Introduzione
La professione di coach, che comprende figure come coach sportivi, consulenti motivazionali, mental coach e life coach, si basa sul rapporto fiduciario con i clienti e su un costante investimento in formazione e marketing. Tuttavia, anche per un professionista apprezzato e richiesto possono presentarsi periodi di difficoltà economica. Le cause possono essere le più diverse: riduzione degli incarichi, cattiva gestione della cassa, costi imprevisti, ritardi nei pagamenti da parte dei clienti oppure eventi esterni (come la pandemia). Quando i debiti iniziano ad accumularsi nei confronti del Fisco o delle banche, il rischio di subire pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e l’inserimento nelle liste dei cattivi pagatori diventa reale e immediato.
In Italia la disciplina che riguarda la riscossione dei debiti fiscali è particolarmente articolata. Da un lato esistono poteri speciali riconosciuti all’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate‑Riscossione) che consentono di procedere al pignoramento presso terzi senza ricorrere al giudice: l’articolo 72‑bis del DPR 602/1973 permette di ordinare ai terzi (ad esempio banche o clienti) il versamento diretto al Fisco entro 60 giorni . Dall’altro lato il legislatore ha previsto strumenti per facilitare l’adempimento, come la definizione agevolata dei ruoli (rottamazione) che consente di estinguere i debiti pagando solo l’imposta e le spese di riscossione, senza sanzioni né interessi . La recente Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la rottamazione‑quinquies, con la possibilità di rateizzare il debito fino a 54 rate bimestrali e con regole molto più rigide in caso di mancato pagamento . Nella stessa manovra è stata prevista anche la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati delle fatture elettroniche per individuare i crediti da pignorare , rafforzando ulteriormente l’efficacia dei pignoramenti esattoriali.
Per un coach professionista sovraesposto finanziariamente e privo di conoscenze tecniche, affrontare questi temi da solo può essere estremamente rischioso. È quindi fondamentale affidarsi a professionisti capaci di analizzare gli atti, proporre ricorsi tempestivi, negoziare con banche e Fisco e costruire piani di rientro o accordi di ristrutturazione su misura. In questa guida approfondiremo tutte le soluzioni legali disponibili, aggiornate a gennaio 2026, e forniremo consigli pratici per evitare errori e massimizzare le chance di successo.
Il ruolo dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo team
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un esperto di diritto bancario e tributario con pluriennale esperienza nel supportare imprenditori e professionisti in difficoltà. È cassazionista, il che significa che può patrocinare cause in Cassazione; coordina un team multidisciplinare composto da avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro che operano su tutto il territorio nazionale; è Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (ai sensi della L. 3/2012); è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, come modificato dal d.lgs. 83/2022 e dal d.lgs. 136/2024 .
Il suo studio fornisce servizi che spaziano dall’analisi di cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e contratti bancari all’elaborazione di ricorsi tributari e civili per contestare le pretese illegittime, dalla predisposizione di piani di rientro e definizioni agevolate alla gestione di trattative bancarie e accordi di ristrutturazione; segue inoltre le procedure di composizione negoziata della crisi d’impresa e i piani del consumatore previsti dalla L. 3/2012, accompagnando il cliente in ogni fase. Grazie all’esperienza maturata e alla continua analisi della giurisprudenza di Cassazione e delle norme di legge, l’Avv. Monardo e il suo staff sono in grado di individuare rapidamente la strategia migliore per proteggere il patrimonio del cliente, sospendere le azioni esecutive, negoziare con i creditori e, ove possibile, ottenere l’esdebitazione.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
In questa sezione vengono esaminati i principali riferimenti normativi e le sentenze più significative riguardanti la riscossione dei debiti fiscali e bancari, la protezione del debitore e le procedure di sovraindebitamento. Lo scopo è fornire al lettore una mappa del diritto aggiornata a gennaio 2026 per comprendere quali sono i poteri del Fisco e quali i rimedi a disposizione del contribuente.
Normativa su pignoramento esattoriale
La riscossione dei tributi segue regole proprie che si discostano dalla procedura esecutiva ordinaria disciplinata dal codice di procedura civile. L’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate‑Riscossione, Ader) può infatti attivare il pignoramento presso terzi senza ricorrere al giudice, notificando direttamente al terzo (banca, cliente, datore di lavoro) un ordine di pagamento delle somme dovute dal contribuente. Tale potere deriva dagli articoli 72‑bis e 72‑ter del DPR 602/1973.
- Art. 72‑bis DPR 602/1973 – Pignoramento dei crediti verso terzi: la norma consente all’agente della riscossione di intimare al terzo il pagamento delle somme dovute al debitore iscritto a ruolo, entro 60 giorni per le somme già maturate, e alla scadenza per quelle future . Se il terzo non adempie all’ordine, l’atto perde efficacia e l’Ader deve attivare la procedura esecutiva ordinaria . Un comma 1‑bis permette agli impiegati dell’agente di emettere l’ordine, mentre la mancata esecuzione può comportare sanzioni amministrative per il terzo.
- Art. 72‑ter DPR 602/1973 – Limiti di pignorabilità: stabilisce le percentuali di stipendio o pensione pignorabili a favore dell’Agente della riscossione. Per gli stipendi fino a 2.500 euro la quota è pari a un decimo, da 2.500 a 5.000 euro è pari a un settimo, mentre per somme superiori a 5.000 euro si applica la disciplina generale dell’art. 545 c.p.c. . Viene escluso dalla trattenuta l’ultimo stipendio versato e sono previsti limiti specifici per le pensioni (art. 69 L. 153/1969) confermati dalla Corte costituzionale .
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – Pignoramento predittivo e “pignoramento sprint”: l’art. 1, comma 117, ha autorizzato l’Agente della riscossione ad utilizzare i dati delle fatture elettroniche per individuare i crediti da pignorare . Analizzando i corrispettivi degli ultimi sei mesi, Ader potrà mappare i clienti del debitore e inviare l’ordine direttamente a loro. Inoltre la stessa legge ha introdotto il pignoramento sprint verso terzi, permettendo di bloccare i pagamenti in arrivo da pubbliche amministrazioni anche per debiti inferiori a 5.000 euro . L’operatività di questa norma è subordinata all’emanazione di un decreto attuativo previsto per marzo 2026 .
Normativa su rottamazioni e definizioni agevolate
Per consentire ai contribuenti di rientrare dai propri debiti fiscali è stata prevista la definizione agevolata dei ruoli, nota come rottamazione. Negli ultimi anni si sono succedute diverse edizioni:
- Rottamazione‑quater (Legge 197/2022, art. 1 commi 231‑252): consentiva di estinguere i carichi affidati fino al 30 giugno 2022 versando solo imposta e costi di riscossione, senza interessi, sanzioni né aggio . L’adesione richiedeva il versamento dell’intera somma o la rateazione in massimo 18 rate. Per chi era decaduto dalle precedenti rottamazioni era prevista la possibilità di rientrare mediante il decreto‑legge 51/2023, pagando le rate arretrate.
- Rottamazione‑quinquies (Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, art. 1 commi 233‑255): interessa i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . I contribuenti possono estinguere i debiti senza corrispondere interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio, pagando solo l’imposta e le spese di notificazione . Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali (9 anni), con la prima, seconda e terza rata in scadenza il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 . L’adesione dev’essere presentata entro il 30 aprile 2026 e l’Ader pubblicherà le modalità telematiche entro il 21 gennaio. In caso di rateizzazione si applicano interessi al 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026 . La legge non ammette più i 5 giorni di tolleranza: l’omesso o insufficiente pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dalla sanatoria e la riespansione del debito con sanzioni e interessi .
- Annullamento automatico delle cartelle inesigibili (art. 211 D.Lgs. 201/2022): dal 1° gennaio 2026 l’Ader procederà alla cancellazione d’ufficio dei ruoli inesigibili iscritti da oltre 5 anni, in base all’art. 211 del D.Lgs. 201/2022 (Decreto c.d. Riforma fiscale). Ciò consentirà di alleggerire il carico di cartelle non più recuperabili e di concentrare gli sforzi su quelle esigibili.
Normativa sulla crisi d’impresa e la sovraindebitamento
Per i professionisti e gli imprenditori che si trovano in uno stato di crisi o di sovraindebitamento, il legislatore ha messo a disposizione diversi strumenti per ristrutturare i debiti e ripartire.
- Legge 3/2012 (Disposizioni in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e di disciplina del c.d. piano del consumatore): consente a chi non è assoggettabile alle procedure concorsuali (consumatori, professionisti, imprenditori minori) di presentare un accordo con i creditori o un piano del consumatore. L’art. 6 definisce l’obiettivo di consentire al debitore sovraindebitato di uscire dalla crisi, prevedendo il pagamento dei crediti impignorabili e la soddisfazione parziale dei creditori privilegiati se il pagamento è almeno pari al valore di liquidazione . L’art. 7 stabilisce che il piano può prevedere la liquidazione dei beni da parte di un professionista designato dal giudice e prevede cause di inammissibilità (ad esempio se il debitore ha già utilizzato la procedura negli ultimi cinque anni o ha fornito documenti incompleti).
- Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, c.d. CCII): entrato pienamente in vigore il 15 luglio 2022, disciplina sia le procedure concorsuali tradizionali sia la composizione negoziata della crisi. L’art. 12 consente all’imprenditore commerciale o agricolo che si trova in una condizione di squilibrio economico‑finanziario (anche solo potenziale) di chiedere la nomina di un esperto indipendente alla Camera di commercio . L’esperto assiste il debitore nel negoziare con i creditori per trovare una soluzione concordata, finalizzata al risanamento dell’impresa, senza che si applichi l’art. 38 (divieto di atti estranei alla gestione) . La composizione negoziata è stata integrata dal D.L. 118/2021, che ne ha previsto l’accesso anche in fase pre‑crisi e la possibilità di chiedere misure protettive e un concordato semplificato.
- D.L. 118/2021 e successive modifiche (D.Lgs. 83/2022, D.Lgs. 136/2024): hanno introdotto l’esperto negoziatore e le piattaforme digitali per la composizione negoziata. L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore della crisi d’impresa, è abilitato ad assistere imprenditori in difficoltà nella redazione del piano e nelle trattative con banche e fornitori.
Normativa sulle banche e tutela del cliente
Nei confronti delle banche, il debitore può far valere numerosi rimedi. La legge antiusura (L. 108/1996) vieta l’applicazione di tassi superiori alla soglia determinata trimestralmente dalla Banca d’Italia. Le clausole contrattuali che prevedono anatocismo (capitalizzazione degli interessi) o interessi indeterminati sono considerate nulle dalla Cassazione , la quale ha ribadito che spetta alla banca fornire la prova del proprio credito e dell’applicazione corretta degli interessi. Inoltre la normativa sul credito al consumo (TUB, artt. 121–126) prevede il diritto del cliente a recedere anticipatamente dal contratto e a ottenere una riduzione proporzionale del costo.
Giurisprudenza di Cassazione e Corte costituzionale
La Corte di Cassazione e la Corte costituzionale hanno emesso numerose sentenze in materia di sovraindebitamento e riscossione. Le pronunce più rilevanti aggiornate a gennaio 2026 sono sintetizzate di seguito:
- Cass. civ., ord. 21 febbraio 2024 n. 4622: ha affermato che nei piani del consumatore è possibile posticipare il pagamento dei crediti privilegiati oltre un anno, purché i creditori siano messi in condizione di esprimere voto e presentare osservazioni . La Suprema Corte ha evidenziato l’importanza della flessibilità per favorire la riuscita del piano .
- Cass. civ., ord. 3 ottobre 2024 n. 25964 (o. 25964/24): ha fornito criteri per valutare la meritevolezza del debitore e la sostenibilità del piano; il giudice deve verificare la convenienza per i creditori rispetto alla liquidazione.
- Cass. civ., ord. 14 marzo 2025 n. 6869: ha revocato l’omologa di un piano del consumatore perché il debitore aveva occultato passività e spese lussuose; la Corte ha chiarito che la buona fede è requisito essenziale e che la revoca è immediatamente impugnabile .
- Cass. civ., ord. 19 marzo 2025 n. 7375: ha dichiarato nulle le clausole che prevedono anatocismo e interessi indeterminati nei contratti bancari, imponendo alla banca l’onere di dimostrare la sussistenza del credito e degli interessi .
- Cass. civ., sent. 22 settembre 2022 n. 27843: ha stabilito che nei piani del consumatore il giudice deve verificare la meritevolezza del debitore, ma l’onere della prova della mala fede grava sul creditore; la pronuncia riconosce l’importanza di una valutazione favorevole al risanamento .
- Cass. civ., sent. 24 novembre 2024 n. 27562: ha precisato che la cessione del quinto della pensione non impedisce al pensionato di accedere alla procedura di sovraindebitamento e che l’ammontare pignorato va computato nel piano.
- Cass. civ., sent. 2025 n. 9549 e n. 30108: hanno ampliato gli strumenti di esdebitazione a favore dell’imprenditore individuale, riconoscendo la possibilità di chiusura anticipata della liquidazione in caso di integrale pagamento dei creditori chirografari.
- Corte costituzionale, sent. 24 aprile 2025 n. 58: ha dichiarato costituzionale l’art. 72‑bis DPR 602/1973, affermando che il pignoramento esattoriale non viola il diritto di difesa perché il debitore può proporre opposizione e restano fermi i limiti di pignorabilità .
- Corte costituzionale, sent. 26 novembre 2025 n. 216: ha ritenuto legittimo il regime speciale che consente all’INPS di trattenere un quinto della pensione per il recupero degli indebiti; la Corte ha chiarito che tale regime, pur derogando ai limiti generali di pignorabilità, è giustificato dalla necessità di tutelare l’interesse pubblico .
Queste sentenze delineano un orientamento giurisprudenziale volto a favorire il risanamento del debitore meritevole, garantendo al tempo stesso la tutela dei creditori e la correttezza delle procedure.
Evoluzione tecnologica e rafforzamento dei controlli
La Legge di Bilancio 2026 non si limita ad introdurre la rottamazione‑quinquies e il pignoramento predittivo. Essa prevede anche misure volte a rafforzare l’interazione fra i sistemi di pagamento e l’Agenzia delle Entrate, come l’obbligo di collegare i POS e i registratori di cassa telematici per consentire un controllo immediato delle transazioni . Inoltre è prevista la liquidazione “sprint” dell’IVA: l’Agenzia delle Entrate potrà determinare d’ufficio l’imposta sul valore aggiunto utilizzando i dati delle fatture elettroniche; se il contribuente non risponde entro 60 giorni, l’accertamento diventerà definitivo e verrà iscritto a ruolo con sanzioni fino al 120% .
Queste innovazioni aumentano la rapidità della riscossione, ma riducono anche i tempi a disposizione del contribuente per reagire. È pertanto indispensabile monitorare costantemente la propria posizione fiscale e agire con tempestività.
Procedura passo‑passo dopo la notifica
Ricevere una cartella di pagamento, un avviso di intimazione o un pignoramento può generare panico. Conoscere la procedura consente di non commettere errori e di sfruttare al meglio i rimedi giuridici. Di seguito è illustrato il percorso che un coach professionista dovrebbe seguire dopo la notifica di un atto del Fisco o della banca.
1. Verifica della notifica e dei termini
- Controllo formale dell’atto: verificare che la notifica sia stata eseguita correttamente (raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata o messo notificatore), che l’atto rechi la firma del funzionario abilitato e che indichi chiaramente l’importo e l’origine del debito. Un vizio di notifica può comportare l’annullamento dell’atto.
- Calcolo dei termini: per i debiti fiscali l’agente della riscossione può procedere al pignoramento trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’avviso di addebito . Nel pignoramento presso terzi il terzo ha a sua volta 60 giorni per pagare l’Ader . È essenziale segnare le scadenze sul calendario; la rottamazione‑quinquies prevede la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2026 .
- Consultare immediatamente un professionista: se il debito è consistente o se l’atto presenta profili dubbi, consultare l’Avv. Monardo o un professionista del team per una prima valutazione. L’avvocato può verificare l’esistenza di vizi (prescrizione, decadenza, mancanza di prova del credito) e consigliare la strategia più efficace.
2. Contestazione del debito o dell’atto
Quando vi siano ragioni per ritenere illegittimo l’atto, il debitore può presentare ricorso davanti al giudice tributario (per imposte e contributi) o al giudice ordinario (per contratti bancari). Le principali eccezioni da valutare sono:
- Prescrizione e decadenza: verificare se è decorso il termine legale di riscossione (solitamente 10 anni per imposte iscrittibili a ruolo, 5 anni per contributi previdenziali) o se l’atto è stato notificato oltre i termini; la decadenza può essere sollevata anche d’ufficio.
- Difetto di motivazione: la cartella deve indicare l’imposta, le sanzioni, gli interessi e gli atti che la precedono; l’avviso di addebito deve riportare la descrizione del credito e la norma applicata. Una motivazione generica o incompleta può essere impugnata.
- Vizi di notifica: la mancata ricezione della PEC o l’assenza di delega del postino sono vizi comuni. La Suprema Corte ha annullato numerose cartelle per notifica inesistente.
- Anatocismo e usura: sui contratti bancari si può eccepire la nullità delle clausole che prevedono la capitalizzazione trimestrale degli interessi o tassi superiori alla soglia usura . Se il contratto è nullo o i tassi sono usurari, il credito può essere ridotto notevolmente.
- Buona fede e correttezza: la Cassazione ha affermato che chi nasconde volontariamente passività o sostiene spese di lusso perde il beneficio della procedura ; occorre quindi collaborare con il giudice e fornire documenti veritieri.
Il ricorso deve essere presentato nei termini previsti: 60 giorni dalla notifica per gli atti di accertamento e 40 giorni per le sanzioni amministrative; in caso di ricorso in Cassazione le scadenze variano. Il professionista predispone anche l’istanza di sospensione dell’esecuzione, che consente di sospendere temporaneamente il pagamento o il pignoramento.
3. Negoziazione e definizione stragiudiziale
Non sempre è necessario arrivare al contenzioso; spesso è preferibile raggiungere un accordo con il Fisco o con la banca. Le opzioni includono:
- Definizione agevolata (rottamazione): se il debito rientra nei carichi definibili (2000–2023) è possibile aderire alla rottamazione‑quinquies, presentando domanda entro il 30 aprile 2026 . Il debito può essere estinto pagando solo imposta e spese, in una soluzione o fino a 54 rate ; l’interesse applicato in rateizzazione è il 3% annuo .
- Rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973: consente di chiedere una dilazione fino a 72 rate mensili (o 120 per gravi difficoltà), ma prevede il pagamento di interessi legali e l’impossibilità di beneficiare della rottamazione per le stesse somme. Il piano decade al terzo mancato pagamento.
- Transazione fiscale e accordi ex art. 182‑ter L.F.: riservati ai soggetti che accedono al concordato preventivo o agli accordi di ristrutturazione; permettono di ridurre sanzioni e interessi. Il Fisco vota sul piano.
- Rinegoziazione dei debiti bancari: spesso le banche accettano di rinegoziare i contratti di mutuo o i prestiti per evitare contenziosi; è possibile richiedere la sospensione del pagamento delle rate, la riduzione del tasso o un allungamento del piano di ammortamento. L’intervento di un avvocato esperto aumenta le probabilità di successo.
4. Accesso alle procedure di sovraindebitamento
Per i professionisti con un debito complessivo insostenibile rispetto al reddito, la Legge 3/2012 offre tre strumenti principali:
- Piano del consumatore: è rivolto alla persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale. Il piano è omologato dal giudice anche senza l’assenso dei creditori, se è verificata la meritevolezza e la convenienza rispetto alla liquidazione. La Cassazione ha sancito che è possibile prevedere il pagamento dei crediti privilegiati oltre un anno .
- Accordo di composizione della crisi: richiede l’approvazione di almeno il 60% dei creditori. Permette di proporre transazioni sui debiti, cessioni di beni, moratorie e ristrutturazioni. La procedura si svolge con l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e prevede la nomina di un gestore.
- Liquidazione controllata del patrimonio: prevede la vendita dei beni per soddisfare i creditori. Il debitore può ottenere l’esdebitazione dopo la chiusura, liberandosi dai debiti residui. La Cassazione ha riconosciuto l’esdebitazione anche in caso di pagamento parziale, premiando il comportamento corretto.
In tutte queste procedure il giudice controlla la meritevolezza del debitore. Nelle ultime pronunce la Suprema Corte ha chiarito che l’onere di provare la mala fede spetta ai creditori, mentre il debitore deve dimostrare collaborazione e trasparenza .
5. Composizione negoziata della crisi d’impresa
Se il coach svolge attività imprenditoriale (ad esempio gestisce una società di formazione o un’impresa di consulenza) e si trova in difficoltà economico‑finanziaria, può accedere alla composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 e dal CCII. L’imprenditore può chiedere la nomina di un esperto indipendente tramite la Camera di commercio, il quale lo assisterà nel negoziare con i creditori per trovare una soluzione che eviti l’insolvenza . Durante la procedura il debitore può ottenere misure protettive, chiedere la sospensione dei contratti non ancora eseguiti e, se l’accordo non riesce, accedere al concordato semplificato.
L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore e gestore della crisi, può guidare il coach attraverso questa procedura, predisponendo il piano e interfacciandosi con banche e fornitori. La composizione negoziata permette di continuare l’attività e di preservare il valore dell’impresa, evitando la liquidazione.
6. Pignoramento ordinario e difesa del debitore
Oltre ai debiti fiscali, un coach può trovarsi esposto a pignoramenti ordinari da parte di banche, finanziarie o fornitori. In questo caso la procedura è quella prevista dal codice di procedura civile. Il creditore notifica un atto di pignoramento e iscrive l’esecuzione presso il tribunale competente. I beni aggredibili possono essere immobili, mobili registrati, quote societarie e crediti verso terzi (stipendi, compensi, provvigioni).
Anche qui esistono limiti di pignorabilità: i beni strumentali indispensabili per l’attività professionale sono in parte impignorabili; il conto corrente dove confluisce lo stipendio è pignorabile solo per il saldo superiore al triplo dell’assegno sociale; per gli stipendi valgono le quote previste dall’art. 545 c.p.c. e dall’art. 72‑ter DPR 602/1973 . È possibile opporsi per vizi di notifica, prescrizione o inesistenza del titolo, chiedere la conversione del pignoramento versando una somma pari a 1/5 del credito e rateizzando la restante parte, oppure proporre un piano del consumatore.
Difese e strategie legali contro fisco e banche
Una volta compreso il quadro normativo e le procedure, occorre individuare le strategie di difesa più efficaci. Nella scelta della strategia incidono diversi fattori: tipo di debito (fiscale o bancario), ammontare, composizione patrimoniale, condizioni familiari, storia creditizia e obiettivi del professionista. Di seguito sono illustrate le principali linee d’azione.
Verifica della legittimità del debito
Una strategia fondamentale consiste nel controllare la legittimità e l’esigibilità del credito. Con l’assistenza di un professionista si possono rilevare errori che consentono di annullare o ridurre il debito.
- Controllo della prescrizione: per le imposte dirette (Irpef, Ires) il termine di prescrizione è 10 anni dalla notifica del ruolo; per l’IVA il termine è 10 anni; per le sanzioni amministrative è 5 anni. Se è trascorso il termine senza atti interruttivi (come solleciti, intimazioni), il debito è prescritto.
- Verifica del titolo esecutivo: l’Ader può procedere al pignoramento soltanto se esiste un titolo valido (cartella di pagamento, avviso di addebito). In assenza di titolo o in presenza di un avviso annullato in giudizio, l’esecuzione è illegittima.
- Controllo del calcolo: nelle cartelle esattoriali spesso gli importi vengono calcolati includendo sanzioni e interessi non dovuti oppure aggio in misura superiore; la rottamazione elimina interessi di mora, sanzioni e aggio . Un ricalcolo corretto può ridurre sensibilmente il debito.
- Contestazione delle clausole bancarie: se il debito proviene da un contratto di finanziamento, verificare l’assenza di usura, anatocismo o commissioni occultate. La Cassazione ha dichiarato nulla la clausola di anatocismo e ha imposto alla banca l’onere di dimostrare il proprio credito . È possibile chiedere la restituzione degli interessi illegittimi.
- Valutazione della buona fede: la giurisprudenza richiede che il debitore agisca in modo trasparente e collaborativo. Chi nasconde passività o compie atti in frode perde l’accesso alle procedure . Per questo è importante fornire documentazione completa e veritiera.
Richiesta di sospensione dell’esecuzione
Se il debito è oggetto di ricorso, è possibile chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione per evitare pignoramenti o blocchi dei conti durante il processo. La richiesta deve essere motivata dimostrando il fumus boni iuris (probabilità di successo) e il periculum in mora (danno grave e irreparabile). In sede tributaria la sospensione può essere concessa dal giudice tributario, mentre in sede civile dal giudice dell’esecuzione.
Rateizzazione e piani di pagamento
Anche quando il debito è certo, il contribuente può dilazionare il pagamento:
- Rateizzazione ordinaria ex art. 19 DPR 602/1973: consente di ripartire l’importo fino a 72 rate (o 120 in casi eccezionali), con interessi legali. È richiesta la presentazione del modello ISEE e la dimostrazione delle difficoltà economiche.
- Rottamazione‑quinquies: offre condizioni più favorevoli, ma richiede il rispetto delle scadenze senza tolleranza . È consigliabile simulare le rate e verificare la sostenibilità prima di aderire .
- Accordi di saldo e stralcio con la banca: quando il debito bancario non è più sostenibile, è possibile proporre alla banca un accordo di saldo e stralcio per pagare una somma inferiore all’importo dovuto in cambio dell’estinzione del rapporto. La banca accetta se ritiene che il debitore non sia in grado di pagare l’intero importo.
Negoziazione con i creditori e transazione fiscale
Il negoziato è spesso il modo migliore per ridurre il debito e trovare un equilibrio fra le esigenze del creditore e le possibilità del debitore.
- Transazione fiscale: nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, l’art. 182‑ter L.F. consente di proporre al Fisco il pagamento parziale dei crediti privilegiati (imposte, tributi locali, contributi). Il Fisco esprime il proprio voto e il tribunale omologa la proposta se la ritiene conveniente.
- Mediazione bancaria: prima di adire il giudice, la legge sulla trasparenza bancaria prevede la possibilità di instaurare una procedura di mediazione presso l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o l’Ombudsman finanziario. L’Avv. Monardo assiste i clienti nella predisposizione dell’istanza e nella negoziazione con l’istituto di credito.
- Ristrutturazione del debito: l’accordo di ristrutturazione (art. 57 CCII) consente all’imprenditore di rinegoziare i debiti con i creditori con il supporto dell’esperto negoziatore . È un’alternativa alla procedura concorsuale che preserva la continuità aziendale.
Difesa contro il pignoramento predittivo
Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 hanno ridotto i tempi di reazione del debitore, che potrebbe vedere pignorati i crediti verso clienti ancor prima di ricevere il pagamento. Per contrastare il pignoramento predittivo occorre adottare una strategia articolata:
- Monitoraggio del cassetto fiscale: l’Ader rende disponibili online i carichi definibili e i debiti a ruolo; è opportuno controllare frequentemente la propria posizione per cogliere tempestivamente eventuali atti.
- Attivazione della rottamazione o rateizzazione: aderire alla rottamazione‑quinquies sospende le azioni esecutive sui carichi oggetto della domanda . È quindi essenziale presentare l’istanza entro i termini.
- Opposizione all’atto di pignoramento: se il pignoramento predittivo viola i limiti di pignorabilità o se l’atto è privo di titolo, si può proporre opposizione davanti al giudice dell’esecuzione; la Cassazione n. 28520/2025 ha confermato che l’atto perde efficacia se il terzo non paga entro 60 giorni .
- Valutazione dei rapporti con i clienti: con l’aiuto del proprio professionista è opportuno individuare i clienti a rischio e, se necessario, modificare le modalità di fatturazione o inserire clausole contrattuali che tengano conto delle possibili trattenute. L’obiettivo è preservare la propria reputazione e continuità lavorativa.
Difesa contro la banca e azioni risarcitorie
Se il coach ha contratto finanziamenti bancari o linee di credito, le strategie difensive includono:
- Verifica del contratto: analisi del tasso d’interesse rispetto alla soglia usura; controllo delle clausole relative a spese e commissioni; verifica dell’esistenza di clausole di anatocismo o di patti commissori occulti. La nullità di tali clausole consente di ridurre il debito .
- Rideterminazione del saldo: con l’ausilio di un consulente tecnico, si può ricalcolare il saldo del conto corrente o del mutuo applicando il tasso legale in caso di anatocismo. Il saldo a favore del cliente può essere opposto alla banca in sede giudiziale o stragiudiziale.
- Azione di ripetizione e risarcimento: se la banca ha applicato interessi usurari o anatocistici, il debitore può agire per la restituzione delle somme indebitamente percepite e, in caso di pregiudizio, chiedere il risarcimento dei danni.
- Mediazione e transazione: una trattativa condotta da un avvocato esperto può portare a un accordo di chiusura del rapporto con stralcio parziale del debito. Spesso la banca preferisce recuperare una parte del credito piuttosto che instaurare un lungo contenzioso.
Strumenti alternativi: rottamazioni, piani del consumatore e ristrutturazione
Oltre alle difese immediate, il legislatore offre diversi strumenti alternativi per risolvere lo stato di indebitamento. Ogni strumento presenta requisiti, benefici e limiti che devono essere valutati con attenzione.
Rottamazione‑quinquies
La rottamazione‑quinquies è la nuova definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Vediamone le caratteristiche principali:
- Ambito di applicazione: riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 , derivanti da imposte risultanti dalle dichiarazioni, dagli accertamenti ex artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973 e 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972, nonché da contributi previdenziali INPS .
- Benefici: si pagano solo l’imposta e le spese di riscossione; sono esclusi interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio . È possibile includere anche i carichi per cui si è decaduti da precedenti rottamazioni, a condizione che rientrino nel periodo definito .
- Modalità di pagamento: una soluzione entro il 31 luglio 2026 o 54 rate bimestrali di pari importo (durata 9 anni) con interesse al 3% annuo da agosto 2026 . Le prime tre rate scadono il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026 .
- Decadenza: l’omesso pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza senza alcun periodo di tolleranza . Le somme versate saranno considerate acconto sulle somme residue.
- Sospensione delle azioni esecutive: dopo la presentazione della domanda, le azioni esecutive sui carichi oggetto della rottamazione sono sospese . Tuttavia restano valide le garanzie già iscritte (ipoteche, fermi).
Piano del consumatore e accordi di ristrutturazione (Legge 3/2012)
Questi strumenti sono stati pensati per persone fisiche sovraindebitate e imprenditori minori.
- Piano del consumatore: può essere proposto dalla persona fisica che ha debiti derivanti da esigenze familiari o professionali non imprenditoriali. Il piano viene presentato all’OCC, che ne verifica la fattibilità e la veridicità dei dati; successivamente è sottoposto all’omologa del giudice. I creditori non votano ma possono presentare opposizione. La Cassazione ha stabilito che è possibile prevedere la dilazione dei pagamenti dei crediti privilegiati oltre un anno , favorendo piani più sostenibili. In presenza di un piano meritevole, il giudice può anche ridurre gli interessi e stralciare i debiti residui al termine della procedura.
- Accordo di composizione della crisi: è rivolto a imprenditori minori, professionisti e lavoratori autonomi che non rientrano nel piano del consumatore. È necessario l’assenso di almeno il 60% dei creditori. L’accordo può prevedere il pagamento parziale dei crediti privilegiati, la conversione del debito in strumenti finanziari o la concessione di garanzie. Al termine, se il debitore adempie, i debiti residui sono estinti.
- Liquidazione controllata: prevede la vendita dell’intero patrimonio del debitore sotto la supervisione di un liquidatore. Dopo tre anni il debitore può ottenere l’esdebitazione, ossia la cancellazione dei debiti residui. Le pronunce della Cassazione 2025/9549 e 30108 hanno riconosciuto l’esdebitazione anche in caso di pagamento parziale dei crediti chirografari, valorizzando la buona fede.
Composizione negoziata della crisi d’impresa (art. 12 CCII)
L’imprenditore che presenta squilibri economico‑finanziari può attivare la composizione negoziata. Tale procedura è particolarmente adatta a un coach che gestisca una società di servizi o un centro sportivo.
- Accesso: si presenta domanda alla Camera di commercio competente; viene nominato un esperto indipendente scelto da un elenco nazionale . L’imprenditore espone la situazione patrimoniale e il piano di risanamento.
- Ruolo dell’esperto: l’esperto verifica la fattibilità del piano e media tra debitore e creditori. Può proporre accordi di ristrutturazione, transazioni fiscali, moratorie e rinegoziazioni. L’art. 38 CCII non si applica: l’imprenditore conserva la gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa .
- Misure protettive: è possibile chiedere la sospensione di azioni esecutive e misure cautelari. La concessione dipende dalla probabilità di risanamento. Se l’accordo non si raggiunge, il debitore può accedere al concordato semplificato, che prevede un procedimento rapido con votazione ridotta.
Altri strumenti: saldo e stralcio, rinegoziazione e liquidazione giudiziale
Oltre agli strumenti normativi esaminati, esistono soluzioni pratiche che possono essere negoziate con i creditori:
- Saldo e stralcio: il debitore propone di pagare una percentuale del debito in un’unica soluzione; il creditore rinuncia al residuo. È frequente nelle posizioni bancarie deteriorate e può riguardare anche debiti fiscali minori.
- Rinegoziazione del mutuo: la banca può accettare di modificare il tasso d’interesse (passando da variabile a fisso) o di allungare la durata del mutuo per ridurre la rata mensile. In alcuni casi è possibile richiedere la sospensione temporanea delle rate.
- Liquidazione giudiziale (fallimento): per l’imprenditore che non riesce a risanare l’azienda, il codice della crisi prevede la liquidazione giudiziale. È una soluzione estrema che comporta la perdita della disponibilità dei beni e l’intervento del curatore. Al termine, tuttavia, è possibile ottenere l’esdebitazione.
Errori comuni da evitare e consigli pratici
Anche con le migliori intenzioni, un coach in difficoltà può commettere errori che peggiorano la situazione. Ecco i più frequenti e come evitarli.
- Ignorare le comunicazioni: molti contribuenti non aprono la posta o la PEC per paura o mancanza di tempo. Tuttavia ogni comunicazione contiene termini tassativi; ignorarla significa perdere la possibilità di impugnare l’atto o aderire alla rottamazione.
- Pagare senza verificare: pagare immediatamente una cartella senza verificare la legittimità può portare a versare somme non dovute. Prima di pagare, è consigliabile richiedere un estratto di ruolo e verificare la presenza di vizi.
- Accettare rate insostenibili: aderire a un piano di rateizzazione o a una rottamazione senza calcolare correttamente la sostenibilità del piano può portare alla decadenza e a conseguenze peggiori. È utile simulare le rate usando gli strumenti forniti da Ader e confrontarle con il proprio cash‑flow.
- Nascondere patrimoni: trasferire beni a familiari o intestare somme a terzi per sottrarle ai creditori è rischioso: i giudici possono revocare tali atti e la Cassazione sanziona severamente chi agisce in mala fede . La trasparenza è la miglior strategia.
- Non rivolgersi a professionisti: il diritto tributario e bancario è complesso e in continuo aggiornamento; affidarsi a un professionista come l’Avv. Monardo consente di individuare errori dell’amministrazione e di negoziare condizioni più favorevoli.
Consigli pratici
- Mantieni la contabilità in ordine: registra con precisione tutte le fatture, incassi e pagamenti. In questo modo potrai dimostrare eventuali pagamenti già effettuati o contestare gli importi richiesti.
- Accedi regolarmente al tuo cassetto fiscale: verifica i carichi iscritti e controlla se rientrano nella rottamazione. L’Ader mette a disposizione un prospetto dei debiti definibili .
- Utilizza la PEC: per inviare comunicazioni e ricevuta dell’avvenuta presentazione delle istanze di rateizzazione o rottamazione. La PEC ha valore legale e consente di monitorare le scadenze.
- Segui le scadenze: segnati su un calendario (digitale o cartaceo) tutte le scadenze relative a rate, ricorsi o domande. Un ritardo di pochi giorni può comportare la decadenza.
Tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, di seguito sono riportate alcune tabelle sintetiche con le principali norme, termini e strumenti difensivi. Le tabelle non sostituiscono l’analisi personalizzata ma consentono di avere una visione d’insieme.
Tabella 1 – Norme principali sul pignoramento esattoriale
| Riferimento normativo | Contenuto essenziale | Limite/Termine |
|---|---|---|
| Art. 72‑bis DPR 602/1973 | L’Ader può ordinare al terzo (banca o cliente) di pagare direttamente il Fisco; il terzo deve adempiere entro 60 giorni . | Il pignoramento perde efficacia se il terzo non paga nei 60 giorni . |
| Art. 72‑ter DPR 602/1973 | Stabilisce le quote pignorabili sugli stipendi (1/10 fino a 2.500 €, 1/7 da 2.500 a 5.000 €, oltre i 5.000 € secondo l’art. 545 c.p.c.) e esclude l’ultimo stipendio . | Si applicano anche ai pensionati, salvo il regime speciale INPS confermato dalla Corte costituzionale . |
| Art. 1, comma 117 L. 199/2025 | Introduce il pignoramento predittivo, consentendo all’Ader di incrociare i dati delle fatture elettroniche per individuare i crediti da pignorare . | L’operatività è subordinata a un decreto attuativo (atteso per marzo 2026) . |
Tabella 2 – Rottamazione‑quinquies
| Caratteristiche | Dettagli |
|---|---|
| Periodi dei carichi definibili | Carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . |
| Debiti ammessi | Imposte da dichiarazioni (art. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973; art. 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972); contributi previdenziali INPS non da accertamento . |
| Vantaggi | Pagamento di solo capitale e spese di riscossione; esclusione totale di interessi, sanzioni e aggio . |
| Scadenze | Domanda entro 30 aprile 2026; versamento in unica soluzione o in 54 rate bimestrali con prima rata il 31 luglio 2026 . |
| Interesse rateale | 3% annuo dal 1° agosto 2026 . |
| Decadenza | Mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) comporta la decadenza e la reazione del debito . |
Tabella 3 – Strumenti per il sovraindebitamento (L. 3/2012)
| Strumento | Caratteristiche principali | Requisiti e benefici |
|---|---|---|
| Piano del consumatore | Presentato da persona fisica per debiti estranei all’attività imprenditoriale; il giudice può omologarlo anche senza il voto dei creditori. | Richiede meritevolezza; permette di dilazionare i crediti privilegiati oltre un anno ; consente l’esdebitazione finale. |
| Accordo di composizione della crisi | Necessita del voto favorevole di almeno il 60% dei creditori. | Consente proposte di pagamento parziale, conversione di crediti e moratorie; dopo l’adempimento i debiti residui sono estinti. |
| Liquidazione controllata | Prevede la vendita dei beni del debitore sotto il controllo del giudice. | Il debitore può ottenere l’esdebitazione a fine procedura (anche parziale secondo Cass. 9549/2025). |
Tabella 4 – Composizione negoziata della crisi d’impresa (art. 12 CCII)
| Fase | Descrizione | Riferimento |
|---|---|---|
| Richiesta | L’imprenditore chiede alla Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente per analizzare la situazione e avviare le trattative . | Art. 12 CCII, D.L. 118/2021 |
| Negoziazione | L’esperto guida le trattative con creditori, banche e Fisco per trovare un accordo; l’imprenditore conserva la gestione e può richiedere misure protettive. | Art. 12 CCII; misure protettive e art. 38 inapplicabile . |
| Esito | Se le trattative riescono, viene sottoscritto un accordo o un piano attestato. In caso contrario, il debitore può accedere al concordato semplificato o alla liquidazione giudiziale. | D.Lgs. 14/2019, art. 25‑quinquies |
Domande frequenti (FAQ)
Per rendere più concreta l’applicazione delle norme viste finora, riportiamo 20 domande frequenti formulate da professionisti e lavoratori autonomi che si trovano in situazioni simili. Le risposte non sostituiscono la consulenza legale, ma offrono indicazioni generali.
1. Sono un coach con Partita IVA. Posso essere considerato “consumatore” ai fini del piano del consumatore?
Il piano del consumatore è rivolto alla persona fisica che ha contratto debiti per esigenze familiari o personali e non per l’esercizio di un’attività imprenditoriale o professionale. Tuttavia la giurisprudenza ritiene che il professionista individuale possa usufruirne se dimostra che i debiti oggetto del piano sono estranei alla propria attività (ad esempio un mutuo per l’abitazione). In presenza di debiti misti (personali e professionali), si può valutare la composizione negoziata o l’accordo di composizione della crisi.
2. Quali sono i limiti di pignorabilità del mio compenso mensile?
Per i pignoramenti fiscali, l’art. 72‑ter DPR 602/1973 stabilisce che fino a 2.500 euro può essere trattenuto un decimo dello stipendio, tra 2.500 e 5.000 euro un settimo e oltre 5.000 euro si applica l’art. 545 c.p.c. . Per i pignoramenti ordinari si applica l’art. 545 c.p.c. (1/5 del reddito da lavoro). Per le pensioni opera un ulteriore limite: il pignoramento non può intaccare l’importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale; la Corte costituzionale n. 216/2025 ha confermato la legittimità della trattenuta fino a un quinto sulla pensione per recuperare indebiti .
3. Ho ricevuto un ordine di pignoramento presso terzi. Posso contestarlo?
Sì. L’ordine di pignoramento emesso dall’Ader può essere contestato per mancanza di titolo, prescrizione del credito, violazione dei limiti di pignorabilità o vizi di notifica. Il ricorso va presentato al giudice dell’esecuzione o al giudice tributario. È possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione e, in caso di violazione, far dichiarare l’atto inefficace .
4. Cos’è il pignoramento predittivo e come posso difendermi?
Il pignoramento predittivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 consente all’Ader di incrociare i dati delle fatture elettroniche emesse negli ultimi sei mesi per individuare i crediti da pignorare . Per difendersi occorre verificare la legittimità dell’atto, aderire tempestivamente alla rottamazione (che sospende il pignoramento), presentare opposizione se il debito è prescritto o inesistente e negoziare eventuali piani di pagamento.
5. Se aderisco alla rottamazione‑quinquies, le azioni esecutive vengono sospese?
Sì. La presentazione della domanda di rottamazione sospende le azioni esecutive relative ai carichi oggetto della definizione . Restano però valide le garanzie già iscritte, come ipoteche o fermi amministrativi. Se il contribuente decade (per mancato pagamento di due rate), il debito residuo torna a essere 50.000 euro più sanzioni e interessi . È quindi fondamentale programmare i pagamenti con attenzione.
6. Posso includere nella rottamazione anche le multe o i debiti da cartelle sanitarie?
Rientrano nella rottamazione i carichi affidati all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023 relativi a imposte, contributi previdenziali e alcune sanzioni amministrative. Le multe stradali e le sanzioni per violazioni del Codice della strada sono escluse dalla definizione agevolata; tuttavia le spese di riscossione e gli interessi sono azzerati. È consigliabile verificare con Ader quali carichi sono definibili.
7. Se rinegozio un mutuo, posso accedere anche al piano del consumatore?
La rinegoziazione di un mutuo con la banca non preclude l’accesso al piano del consumatore, purché i debiti oggetto del piano abbiano natura personale. Tuttavia l’esistenza di un mutuo rinegoziato può incidere sulla valutazione della meritevolezza e sulla capacità di pagamento. È opportuno presentare al giudice un piano sostenibile che tenga conto della rata del mutuo.
8. Cosa succede se nascondo dei beni al giudice nella procedura di sovraindebitamento?
La mancanza di trasparenza è un grave errore. La Cassazione ha revocato l’omologa di un piano del consumatore perché il debitore aveva nascosto passività e sostenuto spese di lusso . Il giudice può dichiarare l’inammissibilità della proposta e negare l’esdebitazione. È preferibile dichiarare tutti i beni e spiegare al professionista le proprie difficoltà.
9. Esistono limiti per pignorare il conto corrente?
Per i pignoramenti fiscali, l’ultimo stipendio accreditato sul conto corrente non è pignorabile . Il saldo residuo è invece pignorabile nei limiti previsti dall’art. 72‑ter. Per i pignoramenti ordinari, il saldo eccedente il triplo dell’assegno sociale può essere bloccato. In ogni caso è possibile chiedere al giudice la conversione del pignoramento per pagare a rate.
10. Posso chiedere il piano del consumatore se ho debiti con l’INPS?
Sì. I debiti contributivi rientrano nella procedura di sovraindebitamento. Tuttavia, se l’INPS ha già disposto il recupero diretto sulla pensione (fino a un quinto) questo prelievo continuerà, come confermato dalla Corte costituzionale . Il piano deve prevedere il pagamento dei contributi dovuti e può proporre la dilazione o la riduzione di sanzioni.
11. Quanto costa la composizione negoziata della crisi?
I costi comprendono i compensi dell’esperto, del professionista che assiste l’impresa e dell’eventuale attestatore. Di norma tali costi sono inferiori a quelli di una procedura concorsuale. L’Avv. Monardo effettua una stima in base alla complessità del caso e offre soluzioni personalizzate.
12. Cosa accade se non pago una rata della rottamazione?
La rottamazione‑quinquies non prevede i 5 giorni di tolleranza. L’omesso o insufficiente pagamento di due rate determina la decadenza . Il debito originario torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi, e riprendono le azioni esecutive. È quindi fondamentale programmare i pagamenti con attenzione.
13. Se presento la domanda di rottamazione, posso continuare a contestare il debito?
La presentazione della domanda di rottamazione comporta la rinuncia alle liti pendenti relative ai carichi inclusi. Se si desidera contestare la legittimità del debito, è preferibile valutare altre opzioni come la rateizzazione ordinaria o il ricorso giudiziale. Un avvocato può aiutarti a capire se conviene accettare la definizione agevolata o proseguire la contestazione.
14. Posso inserire nella rottamazione le cartelle per le quali ho già un piano di rateizzazione?
Sì, è possibile includere i carichi già oggetto di rateizzazione, ma occorre rinunciare al piano in corso. La rottamazione può essere più vantaggiosa perché elimina interessi e sanzioni, ma comporta scadenze rigide. Se si è in regola con la rottamazione‑quater, non è consentito entrare nella rottamazione‑quinquies per gli stessi carichi .
15. Esistono agevolazioni per i coach che operano in forma societaria?
Le società possono accedere alla composizione negoziata e agli accordi di ristrutturazione. Non possono usufruire del piano del consumatore, riservato alle persone fisiche. Tuttavia possono chiedere la rottamazione‑quinquies per i debiti fiscali e la transazione fiscale nell’ambito del concordato preventivo. Inoltre l’art. 1 comma 118 L. 199/2025 estende anche alle società la possibilità di rateizzare le cartelle fino a 20 anni in caso di gravi difficoltà.
16. Posso ottenere l’esdebitazione anche se ho pagato solo una parte dei creditori?
La Cassazione 2025/9549 e 30108 hanno riconosciuto che l’esdebitazione può essere concessa anche in caso di pagamento parziale dei crediti chirografari, purché il debitore abbia agito in buona fede e abbia soddisfatto i crediti privilegiati entro i limiti della liquidazione. La valutazione è rimessa al giudice, che tiene conto della capacità reddituale e della diligenza.
17. Cosa succede ai beni in comproprietà con il coniuge?
In caso di pignoramento, la quota del bene indiviso appartenente al debitore può essere aggredita. Se il bene è l’abitazione principale e non di lusso, il pignoramento fiscale è vietato fino a un certo valore. Nel piano del consumatore è possibile prevedere la liquidazione della quota o il mantenimento dell’immobile con pagamento dilazionato del valore della quota al coniuge. È consigliabile analizzare la situazione con un professionista per evitare conflitti con l’altro comproprietario.
18. Che differenza c’è tra pignoramento esattoriale e pignoramento ordinario?
Nel pignoramento esattoriale, l’Ader può notificare direttamente al terzo l’ordine di pagamento senza intervento del giudice, grazie all’art. 72‑bis DPR 602/1973 . Nel pignoramento ordinario, il creditore deve chiedere al giudice l’autorizzazione e iscrivere la procedura esecutiva. L’esattoriale è più rapido e non consente al debitore di bloccare i pagamenti prima della notifica, mentre l’ordinario offre più garanzie procedurali (ad esempio l’udienza davanti al giudice).
19. Posso sospendere la procedura esecutiva iscrivendomi alla composizione negoziata?
Sì. La richiesta di composizione negoziata consente di chiedere misure protettive, tra cui la sospensione di azioni esecutive e cautelari, se il giudice ritiene che la prosecuzione delle azioni possa compromettere la riuscita delle trattative . Tuttavia, la sospensione non è automatica e va motivata.
20. Come posso evitare errori di calcolo nelle rate della rottamazione?
L’Ader mette a disposizione sul proprio sito un prospetto dei carichi definibili e un simulatore delle rate . È consigliabile scaricare il prospetto e verificare con un professionista l’esattezza degli importi prima di aderire. In caso di dubbi, si possono richiedere chiarimenti all’Ader o presentare un’istanza di autotutela.
Simulazioni pratiche
Per comprendere meglio l’impatto delle diverse soluzioni, proponiamo due simulazioni numeriche basate su casi reali (i dati sono di fantasia e hanno scopo illustrativo).
Simulazione 1 – Debito fiscale da 50.000 euro e rottamazione‑quinquies
Scenario: un coach professionista riceve una cartella esattoriale per 50.000 euro relativo a imposte non versate (Irpef e IVA) riferite agli anni 2018–2020. L’importo è suddiviso in 30.000 euro di imposta, 10.000 euro di sanzioni, 5.000 euro di interessi e 5.000 euro di aggio.
Soluzione con rottamazione‑quinquies:
- Somme dovute: grazie alla rottamazione si pagano solo imposta e spese. Sanzioni, interessi e aggio sono azzerati . Il coach deve quindi pagare 30.000 euro di imposta e 5.000 euro di spese, per un totale di 35.000 euro.
- Rateizzazione: se sceglie le 54 rate bimestrali (durata 9 anni) con interesse al 3% annuo, la prima rata scade il 31 luglio 2026 . Per semplicità, supponiamo che il tasso del 3% sia fisso e calcolato sulla quota capitale decrescente. La rata bimestrale sarà approssimativamente di 708 euro (per 54 rate, calcolata con formula di ammortamento alla francese). Il coach dovrà prevedere nel suo bilancio un esborso di circa 354 euro al mese per 9 anni.
- Attenzione alla decadenza: se salta due rate, anche non consecutive, perde i benefici e il debito residuo torna a essere 50.000 euro più sanzioni e interessi . È quindi consigliabile predisporre un fondo di emergenza o valutare il pagamento in unica soluzione se disponesse di liquidità (35.000 euro).
Vantaggi: lo sconto di 15.000 euro (sanzioni, interessi e aggio) e la rateizzazione lunga consentono di respirare. Rischio: la decadenza fa tornare la situazione peggiore di prima.
Simulazione 2 – Mutuo usurario e accordo con la banca
Scenario: il coach ha contratto un mutuo di 200.000 euro per acquistare un locale dove svolge i corsi. Il tasso d’interesse pattuito è del 6% annuo, ma il tasso soglia usura nel trimestre della stipula era 4,5%. Dopo cinque anni il debito residuo è 170.000 euro.
Azioni:
- Verifica usura: si fa calcolare il TAEG effettivo, sommando interessi, spese e commissioni. Se il TAEG supera il tasso soglia, il contratto è usurario e la banca ha diritto solo alla restituzione del capitale senza interessi .
- Ricorso giudiziale: con l’assistenza dell’Avv. Monardo, si avvia un’azione in tribunale per far dichiarare la nullità delle clausole usurarie e per ottenere la restituzione degli interessi pagati. Nel frattempo si chiede la sospensione del pagamento delle rate.
- Negoziazione: spesso la banca, di fronte alla prospettiva di una causa, preferisce trattare e proporre un accordo. Ad esempio può accettare di ridurre il debito residuo a 150.000 euro e applicare un tasso del 2% su un nuovo piano di ammortamento. Tale accordo può portare a un risparmio di 20.000 euro di capitale e ridurre l’esborso mensile.
Esito: il coach ottiene una rata sostenibile e restituisce solo la somma dovuta a titolo di capitale più un interesse equo. La causa viene chiusa con una transazione.
Conclusione
Affrontare la tempesta dei debiti quando si è un professionista autonomo come un coach può sembrare un’impresa impossibile. Le normative fiscali e bancarie italiane sono complesse, le procedure esecutive sono rapide e gli errori possono costare cari. Tuttavia, come abbiamo visto in questa guida, esistono numerosi strumenti legali per difendersi: dai ricorsi alle opposizioni, dalle rateizzazioni alle rottamazioni, dai piani del consumatore alla composizione negoziata, fino alle azioni contro le banche. La giurisprudenza recente è sempre più attenta alla tutela del debitore meritevole, come dimostrano le pronunce della Cassazione e della Corte costituzionale che hanno riconosciuto la possibilità di dilazionare i pagamenti , hanno sanzionato la mala fede e hanno dichiarato legittime le garanzie dell’INPS .
L’elemento decisivo è agire tempestivamente e con professionisti competenti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team possono analizzare le tue cartelle esattoriali, i contratti bancari e la tua posizione patrimoniale per individuare la strategia migliore. Che si tratti di aderire alla rottamazione‑quinquies, di contestare un pignoramento o di presentare un piano del consumatore, avere al tuo fianco un avvocato cassazionista, gestore della crisi e esperto negoziatore farà la differenza tra soccombere ai debiti e ritrovare la serenità.
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