
| Art. 19 d.lgs. 546/1992 | Elenca gli atti impugnabili (avvisi di accertamento, cartelle, ipoteche, fermi). Abrogato dal d.lgs. 175/2024 dal 1° gennaio 2026 | Fornisce la base per il ricorso contro gli atti della riscossione. |
| Art. 50 d.p.r. 602/1973 | L’agente deve notificare un’intimazione se non inizia l’esecuzione entro un anno; l’intimazione perde efficacia dopo un anno | Controllare la data della cartella e dell’intimazione. |
| Art. 72-bis d.p.r. 602/1973 | Consente il pignoramento diretto dei crediti presso terzi con ordine di pagamento entro 60 giorni | Usato per pignorare conti correnti; si può contestare per vizi formali. |
| Art. 77 d.p.r. 602/1973 | L’iscrizione ipotecaria richiede un preavviso e si può iscrivere solo per importi superiori a 20.000 € | L’ipoteca è nulla senza preavviso . |
| Cass. SU 3625/2025 | I soci rispondono dei debiti fiscali solo entro il limite delle somme ricevute in liquidazione | Protegge gli ex soci da richieste eccessive . |
| Cass. 28520/2025 | Il pignoramento speciale ex art. 72-bis si estende anche ai saldi negativi; la banca deve versare le somme accreditate dopo il pignoramento e la procedura è esecutiva | Rafforza l’efficacia del pignoramento presso terzi. |
| Cass. 25946/2024 | L’esdebitazione non dipende dalla percentuale di soddisfazione dei creditori; occorre valutare tutte le risultanze della procedura | Favorisce il debitore che ha collaborato; evidenzia il ruolo dei crediti prededucibili . |
| Ord. Cass. 4526/2022 | L’iscrizione ipotecaria è nulla senza comunicazione preventiva; l’omessa notifica impedisce la decorrenza dei termini | Consolida la tutela del contribuente contro le ipoteche illegittime. |
| Legge 199/2025 | Introduce la rottamazione quinquies: pagamenti senza tolleranza, decadenza al secondo mancato pagamento | Opportunità di estinguere il debito con riduzione di interessi e sanzioni. |
| D.lgs. 24 marzo 2025 n. 33 | Testo unico in materia di versamenti e riscossione; sostituirà gli artt. 72 e 72-bis dal 1° gennaio 2026 | Prevede una disciplina organica della riscossione; le imprese dovranno aggiornarsi. |
Tabella 2 – Termini e scadenze principali
| Atto / Procedura | Termine di impugnazione | Note |
|---|---|---|
| Ricorso contro cartella di pagamento | 60 giorni dalla notifica | Ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. |
| Opposizione all’esecuzione (pignoramento o ipoteca) | 20 giorni (art. 615 c.p.c.) | Va proposta al tribunale ordinario; riguarda vizi dell’esecuzione. |
| Domanda di rottamazione quinquies | Entro il 30 aprile 2026 | Presentazione telematica; prima rata entro il 31 luglio 2026. |
| Pagamento rate rottamazione | Date indicate nel piano (rate bimestrali) | Decadenza al secondo mancato pagamento . |
| Richiesta di rateizzazione ordinaria | In qualsiasi momento, prima della procedura esecutiva | La concessione sospende i pignoramenti per i debiti rateizzati. |
| Domanda di composizione negoziata | Online, in via preventiva | Richiede test di autovalutazione e check-list; l’esperto assiste le trattative . |
| Domanda di esdebitazione | Dopo la liquidazione del patrimonio | Il giudice valuta meritevolezza; non basta una percentuale minima . |
Domande frequenti (FAQ)
1. Cosa devo fare appena ricevo una cartella esattoriale?
Verifica la data e la modalità di notifica. Controlla che l’importo indicato corrisponda al debito reale. Rivolgiti rapidamente a un professionista per valutare se presentare ricorso entro 60 giorni o richiedere la rateizzazione.
2. Posso impugnare un estratto di ruolo o un estratto conto dell’agenzia di riscossione?
Sì, secondo la giurisprudenza più recente, è possibile impugnare gli estratti di ruolo se il contribuente viene a conoscenza del debito solo tramite questi documenti e non ha ricevuto le cartelle. La Cassazione ha riconosciuto la tutela anticipata per evitare l’esecuzione .
3. Quando scatta la prescrizione dei contributi INPS?
La prescrizione per i contributi è quinquennale; decorre dall’anno successivo a quello di riferimento. Tuttavia, atti interruttivi come l’avviso di addebito o la notifica della cartella sospendono il termine.
4. Che differenza c’è tra intimazione di pagamento e cartella?
La cartella contiene il dettaglio del debito e costituisce titolo esecutivo. L’intimazione è un sollecito che l’agente invia se non avvia l’esecuzione entro un anno; serve a dare al debitore un ultimatum prima dell’espropriazione .
5. Quali beni sono impignorabili?
Sono impignorabili i beni indispensabili al lavoro (ad esempio attrezzature di demolizione, se l’esproprio compromette l’attività) e una parte dei crediti da stipendio o pensione (quota pari al triplo dell’assegno sociale). Le somme sul conto corrente relative a stipendi o pensioni sono pignorabili nei limiti previsti dalla legge.
6. La banca può pignorare il conto senza passare dal tribunale?
Sì, nel pignoramento speciale ex art. 72-bis l’agente della riscossione invia direttamente alla banca l’ordine di versare le somme . Tuttavia, il debitore può contestare eventuali vizi o l’inclusione di somme impignorabili rivolgendosi al giudice.
7. Come funziona la rottamazione quinquies se ho un piano di rateizzazione in corso?
La domanda sospende le rate del piano fino alla scadenza della prima rata della rottamazione (31 luglio). Dopo tale data, il vecchio piano viene ricalcolato limitatamente ai debiti non inclusi nella definizione .
8. Se sono decaduto dalla rottamazione quater, posso aderire alla quinquies?
Sì, la legge 199/2025 permette di presentare la domanda per la rottamazione quinquies alle persone decadute dalla quater entro il 30 settembre 2025 . Tuttavia, le cartelle devono rientrare nei limiti previsti dalla nuova legge.
9. Le sanzioni e gli interessi si cancellano sempre con la rottamazione?
Sì, nella definizione agevolata si pagano solo l’imposta o il contributo e le spese di notifica. Gli interessi e le sanzioni vengono stralciati, salvo diversa previsione per alcune entrate locali.
10. Cosa succede se salto due rate nella rateizzazione ordinaria?
L’agente revoca il beneficio e procede con la riscossione coattiva sull’intero importo residuo. È quindi fondamentale rispettare le scadenze.
11. Come posso dimostrare la nullità di un’ipoteca iscritta?
Verifica se l’agente ha inviato il preavviso e se l’importo del debito supera i 20.000 €. L’assenza di preavviso o un importo inferiore rende l’ipoteca annullabile .
12. Posso chiedere la sospensione del fermo amministrativo sul mio mezzo aziendale?
Sì, è possibile richiedere la sospensione se il bene è indispensabile per l’attività di demolizione. Il giudice può valutare l’istanza tenendo conto dell’interesse pubblico alla riscossione e del pregiudizio causato al contribuente.
13. La procedura di composizione negoziata è pubblica?
No, la composizione negoziata non comporta automatica pubblicità legale come il concordato. Le trattative sono riservate. Tuttavia, se si richiedono misure protettive, queste vengono pubblicate nel registro delle imprese. .
14. Cosa succede se la mia società è stata cancellata dal registro?
La cancellazione non estingue i debiti fiscali. L’agente può agire nei confronti dei soci entro i limiti delle somme ricevute in liquidazione . Se i soci non hanno ricevuto somme, non sono responsabili.
15. Dopo l’esdebitazione posso tornare a svolgere l’attività?
Sì, l’esdebitazione cancella i debiti rimasti e consente al fallito meritevole di riavviare un’attività. La sentenza 25946/2024 tutela il debitore anche se la percentuale di soddisfazione è minima .
16. Posso inserire sanzioni per violazioni del codice della strada nella rottamazione?
Sì, le sanzioni stradali affidate all’agente della riscossione rientrano tra i carichi definibili .
17. Gli interessi bancari usurari possono essere contestati in sede di riscossione?
I tassi usurari riguardano il rapporto contrattuale con la banca. Se il debito è stato ceduto a terzi o cartolarizzato, è possibile proporre opposizione eccependo la nullità delle clausole usurarie e chiedendo il ricalcolo del debito.
18. Quali documenti devo consegnare all’avvocato per l’analisi?
Cartelle di pagamento, avvisi di intimazione, estratti di ruolo, contratti di mutuo e di leasing, estratti conto bancari, bilanci, dichiarazioni fiscali, eventuali sentenze precedenti e documenti attestanti i pagamenti effettuati.
19. La rottamazione sospende le procedure di pignoramento in corso?
La presentazione della domanda sospende le azioni esecutive relative ai carichi rottamati. Tuttavia, per gli altri debiti non inclusi, il pignoramento prosegue. È necessario verificare ogni singola cartella.
20. Cosa succede se l’agenzia di riscossione continua a pignorare nonostante la sospensione?
È possibile proporre ricorso urgente al giudice per ottenere l’ordine di sospensione. L’agenzia non può procedere se il debitore ha richiesto una definizione agevolata e se il carico rientra tra quelli sospesi.
Conclusione
Le imprese di demolizioni svolgono un ruolo essenziale nella riqualificazione urbana e nella gestione dei rifiuti da costruzione. Tuttavia, i debiti fiscali, contributivi e bancari possono mettere seriamente a rischio l’attività, soprattutto se non si agisce tempestivamente. In questo articolo abbiamo analizzato le norme, le sentenze e gli strumenti a disposizione del debitore per difendersi da cartelle, intimazioni, ipoteche e pignoramenti. È emerso che:
- Gli atti di riscossione devono essere notificati correttamente e possono essere impugnati entro 60 giorni . La mancanza di notifica rende l’atto inefficace .
- L’intimazione di pagamento e il preavviso di ipoteca sono obbligatori; la loro assenza comporta la nullità dell’esecuzione .
- Il pignoramento presso terzi è una procedura efficace ma può essere contestato se viola norme di legge .
- La responsabilità degli ex soci è limitata alle somme ricevute ; i creditori non possono pretendere di più .
- La rottamazione quinquies e la rateizzazione sono strumenti preziosi per estinguere i debiti a condizioni agevolate, ma richiedono puntualità nei pagamenti .
- Le procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata offrono una seconda possibilità agli imprenditori meritevoli .
Agire subito è fondamentale. Più passa il tempo, più il debito cresce per effetto di interessi e sanzioni e maggiori sono i rischi di subire pignoramenti di conti e beni strumentali. Un supporto professionale consente di individuare la strategia più adatta: impugnare gli atti viziati, richiedere sospensioni, proporre piani di rientro sostenibili o accedere a procedure di sovraindebitamento.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare vantano competenze solide nel diritto tributario e bancario. Come cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, l’avvocato è in grado di tutelare gli imprenditori di demolizioni da ogni tipo di attacco, bloccando pignoramenti, ipoteche, ferri amministrativi e avviando accordi o piani di rientro che permettono all’azienda di continuare a operare.
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