Introduzione
Gestire un’attività di web design significa miscelare creatività, competenze tecniche e capacità imprenditoriali. Nel corso degli anni di lavoro non è raro trovarsi esposti verso il fisco o le banche: ritardi nei pagamenti dei clienti, investimenti sbagliati, crisi economica o errori nella gestione tributaria possono generare debiti. Le conseguenze possono essere pesanti: cartelle esattoriali, azioni esecutive sul conto corrente e pressioni da parte delle banche per rientrare dai finanziamenti. Le notizie di questi ultimi mesi mostrano un’attenzione crescente da parte del legislatore e della giurisprudenza verso i contribuenti in difficoltà, con interventi che ridefiniscono le tutele del debitore e gli obblighi dell’agente della riscossione . Ignorare o sottovalutare un atto di riscossione può portare a perdita di liquidità, pignoramenti e iscrizione di ipoteche.
In questo articolo faremo luce sulle principali soluzioni legali per difendere il web designer che ha accumulato debiti fiscali o bancari. Verranno esaminate le leggi vigenti e le più recenti sentenze della Corte di Cassazione e degli organismi di composizione della crisi, soffermandoci su come impugnare gli atti dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, sospendere le procedure esecutive e accedere agli strumenti deflativi (rottamazioni, rateizzazioni, piani del consumatore, liquidazione controllata, composizione negoziata). L’obiettivo è fornire un quadro pratico, aggiornato a gennaio 2026, che consenta al lettore di reagire tempestivamente e in modo consapevole.
L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo team
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista di riferimento nel campo del diritto bancario e tributario. Cassazionista, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti esperti a livello nazionale. Tra le sue qualifiche:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia.
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), con esperienza nella gestione e nella redazione di piani di rientro e piani del consumatore.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del decreto‑legge 118/2021, oggi integrato nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII). La procedura di composizione negoziata permette all’imprenditore in difficoltà di nominare un esperto che faciliti le trattative con i creditori per superare lo squilibrio patrimoniale .
Lo staff dell’Avv. Monardo offre un’ampia gamma di servizi: analisi della legittimità degli atti, ricorsi davanti al giudice tributario, opposizioni a esecuzioni bancarie, sospensioni e trattative con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, predisposizione di piani di rientro sostenibili, assistenza nei procedimenti di sovraindebitamento (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, liquidazione controllata). Grazie alla collaborazione con commercialisti e consulenti finanziari, lo studio riesce a coniugare competenze giuridiche e tecniche contabili, proponendo strategie mirate alle esigenze del singolo debitore.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), introdotto dal d.lgs. 14/2019 e più volte corretto (da ultimo dal decreto legislativo 136/2024), è la normativa di riferimento per le procedure di regolazione della crisi dei debitori non fallibili (professionisti, imprenditori sotto soglia, consumatori). L’articolo 2 definisce:
- Sovraindebitamento: lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, del piccolo imprenditore o dell’imprenditore agricolo non soggetti alla liquidazione giudiziale .
- Impresa minore: l’imprenditore con attivo annuo inferiore a 300 000 €, ricavi annui inferiori a 200 000 € e debiti non superiori a 500 000 € .
- Consumatore: la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale . Questa definizione è centrale per accedere al piano del consumatore di cui all’art. 67 CCII.
Tra le principali innovazioni del CCII vi sono: (i) l’obbligo per gli imprenditori di dotarsi di adeguati assetti organizzativi per rilevare precocemente la crisi; (ii) l’introduzione di strumenti di composizione negoziata; (iii) la disciplina uniforme per il sovraindebitamento; (iv) l’istituto dell’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) a favore del debitore meritevole.
1.1.1 Modifiche del “terzo correttivo”
Il d.lgs. 136/2024 (cd. terzo correttivo) ha introdotto 57 articoli di modifica al CCII per recepire le indicazioni europee e affinare la disciplina. Il provvedimento mira a favorire l’emersione precoce della crisi, disciplina la transazione fiscale, il cram‑down tributario, il concordato preventivo e la liquidazione giudiziale, e dettaglia il contenuto minimo del piano e il meccanismo di esdebitazione . Una delle novità principali riguarda l’art. 273 sulla formazione dello stato passivo nella liquidazione controllata: si precisa che nella liquidazione controllata confluiscono anche i beni acquisiti dal debitore fino alla data di esdebitazione e si dettano i termini per le osservazioni e le opposizioni .
1.2 Recenti orientamenti della Corte di Cassazione
Nei mesi scorsi la Cassazione ha emesso numerose pronunce che incidono sui diritti del debitore e sugli obblighi di banche e agenti della riscossione. Alcuni di questi arresti meritano particolare attenzione perché interessano direttamente chi esercita la professione di web designer.
1.2.1 Piano del consumatore e qualificazione del “consumatore”
Con la sentenza Cass. 11 novembre 2025, n. 29746, la Corte ha chiarito che la qualifica di consumatore spetta solo alla persona fisica che agisce per esigenze della vita quotidiana. Un soggetto che presta una fideiussione a favore delle società di cui è socio o amministratore non può essere considerato consumatore; la garanzia è un atto strumentale all’attività imprenditoriale . La Corte richiama gli orientamenti della Corte di giustizia (cause C‑74/15 “Tarcau” e C‑534/15 “Dumitras”) per cui la tutela del consumatore non copre il garante se la prestazione è collegata funzionalmente all’attività d’impresa . Ne deriva che i soci‑fideiussori di una società di web design non possono accedere al piano del consumatore se le garanzie sono state prestate in funzione dell’attività.
1.2.2 Pignoramento del conto corrente e “periodo di cattura”
La sentenza Cass. 27 ottobre 2025, n. 28520 ha ridefinito i confini del pignoramento esattoriale. In caso di pignoramento del conto corrente, la banca – terzo pignorato – non deve limitarsi a congelare il saldo esistente, ma è tenuta a custodire e versare al Fisco anche le somme che maturano nei 60 giorni successivi alla notifica . La Corte, interpretando l’art. 72‑bis del d.P.R. 602/1973, ha affermato che il cosiddetto “spatium deliberandi” non è un periodo di attesa ma un periodo di cattura: ogni euro che affluisce sul conto entro due mesi è vincolato al pagamento del debito . Questa lettura impone al debitore di agire tempestivamente per sospendere l’esecuzione o ottenere una rateizzazione, poiché la mancata opposizione consente all’agente della riscossione di incamerare anche stipendi o bonifici futuri.
1.2.3 Liquidazione controllata e ruolo dell’OCC
La pronuncia Cass. Sez. I 28 ottobre 2025, n. 28576 ha ribadito che la relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) deve essere completa e attendibile. Il giudice non può limitarsi a verificare formalmente la presenza della relazione (art. 269 CCII), ma deve valutarne la sostanza ai sensi dell’art. 270 CCII. In mancanza di un’analisi esaustiva della situazione patrimoniale e reddituale del debitore, l’accesso alla liquidazione controllata deve essere negato . Questo principio tutela i creditori ma anche il debitore, perché garantisce che l’organo indipendente effettui un controllo rigoroso prima dell’ammissione alla procedura.
1.2.4 Esdebitazione e disciplina transitoria
In tema di esdebitazione (cancellazione dei debiti residui), la Cassazione ha fissato principi importanti. Con la sentenza Cass. 3 giugno 2025, n. 14835, la Corte ha stabilito che i debitori sottoposti a fallimento o alla liquidazione del patrimonio ex legge 3/2012 possono ottenere l’esdebitazione solo se rispettano i presupposti soggettivi e oggettivi previsti dalle norme vigenti prima del 15 luglio 2022. Le domande presentate dopo tale data non rientrano automaticamente nelle nuove disposizioni del CCII . Una successiva sentenza (Cass. 14 novembre 2025, n. 30108) ha precisato che il fallito che non ha fruito dell’esdebitazione ex art. 142 legge fallimentare non può invocare, per gli stessi debiti, il beneficio dell’esdebitazione dell’incapiente previsto dall’art. 283 CCII . Ciò impedisce un “salto” tra le normative per ottenere un nuovo condono.
1.2.5 Omologa del piano del consumatore senza voto dei creditori
Con l’ordinanza Cass. 13 maggio 2025, n. 9549 (pubblicata l’8 giugno 2025) la Corte ha confermato che l’omologazione del piano del consumatore non richiede il voto dei creditori. Il giudice può approvare il piano, anche se prevede la falcidia di crediti privilegiati, valutando solo la meritevolezza del debitore e la convenienza della proposta . I creditori possono contestare la convenienza ma non hanno diritto di voto. Questo principio tutela i consumatori indebitati e contrasta eventuali abusi da parte di banche o fornitori che potrebbero bloccare la procedura.
1.3 Agevolazioni fiscali: rottamazioni e rateizzazioni
Il legislatore ha introdotto diversi strumenti per favorire la regolarizzazione dei debiti fiscali. Nel 2025 e 2026 due provvedimenti hanno esteso le definizioni agevolate.
1.3.1 Riammissione alla “rottamazione‑quater” (2024–2025)
La legge 15/2025 (conversione del decreto “Milleproroghe 2024”) ha riaperto i termini della rottamazione‑quater. I contribuenti decaduti dal beneficio alla data del 31 dicembre 2024 per mancato o tardivo pagamento possono essere riammessi presentando domanda entro il 30 aprile 2025. La riammissione consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza pagare interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio; il versamento riguarda solo il capitale e le spese di procedura . L’Agenzia delle Entrate‑Riscossione ha inviato ai circa 247 000 contribuenti riammessi le comunicazioni con gli importi dovuti, da pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in dieci rate con scadenza fino al 30 novembre 2027 . Le nuove FAQ del 1° luglio 2025 chiariscono che se una rata non viene pagata o viene pagata in ritardo (oltre 5 giorni), la riammissione perde efficacia e i pagamenti effettuati sono considerati acconto . Durante la riammissione non vengono avviate nuove azioni esecutive e le procedure in corso sono sospese (salvo gli incanti già eseguiti) .
1.3.2 Rottamazione‑quinquies (Legge di Bilancio 2026)
La Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ha introdotto la “rottamazione‑quinquies”, una nuova definizione agevolata per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Sono inclusi i debiti derivanti dall’omesso versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni (artt. 36‑bis e 36‑ter del d.P.R. 600/1973 e artt. 54‑bis e 54‑ter del d.P.R. 633/1972) e i contributi previdenziali dovuti all’INPS, esclusi quelli a seguito di accertamento . Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti definizioni, purché i carichi rientrino nell’ambito applicativo; sono invece esclusi i debiti inclusi in un piano di rottamazione‑quater per il quale, al 30 settembre 2025, risultano pagate tutte le rate .
Chi aderisce alla rottamazione‑quinquies può estinguere i debiti senza corrispondere interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio, pagando solo il capitale e le spese di notifica . Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in massimo 54 rate bimestrali (9 anni). Le prime tre rate scadono il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026; dalla quarta alla cinquantunesima rata la scadenza è il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno; le ultime tre rate scadono nel primo semestre 2035 . In caso di rateizzazione sono dovuti interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026 .
1.4 Composizione negoziata e strumenti di risanamento
Il decreto‑legge 118/2021, convertito dalla legge 147/2021 e confluito nel CCII, ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa. Dal 15 novembre 2021 l’imprenditore che si trova in condizioni di squilibrio ma con possibilità di risanamento può chiedere alla Camera di commercio la nomina di un esperto che faciliti le trattative con i creditori . L’esperto assiste l’imprenditore nella predisposizione di un piano di risanamento e nelle negoziazioni per evitare l’insolvenza . La procedura è accessibile tramite piattaforma telematica nazionale; la documentazione da caricare è indicata nell’art. 17 CCII .
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Ricevere una cartella di pagamento o un atto di pignoramento genera ansia, ma conoscere i propri diritti consente di reagire con efficacia. Di seguito viene descritta la sequenza degli eventi e le scadenze da rispettare.
2.1 Notifica della cartella e termini per agire
La cartella di pagamento è notificata dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione per recuperare tributi non versati o sanzioni. Dopo la notifica il contribuente dispone di 60 giorni per effettuare il pagamento o proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (ora Corte di Giustizia Tributaria di primo grado) per vizi di legittimità o di merito. Entro lo stesso termine può essere richiesta la rateizzazione: il debitore può dilazionare il debito fino a 72 rate mensili, presentando istanza all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione; l’accettazione sospende eventuali fermi o pignoramenti . Il pagamento della prima rata determina infatti la sospensione delle procedure esecutive e consente di chiedere la riduzione o la cancellazione di ipoteche .
2.2 Avviso di intimazione e preavviso di fermo
Se la cartella non viene pagata, l’agente della riscossione può notificare un avviso di intimazione con l’ordine di pagare entro 5 giorni. In mancanza di pagamento viene iscritto il fermo amministrativo sui beni mobili registrati (ad es. autovetture) o avviata la procedura di pignoramento presso terzi (conto corrente, crediti verso clienti). Il preavviso di fermo consente al debitore di impugnare l’atto per contestare l’assenza di comunicazione preventiva o la prescrizione del credito; la contestazione va proposta con ricorso al giudice tributario entro 60 giorni.
2.3 Pignoramento presso terzi (conto corrente)
Il pignoramento presso terzi consente all’agente della riscossione di bloccare le somme presenti sul conto corrente del debitore e di prelevare quelle che affluiscono entro 60 giorni dalla notifica. La Cassazione ha chiarito che la banca deve versare al Fisco anche le somme accreditate successivamente alla notifica . Il debitore può reagire con:
- Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) per contestare la legittimità del pignoramento (ad esempio per vizi della cartella o prescrizione). L’istanza va presentata al giudice dell’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica.
- Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) per contestare irregolarità formali.
- Istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione ex art. 60 d.P.R. 602/1973, allegando la pendenza di un ricorso e la possibilità di grave pregiudizio.
- Accordo di rateizzazione: il debitore può ancora chiedere la dilazione e, pagando la prima rata, ottenere la sospensione dell’esecuzione .
È fondamentale agire rapidamente, poiché scaduti i termini il vincolo “di cattura” si consolida e la banca sarà obbligata a versare le somme maturate .
2.4 Pignoramento dello stipendio o di altri crediti
Oltre al conto corrente, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può pignorare lo stipendio, il trattamento di fine rapporto o crediti verso clienti. Il d.P.R. 602/1973 prevede limiti alla pignorabilità: un quinto per stipendi e pensioni superiori al triplo dell’assegno sociale (circa 1 500 € mensili) e un decimo per importi compresi tra un minimo e il triplo dell’assegno. Le somme a titolo di reddito di cittadinanza o assegni sociali sono generalmente impignorabili. Il contribuente può impugnare il pignoramento se viola i limiti o se riguarda crediti non più esistenti.
2.5 Ricorso in Commissione Tributaria (Corte di Giustizia Tributaria)
Contro cartelle, avvisi di accertamento o fermi, il contribuente può proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni, allegando vizi di notifica, prescrizione, infondatezza del tributo. Il giudice può sospendere la riscossione se sussiste un danno grave e irreparabile. In caso di rigetto, è possibile proporre appello alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado entro 30 giorni dalla notifica della sentenza.
2.6 Procedure di sovraindebitamento
Se il web designer è persona fisica o imprenditore sotto soglia e non può far fronte ai debiti con gli strumenti ordinari, può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento previste dal CCII:
- Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73 CCII). Riservato alle persone fisiche che agiscono come consumatori; prevede l’omologazione del piano da parte del giudice senza voto dei creditori .
- Concordato minore (artt. 74‑83 CCII). Strumento riservato al piccolo imprenditore, al professionista o all’impresa agricola; consente di proporre ai creditori un piano di soddisfazione, con la possibilità di falcidiare i privilegiati e di chiedere l’esdebitazione.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti (artt. 84‑90 CCII). Richiede l’approvazione dei creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti.
- Liquidazione controllata (artt. 268‑282 CCII). Procedura che mira a liquidare il patrimonio del debitore sotto la guida del tribunale e dell’OCC. L’ammissione richiede la presentazione di una relazione completa dell’OCC .
2.7 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il web designer titolare di partita IVA, anche con un piccolo volume d’affari, può accedere alla composizione negoziata se si trova in squilibrio ma la sua azienda è potenzialmente risanabile. Tramite la piattaforma telematica predisposta dalle Camere di commercio può nominare un esperto che faciliterà le trattative con creditori, banche e Fisco per trovare soluzioni stragiudiziali: dilazioni, riduzioni di tasso, stand‑still agreements. La procedura è stata introdotta dal D.L. 118/2021 e integrata nel CCII agli articoli 12 e seguenti .
3. Difese e strategie legali per il web designer indebitato
Il web designer che riceve una cartella esattoriale o un atto di pignoramento ha a disposizione diverse armi di difesa. Di seguito vengono analizzate le principali strategie, distinguendo tra strumenti giudiziali e rimedi stragiudiziali.
3.1 Verifica della legittimità dell’atto
Prima di pagare un debito è fondamentale verificarne la legittimità. Molte cartelle contengono vizi formali o richieste di somme prescritte. L’avv. Monardo e il suo staff analizzano ogni atto per individuare:
- Vizi di notifica: la notifica eseguita a un indirizzo errato o senza l’invio della raccomandata informativa comporta nullità.
- Prescrizione del tributo: le imposte dirette si prescrivono in 10 anni; IVA e altre imposte in 5 anni. Se l’atto arriva oltre questi termini senza interruzioni, può essere contestato.
- Difetto di motivazione: la cartella deve contenere la descrizione del tributo, l’anno di riferimento e gli interessi applicati. La mancanza di motivazione è causa di nullità.
- Cumulo di interessi non dovuti: a volte l’Agenzia calcola interessi e sanzioni non dovuti, soprattutto quando il contribuente ha aderito a una precedente definizione agevolata. Una corretta verifica contabile può ridurre notevolmente l’importo.
3.2 Impugnazione e sospensione
Nel caso di vizi, l’atto deve essere impugnato davanti al giudice tributario entro 60 giorni. Il ricorso può essere accompagnato da un’istanza cautelare per chiedere la sospensione della riscossione. È fondamentale presentare documentazione a supporto (estratti conti, fatture, pagamenti già effettuati). In caso di esecuzione già avviata, occorre proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). L’avv. Monardo redige le difese tecniche e rappresenta il debitore davanti alle autorità competenti.
3.3 Rateizzazione e definizione agevolata
Se il debito è legittimo ma non immediatamente sostenibile, la rateizzazione consente di diluire l’importo in più anni. Chi ha un debito fino a 120 000 € può presentare domanda direttamente online senza documentare la temporanea difficoltà finanziaria; per importi superiori serve attestare la condizione economica. Il pagamento della prima rata sospende i fermi e i pignoramenti in corso . Le rate possono arrivare fino a 72 mensilità; in casi gravi è possibile chiedere fino a 120 rate.
Oltre alla rateizzazione ordinaria, nel 2026 è possibile aderire alla rottamazione‑quinquies, che permette di estinguere i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 pagando solo il capitale e le spese . Per chi è decaduto dalla rottamazione‑quater, la legge 15/2025 consente la riammissione presentando domanda entro aprile 2025 . L’adesione sospende le procedure esecutive e blocca interessi e sanzioni.
3.4 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione
Il piano del consumatore è un’arma potente per le persone fisiche sovraindebitate. Consente di proporre un piano di rientro sostenibile al giudice senza la necessità di voto dei creditori. Come sottolineato dalla Cassazione, il giudice valuta esclusivamente la meritevolezza e la convenienza del piano . Per accedervi, il debitore deve essere qualificato come consumatore (non agire per finalità professionali) e deve attestare la propria capacità di adempiere al piano. La procedura prevede:
- Nomina di un OCC che verifica i dati del debitore e redige una relazione.
- Presentazione del piano al tribunale competente (oggi sezioni specializzate nelle Corti d’Appello).
- Omologazione del piano da parte del giudice, che può avvenire nonostante l’opposizione dei creditori.
- Esecuzione del piano sotto il controllo del gestore.
Il piano può prevedere la falcidia dei crediti privilegiati e la concessione di una moratoria di dodici mesi prima del pagamento . Se il debitore esegue correttamente il piano, può accedere all’esdebitazione per i debiti residui.
Gli accordi di ristrutturazione dei debiti richiedono invece l’adesione della maggioranza dei creditori (almeno il 60%). È un percorso più complesso ma utile quando si ha un forte rapporto con pochi creditori e quando è possibile offrire una proposta più conveniente della liquidazione. L’avv. Monardo assiste nella negoziazione, nella redazione del piano e nell’ottenimento delle attestazioni previste dalla legge.
3.5 Liquidazione controllata e esdebitazione dell’incapiente
Quando non è possibile un piano o un accordo, il debitore può accedere alla liquidazione controllata. In questa procedura i beni del debitore vengono liquidati sotto la supervisione di un liquidatore nominato dal tribunale. È prevista la chiusura in tempi rapidi e, se ricorrono i presupposti, il debitore può chiedere l’esdebitazione finale. La Cassazione ha precisato che la domanda di esdebitazione presentata dopo il 15 luglio 2022 resta assoggettata alla disciplina previgente se la procedura di fallimento o liquidazione del patrimonio era già stata aperta . Inoltre, il fallito che non ha richiesto l’esdebitazione ex art. 142 L.F. non può successivamente invocare il beneficio dell’incapiente ex art. 283 CCII . Pertanto è essenziale presentare tempestivamente la domanda di esdebitazione.
3.6 Contestazione di anatocismo e usura bancaria
I debiti verso le banche derivano spesso da mutui, leasing o aperture di credito con interessi elevati. Il Testo unico bancario (TUB) e la Legge 108/1996 prevedono limiti al tasso soglia di usura. È possibile contestare l’applicazione di tassi usurari e di clausole di anatocismo (capitalizzazione illegittima degli interessi), chiedendo la rideterminazione del saldo o la restituzione di somme indebitamente pagate. Recenti pronunce della Cassazione (ordinanza 27460/2025) hanno ribadito che la capitalizzazione composta è lecita solo se conforme alla delibera CICR 9 febbraio 2000 e che il piano di ammortamento “alla francese” non integra anatocismo se i contratti sono trasparenti. Un’analisi di contabilità bancaria e la consulenza di un perito possono evidenziare violazioni e fornire una base per l’azione giudiziale.
4. Strumenti alternativi e soluzioni pratiche
4.1 Rottamazione‑quinquies: dettagli operativi
La rottamazione‑quinquies costituisce, alla data odierna (gennaio 2026), la principale definizione agevolata in vigore. Di seguito le informazioni operative:
| Aspetto | Disciplina di riferimento | Sintesi |
|---|---|---|
| Ambito di applicazione | Legge 199/2025 (art. 1 commi 231 ss.) | Carichi affidati all’agente della riscossione tra 1° gennaio 2000 e 31 dicembre 2023, derivanti da omesso versamento di imposte e contributi . |
| Benefici | Legge 199/2025 | Estinzione dei debiti senza interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio; pagamento solo del capitale e delle spese . |
| Pagamento | Art. 1 comma 235 | Unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure massimo 54 rate bimestrali: prime tre rate 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; rate successive ogni due mesi; ultime tre rate nel 2035 . |
| Interessi | Art. 1 comma 236 | Per chi rateizza, interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026 . |
| Sospensione delle esecuzioni | Art. 1 comma 234 | Con la domanda, le azioni esecutive sono sospese. |
| Esclusioni | Art. 1 comma 237 | Debiti già ricompresi in piani di rottamazione‑quater regolarmente pagati alla data del 30 settembre 2025 . |
4.2 Riammissione alla rottamazione‑quater
Per i contribuenti decaduti dalla rottamazione‑quater, la legge 15/2025 offre un’ultima chance. Possono essere riammessi i debitori che alla data del 31 dicembre 2024 erano decaduti per mancato o tardivo pagamento ma hanno presentato domanda entro il 30 aprile 2025 . Il versamento avviene in unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in massimo dieci rate fino al 30 novembre 2027 . La nuova comunicazione inviata dall’Agenzia riporta gli importi dovuti; i pagamenti tardivi o mancati determinano la perdita del beneficio .
4.3 Piani di ristrutturazione e concordato minore
Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore consente alla persona fisica di proporre una riduzione dei debiti e una dilazione fino a 10 anni. I creditori non votano, ma possono contestare la convenienza . È consigliabile quando il debitore ha un reddito sufficiente a sostenere le rate e possiede beni da salvaguardare (ad esempio la casa di abitazione). I vantaggi includono la sospensione delle procedure esecutive, la possibilità di falcidiare i crediti privilegiati e l’esdebitazione finale se il piano è adempiuto.
Il concordato minore è destinato a piccoli imprenditori e professionisti: prevede la predisposizione di un piano attestato da un professionista indipendente e l’approvazione dei creditori. A differenza del piano del consumatore, qui i creditori votano; tuttavia il giudice può omologare il piano anche in caso di dissenso se è prevista la soddisfazione almeno pari all’alternativa liquidatoria (cram‑down). L’avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, assiste nella redazione del piano e nella negoziazione con i creditori.
4.4 Accordi di ristrutturazione e transazione fiscale
Gli accordi di ristrutturazione richiedono l’adesione del 60% dei creditori e permettono di rimodulare i debiti con banche e fornitori. Con il “terzo correttivo” è stata introdotta la transazione fiscale e contributiva, cioè la possibilità di falcidiare anche imposte e contributi con il consenso dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Per i web designer con debiti rilevanti verso l’Erario, questa novità consente di chiudere la pendenza con una proposta concordata.
4.5 Esdebitazione del debitore incapiente
Se, dopo la liquidazione controllata, il debitore non dispone di beni sufficienti a soddisfare i creditori neppure in minima parte, può chiedere l’esdebitazione dell’incapiente ex art. 283 CCII. La procedura prevede che il giudice verifichi l’assenza di colpa grave e la totale incapienza del patrimonio. Tuttavia la Cassazione ha precisato che il fallito che non ha chiesto l’esdebitazione ex art. 142 L.F. non può successivamente invocare il beneficio dell’incapiente . È dunque fondamentale farsi assistere da un professionista per presentare la domanda nei tempi corretti.
4.6 Composizione negoziata e test di risanamento
La composizione negoziata è uno strumento stragiudiziale che consente di prevenire l’insolvenza. Il web designer in difficoltà può presentare istanza tramite la piattaforma telematica; verrà nominato un esperto che aiuterà nelle trattative con i creditori. La procedura prevede la predisposizione di un test di risanamento e di una lista di controllo per valutare la sostenibilità del piano . Se le trattative hanno esito positivo, può essere sottoscritto un accordo che produce effetti simili a quelli di un concordato; in caso contrario, l’imprenditore può accedere alle procedure concorsuali previste dal CCII.
5. Errori comuni da evitare e consigli pratici
Molti professionisti commettono errori quando ricevono una cartella di pagamento o un atto di pignoramento. Di seguito alcune trappole da evitare e consigli utili:
- Ignorare gli atti: non rispondere a una cartella o a un avviso di pignoramento non fa scomparire il problema; anzi comporta il passaggio alla fase esecutiva, con blocco del conto e fermi amministrativi. Agire entro i termini consente di sospendere l’esecuzione e negoziare soluzioni.
- Pagare senza verificare: molti debiti sono prescritti o contengono sanzioni illegittime; far controllare l’atto da un professionista può far risparmiare migliaia di euro.
- Fidarsi di soluzioni “fai‑da‑te”: compilare da soli un ricorso o una domanda di rottamazione senza conoscere la normativa comporta errori che possono pregiudicare la pratica. È preferibile affidarsi a un avvocato cassazionista e a un commercialista.
- Trascurare i diritti nei confronti delle banche: i contratti di mutuo e di apertura di credito vanno analizzati per verificare l’eventuale presenza di clausole abusive (anatocismo, usura). Contestare queste clausole può ridurre notevolmente il debito.
- Non pianificare il proprio patrimonio: in caso di crisi, è utile valutare la protezione dei beni familiari (ad esempio costituzione di un fondo patrimoniale o di un trust) e pianificare le spese. Molti web designer confondono il conto personale con quello professionale; è fondamentale separare i patrimoni per evitare confusioni.
- Rinviare la nomina di un esperto: la composizione negoziata richiede tempi rapidi; posticipare la richiesta dell’esperto riduce la possibilità di risanamento e può impedire l’accesso a strumenti come l’accordo di ristrutturazione.
6. Domande frequenti (FAQ)
Ecco una selezione di domande frequenti che i web designer indebitati rivolgono più spesso agli avvocati dello studio. Le risposte sono di carattere generale e vanno adattate al singolo caso.
- Cos’è la cartella di pagamento?
È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione chiede il pagamento di tributi, contributi o sanzioni. Contiene l’importo dovuto, gli interessi e le sanzioni. Va impugnata entro 60 giorni se si ritiene illegittima. - Ho ricevuto un pignoramento del conto corrente ma il saldo era zero. Possono prendere le somme future?
Sì. La Cassazione ha stabilito che il pignoramento sul conto obbliga la banca a versare al Fisco tutte le somme che affluiscono entro 60 giorni dalla notifica . È quindi necessario agire subito per sospendere l’esecuzione o rateizzare il debito. - Quali beni sono impignorabili?
Sono impignorabili i beni necessari al sostentamento (letto, frigorifero), gli strumenti indispensabili per l’esercizio dell’attività professionale fino a un certo valore, i sussidi di invalidità e l’assegno sociale. Gli stipendi e le pensioni sono pignorabili entro determinati limiti. - Posso oppormi al pignoramento presso terzi?
Sì, con opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), contestando vizi della cartella o del pignoramento. È fondamentale proporre l’opposizione entro 20 giorni dalla notifica. - Posso ancora rateizzare se è stato già notificato un pignoramento?
Sì. Il pagamento della prima rata della dilazione comporta la sospensione del pignoramento e dei fermi amministrativi . Tuttavia occorre presentare l’istanza prima che la banca effettui il versamento al Fisco. - Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?
Se non si paga una rata o la si paga con oltre 5 giorni di ritardo, si decade dalla definizione agevolata e i versamenti già effettuati sono considerati acconto . Per la rottamazione‑quinquies, il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la perdita del beneficio . - Chi può accedere al piano del consumatore?
Solo le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale . Un socio o amministratore che presta fideiussioni per la società non è considerato consumatore . - I creditori votano nel piano del consumatore?
No. L’omologazione del piano del consumatore non richiede voto dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza e la convenienza della proposta . - Cos’è la liquidazione controllata?
È una procedura in cui un liquidatore vende i beni del debitore per soddisfare i creditori. È riservata ai debitori non fallibili. Per accedervi è necessaria la relazione completa dell’OCC . Dopo la liquidazione il debitore può chiedere l’esdebitazione. - Cosa si intende per esdebitazione?
È la cancellazione dei debiti residui dopo l’adempimento del piano o la liquidazione. La Cassazione ha precisato che le domande presentate dopo il 15 luglio 2022 seguono la disciplina previgente se la procedura era già stata aperta . - Posso chiedere l’esdebitazione dell’incapiente se ho una vecchia sentenza di fallimento?
No. Il fallito che non ha richiesto l’esdebitazione ex art. 142 L.F. non può successivamente invocare il beneficio dell’incapiente ex art. 283 CCII . - Quanto costa presentare l’istanza di composizione negoziata?
La procedura prevede il pagamento di un diritto di segreteria di 252 € più 16 € di bollo . La domanda si presenta tramite piattaforma; serve allegare la documentazione prevista dall’art. 17 CCII . - In cosa consiste la transazione fiscale?
È la possibilità di concordare con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS la falcidia di imposte e contributi nell’ambito di un concordato minore o di un accordo di ristrutturazione. Introdotta dal “terzo correttivo”, consente di proporre un pagamento parziale dei tributi in linea con la capacità contributiva. - È possibile proteggere la prima casa dal pignoramento?
L’Agenzia delle Entrate‑Riscossione non può pignorare l’unico immobile adibito a civile abitazione, purché non sia di lusso e il debitore vi risieda anagraficamente. Tuttavia può iscrivere ipoteca. Le banche, invece, possono procedere al pignoramento se il mutuo non viene pagato; in questi casi è utile valutare un piano del consumatore o una ristrutturazione del debito. - Quali sono i vantaggi di rivolgersi a un professionista specializzato?
Un professionista esperto conosce i termini, le eccezioni e le strategie per impugnare gli atti. È in grado di negoziare con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione e con le banche, predisporre ricorsi efficaci, individuare eventuali usure o anatocismo nei contratti di finanziamento e consigliare la procedura di sovraindebitamento più adatta. - Quanto tempo dura un piano del consumatore?
Di norma il piano può dilazionare i pagamenti fino a 10 anni; il giudice può concedere una moratoria di massimo 12 mesi prima del primo pagamento . - Cosa succede ai beni acquistati dopo l’inizio della liquidazione controllata?
Il d.lgs. 136/2024 ha precisato che i beni acquistati dal debitore fino alla data di esdebitazione confluiscono nella liquidazione . Pertanto occorre fare attenzione a non incrementare il patrimonio con beni che potrebbero essere aggrediti. - Posso accedere alla rottamazione se ho già un piano di rientro con la banca?
Sì. La definizione agevolata riguarda i debiti affidati all’agente della riscossione; i rapporti con la banca non precludono la rottamazione. Tuttavia occorre valutare se la banca ha avviato una procedura di esecuzione, perché in tal caso è necessario coordinare le due situazioni. - È meglio il piano del consumatore o la liquidazione controllata?
Dipende dalla situazione. Se il debitore dispone di reddito sufficiente o di beni da tutelare, il piano consente di evitare la liquidazione e di mantenere il patrimonio. Se invece non ha reddito e il patrimonio è limitato, la liquidazione controllata offre la possibilità di cancellare i debiti residui (esdebitazione dell’incapiente) in tempi relativamente rapidi. - Chi nomina l’esperto nella composizione negoziata?
L’esperto è nominato da una commissione presso la Camera di commercio, composta da un magistrato, un rappresentante della Camera e un membro designato dal Prefetto. Per le imprese sotto soglia, la nomina avviene direttamente dal segretario generale della Camera .
7. Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere meglio l’efficacia degli strumenti analizzati, proponiamo alcune simulazioni ispirate a casi reali (i nomi sono di fantasia). Le cifre sono indicative.
7.1 Rottamazione‑quinquies per un web designer freelance
Scenario: Marco, web designer freelance di Reggio Calabria, ha accumulato 35 000 € di debiti fiscali derivanti da IVA non versata e contributi INPS affidati all’agente della riscossione. Vuole aderire alla rottamazione‑quinquies.
Soluzione: secondo la legge di Bilancio 2026, Marco può estinguere il debito senza interessi e sanzioni. Se sceglie il pagamento rateale, l’importo di 35 000 € viene diviso in 54 rate bimestrali (9 anni). Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 . Supponendo un tasso di interesse del 3% dal 1° agosto 2026, la rata bimestrale sarà di circa 700 € nei primi anni e si ridurrà con il passare del tempo. Marco potrà inoltre rateizzare eventuali nuovi carichi non inclusi nella rottamazione tramite la procedura ordinaria.
7.2 Piano del consumatore per una web designer dipendente
Scenario: Anna è una dipendente di un’agenzia di comunicazione e svolge occasionalmente attività di web design come freelance. Ha debiti per 50 000 € derivanti da finanziamenti bancari e scoperti di conto corrente. I creditori hanno avviato pignoramenti dello stipendio.
Soluzione: Anna può presentare un piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore perché i suoi debiti derivano da esigenze personali (spese mediche, acquisto di computer) e non da attività imprenditoriale. Con l’assistenza dell’OCC, predispone un piano in cui offre di pagare 400 € al mese per 10 anni, recuperando parte delle somme tramite un aumento di reddito e riduzione delle spese. Il giudice omologa il piano senza voto dei creditori . Le procedure esecutive vengono sospese e, dopo l’esecuzione integrale, Anna ottiene l’esdebitazione per gli eventuali debiti residui.
7.3 Liquidazione controllata con esdebitazione dell’incapiente
Scenario: Luca, titolare di una micro‑impresa di web design, ha chiuso l’attività a causa della crisi. Ha debiti per 80 000 € con il Fisco e 40 000 € con le banche. Non possiede beni immobili; il suo unico bene è un’autovettura.
Soluzione: Luca chiede la liquidazione controllata; l’OCC redige una relazione completa e il tribunale ammette la procedura. Il liquidatore vende l’autovettura per 10 000 €, che vengono distribuiti ai creditori. Dopo la liquidazione Luca richiede l’esdebitazione dell’incapiente. Il giudice accoglie la domanda e, in base all’orientamento della Cassazione, cancella i debiti residui perché Luca non aveva sfruttato l’esdebitazione nella precedente procedura e ricorrono i requisiti soggettivi e oggettivi . Luca ricomincia senza debiti.
7.4 Composizione negoziata per una start‑up di web design
Scenario: WebArt s.r.l., start‑up di web design con 5 dipendenti, evidenzia uno squilibrio patrimoniale: debiti bancari per 100 000 € e debiti fiscali per 40 000 €, ma ha contratti in corso con clienti di valore superiore. La società teme di finire in insolvenza.
Soluzione: La società accede alla composizione negoziata. Tramite la piattaforma della Camera di commercio nomina un esperto che aiuta a redigere un piano di risanamento. L’esperto facilita le trattative: la banca accetta di allungare i piani di rimborso e ridurre il tasso; l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione accetta una transazione fiscale. Grazie al test di risanamento e alla lista di controllo , il piano dimostra la sostenibilità dell’impresa. WebArt evita la liquidazione giudiziale e continua l’attività.
Conclusione
La crisi economica e le difficoltà di mercato possono mettere a dura prova anche i professionisti creativi come i web designer. Debiti fiscali e bancari non affrontati in tempo si trasformano in cartelle esattoriali, fermi amministrativi, pignoramenti del conto corrente e pressioni da parte dei creditori. Tuttavia la normativa italiana offre numerosi strumenti di tutela: dalle rateizzazioni alle definizioni agevolate (rottamazione‑quater e quinquies), dai piani del consumatore al concordato minore, dalla liquidazione controllata con esdebitazione dell’incapiente alla composizione negoziata della crisi d’impresa. La giurisprudenza più recente, a cominciare dalle pronunce della Corte di Cassazione del 2025, ha ribadito diritti importanti per i debitori, come la possibilità di omologare il piano del consumatore senza voto dei creditori , l’obbligo per la banca di consegnare le somme future in caso di pignoramento e i limiti per l’accesso all’esdebitazione .
Per difendersi efficacemente è necessario agire tempestivamente: verificare la legittimità degli atti, impugnare entro i termini, negoziare con l’agente della riscossione, aderire alle rottamazioni, predisporre piani sostenibili. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare offrono assistenza completa: analizzano la posizione debitoria, individuano vizi e soluzioni, presentano ricorsi e domande di definizione agevolata, negoziano con banche e Fisco, redigono piani di ristrutturazione e gestiscono le procedure di sovraindebitamento e di composizione negoziata. La loro esperienza come gestori della crisi e esperti negoziatori consente di salvaguardare il patrimonio e di ottenere l’esdebitazione.
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