Introduzione
Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da una banca digitale come Illimity o da un agente della riscossione può generare ansia e confusione. Ignorare questo tipo di comunicazioni è pericoloso: la riscossione coatta di un debito può portare a pignoramenti, ipoteche e blocco dei conti correnti. La situazione è diventata ancora più delicata dopo che la Corte di Cassazione, con le pronunce del 2025, ha stabilito che l’intimazione di pagamento deve essere impugnata come qualsiasi altro atto di riscossione entro i termini di legge. Se non si presenta ricorso, il debito — anche se prescritto — si cristallizza e diventa definitivo . Pertanto chi riceve un sollecito non può più limitarsi a non rispondere; deve valutare immediatamente le proprie difese e verificare se proporre un saldo e stralcio, aderire a una definizione agevolata o utilizzare gli strumenti di composizione della crisi.
Perché affidarsi a un professionista
In questo scenario complesso è fondamentale rivolgersi a professionisti esperti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina un team di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario e tributario. È Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Lui e il suo staff lavorano a livello nazionale per difendere i debitori da banche e fisco e per negoziare soluzioni concrete: dall’analisi degli atti alla proposizione di ricorsi, dalla sospensione delle azioni esecutive alla trattativa per il saldo e stralcio, fino alla predisposizione di piani del consumatore e piani di rientro sostenibili. Ogni caso viene valutato con strumenti interdisciplinari, integrando competenze legali, contabili e fiscali.
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Nelle sezioni che seguono approfondiremo: la cornice normativa e giurisprudenziale aggiornata al gennaio 2026; i passaggi da compiere dopo la ricezione di un sollecito; le possibili difese e strategie legali; le modalità di saldo e stralcio e le alternative come rottamazioni e piani del consumatore; gli errori da evitare; tabelle di riepilogo e una sezione di FAQ con risposte pratiche.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale aggiornato
1.1 Cos’è il sollecito di pagamento e quali effetti produce
Il sollecito di pagamento è un invito formale ad adempiere a un debito. In ambito civilistico, l’art. 1219 del Codice Civile prevede che il debitore sia costituito in mora tramite intimazione o richiesta fatta per iscritto; la costituzione in mora non è necessaria se il debito deriva da fatto illecito o se il debitore ha dichiarato di non voler adempiere . Dal punto di vista della riscossione pubblica, l’art. 50 del D.P.R. 602/1973 impone all’Agente della riscossione di notificare un avviso contenente l’intimazione ad adempiere entro cinque giorni prima di iniziare l’esecuzione forzata. Tale avviso corrisponde al precedente “avviso di mora” e rientra tra gli atti impugnabili ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 546/1992 .
Sulle conseguenze del sollecito si è sviluppata una giurisprudenza oscillante: per molti anni la Corte di Cassazione ha ritenuto che l’avviso di intimazione fosse un atto facoltativamente impugnabile e servisse solo a interrompere la prescrizione. Un’importante ordinanza del 2024 (Cass. 16743/2024) ha infatti affermato che l’intimazione non rientra tra gli atti elencati nell’art. 19 e che quindi la sua impugnazione non è necessaria . Tuttavia, le Sezioni semplici hanno progressivamente abbandonato tale orientamento.
Nel 2025 la Corte ha cambiato rotta: la sentenza n. 6436/2025 ha stabilito che l’intimazione di pagamento, equiparabile all’avviso di mora, è autonomamente impugnabile ai sensi dell’art. 19, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 546/1992 e che la mancata impugnazione comporta la cristallizzazione del debito . La successiva sentenza n. 20476/2025 ha ribadito che l’avviso di intimazione rientra nell’elenco degli atti tassativi e deve essere contestato; in mancanza, la pretesa tributaria diventa definitiva . In pratica, ignorare l’intimazione equivale a riconoscere definitivamente il debito, anche se prescritto. Questa novità rende ancora più urgente agire tempestivamente quando si riceve una lettera di sollecito.
1.2 Prescrizione dei debiti e interruzione dei termini
In assenza di norme speciali, i crediti si prescrivono in dieci anni . Per i tributi e le sanzioni esistono termini specifici: cinque anni per sanzioni ed interessi (art. 2948, n. 4 c.c.), dieci anni per imposte. L’intimazione di pagamento interrompe la prescrizione, ma solo se valida. Dal 2025, se non si impugna l’intimazione entro il termine (di solito 60 giorni), non si potrà più eccepire la prescrizione maturata prima della notifica . In caso di coobbligazioni, l’atto interruttivo notificato a uno dei co-debitori estende i suoi effetti anche agli altri (art. 1310 c.c.) .
1.3 Cessione del credito e obblighi del cessionario
Illimity, come altre banche, può cedere a società di recupero crediti i portafogli di prestiti deteriorati. L’art. 58 del Testo Unico Bancario (T.U.B.) prevede che la cessione di un rapporto debba essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e nel Registro delle imprese; il debitore deve ricevere notifica e può esigere il pagamento dal cedente o dal cessionario per tre mesi . Dopo tale periodo, il debitore deve adempiere solo nei confronti del nuovo creditore. L’art. 1264 c.c. stabilisce che la cessione è efficace verso il debitore quando questi l’abbia accettata o gli sia stata notificata . Pertanto, se ricevi una lettera da una società diversa da Illimity, devi chiedere la prova dell’avvenuta cessione (pubblicazione e notifica), altrimenti il pagamento potrebbe essere rifiutato.
1.4 Default, decadenza e risoluzione del contratto
Nelle operazioni di credito bancario bisogna distinguere tra mora semplice e decadenza dal beneficio del termine. L’art. 40 T.U.B. consente alla banca di risolvere il contratto e pretendere l’intero capitale se il cliente è in ritardo nel pagamento di almeno sette rate, anche non consecutive . L’art. 1186 c.c. permette al creditore di pretendere subito il pagamento anche se è stato concesso un termine, quando il debitore diventa insolvente o diminuisce le garanzie . La lettera di sollecito può costituire costituzione in mora e far decorrere gli interessi di mora (art. 30 D.P.R. 602/1973) .
1.5 Definizioni agevolate e stralcio automatico dei micro-debiti
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie sanatorie fiscali:
- La Legge 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ha previsto il saldo e stralcio per persone fisiche in grave difficoltà economica con ISEE fino a 20.000 €. I contribuenti potevano estinguere i debiti versando solo una quota del capitale (10 %, 35 % o 50 %) a seconda dell’ISEE; interessi e sanzioni erano cancellati . Per chi aveva avviato procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012, era prevista la possibilità di versare solo il 10 % del debito .
- La Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto la “rottamazione-quater”, consentendo l’estinzione delle cartelle dal 2000 al 30 giugno 2022 mediante il pagamento del solo capitale e spese, senza interessi e sanzioni . La domanda andava presentata entro il 30 aprile 2023 e i pagamenti dovevano iniziare dal 31 luglio 2023 .
- Il Decreto Milleproroghe 2025 ha riaperto i termini per chi era decaduto dalla rottamazione-quater, consentendo di presentare nuova domanda entro il 30 aprile 2025 e di versare quanto dovuto in un’unica soluzione o in dieci rate fino al 2027 .
- La Legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) ha introdotto la “rottamazione-quinquies”. Il comma 82 stabilisce che i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per imposte dovute in base a dichiarazioni o controlli automatizzati, nonché i contributi previdenziali dovuti all’INPS, possono essere estinti pagando solo la sorte capitale, senza interessi, sanzioni e aggio . La domanda telematica deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 e si può scegliere il pagamento in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali con scadenze dal luglio 2026 al maggio 2035 . Dal momento in cui si presenta la domanda, tutte le procedure esecutive sono sospese, non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche e il contribuente viene considerato in regola (DURC) .
- La Legge 197/2022 ha anche previsto l’annullamento automatico dei debiti fino a 1.000 € affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2015; l’annullamento è avvenuto il 31 marzo 2023 e comprendeva capitale, interessi e sanzioni .
Queste misure possono interessare chi ha debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, non solo con le banche. Valutare se rientrare in una rottamazione o in uno stralcio automatico può ridurre drasticamente l’esposizione debitoria.
1.6 Procedure per il sovraindebitamento e la composizione della crisi
Se i debiti con Illimity o con il fisco sono insostenibili, la Legge 3/2012 offre tre strumenti:
- Piano del consumatore: dedicato alle persone fisiche che non svolgono attività d’impresa. Consente di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, omologato dal giudice senza voto dei creditori, i quali possono solo fare osservazioni . Al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione e può ripartire .
- Accordo di composizione della crisi: destinato a debitori non consumatori (es. professionisti). Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale. Consente il taglio di interessi e la dilazione dei pagamenti.
- Liquidazione controllata del patrimonio: permette di liberarsi dai debiti attraverso la liquidazione dei beni e l’esdebitazione residua.
Dal novembre 2021 è attiva anche la composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021 (ora nel Codice della Crisi). L’imprenditore in difficoltà può chiedere la nomina di un esperto indipendente che agevoli le trattative con i creditori per trovare una soluzione e preservare l’attività . Il Codice della crisi (art. 12 e seguenti) disciplina procedure di allerta e di composizione negoziata , strumenti utili anche per professionisti e imprenditori soci di S.r.l. che abbiano debiti bancari importanti.
2. Procedura passo‑passo dopo aver ricevuto un sollecito di pagamento
- Aprire e leggere attentamente la comunicazione. Verifica se si tratta di una diffida di pagamento proveniente da Illimity, da una società di recupero crediti oppure dall’Agente della riscossione. Controlla la data, il numero di protocollo e il riferimento al credito.
- Verificare la legittimità del creditore. Se il sollecito proviene da una società diversa da Illimity, chiedi la prova della cessione del credito. Come stabilito dall’art. 58 T.U.B., la cessione deve essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale e comunicata al debitore . Richiedi copia dell’atto di cessione e della relativa pubblicazione. Fino a quando non hai ricevuto notifica, puoi legittimamente pagare solo al cedente .
- Controllare la prescrizione. Per i prestiti bancari, ogni rata si prescrive dopo 10 anni, salvo diverso termine previsto; per tributi e sanzioni valgono i termini speciali (5 o 10 anni). Se l’ultima notifica è avvenuta oltre il termine, l’obbligazione potrebbe essere prescritta. Ricorda però che l’intimazione di pagamento interrompe la prescrizione e, dopo la giurisprudenza 2025, deve essere impugnata entro 60 giorni per non cristallizzare il debito .
- Verificare eventuali vizi di notifica. Controlla se la comunicazione ti è stata recapitata in modo corretto: tramite PEC, raccomandata A/R o notifica a mezzo ufficiale giudiziario. Eventuali errori (es. invio ad indirizzo sbagliato) possono rendere l’atto nullo. Tuttavia, la contestazione deve avvenire tempestivamente; la mancata impugnazione potrebbe sanare il vizio .
- Richiedere documentazione e rendiconto. Domanda al creditore l’estratto conto storico e il calcolo degli interessi. L’istituto deve fornire copia del contratto di mutuo, dei piani di ammortamento, dei conteggi del debito aggiornato, delle lettere di messa in mora e dei decreti ingiuntivi (se esistenti). In caso di cessione, la società deve produrre il contratto di cessione, la pubblicazione e la comunicazione. Senza questi documenti non è possibile verificare la legittimità del credito.
- Valutare se impugnare. Se il sollecito proviene dall’Agente della riscossione o dall’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dalla notifica devi valutare con un avvocato se presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria. Dal 2025 l’impugnazione è necessaria per non perdere il diritto di contestare la prescrizione . Il ricorso può essere fondato su vizi di notifica, prescrizione, illegittimità del ruolo, mancanza della delega, ecc.
- Avviare una trattativa di saldo e stralcio. Parallelamente o dopo l’impugnazione, puoi proporre al creditore un saldo e stralcio. Questo accordo stragiudiziale prevede il pagamento di una somma concordata (inferiore al debito originario) a saldo definitivo. È fondamentale dimostrare la propria situazione di difficoltà economica (es. perdita del lavoro, malattia, riduzione del reddito), l’assenza di garanzie solide, l’anzianità del debito e il rischio di prescrizione. La banca spesso preferisce incassare subito una quota piuttosto che avviare costose azioni legali.
- Esaminare le definizioni agevolate. Se il debito è iscritto a ruolo, verifica se rientra in una definizione agevolata (rottamazione‑quater o quinquies, saldo e stralcio ex Legge 145/2018). Le domande hanno scadenze precise e la domanda sospende le azioni esecutive .
- Considerare la procedura di sovraindebitamento. Se l’esposizione complessiva è insostenibile, con più debiti bancari e fiscali, valuta l’accesso alla Legge 3/2012. Il piano del consumatore o l’accordo di composizione consentono di ristrutturare i debiti e ottenere la cancellazione del residuo . L’Avv. Monardo è gestore della crisi e può seguire l’intera procedura.
- Monitorare l’evoluzione normativa. Ogni anno la legge di bilancio può introdurre nuove rottamazioni o sanatorie (nel 2026 è stata approvata la quinquies). Tenersi aggiornati permette di cogliere queste opportunità. L’Avv. Monardo e il suo team seguono costantemente le novità per proporre la soluzione più vantaggiosa.
3. Difese e strategie legali per contestare o definire il debito
3.1 Impugnazione dell’intimazione e contestazione del ruolo
Dopo il 2025, l’impugnazione dell’intimazione è diventata cruciale. Il ricorso deve essere depositato presso la Corte di giustizia tributaria competente entro 60 giorni dalla notifica e notificato all’Agente della riscossione. Le cause di ricorso possono essere:
- Prescrizione maturata prima dell’intimazione: il contribuente può eccepire che tra la notifica della cartella di pagamento e la successiva intimazione siano decorsi più di cinque anni (sanzioni) o dieci anni (imposte), e che gli eventuali atti interruttivi non siano stati validamente notificati. Tuttavia, la contestazione deve essere fatta subito; altrimenti il debito si cristallizza .
- Nullità della notifica: se l’intimazione non è stata notificata regolarmente (es. PEC non autorizzata, mancata consegna al destinatario), l’atto è nullo. La Cassazione ha chiarito che il disconoscimento della conformità delle copie deve essere specifico e motivato .
- Mancanza di legittimazione del soggetto notificante: se la notifica è effettuata da un soggetto non delegato o non autorizzato dall’Agenzia, l’atto è inesistente.
- Vizi del ruolo e dell’iscrizione: è possibile contestare l’illegittimità del ruolo (ad esempio perché la cartella originaria non è stata notificata) o la decadenza del diritto alla riscossione.
Un ricorso ben articolato può ottenere la sospensione dell’esecuzione e la successiva cancellazione del debito.
3.2 Sospensione e misure cautelari
Se nel frattempo l’Agente della riscossione avvia un pignoramento o iscrive un’ipoteca, è possibile presentare un’istanza di sospensione cautelare. La Corte di giustizia tributaria può sospendere l’esecuzione se sussiste il fumus boni iuris (probabilità di vittoria) e il periculum in mora (danno grave e irreparabile). Nei giudizi civili, si può chiedere la sospensione dell’esecuzione forzata ex art. 615 c.p.c.
3.3 Trattativa di saldo e stralcio con la banca o con il cessionario
Il saldo e stralcio è un accordo privato con cui il debitore paga una somma ridotta in unica soluzione (o con poche rate) e ottiene la liberazione integrale del debito, compresi interessi e spese. Per ottenere un buon saldo e stralcio è utile:
- Dimostrare una situazione di difficoltà economica (ISEE basso, perdita del lavoro, malattia, carichi familiari). La Legge 145/2018 ha riconosciuto che chi ha un ISEE fino a 20.000 € può pagare solo il 10 – 35 % del debito ; ciò costituisce un parametro di riferimento.
- Mostrare l’anzianità del debito e il rischio di prescrizione. Se il debito è vicino alla prescrizione, la banca può preferire incassare subito una quota piuttosto che rischiare di non incassare nulla. La nuova giurisprudenza impone di impugnare l’intimazione, ma la trattativa può andare di pari passo.
- Offrire un importo adeguato. Generalmente, i saldi e stralci variano dal 20 % al 60 % del debito residuo. Se il debito è stato ceduto a una società di recupero crediti che l’ha acquistato a prezzi molto bassi (anche 10 – 20 % del nominale), c’è spazio per un forte sconto.
- Pianificare la provvista. Le banche accettano il saldo e stralcio solo se vedono la disponibilità immediata dei fondi. È opportuno accantonare le somme o farsi aiutare da familiari.
- Formalizzare l’accordo per iscritto. L’accordo deve essere firmato dalle parti e prevedere la rinuncia del creditore a qualsiasi ulteriore pretesa. È fondamentale conservare la quietanza.
Un professionista esperto può condurre la trattativa dimostrando al creditore i rischi dell’azione legale (tempi lunghi, costi, incertezza esecutiva) e negoziando clausole favorevoli.
3.4 Esdebitazione e procedure di sovraindebitamento
Se la situazione debitoria è grave e coinvolge più creditori, il piano del consumatore può essere la soluzione. Il consumatore propone un piano che prevede la falcidia del debito e la dilazione dei pagamenti; il giudice, dopo aver valutato la convenienza, lo omologa senza voto dei creditori . I creditori possono presentare osservazioni, ma non possono impedire l’omologazione se il piano è sostenibile. Al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui .
Nel caso di imprese o professionisti, l’accordo di composizione consente di ristrutturare i debiti con l’approvazione della maggioranza dei creditori. L’esperto negoziatore della crisi (previsto dal D.L. 118/2021) assiste l’imprenditore nella trattativa con i creditori; se si raggiunge un accordo, il tribunale può omologarlo e impedire azioni esecutive dei singoli creditori . La procedura è confidenziale e flessibile.
4. Strumenti alternativi: rottamazione, definizioni agevolate e stralcio automatico
4.1 Rottamazione‑quater (Legge 197/2022)
La rottamazione‑quater ha consentito ai contribuenti di estinguere i debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando soltanto la quota capitale e le spese, senza sanzioni né interessi . La domanda andava presentata entro il 30 aprile 2023, e il pagamento poteva essere effettuato in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate trimestrali . Chi non ha rispettato le scadenze poteva rientrare con il Milleproroghe 2025 .
4.2 Rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025)
La legge di bilancio 2026 ha introdotto la quinta edizione della definizione agevolata. Essa riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per imposte dichiarate ma non versate e contributi previdenziali. I contribuenti possono estinguere tali debiti pagando solo la sorte capitale . La domanda deve essere presentata per via telematica entro il 30 aprile 2026; è possibile scegliere tra il versamento integrale o un piano di 54 rate bimestrali di importo costante con scadenze bimestrali fino al 31 maggio 2035 . Una volta presentata la domanda, si ottengono vari effetti premiali: sospensione delle procedure esecutive, blocco di nuove ipoteche o fermi, regolarità del DURC e considerazione di adempienza per i pagamenti della Pubblica Amministrazione .
4.3 Saldo e stralcio ex Legge 145/2018
Per le persone fisiche in difficoltà (ISEE ≤ 20.000 €) e per chi era in procedura di sovraindebitamento, il saldo e stralcio 2019 ha permesso di pagare una quota ridotta del capitale (10 – 35 %) . Sebbene i termini siano scaduti, questa norma costituisce un precedente utile per future sanatorie; dimostra che il legislatore riconosce situazioni di indigenza e consente tagli rilevanti del debito .
4.4 Stralcio automatico dei mini‑debiti (Legge 197/2022)
L’art. 1, commi 222‑230 della Legge 197/2022, ha disposto l’annullamento automatico dei debiti fino a 1.000 € affidati alla riscossione dal 2000 al 2015, comprensivi di capitale, interessi e sanzioni; l’annullamento è avvenuto il 31 marzo 2023 . Sono esclusi i debiti per recupero di aiuti di Stato e per sanzioni penali. Questo stralcio è utile per chi ha piccoli debiti rimasti pendenti, ma non riguarda i prestiti bancari.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare il sollecito. La giurisprudenza 2025 ha stabilito che l’intimazione deve essere impugnata; ignorarla può rendere definitivo un debito prescritto .
- Pagare senza verificare la cessione. Se il debito è stato ceduto, bisogna accertare che la cessione sia stata pubblicata e notificata . Pagare il cessionario senza prova di cessione può non liberare dal debito.
- Accettare piani di rientro insostenibili. Molte banche propongono piani a tassi elevati. È meglio negoziare un saldo e stralcio equo o ricorrere a procedure di sovraindebitamento.
- Perdere le scadenze delle definizioni agevolate. Le domande per rottamazione o saldo e stralcio hanno scadenze rigide. Non rispettarle comporta l’esclusione.
- Non allegare la documentazione dell’impugnazione. Ricorsi o istanze senza documenti (contratti, estratti conto, notifiche) hanno poche chance di successo.
- Non dimostrare la propria situazione economica. Per ottenere una riduzione significativa è necessario documentare l’insolvenza (ISEE, attestati di malattia, buste paga). Senza prova il creditore potrebbe non concedere sconti.
- Confondere diffida e preavviso di iscrizione ipotecaria. Il preavviso di ipoteca è impugnabile entro 30 giorni; una diffida generica non lo è. Bisogna distinguere gli atti per non perdere i termini.
- Pensare che il saldo e stralcio sia standardizzato. Ogni trattativa è unica e dipende dal valore del credito, dal prezzo di acquisto da parte del cessionario e dalle circostanze del debitore. Conviene farsi assistere da un professionista.
6. Tabelle riepilogative
Tabella 1 – Atti di riscossione e termini di impugnazione
| Tipo di atto | Normativa di riferimento | Termine per l’impugnazione | Note |
|---|---|---|---|
| Cartella di pagamento | Art. 50 D.P.R. 602/1973 | 60 giorni | Contiene la pretesa tributaria; decorre la prescrizione se non eseguita entro un anno |
| Avviso di intimazione (sollecito) | Art. 50 D.P.R. 602/1973; art. 19 D.Lgs. 546/1992 | 60 giorni | Dal 2025 deve essere impugnato, altrimenti il debito si cristallizza |
| Preavviso di fermo o ipoteca | Art. 86 e 77 D.P.R. 602/1973 | 30 giorni | Se non impugnato diventa definitivo; consente la sospensione |
| Pignoramento presso terzi | Art. 72-bis D.P.R. 602/1973 | 20 giorni | Si può impugnare per vizi di notifica o per prescrizione |
| Diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. | Codice Civile | 15 giorni (di solito) | Riguarda rapporti contrattuali privati (es. mutuo), porta alla risoluzione del contratto |
Tabella 2 – Strumenti di definizione agevolata
| Strumento | Normativa | Debiti ammessi | Benefici | Scadenze principali |
|---|---|---|---|---|
| Saldo e stralcio 2019 | L. 145/2018 | Cartelle affidate fino al 31/12/2017; persone fisiche con ISEE ≤ 20.000 € | Pagamento del 10 – 35 % del capitale ; cancellazione di interessi e sanzioni | Domanda entro 30/4/2019, pagamento entro 30/11/2019 |
| Rottamazione-quater | L. 197/2022 | Carichi affidati dal 2000 al 30/6/2022 | Versamento della sola sorte capitale e spese | Domanda entro 30/4/2023; 18 rate trimestrali |
| Rottamazione-quinquies | L. 199/2025 | Carichi affidati dal 2000 al 31/12/2023 per imposte dichiarate e contributi | Pagamento della sola sorte capitale; 54 rate bimestrali ; sospensione procedure | Domanda entro 30/4/2026; prima rata 31/7/2026 |
| Stralcio automatico mini-debiti | L. 197/2022, commi 222-230 | Carichi fino a 1.000 € affidati dal 2000 al 2015 | Annullamento totale (capitale, interessi, sanzioni) | Annullamento avvenuto il 31/3/2023 |
Tabella 3 – Procedure di sovraindebitamento
| Procedura | Destinatari | Caratteristiche principali | Norme applicabili |
|---|---|---|---|
| Piano del consumatore | Consumatori (non imprenditori) | Proposta unilaterale al giudice; approvazione senza voto dei creditori ; possibilità di esdebitazione | Legge 3/2012, art. 12-bis |
| Accordo di composizione | Debitori civili non consumatori (professionisti, imprese individuali) | Richiede l’approvazione dei creditori; dilazione e falcidia dei debiti; sospensione delle procedure esecutive | Legge 3/2012 |
| Liquidazione controllata | Debitori con patrimonio liquidabile | Liquidazione dei beni; esdebitazione residua; destinato a chi non può proporre piani sostenibili | Legge 3/2012 |
| Composizione negoziata della crisi | Imprenditori e società | Nomina di un esperto che facilita le trattative con i creditori ; strumento confidenziale inserito nel Codice della crisi | D.L. 118/2021 e Codice della crisi |
7. Domande frequenti (FAQ)
7.1 Cosa devo fare se ricevo una lettera di sollecito da Illimity?
Leggi attentamente il documento per identificare il credito e il soggetto mittente. Se la lettera proviene da una società diversa da Illimity, chiedi la prova della cessione. Verifica la prescrizione e richiedi la documentazione. Contatta un avvocato per valutare se impugnare e se proporre un saldo e stralcio.
7.2 La lettera di sollecito interrompe la prescrizione del debito?
Sì, una diffida o intimazione valida interrompe la prescrizione. Tuttavia, dal 2025 l’intimazione di pagamento dell’Agente della riscossione deve essere impugnata entro 60 giorni; altrimenti il debito si cristallizza e non potrai più eccepire la prescrizione .
7.3 La banca può chiedere l’intero capitale se salto qualche rata?
Secondo l’art. 40 T.U.B., la banca può risolvere il contratto e pretendere l’intero importo solo se il ritardo riguarda almeno sette rate di rimborso . Prima di quel limite la banca può semplicemente costituirti in mora e addebitare interessi di mora.
7.4 Posso pagare la società di recupero crediti anche se non ho ricevuto la notifica di cessione?
No. Finché non ricevi la notifica di cessione o non hai accettato la cessione, sei liberato solo pagando l’originario creditore . Chiedi sempre la documentazione che prova l’avvenuta cessione e la relativa pubblicazione .
7.5 Cosa succede se non impugno l’intimazione di pagamento?
Dopo le sentenze 6436/2025 e 20476/2025, la mancata impugnazione entro il termine comporta la cristallizzazione del debito: non potrai più contestare la prescrizione o altri vizi .
7.6 Quali sono i termini per contestare una cartella di pagamento?
La cartella deve essere impugnata entro 60 giorni dalla notifica presso la Corte di giustizia tributaria. Per il preavviso di fermo o ipoteca il termine è 30 giorni.
7.7 Come funziona il saldo e stralcio?
È un accordo stragiudiziale con cui il debitore paga una somma inferiore al debito totale in cambio della rinuncia del creditore a ogni ulteriore pretesa. Per ottenere un buon saldo e stralcio occorre negoziare, dimostrare difficoltà economica e formalizzare l’accordo per iscritto. L’Avv. Monardo può gestire la trattativa.
7.8 Posso aderire alla rottamazione-quinquies se ho un debito bancario?
No. La rottamazione riguarda solo i debiti affidati all’Agente della riscossione per imposte e contributi . I debiti con la banca devono essere trattati mediante accordi privati o procedure di sovraindebitamento.
7.9 Cosa prevede la Legge 3/2012 per i consumatori indebitati?
Il piano del consumatore consente di proporre ai creditori un piano di rientro sostenibile. Il giudice lo approva senza voto dei creditori . Al termine il debitore ottiene l’esdebitazione, cioè la cancellazione del debito residuo .
7.10 In che cosa consiste la composizione negoziata della crisi?
È una procedura volontaria introdotta dal D.L. 118/2021. L’imprenditore chiede la nomina di un esperto che aiuta a negoziare con i creditori e a trovare una soluzione per la continuità aziendale . La procedura è riservata e mira a evitare il fallimento.
7.11 Posso chiedere l’esdebitazione senza vendere la mia casa?
Nelle procedure di sovraindebitamento l’esdebitazione può essere ottenuta anche senza liquidare l’immobile di residenza se il valore è esiguo rispetto al mutuo o se è funzionale alla vita familiare. Tuttavia, ogni caso è valutato dal giudice; la liquidazione controllata può prevedere la vendita dei beni.
7.12 Come si calcolano gli interessi di mora su un debito fiscale?
L’art. 30 D.P.R. 602/1973 prevede che, scaduti i termini per il versamento, l’Agente della riscossione applichi gli interessi di mora a partire dalla data di notifica dell’avviso di pagamento fino alla data del versamento, secondo il tasso fissato annualmente dal Ministero dell’Economia .
7.13 Se ho debiti con più banche, come posso gestirli?
Puoi negoziare singoli saldi e stralci oppure accedere a una procedura di sovraindebitamento che raggruppi tutti i creditori. Il piano del consumatore o l’accordo di composizione permette di trattare simultaneamente i debiti e ottenere una riduzione complessiva.
7.14 I coobbligati sono tenuti a pagare l’intero debito se uno non paga?
Sì. Nei mutui con più co-debitori, ciascuno è responsabile in solido. Un atto interruttivo della prescrizione notificato ad uno di essi si estende anche agli altri . Tuttavia, la sospensione o la rinuncia alla prescrizione da parte di uno non si estende agli altri.
7.15 La fattura costituisce una diffida valida per interrompere la prescrizione?
La giurisprudenza richiede che la fattura contenga un’esplicita richiesta di pagamento per essere considerata diffida. In mancanza di una chiara intimazione, la semplice fattura non interrompe la prescrizione. È buona pratica inviare una diffida formalmente strutturata.
7.16 Posso chiedere la rateizzazione del saldo e stralcio?
Il saldo e stralcio stragiudiziale prevede di solito un’unica soluzione. Tuttavia, alcune società accettano un pagamento dilazionato in poche rate (es. tre rate in sei mesi). Nelle definizioni agevolate (es. rottamazione-quinquies) è possibile optare per un piano di 54 rate bimestrali .
7.17 Cosa succede se non pago due rate della rottamazione-quinquies?
La legge di bilancio 2026 prevede che la decadenza dai benefici avvenga se non si pagano due rate, anche non consecutive . Pertanto è necessario programmare attentamente i pagamenti.
7.18 Dopo quanto tempo un debito bancario si prescrive?
In generale, i debiti derivanti da contratti bancari e finanziari si prescrivono in dieci anni (art. 2946 c.c.). Tuttavia, la banca può interrompere la prescrizione con diffide scritte e azioni giudiziarie.
8. Simulazioni pratiche
8.1 Caso A: Prestito personale Illimity con ritardo di sei rate
Marco ha sottoscritto un prestito con Illimity nel 2019 per 15.000 € da rimborsare in 60 rate mensili. A causa della perdita del lavoro non paga sei rate consecutive. Illimity gli invia una diffida costituzione in mora (art. 1219 c.c.) chiedendo il pagamento delle rate arretrate entro 15 giorni. Marco non risponde. Dopo la sesta rata scaduta, la banca lo dichiara decaduto dal beneficio del termine ai sensi dell’art. 40 T.U.B., chiedendo l’intero capitale residuo . Cosa può fare?
- Verificare la propria situazione: controllare che la diffida contenga tutti gli elementi (intimazione scritta, termini, modalità di pagamento).
- Richiedere la documentazione: ottenere il piano di ammortamento aggiornato e il calcolo degli interessi di mora.
- Negoziare un accordo: se non ha subito la decadenza (mancano le sette rate), può chiedere un piano di rientro e sospensione temporanea.
- Valutare il saldo e stralcio: se non può sostenere il piano, può proporre un pagamento una tantum, magari pari al 30 % del debito residuo.
- Considerare il sovraindebitamento: se Marco ha anche altri debiti (cartelle esattoriali, mutuo casa) può ricorrere al piano del consumatore.
8.2 Caso B: Cartella esattoriale prescritta con intimazione 2025
Lucia riceve nel 2025 un’intimazione di pagamento dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per una cartella del 2013 di importo 8.000 €, di cui è certa sia ormai prescritta (più di 10 anni). In base all’orientamento 2024 avrebbe potuto ignorare l’intimazione e eccepire la prescrizione in sede di pignoramento. Dopo la sentenza 6436/2025, se non impugna entro 60 giorni, l’intimazione diventa definitiva e la prescrizione non è più opponibile .
Lucia deve quindi:
- Presentare ricorso entro 60 giorni eccependo la prescrizione maturata tra il 2013 e il 2025 e la nullità dell’intimazione.
- Chiedere sospensione delle procedure esecutive.
- Valutare la rottamazione-quinquies se il debito rientra nei carichi definibili: potrebbe estinguere il debito pagando solo il capitale senza sanzioni .
8.3 Caso C: Debito ceduto a società di recupero
Paolo ha un debito residuo di 5.000 € con Illimity. Dopo alcune rate non pagate, riceve un sollecito da una società di recupero crediti che gli propone di pagare 3.000 € a saldo e stralcio. Prima di accettare, Paolo deve:
- Verificare la cessione: chiedere la pubblicazione in G.U. e la notifica di cessione .
- Valutare la proposta: se la società ha acquistato il credito a un prezzo inferiore al 30 % del nominale, può contrattare un pagamento inferiore (ad esempio 2.000 €).
- Ottenere l’accordo scritto: la quietanza deve prevedere l’estinzione definitiva del debito e la cancellazione delle segnalazioni in CRIF.
- Accertare eventuali prescrizioni: se sono passati più di dieci anni senza atti interruttivi, il debito è prescritto. Tuttavia, atti come diffide o decreti ingiuntivi possono interrompere la prescrizione.
Conclusione
La ricezione di un sollecito di pagamento da parte di Illimity o dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione non deve essere sottovalutata. La normativa e la giurisprudenza aggiornate al gennaio 2026 impongono azioni tempestive: dopo le sentenze della Corte di Cassazione del 2025, l’intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile e la mancata impugnazione cristallizza il debito . Al tempo stesso, il legislatore continua a introdurre definizioni agevolate (come la rottamazione‑quinquies) che permettono di saldare il debito con sconti significativi .
Davanti a un sollecito conviene analizzare l’atto, verificare la cessione del credito, controllare la prescrizione, contestare i vizi e valutare le sanatorie disponibili. Per negoziare un saldo e stralcio efficace occorre dimostrare la propria difficoltà economica e presentare un’offerta congrua. Qualora l’esposizione sia insostenibile, la Legge 3/2012 offre strumenti come il piano del consumatore e l’accordo di composizione che possono portare all’esdebitazione.
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