Debiti con Kerdos SPV S.r.l.: come fare saldo e stralcio bene se hai ricevuto una lettera di sollecito di pagamento

Introduzione

Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da una società veicolo di cartolarizzazione come Kerdos SPV S.r.l. può essere disorientante. Le SPV (Special Purpose Vehicle) acquistano in blocco pacchetti di crediti non performanti (NPL) da banche o finanziarie e li gestiscono al fine di recuperarne il valore. Il debitore, che spesso non ha mai avuto rapporti diretti con queste società, si trova improvvisamente di fronte a richieste di pagamento per somme che risalgono a molti anni prima. Ignorare questi avvisi o agire senza conoscere i propri diritti può comportare rischi elevati: dal pignoramento di beni, all’iscrizione ipotecaria o alla segnalazione presso le banche dati, fino a dover pagare interessi e sanzioni ingenti.

La situazione non è però senza via d’uscita. L’ordinamento italiano prevede diversi strumenti di difesa e di composizione della crisi che consentono di contestare la legittimità del credito, ottenere la sospensione dell’esecuzione o raggiungere un accordo di saldo e stralcio per chiudere la posizione pagando solo una parte dell’importo dovuto. Tuttavia la materia è complessa: occorre valutare la validità della cessione del credito, verificare la prescrizione, accertare le notifiche degli atti e analizzare se i documenti prodotti da Kerdos SPV provano effettivamente la titolarità del credito. Inoltre è possibile avvalersi di procedure giudiziali o di composizione negoziata della crisi che richiedono competenze specifiche.

È qui che entra in gioco l’esperienza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti. L’Avv. Monardo è:

  • Cassazionista e coordina professionisti specializzati a livello nazionale in diritto bancario, tributario e fallimentare;
  • Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
  • Esperto negoziatore per la crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021;

Lo studio offre un servizio personalizzato che comprende l’analisi dell’atto ricevuto, l’eventuale ricorso o opposizione, la richiesta di sospensione dell’esecuzione, la trattativa con il cessionario per un saldo e stralcio vantaggioso, la predisposizione di un piano di rientro sostenibile e, se necessario, l’accesso a procedure di sovraindebitamento o di composizione negoziata. L’obiettivo è difendere il contribuente e trovare la soluzione più efficace per chiudere definitivamente il debito, evitando azioni esecutive aggressive.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

Le norme sulla cessione dei crediti e il ruolo delle SPV

Le società di cartolarizzazione operano in base alla legge 30 aprile 1999 n. 130, che disciplina la cessione a titolo oneroso di crediti pecuniari da parte di banche e intermediari finanziari. In un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2021, Kerdos SPV S.r.l. ha reso noto di aver acquistato pro‑soluto crediti da Intesa Sanpaolo S.p.A. e UBI Leasing S.p.A. ai sensi del combinato disposto degli articoli 1, 4 e 7.1 della legge 130 e dell’articolo 58 del Testo Unico Bancario . L’avviso precisa che la società ha acquistato creduti derivanti da contratti di leasing e finanziamento e che le informazioni sui rapporti ceduti sono depositate presso uno studio notarile e pubblicate sui siti di Prelios e Intesa Sanpaolo .

L’articolo 7.1 della legge 130 impone che, per rendere opponibile la cessione in blocco, il cessionario pubblichi un avviso in Gazzetta Ufficiale con l’indicazione dei criteri generali per individuare i crediti ceduti. L’articolo 58 del D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 (Testo Unico Bancario – TUB) stabilisce che la banca cessionaria deve dare notizia dell’avvenuta cessione mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale . Gli effetti sui debitori ceduti si producono con la pubblicazione, che equivale alla notificazione prevista dall’articolo 1264 del codice civile . Inoltre, il comma 3 dell’articolo 58 specifica che privilegi e garanzie rimangono validi a favore del cessionario senza bisogno di ulteriori formalità .

L’articolo 1264 c.c. prevede che la cessione di credito ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l’ha accettata o quando gli è stata notificata; se il debitore paga al cedente prima della notificazione, è liberato solo se dimostra di ignorare la cessione . Ciò significa che, per far valere il credito, Kerdos SPV deve provare che la cessione è stata portata a conoscenza del debitore mediante pubblicazione o notifica.

Intimazioni di pagamento e riscossione coattiva

Quando il debitore non paga le somme richieste, l’agente della riscossione può notificare una cartella di pagamento e, se questa non viene saldata entro 60 giorni, avviare l’espropriazione forzata. L’articolo 50 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 stabilisce che l’espropriazione può essere iniziata solo dopo che siano trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella . Se l’espropriazione non viene avviata entro un anno, occorre notificare un avviso contenente l’intimazione ad adempiere (nota come “avviso di mora”), che invita il debitore a pagare entro 5 giorni . Questo avviso, previsto dall’art. 50, comma 2, è un atto autonomo ed è impugnabile davanti al giudice tributario.

La Corte di Cassazione (Sezioni Unite, ordinanza n. 26817/2024) ha precisato che il sollecito di pagamento ricevuto dal contribuente è assimilabile all’avviso previsto dall’art. 50, comma 2, D.P.R. 602/1973. Secondo i giudici, l’intimazione di pagamento è un atto prodromico all’esecuzione e la sua notifica non determina l’inizio dell’esecuzione forzata; si limita a preannunciarla . La stessa ordinanza afferma che l’impugnazione dell’intimazione è di competenza del giudice tributario e che l’eccezione di prescrizione dei crediti tributari rientra nella giurisdizione tributaria .

La composizione della crisi da sovraindebitamento

Per i soggetti che non possono accedere alle procedure fallimentari (consumatori, imprenditori minori, professionisti), la Legge 27 gennaio 2012 n. 3 offre la possibilità di proporre un accordo con i creditori o un piano del consumatore. L’articolo 6, “Finalità e definizioni”, stabilisce che al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi . La norma definisce “sovraindebitamento” come la situazione di perdurante squilibrio tra obblighi assunti e patrimonio prontamente liquidabile che rende rilevante la difficoltà di adempiere o la definitiva incapacità di farlo .

L’articolo 7 stabilisce i presupposti di ammissibilità della proposta: il piano deve prevedere scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche suddivisi in classi, e può includere la liquidazione dei beni con l’ausilio di un gestore . Non è ammissibile una proposta se il debitore ha già usufruito della procedura nei cinque anni precedenti, se ha subito revoche o se non fornisce documentazione sufficiente .

Composizione negoziata della crisi d’impresa

Per le imprese commerciali e agricole in difficoltà, il D.L. 118/2021 (convertito con legge 147/2021) ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa. La Camera di Commercio di Firenze spiega che l’imprenditore in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico‑finanziario può chiedere al segretario generale della CCIAA la nomina di un esperto che lo affianchi nelle trattative con i creditori . L’istanza deve essere presentata tramite una piattaforma telematica (art. 5, comma 3, D.L. 118/2021) e deve essere corredata dalla documentazione prescritta . Tra i vantaggi della procedura figurano la possibilità di ottenere misure protettive del patrimonio e la riduzione di sanzioni e interessi sui debiti tributari .

Giurisprudenza sulla prova della cessione del credito

Negli ultimi anni la Cassazione ha definito con maggiore precisione l’onere probatorio che grava sulle società cessionarie di crediti. Con l’ordinanza n. 8323/2025, la Suprema Corte ha affermato che la prova della cessione può essere fornita con qualsiasi mezzo, anche indiziario, ma la pubblicazione dell’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale costituisce prova adeguata solo se contiene indicazioni sufficientemente precise a ricondurre il credito tra quelli ceduti . La Corte ha sottolineato che il giudice di merito deve accertare l’inclusione del credito specifico nell’operazione di cessione e che tale accertamento non è sindacabile in sede di legittimità se motivato .

Nel 2025 le sentenze nn. 23834, 23849 e 23852 della Cassazione hanno ribadito che il cessionario deve dimostrare non solo l’esistenza del credito ma anche la propria titolarità. La Corte ha chiarito che la mera produzione di documenti attestanti il rapporto sottostante (contratti, fatture, estratti conto) non è sufficiente; occorre provare che il credito rientra nel perimetro della cessione e che non è escluso . La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha valore di pubblicità‑notizia ma non costituisce prova definitiva della legittimazione del cessionario .

Questi arresti sottolineano l’importanza di contestare in giudizio la legittimazione del nuovo creditore quando la documentazione fornita non consente di individuare con precisione il proprio debito nella massa ceduta. Un’eventuale eccezione di prescrizione va sollevata tempestivamente: la Cassazione ha ritenuto che la prescrizione dei tributi erariali segue il termine decennale dell’art. 2946 c.c. mentre sanzioni e interessi seguono il termine quinquennale .

Procedura passo‑passo dopo la ricezione del sollecito

1. Verificare la documentazione ricevuta

Quando si riceve una lettera di sollecito o un avviso di pagamento da parte di Kerdos SPV S.r.l. o della società di recupero da essa incaricata, il primo passo è esaminare attentamente i documenti. Occorre verificare:

  • La data e la modalità di notifica: se la comunicazione non è stata notificata correttamente (ad esempio, tramite posta elettronica certificata o raccomandata A/R) è possibile eccepirne l’inesistenza o la nullità.
  • L’identità del creditore: controllare se è indicato chiaramente che la cessione è avvenuta ai sensi della legge 130 e dell’art. 58 TUB, con riferimenti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e all’elenco dei crediti ceduti .
  • La descrizione del credito: data del contratto originario, importo richiesto, interessi e spese. Se la descrizione è generica o non consente di identificare il proprio debito, si può contestare l’inefficacia della notifica ai sensi dell’art. 1264 c.c. .

2. Richiedere copia del contratto e dell’atto di cessione

Il debitore ha diritto a conoscere l’origine del debito. È consigliabile inviare al servicer incaricato (ad esempio Prelios Credit Servicing) una richiesta scritta per ottenere:

  • Una copia del contratto di finanziamento originario (mutuo, prestito, carta di credito);
  • L’atto di cessione del credito in cui sia chiaramente indicato che il proprio rapporto è compreso nella massa ceduta;
  • L’eventuale avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il numero identificativo del rapporto .

In assenza di tali documenti o se questi non provano l’inclusione del credito, la Corte di Cassazione ritiene che la legittimazione del cessionario possa essere contestata . In giudizio spetta al cessionario dimostrare la titolarità del credito.

3. Verificare la prescrizione

È essenziale calcolare se il debito è prescritto. I termini di prescrizione variano a seconda della natura del credito:

Tipo di creditoTermine di prescrizione
Imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES)10 anni (art. 2946 c.c.)
Contributi previdenziali INPS5 anni, salvo cartelle notificate prima del 2016 (10 anni)
Sanzioni amministrative (multe stradali, sanzioni tributarie)5 anni
Tasse locali (IMU, TARI, TOSAP)5 anni
Debiti bancari/finanziaridi solito 10 anni (contratti di finanziamento); per le carte di credito rateali può applicarsi il termine quinquennale

Se tra l’ultima richiesta valida di pagamento (ad esempio l’ultima rata insoluta o l’ultimo atto di messa in mora) e il sollecito di Kerdos SPV sono trascorsi i termini di prescrizione senza interruzioni valide (ad esempio, la notifica di un decreto ingiuntivo), è possibile eccepire la prescrizione davanti al giudice. Ricordiamo che l’avviso di mora previsto dall’art. 50 D.P.R. 602/1973 interrompe la prescrizione ; tuttavia tale avviso deve essere impugnato nel termine di 60 giorni per evitare che la cartella diventi definitiva.

4. Analizzare l’opportunità di impugnazione

Se dalla verifica emerge che:

  • la notifica è irregolare;
  • il documento non prova la cessione;
  • il debito è prescritto;
  • gli interessi applicati sono usurari o il contratto originario presenta clausole vessatorie;

è possibile presentare ricorso. A seconda della natura del debito si può agire:

  • In sede civile, con opposizione al decreto ingiuntivo o al precetto, per contestare la titolarità del credito e chiedere la sospensione dell’esecuzione;
  • In sede tributaria, con ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria contro l’avviso di mora o la cartella di pagamento entro 60 giorni dalla notifica (art. 19 D.Lgs. 546/1992), eccependo prescrizione, difetto di notifica e vizi dell’atto .

L’Avv. Monardo, in qualità di cassazionista, può valutare la strategia più adatta e predisporre l’istanza di sospensione per evitare pignoramenti.

5. Avviare la trattativa per saldo e stralcio

Se il debito non è prescritto o se l’impugnazione è rischiosa, una soluzione pratica può essere la trattativa per saldo e stralcio. Poiché le SPV acquistano i crediti a una frazione del loro valore nominale (in genere tra il 5 % e il 15 %), c’è margine per una chiusura agevolata. Le fasi tipiche sono:

  1. Analisi della propria capacità di rimborso: valutare quanto si può offrire subito o in poche rate. Un’offerta congrua (ad esempio 20–30 % del debito originario) può risultare interessante per il cessionario, soprattutto se il credito è difficilmente esigibile.
  2. Invio di una proposta scritta: la trattativa deve essere gestita con attenzione, indicando l’importo offerto e la tempistica di pagamento. È opportuno specificare che l’accordo sarà concluso a saldo e stralcio e che, una volta pagata la somma, la società rilascerà una liberatoria.
  3. Gestione della controproposta: Kerdos SPV potrebbe chiedere un importo superiore; l’avvocato può negoziare facendo leva sui rischi di prescrizione e sull’eventualità di un contenzioso che ritardi il recupero. Le sentenze recenti che impongono al cessionario un rigoroso onere probatorio sono un ottimo argomento per ottenere un accordo più favorevole.
  4. Formalizzazione dell’accordo: una volta accettata l’offerta, occorre redigere un verbale o una scrittura privata che attesti la rinuncia del creditore alla parte residua del debito. Il pagamento deve avvenire con modalità tracciabili (bonifico) e il documento di liberatoria deve essere conservato.

6. Valutare procedure alternative: sovraindebitamento e composizione negoziata

Se i debiti sono plurimi e l’importo complessivo risulta insostenibile, il saldo e stralcio con un singolo creditore potrebbe non essere sufficiente. In questo caso è opportuno considerare le procedure di gestione della crisi:

  • Accordo di composizione della crisi (Legge 3/2012): consente di proporre un piano di ristrutturazione ai creditori con il supporto di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Il piano può prevedere pagamenti rateali, falcidia dei debiti e la liquidazione di beni. La proposta richiede l’assenso della maggioranza dei creditori ma, una volta omologata, è vincolante per tutti.
  • Piano del consumatore: destinato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale. Non richiede il voto dei creditori ma deve essere approvato dal giudice se ritenuto fattibile . Può prevedere la riduzione degli interessi e la dilazione del pagamento.
  • Liquidazione del patrimonio: quando non è possibile presentare un piano sostenibile, si può optare per la liquidazione dei beni; al termine della procedura, il debitore può ottenere l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui).
  • Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): permette agli imprenditori di negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto nominato dalla CCIAA . L’istanza si presenta online e consente di ottenere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive), riduzioni di sanzioni e interessi .

7. Consolidare tutte le posizioni debitorie

È frequente che chi riceve un sollecito da Kerdos SPV abbia altri debiti con banche, finanziarie o con il fisco. Una difesa efficace deve tener conto del quadro complessivo. È consigliabile:

  • Elaborare un bilancio delle passività: elencare tutti i debiti, l’importo residuo, le date di scadenza e i tassi di interesse;
  • Verificare se altri creditori hanno ceduto i propri crediti a SPV e se le cessioni sono state notificate;
  • Valutare la convenienza di un accordo globale, ad esempio tramite un piano di ristrutturazione o un accordo con tutti i creditori nell’ambito del sovraindebitamento.

Con il supporto dello studio dell’Avv. Monardo è possibile predisporre un dossier da sottoporre agli organismi competenti e negoziare contemporaneamente con più controparti.

Difese e strategie legali

Contestare la legittimazione di Kerdos SPV

Come sottolineato dalla giurisprudenza, la SPV deve provare di essere effettivamente titolare del credito. In giudizio si può eccepire:

  1. Mancanza di prova della cessione: se Kerdos SPV produce solo l’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale senza indicare il contratto e la posizione specifica del debitore, la prova è insufficiente . La Cassazione ha ribadito che la pubblicazione in Gazzetta ha valore di pubblicità‑notizia ma non prova la legittimazione .
  2. Cessione in blocco non specifica: se l’avviso indica solo categorie generali di crediti (es. “contratti di leasing concessi tra il 1° ottobre 1955 e il 31 agosto 2021”) senza un identificativo preciso, il debitore può sostenere che il suo credito non è individuabile. In tal caso spetta al cessionario fornire ulteriori prove (contratti, estratti conto, documenti bancari) .
  3. Vizi del contratto originario: un’analisi del contratto può rivelare clausole nulle (ad esempio interessi usurari o anatocistici) che riducono l’importo dovuto. L’azione può essere esercitata anche nei confronti del cessionario, che subentra nei diritti e nei limiti del cedente.

Eccezione di prescrizione

L’eccezione di prescrizione deve essere sollevata in via di eccezione o di domanda riconvenzionale. Occorre distinguere tra:

  • Crediti bancari/finanziari: prescrizione ordinaria decennale (art. 2946 c.c.). Tuttavia per le rate di mutui o prestiti la prescrizione decorre dalla scadenza di ciascuna rata; se passano 10 anni dalla scadenza di una rata senza che il creditore la richieda, quella rata si prescrive.
  • Cartelle esattoriali: la prescrizione varia in funzione del tributo. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione decennale si applica ai tributi erariali, mentre per sanzioni e interessi vale la prescrizione quinquennale .
  • Mutui fondiari: la prescrizione decorre dalla scadenza della rata e va eccepita per ogni rata. In caso di decadenza dal beneficio del termine, l’intero capitale diventa esigibile e decorre il termine decennale.

Se la SPV invia una lettera generica dopo molti anni senza altre notifiche, la contestazione della prescrizione può portare all’annullamento del credito.

Opposizione a decreto ingiuntivo e azione giudiziaria

Le società di recupero spesso agiscono con decreto ingiuntivo per ottenere un titolo esecutivo. In tal caso il debitore deve proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica del decreto, eccependo:

  • La carenza di legittimazione attiva della SPV;
  • La prescrizione delle singole rate;
  • I vizi del contratto (ad esempio TAEG errato, interessi usurari);
  • L’assenza di prova del credito.

Se la SPV inizia un pignoramento senza decreto ingiuntivo (ad esempio con precetto basato su cambiali o su contratto di mutuo con clausola risolutiva), è possibile proporre opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. chiedendo la sospensione dell’esecuzione.

Sospensione e misure protettive

In caso di sovraindebitamento o di composizione negoziata della crisi, il debitore può ottenere la sospensione delle azioni esecutive. La legge 3/2012 consente, durante la procedura, di chiedere al giudice la sospensione dei pignoramenti e delle ipoteche fino all’omologazione del piano. Analogamente, nella composizione negoziata d’impresa l’imprenditore può chiedere misure protettive che sospendono i pignoramenti e bloccano gli interessi di mora .

Pianificare un saldo e stralcio efficace

Per ottenere un accordo vantaggioso occorre prepararsi. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Accertare la capacità di pagamento: definire l’ammontare massimo che si può offrire immediatamente; spesso le SPV preferiscono somme immediate piuttosto che rate pluriennali.
  • Documentare le proprie difficoltà: dimostrare con buste paga, dichiarazioni dei redditi o bilanci la situazione economica può convincere il creditore ad accettare una falcidia.
  • Proporre un importo realistico: se, ad esempio, il credito nominale è 20 000 €, ma Kerdos SPV lo ha acquistato al 10 % (2 000 €), un’offerta di 4 000–5 000 € può risultare conveniente per entrambe le parti.
  • Chiedere la cancellazione delle segnalazioni: l’accordo deve prevedere la cancellazione del nominativo dalle banche dati e la rinuncia a qualunque altra pretesa.
  • Formalizzare l’accordo: firmare un documento che dichiari “saldo e stralcio” e ottenere la quietanza liberatoria.

Gestione multilaterale dei debiti

Quando il debitore ha diversi creditori, l’obiettivo è evitare che un accordo con uno di essi renda impossibile far fronte agli altri. Lo studio Monardo può coordinare trattative contemporanee e, se necessario, valutare l’accesso a procedure concorsuali. Spesso la migliore soluzione è presentare un piano del consumatore o un accordo di composizione che preveda il pagamento di una percentuale uguale per tutti i creditori e l’esdebitazione del residuo. Il gestore della crisi verifica la fattibilità del piano e il giudice ne decreta l’omologazione .

Strumenti alternativi e agevolazioni

Rottamazioni e definizioni agevolate

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure di rottamazione delle cartelle e di definizione agevolata per i debiti fiscali. Anche se queste misure variano di volta in volta (rottamazione quater 2023, rottamazione quinquies 2025 ecc.), il principio comune è la riduzione di sanzioni e interessi con la possibilità di rateizzare il dovuto. Per esempio:

  • Rottamazione quater (Legge di Bilancio 2023): consente di pagare le somme affidate all’Agente della Riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022 senza sanzioni e interessi di mora. Si paga solo l’imposta e una parte degli interessi legali.
  • Stralcio automatico dei debiti fino a 1 000 €: la legge 197/2022 ha previsto l’annullamento automatico, al 31 marzo 2023, dei carichi fino a 1 000 € affidati alla riscossione dal 2000 al 2015.
  • Saldo e stralcio 2024/2025: alcune leggi di bilancio hanno introdotto la possibilità per i soggetti in difficoltà economica di estinguere i debiti fiscali pagando una percentuale variabile in base all’ISEE e al tipo di debito.

Prima di aderire a queste misure occorre verificare se il carico rientra tra quelli ammessi e se l’adesione conviene rispetto alle altre difese (ad esempio un’eccezione di prescrizione). Lo studio può aiutare a calcolare la convenienza.

Piani del consumatore, accordi di ristrutturazione ed esdebitazione

La Legge 3/2012 consente:

  • Accordo di composizione della crisi: il debitore propone ai creditori un piano che prevede la soddisfazione parziale dei debiti e, se approvato dalla maggioranza, viene omologato dal tribunale. Il debitore deve essere assistito da un gestore della crisi che verifica la veridicità dei dati e attesta la fattibilità del piano .
  • Piano del consumatore: specifico per i consumatori, non richiede l’approvazione dei creditori. Il giudice verifica che il piano assicuri il pagamento dei crediti impignorabili (come gli alimenti) e valuta la meritevolezza del debitore .
  • Liquidazione del patrimonio: il debitore mette a disposizione tutti i suoi beni e, dopo il pagamento del ricavato ai creditori, ottiene l’esdebitazione. È la procedura da adottare quando non è possibile offrire un piano soddisfacente.

L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi iscritto presso il Ministero della Giustizia, può assistere nella predisposizione del piano e nella presentazione della domanda al tribunale competente.

Composizione negoziata della crisi d’impresa

Per le aziende in difficoltà, la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 è uno strumento flessibile. L’imprenditore, tramite la piattaforma telematica della CCIAA, chiede la nomina di un esperto che ha il compito di facilitare le trattative con banche e fornitori . La procedura consente di:

  • Ottenere misure protettive del patrimonio (sospensione dei pignoramenti);
  • Accedere a misure premiali (riduzione di sanzioni tributarie e interessi) ;
  • Negoziare accordi con i creditori evitando il fallimento;
  • Trasformare, se necessario, la procedura in un concordato semplificato o in un piano di ristrutturazione.

Lo studio è in grado di affiancare l’imprenditore in tutte le fasi: preparazione dell’istanza sulla piattaforma, predisposizione del piano di risanamento, trattative assistite dall’esperto.

Fondo di prevenzione usura e altre misure

Esistono poi misure meno conosciute che possono aiutare chi è in difficoltà con i debiti:

  • Fondo di prevenzione usura: gestito dal Ministero dell’Economia, eroga garanzie a favore delle banche per concedere prestiti a soggetti vittime di usura o in grave crisi finanziaria. Le istruzioni sono contenute in circolari MEF e richiedono una specifica domanda.
  • Mutuo sociale: alcune regioni concedono finanziamenti a tasso agevolato per estinguere debiti e rientrare in bonis.
  • Accordi extragiudiziali: negoziazioni private con creditori diversi da Kerdos SPV (es. banche, finanziarie) per consolidare i debiti, spesso con l’assistenza di un mediatore civile.

Errori comuni e consigli pratici

Molte persone commettono errori nella gestione dei solleciti di pagamento. Ecco i principali e come evitarli:

  1. Ignorare la lettera di sollecito: non reagire può comportare l’avvio di azioni esecutive. È fondamentale rispondere entro pochi giorni, chiedendo documenti e verificando la legittimità dell’atto.
  2. Pagare senza verificare: versare l’intero importo richiesto senza controllare prescrizione, notifica o ammontare degli interessi può portare a pagare più del dovuto. Chiedi sempre la documentazione.
  3. Negoziare da soli: trattare con professionisti del recupero crediti senza assistenza può condurre a errori o a firmare accordi non vantaggiosi. Un avvocato esperto conosce le soglie di acquisto dei crediti e le normative applicabili.
  4. Non considerare le procedure concorsuali: molti ignorano l’esistenza di strumenti come il piano del consumatore o la composizione negoziata. Rivolgersi a un gestore della crisi può offrire soluzioni più ampie.
  5. Omettere altri debiti: concentrarsi su un singolo debito e stipulare un accordo oneroso può impedire di pagare gli altri creditori. Occorre una visione complessiva.
  6. Sottovalutare le comunicazioni formali: atti come l’avviso di mora devono essere impugnati entro termini rigidi. Non farlo rende il debito definitivo .

Tabelle riepilogative

Normativa di riferimento e principali diritti del debitore

Normativa/ProvvedimentoContenuto essenzialePrincipali tutele per il debitore
Legge 130/1999Consente la cartolarizzazione di crediti. L’art. 7.1 prevede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessione .Il debitore può contestare se l’avviso non identifica chiaramente il proprio credito; la cessione diventa opponibile solo con pubblicazione/accettazione .
Art. 58 TUB (D.Lgs. 385/1993)La cessione in blocco è efficace verso i debitori con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e l’iscrizione nel Registro delle Imprese .Il cessionario deve provare la titolarità del credito; i privilegi e le garanzie restano validi senza formalità .
Art. 1264 c.c.La cessione produce effetti sul debitore quando è notificata o accettata .Se il debitore paga al cedente ignorando la cessione, è liberato.
D.P.R. 602/1973, art. 50L’espropriazione forzata può iniziare dopo 60 giorni dalla cartella; se non avviata entro un anno occorre notifica di avviso di mora .L’avviso di mora è impugnabile davanti al giudice tributario .
Legge 3/2012, artt. 6‑8Introduce le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento; definisce sovraindebitamento e stabilisce i presupposti di ammissibilità .Permette al consumatore di proporre un piano ai creditori con l’assistenza di un OCC; prevede sospensione delle azioni esecutive e possibile esdebitazione.
D.L. 118/2021Introduce la composizione negoziata della crisi d’impresa; prevede la nomina di un esperto e misure protettive .L’imprenditore può ottenere riduzioni di sanzioni e interessi e sospensione dei pignoramenti .

Termini per la prescrizione dei principali debiti

DebitoTermine e norma di riferimentoNote
Tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES)10 anni (art. 2946 c.c.)La cartella diventa definitiva dopo 60 giorni dalla notifica; l’intimazione interrompe la prescrizione .
Sanzioni e interessi su tributi erariali5 anniLa Cassazione ha stabilito la prescrizione quinquennale per le sanzioni e gli interessi .
Contributi previdenziali INPS5 anni (art. 3, L. 335/1995); 10 anni per cartelle notificate prima del 2016La prescrizione si interrompe con la notifica di atti idonei.
Multe stradali e altre sanzioni amministrative5 anni (art. 209 c.d.s.)La prescrizione decorre dalla violazione e si interrompe con la notifica della cartella.
Debiti bancari/finanziari10 anni per capitale e rate di mutuo; 5 anni per interessi e speseLa prescrizione decorre dalla scadenza di ogni rata.

Soluzioni possibili per gestire il debito

SoluzioneVantaggiSvantaggi
Opposizione giudizialePuò annullare il debito per mancanza di prova, prescrizione o vizi di notifica; sospende l’esecuzione.Tempi e costi del contenzioso; incertezza sull’esito.
Saldo e stralcioPermette di chiudere il debito pagando una percentuale ridotta; evita azioni esecutive; cancella le segnalazioni.Occorre liquidità immediata; non sempre accettato dal creditore.
Accordo di composizione della crisi (Legge 3/2012)Ristruttura tutti i debiti; sospende le procedure esecutive; può prevedere falcidia e rate.Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori; tempi procedurali.
Piano del consumatoreNon richiede il consenso dei creditori; il giudice valuta la fattibilità.Necessita di un gestore della crisi e di un piano sostenibile.
Composizione negoziata d’impresaConsente di negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto; prevede misure protettive e agevolazioni fiscali .È riservata agli imprenditori; non applicabile ai consumatori.
Liquidazione del patrimonio ed esdebitazionePermette di liberarsi definitivamente dai debiti residui dopo la liquidazione dei beni.Comporta la perdita del patrimonio; richiede la supervisione dell’OCC e del tribunale.

FAQ – Domande frequenti

1. Chi è Kerdos SPV S.r.l. e perché mi scrive?
Kerdos SPV è una società veicolo di cartolarizzazione che acquista in blocco crediti deteriorati da banche e finanziarie. Non eroga prestiti ma subentra nei diritti del creditore originario. La lettera che hai ricevuto serve a notificare che il tuo debito è stato ceduto ai sensi della legge 130/1999 .

2. L’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare che devo pagare?
No. La Cassazione ha chiarito che la pubblicazione dell’avviso ha valore di pubblicità‑notizia ma non costituisce prova definitiva della titolarità del credito; occorre che il creditore dimostri che il tuo specifico debito è incluso nella cessione .

3. Cosa devo fare se il sollecito non indica il numero del mio contratto?
Puoi inviare una richiesta scritta a Kerdos SPV o al servicer chiedendo la prova della cessione e del contratto originario. In caso di risposta insufficiente puoi contestare la legittimazione del creditore.

4. Posso rifiutarmi di pagare se il debito è prescritto?
Sì. Se sono trascorsi i termini di prescrizione (10 anni per tributi e finanziamenti, 5 anni per sanzioni e interessi) senza atti interruttivi validi, puoi eccepire la prescrizione in giudizio .

5. Entro quanto tempo devo impugnare l’avviso di mora?
L’avviso di mora (intimazione di pagamento) deve essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Corte di Giustizia Tributaria, altrimenti il debito diventa definitivo .

6. Che differenza c’è tra saldo e stralcio e rottamazione?
Il saldo e stralcio è un accordo privato tra debitore e creditore che consente di chiudere il debito pagando una parte dell’importo. La rottamazione è una misura di legge riservata ai debiti con l’Agente della Riscossione e comporta la riduzione o cancellazione di sanzioni e interessi. La scelta dipende dal tipo di debito e dalla convenienza.

7. Posso trattare da solo con Kerdos SPV?
È possibile ma sconsigliato. Le SPV sono assistite da professionisti esperti; per ottenere un accordo vantaggioso conviene farsi assistere da un avvocato che conosce le tecniche di negoziazione e i limiti legali.

8. È vero che le SPV acquistano i crediti a pochi spiccioli?
Sì. Le SPV acquistano pacchetti di crediti non performanti a una percentuale del valore nominale (5–15 %). Ciò consente margini per una transazione a saldo e stralcio.

9. Cosa succede se non rispondo alla lettera di sollecito?
Kerdos SPV potrebbe avviare azioni giudiziarie: decreto ingiuntivo, pignoramento del conto, iscrizione ipotecaria. Inoltre possono maturare interessi di mora elevati. Agire tempestivamente è fondamentale.

10. I miei beni possono essere pignorati subito dopo la lettera?
No. Serve un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo, sentenza) e la notifica di un precetto. Nel caso dei tributi, l’agente della riscossione deve notificare l’avviso di mora prima di procedere all’espropriazione .

11. Se ho più debiti, conviene una procedura di sovraindebitamento?
Se i debiti sono numerosi e non riesci a pagare tutti i creditori, il piano del consumatore o l’accordo di composizione della crisi possono essere soluzioni efficaci perché prevedono la sospensione delle azioni esecutive e l’esdebitazione finale .

12. Come funziona il piano del consumatore?
Presenti un piano con l’assistenza di un OCC indicando le somme che puoi pagare e la tempistica. Il giudice valuta la tua meritevolezza e omologa il piano. Una volta eseguito, i debiti residui vengono cancellati.

13. Che vantaggi offre la composizione negoziata d’impresa?
Permette alle aziende di trattare con i creditori alla presenza di un esperto nominato dalla CCIAA. Durante la procedura, il tribunale può concedere misure protettive; l’imprenditore continua a gestire l’azienda e, se l’accordo riesce, evita il fallimento .

14. Posso chiedere la cancellazione dalle banche dati dopo il saldo e stralcio?
Sì. L’accordo deve prevedere l’impegno del creditore a cancellare la segnalazione presso la Centrale Rischi e altre banche dati. È importante richiedere una certificazione scritta.

15. Le spese legali per la procedura sono detraibili?
Le spese di consulenza per la gestione del debito non sono detraibili come oneri fiscali ma possono essere considerate costi deducibili per chi esercita attività d’impresa o di lavoro autonomo. È opportuno chiedere al proprio commercialista.

16. Cosa succede se Kerdos SPV vende ancora il mio credito?
In caso di ulteriore cessione, la nuova società dovrà notificarti l’avvenuto trasferimento. Potrai contestare nuovamente la legittimazione se non ti viene dimostrato che il tuo credito è incluso nella cessione.

17. L’intimazione di pagamento è sempre impugnabile?
Sì. La Cassazione ha precisato che l’intimazione di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/1973 è un atto impugnabile dinanzi al giudice tributario e non costituisce un atto di esecuzione .

18. Se aderisco alla rottamazione, posso poi trattare con Kerdos SPV?
Se il debito è con l’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate Riscossione) non è con la SPV. Tuttavia, se Kerdos SPV ha acquistato il credito, non puoi aderire alla rottamazione. Devi verificare chi è l’attuale titolare del credito.

19. Posso cedere il mio immobile in saldo e stralcio?
È possibile proporre al creditore la cessione di un bene in alternativa al pagamento in contanti. Tuttavia occorre un atto notarile e la società deve essere disposta ad accettarlo. In genere le SPV preferiscono denaro liquido.

20. Come posso contattare l’Avv. Monardo?
Puoi compilare il form di contatto sul sito indicato, inviare una mail o chiamare direttamente lo studio. Verrà effettuata una valutazione gratuita e verrà proposto un percorso personalizzato.

Simulazioni pratiche

Esempio 1 – Saldo e stralcio di un prestito ceduto a Kerdos SPV

  • Debito originario: 15 000 € (prestito personale con banca A).
  • Data ultima rata non pagata: gennaio 2018.
  • Cessione a Kerdos SPV: novembre 2021, con pubblicazione di avviso generico in G.U.
  • Importo richiesto da Kerdos SPV: 19 500 € (capitale + interessi e spese).

Verifiche e difese:

  1. Prescrizione: nel 2026 sono trascorsi più di 8 anni dall’ultima rata. Poiché la prescrizione del prestito è decennale, non è ancora maturata. Tuttavia è possibile eccepire la prescrizione quinquennale degli interessi.
  2. Prova della cessione: l’avviso in G.U. non indica il numero di contratto. Chiediamo a Kerdos SPV l’atto di cessione e il contratto originario. La società invia solo un elenco numerico. Contestiamo che non prova la titolarità ai sensi delle sentenze n. 23834/2025 .
  3. Trattativa: valutiamo la capacità di pagamento del cliente (3 000 € subito). Proponiamo a Kerdos SPV il pagamento di 4 500 € (30 % del capitale) a saldo e stralcio.
  4. Accordo: la società accetta 5 000 € in un’unica soluzione. Si redige verbale con liberatoria e cancellazione dalle banche dati.

Esempio 2 – Ricorso contro avviso di mora per cartelle esattoriali cedute a SPV

  • Cartelle emesse: IRPEF 2015 per 8 000 €; contributi INPS 2016 per 5 000 €.
  • Notifica cartelle: giugno 2017.
  • Intimazione di pagamento: ottobre 2025 (dopo più di otto anni), con richiesta di 16 000 € complessivi.
  • Cessione: il credito IRPEF è stato ceduto a una SPV nel 2024.

Strategia:

  1. Calcolo prescrizione: il tributo IRPEF si prescrive in 10 anni, ma gli interessi e le sanzioni in 5 anni. Sono decorsi più di 8 anni e l’intimazione di pagamento è tardiva. Eccepiamo la prescrizione degli interessi.
  2. Impugnazione: depositiamo ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dall’intimazione, eccependo la prescrizione e la nullità della notifica, richiamando l’ordinanza Cassazione n. 26817/2024 secondo cui l’intimazione è un atto autonomo impugnabile .
  3. Cessione a SPV: contestiamo che l’avviso di cessione non identifica il nostro debito; chiediamo alla SPV di provare la titolarità e, in mancanza, chiediamo l’annullamento del precetto.

Esempio 3 – Piano del consumatore per debiti multipli

  • Situazione: una famiglia ha debiti per 60 000 € (mutuo residuo 35 000 €, prestito auto 12 000 €, 4 cartelle esattoriali per 13 000 €).
  • Reddito mensile: 2 500 €; spese di sostentamento: 1 800 €; valore dell’abitazione: 90 000 € (ipotecata).
  • Obiettivo: ridurre l’esposizione e salvare la casa.

Soluzione:

  1. Valutazione OCC: con l’Avv. Monardo predisponiamo l’istanza al tribunale per il piano del consumatore.
  2. Proposta: pagamento di 25 000 € in 5 anni (circa 400 € al mese) con vendita della seconda auto e restituzione di altri beni. La casa resta fuori dalla liquidazione.
  3. Risultato: il tribunale omologa il piano. Le cartelle vengono soddisfatte al 50 %; il prestito auto viene estinto; il mutuo viene rinegoziato. Dopo l’esecuzione del piano, i debiti residui vengono cancellati.

Le sentenze più recenti di interesse

  • Cassazione Civile, Sez. Unite, ord. n. 26817/2024 – La notifica dell’intimazione di pagamento ai sensi dell’art. 50 D.P.R. 602/1973 è un atto prodromico all’esecuzione; è impugnabile dinanzi alla giurisdizione tributaria e non segna l’inizio dell’esecuzione .
  • Cassazione Civile, Sez. I, ord. n. 8323/2025 – La prova della cessione del credito può essere fornita con qualsiasi mezzo; la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è idonea solo se l’avviso contiene indicazioni precise per individuare il credito . È onere del cessionario dimostrare che il credito è compreso nella cessione .
  • Cassazione Civile, Sez. I, sentenze nn. 23834, 23849 e 23852 del 25 agosto 2025 – Il cessionario deve provare sia l’esistenza del credito sia la propria titolarità; la mera disponibilità di contratti o fatture non prova la cessione. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha solo valore di pubblicità‑notizia e non prova la legittimazione .

Conclusione

Se hai ricevuto una lettera di sollecito da Kerdos SPV S.r.l., agire con tempestività e consapevolezza è fondamentale. Le norme in materia di cartolarizzazione, di riscossione coattiva e di sovraindebitamento offrono importanti tutele al debitore: la cessione deve essere dimostrata con precisione; la notifica dell’intimazione deve rispettare termini e modalità di legge; i debiti possono essere oggetto di prescrizione o riduzione; esistono procedure per rinegoziare o definire l’esposizione debitoria.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti offrono un supporto completo: dall’analisi degli atti e delle notifiche, alla presentazione di ricorsi e opposizioni, fino alla negoziazione di saldo e stralcio e alla predisposizione di piani del consumatore o accordi di composizione della crisi. Grazie all’esperienza di cassazionista e di gestore della crisi da sovraindebitamento, l’Avv. Monardo è in grado di individuare la strategia più adatta alla tua situazione, proteggendo il tuo patrimonio e i tuoi diritti.

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