Commerciante ambulante con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

I commercianti ambulanti costituiscono una parte essenziale dell’economia italiana. Vendono su bancarelle, mercati e fiere, muovendosi per paesi e città con prodotti che vanno dall’abbigliamento ai generi alimentari. Molti di loro operano come ditta individuale o lavoratore autonomo e devono confrontarsi quotidianamente con il rispetto degli adempimenti fiscali, il mantenimento della licenza e la gestione del proprio capitale. Quando i ricavi diminuiscono e i costi fissi aumentano, può capitare che il commerciante accumuli debiti fiscali (IVA, Irpef, contributi Inps) e debiti bancari (finanziamenti o scoperti), mettendo a rischio l’attività e il patrimonio personale. La crisi economica seguita alla pandemia, l’inflazione e la concorrenza online hanno accentuato le difficoltà. Una cartella esattoriale o una lettera di messa in mora possono trasformarsi in pignoramenti, ipoteche o perfino nella sospensione della licenza se non gestite in tempo.

Questo articolo fornisce al venditore ambulante un vademecum giuridico pratico aggiornato a gennaio 2026 (in base alla Legge di Bilancio 2026 e alle novità introdotte dal nuovo Testo unico della giustizia tributaria), spiegando normative, giurisprudenza e strategie operative per difendersi da Agenzia delle Entrate, banche e società di riscossione. Analizziamo i passi da compiere subito dopo aver ricevuto un avviso, i termini per contestare e le difese possibili. Vengono illustrate le procedure di sovraindebitamento (Legge 3/2012), la composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021), le definizioni agevolate delle cartelle (rottamazione quater e quinquies) e le tutele nei confronti delle banche (anatocismo, usura, clausole vessatorie). Sono presenti tabelle, domande frequenti, simulazioni numeriche e consigli pratici, sempre dal punto di vista del debitore, al fine di permettere al lettore di agire in modo consapevole e tempestivo.

Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista specializzato in diritto tributario, bancario e della crisi d’impresa. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi in tutta Italia, garantendo assistenza sia giudiziale sia stragiudiziale. L’avvocato è anche Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e collabora con professionisti nel settore bancario per verificare la correttezza dei contratti, rilevare anatocismo e usura e gestire rinegoziazioni.

Grazie a questa esperienza, l’Avv. Monardo può aiutare concretamente commercianti e artigiani: analizza gli atti notificati, propone ricorsi presso le corti di giustizia tributaria, ottiene sospensioni per impedire pignoramenti e fermi, conduce trattative con banche e agenti di riscossione, elabora piani di rientro sostenibili e utilizza strumenti quali la Legge 3/2012, la definizione agevolata e la composizione negoziata per ridurre il debito. Ogni caso viene studiato con rigore tecnico e con attenzione alle esigenze pratiche del debitore.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Obblighi fiscali e licenze per l’ambulante

Il commerciante ambulante svolge la propria attività previa autorizzazione comunale rilasciata ai sensi del D.Lgs. 114/1998 (riforma del commercio) e delle leggi regionali sul commercio su aree pubbliche. Deve essere titolare di licenza di tipo A (posto fisso nei mercati) o tipo B (spostamento in posti diversi) e, in alcuni casi, di autorizzazioni sanitarie. Dal punto di vista fiscale è soggetto all’IVA, all’Irpef (reddito d’impresa o di lavoro autonomo), ai contributi previdenziali (Gestione Artigiani o Commercianti Inps) e alla Tari se utilizza un deposito. Deve inoltre versare i tributi locali (canoni Cosap/Tosap per l’occupazione del suolo pubblico). La mancata presentazione delle dichiarazioni o il tardivo versamento delle imposte può dar luogo a accertamenti e cartelle esattoriali con applicazione di sanzioni e interessi.

1.2 Norme sulla riscossione e sui ricorsi

La riscossione dei tributi avviene per mezzo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Quando il contribuente non versa quanto dovuto, AdER iscrive il debito a ruolo e notifica una cartella di pagamento. L’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 (Codice del processo tributario), nella versione vigente fino al 31 dicembre 2025, prevede che il ricorso debba essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla data di notifica dell’atto impugnato . La norma è stata abrogata dal nuovo Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024) con decorrenza 1° gennaio 2026, ma il principio generale rimane: per contestare cartelle, avvisi di accertamento o intimazioni di pagamento occorre rispettare termini stringenti, pena la decadenza. L’atto di impugnazione va notificato alla controparte e depositato presso la corte di giustizia tributaria competente.

Nel contenzioso tributario vige il principio del contraddittorio: prima di emettere l’avviso di accertamento, l’Agenzia deve redigere un processo verbale e concedere al contribuente 60 giorni per presentare osservazioni (art. 12, comma 7 della Legge 212/2000 – Statuto del contribuente). Se l’ente emette l’accertamento prima dei 60 giorni senza motivare l’urgenza, il contribuente può eccepire la nullità. Inoltre, l’art. 19 del D.Lgs. 546/1992 elenca gli atti impugnabili (avviso di accertamento, avviso di liquidazione, cartella di pagamento, fermo, ipoteca, ecc.). Dal 2026 il nuovo Testo unico uniformerà le regole processuali, ma le tempistiche restano fondamentali.

1.3 Diritti del contribuente e limiti al pignoramento

Il codice di procedura civile (art. 545 c.p.c.) stabilisce che stipendi, salari e pensioni sono pignorabili nei limiti di un quinto e prevede una soglia impignorabile per le pensioni pari a due volte l’assegno sociale. Sono impignorabili i sussidi di maternità e malattia, gli assegni di famiglia e gli strumenti per l’esercizio dell’attività professionale. Questi limiti si applicano anche all’esecuzione fiscale. Per il commerciante ambulante significa che l’AdER non potrà aggredire oltre un quinto dei suoi compensi e non potrà pignorare l’unico mezzo per lavorare (ad esempio il furgone) se dimostra che è indispensabile per l’attività.

1.4 La responsabilità degli amministratori e dei soci

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 8696 del 2 aprile 2025 ha ribadito che l’autonomia patrimoniale perfetta delle società di capitali rende imputabili alla società – e non agli amministratori – i debiti tributari, salvo l’ipotesi di responsabilità prevista dall’art. 36 D.P.R. 602/1973 . L’articolo prevede l’azione di responsabilità verso liquidatori, amministratori e soci di società in liquidazione, ma si applica solo quando il liquidatore non paga i debiti tributari con le somme ricavate dalla liquidazione del patrimonio. La Cassazione ha escluso la coobbligazione generale degli amministratori per le imposte non versate , circostanza importante per i commercianti che hanno operato tramite S.r.l. e temono di dover rispondere personalmente delle cartelle: la responsabilità personale sorge solo in casi specifici di mala gestio.

1.5 La Legge 3/2012 e la definizione di sovraindebitamento

La Legge 27 gennaio 2012, n. 3 – come modificata dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 e successivamente dal Codice della crisi d’impresa – disciplina la composizione delle crisi da sovraindebitamento. L’art. 6 della legge definisce il sovraindebitamento come la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che causa difficoltà o incapacità di adempiere ai propri debiti . La norma consente al debitore di concludere un accordo di ristrutturazione con i creditori o di presentare un piano del consumatore con l’ausilio degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) . Gli OCC sono istituiti presso i tribunali e presso le camere di commercio e nominano un gestore che assiste il debitore nella redazione della proposta.

L’art. 7 della stessa legge prevede che il debitore in stato di sovraindebitamento possa proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione che preveda scadenze e modalità di pagamento, anche suddividendo i creditori in classi e offrendo garanzie reali o personali . Il piano può prevedere la soddisfazione parziale dei creditori privilegiati se garantisce una quota almeno pari al valore di realizzo dei beni su cui insistono garanzie . Per i debiti relativi a tributi europei, IVA e ritenute operate e non versate è possibile solo la dilazione, non la falcidia . La legge consente anche la liquidazione del patrimonio e, a determinate condizioni, la esdebitazione del debitore incapiente.

1.6 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)

Il Decreto legge 24 agosto 2021, n. 118 (convertito in Legge 147/2021) ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa per favorire la continuità aziendale tramite un percorso stragiudiziale. Il debitore in difficoltà può richiedere la nomina di un esperto indipendente che lo assiste nella trattativa con creditori, fornitori e banche. L’accesso avviene attraverso una piattaforma telematica istituita presso le Camere di commercio. La procedura prevede misure protettive del patrimonio (sospensione delle azioni esecutive) e consente di ottenere accordi con remissione parziale dei crediti, nuovi finanziamenti prededucibili e trasferimento dell’azienda. Per il commerciante ambulante che svolge attività d’impresa in forma individuale o societaria, la composizione negoziata può rappresentare uno strumento per rinegoziare i debiti bancari e fiscali, evitando l’insolvenza conclamata.

1.7 Rottamazione delle cartelle (quater e quinquies)

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto definizioni agevolate dei carichi affidati agli agenti della riscossione. La Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) ha istituito la rottamazione quater per i debiti affidati dal 2000 al 30 giugno 2022, consentendo di pagare l’imposta e gli interessi legali senza sanzioni e interessi di mora. La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione quinquies, estendendo la definizione ai carichi affidati all’AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . Possono accedere alla rottamazione quinquies anche i debiti già ammessi a precedenti sanatorie, purché decaduti prima del 30 settembre 2025 . L’adesione consente di pagare l’importo dovuto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in 54 rate bimestrali: le prime tre rate scadono il 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026; le rate successive scadono a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ogni anno dal 2027 al 2034, mentre le ultime tre rate sono previste per gennaio, marzo e maggio 2035 . Sulle rate si applicano interessi al 3 % annuo a partire dal 1° agosto 2026 . Entro il 30 giugno 2026 l’AdER comunica l’importo da versare e le scadenze . La rottamazione quinquies è quindi uno strumento essenziale per i commercianti ambulanti gravati da cartelle, in quanto riduce notevolmente sanzioni e interessi.

1.8 Altri strumenti di definizione dei debiti

Oltre alla rottamazione, la normativa prevede:

  • Saldo e stralcio: introdotto dalla Legge 145/2018 per contribuenti con ISEE sotto 20.000 €, consente di pagare una quota ridotta del debito per cartelle fino a 1.000 €.
  • Rateizzazione ordinaria: su richiesta è possibile dilazionare i debiti con l’AdER fino a 120 rate mensili (10 anni); per debiti fino a 120.000 € non è necessaria documentazione reddituale.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti e concordato minore nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019): questi strumenti permettono la riduzione e dilazione dei debiti commerciali, fiscali e contributivi per gli imprenditori sotto soglia.

1.9 Giurisprudenza recente

La giurisprudenza degli ultimi anni offre indicazioni utili per la difesa del debitore:

  • Cassazione, sez. V, n. 17111/2025 – La sentenza affronta la deducibilità dell’IVA sulle spese legali sostenute per difendere amministratori e dipendenti. La Corte ricorda che l’amministratore può ottenere rimborso solo per spese strettamente inerenti all’incarico ; inoltre ribadisce che la contraddizione tra deducibilità ai fini Ires e indetraibilità IVA deve essere interpretata alla luce dell’art. 19 D.P.R. 633/1972 e dell’art. 62 D.Lgs. 546/1992 . La pronuncia evidenzia l’importanza di documentare adeguatamente le spese per poterle dedurre o detrarre.
  • Cassazione, sez. V, ord. 21254/2023 – La Corte ha affermato che l’avviso di presa in carico dell’imposta non è atto impugnabile a meno che non sia il primo atto notificato al contribuente e l’ente abbia omesso di notificare l’accertamento. La pronuncia definisce il concetto di “interesse a ricorrere” nel processo tributario e chiarisce i limiti di impugnabilità degli atti atipici.
  • Cassazione, sez. I, ord. 30108/2025 – La Corte ha negato l’esdebitazione del debitore che aveva già beneficiato di una procedura concorsuale, affermando che la Legge 3/2012 non consente la cancellazione integrale dei debiti se il debitore ha già ottenuto un concordato o una liquidazione. Ciò impone al commerciante di valutare attentamente la propria posizione prima di richiedere l’esdebitazione.
  • Corte Costituzionale, sent. 41/2022 – La Consulta ha dichiarato costituzionalmente legittime le norme che prevedono il pagamento integrale dell’IVA e delle ritenute non versate nei piani di sovraindebitamento, osservando che tali tributi costituiscono risorse proprie dell’Unione europea e non possono essere ridotti.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

2.1 Ricezione dell’avviso di accertamento o del processo verbale di constatazione

L’Agenzia delle Entrate effettua l’accertamento mediante notifica di un avviso (per posta raccomandata o tramite messo). Spesso precede l’avviso un processo verbale di constatazione (PVC) redatto dopo un accesso, ispezione o verifica. Secondo l’art. 12, comma 7 dello Statuto del contribuente l’Ufficio deve consegnare copia del PVC e attendere 60 giorni prima di notificare l’avviso di accertamento, consentendo al contribuente di presentare osservazioni e richieste. Se l’avviso arriva prima del termine, senza un’espressa motivazione di urgenza, il contribuente potrà eccepire l’illegittimità dell’atto e richiedere l’annullamento. Le osservazioni vanno inviate per raccomandata A/R o via PEC e devono illustrare errori materiali, prove a discolpa e richieste di autotutela.

Cosa fare:

  1. Controllare la notifica: verificare la data di spedizione, l’indirizzo e la regolarità dell’agente notificatore (raccomandata AR, PEC o messo notificatore). L’omessa o irregolare notificazione rende l’atto nullo.
  2. Leggere attentamente il PVC: individuare gli elementi contestati (ricavi non dichiarati, costi indeducibili, mancata emissione di scontrini, ecc.).
  3. Preparare le osservazioni: raccogliere documentazione contabile, scontrini, fatture, giustificativi di spese e inviarli all’Ufficio nel termine di 60 giorni.
  4. Valutare l’autotutela: presentare istanza di autotutela se l’atto contiene errori evidenti (omessa indicazione del contraddittorio, mancanza di firma, duplicazione di imposta, ecc.). L’autotutela non sospende i termini di impugnazione ma può evitare il contenzioso.

2.2 Notifica dell’avviso di accertamento

Dopo i 60 giorni (o immediatamente nei casi di urgenza motivata), l’Ufficio notifica l’avviso di accertamento con cui liquida le imposte evase, sanzioni e interessi. L’avviso è un atto impo‑esattivo: diviene esecutivo decorsi 60 giorni dalla notifica e consente l’iscrizione a ruolo delle somme. L’avviso deve contenere la motivazione (indicazione dei fatti, delle norme applicate e dei criteri di calcolo) e l’indicazione del responsabile del procedimento. La mancata motivazione determina la nullità.

Il contribuente può:

  • Pagare entro 30 giorni con riduzione delle sanzioni al 90 % (ravvedimento operoso), evitando la maggiore sanzione.
  • Presentare istanza di accertamento con adesione (definizione agevolata ai sensi del D.Lgs. 218/1997), ottenendo la riduzione delle sanzioni a un terzo e pagando ratealmente in 8 rate trimestrali (per importi fino a 50.000 €) o 12 rate (oltre 50.000 €).
  • Presentare ricorso entro 60 giorni alla corte di giustizia tributaria (ex commissione tributaria) competente, secondo l’art. 21 D.Lgs. 546/1992 . Il deposito del ricorso richiede il versamento del contributo unificato (variabile in base al valore della causa) e la notifica all’Agenzia delle Entrate. Il termine è sospeso dal 1° agosto al 31 agosto (sospensione feriale).

2.3 Notifica della cartella di pagamento e intimazione

Se il contribuente non paga o non definisce l’accertamento, l’ente iscrive a ruolo le somme e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica una cartella di pagamento. La cartella indica l’importo dovuto (imposta, sanzione, interessi, aggio di riscossione) e consente di pagare entro 60 giorni. Trascorso il termine, l’agente può procedere con fermo amministrativo dei veicoli, ipoteca sugli immobili e pignoramento dei beni mobili, dei conti correnti o dello stipendio. Con la riforma del processo tributario e il Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024), dal 2026 la cartella sarà sostituita dall’atto di precetto tributario, ma la logica rimane: per bloccare le azioni esecutive è necessario intervenire nei termini.

La cartella può essere impugnata per vizi propri (mancanza di motivazione, errore di calcolo) o per vizi degli atti presupposti (avviso di accertamento nullo, mancata notifica). L’impugnazione va presentata entro 60 giorni dalla notifica . È importante verificare se le somme sono già prescritte: per le imposte dirette il termine di prescrizione è 10 anni; per contributi Inps e Iva 5 anni; per sanzioni amministrative 5 anni. Se la cartella fa riferimento a debiti relativi a anni lontani, potrebbe essere prescritta.

2.4 Fase esecutiva: fermo, ipoteca e pignoramento

Trascorsi 60 giorni senza pagamento, l’AdER invia un preavviso di fermo amministrativo sui veicoli. Decorsi altri 30 giorni, iscrive il fermo al PRA, impedendo al proprietario di utilizzare il veicolo. L’iscrizione può essere sospesa se il veicolo è strumentale all’attività d’impresa (art. 86 D.P.R. 602/1973). In caso di immobili, l’agente può iscrivere ipoteca se il debito supera 20.000 €. L’ipoteca è illegittima se iscritta senza aver notificato preventivamente la cartella o se l’importo è inferiore al limite. Infine l’AdER può procedere con pignoramento di beni mobili, crediti (conto corrente, stipendio, fatture) e immobili. Il pignoramento deve essere preceduto da intimazione ad adempiere (art. 50 D.P.R. 602/1973) entro 30 giorni.

Difese in fase esecutiva:

  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) davanti al giudice ordinario per contestare la legittimità del titolo esecutivo (es. cartella nulla o prescritta).
  • Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) per vizi formali del pignoramento (mancata indicazione del bene, notifica irregolare).
  • Istanza di sospensione: è possibile chiedere la sospensione amministrativa del fermo o dell’ipoteca all’AdER se si dimostra che il veicolo o l’immobile è indispensabile per l’attività o se si avvia un piano di rateizzazione.
  • Impugnazione della legittimità della ipoteca: la Cassazione ha chiarito che l’ipoteca e il fermo sono autonomamente impugnabili anche se l’atto presupposto non è stato impugnato nei termini .

2.5 Rapporti con le banche e altri creditori

Oltre ai debiti fiscali, molti ambulanti sottoscrivono prestiti personali, mutui per l’acquisto del furgone e leasing per le attrezzature. Le rate non pagate possono generare segnalazioni in Centrale Rischi o SIC (Sistema di Informazioni Creditizie). Le banche talvolta applicano anatocismo (capitalizzazione degli interessi) o tassi usurari. È possibile verificare se i contratti contengono clausole abusive e presentare opposizione. In caso di difficoltà, il debitore può negoziare un piano di rientro o ricorrere alle procedure di composizione della crisi.

2.6 Termini per gli altri atti

Oltre alle cartelle, vi sono altri atti dell’AdER:

  • Intimazione di pagamento: l’ultima richiesta prima della esecuzione; impugnabile entro 60 giorni se notifica carichi nuovi o non preceduta da cartella.
  • Preavviso di fermo: non è impugnabile se non presenta vizi; tuttavia può essere contestato insieme al fermo.
  • Accertamento esecutivo: contiene l’intimazione ad adempiere; diviene esecutivo dopo 60 giorni. Viene impugnato come l’avviso di accertamento.

3. Difese e strategie legali

3.1 Verifica dei vizi formali

La difesa più efficace spesso parte dall’esame formale degli atti. È necessario verificare:

  • Regolarità della notifica: errori nell’indirizzo, notifica effettuata a soggetto non legittimato, raccomandata priva di avviso di ricevimento. Molte cartelle sono annullate per notifica inesistente o irregolare.
  • Prescrizione del debito: se la cartella è stata notificata oltre i termini di legge, la pretesa è prescritta. Bisogna considerare eventuali sospensioni (ricorsi, rottamazioni).
  • Motivazione insufficiente: l’atto deve indicare in modo chiaro i fatti, le norme e i calcoli. L’omessa motivazione comporta nullità.
  • Errata individuazione del soggetto: ad esempio la cartella intestata alla ditta individuale quando l’attività è cessata da anni; in tal caso la pretesa è infondata.

3.2 Vizi di merito e contestazione dell’imposta

Nel merito, il contribuente può contestare il calcolo dell’imposta o la legittimità del tributo. Alcune strategie:

  • Dimostrare costi deducibili: produrre fatture di acquisto, ricevute, prove di pagamento per dimostrare che i ricavi accertati sono inferiori a quelli stimati.
  • Controllare studi di settore e ISA: contestare presunzioni di ricavi se l’attività presenta caratteristiche diverse (es. vendite stagionali, intemperie).
  • Contestare sanzioni proporzionali: invocare i principi di proporzionalità e ragionevolezza delle sanzioni secondo la giurisprudenza di Cassazione e Corte di Giustizia UE.
  • Eccepire violazioni del contraddittorio: se l’ufficio non ha rispettato il termine di 60 giorni per le osservazioni o non ha considerato le memorie, l’accertamento può essere annullato.

3.3 Sospensione della riscossione

Quando si propone ricorso, il contribuente può chiedere alla corte di giustizia tributaria la sospensione dell’esecuzione presentando istanza motivata (art. 47 D.Lgs. 546/1992). Deve dimostrare il periculum in mora (rischio grave e irreparabile) e il fumus boni iuris (probabile fondatezza del ricorso). Nel 2026 il nuovo Testo unico prevede procedure semplificate per la sospensione immediata.

In alternativa è possibile chiedere all’AdER la sospensione amministrativa per gravi ragioni di salute, condizioni economiche critiche o avvio di una procedura di definizione. Se il commerciante aderisce alla rottamazione quinquies o presenta un piano di ristrutturazione, le procedure esecutive vengono automaticamente sospese.

3.4 Rateizzazione e piani di rientro

L’AdER consente la rateizzazione del debito. Per importi fino a 120.000 € si può ottenere un piano in 72 rate senza necessità di documentare la situazione economica. Per debiti superiori è necessaria la dimostrazione della temporanea difficoltà e il piano può arrivare a 120 rate (10 anni). Se il debitore dimostra di trovarsi in grave e comprovata situazione di difficoltà, l’AdER può concedere rateizzazione straordinaria fino a 144 rate (12 anni). È possibile chiedere la dilazione anche in fase di esecuzione, sospendendo pignoramenti e fermi.

Per i debiti bancari è possibile negoziare un piano di rientro con la banca, ristrutturando il debito, riducendo il tasso di interesse o sospendendo temporaneamente le rate. È utile analizzare i contratti per verificare la presenza di tassi usurari o anatocistici.

3.5 Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale

Prima di impugnare l’avviso di accertamento, il contribuente può presentare istanza di accertamento con adesione. Questo strumento consente di negoziare con l’ufficio una riduzione delle sanzioni (a un terzo), rateizzare e chiudere il contenzioso. Se il ricorso è già stato presentato, è possibile definire la controversia tramite conciliazione giudiziale entro la prima udienza. La conciliazione riduce le sanzioni al 40 % e consente di rateizzare. Dal 2023 è stata introdotta la conciliazione fuori udienza (art. 48 D.Lgs. 546/1992) che permette di chiudere il contenzioso in qualunque fase di giudizio.

3.6 Piano del consumatore, accordo e liquidazione (Legge 3/2012)

I commercianti ambulanti che operano come ditta individuale possono accedere alle procedure di sovraindebitamento. Le opzioni principali:

  • Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi non professionali. Consente di proporre al giudice un piano di rientro che preveda la falcidia del capitale e la dilazione dei pagamenti, tutelando l’abitazione principale. Il piano viene omologato dal tribunale se i creditori non si oppongono.
  • Accordo di composizione della crisi: disciplinato dall’art. 7 Legge 3/2012; il debitore, con l’ausilio dell’OCC, propone ai creditori un accordo da votare. L’accordo può prevedere la riduzione del debito, la cessione di beni, il pagamento in percentuale e la ristrutturazione di finanziamenti . È necessario il voto favorevole della maggioranza dei crediti ammessi.
  • Liquidazione controllata del patrimonio: il debitore mette a disposizione i suoi beni per soddisfare i creditori. Dopo la liquidazione può ottenere la esdebitazione.
  • Esdebitazione del debitore incapiente: introdotta dal D.Lgs. 14/2019, consente al debitore privo di beni e redditi di ottenere la cancellazione dei debiti residui dopo tre anni, a condizione che dimostri la propria meritevolezza e l’assenza di dolo. La Cassazione n. 30108/2025 ha precisato che non è concessa a chi ha già beneficiato di procedure concorsuali.

3.7 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Per le ditte individuali o società di maggiori dimensioni, la composizione negoziata rappresenta uno strumento innovativo. Il debitore presenta istanza alla Camera di commercio, allegando una relazione sulla propria situazione economica e un piano di risanamento. Viene nominato un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo) che convoca i creditori e propone soluzioni: riduzione del debito, allungamento delle scadenze, trasformazione di crediti chirografari in partecipazioni. L’accesso alla composizione negoziata sospende le azioni esecutive e consente di richiedere finanziamenti prededucibili. Se non si raggiunge un accordo, il debitore può accedere al concordato semplificato o alla liquidazione controllata.

3.8 Opposizione alle banche: anatocismo e usura

Molti venditori ambulanti contraggono prestiti bancari per acquistare il furgone, le merci o finanziare l’attività. È fondamentale analizzare i contratti per individuare anatocismo bancario (calcolo degli interessi sugli interessi) e tassi usurari (superiori alla soglia fissata trimestralmente dalla Banca d’Italia). Se i tassi sono usurari, il contratto può essere dichiarato nullo e il cliente ha diritto alla restituzione degli interessi pagati. In presenza di anatocismo, si può chiedere la ricalcolazione del debito e l’eventuale rimborso. L’analisi va condotta da consulenti esperti, i quali esaminano i mutui, i fidi di conto corrente e le carte revolving.

3.9 Richieste di meritevolezza e certificazioni

Per accedere a piani del consumatore o alla esdebitazione è necessario dimostrare la meritevolezza: il debitore deve provare di non aver contratto i debiti con colpa grave o dolo e di aver agito con prudenza. Documentare le ragioni della crisi (malattia, calo del fatturato, eventi imprevisti) è fondamentale. L’OCC redige una relazione sulla solvibilità e sulla convenienza del piano per i creditori.

4. Strumenti alternativi per definire i debiti

4.1 Rottamazione quater e quinquies

Come visto, la rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati tra il 2000 e il 2023. Il contribuente presenta l’istanza entro il 30 aprile 2026 tramite il servizio online dell’AdER. Dopo aver presentato la domanda, i pagamenti in corso vengono sospesi fino alla definizione. Entro il 30 giugno 2026 l’AdER comunica l’importo dovuto. Il saldo può avvenire in unica soluzione o in 54 rate. In caso di omesso pagamento di una rata si perde il beneficio e le somme restanti tornano esigibili.

La rottamazione quater, ancora in corso per i carichi fino al 30 giugno 2022, prevede scadenze più ravvicinate (18 rate). I contribuenti decaduti dalla quater al 30 settembre 2025 possono accedere alla quinquies. Restano esclusi dalla quinquies i debiti relativi a aiuti di Stato, risorse proprie UE, pronunce della Corte dei conti e multe per violazioni gravi del codice della strada.

4.2 Saldo e stralcio e stralcio automatico dei mini-debiti

Il saldo e stralcio introdotto nel 2019 consente di definire le cartelle di importo fino a 1.000 € e con ISEE basso pagando una percentuale tra il 16 % e il 35 %. La Legge di Bilancio 2025 ha previsto l’annullamento automatico dei debiti di importo residuo fino a 100 € affidati fino al 2015. I commercianti ambulanti devono verificare se rientrano in questa categoria.

4.3 Rateizzazione ordinaria e straordinaria

Come già illustrato, la rateizzazione può essere richiesta anche senza rottamazione. L’istanza si presenta tramite il sito AdER o presso gli sportelli. Per debiti fino a 120.000 € la domanda è automatica; oltre occorre allegare l’ISEE e i modelli reddituali. In caso di decadenza dal piano è possibile chiedere una nuova rateizzazione ma bisogna versare immediatamente le rate scadute.

4.4 Accordo di ristrutturazione e concordato minore (Codice della crisi)

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) ha introdotto strumenti per gli imprenditori sotto soglia. Il concordato minore consente di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione con falcidia dei debiti e continuità aziendale. Occorre l’assistenza di un gestore della crisi e l’omologazione del tribunale. Il piano può prevedere l’intervento di fondi di solidarietà e l’apporto di nuovi finanziamenti. La disciplina si applica anche ai debiti fiscali e contributivi, ma non consente la riduzione dell’IVA e delle ritenute .

4.5 Piano del consumatore e accordo ex Legge 3/2012

Per i debitori non fallibili, l’art. 7 Legge 3/2012 consente di proporre un accordo di composizione ai creditori . Il piano deve prevedere il pagamento integrale dei crediti impignorabili (alimenti, retribuzioni dei dipendenti, ecc.) e può includere la vendita del patrimonio, l’intervento di garanti, la ristrutturazione dei mutui . Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi personali e non richiede l’approvazione dei creditori; tuttavia il giudice verifica la meritevolezza e la sostenibilità.

4.6 Esdebitazione

Una volta conclusa la procedura (accordo, piano o liquidazione), il debitore meritevole può ottenere la esdebitazione: la cancellazione dei debiti residui che non sono stati soddisfatti. L’esdebitazione consente di ripartire da zero. È riconosciuta anche al debitore incapiente che non dispone di beni da liquidare, purché dimostri di aver collaborato con l’OCC e di non aver aggravato la propria posizione. La Cassazione n. 30108/2025 ha tuttavia precisato che l’esdebitazione non è concessa a chi ha già beneficiato di procedure concorsuali precedenti.

5. Errori comuni e consigli pratici

5.1 Ignorare gli atti o non rispettare i termini

Il primo errore è ignorare la notifica di un avviso o di una cartella. I termini per presentare osservazioni e ricorsi sono perentori; trascorso il termine, l’atto diventa definitivo. Anche se si intende richiedere l’autotutela o la definizione agevolata, conviene sempre presentare ricorso “in bianco” per sospendere i termini e poi definire la controversia con l’ufficio.

5.2 Pagare senza verificare i vizi

Molti contribuenti pagano la cartella senza controllare se esistono vizi formali (notifica irregolare, motivazione insufficiente, prescrizione). Un’analisi tecnica può evitare pagamenti illegittimi.

5.3 Sottovalutare la difesa bancaria

Quando i debiti derivano da finanziamenti, il debitore accetta rate elevate senza verificare se i tassi applicati sono usurari o se le clausole sono valide. Una perizia bancaria può ridurre drasticamente il debito.

5.4 Rimandare la ristrutturazione

Rimandare l’adozione di un piano di rientro o di un accordo di composizione comporta l’aumento degli interessi e l’avvio di procedure esecutive. È preferibile affrontare subito la situazione chiedendo la rateizzazione o la composizione negoziata.

5.5 Non affidarsi a professionisti

La normativa tributaria e bancaria è complessa. Affidarsi a siti generici o a soluzioni fai‑da‑te può portare a errori irreparabili. Un avvocato esperto può individuare vizi nascosti e proporre strategie efficaci.

5.6 Tenere contabilità irregolare

Molti ambulanti trascurano la contabilità, non emettono scontrini o ricevute e non conservano la documentazione. Ciò facilita l’accertamento induttivo e impedisce la difesa. È essenziale tenere una contabilità aggiornata, anche se semplificata, conservare le fatture e registrare i corrispettivi.

5.7 Sottovalutare i limiti al pignoramento

Alcuni debitori temono che l’AdER pignori tutto il loro patrimonio. In realtà la legge prevede limiti: stipendio e pensione sono pignorabili solo in parte, gli strumenti indispensabili per lavorare sono impignorabili, l’abitazione principale è difficilmente aggredibile se non costituisce garanzia. Conoscere questi limiti permette di affrontare con maggiore serenità la procedura.

5.8 Mancata collaborazione con l’OCC

Nelle procedure di sovraindebitamento la mancata collaborazione (omissione di documenti, occultamento di beni) comporta l’inammissibilità del piano. La trasparenza è un requisito imprescindibile.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Termini e strumenti di difesa

Atto/ProceduraTermine per agireRiferimento normativo
Osservazioni al PVC60 giorni dalla consegnaStatuto del contribuente, art. 12, comma 7
Ricorso contro avviso di accertamento60 giorni dalla notificaD.Lgs. 546/1992, art. 21 (abrogato dal 1/1/2026)
Accertamento con adesioneIstanza entro 60 giorni dalla notificaD.Lgs. 218/1997
Ricorso contro cartella60 giorni dalla notificaD.Lgs. 546/1992, art. 21
Istanza di sospensione (CGT)Con il ricorso o separatamente entro il primo gradoD.Lgs. 546/1992, art. 47
Rottamazione quinquiesDomanda entro 30 aprile 2026; pagamento entro 31 luglio 2026 o in 54 rateLegge 199/2025 (Bilancio 2026)
Piano del consumatore/accordo (L. 3/2012)Presentazione con l’OCC; tempi variabiliLegge 3/2012, art. 7 e 14

6.2 Limiti al pignoramento (art. 545 c.p.c.)

Credito/RedditoLimite di pignorabilità
Stipendi e salariPignorabili fino a un quinto della retribuzione netta; fino a un decimo in concorso con crediti alimentari.
PensioniImpignorabili per un importo pari a due volte l’assegno sociale (circa 1.000 € nel 2026); oltre tale soglia pignorabili nel limite di un quinto.
Indennità di malattia, maternità, assegni familiariAssolutamente impignorabili.
Strumenti di lavoro (furgone, attrezzature)Impignorabili se indispensabili per l’esercizio dell’attività, salvo che il credito riguardi il pagamento del prezzo degli stessi.

6.3 Confronto tra strumenti di definizione

StrumentoRequisitiVantaggiSvantaggi/limiti
Rottamazione quinquiesDebiti affidati a AdER dal 2000 al 2023; domanda entro 30 aprile 2026Riduzione totale di sanzioni e interessi di mora; pagamento in 54 rate con interessi al 3 %Esclusi i debiti per risorse UE, IVA non versata, aiuti di Stato; decadenza se si saltano due rate.
Saldo e stralcioISEE ≤ 20.000 €; debiti fino a 1.000 €Pagamento di una quota ridotta (16‑35 %)Limitato ai mini‑debiti; non sempre riaperto.
Rateizzazione ordinariaRichiesta all’AdER; debiti fino a 120.000 € senza documenti, oltre con documentiDilazione fino a 120 rate (10 anni)Si pagano sanzioni e interessi interi; decadenza al mancato pagamento di 8 rate.
Accordo/piano L. 3/2012Stato di sovraindebitamento; meritevolezza; assistenza OCCRiduzione del capitale; sospensione azioni esecutive; tutela dei beni indispensabiliNecessita approvazione dei creditori (accordo); per IVA e ritenute è ammessa solo dilazione .
Composizione negoziataImpresa in crisi con prospettive di risanamento; nomina espertoBlocco delle azioni esecutive; negoziazione con creditori; nuovi finanziamentiComplessità procedurale; richiede trasparenza completa.
Concordato minoreImpresa sotto soglia; possibilità di continuitàFalcidia dei debiti; ristrutturazione dell’aziendaEsclusi tributi europei e ritenute; serve omologazione giudiziale.

7. Domande frequenti (FAQ)

  1. Che cos’è una cartella di pagamento?
    La cartella è l’atto con cui l’Agente della riscossione (AdER) richiede il pagamento di tributi, contributi e sanzioni iscritti a ruolo. Indica l’importo dovuto, la causale, le modalità di pagamento e il termine di 60 giorni.
  2. Ho ricevuto una cartella: entro quanto devo agire?
    Devi pagare o impugnare entro 60 giorni dalla notifica . Trascorso il termine, la cartella diventa definitiva e l’AdER può avviare pignoramenti e fermi. Anche se stai chiedendo la definizione agevolata, conviene presentare ricorso per bloccare la decadenza.
  3. Posso impugnare solo la cartella se non ho impugnato l’avviso di accertamento?
    Sì, se l’ipoteca o il fermo non ti sono stati notificati o se la cartella presenta vizi propri. La Cassazione ha riconosciuto la autonomia impugnatoria dell’ipoteca e del fermo .
  4. Cosa succede se pago in ritardo una rata della rottamazione quinquies?
    La decadenza scatta dopo il mancato pagamento di due rate anche non consecutive. In tal caso si perdono i benefici e l’AdER recupera l’intero importo residuo con sanzioni e interessi.
  5. Posso pagare le cartelle a rate senza rottamazione?
    Sì, l’AdER concede rateizzazioni ordinarie fino a 120 rate (10 anni) e straordinarie fino a 144 rate. È possibile richiedere una nuova rateizzazione anche dopo la decadenza, pagando le rate scadute.
  6. Quando si prescrive una cartella?
    I debiti tributari si prescrivono in 10 anni (imposte dirette), 5 anni (IVA, contributi Inps, sanzioni), 3 anni (sanzioni amministrative). La prescrizione decorre dall’anno in cui la cartella è divenuta definitiva, ma può essere interrotta da atti dell’AdER.
  7. Cosa posso fare se la cartella è stata notificata alla mia vecchia residenza?
    La notifica a un indirizzo errato è nulla. Puoi presentare ricorso per carenza di notifica. Se non hai ricevuto gli atti, puoi chiederne copia e valutare la decadenza.
  8. L’Agenzia può pignorare il mio furgone?
    Se il furgone è indispensabile per la tua attività di ambulante, è impignorabile ai sensi dell’art. 515 c.p.c., salvo che il debito derivi proprio dal mancato pagamento del prezzo del veicolo. È comunque possibile iscrivere fermo amministrativo, che ne impedisce l’utilizzo finché non paghi o ottieni la sospensione.
  9. Cosa succede se non pago l’IVA?
    L’IVA non versata è un reato penale se supera determinate soglie (250.000 €), ma è sempre considerata risorsa propria dell’Unione Europea. Nelle procedure di sovraindebitamento e di concordato l’IVA può essere solo dilazionata, non ridotta .
  10. Cos’è l’accertamento con adesione?
    È una procedura che consente al contribuente di definire l’accertamento con l’ufficio prima dell’instaurazione del contenzioso. Si presenta un’istanza di adesione entro 60 giorni, si partecipa a un contraddittorio con i funzionari e si paga l’imposta con sanzioni ridotte a un terzo. È possibile rateizzare fino a 12 rate trimestrali.
  11. Posso ottenere la sospensione del pignoramento in attesa della decisione?
    Sì, è possibile presentare un’istanza di sospensione al giudice tributario (art. 47 D.Lgs. 546/1992) dimostrando che l’esecuzione ti causerebbe un danno irreparabile e che il ricorso è fondato. Puoi anche ottenere la sospensione amministrativa se aderisci a un piano di rateizzazione o a una definizione agevolata.
  12. Devo pagare l’agente di riscossione per presentare la domanda di rottamazione?
    No, la domanda si presenta gratuitamente tramite il sito dell’AdER. È però consigliabile farsi assistere da un professionista per verificare l’esattezza dei carichi e valutare la convenienza.
  13. Se ho una S.r.l., rispondo personalmente dei debiti fiscali?
    In linea generale no. La Cassazione ha ribadito che l’autonomia patrimoniale delle società di capitali impedisce di trasmettere i debiti tributari sugli amministratori, salvo i casi specifici previsti dall’art. 36 D.P.R. 602/1973 e relative condotte gravi .
  14. Qual è la differenza tra piano del consumatore e accordo di composizione?
    Il piano del consumatore è riservato ai debitori persone fisiche che non hanno contratto debiti per attività d’impresa. Viene omologato dal giudice anche senza il voto dei creditori. L’accordo di composizione richiede invece l’approvazione della maggioranza dei crediti ammessi e può essere proposto anche da imprenditori non fallibili .
  15. Posso ottenere l’esdebitazione totale?
    Sì, a determinate condizioni. Dopo aver eseguito integralmente il piano o la liquidazione, il debitore meritevole può chiedere l’esdebitazione dei debiti residui. Il debitore incapiente può ottenerla dopo tre anni se dimostra di non avere beni e redditi. La Corte di Cassazione ha tuttavia escluso l’esdebitazione per chi ha già usufruito di altre procedure concorsuali.
  16. È possibile bloccare un fermo amministrativo se ho bisogno del veicolo per lavorare?
    Sì. Puoi presentare istanza all’AdER dimostrando che il veicolo è indispensabile per la tua attività di ambulante. L’agente può sospendere il fermo e concedere una rateizzazione. In mancanza di risposta puoi rivolgerti al giudice competente.
  17. Come verificare se i tassi applicati dalla banca sono usurari?
    Occorre confrontare il Tasso Effettivo Globale (TEG) del tuo contratto con il tasso soglia pubblicato trimestralmente dalla Banca d’Italia. Se il TEG supera il tasso soglia aumentato di un quarto e di un margine di 4 punti percentuali, il contratto è usurario. In tal caso puoi chiedere la restituzione degli interessi pagati e la rideterminazione del debito.
  18. Posso cedere l’azienda o la licenza per estinguere i debiti?
    Sì. Nell’ambito della composizione negoziata o di un accordo di ristrutturazione puoi prevedere la cessione dell’azienda (bancarella, furgone, avviamento) per soddisfare i creditori. In caso di licenza, occorre seguire le procedure comunali e provinciali.
  19. Quali sono i costi della procedura di sovraindebitamento?
    I costi comprendono i compensi del gestore della crisi nominato dall’OCC, le spese di giustizia e eventuali consulenze tecniche. Variano in base alla complessità del piano e sono generalmente proporzionati al patrimonio e ai debiti. Nel piano è possibile prevedere il pagamento rateale di tali costi.
  20. La rottamazione quinquies vale anche per le multe stradali?
    Sì, le sanzioni per violazioni del codice della strada rientrano nella rottamazione quinquies. Tuttavia vengono eliminate solo gli interessi di mora e le maggiorazioni, non la sanzione base. Restano escluse le multe per violazioni più gravi (guida in stato di ebbrezza, ecc.).

8. Simulazioni pratiche e numeriche

8.1 Simulazione di rottamazione quinquies

Supponiamo che Mario, commerciante ambulante, abbia ricevuto cartelle esattoriali per un totale di 20.000 € relative a IRPEF, IVA e contributi Inps affidati all’AdER nel 2019. L’importo comprende:

  • Imposta e contributi: 10.000 €
  • Sanzioni: 6.000 €
  • Interessi di mora e aggio: 4.000 €

Se Mario aderisce alla rottamazione quinquies, paga solo l’imposta e le spese di notifica; sanzioni e interessi di mora vengono cancellati. Restano dovuti gli interessi al 3 % sulle rate. Esempio di piano in 54 rate (importo dovuto 10.000 €):

  1. Calcolo delle rate: 10.000 € / 54 = circa 185,19 € per rata. Con l’interesse al 3 % annuo applicato dal 1° agosto 2026, l’importo di ciascuna rata aumenta gradualmente. Le prime tre rate (31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026) sono pari a circa 185 €, mentre le successive includeranno circa 5 € di interessi per ogni 185 €.
  2. Risparmio rispetto al pagamento integrale: senza rottamazione Mario avrebbe dovuto pagare 20.000 € più interessi legali. Con la quinquies paga 10.000 € + circa 600 € di interessi, risparmiando oltre 9.400 €.
  3. Effetto sulla posizione del furgone: durante la procedura di definizione le azioni esecutive vengono sospese. Mario può continuare a lavorare e versare le rate con i proventi dell’attività.

8.2 Simulazione di piano del consumatore

Francesca, venditrice ambulante, ha debiti per 60.000 €: 30.000 € verso banche per un prestito, 20.000 € con l’AdER per imposte e 10.000 € con fornitori. I suoi redditi sono di circa 1.200 € al mese e non possiede immobili. Si rivolge all’OCC e propone un piano del consumatore della durata di 6 anni, in cui versa 500 € al mese (36.000 € in totale). Il piano prevede:

  • Pagamento del 100 % dei crediti privilegiati (IVA e ritenute) in dilazione .
  • Pagamento del 40 % dei crediti chirografari (banche e fornitori).
  • Conservazione degli strumenti di lavoro (furgone, attrezzature) grazie all’impignorabilità.

Il giudice verifica la meritevolezza di Francesca (ha contratto debiti per far fronte a spese impreviste e non ha commesso illeciti) e omologa il piano. Dopo aver pagato le rate previste e cessato la procedura, Francesca ottiene la esdebitazione per i debiti residui (circa 24.000 €). In caso di insolvenza su una rata, il piano può essere revocato.

8.3 Simulazione di opposizione alla banca per usura

Il commerciante Giovanni stipula un contratto di prestito con la banca per 15.000 € al tasso nominale del 12 %. Dalla perizia emerge che il TEG (Tasso Effettivo Globale), includendo spese e commissioni, è del 17 %, mentre il tasso soglia usura pubblicato dalla Banca d’Italia per quel trimestre è del 14 %. Il tasso è quindi usurario. Il legale presenta istanza di accertamento del tasso usurario; il giudice dichiara la gratuità del contratto e dispone la restituzione degli interessi pagati (circa 4.000 €). Il debito residuo viene ricalcolato a 11.000 € e rateizzato a condizioni agevolate.

9. Conclusione

Il commerciante ambulante che si trova travolto dai debiti può sentirsi solo di fronte a un sistema complesso. Tuttavia l’ordinamento italiano offre numerosi strumenti di tutela. Conoscere i propri diritti e agire tempestivamente è essenziale per evitare pignoramenti, chiusure e danni irreparabili. Le normative vigenti prevedono termini per impugnare gli atti, limiti all’esecuzione e procedure per rinegoziare e ridurre i debiti. La Legge 3/2012 permette di ristrutturare i debiti e ottenere l’esdebitazione ; la composizione negoziata consente di trattare con banche e creditori; la rottamazione quinquies azzera sanzioni e interessi ; l’analisi dei contratti bancari può svelare usura o anatocismo.

È quindi fondamentale rivolgersi a un professionista qualificato che sappia individuare la strategia migliore. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team mettono a disposizione competenze specialistiche nel diritto tributario e bancario, nella gestione della crisi da sovraindebitamento e nella negoziazione con l’AdER. Possono assisterti nell’analisi degli atti, nella presentazione di ricorsi, nell’ottenimento di sospensioni, nelle trattative con banche, nella redazione di piani del consumatore e nella adesione alla rottamazione. Ogni situazione è unica: solo un esame accurato permette di scegliere se contestare l’atto, richiedere una definizione agevolata, presentare un piano o optare per la composizione negoziata.

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