Introduzione: perché è urgente reagire a un sollecito di pagamento
Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da parte di Hexa S.r.l. o di un altro recuperatore di crediti non è un evento da trascurare. Una richiesta di pagamento mal gestita può degenerare rapidamente in azioni legali, pignoramenti o iscrizioni ipotecarie. Spesso i debitori non conoscono i propri diritti e finiscono per fare errori gravi: pagano somme non dovute, non contestano gli interessi, non richiedono la documentazione o sopportano condotte indebite dei recuperatori. Il sollecito è invece il momento giusto per analizzare la pretesa creditoria, fare valere vizi formali o prescrizione, impostare una trattativa di saldo e stralcio oppure accedere a procedure di definizione agevolata.
In questo articolo, aggiornato a gennaio 2026, esamineremo in dettaglio il quadro normativo e giurisprudenziale italiano sulla gestione dei debiti verso società come Hexa S.r.l., concentrandoci sul punto di vista del debitore. Spiegheremo come leggere e contestare una lettera di sollecito, come negoziare un saldo e stralcio e quali strumenti alternativi (rottamazioni, piani del consumatore, esdebitazione, composizione negoziata della crisi d’impresa) sono disponibili. Ogni sezione richiama norme del codice civile e delle leggi speciali, pronunce recenti della Corte di cassazione e circolari dell’Agenzia delle Entrate o del Ministero, con citazioni puntuali.
L’assistenza dell’avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che opera su tutto il territorio nazionale. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, ed è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Inoltre è Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e fornisce consulenza alle imprese nelle procedure di composizione negoziata. Grazie alla propria esperienza nel diritto bancario e tributario, l’avv. Monardo è in grado di:
- Analizzare la lettera di sollecito di pagamento, verificando l’esistenza del credito, la documentazione prodotta e l’eventuale avvenuta cessione del credito;
- Assistere nella richiesta di sospensione delle procedure esecutive e nella proposizione di ricorsi giudiziari, eccependo la prescrizione, la nullità della notifica o l’assenza di prova della cessione;
- Negoziare un saldo e stralcio o un piano di rientro sostenibile, interfacciandosi con la società di recupero crediti e facendo valere le eccezioni legali;
- Valutare l’accesso a strumenti di composizione della crisi (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione) o alla definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo;
- Tutelarvi contro condotte illecite di recupero crediti, come telefonate insistenti, visite a domicilio o comunicazione a terzi della vostra posizione debitoria.
Se avete ricevuto una lettera di sollecito da Hexa S.r.l., potete contattare l’avv. Monardo per una valutazione personalizzata e immediata della vostra situazione: analizzerà il vostro caso e individuerà la strategia difensiva più efficace.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Interessi di mora e risarcimento danni: art. 1224 c.c.
Quando un debitore non paga entro la scadenza, il creditore può costituirlo in mora con una lettera di messa in mora o un sollecito di pagamento. L’art. 1224 del codice civile stabilisce che, in caso di obbligazioni pecuniarie, il debitore deve versare interessi di mora dal giorno della costituzione in mora anche se tali interessi non erano previsti dal contratto. Se le parti non hanno convenuto un tasso diverso, si applicano gli interessi legali; inoltre il creditore può ottenere l’ulteriore risarcimento del danno se prova di aver subito un pregiudizio maggiore . Il tasso di interesse legale varia periodicamente e va verificato al momento della mora.
Efficacia della cessione del credito: art. 1264 c.c. e art. 58 TUB
Le società di recupero crediti come Hexa S.r.l. spesso agiscono per conto del soggetto cessionario del credito originario (tipicamente banche o finanziarie). In questi casi è fondamentale verificare la legittimazione della società alla riscossione. L’art. 1264 c.c. prevede che la cessione di credito ha effetto nei confronti del debitore quando questi l’ha accettata o quando gli è stata notificata . Prima della notifica, se il debitore paga al cedente, è liberato solo se ignorava la cessione; se era consapevole della cessione, il pagamento è inefficace . Pertanto, dopo aver ricevuto la notifica della cessione, i pagamenti devono essere effettuati al nuovo cessionario.
L’art. 58 del Testo unico bancario (D.lgs. 385/1993) disciplina la cessione di rapporti giuridici in blocco: le banche possono cedere in blocco aziende, rami d’azienda o crediti, previa iscrizione della cessione nel registro delle imprese e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I privilegi e le garanzie esistenti restano validi a favore del cessionario, e le formalità pubblicitarie producono gli effetti dell’art. 1264 c.c. nei confronti dei debitori . Tuttavia, la Corte di cassazione (ord. n. 25547/2025) ha precisato che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non è sufficiente per provare l’inclusione di un singolo credito nella cessione: il cessionario deve produrre in giudizio il contratto di cessione e le relative appendici, perché il debitore possa verificare la propria posizione . Se la società di recupero non fornisce tali documenti, il debitore può contestarne la legittimazione.
Licenza di recupero crediti: art. 115 TULPS e art. 106 TUB
Le attività di recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi sono soggette alla licenza del questore ai sensi dell’art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS). L’articolo dispone che non si possono aprire agenzie d’affari senza comunicazione al questore e stabilisce che il recupero crediti richiede la licenza, che abilita all’esercizio senza limiti territoriali purché siano rispettate le prescrizioni di legge . La società che svolge il recupero deve tenere un registro delle operazioni ed esibire copia della licenza su richiesta delle autorità .
Alcuni debitori obiettano che la società di recupero non sia iscritta nell’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB. La Cassazione (ord. n. 7243/2024) ha chiarito che la mancata iscrizione ex art. 106 TUB è un adempimento amministrativo che non invalida gli atti di recupero crediti; le eventuali sanzioni riguardano la società e i rapporti con la Banca d’Italia, ma non comportano l’inefficacia degli atti nei confronti del debitore . Pertanto, l’assenza di iscrizione non è sufficiente per annullare il sollecito di pagamento; resta però necessario che la società possieda la licenza ex art. 115 TULPS.
Diritto di ottenere la documentazione: art. 119 TUB
Il debitore ha il diritto di conoscere le prove del credito. L’art. 119 TUB impone alle banche e agli intermediari finanziari di fornire al cliente, o a chi subentra nella sua posizione, copia della documentazione relativa a singole operazioni degli ultimi dieci anni, entro un termine congruo e comunque non superiore a 90 giorni, con addebito dei costi di produzione . La Cassazione (ord. n. 8914/2025) ha ribadito che, dopo aver inviato la richiesta, il cliente può ottenere un ordine giudiziale di esibizione ex art. 210 c.p.c. se la banca non adempie . La giurisprudenza esclude la consegna di documentazione ultradecennale, salvo che il cliente dimostri la necessità di documenti precedenti.
Protezione dei dati personali nella fase di recupero crediti
Le modalità con cui vengono effettuati i solleciti devono rispettare la normativa privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un vademecum per le società di recupero crediti. Secondo tali linee guida:
- Il recupero deve svolgersi nel rispetto della dignità personale del debitore; sono vietate pratiche invasive come visite a domicilio, telefonate preregistrate, ripetute chiamate al cellulare o al lavoro, invio di posta con diciture come “recupero crediti” o affissioni di avvisi sulla porta .
- Il creditore deve comunicare alla società di recupero solo i dati strettamente necessari (nome, cognome, numero di telefono, importo dovuto e causale); non possono essere divulgati dati personali di familiari o garanti .
- È illegittimo comunicare l’inadempimento a soggetti diversi dal debitore (es. familiari, colleghi di lavoro) o esercitare pressioni indebite .
- I dati raccolti devono essere cancellati una volta conclusa l’attività di recupero, salvo obblighi di legge .
Se Hexa S.r.l. o l’operatore che vi contatta viola queste regole (ad esempio comunicando il vostro debito a terzi o effettuando telefonate moleste), potete sporgere reclamo al Garante o denunciare la condotta all’autorità giudiziaria.
Rottamazione quater (Definizione agevolata dei ruoli)
La legge 197/2022 (legge di Bilancio 2023) ha introdotto la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Secondo l’art. 1, comma 231, i debiti iscritti a ruolo possono essere estinti pagando solo il capitale e le spese per le notifiche e procedure esecutive, mentre sono stralciati gli interessi, le sanzioni e gli interessi di mora . Tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, professionisti e imprese) possono aderire; la norma prevede che le somme versate per la definizione siano prededucibili nelle procedure di sovraindebitamento e che i debiti inclusi in piani del consumatore o accordi possano essere saldati secondo il piano omologato . Anche i debitori che hanno avviato procedure di composizione della crisi possono quindi beneficiare della rottamazione.
Legge 3/2012: piani del consumatore, accordi di ristrutturazione ed esdebitazione
La legge 3/2012 (come modificata dal d.lgs. 14/2019) disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Tra gli strumenti principali vi sono:
- Accordo di composizione della crisi e piano del consumatore. L’art. 12-bis prevede il procedimento di omologazione del piano del consumatore: il giudice, verificati i requisiti e la fattibilità, convoca i creditori; può sospendere le procedure esecutive fino all’omologazione e, se il piano è fattibile e non derivante da sovraindebitamento colposo, lo omologa . L’omologazione vieta ai creditori anteriori di iniziare o proseguire azioni esecutive e rende il piano obbligatorio per tutti . L’organismo di composizione nomina un liquidatore, gestisce le somme e vigila sull’esecuzione .
- Liquidazione del patrimonio ed esdebitazione. In alternativa al piano, il debitore può richiedere la liquidazione controllata dei propri beni, al termine della quale, se rispetta determinati requisiti (collaborazione, assenza di frodi, svolgimento di attività produttiva, ecc.), può ottenere l’esdebitazione: il giudice dichiara inesigibili i debiti non soddisfatti . L’esdebitazione non riguarda obblighi alimentari, risarcimenti per fatto illecito e certi debiti fiscali .
Queste procedure richiedono l’intervento di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e la partecipazione di un professionista (gestore della crisi) che redige la proposta e ne attesta la fattibilità. L’avv. Monardo, in quanto gestore e fiduciario di un OCC, può assistere nella predisposizione del piano e nella trattativa con i creditori.
Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)
Il D.L. 118/2021, integrato nel Codice della crisi d’impresa, ha introdotto la composizione negoziata della crisi come strumento volontario e stragiudiziale per le imprese in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario. Il portale di Unioncamere spiega che l’imprenditore commerciale o agricolo che si trovi in crisi, insolvenza o anche solo in squilibrio patrimoniale può chiedere alla Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente qualora il risanamento risulti ragionevolmente perseguibile . La procedura si svolge tramite una piattaforma telematica nazionale che fornisce una lista di controllo, un test pratico per valutare la perseguibilità del risanamento e un protocollo di conduzione . L’esperto, nominato da una commissione presso la Camera di commercio, assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori e verifica la fattibilità di un accordo . L’imprenditore può chiedere misure protettive per sospendere azioni esecutive; il tribunale ne decide la durata e può prorogarle fino a 240 giorni .
Questo strumento è pensato per le imprese ma può essere utile anche a imprenditori individuali che hanno debiti con società di recupero crediti; permette di negoziare con tutti i creditori e di evitare il fallimento.
Cosa accade dopo la lettera di sollecito: procedura passo‑passo
Ricevere un sollecito non significa che il debito sia incontestabile. Ecco i passi fondamentali per gestire correttamente la situazione:
- Verifica preliminare della legittimazione del creditore. Richiedete a Hexa S.r.l. o al soggetto indicato nella lettera di sollecito la documentazione che dimostri l’esistenza e la titolarità del credito: contratto originario, estratti conto, cedole di pagamento e atto di cessione. In base alla Cassazione, la semplice pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non prova l’inclusione del vostro credito ; il cessionario deve fornire i documenti pertinenti. Inviate la richiesta per iscritto e conservate la prova dell’invio.
- Controllo dei termini di prescrizione. A seconda della natura del debito, possono applicarsi termini di prescrizione diversi (in generale 10 anni per obbligazioni contrattuali, 5 anni per canoni di locazione, 3 anni per premi assicurativi ecc.). Se il sollecito arriva dopo la scadenza del termine senza che vi siano stati atti interruttivi, potete eccepire la prescrizione in giudizio.
- Analisi degli interessi e delle clausole contrattuali. Verificate se la somma richiesta comprende interessi di mora: l’art. 1224 c.c. ne prevede la decorrenza solo dalla costituzione in mora e, in assenza di pattuizione, al tasso legale . Controllate che non vi siano interessi usurari o capitalizzazione non dovuta (anatocismo); potete ottenere la ricalcolazione con l’assistenza di un consulente tecnico.
- Richiesta della documentazione bancaria ex art. 119 TUB. Se il debito è connesso a un rapporto bancario o finanziario, chiedete copia della documentazione relativa alle operazioni degli ultimi dieci anni . La banca deve fornirvela entro 90 giorni; in caso contrario potete rivolgersi al giudice ex art. 210 c.p.c. .
- Valutazione della legittimità delle modalità di recupero. Se la società adotta condotte violente o lesive della privacy (telefonate ossessive, minacce di pignoramento senza titolo, comunicazioni a terzi), documentate tali comportamenti (registrazioni, screenshot) e segnalateli al Garante o alla Procura. Le linee guida privacy vietano telefonate preregistrate o invii di posta con diciture “recupero crediti” .
- Scelta della strategia di difesa. Dopo aver raccolto i documenti, con l’assistenza di un legale specializzato potete:
- Presentare un’istanza di saldo e stralcio proponendo il pagamento di una somma ridotta (ad es. 30–50 % del debito) in un’unica soluzione o in più rate, facendo leva su eventuali eccezioni (vizi di forma, prescrizione, carenza di documentazione). La trattativa è più efficace se condotta da un professionista che conosce il mercato e le prassi delle società di recupero.
- Opporvi giudizialmente, mediante ricorso al giudice (es. opposizione a decreto ingiuntivo o pignoramento) per eccepire la prescrizione, la nullità della cessione o l’inesistenza del credito. La Cassazione ha riconosciuto che l’opponente può esigere la produzione del contratto di cessione .
- Accedere a procedure di composizione della crisi se il debito è parte di una situazione più ampia di sovraindebitamento: piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazione con esdebitazione (legge 3/2012) o composizione negoziata (D.L. 118/2021). Questi strumenti sospendono le azioni esecutive e permettono di pagare i debiti in misura sostenibile .
- Verificare l’ammissibilità alla rottamazione quater se il debito è iscritto a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e rientra nelle annualità ammesse (2000–2022). In tal caso potrete pagare solo capitale e spese .
- Formalizzare gli accordi. Se raggiungete un accordo di saldo e stralcio, pretendete un atto scritto in cui la società riconosce la rinuncia a ogni ulteriore pretesa e si impegna a non iscrivere segnalazioni negative nelle banche dati creditizie. Effettuate il pagamento con modalità tracciabile e conservate la quietanza.
Difese e strategie legali: strumenti per impugnare, sospendere o definire il debito
Gestire un debito non significa subire passivamente. Le leggi italiane offrono numerosi strumenti di difesa, a partire dalla possibilità di contestare il credito fino all’accesso a procedure di composizione della crisi. Di seguito vengono illustrati alcuni strumenti utili.
Eccezioni e opposizioni giudiziarie
- Mancata prova della cessione del credito. Come ricordato, il cessionario deve produrre il contratto di cessione e gli allegati relativi ai singoli crediti. Se la società di recupero non li fornisce, potete eccepire la carenza di legittimazione e chiedere l’estinzione del giudizio .
- Prescrizione e decadenza. È possibile opporsi a un decreto ingiuntivo o a un pignoramento eccependo la prescrizione; la contestazione va sollevata tempestivamente e supportata da documentazione (es. mancanza di atti interruttivi).
- Difetti formali della notifica. La notifica del sollecito o della cessione deve rispettare le forme previste (raccomandata con ricevuta di ritorno, PEC). Notifiche inesistenti o nulle possono essere eccepite in giudizio.
- Anatocismo, usura e tassi illegittimi. Se il debito deriva da un contratto bancario (ad esempio un mutuo o un credito al consumo), potete chiedere la verifica del tasso di interesse applicato. Se superava la soglia dell’usura o prevedeva l’anatocismo illegittimo (capitalizzazione trimestrale prima del 2000, successiva al 2014 senza patti chiari), il giudice può rideterminare gli interessi.
- Richiesta di esibizione di documenti (art. 210 c.p.c.). Qualora la banca o la finanziaria rifiuti di fornire la documentazione ex art. 119 TUB, potete chiedere al giudice di ordinare l’esibizione . La produzione di documenti è cruciale per contestare il debito.
- Sospensione dell’esecuzione. In presenza di un ricorso ben motivato, è possibile chiedere al giudice la sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo. In pendenza di un procedimento di composizione della crisi o di un piano del consumatore, il giudice può sospendere le procedure esecutive .
Trattativa di saldo e stralcio
Il saldo e stralcio è un accordo transattivo con cui il creditore rinuncia a una parte del suo credito in cambio di un pagamento immediato o rateizzato. Questa soluzione è vantaggiosa quando:
- il creditore ha dubbi sulla possibilità di recuperare l’intera somma;
- esistono contestazioni fondate (es. prescrizione, assenza di documenti, eccezioni contrattuali);
- il debitore ha disponibilità per offrire un pagamento parziale.
Una trattativa efficace richiede di quantificare le somme contestate, di proporre un’offerta realistica e di condizionare l’accordo alla chiusura definitiva della posizione (cancellazione delle segnalazioni e rinuncia a ogni azione). L’avv. Monardo e il suo team assistono i clienti nella negoziazione, predisponendo lettere formali e gestendo i contatti con la società di recupero.
Rottamazione quater e definizione agevolata
Se il vostro debito è iscritto a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione ed è stato affidato tra il 2000 e il 2022, potete valutare l’adesione alla rottamazione quater. Pagando entro i termini stabiliti solo il capitale e le spese, potrete ottenere lo stralcio integrale di interessi e sanzioni . L’adesione comporta la sospensione delle azioni esecutive e consente di rateizzare l’importo fino a 18 rate (secondo le norme attuative). Il team dell’avv. Monardo verifica l’inclusione del debito nel perimetro della definizione, prepara l’istanza e gestisce gli adempimenti con l’Agenzia.
Piani del consumatore e accordi ex legge 3/2012
Per i debitori con una situazione di sovraindebitamento non professionale (privati, professionisti o piccole imprese commerciali non assoggettabili a fallimento) la legge 3/2012 offre diversi strumenti:
- Piano del consumatore: propone ai creditori il pagamento parziale del debito in base alle proprie capacità reddituali. Il giudice può omologare il piano anche in assenza di voto favorevole dei creditori se ritiene che riceveranno un soddisfacimento non inferiore a quello ottenibile con la liquidazione . L’omologazione impedisce l’avvio o la prosecuzione di procedure esecutive .
- Accordo di composizione della crisi: richiede l’adesione della maggioranza dei creditori. Consente di ristrutturare i debiti con falcidia (riduzione) o dilazione, previa attestazione della fattibilità da parte dell’OCC.
- Liquidazione del patrimonio ed esdebitazione: quando non è possibile formulare un piano, il debitore può mettere a disposizione tutti i suoi beni per la liquidazione controllata e chiedere al termine l’esdebitazione, liberandosi dai debiti residui .
Questi strumenti richiedono la cooperazione dei creditori e l’assistenza di un professionista abilitato; tuttavia permettono di risolvere in modo definitivo l’indebitamento e di ripartire.
Composizione negoziata della crisi d’impresa
Le imprese (anche individuali) che si trovano in squilibrio economico-finanziario possono accedere alla composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021. La procedura prevede la nomina di un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nel predisporre un piano di risanamento e nel negoziare con i creditori . La piattaforma telematica fornisce check‑list, test e protocolli , e il tribunale può concedere misure protettive per sospendere azioni esecutive fino a 240 giorni . L’avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, può guidare le imprese in questa procedura.
Strumenti alternativi e tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, seguono alcune tabelle sintetiche. Le tabelle contengono voci brevi e descrittive, senza frasi lunghe.
Tabella 1 – Principali norme e sentenze
| Norma/sentenza | Contenuto essenziale |
|---|---|
| Art. 1224 c.c. | Interessi di mora dovuti dal giorno della costituzione in mora; interessi legali se non concordati; ulteriore risarcimento solo se prova un danno maggiore . |
| Art. 1264 c.c. | La cessione del credito ha effetto per il debitore quando l’ha accettata o gli è stata notificata; il pagamento al cedente prima della notifica libera il debitore solo se ignora la cessione . |
| Art. 58 TUB | Cessione di rapporti giuridici in blocco: comunicazione nel registro imprese e in Gazzetta; i privilegi si trasferiscono; produce effetti ex art. 1264 c.c.; i debitori ceduti possono esigere l’adempimento dal cedente o cessionario entro tre mesi . |
| Art. 115 TULPS | Le agenzie di recupero crediti necessitano della licenza del questore; la licenza abilita al recupero su tutto il territorio nel rispetto delle prescrizioni . |
| Cass. ord. 25547/2025 | La pubblicazione dell’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale ex art. 58 TUB non basta a provare l’inclusione del singolo credito; il cessionario deve esibire il contratto e gli allegati . |
| Cass. ord. 7243/2024 | La mancata iscrizione all’albo ex art. 106 TUB non invalida gli atti della società di recupero; le conseguenze sono amministrative, non civilistiche . |
| Cass. ord. 8914/2025 | L’art. 119 TUB riconosce al cliente il diritto di ottenere copia della documentazione relativa alle operazioni degli ultimi 10 anni; la banca deve rispondere entro 90 giorni . |
| Legge 197/2022, art. 1 comma 231 | Rottamazione quater: per i carichi affidati dal 2000 al 2022 si pagano solo capitale e spese, con stralcio di interessi e sanzioni . |
| Legge 3/2012, art. 12-bis e 12-ter | Omologazione del piano del consumatore; sospensione delle azioni esecutive; gli effetti del piano obbligano tutti i creditori . |
| Legge 3/2012, art. 14-terdecies | Esdebitazione: il giudice dichiara inesigibili i debiti residui se il debitore ha cooperato e soddisfatto almeno in parte i creditori . |
Tabella 2 – Strumenti di composizione dei debiti
| Strumento | Destinatari | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Saldo e stralcio | Debitori con posizione contestata o difficoltà temporanea | Accordo privato col creditore, pagamento ridotto, richiede trattativa e documento scritto. |
| Rottamazione quater | Contribuenti con debiti iscritti a ruolo (2000–2022) | Pagamento del solo capitale e spese, stralcio di interessi e sanzioni, rateizzazioni fino a 18 rate . |
| Piano del consumatore (legge 3/2012) | Consumatori e soggetti non fallibili | Proposta giudiziale con falcidia e dilazione; omologazione anche senza voto favorevole dei creditori se soddisfacimento non inferiore alla liquidazione . |
| Accordo di composizione della crisi | Debitori non fallibili, professionisti, piccole imprese | Necessita della maggioranza dei creditori; prevede falcidia e dilazione; OCC attesta la fattibilità. |
| Liquidazione e esdebitazione | Debitori incapaci di proporre un piano | Liquidazione dei beni, cancellazione dei debiti residui (esdebitazione) con limiti . |
| Composizione negoziata (D.L. 118/2021) | Imprese commerciali e agricole | Strumento stragiudiziale; nomina di un esperto indipendente; misure protettive fino a 240 giorni; piattaforma telematica . |
Domande frequenti (FAQ)
1. Cos’è una lettera di sollecito di pagamento? È una comunicazione formale con cui il creditore (o la società di recupero crediti) invita il debitore a saldare un debito in mora. Può precedere la messa in mora vera e propria e deve indicare il creditore, l’importo dovuto, la scadenza e le modalità di pagamento.
2. Devo rispondere al sollecito ricevuto da Hexa S.r.l.? Sì, è consigliabile non ignorare il sollecito. Verificate innanzitutto la legittimazione della società, chiedete la documentazione del credito e fate valere eventuali eccezioni. Una risposta formale, meglio tramite PEC o raccomandata, dimostra la vostra attenzione e ferma i termini di decadenza.
3. La pubblicazione della cessione in Gazzetta Ufficiale è sufficiente per provarla? No. La Cassazione ha stabilito che la pubblicazione serve solo a rendere opponibile la cessione ma non prova che il vostro credito sia incluso; la società deve produrre il contratto di cessione .
4. Se la società di recupero non è iscritta all’albo ex art. 106 TUB posso contestare il debito? La mancata iscrizione non rende nullo il recupero; la Cassazione ha precisato che è un inadempimento amministrativo con conseguenze per la società ma non per la validità degli atti . Potete comunque verificare che possieda la licenza ex art. 115 TULPS.
5. Posso pretendere di vedere il contratto originario e le quietanze? Sì. È un vostro diritto ricevere copia del contratto e degli estratti conto; la banca deve fornire la documentazione relativa alle operazioni degli ultimi dieci anni .
6. Il recuperatore può telefonare a parenti o colleghi per sollecitare il pagamento? No. Le linee guida privacy vietano di comunicare la posizione debitoria a soggetti diversi dal debitore . Le telefonate devono essere dirette al debitore e non possono essere preregistrate o eccessivamente insistenti .
7. Cosa devo fare se ricevo minacce di pignoramento o di denuncia? Verificate se esiste un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo, sentenza). Senza titolo, le minacce di pignoramento sono illecite. Documentate le minacce e valutate l’opportunità di sporgere denuncia per estorsione o abuso di credito.
8. Posso proporre un saldo e stralcio anche se ho più debiti? Sì, ma è importante analizzare ogni posizione. In caso di multipli crediti è spesso preferibile ricorrere a un piano del consumatore o a un accordo di ristrutturazione, che consente di trattare con tutti i creditori in modo coordinato.
9. Qual è la differenza tra saldo e stralcio e rottamazione quater? Il saldo e stralcio è un accordo privato con il creditore (es. Hexa S.r.l.) che riguarda debiti di natura civilistica; la rottamazione quater riguarda debiti iscritti a ruolo con l’erario e consente di pagare solo il capitale e le spese, stralciando interessi e sanzioni .
10. La prescrizione del debito si interrompe con la lettera di sollecito? La sola lettera di sollecito non interrompe la prescrizione se non ha valore legale di messa in mora ai sensi degli artt. 1219 e 2943 c.c. Tuttavia, se la lettera è raccomandata con avviso di ricevimento e contiene la richiesta di adempimento, può costituire valida interruzione.
11. Cosa succede se non pago e ignoro tutte le comunicazioni? Il creditore potrà ottenere un decreto ingiuntivo o intraprendere azioni esecutive (pignoramento dello stipendio o dei beni, ipoteca). In assenza di opposizioni, il decreto diventa esecutivo e comporta ulteriori spese.
12. Posso aderire alla definizione agevolata se sto già pagando a rate? In genere, la rottamazione quater consente di includere anche i debiti oggetto di rateizzazione. L’importante è presentare la domanda e rispettare i termini di legge.
13. La procedura di composizione della crisi sospende le azioni esecutive? Sì. Durante il procedimento di omologazione del piano del consumatore o dell’accordo, il giudice può sospendere le esecuzioni e, una volta omologato, nessun creditore può iniziare o proseguire azioni individuali .
14. Quali requisiti devo avere per ottenere l’esdebitazione? Occorre aver collaborato e non aver commesso atti di frode, aver soddisfatto almeno in parte i creditori e non aver beneficiato di un’esdebitazione nei precedenti otto anni . L’esdebitazione non copre debiti alimentari, risarcitori e certi debiti fiscali .
15. La composizione negoziata è utile anche per i debiti con Hexa S.r.l.? Può esserlo se siete un imprenditore e il debito fa parte di una crisi aziendale. L’esperto nominato aiuterà a negoziare con tutti i creditori e a trovare un accordo di risanamento .
Simulazioni pratiche
Esempio 1: saldo e stralcio su un debito da 10 000 €
Marco riceve una lettera di sollecito da Hexa S.r.l. per un debito di 10 000 € derivante da un vecchio prestito. Chiede all’avv. Monardo di verificare i documenti: scopre che la cessione non è accompagnata dal contratto e che alcuni interessi sono prescritti. Presenta quindi un’offerta di saldo e stralcio pari al 40 % del debito (4 000 €). Hexa accetta per evitare i costi di una causa. L’accordo prevede il pagamento in due rate e la cancellazione del residuo. Senza assistenza, Marco avrebbe probabilmente pagato l’intero importo.
Esempio 2: piano del consumatore per debiti multipli
Laura ha debiti per 80 000 € con più creditori (banche e finanziarie, tra cui Hexa). Non riesce a pagare le rate e riceve continue telefonate di sollecito. Con l’assistenza dell’avv. Monardo presenta un piano del consumatore: offre il pagamento di 30 000 € in 5 anni con la vendita di un immobile di proprietà e il versamento di parte del suo stipendio. Il piano è omologato: tutti i creditori devono rispettarlo e le procedure esecutive sono sospese. Al termine del pagamento, i debiti residui sono esdebitati.
Esempio 3: adesione alla rottamazione quater
Francesco ha una cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione affidata nel 2018 per 5 000 € di imposta IVA e contributi INPS. Grazie alla rottamazione quater paga solo 3 800 € (capitale e spese), mentre interessi e sanzioni per 1 200 € vengono stralciati . La cartella viene così definita e gli eventuali fermi amministrativi sono revocati.
Sentenze più aggiornate dalle fonti istituzionali
Per completezza, riportiamo le sentenze e le ordinanze più recenti in materia di recupero crediti e cessioni, con riferimenti alle fonti ufficiali:
- Cass. civ., ord. 7 ottobre 2025 n. 25547: ha affermato che l’avviso di cessione pubblicato ai sensi dell’art. 58 TUB non è sufficiente a provare la titolarità del singolo credito; il cessionario deve produrre il contratto di cessione e le relative appendici .
- Cass. civ., ord. 18 marzo 2024 n. 7243: ha statuito che la mancata iscrizione del servicer all’albo ex art. 106 TUB non invalida gli atti di recupero crediti; le conseguenze dell’omissione sono esclusivamente amministrative .
- Cass. civ., ord. 4 aprile 2025 n. 8914: ha interpretato l’art. 119 TUB precisando che il cliente ha diritto a ottenere copia della documentazione relativa alle operazioni degli ultimi dieci anni e che, in caso di inerzia della banca, può ottenere un ordine di esibizione dal giudice .
- Autorità Garante per la protezione dei dati personali, vademecum 2025: ha ribadito che l’attività di recupero crediti deve rispettare i principi di minimizzazione, correttezza e proporzionalità; sono vietate prassi invasive come telefonate preregistrate, affissioni di solleciti o comunicazioni del debito a terzi .
Conclusione: agite con tempestività e con il supporto di un professionista
Una lettera di sollecito non è una condanna: è un campanello d’allarme che vi dà l’opportunità di controllare la legittimità del credito, far valere le vostre eccezioni e negoziare un accordo sostenibile. Conoscere le norme (artt. 1224, 1264 c.c.; art. 58 TUB; art. 115 TULPS; art. 119 TUB) e le pronunce più recenti della Cassazione vi permette di difendervi efficacemente. Gli strumenti di composizione della crisi (piani del consumatore, accordi, rottamazioni, esdebitazione, composizione negoziata) offrono soluzioni concrete per uscire dal sovraindebitamento.
Agire da soli può essere rischioso: ogni errore procedurale può compromettere la vostra posizione. Per questo è fondamentale affidarsi a un professionista specializzato. L’avv. Giuseppe Angelo Monardo, grazie alla sua esperienza nel diritto bancario e tributario e alla qualifica di gestore della crisi da sovraindebitamento e di esperto negoziatore, vi offre un’assistenza completa: dall’analisi della pratica alla negoziazione con Hexa S.r.l., dalla predisposizione di ricorsi alla ricerca delle soluzioni più vantaggiose.
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