Azienda di trafilatura con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione: perché leggere questa guida

In Italia molte aziende di trafilatura e imprese metalmeccaniche si sono ritrovate, negli ultimi anni, in difficoltà finanziarie. L’aumento dei costi dell’energia, la riduzione della domanda e la rigidità fiscale rendono complesso proseguire l’attività quando vengono notificate cartelle esattoriali, avvisi di addebito INPS o decreti ingiuntivi bancari. La normativa permette di difendersi, ma i tempi sono stretti e gli errori formali possono rendere inefficaci le difese. La presente guida, aggiornata a gennaio 2026, offre un panorama completo degli strumenti legali disponibili per tutelare un’impresa in crisi di liquidità: dalla rottamazione‑quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026, alle rateizzazioni delle cartelle ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/1973, fino alle procedure di sovraindebitamento e alla composizione negoziata. Il taglio è pratico e volto alla tutela del debitore, in modo da affrontare Agenzia delle Entrate‑Riscossione, INPS e banche con consapevolezza.

Nel prosieguo saranno illustrate le principali soluzioni legali disponibili. Saranno analizzate la normativa di riferimento e la giurisprudenza più recente (ordinanze e sentenze della Corte di Cassazione e del Tribunale), con particolare attenzione ai vizi di notifica delle cartelle e ai profili di anatocismo e usura nei rapporti con gli istituti di credito . La guida riporta anche gli effetti pratici delle novità introdotte dal decreto legislativo 13 settembre 2024 n. 136, che ha integrato il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

Chi può aiutarti: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff

Al fine di affrontare le problematiche descritte, è importante rivolgersi a professionisti esperti. Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti operanti su tutto il territorio nazionale. Tra le sue qualifiche principali:

  • Cassazionista: può patrocinare cause davanti alla Corte di Cassazione e alle magistrature superiori.
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento ex Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia.
  • Professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC).
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 convertito nella L. 147/2021.

Lo studio dell’Avv. Monardo è specializzato in diritto bancario, tributario e fallimentare e ha consolidato un metodo per risolvere pratiche di riscossione coattiva, procedure concorsuali e contenziosi con gli istituti di credito. L’intervento comprende: analisi degli atti notificati, predisposizione di ricorsi presso commissioni tributarie e tribunali ordinari, istanze di sospensione dell’esecuzione, trattative con l’agente della riscossione, predisposizione di piani di rientro e soluzioni stragiudiziali. Lo studio propone un servizio personalizzato per imprese e privati che consente di valutare la possibilità di accedere alle procedure di rottamazione, rateizzazione o sovraindebitamento, con interventi rapidi per bloccare fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione vengono illustrate le principali norme e sentenze che un’azienda di trafilatura con debiti deve conoscere. Gli strumenti di difesa variano a seconda del tipo di debito (tributario, contributivo o bancario) e delle procedure attivate dai creditori.

1. Definizione agevolata (rottamazione‑quinquies) – Legge 199/2025

La legge di bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025 n. 199) ha introdotto una nuova “rottamazione‑quinquies” che consente di estinguere debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 con il pagamento del capitale e degli interessi senza sanzioni, aggio e interessi di mora. Le disposizioni sono contenute nell’art. 1 commi 82‑110 della legge. I principali elementi sono:

  • Debiti ammessi: sono compresi gli esiti dei controlli automatizzati e formali delle imposte sui redditi (artt. 36‑bis e 36‑ter del DPR 600/1973) e dell’IVA (artt. 54‑bis e 54‑ter del DPR 633/1972), i contributi INPS (esclusi quelli derivanti da accertamento), le multe stradali e le somme per rimborso delle spese di esecuzione .
  • Debiti esclusi: restano esclusi i carichi relativi all’IVA all’importazione, le risorse proprie dell’Unione europea e i tributi locali (IMU, TARI, ecc.) salvo che le singole regioni e comuni prevedano una propria definizione agevolata .
  • Domanda: va presentata entro il 30 aprile 2026; l’Agente della Riscossione comunica l’ammontare dovuto entro il 30 giugno 2026 .
  • Pagamento: è possibile saldare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali (durata di circa 9 anni); l’interesse è pari al 3 % annuo a decorrere dal 1 agosto 2026 . Le scadenze sono fissate il 31 luglio e 30 novembre dei primi due anni e in seguito cinque scadenze annuali.
  • Effetti della domanda: la presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e decadenza; congela le rate di eventuali piani di pagamento; impedisce nuovi fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti; sospende le procedure esecutive in corso (salvo che il primo incanto sia già avvenuto) . Tali effetti durano fino alla prima rata. Le cartelle incluse non possono essere oggetto di ulteriori procedure esecutive .
  • Perdita dei benefici: il mancato pagamento di una rata comporta la perdita dei benefici della definizione e gli importi versati restano acquisiti a titolo di acconto .

Questa definizione agevolata permette alle aziende con ruoli iscritti a ruolo dal 2000 al 2023 di rinegoziare i propri debiti in tempi lunghi. È una soluzione particolarmente utile per le imprese di trafilatura che, a causa della ciclicità del mercato dell’acciaio, hanno accumulato cartelle per IVA o ritenute. Per aderire correttamente è essenziale verificare i carichi affidati, controllare se vi sono ruoli esclusi e predisporre la domanda entro la scadenza. Lo staff dell’Avv. Monardo assiste nella compilazione, verifica i singoli ruoli e predispone eventuali istanze di sgravio o ricorso qualora siano riscontrati vizi di notifica.

2. Rateizzazione delle cartelle (art. 19 DPR 602/1973 modificato dal D.Lgs. 110/2024)

Per le aziende che non rientrano nella definizione agevolata o che devono gestire ruoli successivi al 2023, la legge consente di dilazionare i debiti iscritti a ruolo. La disciplina originaria prevedeva un massimo di 72 rate mensili, elevabili a 120 in casi di comprovata difficoltà. Con il decreto legislativo 29 luglio 2024 n. 110, entrato in vigore ad agosto 2024, l’art. 19 del DPR 602/1973 è stato riformato e prevede un numero di rate più elevato:

  • Per debiti fino a 120.000 €: le richieste presentate nel 2025 e 2026 possono prevedere fino a 84 rate mensili; quelle presentate nel biennio 2027‑2028 fino a 96 rate; dal 2029 fino a 108 rate .
  • Per debiti fino a 120.000 €, se il contribuente dimostra una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà allegando la documentazione richiesta, può chiedere un numero maggiore di rate fino a un massimo di 120 rate mensili .
  • Per debiti superiori a 120.000 € la nuova disciplina consente comunque fino a 120 rate mensili, ma la richiesta deve essere supportata da documentazione che dimostri l’impossibilità di versare la somma in tempi più brevi .
  • La valutazione dello stato di difficoltà, per persone fisiche e ditte individuali, è basata sull’ISEE familiare; per le società è basata sull’indice di liquidità e sul rapporto tra debito da rateizzare e valore della produzione .
  • Il decreto ha introdotto il nuovo art. 25‑bis: quando un debitore richiede la rateazione, la prescrizione del credito è sospesa anche nei confronti dei co‑obbligati solidali; l’agente della riscossione deve notificare la richiesta di rateizzazione ai co‑obbligati indicando numero e durata delle rate .

La rateizzazione è uno strumento efficace per le imprese che necessitano di tempo per sanare debiti con il fisco o con l’INPS. È però una facoltà concessa discrezionalmente dall’Agente della riscossione, che può revocare il piano in caso di ritardo nel pagamento di cinque rate (anche non consecutive). La consulenza legale è fondamentale per valutare se conviene chiedere una rateizzazione ordinaria o preferire la definizione agevolata.

3. Vizi di notifica e difese contro cartelle esattoriali

Prima di aderire a una sanatoria è indispensabile verificare la regolarità delle notifiche. Numerose sentenze della Corte di Cassazione hanno chiarito che l’atto di riscossione deve essere identificabile e notificato correttamente; in caso contrario l’azione esecutiva può essere annullata.

  • Cass., ordinanza 398/2025: la Suprema Corte ha stabilito che, se il destinatario eccepisce l’inesistenza della notifica e l’agente della riscossione produce soltanto l’avviso di ricevimento senza specificare il contenuto della raccomandata, la cartella è nulla. La Corte afferma che l’onere della prova dell’avvenuta notifica si sposta sul contribuente solo dopo che l’ente ha dimostrato l’esistenza e il contenuto dell’atto; diversamente l’interruzione della prescrizione non si verifica .
  • Cass., ordinanza 8261/2025: in tema di notifiche via PEC, la Corte ha statuito che la mancanza dell’indicazione dell’indirizzo PEC nel registro INI‑PEC non comporta nullità della notifica. Il contribuente deve dimostrare di aver subito un pregiudizio concreto per far valere la nullità .
  • Cass., ordinanza 26548/2025: la Corte ha ricordato che, nelle notifiche mediante deposito presso il comune per irreperibilità, il messo deve indicare le ricerche effettuate. L’uso di formule generiche pre‑stampate non è sufficiente e determina la nullità della notifica .

Chi riceve una cartella o un avviso di addebito deve quindi verificare: (1) che l’oggetto dell’atto sia identificabile; (2) che l’atto sia stato notificato al domicilio corretto o via PEC regolarmente; (3) che in caso di deposito per irreperibilità siano indicate le ricerche compiute. In presenza di vizi, è possibile proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni (avverso cartelle relative a tributi) o opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. entro 20 giorni dalla notifica del pignoramento, chiedendo anche la sospensione dell’esecuzione.

4. Debiti contributivi INPS: prescrizione e rendita vitalizia

Gli imprenditori del settore metalmeccanico hanno spesso debiti derivanti da omissioni contributive. È importante distinguere tra contributi previdenziali (che prescrivono in 5 anni, salvo atti interruttivi) e sanzioni civili (che seguono lo stesso termine). Alcuni casi giurisprudenziali meritano attenzione:

  • Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 602/2025: la Corte ha affermato che, quando un contratto a termine è dichiarato nullo e convertito in rapporto a tempo indeterminato, la prescrizione quinquennale del diritto dell’INPS al pagamento dei contributi decorre dalla scadenza del termine dichiarato nullo e non dal passaggio in giudicato della sentenza .
  • Sezioni Unite, sentenza n. 22802/2025: la Corte ha riformulato i termini per la rendita vitalizia (art. 13 della legge 1338/1962). Con la circolare INPS n. 141/2025 l’Istituto ha recepito i principi secondo cui il datore di lavoro può costituire la rendita entro 10 anni dalla prescrizione dei contributi; il lavoratore può agire dopo questo termine per altri 10 anni e, scaduto anche questo, può comunque costituire la rendita a proprie spese . Tale pronuncia ha introdotto un sistema sequenziale che tutela il lavoratore senza pregiudicare il datore di lavoro.

Oltre alla rendita vitalizia, esistono altri strumenti per definire i debiti contributivi: la rottamazione‑quinquies consente di pagare solo il capitale, mentre la rateizzazione consente di dilazionare con interessi ridotti. È possibile anche eccepire la prescrizione dei contributi se non sono stati notificati atti interruttivi entro cinque anni. Tuttavia, l’INPS spesso adotta la notifica dell’avviso di addebito (ex art. 30, co. 1 D.L. 78/2010), atto esecutivo equiparato alla cartella.

5. Rapporti con le banche: usura, anatocismo e ristrutturazione dei debiti

Molte imprese di trafilatura finanziano l’acquisto di macchinari o il capitale circolante tramite mutui o aperture di credito. Quando la situazione si deteriora, il rischio è di subire azioni giudiziarie bancarie. Conoscere la giurisprudenza in materia di anatocismo e usura è fondamentale.

  • Cass., sentenza n. 24197/2025: la Suprema Corte ha ribadito che il piano di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo. Ogni rata include una quota capitale e una quota interessi calcolata solo sul capitale residuo, senza capitalizzazione degli interessi. La Corte ha anche chiarito che chi allega la usura deve indicare un diverso criterio di calcolo e allegare i decreti ministeriali con i tassi effettivi globali medi (TEGM); affermazioni generiche non sono sufficienti .
  • Cass., Prima Sezione Civile, 18 dicembre 2025 (ricorso n. 17942/2025): la Corte ha confermato che le clausole di anatocismo contenute in contratti stipulati prima della delibera CICR 9 febbraio 2000 sono radicalmente nulle. Non basta la modifica unilaterale da parte della banca: per sanare la clausola è necessaria una nuova pattuizione specifica . Questa decisione richiama la Corte Costituzionale n. 425/2000, che ha dichiarato legittimo l’art. 1283 c.c. (divieto di anatocismo, salvo pattuizione posteriore).

Un’azienda che sospetta la presenza di tassi usurari o clausole anatocistiche può far analizzare i contratti da un consulente tecnico. Se vengono riscontrate violazioni, è possibile opporsi al decreto ingiuntivo della banca, richiedere la rideterminazione del saldo e, in taluni casi, la restituzione degli interessi versati illegittimamente. La giurisprudenza richiede però allegazioni precise e calcoli alternativi; non basta contestare genericamente la presenza di usura .

6. Procedure di sovraindebitamento: dalla Legge 3/2012 al Codice della crisi

Per le aziende non fallibili (imprese sotto soglia, ditte individuali, professionisti) e per le persone fisiche è possibile ricorrere alle procedure di sovraindebitamento introdotte dalla Legge 3/2012 (c.d. “legge salva‑suicidi”), confluite dal 15 luglio 2022 nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII). Il legislatore ha previsto diverse tipologie di procedure, aggiornate dal decreto legislativo 13 settembre 2024 n. 136 (correttivo‑ter). Le principali caratteristiche, secondo l’analisi di Lexia , sono:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: riservata al soggetto che agisce per scopi estranei all’attività professionale. Il correttivo-ter ha ampliato la definizione di “consumatore” (art. 2 lett. e CCII) includendo anche il socio di società di persone per i debiti non legati all’attività . È stata reintrodotta la moratoria fino a due anni per il pagamento dei crediti privilegiati nel piano di ristrutturazione ; il debitore può chiedere di rimborsare alla scadenza le rate di mutuo ipotecario se è in regola, previa autorizzazione del giudice ; la procedura è decisa da un giudice monocratico .
  • Concordato minore: destinato a imprenditori minori e professionisti. Il correttivo-ter ha introdotto l’inammissibilità della proposta se il debitore ha già ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti . È stata chiarita la nozione di risorse esterne (art. 74 CCII) e sono state modificate le condizioni ostative .
  • Liquidazione controllata: la procedura più intrusiva, simile al fallimento. Il correttivo ha escluso l’apertura della liquidazione quando non esistono beni da liquidare: la domanda è improcedibile se l’OCC non attesta la possibilità di acquisire attivo . Il termine per la presentazione delle domande di ammissione al passivo è stato esteso da 60 a 90 giorni .
  • Procedura familiare: consente ai membri di una stessa famiglia di presentare un unico progetto di soluzione della crisi (art. 66 CCII) .

Le procedure di sovraindebitamento sono strumenti potentissimi per liberarsi dai debiti residui e ottenere una esdebitazione. Tuttavia richiedono la nomina di un gestore della crisi o di un esperto OCC, la predisposizione di una relazione particolareggiata e l’approvazione del tribunale. Lo studio dell’Avv. Monardo, essendo fiduciario di un OCC e gestore della crisi, è in grado di assistere le imprese in tutte le fasi (dalla predisposizione del piano alla negoziazione con i creditori).

7. Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021 e art. 12 CCII)

Introdotta dal decreto legge 24 agosto 2021 n. 118 (convertito in L. 147/2021) e poi trasfusa nel Codice della crisi, la composizione negoziata consente all’imprenditore in difficoltà ma ancora in attività di avviare trattative con i creditori sotto la guida di un esperto indipendente. Secondo la Camera di Commercio di Padova :

  • L’imprenditore che presenta squilibri patrimoniali o economico‑finanziari può chiedere la nomina di un esperto presso la Camera di commercio territorialmente competente . La procedura è attivabile dal 15 novembre 2021 tramite una piattaforma nazionale telematica.
  • La nomina dell’esperto avviene tramite una commissione regionale composta da un magistrato, un rappresentante della Camera di commercio e un prefetto . Per imprese sotto soglia (attivo ≤ 300.000 €, ricavi ≤ 200.000 €, debiti ≤ 500.000 €) la nomina è effettuata dal segretario generale .
  • L’istanza di nomina comporta il pagamento di un diritto di segreteria (252 € più 16 € di bollo) e deve essere corredata dai certificati dei debiti tributari, contributivi e assicurativi; in mancanza, è ammessa un’autodichiarazione di richiesta .
  • La piattaforma fornisce un test pratico per verificare la ragionevole perseguibilità del risanamento e una lista di controllo per la redazione del piano. Le istruzioni operative sono definite da decreti dirigenziali del Ministero della giustizia .

La composizione negoziata è pensata per prevenire la crisi irreversibile: consente di congelare alcune obbligazioni, di rideterminare i contratti e di accedere, in caso di insuccesso, al concordato semplificato di cui all’art. 25‑sexies CCII. Per un’azienda di trafilatura questa procedura può essere utile per negoziare con banche e fornitori, tutelando la continuità aziendale senza esporre il management a responsabilità penali.

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

Quando arriva una cartella esattoriale, un avviso di addebito INPS o un sollecito della banca, è fondamentale seguire un percorso preciso. Di seguito una procedura in otto fasi per gestire correttamente la situazione.

Passo 1. Ricezione dell’atto e verifica formale

  • Annotare la data di notifica: il termine per presentare ricorso decorre dalla data in cui l’atto viene consegnato (via posta o PEC).
  • Verificare l’intestazione e l’oggetto: la cartella deve specificare i debiti e l’anno di riferimento. Se l’avviso di ricevimento non consente di identificare l’oggetto, il vizio è sanabile solo se l’Agente produce copia dell’atto .
  • Controllare il domicilio: accertarsi che la notifica sia stata effettuata al corretto indirizzo. Notifiche a indirizzo errato, a un indirizzo PEC non registrato o senza la ricerca dell’indirizzo comportano nullità .
  • Verificare la legittimazione dell’ente: nei debiti contributivi, l’avviso di addebito INPS sostituisce la cartella e vale come titolo esecutivo.

Passo 2. Analisi del debito e verifica della prescrizione

  • Controllare gli anni di imposta: per tributi erariali la prescrizione è di 10 anni (5 anni per IVA e contributi); se sono trascorsi senza atti interruttivi validi, il debito può essere prescritto.
  • Verificare eventuali sospensioni: la rottamazione, la rateizzazione o procedure concorsuali sospendono i termini .
  • Analizzare sanzioni e interessi: alcune sanzioni possono essere annullate se non sono state contestate nei termini o se l’avviso non motiva l’irrogazione.

Passo 3. Scelta della via di difesa

Una volta accertato il debito, si può procedere con diverse strategie:

  1. Ricorso: se l’atto presenta vizi, si può impugnare innanzi alla Commissione Tributaria (per tributi) o al Tribunale competente (per contributi e contratti bancari). Il termine è 60 giorni dalla notifica per gli atti dell’Agenzia Entrate‑Riscossione.
  2. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.): se la cartella è illegittima o prescritta, si può chiedere al giudice dell’esecuzione di dichiarare l’inesistenza del credito e di sospendere la procedura esecutiva.
  3. Istanza di sospensione in autotutela: si chiede all’Agente della riscossione di sospendere l’esecuzione; utile per bloccare i pignoramenti in attesa di rottamazione o ricorso.
  4. Rottamazione‑quinquies: consente di definire i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 con pagamento del solo capitale e degli interessi legali .
  5. Rateizzazione ordinaria: si può richiedere il pagamento a rate ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973, secondo le nuove soglie introdotte dal D.Lgs. 110/2024 .
  6. Procedure di sovraindebitamento: riservate a soggetti non fallibili; prevedono piani del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata con possibile esdebitazione .
  7. Composizione negoziata: per le imprese ancora operative; permette di negoziare con i creditori sotto la guida di un esperto .
  8. Controllo dei contratti bancari: se il debito deriva da mutui o affidamenti, verificare clausole usurarie o anatocistiche e predisporre contestazioni sulla base delle sentenze della Cassazione .

Passo 4. Preparazione della documentazione

  • Estratto di ruolo: richiedere dall’Agente della riscossione l’estratto contenente tutti i carichi pendenti. Il documento è indispensabile per verificare i ruoli ammessi alla rottamazione e per eccepire la prescrizione.
  • Certificati debiti contributivi: per attivare la composizione negoziata occorre il certificato unico dei debiti tributari e contributivi; in mancanza, è ammessa un’autodichiarazione .
  • Contratti e estratti conto: nel caso di contenzioso bancario, raccogliere tutti i contratti di mutuo, i piani di ammortamento e gli estratti conto per la perizia.
  • Documentazione reddituale e patrimoniale: necessaria per la rateizzazione (ISEE o indici di liquidità) e per le procedure di sovraindebitamento.

Passo 5. Deposito della domanda o del ricorso

  • Rottamazione: inviare la domanda entro il 30 aprile 2026 tramite l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. È possibile indicare il numero di rate desiderate; in assenza si applica la soluzione unica.
  • Rateizzazione: presentare l’istanza all’agente, allegando documenti che attestino la temporanea difficoltà; attendere l’accoglimento e rispettare le scadenze.
  • Ricorso: depositare telematicamente il ricorso presso la competente Commissione Tributaria; allegare documentazione e indicare i motivi (vizi formali, prescrizione, illegittimità). In molti casi è opportuno chiedere la sospensione cautelare dell’atto.
  • Procedure di sovraindebitamento: depositare l’istanza di nomina dell’OCC presso il tribunale del domicilio del debitore; allegare bilanci, elenco creditori e beni; pagare l’acconto per il compenso del gestore.
  • Composizione negoziata: compilare l’istanza sulla piattaforma telematica, allegare i certificati e pagare il diritto di segreteria .

Passo 6. Gestione delle sospensioni e dei pagamenti

  • Durante la rottamazione: il pagamento della prima rata determina la definitiva estinzione delle sanzioni e dell’aggio; il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza e la ripresa delle procedure esecutive .
  • Durante la rateizzazione: il versamento puntuale delle rate è essenziale; il ritardo di cinque rate comporta la decadenza dal beneficio e l’immediata iscrizione a ruolo del residuo .
  • Piani di sovraindebitamento: i pagamenti avvengono secondo il piano omologato dal giudice; eventuali moratorie sono ammesse per i creditori privilegiati fino a due anni .

Passo 7. Monitoraggio della posizione e contenzioso

  • Controllare le comunicazioni dell’Agenzia della riscossione e dell’INPS; eventuali comunicazioni di irregolarità devono essere riscontrate per tempo.
  • Verificare eventuali errori contabili: nel caso di mutui o conti correnti, far ricalcolare il saldo con la consulenza di un perito per contestare usura o interessi anatocistici. La Cassazione richiede calcoli alternativi e allegazioni precise .
  • Partecipare alle udienze: per i ricorsi tributari o le opposizioni all’esecuzione, è importante comparire in udienza; in alcuni casi la mancata comparizione può comportare l’improcedibilità.

Passo 8. Conclusione della procedura e ricorso a strumenti residuali

  • Rottamazione e rateizzazione: se l’impresa rispetta tutte le scadenze, i debiti sono estinti. In caso di decadenza, è possibile chiedere una nuova rateizzazione solo per il debito residuo.
  • Sovraindebitamento: il buon esito del piano o della liquidazione comporta la cancellazione dei debiti residui (esdebitazione). In caso di esito negativo, il debitore può comunque accedere alla liquidazione controllata, ma con conseguenze più gravi sul patrimonio.
  • Azioni extragiudiziali con le banche: se l’analisi contabile dimostra l’illecita applicazione di interessi, è possibile addivenire a un accordo transattivo o proporre opposizione al decreto ingiuntivo.

Difese e strategie legali

Dopo aver illustrato il quadro normativo e la procedura, è utile approfondire le strategie di difesa più efficaci per un’azienda di trafilatura che si trovi a gestire debiti fiscali, contributivi o bancari.

1. Eccezione di prescrizione e decadenza

Molte cartelle risultano prescritte perché l’Agente della riscossione non ha notificato atti interruttivi entro il termine di legge. Ad esempio:

  • I tributi erariali (IRPEF, IRES) si prescrivono in 10 anni; le cartelle relative alle risultanze dei controlli automatizzati (art. 36‑bis DPR 600/1973) si prescrivono in 5 anni.
  • I contributi INPS si prescrivono in 5 anni se non viene notificato l’avviso di addebito; la Cassazione ha ribadito che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine non dal passaggio in giudicato .
  • I termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo sono diversi: ad esempio, per IVA 2019 la decadenza per l’iscrizione a ruolo scade il 31 dicembre 2024, ma gli effetti sono sospesi in caso di rottamazione o rateizzazione .

Eccepire la prescrizione richiede analizzare tutti gli atti notificati e dimostrare l’assenza di interruzioni. Lo studio legale può richiedere all’Agente la documentazione e proporre opposizione nei termini.

2. Contestazione dei vizi formali

L’analisi degli atti permette di individuare vizi che comportano la nullità della cartella. Tra i vizi più comuni:

  • Difetto di motivazione: l’atto deve contenere l’indicazione della norma violata e il calcolo del tributo; una motivazione generica consente l’annullamento.
  • Notifica irregolare: come visto, l’avviso di ricevimento deve contenere l’indicazione dell’atto notificato; la mancata indicazione comporta la nullità . Nel caso di irreperibilità, devono essere documentate le ricerche effettuate .
  • Cartella emessa senza prodromicità: la cartella è illegittima se non è stata preceduta da un avviso di accertamento quando richiesto (es. IVA o tributi non pagati in dichiarazione).
  • Aumento illegittimo di interessi e aggio: la legge prevede che l’aggio del concessionario sia calcolato solo sul capitale e non sulle sanzioni; eventuali calcoli errati possono essere contestati.

3. Accesso agli istituti definitori e alla sanatoria

L’adesione alle definizioni agevolate consente di ridurre notevolmente il debito. Prima di aderire, però, occorre verificare che tutte le cartelle rientrino nei periodi e nei limiti previsti. Ad esempio, la rottamazione quinquies non include i ruoli relativi a IVA all’importazione o a tributi locali se il comune non aderisce . È inoltre necessario versare almeno la prima rata per evitare la decadenza.

4. Rateizzazione e gestione dei piani

Quando si opta per la rateizzazione, è fondamentale:

  • Scegliere il numero di rate in base alla capacità di rimborso; l’art. 19 consente piani fino a 84 rate nel 2025‑2026 e 108/120 rate negli anni successivi .
  • Fare attenzione alle rate già versate: se si decade dalla rateizzazione, i pagamenti effettuati rimangono acquisiti e il debito residuo torna esigibile; gli interessi riprendono a decorrere.
  • Evitare di richiedere una rateizzazione se si pensa di accedere alla rottamazione, poiché le rate versate potrebbero essere perse e non scomputate dal totale della definizione.

5. Difese contro l’INPS

Per le aziende con debiti contributivi è possibile:

  • Chiedere la compensazione tra crediti fiscali e debiti contributivi se vi sono crediti d’imposta maturati; tuttavia l’Agenzia può negare la compensazione se il contribuente è inadempiente (art. 48‑bis DPR 602/1973).
  • Eccepire la prescrizione dei contributi: la Cassazione ha stabilito che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine e non dal passaggio in giudicato .
  • Ricorrere al sovraindebitamento: i contributi INPS possono essere inseriti nelle procedure di sovraindebitamento; la legge prevede la soddisfazione parziale dei crediti privilegiati con moratoria fino a due anni .

6. Difese bancarie: usura e anatocismo

Le strategie contro la banca includono:

  • Analisi del mutuo per verificare se il tasso effettivo supera i limiti di usura (Legge 108/1996) e se sono state applicate commissioni di massimo scoperto non pattuite. La Cassazione richiede la prova concreta del superamento dei tassi soglia .
  • Verifica delle clausole di capitalizzazione: nei contratti stipulati prima del 2000, le clausole che prevedono la capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori sono nulle; eventuali interessi versati possono essere richiesti indietro .
  • Ristrutturazione e negoziazione: è possibile rinegoziare i mutui con estensione della durata o riduzione del tasso; nell’ambito della composizione negoziata, l’esperto può proporre accordi con gli istituti di credito che prevedono stralci del capitale o conversione in strumenti partecipativi.

7. Utilizzo delle procedure concorsuali

Nel caso in cui la situazione debitoria sia insostenibile, occorre valutare le procedure concorsuali. Le principali alternative sono:

  • Concordato minore: consente all’imprenditore sotto soglia di presentare un piano che preveda il pagamento parziale dei debiti e la prosecuzione dell’attività. Con il correttivo-ter è stata introdotta una limitazione: la procedura è inammissibile se il debitore ha già ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti .
  • Piano del consumatore: destinato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale; il consumatore può proporre un piano con pagamento parziale e moratoria fino a due anni .
  • Liquidazione controllata: simile al fallimento, prevede la liquidazione del patrimonio; il correttivo-ter ha introdotto la possibilità di dichiarare improcedibile la domanda se non esistono beni da liquidare .
  • Esdebitazione del debitore incapiente: consente a chi non ha beni da offrire ai creditori di cancellare i debiti residui; introdotto dal CCII, richiede una valutazione di meritevolezza.

8. Strategie combinate e negoziati stragiudiziali

Spesso è necessario combinare più strategie. Ad esempio, un’azienda può impugnare le cartelle per vizi formali, chiedere la sospensione in attesa della rottamazione, e allo stesso tempo avviare la composizione negoziata con le banche. Il supporto di professionisti esperti è essenziale per coordinare i vari strumenti e negoziare con i creditori.

Strumenti alternativi di definizione del debito

Oltre alla rottamazione quinquies e alla rateizzazione, esistono altri strumenti agevolativi e procedure speciali che consentono di definire o ridurre il debito.

Definizione agevolata delle liti pendenti

Dal 2023 è possibile definire in via agevolata le liti pendenti innanzi alle Commissioni tributarie o alla Corte di Cassazione. La legge prevede la possibilità di pagare solo il valore della controversia con sconto sulle sanzioni e sugli interessi, variabile in base al grado di giudizio e all’esito della causa. Ad esempio, se il contribuente è soccombente in primo grado, deve pagare il 90 % del valore; se è vincente, la percentuale si riduce al 40 %. Questo strumento può essere utilizzato per chiudere vecchi ricorsi pendenti e liberare l’azienda da contenziosi lunghi e costosi.

Saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà

Il saldo e stralcio previsto dalla Legge 145/2018 e dalle normative successive consente ai contribuenti in grave difficoltà economica (ISEE inferiore a 20.000 €) di pagare le cartelle in misura ridotta (16‑35 % del debito). È uno strumento residuale che potrebbe essere riproposto in future leggi di bilancio; pertanto è importante monitorare l’evoluzione legislativa.

Rottamazione dei tributi locali

La rottamazione quinquies non include le cartelle dei tributi locali (IMU, TARI, TOSAP) se il comune non delibera la propria definizione agevolata . Molti comuni hanno deliberato rottamazioni locali con procedure analoghe (pagamento del capitale, esclusione sanzioni e interessi). Le aziende con debiti locali devono quindi verificare i regolamenti comunali.

Concordato preventivo e accordi di ristrutturazione dei debiti (182‑bis L.F.)

Per le società di capitali non soggette al Codice della crisi o per i debiti bancari di rilevante importo, è possibile ricorrere al concordato preventivo o agli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182‑bis R.D. 267/1942 (ancora vigenti fino all’entrata in vigore completa del CCII). Tali procedure consentono di negoziare con i creditori, convertire i debiti in azioni o prevedere stralci parziali.

Errori comuni e consigli pratici

Nella gestione dei debiti con fisco, INPS e banche, alcuni errori si ripetono frequentemente. Ecco come evitarli:

  1. Ignorare gli atti notificati: non ritirare una raccomandata o non aprire la PEC non impedisce la notifica; al contrario, fa decorrere i termini per l’impugnazione. Ritirare gli atti e consultarli subito consente di esercitare i propri diritti.
  2. Pagare senza verificare: molti contribuenti pagano cartelle prescritte o viziate. Prima di versare, è opportuno far analizzare l’atto da un professionista per valutare la prescrizione o la nullità.
  3. Confondere rateizzazione e rottamazione: la rateizzazione comporta il pagamento di interessi e non estingue sanzioni; la rottamazione elimina sanzioni e interessi di mora ma richiede il rispetto di termini stringenti. Scegliere senza un’analisi può portare a pagare di più.
  4. Non predisporre adeguata documentazione: per accedere alle procedure di sovraindebitamento o alla composizione negoziata occorrono bilanci aggiornati, elenco creditori e documenti fiscali. La mancanza di documentazione può comportare l’inammissibilità della domanda.
  5. Aspettare l’ultimo giorno: le scadenze (30 aprile 2026 per la rottamazione, 60 giorni per i ricorsi) sono perentorie. Agire con anticipo consente di raccogliere i documenti e predisporre una difesa efficace.
  6. Affidarsi a soluzioni “fai da te” o a consulenti improvvisati: la materia è complessa e richiede competenze specifiche in diritto tributario, bancario e fallimentare. Lo studio dell’Avv. Monardo offre assistenza multidisciplinare per evitare errori.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Rottamazione quinquies 2026: requisiti e scadenze

Elemento chiaveDescrizioneNormativa/Fonti
Carichi ammessiImposte da controlli automatizzati/formali (art. 36‑bis/ter DPR 600/73, art. 54‑bis/ter DPR 633/72), contributi INPS, multe stradali, spese di esecuzioneLegge 199/2025 art. 1, commi 82‑110
Carichi esclusiIVA all’importazione, risorse proprie UE, tributi locali salvo delibera comunaleLegge 199/2025
Periodi interessatiCarichi affidati tra 01/01/2000 e 31/12/2023Legge 199/2025
DomandaEntro 30/04/2026 tramite area riservataLegge 199/2025
Comunicazione importiEntro 30/06/2026 da parte di Agenzia Entrate‑RiscossioneLegge 199/2025
PagamentoUnica soluzione entro 31/07/2026 oppure fino a 54 rate bimestrali con interesse 3 %Legge 199/2025
EffettiSospensione prescrizione, blocco di ipoteche e pignoramenti, rilascio DURCLegge 199/2025

Tabella 2 – Rateizzazione (art. 19 DPR 602/1973) – Nuove durate

Periodo della richiestaMassimo numero di rate per debiti ≤ 120.000 €Massimo numero di rate per debiti > 120.000 €Normativa
2025‑202684 rate mensili (senza documentazione); fino a 120 rate con documentazioneFino a 120 rate con documentazioneD.Lgs. 110/2024 art. 12
2027‑202896 rateFino a 120 rateD.Lgs. 110/2024
Dal 2029108 rateFino a 120 rateD.Lgs. 110/2024
Ulteriori regoleValutazione difficoltà tramite ISEE (persone fisiche) o indice di liquidità (società); sospensione della prescrizione per co‑obbligati (art. 25‑bis)D.Lgs. 110/2024

Tabella 3 – Procedure di sovraindebitamento (CCII)

ProceduraSoggetti ammessiCaratteristiche principaliNovità correttivo‑ter
Ristrutturazione dei debiti del consumatorePersone fisiche che hanno debiti estranei all’attività imprenditorialePresentazione di un piano con pagamento parziale e moratoria sui crediti privilegiatiAmpliata la nozione di “consumatore” ai soci di società di persone per debiti personali ; moratoria fino a 2 anni
Concordato minoreImprenditori minori, professionisti, artigianiPiano di ristrutturazione con pagamento parziale dei creditori e prosecuzione dell’attivitàInammissibilità se il debitore ha ottenuto l’esdebitazione nei 5 anni precedenti ; chiarita la nozione di risorse esterne
Liquidazione controllataTutti i debitori non fallibiliLiquidazione del patrimonio con esdebitazione finaleImprocedibile se non vi sono beni da liquidare ; termine per domande di ammissione al passivo aumentato da 60 a 90 giorni
Procedura familiareFamigliePresentazione di un unico progetto di risoluzione della crisiIntrodotta la possibilità di presentare un piano familiare

Domande frequenti (FAQ)

1. Quali debiti di un’azienda di trafilatura rientrano nella rottamazione quinquies?

Sono ammessi i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 relativi a imposte risultanti da controlli automatizzati e formali (IRPEF, IRES, IVA), contributi INPS, multe stradali e spese di esecuzione . Sono esclusi i tributi doganali, le risorse proprie UE e i tributi locali, salvo delibera del comune.

2. È vero che la rottamazione sospende i pignoramenti?

Sì. La presentazione della domanda di definizione agevolata sospende la prescrizione, blocca le azioni esecutive, impedisce l’iscrizione di nuovi fermi e ipoteche e consente il rilascio del DURC . La sospensione dura fino al pagamento della prima rata.

3. Posso includere i debiti INPS nella rateizzazione o nella rottamazione?

I contributi INPS affidati alla riscossione fino al 31/12/2023 possono essere inseriti nella rottamazione quinquies . Per i contributi più recenti o per debiti non rientranti nella definizione, è possibile richiedere la rateizzazione ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973 . Le procedure di sovraindebitamento consentono inoltre di inserire i debiti INPS con pagamento parziale.

4. Quante rate posso ottenere con la rateizzazione nel 2025?

Per debiti fino a 120.000 €, le richieste presentate nel 2025‑2026 possono prevedere fino a 84 rate mensili; per richieste presentate dal 2027 al 2028 fino a 96 rate; dal 2029 fino a 108 rate . Con documentazione che dimostri la difficoltà è possibile arrivare a 120 rate.

5. Cosa succede se salto una rata della rateizzazione?

Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio e l’intero debito diventa immediatamente esigibile. L’agente della riscossione può riprendere le azioni esecutive e iscrivere fermi o ipoteche.

6. Quali sono i vizi di notifica più frequenti nelle cartelle?

Tra i vizi più comuni: mancanza di indicazione dell’oggetto sull’avviso di ricevimento (cartella nulla se non è identificabile ), notifica via PEC a indirizzo non registrato senza pregiudizio dimostrato , notifiche per irreperibilità senza indicazione delle ricerche effettuate .

7. Come posso eccepire la prescrizione dei contributi INPS?

È necessario verificare la data di scadenza dei contributi e controllare se l’INPS ha notificato avvisi di addebito o altri atti interruttivi entro cinque anni. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine e non dal passaggio in giudicato . In assenza di atti interruttivi, si può eccepire la prescrizione in sede di ricorso o opposizione.

8. Posso inserire debiti bancari nel sovraindebitamento?

Sì. Le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore e concordato minore) permettono di includere debiti bancari e di proporre il pagamento parziale. Tuttavia, se il mutuo presenta clausole anatocistiche o interessi usurari, è opportuno prima contestare i contratti in sede civile .

9. Cosa prevede la composizione negoziata per le imprese?

La composizione negoziata, prevista dagli artt. 12 e seguenti del Codice della crisi, consente all’imprenditore in crisi di nominare un esperto che faciliti le trattative con i creditori . La procedura si attiva tramite una piattaforma telematica, richiede il pagamento di un diritto di segreteria e prevede l’elaborazione di un piano di risanamento sotto la guida dell’esperto.

10. Qual è la differenza tra piano del consumatore e concordato minore?

Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche che hanno debiti estranei all’attività imprenditoriale; prevede la moratoria fino a due anni e l’esdebitazione finale . Il concordato minore è rivolto a imprenditori minori e professionisti e consente la continuità aziendale; il correttivo-ter prevede l’inammissibilità se il debitore ha ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti .

11. Se ho aderito alla rottamazione quater e sono decaduto, posso rientrare nella quinquies?

Sì. La legge di bilancio consente di includere nella rottamazione quinquies i carichi già oggetto di rottamazione quater purché il contribuente sia decaduto al 30 settembre 2025 e non abbia pagato integralmente . Tuttavia, se si è regolarmente adempiuto alla quater, tali carichi non possono essere nuovamente definibili.

12. Posso sospendere un pignoramento su conto corrente in attesa della rottamazione?

È possibile presentare ricorso urgente al giudice dell’esecuzione per sospendere il pignoramento e contestualmente depositare la domanda di rottamazione. L’art. 1, comma 86, della legge 199/2025 stabilisce che, dopo la presentazione della domanda, l’agente non può procedere a nuove azioni esecutive né proseguire quelle pendenti se non è stato eseguito il primo incanto .

13. Cosa succede se la cartella contiene anche debiti relativi a sentenze penali?

I debiti derivanti da sanzioni penali o da multe per reati non rientrano nella rottamazione quinquies. Tali debiti seguono la disciplina del recupero coattivo e possono essere pagati solo integralmente. Tuttavia è possibile chiederne la rateizzazione.

14. La procedura di sovraindebitamento cancella tutti i debiti?

Sì, con l’esdebitazione il debitore viene liberato dai debiti residui non pagati secondo il piano omologato. Tuttavia, alcuni debiti (come l’assegno di mantenimento e le obbligazioni risarcitorie per dolo) non sono esdebitabili. Inoltre, il correttivo-ter prevede che chi ha ottenuto l’esdebitazione non può accedere nuovamente alla procedura nei cinque anni successivi .

15. Come si calcola l’ISEE per la rateizzazione?

Per le persone fisiche o le ditte individuali che richiedono la rateizzazione, l’Agente della riscossione valuta la temporanea difficoltà in base all’ISEE familiare. Il calcolo segue la normativa generale sul reddito; se l’ISEE è troppo elevato rispetto al debito, l’istanza può essere rigettata .

16. È possibile rateizzare anche l’IVA dopo la scadenza del termine di versamento?

Sì. L’IVA è un’imposta indiretta ma può essere rateizzata tramite l’art. 19 DPR 602/1973 se è già stata iscritta a ruolo. In alternativa, se la cartella rientra nel periodo 2000‑2023, può essere inclusa nella rottamazione quinquies.

17. Posso chiedere la sospensione del DURC se ho presentato domanda di rottamazione?

Sì. La legge prevede che, dopo la presentazione della domanda di definizione agevolata, il DURC (documento unico di regolarità contributiva) sia rilasciato, poiché l’azienda non è considerata inadempiente .

18. Se la banca applica tassi usurari, devo comunque pagare?

In presenza di tassi usurari, il giudice può dichiarare la nullità degli interessi e la banca è tenuta a restituire le somme indebitamente percepite. È necessario però presentare una perizia che dimostri il superamento dei tassi soglia e indicare i decreti ministeriali di riferimento .

19. La composizione negoziata blocca le azioni esecutive?

Durante la composizione negoziata, l’imprenditore non beneficia automaticamente della sospensione delle azioni esecutive. Tuttavia, l’esperto può chiedere al tribunale l’adozione di misure protettive; se concesse, le esecuzioni individuali sono sospese per la durata indicata dal giudice. Queste misure sono disciplinate dal CCII agli artt. 19‑23.

20. Cosa succede se la mia azienda supera le soglie per la procedura di sovraindebitamento?

Se l’impresa supera le soglie di fallibilità (attivo > 300.000 €, ricavi > 200.000 €, debiti > 500.000 €), non può accedere al sovraindebitamento e dovrà utilizzare gli strumenti propri delle imprese fallibili (concordato preventivo, accordi di ristrutturazione). Tuttavia, i singoli soci possono accedere al piano del consumatore per i debiti personali.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio gli strumenti descritti, presentiamo alcune simulazioni numeriche. Le cifre sono indicative e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

Simulazione 1 – Adesione alla rottamazione quinquies

Una società di trafilatura riceve cartelle esattoriali affidate alla riscossione tra il 2001 e il 2022 per un ammontare complessivo di 100.000 €, così suddivisi:

  • Capitale imposte: 60.000 €
  • Sanzioni: 20.000 €
  • Interessi di mora e aggio: 20.000 €

Con la rottamazione quinquies:

  • L’azienda paga solo il capitale (60.000 €) e gli interessi legali (3 % dal 1 agosto 2026), con esclusione totale di sanzioni e aggio .
  • Se sceglie il pagamento rateale, può optare per 54 rate bimestrali; ipotizzando un tasso del 3 %, l’importo totale dovuto è circa 63.000 €. La rata bimestrale sarà di circa 1.167 € (63.000 € / 54 rate).
  • La presentazione della domanda sospende subito le procedure esecutive e libera il DURC .

Simulazione 2 – Rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973

Un’impresa ha un debito iscritto a ruolo nel 2024 pari a 80.000 €. Presenta la richiesta di rateizzazione nel febbraio 2025 senza documentazione (debito ≤ 120.000 €). In base al D.Lgs. 110/2024 può ottenere un piano di 84 rate mensili . Supponendo un tasso di interesse del 4 % annuo:

  • L’importo totale (capitale + interessi) in 84 rate è circa 90.000 €.
  • La rata mensile è pari a 90.000 € / 84 ≈ 1.071 €.
  • Se nel 2026 l’azienda ottiene un calo di fatturato e necessita di un numero maggiore di rate, potrà presentare una nuova istanza allegando la documentazione che dimostri la difficoltà e richiedere fino a 120 rate.

Simulazione 3 – Contestazione di tasso usurario

Un’azienda ha sottoscritto nel 2021 un contratto di mutuo di 1.000.000 € con tasso variabile indicizzato, spread 4 % e costi di istruttoria 20.000 €. Il TAEG risultante è 8,1 %. I decreti ministeriali rilevano per il settore “altri finanziamenti alle imprese” un TEGM (tasso effettivo globale medio) del 7 % e una soglia di usura del 7,875 % (7 % + 12,5 %). Poiché il TAEG del contratto è 8,1 %, superiore alla soglia, si configura usura. L’azienda può:

  • Chiedere la nullità della clausola relativa agli interessi; secondo la legge 108/1996, il contratto resta valido ma sono dovuti solo gli interessi al tasso legale.
  • Opporsi al decreto ingiuntivo della banca e chiedere la restituzione degli interessi versati in eccesso. È necessario presentare una perizia econometrica che dimostri il superamento della soglia e allegare i decreti ministeriali.

Conclusione: agire subito con la giusta strategia

Le aziende di trafilatura, come molte altre realtà produttive, sono sottoposte a pressioni fiscali, contributive e bancarie che possono minare la continuità dell’attività. La normativa italiana mette a disposizione numerosi strumenti per difendersi: la rottamazione quinquies consente di eliminare sanzioni e interessi per i carichi affidati sino al 2023; la rateizzazione riformata nel 2024 offre piani fino a 84‑120 rate; le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata permettono di ristrutturare i debiti in modo ordinato; i vizi di notifica e le prescrizioni consentono di annullare cartelle illegittime; la giurisprudenza tutela il debitore contro gli abusi delle banche in materia di usura e anatocismo. Tuttavia, ogni strumento ha termini perentori, condizioni precise e conseguenze diverse.

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