Debiti con Cerved Credit Management? Come fare saldo e stralcio bene se hai ricevuto una lettera di sollecito di pagamento

Introduzione

Le lettere di sollecito di pagamento inviate da Cerved Credit Management o da altre società di recupero crediti sono un campanello d’allarme che nessun debitore dovrebbe ignorare. Questi solleciti segnalano che un vecchio debito bancario o finanziario è stato ceduto a un intermediario che ora intende riscuoterlo; continuare a non rispondere può trasformare una richiesta amichevole in un decreto ingiuntivo, un pignoramento o un’ipoteca. Conoscere la normativa italiana sul recupero crediti e la giurisprudenza più recente permette di difendersi in maniera consapevole, di evitare errori e, soprattutto, di valutare se negoziare un saldo e stralcio che consenta di chiudere la posizione con un importo ridotto.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto presso il Ministero della Giustizia, coordina uno staff di avvocati e commercialisti esperti in diritto bancario e tributario in tutta Italia. È professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ed è qualificato come Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
Lo studio Monardo assiste debitori e contribuenti nella verifica degli atti, nella predisposizione di opposizioni o ricorsi, nella sospensione delle procedure esecutive, nella trattativa con i creditori per piani di rientro o saldo e stralcio e nella gestione delle procedure di composizione della crisi (piano del consumatore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata ed esdebitazione).

Agire tempestivamente è fondamentale. Prima che le azioni esecutive vengano avviate è possibile contestare la legittimazione del cessionario, eccepire la prescrizione o proporre accordi transattivi vantaggiosi. Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata: l’esperienza del suo team può fare la differenza.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Cessione del credito e cessione in blocco

I debiti gestiti da Cerved provengono quasi sempre da cessioni di crediti da parte di banche o finanziarie. In diritto civile la cessione è disciplinata dagli articoli 1260 e seguenti del codice civile: produce effetti verso il debitore quando questi l’ha accettata o gli è stata notificata . La cessione in blocco dei rapporti bancari è regolata dall’art. 58 del Testo unico bancario (d.lgs. 385/1993), che impone alla banca cessionaria di dare pubblicità alla cessione tramite l’iscrizione nel registro delle imprese e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . Entro tre mesi da tali adempimenti i debitori ceduti possono pretendere il pagamento dal cedente o dal cessionario; trascorso quel termine risponde solo il cessionario .

La Cassazione ha più volte chiarito che l’avviso generico in Gazzetta Ufficiale ha un mero valore di pubblicità‑notizia e non prova la titolarità del credito. Nelle ordinanze gemelle n. 23834, 23849 e 23852 del 25 agosto 2025 la prima sezione civile ha affermato che il cessionario deve dimostrare non solo l’esistenza del credito ma anche la sua effettiva inclusione nel pacchetto ceduto . La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o la dichiarazione del cedente non costituiscono prova sufficiente; occorre produrre il contratto di cessione con l’elenco nominativo dei crediti, la documentazione bancaria e gli atti interruttivi . In mancanza di prova rigorosa, la domanda del cessionario viene rigettata .

Tabelle normative: cessione del credito

NormaContenuto essenzialeRilevanza per il debitore
Art. 58 d.lgs. 385/1993Obbliga la banca cessionaria a iscrivere la cessione nel registro delle imprese e a pubblicarla in Gazzetta Ufficiale; entro tre mesi il debitore può pagare al cedente; dopo risponde solo il cessionario .La mancata pubblicazione o l’assenza del nome del debitore tra quelli ceduti può essere eccepita per contestare la legittimazione di Cerved.
Art. 1264 c.c.La cessione ha effetto verso il debitore quando questi l’accetta o gli viene notificata; prima della notifica il pagamento al cedente libera il debitore salvo prova della conoscenza .È sempre possibile eccepire che la cessione non sia stata notificata e che il debitore non fosse a conoscenza dell’operazione.
Cass. civ. Sez. I, 25 agosto 2025 n. 23834-23852La prova della titolarità spetta al cessionario: il possesso di documenti contabili non basta; la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha valore indiziario .In un’eventuale opposizione a decreto ingiuntivo o precetto si può chiedere la produzione del contratto di cessione e contestare la legittimazione di Cerved.

1.2 Prescrizione e interruzione dei crediti bancari

Un aspetto decisivo riguarda la prescrizione del credito. L’art. 2946 c.c. stabilisce che, salvo diversa previsione, i diritti si estinguono per prescrizione decennale . Per i ratei e gli interessi periodici vale invece la prescrizione quinquennale dell’art. 2948 c.c., che include “gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” .

In materia di mutui e finanziamenti la Cassazione ha precisato che il debito principale (capitale) si prescrive in dieci anni dalla scadenza dell’ultima rata, mentre gli interessi e le rate periodiche si prescrivono in cinque anni; l’eccezione di prescrizione può essere sollevata dal debitore solo se nessun atto interruttivo (es. messa in mora, notifica di decreto ingiuntivo) è intervenuto nel termine.

È fondamentale chiedere a Cerved le prove degli atti interruttivi e verificare se il credito è ancora esigibile. Se il sollecito arriva oltre i termini di legge e non risultano atti interruttivi validi, il debitore può opporsi e ottenere l’archiviazione .

1.3 La messa in mora e la diffida ad adempiere

Il sollecito di pagamento costituisce di norma una messa in mora: un’intimazione formale che, ai sensi dell’art. 1219 c.c., pone il debitore nella condizione di ritardo e produce effetti quali l’obbligo di risarcire i danni e l’applicazione degli interessi moratori . La lettera deve indicare il titolo del credito, l’importo richiesto e un termine per adempiere; andrebbe inviata tramite raccomandata o PEC . La messa in mora non è necessaria quando l’obbligazione deriva da fatto illecito, quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere o quando la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore .

Diversa è la diffida ad adempiere (art. 1454 c.c.), che in caso di inadempimento produce la risoluzione del contratto. Nella prassi Cerved invia solleciti privi degli elementi essenziali della diffida ad adempiere; pertanto la loro efficacia è limitata all’interruzione della prescrizione.

1.4 Sovraindebitamento e procedure concorsuali per i privati

La Legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) offrono ai debitori non fallibili (consumatori, professionisti, piccoli imprenditori) la possibilità di accedere a procedure di composizione della crisi. La Camera Arbitrale di Milano spiega che tali norme consentono al debitore in stato di sovraindebitamento di proporre un concordato minore, una ristrutturazione dei debiti del consumatore, una liquidazione controllata o l’esdebitazione del debitore incapiente .

Lo stesso sito ricorda che l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) è un ente imparziale che valuta la fattibilità delle soluzioni e nomina un Gestore della crisi che affianca il debitore . Nel concordato minore serve il consenso dei creditori che rappresentino almeno il 50 % del debito; nella ristrutturazione dei debiti del consumatore il parere dei creditori non è determinante . La procedura di liquidazione controllata prevede la vendita dei beni, mentre l’esdebitazione libera il debitore dai debiti residui se si dimostra la meritevolezza .

1.5 Saldo e stralcio fiscale e definizioni agevolate

Nel 2019 la legge 145/2018 (Legge di bilancio 2019) ha introdotto lo strumento del saldo e stralcio delle cartelle per contribuenti in grave difficoltà economica. La misura consente di estinguere i debiti fiscali iscritti a ruolo pagando solo una percentuale del dovuto; le percentuali variano in funzione dell’ISEE e delle condizioni economiche . Il saldo e stralcio riguarda imposte, contributi e interessi iscritti a ruolo entro date stabilite e presuppone la cancellazione del residuo . Possono beneficiarne solo soggetti con ISEE basso o che hanno avviato procedure di sovraindebitamento .

A partire dal 2023 il legislatore ha introdotto la rottamazione‐quater (legge 197/2022), ulteriormente prorogata dalla legge 15/2025, che permette di estinguere i debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione pagando il solo capitale in un’unica soluzione o in rate fino a cinque anni . La riapertura dei termini consente ai contribuenti decaduti di essere riammessi se presentano domanda entro il 30 aprile 2025 e di rateizzare in 10 rate con scadenze comprese tra il luglio 2025 e il novembre 2027 . Queste misure sono riservate ai debiti fiscali ma rappresentano un’alternativa da valutare quando, oltre al debito con Cerved, si hanno cartelle esattoriali in sospeso.

2. Procedura dopo la ricezione di un sollecito da Cerved

2.1 Verifica preliminare della comunicazione

Quando si riceve una lettera di sollecito, un’e‑mail o una telefonata da Cerved, non bisogna farsi prendere dal panico ma è importante non ignorare la comunicazione . I passaggi da seguire sono:

  1. Identificare la provenienza: verificare che la richiesta arrivi effettivamente da Cerved (controllare i recapiti, la PEC, l’eventuale riferimento a un numero di pratica).
  2. Richiedere la documentazione: chiedere copia del contratto originario, del piano di ammortamento, degli estratti conto e dell’atto di cessione del credito. L’art. 58 TUB e la giurisprudenza richiedono che il cessionario provi la titolarità del credito ; pertanto l’omessa produzione del contratto di cessione può essere contestata.
  3. Controllare gli importi: confrontare la somma richiesta con il debito originario; verificare che non siano stati applicati interessi o spese non dovute.
  4. Valutare la prescrizione: verificare se, dalla data dell’ultima rata scaduta o dell’ultimo atto interruttivo, sono trascorsi più di 5 o 10 anni (artt. 2946 e 2948 c.c.) .
  5. Analizzare la legittimazione: controllare se il proprio nome compare nell’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale (ricerca sul sito della Gazzetta o richieste via PEC) e verificare se l’atto di cessione include il credito in questione.

2.2 Risposta al sollecito e gestione della trattativa

Dopo aver raccolto i documenti, è consigliabile rispondere formalmente a Cerved tramite PEC o raccomandata. La lettera di risposta dovrebbe:

  • Contestare eventuali vizi dell’atto (mancata notifica della cessione, prescrizione, importo errato, mancanza di legittimazione).
  • Richiedere la sospensione di ogni azione esecutiva in attesa della documentazione e delle verifiche.
  • Manifestare la disponibilità a valutare una soluzione negoziata, come il saldo e stralcio o un piano di rientro.

La trattativa con Cerved è di natura privatistica; non esistono regole prefissate, ma l’esperienza degli avvocati permette di negoziare riduzioni consistenti. Prima di proporre un pagamento, occorre analizzare la propria situazione economica (reddito, patrimonio, eventuali altri debiti) per determinare la percentuale sostenibile.

2.3 Atti successivi al sollecito

Se non si risponde al sollecito, Cerved può:

  • Inviare un secondo sollecito o una messa in mora ex art. 1219 c.c., che interrompe la prescrizione e consente di chiedere gli interessi moratori .
  • Richiedere un decreto ingiuntivo presso il tribunale competente. In questo caso, entro 40 giorni dalla notifica è possibile proporre opposizione per contestare la legittimazione del cessionario, l’ammontare del credito o la prescrizione.
  • Avviare l’esecuzione forzata (pignoramento di beni mobili, immobili o stipendio) se dispone di un titolo esecutivo. Anche il precetto può essere impugnato per vizi formali o sostanziali.

2.4 Tempi e scadenze

  • Termine per opporsi al decreto ingiuntivo: 40 giorni dalla notifica (art. 641 c.p.c.).
  • Prescrizione: 5 anni per interessi e rate periodiche , 10 anni per il capitale ; ogni atto di messa in mora o ingiunzione interrompe il termine.
  • Termine per pagare il saldo e stralcio fiscale: se si accede a rottamazione‑quater, le scadenze vanno dal 31 luglio 2025 al 30 novembre 2027 secondo il piano stabilito .

3. Difese e strategie legali

3.1 Eccezione di carenza di titolarità del credito

Poiché la Cassazione richiede che il cessionario provi la titolarità del credito con documenti specifici , il debitore può eccepire la carenza di prova. In sede di opposizione a decreto ingiuntivo o di trattativa, si può chiedere a Cerved di esibire:

  • il contratto di cessione con l’elenco dei crediti ceduti;
  • la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (che ha valore indiziario e non probatorio );
  • eventuali estratti dai registri del cedente che dimostrino la ricomprensione del credito.

Se Cerved non è in grado di fornire la documentazione, si può chiedere l’archiviazione della pratica o ottenere un forte sconto in sede di saldo e stralcio.

3.2 Eccezione di prescrizione

L’eccezione di prescrizione è una delle difese più efficaci. Si procede calcolando i termini in base alla natura del credito:

  • Debiti derivanti da finanziamenti o mutui: prescrizione decennale (capitale) e quinquennale (rate e interessi) .
  • Carte di credito o scoperti di conto: di solito prescrizione decennale.
  • Contratti di fornitura (utenze): prescrizione di due anni;
  • Debiti tributari: prescrizione diversa a seconda della natura del tributo; l’iscrizione a ruolo e la notifica di cartella interruttiva.

Bisogna verificare se Cerved o il cedente hanno notificato solleciti, decreti ingiuntivi o atti giudiziari che abbiano interrotto i termini. In caso contrario, la prescrizione può essere fatta valere con una dichiarazione stragiudiziale o in sede di opposizione.

3.3 Impugnazioni

  • Opposizione a decreto ingiuntivo (art. 645 c.p.c.): entro 40 giorni si può contestare la legittimazione di Cerved, l’ammontare del credito o la prescrizione. Se l’opposizione è fondata, il giudice sospende la provvisoria esecuzione del decreto.
  • Opposizione al precetto (art. 615 c.p.c.): se Cerved notifica un atto di precetto prima del pignoramento, è possibile impugnarlo per vizi formali o sostanziali (es. prescrizione, titolarità).
  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 o 617 c.p.c.): riguarda vizi del titolo esecutivo o del pignoramento.

3.4 Negoziazione: saldo e stralcio e piani di rientro

La trattativa rappresenta spesso la via più efficace. Un saldo e stralcio consiste nel pagamento immediato di una somma ridotta che chiude definitivamente la posizione. Secondo l’esperienza dello Studio Monardo, nei casi in cui il debito è molto vecchio o la documentazione è carente, si possono ottenere riduzioni superiori al 70 % . La percentuale dipende da:

  • anzianità del debito e presenza di atti interruttivi;
  • capacità reddituale e patrimoniale del debitore (Cerved valuta se la persona può pagare integralmente);
  • costi che il creditore dovrebbe sostenere per un’azione giudiziale;
  • eventuale prescrizione imminente.

Se non si dispone di liquidità immediata, è possibile proporre un piano di rientro rateale, ad esempio in 36 o 60 mesi, concordando con Cerved un tasso di interesse nullo o ridotto .

3.5 Sovraindebitamento e procedure concorsuali

Quando il debitore ha più debiti con banche, finanziarie, Cerved, Agenzia delle Entrate o INPS, può essere utile attivare una procedura di composizione della crisi.

Le procedure previste dalla Legge 3/2012 e dal d.lgs. 14/2019 sono:

  1. Concordato minore: proposta ai creditori con importi e tempi definiti; approvazione con il 50 % dei consensi .
  2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore: non richiede l’approvazione dei creditori; il giudice omologa il piano se è conveniente .
  3. Liquidazione controllata: vendita del patrimonio del debitore per soddisfare i creditori .
  4. Esdebitazione del debitore incapiente: consente di cancellare i debiti residue se si dimostra di non avere beni o redditi .

Un Gestore della crisi nominato dall’OCC assiste il debitore nel predisporre la domanda e nel negoziare con i creditori. L’Avv. Monardo, come Gestore della crisi e professionista fiduciario di un OCC, può accompagnare i debitori in tutte le fasi.

3.6 Strumenti fiscali: saldo e stralcio e rottamazioni

Per i debiti fiscali occorre distinguere tra:

  • Rottamazione-quater: consente di pagare il solo capitale in un’unica soluzione o in 10 rate, con scadenze tra il 31 luglio 2025 e il 30 novembre 2027 .
  • Saldo e stralcio fiscale: previsto dalla legge 145/2018, consente ai contribuenti con ISEE basso di pagare una percentuale del debito iscritta a ruolo .
  • Stralcio automatico dei mini debiti: alcune leggi recenti hanno cancellato automaticamente i carichi fino a 1.000 euro affidati alla riscossione entro certe date.

Queste misure non riguardano direttamente Cerved ma consentono di ridurre l’esposizione con il Fisco e liberare risorse per negoziare con i creditori privati.

4. Errori comuni e consigli pratici

  • Ignorare il sollecito: non rispondere alle comunicazioni di Cerved può portare a un decreto ingiuntivo e all’esecuzione forzata. È essenziale inviare subito una richiesta di documentazione e, se necessario, opporsi.
  • Pagare senza verificare: accettare subito un piano di pagamento senza verificare la prescrizione o la legittimazione del cessionario può comportare il pagamento di somme non dovute.
  • Non richiedere l’atto di cessione: molti debitori pagano senza sapere se il credito è stato effettivamente ceduto; chiedere e analizzare il contratto di cessione è un diritto.
  • Sottovalutare la prescrizione: spesso Cerved richiede crediti ormai prescritti; eccepire la prescrizione può portare all’archiviazione .
  • Agire senza assistenza legale: negoziare con una società di recupero crediti richiede competenze tecniche; un avvocato può valutare le eccezioni, trattare riduzioni sostanziali e evitare clausole sfavorevoli.

5. Domande frequenti (FAQ)

1. Chi è Cerved Credit Management?
Cerved è un gruppo italiano specializzato nella gestione e recupero di crediti deteriorati per conto di banche, finanziarie e fondi. Non è il creditore originario ma un intermediario che agisce per recuperare quanto più possibile .

2. Perché mi ha scritto Cerved?
Perché il tuo debito è stato ceduto a un fondo oppure la banca ne ha affidato la gestione a Cerved . Potrebbe trattarsi di un prestito non pagato, una carta di credito o un mutuo arretrato.

3. Devo pagare subito tutto l’importo richiesto?
No. È consigliabile richiedere la documentazione, verificare la prescrizione e valutare la possibilità di un saldo e stralcio o di un piano di rientro .

4. Cerved può pignorare la mia casa o lo stipendio?
Cerved può avviare un pignoramento solo se dispone di un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo, sentenza); per questo è importante intervenire prima della fase giudiziale .

5. Che cos’è un saldo e stralcio?
È un accordo transattivo che consente di chiudere il debito pagando una somma ridotta. L’efficacia dell’accordo dipende dalla vecchiaia del debito, dalla documentazione e dalla capacità di pagamento.

6. Come posso sapere se il credito è stato effettivamente ceduto?
Chiedi il contratto di cessione e verifica la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Cassazione richiede la prova della titolarità; la semplice pubblicazione non basta .

7. Quanto tempo ha Cerved per recuperare il debito?
Dipende dal tipo di credito. In generale il capitale si prescrive in 10 anni e le rate o gli interessi in 5 anni ; ogni messa in mora interrompe i termini.

8. Posso eccepire la prescrizione se ho ricevuto un sollecito?
Sì, se dall’ultimo atto interruttivo sono trascorsi più di cinque o dieci anni. È consigliabile formulare l’eccezione per iscritto con l’assistenza di un avvocato.

9. Cosa succede se ignoro il decreto ingiuntivo?
Se non proponi opposizione entro 40 giorni, il decreto diventa esecutivo e Cerved potrà procedere al pignoramento.

10. Devo pagare le spese di recupero richieste da Cerved?
Le spese e gli interessi vanno verificati; spesso Cerved applica importi forfettari non dovuti. Un legale può contestare le voci non giustificate.

11. Posso registrare le telefonate con Cerved?
Sì, a condizione che l’uso sia personale e finalizzato alla tutela dei diritti; la registrazione può essere utile per documentare minacce o pratiche scorrette.

12. Che cos’è l’OCC e come può aiutarmi?
L’Organismo di Composizione della Crisi è un ente pubblico o privato accreditato che assiste i debitori nella procedura di sovraindebitamento; nomina un Gestore della crisi che elabora il piano .

13. Quali sono le conseguenze della messa in mora?
Costituisce il debitore in ritardo e lo rende responsabile dei danni e degli interessi moratori . Se la messa in mora manca degli elementi essenziali, può non avere valore.

14. La diffida ad adempiere è la stessa cosa della messa in mora?
No. La diffida ad adempiere (art. 1454 c.c.) mira a risolvere il contratto; la messa in mora (art. 1219 c.c.) serve a sollecitare il pagamento mantenendo il contratto .

15. Come funziona la rottamazione‑quater?
È una definizione agevolata dei debiti fiscali che consente di pagare il solo capitale in un’unica soluzione o in rate fino a cinque anni . Le domande di riammissione devono essere presentate entro il 30 aprile 2025.

16. Posso includere il debito con Cerved in un piano del consumatore?
Sì. I crediti di Cerved possono essere ricompresi nella ristrutturazione dei debiti del consumatore. Se il piano viene omologato dal tribunale, vincola tutti i creditori .

17. Cosa succede se Cerved non risponde alla mia richiesta di documenti?
Può essere un indizio che la società non ha la documentazione necessaria. In trattativa è possibile sfruttare questa carenza per ottenere un forte sconto o eccepire l’insussistenza del credito.

18. Quanti solleciti può inviarmi Cerved prima di agire legalmente?
Non c’è un limite numerico. Tuttavia, dopo la messa in mora l’azienda può richiedere un decreto ingiuntivo. Ignorare ripetuti solleciti aumenta il rischio di azioni legali.

19. Cerved è tenuta a rispettare il Codice della privacy?
Sì. Deve trattare i dati personali nel rispetto del GDPR e del Codice della privacy (d.lgs. 196/2003); le telefonate devono essere registrate nei sistemi interni e non possono essere moleste. In caso di violazioni, ci si può rivolgere al Garante.

20. Posso rivolgermi al Garante del consumatore per segnalare comportamenti aggressivi di Cerved?
Le pratiche commerciali scorrette (minacce, vessazioni) possono essere segnalate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Una decisione dell’AGCM ha già sanzionato Cerved per pratiche scorrette nel recupero crediti; queste sanzioni possono rafforzare la posizione del debitore.

6. Simulazioni pratiche e casi

6.1 Calcolo del saldo e stralcio su un finanziamento da 15.000 €

Situazione: un debitore riceve un sollecito da Cerved per un prestito personale con capitale residuo di 15.000 €, contratto nel 2015. Non ha pagato le rate dal 2018; la banca ha ceduto il credito a un fondo nel 2021 e Cerved invia il sollecito nel 2026.

Verifiche: dalla documentazione emerge che l’ultima rata scaduta è del novembre 2018 e non esistono atti interruttivi dal 2019. Il termine di prescrizione per le rate periodiche (5 anni) è decorso . L’atto di cessione non indica nominativamente il credito; Cerved produce solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Strategia: l’avvocato eccepisce la prescrizione delle rate e chiede la prova della titolarità. In trattativa, Cerved riconosce la prescrizione di parte del credito e accetta un saldo e stralcio del 25 % (3.750 €) con pagamento in unica soluzione. Il debitore chiude la posizione e ottiene la liberatoria.

Risultato: risparmio del 75 % sul capitale e interessi; nessuna segnalazione negativa ulteriore.

6.2 Piano di rientro su un mutuo arretrato

Situazione: una famiglia ha un mutuo ipotecario con una banca; a causa di difficoltà economiche non paga da 12 mesi. La banca cede il credito a un fondo e Cerved invia un sollecito per 80.000 €, minacciando il pignoramento dell’immobile.

Strategia: lo studio legale richiede la documentazione e scopre che la cessione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ma l’immobile è la prima casa. Avviata una trattativa, si propone un piano di rientro di 60 mesi, con una rata sostenibile di 1.000 € al mese. Cerved accetta poiché l’esecuzione immobiliare richiederebbe tempi lunghi e costi elevati.

Risultato: la famiglia conserva la casa, evita la procedura esecutiva e rientra gradualmente nei pagamenti.

6.3 Sovraindebitamento e esdebitazione

Situazione: un professionista ha debiti con Cerved (20.000 €), con l’Agenzia delle Entrate (50.000 €) e con l’INPS (15.000 €). Non ha patrimonio rilevante.

Strategia: l’avvocato attiva la ristrutturazione dei debiti del consumatore presso l’OCC. Il Gestore della crisi redige un piano che prevede un versamento mensile di 200 € per 5 anni, suddiviso tra tutti i creditori. Il giudice omologa il piano; i creditori non possono avviare azioni esecutive . Alla fine del quinquennio, il professionista ottiene l’esdebitazione dei debiti residui.

Risultato: riduzione drastica del carico debitorio, protezione da pignoramenti e possibilità di ripartire senza l’oppressione dei debiti pregressi.

7. Sentenze aggiornate e riferimenti normativi

Per completezza si riportano alcune delle principali pronunce e norme utilizzate nell’articolo:

  • Cassazione Civile, Sez. I, ordinanze nn. 23834, 23849 e 23852 del 25 agosto 2025: hanno stabilito che il cessionario deve dimostrare la titolarità del credito con il contratto di cessione e che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha valore solo indiziario .
  • Cassazione Civile, Sez. I, sentenza n. 1684 del 7 febbraio 2012 e successive pronunce: la notificazione della cessione del credito è un atto a forma libera; la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sostituisce la notifica individuale ma non prova la titolarità .
  • Cassazione Civile, Sez. III, n. 21843/2019: ha affermato che il debitore può contestare la legittimazione del cessionario se non viene provata la ricomprensione del credito nella cessione; la mancanza di prova comporta il rigetto della domanda.
  • Legge 27 gennaio 2012 n. 3 e d.lgs. 14/2019: disciplinano la composizione delle crisi da sovraindebitamento; prevedono le procedure di concordato minore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata ed esdebitazione .
  • Art. 58 d.lgs. 385/1993 (Testo unico bancario): disciplina la cessione in blocco dei rapporti bancari; richiede pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e consente ai debitori di pagare al cedente per tre mesi .
  • Art. 1264 c.c.: la cessione del credito ha effetto verso il debitore con l’accettazione o la notifica .
  • Art. 2946 e 2948 c.c.: stabiliscono rispettivamente la prescrizione decennale e quinquennale dei crediti .
  • Art. 1219 c.c.: definisce la messa in mora e le sue conseguenze; la messa in mora non è necessaria in alcuni casi .
  • Legge 145/2018 (saldo e stralcio fiscale) e Legge 15/2025 (riapertura della rottamazione‑quater): disciplinano le definizioni agevolate dei debiti fiscali .

Conclusione

Ricevere un sollecito da Cerved Credit Management per un vecchio debito non significa essere senza scampo. La normativa e la giurisprudenza italiane offrono numerosi strumenti per difendersi, contestare e, soprattutto, negoziare. Conoscere l’art. 58 TUB, gli artt. 1260 ss. del codice civile e le recenti pronunce della Cassazione consente di valutare se la cessione del credito è provata; l’eccezione di prescrizione può azzerare debiti ormai inesigibili; le procedure di sovraindebitamento consentono di includere tutti i debiti in un unico piano sostenibile. La trattativa per il saldo e stralcio o un piano di rientro deve essere basata su dati concreti e condotta da professionisti esperti.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare hanno maturato esperienza pluriennale nel diritto bancario e tributario; coordinano professionisti a livello nazionale, sono cassazionisti e Gestori della Crisi da Sovraindebitamento. Possono analizzare l’atto di Cerved, verificare la legittimazione della società, eccepire la prescrizione, predisporre ricorsi e opposizioni e condurre trattative per ottenere riduzioni significative o piani sostenibili. Se hai ricevuto una lettera di sollecito, non aspettare che diventi un pignoramento:

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La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

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