Carpentiere in cemento armato con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Il mestiere del carpentiere in cemento armato è alla base delle costruzioni moderne: si occupa della realizzazione di strutture portanti, gettate e armature indispensabili per fabbricati, ponti e infrastrutture. Tuttavia la professionalità non basta a proteggere dalle insidie del mercato. Nei cantieri i tempi di incasso sono spesso lunghi, la concorrenza al ribasso è feroce e gli anticipi per materiali possono indebitare anche chi lavora bene. L’esposizione verso fornitori, banche e fisco cresce facilmente: basta un infortunio, una commessa non pagata o un’improvvisa sospensione dei lavori per precipitare in una spirale di debiti. Molti artigiani rischiano così pignoramenti, ipoteche o cartelle esattoriali che minano la sopravvivenza dell’attività e della famiglia.

La normativa italiana prevede però numerosi strumenti di tutela. Esistono soluzioni legali che permettono di sospendere le azioni del Fisco, rateizzare i debiti tributari, chiedere la definizione agevolata (rottamazione delle cartelle), ridiscutere i contratti bancari e, nei casi più gravi, accedere alle procedure di sovraindebitamento con la cancellazione dei debiti. Molte difese dipendono dai tempi e dalla correttezza degli atti notificati: sapere cosa fare subito dopo aver ricevuto una cartella o un pignoramento può fare la differenza fra la perdita di tutto e un accordo sostenibile.

Questo articolo – aggiornato a gennaio 2026 – è scritto per aiutare i carpentieri in cemento armato (ma utilissimo anche per altri professionisti, imprenditori e privati) ad orientarsi fra normative, sentenze e procedure. È strutturato per parole chiave e contiene tabelle, esempi numerici, risposte ai quesiti più frequenti e suggerimenti pratici per evitare errori. Il taglio è giuridico‐divulgativo: vengono richiamati articoli di legge, decreti legislativi, circolari e pronunce della Corte di Cassazione con citazioni precise.

Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e perché rivolgersi al suo studio

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con una solida esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano in tutta Italia e offre assistenza sia giudiziale sia stragiudiziale. È iscritto nell’elenco dei Gestori della crisi da sovraindebitamento presso il Ministero della Giustizia (Legge 3/2012), è professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e svolge il ruolo di Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Queste qualifiche gli consentono di assistere debitori e imprese nella negoziazione, nel piano del consumatore, nella liquidazione controllata e nell’esdebitazione. Il suo studio collabora con commercialisti e consulenti del lavoro per analizzare la situazione fiscale, predisporre ricorsi e bloccare in tempi rapidi pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi.

Fin dall’inizio l’Avv. Monardo si occupa personalmente dell’analisi degli atti, verifica la legittimità della notifica, individua le eccezioni procedurali e, insieme allo staff, valuta la migliore strategia: ricorsi in commissione tributaria, opposizioni agli atti esecutivi, sospensioni, trattative con l’Agenzia delle Entrate Riscossione o con gli istituti bancari, piani di rientro sostenibili, utilizzo delle procedure di sovraindebitamento. Lo studio interviene in tutta Italia e può agire anche a distanza, sfruttando la telematizzazione dei processi tributari e civili.

Se hai ricevuto una cartella esattoriale, un pignoramento o un avviso di debito, non aspettare. I termini per presentare opposizioni o aderire a una definizione agevolata sono brevi e la mancata reazione può comportare la perdita di diritti fondamentali. Una valutazione tempestiva con un professionista specializzato può evitare errori e offrire soluzioni efficaci.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

La riscossione dei tributi e la rateizzazione (art. 19 D.P.R. 602/1973)

Le somme iscritte a ruolo vengono normalmente riscosse dall’Agenzia delle Entrate Riscossione tramite cartelle o avvisi. L’art. 19 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, aggiornato al 1° gennaio 2026, disciplina la dilazione dei pagamenti in caso di temporanea difficoltà economica. La norma consente al contribuente di presentare una semplice richiesta e, in presenza di un’obiettiva difficoltà, di ottenere un piano rateale. Per debiti fino a 120 000 € si possono ottenere fino a 84 rate mensili per le richieste presentate negli anni 2025 e 2026, 96 rate per le richieste del biennio 2027–2028 e 108 rate a partire dal 2029 . Per importi superiori a 120 000 € si possono chiedere fino a 120 rate mensili; mentre per debiti inferiori a 120 000 € e previa documentazione della difficoltà è possibile ampliare le rate da 85 a 120 rate nel 2025–2026, da 97 a 120 rate nel 2027–2028 e da 109 a 120 rate dal 2029 . Durante la pendenza della richiesta e fino all’eventuale rigetto:

  • sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
  • non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche;
  • non possono essere avviate nuove procedure esecutive .

Il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio e il debito diventa immediatamente esigibile . L’articolo stabilisce inoltre che l’indice ISEE e parametri di liquidità servono a misurare la difficoltà economica ; un decreto del MEF definisce le modalità di applicazione .

Definizione agevolata e “rottamazione quinquies”

Per chi ha cartelle pendenti è disponibile la definizione agevolata (cosiddetta rottamazione), introdotta inizialmente dalla legge 197/2022 (“rottamazione quater”) e aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026 (30 dicembre 2025, n. 199). L’art. 1 commi 82–101 della legge finanziaria 2026 disciplina la rottamazione quinquies, che riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . Il contribuente può chiudere il debito pagando solo l’imposta o il contributo previdenziale dovuto, oltre alle spese di notifica e di procedura, senza interessi, sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio di riscossione . Sono inclusi gli omessi versamenti relativi a:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, anche a seguito di controlli automatizzati o formali (art. 36‑bis e 36‑ter del D.P.R. 600/1973; art. 54‑bis del D.P.R. 633/1972) ;
  • contributi previdenziali INPS non versati (ma non quelli richiesti a seguito di accertamento) ;
  • sanzioni per violazioni del codice della strada .

Sono esclusi alcuni tributi (imposte di registro, successioni, aiuti di Stato, tributi locali non collegati alle dichiarazioni, contributi INAIL, ecc.) . Il piano può essere dilazionato fino a 54 rate bimestrali applicando un tasso del 3 % . La domanda di adesione sospende automaticamente le procedure cautelari ed esecutive e, in caso di pagamento della prima rata, estingue eventuali pignoramenti pendenti.

Protezione della casa e dei beni strumentali (art. 76 DPR 602/1973; art. 514 e 515 c.p.c.)

L’art. 76 del D.P.R. 602/1973 vieta all’agente della riscossione di pignorare l’unico immobile adibito ad uso abitativo se è la prima casa del debitore, non di lusso e se egli vi risiede anagraficamente. La Cassazione ha chiarito che devono essere rispettate tre condizioni: il bene deve essere l’unica abitazione di proprietà, deve essere classificato come civile e non di lusso, e il contribuente deve avere la residenza anagrafica in tale immobile. Inoltre l’esecuzione può iniziare solo se il debito supera 120 000 € e l’ipoteca è stata iscritta da almeno sei mesi. Questa regola tutela la casa familiare, evitando che il Fisco privi il contribuente della propria abitazione principale.

Gli strumenti di lavoro indispensabili per l’attività professionale rientrano fra i beni relativamente impignorabili. L’art. 515 c.p.c. prevede che gli attrezzi necessari per l’esercizio della professione o dell’arte non possono essere pignorati, se non entro un quinto del loro valore e solo quando gli altri beni del debitore sono insufficienti . Ciò tutela il carpentiere: martelli, vibratori, casseforme e altri strumenti sono essenziali per lavorare e non possono essere sottratti completamente. L’art. 514 c.p.c., pur non accessibile integralmente, elenca i beni assolutamente impignorabili (vestiti, letti, alimenti, oggetti sacri, animali domestici, ecc.), garantendo un nucleo minimo di diritti inviolabili.

Limiti al pignoramento di stipendi, pensioni e contributi (art. 545 c.p.c. e circolari INPS)

Il carpentiere dipendente o pensionato deve conoscere i limiti legali al pignoramento del proprio reddito. L’art. 545 c.p.c. stabilisce che i salari e gli stipendi possono essere pignorati fino a un quinto del loro ammontare; lo stesso limite si applica alle pensioni, con la precisazione che la somma non può scendere sotto il doppio dell’assegno sociale e comunque non inferiore a 1.000 € . Inoltre le somme accreditate su conto bancario prima del pignoramento sono impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale .

La circolare INPS n. 130 del 30 settembre 2025 ha fornito indicazioni su quali prestazioni assistenziali siano impignorabili. Secondo la circolare (recepita anche dalla giurisprudenza), alcuni trattamenti – indennità di maternità, malattia, assegni per nuclei familiari, trattamenti di sostegno al reddito, rimborsi spese funerarie – sono assolutamente impignorabili; altri, come NASpI e cassa integrazione, sono pignorabili solo nei limiti di un quinto. Le somme anticipate in un’unica soluzione (NASpI anticipata) possono invece essere pignorate integralmente. Quando il creditore è l’Agenzia delle Entrate Riscossione, il limite di pignoramento è ridotto: un decimo per importi fino a 2.500 €, un settimo per importi fino a 5.000 € e un quinto per somme superiori .

Rapporti bancari e usura: le sentenze della Cassazione

Nel contenzioso con le banche occorre verificare se il mutuo o il finanziamento applica tassi usurari. La Corte di Cassazione ha più volte affermato che, ai fini del calcolo del tasso effettivo globale (TEG), devono essere considerati non solo gli interessi nominali ma anche commissioni, spese e remunerazioni a carico del cliente, mentre sono escluse le tasse e gli onorari notarili . Superare il tasso soglia usura comporta la nullità delle clausole relative agli interessi, con la conseguenza che il mutuatario deve restituire solo il capitale e gli interessi vanno restituiti. Secondo la Cassazione l’eventuale usura sopravvenuta (cioè il superamento del tasso soglia durante il rapporto) non comporta la nullità totale del contratto ma obbliga l’istituto a restituire l’eccedenza . Il metodo di ammortamento “alla francese” (rate costanti con quota interessi decrescente) non comporta di per sé la nullità del contratto.

Gli avvocati specializzati in diritto bancario verificano anche la legittimità delle clausole di interessi moratori, gli interessi anatocistici e la corretta indicazione di tassi, oneri e spese. In caso di irregolarità è possibile proporre opposizione al decreto ingiuntivo della banca, chiedere la restituzione degli interessi indebitamente pagati o proporre un piano di rinegoziazione.

Sovraindebitamento e procedure del Codice della crisi

La Legge 3/2012, nota come “legge salva suicidi”, è stata abrogata e inglobata nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato definitivamente in vigore il 15 luglio 2022. La legge offriva tre strumenti per i soggetti non fallibili (privati, professionisti, piccoli imprenditori): accordo con i creditori, piano del consumatore e liquidazione del patrimonio. La riforma ha semplificato le procedure e introdotto l’istituto dell’esdebitazione del debitore incapiente, che consente la cancellazione totale dei debiti senza pagamento qualora il debitore non abbia beni né redditi pignorabili . Con l’introduzione dell’art. 283 bis nel 2025 (D.Lgs. 13/2025) la procedura è stata estesa e semplificata: ora anche le persone fisiche senza patrimoni e “insolventi senza colpa” possono accedere a un’esdebitazione immediata; il decreto ha previsto un controllo più veloce da parte del tribunale, ampliato la platea e ridotto i tempi .

Per accedere all’esdebitazione incapiente il debitore deve dimostrare di non avere alcun bene liquidabile né capacità di rimborso nemmeno minima. Il tribunale, tramite il gestore nominato dall’OCC, verifica la veridicità delle dichiarazioni. Se tutto è regolare, emette un decreto che concede la cancellazione totale dei debiti, con l’obbligo per il debitore di segnalare nei successivi quattro anni eventuali sopravvenienze attive. Se sopraggiungono entrate sufficienti a soddisfare almeno il 10 % dei debiti originari, queste dovranno essere destinate ai creditori ; se invece non vi sono entrate o esse non raggiungono la soglia, dopo quattro anni l’esdebitazione diventa definitiva . La procedura può essere chiesta una sola volta e può essere revocata in caso di comportamenti fraudolenti del debitore.

Il Codice prevede anche il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione dei debiti e la liquidazione controllata. Il piano del consumatore consente a un debitore persona fisica meritevole di proporre al giudice un piano di pagamento (anche con falcidie) sottoposto all’omologa del tribunale; non richiede l’approvazione dei creditori, ma questi possono contestarlo. L’accordo di ristrutturazione, invece, richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. La liquidazione controllata prevede la vendita dell’intero patrimonio del debitore con l’ausilio di un liquidatore; al termine si ottiene l’esdebitazione. L’accordo con il fisco (transazione fiscale) è stato potenziato dalla legge 27/2025 che consente la transazione per debiti sotto i 100 000 € e rateizzazioni fino a 144 mesi .

Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica di un atto

Ogni debito segue un percorso legale diverso a seconda del creditore (Fisco, INPS, banca, fornitore) e della forma dell’atto (cartella di pagamento, intimazione di pagamento, decreto ingiuntivo, atto di pignoramento). Per difendersi efficacemente è fondamentale agire con tempestività e in modo ordinato. Di seguito un vademecum pratico pensato per il carpentiere in cemento armato, ma valido per molti debitori.

1. Raccogliere tutta la documentazione

Appena ricevuto un atto è essenziale conservare buste, raccomandate, PEC, notifiche e allegati. La data di ricezione determina i termini per l’impugnazione. Occorre verificare se l’atto è stato notificato correttamente (ad es. tramite messo notificatore, PEC o servizio postale) e se al fascicolo sono stati allegati tutti i documenti giustificativi (ruoli, estratti di ruolo, prospetti di calcolo). La mancanza di allegati può costituire vizio di motivazione.

2. Verificare la legittimità dell’atto

Un professionista deve controllare:

  • Competenza dell’ente emittente e corretta intestazione;
  • Prescrizione: molti tributi si prescrivono in cinque anni; contributi previdenziali in dieci; le banche devono rispettare i termini di prescrizione ordinaria. Se l’atto è tardivo, può essere eccepita la prescrizione;
  • Decorrenza degli interessi e calcolo delle sanzioni: è necessario verificare se le sanzioni sono state applicate legittimamente e se gli interessi rispettano il tasso legale o il tasso soglia usura ;
  • Vizi di notifica: la cartella deve essere notificata entro i termini; un’errata notifica (ad es. ad un indirizzo sbagliato) rende l’atto nullo;
  • Doppia imposizione o duplicazione del debito: può accadere che la stessa somma venga richiesta più volte da enti diversi (ad es. INPS e Agenzia delle Entrate Riscossione). È necessario verificare l’esattezza degli importi.

3. Agire entro i termini

Molti errori derivano dall’inerzia. Dopo la notifica:

  • Cartella esattoriale: va impugnata entro 60 giorni avanti alla commissione tributaria se si contestano merito o vizi propri; l’opposizione agli atti esecutivi può essere proposta al giudice ordinario ex art. 615 c.p.c.;
  • Intimazione di pagamento o preavviso di fermo/ipoteca: termine di 60 giorni per il ricorso tributario;
  • Atto di pignoramento presso terzi: l’opposizione (ex art. 615 o 617 c.p.c.) deve essere proposta entro 20 giorni se si contestano vizi formali o sostanziali;
  • Decreto ingiuntivo bancario: 40 giorni per l’opposizione; bisogna verificare se il mutuo contiene interessi usurari o anatocistici .

4. Richiedere la sospensione o la rateizzazione

Quando la cartella è corretta ma non si dispone della liquidità, è possibile chiedere la rateizzazione. Come visto, l’art. 19 D.P.R. 602/1973 consente fino a 84 rate per richieste presentate nel 2025–2026 e fino a 120 rate per importi elevati . Per importi fino a 120 000 € la prima richiesta non richiede alcuna documentazione: basta dichiarare la temporanea difficoltà. Per importi maggiori o per rate superiori a 84 bisogna presentare un’istanza motivata con ISEE e indici di liquidità . L’Agenzia delle Entrate Riscossione deve rispondere entro 60 giorni. Il pagamento della prima rata sospende le procedure esecutive e, se versata, estingue il pignoramento .

Chi possiede i requisiti può aderire alla rottamazione quinquies entro il termine previsto dalla legge (generalmente fine aprile). La domanda si presenta sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione; occorrono i dati delle cartelle e il recapito PEC. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali al tasso del 3 % .

5. Valutare la definizione agevolata o la transazione fiscale

In alcuni casi conviene aderire alla definizione agevolata o negoziare con l’Agenzia delle Entrate una transazione ex art. 80 CCII. La legge 27/2025 ha ampliato la transazione fiscale agevolata, permettendo di proporre una riduzione per debiti tributari sotto i 100 000 € e rateizzazioni fino a 144 mesi . Nel piano del consumatore o nell’accordo di ristrutturazione, il debitore può proporre un pagamento parziale e chiedere l’omologa del giudice, superando l’opposizione degli enti impositori se la proposta è più vantaggiosa rispetto alla liquidazione.

6. Attivare una procedura di sovraindebitamento

Se i debiti sono insostenibili e non bastano le rateizzazioni, può essere utile presentare domanda al competente Organismo di Composizione della Crisi (OCC) per accedere a uno dei tre istituti:

  1. Piano del consumatore: rivolto alle persone fisiche che non esercitano attività d’impresa; non richiede l’approvazione dei creditori e consente falcidie sul capitale;
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti (per debitori non fallibili ma titolari di azienda o partita IVA sotto soglia): richiede la maggioranza dei creditori;
  3. Liquidazione controllata: prevede la liquidazione del patrimonio con vendita dei beni da parte di un liquidatore e, al termine, l’esdebitazione. È un’uscita di sicurezza se il piano o l’accordo non vengono approvati .

In presenza di nullatenenza e totale incapacità di pagamento si può chiedere l’esdebitazione del debitore incapiente. La procedura prevede la verifica della meritevolezza e si conclude con un decreto di esdebitazione totale; nei quattro anni successivi il debitore deve comunicare eventuali sopravvenienze e destinare ai creditori le entrate eccedenti il minimo vitale .

7. Contestare i contratti bancari e usurari

I mutui e i finanziamenti contratti per acquistare macchinari o finanziare il cantiere devono essere analizzati per verificare se superano il tasso soglia usura. Gli interessi usurari, le commissioni occulte e l’anatocismo possono rendere illegittima la richiesta della banca. In caso di tasso usurario, la clausola che prevede gli interessi è nulla e la banca può chiedere solo la restituzione del capitale; il mutuatario ha diritto a restituire gli interessi pagati . Una perizia econometrica può dimostrare l’usura; il giudice può ricalcolare il debito e ridurlo notevolmente.

8. Proteggere l’abitazione e i beni di famiglia

Se vi è un’ipoteca o un pignoramento sulla prima casa, occorre verificare se sussistono le condizioni di impignorabilità: il debito non deve superare 120 000 €, la casa deve essere l’unica di proprietà, non di lusso e sede della residenza anagrafica. Inoltre l’iscrizione ipotecaria deve essere antecedente di almeno sei mesi. Se queste condizioni mancano, l’esecuzione è illegittima e può essere contestata. Ricordiamo che fermi amministrativi e pignoramenti di veicoli possono essere sospesi aderendo alla rateizzazione o rottamazione.

Difese e strategie legali

Il carpentiere con debiti può usufruire di diverse strategie difensive, che variano a seconda del tipo di credito e del grado di criticità. Di seguito le principali azioni difensive, con riferimenti normativi e giurisprudenziali.

Eccezione di prescrizione e decadenza

Molti tributi si prescrivono in cinque anni (ad es. IVA, IRPEF, IRES) o in dieci anni per i contributi previdenziali. È compito del difensore verificare la data dell’atto interruttivo (ruolo, cartella, avviso, atto giudiziario) e contestare la prescrizione se l’ente agisce oltre il termine. La decadenza può riguardare i termini di notifica: per esempio, la cartella derivante da controllo automatizzato deve essere notificata entro due anni dalla scadenza del saldo, altrimenti è nulla. La decorrenza dei termini è complessa e richiede un’attenta analisi delle sequenze di atti.

Vizi di notifica e motivazione

La cartella deve contenere tutti gli elementi essenziali: l’indicazione del ruolo, la motivazione del debito, i riferimenti normativi e la firma digitale. La mancanza di motivazione costituisce vizio essenziale che può portare all’annullamento. Inoltre la notifica deve essere effettuata secondo le modalità previste (messo notificatore, PEC, posta) e nei termini stabiliti; errori nella notifica (mancanza del destinatario, inesistenza della via, rifiuto non attestato) determinano la nullità dell’atto. Il difensore può proporre opposizione agli atti esecutivi per far valere questi vizi (art. 615 e 617 c.p.c.).

Contestazione degli interessi e della capitalizzazione

Molti contratti bancari includono interessi moratori elevati, commissioni di massimo scoperto e capitalizzazione trimestrale (anatocismo). La Cassazione richiede che tutti gli oneri debbano essere considerati per calcolare il TEG . Se il TEG supera il tasso soglia usura, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. In giudizio è possibile chiedere l’accertamento del tasso usurario, la riduzione del debito e la restituzione delle somme versate in eccedenza.

Opposizione al pignoramento presso terzi

Quando l’Agenzia delle Entrate Riscossione pignora crediti presso il datore di lavoro o la banca, è possibile presentare opposizione per far valere vizi del titolo o dell’atto. La legge fissa limiti precisi: non si può pignorare più di un quinto dello stipendio o pensione , e certe prestazioni assistenziali sono impignorabili . Se il pignoramento viola questi limiti, il giudice può sospenderlo o ridurre la somma. Inoltre i beni indispensabili per la professione sono protetti dall’art. 515 c.p.c., che ne prevede l’impignorabilità salvo il quinto .

Accordo con il Fisco e transazione fiscale

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto strumenti di “pace fiscale”. Oltre alla rottamazione, è possibile proporre al Fisco una transazione all’interno di un piano di composizione della crisi, offrendo un pagamento parziale dei tributi. La legge 27/2025 consente la transazione per debiti fino a 100 000 € e rateizzazioni fino a 144 mesi . Questo strumento si integra con il piano del consumatore e con l’accordo di ristrutturazione: il debitore offre al Fisco quanto può pagare, dimostrando che in caso di liquidazione i creditori riceverebbero meno.

Utilizzo delle procedure di sovraindebitamento

Le procedure di sovraindebitamento rappresentano lo strumento di ultima istanza ma anche la via più incisiva per risolvere definitivamente i debiti. Il piano del consumatore consente di proporre un piano di rientro su misura, che può prevedere la falcidia del capitale; l’omologa del giudice rende il piano vincolante per tutti i creditori, anche se hanno votato contro. L’accordo di ristrutturazione richiede l’adesione della maggioranza dei creditori, ma consente di evitare la vendita del patrimonio. La liquidazione controllata è utile quando il debitore desidera liberarsi dei debiti cedendo i propri beni; al termine ottiene l’esdebitazione. Infine l’esdebitazione del debitore incapiente permette la cancellazione totale dei debiti senza pagare nulla, a condizione di non possedere beni né entrate pignorabili . Con l’introduzione dell’art. 283 bis nel 2025, l’esdebitazione immediata è stata estesa ai debitori “insolventi senza colpa” e con controlli più rapidi .

Strategie stragiudiziali con le banche

Prima di intraprendere un’azione giudiziaria, spesso conviene tentare una ristrutturazione stragiudiziale. Il cliente, assistito da un consulente, può chiedere alla banca la rinegoziazione del mutuo, la sospensione delle rate o il consolidamento dei finanziamenti. Molti istituti, temendo la pronuncia sull’usura, preferiscono accordarsi riducendo il tasso o cancellando una parte degli interessi. Un’altra strategia è il saldo e stralcio, ovvero il pagamento immediato di una somma inferiore al debito per estinguere il rapporto. Anche con le finanziarie è possibile proporre un piano di rientro e sospendere temporaneamente gli addebiti.

Utilizzo degli indici patrimoniali e budget familiari

Al di là degli strumenti giuridici, è consigliabile predisporre un budget familiare e un piano di cassa per l’attività. Determinare la quota di incassi da destinare ai fornitori, al Fisco, ai debiti bancari e alle spese familiari aiuta a non accumulare nuovi insoluti. In fase di rateizzazione o di piano del consumatore il giudice e l’OCC valutano la meritevolezza del debitore anche sulla base delle spese necessarie. Tenere traccia delle entrate e uscite e fornire documenti contabili accurati facilita l’approvazione del piano.

Strumenti alternativi per il carpentiere indebitato

Oltre alle difese giudiziali esistono strumenti amministrativi, fiscali e negoziali che consentono di sanare i debiti a condizioni agevolate. Qui vengono illustrati quelli più rilevanti per i carpentieri e le piccole imprese edili.

Rateizzazione ampliata (art. 19 D.P.R. 602/1973)

Come già descritto, l’art. 19 consente una dilazione fino a 84 rate per debiti fino a 120 000 € (richieste 2025–2026), fino a 96 rate per le richieste 2027–2028 e fino a 108 rate dal 2029 . Per importi superiori a 120 000 €, o per importi inferiori ma in presenza di difficoltà documentata, si può ottenere fino a 120 rate . Durante la dilazione sono sospesi i pignoramenti e le ipoteche, con possibilità di prorogare una sola volta il piano (art. 19 comma 1‑bis) .

Rottamazione quinquies (Legge 199/2025)

La rottamazione quinquies, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, permette di estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando solo il capitale e le spese di notifica/procedura, senza interessi e sanzioni . La richiesta dev’essere presentata entro la data fissata (ad esempio il 30 aprile 2026) e consente il pagamento in 54 rate bimestrali con tasso fisso del 3 % . Sono esclusi i tributi non collegati alle dichiarazioni, contributi INAIL, imposte di registro e altri oneri indicati nell’elenco . Per chi ha aderito alle precedenti rottamazioni e non è decaduto, l’adesione alla quinquies può sanare i carichi residui.

Stralcio dei mini‑debiti

La Legge 197/2022 ha previsto uno stralcio automatico per i carichi fino a 1.000 € affidati tra il 2000 e il 2015. Molti carpentieri hanno ricevuto la cancellazione di micro‑debiti relativi a multe o vecchi tributi. Lo stralcio si applica a livello statale, ma i comuni possono decidere di non aderire per i tributi locali. È importante verificare se le cartelle rientrano in tale perimetro e chiedere eventuali rimborsi.

Transazione fiscale e transazione previdenziale

Con l’entrata in vigore del Codice della crisi, l’art. 80 consente una transazione fiscale all’interno del piano del consumatore o dell’accordo di ristrutturazione. La legge 27/2025 ha ampliato le possibilità, consentendo transazioni per debiti sotto 100 000 € con rate fino a 144 mesi . La transazione può prevedere lo stralcio parziale del debito e la rinuncia alle sanzioni. Anche i debiti verso l’INPS possono essere transati.

Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021)

Per le imprese sotto soglia, come le ditte individuali di carpentieri, è attiva la composizione negoziata della crisi, una procedura introdotta nel 2021 che consente di avviare una negoziazione con i creditori assistiti da un esperto nominato dalle Camere di commercio. Attraverso la piattaforma on‑line il debitore può presentare un piano di risanamento, sospendere temporaneamente le azioni esecutive e ottenere l’intervento dello Stato (ad esempio misure cautelari e finanziamenti prededucibili). Tale procedura è particolarmente utile per ristrutturare i debiti con banche e fornitori senza ricorrere a procedure concorsuali.

Esdebitazione immediata per i debitori incapienti (art. 283 bis CCII)

Il D.Lgs. 13/2025 ha introdotto l’art. 283 bis nel Codice della crisi, estendendo l’esdebitazione immediata ai debitori incapienti senza beni da liquidare. Grazie a questa norma, il debitore può ottenere la cancellazione totale dei debiti in tempi più rapidi e con controlli semplificati . È una misura pensata per i soggetti “insolventi senza colpa” che non hanno possibilità di rientrare dai debiti. L’esdebitazione può essere concessa una sola volta e richiede la verifica da parte dell’OCC e del tribunale. Nei quattro anni successivi il debitore deve comunicare eventuali sopravvenienze e versare ai creditori quanto supera il minimo vitale .

Accordi di ristrutturazione dei debiti bancari

Molti carpentieri hanno contratto mutui e finanziamenti per l’acquisto di macchinari, autocarri o per l’anticipazione dei crediti d’appalto. La ristrutturazione dei debiti bancari può avvenire tramite un accordo stragiudiziale o tramite strumenti previsti dal Codice civile e dal Testo Unico Bancario. L’analisi econometrica del mutuo può evidenziare usura o anatocismo; in tal caso si può proporre una rinegoziazione chiedendo l’applicazione del tasso soglia. In sede di piano del consumatore si può ottenere la falcidia dei mutui chirografari e l’allungamento dei tempi. L’accordo con le banche può prevedere la sospensione delle rate, la riduzione del tasso o la conversione dei debiti a breve in un unico finanziamento a lungo termine.

Errori comuni e consigli pratici

Nel corso dell’assistenza a centinaia di contribuenti, lo studio dell’Avv. Monardo ha individuato gli errori più frequenti commessi da chi si trova sommerso dai debiti. Evitarli può significare risparmiare tempo e denaro.

  1. Ignorare gli atti ricevuti. Molti lasciano scadere i termini e perdono la possibilità di contestare vizi o accedere alla rateizzazione. Non sottovalutare alcun avviso.
  2. Pagare tutto subito senza verifiche. Prima di versare è bene controllare se vi sono usura, prescrizione o errori di calcolo; spesso gli atti sono illegittimi e possono essere annullati.
  3. Firmare piani di rientro non sostenibili. Alcune banche propongono piani che aggravano l’indebitamento. Occorre valutare la reale capacità di rimborso e negoziare condizioni più favorevoli.
  4. Confondere ruolo dell’Avvocato e del Commercialista. L’azione coordinata di avvocato e commercialista è essenziale: il primo cura la difesa giudiziale, il secondo analizza la contabilità e predisponde piani finanziari. Non affidarsi a figure improvvisate.
  5. Dimenticare gli obblighi fiscali correnti. Anche durante la crisi bisogna versare le imposte correnti per non accumulare nuovi debiti. In un piano del consumatore il giudice verifica la puntualità dei versamenti.
  6. Spaventarsi per i pignoramenti. La legge prevede tutele per l’abitazione principale, lo stipendio e gli strumenti di lavoro . Conoscere i propri diritti permette di ridurre l’impatto del pignoramento.
  7. Rinunciare a richiedere l’esdebitazione. Molti pensano di non meritare la cancellazione dei debiti; in realtà il legislatore riconosce la dignità di chi, senza colpa, non può pagare e permette un vero “fresh start” .

Tabelle riepilogative

Per facilitare la consultazione delle informazioni principali, si propongono alcune tabelle di sintesi.

Tabella 1 – Limiti al pignoramento di stipendi, pensioni e altre somme

VoceLimite/normativaNote
Stipendi e salariPignoramento fino a 1/5 del nettoL’importo pignorato non può superare la metà dello stipendio totale quando vi sono più crediti.
PensioniPignoramento fino a 1/5 oltre il doppio dell’assegno sociale (min. 1.000 €)Importi già accreditati su conto prima del pignoramento sono impignorabili fino a tre volte l’assegno sociale.
Prestazioni assistenziali (maternità, malattia, assegni familiari, ecc.)ImpignorabiliNon possono essere aggredite da alcun creditore.
NASpI, cassa integrazione e indennità di disoccupazionePignorabili fino a 1/5La NASpI anticipata è interamente pignorabile.
Trattamenti pignorati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione1/10 fino a 2.500 €, 1/7 fino a 5.000 €, 1/5 oltre 5.000 €Percentuali ridotte se il creditore è il Fisco.
Attrezzi di lavoroPignorabili solo entro 1/5 del valoreSolo se gli altri beni sono insufficienti.
Prima casa (non di lusso)Impignorabile se unica abitazione e residenza del debitoreL’esecuzione è ammessa solo per debiti oltre 120 000 € con ipoteca iscritta da >6 mesi.

Tabella 2 – Rateizzazione delle cartelle (art. 19 DPR 602/1973)

Categoria di debitoRichieste 2025–2026Richieste 2027–2028Dal 2029Note
Importi ≤ 120 000 € (richiesta “semplice”)fino a 84 rate mensiliNon serve documentare la difficoltà, basta dichiararla.
Importi ≤ 120 000 € (richiesta documentata)85–120 rate mensili97–120 rate109–120 rateOccorre allegare ISEE e indicatori di liquidità.
Importi > 120 000 €fino a 120 ratefino a 120 ratefino a 120 rateRichiede documentazione della difficoltà.
ProrogaUna sola proroga per il numero massimo di rate concesseLa proroga richiede l’assenza di decadenza.
Effetti della domandaSospensione delle procedure e divieto di nuove iscrizioniVale fino al rigetto o alla decadenza.

Tabella 3 – Rottamazione quinquies (Legge 199/2025)

Carichi ammessiPeriodoRateizzazioneBenefici
Debiti fiscali e contributivi affidati all’agente della riscossioneCarichi tra 1.1.2000 e 31.12.2023fino a 54 rate bimestrali al 3 %Pagamento del solo capitale e delle spese di riscossione; esclusi interessi, sanzioni e aggio
Debiti esclusiTributi non dichiarativi, aiuti di Stato, IMU, contributi INAIL, debiti locali salvo adesione del comune
Effetti della domandaSospensione automatica delle procedure cautelari ed esecutive e estinzione del pignoramento con il pagamento della prima rata

Tabella 4 – Procedure del sovraindebitamento (Codice della crisi)

ProceduraSoggetti ammessiCaratteristiche principaliBenefici
Piano del consumatorePersone fisiche non imprenditriciProposta unilaterale di pagamento sottoposta all’omologa del tribunale; non richiede il voto dei creditori; può prevedere falcidie e dilazioniSospensione delle azioni esecutive; nuova possibilità di finanziamento dopo l’omologa
Accordo di ristrutturazione dei debitiDebitori non fallibili (professionisti, ditte sotto soglia)Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori; può includere transazioni fiscaliRiduzione dei debiti e ristrutturazione sostenibile
Liquidazione controllataPersone fisiche e microimpreseVendita del patrimonio con nomina di un liquidatore; il ricavato distribuito ai creditoriAlla chiusura si ottiene l’esdebitazione (cancellazione del residuo)
Esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII)Persone fisiche nullatenentiCancellazione totale dei debiti senza pagamento; procedimento semplificato con controllo quadriennaleFresh start: liberazione da ogni debito; obbligo di comunicare sopravvenienze per 4 anni
Esdebitazione immediata (art. 283 bis CCII)Debitori “insolventi senza colpa” (dal 2025)Procedura accelerata per cancellare i debiti di chi non ha beni né redditi; ampliata la platea e ridotti i tempiCancella i debiti in tempi rapidi; consente la ripartenza immediata

Domande frequenti (FAQ)

1. Sono un carpentiere e ho ricevuto una cartella esattoriale per contributi INPS non versati; posso rateizzare?
Sì. Puoi chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate Riscossione presentando una richiesta di dilazione. Per importi fino a 120 000 € la richiesta “semplice” consente fino a 84 rate per le istanze presentate nel 2025–2026 . Per importi superiori o per estendere le rate fino a 120 è necessario documentare la difficoltà economica .

2. Cosa succede se non pago le rate della rateizzazione?
Se non versi otto rate anche non consecutive decadi dal beneficio: l’intero importo residuo diventa esigibile in unica soluzione e non puoi ottenere una nuova dilazione per gli stessi carichi .

3. La rottamazione quinquies cancella anche le multe stradali?
Sì, la rottamazione quinquies consente di estinguere anche le sanzioni per violazioni del codice della strada affidate all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 , pagando solo la quota capitale e le spese di notifica, senza interessi né sanzioni.

4. Ho un’unica casa di proprietà con valore basso; l’Agenzia delle Entrate Riscossione può pignorarmela?
No, se l’abitazione è l’unico immobile di proprietà, non di lusso e residenza anagrafica del debitore, l’art. 76 D.P.R. 602/1973 vieta il pignoramento. L’esecuzione è possibile solo per debiti superiori a 120 000 € e dopo che è stata iscritta un’ipoteca da almeno sei mesi.

5. L’indennità di disoccupazione NASpI può essere pignorata?
Secondo la circolare INPS n. 130/2025, la NASpI è pignorabile nei limiti di un quinto, mentre la NASpI anticipata (erogata in unica soluzione) è pignorabile integralmente . Altre prestazioni come l’indennità di maternità o di malattia sono invece impignorabili.

6. Posso includere i debiti verso l’INPS o l’Agenzia delle Entrate in un piano del consumatore?
Sì, il piano del consumatore può comprendere anche debiti fiscali e contributivi. La Corte costituzionale (sentenza n. 245/2019) ha dichiarato illegittimo il divieto di falcidiare l’IVA, quindi oggi tutti i tributi possono essere inclusi nel piano. Inoltre l’art. 80 CCII permette la transazione fiscale con il Fisco .

7. Quali requisiti servono per l’esdebitazione del debitore incapiente?
È necessario dimostrare di non avere beni da liquidare né redditi pignorabili e di aver agito con meritevolezza. L’OCC verifica le dichiarazioni e il tribunale concede un decreto che cancella i debiti. Durante i successivi quattro anni il debitore deve segnalare eventuali sopravvenienze e destinare ai creditori quanto eccede il minimo vitale .

8. Posso chiedere l’esdebitazione immediata se ho un piccolo reddito?
L’esdebitazione immediata (art. 283 bis CCII) si applica ai debitori “insolventi senza colpa” che non hanno beni e non sono in grado di offrire alcuna utilità ai creditori. Se possiedi un reddito, anche minimo, che consente di pagare almeno il 10 % dei debiti, dovrai optare per un’altra procedura come il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione .

9. Come posso contestare un tasso usurario applicato da una banca?
Occorre calcolare il tasso effettivo globale includendo tutte le commissioni e remunerazioni, esclusi solo tributi e spese notarili . Se il tasso supera la soglia usura fissata trimestralmente dal MEF, la clausola è nulla e puoi chiedere la restituzione degli interessi pagati . Una perizia tecnica e l’assistenza di un avvocato specializzato sono indispensabili.

10. Ho un prestito personale e non riesco più a pagare; la banca può pignorare i miei attrezzi da carpentiere?
Gli attrezzi indispensabili per la tua professione sono protetti: possono essere pignorati solo entro il quinto del loro valore e soltanto se gli altri beni sono insufficienti . La tutela vale anche per altre professioni artigiane.

11. È possibile sospendere un pignoramento in corso con la rateizzazione?
Sì. La presentazione della domanda di rateizzazione e il pagamento della prima rata sospendono le azioni esecutive e, se si tratta di pignoramento già avviato, ne determinano l’estinzione al versamento della prima rata .

12. Cosa succede se ho già aderito a una precedente rottamazione e non ho pagato tutte le rate?
La rottamazione quinquies consente di ripescare i debiti residui, ma è necessario regolarizzare le rate scadute delle precedenti definizioni. In caso di decadenza dai precedenti piani occorre verificare la possibilità di riammissione.

13. Posso rateizzare anche i debiti verso un privato (fornitore) o la banca?
La rateizzazione prevista dall’art. 19 riguarda solo i carichi affidati all’agente della riscossione. Per debiti verso privati o banche si può richiedere un piano di rientro direttamente al creditore o proporre un accordo di ristrutturazione nell’ambito del Codice della crisi. Spesso conviene farsi assistere per negoziare condizioni e riduzioni.

14. Le spese legali e gli onorari dell’OCC possono essere rateizzati?
Le spese dell’OCC e dell’avvocato possono essere inserite nel piano e pagate in rate in base alle possibilità del debitore. Nei casi di esdebitazione incapiente lo Stato anticipa una parte dei costi attraverso il Fondo di solidarietà; occorre però verificare la normativa vigente.

15. La sospensione delle procedure esecutive vale anche per fermi amministrativi e ipoteche?
Sì. La domanda di rateizzazione o di rottamazione sospende i fermi amministrativi e impedisce l’iscrizione di nuove ipoteche; quelle già iscritte rimangono ma non producono effetti fino all’eventuale decadenza . La sospensione riguarda anche le ipoteche sui beni strumentali.

16. Esiste un limite al numero di rateizzazioni che posso chiedere?
Si può chiedere una sola proroga del piano di rateazione (art. 19 comma 1‑bis) . Se decadi per mancato pagamento di otto rate non puoi rateizzare nuovamente gli stessi carichi, ma puoi rateizzare altri carichi diversi .

17. Posso aderire contemporaneamente a rottamazione e rateizzazione?
In generale no, perché i carichi inseriti nella definizione agevolata non possono essere contestualmente rateizzati. Tuttavia per debiti diversi si può ottenere la rateizzazione e per altri la rottamazione. Va valutata attentamente la convenienza economica di ciascuna soluzione.

18. Cosa accade se ricevo un pignoramento dopo aver presentato il piano del consumatore?
La presentazione del piano del consumatore e la sua ammissione sospendono tutte le azioni esecutive. Il giudice può revocare pignoramenti e fermi in corso e vietare ai creditori di iniziarne di nuovi. Una volta omologato il piano, le azioni non possono proseguire a meno che il debitore non decada dal piano per inadempimento.

19. La banca può risolvere il mutuo se avvio una procedura di sovraindebitamento?
L’apertura di una procedura non comporta automaticamente la risoluzione del contratto di mutuo; la banca può partecipare come creditore e negoziare nel piano. Tuttavia se il mutuo è stato garantito da ipoteca, la banca può far valere il proprio privilegio e ottenere la vendita del bene nell’ambito della liquidazione. È dunque importante valutare se conviene salvare l’immobile mediante la proposta di un piano o lasciare la garanzia.

20. In caso di contenzioso con la banca, posso chiedere una consulenza tecnica d’ufficio (CTU)?
Sì. Nei giudizi contro le banche il giudice può disporre una CTU per verificare se il tasso applicato è usurario o se vi sono interessi anatocistici. La consulenza è spesso decisiva per accertare l’illegittimità del contratto e ridurre il debito.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’impatto degli strumenti illustrati, proponiamo alcune simulazioni numeriche basate su ipotesi realistiche. I calcoli sono stati effettuati con tabelle di ammortamento a tasso fisso.

Esempio 1 – Rottamazione quinquies con debito di 20 000 €

Supponiamo che un carpentiere abbia un debito fiscale di 20 000 € affidato alla riscossione. Grazie alla rottamazione quinquies paga solo l’imposta e le spese, senza sanzioni né interessi . Se decide di dilazionare in 54 rate bimestrali al tasso del 3 %, la rata bimestrale costante (ammortamento “alla francese”) è di circa 423,54 €. La tabella seguente riporta le prime cinque rate e le ultime tre, mostrando l’ammortamento progressivo:

RataPagamento (€)Quota interessiQuota capitaleSaldo residuo (€)
1423,54100,00323,5419 676,46
2423,5498,38325,1519 351,31
3423,5496,76326,7819 024,53
4423,5495,12328,4118 696,11
5423,5493,48330,0618 366,06
52423,546,29417,25840,76
53423,544,20419,33421,43
54423,542,11421,430,00

Nel corso dei nove anni (54 rate bimestrali) il contribuente paga complessivamente 22 860,90 €: 20 000 € di imposta e circa 2 860,90 € di interessi. In assenza di rottamazione, tra sanzioni e interessi moratori il debito avrebbe potuto superare 30 000 €.

Esempio 2 – Rateizzazione art. 19 per 50 000 €

Un imprenditore riceve una cartella da 50 000 € e presenta richiesta di dilazione per ottenere 84 rate mensili (richieste 2025–2026) . Assumendo un tasso d’interesse del 4 % annuo, la rata mensile costante è di circa 683,44 €. La prima rata comprende 166,67 € di interessi e 516,77 € di capitale; l’ultima rata comprende solo 2,27 € di interessi e 681,17 € di capitale. Dopo sette anni il debitore avrà pagato 57 409 €, di cui 7 409 € di interessi. Il vantaggio della rateizzazione è la possibilità di sospendere i pignoramenti e ripartire il debito in modo sostenibile, evitando misure più invasive.

Esempio 3 – Confronto tra contratto usurario e contratto lecito

Supponiamo che un carpenterie abbia sottoscritto un prestito di 30 000 € con tasso nominale del 12 % e spese accessorie pari al 3 %. Il TEG calcolato sommando interessi e commissioni risulta del 15 %. Se in quel trimestre il tasso soglia usura pubblicato dal MEF fosse del 14,25 %, il contratto sarebbe usurario. In tal caso la clausola degli interessi sarebbe nulla e il debitore dovrebbe restituire solo i 30 000 € di capitale, con diritto a ripetere gli interessi già pagati . Se invece il TEG fosse del 13,5 %, il contratto sarebbe lecito e il debitore dovrebbe pagare gli interessi pattuiti. Una perizia tecnica è indispensabile per verificare la natura usuraria.

Conclusione

Il carpentiere in cemento armato che si trova sommerso dai debiti non è solo: la legislazione italiana offre un ventaglio di soluzioni per difendersi e ripartire. Dalla semplice rateizzazione ai piani di rientro, dalla rottamazione quinquies alle transazioni fiscali, fino alle procedure di sovraindebitamento e all’esdebitazione immediata, esistono strumenti adatti a quasi ogni situazione. Conoscere i propri diritti – come la tutela della prima casa, i limiti al pignoramento dello stipendio e l’impignorabilità degli attrezzi di lavoro – permette di evitare che banche o Fisco superino il limite della legge.

Agire tempestivamente è fondamentale: molti rimedi hanno termini perentori e la mancanza di reazione può comportare la perdita di opportunità come la definizione agevolata o l’esdebitazione. Le recenti riforme (D.Lgs. 110/2024, Legge 199/2025, D.Lgs. 13/2025) hanno ampliato le possibilità di rateizzare, stralciare e cancellare i debiti, anche per chi non ha beni e vive in condizioni precarie . La giurisprudenza della Cassazione ha precisato i limiti dell’usura e ha rafforzato la tutela del debitore .

In questo contesto complesso, l’assistenza di un professionista esperto fa la differenza. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare analizzano ogni caso, individuano vizi e strategie, negoziano con le banche e l’Agenzia delle Entrate Riscossione, predispongono ricorsi, sospensioni e piani di rientro, accompagnando il debitore fino alla soluzione definitiva. L’avvocato è cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto al Ministero della Giustizia e fiduciario di un OCC, con competenze riconosciute a livello nazionale nel diritto bancario e tributario.

Se hai ricevuto atti di riscossione, pignoramenti, ipoteche o se i debiti con le banche ti soffocano, non rimandare. Ogni giorno di ritardo può comportare la perdita di diritti e opportunità. Rivolgiti subito a un professionista per valutare la tua situazione e attivare le difese più efficaci.

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