Introduzione
Ricevere una lettera di sollecito da Intrum Italy S.p.A., società leader nel recupero crediti e gestore per conto di vari istituti bancari, può generare ansia e timori. Molti debitori, pur avendo difficoltà economiche reali, non conoscono i propri diritti e rischiano di commettere errori che peggiorano la situazione: pagare somme non dovute, non contestare prescrizioni o illegittime cessioni del credito, oppure ignorare le scadenze e ritrovarsi con pignoramenti o ipoteche. Per evitare questi scenari serve conoscere la normativa italiana in materia di recupero crediti, cessioni di portafogli NPL (Non Performing Loans) e procedure di definizione agevolata.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, guida uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario e tributario. È gestore della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di composizione della crisi), nonché esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il team coordina professionisti su tutto il territorio nazionale, offrendo servizi come analisi degli atti, ricorsi contro cartelle e precetti, istanze di sospensione, trattative per saldo e stralcio, piani di rientro, nonché soluzioni giudiziali e stragiudiziali mirate.
Se hai ricevuto un sollecito da Intrum, agisci subito: leggi questa guida per conoscere le difese e i percorsi legali, quindi contatta l’Avv. Monardo e il suo staff per una valutazione personalizzata.
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1 – Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 La cessione dei crediti e i diritti del debitore
Intrum opera come servicer per società veicolo (SPV) titolari di portafogli di crediti ceduti da banche. In base all’art. 58 del Testo Unico Bancario (d.lgs. 385/1993), le banche possono cedere in blocco rapporti giuridici senza necessità di notificare individualmente la cessione; è sufficiente la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale. La Corte di Cassazione (ordinanza 20495/2020) ha affermato che l’art. 58 “intende agevolare la realizzazione della cessione in blocco, prevedendo come presupposto di efficacia la pubblicazione di un avviso in Gazzetta Ufficiale e dispensando la banca cessionaria dalla notifica ai singoli debitori” . Tale pubblicazione equivale agli adempimenti dell’art. 1264 c.c. e può essere surrogata dalla notificazione della cessione mediante l’atto di citazione o nel corso del giudizio .
Tuttavia il tribunale di Spoleto (sent. 449/2025) ha precisato che la pubblicazione in Gazzetta, seppur sufficiente a rendere opponibile la cessione, non basta a dimostrare la titolarità del credito in giudizio . La cessionaria deve provare l’inclusione del credito nella cessione producendo contratto di cessione, elenco delle posizioni cedute e relative anagrafiche e altre evidenze . Il giudice ha ricordato che l’art. 58, comma 2, d.lgs. 385/1993 “agevola la cessione in blocco … prevedendo come presupposto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dispensando la banca dall’onere di notificare la cessione” ma che la prova della titolarità spetta comunque al creditore .
Il debitore che riceve un sollecito da Intrum ha quindi diritto di:
- Verificare la legittimità della cessione del credito, chiedendo copia del contratto di cessione, dell’avviso di pubblicazione in Gazzetta e dell’elenco in cui compare la sua posizione;
- Contestare eventuali vizi (ad esempio difetto di titolarità del creditore, mancanza di indicazione puntuale degli importi, prescrizione del credito, usura o interessi anatocistici);
- Richiedere la documentazione integrale del rapporto originario (contratto di finanziamento, estratti conto, calcolo degli interessi).
Se Intrum non dimostra la titolarità del credito o il credito è prescritto, il sollecito è illegittimo e può essere contestato.
1.2 Recupero crediti e tutele del consumatore
Le società di recupero crediti devono rispettare la normativa italiana e europea su privacy e pratiche commerciali corrette. Il portale Brocardi ricorda che tali società non possono contattare terzi (parenti, vicini o colleghi) rivelando informazioni sul debito, telefonare in modo insistente o in orari inopportuni, inviare messaggi preregistrati senza possibilità di interlocuzione, né utilizzare toni minacciosi o simulare atti giudiziari . Inoltre, se il debitore contesta la legittimità del credito (prescrizione, pagamento già effettuato o difetto di titolarità) o avvia una procedura conciliativa, l’attività di recupero deve essere sospesa .
Il Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005) e il Codice della privacy (d.lgs. 196/2003, aggiornato dal GDPR) impongono di trattare i dati in modo lecito e trasparente, evitando pressioni psicologiche o diffamatorie. La violazione di tali regole può integrare reati (molestie, violazione della privacy, diffamazione) e comportare sanzioni dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Le società di recupero crediti non hanno alcun potere esecutivo autonomo: non possono pignorare beni, iscrivere ipoteche o avviare azioni giudiziarie se non tramite avvocati muniti di mandato .
1.3 Definizione agevolata dei debiti fiscali: rottamazione e saldo e stralcio
Intrum gestisce prevalentemente crediti bancari o finanziari, ma molti debitori confondono queste procedure con le definizioni agevolate previste dalla normativa fiscale. È utile chiarire:
- Stralcio automatico dei debiti inferiori a 5 mila euro (art. 4 del d.l. 41/2021, c.d. Decreto Sostegni): il comma 4 dell’art. 4 dispone l’annullamento automatico dei debiti residui, al 23 marzo 2021, fino a 5 000 €, compresi capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 . La circolare ministeriale precisa che il limite riguarda i singoli carichi contenuti nella cartella, non l’importo complessivo , e che lo stralcio si applica anche alle definizioni agevolate della rottamazione-ter (art. 3 d.l. 119/2018), al saldo e stralcio (commi 184‑198 della legge 145/2018) e alla definizione agevolata prevista dall’art. 16‑bis del d.l. 34/2019 .
- Rottamazione-quater (legge 197/2022) e rottamazione‑quinquies (legge di bilancio 2026): la rottamazione-quater ha consentito di definire i carichi affidati all’Agenzia Entrate-Riscossione dal 2000 al 2022 eliminando sanzioni e interessi di mora, con pagamento in rate fino a cinque anni. La legge di bilancio 2026 ha introdotto la rottamazione-quinquies (definizione agevolata 2026) che consente di saldare le cartelle affidate dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando solo imposte e contributi e stralciando sanzioni e interessi. Secondo lo Studio Barberi, la domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 e può essere rateizzata fino a 54 rate mensili; restano escluse imposte di registro, ipotecarie e catastali, contributi delle casse professionali e tributi locali salvo decisione degli enti .
- Saldo e stralcio delle cartelle (commi 184‑198 legge 145/2018): riservato alle persone fisiche in grave difficoltà economica con ISEE non superiore a 20 000 € e con debiti affidati dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Consente di pagare una quota del debito (16%, 20% o 35% a seconda della situazione economica) stralciando la parte restante di sanzioni e interessi. Questa misura non è attualmente aperta, ma la rottamazione‑quinquies riapre i termini per chi è decaduto dalle precedenti definizioni agevolate .
I debiti con Intrum non rientrano nelle definizioni fiscali, ma comprendere queste misure aiuta il debitore a valutare se cumulare la gestione del debito finanziario con eventuali carichi fiscali pendenti.
1.4 La legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa
La legge 3/2012 ha introdotto le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento per debitori non fallibili (consumatori, professionisti, start up innovative e imprenditori sotto soglia). La Camera Arbitrale di Milano spiega che l’OCC (Organismo di composizione della crisi) e il Gestore della crisi valutano la situazione del debitore e propongono soluzioni negoziali: concordato minore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata del sovraindebitato e, dal 2020, esdebitazione del debitore incapiente . La normativa di riferimento si compone di:
- Legge 3/2012 (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”) ;
- Decreto ministeriale 202/2014, che stabilisce il regolamento per gli OCC ;
- Legge 132/2015 e il d.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) che hanno riformato la materia ;
- D.L. 118/2021, che ha introdotto l’istituto dell’“esperto negoziatore della crisi d’impresa”.
Queste procedure consentono di proporre ai creditori un piano di rientro sostenibile e, al termine, ottenere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui). Possono costituire un’alternativa al saldo e stralcio e sono utili se il debitore ha più debiti (bancari e fiscali) e patrimonio limitato.
2 – Procedura dopo il sollecito: cosa succede e quali sono i termini
2.1 Controllare la data e la forma del sollecito
La lettera di sollecito o diffida di pagamento inviata da Intrum non costituisce ancora un atto giudiziario ma un atto stragiudiziale. Verifica subito:
- Data del documento e modalità di invio (raccomandata A/R, PEC, email ordinaria). La PEC e la raccomandata sono le uniche modalità che garantiscono certezza della data. Se la comunicazione arriva via email ordinaria, potrebbe non avere valore legale.
- Ragione sociale del creditore cessionario (es. Joda SPV, Yoda SPV, Grogu SPV) e la qualità di mandataria di Intrum Italy. Controlla se la lettera riporta la dicitura “Intrum Italy S.p.A. quale mandataria di [società veicolo]”.
- Numero del contratto originario, importo del capitale, interessi e spese. Spesso le comunicazioni generiche non indicano i dettagli. Chiedi sempre la rendicontazione completa.
2.2 Verificare la legittimazione del creditore
Entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, inoltra a Intrum una richiesta scritta (PEC o raccomandata A/R) per ottenere:
- Contratto di cessione e avviso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con elenco dei crediti ceduti (ai sensi dell’art. 58 TUB). La cessionaria deve provare la titolarità del credito; la sola pubblicazione non basta .
- Contratto di finanziamento originario, piano di ammortamento, estratti conto, interessi e spese. È un diritto del consumatore richiedere la documentazione, soprattutto se ritiene applicati interessi usurari o anatocistici.
Se Intrum non risponde o non fornisce documenti idonei a provare la cessione, puoi contestare il difetto di legittimazione e diffidare la società dall’ulteriore trattamento dei tuoi dati, segnalando l’abuso all’Autorità Garante. Ricorda che l’onere della prova spetta al creditore .
2.3 Esaminare la prescrizione del credito
I termini di prescrizione variano a seconda della natura del credito:
- Contratti di mutuo e prestiti personali: 10 anni (art. 2946 c.c.). La prescrizione decorre dall’ultima rata non pagata.
- Carte di credito revolving, conti correnti e sconfinamenti: 10 anni per le somme derivanti da contratti di finanziamento; 5 anni se si tratta di interessi o commissioni.
- Rate condominiali o utenze: 5 anni.
Se sono trascorsi più di 10 anni dall’ultimo pagamento o dalla scadenza della rata, il credito può essere prescritto. Anche in questo caso occorre inviare contestazione scritta e diffidare la società dal proseguire nel recupero.
2.4 Precetto, decreto ingiuntivo e pignoramento
Se il debitore non risponde o non paga, Intrum può:
- Inoltrare un decreto ingiuntivo attraverso un avvocato. L’ingiunzione di pagamento (art. 633 c.p.c.) è un provvedimento con il quale il giudice ordina al debitore di pagare entro 40 giorni. Il decreto deve essere notificato a mezzo ufficiale giudiziario e può essere opposto entro 40 giorni. Se l’opposizione si fonda su difetto di titolarità (cessione non provata), prescrizione o interessi usurari, il giudice può sospendere l’efficacia esecutiva.
- Notificare atto di precetto (art. 480 c.p.c.), che costituisce intimazione formale a pagare entro 10 giorni. Se il debito deriva da contratto di mutuo o prestito bancario, l’atto di precetto deve essere accompagnato dal contratto e dagli estratti conto per costituire titolo esecutivo.
- Procedere al pignoramento dei beni (immobili, salari, conti correnti). Prima del pignoramento, l’ufficiale giudiziario deve notificare al debitore l’atto di pignoramento. È fondamentale valutare la legittimità dell’esecuzione e proporre opposizione all’esecuzione se mancano i presupposti (difetto di titolarità o prescrizione). La sentenza di Spoleto del 2025 ha ribadito che, anche se la cessione è opponibile per la pubblicazione, il creditore deve produrre in giudizio prova completa della cessione , altrimenti l’opposizione può essere accolta.
3 – Difese e strategie legali per un saldo e stralcio vantaggioso
3.1 Contestare la legittimità del credito
Le principali strategie difensive includono:
- Richiesta di documentazione e contestazione per difetto di titolarità: se Intrum non produce il contratto di cessione o non dimostra l’inclusione della posizione nel portafoglio ceduto, puoi contestare l’illegittimità del sollecito. La Cassazione ha chiarito che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non surroga la prova della titolarità . In mancanza di prova, l’azione esecutiva è nulla.
- Eccezione di prescrizione: verifica i termini e solleva l’eccezione. L’onere di dimostrare l’interruzione della prescrizione (tramite diffide, riconoscimento del debito) spetta al creditore.
- Valutazione di usura e anatocismo: nei mutui e nei prestiti, verifica se i tassi superano il tasso soglia usura. Gli interessi anatocistici (capitalizzazione trimestrale) possono essere illegittimi. L’analisi contabile, affidata a un consulente del team dell’Avv. Monardo, consente di rideterminare il saldo e contestare importi non dovuti.
- Verifica di vizi formali della procedura: irregolarità nella notifica del precetto, mancanza di procura alle liti, difetto di sottoscrizione, inesistenza del titolo esecutivo.
- Privacy e pratiche scorrette: se la società di recupero viola la privacy contattando terzi, telefonando in orari inopportuni o minacciando azioni giudiziarie, puoi diffidarla e segnalare il comportamento all’Autorità Garante, richiedendo il risarcimento dei danni .
3.2 Trattativa per il saldo e stralcio
Quando il credito è legittimo e non prescritto, la soluzione più vantaggiosa per il debitore è spesso il saldo e stralcio, cioè il pagamento di una percentuale ridotta del debito concordata con la società di recupero a fronte dell’estinzione integrale della posizione. Per impostare una trattativa efficace:
- Quantifica correttamente il debito: dopo aver ottenuto la documentazione, verifica l’importo dovuto al netto di usura, anatocismo o spese non giustificate. La perizia tecnico–legale è fondamentale per conoscere la cifra reale.
- Valuta la tua situazione economica: definisci quanto puoi pagare in unica soluzione. Le società di recupero sono più propense a concedere uno sconto significativo se il pagamento è immediato e in un’unica tranche. Lo sconto può variare dal 40% al 70% a seconda della vetustà del credito, delle spese sostenute dal creditore e della possibilità di recuperare in via giudiziale.
- Prepara una proposta scritta: la lettera deve essere inviata via PEC o raccomandata, contenere la somma offerta e la condizione essenziale che, a fronte del pagamento, il creditore rilasci quietanza a saldo e stralcio e rinunci a eventuali azioni. È consigliabile inserire la clausola di cancellazione delle segnalazioni in CRIF o altre banche dati.
- Richiedi l’assistenza di un professionista: la negoziazione comporta valutazioni tecniche e legali. L’Avv. Monardo e il suo team negoziano quotidianamente con Intrum e altre società. Conoscono i margini di trattativa e possono ottenere sconti elevati.
- Formalizza l’accordo: una volta accettata la proposta, verifica che Intrum invii un accordo transattivo che indichi l’importo, la data di pagamento, la rinuncia a interessi e spese future, la cancellazione di eventuali garanzie (ipoteche) e la liberazione del debitore. Paga solo a ricezione dell’accordo firmato.
3.3 Soluzioni giudiziali e alternative
Se la trattativa non va a buon fine o il credito è contestato, puoi:
- Proporre opposizione a decreto ingiuntivo entro 40 giorni dalla notifica, chiedendo la sospensione dell’esecutività. Se l’ingiunzione non è provvista di idonea documentazione, il giudice può revocarla.
- Presentare opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi (artt. 615 e 617 c.p.c.) entro 20 giorni dalla notifica dell’atto impugnato.
- Ricorrere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012 e d.lgs. 14/2019) se hai più debiti e non riesci a farvi fronte. L’OCC, attraverso il gestore della crisi, potrà proporre un piano ai creditori che preveda un pagamento parziale e la restante esdebitazione .
4 – Strumenti alternativi: rottamazioni e misure fiscali
Sebbene i debiti con Intrum non rientrino tra i carichi fiscali, è frequente che i debitori abbiano contemporaneamente cartelle esattoriali. Alcuni strumenti sono:
- Rottamazione-quater e quinquies: consentono di pagare le imposte e i contributi eliminando sanzioni e interessi. La rottamazione-quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026 permette di definire i carichi affidati fino al 31 dicembre 2023 con rate fino a 54 mensili .
- Stralcio dei debiti inferiori a 5 mila euro: il d.l. 41/2021 prevede l’annullamento automatico dei debiti residui (fino a 5 000 €) per i carichi affidati dal 2000 al 2010 . Il limite riguarda i singoli carichi ed è escluso il rimborso di somme già versate .
- Saldo e stralcio (Legge 145/2018): se in futuro il legislatore riaprirà questa misura, potrai estinguere cartelle affidate fino al 2017 pagando una percentuale ridotta. Attualmente i termini sono chiusi.
- Definizione agevolata dei processi verbali (art. 17-bis d.lgs. 472/1997): consente di chiudere i verbali di constatazione con riduzione delle sanzioni.
Tabella di sintesi degli strumenti fiscali
| Strumento | Carichi interessati | Beneficio principale | Scadenze rilevanti |
|---|---|---|---|
| Stralcio debiti ≤ 5 000 € (d.l. 41/2021) | Carichi affidati dal 1.1.2000 al 31.12.2010, importo residuo ≤ 5.000 € | Annullamento automatico di capitale, interessi e sanzioni | Si applica d’ufficio; verifica limite reddituale entro 30 000 € |
| Rottamazione-quater (legge 197/2022) | Carichi affidati dal 2000 al 30.6.2022 | Stralcio sanzioni e interessi, pagamento in 18 rate | Domanda entro il 30.6.2023; prima rata 31.10.2023 |
| Rottamazione‑quinquies (legge di bilancio 2026) | Carichi affidati dal 2000 al 31.12.2023 | Stralcio sanzioni e interessi, rate fino a 54 mensili | Domanda entro il 30.4.2026; pagamento prima rata 31.7.2026 |
| Saldo e stralcio (legge 145/2018) | Carichi affidati dal 2000 al 2017; persone fisiche in difficoltà economica | Pagamento percentuale (16‑35%), stralcio integrale di sanzioni e interessi | Termine chiuso; riapertura possibile con nuova legge |
5 – Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare il sollecito: trascurare la lettera di Intrum può portare all’emissione di un decreto ingiuntivo e successivo pignoramento. Rispondi sempre per iscritto e chiedi documentazione.
- Pagare senza verificare: prima di versare alcunché, accerta la legittimità del credito e l’esattezza dell’importo. Una perizia può far emergere abusi (anatocismo, usura, spese illegittime).
- Concedere domiciliazioni bancarie: evita di concedere l’addebito automatico su conto corrente senza un accordo formale di saldo e stralcio. Potresti essere costretto a pagare l’intero debito.
- Accettare proposte telefoniche: le trattative devono essere formalizzate per iscritto. Un’offerta verbale non vale; è necessario un accordo transattivo firmato.
- Tralasciare le scadenze legali: opporsi a decreto ingiuntivo oltre i 40 giorni o a precetto oltre i 20 giorni comporta l’improcedibilità. Affidati a un professionista per rispettare i termini.
- Confondere le definizioni fiscali con il debito privato: rottamazioni e stralci si applicano ai carichi fiscali; i debiti ceduti a Intrum richiedono negoziazioni private.
- Sottovalutare la procedura di sovraindebitamento: se la posizione debitoria globale è insostenibile, valuta l’accesso alla procedura di composizione della crisi che consente l’esdebitazione .
6 – FAQ (domande frequenti)
1. Che cos’è Intrum Italy e perché mi chiede di pagare?
Intrum Italy S.p.A. è un servicer che gestisce e recupera crediti per conto di banche e società veicolo di cartolarizzazione. Se ricevi una lettera di sollecito, probabilmente il tuo contratto di mutuo o prestito è stato ceduto in blocco ai sensi dell’art. 58 TUB .
2. La lettera di sollecito è un atto giudiziario?
No. È una comunicazione stragiudiziale. Solo il decreto ingiuntivo, l’atto di precetto o il pignoramento sono atti giudiziari. Tuttavia il sollecito interrompe la prescrizione se inviato tramite PEC o raccomandata.
3. Intrum deve notificarmi la cessione del credito?
La legge prevede che, per le cessioni in blocco, la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente . Tuttavia, se contesti la legittimazione del creditore, hai diritto di ricevere copia del contratto di cessione e dell’elenco dei crediti ceduti .
4. Posso non pagare perché non ho firmato nulla con Intrum?
Se il credito è legittimamente ceduto, sei comunque tenuto al pagamento. Tuttavia devi verificare la correttezza dell’importo, la prescrizione e l’esistenza di vizi. In caso di vizi, puoi rifiutare il pagamento e contestare.
5. Quanto posso risparmiare con un saldo e stralcio?
Dipende da molti fattori: anzianità del credito, importo, garanzie, situazione patrimoniale del debitore. Le trattative gestite dallo studio dell’Avv. Monardo ottengono spesso riduzioni tra il 40% e il 70% del debito, ma ogni caso è diverso.
6. Cosa succede se non rispondo alla lettera?
Intrum potrebbe incaricare un avvocato per chiedere un decreto ingiuntivo e, successivamente, notificare un atto di precetto e procedere con il pignoramento. È quindi consigliabile rispondere e avviare la trattativa o la contestazione.
7. La società di recupero crediti può telefonarmi a qualsiasi ora?
No. Le società devono rispettare la privacy e le norme del Codice del Consumo; non possono telefonare in orari inopportuni, né insistere con pressioni psicologiche o minacce . Se subisci molestie, puoi segnalare l’accaduto al Garante della privacy o all’AGCM.
8. Se contesto il credito, l’attività di recupero deve fermarsi?
Sì. Se il debitore contesta la prescrizione, il pagamento già effettuato o il difetto di legittimazione del creditore, la società di recupero deve sospendere l’attività e verificare la fondatezza delle contestazioni .
9. L’accordo di saldo e stralcio cancella la segnalazione in CRIF?
È opportuno inserire una clausola specifica nell’accordo che preveda la cancellazione o l’aggiornamento della segnalazione in centrale rischi. Senza tale clausola, la segnalazione potrebbe restare fino alla scadenza prevista dalla normativa.
10. Posso rateizzare il saldo e stralcio?
In genere il saldo e stralcio prevede il pagamento in un’unica soluzione, poiché la riduzione concessa si basa sulla certezza di recupero immediato. È possibile negoziare rate ma con un importo complessivo più alto.
11. Posso combinare saldo e stralcio e procedura di sovraindebitamento?
Sì. Puoi definire un singolo debito tramite saldo e stralcio e ricorrere alla procedura di composizione della crisi per gli altri debiti. L’OCC valuterà la sostenibilità del piano .
12. Cosa devo fare se ricevo un decreto ingiuntivo?
Contatta immediatamente un avvocato. Puoi proporre opposizione entro 40 giorni. Se non presenti opposizione, il decreto diventa esecutivo e può portare al pignoramento.
13. Intrum può pignorare il mio stipendio o la casa?
Solo dopo aver ottenuto un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo non opposto o sentenza) e notificato il precetto. Intrum non ha poteri esecutivi autonomi; deve avvalersi di un avvocato e dell’ufficiale giudiziario .
14. È vero che i debiti sotto 5 000 € sono cancellati?
Solo se si tratta di cartelle esattoriali rientranti nell’art. 4 del d.l. 41/2021 . I debiti privati ceduti a Intrum non sono interessati da questa misura.
15. Posso fare tutto da solo o è meglio affidarsi a un professionista?
Puoi gestire la richiesta di documenti, ma la valutazione tecnica del credito e la negoziazione del saldo e stralcio richiedono competenze legali e contabili. Un professionista può individuare vizi che riducono notevolmente l’importo e evitare errori procedurali che potrebbero compromettere la tua difesa.
16. Il saldo e stralcio comporta la chiusura del contratto?
Sì. Con il pagamento della somma concordata e la firma dell’accordo transattivo, si perfeziona l’estinzione del debito. L’accordo deve prevedere la rinuncia a ogni pretesa futura da parte del creditore.
17. Cosa succede alle eventuali garanzie (ipoteca, fideiussioni)?
L’accordo di saldo e stralcio deve prevedere la cancellazione dell’ipoteca e la liberazione dei fideiussori. In caso contrario, le garanzie rimarranno operative.
18. Se ho pagato per anni rate maggiorate da interessi usurari, posso recuperare le somme?
È possibile proporre un’azione di ripetizione dell’indebito per recuperare interessi usurari o anatocistici. Servono perizie econometriche e azione giudiziaria. I termini di prescrizione sono di 10 anni dalla chiusura del rapporto.
19. Posso rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)?
Sì, per controversie di importo fino a 200 000 € relative a servizi bancari e finanziari. L’ABF può annullare clausole abusive, ma non tratta le questioni di merito della cessione. È comunque uno strumento veloce e poco costoso.
20. Le normative fiscali (rottamazione, stralcio) si applicano a Intrum?
No. Le misure come rottamazione-quater e saldo e stralcio 2019 riguardano le cartelle esattoriali. I debiti ceduti a Intrum sono di natura privata e richiedono accordi bilaterali.
Conclusione
Ricevere una lettera di sollecito da Intrum Italy non significa essere destinati a pagare qualsiasi somma venga richiesta. La normativa italiana prevede numerosi strumenti di tutela: la cessione del credito deve essere resa opponibile tramite pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e soprattutto provata con contratti e elenchi nominativi ; le società di recupero devono rispettare la privacy e non possono usare comportamenti intimidatori ; il debitore può contestare la prescrizione, l’illegittimità del titolo e l’applicazione di interessi usurari. Quando il credito è legittimo, la via del saldo e stralcio permette di risolvere la situazione con un pagamento ridotto, evitando lunghe controversie e salvaguardando il patrimonio.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento, insieme al suo team di avvocati e commercialisti, offre supporto completo: dall’analisi dell’atto alla redazione di istanze e ricorsi, dalla trattativa per il saldo e stralcio all’assistenza giudiziale, fino alla composizione della crisi attraverso OCC. Agire tempestivamente è fondamentale per bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi e altre azioni esecutive.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.