Introduzione
Lavorare come videomaker significa unire creatività e imprenditorialità: bisogna investire in attrezzature costose, pagare collaboratori, soddisfare clienti sempre più esigenti e, allo stesso tempo, rispettare gli obblighi fiscali e bancari. Un singolo ritardo nei pagamenti o una stagione con poche commesse può far precipitare la situazione in un vortice di cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e solleciti dalle banche. Se non si interviene tempestivamente, il rischio è di subire pignoramenti, ipoteche o di perdere la propria professionalità. Capire come difendersi da fisco e banche diventa quindi una priorità per chi opera in questo settore.
In questa guida legale aggiornata al gennaio 2026 approfondiremo tutti gli strumenti di tutela a disposizione di un videomaker indebitato: dalle procedure di sovraindebitamento introdotte dalla Legge 3/2012 e dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) ai nuovi istituti come la esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII) e la rottamazione‑quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Analizzeremo giurisprudenza recente della Corte di Cassazione, i correttivi legislativi del 2024‑2025 e le ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate per comprendere come tutelarsi da cartelle, ipoteche e pignoramenti. Con un taglio pratico, spiegheremo passo per passo cosa succede dopo la notifica di un atto impositivo, come valutare la meritevolezza del debitore, quali sono i termini per presentare ricorsi o domande di definizione agevolata e quali errori evitare.
Perché rivolgersi a un professionista
Affrontare da soli il fisco e una banca non è solo stressante; può rivelarsi un errore costoso. Esistono numerose norme e decisioni giurisprudenziali che possono ribaltare una situazione inizialmente sfavorevole, ma richiedono competenze specifiche. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che opera a livello nazionale nel diritto bancario e tributario. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021. La sua esperienza garantisce al cliente un’analisi accurata degli atti (cartelle, contratti, avvisi), la predisposizione di ricorsi e opposizioni, la negoziazione con l’Agenzia delle Entrate Riscossione o con le banche, la stesura di piani di rientro sostenibili e l’accesso alle procedure concorsuali o stragiudiziali più efficaci.
Questa guida, pur fornendo informazioni approfondite e aggiornate, non può sostituire l’intervento professionale. Ogni situazione è diversa e richiede una strategia personalizzata. Per una consulenza immediata e personalizzata, contatta ora l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti ti aiuteranno a difenderti e a ripartire.
Contesto normativo e giurisprudenziale
Definizioni e principi generali
La Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”) è la prima normativa organica che ha offerto ai debitori non fallibili uno strumento per ristrutturare i propri debiti. L’art. 6 stabilisce che il fine della legge è quello di «porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento… consentendo al debitore di concludere un accordo con i creditori» attraverso le procedure di composizione della crisi . La stessa disposizione definisce sovraindebitamento come lo squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, che rende il debitore definitivamente incapace di adempiere regolarmente . Il consumatore viene definito come la persona fisica che ha assunto obbligazioni per fini estranei all’attività imprenditoriale o professionale .
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) ha aggiornato la disciplina della Legge 3/2012 e introdotto procedure uniche per consumatori, professionisti e piccole imprese. Nel 2024 e nel 2025 il legislatore è intervenuto due volte per correggere il testo, con il d.lgs. 13 settembre 2024 n. 136 (terzo correttivo) e con la Legge 27/2025 (“decreto Crisi e Rilancio”), ampliando l’accesso agli istituti e introducendo l’esdebitazione immediata per i soggetti senza beni. La relazione illustrativa al d.lgs. 136/2024 ha specificato che la definizione di consumatore è rimasta quella della legge 3/2012 ma è stata chiarita la posizione del socio che garantisce debiti sociali: la modifica stabilisce che il socio può essere considerato consumatore solo per i debiti contratti a titolo personale .
La Corte di Cassazione ha più volte definito l’ambito soggettivo della legge. Nella sentenza n. 29746 dell’11 novembre 2025 ha ribadito che la qualifica di consumatore richiede che le obbligazioni siano estranee all’attività imprenditoriale: un socio che presta garanzia per debiti della società non è un consumatore e non può accedere al piano del consumatore . La Corte ha sottolineato che l’atto di garanzia è collegato all’esercizio dell’impresa e quindi il garante non agisce quale consumatore .
Procedure di composizione delle crisi
La Legge 3/2012 e il CCII prevedono tre strumenti principali per risolvere le situazioni di sovraindebitamento:
- Accordo di ristrutturazione dei debiti e soddisfazione dei crediti (accordo di composizione) – Il debitore propone un piano ai creditori, con il supporto dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC). L’art. 7 prevede che il piano deve assicurare il pagamento dei crediti impignorabili e può prevedere scadenze, modalità di pagamento e garanzie . Il piano può anche prevedere una moratoria per i crediti privilegiati, purché sia assicurato un pagamento almeno pari al valore di liquidazione .
- Piano del consumatore – È una proposta unilaterale del debitore persona fisica che non necessita del voto dei creditori. Anche questo strumento consente di dilazionare i pagamenti o ridurre i debiti. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9549 del 14 aprile 2025, ha chiarito che il piano del consumatore è di natura giurisdizionale: non è assimilabile al concordato preventivo e non richiede una votazione dei creditori. La moratoria superiore a un anno e la falcidia dei crediti sono ammissibili se il giudice le ritiene convenienti; il consenso dei creditori non è condizione di validità .
- Liquidazione controllata del patrimonio – Prevede la liquidazione dei beni del debitore sotto il controllo del tribunale, con la possibilità di ottenere l’esdebitazione (liberazione dei debiti residui) dopo tre anni. Dal 2025 è stata introdotta anche la esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII), che consente a persone fisiche sovraindebitate senza beni da liquidare di ottenere la cancellazione dei debiti in tempi rapidi .
Composizione negoziata della crisi
Per le micro‑imprese e i professionisti che svolgono attività economica (ad esempio i videomaker strutturati come ditte individuali o società), dal 2021 è disponibile la composizione negoziata della crisi. Il d.l. 24 agosto 2021 n. 118 prevede, all’art. 2, che l’imprenditore “in presenza di condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario” possa chiedere la nomina di un esperto indipendente che lo assista nelle trattative con i creditori . L’esperto aiuta a verificare la fattibilità di un accordo e, se necessario, propone soluzioni come la cessione dell’azienda o la ristrutturazione del debito. Il d.lgs. 136/2024 ha inoltre inserito il comma 2‑bis nell’art. 23 CCII, permettendo al debitore di proporre, all’interno della composizione negoziata, una transazione fiscale: il tribunale può autorizzare un pagamento parziale o dilazionato dei debiti fiscali, previa presentazione di una relazione di un professionista indipendente che attesti la convenienza dell’accordo .
Rottamazione e definizione agevolata dei carichi fiscali
Le leggi di bilancio degli ultimi anni hanno introdotto diverse “rottamazioni” delle cartelle esattoriali. La più recente, la rottamazione‑quinquies della Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1º gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. L’art. 1, comma 82, stabilisce che i debiti derivanti da omesso versamento di imposte risultanti da dichiarazioni o da controlli automatici, nonché da omesso versamento di contributi all’INPS, possono essere estinti senza pagare interessi, sanzioni e aggio . La domanda va presentata in modalità telematica entro il 30 aprile 2026 . Il contribuente può scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o un piano fino a 54 rate bimestrali spalmate su nove anni; le scadenze sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 per le prime tre rate e dal 2027 con scadenze bimestrali fino al maggio 2035 . La norma prevede che la decadenza si verifica in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive . Tra gli effetti premiali, una volta presentata la domanda: * tutte le procedure esecutive avviate dall’Agenzia Entrate Riscossione vengono sospese (salvo l’ipotesi in cui vi sia già stato il primo incanto con esito positivo); * l’agente della riscossione non può attivare nuove procedure esecutive; * non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche; * il contribuente è considerato adempiente ai sensi degli artt. 28‑ter e 48‑bis del d.p.r. 602/73 .
Il Consiglio Provinciale di Rieti ha riassunto le novità in modo schematico: i debiti affidati dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 possono essere estinti senza interessi e sanzioni; la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026; il piano può arrivare a 54 rate bimestrali; l’interesse annuo è del 3% a partire dal 1º agosto 2026; la decadenza scatta con il mancato versamento di due rate .
Esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII)
Una delle novità del 2025 è l’esdebitazione immediata. L’art. 283‑bis CCII, introdotto dal d.lgs. 13/2025, consente alle persone fisiche sovraindebitate senza beni da liquidare di ottenere la cancellazione dei debiti residui con una procedura semplificata. L’istituto è pensato per i soggetti “insolventi senza colpa” che non hanno prospettive di soddisfare i creditori . La procedura richiede la verifica dell’insolvenza e la buona fede del debitore; al termine, il giudice può concedere l’esdebitazione senza attendere i tre anni previsti dalla liquidazione controllata.
Giurisprudenza recente
Moratoria ultrannuale e voto dei creditori
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4622/2024, ha risolto un’importante questione interpretativa. L’art. 8, comma 4, della Legge 3/2012 prevede la possibilità di una moratoria fino a un anno per il pagamento dei crediti privilegiati. La Corte ha affermato che tale limite non è inderogabile: è ammissibile prevedere una dilazione più lunga, anche oltre i cinque o sette anni, se il piano garantisce una soddisfazione dei creditori più conveniente della vendita forzata e se ai creditori privilegiai viene riconosciuto il diritto di esprimersi sulla proposta . Questa decisione tutela la sostenibilità dei piani per i debitori e attribuisce ai creditori la facoltà di valutare la convenienza della soluzione rispetto alla liquidazione.
Natura giurisdizionale del piano del consumatore
L’ordinanza n. 9549/2025 ha ribadito che il piano del consumatore non è assimilabile al concordato preventivo: non richiede il voto dei creditori nemmeno quando comporta moratorie superiori a un anno o falcidie dei crediti. La Corte ha evidenziato che l’approvazione spetta esclusivamente al giudice, che deve valutare la meritevolezza e la convenienza del piano. La finalità dello strumento è la “seconda opportunità” del debitore meritevole, e l’opposizione del creditore non blocca l’omologa se il piano offre un soddisfacimento migliore della liquidazione .
Malafede e revoca del piano
Con l’ordinanza n. 6869/2025 la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della buona fede del debitore. In tale caso, un consumatore aveva ottenuto l’omologazione del piano, ma un istituto di credito propose reclamo sostenendo che il debitore avesse omesso di dichiarare altri finanziamenti. La Corte ha confermato la revoca dell’omologa, rilevando che la condotta decettiva impedisce l’accesso alle procedure di sovraindebitamento: la mancata indicazione dei debiti esistenti costituisce malafede e colpa grave e comporta l’inammissibilità del piano . La Corte ha precisato che il dovere di valutazione del merito creditizio grava anche sulla banca, ma la principale causa di nullità risiede nella condotta del debitore . La decisione valorizza l’obbligo di trasparenza e correttezza del consumatore nella predisposizione del piano.
Definizione del consumatore e esclusione dei garanti
Nella sentenza n. 29746/2025, già richiamata, la Corte ha definito ancora una volta il consumatore come colui che agisce per fini estranei all’attività imprenditoriale: il socio che garantisce il debito della società non può accedere al piano del consumatore perché la garanzia è legata alla sfera professionale . Il principio tutela i creditori e impedisce abusi, assicurando che le procedure di sovraindebitamento siano riservate ai soggetti meritevoli.
Circolari e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione emanano periodicamente circolari e provvedimenti per applicare le norme sulla definizione agevolata. In merito alla rottamazione‑quinquies, il comunicato del 31 dicembre 2025 ha confermato che la domanda può essere presentata esclusivamente online, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Le risposte saranno rese entro il 30 giugno 2026 e conterranno il prospetto delle somme dovute. La circolare chiarirà inoltre come gestire i casi di decadenza dalle precedenti rottamazioni e come compensare eventuali crediti. Per la rottamazione‑quater (2023‑2024) rimane la scadenza al 15 marzo 2026 per versare le rate residue. Sebbene le circolari non siano normative, esse forniscono indicazioni operative fondamentali per non commettere errori nella presentazione delle istanze.
Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto
1. Ricezione dell’atto
Il primo passo è riconoscere il tipo di atto ricevuto:
- Cartella di pagamento o avviso di addebito: sono emessi dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e intimano il pagamento entro sessanta giorni. Decorso tale termine senza pagamento o richiesta di rateazione, l’ente può procedere con pignoramenti o iscrizione di ipoteca.
- Avviso di accertamento o atto di contestazione: sono emessi dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS e accertano una maggiore imposta o contributo. Diventano esecutivi dopo sessanta giorni; l’importo può essere iscritto a ruolo.
- Pignoramento: può essere mobiliare, immobiliare o presso terzi (conto corrente, crediti). Viene preceduto da un’intimazione di pagamento e può essere sospeso solo con un provvedimento giudiziale o con la definizione agevolata.
- Decreto ingiuntivo o precetto della banca: preludono al pignoramento. Il decreto ingiuntivo va opposto entro quaranta giorni.
2. Verifica dei termini e sospensione dei pagamenti
Alla ricezione di un atto esattoriale è essenziale verificare i termini per proporre ricorso:
- Ricorso tributario: 60 giorni dalla notifica per impugnare un avviso di accertamento davanti alla Commissione Tributaria. Il termine è perentorio; l’omissione comporta la definitività della pretesa.
- Opposizione al decreto ingiuntivo: 40 giorni dalla notifica. La banca potrà pignorare trascorsi 10 giorni dal precetto se il decreto non è opposto.
- Richiesta di rateazione: la cartella può essere rateizzata in 72 rate (o 120 rate in caso di comprovata difficoltà); la richiesta sospende le procedure esecutive finché il piano viene rispettato.
- Istanza di sospensione: in presenza di vizi dell’atto (ad esempio mancata motivazione, carenza di delega alla firma, errore di calcolo), il debitore può chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione la sospensione in autotutela. In caso di diniego, potrà rivolgersi al giudice dell’esecuzione.
3. Valutazione della situazione patrimoniale e reddituale
Prima di scegliere la strategia, occorre ricostruire la propria posizione debitoria: elencare tutte le cartelle, gli avvisi, i finanziamenti in essere, i contratti di leasing per le attrezzature, le eventuali fideiussioni firmate per ottenere prestiti. È importante includere anche i debiti non ancora scaduti e i finanziamenti dei collaboratori. Per i consumatori, la mancata indicazione dei debiti costituisce malafede e può far rigettare il piano . La valutazione deve considerare il patrimonio liquidabile: immobili, automezzi, attrezzature, ma anche beni strumentali indispensabili, che possono essere oggetto di limiti al pignoramento.
4. Scelta dello strumento più adatto
In base alla natura del debito (tributario, bancario, professionale) e alla posizione del videomaker (consumatore o imprenditore), si può accedere a diversi strumenti:
Piano del consumatore
Indicata per persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze personali. Il piano può prevedere il pagamento anche in dieci o più anni, superando il limite di un anno per i crediti privilegiati se ciò garantisce una maggiore soddisfazione . Non è richiesto il voto dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza e la sostenibilità . È consigliabile quando il debitore non ha beni da liquidare o quando desidera conservare l’abitazione.
Accordo di ristrutturazione dei debiti (accordo di composizione)
Adatto quando i creditori sono principalmente professionisti (fornitori di servizi, attori, studi di registrazione) e l’attività generatrice del debito è professionale. Prevede il voto dei creditori; la proposta deve assicurare un pagamento non inferiore a quanto otterrebbero dalla liquidazione . È utile per micro‑imprese o ditte individuali che vogliono mantenere l’operatività.
Liquidazione controllata del patrimonio
In caso di patrimonio rilevante o di inattività professionale, il debitore può cedere i propri beni sotto il controllo del tribunale. Dopo tre anni (o immediatamente con l’esdebitazione immediata, se privo di beni ) può ottenere la cancellazione dei debiti residui.
Composizione negoziata
Per i videomaker che operano attraverso una società o una ditta individuale con partita IVA, la composizione negoziata permette di avviare una trattativa assistita da un esperto nominato dalla Camera di Commercio . È uno strumento flessibile: il debitore può proporre un accordo con la banca per ridurre i tassi o rinegoziare le scadenze; con l’Erario può proporre una transazione fiscale per pagare solo una parte del debito . Durante la trattativa, sono sospese le procedure esecutive e l’azienda può continuare a operare.
Rottamazione‑quinquies
Se il debito è principalmente tributario, conviene verificare se rientra tra i carichi definibili con la rottamazione‑quinquies. Possono essere rottamati i carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2023 . La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 ; in caso di accoglimento, interessi e sanzioni vengono azzerati e si può pagare fino a 54 rate . Se si decade dalla definizione agevolata, i versamenti effettuati sono considerati acconto e i debiti tornano integralmente riscuotibili .
5. Presentazione della domanda o del ricorso
Una volta individuato lo strumento, occorre predisporre la documentazione.
- Domanda al tribunale (piano del consumatore o accordo): si presenta presso il tribunale competente per il luogo di residenza o sede legale. Deve contenere l’elenco dei creditori, l’indicazione dei redditi e dei beni, i documenti fiscali, la relazione dell’OCC che attesta la completezza e la fattibilità del piano, e una relazione del professionista indipendente se si propone una transazione fiscale. Il giudice fisserà un’udienza e, se il piano è completo, concederà l’omologa.
- Istanza di composizione negoziata: si presenta alla Camera di Commercio tramite l’apposita piattaforma. Serve una autocertificazione sulla sussistenza dello squilibrio economico, un progetto di risanamento e il bilancio aggiornato. L’Organismo nominerà un esperto; da quel momento il debitore deve cooperare e fornire tutte le informazioni richieste.
- Domanda di rottamazione: si invia online sul portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione tramite SPID, CIE o CNS. È necessario indicare i carichi che si intendono definire, scegliere tra pagamento in unica soluzione o rateale e allegare eventuale indirizzo PEC per ricevere comunicazioni. La domanda sospende l’avvio di nuove esecuzioni .
6. Attuazione e monitoraggio
Dopo l’omologa o l’accoglimento della domanda, il videomaker deve rispettare il piano o le rate della definizione agevolata. È consigliabile tenere un diario di pagamento e comunicare tempestivamente eventuali variazioni di reddito. L’OCC o l’esperto monitorano l’esecuzione. In caso di difficoltà, è possibile chiedere al giudice una modifica del piano; tuttavia, il mancato pagamento di due rate della rottamazione comporta la decadenza e la ripresa delle azioni esecutive.
Difese e strategie legali
Verifica della legittimità degli atti
Molte cartelle esattoriali e contratti bancari contengono vizi che possono portare alla loro nullità o annullamento.
- Vizi della cartella: assenza della firma del funzionario competente; mancanza di indicazione del responsabile del procedimento; notifica effettuata con modalità non previste (ad esempio via PEC non certificata); calcolo errato degli interessi o applicazione di sanzioni prescritte. In questi casi è possibile presentare un’istanza di sgravio o un ricorso tributario.
- Nullità dell’avviso di accertamento: difetto di motivazione; mancata allegazione degli atti richiamati; violazione del contraddittorio preventivo (per i tributi armonizzati); calcolo errato del valore della prestazione. Il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni.
- Opposizione all’esecuzione: se il pignoramento viene avviato prima del termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, o in pendenza di sospensione (come nel caso della rottamazione), è possibile opporsi al giudice dell’esecuzione e ottenere la sospensione.
- Vizi del contratto bancario: tassi usurari, mancanza di indicazione del TAEG, anatocismo (capitalizzazione degli interessi vietata). È possibile chiedere al giudice la riduzione del tasso e la restituzione delle somme indebitamente percepite. Anche la Commissione europea e la Banca d’Italia hanno emanato orientamenti che impongono alla banca la massima trasparenza; la Cassazione ha sanzionato l’anatocismo bancario in numerose pronunce.
Strategie di negoziazione con le banche
Quando i debiti riguardano finanziamenti o leasing per l’attrezzatura, è opportuno avviare una trattativa con l’istituto di credito. La composizione negoziata facilita tale negoziazione grazie all’intervento dell’esperto. È possibile chiedere:
- La riduzione del tasso di interesse o l’allungamento delle scadenze;
- La sospensione temporanea (moratoria) dei pagamenti;
- La trasformazione di parte del credito in capitale di rischio (conversione del debito in quote societarie);
- Lo stralcio parziale (rinuncia della banca a una quota del credito) a fronte di un pagamento immediato.
Le banche hanno interesse a evitare la procedura esecutiva, spesso lunga e onerosa; presentare un piano realistico e sostenibile aumenta le possibilità di successo. È importante essere trasparenti: la Cassazione ha affermato che la mancata indicazione di finanziamenti in essere costituisce malafede e può comportare la revoca del piano .
Sospensione delle procedure esecutive
Una delle principali finalità delle procedure di sovraindebitamento è la sospensione delle azioni esecutive. Con la presentazione del piano o dell’accordo, il giudice può disporre la sospensione dei pignoramenti e delle aste immobiliari in corso. Allo stesso modo, la domanda di rottamazione sospende le azioni esecutive relative ai carichi definibili . Questa sospensione consente al videomaker di continuare a lavorare, mantenere l’attrezzatura e generare il reddito necessario per il piano.
Importanza della meritevolezza
Le procedure di composizione della crisi sono riservate ai debitori meritevoli: chi ha agito con dolo o colpa grave, ad esempio contraendo debiti senza alcuna prospettiva di pagamento, non può accedere agli strumenti di sovraindebitamento. L’art. 7 Legge 3/2012 esclude la proposta quando il debitore ha determinato la situazione con colpa grave o malafede . La Cassazione, con l’ordinanza 6869/2025, ha ritenuto inammissibile il piano presentato da un consumatore che aveva nascosto finanziamenti preesistenti . Essere trasparenti e collaborativi con l’OCC e con il giudice è quindi fondamentale.
Strumenti alternativi per risolvere i debiti
Rottamazioni e definizioni agevolate
Oltre alla rottamazione‑quinquies della Legge di Bilancio 2026, negli anni precedenti sono state previste altre definizioni agevolate, come la rottamazione‑quater (Legge n. 197/2023) e la rottamazione‑ter (d.l. 119/2018). Queste misure consentono di estinguere le cartelle relative a tributi e contributi affidati all’agente della riscossione in periodi specifici, pagando solo l’imposta e scontando sanzioni e interessi. Per la rottamazione‑quinquies è fondamentale presentare la domanda entro il 30 aprile 2026 e rispettare il piano di pagamenti; la decadenza comporta la ripresa dell’intero debito .
Transazione fiscale e contributiva
L’art. 23 CCII, come modificato dal d.lgs. 136/2024, consente al debitore di proporre all’Agenzia delle Entrate e agli enti previdenziali un pagamento parziale dei debiti fiscali all’interno di un accordo o di un piano di ristrutturazione. Occorre allegare una relazione di un professionista indipendente che attesti la convenienza dell’accordo rispetto alla liquidazione . Il tribunale verifica la completezza della documentazione e, se il pagamento parziale è ritenuto conveniente, lo autorizza. La transazione fiscale è utile per ridurre l’ammontare dei debiti tributari e rendere sostenibile il piano.
Piano del consumatore con transazione bancaria
Nei casi in cui il debito principale è verso una banca, il piano del consumatore può prevedere la rinegoziazione dei tassi, l’estensione delle scadenze e la riduzione della quota capitale. Se il videomaker ha ipotecato la propria abitazione per ottenere un mutuo, potrà proporre alla banca un pagamento dilazionato che preservi l’immobile e garantisca comunque il recupero del credito. La Cassazione 4622/2024 ha ritenuto ammissibile un piano che prevede il pagamento dei creditori privilegiati (banche) anche oltre un anno dall’omologazione, a patto che questi possano esprimersi sulla proposta .
Esdebitazione immediata
Se il videomaker non possiede beni da liquidare e non percepisce redditi sufficienti, può chiedere l’esdebitazione immediata (art. 283‑bis CCII). È necessario provare di essere sovraindebitato senza colpa e di aver collaborato con l’OCC. In tal caso, il giudice cancella i debiti residui senza attendere i tre anni della liquidazione controllata . Questo strumento rappresenta una seconda possibilità per ripartire quando non esiste alcuna prospettiva di pagamento.
Piani del consumatore familiari e piani del consumatore con garanzie terze
La legge consente la presentazione di un piano familiare unico, quando più membri della famiglia sono legati da obbligazioni comuni. Inoltre, l’art. 8, comma 1, della Legge 3/2012 ammette che terzi (parenti, amici) possano prestare garanzie o conferire beni per rendere fattibile il piano . Questa possibilità è spesso utilizzata da videomaker che operano in contesti familiari: ad esempio, un genitore può mettere a disposizione un immobile come garanzia, consentendo di accedere al piano e preservare gli strumenti di lavoro.
Liquidazione del patrimonio con esdebitazione di diritto
Se il videomaker possiede immobili o beni di valore, potrebbe essere preferibile la liquidazione controllata: i beni vengono venduti e il ricavato distribuito ai creditori; trascorsi tre anni dal decreto di chiusura, il debitore ottiene l’esdebitazione di diritto, cioè la cancellazione dei debiti residui, salvo quelli non esdebitabili (ad esempio alimentari, risarcimento da reato). La scelta va ponderata con il professionista, valutando il valore dei beni e la convenienza rispetto al piano del consumatore.
Misure anti‑usura e anatocismo bancario
Se i debiti derivano da prestiti personali, carte revolving o leasing con tassi elevati, è opportuno verificare se il tasso applicato supera i limiti di usura stabiliti trimestralmente dalla Banca d’Italia. In tal caso, la banca deve restituire gli interessi pagati in eccesso e applicare il tasso nominale. È importante analizzare i contratti: la presenza di clausole anatocistiche (capitalizzazione degli interessi) è vietata se non è esplicitamente prevista e se non rispettano le delibere del CICR; ciò può comportare la riduzione dell’importo dovuto. Un professionista esperto può rilevare questi vizi e utilizzarli per rinegoziare il debito.
Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare gli atti: non aprire una raccomandata o un messaggio PEC è pericoloso. I termini decorrono dalla data di notifica, indipendentemente dalla presa visione. È fondamentale controllare regolarmente la PEC e ritirare le raccomandate.
- Pagare senza verificare: molti debitori pagano importi non dovuti perché temono pignoramenti. Prima di versare, è indispensabile verificare la legittimità dell’atto e la correttezza del calcolo.
- Non comunicare con le banche e l’Agenzia delle Entrate: evitare il confronto può aggravare la posizione. Presentare richieste di rateazione o opposizioni tempestive spesso consente di sospendere le procedure e trovare soluzioni più vantaggiose.
- Omettere debiti o redditi nel piano: la Cassazione ha chiarito che la malafede blocca l’omologazione . Occorre dichiarare tutti i debiti e i finanziamenti in essere.
- Rivolgersi a consulenti non qualificati: alcune società promettono la cancellazione dei debiti senza basi legali. Solo un avvocato o un commercialista iscritto all’albo e un OCC riconosciuto dal Ministero possono gestire la procedura.
- Aspettare troppo: molti videomaker si attivano solo quando ricevono un pignoramento. È preferibile intervenire appena sorgono i primi segnali di crisi, per accedere alle procedure prima che le azioni esecutive abbiano prosciugato le risorse.
- Non considerare gli effetti a lungo termine: ad esempio, accettare un piano con rate troppo elevate può portare a default e decadenza; scegliere la liquidazione senza considerare che verrà persa l’abitazione può avere conseguenze gravi. Bisogna valutare attentamente ogni opzione con il proprio professionista.
Tabelle riepilogative
Principali procedure di sovraindebitamento
| Procedura | Soggetti ammessi | Caratteristiche principali | Riferimenti normativi |
|---|---|---|---|
| Piano del consumatore | Persone fisiche (consumatori) | Proposta unilaterale, non richiede voto dei creditori; può prevedere moratoria e falcidia; il giudice valuta meritevolezza . | Legge 3/2012 artt. 6‑8, CCII art. 67 |
| Accordo di composizione | Consumatori, professionisti, micro‑imprese | Richiede il voto dei creditori; deve assicurare un pagamento non inferiore al valore di liquidazione ; possibile transazione fiscale . | Legge 3/2012 art. 7, CCII art. 63 ss. |
| Liquidazione controllata | Tutti i debitori non fallibili | Vendita dei beni e distribuzione del ricavato; esdebitazione dopo tre anni o immediatamente se sussistono i presupposti dell’art. 283‑bis . | Legge 3/2012 artt. 14 ter ss., CCII artt. 268 ss. |
| Composizione negoziata | Imprenditori (anche micro‑imprese e professionisti) | Trattativa assistita da un esperto; consente di proporre transazioni ai creditori; tutela l’attività in continuità . | D.l. 118/2021 art. 2, CCII art. 23 |
| Rottamazione‑quinquies | Debitori con carichi affidati dal 2000 al 2023 | Estinzione dei debiti senza interessi e sanzioni; domanda entro 30 aprile 2026; fino a 54 rate bimestrali . | Legge n. 199/2025 art. 1, commi 82‑101 |
Termini principali e scadenze
| Atto/Procedura | Termine per agire | Effetti della scadenza |
|---|---|---|
| Ricorso tributario contro avviso di accertamento | 60 giorni dalla notifica | Decorso il termine, l’atto diventa definitivo e il debito può essere iscritto a ruolo |
| Opposizione a decreto ingiuntivo | 40 giorni dalla notifica | Decorso il termine, il decreto diventa esecutivo e può essere avviato il pignoramento |
| Domanda di rottamazione‑quinquies | Entro 30 aprile 2026 | Decorsi i termini, non si potrà aderire alla definizione agevolata |
| Pagamento in unica soluzione | 31 luglio 2026 | Il mancato pagamento comporta l’inefficacia della rottamazione |
| Piano rateale (rottamazione‑quinquies) | 54 rate bimestrali; prima rata 31 luglio 2026, ultime tre rate nel 2035 | La decadenza si verifica con il mancato/insufficiente pagamento di due rate |
Esempi di vizi degli atti
| Tipo di atto | Possibili vizi | Difesa |
|---|---|---|
| Cartella di pagamento | Mancanza di motivazione; notifica irregolare; sanzioni prescritte; applicazione di interessi illegittimi (usura) | Richiesta di sgravio o ricorso al giudice tributario |
| Avviso di accertamento | Mancata allegazione degli atti; violazione del contraddittorio; errori di calcolo | Ricorso davanti alla Commissione tributaria entro 60 giorni |
| Contratto di mutuo/leasing | Tasso usurario; anatocismo; clausole vessatorie; mancata indicazione del TAEG | Opposizione giudiziale; richiesta di rinegoziazione |
Domande frequenti (FAQ)
1. Chi può accedere al piano del consumatore? Può accedervi la persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale . Restano esclusi gli imprenditori e i soci che hanno garantito debiti sociali .
2. Posso proporre un piano del consumatore se ho anche debiti con la banca? Sì. I debiti verso banche e finanziarie possono essere inseriti nel piano; la Cassazione ha stabilito che il limite di un anno per il pagamento dei crediti privilegiati non è inderogabile e può essere superato . Il giudice valuterà la convenienza.
3. Cosa succede se nascondo un finanziamento nel piano? La Corte di Cassazione ha sancito che la malafede e la colpa grave impediscono l’accesso al piano; la mancata indicazione dei debiti è causa di revoca dell’omologa . È necessario dichiarare tutti i finanziamenti.
4. Quali sono i vantaggi della composizione negoziata? Permette di negoziare con i creditori assistiti da un esperto indipendente; sospende le azioni esecutive e consente di proporre transazioni fiscali e bancarie . È particolarmente utile per micro‑imprese e professionisti.
5. Ho ricevuto un avviso di accertamento: posso aderire alla rottamazione? Sì, ma solo dopo che il debito è stato iscritto a ruolo. La rottamazione riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023 .
6. Quali debiti non possono essere estinti con la rottamazione? Sono esclusi i debiti derivanti da risorse proprie dell’UE, l’IVA riscossa dalle dogane, i debiti da sentenze penali di condanna e le somme già inserite in piani di rottamazione quater regolarmente pagati .
7. È possibile ottenere una sospensione dei pignoramenti presentando la domanda di rottamazione? Sì. La legge prevede che, dalla presentazione della domanda, siano sospese le procedure esecutive relative ai carichi definibili .
8. Che cosa significa esdebitazione immediata? È la possibilità, introdotta dall’art. 283‑bis CCII, di cancellare immediatamente i debiti residui per le persone fisiche sovraindebitate senza beni da liquidare. Serve dimostrare la buona fede e l’assenza di colpa .
9. Cosa devo fare per presentare il piano del consumatore? Occorre rivolgersi a un OCC, raccogliere tutta la documentazione sui debiti e sui redditi, predisporre una proposta con l’aiuto di un avvocato e presentarla al tribunale competente. L’OCC attesterà la fattibilità del piano e il giudice deciderà sull’omologa.
10. Posso includere l’IVA e le ritenute non versate nel piano del consumatore? Sì, ma il piano può prevedere solo la dilazione (non la riduzione) per i tributi costituenti risorse dell’Unione europea, l’IVA e le ritenute operate e non versate .
11. Cos’è la transazione fiscale? È un accordo all’interno dell’accordo o del piano che prevede il pagamento parziale o differito dei debiti fiscali. È autorizzata dal tribunale se, sulla base della relazione di un professionista, risulta più conveniente della liquidazione .
12. Se ho un immobile ipotecato, posso salvarlo con un piano del consumatore? Sì. Il piano può prevedere la moratoria e il pagamento rateizzato dell’ipoteca; la Cassazione ha ammesso piani in cui i creditori ipotecari vengono pagati in più anni , purché la banca venga interpellata e il piano risulti conveniente rispetto alla vendita.
13. Cosa accade se non pago due rate della rottamazione? La Legge di Bilancio 2026 stabilisce che la decadenza dalla rottamazione‑quinquies si verifica con il mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive . In tal caso, i versamenti effettuati vengono considerati acconto e il debito ritorna comprensivo di interessi e sanzioni.
14. L’OCC può rifiutare la mia domanda? Sì. L’Organismo di Composizione della Crisi può dichiarare inammissibile la domanda se manca la documentazione completa, se risulta malafede o se il piano non è sostenibile. È quindi fondamentale preparare un fascicolo accurato e cooperare con l’OCC.
15. Cosa sono gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC)? Sono enti iscritti presso il Ministero della Giustizia che assistono i debitori nelle procedure di sovraindebitamento. Coordinano i professionisti (avvocati, commercialisti, notai), raccolgono la documentazione, predispongono le proposte e attestano la veridicità e la fattibilità del piano.
16. Posso presentare un nuovo piano se sono decaduto da uno precedente? La legge prevede che chi ha beneficiato di una procedura di sovraindebitamento negli ultimi cinque anni non può presentarne un’altra , salvo casi eccezionali. L’avvocato valuterà se sussistono i requisiti.
17. Cosa succede ai finanziamenti destinati all’acquisto di attrezzature? Se i beni sono oggetto di leasing, la loro restituzione potrebbe compromettere l’attività del videomaker. È possibile includere la restituzione del bene o proporre l’acquisto in proprietà nel piano. In alternativa, si può chiedere la sospensione temporanea dei canoni (moratoria) o la rinegoziazione del contratto.
18. È possibile bloccare un fermo amministrativo sull’auto? Sì. Il fermo amministrativo può essere sospeso con la presentazione di un piano di rientro o con la rottamazione. Se l’auto è strumentale all’attività (ad esempio per trasportare attrezzature), è possibile chiedere la revoca del fermo, dimostrando l’indispensabilità del veicolo.
19. Posso compensare i crediti con l’Erario? In presenza di crediti tributari certificati (rimborsi IRPEF, bonus), è possibile compensare i debiti rottamabili o quelli inclusi in un piano. Occorre verificare con il professionista le modalità e le eventuali limitazioni.
20. La procedura di sovraindebitamento incide sulla reputazione creditizia? Durante l’esecuzione del piano, il debitore potrà incontrare difficoltà ad accedere a nuovi finanziamenti; tuttavia, una volta ottenuta l’esdebitazione, i debiti vengono cancellati e la posizione viene riabilitata. Molti istituti bancari valutano positivamente la regolarità del piano.
Simulazioni pratiche e numeriche
Caso 1: videomaker con debiti tributari
Situazione: Marco, videomaker freelance, ha debiti tributari per 25.000 € relativi a IVA e imposte sul reddito (periodo 2019‑2023). L’Agenzia delle Entrate Riscossione gli notifica tre cartelle esattoriali per un totale di 33.000 €, inclusi interessi e sanzioni. Marco non ha beni immobili, ma possiede una telecamera professionale e un veicolo. Il suo reddito mensile netto è di 1.300 €.
Strategia: 1. Marco si informa sulla rottamazione‑quinquies. Verifica che i debiti sono stati affidati tra il 2019 e il 2023, quindi rientrano nell’ambito della definizione. Presenta online la domanda di rottamazione entro il 30 aprile 2026. Opta per il piano rateale in 54 rate bimestrali. Il capitale residuo da pagare è 25.000 € (sanzioni e interessi azzerati). L’importo di ogni rata è circa 463 € (25.000 €/54). Essendo le rate bimestrali, Marco dovrà pagare 463 € ogni due mesi per nove anni. 2. Marco chiede all’Agenzia la sospensione delle procedure esecutive: l’iscrizione dell’ipoteca sull’auto viene sospesa . Se rispetta tutte le rate, entro il 2035 avrà estinto il debito senza ulteriori sanzioni. In caso di mancato pagamento di due rate, decadrebbe e dovrebbe pagare l’intero importo con interessi .
Vantaggi: Marco evita il pignoramento dei suoi beni strumentali, mantiene la telecamera e il veicolo per lavorare e diluisce il debito nel lungo periodo. Lo sgravio di sanzioni riduce notevolmente l’importo dovuto.
Caso 2: videomaker socio di una ditta individuale con debiti bancari e tributari
Situazione: Laura gestisce una società di produzione video (ditta individuale). Ha acceso un mutuo ipotecario da 80.000 € per acquistare un piccolo studio e attrezzatura. A causa di un calo delle commesse, non riesce più a pagare le rate (1.000 €/mese). Ha inoltre debiti tributari per 15.000 € e contributivi per 5.000 €. La banca minaccia di pignorare lo studio; l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha iscritto ipoteca sull’immobile.
Strategia: 1. Laura attiva la composizione negoziata ai sensi del d.l. 118/2021. Invia la domanda alla Camera di Commercio, allegando bilanci e un progetto di risanamento. Viene nominato un esperto che avvia le trattative. 2. Con l’aiuto dell’esperto, Laura propone alla banca una transazione: pagamento del 60% del debito ipotecario in 15 anni, con tasso ridotto e rinuncia agli interessi moratori. Propone inoltre all’Agenzia delle Entrate Riscossione la transazione fiscale per pagare 10.000 € in 72 rate, presentando la relazione del professionista che attesta la convenienza . 3. Nel frattempo, richiede la sospensione delle azioni esecutive; la banca accetta di sospendere la procedura esecutiva e l’ipoteca rimane ma non viene escussa. 4. L’accordo viene approvato dal tribunale; Laura comincia a pagare le rate ridotte. L’attività può continuare e generare reddito.
Vantaggi: Con la composizione negoziata, Laura evita la vendita forzata dello studio, ristruttura il debito bancario con tasso più basso e riduce il debito tributario. L’accordo consente alla banca di recuperare una parte significativa del credito e all’Agenzia delle Entrate di incassare una somma certa.
Caso 3: videomaker senza beni né reddito adeguato
Situazione: Andrea ha lavorato come videomaker freelance per alcuni anni ma, dopo il fallimento della sua startup, si ritrova con debiti per 40.000 € (tra imposte, contributi e prestiti personali) e senza beni rilevanti. Vive in affitto e non ha un reddito stabile.
Strategia: 1. Andrea si rivolge a un OCC e richiede l’esdebitazione immediata. Dimostra, documentazione alla mano, di essere insolvente senza colpa, di non possedere beni da liquidare e di aver collaborato con il professionista. 2. L’OCC attesta che la sua situazione è compromessa e non vi sono prospettive di soddisfare i creditori. Il giudice concede l’esdebitazione immediata ai sensi dell’art. 283‑bis CCII .
Risultato: Andrea viene liberato dai debiti, pur restando esclusi eventuali debiti da risarcimento o da obblighi di mantenimento. Potrà ripartire lavorando come dipendente o freelance e ricostruire la sua posizione creditizia.
Conclusione
Le procedure di sovraindebitamento, le definizioni agevolate e gli strumenti di composizione negoziata rappresentano una via concreta per tutelare il videomaker indebitato dal fisco e dalle banche. La normativa italiana, in continua evoluzione, ha ampliato le possibilità di difesa: dalla flessibilità dei piani del consumatore, che possono prevedere moratorie superiori a un anno , alla natura giurisdizionale di tali piani che non richiedono il voto dei creditori , fino alla nuova esdebitazione immediata che consente la cancellazione dei debiti per chi è privo di beni . La giurisprudenza ha chiarito la necessità di buona fede e trasparenza, punendo la malafede con la revoca dei piani . Le rottamazioni, infine, offrono l’opportunità di estinguere i debiti fiscali con sconti significativi e piani di pagamento lunghi .
Agire tempestivamente è fondamentale: i termini per presentare ricorsi o domande sono stringenti, e la mancata adesione può comportare la perdita dei benefici. Le procedure sono complesse e richiedono un’attenta analisi di ogni atto; per questo è indispensabile affidarsi a professionisti esperti.
Perché scegliere l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’Avv. Monardo e il suo staff offrono una consulenza a 360 gradi, coordinando avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro in tutta Italia. In qualità di cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore riconosciuto dal Ministero della Giustizia, dispone di tutti gli strumenti per bloccare pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi, impugnare cartelle e avvisi, negoziare con banche e creditori e costruire piani di rientro su misura. Grazie alla sua esperienza nei contenziosi bancari e tributari, potrà individuare i vizi degli atti, verificare tassi usurari, proporre transazioni fiscali e ricorsi mirati.
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