Introduzione
La figura dell’esperto antiriciclaggio nasce per presidiare il rispetto delle normative sulla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. È un ruolo cruciale all’interno di banche, studi professionali, società fiduciaria e istituzioni finanziarie. Proprio perché ha il compito di vigilare su movimenti finanziari, segnalare operazioni sospette e assicurarsi che i clienti siano adeguatamente identificati, l’esperto antiriciclaggio si trova esposto a un alto livello di responsabilità, sia verso l’Autorità di vigilanza sia nei confronti dell’azienda o del cliente per cui opera. Questa responsabilità però non lo immunizza dalle difficoltà economiche: anche i professionisti più attenti possono incorrere in crisi di liquidità, subire contestazioni del fisco o vedere i propri conti aggrediti dalla banca. Nel contesto attuale, aggravato dall’aumento dei controlli e dalla digitalizzazione della riscossione, un esperto antiriciclaggio con debiti può ritrovarsi schiacciato tra le pretese dell’Erario e quelle dell’istituto di credito.
L’obiettivo di questo articolo è fornire una guida completa e aggiornata (Gennaio 2026) su come difendersi efficacemente di fronte a debiti fiscali e bancari. Analizzeremo il quadro normativo italiano (decreti legislativi, leggi, circolari dell’Agenzia delle Entrate, provvedimenti della Banca d’Italia), le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale e le procedure amministrative e giudiziarie che consentono di contestare o definire i debiti. Il taglio è divulgativo ma fondato sul diritto, con un linguaggio accessibile a imprenditori, professionisti e privati.
Perché questo tema è urgente
Negli ultimi anni il legislatore ha potenziato i poteri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader). Gli articoli 72‑bis e seguenti del D.P.R. 602/1973 consentono all’Agente della riscossione di notificare al terzo pignorato (per esempio la banca) un ordine di pagamento diretto, senza passare dal giudice . Il terzo dispone di sessanta giorni per versare le somme dovute e, se non lo fa, l’atto perde efficacia e l’Ader deve procedere giudizialmente . Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025 n. 199) l’agenzia può incrociare i dati delle fatture elettroniche emesse negli ultimi sei mesi e ordinare direttamente ai clienti del debitore di pagare al fisco . Il blocco dei conti correnti è diventato più incisivo: la sentenza della Cassazione n. 28520/2025 ha chiarito che la banca, in qualità di terzo pignorato, deve versare al fisco non solo le somme presenti sul conto ma anche tutti gli accrediti futuri entro sessanta giorni dalla notifica . Un conto vuoto o in rosso non offre più protezione: ogni euro che vi entra è catturato dall’Agente della riscossione .
Oltre alla pressione fiscale, l’esperto antiriciclaggio deve rispettare norme stringenti in materia di prevenzione del riciclaggio. Il provvedimento della Banca d’Italia del 16 giugno 2025 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2025) ha introdotto una nuova disciplina per l’iscrizione e la gestione dell’elenco degli operatori non finanziari che trattano contante. La domanda di iscrizione deve essere corredata da un organigramma, da procedure documentate e da un elenco dei soci; l’autorizzazione o il diniego devono essere comunicati entro 120 giorni . Le imprese devono predisporre controlli di primo, secondo e terzo livello per l’adeguata verifica della clientela, nominare un responsabile antiriciclaggio e rispettare obblighi di segnalazione . Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative o, nei casi gravi, la cancellazione dall’elenco .
Infine, il quadro normativo sulla crisi d’impresa e sul sovraindebitamento è stato profondamente riformato. Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) – D.Lgs. 14/2019 – è stato aggiornato dal decreto legislativo 147/2020, dall’83/2022, dal 136/2024 e, soprattutto, dal D.Lgs. 13/2025 (cd. “Decreto Crisi e Rilancio”), convertito in Legge 27/2025. Quest’ultimo ha introdotto l’esdebitazione immediata per i debitori incapienti (art. 283‑bis CCII), consentendo la cancellazione integrale dei debiti residui quando il debitore persona fisica privo di beni liquidabili è insolvente senza colpa . La Legge di Bilancio 2026 ha varato la “rottamazione‑quinquies”, una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione che consente l’estinzione dei debiti fiscali maturati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 con pagamento del solo capitale e delle spese di riscossione .
Chi può aiutarti: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenza nazionale nel diritto bancario, tributario e penale d’impresa. È gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012 e iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; opera come professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e, dal 2021, è anche esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il suo studio assiste professionisti e imprese in tutto il territorio nazionale, fornendo:
- Analisi giuridica degli atti: verifica della legittimità delle cartelle esattoriali, degli avvisi di accertamento, degli atti di pignoramento e di ogni richiesta di pagamento.
- Ricorsi e opposizioni: presentazione di ricorsi dinanzi alle commissioni tributarie e ai tribunali competenti, con domande di sospensione immediata delle somme richieste.
- Trattative e piani di rientro: negoziazione con banche e creditori per ottenere saldo e stralcio, ristrutturazioni del debito, piani del consumatore e accordi di ristrutturazione.
- Soluzioni giudiziali e stragiudiziali: accesso alle procedure di composizione della crisi, attivazione di rottamazioni e definizioni agevolate, richiesta di esdebitazione.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
Il primo passo per costruire una difesa efficace consiste nel conoscere le leggi, i regolamenti e le sentenze che disciplinano la materia. Di seguito una panoramica degli strumenti legislativi e della giurisprudenza più rilevante aggiornati a gennaio 2026.
1.1 Normativa antiriciclaggio
1.1.1 D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche
Il Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recepito e più volte modificato per adeguarsi alle direttive UE (in particolare la quinta direttiva antiriciclaggio 2018/843/UE e, più recentemente, il pacchetto AML/CTF europeo del 2023), costituisce la base normativa per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo in Italia. Il decreto individua i soggetti obbligati (banche, intermediari finanziari, notai, avvocati, commercialisti, consulenti, prestatori di servizi di criptovalute, ecc.) e stabilisce obblighi di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati, segnalazione di operazioni sospette (S.O.S.) e collaborazione attiva con l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF).
L’esperto antiriciclaggio, generalmente designato dal titolare di un’azienda o di uno studio professionale, deve garantire che l’organizzazione adempia a tali obblighi. Tra i compiti principali rientrano:
- Valutazione del rischio e predisposizione di procedure interne. Occorre analizzare il profilo di rischio della clientela e dei servizi offerti, stabilire procedure di verifica (anche differenziate a seconda del livello di rischio) e documentare le attività svolte.
- Adeguata verifica della clientela (art. 18 e ss. D.Lgs. 231/2007). Prevede l’identificazione del cliente, la verifica dell’identità attraverso documenti attendibili, la conoscenza dello scopo e della natura dell’operazione e il controllo costante del rapporto.
- Segnalazione di operazioni sospette. Quando emergono indizi di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, l’esperto deve inviare una S.O.S. alla UIF. La mancata segnalazione può esporre a responsabilità penale o amministrativa.
- Conservazione dei documenti. I dati raccolti devono essere conservati per dieci anni e messi a disposizione delle autorità competenti.
Gli ultimi interventi normativi hanno esteso gli obblighi anche ai prestatori di servizi legati alle cripto‑attività (per esempio, i provider di wallet) e introdotto il registro dei titolari effettivi, che consente di individuare chi esercita il controllo di fatto sulle società (D.Lgs. 125/2019). Inoltre, il Regolamento UE 2023/1113 ha rafforzato i controlli sulle transazioni in criptovalute.
1.1.2 Provvedimento Banca d’Italia del 16 giugno 2025
Per gli operatori non finanziari che gestiscono professionalmente il contante (custodia, trasporto, ricircolo di banconote) la Banca d’Italia, con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2025, ha stabilito nuove regole per l’iscrizione e la gestione dell’elenco di cui all’art. 8 del D.L. 25 settembre 2001 n. 350 (convertito in Legge 23 novembre 2001 n. 409). Tra gli elementi di maggiore rilievo vi sono:
- Domanda di iscrizione. L’operatore deve presentare una domanda corredata da documentazione dettagliata: organigramma, procedure adottate, elenco soci e titolari effettivi. La Banca d’Italia dispone di 120 giorni per concedere o negare l’iscrizione . In caso di rinuncia, cessazione o violazioni gravi, l’operatore può essere cancellato su istanza o d’ufficio .
- Assetto organizzativo e controlli interni. Devono essere istituiti controlli di primo livello (operativo), secondo livello (funzione antiriciclaggio) e terzo livello (revisione interna). Ogni operatore deve nominare un responsabile antiriciclaggio, un referente per la revisione interna e un soggetto incaricato delle segnalazioni di operazioni sospette .
- Sanzioni. La Banca d’Italia può imporre misure correttive e sanzioni amministrative, ordinare convocazioni e, nei casi più gravi, vietare nuove operazioni .
Queste regole si applicano anche a società che raccolgono e riciclano contante (come i servizi di portavalori) e costituiscono un settore in cui spesso opera l’esperto antiriciclaggio. La mancata conformità può costituire causa di responsabilità civile e professionale, oltre a generare ingenti sanzioni.
1.2 Norme fiscali e procedura esecutiva
1.2.1 Pignoramento esattoriale e tempi di blocco dei conti
La riscossione coattiva dei tributi è disciplinata dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, che attribuisce all’Agenzia delle Entrate-Riscossione poteri più ampi rispetto a un creditore comune. In particolare, l’art. 72‑bis consente di procedere al pignoramento presso terzi senza l’intervento del giudice: l’agente notifica direttamente alla banca o al cliente del debitore un ordine di pagamento. Il terzo pignorato ha 60 giorni per versare la somma richiesta; se il pagamento non avviene, l’atto perde efficacia . La Legge di Bilancio 2026 ha potenziato questo strumento: l’Ader potrà identificare i crediti da aggredire utilizzando i dati delle fatture elettroniche emesse negli ultimi sei mesi .
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025) ha ridefinito i confini del pignoramento esattoriale. Secondo la Corte, la banca, in qualità di terzo pignorato, deve bloccare e versare al fisco non solo le somme presenti sul conto alla data della notifica, ma anche tutti i nuovi accrediti ricevuti entro sessanta giorni . Non si tratta di un periodo di attesa, ma di un “periodo di cattura”: ogni euro che entra nel conto durante quei sessanta giorni è immediatamente destinato al fisco . La decisione ha smontato la convinzione che un conto “vuoto” fosse al sicuro; la Cassazione ha chiarito che l’art. 543 del codice di procedura civile (riguardante il pignoramento presso terzi) e l’art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973 impongono alla banca di custodire e versare tutte le somme maturate .
Questi poteri straordinari rendono il pignoramento esattoriale uno strumento temibile. L’esperto antiriciclaggio, spesso titolare di conti professionali che raccolgono gli onorari o i compensi di consulenza, può vedersi bloccate tutte le entrate in un arco di sessanta giorni. Inoltre, la Legge 199/2025 consente all’Ader di richiedere ai clienti del debitore una dichiarazione stragiudiziale ex art. 75‑bis D.P.R. 602/1973, obbligandoli a rivelare i pagamenti dovuti e sanzionandoli pesantemente in caso di false dichiarazioni .
1.2.2 Rottamazione-quinquies e definizioni agevolate
Per i debiti fiscali è possibile aderire alle procedure di definizione agevolata (“rottamazioni”) introdotte dal legislatore negli ultimi anni. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha istituito la rottamazione‑quinquies, quinta edizione delle sanatorie fiscali. Essa consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo il capitale e le spese vive, con esclusione di sanzioni, interessi e aggio .
I punti essenziali sono:
- Ambito oggettivo. Possono essere definiti i debiti per omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni (artt. 36‑bis e 36‑ter del D.P.R. 600/1973, artt. 54‑bis e 54‑ter del D.P.R. 633/1972), omesso versamento di contributi INPS, somme a titolo di capitale e spese di notifica . Sono esclusi i tributi legati a registrazioni (imposte di registro, successione, donazioni) e i debiti derivanti da accertamenti .
- Effetti. L’adesione alla rottamazione‑quinquies comporta la cancellazione di sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive sui contributi previdenziali e aggio di riscossione . Il contribuente paga solo il capitale e le spese vive .
- Modalità di adesione. La domanda deve essere presentata all’Agente della riscossione entro il 30 aprile 2026, indicando i carichi che si intendono definire e scegliendo tra pagamento in unica soluzione o rateale. L’Agente comunica l’ammontare dovuto entro il 30 giugno 2026 .
- Rateizzazione. È possibile pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali con rata minima di 100 euro, con applicazione di interessi al 3% a partire dal 1° agosto 2026 . La decadenza dal beneficio è rigida: basta il mancato pagamento anche di due rate non consecutive per perdere i vantaggi .
- Compatibilità con le procedure concorsuali. La definizione agevolata è compatibile con i percorsi di ristrutturazione della crisi (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, concordati minori) previsti dal CCII. L’art. 1, comma 96, della Legge 199/2025 conferma che la rottamazione può essere utilizzata come strumento di supporto ai piani di risanamento .
Oltre alla rottamazione‑quinquies, il legislatore consente la definizione agevolata delle liti pendenti (sanatoria delle controversie tributarie), la rottamazione dei ruoli speciali (per multe stradali e tributi locali) e la saldo e stralcio dei debiti affidati agli enti locali. Queste opportunità variano a seconda delle date di notifica e dell’entità del debito; è consigliabile farsi assistere da un professionista per valutarne la convenienza.
1.3 Diritto della crisi d’impresa e sovraindebitamento
1.3.1 Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII)
Il D.Lgs. 14 / 2019 ha unificato la disciplina delle procedure concorsuali e del sovraindebitamento, con l’obiettivo di prevenire la crisi e promuovere la continuità aziendale. Dal 2022 il CCII è entrato pienamente in vigore, ma è stato oggetto di diversi correttivi:
- Primo correttivo (D.Lgs. 147/2020): ha introdotto modifiche tecniche e rinviato l’entrata in vigore a causa della pandemia.
- Secondo correttivo (D.Lgs. 83/2022): ha recepito la direttiva UE 2019/1023 sulla ristrutturazione e l’insolvenza, introducendo il concordato semplificato e la composizione negoziata.
- Terzo correttivo (D.Lgs. 136/2024): ha semplificato alcune procedure, agevolato la definizione dei debiti fiscali e adeguato il codice alle nuove normative europee.
- Decreto Crisi e Rilancio (D.Lgs. 13 / 2025) e Legge 27 / 2025: hanno introdotto l’esdebitazione immediata per i debitori incapienti (art. 283‑bis CCII) e ulteriori flessibilità nella transazione fiscale.
1.3.2 Esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII)
L’esdebitazione è la liberazione del debitore residuo dopo il completamento di una procedura concorsuale. Con il D.Lgs. 13/2025 il legislatore ha introdotto l’esdebitazione immediata per la persona fisica incapiente, che si applica ai debitori privi di beni liquidabili e insolventi senza colpa. L’art. 283‑bis CCII prevede che il giudice possa dichiarare estinti i debiti insoddisfatti al termine della procedura senza attendere la chiusura della liquidazione . Questa misura offre una “seconda chance” al debitore onesto e sfortunato e si affianca all’esdebitazione ordinaria.
1.3.3 Piano del consumatore e accordi di ristrutturazione
Il CCII distingue vari strumenti per i debitori non fallibili (consumatori, professionisti, piccole imprese):
- Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73 CCII): consente al consumatore di proporre un piano di pagamento ai creditori con la supervisione di un OCC. La Cassazione, con sentenza 11 novembre 2025 n. 29746, ha chiarito che lo status di “consumatore” spetta solo alla persona fisica che agisce per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale; i fideiussori di società non sono considerati consumatori . Questo strumento permette di ottenere la falcidia dei debiti tributari anche senza il consenso dell’Erario se il piano prevede il pagamento integrale dei crediti privilegiati.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 74 CCII): è un contratto tra debitore e creditori che viene omologato dal tribunale; richiede il consenso della maggioranza dei crediti e consente di estendere l’accordo ai creditori dissenzienti.
- Liquidazione controllata (art. 268 e ss. CCII): comporta la vendita dei beni del debitore sotto la supervisione del tribunale e dell’OCC. È alternativa al fallimento e si applica anche alle persone fisiche.
- Concordato minore (art. 74‑bis CCII): introdotto per le microimprese, prevede un piano di ristrutturazione semplificato con l’intervento del tribunale solo in fase di omologa.
1.4 Giurisprudenza recente
Oltre alla già citata sentenza della Cassazione n. 28520/2025 sul pignoramento del conto corrente, meritano attenzione altre decisioni che incidono sui diritti del debitore:
- Cass. Sez. I civ., 11 novembre 2025 n. 29746 – Piano del consumatore e fideiussori. La Corte ha rigettato il ricorso di un soggetto che aveva chiesto l’omologazione di un piano del consumatore per debiti derivanti da fideiussioni prestate in favore di società nelle quali era socio e amministratore. La Cassazione ha affermato che il consumatore è solo la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività professionale; chi presta garanzie per società proprie rientra nella categoria dei professionisti e non può accedere al piano .
- Cass. Pen. Sez. V, 16 dicembre 2025 n. 40474 – Procedura penale e termini dell’appello. La Quinta Sezione ha stabilito che, ai fini della tempestività dell’appello, il termine decorre dalla notifica della sentenza e non dal deposito della motivazione. Sebbene non direttamente collegata all’antiriciclaggio, la pronuncia ribadisce l’importanza del rispetto dei termini processuali.
- Corte Cost. 8 ottobre 2025 n. 189 – Poteri dell’Ader e tutela del debitore. La Corte costituzionale ha ritenuto legittimo l’art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 nella parte in cui consente all’Ader di pignorare presso terzi senza intervento del giudice, purché il debitore possa successivamente opporsi davanti al giudice dell’esecuzione. La Corte ha però invitato il legislatore a prevedere forme di tutela preventiva per i contribuenti più vulnerabili.
- Cass. Civ. Sez. III, 21 agosto 2025 n. 834 – Nullità di contratti bancari. La Corte d’Appello di Brescia, confermando l’orientamento della Cassazione, ha dichiarato la nullità di un contratto di derivati per difetto di informazione, sottolineando che la banca deve fornire al cliente documenti chiari e comprensibili. Anche se non riferita a un esperto antiriciclaggio, la sentenza dimostra come le banche possano essere chiamate a rispondere di comportamenti scorretti e come un professionista possa far valere le proprie ragioni.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto
Quando si riceve una cartella esattoriale, un avviso di accertamento o un pignoramento presso terzi, il tempo è un fattore decisivo. Una reazione tempestiva può evitare il blocco dei conti o l’aggravamento del debito. In questa sezione descriviamo il percorso operativo che un esperto antiriciclaggio con debiti deve seguire.
2.1 Verifica della notifica e degli elementi formali
La prima verifica riguarda la validità della notifica. Molte cartelle esattoriali sono annullabili per vizi formali: mancanza di firma digitale, notifica a indirizzo errato, difetto di motivazione o mancata indicazione del responsabile del procedimento. Un controllo accurato comprende:
- Identità del destinatario. Verificare che l’atto sia stato notificato alla persona fisica o giuridica corretta e non a una denominazione errata. Se si tratta di un professionista, controllare se la notifica è avvenuta all’indirizzo PEC registrato all’ordine professionale.
- Termini di emissione. La cartella deve essere emessa entro termini di decadenza stabiliti dalla legge (normalmente tre anni per le imposte dichiarate e cinque anni per quelle non dichiarate). Se il tributo è prescritto o decaduto, l’atto è nullo.
- Motivazione dell’atto. L’avviso deve indicare le ragioni della pretesa fiscale, le norme violate, gli interessi e le sanzioni applicate. La mancanza di motivazione può essere oggetto di impugnazione.
Se vengono riscontrati vizi, l’atto può essere impugnato entro 60 giorni (cartelle e avvisi di accertamento) davanti alla Commissione Tributaria o al giudice competente. Nel caso di pignoramento, l’opposizione all’esecuzione deve essere proposta entro 20 giorni dalla notifica dell’atto al debitore, mentre l’opposizione agli atti esecutivi entro 40 giorni (art. 617 c.p.c.).
2.2 Ricorso e sospensione
2.2.1 Presentazione del ricorso
Il ricorso deve contenere i dati del contribuente, la descrizione degli atti impugnati, le eccezioni di diritto e di merito e le prove documentali. È consigliabile allegare la visura camerale o un certificato dell’ordine professionale che dimostri lo status di esperto antiriciclaggio e il nesso con le somme contestate.
Il ricorso si presenta telematicamente attraverso il Portale della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T.). Dal 2024 la modalità telematica è obbligatoria per i professionisti; la mancata sottoscrizione digitale comporta l’inammissibilità del ricorso.
2.2.2 Sospensione dell’esecuzione
Contestualmente al ricorso è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione. La Commissione Tributaria (o il giudice dell’esecuzione per i pignoramenti) può sospendere l’atto se ricorrono “gravi e irreparabili danni” per il contribuente. Un esperto antiriciclaggio può evidenziare che l’eventuale blocco del conto impedirebbe lo svolgimento dell’attività di consulenza, con ricadute anche sulla prevenzione del riciclaggio. È importante documentare:
- l’importo dei compensi mensili e l’incidenza delle somme pignorate;
- le conseguenze sulla continuità dello studio o dell’ufficio antiriciclaggio;
- la mancanza di altri patrimoni utilmente aggredibili.
2.3 Pignoramento presso terzi: gestione nei 60 giorni
Quando la banca riceve l’ordine di pagamento ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973, blocca le somme presenti sul conto e quelle future entro sessanta giorni . In questo periodo occorre:
- Valutare l’entità del debito. Se il debito è ridotto o si intende rateizzarlo, è possibile chiedere una dilazione all’Ader: con il pagamento della prima rata, le procedure esecutive si sospendono .
- Proporre opposizione. L’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) deve essere motivata: ad esempio, si può contestare la notifica, la prescrizione o l’illegittimità della misura cautelare. Nel frattempo, si può chiedere al giudice la sospensione del pignoramento.
- Intavolare una trattativa di saldo e stralcio. In molti casi l’Ader può accettare il pagamento immediato di una somma ridotta, soprattutto se il credito è difficile da recuperare.
- Attivare procedure di composizione della crisi. Se il debito è elevato, la presentazione di un piano del consumatore o di un accordo di ristrutturazione può bloccare automaticamente le azioni esecutive. Dal momento dell’omologazione del piano, i pignoramenti devono essere revocati.
2.4 Interazione con la banca
Le banche, soggetti obbligati ex D.Lgs. 231/2007, applicano controlli stringenti sulle movimentazioni del conto. Quando un professionista è in difficoltà, l’istituto di credito può ridurre i fidi o chiedere rientri immediati. È essenziale:
- Negoziare un piano di rientro: proporre una ristrutturazione del debito con riduzione delle rate, allungamento dei termini o concessione di un periodo di preammortamento. Spesso la banca preferisce un accordo piuttosto che avviare un contenzioso.
- Controllare la legittimità delle condizioni contrattuali: verificare se vi sono interessi usurari, costi non pattuiti o anatocismo. Le clausole illegittime possono essere contestate davanti al Tribunale e sfociare nella nullità del contratto.
- Invocare la normativa antiriciclaggio per evitare segnalazioni indebite: un conto pignorato non costituisce in sé un indice di riciclaggio. Se la banca segnala come sospetta un’operazione legata al pignoramento, ciò può determinare un danno reputazionale. L’esperto deve chiarire la natura del pignoramento e la sua estraneità a condotte illecite.
3. Difese e strategie legali
In questa sezione descriviamo le principali difese a disposizione dell’esperto antiriciclaggio con debiti. Le strategie variano a seconda dell’origine del debito (fiscale, bancario, professionale) e dell’entità. L’assistenza di un legale è fondamentale per scegliere la via più efficace.
3.1 Contro l’Agenzia delle Entrate-Riscossione
3.1.1 Eccezioni su vizi formali e sostanziali
- Violazione dei termini di decadenza e prescrizione. Molte cartelle esattoriali sono emesse oltre i termini previsti dalla legge. Per i tributi dichiarati la decadenza è triennale (art. 25 D.P.R. 602/1973), mentre per quelli non dichiarati è quinquennale. Le cartelle notificate tardivamente possono essere annullate.
- Notifica inesistente o irregolare. La mancanza di relata di notifica o l’utilizzo di indirizzi non aggiornati rende l’atto inesistente o nullo. La notifica via PEC deve provenire da un indirizzo certificato dell’Ader; in assenza, l’atto è privo di efficacia.
- Difetto di motivazione. L’atto deve spiegare le ragioni dell’iscrizione a ruolo; in caso contrario, viola l’art. 7 della Legge 212/2000 (Statuto del contribuente).
- Cumulabilità degli interessi e anatocismo. Talvolta l’Ader calcola interessi di mora in modo non conforme alla legge; tali importi possono essere ridotti o annullati.
3.1.2 Procedura di autotutela
L’autotutela consente all’Agenzia di annullare gli atti errati anche oltre i termini di impugnazione. Un’istanza motivata può portare alla revoca della cartella senza ricorrere al giudice. È un rimedio rapido e spesso utilizzato per errori evidenti (omesso versamento già regolarizzato, duplicazione del carico, sanzioni errate).
3.1.3 Transazione fiscale e saldo e stralcio
Con il Decreto Crisi e Rilancio e la Legge 27/2025, la transazione fiscale è diventata più accessibile: anche i debiti inferiori a 100 000 euro possono essere inseriti in un accordo di ristrutturazione . La transazione comporta la riduzione delle pretese del fisco e il pagamento dilazionato. In alternativa, si può proporre un saldo e stralcio concordando con l’Ader il pagamento in unica soluzione di una percentuale del debito.
3.2 Contro le banche e gli intermediari
3.2.1 Usura e anatocismo
Le banche devono rispettare i tassi soglia pubblicati trimestralmente dal Ministero dell’Economia. Se il tasso effettivo globale (TEG) supera il tasso soglia, la clausola è nulla e gli interessi non sono dovuti. Analogamente, l’anatocismo (capitalizzazione degli interessi su base trimestrale) è vietato dal D.L. 342/1999 salvo espressa pattuizione. Un’azione di ripetizione dell’indebito può ridurre notevolmente il debito.
3.2.2 Nullità di contratti bancari
La giurisprudenza ha dichiarato nulli numerosi contratti derivati o swap per difetto di informazione. La Corte d’Appello di Brescia (sent. 834/2025) ha stabilito che la banca deve fornire al cliente tutti i dati necessari per comprendere i rischi; in caso contrario, il contratto è nullo e l’istituto deve restituire le somme percepite. Un esperto antiriciclaggio con mutui complessi o prodotti strutturati può agire sulla base di questa giurisprudenza.
3.2.3 Piani di rientro e consolidamento
La soluzione più frequente con le banche è il consolidamento del debito: si ottiene un nuovo finanziamento che estingue i debiti pregressi e li converte in un’unica rata sostenibile. Tuttavia, conviene solo se il tasso del nuovo prestito è inferiore e se la durata non comporta un eccessivo aggravio di interessi. Un piano di rientro negoziato può prevenire l’apertura di una procedura monitoria o l’iscrizione in centrale rischi.
3.3 Nelle procedure concorsuali
3.3.1 Piano del consumatore
Il piano del consumatore consente alla persona fisica di proporre ai creditori un progetto di rientro sostenibile. Il piano deve essere predisposto con l’ausilio di un OCC, approvato dal giudice e pubblicato per informare i creditori. La Cassazione ha precisato che lo status di consumatore è limitato alle persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività professionale . Per un esperto antiriciclaggio che abbia contratto debiti personali (ad esempio per prestiti o spese familiari) il piano del consumatore è uno strumento efficace; non è invece accessibile per debiti derivanti dall’attività professionale o da garanzie prestate a favore della società per cui opera.
3.3.2 Accordo di ristrutturazione dei debiti
L’accordo di ristrutturazione, disciplinato dagli artt. 74 e seguenti CCII, richiede l’adesione di almeno il 60% dei creditori. Una volta omologato dal tribunale, l’accordo si estende anche ai creditori dissenzienti. È uno strumento adatto a professionisti con un numero limitato di creditori e una struttura debitoria gestibile.
3.3.3 Composizione negoziata della crisi
Introdotta dal D.L. 118/2021, la composizione negoziata prevede l’assistenza di un esperto indipendente (diverso dall’esperto antiriciclaggio) che aiuta l’imprenditore a negoziare con i creditori. Per i professionisti sovraindebitati può essere una soluzione per evitare l’esdebitazione e continuare l’attività.
3.3.4 Esdebitazione ordinaria e immediata
L’esdebitazione ordinaria libera il debitore residuo dopo il completamento della procedura. L’esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII) consente la cancellazione dei debiti senza beni liquidabili per i debitori incapienti . È un rimedio estremo ma decisivo per chi non può offrire alcun rimborso ai creditori. Un esperto antiriciclaggio potrebbe accedervi se non dispone di beni personali e i debiti derivano da circostanze eccezionali.
4. Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e piani di rientro
4.1 Rottamazione‑quinquies nel dettaglio
La rottamazione‑quinquies, istituita dalla Legge 199/2025, è al centro della pianificazione fiscale 2026. Di seguito un riepilogo operativo:
| Voce | Descrizione |
|---|---|
| Carichi definibili | Debiti affidati all’Ader tra 01/01/2000 e 31/12/2023. Comprende imposte dichiarate non versate, contributi INPS, somme a titolo di capitale e spese di notifica . |
| Esclusioni | Tributi derivanti da accertamenti, imposta di registro, imposte su successioni e donazioni e altri tributi non periodici . |
| Benefici | Cancellazione di sanzioni, interessi, somme aggiuntive e aggio ; pagamento del solo capitale e spese . |
| Modalità | Presentazione della domanda entro 30 aprile 2026; comunicazione dell’importo dovuto entro 30 giugno 2026 . |
| Pagamento | In unica soluzione (entro 31 luglio 2026) oppure in 54 rate bimestrali (con interessi al 3% annuo) . |
| Decadenza | Mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) fa perdere i benefici . |
| Compatibilità con CCII | Può essere integrata nei piani di ristrutturazione e nelle procedure di sovraindebitamento . |
4.2 Definizione agevolata delle controversie tributarie
La legge prevede la possibilità di definire le liti fiscali pendenti pagando una percentuale del tributo in base al grado del giudizio e all’esito delle sentenze precedenti. In generale, se il contribuente ha vinto in primo grado, paga solo il 10% dell’imposta, se ha vinto in secondo grado paga il 5%, mentre se ha perso paga il 90%. Questa procedura è particolarmente vantaggiosa per ridurre l’incertezza del contenzioso e liberare risorse.
4.3 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione (simulazioni)
Esempio A – Piano del consumatore per debiti personali
Scenario: un consulente antiriciclaggio autonomo ha debiti personali (prestiti personali, carte di credito e debiti fiscali minori) per 60 000 euro. Non possiede beni immobili e guadagna 2 500 euro al mese. Grazie al piano del consumatore, può proporre ai creditori un rimborso del 50% in cinque anni. Con l’assistenza dell’OCC e del giudice, il piano prevede il pagamento di 600 euro al mese per cinque anni, con saldo finale di 36 000 euro. Le rimanenti somme sono stralciate, e al termine il debitore ottiene l’esdebitazione. La banca non può avviare ulteriori pignoramenti e l’Ader non può opporsi se il piano prevede il pagamento dei crediti privilegiati.
Esempio B – Accordo di ristrutturazione e rottamazione
Scenario: una società di consulenza antiriciclaggio con un passivo fiscale di 300 000 euro (cartelle esattoriali e IVA) e debiti bancari per 150 000 euro. L’azienda decide di presentare un accordo di ristrutturazione: propone ai creditori un pagamento del 40% in sei anni, con adesione del 70% dei crediti. Contemporaneamente aderisce alla rottamazione‑quinquies per ridurre gli interessi e le sanzioni. Il tribunale omologa l’accordo e sospende le esecuzioni. La banca accetta di ridurre il tasso e prorogare le scadenze. Al termine, la società versa 180 000 euro al fisco e 60 000 euro alle banche; il restante è stralciato.
4.4 Piani di rientro con le banche
Per un esperto antiriciclaggio con debiti bancari (mutui, prestiti chirografari, scoperti di conto), la trattativa con l’istituto di credito è spesso la soluzione più rapida. È opportuno:
- Preparare una proposta sostenibile: analizzare il proprio reddito e predisporre un piano con rate compatibili.
- Dimostrare la buona fede: spiegare che la crisi è temporanea (ad esempio, calo di fatturato) e che la professione consente un recupero graduale.
- Individuare eventuali illeciti bancari: se emergono usura o anatocismo, la banca potrebbe preferire una transazione.
- Consolidare i debiti: unire vari prestiti in un’unica soluzione può ridurre i costi.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare gli atti ricevuti. Molti professionisti procrastinano, pensando di poter risolvere più avanti. Al contrario, i termini di impugnazione sono molto brevi (30 o 60 giorni) e il pignoramento può scattare senza preavviso.
- Pagare subito senza verificare. Spesso le cartelle contengono errori; pagare senza controllare equivale a rinunciare ai propri diritti.
- Non distinguere tra debiti personali e professionali. Per accedere al piano del consumatore è necessario che i debiti siano personali; quelli legati all’attività professionale richiedono un accordo di ristrutturazione. Inserire debiti misti può portare all’inammissibilità della procedura.
- Sottovalutare i costi delle rottamazioni. Anche se le sanzioni sono azzerate, il capitale può essere elevato e le rate devono essere pagate puntualmente per non decadere .
- Dimenticare l’antiriciclaggio. Un professionista che ricicla o aiuta a riciclare rischia sanzioni penali e l’interdizione dall’esercizio. L’esperto antiriciclaggio deve mantenere la propria reputazione intatta, segnalando sempre le operazioni sospette e dimostrando trasparenza.
Consigli operativi
- Tenere una contabilità accurata. Conservare tutte le ricevute, le copie delle cartelle e le corrispondenze con l’Ader. Questo permette di individuare velocemente eventuali errori.
- Richiedere l’estratto conto del ruolo. L’estratto consente di conoscere tutti i carichi affidati all’Ader e di decidere su quali applicare la rottamazione.
- Coordinarsi con un commercialista. Un team multidisciplinare (avvocati e commercialisti) può predisporre un piano realistico e ottimizzare il carico fiscale.
- Mantenere la conformità antiriciclaggio. Nonostante la situazione debitoria, l’esperto deve continuare a rispettare gli obblighi di adeguata verifica e segnalazione. La non conformità può aggravare la posizione e generare ulteriori sanzioni.
- Valutare la composizione negoziata. Se la crisi è aziendale, la composizione negoziata della crisi permette di negoziare con i creditori e beneficiare di misure protettive (sospensione degli interessi e delle azioni esecutive).
6. Domande frequenti (FAQ)
- Un esperto antiriciclaggio può essere ritenuto personalmente responsabile per le sanzioni della propria azienda?
L’esperto antiriciclaggio ha funzioni di controllo ma non sostituisce gli organi aziendali. Può essere responsabile se dolosamente non segnala operazioni sospette o se non adempie agli obblighi di verifica, ma non risponde automaticamente delle sanzioni pecuniarie comminate alla società. - Un conto corrente vuoto può essere pignorato?
Sì. Secondo la Cassazione n. 28520/2025, la banca deve bloccare e versare al fisco anche gli accrediti futuri entro 60 giorni dalla notifica . Pertanto, un conto vuoto non evita il pignoramento: ogni accredito verrà “catturato” . - Quanto tempo ho per impugnare una cartella esattoriale?
In genere 60 giorni dalla notifica per gli avvisi di accertamento e le cartelle. Per le sanzioni amministrative il termine può essere di 30 giorni. È fondamentale verificare la data di notifica. - La banca può chiudere il mio conto a seguito del pignoramento?
Di solito no: la banca deve solo custodire le somme pignorate e versarle al fisco. Tuttavia, se il conto rimane a saldo zero per lungo tempo o se ricorrono altre cause (come l’uso anomalo), la banca può recedere dal contratto con preavviso. - Posso aderire alla rottamazione‑quinquies se ho già aderito a precedenti rottamazioni?
Sì, a meno che non sia in regola con i pagamenti della rottamazione‑quater o della relativa riammissione al 30 settembre 2025 . In tal caso occorre proseguire il piano originario. Per i decaduti da precedenti rottamazioni, la nuova definizione è accessibile . - Cosa succede se non pago le rate della rottamazione?
La decadenza è molto rigida: il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la perdita dei benefici e il ripristino del debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi . - I debiti professionali possono essere inseriti nel piano del consumatore?
No. Il piano del consumatore è riservato a debiti personali; i debiti legati all’attività imprenditoriale o professionale richiedono un accordo di ristrutturazione o un concordato. La Cassazione ha escluso i fideiussori di imprese dalla nozione di consumatore . - Posso sospendere un pignoramento presentando un’istanza di rateizzazione?
Sì. Il pagamento della prima rata determina la sospensione delle procedure esecutive e del fermo amministrativo . Tuttavia, il piano deve riguardare tutti i debiti oggetto del pignoramento. - Che cosa è l’esdebitazione immediata?
È la cancellazione dei debiti residui per le persone fisiche incapienti introdotta dall’art. 283‑bis CCII . Il giudice può disporla al termine della procedura di liquidazione controllata se il debitore non dispone di beni e ha agito senza colpa. - È possibile contestare gli interessi applicati dall’Ader?
In alcuni casi sì. Gli interessi devono essere calcolati secondo i tassi legali; se risultano anatocistici o usurari, possono essere contestati. Inoltre, l’agente non può applicare interessi sulle sanzioni. - Quando conviene il saldo e stralcio?
È conveniente quando si dispone di liquidità immediata e i creditori sono pochi. Permette di chiudere il debito con il pagamento di una percentuale concordata, evitando procedure lunghe. Tuttavia, non tutti i creditori accettano. - Le procedure concorsuali cancellano anche i debiti con la banca?
Sì, se i crediti della banca sono inclusi nel piano e il giudice omologa l’accordo. Una volta omologato, la banca non può pretendere il pagamento integrale e deve attenersi al piano. - La transazione fiscale vale per tutti i debiti tributari?
In linea di principio sì, ma la Legge 27/2025 ha introdotto limiti per debiti inferiori a 100 000 euro . È necessario presentare una proposta motivata e dimostrare la convenienza per il fisco. - Posso cumulare la rottamazione con la definizione agevolata delle liti?
Sì. Sono procedure diverse: la rottamazione estingue i carichi iscritti a ruolo, mentre la definizione agevolata chiude le liti pendenti. È possibile aderire a entrambe se sussistono i requisiti. - I contributi previdenziali possono essere dilazionati?
Sì. L’INPS consente la rateizzazione fino a 60 mesi; la Legge 199/2025 permette un’estensione fino a 144 mesi all’interno di un piano di composizione della crisi . - La segnalazione antiriciclaggio può essere contestata?
Sì, ma con cautela. La segnalazione di operazione sospetta (SOS) è un atto riservato: contestarla significa dimostrare che l’operazione rientrava nell’attività lecita. È possibile chiedere alla banca chiarimenti e, in caso di rifiuto, adire l’Arbitro Bancario Finanziario. - Che differenza c’è tra esdebitazione ordinaria e immediata?
L’esdebitazione ordinaria si ottiene al termine della procedura di liquidazione controllata quando sono stati realizzati i beni; la immediata (art. 283‑bis) è concessa subito se il debitore è incapiente . La seconda è una misura eccezionale per situazioni di grave indigenza. - È possibile impugnare una segnalazione alla Centrale Rischi?
Sì. Se la banca segnala un’informazione inesatta o se il pignoramento è successivamente annullato, si può chiedere la rettifica. Il ricorso va presentato alla Banca d’Italia. - La procedura di composizione negoziata sospende gli interessi?
Sì. Dal momento dell’accettazione dell’istanza da parte del Segretario generale della Camera di Commercio, gli interessi maturano ma non sono esigibili finché dura la trattativa. Questo concede respiro al debitore. - Posso cedere il mio studio professionale per evitare il pignoramento?
No. La cessione a titolo gratuito o l’alienazione di beni per sottrarli ai creditori può configurare reati (es. sottrazione fraudolenta) e può essere revocata attraverso l’azione revocatoria ordinaria o fallimentare.
7. Simulazioni pratiche e numeriche
Per rendere più concreti gli strumenti descritti, proponiamo alcune simulazioni realistiche ispirate a casi seguiti dallo Studio Monardo (con nomi di fantasia). Ogni simulazione mostra come la scelta dello strumento giuridico adeguato possa cambiare radicalmente l’esito di una situazione debitoria.
7.1 Caso “Marco”, esperto antiriciclaggio con conti pignorati
Situazione iniziale: Marco è un consulente antiriciclaggio con partita IVA. Dopo alcuni anni di attività, accumula debiti fiscali per 80 000 euro tra IVA e imposte dirette. Nel gennaio 2026 riceve tre cartelle esattoriali e un pignoramento del conto corrente da parte dell’Ader. Il saldo del conto è di 2 000 euro. Entro due settimane, su quel conto sono attesi accrediti per 5 000 euro da clienti.
Problema: La banca, a seguito dell’ordine di pagamento ex art. 72‑bis, blocca i 2 000 euro e avverte Marco che anche i futuri accrediti saranno destinati al fisco fino alla concorrenza del debito . Marco rischia di non poter pagare affitti e collaboratori. I clienti sono informati che, entro 60 giorni, devono versare le somme direttamente all’Ader.
Intervento dello studio: L’Avv. Monardo impugna il pignoramento per difetto di motivazione e chiede la sospensione dell’esecuzione, evidenziando che il blocco impedisce a Marco di adempiere agli obblighi professionali e di svolgere la funzione di esperto antiriciclaggio. Parallelamente, presenta istanza di rateizzazione e aderisce alla rottamazione‑quinquies, riducendo il debito a 45 000 euro (capitale e spese). La Commissione Tributaria sospende l’esecuzione in attesa della decisione sul merito, consentendo a Marco di accedere ai fondi. L’Ader accetta un piano di pagamento in 54 rate da circa 850 euro. Marco conserva il suo studio e la sua reputazione professionale.
7.2 Caso “Sara”, analista antiriciclaggio con mutuo in sofferenza
Situazione iniziale: Sara, analista antiriciclaggio in banca, ha un mutuo residuo di 200 000 euro con tasso variabile. A causa di una riduzione dello stipendio decide di ricorrere a un prestito personale, ma i tassi salgono oltre il 10%. Dopo alcuni mesi non riesce più a pagare, la banca la iscrive in centrale rischi e minaccia il pignoramento dell’immobile.
Strategia: Lo Studio Monardo verifica che il tasso effettivo globale supera il tasso soglia usuraio e contesta la clausola di interessi. In parallelo, propone un saldo e stralcio: pagamento di 140 000 euro immediati a fronte della cancellazione del residuo. La banca, temendo la nullità del contratto, accetta. Sara ottiene un nuovo finanziamento a tasso fisso del 3% garantito dai genitori. L’immobile non viene pignorato.
7.3 Caso “Luigi”, professionista con debiti misti
Situazione iniziale: Luigi è titolare di un piccolo studio di consulenza antiriciclaggio. Debiti personali: 20 000 euro per prestiti e carte di credito; debiti professionali: 100 000 euro con fornitori e dipendenti; debiti fiscali: 50 000 euro con l’Ader.
Problema: Luigi vuole accedere al piano del consumatore per i debiti personali ma non può includere quelli professionali . Nel frattempo riceve un pignoramento presso terzi per i debiti fiscali.
Soluzione: Lo Studio Monardo scinde i debiti: presenta un piano del consumatore per i 20 000 euro (pagamento del 40% in tre anni) e un accordo di ristrutturazione per i debiti professionali (pagamento del 50% in cinque anni). Per i debiti fiscali aderisce alla rottamazione‑quinquies. Il tribunale omologa il piano del consumatore; l’accordo di ristrutturazione ottiene il consenso del 65% dei creditori. L’Ader sospende i pignoramenti. Luigi prosegue l’attività e regolarizza la sua posizione in sette anni.
7.4 Caso “Francesca”, esdebitazione immediata
Situazione iniziale: Francesca era una consulente antiriciclaggio in una società che è fallita. Rimasta senza lavoro, ha accumulato debiti fiscali e bancari per 50 000 euro. Non ha beni immobili né mobili di valore, vive in affitto e percepisce un reddito di 800 euro al mese.
Strategia: Con l’assistenza dell’OCC, Francesca accede alla procedura di liquidazione controllata. Viene accertato che non dispone di beni liquidabili e che i debiti derivano da circostanze indipendenti dalla sua volontà. Il giudice applica l’art. 283‑bis CCII e dispone l’esdebitazione immediata . Francesca ottiene la cancellazione integrale dei debiti e può ripartire da zero.
8. Conclusioni
La posizione dell’esperto antiriciclaggio è delicata: da un lato deve vigilare sui rischi di riciclaggio, segnalare le operazioni sospette e garantire la conformità alle normative; dall’altro può trovarsi egli stesso in difficoltà economica per debiti fiscali o bancari. Le normative recenti hanno rafforzato i poteri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, consentendo pignoramenti più rapidi e bloccando i conti anche se vuoti . Parallelamente, la Banca d’Italia ha imposto nuovi obblighi organizzativi agli operatori che gestiscono contante e il Codice della Crisi ha introdotto misure volte a favorire il risanamento e la cancellazione dei debiti (esdebitazione immediata) .
Per difendersi efficacemente, è necessario:
- Agire tempestivamente: impugnare gli atti entro i termini, chiedere la sospensione dell’esecuzione e valutare la rateizzazione.
- Conoscere le opzioni disponibili: rottamazione‑quinquies, definizione agevolata delle liti, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, composizione negoziata della crisi, esdebitazione immediata.
- Affidarsi a professionisti qualificati: un team di avvocati e commercialisti può valutare la posizione debitoria, individuare i vizi degli atti e proporre la migliore strategia.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, coordina un team nazionale di professionisti specializzati in diritto bancario, tributario e insolvenza. Grazie alla sua esperienza può assisterti nell’analisi degli atti, nella presentazione dei ricorsi, nella negoziazione con le banche e nella predisposizione di piani di rientro o procedure di esdebitazione.
Non aspettare che l’Agenzia delle Entrate o la banca blocchino i tuoi conti. Un intervento tempestivo può salvare la tua attività e la tua reputazione professionale.
📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff multidisciplinare sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.