Cartongessista con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Gestire un’impresa artigiana richiede competenze tecniche e capacità imprenditoriali, ma il successo non dipende solo dalla qualità del lavoro. Le decisioni fiscali, le scelte di finanziamento e la gestione dei rapporti con il sistema bancario incidono direttamente sulla stabilità economica. Un cartongessista che lavora come ditta individuale o come titolare di un’impresa familiare si trova spesso a fronteggiare fatture insolute, aumenti dei costi dei materiali, insolvenze dei clienti e ritardi nei pagamenti che possono causare debiti tributari o bancari. In Italia, l’elevata pressione fiscale e la complessità delle normative rendono necessario conoscere i propri diritti e gli strumenti legali per proteggere il patrimonio e continuare l’attività.

Ignorare un avviso bonario, una cartella di pagamento o una lettera della banca può portare a un’escalation di misure coercitive: iscrizione di ipoteca fiscale, fermo amministrativo del furgone, pignoramento del conto o dei crediti, fino alla vendita forzata dei beni. Nel 2025 e 2026 il legislatore ha introdotto nuove procedure per definire agevolmente le pendenze con l’Agente della Riscossione (rottamazione quater e quinquies), ha aggiornato la normativa sulla composizione negoziata della crisi d’impresa e ha modificato il testo unico in materia di riscossione. Anche la giurisprudenza (Corte di Cassazione e Corte Costituzionale) è intervenuta più volte su usura, anatocismo, pignoramenti e fermo amministrativo .

In questa guida, pensata per cartongessisti e imprese artigiane, ti spieghiamo:

  1. Quali norme regolano la riscossione delle imposte e i rapporti con le banche, citando leggi, decreti legislativi, sentenze della Corte di Cassazione e pronunce della Corte Costituzionale.
  2. Come si sviluppa la procedura di recupero dei crediti dopo la notifica di un atto (avviso di accertamento, cartella di pagamento, intimazione, atto di pignoramento, fermo o ipoteca) con indicazione dei termini per impugnare o aderire alle definizioni agevolate.
  3. Quali difese legali sono possibili: ricorso in commissione tributaria o in tribunale, sospensione amministrativa e giudiziale, piani di rientro, trattative con la banca, contestazione di tassi usurari o anatocistici.
  4. Gli strumenti alternativi offerti dalla legge: rottamazioni, saldo e stralcio, definizioni agevolate (Legge di Bilancio 2026), procedure di sovraindebitamento, piani del consumatore e composizione negoziata della crisi.
  5. Gli errori da evitare e i consigli pratici per non incorrere in sanzioni e per salvaguardare il furgone o il cantiere.

Chi siamo: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con tanti anni di esperienza. Coordina un team multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti con competenze in diritto bancario e tributario, distribuiti su tutto il territorio nazionale. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del Decreto‑legge 118/2021 e delle successive modifiche del d.lgs. 83/2022 e d.lgs. 136/2024 .

Grazie all’esperienza maturata in centinaia di pratiche, il suo studio offre:

  • Analisi degli atti: verifica della legittimità dell’atto dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o dell’istituto bancario, controllo dei termini, rilevazione di vizi formali.
  • Ricorsi e opposizioni: predisposizione e deposito di ricorsi davanti al giudice tributario o civile; opposizioni a precetti, esecuzioni, fermi e ipoteche.
  • Sospensioni e rateazioni: richiesta di sospensioni amministrative o giudiziali, rateazioni o sospensioni ex art. 19 del DPR 602/1973, sospensioni ex art. 64‑bis del d.lgs. 1/2022.
  • Trattative bancarie: contestazione di tassi usurari o anatocistici, rinegoziazione del mutuo, mediazione obbligatoria, azioni di responsabilità per danno da concessione abusiva del credito.
  • Piani di rientro e procedure di sovraindebitamento: predisposizione di piani del consumatore o accordi di ristrutturazione del debito (L. 3/2012 e Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – CCII), nonché accesso alla composizione negoziata.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1. Legislazione italiana sulla riscossione

Per comprendere come difendersi dalle pretese del fisco, è necessario conoscere le principali norme che disciplinano la riscossione coattiva e le procedure esecutive. Di seguito una panoramica delle disposizioni vigenti aggiornate a gennaio 2026.

DPR 29 settembre 1973 n. 602 e Testo unico versamenti e riscossione (d.lgs. 24 marzo 2025 n. 33)

Il DPR 602/1973 è la normativa storica sulla riscossione delle imposte sul reddito. L’art. 72‑bis, introdotto nel 2005, ha previsto il pignoramento dei conti correnti da parte dell’Agente della Riscossione con una procedura semplificata: l’atto viene notificato direttamente alla banca che deve bloccare i fondi e versarli all’Agenzia dopo 60 giorni. La Cassazione, con la sentenza n. 28520/2025, ha confermato che il pignoramento speciale espropria anche le somme accreditate nel periodo di “spatium deliberandi” di 60 giorni, indipendentemente dall’importo disponibile al momento della notifica . Dal 1° gennaio 2026, il DPR 602/1973 è gradualmente sostituito dal Testo unico in materia di versamenti e riscossione (d.lgs. 24 marzo 2025 n. 33), ma la disciplina del pignoramento resta simile .

L’art. 77 del DPR 602/1973 (e l’art. 175 del nuovo T.U.) consente all’Agente di iscrivere ipoteca sui beni immobili a garanzia del credito erariale. Secondo la Cassazione, l’iscrizione ipotecaria non necessita che sussistano i presupposti per l’espropriazione; si tratta di un atto cautelare che presuppone un credito certo, liquido ed esigibile . L’iscrizione può essere impugnata per vizi formali o per difetto di motivazione.

L’art. 86 del DPR 602/1973 disciplina il fermo amministrativo sui veicoli: l’Agente deve notificare un preavviso e attendere 30 giorni prima di iscrivere il fermo. Durante questo periodo il debitore può pagare, chiedere la rateizzazione o aderire a una definizione agevolata; in caso contrario, il fermo impedisce l’uso del mezzo. La normativa prevede l’esclusione per i veicoli strumentali all’attività imprenditoriale o usati da persone con disabilità . Nel 2024 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’automatica revoca della patente in caso di violazione del fermo .

Leggi di bilancio e definizioni agevolate (rottamazioni)

La Legge 197/2022 (legge di bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater (commi 231‑252) consentendo di estinguere i debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo le somme a titolo di capitale e spese per procedure esecutive e notifiche; interessi, sanzioni e aggio sono esclusi . Per multe stradali o sanzioni amministrative, la definizione riduce soltanto gli interessi . La legge prevede la rateizzazione fino a 18 rate e la decadenza in caso di mancato pagamento di cinque rate non consecutive. Il DL 51/2023 e successive leggi di proroga hanno esteso i termini per aderire e versare .

La Legge 199/2025 (legge di bilancio 2026), entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ha introdotto la rottamazione quinquies o definizione agevolata dei carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La procedura prevede:

  • presentazione dell’istanza entro il 30 aprile 2026, tramite piattaforma dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione;
  • pagamento di una quota pari al capitale e alle spese di notifica/esecuzione (senza interessi, sanzioni né aggio) a partire dal 31 luglio 2026; le prime tre rate scadono a luglio, settembre e novembre 2026; le restanti rate (fino a 54 bimestrali) decorrono dal 2027 al 2034 con interesse ridotto al 3 % 【435906289998169†L125-L170】;
  • decadenza in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive ;
  • immediata sospensione delle procedure esecutive e dei fermi amministrativi dal momento della presentazione della domanda .

La rottamazione quinquies si perfeziona con il pagamento della prima o unica rata: ciò determina l’estinzione del giudizio pendente senza rimborso delle somme versate . Possono aderire anche coloro che sono decaduti dalle precedenti rottamazioni o saldo e stralcio .

Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa (d.lgs. 14/2019) – Sovraindebitamento

La Legge 3/2012 (ora confluita nel Codice della crisi e dell’insolvenza – CCII) consente alle persone fisiche, ai professionisti e alle microimprese in stato di sovraindebitamento di accedere a procedure di ristrutturazione dei debiti: piano del consumatore, accordo di ristrutturazione e liquidazione controllata. La legge richiede la buona fede del debitore e prevede che alcuni debiti (mantenimento, risarcimenti per danni, sanzioni penali e tributi maturati dopo l’apertura della procedura) non siano esdebitabili . Il Decreto correttivo d.lgs. 136/2024 ha introdotto l’esdebitazione automatica dopo tre anni nella liquidazione controllata per il debitore meritevole .

Un’importante pronuncia della Cassazione (ordinanza n. 30108/2025) ha ribadito che per accedere all’esdebitazione il debitore deve dimostrare di non aver contratto i debiti con dolo o colpa grave; altrimenti la domanda è respinta . Un’altra decisione (ordinanza n. 22914/2024) ha stabilito che il creditore fondiario può avvalersi del privilegio processuale ex art. 41 TUB sia nella liquidazione giudiziale sia nella liquidazione controllata, consentendo alle banche di procedere all’esecuzione immobiliare anche durante la procedura di sovraindebitamento .

Decreto‑legge 118/2021 e composizione negoziata della crisi

Per le imprese in difficoltà economica ma ancora operative, la composizione negoziata della crisi offre un percorso extra‑giudiziale volto a preservare l’attività e a raggiungere accordi con i creditori. Introdotta dal DL 118/2021 e inserita nel CCII, la procedura si svolge con l’assistenza di un esperto nominato dalla Camera di Commercio e consente di chiedere misure protettive e cautelari per sospendere azioni esecutive. Il d.lgs. 83/2022 e il d.lgs. 136/2024 hanno ampliato l’accesso e previsto garanzie a tutela dell’occupazione e dei fornitori . Sono state introdotte misure per impedire alle banche di revocare arbitrariamente le linee di credito durante la procedura .

1.2. Giurisprudenza rilevante

Nel corso del 2024 e del 2025 la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno emesso numerose sentenze che influiscono sulle strategie difensive. Ecco le decisioni più rilevanti per un artigiano indebitato.

Pignoramenti e conti correnti

  • Cassazione, sez. III civile, sentenza 27 ottobre 2025 n. 28520: conferma che il pignoramento presso terzi effettuato dall’Agente della Riscossione ex art. 72‑bis DPR 602/1973 colpisce non solo il saldo esistente al momento della notifica, ma anche tutte le somme accreditate sul conto nel successivo periodo di 60 giorni; la banca deve vincolare e versare l’intero importo .
  • Cassazione, ord. 15567/2025: riconosce che l’iscrizione di ipoteca fiscale ai sensi dell’art. 77 DPR 602/1973 è una misura cautelare autonoma e può essere eseguita anche se non sono ancora maturate le condizioni per l’espropriazione forzata; l’atto può essere impugnato per vizi o abuso .

Usura e anatocismo

  • Cassazione, sez. I civile, sentenza 14 ottobre 2025 n. 27460: dopo l’annullamento dell’art. 25 comma 3 del d.lgs. 342/1999 da parte della Corte Costituzionale, la Cassazione ha stabilito che la capitalizzazione degli interessi (anatocismo) è legittima solo se prevista da un accordo espresso e con periodicità uguale per gli interessi debitori e creditori .
  • Cassazione, sez. II civile, sentenza 15 dicembre 2025 n. 32076: ha precisato che l’usura deve essere valutata al momento della pattuizione del tasso; la legge 108/1996 prevede la nullità della clausola se il TEG supera il tasso soglia, con l’obbligo di restituire solo il capitale ; la Corte ha escluso la teoria dell’“usura sopravvenuta” salvo che vi sia un nuovo accordo tra le parti .
  • Cassazione, sez. III civile, sentenza 6 giugno 2025 n. 15114: considera usurarie anche le commissioni, gli oneri assicurativi e ogni costo collegato al credito ai fini del calcolo del TEG, con esclusione solo delle imposte e tasse .

Sovraindebitamento e esdebitazione

  • Cassazione, ord. 30108/2025: ribadisce che la concessione dell’esdebitazione richiede la prova dell’assenza di dolo o colpa grave nella formazione del debito; la mera dichiarazione non basta .
  • Cassazione, ord. 22914/2024: afferma che il creditore fondiario (banca ipotecaria) può avvalersi del privilegio processuale ex art. 41 TUB sia nella procedura di liquidazione giudiziale sia nella liquidazione controllata; ciò significa che, in presenza di mutui fondiari, la banca potrà continuare la procedura esecutiva anche durante il piano del consumatore .

Fermo amministrativo

  • Corte Costituzionale, sentenza 52/2024: ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che prevedeva la revoca automatica della patente per chi circola con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo; la Corte ha ritenuto la sanzione sproporzionata, violando il principio di ragionevolezza . Rimane l’obbligo di non utilizzare il mezzo fermato, ma l’eventuale revoca della patente deve essere valutata caso per caso.

Queste pronunce offrono spunti per contestare gli atti di riscossione e tutelare i beni essenziali all’attività artigianale.

2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica di un atto

La procedura di riscossione si compone di diverse fasi e atti. Conoscere i termini per reagire è fondamentale per non perdere diritti. Di seguito viene descritto il percorso tipico, con riferimenti alle normative e ai rimedi a disposizione.

2.1. Avviso di accertamento o avviso bonario

L’avviso di accertamento viene notificato dall’Agenzia delle Entrate quando riscontra un’imposta non pagata o un’irregolarità. Spesso è preceduto da un avviso bonario, con cui il contribuente può regolarizzare la posizione pagando entro 30 giorni beneficiando di sanzioni ridotte. L’avviso di accertamento diventa esecutivo dopo 60 giorni dalla notifica (o 90 se c’è adesione) e viene trasmesso all’Agente della Riscossione. Il contribuente può:

  1. Presentare un ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni (30 giorni se l’atto riguarda tributi locali) per contestare l’accertamento; in caso di pagamento in pendenza di giudizio può chiedere la sospensione dell’atto.
  2. Definire in via agevolata aderendo all’accertamento (in alcuni casi con riduzione delle sanzioni) o optando per la definizione agevolata (rottamazione) se prevista.
  3. Rateizzare il debito chiedendo al Fisco un piano fino a 8 anni (72 rate), prorogabile a 10 anni (120 rate) in casi di comprovata difficoltà.

2.2. Cartella di pagamento e intimazione di pagamento

Dopo la trasmissione dell’accertamento all’Agente della Riscossione (AER), quest’ultimo emette una cartella di pagamento che contiene l’indicazione delle somme dovute, delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio. La cartella è notificata tramite posta raccomandata o PEC. Il debitore ha tre strade:

  • Pagarla entro 60 giorni, integralmente o chiedendo la rateizzazione. La richiesta può essere presentata telematicamente e in caso di accoglimento sospende azioni cautelari ed esecutive.
  • Impugnarla entro 60 giorni davanti al giudice tributario se contiene vizi formali (ad esempio mancanza di motivazione, notifica irregolare, prescrizione del credito, mancanza di prova del titolo). L’opposizione sospende la riscossione solo se viene chiesta e ottenuta la sospensiva.
  • Adire una definizione agevolata, come rottamazione quater o quinquies: il pagamento della prima rata sospende il procedimento .

L’AER può notificare anche una intimazione di pagamento se la cartella non viene pagata e sono decorsi 60 giorni; l’intimazione preannuncia l’adozione di misure esecutive. Anche in questo caso è possibile impugnare per vizi procedurali.

2.3. Preavviso di fermo e fermo amministrativo

Il preavviso di fermo è un atto con cui l’AER avvisa il debitore che, se non paga o non rateizza entro 30 giorni, iscriverà il fermo amministrativo sul veicolo. Il fermo impedisce la circolazione del mezzo; si può usare solo per motivi di lavoro se si dimostra che è necessario per l’attività imprenditoriale .

La notifica del preavviso è impugnabile per illegittimità dell’atto (ad esempio se il veicolo è strumentale all’attività, se non sono trascorsi 30 giorni o se l’agente ha già iscritto il fermo su un altro veicolo per la stessa cartella). Nel caso di più debiti, l’AER può iscrivere tanti fermi quanti sono i debiti. La Corte Costituzionale ha abolito la revoca automatica della patente ; tuttavia la circolazione con il mezzo fermato comporta sanzioni. Il pagamento, la rateizzazione o l’adesione alla definizione agevolata portano alla cancellazione del fermo.

2.4. Ipoteca esattoriale

Se il debito è superiore a 20 000 euro, l’AER può iscrivere ipoteca su beni immobili del debitore. L’iscrizione va preceduta da un preavviso di ipoteca che concede 30 giorni per pagare. In base alla Cassazione ord. 15567/2025, l’iscrizione dell’ipoteca è una misura cautelare autonoma e non presuppone l’inizio dell’espropriazione . L’atto è impugnabile per vizi di notifica o per importo errato. Se il bene è l’unica abitazione del debitore non di lusso e vi risiede, non può essere pignorato ma l’ipoteca resta efficace. Pagando o aderendo alla definizione agevolata l’ipoteca può essere cancellata.

2.5. Pignoramento presso terzi (conto corrente o crediti)

Il pignoramento presso terzi è l’atto con cui l’AER pignora il conto corrente o i crediti del debitore verso soggetti terzi (committenti, datori di lavoro). Con la procedura ex art. 72‑bis DPR 602/1973, l’atto è notificato direttamente alla banca o al terzo e sospende per 60 giorni l’utilizzo delle somme. La banca deve accantonare l’importo dovuto e, dopo 60 giorni, versarlo all’AER . Questo pignoramento può essere impugnato per carenza di motivazione, notifica irregolare, prescrizione del credito o se riguarda somme impignorabili (stipendi e pensioni nei limiti previsti). L’adesione alla rottamazione sospende il pignoramento; la banca deve sbloccare le somme su presentazione della ricevuta .

2.6. Azioni esecutive e vendita forzata

Se il debitore non paga né impugna, l’AER può procedere all’espropriazione dei beni mobili e immobili. Con la vendita forzata l’immobile o i beni vengono venduti all’asta e il ricavato è utilizzato per soddisfare il credito. Il pignoramento mobiliare è raro ma possibile; il furgone e gli attrezzi indispensabili all’attività di cartongessista sono, nei limiti necessari, impignorabili o sostituibili con un altro mezzo. Il pignoramento immobiliare non può colpire l’unica abitazione non di lusso, ma per le seconde case è consentito. Anche il sequestro conservativo e la revocatoria sono strumenti utilizzati dal Fisco.

La presenza di un mutuo fondiario o di un’ipoteca bancaria complica la procedura: come stabilito dalla Cassazione ord. 22914/2024, la banca titolare dell’ipoteca può far valere il proprio privilegio e procedere con la vendita anche in pendenza di procedure di sovraindebitamento .

2.7. Termini di decadenza e prescrizione

Sapere quali sono i termini di decadenza e prescrizione consente di verificare se il credito è ancora esigibile. Per le imposte erariali (Irpef, Ires, Irap) la prescrizione è di 10 anni dal momento in cui il credito è divenuto definitivo; per contributi previdenziali e multe stradali la prescrizione è di 5 anni; per imposta di registro e successione è di 3 anni. L’interruzione della prescrizione avviene con la notifica della cartella o dell’intimazione. Se il Fisco non effettua alcun atto interruttivo entro il termine, il debito si estingue e l’atto è nullo. Alcune contestazioni riguardano la notifica via PEC: se l’indirizzo non è quello censito in INAD o non è quello dichiarato dal contribuente, la notifica è nulla.

3. Difese e strategie legali

Per un cartongessista indebitato con il Fisco o con le banche, è essenziale valutare le opzioni legali disponibili. Ogni situazione è diversa: l’età del debito, l’esistenza di garanzie, l’importo e la tipologia delle somme dovute e la presenza di atti esecutivi determinano la strategia migliore. Di seguito vengono illustrate le principali difese.

3.1. Impugnazione degli atti: ricorso tributario e civile

Se il debito deriva da tributi, si ricorre al giudice tributario (Commissione tributaria) entro 60 giorni. È possibile impugnare avvisi di accertamento, cartelle, intimazioni, fermi, ipoteche e pignoramenti per:

  • Vizi di notifica (mancata o errata notificazione, utilizzo di un indirizzo PEC non valido, notifica ad un indirizzo diverso da quello dell’impresa);
  • Prescrizione e decadenza: se il credito è prescritto o l’accertamento è decaduto;
  • Mancanza di motivazione: l’atto deve indicare l’origine del debito, l’ente impositore, il provvedimento presupposto e i calcoli;
  • Vizi dell’estratto di ruolo: l’estratto deve essere completo e aggiornato; in difetto l’atto è nullo;
  • Esenzione o agevolazioni (ad esempio per veicoli strumentali all’attività o per tributi agevolati);
  • Pagamenti già effettuati o doppia imposizione.

Per i debiti bancari (mutui, finanziamenti o scoperti di conto), si ricorre al giudice civile. Le principali azioni sono:

  • Opposizione a decreto ingiuntivo: se la banca richiede il pagamento con decreto, il debitore può opporsi entro 40 giorni contestando il capitale, gli interessi o la prescrizione.
  • Azioni di accertamento di usura o anatocismo: il cliente può chiedere la restituzione delle somme pagate illegittimamente se il tasso effettivo globale (TEG) supera il tasso soglia o se sono state applicate capitalizzazioni non pattuite. La Cassazione ha chiarito che tutti i costi devono essere inclusi nel TEG ; l’omessa pattuizione di un tasso di mora usurario rende l’interesse nullo e l’obbligo di restituire solo il capitale .
  • Opposizione all’esecuzione: se la banca avvia un’esecuzione immobiliare o un pignoramento, il debitore può sollevare eccezioni relative alla nullità della notificazione, alla prescrizione, alla violazione dei limiti di pignorabilità (stipendi, pensioni, beni strumentali), all’usura o all’anatocismo.

3.2. Sospensione amministrativa e giudiziale

Durante la procedura di riscossione è possibile ottenere la sospensione dell’esecuzione:

  1. Sospensione amministrativa: l’AER può sospendere la riscossione a seguito di ricorso o di presentazione di prova dell’inesistenza del debito. È prevista anche la sospensione automatica in caso di adesione alla rottamazione (fino a pagamento della prima rata) .
  2. Sospensione giudiziale: il giudice tributario o civile, su richiesta del debitore, può sospendere l’esecuzione qualora sussistano gravi e fondati motivi. Per ottenere la sospensione occorre dimostrare la sussistenza del periculum (danno grave e irreparabile) e del fumus boni juris (presunzione di fondatezza del ricorso).
  3. Misure protettive nella composizione negoziata: la società o l’impresa individuale può chiedere al tribunale la conferma di misure protettive (art. 17 CCII) che sospendono le azioni dei creditori per la durata delle trattative . Ciò consente di gestire le pendenze fiscali e bancarie senza l’incubo dell’esecuzione.

3.3. Rateizzazione e piani di rientro

Il pagamento dilazionato è uno strumento spesso preferibile per evitare provvedimenti cautelari:

  • Rateizzazione dei debiti fiscali: l’Agente della Riscossione concede fino a 72 rate mensili (8 anni) o 120 rate (10 anni) in caso di comprovata difficoltà economica. Il debito deve essere superiore a 600 euro. La richiesta può essere presentata online e la prima rata va versata entro 30 giorni. L’omesso versamento di cinque rate anche non consecutive comporta la decadenza e la ripresa delle azioni esecutive.
  • Piani di rientro con la banca: è possibile rinegoziare il mutuo o il fido, riducendo la rata o allungando la durata. La rinegoziazione è spesso preceduta da una segnalazione in Centrale Rischi; occorre quindi intervenire tempestivamente.
  • Saldo e stralcio: negoziazione con il creditore per chiudere il debito pagando una somma inferiore. Spesso i debiti commerciali o bancari vengono ceduti a società di recupero crediti con forte sconto; il debitore può proporre un saldo e stralcio per evitare l’esecuzione.

3.4. Definizione agevolata e rottamazioni (Quater e Quinquies)

Le rottamazioni rappresentano un’opportunità per cancellare le sanzioni e gli interessi e pagare solo l’imposta e le spese. Nel 2026 sono disponibili due definizioni contemporanee:

  1. Rottamazione Quater (Legge 197/2022): riguarda i carichi affidati all’AER dal 2000 al 30 giugno 2022. È possibile ancora pagare le rate residue o presentare domanda se si era decaduti. L’importo da pagare corrisponde a tributo e spese di notifica . Le prime rate sono scadute nel 2024, ma proroghe e riammisioni sono state introdotte con i decreti Milleproroghe .
  2. Rottamazione Quinquies (Legge 199/2025): riguarda i carichi affidati dal 2000 al 2023 e consente la dilazione in un massimo di 10 anni. L’istanza deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 e la definizione si perfeziona con il pagamento della prima rata 【435906289998169†L125-L170】. Il pagamento delle prime tre rate consente la sospensione delle procedure . È ammessa la riammissione di chi è decaduto dalle precedenti definizioni .

Per entrambe le rottamazioni, è importante verificare la correttezza dei carichi inclusi nel prospetto inviato dall’AER e contestare eventuali debiti prescritti o importi già pagati.

3.5. Procedure di sovraindebitamento

Quando i debiti sono insostenibili e il patrimonio è insufficiente, il cartongessista può avvalersi delle procedure di sovraindebitamento. Queste sono tre:

  1. Piano del consumatore: riservato a persone fisiche e imprenditori sotto soglia che non hanno debiti aziendali rilevanti. Prevede la proposta di un piano di rientro, omologata dal tribunale, con pagamento parziale dei debiti e falcidia fino all’esdebitazione. Richiede la meritevolezza (assenza di dolo o colpa grave) e il rispetto delle classi di creditori.
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti: destinato a imprenditori commerciali sotto soglia e professionisti. Prevede l’accordo con i creditori che rappresentino almeno il 60 % dei crediti e la possibilità di falcidiare l’IVA e le ritenute (se autorizzata dal giudice). La partecipazione dell’Erario è fondamentale; l’Agenzia può proporre transazioni fiscali.
  3. Liquidazione controllata: analoga al fallimento (oggi liquidazione giudiziale) per chi non può proporre un piano. Il patrimonio viene liquidato e il debitore, se meritevole, può ottenere l’esdebitazione automatica dopo 3 anni grazie alla riforma del d.lgs. 136/2024 . Alcuni debiti restano impagati (mantenimento, danni da illecito, multe) .

È fondamentale farsi assistere da un Gestore della Crisi (professionista iscritto all’albo) che predisponga la documentazione, attesti la veridicità dei dati e presenti l’istanza al tribunale.

3.6. Composizione negoziata della crisi

Per le imprese artigiane ancora operative, la composizione negoziata offre una soluzione per evitare l’insolvenza e preservare la continuità aziendale. Il DL 118/2021, convertito in legge 147/2021 e modificato dai d.lgs. 83/2022 e 136/2024, prevede:

  • Nomina di un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nelle trattative con creditori, fornitori, banche e Fisco .
  • Accesso telematico alla piattaforma istituzionale (Camera di Commercio) con caricamento della documentazione aziendale. L’esperto verifica la sostenibilità dell’attività e suggerisce soluzioni.
  • Misure protettive: su richiesta dell’imprenditore, il tribunale concede misure che sospendono azioni esecutive e cautelari, comprese le iscrizioni di ipoteca e i pignoramenti .
  • Accordi con i creditori: l’imprenditore può proporre moratorie, ristrutturazioni del debito o transazioni fiscali. Se l’accordo va a buon fine, la procedura si chiude; in caso contrario, si accede a procedure concorsuali semplificate (concordato semplificato o liquidazione giudiziale).

La composizione negoziata non comporta la perdita di gestione dell’impresa; al contrario, mira a salvaguardare il patrimonio e l’occupazione. Per un cartongessista che affronta crisi di liquidità, questa è una soluzione da valutare prima che la situazione peggiori.

4. Strumenti alternativi per risolvere i debiti

Oltre alle difese legali e alle procedure menzionate, esistono ulteriori strumenti per ridurre o estinguere i debiti. In questa sezione presentiamo le principali opzioni pratiche.

4.1. Saldo e stralcio con l’Agenzia delle Entrate

Il saldo e stralcio consente di chiudere le pendenze fiscali pagando una somma ridotta rispetto al debito complessivo, comprensiva di interessi e sanzioni. Questa soluzione è stata disciplinata dal decreto‑legge 23 ottobre 2018 n. 119 (rottamazione ter) ed è stata riproposta in forma diversa nelle successive rottamazioni. In assenza di una norma specifica, il saldo e stralcio può essere negoziato direttamente con l’AER quando il credito è inesigibile o difficilmente recuperabile. L’Agenzia valuta l’offerta in base alla capienza del patrimonio, all’età del debito e alle prospettive di recupero. Il saldo e stralcio non sospende le azioni esecutive finché non viene accettato e pagato.

4.2. Accordi con l’INPS e definizione contributiva

I debiti per contributi previdenziali (Inps) possono essere rateizzati fino a 60 rate mensili (5 anni), in base alla circolare dell’INPS n. 105/2023. È previsto un abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora. In caso di contributi omessi per lavoratori dipendenti, l’accordo deve garantire il pagamento integrale delle somme destinate ai dipendenti. L’esdebitazione in sovraindebitamento non cancella i contributi omessi per il lavoratore.

4.3. Transazione fiscale e concordato preventivo

Per le imprese in stato di crisi, la transazione fiscale (art. 63 CCII) consente di proporre all’Erario il pagamento parziale dei debiti tributari e previdenziali nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione. Il piano deve garantire un trattamento più conveniente rispetto alla liquidazione. Il Fisco può accettare o respingere la proposta; in caso di mancata risposta la proposta si intende rigettata. Questa soluzione è particolarmente utile quando i debiti fiscali sono ingenti e precludono altre forme di risanamento.

4.4. Mediazione civile e ADR con le banche

Prima di iniziare una causa contro la banca, la legge impone (d.lgs. 28/2010) il tentativo obbligatorio di mediazione civile per le controversie bancarie e finanziarie. La mediazione consente di raggiungere un accordo più rapido e meno oneroso. È possibile contestare usura, anatocismo, commissioni eccessive, segnalazioni in Centrale Rischi o in CRIF, oltre a proporre piani di rientro. Se la mediazione fallisce, si prosegue con la causa.

4.5. Cessione del quinto e prestiti garantiti

Per saldare debiti urgenti, alcuni soggetti ricorrono alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione, che consente di ottenere un finanziamento garantito con trattenuta diretta. Questa soluzione deve essere valutata con attenzione: il tasso d’interesse può essere elevato e, in presenza di altri debiti, può aggravare la situazione. È sempre consigliabile confrontare diverse offerte e verificare il TAEG totale.

4.6. Vendita di beni e leasing

Un artigiano può decidere di vendere un bene (es. furgone o macchinario) e sostituirlo con un leasing per ridurre l’indebitamento. Il leasing permette di utilizzare il bene pagando un canone e riscattarlo a fine contratto. I costi sono deducibili e l’operazione può generare liquidità immediata. Occorre però considerare l’eventuale perdita della proprietà e le spese di riscatto.

5. Errori comuni e consigli pratici

Anche artigiani esperti possono commettere errori nella gestione dei debiti. Ecco gli sbagli più frequenti e come evitarli.

5.1. Ignorare le notifiche o non ritirare la posta

Molti contribuenti non ritirano le raccomandate o ignorano le PEC credendo che così i debiti “spariscano”. In realtà la legge considera validamente notificata la cartella anche se non viene ritirata. È essenziale controllare regolarmente la casella PEC e ritirare le raccomandate per poter impugnare tempestivamente.

5.2. Non verificare i termini di decadenza e prescrizione

Spesso si paga o si aderisce a un debito prescritto per paura delle conseguenze. Prima di pagare, bisogna verificare se il credito è ancora esigibile: la prescrizione estingue il debito e rende nullo l’atto. Un avvocato può controllare l’estratto di ruolo e i termini di notifica.

5.3. Versare importi senza verificare la correttezza delle somme

Le cartelle di pagamento possono contenere errori nei calcoli, duplicazioni o interessi non dovuti. È opportuno richiedere all’AER lo storico dei pagamenti e l’estratto di ruolo per controllare le somme. Eventuali errori devono essere contestati con ricorso.

5.4. Non chiedere subito la rateizzazione o la definizione agevolata

Molti attendono finché non arriva il pignoramento. Invece, presentare tempestivamente la richiesta di rateizzazione o aderire alla rottamazione sospende le azioni esecutive e consente di pagare con interessi ridotti. Per la rottamazione quinquies, la scadenza per presentare l’istanza è il 30 aprile 2026 .

5.5. Utilizzare fondi personali per pagare debiti aziendali senza valutare la responsabilità

Gli imprenditori individuali rispondono con tutto il patrimonio, ma è sempre consigliabile separare i conti personali da quelli aziendali. In caso di procedure di sovraindebitamento, alcuni beni personali possono essere protetti (ad esempio la prima casa). Pagare un debito bancario con il ricavato della vendita della casa potrebbe non risolvere la situazione; meglio valutare procedure giudiziali che consentano l’esdebitazione.

5.6. Non contestare usura o anatocismo

Molti mutui o prestiti hanno tassi sopra soglia o clausole anatocistiche. La Cassazione ha chiarito che, se il TEG supera il tasso soglia, l’interesse è nullo e il cliente deve restituire solo il capitale . Trascurare questa possibilità significa pagare somme non dovute. È fondamentale analizzare il contratto con un professionista e, se necessario, avviare un’azione legale.

5.7. Affidarsi a consulenti non qualificati

La materia della riscossione è complessa e in continuo aggiornamento. Affidarsi a soggetti improvvisati può aggravare la situazione. È preferibile rivolgersi a professionisti specializzati e iscritti agli albi (avvocati, commercialisti, gestori della crisi) che offrono garanzia di competenza.

6. Tabelle riepilogative

Per favorire una lettura rapida, presentiamo alcune tabelle che sintetizzano le norme, i termini e gli strumenti difensivi. Le tabelle contengono solo parole chiave e numeri; le spiegazioni dettagliate sono nel testo.

6.1. Principali norme e sentenze

OggettoNorma/SentenzaPunti chiave
Pignoramento specialeArt. 72‑bis DPR 602/1973; d.lgs. 33/2025Pignoramento del conto bancario: la banca deve bloccare il saldo e le somme accreditate entro 60 giorni .
Rottamazione quaterL. 197/2022, commi 231‑252Pagamento di tributo e spese; interessi e sanzioni cancellati .
Rottamazione quinquiesL. 199/2025, art. 1 commi 82‑101Istanza entro 30 aprile 2026, rate fino a 10 anni, sospensione immediata 【435906289998169†L125-L170】.
Usura e TEGL. 108/1996; Cass. 32076/2025Il TEG include tutti i costi (assicurazioni, commissioni); interessi usurari nulli .
AnatocismoCass. 27460/2025Capitalizzazione solo con accordo scritto e periodicità simmetrica .
EsdebitazioneCCII artt. 283 s.; Cass. 30108/2025Esdebitazione concessa solo se il debitore è meritevole (assenza di dolo o colpa grave) .
Fermo amministrativoArt. 86 DPR 602/1973; Corte Cost. 52/2024Preavviso di 30 giorni; revoca automatica della patente incostituzionale .
Ipoteca esattorialeArt. 77 DPR 602/1973; Cass. 15567/2025Iscrizione ipotecaria possibile anche prima dell’espropriazione .
SovraindebitamentoLegge 3/2012; CCII; d.lgs. 136/2024Piani del consumatore, accordi e liquidazione controllata; esdebitazione automatica dopo 3 anni .
Composizione negoziataDL 118/2021; d.lgs. 83/2022; d.lgs. 136/2024Procedura extragiudiziale con esperto; misure protettive e accordi con creditori .

6.2. Termini di impugnazione e prescrizione

AttoTermine per impugnarePrescrizione del credito
Avviso di accertamento60 giorni (ricorso tributario)10 anni per imposte erariali; 5 anni per contributi e multe
Cartella di pagamento60 giorniStesso termine del tributo sottostante
Intimazione di pagamento60 giorniInterrompe la prescrizione
Preavviso di fermo/ipoteca30 giorniLa prescrizione decorre dal definitivo del tributo
Pignoramento presso terzi20 giorni (opposizione ex art. 617 c.p.c.)10 anni (imposte), 5 anni (contributi)

7. Domande e risposte frequenti (FAQ)

In questa sezione rispondiamo a domande comuni poste dai nostri clienti. Le risposte forniscono un orientamento generale e non sostituiscono la consulenza personalizzata.

  1. Ho ricevuto un preavviso di fermo per il mio furgone: posso continuare a lavorare? – Puoi utilizzare il mezzo solo se dimostri che è indispensabile per l’attività. In tal caso l’AER può sospendere o revocare il fermo . Devi presentare la richiesta entro 30 giorni e allegare documentazione (visura camerale, fotografie, elenco cantieri).
  2. Se non pago il pignoramento del conto entro 60 giorni cosa succede? – La banca, decorsi 60 giorni dal pignoramento, deve versare all’AER tutte le somme presenti e maturate in quel periodo . Per evitare il blocco, puoi rateizzare, impugnare l’atto o aderire alla rottamazione, presentando alla banca la prova della sospensione .
  3. Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono decaduto dalla quater? – Sì, la legge di bilancio 2026 consente di aderire anche a chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni .
  4. Se aderisco alla rottamazione e poi non pago una rata, perdo tutto? – In caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, la definizione decade e l’AER riprende le azioni esecutive; le somme versate restano acquisite .
  5. Come posso contestare l’usura di un mutuo? – Occorre calcolare il TEG includendo tutti i costi; se supera il tasso soglia la clausola è nulla . Devi incaricare un consulente per perizia econometrica e avviare un’azione giudiziaria o una mediazione.
  6. È vero che la banca non può più capitalizzare gli interessi? – Può farlo solo se c’è un accordo scritto con periodicità simmetrica per interessi passivi e attivi, come ha chiarito la Cassazione .
  7. Cosa succede alla mia casa se ho debiti fiscali? – L’AER può iscrivere ipoteca su qualunque immobile ma non può pignorare l’unica abitazione di residenza non di lusso. Tuttavia l’iscrizione ipotecaria resta e viene cancellata solo dopo il pagamento o la prescrizione. In presenza di mutuo ipotecario, la banca può procedere alla vendita prima del Fisco .
  8. Quali debiti non possono essere cancellati con il sovraindebitamento? – I debiti per alimenti, per risarcimento danni da fatto illecito, sanzioni penali e tributi maturati dopo l’apertura della procedura non sono esdebitabili .
  9. La prescrizione vale anche per le cartelle di pagamento? – Sì, la cartella si prescrive con lo stesso termine del tributo (10 anni per imposte, 5 anni per multe). Se l’AER non notifica atti interruttivi, il credito si estingue. È necessario eccepire la prescrizione in giudizio per farla valere.
  10. Posso accedere al piano del consumatore se ho un’azienda? – Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche; se sei un imprenditore individuale con debiti aziendali, puoi accedere all’accordo di ristrutturazione o alla liquidazione controllata. Tuttavia, se l’attività è cessata e non hai debiti IVA o ritenute, potresti essere considerato “consumatore”.
  11. Quanto dura la procedura di sovraindebitamento? – Dipende dalla complessità. Un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione può concludersi in 6‑12 mesi, mentre la liquidazione controllata dura almeno 3 anni prima dell’esdebitazione automatica .
  12. Le multe stradali rientrano nella rottamazione? – Sì, ma la definizione agevolata cancella solo gli interessi e le maggiorazioni; l’importo originario deve essere pagato .
  13. Come posso evitare la segnalazione in Centrale Rischi? – Pagando le rate in ritardo non oltre 90 giorni e comunicando tempestivamente alla banca eventuali difficoltà. In caso di contestazioni (usura, anatocismo) la segnalazione è illegittima; si può chiedere la cancellazione giudiziale.
  14. Posso pagare le cartelle con la cessione del quinto? – Sì, ma è una scelta rischiosa perché impegna il futuro reddito e applica tassi elevati. Valuta prima la rateizzazione o la rottamazione.
  15. Perché devo rivolgermi a un avvocato? – La normativa è complessa e in continua evoluzione. Un professionista può individuare i vizi dell’atto, proporre ricorsi, negoziare con l’AER e le banche e attivare procedure di sovraindebitamento. Il fai‑da‑te può comportare la perdita dei termini o l’accettazione di debiti non dovuti.

8. Simulazioni pratiche e casi reali

Le seguenti simulazioni illustrano come un cartongessista può risolvere una situazione debitoria utilizzando gli strumenti descritti.

8.1. Debito fiscale con pignoramento del conto

Situazione: Giovanni, titolare di una ditta di cartongessi, riceve una cartella da 30 000 euro per IVA e contributi e, non avendo pagato entro 60 giorni, subisce il pignoramento del conto aziendale per 15 000 euro. La banca blocca il saldo di 5 000 euro e i bonifici in arrivo dai clienti.

Analisi: L’importo comprende interessi e sanzioni. Giovanni verifica che parte del debito si riferisce al 2010 ed è prescritto. Contatta lo studio legale che impugna la cartella eccependo la prescrizione e chiede la sospensione. Nel frattempo, Giovanni presenta domanda di rottamazione quinquies per i carichi non prescritti.

Esito: L’AER sospende il pignoramento con effetto retroattivo; la banca sblocca i fondi quando riceve la prova della sospensione . Il giudice tributario annulla una parte del debito perché prescritto. Giovanni paga il resto in 48 rate con la rottamazione quinquies, con interessi al 3 % 【435906289998169†L125-L170】.

8.2. Mutuo usurario e pignoramento della casa

Situazione: Maria, che esercita l’attività di cartongessista, ha acceso un mutuo ipotecario per acquistare il laboratorio. Dopo la crisi del 2020, non riesce a pagare le rate e la banca notifica un pignoramento. Maria scopre che il TEG del mutuo supera il tasso soglia e che il contratto prevede capitalizzazione trimestrale degli interessi senza accordo scritto.

Analisi: L’avvocato propone opposizione all’esecuzione, contestando l’usura e l’anatocismo. La perizia dimostra che il TEG è superiore al tasso soglia e che la capitalizzazione è illegittima . La banca viene citata in mediazione; non si raggiunge un accordo e la causa prosegue. Intanto Maria richiede la composizione negoziata per sospendere le azioni esecutive .

Esito: Il tribunale sospende il pignoramento in attesa della decisione sulla usura; successivamente la sentenza riconosce la nullità della clausola di interessi e condanna la banca a restituire gli interessi. Maria rinegozia il debito residuo e mantiene il laboratorio.

8.3. Sovraindebitamento e liquidazione controllata

Situazione: Luca, cartongessista, ha debiti tributari per 120 000 euro e bancari per 80 000 euro. Possiede una casa e un furgone. Non riesce più a sostenere le rate né a pagare l’IVA. Decide di attivare la procedura di sovraindebitamento.

Analisi: Il Gestore della Crisi verifica che Luca è meritevole (non ha commesso dolo). Prepara un piano che prevede la liquidazione controllata dei beni: la casa verrà venduta (non è l’unica abitazione), mentre il furgone viene considerato bene strumentale e non viene pignorato. Dopo la liquidazione, Luca potrà ottenere l’esdebitazione automatica entro 3 anni , ma alcuni debiti (multe stradali per uso improprio del furgone) resteranno .

Esito: Il giudice approva la liquidazione. Dopo la vendita della casa e la ripartizione del ricavato ai creditori, Luca ottiene l’esdebitazione e può riprendere l’attività con un nuovo furgone.

8.4. Composizione negoziata per crisi da incassi

Situazione: La società Alfa Cartongessi Srl, con 12 dipendenti, subisce un calo di commesse e non riesce a pagare fornitori e tasse. Il debito complessivo è di 250 000 euro. Temendo il fallimento, l’amministratore avvia la composizione negoziata della crisi.

Analisi: Presenta domanda tramite la piattaforma, allegando bilanci e piano industriale. Viene nominato un esperto che avvia trattative con fornitori, banche e AER. L’impresa chiede misure protettive per sospendere i pignoramenti . L’esperto suggerisce di vendere un capannone non produttivo e di ottenere un nuovo finanziamento garantito.

Esito: L’accordo viene raggiunto: l’AER accetta la transazione fiscale con pagamento al 60 %, le banche rinegoziano i mutui e sospendono le azioni esecutive. L’impresa paga i lavoratori e mantiene l’attività. Grazie al supporto dell’Avv. Monardo, l’accordo viene omologato e l’azienda evita il fallimento.

Conclusione

Affrontare i debiti con Fisco e banche richiede consapevolezza e tempestività. Le normative vigenti offrono strumenti efficaci, ma occorre saperli utilizzare correttamente. Questo articolo ha analizzato le principali norme della riscossione, le recenti leggi di bilancio che introducono le rottamazioni e la definizione agevolata, le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata della crisi. Ha riportato le sentenze più attuali della Cassazione e della Corte Costituzionale, che influenzano i diritti dei contribuenti (pignoramenti sui conti, usura, anatocismo, esdebitazione, fermo amministrativo) .

Agire con ritardo o ignorare le notifiche può aggravare la posizione e portare alla perdita di beni essenziali come il furgone o l’immobile. È fondamentale verificare i termini di impugnazione, controllare la prescrizione, valutare la convenienza della rottamazione e considerare le procedure di sovraindebitamento o la composizione negoziata. Il sostegno di un professionista esperto è determinante: permette di individuare vizi dell’atto, contestare usura o anatocismo, negoziare con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, le banche e gli altri creditori, salvaguardando l’attività e il patrimonio.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare sono pronti ad assisterti in ogni fase: dall’analisi dei documenti all’impugnazione delle cartelle, dalla richiesta di sospensione alla preparazione di piani del consumatore e alla negoziazione con le banche. Grazie alle competenze in diritto tributario e bancario, all’esperienza come Gestore della Crisi da Sovraindebitamento e Esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’avvocato offre soluzioni concrete e personalizzate per difenderti.

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