Introduzione: perché affrontare subito i debiti è essenziale
Il settore del fitness è cresciuto rapidamente negli ultimi anni e molti professionisti hanno deciso di aprire una palestra o di diventare personal trainer. Tuttavia, chi svolge l’attività di istruttore o consulente sportivo spesso ignora gli obblighi fiscali e previdenziali o non riesce a gestire in maniera ordinata le proprie finanze. La conseguenza è l’accumulo di debiti tributari e bancari: cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, ipoteche, pignoramenti su conto corrente, fermo amministrativo e segnalazioni in banca dati rischiano di paralizzare l’attività e compromettere il patrimonio personale.
Affrontare questi problemi tempestivamente è fondamentale per evitare l’aggravarsi delle sanzioni e l’avvio di procedure esecutive. L’ordinamento italiano offre numerosi strumenti di tutela: è possibile contestare la legittimità degli atti, negoziare rateizzazioni e definizioni agevolate dei debiti, ricorrere a piani del consumatore, accordi di ristrutturazione o al concordato minore della legge sul sovraindebitamento, ottenere la sospensione di fermi e pignoramenti e, in situazioni estreme, accedere all’esdebitazione. La Legge di bilancio 2026 ha introdotto la rottamazione-quinquies che permette di sanare le cartelle fino al 31 dicembre 2023 con un lungo piano di rientro e interessi ridotti , mentre il decreto legislativo 110/2024 (decreto riscossione) ha fissato il discarico automatico dei carichi affidati alla riscossione dopo cinque anni . Nel 2025, inoltre, la Cassazione ha precisato che, nel pignoramento speciale ex art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973, la banca deve versare all’Agente della riscossione non solo il saldo esistente sul conto corrente ma anche gli accrediti avvenuti nei sessanta giorni successivi .
Nel presente articolo analizziamo in dettaglio le norme, la giurisprudenza e le pratiche che un personal trainer può utilizzare per difendersi da fisco e banche. Il taglio è giuridico-divulgativo: ogni concetto giuridico è spiegato in modo chiaro e comprensibile, pur mantenendo rigore tecnico. L’obiettivo è fornire uno strumento utile a chi deve prendere decisioni immediate per salvare la propria attività e il proprio patrimonio.
Chi può aiutarti: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un cassazionista specializzato in diritto bancario e tributario. Coordina un team di avvocati e commercialisti con esperienza nazionale nella difesa di contribuenti e imprenditori. È Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Lo studio offre:
- Analisi degli atti: verifica di cartelle, avvisi di accertamento, intimazioni di pagamento e pignoramenti; controllo dei termini di notifica e della competenza degli uffici.
- Ricorsi e opposizioni: redazione e deposito di ricorsi alla Corte di giustizia tributaria, opposizioni all’esecuzione e opposizioni agli atti esecutivi.
- Rateizzazioni e rottamazioni: istanze di dilazione ex art. 19 D.P.R. 602/1973, adesione a definizioni agevolate come rottamazione-quater e rottamazione-quinquies .
- Procedure di sovraindebitamento: predisposizione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazioni controllate ai sensi della L. 3/2012 e del Codice della crisi d’impresa (CCII).
- Soluzioni giudiziali e stragiudiziali: trattative con banche e Agenzia delle Entrate, mediazioni bancarie, concordati preventivi e difesa in giudizio.
Se sei un personal trainer con debiti, contatta subito l’Avv. Monardo per una valutazione personalizzata: una consulenza tempestiva può evitarti ulteriori sanzioni, bloccare pignoramenti e salvare la tua attività.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
La difesa di chi ha debiti fiscali o bancari poggia su un articolato sistema normativo che comprende leggi ordinarie, decreti legislativi, circolari ministeriali e sentenze di Cassazione. Di seguito vengono illustrate le principali fonti, con particolare attenzione alle novità vigenti al 12 gennaio 2026.
1.1 Normativa sulla riscossione dei tributi e sulle cartelle
| Fonte | Contenuto chiave |
|---|---|
| D.P.R. 602/1973 – Riscossione delle imposte | Regola la notifica delle cartelle di pagamento, l’intimazione di pagamento e gli strumenti di esecuzione (pignoramento, fermo, ipoteca). L’art. 50 impone che se il concessionario non inizia l’esecuzione entro un anno dalla notifica della cartella, deve inviare un avviso con intimazione ad adempiere entro cinque giorni . Gli articoli 72 e 72‑bis disciplinano il pignoramento di fitti e crediti verso terzi; l’atto può contenere l’ordine al terzo (es. la banca) di pagare direttamente all’agente della riscossione entro 60 giorni per i crediti già esigibili e alle scadenze successive per quelli che maturano dopo . |
| D.Lgs. 29 luglio 2024 n. 110 – “Decreto riscossione” | Riforma il sistema di riscossione: introduce il discarico automatico dei carichi non riscossi dopo cinque anni e stabilisce che i carichi affidati all’Agenzia a decorrere dal 1° gennaio 2025 sono automaticamente discaricati se non riscossi entro il 31 dicembre del quinto anno . L’art. 3 prevede che la riscossione possa essere riaffidata su richiesta degli enti creditori o discaricata anticipatamente quando sono chiusi fallimenti, mancano beni aggredibili o non vi sono nuovi beni rispetto a quelli già escussi . L’art. 4 elenca i casi in cui il discarico è differito (pendenza di procedure esecutive o accordi di ristrutturazione) . |
| Legge 197/2022 (legge di bilancio 2023) – Rottamazione-quater | Ha introdotto la definizione agevolata delle cartelle affidate dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022: il contribuente paga solo imposta e spese di notifica, senza interessi e sanzioni. È possibile rateizzare in 18 rate con interessi al 2% e decadenza alla prima rata non pagata . |
| Legge 199/2025 (legge di bilancio 2026) – Rottamazione‑quinquies | Estende la definizione agevolata ai carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Permette il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (9 anni). Gli interessi di rateazione sono al 3% e la decadenza scatta dopo due rate non pagate . Ammette anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni se la decadenza è intervenuta entro il 30 settembre 2025 . |
| D.Lgs. 33/2025 – Testo unico versamenti e riscossione | Dal 1° gennaio 2026 sostituirà le norme della riscossione (artt. 72 e 72‑bis) con gli artt. 169 – 176 e racchiuderà in un unico testo la disciplina dei versamenti e della riscossione. La Cassazione ha già ritenuto che queste nuove disposizioni saranno sostanzialmente sovrapponibili a quelle vigenti . |
| D.Lgs. 110/2024 – Nuova rateizzazione | Aumenta il numero delle rate ottenibili per le dilazioni di pagamento: 84 rate per richieste nel 2025–2026, 96 rate per richieste nel 2027–2028 e 108 rate per richieste dal 2029 . Prevede fino a 120 rate per i debiti superiori a 120 000 € e, se il contribuente dimostra l’obiettiva difficoltà, da 85 a 120 rate anche per importi inferiori . |
| D.Lgs. 118/2021 – Composizione negoziata della crisi d’impresa | Consente all’imprenditore in difficoltà di chiedere la nomina di un esperto indipendente che favorisca la mediazione con i creditori tramite la piattaforma nazionale . È un procedimento volontario e stragiudiziale introdotto per prevenire l’insolvenza. |
| L. 3/2012 (legge sul sovraindebitamento) e CCII | Regolano le procedure di sovraindebitamento: piano del consumatore, accordo di ristrutturazione dei debiti e liquidazione controllata. La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il divieto di falcidia dell’IVA per queste procedure . Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 136/2024 ampliano la definizione di consumatore, permettono a più membri della stessa famiglia di presentare un’unica domanda quando il sovraindebitamento ha origine comune , e consentono una moratoria fino a due anni per il pagamento dei crediti privilegiati . |
| Codice della giustizia tributaria (D.Lgs. 119/2022, in vigore dal 1° gennaio 2026) | Sostituirà il D.Lgs. 546/1992. Riduce il termine per proporre ricorso da 60 a 30 giorni, prevede un processo interamente digitale con obbligo di domiciliazione elettronica, introduce giudici professionali tributari e udienze telematiche. Sarà obbligatoria la mediazione per controversie fino a 50 000 € . |
1.2 Giurisprudenza rilevante
Cassazione e pignoramento su conto corrente
Con la sentenza n. 28520/2025 la Corte di Cassazione ha stabilito che nel pignoramento speciale ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 la banca deve versare all’Agente della riscossione non solo il saldo esistente al momento della notifica ma anche gli importi che maturano sul conto nei sessanta giorni successivi . Ciò significa che il vincolo riguarda anche gli stipendi o altre entrate accreditate nel frattempo. La decisione è motivata dal tenore letterale dell’art. 72‑bis e dai principi del processo esecutivo .
La Corte ha inoltre anticipato che a partire dal 1° gennaio 2026 le norme della riscossione saranno sostituite dagli artt. 169 e seguenti del D.Lgs. 33/2025, ma ha evidenziato che il nuovo testo unico ricalca sostanzialmente la disciplina vigente .
Cassazione e sovraindebitamento
- Sentenza n. 9549/2025: nel piano del consumatore, la Cassazione ha chiarito che la moratoria per i crediti privilegiati (art. 8 L. 3/2012) costituisce un termine iniziale entro cui l’esecuzione può essere sospesa e non un termine finale. Ha anche riconosciuto che il giudice può omologare il piano senza il voto dei creditori privilegiati se la proposta è più conveniente della liquidazione .
- Sentenza n. 30108/2025: il debitore che non ha ottenuto l’esdebitazione nell’ambito del fallimento non può richiedere successivamente l’esdebitazione di incapiente ex art. 283 CCII per gli stessi debiti . La decisione ribadisce il principio di unicità dell’esdebitazione.
Fiscomania e decadenza dei termini
Le cartelle di pagamento devono essere notificate entro specifici termini: per i controlli automatizzati (art. 36‑bis DPR 600/1973) il termine è il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, mentre per i controlli formali (art. 36‑ter) è il quarto anno. La Cassazione ha stabilito che il termine per inviare l’avviso bonario non è perentorio . Un’altra decisione ha precisato che le proroghe legate alla pandemia non si sommano ai termini ordinari .
Corte Costituzionale
Con la sentenza n. 245/2019 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 7, comma 1, terzo periodo, della L. 3/2012 nella parte in cui vietava la falcidia dell’IVA. Da allora, nei piani di sovraindebitamento è possibile proporre il pagamento parziale dell’IVA .
Cassazione e fermi, ipoteche e intimazioni
La giurisprudenza ha chiarito che:
- L’intimazione di pagamento ex art. 50 DPR 602/1973 è ricorribile come avviso di mora; il ricorso va proposto entro 60 giorni (30 giorni dal 1° gennaio 2026) .
- Il fermo amministrativo è valido solo se iscritto al PRA e notificato; è illegittimo se il veicolo è strumentale all’attività professionale .
- La casa di abitazione non può essere venduta se è l’unico immobile del debitore e non di lusso; il debitore può chiedere l’annullamento del pignoramento .
- La banca che non versa le somme pignorate entro 60 giorni è responsabile e può essere destinataria di accertamento .
2. Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto
Quando l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione notifica una cartella o un avviso di accertamento a un personal trainer, è essenziale seguire una procedura ordinata per tutelare i propri diritti. Di seguito, una guida passo‑passo aggiornata alle ultime riforme.
2.1 Ricezione della cartella di pagamento
- Verificare la regolarità della notifica: l’atto può essere notificato via posta raccomandata, via PEC (art. 60‑ter DPR 600/1973) o tramite messo comunale. Se manca la prova della notifica (ricevuta PEC, AR), l’atto è nullo. Controllare anche la competenza territoriale dell’ufficio.
- Controllare termini di decadenza e prescrizione: la cartella deve essere emessa entro tre anni per i controlli automatizzati e quattro anni per i controlli formali . Verificare se sono trascorsi i termini e se ci sono proroghe legittime.
- Richiedere copia del ruolo e dell’estratto di ruolo: l’estratto consente di conoscere la natura del debito, le annualità e le somme dovute. Dal 2025 il decreto riscossione ha ampliato i casi in cui l’estratto e il ruolo sono impugnabili direttamente .
- Analisi dell’atto con un professionista: l’avvocato controlla la correttezza degli importi, la presenza di sanzioni illegittime, eventuali prescrizioni, la motivazione dell’atto e la legittimità della notifica.
2.2 Ricezione dell’intimazione di pagamento
L’intimazione arriva quando è trascorso un anno dalla notifica della cartella e la riscossione non è stata avviata. Il debitore ha 5 giorni per pagare; in caso contrario, l’agente può procedere con il pignoramento. La Cassazione equipara l’intimazione all’avviso di mora, rendendola ricorribile entro 60 giorni (termine che diventerà 30 giorni nel 2026) . Se non viene impugnata, la pretesa diviene definitiva e non è più possibile contestare la prescrizione.
2.3 Ricezione dell’avviso di accertamento
L’Agenzia delle Entrate può contestare redditi non dichiarati o spese ritenute non congrue (per esempio, un tenore di vita incompatibile con i ricavi dichiarati da un personal trainer). Dopo la notifica, il contribuente può:
- Presentare un’istanza di autotutela: chiedere all’ufficio l’annullamento o la rettifica dell’atto se vi sono errori evidenti (es. doppia imposizione, persona sbagliata).
- Proporre un ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni (30 giorni dal 2026). È possibile chiedere la sospensione dell’atto, dimostrando il rischio di danno grave e irreparabile.
- Accedere alla definizione agevolata o alla rottamazione se i carichi saranno affidati all’Agenzia di riscossione (dal 2000 in poi) .
2.4 Azioni esecutive: pignoramento, fermo e ipoteca
Se il debito non viene saldato né impugnato, l’Agenzia avvia l’esecuzione. Le principali misure sono:
- Pignoramento presso terzi (conto corrente): la banca riceve un ordine di pagamento ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973. Deve trattenere le somme esistenti e quelle che maturano nei successivi 60 giorni . Il debitore ha 60 giorni per chiedere la revoca se l’atto è nullo (ad esempio per mancanza dell’intimazione o prescrizione).
- Pignoramento dello stipendio o della pensione: per le entrate da lavoro dipendente lo stipendio è pignorabile in base a fasce: 1/10 fino a 2 500 €, 1/7 da 2 500 € a 5 000 € e 1/5 oltre 5 000 € .
- Fermo amministrativo sui veicoli: l’iscrizione al PRA blocca la circolazione del veicolo. È illegittimo se il veicolo è strumentale all’attività (ad esempio l’auto con cui il personal trainer si reca dai clienti) .
- Ipoteca sugli immobili: l’AER può iscrivere ipoteca per crediti superiori a 20 000 € previa notifica di preavviso con termine di 30 giorni . L’unica abitazione non di lusso non può essere espropriata .
3. Difese e strategie legali
Il personal trainer indebitato ha diverse strategie per contrastare cartelle, avvisi e pignoramenti. Di seguito sono illustrate le principali.
3.1 Impugnazione della cartella o dell’intimazione
L’impugnazione si propone con ricorso alla Corte di giustizia tributaria. Dal 2026 il termine sarà di 30 giorni, perciò è fondamentale agire prontamente. Le doglianze più frequenti sono:
- Vizi di notifica: l’atto è nullo se notificato a indirizzo PEC errato, a persona sbagliata, a indirizzo diverso da quello anagrafico o oltre i termini. Ad esempio, un avviso inviato a un vecchio domicilio senza fare ricerche anagrafiche è invalido.
- Decadenza e prescrizione: se l’ufficio emette la cartella oltre i termini (3 anni per controlli automatizzati, 4 anni per i controlli formali ) si può chiedere l’annullamento. Per le cartelle antecedenti, verificare le proroghe legittime.
- Difetto di motivazione: l’avviso di accertamento deve esporre i fatti e le ragioni giuridiche; un avviso generico può essere annullato per violazione dell’art. 7 della L. 212/2000 (Statuto del contribuente).
- Prescrizione del titolo esecutivo: dopo la notifica della cartella, il diritto alla riscossione si prescrive in 10 anni (5 anni per sanzioni amministrative). Se l’AER non compie atti interruttivi entro tali termini, il debito può essere dichiarato prescritto.
In sede di ricorso si può anche chiedere la sospensione dell’atto, dimostrando il danno grave e irreparabile (per esempio, la chiusura dell’attività o la compromissione dei rapporti bancari).
3.2 Rateizzazione del debito
L’art. 19 D.P.R. 602/1973 consente la dilazione dei pagamenti. Fino al 2024 erano previste 72 rate mensili, ma il decreto riscossione ha elevato il numero massimo a 84 rate per le richieste presentate nel 2025–2026, 96 rate per quelle nel 2027–2028 e 108 rate dal 2029 . La riforma prevede anche la possibilità di concedere fino a 120 rate se il contribuente dimostra l’obiettiva difficoltà economica .
Per debiti fino a 120 000 €, è sufficiente la dichiarazione di temporanea difficoltà; per debiti superiori occorre dimostrare l’effettiva incapacità di pagamento. La rateizzazione sospende le azioni esecutive e impedisce l’iscrizione di ipoteche e fermi. È importante pagare la prima rata per evitare l’avvio di esecuzioni; nel pignoramento speciale, il pagamento della prima rata sospende l’obbligo di versamento da parte della banca .
3.3 Definizione agevolata: rottamazione-quater e rottamazione-quinquies
Le rottamazioni consentono di estinguere i debiti versando solo il capitale e le spese. La rottamazione-quater (Legge 197/2022) ha riguardato i carichi affidati dal 2000 al 30 giugno 2022, con pagamento in 18 rate e interessi al 2% .
La rottamazione‑quinquies introdotta dalla Legge di bilancio 2026 (Legge 199/2025) è più favorevole:
- Ambito di applicazione: carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 .
- Debiti esclusi: restano fuori i debiti derivanti da accertamenti fiscali e i contributi richiesti a seguito di accertamento .
- Modalità di pagamento: unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o 54 rate bimestrali. Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 . È dovuto un interesse del 3% annuo dal 1° agosto 2026 .
- Decadenza: si decade dal beneficio solo dopo due rate mancanti, anche non consecutive .
- Seconda opportunità: possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni se la decadenza è avvenuta entro il 30 settembre 2025 .
L’istanza deve essere presentata online entro il 30 aprile 2026; l’Agenzia fornirà entro 20 giorni le modalità telematiche .
3.4 Stralcio dei mini‑debiti
Le leggi di bilancio recenti hanno previsto lo stralcio automatico dei mini‑debiti fino a 1 000 € riferiti ai carichi affidati dal 2000 al 2010. L’annullamento è stato applicato in due fasi: nel 2023 per le sanzioni e nel 2024 per l’intero importo residuo. I debiti cancellati non devono essere pagati né saranno oggetto di pignoramenti.
3.5 Accordo di ristrutturazione e piano del consumatore
Se il debito è insostenibile, il personal trainer può accedere alle procedure previste dalla L. 3/2012 (ora integrata nel CCII). Le soluzioni principali sono:
- Piano del consumatore: destinato a persone fisiche senza partita IVA al momento dell’accesso. Consente la ristrutturazione dei debiti senza il consenso dei creditori. La Cassazione n. 9549/2025 ha chiarito che la moratoria per i crediti privilegiati è un termine iniziale e che il giudice può omologare il piano anche contro il voto dei creditori se la proposta è più conveniente . Con le modifiche del D.Lgs. 136/2024, la moratoria può arrivare a due anni .
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: richiede l’adesione della maggioranza dei creditori (60%) e prevede il pagamento parziale dei debiti. È indicato quando l’attività del debitore (es. personal trainer titolare di centro fitness) genera flussi di cassa sufficienti.
- Liquidazione controllata: comporta la vendita del patrimonio per soddisfare i creditori. È una procedura residuale. Al termine, il debitore può chiedere l’esdebitazione delle obbligazioni non soddisfatte, purché abbia tenuto un comportamento corretto.
- Esdebitazione del debitore incapiente: il CCII ha introdotto la possibilità di cancellare i debiti per chi, al termine della liquidazione, non ha beni da liquidare. Tuttavia la Cassazione n. 30108/2025 ha ribadito che l’esdebitazione non può essere richiesta da chi l’ha già ottenuta o avrebbe potuto ottenerla in una precedente procedura .
3.6 Composizione negoziata e concordato preventivo
Per i personal trainer che gestiscono una palestra o società e si trovano in crisi, il D.Lgs. 118/2021 permette di avviare una composizione negoziata: è una procedura stragiudiziale in cui un esperto nominato dal Ministero assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori . L’accesso è volontario e l’obiettivo è evitare la liquidazione giudiziale (fallimento). Se non si raggiunge un accordo, l’imprenditore può accedere al concordato minore o ad altri strumenti del CCII.
3.7 Altre difese: opposizioni e istanze
- Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.: si contesta l’inesistenza del titolo esecutivo (es. debito prescritto, cartella nulla).
- Opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.: si impugnano vizi formali del pignoramento, del fermo o dell’ipoteca (es. mancanza di firma, omissione dell’intimazione).
- Istanza di sospensione della riscossione: può essere presentata quando si propone ricorso; il giudice può sospendere l’esecuzione se sussiste un danno grave e irreparabile.
4. Strumenti alternativi
Oltre alle soluzioni esaminate, esistono altri strumenti utili per gestire i debiti:
4.1 Saldo e stralcio
Consente di chiudere una posizione debitoria pagando un importo inferiore a quello dovuto, concordato con l’ente creditore. Viene utilizzato soprattutto con banche e finanziarie. L’accordo va formalizzato per iscritto e prevede la cancellazione della posizione in CRIF.
4.2 Transazione fiscale
All’interno delle procedure di concordato minore o accordo di ristrutturazione è possibile proporre il pagamento parziale delle imposte e dei contributi. La transazione richiede l’approvazione dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 245/2019, è ammessa la falcidia anche dell’IVA .
4.3 Piano di rientro bancario
Le banche sono spesso disponibili a rinegoziare i mutui o a concedere piani di rientro sui finanziamenti quando il debitore dimostra la volontà di pagare e fornisce garanzie. È consigliabile proporre un piano sostenibile supportato da un professionista.
4.4 Mediazione bancaria e arbitrato
Per i contenziosi con le banche è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o al Conciliatore Bancario e Finanziario. Questi strumenti offrono soluzioni rapide e a basso costo per contestare anatocismo, applicazione di interessi usurari o segnalazioni illegittime in CRIF.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare le notifiche: non ritirare la raccomandata o ignorare la PEC non annulla l’atto. La compiuta giacenza produce effetti e il termine per impugnare decorre comunque.
- Aspettare troppo: molti contribuenti si rivolgono al professionista quando ormai i termini sono scaduti o sono iniziate le esecuzioni. È fondamentale agire entro i 60 giorni (30 dal 2026) dalla notifica.
- Confondere cartella e intimazione: la cartella contiene l’iscrizione a ruolo; l’intimazione è un preavviso di esecuzione. Non impugnare quest’ultima equivale a rinunciare alla difesa .
- Pagare senza verificare: spesso le cartelle contengono somme non dovute o già pagate. Prima di aderire a un piano di pagamento, occorre verificare la legittimità del debito e valutare se conviene una definizione agevolata o un ricorso.
- Trascurare i contributi previdenziali: l’INPS ha tempi di prescrizione diversi (5 anni). Le omissioni contributive possono essere rateizzate e rottamate. I contributi richiesti in seguito ad accertamento non rientrano nella rottamazione-quinquies .
- Utilizzare il conto corrente personale per l’attività: mescolare i flussi personali e professionali rende difficile contestare pignoramenti. È consigliabile avere conti separati per l’attività e per le spese personali.
- Non conservare ricevute e documenti: per impugnare un atto o dimostrare pagamenti effettuati occorre esibire prove. È importante archiviare tutte le comunicazioni dell’Agenzia, le ricevute F24, i piani di rateizzazione e i versamenti.
- Sottovalutare le segnalazioni in banca dati: ritardi nel pagamento di rate di mutuo o finanziamenti portano alla segnalazione in CRIF o Centrale Rischi. Ciò compromette la possibilità di ottenere nuovi finanziamenti. Prima di finire in default conviene negoziare un piano di rientro.
6. Tabelle riepilogative
Le tabelle seguenti sintetizzano le principali norme, termini e strumenti difensivi per i personal trainer con debiti.
6.1 Termini di decadenza e prescrizione
| Tipologia di atto | Norma | Termine di emissione | Termine per ricorso (fino al 31/12/2025) | Termine per ricorso (dal 01/01/2026) |
|---|---|---|---|---|
| Cartella derivante da controlli automatizzati (36‑bis) | Art. 25 DPR 602/1973 | 3° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione | 60 giorni | 30 giorni |
| Cartella derivante da controlli formali (36‑ter) | Art. 25 DPR 602/1973 | 4° anno successivo | 60 giorni | 30 giorni |
| Avviso di accertamento | Art. 43 DPR 600/1973 | 5 anni (o 8 in caso di dichiarazione infedele) | 60 giorni | 30 giorni |
| Intimazione di pagamento | Art. 50 DPR 602/1973 | Non oltre un anno dalla cartella | 60 giorni | 30 giorni |
| Pignoramento | Art. 72 e 72‑bis DPR 602/1973 | Dopo 5 giorni dall’intimazione | 20 giorni per opposizione | 20 giorni |
6.2 Differenze tra rottamazione-quater e rottamazione-quinquies
| Caratteristica | Rottamazione-quater (L. 197/2022) | Rottamazione-quinquies (L. 199/2025) |
|---|---|---|
| Carichi ammissibili | 1/1/2000 – 30/6/2022 | 1/1/2000 – 31/12/2023 |
| Numero di rate | 18 rate trimestrali (≈5 anni) | 54 rate bimestrali (≈9 anni) |
| Interesse di rateazione | 2% annuo | 3% annuo |
| Decadenza | Una rata non pagata | Due rate non pagate |
| Riammissione | Non prevista | Prevista per chi è decaduto da precedenti rottamazioni entro il 30/09/2025 |
| Prima rata | 31/10/2023 e 30/11/2023 | 31/07/2026 (prime tre rate il 31/07, 30/09, 30/11 2026) |
6.3 Rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973 dopo il D.Lgs. 110/2024
| Richieste presentate | Rate mensili massime (se difficoltà temporanea) | Rate mensili massime (se difficoltà dimostrata) |
|---|---|---|
| 2025–2026 | 84 | 85–120 |
| 2027–2028 | 96 | 97–120 |
| Dal 2029 | 108 | 109–120 |
| Debiti >120 000 € | Fino a 120 rate | Fino a 120 rate |
6.4 Pignoramento su conto corrente (art. 72‑bis)
| Situazione | Obbligo della banca | Riferimento |
|---|---|---|
| Saldo attivo al momento della notifica | Pagare immediatamente all’agente della riscossione il saldo esistente | Cass. 28520/2025 |
| Accrediti nei 60 giorni successivi | Devono essere versati all’Agenzia, fino a concorrenza del credito, anche se il saldo iniziale era negativo | Cass. 28520/2025 |
| Saldo negativo al momento della notifica | L’obbligo sorge per i crediti che maturano entro 60 giorni. Non serve dichiarazione del terzo | Cass. 28520/2025 |
| Pago la prima rata della rottamazione o rateizzazione | Le procedure esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti) vengono sospese | Art. 72‑bis e prassi AER |
7. FAQ – Domande frequenti
- Ho ricevuto un’intimazione di pagamento: quanti giorni ho per agire?
Fino al 31 dicembre 2025 hai 60 giorni per impugnare l’intimazione; dal 2026 i giorni saranno 30 . Se non fai ricorso, il debito diventa definitivo e l’AER può avviare il pignoramento dopo cinque giorni .
- Posso rateizzare qualsiasi cartella?
Puoi rateizzare quasi tutti i debiti fiscali e contributivi attraverso l’istanza ex art. 19 D.P.R. 602/1973. Sono esclusi i debiti relativi a risorse proprie dell’Unione Europea e a somme derivanti da procedure di recupero di aiuti di Stato. Il D.Lgs. 110/2024 ha aumentato le rate massime da 72 fino a 120 .
- Che differenza c’è tra rottamazione e rateizzazione?
Con la rateizzazione paghi l’intero debito (imposta, interessi, sanzioni, aggio) suddiviso in rate. Con la rottamazione paghi solo il capitale e le spese di notifica; interessi e sanzioni sono cancellati. Tuttavia il piano di rottamazione (54 rate nella quinquies) può essere più lungo e comporta comunque un interesse di rateazione del 3% .
- Sono un personal trainer con partita IVA chiusa: posso accedere al piano del consumatore?
Sì, la definizione di consumatore è stata ampliata dal D.Lgs. 136/2024: può accedere chi aveva esercitato attività d’impresa ma l’ha cessata da almeno un anno . Se l’attività è stata chiusa da meno di un anno, si può ricorrere al concordato minore.
- È vero che l’IVA non può essere falcidiata nei piani di sovraindebitamento?
No. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di falcidia dell’IVA . Oggi è possibile proporre un pagamento parziale anche per l’IVA, fermo restando che l’Agenzia delle Entrate dovrà esprimere un parere e il giudice verificherà la convenienza rispetto alla liquidazione.
- Cosa succede se non pago due rate della rottamazione-quinquies?
Decadi dal beneficio e il debito residuo torna esigibile con interessi e sanzioni. A differenza della rottamazione‑quater, nella quinquies la decadenza scatta solo dopo due rate non versate .
- Se ho aderito alla rottamazione-quater e sono decaduto, posso aderire alla quinquies?
Sì, la legge di bilancio 2026 consente di includere nella rottamazione‑quinquies i carichi per cui si è decaduti da precedenti definizioni agevolate, a condizione che la decadenza sia avvenuta entro il 30 settembre 2025 .
- Ho un debito INPS per contributi: rientra nella rottamazione?
Sì, i contributi previdenziali dovuti all’INPS rientrano nella rottamazione se derivano da omesso versamento; sono esclusi i contributi richiesti a seguito di accertamento .
- La banca può bloccare tutti i soldi del mio conto?
No. Con il pignoramento speciale ex art. 72‑bis, la banca deve versare all’AER il saldo attivo e gli accrediti nei 60 giorni successivi . Eventuali somme eccedenti o depositate dopo i 60 giorni restano libere. Se il tuo conto è cointestato, la quota pignorabile è solo quella riferibile al debitore.
- Posso continuare a usare il veicolo se mi applicano il fermo amministrativo?
Tecnicamente il fermo impedisce la circolazione; tuttavia, se il veicolo è strumentale all’attività (es. automobile per spostamenti ai corsi di fitness), è possibile chiedere la sospensione o l’annullamento del fermo .
- Cosa comporta l’adozione del Codice della giustizia tributaria?
Dal 1° gennaio 2026 le controversie tributarie saranno regolate da un nuovo codice: i giudici saranno professionali, il processo sarà digitale e il termine per proporre ricorso passerà da 60 a 30 giorni . Sarà obbligatorio depositare gli atti via PEC e avviare la mediazione per cause sotto i 50 000 €.
- Come funziona la composizione negoziata della crisi d’impresa?
L’imprenditore (anche individuale) che anticipa una situazione di crisi può chiedere, tramite la piattaforma nazionale, la nomina di un esperto che lo assista nelle trattative con i creditori. La procedura è volontaria e non determina l’apertura della liquidazione .
- Posso impugnare un preavviso di ipoteca?
Sì. Il preavviso è un atto autonomamente impugnabile: hai 30 giorni per contestarlo (60 fino al 2025) e far valere vizi di notificazione o prescrizione .
- Quali sono i limiti di pignorabilità dello stipendio?
Per i pignoramenti fiscali, la quota massima trattenibile è 1/10 per stipendi fino a 2 500 €, 1/7 tra 2 500 € e 5 000 €, 1/5 oltre 5 000 € . Per le pensioni esiste una soglia di impignorabilità pari a 1,5 volte l’assegno sociale.
- Se non posso pagare nulla, posso ottenere l’esdebitazione?
La legge prevede l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII), ma solo se, al termine della liquidazione controllata, il patrimonio non è sufficiente e il debitore ha collaborato correttamente. Non è possibile chiedere l’esdebitazione se si è già beneficiato di tale misura o se si sarebbe potuta ottenere in una precedente procedura .
- La segnalazione in CRIF può essere cancellata?
Sì, dopo il pagamento o il saldo e stralcio del debito è possibile chiedere la cancellazione della segnalazione. In caso di dati inesatti o violazioni della normativa sulla privacy, si può presentare reclamo al Garante e ricorrere all’Autorità giudiziaria.
- Posso vendere un bene durante la procedura di sovraindebitamento?
Nel piano del consumatore e nell’accordo di ristrutturazione è vietato compiere atti eccedenti l’ordinaria amministrazione senza autorizzazione del giudice . Nell’attività professionale, quindi, la vendita di attrezzature della palestra o dell’immobile richiede l’autorizzazione.
- Quali costi ha la procedura di sovraindebitamento?
I costi comprendono l’onorario del professionista, i compensi del Gestore della crisi (OCC) e le spese di giustizia. Tuttavia questi costi sono proporzionati all’attivo realizzabile e possono essere pagati con le somme destinate ai creditori. In caso di incapacità economica, il giudice può disporre la gratuità.
- Se non pago le rate di un piano del consumatore cosa succede?
Il giudice può dichiarare la risoluzione del piano e i creditori tornano a essere legittimati a procedere esecutivamente. È fondamentale attenersi alle scadenze previste.
- Posso aderire alla rottamazione-quinquies se ho un contenzioso pendente?
Sì, ma bisogna rinunciare al giudizio relativo ai carichi che si intende definire . La rinuncia comporta la cessazione della materia del contendere e non dà diritto al rimborso delle spese legali.
8. Simulazioni pratiche
8.1 Personal trainer con debito da cartella esattoriale
Scenario: Marco, personal trainer a partita IVA, riceve nel gennaio 2026 una cartella di pagamento per 25 000 € relativa al 2021. La cartella riguarda imposte non versate risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Marco non ha mai ricevuto precedenti avvisi. La cartella è stata notificata tramite PEC il 5 gennaio 2026. Marco ha un’auto che utilizza per lavoro e una casa in comproprietà con il coniuge. Ha 12 000 € di risparmi sul conto.
Analisi:
- Verifica notifica: la PEC è valida se inviata all’indirizzo registrato nell’INI-PEC. Marco deve conservare la ricevuta di avvenuta consegna.
- Termine per ricorso: la cartella è stata notificata dopo l’entrata in vigore del Codice di giustizia tributaria, quindi il ricorso deve essere proposto entro 30 giorni, cioè entro il 4 febbraio 2026 . Marco deve agire subito.
- Verifica termini di decadenza: la cartella riguarda l’anno d’imposta 2021; il termine di emissione era il 31 dicembre 2025 (terzo anno successivo). La cartella è stata emessa entro il termine .
- Difetti di motivazione: se la cartella non espone le ragioni del recupero o si riferisce a un avviso bonario non notificato, Marco può contestare la violazione dell’art. 3 della L. 241/1990 e dell’art. 7 della L. 212/2000.
- Rateizzazione: Marco può presentare un’istanza di rateizzazione. Poiché il debito è inferiore a 120 000 €, può ottenere fino a 84 rate (richiesta nel 2026) . La prima rata sospenderà eventuali pignoramenti .
- Rottamazione-quinquies: Marco può aderire alla definizione agevolata entro il 30 aprile 2026. Il debito rientra nel periodo 2000–2023 . Pagherà il capitale (25 000 €) e le spese, senza sanzioni né interessi. Può optare per 54 rate (≈ 463 € al mese) con interessi al 3%. Se salta due rate, decade .
- Tutela del patrimonio: poiché Marco possiede una casa in comproprietà, l’AER potrebbe iscrivere ipoteca; tuttavia la casa non può essere espropriata se è l’unica abitazione non di lusso . L’auto, essendo strumentale, non può essere sottoposta a fermo .
- Esdebitazione: se Marco non è in grado di pagare e non possiede beni, può valutare il piano del consumatore. In questo caso, l’avvocato presenterà una proposta di pagamento parziale; i creditori non possono pretendere il saldo intero se la proposta è più conveniente della liquidazione .
8.2 Personal trainer con debiti bancari e fiscali
Scenario: Laura gestisce un piccolo studio di fitness ed è co‑titolare di un mutuo ipotecario. A causa di spese impreviste e riduzione dei clienti, accumula arretrati di mutuo per 15 000 €, rate non pagate di finanziamenti per attrezzature per 10 000 € e debiti fiscali per 20 000 €. L’AER iscrive ipoteca sull’immobile e la banca minaccia la revoca del fido. Laura non ha liquidità immediata ma continua a incassare 3 000 € al mese.
Strategia:
- Analisi della situazione: l’avvocato valuta la sostenibilità dell’attività. Se l’impresa è ancora vitale, conviene evitare la liquidazione e ricorrere a un accordo di ristrutturazione.
- Rottamazione o rateizzazione: per i debiti fiscali Laura può aderire alla rottamazione-quinquies, eliminando sanzioni e interessi. Può pagare in 54 rate con interessi al 3% .
- Piano di rientro bancario: con l’assistenza del professionista, Laura propone alla banca un piano di rientro su 60 mesi, offrendo garanzie (ipoteca di secondo grado o polizza assicurativa). L’adesione alla rottamazione dimostra la volontà di pagare e aumenta la probabilità di accettazione.
- Accordo di ristrutturazione: l’avvocato valuta l’opportunità di presentare un accordo di ristrutturazione dei debiti nell’ambito della L. 3/2012. Prevede il pagamento parziale di debiti fiscali e bancari e richiede l’adesione della maggioranza dei creditori. Grazie alla falcidia dell’IVA e alla moratoria di due anni per i crediti privilegiati , Laura potrebbe pagare solo il 60% del debito in cinque anni.
- Tutela della casa: la banca potrà espropriare l’immobile in caso di insolvenza. Tuttavia, se la casa è l’unica abitazione e non di lusso, la procedura espropriativa dell’AER non è consentita . Per il debito bancario, si può negoziare un saldo e stralcio o convertire il mutuo in un affitto con riscatto.
9. Conclusione: agire subito con l’assistenza di un professionista
Il personal trainer che accumula debiti fiscali o bancari deve affrontare una normativa complessa e in continua evoluzione. Le riforme del 2024–2026 hanno introdotto importanti novità: il decreto riscossione prevede il discarico automatico dopo cinque anni , il Codice della giustizia tributaria riduce i termini di ricorso , la rottamazione-quinquies permette di sanare i carichi fino al 31 dicembre 2023 con 54 rate bimestrali , e le procedure di sovraindebitamento sono state ampliate e rese più flessibili . La giurisprudenza della Cassazione ha chiarito che la banca deve versare anche gli accrediti successivi al pignoramento e che l’esdebitazione non può essere ottenuta più volte .
Di fronte a queste opportunità e rischi, è fondamentale agire tempestivamente. Ignorare le notifiche o ritardare le azioni può comportare la perdita delle difese e l’avvio di esecuzioni forzate. Il supporto di un professionista esperto consente di valutare la legittimità degli atti, scegliere la strategia più conveniente (ricorso, rateizzazione, rottamazione, piano del consumatore, accordo di ristrutturazione) e tutelare il patrimonio.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare sono a disposizione per aiutarti a bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e cartelle. Grazie alla competenza maturata nella difesa di contribuenti e imprenditori, lo studio offre soluzioni tempestive e concrete: dall’analisi degli atti all’elaborazione di piani di rientro, dalla negoziazione con l’AER e le banche alla rappresentanza in giudizio.
✨ Non aspettare che la situazione peggiori: contatta subito l’Avv. Monardo per una consulenza personalizzata. Un’azione rapida può salvare la tua attività, proteggere il tuo patrimonio e restituirti serenità.