Introduzione
Il consulente in comunicazione è spesso un professionista che opera in proprio o attraverso una piccola agenzia. Vive della reputazione costruita con i clienti ma, come tutti gli imprenditori, può attraversare fasi di crisi finanziaria. Un calo improvviso di incarichi, fatture non pagate o investimenti sbagliati possono generare debiti verso l’Agenzia delle Entrate, l’INPS o le banche. Le conseguenze sono pesanti: cartelle esattoriali, pignoramenti, ipoteche e l’impossibilità di accedere al credito. Chi si occupa di comunicazione di solito gestisce le crisi degli altri; quando la crisi riguarda sé stesso deve muoversi con competenza e tempestività. Le normative in materia di riscossione tributaria e diritto bancario sono articolate e in continua evoluzione. È quindi fondamentale sapere quali strumenti offre l’ordinamento per difendersi e ristrutturare i debiti.
Questo articolo fornisce un manuale operativo aggiornato a gennaio 2026 per il consulente in crisi con debiti fiscali e bancari. Analizza le principali leggi (D.P.R. 602/1973, D.Lgs. 546/1992, legge 3/2012, codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, decreto‐legge 118/2021 e leggi di bilancio recenti) e la giurisprudenza di Corte di Cassazione, Corte costituzionale e tribunali che nel 2025‑2026 hanno fissato principi chiave sulla riscossione e sul sovraindebitamento. Vengono spiegati passo dopo passo i rimedi disponibili dopo la notifica di una cartella di pagamento, le strategie per contestare vizi formali o sostanziali, i piani di rientro, la rottamazione delle cartelle e l’esdebitazione. Per ogni istituto troverete indicazioni pratiche, errori da evitare, tabelle riassuntive, domande frequenti e simulazioni numeriche che mostrano l’impatto economico delle diverse opzioni.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
Per affrontare una crisi economica non basta conoscere la norma: serve una guida esperta. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, è specializzato in diritto bancario e tributario. È coordinatore di un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che collaborano con professionisti di fiducia su tutto il territorio nazionale. Oltre a patrocinare dinanzi alla Corte di Cassazione e alle Corti di giustizia tributaria, l’Avv. Monardo è:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, con abilitazione a predisporre piani del consumatore e accordi di ristrutturazione ai sensi della legge 3/2012;
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che assiste i debitori nel percorso di composizione negoziata e ne attesta la fattibilità;
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, nominato tramite la piattaforma telematica delle camere di commercio per assistere le imprese in crisi a negoziare con i creditori;
In questo articolo vi guideremo con un approccio difensivo e pratico. L’obiettivo è permettere al consulente in crisi di:
- Comprendere quali debiti sono legittimi e quali possono essere annullati per vizi formali o prescrizione;
- Individuare soluzioni stragiudiziali, come la definizione agevolata (rottamazione) e lo stralcio automatico dei carichi inferiori a 1 000 €;
- Valutare soluzioni giudiziali come il ricorso alla Corte di giustizia tributaria, la richiesta di sospensione dell’atto e, per le imprese, l’accesso alla composizione negoziata;
- Scegliere strumenti di sovraindebitamento per liberarsi dai debiti con piani di pagamenti sostenibili, fino all’esdebitazione completa.
Alla fine troverete la possibilità di contattare l’Avv. Monardo e il suo staff. Agire tempestivamente è cruciale: la maggior parte dei rimedi ha termini perentori (ad esempio 60 giorni dalla notifica della cartella per proporre ricorso ). Rimandare significa perdere diritti e subire azioni esecutive.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Riscossione delle cartelle esattoriali e termini per la difesa
La cartella esattoriale è l’atto con cui l’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate‑Riscossione) ingiunge il pagamento di somme iscritte a ruolo. Secondo l’art. 25 del D.P.R. 602/1973, la cartella deve indicare il dettaglio del debito, l’intimazione ad adempiere entro 60 giorni dalla notifica e le modalità di pagamento . Dal 2022 il nuovo modello di cartella introdotto dalla legge di bilancio non addebita più gli oneri di riscossione . Il debitore può pagare in un’unica soluzione o chiedere la rateizzazione (fino a 72 rate mensili o, in casi di grave difficoltà, fino a 120 rate ). Se il pagamento non avviene, l’Agente può avviare misure cautelari (fermo amministrativo, ipoteca) o l’esecuzione forzata (pignoramenti).
Il contributo non condiviso consente al debitore di tutelarsi in varie fasi:
- Annullamento in autotutela: il contribuente può chiedere all’Agente la cancellazione della cartella se contiene errori evidenti o debiti già prescritti. È un atto discrezionale dell’amministrazione ma spesso viene accolto per evidenti errori.
- Ricorso alla Corte di giustizia tributaria: entro 60 giorni dalla notifica della cartella, è possibile proporre ricorso al giudice tributario (art. 21 D.Lgs. 546/1992) . Per gli avvisi esecutivi (accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate) i termini sono di 60 giorni dalla notifica dell’avviso.
- Sospensione dell’efficacia: in caso di ricorso, il contribuente può chiedere la sospensione della cartella per evitare il pagamento immediato. L’istanza può essere presentata al giudice (sospensione giudiziale) o all’ente creditore (sospensione amministrativa) . La sospensione legale può essere richiesta entro 60 giorni indicando motivi come prescrizione, sgravio dell’ente, sentenza favorevole o pagamento già effettuato .
- Preavviso e intimazione: in caso di mancato pagamento, l’Agente invia un preavviso di fermo amministrativo con termine di 30 giorni e successivamente un avviso di intimazione con termine di 5 giorni prima dell’esecuzione . Con la riforma del 2024 (decreto antievasione) l’avviso di intimazione deve precedere ogni pignoramento.
Le norme della riscossione si integrano con la giurisprudenza che ha definito i limiti di validità della cartella. Le sentenze della Corte di Cassazione del 2025 – 2026 hanno riconosciuto vari vizi: ad esempio l’assenza di sottoscrizione (in certi casi la firma automatica è sufficiente), l’omessa motivazione della cartella, la mancanza di prova della notifica e la violazione del termine quinquennale di prescrizione (per contributi previdenziali) o decennale (per tributi erariali). I giudici hanno ribadito che l’onere della prova della notifica spetta all’Agente e che il contribuente può eccepire la prescrizione anche dopo la formazione del ruolo.
1.2 Legge 3/2012 e Codice della crisi (CCII)
La legge 3/2012 (ora confluita nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) disciplina gli strumenti per il sovraindebitamento delle persone fisiche, dei professionisti e dei piccoli imprenditori. Le procedure principali sono:
- Piano del consumatore: riservato al debitore persona fisica “consumatore” che ha debiti prevalentemente personali. Il tribunale omologa il piano se il debito è sostenibile e il consumatore non ha commesso colpa grave o malafede.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: aperto a tutti i debitori non assoggettabili a fallimento. Richiede l’adesione della maggioranza dei creditori ed è omologato dal giudice.
- Liquidazione controllata (ex liquidazione del patrimonio): il debitore mette a disposizione i beni per pagare i creditori e può ottenere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui) trascorsi tre anni.
Con l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), la disciplina è stata riformata. L’art. 14‐terdecies L. 3/2012 (ora art. 283 CCII) prevede che il debitore persona fisica possa essere liberato dai debiti residui se ha cooperato lealmente, non ha commesso reati fallimentari e ha soddisfatto almeno in parte i creditori con la liquidazione. La Cassazione 2025 ha precisato che l’esdebitazione non spetta al fallito che non abbia già usufruito dell’esdebitazione di cui all’art. 142 Legge fallimentare; l’istituto è strettamente legato alla procedura originaria . Un’altra ordinanza del 2025 ha stabilito che la procedura di liquidazione avviata ex art. 14‐ter L. 3/2012 non può essere revocata per volontà del debitore: l’unica causa di chiusura anticipata è l’assenza di domande di ammissione al passivo, ferma la soddisfazione dei crediti prededucibili .
La giurisprudenza del 2025 ha esteso la portata del piano del consumatore: il tribunale di Napoli ha ritenuto ammissibile un piano con debiti misti (personali e professionali) se i debiti personali sono qualitativamente e quantitativamente prevalenti. La decisione ha sottolineato che la qualifica di “consumatore” richiede l’assenza di colpa grave ma non esclude i piccoli imprenditori quando i debiti professionali sono marginali . La sentenza impone il pagamento integrale del mutuo ipotecario e il pagamento parziale (30 %) degli altri debiti in un piano ventennale.
1.3 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il decreto‑legge 24 agosto 2021 n. 118, convertito con legge 21 ottobre 2021 n. 147, ha introdotto la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa. L’imprenditore commerciale o agricolo che si trova in squilibrio economico‐finanziario può chiedere, tramite la piattaforma telematica delle camere di commercio, la nomina di un esperto indipendente per facilitare le trattative con i creditori . L’esperto guida le parti nella ricerca di un accordo sostenibile che può prevedere cessioni di rami d’azienda, moratorie, ristrutturazioni del debito e accordi con l’Erario. L’istituto è rivolto anche ai piccoli imprenditori e, dal 2025, è stato integrato nel Codice della crisi. La nomina richiede che sia “ragionevolmente perseguibile” il risanamento . L’Avv. Monardo, in quanto esperto negoziatore iscritto all’elenco, può assistere le imprese del settore comunicazione nel predisporre la documentazione, accedere alla piattaforma e guidare le trattative.
1.4 Definizione agevolata (rottamazione) e stralcio dei piccoli debiti
Le leggi di bilancio 2023‑2025 e la manovra 2026 hanno introdotto varie forme di definizione agevolata delle cartelle esattoriali. La Rottamazione quater, introdotta con la legge di bilancio 2023 (art. 1 commi 231 ss. L. 197/2022) e prorogata nel 2025, consente di estinguere i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo le somme a titolo di capitale e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni . Il versamento può avvenire in unica soluzione o in massimo 18 rate quinquennali; le prime due rate rappresentano il 10 % del dovuto e le successive sono di pari importo . Per mantenere i benefici occorre rispettare le scadenze: ad esempio, nel 2026 l’ultima rata scade il 30 novembre (con tolleranza di 5 giorni). L’omesso o tardivo pagamento comporta la perdita dei benefici e i versamenti restano a titolo di acconto .
Nel 2026 è prevista la Rottamazione quinquies, misura contenuta nel disegno di legge di bilancio 2026. Questa definizione includerà i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023, con esclusione dei contribuenti già in regola con la rottamazione quater. La domanda dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026 e saranno ammessi anche i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni. Il pagamento avverrà in 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 4 %; la decadenza scatterà al mancato pagamento di due rate anche non consecutive . Sarà pertanto uno strumento importante per chi non è riuscito a saldare la rottamazione quater.
La legge di bilancio 2023 ha inoltre previsto lo stralcio automatico dei carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2015 di importo residuo fino a 1 000 €. L’annullamento automatico alla data del 30 aprile 2023 riguarda gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, le sanzioni e gli interessi di mora ; le somme a titolo di capitale, spese di procedura e diritti di notifica restano dovute . Gli enti diversi dallo Stato possono disporre lo stralcio integrale, comprensivo della quota capitale, adottando un provvedimento entro il 31 marzo 2023 . È fondamentale verificare se le proprie cartelle rientrano nello stralcio: l’importo di 1 000 € si calcola sul singolo carico, non sull’intera cartella .
1.5 Amortamento alla francese e anatocismo bancario
Tra i temi rilevanti per chi ha debiti bancari c’è il dibattito sull’ammortamento alla francese. Questo metodo di rimborso del mutuo prevede rate costanti con una quota di interessi maggiore all’inizio e una quota di capitale crescente nel tempo. Alcuni debitori contestano che tale metodo comporterebbe anatocismo (capitalizzazione degli interessi), vietato dall’art. 1283 c.c. La Cassazione ha però chiarito che l’ammortamento alla francese non integra anatocismo perché gli interessi sono calcolati sempre sul capitale residuo e non vengono capitalizzati; la diversa ripartizione tra quota capitale e quota interessi non determina una produzione di nuovi interessi su interessi . La Corte ha precisato che l’effetto del piano è solo il differimento del rimborso del capitale e non la capitalizzazione degli interessi . Conoscere questa giurisprudenza è utile per evitare contestazioni infondate e concentrarsi su vizi reali (ad esempio tassi usurari o onerosità eccessive).
1.6 Abusiva concessione del credito e responsabilità bancaria
Quando un istituto di credito concede finanziamenti al consumatore in presenza di una situazione economica già compromessa, si parla di abusiva concessione del credito. Tale condotta può generare responsabilità della banca verso i creditori terzi, ma non consente al debitore di liberarsi dal prestito. La giurisprudenza del 2025 ha escluso che l’abusiva concessione possa essere invocata dal debitore per annullare il debito: il danno da concessione indebita è un diritto dei creditori danneggiati e non del cliente che ha chiesto il finanziamento . È quindi inutile opporre la colpa della banca per evitare il pagamento; bisogna invece utilizzare gli strumenti di sovraindebitamento. Il giudice di Salerno ha inoltre affermato che, nell’esame di un’istanza di liquidazione controllata, la possibilità di agire contro la banca per abusiva concessione del credito costituisce un potenziale asset patrimoniale; l’OCC deve valutarla e il tribunale può rigettare l’istanza se il debitore non la sfrutta .
1.7 Cessione del credito e prova della titolarità
I debiti bancari sono spesso ceduti a società di recupero. Secondo la Cassazione, la prova della cessione può essere fornita con ogni mezzo, anche mediante indizi e documenti non formali: è sufficiente dimostrare il collegamento tra il credito contestato e un blocco di crediti ceduti, soprattutto se il debitore non contesta la titolarità . Le decisioni del 2025 hanno affermato che l’atto di cessione non è un negozio formale e non richiede la notifica al debitore; ciò rafforza la posizione degli acquirenti di crediti deteriorati ma apre anche spazi per contestare la prova quando il collegamento non sia chiaro.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Ricevere una cartella di pagamento o un avviso di intimazione può generare panico. Tuttavia, seguendo una procedura ordinata è possibile salvaguardare i propri diritti.
2.1 Verifica formale dell’atto
- Controllo dei dati: verificare che la cartella riporti correttamente i propri dati anagrafici, il codice fiscale e l’indicazione dell’ente creditore.
- Dettaglio del debito: il ruolo deve specificare per ogni carico l’imposta o il contributo dovuto, la data di formazione del ruolo, gli interessi, le sanzioni e le spese . La mancanza di questi elementi può rendere nullo l’atto.
- Intimazione ad adempiere: la cartella deve intimare il pagamento entro 60 giorni; se manca l’intimazione, l’atto è illegittimo . Per gli avvisi di addebito INPS, il termine è di 30 giorni.
- Notifica: la notifica deve avvenire secondo le regole del codice di procedura civile (raccomandata, pec o messo notificatore). Se non è stata ricevuta o è stata consegnata a soggetto non autorizzato, si può eccepire l’inesistenza della notifica.
- Decadenza e prescrizione: controllare la data di notifica rispetto alla data in cui il ruolo è diventato esecutivo. Le entrate erariali si prescrivono in 10 anni, le entrate tributarie degli enti locali in 5 anni, i contributi previdenziali in 5 anni, le sanzioni amministrative in 5 anni. Se il termine è decorso prima dell’iscrizione a ruolo, si può chiedere lo sgravio; se è decorso dopo, si eccepisce la prescrizione in sede di ricorso. L’art. 2953 c.c. prevede la conversione in titolo giudiziale dei crediti ma ciò avviene solo dopo la formazione del giudicato, non con la mera iscrizione a ruolo.
2.2 Ricorso alla Corte di giustizia tributaria
Se dall’esame dell’atto emergono vizi o dubbi, si può proporre ricorso. Il termine perentorio è di 60 giorni dalla notifica . Il ricorso si deposita telematicamente tramite il portale del processo tributario o via pec; deve contenere l’indicazione dell’atto impugnato, i motivi di opposizione, l’eventuale richiesta di sospensione e la prova della notifica all’ufficio dell’ente creditore.
Per ottenere la sospensione dell’efficacia, occorre dimostrare che l’esecuzione immediata provocherebbe un danno grave e irreparabile (ad esempio, il blocco dell’attività, la chiusura del conto o l’impossibilità di pagare stipendi). La sospensione può essere chiesta:
- al giudice tributario, presentando un’istanza motivata contestualmente al ricorso. Il giudice decide con ordinanza entro 180 giorni, sentito l’ente creditore. In caso di rigetto, gli interessi maturati durante la sospensione restano dovuti ;
- all’ente creditore (sospensione amministrativa), quando sussistono motivi previsti dalla legge (prescrizione, annullamento, sentenza favorevole, pagamento già effettuato). L’istanza va presentata entro 60 giorni . L’ente deve comunicare l’esito entro 220 giorni; in caso contrario la cartella si annulla di diritto .
Documentazione necessaria: allegare alla domanda copia dell’atto, eventuali ricevute di pagamento, prova della notifica, estratti di ruolo e documentazione che attesti la propria situazione economica. L’assistenza di un avvocato è consigliata per redigere il ricorso; l’Avv. Monardo può valutare la strategia più idonea (contestazione, sospensione, richiesta di rateizzazione).
2.3 Rataizzazione e compensazione
Se il debito è fondato ma la somma è elevata, il contribuente può chiedere la rateizzazione prima di incorrere in misure esecutive. L’istanza si presenta all’Agente della riscossione; per importi inferiori a 60 000 € non occorre documentare la difficoltà mentre per importi superiori si deve dimostrare l’obiettiva difficoltà economica . Il piano di dilazione può arrivare fino a 72 rate mensili o, in casi di grave peggioramento, a 120 rate . Il mancato pagamento di un determinato numero di rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio ; pertanto occorre rispettare puntualmente le scadenze.
È possibile pagare la cartella anche mediante compensazione con crediti commerciali certificati oppure con crediti d’imposta mediante modello F24 . Tuttavia, il D.L. 78/2010 preclude la compensazione se vi sono debiti iscritti a ruolo superiori a 1 500 € scaduti ; in tal caso conviene prima saldare o rateizzare il debito.
2.4 Preavvisi, fermo amministrativo e pignoramenti
Se il contribuente non paga né impugna l’atto, l’Agente della riscossione può avviare azioni esecutive. Le tappe tipiche sono:
- Preavviso di fermo amministrativo: invita a pagare entro 30 giorni, altrimenti verrà iscritto il fermo sul veicolo . Il fermo immobilizza il mezzo e impedisce la circolazione; per cancellarlo occorre saldare il debito o rateizzare.
- Avviso di intimazione: invita a pagare entro 5 giorni prima dell’esecuzione .
- Esecuzione forzata: in mancanza di pagamento, l’Agente può procedere a pignoramento mobiliare, pignoramento presso terzi (conto corrente, stipendio, compensi), pignoramento immobiliare e iscrizione di ipoteca . Le somme pignorate vengono versate al concessionario che poi soddisfa i creditori.
Il consulente in crisi deve agire prima che arrivi il pignoramento. Una volta iniziata l’esecuzione, le opzioni si riducono e le spese aumentano. Con l’assistenza dell’Avv. Monardo è possibile negoziare un piano di rientro o sospendere l’azione se il debito presenta vizi.
3. Difese e strategie legali del debitore
3.1 Eccezioni di nullità e vizi formali
Molte cartelle contengono errori che ne possono determinare l’annullamento. Tra i vizi formali più comuni:
- Mancanza di motivazione: la cartella deve indicare le ragioni per cui si chiede il pagamento; l’omessa motivazione viola l’art. 7 della legge 212/2000 (Statuto del contribuente) e può essere eccepita in giudizio.
- Errore di intestazione o di codice fiscale: l’atto indirizzato a soggetto diverso dal debitore è nullo.
- Notifica inesistente o irregolare: la notifica tramite raccomandata dev’essere effettuata a mani proprie o con deposito presso la casa comunale. La mancata prova della notifica comporta l’inesistenza dell’atto.
- Duplicazione del ruolo: se lo stesso debito è stato già iscritto e pagato, la cartella è inesigibile.
- Termine di decadenza: l’ente creditore deve emettere l’avviso di accertamento o l’avviso di addebito entro termini precisi (esempio: 31 dicembre del quinto anno per le imposte dirette). L’iscrizione a ruolo oltre i termini rende inesigibile la cartella.
- Prescrizione del credito: se la cartella non è stata notificata entro i termini o se dopo la notifica l’Agente non compie atti interruttivi della prescrizione, il credito si estingue. La Cassazione ha stabilito che la notifica della cartella non opera la conversione del termine quinquennale in decennale; solo il giudicato lo fa.
3.2 Eccezioni di merito
Oltre ai vizi formali, il contribuente può contestare la fondatezza del debito. Ad esempio:
- Tributi non dovuti: talvolta l’avviso di accertamento contiene errori nel calcolo della base imponibile o applica sanzioni inesistenti. È possibile dimostrare l’insussistenza del presupposto impositivo o l’errore nella determinazione dell’imposta.
- Interessi e sanzioni illegittimi: in caso di rottamazione o stralcio, gli interessi di mora e le sanzioni devono essere esclusi . Se l’Agente richiede anche tali somme, si può eccepire l’erroneità.
- Tassi usurari o anatocismo: per i debiti bancari, si può eccepire l’applicazione di tassi usurari o oneri non pattuiti. Tuttavia, non è possibile invocare l’anatocismo nell’ammortamento alla francese, come chiarito dalla Cassazione .
- Assenza di prova della cessione del credito: se il creditore non dimostra la catena delle cessioni e il collegamento tra il credito e il titolo originario, si può contestare la legittimazione attiva .
- Abusiva concessione del credito: non può essere utilizzata dal debitore per annullare il finanziamento; può però essere fatta valere dai creditori nel fallimento. Il debitore deve quindi optare per la soluzione di sovraindebitamento .
3.3 Sospensione della riscossione e tutela cautelare
Per evitare il blocco dei conti o l’esecuzione forzata, la sospensione rappresenta un rimedio fondamentale. La sospensione giudiziale prevista dagli articoli 47 e 52 D.Lgs. 546/1992 può essere richiesta contestualmente al ricorso. Il giudice, con ordinanza motivata, valuta la fondatezza dei motivi di ricorso e il pregiudizio grave. Se accoglie l’istanza, sospende la riscossione fino alla decisione nel merito. Nel caso di sospensione amministrativa, l’istanza va presentata all’ente creditore entro 60 giorni dalla notifica . È opportuno allegare certificati medici o relazioni contabili che provino l’impossibilità di pagare immediatamente.
Una volta avviata l’esecuzione forzata, è ancora possibile proporre opposizione all’esecuzione ai sensi degli articoli 615 e 617 c.p.c. L’opposizione può riguardare l’inesistenza del titolo esecutivo, la prescrizione, l’impignorabilità del bene o l’abuso del processo esecutivo. Ad esempio, lo stipendio o il conto corrente utilizzato per l’attività professionale godono di un limite di pignorabilità: fino a 2 508 € (triplo dell’assegno sociale), il saldo è impignorabile; oltre tale importo il pignoramento presso terzi è limitato a un quinto.
3.4 Trattative stragiudiziali e piani di rientro
Una strategia efficace per ridurre i debiti consiste nel negoziare direttamente con l’ente creditore o la banca. Con la rottamazione quater e la futura quinquies si possono estinguere cartelle pagando solo il capitale . Nel 2025, alcuni contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni sono stati riammessi presentando la domanda entro il 30 aprile 2025. Per i debiti bancari, è possibile proporre un piano di rientro con riduzione del tasso di interesse, allungamento della durata e rinuncia alle penali. L’expertise dell’Avv. Monardo nel diritto bancario consente di ottenere rinegoziazioni favorevoli e di contestare vizi contrattuali.
3.5 Stralcio e definizione agevolata
L’annullamento automatico dei carichi fino a 1 000 € introdotto dalla legge di bilancio 2023 consente di eliminare molti microdebiti. L’annullamento opera alla data del 30 aprile 2023 e riguarda gli interessi e le sanzioni ; gli enti diversi dallo Stato possono estenderlo anche alla quota capitale . Questo strumento permette di ridurre il numero di cartelle pendenti e di concentrarsi sui debiti più consistenti. Con la rottamazione quater e quinquies si può ottenere uno sconto su interessi e sanzioni e un piano di pagamento dilazionato . È essenziale rispettare le scadenze: due rate omesse portano alla decadenza .
3.6 Sovraindebitamento e soluzioni giudiziali
Quando il debito complessivo supera la capacità di pagamento, gli strumenti di sovraindebitamento sono l’unica via per evitare il fallimento o l’esecuzione. Le opzioni sono:
- Piano del consumatore: consente al consulente di comunicazione, in quanto persona fisica con prevalenza di debiti personali, di proporre un piano di rientro ai creditori con il supporto dell’OCC. Il piano può prevedere il pagamento integrale dei mutui ipotecari e una percentuale ridotta su altri debiti. La giurisprudenza 2025 ha ritenuto ammissibile un piano con debiti misti, purché i debiti personali siano prevalenti . Il giudice valuta la meritevolezza e l’assenza di colpa grave.
- Accordo di ristrutturazione: aperto anche ai professionisti con partita IVA. Richiede il consenso dei creditori rappresentanti il 60 % dei crediti. È omologato dal giudice e produce gli effetti della transazione giudiziale; in caso di mancata adesione di minoranza, le posizioni restano sospese.
- Liquidazione controllata: il debitore mette a disposizione tutti i beni per soddisfare i creditori; dura tre anni e alla fine il debitore può chiedere l’esdebitazione. La Cassazione ha chiarito che la procedura non può essere revocata su richiesta del debitore e che si chiude solo se nessun creditore presenta domanda di partecipazione . La esdebitazione non è concessa al fallito che non abbia già beneficiato della liberazione prevista dall’art. 142 l.fall. . Pertanto è importante scegliere la procedura adeguata.
3.7 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Per i consulenti di comunicazione con partita IVA che hanno debiti rilevanti verso fornitori e banche, la composizione negoziata offre la possibilità di evitare la liquidazione. L’imprenditore presenta istanza tramite la piattaforma della Camera di commercio e, se il risanamento è ragionevolmente perseguibile, viene nominato un esperto che facilita le trattative . Le parti possono concludere:
- accordi con i creditori per la ristrutturazione dei debiti, la conversione di debiti in equity o la cessione di rami d’azienda;
- contratti di moratoria su interessi e scadenze;
- finanziamenti prededucibili con garanzie pubbliche (art. 22 D.L. 118/2021).
Durante la composizione, l’imprenditore può chiedere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) e autorizzazioni giudiziali per atti straordinari. L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore, assiste il consulente nella predisposizione del piano di risanamento e nella negoziazione con fisco e banche.
4. Strumenti alternativi e opportunità
4.1 Rottamazione quater: esempio pratico
Supponiamo che un consulente abbia ricevuto cartelle per 12 000 €, di cui 8 000 € a titolo di imposta, 2 000 € di interessi di mora e 2 000 € di sanzioni. Con la rottamazione quater potrà saldare solo il capitale (8 000 €) e le spese di notifica (supponiamo 100 €), risparmiando 4 000 € tra interessi e sanzioni . Se sceglie di pagare in 18 rate, le prime due rate (ottobre e novembre 2023) saranno pari al 10 % del dovuto (810 € ciascuna). Le restanti 16 rate (febbraio, maggio, luglio e novembre dal 2024 al 2027) saranno pari a (8 100 € × 0,80 / 16) ≈ 405 € ciascuna più interessi del 2 % annuo dal 1º agosto 2023. Il risparmio è considerevole rispetto al pagamento integrale e consente di pianificare la liquidità. Tuttavia, se non paga anche una sola rata, perderà i benefici e dovrà versare l’intera somma residua con interessi e sanzioni.
4.2 Rottamazione quinquies (bozza 2026)
Nel disegno di legge di bilancio 2026, la rottamazione quinquies permetterà di definire i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023. La domanda andrà presentata entro il 30 aprile 2026 . I contribuenti potranno scegliere un piano in 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi del 4 %. Se si pagano regolarmente le prime due rate (pari a circa il 6 % del debito), non si potrà decadere se si salta una sola rata; ma la decadenza scatterà al mancato pagamento di due rate anche non consecutive . L’istituto sarà particolarmente vantaggioso per chi non è riuscito a saldare i debiti della quater. Ad esempio, per un debito residuo di 20 000 €, il piano prevede due rate di 1 200 € (6 %), seguite da 52 rate di circa 338 € più interessi. Il costo complessivo sarà inferiore al pagamento integrale perché non si pagano le sanzioni e gli interessi di mora.
4.3 Stralcio dei microdebiti
Per le cartelle di importo residuo fino a 1 000 € (inclusi sanzioni e interessi) affidate tra il 2000 e il 2015, la legge di bilancio 2023 ha previsto lo stralcio automatico. Non occorre presentare domanda: l’annullamento avviene d’ufficio alla data del 30 aprile 2023 . Tuttavia, l’annullamento riguarda solo interessi e sanzioni ; il capitale resta dovuto a meno che l’ente locale non deliberi lo stralcio integrale . Per un consulente con molte cartelle inferiori a 1 000 €, il beneficio può essere significativo perché riduce l’importo dovuto e il numero di posizioni da gestire. Occorre però verificare che l’importo residuo si calcoli per singolo carico e non sull’intera cartella .
4.4 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione: simulazione
Immaginiamo un consulente in comunicazione con debiti complessivi di 300 000 €, così ripartiti:
- Mutuo ipotecario con banca: 200 000 € di capitale residuo;
- Imposte e contributi: 60 000 € (cartelle);
- Debiti commerciali e bancari chirografari: 40 000 €.
Il consulente dispone di uno stipendio da 2 500 € al mese e di un immobile del valore di 250 000 €. Non riesce a far fronte alle rate del mutuo e al pagamento delle cartelle. Può quindi accedere al piano del consumatore se i debiti personali (il mutuo per l’abitazione, le cartelle fiscali) sono prevalenti rispetto a eventuali debiti professionali. Con l’assistenza dell’OCC, può proporre:
- pagamento integrale del mutuo ipotecario (200 000 €) in 20 anni con rate di 1 000 €/mese;
- soddisfacimento delle cartelle fiscali al 30 % (18 000 €) in 5 anni;
- pagamento dei debiti chirografari al 20 % (8 000 €) in 5 anni;
- mantenimento della casa come bene primario.
Se il giudice ritiene che il piano sia sostenibile (in base al reddito e al valore dell’immobile) e che il debitore non abbia colpa grave, omologa il piano. La decisione del tribunale di Napoli del 2025 ha fatto scuola, ammettendo un piano con debiti misti in cui i debiti personali erano prevalenti .
4.5 Liquidazione controllata e esdebitazione
Quando il debito è superiore al valore dei beni e non è possibile proporre un piano, la liquidazione controllata consente di liberarsi dai debiti sacrificando il patrimonio. Il debitore presenta istanza all’OCC e al tribunale, indicando tutti i beni. Il liquidatore vende i beni e distribuisce il ricavato. Dopo tre anni il debitore può chiedere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui). La Cassazione ha stabilito che la procedura di liquidazione non può essere revocata a discrezione del debitore e si chiude solo se non vi sono domande di ammissione al passivo . La Corte ha inoltre precisato che l’esdebitazione non spetta al fallito che non abbia beneficiato dell’esdebitazione ex art. 142 l.fall., poiché l’istituto è legato alla procedura originaria . Pertanto, chi ha già subito una procedura fallimentare deve richiedere l’esdebitazione in quell’ambito e non può cumulare benefici.
4.6 Composizione negoziata: applicazione al settore comunicazione
Nel caso di un’agenzia di comunicazione con debiti bancari di 500 000 € e calo drastico di fatturato, la composizione negoziata può essere la strada più efficace per evitare il fallimento. L’imprenditore può presentare istanza di nomina dell’esperto e, con l’assistenza di un professionista come l’Avv. Monardo, predisporre un piano di risanamento che preveda:
- la rinegoziazione dei mutui con un allungamento della durata e la riduzione dei tassi;
- la conversione di parte dei debiti in equity o strumenti partecipativi concessi ai creditori;
- la cessione di rami d’azienda non strategici;
- l’ottenimento di finanziamenti prededucibili garantiti dallo Stato.
Durante le trattative l’imprenditore può chiedere misure protettive per sospendere le azioni esecutive; l’esperto verifica la ragionevole fattibilità del risanamento. Se le parti raggiungono un accordo, questo può essere omologato dal tribunale e diventare vincolante. La composizione negoziata consente di salvaguardare la continuità aziendale e salvare posti di lavoro, evitando la liquidazione.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare la notifica della cartella: molti contribuenti pensano che ignorare la cartella faccia cadere il debito. In realtà, il silenzio porta rapidamente al pignoramento. È indispensabile verificare immediatamente la regolarità della notifica e agire entro i 60 giorni.
- Pagare senza verificare: alcuni pagano subito per timore di sanzioni, senza verificare eventuali errori. È sempre bene controllare i vizi formali e chiedere l’annullamento se il debito è prescritto o già pagato.
- Presentare ricorsi generici: un ricorso privo di motivi specifici o prove è destinato al rigetto. Occorre allegare documenti, citare norme e giurisprudenza pertinenti e indicare con precisione i vizi.
- Perdere i termini: la maggior parte dei rimedi ha termini perentori (60 giorni per il ricorso, 220 giorni per la risposta dell’ente sulla sospensione). Segnate tutte le scadenze e rispettatele.
- Non rateizzare: quando il debito è oneroso ma legittimo, rateizzare è meglio che attendere il pignoramento. Il piano consente di diluire l’onere e impedire misure cautelari.
- Sottovalutare le soluzioni di sovraindebitamento: molti liberi professionisti ignorano che possono accedere alla legge 3/2012. Anche il consulente con partita IVA può presentare un piano del consumatore se i debiti personali prevalgono, come riconosciuto dalla Cassazione . Non attendete che la situazione diventi irreversibile.
- Pensare che l’abusiva concessione del credito annulli il debito: come visto, questo rimedio non tutela il debitore . Concentratevi su vizi reali e sugli strumenti previsti dal legislatore.
- Non affidarsi a un professionista: le procedure sono complesse e richiedono un’analisi accurata delle norme. Un avvocato esperto in diritto bancario e tributario può individuare soluzioni che un non addetto ai lavori potrebbe ignorare. L’Avv. Monardo e il suo staff offrono consulenze personalizzate con un approccio multidisciplinare.
6. Tabelle riepilogative
6.1 Termini e strumenti di difesa
| Norma/strumento | Descrizione | Termini principali |
|---|---|---|
| Cartella esattoriale | Atto di riscossione che intima il pagamento. Deve indicare somma dovuta, dettaglio del debito e intimazione entro 60 giorni . | Ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica ; pagamento entro 60 giorni (180 per cartelle notificate tra gennaio e marzo 2022) . |
| Sospensione giudiziale | Istanza al giudice tributario per sospendere l’esecutività dell’atto, motivata dal danno grave e irreparabile . | Va presentata contestualmente al ricorso; decisione entro ~180 giorni. |
| Sospensione amministrativa/legale | Dichiarazione all’ente creditore per sospendere la riscossione in caso di prescrizione, sgravio, sentenza favorevole o pagamento già effettuato . | Presentazione entro 60 giorni; l’ente deve rispondere entro 220 giorni . |
| Rateizzazione | Piano di pagamenti mensili fino a 72 rate, prorogabile a 120 in casi di grave difficoltà . | Richiesta all’Agente della riscossione prima dell’esecuzione; decadenza se non si pagano determinate rate . |
| Definizione agevolata (Rottamazione quater) | Pagamento dei debiti affidati tra 2000 e 2022 pagando solo capitale e spese di notifica, senza interessi e sanzioni . | Domanda telematica (scadenza 30 giugno 2023); pagamento in unica soluzione o 18 rate con interessi 2 % . |
| Definizione agevolata (Rottamazione quinquies) | Bozza di legge 2026: include debiti affidati fino al 2023; pagamento in 54 rate bimestrali con interessi 4 % . | Domanda entro 30 aprile 2026; decadenza per mancato pagamento di due rate anche non consecutive . |
| Stralcio automatico | Annullamento dei carichi fino a 1 000 € affidati dal 2000 al 2015; riguardano interessi e sanzioni . | Operativo dal 30 aprile 2023; non richiede domanda; calcolo per singolo carico . |
| Piano del consumatore | Procedura di sovraindebitamento per persone fisiche; consente di pagare i debiti in misura sostenibile con omologazione del giudice. È applicabile anche a debitori con debiti misti se i debiti personali sono prevalenti . | Deposito della proposta tramite OCC; il tribunale convoca l’udienza; il giudice omologa il piano se meritevole. |
| Accordo di ristrutturazione | Procedura di sovraindebitamento per tutti i debitori non fallibili; richiede consenso dei creditori rappresentanti il 60 % dei crediti. | Deposito della proposta; raccolta delle adesioni; omologazione; tempi variabili. |
| Liquidazione controllata | Vendita dei beni del debitore per pagare i creditori; possibilità di esdebitazione dopo tre anni . | Procedura aperta dall’OCC; durata minima tre anni; esdebitazione subordinata a requisiti . |
| Composizione negoziata | Procedura volontaria per imprese in squilibrio: nomina di esperto indipendente che facilita le trattative con i creditori . | Istanza tramite piattaforma; durata massima sei mesi prorogabile; misure protettive su richiesta. |
6.2 Benefici e criticità degli strumenti
| Strumento | Benefici per il debitore | Criticità |
|---|---|---|
| Ricorso alla Corte di giustizia tributaria | Annulla la cartella se sussistono vizi; sospende la riscossione; tutela la posizione del contribuente. | Costi di assistenza legale; tempi lunghi; necessità di prove documentali forti. |
| Rateizzazione | Diluisce l’onere economico; evita pignoramenti; consente di mantenere il bene ipotecato. | Si pagano interessi; decadenza per mancato pagamento; la cartella resta iscritta. |
| Definizione agevolata | Sconto su interessi e sanzioni; possibilità di pagare a rate; riduce il debito. | Termine perentorio; decadenza per omessi pagamenti; non vale per i nuovi debiti. |
| Stralcio automatico | Elimina piccoli debiti senza formalità; riduce l’esposizione complessiva. | Riguarda solo interessi e sanzioni (a meno di delibera integrale); non cancella la quota capitale. |
| Piano del consumatore/accordo | Riduce i debiti a una percentuale sostenibile; sospende le azioni esecutive; consente di conservare la casa. | Richiede la cooperazione dei creditori; presenza di un gestore della crisi; rischio di inammissibilità se c’è colpa grave. |
| Liquidazione controllata | Permette di liberarsi da tutti i debiti residui con l’esdebitazione . | Sacrifica il patrimonio; dura diversi anni; esdebitazione non concessa a chi ha già fallito . |
| Composizione negoziata | Salva l’impresa e i posti di lavoro; consente trattative con creditori e fisco; prevede misure protettive . | Requisiti di ragionevole risanamento; successo dipende dalla collaborazione dei creditori; eventuali costi professionali. |
7. Domande frequenti (FAQ)
1. Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?
Se non saldi la cartella o non presenti ricorso entro 60 giorni, l’Agente della riscossione può iscrivere fermi, ipoteche e avviare pignoramenti【71451012863639†L369-L482】. Riceverai prima un preavviso di fermo (30 giorni) e poi un avviso di intimazione (5 giorni). È quindi cruciale agire tempestivamente.
2. Posso contestare la cartella per errore di intestazione?
Sì. Se l’atto è intestato a un soggetto diverso o riporta un codice fiscale errato, è nullo. Occorre produrre documenti anagrafici e proporre ricorso entro 60 giorni.
3. È possibile annullare una cartella prescritta?
Sì. Verifica il termine di prescrizione (10 anni per imposte erariali, 5 anni per tributi locali e contributi). Se la cartella è notificata oltre tali termini o se non vi sono stati atti interruttivi, puoi eccepirne la prescrizione con ricorso. L’ente può annullarla in autotutela se fornisci prova della prescrizione.
4. Quanto costa presentare ricorso?
Il ricorso tributario richiede il pagamento del contributo unificato (a partire da 30 € per cause di valore fino a 2 582 €). Se si impugna una cartella superiore a 100 000 €, il contributo unificato è pari al 3 % del valore contestato. In caso di vittoria, le spese possono essere rimborsate.
5. Posso chiedere la sospensione prima del ricorso?
Puoi presentare un’istanza di sospensione legale all’Agente della riscossione entro 60 giorni . Devi indicare i motivi previsti dalla legge (prescrizione, sentenza favorevole, sgravio, pagamento). In alternativa, puoi chiedere la sospensione giudiziale contestualmente al ricorso.
6. Cosa succede se salto una rata della rateizzazione?
Il piano decade se non paghi un determinato numero di rate (ad esempio cinque per i piani ordinari, otto per quelli straordinari). In tal caso l’Agente può avviare l’esecuzione. È consigliabile contattare immediatamente l’ente per chiedere una nuova rateizzazione o saldare le rate arretrate.
7. La rottamazione cancella anche il capitale?
No. La definizione agevolata prevede il pagamento del capitale e delle spese di notifica, ma cancella gli interessi di mora e le sanzioni . Solo lo stralcio integrale deliberato da enti locali può estendere il beneficio al capitale .
8. Sono un libero professionista: posso accedere al piano del consumatore?
Sì, se i debiti personali sono quantitativamente e qualitativamente prevalenti rispetto a quelli professionali. La giurisprudenza 2025 ha ammesso piani con debiti misti . Devi però dimostrare l’assenza di colpa grave e la meritevolezza della tua condotta.
9. L’ammortamento alla francese è illegittimo?
No. La Cassazione ha stabilito che l’ammortamento alla francese non comporta anatocismo perché gli interessi sono calcolati solo sul capitale residuo . Se contesti un mutuo, è più efficace verificare l’usurarietà dei tassi o l’addebito di spese non pattuite.
10. Cosa significa esdebitazione?
L’esdebitazione è la liberazione dai debiti residui dopo la chiusura di una procedura di liquidazione controllata o fallimentare. Nel sovraindebitamento, il debitore persona fisica può ottenerla se ha cooperato lealmente e non ha commesso reati fallimentari; la Cassazione ha chiarito che non può chiederla chi non ha già beneficiato dell’esdebitazione fallimentare .
11. L’abusiva concessione del credito mi consente di non pagare il finanziamento?
No. La giurisprudenza 2025 ha stabilito che l’abusiva concessione del credito tutela solo i creditori terzi, non il debitore . Puoi però valutare con l’avvocato la possibilità di agire contro la banca per danni in un separato giudizio.
12. Cosa accade se la cartella non è firmata?
Per le cartelle esattoriali non è più necessaria la firma autografa; è sufficiente la firma digitale dell’Agente. Tuttavia, l’assenza della firma in un avviso di addebito INPS può costituire vizio.
13. Posso compensare i crediti fiscali con le cartelle?
È possibile utilizzare i crediti d’imposta mediante modello F24 per pagare le cartelle . Tuttavia, la compensazione è vietata se hai debiti iscritti a ruolo superiori a 1 500 € scaduti .
14. Quali sono i costi dell’OCC?
Gli Organismi di Composizione della Crisi richiedono un compenso per l’attività del gestore. Il costo varia in base al valore del passivo e alla complessità della procedura. In alcuni casi il compenso può essere inserito tra i debiti e pagato con il piano. Rivolgiti a un professionista per una stima.
15. Che vantaggi offre la composizione negoziata rispetto al concordato preventivo?
La composizione negoziata è meno rigida: non richiede il deposito di un piano fin da subito, prevede la nomina di un esperto indipendente che assiste le trattative e consente misure protettive temporanee senza aprire una procedura concorsuale . È quindi ideale per imprese che vogliono risanarsi senza l’“etichetta” del fallimento.
16. Posso fare più domande di rottamazione se decado dalla precedente?
Con la rottamazione quinquies sarà possibile aderire anche se si è decaduti dalle precedenti definizioni . Occorre però saldare le prime due rate e rispettare le scadenze future.
17. È possibile sospendere il pignoramento una volta avviato?
È difficile ma non impossibile. Puoi proporre opposizione all’esecuzione o chiedere la sospensione ex art. 47 D.Lgs. 546/1992 se presenti un ricorso nel merito. Inoltre, in caso di composizione negoziata o piano del consumatore, il giudice può disporre la sospensione delle azioni esecutive.
18. Come verifico se rientro nello stralcio automatico?
Devi controllare l’importo residuo (capitale + interessi iscritti a ruolo + sanzioni) di ciascun carico della cartella; se il totale non supera 1 000 €, rientra nello stralcio . Puoi consultare l’estratto di ruolo o chiedere informazioni all’Agente.
19. Che ruolo ha l’Avv. Monardo nei procedimenti di crisi?
L’Avv. Monardo coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti e agisce come gestore della crisi o esperto negoziatore. Può analizzare la tua posizione, individuare vizi negli atti, predisporre ricorsi e domande di sospensione, guidarti nelle rottamazioni e nei piani di rientro, rappresentarti nelle procedure di sovraindebitamento e negoziare con le banche. Essendo cassazionista, può assisterti anche in sede di legittimità.
20. Quali documenti devo raccogliere per avviare una procedura di sovraindebitamento?
Devi predisporre: * elenco completo dei debiti (cartelle, mutui, prestiti, fatture), * elenco dei beni e del reddito (immobili, veicoli, conti, stipendio), * dichiarazioni fiscali degli ultimi tre anni, * copie degli atti notificati e dei contratti di finanziamento, * eventuali sentenze o provvedimenti già emessi. Il gestore della crisi ti aiuterà ad ordinare la documentazione e predisporre il piano.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
8.1 Esempio di rateizzazione con importo elevato
Il consulente riceve una cartella per 50 000 €. Decide di rateizzare in 72 rate mensili. Il piano prevede rate di circa 695 € mensili (50 000 € / 72 = 694,44 €) più gli interessi legali. Dopo 12 mesi la situazione economica peggiora; la legge consente di chiedere una proroga fino a 120 rate . Le nuove rate scendono a circa 417 €. Tuttavia, se non paga cinque rate (anche non consecutive), decade dalla rateizzazione . In quel caso deve pagare tutto il residuo e l’Agente può pignorare i beni.
8.2 Confronto tra ricorso e rottamazione
Per un debito fiscale di 20 000 €, composto da 14 000 € di imposta, 3 000 € di interessi e 3 000 € di sanzioni, il contribuente valuta due opzioni:
- Ricorso: investe circa 1 200 € tra contributo unificato e assistenza legale. Se il ricorso viene accolto, annulla il debito; se viene respinto, dovrà pagare tutto con interessi di mora.
- Rottamazione quater: paga solo il capitale (14 000 €) e le spese. Presenta domanda e paga in 18 rate. Il costo complessivo scende a circa 15 000 €. Se però non paga due rate, decade e deve pagare l’intera somma originaria (20 000 € + interessi).
La scelta dipende dalla sussistenza di vizi nel debito. Se vi sono errori evidenti, il ricorso può portare a un annullamento totale. Se il debito è fondato e si vuole risparmiare, la rottamazione è conveniente.
8.3 Simulazione di piano del consumatore
Debiti complessivi: 150 000 € (100 000 € mutuo ipotecario, 30 000 € cartelle, 20 000 € debiti verso fornitori). Reddito mensile: 2 000 €. Il gestore propone un piano decennale:
- Pagamento del mutuo ipotecario in 15 anni con rata di 700 €/mese;
- Pagamento delle cartelle al 40 % (12 000 €) in 6 anni con rata di 167 €/mese;
- Pagamento dei debiti verso fornitori al 20 % (4 000 €) in 6 anni con rata di 56 €/mese;
- Cedola di 923 €/mese complessivi per 6 anni, poi 700 €/mese per altri 9 anni.
Il piano prevede un sacrificio sostenibile; il giudice, valutate le condizioni, omologa la proposta. Il contribuente evita il pignoramento dell’abitazione e paga solo il 32 % del debito residuo non ipotecario.
8.4 Liquidazione controllata con esdebitazione
Debiti: 400 000 €, valore dei beni: 150 000 €. Il debitore non dispone di reddito sufficiente. Avvia la liquidazione controllata mettendo a disposizione l’immobile (valore 100 000 €), l’auto (10 000 €) e un fondo pensione (40 000 € non pignorabile). Il liquidatore vende l’immobile e l’auto realizzando 110 000 €; il fondo pensione resta escluso. I creditori vengono soddisfatti pro quota. Dopo tre anni il debitore chiede l’esdebitazione e, non essendo fallito in passato, la ottiene . Viene liberato dal restante debito di 290 000 €. Se il debitore fosse stato già fallito, non avrebbe potuto ottenere l’esdebitazione in questa procedura .
8.5 Composizione negoziata per un’agenzia di comunicazione
L’agenzia “X Comunicazione” ha debiti bancari di 600 000 €, crediti verso clienti insolventi per 200 000 € e un fatturato in calo del 40 %. L’imprenditore presenta istanza di nomina dell’esperto tramite la piattaforma delle camere di commercio . L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore, esamina la situazione e propone:
- Sospensione delle azioni esecutive per 6 mesi;
- Rinegoziazione con la banca principale: allungamento del mutuo e riduzione del tasso dal 5 % al 2.5 %, con un risparmio di 90 000 € di interessi;
- Accordo con i fornitori: conversione di 100 000 € di debito in partecipazioni societarie;
- Cessione di un ramo d’azienda non strategico per 80 000 €;
- Ricorso al Fondo di garanzia per un finanziamento prededucibile di 100 000 € da utilizzare per la ristrutturazione.
Le trattative si concludono con un accordo omologato dal tribunale. L’agenzia ottiene un respiro finanziario, mantiene i posti di lavoro e continua l’attività.
9. Conclusione
Affrontare una crisi finanziaria non è semplice, ma l’ordinamento offre diversi strumenti per difendersi da fisco e banche. Il consulente in comunicazione deve conoscere i termini per impugnare gli atti (60 giorni per la cartella ), le opportunità di definizione agevolata (rottamazione quater e quinquies ) e lo stralcio dei microdebiti . Deve saper distinguere i vizi formali da quelli sostanziali, valutare la convenienza di un ricorso rispetto a un piano di rateizzazione e non sottovalutare gli strumenti di sovraindebitamento, che permettono di ristrutturare il debito o addirittura liberarsene con l’esdebitazione. La giurisprudenza recente ha chiarito che l’abusiva concessione del credito non può essere usata per annullare il debito , che l’ammortamento alla francese non costituisce anatocismo e che il piano del consumatore può essere concesso anche a chi ha debiti misti se i debiti personali sono prevalenti .
La chiave è agire tempestivamente e farsi assistere da un professionista. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti sono pronti ad analizzare la vostra posizione, individuare i vizi degli atti, predisporre ricorsi efficaci, sospendere cartelle e pignoramenti, negoziare con le banche e predisporre piani di rientro o di sovraindebitamento. Grazie alla sua esperienza come cassazionista, gestore della crisi e esperto negoziatore ai sensi del D.L. 118/2021, l’Avv. Monardo può assistere non solo i singoli consulenti ma anche le agenzie di comunicazione alle prese con debiti complessi.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive. L’assistenza tempestiva è la migliore difesa contro fisco e banche.