Meccatronico con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Immaginare la vita di un meccatronico significa pensare a un professionista dinamico, spesso artigiano o titolare di piccola impresa, che gestisce autofficine e servizi d’assistenza per auto e moto. A differenza del semplice meccanico, il meccatronico gestisce anche la componente elettronica dei veicoli. Questa figura altamente specializzata investe continuamente in attrezzature e aggiornamento professionale, lavora a stretto contatto con clienti privati e aziende e vive un costante equilibrio tra la necessità di offrire un servizio puntuale e la gestione economica della propria attività.

Il quadro normativo e fiscale italiano è complesso e in continua evoluzione. Accumulare debiti può accadere più facilmente di quanto si pensi: bastano qualche fattura non pagata, ritardi nei versamenti contributivi, un mutuo oneroso o un investimento mal calcolato. È proprio in questi contesti che il meccatronico si ritrova a dover fronteggiare un fisco sempre più aggressivo e banche poco comprensive, con procedure di riscossione, cartelle esattoriali, pignoramenti e interessi usurari che rischiano di paralizzare l’attività. È fondamentale conoscere i propri diritti, le leggi vigenti e le strategie difensive per proteggersi e rimettersi in carreggiata.

In questo articolo analizzeremo in modo dettagliato:

  • Le normative fiscali e bancarie che regolano le procedure di riscossione, la definizione agevolata dei debiti e la disciplina dell’usura, con attenzione alle ultime riforme (Legge 199/2025 sulla rottamazione qunquies, Dlgs 33/2025 sul Testo Unico della riscossione, Dlgs 13/2024 sul processo tributario, Legge 3/2012 e Dlgs 14/2019 sulla crisi da sovraindebitamento e codice della crisi).
  • Le sentenze più aggiornate della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale e dei tribunali in tema di pignoramento esattoriale, anatocismo bancario, usura e accertamento con adesione, come la sentenza n. 28520/2025 della Cassazione che chiarisce l’efficacia del pignoramento per 60 giorni , l’ordinanza n. 14575/2025 sui contratti di leasing e la nullità del contratto senza piano di ammortamento , le decisioni sulla validità dell’ammortamento alla francese e le massime delle sezioni unite sul piano del consumatore .
  • La procedura passo‑passo per impugnare cartelle esattoriali, chiedere la sospensione di un pignoramento, accedere alla definizione agevolata o alla rottamazione, e presentare un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia tributaria.
  • Le difese e le strategie legali che consentono di contestare debiti bancari e fiscali: dalla sospensione del pignoramento ex art. 72‑bis DPR 602/1973 , all’accertamento con adesione che sospende i termini per ricorrere per 90 giorni , alla contestazione degli interessi usurari con le norme della legge 108/1996 e della giurisprudenza recente .
  • Gli strumenti alternativi di risoluzione come la definizione agevolata, la rottamazione quinquies e i piani del consumatore previsti dalla Legge 3/2012, l’esdebitazione del debitore incapiente ai sensi dell’art. 283 del Codice della Crisi e la negoziazione assistita con l’Esperto della Crisi introdotta dal D.L. 118/2021 .
  • I principali errori da evitare e i consigli pratici per meccatronici, imprenditori e professionisti che si trovano in difficoltà finanziaria, accompagnati da simulazioni numeriche e tabelle riepilogative.

Chi è l’avv. Giuseppe Angelo Monardo

Nel percorso di difesa e risanamento del debito è fondamentale rivolgersi a un professionista esperto. L’avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista e fondatore dell’omonimo studio, coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati a livello nazionale in diritto bancario e tributario. È gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e consulente per il sovraindebitamento per numerose famiglie e imprenditori. La sua esperienza comprende ricorsi in Cassazione, sospensioni di pignoramenti, trattative con agenti della riscossione e istituti di credito, predisposizione di piani del consumatore e accordi di ristrutturazione.

Lo studio dell’avv. Monardo offre:

  • Analisi della posizione debitoria, verifica degli atti e valutazione delle illegittimità o dei vizi procedurali;
  • Ricorsi e opposizioni contro cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti;
  • Trattative con le banche e gli agenti della riscossione, negoziazione di piani di rientro, accordi stragiudiziali e transazioni;
  • Piani del consumatore e concordati minori, predisposizione di domande di sovraindebitamento e assistenza completa presso l’OCC;
  • Accesso alla definizione agevolata e alla rottamazione, con calcolo delle somme dovute, presentazione delle domande e gestione dei versamenti.

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1 Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Il sistema di riscossione fiscale: DPR 602/1973, Testo Unico del 2025 e DLgs 33/2025

La riscossione dei tributi in Italia avviene principalmente attraverso il ruolo: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AER) forma un elenco dei debitori e delle somme dovute che viene notificato mediante cartelle esattoriali. Il DPR 602/1973 disciplina la riscossione coattiva e contiene l’articolo 72-bis, introdotto nel 2005, che consente all’agente della riscossione di pignorare crediti del debitore verso terzi con una procedura semplificata. La Cassazione ha confermato che l’art. 72‑bis consente di ordinare direttamente al terzo (banca o datore di lavoro) il pagamento delle somme dovute senza necessità di un provvedimento del giudice .

Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il Testo unico in materia di versamenti e di riscossione (Dlgs 33/2025), che sostituirà gli articoli 72 e seguenti del DPR 602/1973 . Il nuovo testo riordina e razionalizza le norme sulla riscossione e mantiene, in sostanza, le disposizioni vigenti, confermando la possibilità per l’agente della riscossione di notificare l’ordine di pagamento al terzo pignorato (artt. 169‑176 Dlgs 33/2025). Fino a tale data, restano applicabili gli articoli 72 e 72‑bis del DPR 602/1973:

  • Art. 72 DPR 602/1973 (Pignoramento di fitti o pigioni): prevede che l’atto di pignoramento contiene l’ordine all’affittuario o all’inquilino di pagare direttamente al concessionario i fitti e le pigioni scadute e quelle a scadere .
  • Art. 72‑bis DPR 602/1973 (Pignoramento dei crediti verso terzi): stabilisce che l’atto di pignoramento può contenere l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente all’agente della riscossione entro 60 giorni dalla notifica per le somme già esigibili e alle rispettive scadenze per le somme future . La Cassazione ha chiarito che il pagamento deve avvenire entro 60 giorni per i crediti esigibili e che l’obbligo del terzo si estende anche alle somme che maturano successivamente, fino a concorrenza del credito .

Con la sentenza n. 28520/2025, la Corte di Cassazione ha sancito che il vincolo del pignoramento esattoriale permane per l’intero periodo di 60 giorni (“spatium deliberandi”), a prescindere dal momento in cui il terzo effettua il primo pagamento . La banca deve quindi versare all’agente della riscossione il saldo attivo del conto corrente anche se maturato dopo il pignoramento, purché si sia formato entro i 60 giorni . Questa interpretazione, confermata dalla massima redatta dal Ce.R.D.E.F., evita che la banca liberata con il primo pagamento sia esonerata da ulteriori versamenti durante il periodo di efficacia del pignoramento e assicura al fisco la riscossione integrale delle somme dovute.

1.2 La definizione agevolata e la rottamazione quinquies

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie misure di definizione agevolata per consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione riducendo sanzioni e interessi. La più recente è la rottamazione quinquies prevista dalla Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). Essa consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo affidati all’agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo l’imposta e le somme dovute a titolo di capitale, con l’eliminazione delle sanzioni, degli interessi di mora e degli interessi di riscossione. Le principali caratteristiche della rottamazione quinquies sono:

  • Termini di presentazione: la domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 .
  • Modalità di pagamento: il contribuente può scegliere di pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali, cioè in 9 anni, con interessi al 3% annuo a partire dal 1 agosto 2026 .
  • Ambito oggettivo: comprende debiti affidati tra il 2000 e il 2023, ma sono escluse le cartelle ricomprese nelle precedenti rottamazioni se le relative rate sono state integralmente pagate entro il 30 settembre 2025 . Sono inclusi gli importi relativi a multe stradali, ma il beneficio riguarda soltanto interessi e aggio, non le sanzioni vere e proprie .
  • Effetti: il pagamento della prima rata o dell’unica soluzione determina l’estinzione delle procedure esecutive, mentre il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la perdita del beneficio e il ripristino dell’intero carico .

La legge prevede inoltre che nei procedimenti di sovraindebitamento (piano del consumatore, concordato minore) i debiti ricompresi nel piano possano essere estinti nei termini e nelle modalità stabilite dal decreto di omologazione . Ciò permette al meccatronico in crisi di coordinare la rottamazione con un piano di ristrutturazione.

1.3 Accertamento con adesione: sospensione dei termini e fase precontenziosa

Il D.Lgs. 218/1997 regola l’istituto dell’accertamento con adesione, una procedura che consente al contribuente di concordare con l’Ufficio l’importo dovuto prima di presentare ricorso. Con la modifica del 2024 (D.Lgs. 13/2024), l’istituto è stato riformato e integrato nel nuovo processo tributario, ma continua a prevedere che la presentazione dell’istanza sospende il termine per impugnare l’accertamento per 90 giorni. In particolare:

  • L’art. 6, comma 2, stabilisce che il contribuente destinatario di un avviso di accertamento può formulare istanza di accertamento con adesione entro il termine di presentazione del ricorso .
  • Il comma 3 dispone che il termine per l’impugnazione e quello per il pagamento dell’IVA accertata sono sospesi per 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza . Durante questo periodo non si procede all’iscrizione a ruolo delle somme e non decorrono interessi di mora. L’impugnazione dell’atto comporta la rinuncia all’istanza .

La Cassazione, con l’ordinanza n. 23828/2025, ha ribadito che questa sospensione opera automaticamente con la presentazione dell’istanza e non è condizionata alla partecipazione del contribuente all’incontro con l’Ufficio . Ciò tutela il contribuente e impedisce che l’amministrazione finanziaria possa rifiutare la sospensione sostenendo che la parte non si è presentata alla convocazione.

1.4 Procedure di sovraindebitamento: Legge 3/2012 e Codice della Crisi (Dlgs 14/2019)

La Legge 3/2012 (e le sue modifiche) ha introdotto procedure rivolte a consumatori, professionisti e piccoli imprenditori (come i meccatronici) che versano in condizioni di sovraindebitamento. Le procedure principali sono tre:

  1. Piano del consumatore: destinato a persone fisiche che non esercitano attività imprenditoriale. Consente di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione senza necessità del voto dei creditori. L’art. 8 prevede che la proposta può soddisfare i creditori in ogni forma, compresa la cessione di crediti futuri, e può prevedere una moratoria fino a un anno per i creditori privilegiati .
  2. Accordo di composizione della crisi (o concordato minore): richiede il voto dei creditori e può essere utilizzato da imprenditori sotto soglia (compresi i meccatronici che rientrano nei parametri). Anche in questo caso l’esdebitazione può essere parziale con l’intervento di un terzo garante.
  3. Liquidazione controllata: comporta la vendita del patrimonio del debitore per ripagare i creditori e prevede la possibilità di esdebitazione finale.

Con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Dlgs 14/2019), le procedure di sovraindebitamento sono state armonizzate e integrate nel sistema concorsuale. L’art. 283 disciplina la esdebitazione del debitore incapiente: il debitore che non ha beni sufficienti a soddisfare i creditori può ottenere la cancellazione dei debiti una sola volta, a condizione di agire con meritevolezza e buona fede. Il giudice verifica che il debitore non abbia commesso frodi o colpa grave e, se concede l’esdebitazione, stabilisce un periodo di quattro anni durante il quale il debitore deve comunicare eventuali incrementi di reddito . Se nel periodo di controllo l’incapiente percepisce redditi superiori al 10% dell’importo totale dei debiti, deve versarli ai creditori . L’OCC controlla la situazione e segnala al giudice eventuali variazioni .

Il meccatronico può accedere al piano del consumatore o al concordato minore per ristrutturare i debiti, oppure optare per la liquidazione controllata se non possiede un patrimonio sufficiente. L’esdebitazione rappresenta la via d’uscita definitiva al termine del procedimento.

1.5 La negoziazione assistita della crisi: il DL 118/2021

Il Decreto Legge 118/2021, convertito in Legge 147/2021, ha introdotto la figura dell’Esperto Negoziatore della crisi d’impresa. Questo professionista indipendente, inserito negli elenchi tenuti dalle Camere di commercio, ha il compito di assistere l’imprenditore (anche sotto soglia) nel negoziato con i creditori per prevenire l’insolvenza. L’esperto

  • analizza la situazione economico-finanziaria dell’azienda,
  • facilita l’incontro tra l’imprenditore e i creditori,
  • partecipa alle eventuali procedure presso il tribunale .

La legge richiede che l’esperto sia un professionista iscritto all’albo degli avvocati, dei commercialisti o dei consulenti del lavoro con almeno 5 anni di esperienza e una specifica formazione di 55 ore . L’intervento dell’esperto è facoltativo ma può rivelarsi strategico per il meccatronico che intende evitare la liquidazione giudiziale e mantenere l’attività.

1.6 Usura bancaria, anatocismo e contenzioso con le banche

Oltre ai debiti fiscali, il meccatronico può avere rapporti onerosi con le banche: mutui, leasing, fidi di conto corrente. Gli istituti di credito talvolta applicano interessi usurari o inseriscono clausole abusive che rendono il contratto nullo. La legge 108/1996 stabilisce un tasso soglia trimestrale oltre il quale gli interessi sono considerati usurari; se il TEG (tasso effettivo globale) supera tale soglia, gli interessi non sono dovuti e il contratto può essere dichiarato illecito.

La giurisprudenza recente ha affrontato diversi casi di usura e anatocismo:

  • La sentenza del Tribunale di Cassino n. 1572/2025 ha dichiarato usurario un mutuo a tasso fisso perché il piano di ammortamento alla francese, con capitalizzazione composta, non era stato adeguatamente esplicitato. La Corte ha affermato che la capitalizzazione degli interessi richiede un accordo scritto; in mancanza, la clausola è nulla e il costo del mutuo (differenza tra interesse semplice e composto) deve essere incluso nel TEG . La CTU ha inoltre verificato che il tasso di mora superava la soglia usura .
  • L’articolo del Centro Anomalie Bancarie riporta l’ordinanza della Cassazione n. 14575/2025 relativa a un contratto di leasing in cui il piano di ammortamento non era stato allegato: la Corte ha ritenuto decisivo che non fosse stato depositato il piano di ammortamento né indicato il tipo di ammortamento (all’italiana o alla francese); il TAEG/ISC (indicatore sintetico di costo) rappresenta il costo effettivo dell’operazione e comprende interessi composti e spese accessorie . La mancanza di trasparenza può determinare la nullità della clausola e la riduzione del tasso ai sensi dell’art. 117 TUB.
  • La Corte di Appello di Roma (sentenza n. 5260/2025) ha ribadito che l’ammortamento alla francese non comporta di per sé anatocismo: gli interessi inclusi in ogni rata sono calcolati sul debito residuo in linea capitale e non vengono sommati al capitale per generare nuovi interessi . Pertanto, si ha anatocismo solo se gli interessi scaduti si aggiungono al capitale, circostanza non prevista nel metodo francese .
  • Ulteriori sentenze hanno sottolineato che per dimostrare l’usura è necessario considerare anche le spese di polizza assicurativa e commissioni nel calcolo del TEG. La Cassazione ha confermato che la mancata indicazione nel contratto di tutti gli oneri accessori comporta l’applicazione del tasso sostitutivo ex art. 117 TUB.

Per il meccatronico indebitato, contestare la natura usuraria o anatocistica del contratto può portare a una significativa riduzione delle somme dovute o addirittura all’annullamento degli interessi.

2 Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto: cosa succede e come difendersi

Quando il meccatronico riceve una cartella esattoriale, un avviso di accertamento o un atto di pignoramento, è necessario agire tempestivamente. Di seguito descriviamo la procedura passo‑passo per difendersi efficacemente.

2.1 Verifica dell’atto e determinazione dei termini

  1. Ricezione della notifica. La cartella esattoriale o l’avviso di accertamento devono essere notificati secondo le modalità previste dal DPR 602/1973 e dal codice di procedura civile. Verificare la data di notifica è fondamentale per calcolare i termini di impugnazione.
  2. Esame della cartella. Controllare che l’atto contenga tutti gli elementi essenziali: l’indicazione del tributo, dell’anno di riferimento, dell’importo dovuto e della motivazione. L’omessa motivazione rende la cartella nulla.
  3. Calcolo dei termini per il ricorso. In generale, il ricorso contro una cartella esattoriale deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dinanzi alla Corte di giustizia tributaria. Il termine sale a 90 giorni in caso di “silenzio-rifiuto” su un’istanza di rimborso. Dal 1° gennaio 2026 i termini e la competenza sono disciplinati dal nuovo processo tributario.
  4. Verifica della prescrizione. Controllare se il credito è prescritto: i tributi si prescrivono in cinque o dieci anni a seconda della tipologia. La notifica di un atto interruttivo (cartella, avviso di accertamento) fa ripartire il termine.
  5. Richiesta di accertamento con adesione. Se l’atto è un avviso di accertamento, valutare l’opportunità di presentare l’istanza di accertamento con adesione. La domanda deve essere presentata entro il termine di ricorso e sospende il termine per 90 giorni . Questa sospensione consente di trattare con l’ufficio senza dover proporre immediatamente il ricorso.

2.2 Ricorso dinanzi alla Corte di giustizia tributaria

  1. Redazione del ricorso. Il ricorso deve indicare i motivi di illegittimità (ad esempio, decadenza, prescrizione, carenza di motivazione, violazione di norme costituzionali o comunitarie) e deve essere firmato da un difensore abilitato (salvo importi modesti). Allegare copia dell’atto impugnato e della documentazione.
  2. Deposito telematico. Dal 2022 il processo tributario è telematico. Il ricorso si deposita via PEC presso la Corte di giustizia tributaria competente. Il contributo unificato deve essere pagato tramite F24.
  3. Sospensione dell’esecuzione. Il ricorrente può chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione se l’esecuzione immediata arreca un danno grave e irreparabile. Il giudice decide sull’istanza con decreto motivato.
  4. Udienza e decisione. La Corte di giustizia tributaria esamina il caso e può accogliere, rigettare o dichiarare inammissibile il ricorso. La sentenza è appellabile entro 60 giorni.

2.3 Pignoramento esattoriale e difesa del conto corrente

Il pignoramento di crediti verso terzi ex art. 72‑bis DPR 602/1973 è una procedura rapida e incisiva che colpisce il conto corrente del debitore. Quando la banca riceve l’ordine di pignoramento, deve bloccare le somme presenti e future fino a concorrenza del debito. Per difendersi:

  1. Verifica del titolo. Accertare che il pignoramento si fondi su una cartella esattoriale o un avviso di pagamento legittimo. L’assenza di un titolo esecutivo rende nullo il pignoramento.
  2. Richiesta di accesso agli atti. Si può chiedere all’Agenzia Entrate-Riscossione copia delle cartelle e degli avvisi per verificare la correttezza della procedura. L’agente deve fornire l’estratto di ruolo e le copie degli atti.
  3. Opposizione all’esecuzione. Se il pignoramento è illegittimo, è possibile proporre opposizione dinanzi al giudice dell’esecuzione. Ad esempio, si può eccepire che il saldo pignorato è frutto di crediti impignorabili (es. stipendi entro il limite di un quinto) o che il debito è prescritto.
  4. Sospensione ex art. 72‑bis. Il meccatronico può chiedere la sospensione dell’atto di pignoramento se avvia una procedura di definizione agevolata o di sovraindebitamento. Con la presentazione dell’istanza di composizione della crisi o del piano del consumatore, il giudice competente emette un decreto di sospensione delle procedure esecutive, come previsto dagli artt. 9 e 10 della Legge 3/2012 .
  5. Monitoraggio dei 60 giorni. Ricordare che il pignoramento esattoriale resta efficace per 60 giorni e riguarda anche le somme maturate successivamente . Dopo la scadenza dello spatium deliberandi, la banca non deve più trattenere ulteriori somme.

2.4 Definizione agevolata e rottamazione

Una volta ricevuta la cartella, il meccatronico può valutare la definizione agevolata o la rottamazione se rientrante nei requisiti. La procedura prevede:

  1. Calcolo della somma dovuta. L’Agenzia Entrate-Riscossione mette a disposizione un’area riservata nel proprio sito per calcolare l’importo da versare in rottamazione, eliminando sanzioni e interessi.
  2. Presentazione della domanda. Compilare la domanda telematica entro la scadenza (ad esempio, 30 aprile 2026 per la rottamazione quinquies) indicando le cartelle da includere.
  3. Ricezione del piano di pagamento. L’Agenzia comunica l’importo dovuto e le scadenze; il mancato pagamento di una rata comporta la perdita del beneficio con ripristino degli importi originari .
  4. Coordinamento con le procedure concorsuali. Se il debito è inserito in un piano di sovraindebitamento, i versamenti seguono il piano approvato dal giudice .

2.5 Procedura di sovraindebitamento e piano del consumatore

Qualora il carico debitorio sia insostenibile, il meccatronico può avviare una procedura di sovraindebitamento:

  1. Nomina dell’OCC. La domanda si presenta presso l’Organismo di composizione della crisi (OCC) competente per territorio. Viene nominato un gestore della crisi che analizzerà la situazione debitoria e predisporrà il piano.
  2. Redazione del piano del consumatore. Il piano deve prevedere il rimborso dei creditori in misura proporzionale alle risorse disponibili e può prevedere la moratoria di un anno per i creditori privilegiati . I creditori non votano ma possono sollevare opposizioni se il piano è manifestamente ineseguibile .
  3. Depositare il piano e la documentazione. Il debitore deve depositare l’elenco dei beni, la lista dei creditori, le dichiarazioni dei redditi, gli estratti conto, i movimenti bancari degli ultimi cinque anni e ogni documento utile . L’OCC verifica e redige una relazione.
  4. Udienza di omologazione. Il giudice valuta il piano e, in caso di accoglimento, emette il decreto di omologazione che sospende tutte le procedure esecutive e pignorative .
  5. Esecuzione del piano. Il debitore deve attenersi al piano; eventuali inadempienze possono comportare la revoca dei benefici.
  6. Esdebitazione finale. Al termine del piano, il debitore può chiedere l’esdebitazione dei debiti residui; se incapiente, può ottenere la cancellazione anche senza pagare alcuna somma, purché ricorrano i requisiti di meritevolezza previsti dall’art. 283 CCII .

2.6 Negoziazione assistita con l’esperto della crisi

Prima di arrivare alla liquidazione o alla procedura concorsuale, il meccatronico può tentare una negoziazione assistita con i creditori coinvolgendo un esperto della crisi ai sensi del DL 118/2021. Questa procedura si avvia tramite la Camera di Commercio e consente di analizzare i dati dell’impresa, incontrare i creditori e proporre soluzioni (ad esempio, allungamento dei termini, riduzione del tasso, conversione del debito in strumenti diversi) sotto la guida di un professionista imparziale . La negoziazione può concludersi con un accordo stragiudiziale, un concordato preventivo o la richiesta di misure protettive al tribunale.

3 Difese e strategie legali contro il fisco

3.1 Controllare la legittimità degli atti

La prima difesa consiste nel verificare che ogni atto notificato dall’Amministrazione finanziaria sia legittimo e valido. Alcuni vizi ricorrenti sono:

  • Notifica inesistente o nulla. La mancata notifica dell’avviso di accertamento rende nulla la successiva cartella. Occorre verificare che la notifica sia stata effettuata nel termine di decadenza.
  • Cartella priva di motivazione. La cartella deve indicare il tributo, l’anno e la motivazione dell’iscrizione a ruolo. L’assenza di motivazione viola lo statuto dei diritti del contribuente.
  • Prescrizione. Se sono decorsi i termini di prescrizione senza atti interruttivi, il debito è prescritto. Per i tributi erariali il termine è di dieci anni dalla notifica della cartella.
  • Errori di calcolo. Soprattutto nelle cartelle di contributi previdenziali e multe possono esserci errori nel calcolo di sanzioni e interessi. È utile confrontare l’importo con i tributi effettivamente dovuti.

3.2 Utilizzare l’accertamento con adesione

Quando l’Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento, il meccatronico può presentare istanza di accertamento con adesione, ottenendo:

  • Sospensione dei termini per 90 giorni ;
  • Riduzione delle sanzioni fino a un terzo;
  • Possibilità di pagamento rateale (fino a 8 rate trimestrali o 12 se l’importo supera 50.000 euro ). Le rate decorrono dal mese successivo alla firma dell’accordo con interessi al tasso legale.

Il contribuente potrà valutare eventuali errori dell’accertamento, negoziare una riduzione dell’imposta e definire la posizione senza contenzioso. La Cassazione ha precisato che la sospensione di 90 giorni opera automaticamente e non è subordinata alla partecipazione del contribuente al contraddittorio .

3.3 Eccepire la nullità del pignoramento presso terzi

In caso di pignoramento esattoriale sul conto corrente, il meccatronico può eccepire la nullità se:

  • L’atto non indica correttamente il numero e la data della cartella esattoriale su cui si fonda;
  • Il credito è impignorabile (es. somme derivanti da stipendi, pensioni e indennità entro i limiti dell’art. 545 c.p.c.);
  • La somma è già stata pagata e la banca continua a trattenere nuovi accrediti oltre i 60 giorni ;
  • Il debitore ha avviato una procedura di sovraindebitamento e dispone di un decreto di sospensione.

In tali casi si può presentare opposizione dinanzi al giudice dell’esecuzione chiedendo la revoca del pignoramento. È fondamentale agire rapidamente perché la banca è obbligata a versare i fondi al fisco entro 60 giorni; se il debitore non contesta, perderà ogni possibilità di recupero.

3.4 Accedere alla definizione agevolata

La definizione agevolata (rottamazione) è una strategia efficace per ridurre i debiti tributari. Per massimizzare i vantaggi:

  1. Verificare l’inclusione nella rottamazione. Controllare che le cartelle rientrino nelle annualità ammesse (2000‑2023 per la rottamazione quinquies) e che non siano state già integralmente pagate .
  2. Risparmio sui costi. Considerare che la definizione cancella sanzioni, interessi e aggio. Per debiti elevati, l’abbuono può essere significativo. In caso di multe stradali, sono eliminati soltanto interessi e aggio, non le sanzioni .
  3. Rispetto delle scadenze. È essenziale presentare la domanda entro il termine (30 aprile 2026) e pagare le rate alle scadenze. Il mancato pagamento comporta la decadenza e il ripristino degli importi originari .
  4. Coordinare le procedure concorsuali. Se il meccatronico ha una procedura di sovraindebitamento in corso, includere la definizione agevolata nel piano per evitare conflitti e rendere efficaci le sospensioni .

3.5 Domandare l’annullamento per gravi motivi o errori

Qualora la cartella contenga errori evidenti (es. tributi già pagati, erronea iscrizione a ruolo), si può presentare istanza di annullamento in autotutela all’ente creditore, allegando la documentazione che prova l’errore. Anche se l’ente non è obbligato ad accogliere la richiesta, spesso l’errore può essere risolto senza ricorso. Nel frattempo è opportuno sospendere i versamenti per evitare prelievi ingiustificati.

3.6 Richiedere rateazioni e sospensioni

L’Agenzia Entrate-Riscossione consente di rateizzare i debiti iscritti a ruolo fino a 72 rate mensili (o 120 in caso di comprovata difficoltà economica). La rateazione comporta l’impegno a pagare ogni rata puntualmente; in caso contrario, l’intero debito diventa immediatamente esigibile. Per le imprese artigiane e i meccatronici con partita IVA, l’agente può richiedere garanzie (ad esempio, fideiussioni o ipoteca) per importi elevati.

Durante la rateazione, eventuali procedure esecutive in corso sono sospese finché si rispettano i pagamenti. Tuttavia, la Cassazione ha evidenziato che la banca deve continuare a versare i fondi pignorati per i 60 giorni previsti , salvo diversa disposizione del giudice o dell’agenzia.

3.7 Far valere la violazione dello statuto del contribuente

Lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000) e la Costituzione italiana garantiscono la tutela del contribuente. In particolare:

  • L’art. 3 dello Statuto prevede che l’Agenzia non può emettere accertamenti retroattivi se non vi è stata preventiva consultazione.
  • L’art. 7 impone la motivazione degli atti.
  • L’art. 6 prevede il contraddittorio con il contribuente prima dell’emissione dell’atto.

Qualora l’amministrazione violi questi principi, il meccatronico può eccepire l’illegittimità dell’atto innanzi al giudice tributario.

4 Difese e strategie legali contro le banche

4.1 Contestare l’usura e il superamento del tasso soglia

La legge 108/1996 stabilisce i tassi soglia trimestrali oltre i quali gli interessi sono usurari. Per verificare l’usura:

  1. Calcolare il TEG (tasso effettivo globale) del contratto, sommando a tutte le spese (commissioni, spese di istruttoria, assicurazioni obbligatorie, etc.) l’interesse corrispettivo e di mora.
  2. Confrontare il TEG con il tasso soglia pubblicato dal MEF. Se il TEG supera il tasso soglia anche di un solo centesimo, l’interesse è usurario e non è dovuto.
  3. Impugnare il contratto. Si può proporre ricorso dinanzi al tribunale per chiedere la restituzione degli interessi indebitamente pagati e la riduzione del tasso. Il contratto resta valido, ma gli interessi sono sostituiti dal tasso legale.

La Cassazione e i tribunali hanno fornito orientamenti importanti:

  • Nel mutuo con ammortamento alla francese, la capitalizzazione composta degli interessi va indicata chiaramente nel contratto; in mancanza, l’anatocismo è vietato e i costi aggiuntivi vanno inclusi nel TEG .
  • La Corte di Appello di Roma ha confermato che l’ammortamento alla francese non comporta anatocismo quando gli interessi sono calcolati sul capitale residuo e non diventano base di calcolo per interessi futuri .
  • L’ordinanza 14575/2025 ha ribadito che, in mancanza del piano di ammortamento, il contratto è nullo per indeterminatezza dell’oggetto e non è possibile verificare il TAEG .

4.2 Verificare l’anatocismo e la capitalizzazione degli interessi

L’art. 1283 c.c. vieta l’anatocismo (interessi sugli interessi) salvo che vi sia accordo posteriore alla scadenza dell’interesse. Nella prassi bancaria, l’anatocismo avviene quando gli interessi maturati vengono capitalizzati e diventano a loro volta produttivi di ulteriori interessi.

Per difendersi:

  1. Analizzare il piano di ammortamento. Verificare se il contratto prevede la capitalizzazione degli interessi. Se ciò non è indicato o se l’interesse composto è applicato senza accordo scritto, la clausola è nulla .
  2. Richiedere una perizia tecnica. Una perizia econometrica consente di ricalcolare il TEG, individuare l’applicazione di interessi usurari o anatocistici e quantificare gli importi da restituire.
  3. Agire in giudizio. In caso di superamento del tasso soglia o anatocismo, chiedere la restituzione degli interessi non dovuti e la rideterminazione del piano. Le decisioni dei tribunali sono sempre più favorevoli ai consumatori.

4.3 Contestare la nullità del contratto di leasing o di mutuo

Contratti di leasing e mutuo possono contenere clausole nulle per violazione delle norme di trasparenza (art. 117 TUB), per indeterminatezza dell’oggetto o per mancanza del piano di ammortamento. La Cassazione n. 14575/2025 ha chiarito che, se nel contratto non è allegato il piano di ammortamento o non è indicato il tipo di ammortamento (alla francese o all’italiana) e il relativo regime di capitalizzazione, il contratto può essere annullato per indeterminatezza . La conseguenza è la sostituzione del tasso convenzionale con il tasso BOT o il tasso legale, con restituzione degli interessi versati in eccesso.

Per eccepire la nullità:

  1. Esaminare attentamente il contratto. Verificare che siano indicati TAN, TAEG, spese, piano di ammortamento, metodo di calcolo e che tutte le clausole siano firmate.
  2. Verificare la mancanza di informazioni obbligatorie. La mancata indicazione di commissioni, costi o del TAEG comporta la nullità e l’applicazione del tasso sostitutivo.
  3. Impugnare in giudizio. È possibile chiedere la nullità parziale del contratto o la conversione a tasso legale. Le spese legali possono essere recuperate se si dimostra l’usura o la violazione dell’art. 117 TUB.

4.4 Negoziare con la banca e richiedere la rinegoziazione

Oltre al contenzioso, il meccatronico può adottare strategie negoziali:

  • Rinegoziare il mutuo. Chiedere la riduzione dello spread o l’allungamento della durata per abbassare la rata; la banca può essere disponibile se la situazione economica peggiora.
  • Richiedere il saldo e stralcio. Proporre alla banca il pagamento di un importo ridotto rispetto al debito residuo in un’unica soluzione; spesso accettato quando il debitore minaccia azioni legali per usura.
  • Procedere con la ristrutturazione del debito bancario. Inserire i debiti bancari in un accordo di ristrutturazione o in un piano del consumatore; la banca dovrà adeguarsi al piano omologato.
  • Avvalersi della mediazione obbligatoria. Per le controversie bancarie la mediazione è obbligatoria prima del giudizio; durante la mediazione si possono raggiungere accordi vantaggiosi.

5 Strumenti alternativi e piani di ristrutturazione

5.1 Rottamazione e definizione agevolata: dettagli pratici

La rottamazione quinquies è uno degli strumenti più efficaci per ridurre il carico fiscale del meccatronico, ma non è l’unico. Sono disponibili altre modalità di definizione agevolata introdotte negli ultimi anni:

  1. Rottamazione quater (DL 34/2023): riguardava i ruoli affidati fino al 2022 con pagamento in quattro anni.
  2. Saldo e stralcio: rivolto ai contribuenti con ISEE sotto 20.000 euro; permette di pagare solo una parte del debito.
  3. Stralcio delle mini-cartelle: cancellazione automatica dei debiti inferiori a 1.000 euro iscritti a ruolo fino al 2015.
  4. Rottamazione quinquies (Legge 199/2025): si distingue per la lunghezza del piano (fino a 54 rate) e per l’inclusione delle multe stradali. Ricordiamo che il beneficio riguarda solo interessi e aggio, non le sanzioni .

Il meccatronico deve valutare se conviene aderire: se ha avviato una procedura di sovraindebitamento, potrebbe ottenere un abbattimento maggiore con il piano del consumatore. La rottamazione è invece utile per i debiti residui non ricompresi nel piano.

5.2 Piano del consumatore: un’opportunità di rinascita

Il piano del consumatore è spesso la soluzione ottimale per il meccatronico che ha accumulato debiti con fisco e banche ma non vuole liquidare l’azienda. I vantaggi sono:

  • No voto dei creditori: a differenza dell’accordo di ristrutturazione, i creditori non devono esprimere un voto; il giudice decide sulla base della convenienza .
  • Moratoria fino a un anno per creditori privilegiati: permette di recuperare liquidità .
  • Esdebitazione finale: dopo l’esecuzione del piano, i debiti residui sono cancellati.
  • Protezione contro i pignoramenti: con il deposito del piano e l’accettazione del giudice, tutte le azioni esecutive sono sospese .

Nel piano si può inserire la vendita programmata di beni, l’intervento di un garante (es. un familiare che offre un immobile), il pagamento rateale dei debiti fiscali e bancari e l’eventuale adesione alla rottamazione per ridurre ulteriormente le somme.

5.3 Accordi di ristrutturazione e concordato minore

Per il meccatronico che svolge attività imprenditoriale e supera i limiti del piano del consumatore, esistono:

  • Accordi di ristrutturazione dei debiti: richiedono il consenso di almeno il 60% dei creditori. Possono prevedere cessioni parziali dell’azienda, conversione dei debiti in strumenti finanziari o allungamento dei termini. La loro efficacia è subordinata all’omologazione del tribunale.
  • Concordato minore: introdotto con il Codice della crisi, è rivolto a imprenditori sotto soglia e richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. Permette di continuare l’attività aziendale sotto controllo del tribunale.

5.4 Esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII)

L’esdebitazione dell’incapiente è una forma di perdono totale dei debiti per chi non può offrire alcun soddisfacimento ai creditori. L’art. 283 del Codice della crisi prevede:

  • Unica possibilità: può essere richiesta solo una volta nella vita; il debitore deve dimostrare di aver agito con diligenza e buona fede.
  • Condizioni: il debitore non deve possedere beni e deve dimostrare di non avere percepito redditi sufficienti negli ultimi quattro anni. È necessario depositare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e un elenco dei creditori .
  • Controllo per quattro anni: se durante i quattro anni successivi all’esdebitazione il debitore percepisce redditi superiori al 10% dell’importo complessivo dei debiti cancellati, deve versarli ai creditori .

Questa procedura è riservata a situazioni di estrema difficoltà ma può rappresentare l’unica via d’uscita per chi non ha patrimonio né prospettive di rientro.

6 Errori comuni e consigli pratici

6.1 Aspettare troppo a lungo

Molti meccatronici sottovalutano le cartelle esattoriali o i solleciti della banca, sperando in una soluzione spontanea. Ogni giorno di ritardo, però, comporta l’aumento degli interessi, l’avvio di pignoramenti e il deterioramento della posizione creditizia. È essenziale intervenire subito: richiedere la rateazione, presentare ricorso, avviare un piano di rientro o di sovraindebitamento.

6.2 Non verificare gli atti

Spesso le cartelle contengono errori di calcolo, duplicazioni di tributi o somme prescritte. Verificare la correttezza degli atti consente di eliminare debiti inesistenti. Anche i contratti bancari vanno esaminati attentamente per individuare clausole abusive o tassi usurari.

6.3 Dimenticare la sospensione dei termini

Presentare l’istanza di accertamento con adesione sospende automaticamente i termini per 90 giorni . Non presentare la domanda per timore di trattare con l’ufficio equivale a rinunciare a un’importante opportunità di negoziazione.

6.4 Non valutare le procedure di sovraindebitamento

Molti imprenditori ritengono che solo le grandi aziende possano accedere a procedure concorsuali. In realtà, la Legge 3/2012 e il Codice della crisi offrono strumenti specifici per le microimprese e i professionisti. Il piano del consumatore e il concordato minore consentono di ristrutturare i debiti mantenendo l’attività e ottenendo l’esdebitazione finale.

6.5 Pagare interessi usurari

Accettare supinamente le condizioni imposte dalle banche può costare caro. È necessario ricalcolare il TEG, contestare l’usura e l’anatocismo, e negoziare condizioni più vantaggiose. Le pronunce dei giudici dimostrano che i clienti hanno ampie possibilità di ottenere la restituzione di interessi illegittimi .

6.6 Rinunciare alla trattativa

A volte le banche e l’Agenzia Entrate-Riscossione sono disponibili a trovare accordi. Non tentare una trattativa o affidarsi a un professionista può impedire di ottenere piani di rientro sostenibili o sconti. La mediazione obbligatoria per le controversie bancarie e la negoziazione assistita con l’esperto della crisi sono strumenti efficaci.

7 Tabelle riepilogative

Le tabelle seguenti sintetizzano le principali norme, termini e strumenti difensivi trattati nell’articolo.

Tabella 1 – Pignoramento esattoriale e difese

AspettoDescrizioneNorma/sentenza
Oggetto del pignoramentoCrediti verso terzi (es. saldo attivo di conto corrente)Art. 72‑bis DPR 602/1973
Termine di pagamento per crediti esigibiliIl terzo deve pagare entro 60 giorni dalla notificaArt. 72‑bis DPR 602/1973
Crediti futuriDevono essere versati alle rispettive scadenzeArt. 72‑bis DPR 602/1973
Durata del vincolo60 giorni; vincolo esteso anche alle somme che maturano dopo il pignoramentoCass. n. 28520/2025
DifeseEccezione di nullità, impignorabilità del credito, avvio di procedura di sovraindebitamento, sospensione giudizialeArt. 545 c.p.c., Legge 3/2012

Tabella 2 – Accertamento con adesione

FaseTermini/effettiRiferimenti
Presentazione dell’istanzaEntro il termine di presentazione del ricorsoArt. 6, comma 2, Dlgs 218/1997
Sospensione dei termini90 giorni dalla presentazione dell’istanzaArt. 6, comma 3, Dlgs 218/1997
Riduzione sanzioniFino a 1/3 dell’importo accertatoDlgs 218/1997
RateazioneMax 8 rate trimestrali o 12 rate se importo >50.000 €Dlgs 218/1997
Giurisprudenza recenteLa sospensione opera automaticamente anche se il contribuente non partecipa alla convocazioneCass. n. 23828/2025

Tabella 3 – Rottamazione quinquies

ElementoDescrizioneFonte
Periodo dei debiti inclusiCartelle affidate all’AER dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023Legge 199/2025
Scadenza per la domanda30 aprile 2026Legge 199/2025
PagamentoUnica soluzione entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali con interessi al 3%Legge 199/2025
BeneficiEliminazione di sanzioni, interessi e aggio; per multe solo interessi e aggioLegge 199/2025
Perdita del beneficioMancato pagamento anche di una sola rataLegge 199/2025
Coordinamento con sovraindebitamentoI debiti inseriti in un piano di sovraindebitamento si pagano secondo il decreto di omologazioneLegge 199/2025

Tabella 4 – Esdebitazione e sovraindebitamento

ProceduraBenefici e requisitiRiferimenti
Piano del consumatoreRistrutturazione senza voto dei creditori; moratoria fino a 1 anno ; esdebitazione finale; sospensione esecuzioniLegge 3/2012
Concordato minoreRichiede il voto della maggioranza dei creditori; consente la continuazione dell’attivitàCCII
Liquidazione controllataVendita del patrimonio per soddisfare i creditori; possibile esdebitazioneCCII
Esdebitazione del debitore incapienteCancellazione dei debiti per chi non può offrire alcun soddisfacimento; controllo di 4 anniArt. 283 CCII
Negoziazione assistitaIntervento di un esperto per negoziare con i creditoriDL 118/2021

Tabella 5 – Contestazioni bancarie

TemaPrincipio giuridicoSentenza/norma
UsuraSe il TEG supera il tasso soglia, gli interessi non sono dovuti; vanno rimborsati gli interessi pagati; nel TEG vanno incluse tutte le spese e la capitalizzazione compostaCass. Cassino n. 1572/2025
AnatocismoGli interessi maturati non possono produrre altri interessi senza accordo scritto; la capitalizzazione composta deve essere esplicitataCass. Cassino n. 1572/2025
Ammortamento alla franceseNon comporta anatocismo se gli interessi sono calcolati sul debito residuoCorte Appello Roma n. 5260/2025
Piano di ammortamento mancanteLa mancanza del piano di ammortamento rende il contratto di leasing nullo per indeterminatezza; il TAEG deve essere calcolato con tutte le speseCass. 14575/2025
TAEG/ISCDeve comprendere interessi composti e spese; la mancata indicazione comporta l’applicazione del tasso sostitutivo ex art. 117 TUBCass. 14575/2025

8 Domande e risposte frequenti (FAQ)

1. Se ricevo una cartella esattoriale, devo pagarla subito?

Non necessariamente. È opportuno controllare la legittimità della cartella: verificare la motivazione, la prescrizione e l’esistenza della notifica dell’accertamento. Se ritieni l’atto illegittimo, puoi presentare ricorso entro 60 giorni o chiedere l’accertamento con adesione per sospendere i termini . Nel frattempo è possibile chiedere la rateazione per evitare il pignoramento.

2. Posso bloccare il pignoramento del mio conto corrente?

Sì, se il pignoramento presenta vizi (ad esempio, la cartella non è stata notificata) o se i fondi sono impignorabili (stipendi, pensioni). È possibile presentare opposizione al giudice dell’esecuzione. Inoltre, l’avvio di una procedura di sovraindebitamento o la presentazione della domanda di rottamazione può sospendere il pignoramento .

3. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?

Il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza dal beneficio: l’Agenzia rispristina l’intero debito con sanzioni e interessi . Per questo è fondamentale rispettare tutte le scadenze.

4. L’accertamento con adesione è obbligatorio?

No, è una facoltà del contribuente. Tuttavia, consente di ridurre le sanzioni e di sospendere i termini per 90 giorni . La Cassazione ha confermato che la sospensione opera automaticamente , per cui è un’opportunità da valutare.

5. Cos’è la moratoria nel piano del consumatore?

È la possibilità di sospendere per un anno il pagamento dei creditori privilegiati, come previsto dall’art. 8 della Legge 3/2012 . La moratoria permette al debitore di recuperare liquidità e rendere sostenibile il piano.

6. La banca può trattenere le somme che ricevo sul conto dopo il pignoramento?

Solo per i 60 giorni successivi alla notifica dell’atto di pignoramento: la Cassazione ha chiarito che la banca deve versare al fisco anche le somme maturate entro il termine di 60 giorni . Dopo questo periodo, il vincolo cessa.

7. Cosa accade se il TEG supera il tasso soglia?

Gli interessi sono usurari; pertanto, ai sensi della legge 108/1996, non sono dovuti e devono essere restituiti. Le spese di assicurazione e la differenza tra interesse semplice e composto vanno incluse nel calcolo .

8. L’ammortamento alla francese è illegale?

No. La Corte di Appello di Roma ha ribadito che l’ammortamento alla francese non comporta anatocismo quando gli interessi sono calcolati sul debito residuo e non si capitalizzano . Tuttavia, se il contratto non indica chiaramente il piano di ammortamento o il regime di capitalizzazione, la clausola può essere nulla. .

9. Posso ottenere la cancellazione totale dei debiti?

Sì, in alcuni casi. L’esdebitazione del debitore incapiente prevista dall’art. 283 del Codice della crisi consente di cancellare totalmente i debiti se il debitore è privo di beni e agisce con buona fede . Inoltre, al termine del piano del consumatore o della liquidazione controllata, i debiti residui sono cancellati.

10. Posso includere le cartelle della rottamazione nel piano del consumatore?

Sì. La Legge 199/2025 prevede che i debiti oggetto di definizione agevolata inseriti in un piano di sovraindebitamento possono essere pagati secondo il decreto di omologazione . È una strategia per coordinare i due strumenti e ridurre l’esposizione.

11. Devo votare la proposta nel piano del consumatore?

No. Nel piano del consumatore i creditori non votano; possono soltanto opporsi se ritengono il piano non conveniente o irrealizzabile . Il giudice valuta la fattibilità e l’equilibrio della proposta.

12. Quanto dura il controllo successivo all’esdebitazione dell’incapiente?

Quattro anni. In questo periodo il debitore deve comunicare eventuali incrementi di reddito; se supera il 10% del totale dei debiti cancellati, deve versarli ai creditori .

13. Posso rinegoziare il contratto di leasing?

Sì. È possibile chiedere la rinegoziazione delle condizioni economiche (tasso, durata) soprattutto se il contratto presenta clausole nulle o se il piano di ammortamento non è stato fornito. In caso di contenzioso, il giudice può sostituire il tasso convenzionale con il tasso legale .

14. Cosa succede se non possiedo beni per soddisfare i creditori?

Puoi accedere alla esdebitazione del debitore incapiente. Presentando le dichiarazioni dei redditi e dimostrando l’assenza di patrimonio, il giudice può cancellare i tuoi debiti una sola volta . Tuttavia, per 4 anni dovrai comunicare eventuali guadagni superiori al 10% dei debiti cancellati.

15. Come funziona la negoziazione assistita con l’esperto?

L’imprenditore in crisi presenta domanda alla Camera di Commercio; viene nominato un esperto negoziatore che analizza i dati dell’impresa, convoca i creditori e propone soluzioni. Se si raggiunge un accordo, questo può essere omologato dal tribunale e sospendere le azioni esecutive . In caso contrario, l’imprenditore può accedere alla composizione negoziata o al concordato preventivo.

16. La rottamazione riguarda anche le multe stradali?

Sì, ma solo per quanto riguarda interessi e aggio; le sanzioni restano dovute . La Legge 199/2025 consente di inserire le multe nella definizione agevolata, eliminando gli interessi di mora.

17. Posso pagare la rottamazione con una rateizzazione più lunga?

No. La rottamazione quinquies prevede fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Non sono ammesse rateazioni ulteriori. Se hai difficoltà, valuta la rateazione ordinaria dell’AER o l’inserimento del debito nel piano di sovraindebitamento.

18. Cosa succede se ho già pagato alcune cartelle?

Le cartelle già integralmente pagate non possono essere incluse nella rottamazione. Tuttavia, se hai aderito a precedenti rottamazioni e non hai saldato tutte le rate, puoi ricomprendere il debito residuo nella nuova definizione .

19. Come posso evitare l’usura bancaria?

Leggi attentamente le condizioni contrattuali, verifica il TEG e confrontalo con il tasso soglia; chiedi un preventivo chiaro con tutte le spese. Se sospetti l’usura, rivolgiti a un perito o a un avvocato specializzato per impugnare il contratto. La giurisprudenza recente riconosce la nullità delle clausole usurarie e la restituzione degli interessi .

20. Il piano del consumatore è pubblicato?

No, a differenza del concordato preventivo, il piano del consumatore non comporta l’iscrizione nel registro delle imprese e non è pubblicato. Questo tutela la privacy e la reputazione del debitore. Tuttavia, i creditori possono ottenere copia degli atti nel procedimento.

9 Simulazioni pratiche e numeriche

Simulazione 1: Rottamazione quinquies

Scenario: un meccatronico ha debiti con l’Agenzia Entrate-Riscossione pari a 30.000 euro, di cui 20.000 euro di imposta, 5.000 euro di sanzioni e 5.000 euro di interessi e aggio.

Soluzione: aderendo alla rottamazione quinquies, il debitore paga solo l’imposta (20.000 euro) con un aggio ridotto e interessi al 3% sul piano rateale. Supponendo 54 rate bimestrali, ogni rata ammonterà a circa 370 euro (20.000 € divisi per 54 + interessi). Le sanzioni e gli interessi di 5.000 euro sono cancellati . Risparmio totale: 10.000 euro.

Attenzione: se il debitore manca il pagamento di una rata, perde il beneficio e dovrà pagare tutto il debito residuo con sanzioni ripristinate .

Simulazione 2: Piano del consumatore

Scenario: un meccatronico ha debiti per 100.000 euro (fisco: 60.000 euro; banche: 30.000 euro; fornitori: 10.000 euro). Il reddito annuo netto è di 30.000 euro, con un immobile di modesto valore che si intende conservare.

Soluzione: si presenta domanda di piano del consumatore. La proposta prevede il pagamento ai creditori in 8 anni con le seguenti modalità:

  • Vendita di un bene non indispensabile (ad esempio, un’auto d’epoca) per 10.000 euro;
  • Pagamento di 15.000 euro in 8 anni ai creditori privilegiati (fisco) con moratoria di un anno ;
  • Pagamento di 5.000 euro ai creditori chirografari (banche e fornitori) con l’intervento di un garante (un familiare) che versa la somma subito;
  • Esdebitazione finale per i 80.000 euro residui al termine del piano.

Il giudice omologa il piano poiché garantisce una soddisfazione maggiore rispetto alla liquidazione e prevede la moratoria per i creditori privilegiati. Tutte le azioni esecutive sono sospese .

Simulazione 3: Contestazione di un mutuo usurario

Scenario: un meccatronico ha sottoscritto un mutuo di 100.000 euro a tasso fisso del 5% con ammortamento alla francese. L’analisi econometrica rivela che il TEG, includendo le spese di istruttoria, l’assicurazione obbligatoria e la capitalizzazione degli interessi, è del 12%, mentre il tasso soglia trimestrale è del 10%.

Soluzione: il TEG supera il tasso soglia, quindi gli interessi corrispettivi e di mora sono usurari. Il meccatronico agisce in giudizio chiedendo l’applicazione del tasso legale e la restituzione degli interessi pagati oltre il capitale. Il tribunale accoglie la domanda, stabilisce che gli interessi non sono dovuti e ordina alla banca la restituzione di 25.000 euro indebitamente percepiti .

Simulazione 4: Leasing con piano mancante

Scenario: un meccatronico stipula un contratto di leasing per l’acquisto di un macchinario da 50.000 euro. Il contratto indica un tasso TAN del 4% ma non allega il piano di ammortamento e non specifica se l’ammortamento sia alla francese o all’italiana.

Soluzione: si impugna il contratto eccependo l’indeterminatezza dell’oggetto. Ai sensi della Cassazione n. 14575/2025, la mancanza del piano di ammortamento e l’impossibilità di determinare il TAEG comportano la nullità della clausola degli interessi . Il giudice applica il tasso sostitutivo (BOT) e riduce sensibilmente l’importo delle rate.

Conclusione

L’attività di meccatronico comporta passione, competenza tecnica e continua innovazione, ma espone a rischi economici legati a investimenti in attrezzature, ritardi nei pagamenti dei clienti e oscillazioni del mercato. Quando i debiti con il fisco e le banche diventano ingestibili, conoscere i propri diritti e le strategie di difesa è fondamentale per proteggere l’azienda e la famiglia. In questo articolo abbiamo illustrato in modo dettagliato il quadro normativo aggiornato a gennaio 2026, le sentenze più recenti della Cassazione e dei tribunali e gli strumenti disponibili per i debitori.

  • Il pignoramento esattoriale resta efficace per 60 giorni e riguarda anche i crediti futuri . È possibile difendersi contestando vizi dell’atto, chiedendo la sospensione e avviando una procedura di sovraindebitamento.
  • La definizione agevolata e la rottamazione quinquies permettono di cancellare sanzioni e interessi, ma richiedono il rispetto delle scadenze e il coordinamento con eventuali piani di ristrutturazione .
  • L’accertamento con adesione sospende i termini per 90 giorni e consente di ridurre le sanzioni . La Cassazione ne ha ribadito la natura automatica .
  • Le procedure di sovraindebitamento, come il piano del consumatore e il concordato minore, offrono una via d’uscita controllata con la possibilità di esdebitazione e moratoria .
  • Nel rapporto con le banche, è essenziale contestare usura e anatocismo: la giurisprudenza del 2025 ha chiarito che l’ammortamento alla francese non è anatocistico se ben documentato , mentre la mancanza del piano di ammortamento nel leasing comporta la nullità della clausola degli interessi .

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10 Approfondimenti aggiuntivi e normative collegate

Per rendere questo articolo ancora più completo, dedichiamo una sezione ad altre norme e istituti che possono interessare un meccatronico indebitato. Spesso, infatti, ai problemi principali di pignoramento e contestazioni bancarie si aggiungono fermo amministrativo dei veicoli, ipoteche sugli immobili, reati tributari e possibilità di regolarizzare la posizione con strumenti diversi dalla rottamazione. Conoscere tali istituti aiuta a prevenire spiacevoli sorprese e ad adottare la strategia giusta.

10.1 Fermo amministrativo e ipoteche: cosa sono e come difendersi

Oltre al pignoramento del conto corrente, l’Agenzia Entrate‑Riscossione dispone di altri strumenti di garanzia:

  • Fermo amministrativo (fermo del veicolo): quando il debito supera 100 euro, l’AER può iscrivere un fermo amministrativo sulla motoveicolo o sull’automobile del debitore. Il fermo impedisce la circolazione del veicolo e il suo trasferimento. Per revocarlo, occorre pagare il debito o rateizzarlo. Nei casi di grave e comprovato danno (ad esempio, l’auto è indispensabile per lavorare), si può chiedere all’AER la revoca o la sospensione del fermo.
  • Ipoteca legale: se il debito supera 20.000 euro, l’AER può iscrivere un’ipoteca sugli immobili del contribuente previa notifica della cartella. L’ipoteca è un vincolo reale che pregiudica la possibilità di vendere l’immobile. Per cancellarla è necessario estinguere il debito o impugnarla per vizi (mancanza di notifica, prescrizione, ecc.).

La difesa contro questi atti riprende le stesse strategie illustrate per il pignoramento: verifica del titolo, opposizione giudiziale, rateazione o definizione agevolata, presentazione di un piano di rientro. Il piano del consumatore e la liquidazione controllata sospendono l’efficacia dei fermi e delle ipoteche .

10.2 Ravvedimento operoso e autotutela

Non sempre occorre arrivare al contenzioso. Due strumenti amministrativi consentono di sanare violazioni fiscali e correggere errori:

  • Ravvedimento operoso: previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione (ad esempio, pagamento tardivo di imposte o omissioni) beneficiando di una riduzione delle sanzioni proporzionata alla tempestività del versamento. Il ravvedimento può essere utilizzato anche per integrare il pagamento di rate di definizione agevolata non versate; tuttavia, se l’omissione riguarda la rottamazione, questa decadenza non può essere sanata.
  • Autotutela: la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di correggere i propri errori in qualsiasi momento. L’istanza di autotutela può essere presentata per segnalare un pagamento già effettuato, l’iscrizione a ruolo di un tributo prescritto o errori di calcolo. L’Agenzia non è obbligata a rispondere, ma in caso di errore evidente è tenuta ad annullare l’atto. È consigliabile presentare l’istanza prima del ricorso, allegando documentazione a supporto.

10.3 Profili penal-tributari: reati fiscali e responsabilità

Un’impresa può incorrere anche in reati fiscali previsti dal D.Lgs. 74/2000: ad esempio, dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento di ritenute o IVA. Questi reati comportano sanzioni penali (multa o reclusione) e possono affiancarsi al contenzioso tributario. Il meccatronico deve prestare attenzione ai seguenti punti:

  • Omesso versamento di ritenute: il mancato versamento di ritenute per importi superiori a 150.000 euro annui costituisce reato punito con la reclusione fino a 3 anni. La definizione agevolata non estingue il reato, ma il pagamento integrale del tributo entro la sentenza di primo grado consente l’estinzione del reato ai sensi dell’art. 13.
  • Omesso versamento IVA: se l’imposta non versata supera 250.000 euro, il contribuente rischia la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Anche qui è possibile estinguere il reato con il pagamento integrale.
  • Dichiarazione fraudolenta: presentare una dichiarazione con elementi fittizi costituisce reato punito con la reclusione da 1 a 6 anni. Il meccatronico deve assicurarsi che la contabilità sia tenuta correttamente e che non siano mai emesse fatture false.

Nel caso in cui si profili un reato tributario, è fondamentale rivolgersi a un penalista esperto in reati fiscali, coordinando la difesa con quella tributaria. In alcuni casi, la definizione agevolata o il ravvedimento operoso possono ridurre le sanzioni e avere effetti anche sul procedimento penale.

10.4 Processo esecutivo e opposizione: tempi e costi

Quando si avvia un’esecuzione forzata per debiti fiscali o bancari, il meccatronico deve conoscere i passi procedurali:

  1. Atto di precetto. In ambito bancario, la procedura inizia con l’atto di precetto che intima al debitore di pagare entro 10 giorni. Nel caso dell’AER, la cartella di pagamento costituisce già titolo esecutivo; non è necessario il precetto.
  2. Pignoramento. Trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’atto di intimazione, l’AER può procedere a pignorare il conto corrente o i beni mobili o immobili. In ambito bancario, la banca procede al pignoramento di beni del debitore secondo le regole del codice di procedura civile.
  3. Opposizione all’esecuzione. Il debitore può proporre opposizione ex art. 615 c.p.c. se contesta il diritto del creditore a procedere, oppure opposizione ex art. 617 c.p.c. se contesta la regolarità formale dell’atto. I termini sono stretti: 20 giorni dalla notifica o dall’esecuzione. È necessario depositare ricorso al giudice competente con l’assistenza di un avvocato.
  4. Sospensione del giudice. In presenza di gravi motivi, il giudice può sospendere l’esecuzione. Per ottenere la sospensione occorre dimostrare che l’esecuzione provocherebbe un danno irreparabile e che il ricorso è fondato.
  5. Spese di procedura. Chi avvia l’opposizione deve sostenere spese legali, contributo unificato e, se del caso, spese di CTU. Se il ricorso viene accolto, il giudice può condannare l’ente o la banca al rimborso. In caso contrario, le spese restano a carico del ricorrente.

10.5 Regolarizzazione delle liti pendenti

La Legge di bilancio 2023 e i successivi provvedimenti hanno introdotto la definizione agevolata delle liti pendenti: i contribuenti possono chiudere le controversie fiscali pendenti davanti alle Corti di giustizia tributaria pagando una percentuale del tributo a seconda del grado di giudizio e dell’esito della precedente sentenza. Sebbene la normativa specifica sia soggetta a modifiche annuali, vale la pena monitorare queste misure perché permettono di chiudere contenziosi in corso con notevoli sconti sulle sanzioni.

Per esempio, se il contribuente ha ottenuto sentenza favorevole in primo grado, può chiudere la lite pagando il 40% dell’imposta; se ha perso il primo grado ma pende l’appello, può pagare il 50%. Le percentuali variano a seconda del grado di giudizio e dell’esito. È fondamentale verificare ogni anno quali norme siano in vigore.

10.6 Ruolo dell’esperto negoziatore e vantaggi pratici

L’esperto negoziatore della crisi non è solo un “facilitatore”: la sua presenza può evitare la liquidazione e permettere al meccatronico di continuare l’attività. Egli svolge tre funzioni essenziali :

  • Analizzare i dati economici e finanziari dell’azienda e predisporre un report;
  • Gestire le trattative con banche, fornitori, fisco e dipendenti, cercando un accordo che soddisfi tutte le parti;
  • Intervenire, se necessario, nel processo di composizione negoziata per ottenere misure protettive (sospensione dei pagamenti) e l’omologazione di un accordo preventivo.

Per il meccatronico, questo significa avere un interlocutore unico che comprende sia gli aspetti giuridici che quelli economici e che può proporre soluzioni innovative come l’allungamento dei finanziamenti o la conversione dei debiti in strumenti partecipativi. Coinvolgere l’esperto negoziatore può anche migliorare la reputazione dell’azienda presso i creditori, dimostrando la volontà di risolvere la crisi in modo ordinato.

10.7 Statuto del contribuente e diritti fondamentali

Lo Statuto del contribuente (Legge 212/2000) rappresenta una vera e propria carta dei diritti del contribuente. Al meccatronico è utile ricordare alcuni principi fondamentali:

  • Legittimo affidamento: il contribuente non può essere punito per comportamenti conformi alle istruzioni dell’amministrazione, salvo comunicazione preventiva. Ciò significa che se l’Agenzia ha sempre interpretato una norma in un certo modo e improvvisamente cambia orientamento, non può sanzionare retroattivamente chi si è comportato secondo l’interpretazione precedente.
  • Chiarezza e motivazione degli atti: ogni atto dell’amministrazione deve essere motivato e comprensibile. I conteggi devono essere chiari e trasparenti. L’assenza di motivazione comporta la nullità dell’atto.
  • Contraddittorio preventivo: l’Agenzia deve garantire il confronto con il contribuente prima di emanare atti impositivi. Dal 2020 il contraddittorio è obbligatorio in molte ipotesi; se non viene attivato, l’atto può essere annullato.
  • Tutela giudiziaria effettiva: il processo tributario deve garantire parità di armi tra contribuente e fisco. Le recenti riforme (Dlgs 13/2024) hanno introdotto il giudice monocratico per le liti fino a 3.000 euro e rafforzato i termini per la produzione di documenti, garantendo maggiore celerità.

Conoscere questi principi consente al meccatronico di difendersi non solo a livello economico ma anche sul piano dei diritti fondamentali.

10.8 Documentazione e gestione aziendale

La migliore difesa è sempre una buona organizzazione. Alcuni consigli pratici per prevenire problemi con fisco e banche:

  • Tenere aggiornati i libri contabili e le scritture obbligatorie: la mancanza di documentazione favorisce l’Agenzia nelle presunzioni di reddito. Conservare fatture, ricevute e contratti per almeno dieci anni.
  • Conservare estratti conto e movimenti bancari: saranno indispensabili per dimostrare pagamenti e entrate; l’art. 9 della Legge 3/2012 richiede al debitore di depositare gli estratti conto degli ultimi cinque anni .
  • Monitorare la posizione debitoria: accedere periodicamente al cassetto fiscale e al portale dell’AER per verificare la presenza di cartelle; talvolta le cartelle non vengono notificate correttamente ma compaiono nel cassetto fiscale.
  • Dotarsi di un consulente: un commercialista o un avvocato può assistere nella gestione quotidiana, prevenendo errori e inadempienze.

10.9 Altri istituti per la ristrutturazione dei debiti bancari

Le banche offrono strumenti che possono alleggerire la pressione economica:

  • Surroga del mutuo: passare a un’altra banca con condizioni più vantaggiose (tasso più basso o durata più lunga) senza costi. È prevista dal d.l. 7/2007 (decreto Bersani).
  • Consolidamento dei debiti: trasformare diversi finanziamenti in un’unica rata con durata più lunga e tasso più conveniente. Occorre verificare che il TAEG complessivo sia sostenibile.
  • Rinegoziazione del mutuo: chiedere alla propria banca la modifica del tasso o la sospensione delle rate (legge “Sostegni-bis”). La banca non è obbligata ad accettare, ma spesso preferisce rinegoziare piuttosto che affrontare una procedura di insolvenza.
  • Piano di rientro extra-giudiziale: in alcuni casi le banche accettano piani di rientro con rate decrescenti o pagamenti in un’unica soluzione a saldo e stralcio.

10.10 Casi particolari: se il meccatronico è socio di una società di capitali

Se l’attività è esercitata da una società di capitali (es. s.r.l.), occorre distinguere tra debiti della società e debiti personali. In linea di massima:

  • I debiti fiscali e contributivi sono a carico della società; il socio risponde solo entro il capitale conferito, salvo ipotesi di illecito (ad esempio, uso indebito di ritenute o distrazione di beni sociali). Tuttavia, l’amministratore può essere chiamato a rispondere in proprio per omesso versamento di ritenute o pagamento preferenziale di alcuni creditori a danno del fisco.
  • Responsabilità per reati tributari: se l’amministratore commette dichiarazione fraudolenta, può rispondere penalmente; il socio non amministratore è generalmente estraneo.
  • Esdebitazione della società: le società non possono accedere al piano del consumatore ma possono utilizzare il concordato preventivo o gli accordi di ristrutturazione, con l’assistenza dell’esperto negoziatore.

Parole finali supplementari

Questo approfondimento dimostra come, oltre agli strumenti principali già descritti, il panorama giuridico italiano offra una miriade di soluzioni per affrontare i debiti con fisco e banche. La materia è complessa, in costante evoluzione e spesso caratterizzata da normative settoriali che si sovrappongono. Per questo motivo, un approccio integrato, che consideri contemporaneamente diritto tributario, bancario, civile e, quando necessario, penale, è indispensabile per costruire una difesa efficace. Non esiste una ricetta unica: ogni situazione deve essere analizzata nel dettaglio, valutando l’ammontare dei debiti, la natura dei creditori, la presenza di beni, la capacità di generare reddito e l’esistenza di eventuali vizi degli atti o dei contratti.

La figura del meccatronico, emblema di professionalità, innovazione e manualità, merita di essere supportata da un sistema che non punisca l’errore ma favorisca il recupero e la continuità dell’impresa. Sapere quali strumenti esistono e come utilizzarli è il primo passo verso la libertà finanziaria. Il secondo è affidarsi a professionisti competenti che sappiano guidare il debitore tra normative e prassi applicative. Il terzo è non arrendersi mai, perché la legge offre sempre una strada percorribile per chi è disposto a percorrerla con trasparenza e determinazione.

Nota conclusiva: Agire prontamente è fondamentale. Quando un meccatronico scopre di avere debiti, la prima reazione dovrebbe essere quella di raccogliere tutti gli atti, farsi assistere da un professionista e pianificare una strategia. Aspettare o improvvisare può aggravare la situazione. Questo articolo è una bussola, ma l’assistenza personalizzata è insostituibile.

Documentazione Economica e Finanziaria – Dettaglio Giurisprudenza

Leasing – Centro Anomalie Bancarie

AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE: non comporta l’applicazione di interessi anatocistici in violazione dell’art. 1283 c.c. – Ex Parte Creditoris

Corte di Cassazione (9549/2025) – Piano del consumatore ex L. 3/2012: considerazioni in tema previsione di una moratoria nel pagamento dei crediti prelatizi e di eventuale falcidia o soddisfacimento parziale degli stessi. | Unijuris 2.0 – Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare

Art. 6 disposizioni in materia di accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale – Istanza del contribuente – Brocardi.it

Tribunale di Cassino, sentenza n. 1572 del 13 dicembre 2025, Est. Ovallesco – Anche nei mutui a tasso fisso con allegato piano di ammortamento, è illegittimo il regime composto se non espressamente pattuito; se il relativo costo occulto porta il TEG in usura, non sono più dovuti interessi; la capitalizzazione non è ammessa se non è specificamente pattuito il TAE – Studio Legale Avvocato Dario Nardone

Art. 283 Codice della Crisi d’Impresa

Il DL 118/2021, misure urgenti in materia di crisi di impresa e di risanamento aziendale. La figura dell’esperto | Il portale giuridico online per i professionisti – Diritto.it

Definizione Agevolata dei debiti tributari: la Rottamazione-quinquies

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Nuova sanatoria fiscale, stop a sanzioni e interessi, ma se paghi in ritardo perdi i benefici: ecco le nuove regole AdER – Brocardi.it

Quali sono le conseguenze se, dopo aver presentato istanza di accertamento con adesione, non partecipo al contraddittorio e l’Agenzia contesta la tardività del mio ricorso?

Il testo della Normativa – Legge 3/2012 | Ri.Analisi Bancaria-Tributaria

Usura mutuo in capitalizzazione composta

accertamento con adesione

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