Debiti con Fides S.p.A.? Come Fare Saldo e Stralcio Bene Se Hai Ricevuto una Lettera di Sollecito di Pagamento

Introduzione

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è uno strumento creditizio nato nel 1950 per consentire a lavoratori e pensionati di ottenere finanziamenti garantiti: la rata viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e non può superare il 20 % della retribuzione netta. Negli ultimi decenni questo mercato si è popolato di intermediari specializzati, tra cui Fides S.p.A. – società nata nel 1947, iscritta all’albo unico degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB, dal 2007 controllata dal gruppo Banco Desio . Fides eroga finanziamenti tramite cessione del quinto e delegazioni di pagamento in virtù del DPR 180/1950 e del relativo regolamento n. 895/1950, modificati dalle leggi finanziarie 2004–2005, che hanno esteso la disciplina ai dipendenti privati e ai pensionati .

Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da Fides o da società cessionarie dei suoi crediti è un evento che può generare stress e incertezza. Molti debitori pagano senza verificare la legittimità della pretesa, ignorano strumenti di riduzione (ad esempio saldo e stralcio, rottamazione o piani del consumatore) e commettono errori che rischiano di compromettere il bilancio familiare. Una reazione precipitosa può portare a pignoramenti, iscrizioni ipotecarie o trattenute sullo stipendio maggiori del dovuto. Viceversa, un’analisi attenta del caso consente spesso di ottenere sconti, sospensioni o persino la cancellazione del debito.

Come vedremo, la legge offre numerose difese al consumatore sovraindebitato: dalla contestazione della prescrizione (10 anni per i crediti ordinari e 5 anni per le rate periodiche ) alla facoltà di sospendere la trattenuta in caso di procedura di sovraindebitamento ; dalla possibilità di impugnare costi e tassi usurari invocando i principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) alla domanda di rimborso dei costi non goduti in caso di estinzione anticipata, sulla scia delle sentenze Lexitor (CGUE 2019) e della Corte costituzionale n. 263/2022 . Inoltre, le riforme introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) permettono a consumatori e piccole imprese in crisi di presentare un piano del consumatore, di accedere alla liquidazione controllata o agli accordi di ristrutturazione, ottenendo la sospensione delle procedure esecutive e, in alcuni casi, la cancellazione residua dei debiti (esdebitazione) .

Per districarsi in questa materia occorre però competenza specialistica. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, patrocinante in Cassazione, coordina da anni un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario, tributario e gestione della crisi d’impresa. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), ed è stato nominato esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 . Lo studio assiste debitori in tutta Italia con servizi che spaziano dall’analisi della lettera di sollecito, alla stesura di ricorsi, istanze di sospensione, negoziazioni di saldo e stralcio, piani di rientro, fino alla rappresentanza giudiziale nelle procedure di sovraindebitamento.

Se hai ricevuto una comunicazione da Fides o da un’altra società di recupero crediti, contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata e scopri come difendere i tuoi diritti e ridurre il debito.

1 – Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 La cessione del quinto e la disciplina dei prestiti Fides

La cessione del quinto è regolata dal DPR 180/1950 e dal Regolamento 895/1950, originariamente riservati ai dipendenti pubblici. Il regime attuale prevede:

  • Massimale: la rata non può superare un quinto del netto mensile e la durata non può oltrepassare 120 mesi .
  • Obbligo di polizza: è prevista una copertura assicurativa per morte e perdita del lavoro .
  • Estensione ai privati e pensionati: la legge finanziaria 2004 (L. 311/2004), la L. 80/2005 e la L. 266/2005 hanno esteso l’istituto a dipendenti privati, pensionati e categorie speciali .
  • Tutela del minimo vitale: per i pensionati, l’INPS garantisce il minimo vitale e limita la quota cedibile.

Fides S.p.A., iscritta all’albo ex art. 106 TUB, offre prestiti mediante cessione del quinto e delegazioni di pagamento. Essendo un intermediario finanziario, deve rispettare la normativa del Testo Unico Bancario e le regole di trasparenza e correttezza. Il credito può essere ceduto a terzi senza il consenso del debitore (art. 1260 c.c.), salvo divieti pattizi .

Giurisprudenza recente sulle cessioni del quinto

  • Cassazione civile, Sez. Lavoro, sent. n. 22362/2024: esaminando il caso di una società che tratteneva ai lavoratori spese amministrative per gestire la cessione del quinto, la Corte ha stabilito che la cessione è una cessione di credito ai sensi dell’art. 1260 c.c. e richiede un comportamento improntato a correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.), vietando di trasferire ai dipendenti costi impropri . La decisione richiama anche l’obbligo dell’imprenditore di dotarsi di un’adeguata struttura organizzativa per prevenire e gestire le crisi (art. 2086 c.c., come modificato dal d.lgs. 14/2019) .
  • Cassazione civile, Sez. I, 25 agosto 2025, nn. 23834, 23849 e 23852: riguardando la cessione in blocco di crediti ex art. 58 TUB, la Corte ha ricordato che il cessionario deve provare non solo l’esistenza del credito ma anche la propria titolarità. La semplice detenzione di documenti non basta; la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha solo valore di notizia e non costituisce prova . Tale orientamento può essere invocato dai debitori quando Fides cede i crediti a società di recupero: occorre verificare che la cessione sia documentata e opponibile.
  • Procedure di sovraindebitamento e sospensione della cessione del quinto: i tribunali riconoscono che la presentazione di un piano del consumatore può comportare la sospensione della trattenuta della cessione del quinto. Ad esempio, il Tribunale di Brindisi nel 2025, in un procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, ha disposto che fino alla conclusione del procedimento non possono essere avviate o proseguite azioni esecutive individuali e ha ordinato la sospensione del prelevamento a titolo di cessione del quinto . Analoga sospensione è stata accordata dal Tribunale di Messina nel 2025, nel quale il giudice, valutato il merito creditizio e la sostenibilità del piano, ha revocato la cessione del quinto in corso .
  • Sentenza Tribunale di Teramo n. 58/2025: in una procedura di liquidazione controllata, il Tribunale ha riconosciuto la condizione di sovraindebitamento di una dipendente gravata da pignoramento, cessione del quinto e rimborso di un prestito, con un’esposizione complessiva di oltre 234 mila euro . La decisione dimostra come il cumulo di trattenute possa privare il debitore del necessario sostentamento e giustifica l’accesso alle procedure di esdebitazione.

1.2 Principi di correttezza, buona fede e organizzazione aziendale

Il Codice civile impone a creditore e debitore di agire secondo lealtà:

  • Art. 1175 c.c. – Comportamento secondo correttezza: prevede che il debitore e il creditore si comportino secondo le regole della correttezza, cooperando per soddisfare l’interesse di entrambe le parti . Ciò significa che Fides non può scaricare sui clienti costi ingiustificati o adottare pratiche aggressive di recupero; analogamente, il debitore deve comunicare eventuali difficoltà e non opporre rifiuti pretestuosi.
  • Art. 1375 c.c. – Esecuzione di buona fede: stabilisce che il contratto deve essere eseguito in buona fede . La giurisprudenza ha interpretato la buona fede come obbligo di cooperazione, solidarietà e tutela; essa vieta l’abuso del diritto e permette di correggere clausole vessatorie.
  • Art. 1260 c.c. – Cedibilità dei crediti: consente al creditore di cedere il credito senza consenso del debitore, purché il credito non sia strettamente personale o vietato dalla legge. Tuttavia, la cessione non può nuocere al debitore, il quale può opporre al cessionario le stesse eccezioni che avrebbe potuto opporre all’originario creditore .
  • Art. 2086 c.c. – Gestione dell’impresa: l’imprenditore è tenuto a predisporre un’adeguata struttura organizzativa per rilevare tempestivamente la crisi e adottare rimedi . Questa norma, inserita nel d.lgs. 14/2019, rafforza l’obbligo degli intermediari finanziari di gestire correttamente i rapporti con i debitori e di non trasferire sui lavoratori oneri amministrativi.

1.3 Prescrizione dei crediti e verifica del debito

Prima di pagare o avviare trattative, occorre verificare se il credito sia ancora esigibile. La prescrizione estingue il diritto del creditore se il debitore eccepisce l’intervenuto decorso del termine. In mancanza di regole speciali, i crediti si prescrivono in dieci anni (art. 2946 c.c.) , ma per le prestazioni periodiche, come rate e interessi, il termine è quinquennale . Se il sollecito riguarda rate scadute da oltre cinque anni, il debitore può opporre la prescrizione; la semplice richiesta di pagamento non interrompe la prescrizione se non seguita da atto giudiziale.

1.4 Saldo e stralcio e definizioni agevolate

Il termine saldo e stralcio indica un accordo con cui il creditore accetta di chiudere una posizione debitoria con il pagamento di una somma inferiore al dovuto. Il legislatore ne ha previsto versioni particolari per i debiti fiscali:

  • Legge di Bilancio 2019 (pace fiscale): ha introdotto un saldo e stralcio per le persone fisiche in grave difficoltà economica con ISEE fino a 20 mila euro, relativo ai carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2017. Le percentuali erano del 16 % per ISEE fino a 8 500 €, 20 % per ISEE 8 500–12 500 € e 35 % per ISEE 12 500–20 000 € . Per chi aveva avviato la liquidazione ex art. 14-ter L. 3/2012, era previsto il pagamento del 10 % del capitale .
  • Legge 199/2025 – Rottamazione‑quinquies: la Legge di bilancio 2026 ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il contribuente può estinguere i debiti senza sanzioni né interessi di mora, pagando il capitale e gli interessi legali . La sanatoria riguarda le imposte non versate (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; art. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972) e i contributi INPS non provenienti da accertamenti . Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (quasi nove anni), con interessi al 3 % annuo a partire dal 1° agosto 2026 . La misura esclude i carichi già definiti con rottamazione‑quater pagata entro settembre 2025 .
  • Proposte per il saldo e stralcio 2026: notizie di stampa anticipano che la prossima legge di bilancio potrebbe introdurre un nuovo saldo e stralcio per i carichi più vecchi, con sconti legati al reddito e all’età del debito. Potrebbero essere previste tre fasce (debiti di importo modesto, in base all’ISEE o alla vetustà) .

1.5 Procedure di sovraindebitamento e Codice della crisi

La Legge 3/2012 (cd. Legge salvasuicidi) e poi il d.lgs. 14/2019 hanno istituito procedure per gestire la crisi dei soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, piccole imprese). Gli istituti principali sono:

  1. Accordo di composizione della crisi e piano del consumatore (artt. 67–73 CCII). Il consumatore può proporre ai creditori un piano che prevede la ristrutturazione del debito e l’eventuale stralcio di una quota, sotto la supervisione di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Il giudice, dichiarata l’ammissibilità, può concedere misure protettive che vietano ai creditori di intraprendere o proseguire azioni esecutive o cautelari .
  2. Liquidazione controllata (artt. 268–277 CCII). Quando il piano non è praticabile, il debitore può chiedere di liquidare il proprio patrimonio per soddisfare i creditori. Dopo tre anni dalla chiusura della procedura può ottenere l’esdebitazione integrale, ossia la cancellazione dei debiti residui . La sentenza del Tribunale di Teramo n. 58/2025 (capo 2) illustra un caso pratico di liquidazione controllata .
  3. Esdebitazione del debitore incapiente (artt. 283–284 CCII). Dal 2020 è possibile la cancellazione dei debiti anche per chi non dispone di beni o redditi, purché abbia agito con diligenza e non abbia commesso frodi .
  4. Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021, convertito in L. 147/2021). Introdotta per gli imprenditori commerciali, consente di chiedere la nomina di un esperto negoziatore che aiuti a mediare con i creditori e trovare un accordo stragiudiziale. È una procedura volontaria e riservata, attivabile tramite piattaforma telematica e gestita dalle Camere di Commercio .

L’Avv. Monardo, in qualità di professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore, ha maturato esperienza nell’applicazione di queste procedure, ottenendo sospensioni di pignoramenti, revoche di cessioni del quinto e piani di rientro sostenibili.

2 – Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica del sollecito

Ricevere una lettera di sollecito o un avviso di pagamento da Fides o da un cessionario non significa che il debito sia dovuto senza discussione. Prima di pagare è necessario seguire alcuni passi strategici:

  1. Non ignorare la comunicazione. Ignorare il sollecito potrebbe sfociare in decreto ingiuntivo, pignoramento o iscrizione a ruolo. Rispondere tempestivamente permette di evitare costi e interessi.
  2. Richiedere documentazione dettagliata. Chiedere copia del contratto originario, del piano di ammortamento, degli eventuali atti di cessione del credito e delle certificazioni del datore di lavoro. L’art. 1260 c.c. consente la cessione del credito, ma il cessionario deve dimostrare la propria titolarità . Se la cessione non è provata, si può contestare la legittimazione della società che richiede il pagamento.
  3. Verificare la prescrizione. Controllare la data dell’ultima rata pagata o dell’ultimo atto interruttivo. Se sono trascorsi più di 5 anni senza intimazioni giudiziali, le rate periodiche si prescrivono . Per far valere la prescrizione è necessario eccepirla per iscritto.
  4. Analizzare i tassi e i costi applicati. Confrontare il TEG (Tasso Effettivo Globale) con il tasso soglia antiusura vigente al momento del contratto. Se il tasso supera il limite, il contratto è nullo per usura e il debitore può chiedere la restituzione di tutte le somme pagate in eccesso. Inoltre, in caso di estinzione anticipata, il consumatore ha diritto al rimborso di tutti i costi proporzionali alla vita residua, inclusi quelli up front, sulla base dei principi Lexitor riconosciuti dalla CGUE e dalla Corte costituzionale .
  5. Valutare la sostenibilità della rata del quinto. Per i lavoratori e pensionati con trattenute in corso, verificare se la somma delle rate (cessione del quinto + eventuali deleghe di pagamento + pignoramenti) supera il limite legale. In caso di sovraindebitamento conclamato, è possibile rivolgersi a un OCC per proporre un piano del consumatore e ottenere la sospensione della cessione .
  6. Richiedere assistenza legale. Un avvocato esperto può analizzare la posizione, verificare la legittimità del credito, negoziare uno sconto o predisporre gli atti per accedere alle procedure di sovraindebitamento. Lo studio Monardo offre consulenza in tutta Italia e può intervenire rapidamente per bloccare azioni esecutive, pignoramenti, fermi amministrativi e iscrizioni ipotecarie.
  7. Proporre un saldo e stralcio stragiudiziale. Una volta verificata la legittimità del credito e la propria capacità finanziaria, è possibile offrire a Fides un importo a saldo e stralcio. L’offerta dovrebbe essere motivata dalla propria condizione economica (ISEE, redditi, familiari a carico), dalla prescrizione di parte del debito e dall’eventualità di procedimenti di sovraindebitamento. Un avvocato può aiutare a formulare la proposta e a farla accettare.
  8. Aderire a rottamazioni o definizioni agevolate (per debiti fiscali). Se il debito riguarda cartelle esattoriali (ad esempio imposte non pagate), verificare la possibilità di aderire alla rottamazione‑quinquies o al saldo e stralcio fiscale. Le scadenze attuali prevedono il versamento del capitale entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate .
  9. Attivare la procedura di sovraindebitamento. Quando il debito è insostenibile e coinvolge più creditori, è consigliabile rivolgersi a un OCC e avviare una procedura di composizione della crisi. Ciò consente di sospendere le azioni esecutive, proporre un piano di rientro e, in caso di incapienza, ottenere l’esdebitazione .
  10. Monitorare la posizione e rispettare gli impegni. Se si accede a un piano o a una rottamazione, rispettare le scadenze è essenziale per non decadere dal beneficio. Le rate mancanti comportano la revoca del piano e la ripresa delle azioni esecutive.

3 – Difese e strategie legali per contestare o ridurre il debito

3.1 Eccezione di prescrizione e decadenza del credito

La prescrizione costituisce la prima difesa quando un creditore richiede pagamenti relativi a rate scadute da tempo. Per i debiti derivanti da rate di finanziamento, il termine di 5 anni decorre dall’ultima rata o dall’ultimo atto interruttivo giudiziale . Se Fides o la società cessionaria invia solamente un sollecito stragiudiziale, la prescrizione continua a decorrere. È opportuno inviare una raccomandata o PEC al creditore eccependo la prescrizione e diffidandolo dal proseguire nell’attività di recupero. Qualora il creditore intraprenda un decreto ingiuntivo, la prescrizione potrà essere fatta valere in sede di opposizione.

3.2 Contestazione della legittimazione attiva del creditore

Se il credito è stato ceduto, la società cessionaria (spesso un fondo speculativo o una società veicolo) deve dimostrare di avere effettivamente acquistato il credito e che l’operazione sia opponibile al debitore. La Cassazione ha precisato che la pubblicazione dell’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale ha solo valore di pubblicità‑notizia e non costituisce prova della titolarità del credito; il cessionario deve produrre il contratto di cessione e dimostrare che il credito rientra tra quelli ceduti . Inoltre, il debitore può sollevare eccezioni relative al contratto originario (ad es. vizi, nullità, clausole abusive) e opporle anche al cessionario (art. 1260 c.c.).

3.3 Verifica di usura e anatocismo

La legge n. 108/1996 vieta l’applicazione di tassi superiori al tasso soglia pubblicato trimestralmente dal MEF. Nel calcolare il TEG occorre includere tutti i costi (commissioni, spese, polizze). Molte cessioni del quinto contengono costi occulti che portano il TEG oltre la soglia. Se il contratto è usurario, il debitore ha diritto alla restituzione integrale di quanto pagato oltre il capitale. Anche l’applicazione di interessi anatocistici (capitalizzazione degli interessi) può essere contestata.

3.4 Rimborso dei costi non goduti in caso di estinzione anticipata

Le sentenze della Corte di giustizia dell’UE (Lexitor) e della Corte costituzionale (n. 263/2022) hanno stabilito che, quando un consumatore estingue anticipatamente un credito al consumo, ha diritto alla riduzione proporzionale di tutti i costi, compresi quelli up front . Il Collegio ABF di Palermo nel 2025 ha riaffermato tale principio, precisando che l’intermediario deve rimborsare integralmente le componenti del costo non maturate . Molti clienti Fides che hanno rinnovato la cessione del quinto o estinto anticipatamente il finanziamento hanno ottenuto, tramite azione giudiziale, il rimborso di polizze e commissioni.

3.5 Invocare i principi di correttezza e buona fede

Gli artt. 1175 e 1375 c.c. richiedono che il creditore si comporti in modo corretto e in buona fede . Se Fides applica costi e penali sproporzionati, adotta prassi aggressive o omette di informare il debitore di diritti essenziali (ad esempio il diritto al rimborso dei costi in caso di estinzione anticipata), si può contestare l’abuso del diritto e chiedere l’annullamento o la nullità delle clausole. La Cassazione 22362/2024 ha chiarito che i costi di gestione della cessione del quinto non possono essere scaricati sui dipendenti ; pertanto, chi ha subito trattenute indebite può chiedere il rimborso.

3.6 Sospensione e revoca della cessione del quinto nelle procedure di sovraindebitamento

Quando il debitore presenta un piano del consumatore o chiede la liquidazione controllata, il giudice può disporre la sospensione delle trattenute sullo stipendio o sulla pensione. Il Tribunale di Brindisi ha espressamente ordinato la sospensione del prelievo a titolo di cessione del quinto fino alla conclusione della procedura . Il Tribunale di Messina ha revocato la cessione in sede di ammissione al piano, valutando il merito creditizio e la sostenibilità del programma . Pertanto, i debitori sovraindebitati possono rivolgersi all’OCC per ottenere tale beneficio e guadagnare tempo per riorganizzare il proprio bilancio.

3.7 Negoziazione di saldo e stralcio

La negoziazione con Fides o con la società cessionaria può portare a un accordo di saldo e stralcio che riduce la quota da pagare. Gli elementi da evidenziare nella trattativa sono:

  • Condizione economica: presentare l’ISEE, l’elenco delle entrate e delle uscite e i carichi familiari. Chi dimostra gravi difficoltà può proporre un pagamento ridotto in base alla capacità contributiva.
  • Prescrizione parziale del debito: se alcune rate sono prescritte o se il contratto è viziato, il capitale da riconoscere si riduce. Questo argomento aumenta il potere negoziale.
  • Eventuale avvio di procedure di sovraindebitamento: la prospettiva che il debitore ricorra al piano del consumatore o alla liquidazione controllata può convincere il creditore ad accettare un accordo stragiudiziale per non affrontare i tempi e i costi della procedura.

I pagamenti in saldo e stralcio devono essere eseguiti con bonifico tracciabile e accompagnati da una quietanza liberatoria che attesti l’estinzione del debito. È consigliabile farsi assistere da un legale per redigere l’accordo.

3.8 Rottamazione e definizione agevolata per i debiti fiscali

Se nella posizione debitoria rientrano anche cartelle esattoriali per imposte e contributi, è opportuno verificare l’accesso alla rottamazione‑quinquies (L. 199/2025). La procedura consente di estinguere i debiti senza sanzioni e interessi, pagando solo il capitale e gli interessi legali . Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali con interesse al 3 % . In presenza di debiti pregressi definiti con rottamazione‑quater pagata integralmente entro settembre 2025, i carichi restano esclusi dalla nuova sanatoria .

4 – Strumenti alternativi: piani del consumatore, esdebitazione e accordi di ristrutturazione

4.1 Piano del consumatore

Il piano del consumatore è uno strumento riservato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi non imprenditoriali (consumatori). Si propone mediante un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che redige la relazione e assiste il debitore. Le fasi principali sono:

  1. Nomina dell’OCC. Il debitore presenta istanza al tribunale o alla camera di commercio; l’OCC verifica la documentazione e nomina un gestore della crisi.
  2. Predisposizione del piano. Il piano descrive la situazione economica del debitore, propone il pagamento dei crediti (in misura integrale o parziale) e può prevedere dilazioni, sospensioni o stralci. Devono essere indicate le cause di sovraindebitamento e l’assenza di colpa grave.
  3. Domanda di misure protettive. Contestualmente al deposito si può chiedere al giudice la sospensione delle azioni esecutive e cautelari e la revoca della cessione del quinto .
  4. Fase giudiziale. Il giudice verifica l’ammissibilità del piano; se ammissibile, comunica ai creditori che possono presentare osservazioni in un termine di 20 giorni . Ricevute le osservazioni, l’OCC può modificare il piano e trasmettere la relazione finale .
  5. Omologa. Dopo l’udienza, se non ci sono motivi di rigetto, il giudice omologa il piano, che diviene vincolante per tutti i creditori. Da quel momento non è più possibile iniziare o proseguire azioni esecutive per i debiti inclusi nel piano.
  6. Esecuzione. Il debitore paga le rate secondo le scadenze previste; se adempie, al termine ottiene la liberazione dai debiti residui. Se non rispetta le scadenze, il piano decade.

4.2 Liquidazione controllata ed esdebitazione

Se il piano del consumatore non è praticabile (ad esempio perché il reddito non consente di offrire ai creditori una somma significativa), il debitore può chiedere la liquidazione controllata (art. 268 CCII). La procedura comporta:

  • La vendita di tutti i beni del debitore con l’assistenza di un liquidatore;
  • Il riparto del ricavato tra i creditori;
  • La possibilità di conservare i beni necessari al sostentamento familiare e all’attività lavorativa;
  • Esdebitazione dopo 3 anni dalla chiusura, che estingue i debiti residui .

Per i soggetti incapienti (privi di beni e con reddito minimo), l’art. 283 CCII consente l’esdebitazione immediata, purché il debitore non abbia commesso frodi o irregolarità.

4.3 Accordi di ristrutturazione dei debiti e composizione negoziata

Le piccole imprese, i professionisti e gli imprenditori che hanno debiti legati all’attività economica possono accedere agli accordi di ristrutturazione (artt. 57–64 CCII) o alla composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021 . La composizione negoziata prevede:

  • La nomina di un esperto indipendente che aiuta l’imprenditore a negoziare con i creditori;
  • La presentazione di un piano di risanamento volontario, con eventuale intervento del tribunale per misure protettive;
  • La possibilità di usufruire di incentivi fiscali e misure premiali per l’imprenditore che adotta tempestivamente gli strumenti di allerta.

L’Avv. Monardo, in quanto esperto negoziatore e gestore della crisi, assiste le imprese nella predisposizione di tali accordi, salvaguardando la continuità aziendale e riducendo il debito.

4.4 Esdebitazione e “fresh start”

Un aspetto centrale delle procedure di sovraindebitamento è la esdebitazione, ossia la liberazione dai debiti residui. Il d.lgs. 14/2019 ha ridotto da 6 a 3 anni il termine per ottenere l’esdebitazione nella liquidazione controllata e ha introdotto la possibilità di esdebitazione immediata per i debitori incapienti . Ciò consente a chi ha perso tutto di ripartire con un nuovo inizio (fresh start), evitando il ritorno in clandestinità e favorendo la reinclusione economica.

5 – Errori comuni da evitare e consigli pratici

  1. Pagare senza verificare. Molti debitori pagano la somma richiesta per paura di azioni esecutive. Prima di farlo, controllare se il contratto è valido, se il credito è stato ceduto legittimamente e se vi sono rate prescritte.
  2. Non chiedere la documentazione. Il debitore ha diritto di ricevere copia del contratto e degli avvisi di cessione. Se il creditore non fornisce i documenti, si può contestare la pretesa.
  3. Ignorare le normative sul rimborso dei costi. Chi estingue anticipatamente un prestito con cessione del quinto deve chiedere la restituzione dei costi non goduti (commissioni, polizze). Molti non lo fanno e perdono somme importanti.
  4. Trascurare la prescrizione. Non eccepire la prescrizione in modo formale comporta la perdita del diritto di farla valere.
  5. Sottovalutare l’importanza di un avvocato specializzato. Le trattative con Fides richiedono competenze specifiche; rivolgersi a professionisti generalisti può portare a errori procedurali.
  6. Rinunciare agli strumenti di sovraindebitamento. Molti debitori non conoscono la possibilità di sospendere la cessione del quinto e ottenere un piano del consumatore. L’ignoranza di questi strumenti può aggravare la situazione.
  7. Accettare piani di rientro insostenibili. Fides o le società di recupero propongono spesso rate elevate. È meglio negoziare soluzioni proporzionate al reddito, magari con l’ausilio di un OCC.
  8. Non conservare le ricevute. Ogni pagamento deve essere tracciato e accompagnato da ricevute. In sede di giudizio le ricevute dimostrano l’adempimento e impediscono duplicazioni.
  9. Trasferire beni per sottrarli ai creditori. Gli atti in frode ai creditori vengono revocati dal giudice e comportano responsabilità penale.
  10. Ignorare i termini delle rottamazioni. Le definizioni agevolate hanno scadenze precise; perdere una rata significa decadere dal beneficio.

6 – Tabelle riepilogative

6.1 Normativa principale applicabile

Norma / sentenzaOggetto principaleSintesi
DPR 180/1950 e Reg. 895/1950Cessione del quintoIntroduzione della cessione del quinto per dipendenti pubblici; limite del 20 % della retribuzione e durata max 120 mesi; obbligo di polizza
Leggi 311/2004, 80/2005, 266/2005Estensione cessione del quintoEstendono la cessione a privati, pensionati; prevedono obblighi di trasparenza e durata minima 24 mesi
Art. 1175 c.c.CorrettezzaCreditori e debitori devono comportarsi secondo le regole della correttezza
Art. 1375 c.c.Buona fedeIl contratto deve essere eseguito in buona fede
Art. 1260 c.c.Cessione dei creditiIl credito è cedibile salvo che sia personale o vietato; il debitore può opporre al cessionario le stesse eccezioni
Art. 2086 c.c.Organizzazione dell’impresaL’imprenditore deve istituire assetti adeguati per rilevare la crisi e tutelare i terzi
Art. 2946 c.c.Prescrizione decennaleLa prescrizione ordinaria dei diritti è di 10 anni
Art. 2948 c.c.Prescrizione quinquennaleLe rate e prestazioni periodiche si prescrivono in 5 anni
Cass. civ. n. 22362/2024Cessione del quinto e costiGli oneri amministrativi non possono essere trasferiti ai dipendenti; richiamo a correttezza e buona fede
Cass. civ. nn. 23834/2025, ecc.Cessione in blocco dei creditiIl cessionario deve provare la titolarità del credito; la pubblicazione sulla G.U. ha valore di notizia
Trib. Brindisi 2025Piano del consumatoreSospensione delle azioni esecutive e del prelievo per cessione del quinto
Trib. Messina 2025Piano del consumatoreRevoca della cessione del quinto e ammissibilità del piano
Legge 199/2025Rottamazione‑quinquiesEstinzione dei debiti affidati tra 2000 e 2023 senza sanzioni e interessi; pagamento in 54 rate

6.2 Scadenze della rottamazione‑quinquies

Opzione di pagamentoScadenzeDettagli
Unica soluzione31 luglio 2026Pagamento dell’intero importo dovuto (capitale + interessi legali) senza sanzioni
Rateizzazione54 rate bimestraliPrima rata il 31 luglio 2026, poi ogni due mesi fino a maggio 2035; interesse 3 % annuo dal 1° agosto 2026

6.3 Percentuali del saldo e stralcio 2019 (pace fiscale)

Fascia ISEEPercentuale da pagareNote
Fino a 8 500 €16 % del debitoRiduzione significativa per redditi molto bassi
8 500,01 € – 12 500 €20 % del debitoDestinata a contribuenti con ISEE medio-basso
12 500,01 € – 20 000 €35 % del debitoPer chi ha redditi più elevati ma in difficoltà
Liquidazione art. 14-ter L. 3/201210 % del capitalePer chi ha avviato la procedura di liquidazione

7 – Domande e risposte frequenti

  1. Cos’è la cessione del quinto? È un prestito garantito, in cui la rata (massimo 1/5 del netto) viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione. È regolata dal DPR 180/1950 e successive modifiche .
  2. Fides può cedere il credito a un’altra società senza il mio consenso? Sì, l’art. 1260 c.c. consente la cessione del credito senza l’assenso del debitore. Tuttavia, il nuovo creditore deve provare la cessione e non può pretendere più di quanto dovuto .
  3. Sono obbligato a pagare le spese di gestione della cessione del quinto? No. La Cassazione ha stabilito che i costi amministrativi della cessione non possono essere trasferiti ai lavoratori .
  4. Dopo quanti anni si prescrive il debito? Le prestazioni periodiche (rate e interessi) si prescrivono in 5 anni ; per il capitale il termine ordinario è di 10 anni .
  5. Ho estinto anticipatamente il prestito: ho diritto al rimborso dei costi? Sì. In base alle sentenze Lexitor e alla Corte costituzionale n. 263/2022, il consumatore ha diritto al rimborso di tutti i costi proporzionalmente riferiti alla vita residua del contratto .
  6. Posso sospendere la cessione del quinto? Se intraprendi una procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore o liquidazione controllata), il giudice può sospendere o revocare la cessione del quinto .
  7. Cosa succede se non pago una rata del piano di rientro? La mancata puntuale esecuzione comporta la decadenza dal beneficio, con possibilità per Fides di riprendere la riscossione integrale.
  8. Che differenza c’è tra rottamazione e saldo e stralcio? La rottamazione riguarda cartelle esattoriali e consente di pagare il capitale senza sanzioni; il saldo e stralcio stralcia anche una parte del capitale in base all’ISEE o ad altri criteri .
  9. È vero che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della cessione basta a dimostrare che il credito è ceduto? No. La Cassazione ha chiarito che la pubblicazione ha valore informativo ma non prova la titolarità: occorre il contratto di cessione .
  10. Posso negoziare un saldo e stralcio anche se Fides ha già avviato la procedura esecutiva? Sì, la negoziazione è possibile in qualsiasi momento, ma è preferibile avviarla prima del pignoramento; se è già in corso un’esecuzione, la proposta di saldo deve tenere conto dei costi e tempi della procedura.
  11. Quali documenti devo fornire all’avvocato per avviare la procedura di sovraindebitamento? Contratto di finanziamento, busta paga o cedolino pensione, estratti conto, elenco dei creditori e dei debiti, eventuali atti di pignoramento e cessione del quinto, ISEE.
  12. Il mio stipendio è già gravato da pignoramenti: posso ottenere un ulteriore prestito? In presenza di pignoramenti e cessione del quinto, ottenere nuovi prestiti è molto difficile e sconsigliabile. È opportuno cercare una soluzione attraverso saldo e stralcio o procedura di sovraindebitamento.
  13. Che cos’è l’esdebitazione? È la cancellazione dei debiti residui al termine della procedura di liquidazione controllata o, per i debitori incapienti, subito dopo l’omologa del piano, se ricorrono le condizioni .
  14. Posso includere debiti fiscali nel piano del consumatore? Sì, i debiti fiscali possono essere inclusi; tuttavia, l’IVA e le imposte europee non possono essere ridotte ma solo dilazionate . La rottamazione‑quinquies resta una soluzione alternativa per le cartelle.
  15. Cosa succede se Fides rifiuta la mia proposta di saldo e stralcio? Se non si raggiunge un accordo, rimangono due strade: contestare in giudizio la pretesa (ad esempio per usura o prescrizione) o avviare una procedura di sovraindebitamento presso l’OCC.
  16. La procedura di sovraindebitamento è pubblica? La procedura richiede la pubblicazione del decreto sul sito del tribunale ma tutela la riservatezza dei dati sensibili ; tuttavia, i creditori vengono informati e possono presentare osservazioni.
  17. Quanto dura la procedura? Dalla presentazione al deposito del piano possono trascorrere alcuni mesi; l’omologa può arrivare entro un anno, mentre l’esecuzione del piano dura quanto previsto dallo stesso (solitamente 3–5 anni).
  18. Posso aderire alla rottamazione‑quinquies se sono decaduto da precedenti rottamazioni? Sì, la legge consente la partecipazione alla nuova rottamazione anche ai debitori decaduti da precedenti definizioni, a condizione che i carichi siano tra quelli ammessi .
  19. La cessione del quinto può essere rinnovata prima dei 24 mesi? La legge prevede generalmente un intervallo minimo di 24 mesi prima di rinnovare la cessione del quinto. Le eccezioni riguardano prestiti con durata massima di 24 mesi.
  20. Cosa succede se muoio durante la cessione del quinto? L’obbligo di pagamento si estingue grazie alla polizza assicurativa obbligatoria, che copre il rischio di decesso; gli eredi non subiscono il carico del debito.

8 – Simulazioni pratiche

8.1 Saldo e stralcio con prescrizione parziale

Scenario: Giovanni ha un debito residuo di 15 000 € con Fides derivante da una cessione del quinto stipulata nel 2016. Ha versato le rate fino al 2019, poi ha perso il lavoro e non ha più pagato. Nel 2025 riceve una lettera di sollecito. Il contratto prevedeva il pagamento di 120 rate mensili.

Analisi:

  • L’ultima rata pagata risale al 2019. Dal 2025 sono trascorsi oltre 5 anni, quindi le rate scadute fino al 2020 sono prescritte .
  • Giovanni richiede a Fides copia del contratto, dei pagamenti effettuati e dell’eventuale atto di cessione. Scopre che il credito è stato ceduto a un fondo, ma la società non produce il contratto di cessione. Invoca pertanto la giurisprudenza Cass. 23834/2025, contestando la legittimazione del cessionario .
  • Con l’assistenza dell’Avv. Monardo, Giovanni offre 6 000 € a saldo e stralcio (circa il 40 % del residuo al netto della prescrizione). La proposta evidenzia la precarietà lavorativa, il rischio che il giudice riconosca la prescrizione e la mancanza di prova della cessione. Fides accetta l’offerta per evitare il contenzioso.

Risultato: Giovanni estingue il debito pagando 6 000 €, risparmiando 9 000 € e ottenendo la cancellazione della segnalazione in centrale rischi.

8.2 Rimborso dei costi in caso di estinzione anticipata

Scenario: Lucia, dipendente pubblica, stipula nel 2023 una cessione del quinto con Fides per 30 000 € a 10 anni. Nel 2025 riceve un’eredità e decide di estinguere anticipatamente il prestito. Fides le comunica il saldo residuo senza rimborsarle nessuna spesa.

Analisi:

  • Lucia chiede l’assistenza legale. L’avvocato invoca il principio Lexitor e la sentenza della Corte costituzionale n. 263/2022. I costi totali del prestito (commissioni, spese, polizza) ammontavano a 6 000 €; con 8 anni residui, il rimborso deve essere calcolato proporzionalmente.
  • L’ABF di Palermo nel 2025 ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale dei costi non maturati . L’avvocato chiede quindi 4 800 € (6 000 € * 8/10) a titolo di rimborso.
  • Fides propone 3 500 €, ma l’avvocato insiste e avvia ricorso al Giudice di Pace. Il giudice applica le sentenze Lexitor e condanna Fides a rimborsare 4 800 € più interessi e spese.

Risultato: Lucia recupera la quasi totalità delle spese pagate e ottiene la liberatoria sul prestito.

8.3 Piano del consumatore con sospensione della cessione del quinto

Scenario: Marco e Anna, coniugi e dipendenti pubblici, hanno cumulato debiti per 200 000 € con vari creditori, tra cui Fides e l’Agenzia delle Entrate. Le trattenute di cessione del quinto e i pignoramenti riducono le loro entrate a 1 200 € mensili. Decidono di rivolgersi a un OCC per presentare un piano del consumatore.

Analisi:

  • L’OCC valuta la documentazione e propone un piano che prevede il pagamento di 120 000 € in 10 anni, con rate di 1 200 €. Il piano prevede il pagamento integrale dei creditori privilegiati e il soddisfo del 60 % per quelli chirografari. Chiede inoltre la sospensione della cessione del quinto e delle azioni esecutive.
  • Il Tribunale dichiara l’ammissibilità e concede le misure protettive: sospensione delle esecuzioni e revoca della cessione del quinto .
  • Fides e l’Agenzia delle Entrate presentano osservazioni, ma il gestore della crisi dimostra la sostenibilità del piano. Il giudice omologa la proposta.

Risultato: Marco e Anna riescono a sospendere immediatamente le trattenute e a ripagare i debiti in modo sostenibile. Al termine del piano saranno liberati dai debiti residui.

9 – Sentenze più aggiornate e riferimenti ufficiali

In appendice si riportano alcune sentenze e norme rilevanti consultabili su siti istituzionali e banche dati ufficiali:

  • Cass. civ., Sez. Lav., 7 agosto 2024, n. 22362 – afferma che il datore di lavoro non può addebitare al dipendente i costi di gestione della cessione del quinto; richiama gli artt. 1175 e 1375 c.c. e l’obbligo dell’imprenditore di predisporre assetti organizzativi adeguati .
  • Cass. civ., Sez. I, 25 agosto 2025, nn. 23834, 23849 e 23852 – ribadisce che il cessionario deve dimostrare la titolarità del credito ceduto; la pubblicazione dell’avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente .
  • Trib. Brindisi, decreto 4 settembre 2025 – in una procedura ex art. 67 CCII, ordina la pubblicazione del piano del consumatore e dispone la sospensione delle azioni esecutive e del prelievo a titolo di cessione del quinto .
  • Trib. Messina, sentenza 23 maggio 2025 n. 21/2025 – omologa un piano del consumatore di due coniugi e revoca la cessione del quinto in corso .
  • Trib. Teramo, sentenza 22 luglio 2025 n. 58/2025 – dichiara la liquidazione controllata di una dipendente con pignoramento, cessione del quinto e altri finanziamenti, riconoscendo la condizione di sovraindebitamento e la necessità di protezione .
  • D.L. 118/2021 (conv. in L. 147/2021) – introduce la composizione negoziata della crisi d’impresa, istituto che consente alle imprese in difficoltà di nominare un esperto e negoziare con i creditori .
  • Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) – disciplina la rottamazione‑quinquies; per il testo integrale si rinvia alla Gazzetta Ufficiale.

Conclusione

Avere debiti con Fides S.p.A. non significa essere in balia degli eventi. La disciplina della cessione del quinto, le norme sulla prescrizione e le procedure di sovraindebitamento offrono numerose vie per difendersi e ridurre il debito. L’analisi dei contratti può evidenziare clausole abusive, tassi usurari o spese non dovute; la verifica della legittimità della cessione può portare all’annullamento della pretesa; l’eccezione di prescrizione può eliminare le rate più vecchie. In caso di insolvenza, i piani del consumatore e la liquidazione controllata consentono di sospendere le trattenute (anche la cessione del quinto) e di rientrare con rate sostenibili sotto la supervisione del tribunale .

È fondamentale agire tempestivamente e con l’assistenza di un professionista. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti hanno maturato una profonda esperienza nel diritto bancario, tributario e nella gestione della crisi da sovraindebitamento. In qualità di cassazionista, gestore della crisi iscritto al Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore ai sensi del D.L. 118/2021, l’Avv. Monardo può analizzare la tua posizione, contestare la pretesa di Fides, negoziare un saldo e stralcio, presentare ricorsi o piani del consumatore, sospendere le esecuzioni e guidarti verso l’esdebitazione.

Se hai ricevuto una lettera di sollecito da Fides o se la tua busta paga è già gravata da una cessione del quinto insostenibile, non rimandare: contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata e immediata. Agire con tempestività è la chiave per bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e recuperare serenità finanziaria.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!