Operatore rilievi drone edili con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Le indagini con droni sono diventate uno strumento indispensabile per il settore dell’edilizia: consentono rilevazioni millimetriche, ispezioni di cantieri e mappature 3D senza i rischi e i costi dei sopralluoghi tradizionali. Tuttavia, come qualsiasi attività professionale, l’operatore di droni può incorrere in difficoltà finanziarie legate ai pagamenti dei fornitori, alle imposte o a investimenti importanti per l’acquisto delle apparecchiature. Quando i debiti si accumulano e intervengono Fisco o istituti di credito, la situazione rischia di compromettere non solo l’attività, ma anche il patrimonio personale.

Affrontare un’azione esattoriale o bancaria richiede una conoscenza approfondita della normativa fiscale, del diritto dell’esecuzione e delle procedure di sovraindebitamento. L’ignoranza dei termini, delle procedure di impugnazione o delle opportunità di definizione agevolata può portare alla perdita di beni, al blocco dei conti o, nel caso di un operatore edile, alla sospensione di attrezzature essenziali come i droni. In questo articolo analizziamo in modo approfondito e aggiornato (gennaio 2026) quali strumenti legali possono essere utilizzati per difendersi dalle azioni del Fisco o delle banche, quali errori evitare e come individuare la strategia più efficace in base alla propria situazione.

La missione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e dello staff multidisciplinare

L’avv. Giuseppe Angelo Monardo, patrocinante in Cassazione e specializzato in diritto bancario e tributario, opera dal 2008 al fianco di imprenditori e privati in difficoltà economica. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con esperienza nazionale, capace di analizzare congiuntamente gli aspetti fiscali, civili e societari delle posizioni debitorie. L’avv. Monardo è iscritto agli elenchi del Ministero della Giustizia come Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012 e svolge il ruolo di esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, oltre a essere fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Grazie a queste competenze, il suo studio propone soluzioni sia giudiziali (ricorsi, opposizioni, sospensive) che stragiudiziali (trattative con banche, accordi di ristrutturazione, piani di rientro) per bloccare pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi.

Per ogni caso lo studio esegue un’analisi preventiva dell’atto ricevuto (cartella di pagamento, avviso di intimazione, pignoramento, ipoteca, fermo del drone/veicolo), verifica la legittimità delle pretese, individua eventuali vizi di notifica o di prescrizione e definisce la strada più rapida per sospendere l’azione esecutiva. L’attività può comprendere la presentazione di ricorsi davanti alla corte di giustizia tributaria, opposizioni all’esecuzione, istanze di rateizzazione, richieste di definizione agevolata (rottamazione o saldo e stralcio), piani del consumatore o accordi di ristrutturazione con l’Organismo di Composizione della Crisi.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Origine dei debiti e peculiarità del settore droni edili

Chi opera con droni nell’edilizia è soggetto a costi iniziali elevati (acquisto delle piattaforme UAV, software di fotogrammetria, assicurazioni) e spese ricorrenti per manutenzione e licenze ENAC. I ricavi derivano spesso da contratti con imprese di costruzioni o studi di progettazione che pagano a stati d’avanzamento; ritardi o insoluti possono causare squilibri finanziari. Inoltre, l’applicazione della ritenuta d’acconto sui compensi professionali e la complessità delle regole IVA generano debiti verso l’erario. La crisi di liquidità che ne deriva può portare a omessi versamenti di imposte, contributi previdenziali e rate di mutui o leasing per i droni, provocando l’intervento dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o delle banche.

Da gennaio 2026 è entrato in vigore il Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175), che ha abrogato la disciplina del processo tributario di cui al D.Lgs. 546/1992. L’articolo 19 del precedente codice, che elencava gli atti impugnabili, è stato abrogato a decorrenza 1 gennaio 2026 ; tuttavia la nuova legge conferma la ricorribilità di cartelle, avvisi di accertamento, ipoteche, fermi e rifiuti di autotutela presso le Corti di giustizia tributaria. Nella stessa logica è stato emanato il Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33), che riunisce le norme sulla riscossione coattiva, dal D.P.R. 602/1973 alle leggi speciali. Secondo la Suprema Corte, le disposizioni sugli articoli 72 e 72‑bis del D.P.R. 602/1973 saranno sostituite da norme “sostanzialmente sovrapponibili” del nuovo testo unico . Pertanto le regole illustrate di seguito restano valide anche nel contesto normativo riformato.

1.1.1 Atti impugnabili e ricorsi

Sino al 2025, l’articolo 19 del D.Lgs. 546/1992 elencava gli atti contro i quali era possibile ricorrere alla giustizia tributaria. La norma, oggi abrogata, comprendeva tra gli atti impugnabili:

  • avvisi di accertamento o liquidazione del tributo;
  • provvedimenti irrogativi di sanzioni;
  • ruoli e cartelle di pagamento;
  • avvisi di mora e intimazioni di pagamento;
  • iscrizioni di ipoteca sugli immobili (art. 77 D.P.R. 602/1973) ;
  • fermi di beni mobili registrati (art. 86 D.P.R. 602/1973) ;
  • dinieghi o revoche di agevolazioni, rifiuti di restituzione di tributi o istanze di autotutela .

Le nuove disposizioni del Testo unico della giustizia tributaria continuano a riconoscere la ricorribilità di tali atti, con termini di 60 giorni dalla notifica. È essenziale verificare che l’atto indichi il termine e l’autorità competente, altrimenti è nullo .

1.1.2 Prescrizione e decadenza dei crediti

Una delle difese più efficaci contro le pretese esattoriali è la prescrizione. Secondo la giurisprudenza, le cartelle relative alle imposte erariali (Irpef, Ires, Irap, Iva) si prescrivono in 10 anni, mentre quelle relative a imposte locali, sanzioni amministrative e contributi INPS in 5 anni . La Corte di Cassazione ha chiarito che l’intimazione di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/1973 è un atto autonomo e deve essere contestata entro 60 giorni; decorso tale termine, il debitore non può più eccepire la prescrizione . Il principio è stato ribadito dalle ordinanze n. 6436/2025 e n. 20476/2025: l’avviso di intimazione va impugnato immediatamente altrimenti “cristallizza” il credito . Anche la successiva Cassazione n. 28706/2025 conferma che il mancato ricorso rende definitivo il debito .

1.1.3 Impignorabilità della prima casa e limiti alle ipoteche

L’art. 76 del D.P.R. 602/1973, modificato dal D.L. 69/2013 (c.d. Decreto del Fare), vieta l’espropriazione della casa adibita ad abitazione principale se:

  • l’immobile non è di lusso (categorie catastali A/8 e A/9);
  • il debitore vi risiede anagraficamente;
  • il debito verso l’Erario è inferiore a €120.000;
  • l’agente della riscossione non ha iscritto ipoteca.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 32759/2024, ha ribadito che la prima casa è impignorabile anche se è stato iscritto un mutuo ipotecario e che, in assenza di ipoteca, l’Agenzia non può procedere all’espropriazione . La norma si applica anche ai droni o ai veicoli utilizzati per l’attività lavorativa: un fermo amministrativo sul drone impiegato per rilievi edili potrebbe essere illegittimo se il bene è strumentale all’attività e non costituisce un bene di lusso .

In materia di ipoteca, l’art. 77 D.P.R. 602/1973 prevede che l’iscrizione può avvenire solo per debiti superiori a €5.000; dopo il D.L. 16/2012 la Cassazione ritiene applicabile un limite di €8.000. La Corte ha affermato che la soglia si applica anche agli atti pendenti, essendo norma processuale . Inoltre, l’ipoteca non è consentita se il bene è prima casa impignorabile o se la somma iscritta include sanzioni e interessi non dovuti.

1.1.4 Pignoramenti su conti correnti, stipendi e pensioni

Il pignoramento presso terzi è regolato dagli artt. 72 e seguenti del D.P.R. 602/1973 (oggi rifusi nel Testo unico 2025). L’art. 72‑bis consente all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione di notificare alla banca un ordine di pagamento diretto. La Cassazione n. 28520/2025 ha stabilito che, nel pignoramento speciale esattoriale, la banca deve versare all’agente la totalità del saldo attivo del conto, compresi gli accrediti successivi per i 60 giorni successivi alla notifica, anche se al momento del pignoramento il conto era in rosso . Il vincolo quindi opera come “periodo di cattura fiscale”: per due mesi ogni somma in entrata viene trasferita automaticamente al Fisco .

Nel caso del pignoramento dello stipendio o della pensione, la disciplina è contenuta nell’art. 545 del codice di procedura civile. Le somme dovute a titolo di stipendio o salario sono pignorabili:

  • fino a un quinto (20 %) per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni e per gli altri crediti ;
  • non oltre la metà dell’importo nel caso di concorso di più cause di pignoramento ;
  • per le pensioni è impignorabile un importo pari a due volte l’assegno sociale con un minimo di €1.000; la parte eccedente è pignorabile nei limiti indicati .

Quando lo stipendio o la pensione sono accreditati su conto corrente, la quota eccedente il triplo dell’assegno sociale può essere pignorata, ma solo nel rispetto del quinto . La Corte Costituzionale e la giurisprudenza costante ritengono che questi limiti derivino dal diritto al minimo vitale.

1.1.5 Riscossione coattiva: cartelle, avvisi e intimazioni

La riscossione delle imposte avviene attraverso un ruolo, un elenco predisposto dall’ente creditore che viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. L’agente notifica una cartella di pagamento; decorso il termine di 60 giorni senza pagamento, può procedere alla riscossione coattiva tramite avviso di intimazione e, successivamente, pignoramento. La normativa è in via di riforma: con il Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025) l’ordinamento unifica le norme di riscossione. L’art. 1 del decreto approva l’allegato testo unico e dispone che entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione . Tuttavia, per la parte riguardante la riscossione coattiva, l’applicazione piena è prevista dal 1 gennaio 2026 .

1.1.6 Rateizzazione e moratorie

Per evitare il pignoramento o l’ipoteca, il debitore può chiedere la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo. Secondo le nuove regole (circolare ADER e art. 19 D.Lgs. 546/1992, ora rifuse nel nuovo testo unico), per richieste presentate dal 1 gennaio 2025 gli importi fino a €120.000 per ciascuna richiesta possono essere dilazionati fino a 84 rate mensili per le domande del 2025-2026, fino a 96 rate per quelle del 2027-2028 e fino a 108 rate dal 2029 . In caso di comprovata difficoltà economica, si possono ottenere piani più lunghi: 85‑120 rate per le richieste 2025-2026, 97‑120 rate per il 2027-2028 e 109‑120 rate dopo il 2029 . La rateizzazione è esclusa per debiti già oggetto di rateazione decaduta o per i cosiddetti “debiti non dilazionabili” indicati dall’Agenzia.

1.1.7 Definizioni agevolate: rottamazione e stralcio

La rottamazione-quater (art. 1 commi 231‑252 della Legge 197/2022) consente di estinguere i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e le spese di notifica/esecuzione, con esclusione di interessi, sanzioni e aggio . Ha avuto notevole successo nel biennio 2023‑2025; tuttavia molti debitori non hanno completato i versamenti, rendendo necessaria una nuova sanatoria.

La rottamazione‑quinquies è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Secondo l’articolo di LaLeggePerTutti aggiornato al 20 gennaio 2026, la definizione riguarda i debiti iscritti a ruolo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, permette di pagare solo la quota capitale, abbuonando sanzioni e interessi e offre la possibilità di scegliere tra versamento in unica soluzione (31 luglio 2026) o rateazione fino a 54 rate bimestrali per nove anni con interesse del 3 % e importo minimo di 100 euro . La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 e blocca immediatamente fermi, ipoteche e pignoramenti .

Nel progetto di legge per la sanatoria fiscale 2026, oggetto di discussione parlamentare, si prevede inoltre lo stralcio automatico delle mini‑cartelle fino a €1.000 e piani di pagamento fino a 120 rate con la possibilità di saltare otto rate senza decadenza . Il provvedimento mira a smaltire i crediti inferiori a 1.000 euro e a introdurre regole più severe per i “recidivi” che hanno aderito a precedenti sanatorie senza pagarle . Tali misure, se approvate, interessano anche i professionisti del settore droni che hanno debiti arretrati di importo ridotto.

1.1.8 Sovraindebitamento e Codice della crisi d’impresa

Per gli operatori indipendenti (persone fisiche o ditte individuali) che non svolgono attività “commerciale” in forma societaria, la Legge 3/2012 consente di accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Essa prevede:

  1. Piano del consumatore (artt. 12‑bis e 12‑ter L. 3/2012): riservato a consumatori e titolari di debiti verso il Fisco o banche. Il giudice convoca una udienza entro 60 giorni dalla presentazione; in questa fase l’OCC comunica il piano ai creditori e il giudice può sospendere le procedure esecutive . La successiva omologa rende il piano vincolante per tutti i creditori, anche per quelli privilegiati, e impedisce nuove azioni esecutive .
  2. Accordo di composizione (artt. 6‑12 L. 3/2012): è simile a un concordato preventivo; richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. Può essere usato anche da imprese sotto soglia fallimentare.
  3. Liquidazione del patrimonio: consente al debitore di liberarsi pagando quanto possibile mediante la vendita dei beni, con eventuale esdebitazione finale.
  4. Esdebitazione del debitore incapiente (art. 14‑quaterdecies): permette a chi non ha patrimonio sufficiente di ottenere la cancellazione residua dei debiti in cambio di un comportamento collaborativo e di un versamento minimo.

Con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), introdotto dal D.Lgs. 14/2019 e modificato dal D.Lgs. 83/2022, le procedure per imprenditori commerciali sono state profondamente rinnovate. Il fallimento è stato sostituito dalla liquidazione giudiziale, affiancato da strumenti negoziali come:

  • Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021, convertito in L. 147/2021): l’imprenditore in crisi può richiedere la nomina di un esperto presso la Camera di Commercio per negoziare con i creditori; durante la procedura, può ottenere misure protettive e sgravi fiscali ;
  • Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57 CCII), Piani di ristrutturazione soggetti ad omologazione (PRO) e piani attestati ;
  • Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 74 CCII): riservato ai consumatori e simile al piano del consumatore. Consente di proporre ai creditori un soddisfacimento parziale; il giudice può omologarlo anche senza il consenso della maggioranza (cram‑down) se più conveniente della liquidazione .

Queste procedure permettono di salvaguardare l’attività e il patrimonio del debitore, eventualmente consentendo il mantenimento di beni strumentali (come droni o veicoli) essenziali per continuare l’attività professionale.

1.2 Giurisprudenza recente e casi pratici rilevanti

Oltre alle norme, l’analisi delle sentenze recenti fornisce indicazioni importanti su come i tribunali interpretano le regole di riscossione e tutela del contribuente. Di seguito sono riportate alcune pronunce di particolare interesse per gli operatori con debiti:

PronunciaPrincipio enunciato
Cassazione, ord. 32759/2024Ha confermato che la prima casa è impignorabile se costituisce abitazione principale e non di lusso, anche se gravata da mutuo; l’agente della riscossione non può procedere all’espropriazione se non dopo aver iscritto ipoteca e solo per debiti oltre €120.000 .
Cassazione, sent. 28520/2025Nel pignoramento speciale ex art. 72‑bis, la banca terza pignorata deve versare all’agente il saldo attivo del conto, anche quello maturato nei 60 giorni successivi all’atto, indipendentemente dal fatto che il conto fosse vuoto o in rosso .
Cassazione, ord. 6436/2025 e 20476/2025L’avviso di intimazione previsto dall’art. 50 D.P.R. 602/1973 è un atto autonomo; se non impugnato entro 60 giorni rende definitivo il credito e impedisce al debitore di sollevare eccezioni sulla prescrizione .
Cassazione, ord. 28706/2025Ribadisce che l’omessa impugnazione dell’intimazione di pagamento preclude la possibilità di far valere la prescrizione .
Cassazione, varie sentenze su art. 545 c.p.c.Confermano che lo stipendio, il salario o la pensione possono essere pignorati per debiti tributari solo entro un quinto; in caso di più pignoramenti il limite complessivo è la metà della retribuzione .
Cassazione, varie pronunce su ipotecheHanno stabilito che la soglia di €8.000 per l’iscrizione dell’ipoteca esattoriale ha effetto retroattivo e che non si può iscrivere ipoteca sulla prima casa .
Corte costituzionale e CCIIConfermano il diritto al minimo vitale e la possibilità di ottenere l’esdebitazione al termine della procedura di sovraindebitamento .

2. Procedura passo‑passo in caso di notifica di atti esattoriali

Ricevere una cartella di pagamento, un avviso di intimazione o un pignoramento può generare panico. Tuttavia, conoscere i passaggi da seguire è la prima arma per difendersi efficacemente. Di seguito viene descritto un percorso operativo valido per la maggior parte dei debiti fiscali, adattabile alla realtà dell’operatore di rilievi con droni.

2.1 Verificare la regolarità della notifica

  1. Identificare l’atto: controllare se si tratta di una cartella di pagamento, di un avviso di accertamento, di un avviso di intimazione (art. 50 D.P.R. 602/1973) o di un pignoramento. Ogni atto ha termini e rimedi diversi.
  2. Controllare la notifica: l’atto deve essere notificato secondo le regole della L. 890/1982 (notifica a mezzo posta) o via PEC. Se la notifica è stata effettuata a un indirizzo errato, su una casella PEC non attiva o attraverso un messo notificatore privo di delega, è viziata. Nel caso di fermo amministrativo sul drone o sui veicoli aziendali, è necessario verificare che sia stato preceduto dal preavviso di fermo; la mancanza del preavviso rende l’atto nullo .
  3. Calcolare i termini: dalla notifica decorrono 60 giorni per proporre ricorso alla corte di giustizia tributaria. Per gli avvisi di intimazione o mora il termine è lo stesso. Se non si agisce entro 60 giorni, la pretesa diventa definitiva .

2.2 Analisi dei vizi e della prescrizione

  1. Verifica della prescrizione: comparare la data in cui il credito è diventato definitivo (ad esempio, la data di scadenza dell’acconto IVA o Irpef) con la data di notifica dell’atto. Se sono trascorsi più di 10 anni per le imposte erariali o 5 anni per le imposte locali e sanzioni, il debito può essere prescritto .
  2. Esame dei vizi dell’atto presupposto: se la cartella richiama un avviso di accertamento mai notificato, è possibile contestare l’inesistenza dell’atto presupposto impugnando l’atto successivo. È importante, però, che l’impugnazione avvenga entro 60 giorni dall’avviso di intimazione .
  3. Calcolo degli interessi e sanzioni: spesso le cartelle contengono interessi anatocistici o sanzioni illegittime. La rottamazione o lo stralcio potrebbero ridurre la somma dovuta solamente alla quota capitale .

2.3 Decidere la strategia: ricorso, rateizzazione o definizione agevolata

Una volta analizzati termini e vizi, bisogna scegliere tra:

  • Ricorso alla corte di giustizia tributaria: se l’atto presenta vizi di notifica, calcolo, difetto di motivazione o prescrizione, si può presentare ricorso entro 60 giorni. È possibile chiedere la sospensione dell’atto (anche inaudita altera parte) se l’esecuzione può arrecare danno grave e irreparabile. Per un drone operatore, si può dimostrare che il fermo del veicolo o del drone impedirebbe di svolgere l’attività professionale, provocando un danno grave.
  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.): se il pignoramento è nullo per violazione dei limiti di pignorabilità (ad esempio, se supera il quinto dello stipendio o se colpisce il minimo vitale), si può proporre opposizione al giudice dell’esecuzione entro 20 giorni dal primo atto esecutivo.
  • Rateizzazione: se la pretesa è legittima ma non si può pagare in un’unica soluzione, la domanda di rateizzazione sospende le procedure esecutive non ancora concluse. Per i debiti fino a €120.000 si possono ottenere da 84 a 108 rate (o da 85 a 120 con comprovata difficoltà) . È sufficiente presentare una richiesta “a semplice istanza” dichiarando la temporanea difficoltà economica; in casi più complessi occorrerà documentare la situazione finanziaria.
  • Definizioni agevolate: rottamazione‑quater, rottamazione‑quinquies o saldo e stralcio. La presentazione della domanda sospende l’iscrizione di ipoteche e fermi . Se i debiti sono inferiori a 1.000 euro, si può beneficiare dello stralcio automatico .
  • Ricorso al sovraindebitamento: per debiti superiori alle possibilità di rimborso, specie se vi sono molte posizioni bancarie e finanziarie, conviene valutare un piano del consumatore o un accordo di composizione presso l’OCC. Queste procedure possono ottenere la sospensione di pignoramenti e la cancellazione del debito residuo .

2.4 Comunicazioni con le banche e le società di leasing

Molti operatori utilizzano droni acquistati tramite leasing. In caso di debiti con la banca, è essenziale evitare che questa proceda con la risoluzione del contratto e il recupero del bene. La contrattazione diretta con l’istituto può portare a:

  1. Rinegoziazione del debito: allungamento del piano di ammortamento, riduzione del tasso o sospensione temporanea dei pagamenti.
  2. Accordo di ristrutturazione (art. 57 CCII): consente di rinegoziare complessivamente i debiti aziendali e ottenere l’omologazione del tribunale; efficace anche sui creditori non aderenti.
  3. Piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione (PRO): strumento previsto dal CCII, con il quale si può prevedere la soddisfazione parziale dei creditori; viene omologato senza voto se più conveniente della liquidazione.
  4. Composizione negoziata della crisi: tramite la Camera di Commercio si nomina un esperto indipendente che facilita la trattativa; l’imprenditore mantiene la gestione e può ottenere misure protettive .

3. Difese e strategie legali

3.1 Impugnare cartelle, ipoteche e fermi

Cartella di pagamento: la cartella deve indicare l’ente creditore, il tributo, le modalità di pagamento, il termine per il ricorso, il responsabile del procedimento e la firma digitale. È nulla se manca uno di questi requisiti. Il ricorso va presentato entro 60 giorni. Inoltre, se la cartella è stata notificata oltre i termini di decadenza (ad esempio, oltre cinque anni dall’ultimo atto valido), è prescritta.

Intimazione di pagamento: come già visto, la Cassazione considera l’intimazione ex art. 50 D.P.R. 602/1973 un atto autonomo impugnabile entro 60 giorni . È un “ultimo avviso” prima dell’esecuzione: il mancato ricorso rende definitiva la pretesa.

Ipoteca esattoriale: per contestare una ipoteca iscritta per un debito inferiore a €8.000 si può presentare ricorso davanti alla corte di giustizia tributaria o ricorso al giudice ordinario. Nel caso di prima casa adibita ad abitazione principale, l’iscrizione potrebbe essere illegittima . La domanda di rateizzazione o di rottamazione può sospendere l’ipoteca o limitare l’importo.

Fermo amministrativo: il fermo di beni mobili registrati, come automobili o addirittura droni iscritti al pubblico registro aeronautico, è illegittimo se non preceduto dal preavviso o se il bene è strumentale all’attività professionale . La contestazione va proposta entro 60 giorni al giudice tributario.

3.2 Pignoramento del conto corrente e stipendi

Quando l’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica l’atto di pignoramento a un terzo (banca o datore di lavoro), il debitore può contestare:

  1. Violazione dei limiti di pignorabilità: se la banca trattiene più del quinto dello stipendio o se trattiene pensioni al di sotto del doppio dell’assegno sociale. In questi casi il pignoramento è parzialmente inefficace e si può proporre opposizione al giudice dell’esecuzione.
  2. Violazione dello spatium deliberandi: la Cassazione n. 28520/2025 ha stabilito che il vincolo di 60 giorni riguarda solo le somme che maturano in tale periodo; trascorsi i 60 giorni, la banca deve restituire la disponibilità del conto . Se la banca trattiene somme oltre tale termine, il debitore può agire per il risarcimento.
  3. Assenza di notifica della cartella o dell’intimazione: se il pignoramento è basato su cartelle mai notificate, si può chiedere l’annullamento.

3.3 Opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi

Quando il pignoramento è già in fase avanzata (ad esempio, asta immobiliare o assegnazione delle somme), l’unico rimedio è l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). L’opposizione deve essere proposta al tribunale competente entro 20 giorni dall’atto che si contesta. In presenza di vizi di notifica o di violazione dei limiti di pignorabilità, il giudice può sospendere l’esecuzione. È fondamentale affidarsi a un avvocato esperto in diritto bancario e tributario per predisporre correttamente l’atto di opposizione.

3.4 Gestione dei debiti bancari

Oltre al Fisco, l’operatore di droni può essere indebitato con banche per mutui, leasing o affidamenti. Le strategie principali sono:

  1. Contestare clausole abusive: tassi usurari, interessi anatocistici, commissioni non pattuite. Una perizia econometrica può dimostrare la nullità delle clausole e ridurre il debito.
  2. Opporsi ai decreti ingiuntivi: le banche spesso ricorrono a decreti ingiuntivi per recuperare i crediti; entro 40 giorni si può proporre opposizione contestando il saldo.
  3. Rinegoziare o ristrutturare i debiti: se si avvia una trattativa con la banca, si possono ottenere moratorie o riduzioni degli interessi. La procedura di composizione negoziata della crisi (esperto nominato dalla CCIAA) può facilitare l’accordo .
  4. Esporre i debiti nell’ambito di procedure di sovraindebitamento: l’accordo di composizione o il piano del consumatore possono prevedere la soddisfazione parziale dei crediti bancari, imponendo una falcidia anche alle banche.

4. Strumenti alternativi e soluzioni per operatori droni con debiti

4.1 Rottamazione quater e quinquies

Come anticipato, la rottamazione consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando solo la quota capitale. Per la rottamazione-quater, i debiti devono essere compresi tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 e la domanda è stata presentata entro aprile 2023. Chi è decaduto dai pagamenti può tuttavia presentare un’istanza di riammissione se sussistono determinati requisiti (ad esempio, pagamento delle rate scadute).

La rottamazione-quinquies (Legge di Bilancio 2026) riguarda i debiti iscritti a ruolo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La domanda va presentata online entro il 30 aprile 2026; è possibile scegliere tra pagamento in unica soluzione (entro il 31 luglio 2026) o in un massimo di 54 rate bimestrali per nove anni . La definizione blocca fermi e ipoteche e consente l’abbuono di interessi, sanzioni e aggio . È un’occasione per i dronisti con carichi fiscali accumulati negli anni; tuttavia, chi è decaduto da sanatorie precedenti dovrà saldare le rate arretrate per poter aderire .

4.2 Stralcio dei debiti fino a €1.000 e mini‑cartelle

La Legge 197/2022 ha previsto lo stralcio automatico dei carichi fino a €1.000 affidati alla riscossione dal 2000 al 2015, limitatamente a interessi e sanzioni . Alcuni enti creditori hanno potuto deliberare l’annullamento completo della quota capitale entro il 31 marzo 2023 . Nel 2026 si discute la proroga e l’ampliamento dello stralcio ai carichi successivi; l’obiettivo è alleggerire il magazzino della riscossione e consentire ai contribuenti di ripartire senza debiti minori .

Per gli operatori di droni con posizioni modeste (multe stradali, tasse comunali), l’automatico stralcio può cancellare importi irrilevanti ma gravosi da gestire. È importante verificare se l’ente creditore (Comune, Regione) ha aderito allo stralcio completo e presentare eventuali istanze di auto‑tutela.

4.3 Rateizzazione migliorata e piani personalizzati

Il nuovo testo unico della riscossione ridefinisce i limiti di rateizzazione. Per importi fino a €120.000, si parte da 84 rate (per richieste 2025‑2026) fino a 108 (per richieste dal 2029), mentre per somme superiori a €120.000 è possibile ottenere fino a 120 rate . In caso di comprovata difficoltà economica, i piani possono arrivare a 120 rate anche per importi inferiori . Le rate mensili non possono essere inferiori a 50 euro e il mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive determina la decadenza; tuttavia la legge consente di recuperare il piano entro i termini.

È possibile chiedere la riduzione dell’ipoteca o la revoca del fermo a seguito della concessione della rateizzazione. La banca dati dell’Agenzia consente di verificare lo stato delle rate e di pagare online. Gli operatori devono monitorare attentamente le scadenze per non perdere il beneficio.

4.4 Soluzioni di sovraindebitamento e gestione della crisi

Quando i debiti superano le capacità di rimborso e impediscono di proseguire l’attività (ad esempio, attrezzature sequestrate o conti pignorati), conviene ricorrere alle procedure di sovraindebitamento o del Codice della crisi:

  • Piano del consumatore: per professionisti che operano come persone fisiche e non svolgono attività imprenditoriale. Richiede meritevolezza, assenza di colpa grave e puntualità nel pagamento delle imposte correnti. Permette di falcidiare i debiti senza voto dei creditori .
  • Accordo di composizione: consente a ditte individuali e micro‑imprese di proporre un concordato ai creditori, con pagamento parziale e liberazione dal resto. Necessita del voto della maggioranza.
  • Liquidazione del patrimonio: prevede la cessione di beni non necessari per l’attività; dopo tre anni, se il debitore si comporta correttamente, ottiene l’esdebitazione.
  • Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 74 CCII): strumento del CCII simile al piano del consumatore ma integrato con la disciplina generale del codice; prevede la possibilità di trattenere la prima casa se vengono pagate le rate del mutuo e di proporre un pagamento parziale ai creditori .
  • Composizione negoziata della crisi: l’imprenditore (anche una ditta individuale con ricavi > 200.000 euro) nomina un esperto per negoziare con i creditori; la procedura può durare 180 giorni e offre benefici fiscali e protezione da azioni esecutive .

Per gli operatori di droni che utilizzano veicoli e mezzi tecnologici costosi, queste procedure possono preservare l’attività permettendo di continuare a lavorare e generare reddito per soddisfare parzialmente i creditori.

5. Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare gli atti ricevuti: molti professionisti pensano di poter rimandare o ignorare una cartella. In realtà, dalla notifica decorre un termine di 60 giorni. Superato questo termine, la pretesa diventa definitiva e non potrà più essere contestata .
  2. Pagare senza verificare: prima di pagare una cartella o aderire a una rottamazione è opportuno verificare se il debito è prescritto, se ci sono errori di calcolo o se sono stati già pagati gli interessi; in caso contrario si rischia di pagare più del dovuto.
  3. Non richiedere la rateizzazione: alcuni contribuenti temono che la richiesta di rateizzazione sia una “ammissione di colpa”. In realtà, la rateizzazione sospende l’esecuzione e consente di diluire il debito fino a 120 rate .
  4. Trascurare le procedure di sovraindebitamento: molti professionisti non sanno che la Legge 3/2012 e il CCII permettono di ridurre drasticamente i debiti e, in certi casi, di ottenere l’esdebitazione. Consultare tempestivamente un Gestore della Crisi (come l’avv. Monardo) consente di valutare tali opzioni.
  5. Usare conti correnti personali per l’attività: separare i conti professionali da quelli personali permette di proteggere parzialmente il patrimonio familiare. Il pignoramento di un conto dedicato all’attività professionale può comunque compromettere la sopravvivenza dell’azienda, ma consente almeno di dimostrare la strumentalità dei fondi.
  6. Sottovalutare la comunicazione con la banca: in caso di difficoltà, è consigliabile contattare subito l’istituto di credito e proporre una rinegoziazione; attendere la notifica del decreto ingiuntivo o del pignoramento rende più difficile la trattativa.
  7. Non considerare gli strumenti di sanatoria: la rottamazione‑quinquies e lo stralcio dei mini‑debiti sono opportunità uniche per azzerare sanzioni e interessi . Ignorarle significa rinunciare a risparmiare migliaia di euro.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Pignoramento di stipendio e pensione

Tipologia di creditoLimite di pignoramentoFonte normativa
Stipendio/Salario1/5 (20 %); massimo 1/2 in caso di concorso di più causeArt. 545 c.p.c.
PensioneImpignorabile fino a 2× assegno sociale (minimo €1.000); eccedenza pignorabile entro i limiti del terzo, quarto e quinto commaArt. 545 c.p.c.
Somme accreditate su conto corrente prima del pignoramentoPignorabili solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno socialeArt. 545 c.p.c.
Saldo attivo del conto corrente durante i 60 giorni successivi al pignoramentoIl saldo (anche futuro) è versato interamente all’agente di riscossioneCass. 28520/2025

6.2 Rateizzazione per importi fino a €120.000

Anno di presentazione della richiestaNumero massimo di rate senza documentare la difficoltàNumero massimo di rate con difficoltà documentataFonte
2025‑202684 rate85‑120 rateD.Lgs. 33/2025 e circolare ADER
2027‑202896 rate97‑120 rateD.Lgs. 33/2025
Dal 2029108 rate109‑120 rateD.Lgs. 33/2025

6.3 Principali procedure di sovraindebitamento

ProceduraSoggetti ammessiCaratteristicheRiferimenti
Piano del consumatoreConsumatori (incl. professionisti non imprenditori)Non richiede voto dei creditori; udienza entro 60 giorni; sospende le esecuzioni; falcidia dei debitiLegge 3/2012, artt. 12‑bis, 12‑ter
Accordo di composizioneConsumatori e piccoli imprenditori sotto soglia fallimentareRichiede approvazione della maggioranza dei creditori; omologa giudizialeLegge 3/2012, artt. 6‑12
Liquidazione del patrimonioTutti i soggetti non fallibiliVendita dei beni; esdebitazione dopo tre anniLegge 3/2012, art. 14 ter s.s.
Esdebitazione del debitore incapienteConsumatori senza patrimonioCancellazione completa dei debiti dietro buona condottaLegge 3/2012, art. 14‑quaterdecies
Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (CCII)ConsumatoriSimile al piano del consumatore; include cram‑down e mantenimento della prima casaD.Lgs. 14/2019, art. 74
Composizione negoziata della crisiImprenditori commerciali e ditte individualiNomina di un esperto; misure protettive; negoziazione con creditoriD.L. 118/2021, conv. in L. 147/2021

6.4 Definizioni agevolate

StrumentoCarichi ammessiBeneficiScadenzeFonte
Rottamazione‑quaterDebiti affidati dal 2000 al 30/06/2022Pagamento solo di capitale e spese; sconto su interessi e sanzioniDomanda entro aprile 2023; saldo o piani entro 2025Legge 197/2022
Rottamazione‑quinquiesDebiti affidati dal 1/01/2000 al 31/12/2023Abbuono di interessi, sanzioni e aggio; piano fino a 54 rate bimestraliDomanda entro 30 aprile 2026; prima rata 31 luglio 2026Legge Bilancio 2026
Stralcio mini‑cartelleDebiti residui fino a €1.000 (anni 2000‑2015)Cancellazione automatica di interessi e sanzioni; in alcuni casi anche del capitaleAnnullamento al 30 aprile 2023; eventuale proroga in discussioneLegge 197/2022

7. FAQ – Domande frequenti

  1. Sono un operatore di rilievi con droni e ho ricevuto un intimazione di pagamento: cosa devo fare?

L’intimazione di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/1973 è l’ultimo avviso prima dell’esecuzione. Devi verificare la data di notifica e presentare ricorso entro 60 giorni per contestare la prescrizione o eventuali vizi . Se l’importo è corretto ma non riesci a pagare, valuta la rateizzazione o la rottamazione.

  1. Il Fisco può pignorare il drone usato per i rilievi?

I droni e i veicoli strumentali sono assimilati ai beni mobili registrati. Secondo art. 86 D.P.R. 602/1973, possono essere sottoposti a fermo solo dopo la notifica del preavviso e se non sono indispensabili per l’attività professionale. Se dimostri che il drone è strumento di lavoro, puoi contestare il fermo .

  1. È vero che la banca può prendere i soldi anche se il conto è in rosso?

Sì. La Cassazione n. 28520/2025 ha stabilito che nel pignoramento speciale ex art. 72‑bis la banca deve versare al Fisco anche le somme che entrano sul conto nei 60 giorni successivi, anche se al momento della notifica il saldo era negativo . Dopo i 60 giorni il vincolo cessa e le somme tornano disponibili.

  1. Quanto mi possono pignorare sullo stipendio?

Per i debiti tributari, si può pignorare al massimo 1/5 dello stipendio; se ci sono più pignoramenti il totale non può superare la metà della retribuzione . Per le pensioni, l’importo minimo non pignorabile è due volte l’assegno sociale .

  1. Posso perdere la casa se ho un mutuo?

Se l’immobile è la tua abitazione principale e non è di lusso, l’Agenzia non può espropriarla se il debito è inferiore a €120.000 e non è iscritta ipoteca . Tuttavia, se la banca mutuante avvia l’esecuzione per inadempimento del mutuo, la protezione non si applica: occorre negoziare una soluzione o ricorrere al sovraindebitamento.

  1. Cosa succede se non pago la rottamazione?

La decadenza dalla rottamazione comporta il ripristino integrale del debito con interessi e sanzioni; le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto. È comunque possibile aderire alla rottamazione-quinquies, saldando le rate arretrate .

  1. Quali sono i vantaggi del piano del consumatore?

Il piano del consumatore consente di proporre un rimborso parziale dei debiti ai creditori senza necessità di voto. Il giudice può omologare il piano e sospendere le azioni esecutive . Al termine, se adempiuto, il debitore ottiene l’esdebitazione.

  1. Posso accedere alla composizione della crisi se ho una ditta individuale?

Sì. Le ditte individuali possono accedere all’accordo di composizione oppure alla composizione negoziata della crisi se superano determinati parametri di fatturato. In alternativa possono proporre un piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione (PRO) .

  1. Se il mio debitore (committente) non mi paga, posso compensare con i debiti fiscali?

In linea generale no: la compensazione tra crediti e debiti verso l’Erario è ammessa solo tramite modello F24 e nei limiti previsti dal D.Lgs. 241/1997 (versamento unitario e compensazione). Tuttavia, se hai un credito verso la Pubblica Amministrazione certificato presso la piattaforma dei crediti commerciali, puoi richiedere la compensazione con cartelle esattoriali.

  1. La rateizzazione sospende le procedure esecutive?

Sì. La presentazione della richiesta sospende fermi e ipoteche non ancora iscritti. Se il pignoramento è già in corso, la rateizzazione lo sospende solo se non è ancora avvenuta l’assegnazione delle somme . È importante versare la prima rata nei termini.

  1. Il Fisco può pignorare i compensi futuri per i rilievi con droni?

Sì. I crediti verso terzi (clienti) sono pignorabili tramite notifica dell’atto al committente; tuttavia l’operatore può opporsi se il pignoramento compromette la continuità aziendale, chiedendo la sospensione o proponendo un piano di rientro.

  1. Cosa succede se la cartella è errata nel calcolo degli interessi?

Si può presentare ricorso alla corte di giustizia tributaria chiedendo la rettifica. In alternativa, si può presentare istanza di autotutela all’ente creditore; il rifiuto espresso o tacito è impugnabile .

  1. Posso essere escluso dalla sanatoria se ho aderito a precedenti rottamazioni?

Il progetto di rottamazione-quinquies prevede l’esclusione dei “recidivi” che non hanno pagato le rate di precedenti sanatorie . Tuttavia, se si saldano gli arretrati prima della domanda, si può essere riammessi.

  1. Quanto dura la procedura di composizione negoziata?

Generalmente dura 180 giorni ma può essere prorogata; durante questo periodo il debitore ottiene misure protettive e può trattare con i creditori .

  1. Le sanzioni per mancato versamento IVA sono escludibili nel piano del consumatore?

No. Le sanzioni per IVA non versata rientrano tra i debiti non esdebitabili e devono essere pagate integralmente; il piano può tuttavia prevedere la rateizzazione.

  1. Il preavviso di fermo non mi è stato notificato: che faccio?

La mancanza di preavviso rende nullo il fermo. Occorre proporre ricorso al giudice tributario entro 60 giorni , chiedendo la cancellazione del fermo e la restituzione del bene.

  1. Cosa cambia con il nuovo Testo unico della giustizia tributaria?

Il D.Lgs. 175/2024 riordina la giustizia tributaria. Dal 1 gennaio 2026 le corti sostituiscono le Commissioni tributarie; gli atti ricorribili restano gli stessi (cartelle, avvisi, fermi, ipoteche) . La riforma mira a velocizzare i processi e rafforzare la formazione dei giudici. È importante aggiornare i modelli di ricorso alle nuove denominazioni e procedure.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

8.1 Caso 1 – Drone professionale sequestrato per cartella da €30.000

Situazione: Marco, geometra che effettua rilievi con droni per cantieri, riceve tre cartelle per un totale di €30.000 (IVA non versata e contributi INPS). Ha un drone DJI Matrice acquistato in leasing e un furgone strumentale. L’Agenzia invia l’intimazione di pagamento e dopo 60 giorni procede con il fermo amministrativo del furgone e del drone.

Analisi:

  • Verifica notifica: le cartelle sono state notificate regolarmente due anni prima; la prescrizione non è maturata. Tuttavia il fermo non è preceduto da preavviso e riguarda beni strumentali.
  • Difesa: presentare ricorso per fermo illegittimo (mancata notifica del preavviso e beni strumentali) ; contestualmente presentare richiesta di rateizzazione in 84 rate (essendo il debito sotto 120.000 euro e la richiesta nel 2026) .
  • Risultato: il giudice sospende il fermo; l’Agenzia concede la dilazione; Marco continua a utilizzare il drone e paga rate da circa 357 euro al mese. Se le finanze migliorano, potrà aderire alla rottamazione-quinquies per abbuonare interessi e sanzioni.

8.2 Caso 2 – Pignoramento del conto corrente di una start‑up droni

Situazione: una start‑up che effettua monitoraggi strutturali con droni ha debiti fiscali per €80.000. L’Agenzia notifica alla banca un pignoramento ex art. 72‑bis. Al momento della notifica il conto ha un saldo di €−500. Nei giorni successivi arrivano bonifici da clienti per €15.000.

Analisi:

  • Secondo Cassazione 28520/2025, la banca deve versare all’agente l’intero saldo attivo maturato nei 60 giorni successivi . Quindi i 15.000 euro vanno al Fisco.
  • Difesa: la start‑up può richiedere la rateizzazione entro 60 giorni; il pagamento della prima rata sospende l’assegnazione futura dei crediti. Può anche aderire alla composizione negoziata per ristrutturare i debiti e mantenere la liquidità necessaria all’attività.
  • Dopo 60 giorni, la banca dovrà restituire la disponibilità del conto; eventuali accreditamenti successivi non saranno sequestrati.

8.3 Caso 3 – Sovraindebitamento di un pilota freelance

Situazione: Laura, pilota freelance, ha accumulato debiti verso il Fisco (€45.000), banche (€20.000) e fornitori (€15.000). Il reddito annuale è di circa €30.000; il furgone e i droni sono in leasing. Le è stata notificata una cartella e successivamente un’intimazione di pagamento.

Analisi:

  • I debiti superano la capacità di rimborso ma Laura è una persona fisica non imprenditrice: può accedere al piano del consumatore.
  • Con l’assistenza di un OCC, presenta un piano di rientro proponendo di pagare il 40 % del debito in 5 anni, utilizzando i ricavi dell’attività di dronista. I creditori erariali sono vincolati all’omologa anche senza voto .
  • Il giudice omologa il piano; le procedure esecutive (pignoramento del conto) vengono sospese e gli interessi e le sanzioni sono abbuonati. Dopo l’esecuzione del piano, Laura ottiene l’esdebitazione e può continuare l’attività.

8.4 Caso 4 – Incapiente con mini‑cartelle

Situazione: Paolo ha ricevuto otto cartelle per multe e bolli auto, ciascuna sotto €300, risalenti al 2010–2014, per un totale di €2.400. Non possiede beni e il reddito attuale è modesto.

Soluzione: grazie allo stralcio automatico introdotto dalla Legge 197/2022, i debiti fino a €1.000 affidati dal 2000 al 2015 sono cancellati . Paolo deve verificare se il Comune ha deliberato lo stralcio anche della quota capitale . In alternativa può presentare un’istanza di esdebitazione per incapienti ai sensi della Legge 3/2012.

9. Conclusione

Gestire i debiti quando si esercita la professione di operatore di rilievi con droni richiede una conoscenza accurata delle norme fiscali, delle procedure di riscossione e dei rimedi legali. Come abbiamo visto, il quadro normativo è in continua evoluzione: il Testo unico della giustizia tributaria e il Testo unico della riscossione entreranno pienamente in vigore nel 2026, ma già oggi le pronunce della Cassazione forniscono indicazioni operative su pignoramenti, intimazioni e prescrizione. L’impignorabilità della prima casa, i limiti al pignoramento di stipendi e pensioni, la tutela dei beni strumentali e la possibilità di ottenere la rateizzazione o la definizione agevolata sono strumenti fondamentali per difendersi da Fisco e banche.

L’operatore con droni che riceve un atto di riscossione non deve arrendersi: può contestare vizi di notifica, far valere la prescrizione, impugnare ipoteche o fermi, chiedere la sospensione dei pignoramenti e rinegoziare i debiti. Le procedure di sovraindebitamento e le soluzioni previste dal Codice della crisi d’impresa consentono di ridurre drasticamente il debito e preservare l’attività professionale.

L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare, esperti in diritto bancario e tributario, offrono assistenza mirata a imprenditori e professionisti. Grazie all’esperienza maturata come cassazionista, Gestore della Crisi da Sovraindebitamento e esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’avv. Monardo è in grado di valutare rapidamente la posizione debitoria, individuare i rimedi più efficaci, redigere ricorsi e negoziare con le banche. Intervenire tempestivamente fa la differenza tra il blocco dell’attività e la continuità operativa.

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