Introduzione
Gestire un’azienda di utensileria comporta ingenti investimenti in macchinari, materiali e personale. Un calo della domanda o un ritardo nei pagamenti dei clienti può trasformare rapidamente un’attività sana in un’impresa sovraindebitata. Quando la liquidità non basta più a coprire le spese correnti si accumulano debiti tributari, contributi previdenziali non versati e prestiti bancari difficili da rimborsare.
Ignorare la situazione o pagare in ritardo può innescare un’escalation: l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione notifica cartelle e intimazioni, l’INPS avvia pignoramenti sui crediti dell’impresa per recuperare contributi e l’istituto di credito revoca fidi o escute le garanzie. Ogni attore ha poteri specifici e tempistiche precise; se il debitore non agisce tempestivamente rischia di subire fermi amministrativi, ipoteche o addirittura la liquidazione giudiziale.
Questo articolo, aggiornato a gennaio 2026, vuole fornire all’imprenditore della utensileria una guida completa e autorevole su come difendersi e programmare la ripresa. Descriveremo il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento, i termini per impugnare gli atti di riscossione, le strategie legali per sospendere o annullare le procedure e gli strumenti alternativi offerti dalla disciplina sul sovraindebitamento e dalla definizione agevolata (rottamazione quater e quinquies). Al termine proporremo tabelle riassuntive, simulazioni pratiche e una sezione di FAQ con le risposte ai quesiti più frequenti.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e perché può aiutarti
L’autore delle analisi e dei consigli operativi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista con pluriennale esperienza in diritto bancario e tributario. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano su tutto il territorio nazionale. Le sue qualifiche comprendono:
- Cassazionista: può assistere e difendere i clienti anche davanti alla Corte di Cassazione e alla Corte costituzionale.
- Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia.
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): assiste i debitori nelle procedure di accordo, piano del consumatore e liquidazione.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e del nuovo Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019).
Grazie alla combinazione di competenze legali e contabili, l’Avv. Monardo e il suo team possono:
- analizzare gli atti esattoriali e previdenziali per individuare vizi formali e proporre ricorsi;
- chiedere la sospensione di pignoramenti e altre misure esecutive;
- negoziare piani di rientro con fisco, INPS e banche;
- attivare procedure giudiziali (opposizione all’esecuzione, opposizione agli atti esecutivi, giudizi tributari) e stragiudiziali per la tutela del debitore;
- predisporre accordi di ristrutturazione o piani del consumatore secondo la normativa sul sovraindebitamento;
- assistere l’imprenditore nella composizione negoziata prevista dal D.L. 118/2021 e dal Codice della crisi.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
Per comprendere come difendersi da fisco, INPS e banche è fondamentale conoscere le norme che disciplinano la responsabilità dell’imprenditore e della società, le procedure di riscossione e le tutele previste dall’ordinamento. In questa sezione analizziamo le principali leggi e le sentenze più rilevanti al gennaio 2026.
1.1 Responsabilità patrimoniale dell’imprenditore e della società cancellata
1.1.1 Effetti della cancellazione dal registro delle imprese
Molte aziende in difficoltà decidono di cessare l’attività e cancellarsi dal registro delle imprese sperando di sottrarsi ai debiti fiscali. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la cancellazione ha effetto costitutivo: la società si estingue, ma non estingue i debiti. Le obbligazioni fiscali si trasferiscono ai soci, nei limiti di quanto percepito nella liquidazione, secondo l’art. 2495 c.c. e l’art. 36 del D.P.R. 602/1973. Nella sentenza n. 3625/2025 le Sezioni Unite hanno ricordato che, dopo la cancellazione, si verifica un fenomeno successorio: i soci subentrano nei rapporti attivi e passivi della società estinta ma la loro responsabilità è limitata alle somme ricevute in sede di liquidazione . Tale giurisprudenza si basa su pronunce precedenti (Cass. nn. 6070/2013, 23381/2013) e mira a tutelare i creditori senza attribuire responsabilità illimitata ai soci.
1.1.2 Responsabilità del liquidatore
L’art. 36 del D.P.R. 602/1973 disciplina la responsabilità del liquidatore per i debiti tributari non pagati durante la liquidazione. Una massima del Ministero dell’Economia ha specificato che la responsabilità del liquidatore è civile e autonoma, fondata su un comportamento illecito (mancato pagamento delle imposte con denaro sociale). Non è necessario che il debito tributario sia stato previamente iscritto a ruolo; l’azione contro il liquidatore prescinde dalla preesistenza di un atto di accertamento . La Corte di Cassazione considera tale responsabilità distinta dall’obbligazione tributaria della società: il liquidatore risponde ex art. 1176 e 1218 c.c. per violazione dei doveri di diligenza nell’amministrazione del patrimonio sociale.
1.1.3 Tutele del contribuente e Statuto del contribuente
La riscossione dei tributi avviene tramite cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e pignoramenti su beni mobili o immobili. Il D.P.R. 602/1973 e la normativa successiva prevedono garanzie per il contribuente:
- notifica regolare degli atti secondo gli artt. 26‑28 del D.P.R. 602/1973;
- diritto di opposizione entro 60 giorni (ricorso al giudice tributario) contro l’estratto di ruolo o la cartella;
- facoltà di chiedere la sospensione dell’atto in presenza di profili di illegittimità;
- possibilità di richiedere la rateizzazione del debito;
- previsione del “statuto del contribuente” (L. 212/2000), che tutela la buona fede e l’affidamento, impone chiarezza nelle motivazioni degli atti e garantisce la proporzionalità delle sanzioni.
La legge prevede anche limitazioni al potere di pignoramento: l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione non può pignorare l’ultima casa del debitore (prima casa non di lusso) se il debito è inferiore a 120.000 euro, ed esistono limiti di impignorabilità per stipendi e pensioni.
1.2 Riscossione e recupero dei contributi da parte dell’INPS
1.2.1 Il potere di pignoramento dell’INPS
L’INPS può recuperare contributi omessi o indebite prestazioni mediante trattenute sulle pensioni in virtù dell’art. 69 della Legge 153/1969. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 216/2025, ha dichiarato legittima questa disciplina. La norma consente all’INPS di pignorare fino a un quinto dell’importo della pensione, assicurando però che l’importo corrispondente al trattamento minimo pensionistico sia sempre preservato .
La stessa sentenza ha chiarito che la disciplina generale dell’art. 545, settimo comma, c.p.c., la quale stabilisce una soglia di impignorabilità pari al doppio dell’assegno sociale (e comunque non inferiore a 1.000 euro), non si applica ai crediti INPS. L’art. 69 è una norma speciale giustificata dall’interesse generale alla sostenibilità del sistema previdenziale . La Corte ha evidenziato che i crediti da indebiti previdenziali e da omissioni contributive sono correlati a un interesse pubblico e che il pensionato è tenuto a restituire quanto percepito solo in caso di dolo; gli interessi sono dovuti solo per dolo commissivo .
Per l’imprenditore questo significa che l’INPS può trattenere parte delle pensioni dei soci o degli amministratori per recuperare contributi non versati dalla società, ma deve rispettare i limiti fissati dalla legge e garantire il minimo vitale.
1.2.2 Pignoramenti sui crediti commerciali dell’azienda
Oltre alle pensioni, l’INPS può pignorare crediti commerciali dell’impresa o somme depositate su conti correnti mediante il pignoramento presso terzi. In tal caso si applicano i limiti generali del c.p.c. (un quinto per tributi, un terzo in caso di concorso di cause) e il giudice dell’esecuzione può modulare la quota in base alle esigenze dell’impresa. I verbali di pignoramento vanno attentamente verificati perché eventuali difetti di notifica o di motivazione possono renderli illegittimi. L’opposizione va proposta entro 20 giorni ai sensi degli artt. 615 e 617 c.p.c.
1.3 Tassi d’usura e contratti bancari
1.3.1 Legge antiusura e tasso soglia
I rapporti con banche e finanziarie sono regolati dalla Legge 108/1996, che punisce l’usura e stabilisce la procedura per individuare i tassi oltre i quali gli interessi sono considerati usurari. Ogni trimestre il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) pubblica i tassi effettivi globali medi (TEGM) rilevati dalla Banca d’Italia e determina i tassi soglia, oltre i quali gli interessi diventano illegali. Nel comunicato Banca d’Italia del 30 dicembre 2025 si precisa che i TEGM del terzo trimestre 2025, corretti se necessario, costituiscono la base per il calcolo dei tassi soglia del primo trimestre 2026. La tabella indica, ad esempio, che per i mutui con garanzia ipotecaria a tasso fisso il TEGM era 3,96 % e il tasso soglia 8,95 % ; per i mutui a tasso variabile il TEGM era 4,13 % con tasso soglia 9,16 % . Per aperture di credito in conto corrente oltre 5.000 euro il TEGM era 8,88 % e il tasso soglia 15,10 % .
Se il tasso annuo nominale (TAN) o il tasso annuo effettivo globale (TAEG) applicato dalla banca supera il tasso soglia vigente al momento della stipula, il contratto è affetto da nullità parziale: gli interessi usurari sono sostituiti dalla misura dei tassi legali. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che l’usura deve essere verificata al momento della pattuizione e non al momento dell’esigibilità degli interessi. La presenza di interessi moratori elevati può portare alla riduzione degli interessi corrispettivi, ma non alla gratuità del prestito.
1.3.2 Costi occulti e anatocismo
Oltre al tasso applicato, occorre verificare che la banca non abbia addebitato commissioni di massimo scoperto, spese non pattuite o capitalizzazione trimestrale degli interessi (anatocismo), pratiche vietate se non espressamente previste dal contratto e conformi alle istruzioni della Banca d’Italia. Spesso i correntisti non ricevono l’informativa precontrattuale sul TAEG e sulle penali; in questi casi è possibile richiedere la restituzione degli interessi indebitamente pagati tramite ricorso all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) o causa civile.
1.4 Sovraindebitamento e Codice della crisi d’impresa
1.4.1 Legge 3/2012: definizioni e finalità
La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 (Legge sul sovraindebitamento) ha introdotto procedure di composizione della crisi per i soggetti che non possono accedere al fallimento. L’art. 6 definisce sovraindebitamento “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” . La stessa norma definisce consumatore la persona fisica che assume obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale .
L’art. 7 prevede che il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un accordo di ristrutturazione o un piano del consumatore. Il piano deve assicurare il pagamento dei crediti impignorabili ai sensi dell’art. 545 c.p.c. e può prevedere la moratoria dei crediti privilegiati e la dilazione delle imposte, purché siano saldati almeno integralmente i tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea (IVA, ritenute operate e non versate) .
1.4.2 Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
Il D.Lgs. 12 gennaio 2019 n. 14, entrato in vigore il 15 luglio 2022, ha riordinato la disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza. L’art. 1 definisce l’ambito di applicazione: il codice disciplina la crisi e l’insolvenza di consumatori, professionisti e imprenditori (anche individuali) con esclusione dello Stato e degli enti pubblici .
L’art. 2 fornisce le definizioni chiave: crisi è lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi . Insolvenza è lo stato del debitore che non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni . Sovraindebitamento identifica la crisi o l’insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo e delle start‑up innovative che non possono essere assoggettati alla liquidazione giudiziale .
L’art. 2 definisce anche l’impresa minore come quella che nei tre esercizi precedenti non supera 300.000 euro di attivo annuo e 200.000 euro di ricavi . Queste definizioni sono importanti perché determinano l’accesso alle procedure di composizione negoziata e ai regimi semplificati.
1.4.3 Ruolo degli OCC e dei gestori della crisi
La normativa prevede la costituzione degli Organismi di Composizione della Crisi per assistere i debitori nelle procedure di sovraindebitamento. Un’OCC è un ente imparziale che nomina un gestore della crisi che aiuta il debitore a predisporre il piano, a trattare con i creditori e a proporre al giudice una soluzione. L’OCC è indipendente da creditore e debitore . Possono accedere alle procedure:
- consumatori;
- professionisti e lavoratori autonomi;
- imprenditori minori e imprenditori agricoli;
- start‑up innovative;
- soci di società di persone e famiglie, attraverso la procedura familiare .
Le tipologie di procedure sono:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore: consente al consumatore di proporre un piano che, una volta omologato dal giudice, vincola i creditori .
- Concordato minore: destinato agli imprenditori minori e agli altri soggetti indicati dal codice; prevede la continuazione dell’attività o la liquidazione dei beni .
- Liquidazione controllata: comporta la vendita dei beni del debitore sotto il controllo del gestore della crisi; al termine, è prevista l’esdebitazione per i debiti non soddisfatti .
- Esdebitazione del debitore incapiente: consente al debitore privo di beni e con reddito al di sotto di determinate soglie di essere esdebitato senza alcun pagamento .
- Procedure familiari: permettono ai membri di una stessa famiglia di presentare un’unica domanda .
Lo scopo delle procedure è dare al debitore la possibilità di ottenere una discharge (esdebitazione) dai debiti residui .
1.5 Definizione agevolata (rottamazione) delle cartelle esattoriali
La Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater delle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La norma consente di estinguere i debiti versando il capitale e le somme dovute a titolo di rimborso spese di notifica e di diritti di riscossione, azzerando sanzioni e interessi di mora.
Nel 2024 il legislatore ha permesso la riammissione per i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater per aver saltato le rate. Secondo l’articolo di Fisco e Tasse, la riammissione riguarda i debiti oggetto di rottamazione quater per i quali una o più rate, in scadenza entro il 31 dicembre 2024, non sono state versate o sono state versate con ritardo . Chi non era decaduto deve continuare a rispettare le scadenze originarie .
La domanda di riammissione doveva essere presentata entro il 30 aprile 2025 e il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 oppure in dieci rate: le prime due scadevano il 31 luglio e 30 novembre 2025; le rimanenti otto scadono il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre del 2026 e del 2027 .
L’Agenzia delle Entrate invia un prospetto riepilogativo con l’elenco dei debiti, gli importi dovuti e i bollettini precompilati . Il pagamento può essere effettuato tramite il sito, l’app, gli sportelli bancari, gli uffici postali o i servizi di home banking .
Nel frattempo la Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione quinquies, estendendo la definizione agevolata alle cartelle affidate entro il 31 dicembre 2023. La domanda va presentata telematicamente entro il 30 aprile 2026 (termine ufficiale indicato dal portale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione). I contribuenti potranno scegliere tra pagamento in un’unica soluzione (entro 31 luglio 2026) o in un massimo di 18 rate in cinque anni (con scadenze semestrali). Alla data di pubblicazione dell’articolo alcuni dettagli attuativi sono ancora in fase di definizione: l’Avv. Monardo potrà aggiornarti in tempo reale.
2. Cosa accade dopo la notifica di un atto di riscossione
Quando l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione invia una cartella di pagamento, un avviso di intimazione o un pignoramento, il debitore deve reagire tempestivamente. Di seguito una procedura passo‑passo per non perdere i diritti di difesa.
2.1 Ricezione della cartella o dell’intimazione
- Verifica della notifica. Controlla che la cartella sia stata notificata correttamente (data, indirizzo, mezzo di notifica). Eventuali difetti (notifica a soggetto inesistente, mancanza di raccomandata AR) possono rendere la cartella nulla.
- Controllo del contenuto. La cartella deve indicare il codice tributo, l’anno di riferimento, l’importo di imposta, sanzioni, interessi e diritti di riscossione.
- Prescrizione. Verifica che il tributo non sia prescritto (ad esempio, 10 anni per IVA e IRPEF, 5 anni per contributi INPS).
- Estratto di ruolo. Richiedi copia integrale del ruolo all’Agenzia delle Entrate per verificare se gli importi corrispondono e se vi sono duplicazioni.
2.2 Termini per il ricorso
- 60 giorni dalla notifica per proporre ricorso al giudice tributario avverso la cartella di pagamento o l’accertamento esecutivo.
- 40 giorni per presentare opposizione all’ingiunzione di pagamento emessa dall’ente locale.
- 20 giorni per opporsi al pignoramento presso terzi (artt. 615 e 617 c.p.c.).
- 30 giorni per impugnare il preavviso di fermo amministrativo.
L’atto di opposizione deve essere motivato, corredato di documentazione e depositato presso la Commissione tributaria o il tribunale competente. È consigliabile affidarsi a un professionista per evitare errori procedurali.
2.3 Richiesta di sospensione e piano di rateizzazione
Se la cartella presenta vizi o se il contribuente ha avviato un’istanza di autotutela, è possibile chiedere la sospensione dell’azione esecutiva. La richiesta può essere presentata all’agente della riscossione o al giudice. In caso di procedimento giudiziario, il giudice valuta l’esistenza di fumus boni iuris e di periculum in mora (rischio di danno grave e irreparabile).
In alternativa, se il debito è legittimo ma l’azienda non può pagare subito, si può chiedere la rateizzazione. L’Agenzia delle Entrate‑Riscossione concede piani fino a 72 rate mensili per debiti fino a 120.000 euro (rateizzazione ordinaria) e fino a 120 rate in casi eccezionali (piani di rientro straordinari). Con la definizione agevolata le scadenze sono determinate dalla legge di riferimento.
2.4 Pignoramento presso terzi e conversione
Se il contribuente non paga, l’agente della riscossione può pignorare conti correnti, crediti verso clienti, canoni di locazione o altri crediti. In tal caso l’imprenditore può:
- Impugnare il pignoramento entro 20 giorni per contestare la legittimità dell’atto (es. mancata notifica della cartella).
- Chiedere la conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.): il debitore offre una somma (anche rateizzata) pari al valore dei beni pignorati più spese e diritti. Il giudice può sostituire il pignoramento con il versamento; questo strumento è utile per liberare il conto corrente e proseguire l’attività.
- Negoziare con i creditori: attraverso l’avvocato è possibile raggiungere un accordo stragiudiziale, ad esempio proponendo un piano di rientro a saldo e stralcio.
3. Strategie legali per difendersi
La difesa dell’imprenditore indebitato richiede una combinazione di strumenti processuali e negoziali. In questa sezione illustriamo le principali difese e strategie legali per contrastare fisco, INPS e banche.
3.1 Difese contro il fisco
- Opposizione alla cartella: contestare l’inesistenza del credito, la prescrizione o la decadenza del diritto alla riscossione. Ad esempio, se l’Agenzia delle Entrate ha iscritto a ruolo un avviso di accertamento oltre i termini di decadenza, la cartella è nulla.
- Vizi della notifica: la notifica tramite PEC deve riportare il file digitale conforme alla notifica e la firma digitale; la mancata allegazione dell’atto originale può rendere la notifica inesistente.
- Contestazione delle sanzioni: le sanzioni amministrative devono essere motivate; in caso di violazione del principio di proporzionalità o di difetto di motivazione, possono essere annullate.
- Eccezione di avvenuto pagamento: se il contribuente ha già versato il tributo tramite ravvedimento operoso o compensazione con crediti, può chiedere l’annullamento.
- Istanza di autotutela: permette di chiedere all’Agenzia l’annullamento della cartella senza dover ricorrere al giudice. Non sospende i termini di impugnazione, quindi va proposta parallelamente al ricorso.
- Rateizzazione e definizione agevolata: in caso di ammissione alla rottamazione quater o quinquies, il debito può essere estinto pagando solo il capitale e le spese; la presentazione della domanda sospende le procedure esecutive.
3.2 Difese contro l’INPS
- Verifica delle posizioni contributive: spesso gli avvisi di addebito contengono errori o duplicazioni. È indispensabile confrontare la richiesta con il Cassetto Previdenziale e con le denunce Uniemens.
- Ricorso giudiziale: entro 40 giorni dalla notifica dell’avviso, l’azienda può proporre opposizione al giudice del lavoro. Le eccezioni tipiche riguardano la prescrizione quinquennale dei contributi (decennale in caso di evasione), la mancanza di qualifica di datore di lavoro, l’inesistenza del rapporto di lavoro subordinato, la sospensione del termine prescrizionale per crediti contributivi in sede amministrativa.
- Pignoramento del quinto della pensione: nel caso in cui l’INPS pignori la pensione di un socio o amministratore per recuperare contributi aziendali, è possibile eccepire l’eventuale superamento dei limiti (il trattamento minimo pensionistico non può essere intaccato ). Si può inoltre contestare la legittimità della trattenuta se non c’è dolo del pensionato, come richiamato dalla Corte costituzionale .
- Transazione contributiva: la legge consente di definire i debiti INPS nell’ambito dei piani di ristrutturazione del debito e del concordato preventivo; in tali casi l’INPS può accettare pagamenti dilazionati con abbattimento di sanzioni e interessi.
- Sgravi contributivi e sanatorie: per alcune categorie di aziende (ad esempio le start‑up innovative o le imprese di zone svantaggiate) esistono agevolazioni che permettono la riduzione dei contributi; è necessario verificare i requisiti con un consulente del lavoro.
3.3 Difese nei confronti delle banche
- Verifica del contratto: controllare le condizioni generali, il tasso applicato, le penali e le clausole di capitalizzazione. Se mancano l’indicazione del TAEG o la firma del cliente, il contratto può essere nullo.
- Analisi del tasso d’usura: confrontare il TAEG del contratto con il tasso soglia vigente al momento della stipula. Se il tasso supera la soglia, l’imprenditore può richiedere la restituzione degli interessi usurari. Ad esempio, per un mutuo ipotecario a tasso fisso stipulato nel primo trimestre 2026, la soglia era 8,95 % ; un TAEG superiore renderebbe usurari gli interessi.
- Nullità delle clausole anatocistiche: la banca non può capitalizzare gli interessi passivi su base trimestrale senza specifica pattuizione; l’art. 120 TUB vieta la capitalizzazione se non in forma uguale per interessi attivi e passivi.
- Richiesta di rinegoziazione: se l’azienda non riesce a pagare le rate del mutuo, può chiedere la ristrutturazione del debito (allungamento della durata, sospensione delle rate per un periodo) sfruttando le opportunità offerte dagli interventi governativi o dalla disciplina delle crisi di impresa.
- Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF): l’ABF è un organismo indipendente che risolve in via stragiudiziale le controversie fino a 200.000 euro; l’imprenditore può presentare reclamo senza costi di avvocato.
- Azione giudiziale: se la banca rifiuta la rinegoziazione o applica interessi usurari, è possibile agire davanti al tribunale per ottenere la declaratoria di nullità delle clausole e la restituzione delle somme indebitamente percepite.
4. Strumenti alternativi per la risoluzione dei debiti
Oltre alle difese giuridiche contro i singoli atti, l’imprenditore indebitato può ricorrere a strumenti di composizione della crisi che permettono di ristrutturare i debiti in modo complessivo e ottenere una nuova partenza.
4.1 Rottamazione quater e quinquies
Come anticipato, la rottamazione quater (Legge 197/2022) consente di estinguere le cartelle esattoriali affidate fino a giugno 2022 pagando solo capitale e diritti di riscossione. La riammissione per chi era decaduto dalle rate è stata prevista nel 2024, con domanda entro il 30 aprile 2025 e pagamento in una o dieci rate fino al 2027 .
La rottamazione quinquies (Legge 199/2025) amplia l’ambito alle cartelle affidate entro il 31 dicembre 2023 e introduce piani di pagamento fino a 18 rate. Si tratta di un’opportunità per liberarsi di sanzioni e interessi e far rientrare la posizione fiscale. Per aderire occorre presentare la domanda telematicamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione; l’Avv. Monardo può assisterti nella predisposizione e nel controllo dei ruoli.
4.2 Procedure di sovraindebitamento
Le procedure introdotte dalla Legge 3/2012 e ora incluse nel Codice della crisi permettono al debitore non fallibile di proporre ai creditori un piano sostenibile. Per le aziende di utensileria (spesso imprese minori) le procedure più pertinenti sono:
- Concordato minore: permette all’imprenditore di continuare l’attività o, se necessario, di liquidare parte dei beni. È necessario presentare un piano che assicuri il pagamento dei creditori secondo classi di soddisfazione e la prosecuzione dell’attività. Il piano è elaborato con il supporto del gestore della crisi nominato dall’OCC e viene sottoposto all’omologazione del tribunale.
- Liquidazione controllata: se l’impresa non può proseguire l’attività, il patrimonio viene liquidato sotto la supervisione del gestore della crisi; al termine, il debitore può chiedere l’esdebitazione.
- Procedura familiare: se la società è a conduzione familiare (ad esempio padre e figli soci), i membri possono presentare un’unica procedura per gestire i debiti comuni.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti (nuova versione): consente di proporre ai creditori un accordo attestato da un professionista indipendente (il gestore o un commercialista) e vincolante per la minoranza dissenziente.
4.3 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il D.L. 118/2021 e il D.Lgs. 14/2019 hanno introdotto la composizione negoziata: un percorso volontario e riservato in cui l’imprenditore in crisi si confronta con i creditori assistito da un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio. L’esperto favorisce l’accordo tra le parti e può proporre misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) per consentire la trattativa. Per le aziende di utensileria in difficoltà la composizione negoziata consente di evitare l’apertura della liquidazione giudiziale e di ristrutturare i debiti in modo sostenibile, magari cedendo un ramo d’azienda o rinegoziando i contratti con i fornitori.
4.4 Piani del consumatore e esdebitazione
Se l’imprenditore è anche consumatore rispetto a determinati debiti (ad esempio mutuo personale), può accedere al piano del consumatore: una procedura che non richiede l’approvazione dei creditori ma solo l’omologazione del giudice, purché il piano assicuri il pagamento dei crediti impignorabili e rispetti la capacità contributiva del proponente .
La esdebitazione consente al debitore, una volta completata la procedura di liquidazione o al termine del concordato, di essere liberato dai debiti residui; è una “seconda possibilità” per ripartire senza il peso dei debiti non soddisfatti. Il Codice della crisi prevede anche l’esdebitazione del debitore incapiente, che consente di cancellare i debiti senza alcun pagamento se il debitore non possiede beni e ha un reddito modesto .
4.5 Accordi con banche e terzi
Negli ultimi anni molte banche hanno aderito a programmi di ristrutturazione assistita dei debiti commerciali. Attraverso l’assistenza dell’avvocato e di un commercialista è possibile negoziare:
- Rinegoziazione di mutui e leasing: allungamento dei termini, riduzione dello spread, sospensione delle rate in caso di crisi.
- Accordi di saldo e stralcio: la banca accetta un pagamento ridotto in un’unica soluzione in cambio della rinuncia agli interessi moratori.
- Cessione del credito: il debitore può cedere i propri crediti a terzi (factoring) per ottenere liquidità immediata; con un factoring pro solvendo l’azienda resta responsabile per l’eventuale insolvenza del debitore ceduto, mentre con il factoring pro soluto la responsabilità viene trasferita alla società di factoring.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare gli atti: lasciare scadere i termini di impugnazione è l’errore più grave. Anche se l’atto appare errato o ingiusto, bisogna sempre presentare ricorso entro i termini.
- Pagare senza verificare: molti contribuenti pagano la cartella senza controllare che il debito sia effettivamente dovuto. È fondamentale verificare la prescrizione, la correttezza degli importi e l’esistenza di eventuali compensazioni.
- Confondere i ruoli dei professionisti: commercialisti e consulenti del lavoro possono aiutare a tenere la contabilità, ma la difesa in giudizio e la gestione della crisi richiedono l’assistenza di un avvocato specializzato.
- Sottovalutare la composizione negoziata: molti imprenditori temono che rivolgersi all’OCC o alla composizione negoziata equivalga a dichiarare fallimento. In realtà queste procedure sono strumenti di salvataggio che consentono di conservare l’attività.
- Non differenziare debiti personali e societari: nelle società di persone, i soci rispondono illimitatamente dei debiti sociali; nelle società di capitali, invece, la responsabilità è limitata. Cancellare la società non cancella i debiti . È importante distinguere tra debito dell’azienda e debito personale (ad esempio fideiussioni o prestiti personali).
- Lasciarsi ingannare da offerte troppo vantaggiose: società di recupero crediti o consulenti improvvisati promettono cancellazioni totali dei debiti senza basi legali. Affidarsi a professionisti qualificati evita ulteriori danni.
6. Tabelle riepilogative
Di seguito alcune tabelle sintetiche per agevolare la consultazione. Le tabelle contengono soltanto parole chiave e numeri; le spiegazioni si trovano nel testo.
6.1 Normativa di riferimento
| Norma / sentenza | Oggetto | Punti chiave |
|---|---|---|
| Art. 2495 c.c. | Estinzione della società | Responsabilità dei soci limitata al valore percepito alla liquidazione |
| Art. 36 D.P.R. 602/1973 | Responsabilità del liquidatore | Responsabilità civile autonoma; non richiede iscrizione a ruolo |
| Art. 69 Legge 153/1969 & sentenza Corte cost. 216/2025 | Recupero INPS | Pignoramento fino a un quinto della pensione con preservazione del trattamento minimo ; norma speciale che tutela l’interesse generale |
| Legge 108/1996 & TEGM Banca d’Italia (30 dicembre 2025) | Usura bancaria | Tassi soglia: 8,95 % mutui ipotecari a tasso fisso, 9,16 % mutui variabili |
| Legge 3/2012 | Sovraindebitamento | Definizione di sovraindebitamento e consumatore ; procedure di accordo e piano |
| D.Lgs. 14/2019 | Codice della crisi | Definizioni di crisi, insolvenza, sovraindebitamento, impresa minore |
| Legge 197/2022 e Legge 199/2025 | Rottamazione | Estinzione cartelle con pagamento del solo capitale; riammissione alla rottamazione quater ; definizione quinquies (fino al 2023) |
6.2 Procedura di opposizione agli atti di riscossione
| Tipo di atto | Termine di opposizione | Giudice competente | Note |
|---|---|---|---|
| Cartella di pagamento | 60 giorni | Giudice tributario | Verificare notifica e prescrizione |
| Avviso di addebito INPS | 40 giorni | Tribunale (sezione lavoro) | Possibile sospensione |
| Pignoramento presso terzi | 20 giorni | Tribunale (esecuzione) | Conversione possibile |
| Preavviso di fermo | 30 giorni | Giudice tributario | Fermo su beni mobili |
6.3 Piani e procedure di sovraindebitamento
| Procedura | Destinatari | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Concordato minore | Imprenditori minori | Piano con continuità o liquidazione; approvazione dei creditori; omologazione del giudice |
| Piano del consumatore | Consumatori | Non richiede votazione; omologazione del giudice se il piano è fattibile |
| Liquidazione controllata | Tutti i debitori non fallibili | Liquidazione dei beni con esdebitazione finale |
| Esdebitazione incapiente | Debitori senza beni | Cancellazione dei debiti senza pagamento |
| Procedura familiare | Membri di una stessa famiglia | Presentazione congiunta; unica nomina di gestore |
6.4 Limiti di pignorabilità
| Credito o bene | Limite di pignorabilità | Riferimento |
|---|---|---|
| Pensione | Fino a 1/5 con preservazione del trattamento minimo | Art. 69 Legge 153/1969 |
| Stipendio o salario | Pignorabile nei limiti di 1/5 (crediti tributari) o 1/3 (in caso di concorso) | Art. 545 c.p.c. |
| Abitazione principale | Non pignorabile per debiti inferiori a 120.000 euro se non di lusso | Art. 76 D.P.R. 602/1973 |
| Conto corrente | Pignorabile; possibile conversione | Art. 495 c.p.c. |
7. Domande frequenti (FAQ)
- Ho ricevuto una cartella per imposte non pagate, cosa devo fare?
Verifica la data di notifica e gli estremi dell’atto. Hai 60 giorni per presentare ricorso al giudice tributario; puoi anche chiedere la sospensione dell’atto se vi sono vizi o proporre una rateizzazione. - La mia società è stata cancellata dal registro ma continuano ad arrivare cartelle: perché?
La cancellazione estingue la società ma non i debiti. I soci rispondono nei limiti di quanto percepito in liquidazione . - Sono amministratore e liquidatore: posso essere chiamato a pagare i debiti tributari?
Sì. L’art. 36 D.P.R. 602/1973 attribuisce al liquidatore una responsabilità civile autonoma per i tributi non pagati durante la liquidazione . - L’INPS può pignorare l’intera pensione di mio padre?
No. Può trattenere al massimo un quinto e deve garantire il trattamento minimo . - Qual è il termine di prescrizione per i contributi INPS?
Cinque anni dalla data di scadenza, salvo evasione contributiva (allora è decennale). - Cosa succede se non pago una rata della rottamazione quater?
Decadi dai benefici e torni al debito integrale. È però possibile la riammissione, come previsto nel 2024, presentando domanda entro termini stabiliti . - Posso aderire alla rottamazione quinquies se ho già un piano di rateizzazione?
Sì, puoi sostituire la rateizzazione ordinaria con la definizione agevolata per i debiti ammessi; la domanda va presentata entro 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia. - In cosa consiste il concordato minore?
È una procedura per imprenditori minori che permette di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione o di liquidazione; prevede l’assistenza di un gestore della crisi e l’approvazione dei creditori. - Se i creditori non approvano il mio piano del consumatore?
Il piano del consumatore non richiede l’approvazione dei creditori ma solo l’omologazione del giudice; tuttavia devono essere rispettati i criteri di convenienza e fattibilità . - Cos’è l’esdebitazione del debitore incapiente?
È la cancellazione dei debiti per chi non possiede beni né redditi sufficienti; il giudice può concederla dopo aver verificato la correttezza del debitore . - Cosa prevede il Codice della crisi d’impresa per le aziende di utensileria?
Il Codice si applica a consumatori, professionisti e imprenditori; definisce crisi, insolvenza e sovraindebitamento . Permette di accedere alla composizione negoziata e ad altre procedure che evitano la liquidazione giudiziale. - La banca applica un tasso superiore al 9 % su un mutuo stipulato nel 2026: è usura?
Dipende dalla categoria del finanziamento. Per i mutui ipotecari a tasso variabile il tasso soglia per il primo trimestre 2026 è 9,16 %; superare questa soglia rende usurari gli interessi . - Posso impugnare una fideiussione bancaria se il testo è stato dichiarato nullo dall’Antitrust?
Molti schemi di fideiussione ABI sono stati dichiarati contrari alla concorrenza. È possibile contestare le clausole abusive, ma occorre un’analisi caso per caso e l’assistenza di un avvocato. - Quanto costa aprire una procedura di sovraindebitamento?
I costi variano a seconda della complessità della procedura e dei compensi del gestore. L’OCC calcola i compensi secondo parametri ministeriali e spesso consente il pagamento rateizzato. - Le sanzioni fiscali e tributarie possono essere annullate nelle procedure di sovraindebitamento?
Sì, ma dipende dal tipo di procedura. Nel concordato minore e nel piano del consumatore le sanzioni possono essere stralciate o ridotte; per IVA e ritenute l’obbligo di pagamento resta integrale . - Cosa succede ai debiti bancari nella liquidazione controllata?
I debiti bancari sono soddisfatti secondo il grado di privilegio; se rimane una scopertura, il debitore è esdebitato al termine della procedura. Eventuali garanzie ipotecarie permangono sui beni. - È possibile bloccare un fermo amministrativo sull’automezzo aziendale?
Sì. Puoi impugnare il preavviso di fermo entro 30 giorni o pagare il debito rateizzandolo. In alcuni casi è possibile chiedere la sospensione provvisoria se il mezzo è indispensabile per l’attività. - La prescrizione per l’IVA è di dieci anni o cinque?
L’IVA è un tributo annuale con termine di decadenza generalmente quinquennale; tuttavia l’iscrizione a ruolo può avvenire entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. - Posso ottenere la sospensione dell’esecuzione in caso di ricorso?
Sì, il giudice tributario o del lavoro può sospendere l’esecuzione se ritiene che il ricorso sia fondato e se c’è rischio di danno irreparabile. È opportuno allegare documentazione che dimostri la difficoltà finanziaria. - Cos’è la conversione del pignoramento?
È la possibilità, prevista dall’art. 495 c.p.c., di sostituire i beni pignorati con una somma di denaro (anche rateizzata); consente di evitare la vendita forzata e continuare a utilizzare il bene per l’attività.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
Per rendere più concreti i concetti trattati, presentiamo due simulazioni. I numeri sono ipotetici ma basati su soglie reali dei tassi d’usura e su termini di legge.
8.1 Simulazione di definizione agevolata (rottamazione)
Situazione: la Società Utensileria S.r.l. ha ricevuto cartelle per IVA e IRAP relative agli anni 2018‑2020. Il capitale dovuto è 80.000 €. Tra sanzioni e interessi le cartelle ammontano a 140.000 €. L’azienda non ha versato le rate della rottamazione quater in scadenza a ottobre 2024.
Opzioni:
- Riammissione alla rottamazione quater. L’azienda presenta la domanda entro il 30 aprile 2025. Pagando 80.000 € + circa 5.000 € di spese, estingue il debito. La prima rata (10.000 €) va pagata il 31 luglio 2025, la seconda il 30 novembre 2025 e le restanti otto rate (da 8.750 €) si pagano entro febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027 .
- Rottamazione quinquies. Se la società ha altri debiti affidati nel 2023, può chiedere di inserirli nella definizione quinquies entro il 30 aprile 2026. Potrà pagare il dovuto in un’unica soluzione al 31 luglio 2026 o in un massimo di 18 rate semestrali; in questo caso l’importo complessivo potrebbe ridursi a circa 85.000 € perché il capitale del 2023 è minore.
Risultato: aderire alla definizione agevolata permette di risparmiare oltre 60.000 € di sanzioni e interessi e di dilazionare i pagamenti fino a 5 anni, preservando la liquidità dell’impresa.
8.2 Simulazione di verifica del tasso d’usura su un mutuo
Situazione: nel febbraio 2026 la Società Utensileria S.r.l. stipula con una banca un mutuo ipotecario di 500.000 € a tasso variabile indicizzato all’Euribor + 6 %. La banca indica un TAEG del 9,8 %.
Verifica del tasso soglia: secondo il comunicato della Banca d’Italia del 30 dicembre 2025, per i mutui con garanzia ipotecaria a tasso variabile il TEGM nel terzo trimestre 2025 era 4,13 % e il tasso soglia per il primo trimestre 2026 era 9,16 % .
Analisi: il TAEG del mutuo (9,8 %) supera la soglia (9,16 %). In base alla Legge 108/1996 e alla giurisprudenza di Cassazione, l’interesse è usurario e le clausole degli interessi usurari sono nulle. L’azienda può richiedere la restituzione degli interessi pagati oltre il tasso legale e la rinegoziazione del contratto.
Strategia: l’Avv. Monardo proporrà un’azione giudiziale o un ricorso all’ABF per dichiarare la nullità della clausola usuraria e ottenere la riduzione del tasso; in alternativa potrà negoziare con la banca la rinegoziazione del mutuo con un tasso conforme alla legge.
Conclusione
Gestire una azienda di utensileria con debiti richiede non solo competenze commerciali e produttive, ma anche una profonda conoscenza delle norme fiscali, previdenziali e bancarie. Abbiamo visto che la cancellazione della società non libera i soci dai debiti , che il liquidatore risponde personalmente se non paga le imposte , che l’INPS può pignorare fino a un quinto della pensione ma deve garantire il trattamento minimo e che esistono limiti specifici per stipendi, conti correnti e beni immobili. La disciplina antiusura impone tassi soglia e consente di contestare gli interessi e le commissioni usurari . Le leggi sul sovraindebitamento e il Codice della crisi offrono strumenti come il concordato minore, la liquidazione controllata e il piano del consumatore per ristrutturare o liquidare i debiti .
È fondamentale agire tempestivamente: ogni atto deve essere verificato e, se necessario, impugnato entro i termini. Le opportunità offerte dalla rottamazione quater e quinquies permettono di estinguere le cartelle pagando solo il capitale . Le procedure di composizione della crisi, sia negoziate sia giudiziali, consentono di salvare l’attività o di ottenere l’esdebitazione.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di professionisti offrono un supporto completo: dall’analisi delle cartelle e dei contratti bancari, alla presentazione di ricorsi e opposizioni, fino alla negoziazione con fisco, INPS e banche. Grazie alla sua qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento e di Esperto negoziatore della crisi d’impresa, può guidarti attraverso le procedure previste dal nuovo Codice della crisi e ottenere la soluzione più adatta alla tua azienda.
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