Sviluppatore software con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Le difficoltà finanziarie non sono estranee neppure a chi opera nel mondo dell’informatica. Gli sviluppatori software, spesso liberi professionisti o titolari di piccole start‑up, possono trovarsi sommersi da debiti con l’Erario, l’INPS o gli istituti di credito. Nel 2025–2026 la crisi economica e gli investimenti anticipati per progetti innovativi hanno messo in ginocchio molti programmatori che hanno accumulato cartelle esattoriali, rate scadute e prestiti bancari. Ignorare gli avvisi o rinviare il problema comporta però gravi rischi: l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER) può bloccare il conto corrente con un pignoramento ex art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973, i creditori possono iscrivere ipoteche sugli immobili o procedere alla liquidazione coatta dei beni, mentre le banche possono revocare le linee di credito.

Di fronte a tali scenari il legislatore offre strumenti efficaci per proteggere il patrimonio e ristrutturare i debiti. L’obiettivo di questo articolo è fornire una guida completa, aggiornata a gennaio 2026, per aiutare lo sviluppatore indebitato a difendersi da Fisco e banche. Verranno analizzati il pignoramento del conto corrente, i termini per contestare le cartelle esattoriali, la prescrizione, i piani del consumatore, le rottamazioni quater e quinquies, la composizione negoziata della crisi d’impresa e gli strumenti di esdebitazione introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) e dalla Legge 3/2012. Nell’ultima sezione troverai FAQ, esempi pratici e tabelle riepilogative.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare

Questo articolo è redatto con la collaborazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e specialista in diritto bancario e tributario. L’avvocato coordina un team di avvocati e commercialisti operativi a livello nazionale con competenze specifiche in materia di esecuzioni immobiliari, crisi d’impresa e sovraindebitamento. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Lo studio offre:

  • Analisi immediata degli atti esecutivi (cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, pignoramenti).
  • Redazione di ricorsi e opposizioni davanti al giudice tributario e al giudice dell’esecuzione per contestare vizi formali e sostanziali.
  • Richiesta di sospensione delle procedure esecutive e trattative con banche e creditori per la rinegoziazione dei debiti.
  • Predisposizione di piani di rientro, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e domande di composizione negoziata.
  • Soluzioni giudiziali e stragiudiziali per bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e salvare la casa di famiglia.

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1 Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione si analizzano le norme principali e le più recenti pronunce giurisprudenziali che interessano i software developer con debiti. La conoscenza del quadro normativo permette di orientarsi tra le molteplici procedure, capire quando scatta il pignoramento, quali sono i termini di prescrizione e decadenza e quali strumenti di composizione del debito sono disponibili.

1.1 Le basi: Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII)

La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 ha introdotto un sistema organico di composizione delle crisi per i soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, start‑up innovative, imprese agricole, associazioni). L’art. 6 definisce la situazione di sovraindebitamento come un “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile” che comporta l’impossibilità di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni . La stessa norma consente al debitore di concludere un accordo con i creditori o di proporre un piano del consumatore per riequilibrare la posizione debitoria .

Per accedere alla procedura occorre rispettare i requisiti dell’art. 7: il debitore non deve essere soggetto a procedure concorsuali, non deve aver già beneficiato di un accordo negli ultimi cinque anni e non deve aver commesso atti di frode ai creditori. L’articolo prevede inoltre che i creditori privilegiati (banche ipotecarie, Fisco, INPS) debbano essere soddisfatti per un importo almeno pari al valore ricavabile dalla liquidazione del bene .

L’art. 8 consente di inserire nel piano una moratoria fino a un anno per il pagamento dei creditori assistiti da privilegio, pegno o ipoteca , moratoria che il correttivo ter (d.lgs. 136/2024) ha interpretato come termine iniziale e non finale: il pagamento dei privilegiati deve cominciare entro un anno ma può proseguire oltre se il piano lo richiede . La procedura si conclude con l’omologazione del piano (art. 12) che sospende i pignoramenti in corso ; in caso di inadempimento l’accordo può essere risolto (art. 14).

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato a regime nel luglio 2022 e più volte modificato, ha assorbito molte disposizioni della Legge 3/2012. Gli artt. 63–71 CCII disciplinano il concordato minore e la ristrutturazione dei debiti del consumatore, mantenendo una moratoria massima di due anni per i creditori privilegiati . Il CCII introduce l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII) e istituti innovativi come la composizione negoziata della crisi (artt. 12–25 quinquies CCII) che saranno analizzati più avanti.

1.2 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021 e correttivi 2022–2024)

Nel 2021, con il D.L. 118/2021 (convertito in L. 147/2021) il legislatore ha introdotto una procedura volontaria per permettere alle imprese in crisi di avviare trattative con i creditori sotto la guida di un esperto negoziatore. Il decreto, emanato in risposta all’emergenza pandemica, ha rinviato l’entrata in vigore del CCII e ha inserito nel codice gli artt. 12–25 quinquies, dedicati agli strumenti stragiudiziali . La procedura è stata poi modificata dal d.lgs. 83/2022 e soprattutto dal d.lgs. 136/2024 (correttivo ter), entrato in vigore il 28 settembre 2024, che ha ampliato l’accesso alla composizione anche ai casi di squilibrio patrimoniale o economico‑finanziario e ha introdotto la possibilità di transazioni fiscali con l’Agenzia delle Entrate e l’Agente della riscossione .

Le principali novità del correttivo ter sono riassunte nella tabella seguente :

Articolo CCIINovità introdotte dal d.lgs. 136/2024
Art. 12Permette l’accesso quando l’impresa è in crisi, insolvente o in squilibrio patrimoniale; impone all’esperto di considerare l’impatto occupazionale .
Art. 13Richiede agli esperti di aggiornare il curriculum con le composizioni seguite e dà alle Commissioni il potere di scegliere l’esperto in base al track record .
Art. 16Stabilisce che l’accesso alla composizione non modifica la classificazione del credito; le banche devono motivare la sospensione o revoca delle linee di credito .
Art. 18Impone ai creditori bancari di non revocare le linee di credito a causa dell’accesso alla composizione e prevede che dopo la conferma delle misure protettive non possano mantenerle sospese senza giustificazione .
Art. 22Estende le autorizzazioni che il tribunale può concedere (emissione di garanzie, riattivazione di linee di credito) anche dopo la chiusura della composizione .
Art. 23Riduce al 60 % la percentuale di adesione dei creditori necessaria per l’omologazione di un accordo e introduce la possibilità di transazioni fiscali .

La composizione negoziata consente all’imprenditore di chiedere la pubblicazione di misure protettive per sospendere le azioni esecutive e cautelari (artt. 18–19 CCII): i creditori non possono iniziare o proseguire azioni individuali mentre la banca non può revocare unilateralmente le linee di credito . L’esperto negoziatore coordina la trattativa e redige una relazione finale sulle prospettive di risanamento. In caso di successo le parti possono sottoscrivere un accordo o accedere ad altri strumenti (piani attestati, accordi di ristrutturazione, concordato semplificato) .

L’Avv. Monardo, in quanto esperto negoziatore abilitato, assiste gli imprenditori del settore IT nella predisposizione della documentazione, nella richiesta di misure protettive e nelle trattative con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e le banche.

1.3 Il pignoramento esattoriale e i limiti di pignorabilità

La riscossione coattiva delle imposte consente all’AdER di pignorare i crediti del debitore verso terzi senza l’autorizzazione del giudice. L’art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973 consente all’agente della riscossione di notificare un atto in cui ordina al terzo (es. banca) di pagare direttamente a lui i crediti dovuti al contribuente. Il testo dell’articolo stabilisce che il terzo deve eseguire il pagamento:

  • entro 60 giorni dalla notifica dell’atto per le somme maturate prima della notifica;
  • alle rispettive scadenze per le somme maturate successivamente .

La norma prevede che il pignoramento esattoriale possa essere redatto anche da dipendenti dell’agente della riscossione e, in caso di inottemperanza, si applica l’art. 72, comma 2 . Nel 2025 la Corte di Cassazione (sentenza n. 28520/2025) ha dato un’interpretazione “dinamica”: il vincolo si estende ai crediti futuri che maturano nei 60 giorni successivi alla notifica, anche se il conto corrente era vuoto . Ciò significa che la banca deve accantonare e trasferire all’AdER ogni somma affluita entro due mesi; l’obbligo sussiste anche se il saldo era negativo al momento della notifica .

L’art. 72‑ter D.P.R. 602/1973 stabilisce invece i limiti di pignorabilità per stipendi e salari accreditati su conto corrente. L’agente della riscossione può pignorare:

  • un decimo delle somme se l’importo è fino a 2.500 €;
  • un settimo per importi superiori a 2.500 € e non superiori a 5.000 € .

Se le somme superano 5.000 €, si applica l’art. 545 c.p.c. (quarticomo). In ogni caso, l’ultimo stipendio accreditato non può essere pignorato .

Parallelamente, l’art. 546 c.p.c. disciplina gli obblighi del terzo pignorato. Dal giorno della notifica del pignoramento, la banca è custode delle somme dovute e deve astenersi dal pagare al debitore; tuttavia, se l’accredito riguarda stipendi o pensioni antecedenti, l’obbligo non si applica fino al triplo dell’assegno sociale . Il debitore può chiedere la riduzione proporzionale dei pignoramenti eseguiti presso più terzi e il giudice decide entro venti giorni .

Infine, l’art. 50 D.P.R. 602/1973 prevede che il concessionario può iniziare l’espropriazione forzata solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento; se l’espropriazione non inizia entro un anno, occorre notificare una nuova intimazione entro cinque giorni . Queste regole sono fondamentali per calcolare i termini e verificare la legittimità dell’azione esecutiva.

1.4 Prescrizione e decadenza delle cartelle esattoriali

Un aspetto cruciale riguarda la prescrizione delle cartelle di pagamento. Nel 2025 la Cassazione (ordinanza n. 28706/2025) ha affermato che il debitore può far valere la prescrizione solo opponendosi all’intimazione di pagamento: se resta inerte, il debito si cristallizza . La prescrizione varia a seconda del tributo: 10 anni per imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES), 5 anni per tributi locali e sanzioni amministrative, 3 anni per bollo auto . È quindi essenziale impugnare tempestivamente la cartella.

In materia di competenza territoriale, l’ordinanza n. 21635/2025 ha dichiarato nullo il pignoramento eseguito da un agente territorialmente incompetente: l’atto è invalido se notificato da una sede diversa da quella territorialmente competente . La pronuncia tutela il contribuente e obbliga l’AdER a rispettare il criterio territoriale.

L’art. 1 comma 188 della L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione quinquies per i carichi affidati all’AdER dal 2000 al 2023. I commi 82–101 disciplinano la procedura: il contribuente deve presentare domanda online entro il 30 aprile 2026; l’Agenzia avvia la procedura entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge . Le somme possono essere versate in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in massimo 54 rate bimestrali, con interessi del 3 % annuo . La decadenza è automatica in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive e non sono previsti i 5 giorni di tolleranza . La rottamazione quater, prevista dalla L. 197/2022, continua a essere operativa per i carichi 2000–2017 con scadenze diverse.

1.5 Giurisprudenza recente e responsabilità degli amministratori

Oltre alle pronunce sul pignoramento, nel 2025 la giurisprudenza ha affrontato la responsabilità degli amministratori e soci delle società software. La Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia (sentenza 752/2025) ha stabilito che i debiti tributari di una s.r.l. non si trasferiscono automaticamente agli amministratori: l’ufficio deve dimostrare l’apporto causale dell’amministratore alle violazioni fiscali . Tale pronuncia ridimensiona la pratica di notificare avvisi di accertamento semplicemente perché si riveste la carica di amministratore.

La Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza 3625/2025, ha affrontato la responsabilità degli ex soci dopo la cessazione della società. La Corte ha ricordato che i soci rispondono entro i limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione e solo se l’Amministrazione dimostra che il credito non è stato soddisfatto . È un importante punto di riferimento per i programmatori che hanno sciolto start‑up software e temono pretese sui patrimoni personali.

2 Procedura passo per passo dopo la notifica

Una volta che l’AdER o una banca notifica un atto di riscossione (cartella, intimazione, atto di pignoramento), il debitore ha precisi termini per agire. Vediamo le fasi principali.

  1. Notifica della cartella di pagamento. Il concessionario (AdER) iscrive a ruolo le somme dovute e invia la cartella. Dal giorno della notifica decorrono 60 giorni entro i quali il debitore può pagare, chiedere la rateizzazione o presentare ricorso davanti al giudice tributario. Se non agisce, l’AdER può procedere a espropriazione forzata .
  2. Decorso dei 60 giorni. Se il debitore non paga né ricorre, l’AdER può avviare l’esecuzione. Se l’espropriazione non inizia entro un anno, occorre notificare una nuova intimazione di pagamento ex art. 50, comma 2 .
  3. Notifica dell’intimazione ad adempiere. L’AdER invia un avviso che intima il pagamento entro 5 giorni. Se il debitore paga, la procedura si chiude; altrimenti si procede con il pignoramento.
  4. Pignoramento esattoriale. L’agente notifica un atto ex art. 72‑bis al terzo (banca, datore di lavoro). A differenza del pignoramento ordinario (che richiede il giudice), qui la banca deve bloccare le somme e versarle all’AdER entro 60 giorni . Le somme future maturate entro i 60 giorni sono anch’esse soggette a vincolo .
  5. Dichiarazione del terzo. Il terzo comunica all’AdER l’ammontare delle somme dovute. Se non risponde, può essere condannato a pagare quanto pignorato.
  6. Opposizione agli atti esecutivi. Il debitore può proporre:
  7. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) se contesta la legittimità del titolo (ad esempio prescrizione, decadenza, incompetenza territoriale) ;
  8. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) per vizi formali dell’atto (mancata indicazione delle somme, mancata allegazione della cartella, etc.).
  9. Ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria. Per contestare una cartella o l’iscrizione a ruolo, occorre ricorrere entro 60 giorni dalla notifica. L’omessa impugnazione rende definitivo il debito .
  10. Nomina dell’OCC e presentazione del piano. Se il debitore decide di attivare una procedura di sovraindebitamento o di ristrutturazione, deve rivolgersi a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). L’OCC redige la relazione sulla situazione patrimoniale, attesta la fattibilità del piano e deposita la proposta presso il tribunale competente . Con il deposito si sospendono gli interessi e le azioni esecutive .
  11. Omologazione e misure protettive. Il giudice valuta la meritevolezza e, se accoglie la proposta, emette un decreto di omologazione che sospende i pignoramenti in corso e consente l’esecuzione del piano. Nel frattempo, l’imprenditore può avviare trattative con i creditori nell’ambito della composizione negoziata .
  12. Esecuzione del piano o dell’accordo. Il debitore deve rispettare le scadenze e i pagamenti previsti. In caso di inadempimento, i creditori possono chiedere la revoca e riavviare le azioni esecutive.

3 Difese e strategie legali

La posizione dello sviluppatore indebitato non è senza rimedio. Esistono diverse strategie difensive, basate su vizi formali, prescrizione e strumenti di composizione. È essenziale agire tempestivamente e con il supporto di un professionista.

3.1 Contestare la cartella esattoriale e l’intimazione

Le cartelle di pagamento possono essere impugnate dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria per mancata notifica dell’avviso di accertamento, per errori nel calcolo degli interessi o per prescrizione. La contestazione deve essere proposta entro 60 giorni dalla notifica, altrimenti la cartella diventa definitiva . In presenza di vizi formali (mancata indicazione delle norme violate, difformità rispetto al ruolo) è possibile proporre opposizione agli atti esecutivi.

La prescrizione varia a seconda del tributo: 10 anni per le imposte erariali (IRPEF, IVA), 5 anni per tributi locali e sanzioni, 3 anni per bollo auto . Occorre eccepirla già in sede di impugnazione; in caso contrario, secondo la Cassazione, si verifica la cristallizzazione del debito. Un’ulteriore difesa riguarda la incompetenza territoriale dell’agente della riscossione: l’ordinanza 21635/2025 ha dichiarato nullo il pignoramento notificato da un agente incompetente .

3.2 Opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi

Se il pignoramento è già iniziato, il debitore può proporre:

  • Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. per contestare l’inesistenza del titolo, l’avvenuto pagamento o la prescrizione.
  • Opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. per difetti formali dell’atto di pignoramento (mancata indicazione dell’importo precettato, mancata notificazione della cartella, violazione dei limiti di pignorabilità ex art. 72‑ter). La Cassazione ha più volte annullato pignoramenti esattoriali per violazione della normativa sui limiti della pensione o dello stipendio .

Queste opposizioni devono essere presentate presso il giudice dell’esecuzione del luogo dove ha sede l’ufficio che ha emesso l’atto.

3.3 Impugnare il pignoramento del conto corrente

L’atto ex art. 72‑bis può essere impugnato per diversi motivi:

  • Omessa notifica della cartella o dell’intimazione: il pignoramento è nullo se non è preceduto dagli atti presupposti.
  • Violazione dei limiti di pignorabilità: se l’atto colpisce l’ultimo stipendio o pensione accreditati sul conto oltre i limiti consentiti (triplo assegno sociale), è parzialmente inefficace .
  • Decorso del termine dei 60 giorni: la Cassazione ha chiarito che il vincolo opera solo per le somme affluite entro 60 giorni; la banca non può trattenere somme oltre tale termine .

L’opposizione va proposta entro 20 giorni dalla notificazione dell’atto al debitore. È consigliabile allegare al ricorso la documentazione contabile e comprovare eventuali vizi.

3.4 Riduzione del pignoramento e sospensione giudiziale

L’art. 546 c.p.c. consente al debitore di chiedere la riduzione proporzionale dei pignoramenti quando sono eseguiti presso più terzi. Il giudice provvede entro 20 giorni . Inoltre, l’accesso a una procedura di sovraindebitamento o composizione negoziata comporta la sospensione automatica dei pignoramenti e degli interessi: il deposito del piano in tribunale blocca le esecuzioni . È quindi strategico presentare tempestivamente una domanda di ristrutturazione per interrompere i procedimenti esecutivi e avere il tempo di elaborare un piano.

3.5 Responsabilità degli amministratori e soci nelle start‑up software

Nel settore informatico le start‑up spesso assumono la forma di s.r.l.. Molti programmatori temono di dover rispondere dei debiti societari. In realtà, i soci rispondono solo nei limiti dei conferimenti; l’amministratore può essere chiamato a rispondere in presenza di gravi inadempienze. La Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia ha precisato che la responsabilità non è automatica e che l’Ufficio deve dimostrare l’apporto causale dell’amministratore . Le Sezioni Unite (sentenza 3625/2025) hanno ribadito che gli ex soci rispondono solo se hanno percepito somme dalla liquidazione e fino all’ammontare percepito .

3.6 Trattare con la banca: rinegoziazione e piano di rientro

Le banche tendono a revocare linee di credito quando riscontrano ritardi; tuttavia, gli artt. 16–18 CCII prevedono che l’accesso alla composizione negoziata non comporta automaticamente una declassificazione del credito e vietano la revoca ingiustificata delle linee . Con l’assistenza di professionisti è possibile rinegoziare il mutuo o il finanziamento e inserire le banche in un piano del consumatore; spesso le banche accettano falcidie parziali se il piano garantisce una percentuale superiore a quella ottenibile dalla liquidazione giudiziale.

Le trattative stragiudiziali sono particolarmente efficaci per i software developer che hanno contratti di finanziamento per l’acquisto di attrezzature o per investimenti in progetti. Un piano ben strutturato, corredato da bilanci e proiezioni, può convincere le banche a concedere una moratoria e a evitare l’escussione di garanzie.

4 Strumenti alternativi per regolare i debiti

4.1 Rottamazione quater e rottamazione quinquies

La rottamazione quater (definizione agevolata introdotta dalla L. 197/2022) consente di estinguere i debiti affidati all’AdER fino al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e i diritti di riscossione. Il contribuente può versare in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate, con interessi al 2 %. Le prime tre rate (10 % ciascuna) sono scadute tra ottobre 2023 e luglio 2024; la procedura rimane valida per i contribuenti che non sono decaduti.

La rottamazione quinquies è disciplinata dai commi 82–101 dell’art. 1 della L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). Le principali caratteristiche sono :

  • Ambito: carichi affidati all’AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
  • Domanda: presentazione online entro il 30 aprile 2026; l’AdER deve mettere a disposizione i dati per verificare i carichi definibili .
  • Esclusi: debiti per i quali al 30 settembre 2025 risultano versate tutte le rate della rottamazione quater; tributi europei e somme derivanti da sentenze penali.
  • Pagamento: in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni). Le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; le successive rate bimestrali scadono il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino al 31 maggio 2035 .
  • Interessi: 3 % annuo dal 1° agosto 2026 .
  • Decadenza: mancano i 5 giorni di tolleranza; la decadenza scatta con il mancato pagamento dell’unica rata o con l’omesso pagamento di due rate anche non consecutive .

La rottamazione consente di liberarsi da sanzioni e interessi di mora, ma non si applica a IVA riscossa e non versata, contributi previdenziali e multe per violazioni penali. Lo sviluppatore che intende aderirvi deve verificare l’ammontare del debito e valutare se la rottamazione conviene rispetto ad altre soluzioni (piani del consumatore, transazione fiscale).

4.2 Saldo e stralcio e definizione agevolata delle liti

I contribuenti con un indicatore ISEE inferiore a 20.000 € possono accedere al saldo e stralcio (art. 1 commi 184–198 L. 145/2018) versando una percentuale del debito (16, 20 o 35 %); l’ultima finestra si è chiusa nel 2021 ma il Governo potrebbe reintrodurre misure simili. Un’altra possibilità è la definizione agevolata delle liti pendenti: se il contribuente ha un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, può chiuderlo pagando un importo ridotto (40 % se ha vinto in primo grado, 15 % se ha vinto in secondo grado). La Legge di Bilancio 2023 ha riaperto i termini per le cause pendenti al 1° gennaio 2023.

4.3 Piano del consumatore, accordo di ristrutturazione e liquidazione controllata

Per i debitori persone fisiche il piano del consumatore rappresenta uno strumento privilegiato. L’art. 67 CCII consente di proporre un piano al tribunale, con l’assistenza dell’OCC, che preveda la ristrutturazione dei debiti in base alla reale capacità di pagamento. Il correttivo ter ha reintrodotto la moratoria di due anni per i creditori privilegiati e la giurisprudenza ha confermato che la dilazione può essere prolungata se conviene ai creditori .

Nel piano del consumatore non è necessario il consenso dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza e omologa la proposta. Il piano può prevedere la cessione dei crediti futuri (ad es. compensi da software) e la liberazione del debitore a fine procedura. In presenza di un’attività imprenditoriale minore (start‑up con ricavi inferiori a 700.000 €), è possibile accedere all’accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dalla sezione IV del CCII. Questo strumento richiede l’adesione di almeno il 60 % dei creditori e permette di ridurre significativamente il debito.

Se non è possibile risanare la situazione, si può chiedere la liquidazione controllata (artt. 268–277 CCII), procedura che sostituisce la liquidazione del patrimonio della Legge 3/2012. Prevede la vendita dei beni con la possibilità di mantenere i beni essenziali (abitazione principale entro determinati limiti di valore) e si conclude con l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII), che consente di ottenere la liberazione dai debiti residui e di ripartire.

4.4 Composizione negoziata e transazione fiscale

Come visto, la composizione negoziata è un percorso stragiudiziale che consente alla società o allo studio professionale di trattare con i creditori con la guida di un esperto. Per il settore IT questa procedura è utile per evitare la liquidazione della start‑up e preservare la continuità aziendale. Grazie al correttivo ter le banche non possono revocare le linee di credito solo per l’accesso alla procedura e l’imprenditore può ottenere autorizzazioni dal tribunale per operazioni straordinarie (es. cessione di rami d’azienda, emissione di garanzie) .

L’art. 23 CCII riduce al 60 % la percentuale di adesione per omologare un accordo derivante dalla composizione negoziata e consente di stipulare una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate, definendo le imposte e i contributi dovuti . Il professionista negoziatore supporta l’imprenditore nella preparazione del piano e nella negoziazione con il Fisco.

4.5 Esdebitazione e seconda chance

Il CCII ha introdotto un istituto rivoluzionario: l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII). Dopo la chiusura della liquidazione controllata, il debitore persona fisica che non ha soddisfatto tutti i creditori può chiedere al tribunale la cancellazione dei debiti residui. Il giudice concede l’esdebitazione se il debitore ha collaborato, non ha compiuto atti di frode e non ha commesso reati fiscali o societari. Questa misura rappresenta la vera “seconda chance” e consente di ripartire senza il fardello dei debiti.

4.6 Diritti del contribuente e tutele procedurali

Oltre agli strumenti di composizione e alle agevolazioni previste dalla legislazione speciale, il contribuente indebitato dispone di un patrimonio di diritti fondamentali che gli consentono di comprendere, contestare e, se del caso, far annullare gli atti dell’amministrazione finanziaria. Questi diritti sono consacrati nello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000 n. 212) e nelle norme generali del Codice di procedura tributaria. Conoscerli significa poter pretendere un comportamento trasparente dalla pubblica amministrazione e avvalersi di mezzi di difesa anche prima della fase contenziosa.

4.6.1 Lo Statuto dei diritti del contribuente

Lo Statuto del contribuente ha introdotto garanzie di rango quasi costituzionale nel rapporto Fisco‑cittadino. L’art. 6, rubricato “Conoscenza degli atti e semplificazione”, stabilisce innanzitutto che l’amministrazione finanziaria deve assicurare all’interessato l’effettiva conoscenza degli atti destinati al contribuente: la notifica deve avvenire presso il domicilio effettivo indicato dal contribuente o risultante dai registri pubblici, e deve essere effettuata con modalità che impediscano la divulgazione a terzi . Se l’atto è recapitato in luogo diverso, il contribuente può contestarne la validità e chiedere l’annullamento.

La norma prosegue imponendo all’amministrazione di informare il contribuente su ogni fatto o circostanza da cui possa derivare il mancato riconoscimento di un credito o l’irrogazione di una sanzione. Deve essere richiesta al contribuente la rettifica o l’integrazione degli atti prima di procedere alla sanzione . In questo modo lo Statuto recepisce il principio di collaborazione e buona fede: prima di colpire con sanzioni o accertamenti, l’ufficio deve dare al contribuente la possibilità di spiegare la propria posizione.

Altra previsione significativa è quella contenuta nei commi 3 e 3‑bis: l’amministrazione deve rendere disponibili modelli, istruzioni e servizi telematici almeno sessanta giorni prima della scadenza del tributo . Tali modelli devono essere comprensibili anche per i cittadini privi di preparazione tributaria e devono consentire l’adempimento con il minor numero di passaggi possibile. Per i software developer che spesso operano in un regime forfettario o come professionisti autonomi, questi diritti significano poter contare su strumenti chiari per la compilazione delle dichiarazioni e sull’obbligo dell’ente di pubblicare per tempo modelli e istruzioni. Se il modello viene pubblicato tardivamente, i termini di presentazione devono essere prorogati; in caso contrario il contribuente può invocare l’errore scusabile.

Oltre all’art. 6, lo Statuto prevede altri diritti rilevanti:

  • Motivazione degli atti (art. 7): ogni avviso di accertamento o cartella di pagamento deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo sorreggono; un atto privo di motivazione è nullo.
  • Tutela del contribuente nelle fasi di accesso e verifica (artt. 12–14): durante le ispezioni il contribuente ha diritto alla presenza del proprio consulente e ad avere una copia del verbale. Entro 60 giorni dalla chiusura della verifica può presentare memorie difensive che l’ufficio deve valutare.
  • Autotutela: la pubblica amministrazione può annullare o revocare i propri atti illegittimi anche d’ufficio. Se si rilevano errori materiali, duplicazioni o prescrizioni, è consigliabile presentare un’istanza di autotutela prima di impugnare; molte controversie si risolvono in via amministrativa, riducendo costi e tempi.

Conoscere questi diritti consente agli sviluppatori di non subire passivamente le pretese dell’Erario. Ad esempio, se il professionista riceve un avviso bonario relativo a presunti compensi non dichiarati, può chiedere chiarimenti e integrare la documentazione prima che l’ufficio emetta la cartella. Se non riceve tempestivamente le copie degli atti, può eccepirne la mancata notifica in sede di opposizione o ricorso.

4.6.2 Garanzie procedurali nel contenzioso tributario

Quando la controversia sfocia nel contenzioso, il contribuente beneficia di ulteriori tutele: gli atti impositivi devono essere impugnati entro 60 giorni dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria; il giudice può sospendere la riscossione se ricorrono gravi motivi di danno. In caso di ruoli esattoriali, è necessario che l’intimazione di pagamento sia notificata entro un anno dalla cartella ; in difetto, il contribuente può eccepire la decadenza. La giurisprudenza più recente ha ribadito la necessità di rispettare i termini e ha riconosciuto la nullità degli atti emanati da agenti territorialmente incompetenti . Tutelare questi diritti significa poter annullare un pignoramento o una cartella viziata.

4.7 Rateizzazione e dilazioni: art. 19 DPR 602/1973 e nuove regole 2025

Il pagamento dilazionato dei debiti fiscali è uno strumento prezioso per chi ha difficoltà temporanee. L’art. 19 del D.P.R. 602/1973 disciplina la rateizzazione dei ruoli: il contribuente può chiedere all’Agente della riscossione di pagare le somme iscritte a ruolo in più rate mensili, evitando l’avvio della procedura esecutiva. Le condizioni della rateizzazione sono state modificate dal Decreto legislativo n. 110/2024, applicabile alle istanze presentate dal 1° gennaio 2025, e da un decreto ministeriale del 27 dicembre 2024 che ha regolato modalità e documentazione.

Le novità principali riguardano la distinzione tra rateizzazione “a semplice richiesta” e rateizzazione con richiesta documentata:

  • Importi fino a 120.000 € (a semplice richiesta): il contribuente può ottenere la dilazione dichiarando di trovarsi in temporanea difficoltà economica. L’Agente concede fino a 84 rate mensili per le istanze presentate nel 2025. Il limite verrà progressivamente ampliato a 96 rate per le domande presentate nel 2027–2028 e a 108 rate dal 2029 . In passato il limite era di 72 rate; l’ampliamento risponde all’esigenza di rendere sostenibili i piani di rientro.
  • Importi fino a 120.000 € con documentazione: se il contribuente dimostra una situazione di obiettiva difficoltà economico‑finanziaria (ad esempio con bilanci o ISEE), l’Agente può concedere un piano da 85 a 120 rate mensili, che aumenterà fino a 120 rate negli anni successivi . Per importi superiori a 120.000 € è sempre richiesta la documentazione e il piano può arrivare a 120 rate .

Per ottenere la rateizzazione occorre presentare una domanda all’Agente della riscossione, indicando le cartelle da dilazionare e allegando l’eventuale documentazione richiesta. Durante la dilazione sono sospese le procedure esecutive: l’Agente non può avviare pignoramenti o ipoteche finché il contribuente paga regolarmente le rate. È tuttavia fondamentale rispettare le scadenze: il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, determina la decadenza e l’intero debito torna immediatamente esigibile. Chi decade da una rateizzazione può presentare una nuova domanda solo per le somme residue e alle condizioni più restrittive previste dalla legge.

Per i liberi professionisti e le start‑up innovative è importante pianificare la rateizzazione in base ai flussi di cassa. Un programmatore con compensi variabili potrebbe preferire un piano più lungo con rate contenute. Le banche e i fornitori guardano con favore i contribuenti che rispettano il piano di dilazione; al contrario, la decadenza può determinare la revoca delle linee di credito e l’iscrizione in centrale rischi. È consigliabile quindi calcolare un importo di rata sostenibile e, se necessario, chiedere la sospensione temporanea (prevista in caso di eventi eccezionali, come calamità) o l’allungamento del piano.

4.8 Il nuovo Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025)

Il decreto legislativo 24 marzo 2025 n. 33 ha codificato, in un testo unico, le disposizioni in materia di versamenti e riscossione. La norma, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 71/2025 ed entrata in vigore il giorno successivo, mira a razionalizzare norme frammentarie e anticipa la sostituzione di alcune disposizioni del D.P.R. 602/1973. Secondo la Corte di cassazione, che ha applicato il nuovo quadro in una recente sentenza di fine 2025, gli artt. 72 e 72‑bis del D.P.R. 602/1973 saranno sostituiti dal 1° gennaio 2026 con gli artt. 169–176 del testo unico, ma le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelle vigenti . Ciò significa che la disciplina del pignoramento speciale continuerà a operare con termini e modalità simili: ordine di pagamento diretto al terzo, custodia del credito e versamento entro 60 giorni per le somme maturate .

Il testo unico dedica ampio spazio anche alla riscossione spontanea (parte I), al versamento unitario e alla compensazione (art. 3, che coordina diverse leggi previgenti) e agli obblighi del sostituto d’imposta. Pur non incidendo direttamente sulla tutela del software developer, la codificazione semplifica la ricerca normativa e rende più chiari i riferimenti. Per gli operatori del settore IT che devono versare ritenute e IVA, è utile sapere che i versamenti devono essere unificati e che la compensazione dei crediti fiscali superiori a 5.000 € può essere effettuata solo dieci giorni dopo la presentazione della dichiarazione . Una migliore conoscenza del nuovo testo consente di pianificare il pagamento dei tributi ed evitare errori formali che potrebbero dare luogo a sanzioni o a ruoli esattoriali.

4.9 Ruolo dell’esperto negoziatore e convenzione di moratoria

La composizione negoziata non è solo un istituto giuridico ma un percorso nel quale l’imprenditore è affiancato da un professionista qualificato che favorisce il dialogo con i creditori. L’esperto negoziatore è un professionista iscritto in elenchi speciali tenuti dalle Camere di commercio e può essere un avvocato, un commercialista o un consulente con esperienza in materia di crisi d’impresa. Il D.L. 118/2021 e i correttivi successivi ne definiscono compiti e responsabilità: l’esperto analizza la situazione economico‑finanziaria dell’impresa, predispone un piano di risanamento, convoca i creditori e verifica la fattibilità delle soluzioni proposte. Durante la procedura l’impresa continua a gestire la propria attività, ma è tenuta a informare l’esperto di ogni decisione rilevante; l’esperto redige una relazione periodica sulle trattative e, in caso di esito positivo, attesta la convenienza dell’accordo.

Il correttivo ter (d.lgs. 136/2024) ha rinforzato la figura dell’esperto prevedendo l’obbligo per le banche di collaborare e vietando la revoca immotivata delle linee di credito, come visto nella tabella precedente. Inoltre, ha introdotto la possibilità di concludere una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate nell’ambito della composizione, riducendo sanzioni e interessi . Grazie a queste innovazioni, l’esperto diventa un “mediatore qualificato” capace di trovare soluzioni che salvaguardino la continuità aziendale e la soddisfazione dei creditori.

Un istituto complementare alla composizione negoziata è la convenzione di moratoria prevista dall’art. 62 CCII. Si tratta di un accordo sottoscritto da almeno il 75 % dei creditori (per ammontare) con cui si stabilisce di sospendere, dilazionare o rinegoziare i pagamenti per un determinato periodo . La convenzione non richiede l’intervento del giudice: è un patto di standstill in cui i creditori si impegnano a non agire individualmente e a concedere all’impresa il tempo necessario per elaborare un piano più strutturato . I vantaggi principali sono:

  • Sospensione temporanea dei pagamenti: durante la moratoria le rate dei prestiti e dei finanziamenti possono essere sospese o ridotte, alleviando la pressione sul cash flow .
  • Impegno dei creditori a non procedere ad azioni esecutive individuali, evitando la disgregazione del patrimonio aziendale e consentendo un approccio coordinato .
  • Flessibilità: la convenzione è frutto di una negoziazione privata e può essere adattata alle specifiche esigenze dell’impresa; può essere integrata in un successivo accordo di ristrutturazione o nella composizione negoziata.
  • Riduzione dei costi: trattandosi di un accordo stragiudiziale, i costi di procedura sono inferiori a quelli di un concordato o di una liquidazione.

Per i software developer che gestiscono start‑up o piccole società, la convenzione di moratoria può essere una valida opzione per guadagnare tempo e negoziare con banche e fornitori prima di ricorrere agli strumenti più complessi. È tuttavia fondamentale ottenere l’adesione della maggioranza qualificata dei creditori e predisporre un accordo chiaro, magari con l’assistenza di un esperto negoziatore e di un commercialista. L’Avv. Monardo e il suo staff hanno esperienza nella redazione di queste convenzioni e possono supportare l’imprenditore dalla fase di trattativa alla formalizzazione.

4.10 Procedure esecutive e strategie difensive

Per comprendere appieno il funzionamento del pignoramento del conto corrente e degli altri strumenti di riscossione coattiva è necessario esaminare nel dettaglio le procedure esecutive e le relative strategie difensive. Il pignoramento presso terzi costituisce infatti una delle più incisive forme di espropriazione, ma il contribuente dispone di motivi di opposizione e di rimedi procedurali che, se correttamente azionati, possono invalidare l’atto o ridurne gli effetti.

4.10.1 Pignoramento ordinario e pignoramento speciale a confronto

Il pignoramento ordinario presso terzi, disciplinato dagli artt. 543 e seguenti del codice di procedura civile, si svolge innanzi al giudice dell’esecuzione. L’Ufficiale giudiziario notifica al terzo (di solito la banca) e al debitore un atto contenente la citazione a comparire in udienza e l’ordine di dichiarare se e in quale misura deve pagare. Nella data fissata il terzo rende la propria dichiarazione; se riconosce il debito nei confronti del debitore, il giudice emette un’ordinanza di assegnazione a favore del creditore. L’esecuzione si perfeziona solo con l’intervento del magistrato; questo garantisce al debitore un contraddittorio effettivo e la possibilità di opporsi.

Nel sistema della riscossione tributaria, invece, l’art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 consente all’Agente della riscossione di utilizzare una procedura speciale e semplificata: l’atto di pignoramento contiene l’ordine al terzo di pagare direttamente al concessionario il credito del debitore fino a concorrenza del debito e l’indicazione del termine di sessanta giorni per le somme già esigibili . Per le somme che divengono esigibili successivamente, il terzo deve procedere al pagamento alle rispettive scadenze . La giurisprudenza ha chiarito che questa procedura, pur essendo priva di intervento del giudice, ha natura processuale: essa dà luogo a un vero e proprio processo esecutivo; il terzo è assoggettato agli obblighi del custode ex art. 546 c.p.c. e deve versare le somme pignorate .

Le differenze principali tra pignoramento ordinario e speciale sono:

  • Assenza di udienza: nel pignoramento speciale non vi è udienza né ordinanza del giudice; l’ordine di pagamento viene impartito direttamente dal concessionario.
  • Termine di 60 giorni: il terzo deve versare le somme maturate entro 60 giorni dalla notifica; per le somme a scadere deve versare alle scadenze naturali; trascorso il termine, l’ordine perde efficacia e l’Agente deve emettere un nuovo pignoramento .
  • Vincolo sui crediti futuri: la Cassazione (sentenza 28520/2025) ha chiarito che il pignoramento speciale colpisce anche i crediti che maturano entro i 60 giorni successivi alla notifica, indipendentemente dal saldo del conto al momento della notifica . Ciò implica che la banca deve bloccare anche i bonifici in arrivo e versarli all’Agente entro il termine.
  • Effetti su stipendi e pensioni: l’art. 72‑ter prevede limiti stringenti alla pignorabilità di stipendi, pensioni e trattamenti assimilati; l’ultimo stipendio non è pignorabile e solo una frazione può essere trattenuta .

4.10.2 Impugnazioni e opposizioni

Nonostante la natura semplificata della procedura, il debitore mantiene il diritto di opporsi. In particolare:

  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.): è ammessa quando si contesta il diritto del creditore a procedere all’esecuzione, ad esempio perché il debito è prescritto o perché la cartella non è stata notificata. L’opposizione deve essere proposta entro 20 giorni dalla notifica del pignoramento e si introduce con ricorso davanti al giudice competente (Tribunale o Giudice di pace a seconda dell’importo). In caso di accoglimento, il pignoramento viene dichiarato nullo e il conto sbloccato.
  • Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): serve a far valere vizi formali dell’atto (mancata indicazione delle somme, assenza della data di notifica della cartella, pignoramento oltre il dovuto). Anche questa opposizione va proposta entro 20 giorni; il giudice può sospendere l’esecuzione e, se accoglie il ricorso, annullare l’atto.
  • Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.): è utilizzabile dal coniuge o da altri titolari di diritti sui beni pignorati (ad esempio se sul conto confluiscono stipendi intestati ad un altro soggetto) per tutelare i propri diritti.

Le opposizioni devono essere depositate presso il giudice del luogo dove ha sede l’ufficio dell’Agente della riscossione che ha emesso l’atto. È fondamentale allegare la documentazione (cartelle, avvisi, estratti di ruolo) e indicare i motivi specifici di invalidità. Il giudice può sospendere immediatamente gli effetti del pignoramento se sussiste un pregiudizio grave; in tal caso la banca deve sbloccare il conto fino alla decisione.

4.10.3 Prescrizione e decadenza delle cartelle esattoriali

Uno dei motivi più frequenti di opposizione è la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione, con ordinanza 28706/2025, ha chiarito che la prescrizione delle cartelle esattoriali deve essere eccepita immediatamente impugnando l’atto con cui si manifesta la pretesa (cartella o intimazione). Diversamente, il debito si “cristallizza” e non può più essere contestato . La Corte ha ricordato che la prescrizione non è unica: le imposte sui redditi, l’IVA e l’IRAP si prescrivono in 10 anni; le multe stradali e i tributi locali in 5 anni; il bollo auto in 3 anni. Se il contribuente riceve una cartella oltre questi termini, può eccepire la prescrizione e chiedere l’annullamento.

La stessa ordinanza richiama l’art. 50 D.P.R. 602/1973: se l’espropriazione non viene iniziata entro un anno dalla notifica della cartella, l’Agente deve rinnovare l’intimazione, pena la decadenza . Molti pignoramenti esattoriali sono annullati perché l’Agente non ha notificato un nuovo avviso dopo il decorso del termine; è quindi opportuno verificare la data dell’ultima notifica.

4.10.4 Territorialità e altri vizi formali

Un’altra ragione di nullità riguarda la competenza territoriale dell’agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha statuito, con ordinanza 21635/2025, che la cartella emessa da un agente territorialmente incompetente è nulla . Dopo l’istituzione di AdER, alcune regioni hanno subito accorpamenti; tuttavia la competenza territoriale rimane un requisito essenziale e il contribuente può opporsi se l’atto proviene da un ufficio diverso da quello territorialmente competente. Anche la mancata indicazione della delega di firma del funzionario che sottoscrive la cartella o la carenza di motivazione costituisce vizio formale.

Ulteriori irregolarità possono riguardare la notifica: se la cartella o l’atto di pignoramento non sono notificati correttamente (ad esempio, consegnati a un vicino di casa o spediti a un indirizzo sbagliato), l’atto è nullo. Grazie allo Statuto del contribuente l’amministrazione deve garantire che la notifica avvenga nel luogo di effettivo domicilio e con modalità riservate . Un vizio di notifica può essere fatto valere anche dopo il decorso dei termini ordinari, poiché incide sul diritto di difesa.

4.10.5 Strategie difensive e suggerimenti pratici

Alla luce delle disposizioni normative e delle pronunce giurisprudenziali si delineano alcune strategie utili allo sviluppatore indebitato:

  1. Verificare sempre gli atti presupposti: prima di pagare o di aderire a una rottamazione controlla che le cartelle siano state notificate correttamente, che non siano prescritte o decadute e che l’importo sia esatto.
  2. Eccepire tempestivamente la prescrizione: se ricevi una cartella oltre i termini di legge, presenta ricorso entro 60 giorni; non aspettare la fase di riscossione coattiva, altrimenti il debito diventa definitivo .
  3. Valutare la competenza dell’agente: controlla che l’atto provenga dall’ufficio territorialmente competente; se non è così, puoi impugnare la cartella per nullità .
  4. Sfruttare le procedure stragiudiziali: se stai per ricevere un pignoramento, valuta la possibilità di presentare un’istanza di rateizzazione, di rottamazione o di accesso alla composizione negoziata prima che l’esecuzione inizi; il deposito di un piano del consumatore sospende gli interessi e le azioni esecutive .
  5. Agire contro la banca se trattiene somme oltre il dovuto: dopo 60 giorni dal pignoramento la banca non può più trattenere somme salvo nuovo ordine; se lo fa è responsabile e puoi chiedere la restituzione e la cancellazione dalle banche dati . La Cassazione ha chiarito che il pignoramento perde efficacia decorso il termine e l’Agente deve procedere con un nuovo pignoramento .
  6. Farsi assistere da professionisti qualificati: le procedure esecutive sono tecniche e richiedono competenze sia tributarie che civilistiche. L’Avv. Monardo e il suo team sono in grado di analizzare gli estratti di ruolo, individuare i vizi e presentare opposizioni efficaci. Un supporto professionale può fare la differenza tra il blocco del conto corrente e la revoca del pignoramento.

Comprendere la differenza tra le varie procedure, conoscere i propri diritti e agire tempestivamente sono gli ingredienti per difendersi con successo. Nel mondo della programmazione il tempo è denaro: non lasciare che un pignoramento o una cartella errata compromettano la tua attività. Rivolgiti a professionisti qualificati e sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalla legge per riprendere il controllo della tua situazione finanziaria.

5 Errori comuni e consigli pratici

Gli sviluppatori software spesso commettono errori per mancanza di informazione o per sottovalutazione del problema. Ecco i più frequenti:

  • Ignorare le notifiche: non aprire le raccomandate o le PEC non evita le conseguenze. I termini decorrono dalla data di notifica, anche se l’atto non viene ritirato. È fondamentale controllare l’indirizzo PEC e l’indirizzo anagrafico.
  • Pagare senza verificare: molti contribuenti versano somme richieste senza controllare la legittimità della cartella. Verifica sempre la data di emissione, la prescrizione e la corretta notifica.
  • Attendere la fase esecutiva: aspettare il pignoramento per agire riduce le possibilità di difesa. È consigliabile presentare ricorso o istanza di rateizzazione entro 60 giorni dalla cartella.
  • Sottovalutare la rottamazione: le definizioni agevolate hanno termini precisi. Perdere la scadenza comporta la perdita del beneficio e la ripresa della riscossione integrale.
  • Non pianificare il cash flow: elaborare un piano di ristrutturazione richiede una proiezione dei flussi di cassa. Gli sviluppatori devono valutare le entrate future (contratti, progetti software) per proporre ai creditori pagamenti realistici.

Consigli operativi:

  1. Conserva tutta la documentazione (cartelle, avvisi, contratti) e consegnala all’avvocato.
  2. Verifica i termini di prescrizione secondo la natura del debito e valuta se proporre un’eccezione.
  3. Richiedi una visura presso l’AdER per verificare i carichi affidati e individuare eventuali duplicazioni.
  4. Predisponi una mappa dei creditori distinguendo tra debiti fiscali, contributivi, bancari e fornitori; questo ti aiuterà a capire quale procedura attivare.
  5. Affidati a un OCC o a un esperto negoziatore per redigere il piano del consumatore o la composizione negoziata.
  6. Mantieni i rapporti con la banca: comunica tempestivamente l’adesione alla procedura e chiedi la sospensione della rata; la normativa vieta la revoca ingiustificata.

6 Tabelle riepilogative

Le seguenti tabelle sintetizzano le norme, i termini e gli strumenti difensivi. Si tratta di schemi sintetici utili per un rapido riferimento.

6.1 Norme principali

NormativaOggettoPunti chiave
Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973Pignoramento dei crediti verso terziL’AdER può ordinare al terzo di pagare direttamente; il terzo deve versare le somme maturate entro 60 giorni dalla notifica e le somme future alle scadenze .
Art. 72‑ter D.P.R. 602/1973Limiti di pignorabilitàSolo un decimo dello stipendio fino a 2.500 € e un settimo per importi tra 2.500 € e 5.000 €; l’ultimo stipendio non è pignorabile .
Art. 546 c.p.c.Obblighi del terzo pignoratoIl terzo è custode delle somme dovute; per stipendi e pensioni antecedenti l’obbligo non opera fino al triplo dell’assegno sociale .
Art. 50 D.P.R. 602/1973Termine per l’inizio dell’esecuzioneL’espropriazione può iniziare dopo 60 giorni dalla cartella; se non inizia entro un anno, occorre nuova intimazione .
Art. 6 L. 3/2012DefinizioniDefinisce sovraindebitamento e consente la proposta di accordo o piano del consumatore .
Art. 7 L. 3/2012AmmissibilitàRichiede che il debitore non sia fallibile, non abbia già usufruito di un accordo e non abbia commesso frodi; impone il pagamento dei creditori privilegiati almeno pari al valore di liquidazione .
Art. 8 L. 3/2012 / art. 67 CCIIMoratoriaConsente la moratoria per i creditori privilegiati; il correttivo ter chiarisce che la moratoria di un anno è un termine iniziale .
Art. 12–25 quinquies CCIIComposizione negoziataProcedura volontaria per trattare con i creditori; prevede misure protettive e transazioni fiscali .
L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026)Rottamazione quinquiesDomanda entro 30 aprile 2026; pagamento in 54 rate bimestrali con interesse del 3 % annuo; decadenza senza tolleranza .

6.2 Scadenze rottamazione quinquies

TermineDescrizione
21 gennaio 2026Data entro cui l’AdER deve attivare il servizio online per la domanda .
30 aprile 2026Scadenza per presentare la domanda di adesione alla rottamazione .
31 luglio 2026Scadenza del pagamento in unica soluzione o prima rata .
30 settembre 2026 e 30 novembre 2026Scadenza seconda e terza rata .
31 gennaio e 31 marzo (2027–2035)Scadenze bimestrali successive fino alla 54ª rata .

7 Domande frequenti (FAQ)

1. Cos’è il pignoramento ex art. 72‑bis e perché è più pericoloso di un pignoramento ordinario?

Il pignoramento ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 è una forma speciale di espropriazione in mano al Fisco: l’AdER notifica direttamente alla banca l’ordine di pagare le somme dovute dal debitore. A differenza del pignoramento ordinario non serve un’udienza davanti al giudice; la banca diventa custode e deve versare all’AdER il saldo e gli accrediti maturati entro 60 giorni .

2. Cosa succede se il conto corrente è vuoto o in rosso al momento del pignoramento?

La Cassazione, con la sentenza 28520/2025, ha affermato che il vincolo riguarda anche i crediti futuri: la banca deve accantonare e versare all’AdER le somme che affluiscono entro 60 giorni dalla notifica, anche se il saldo era negativo . Dopo i 60 giorni la banca può restituire la disponibilità delle somme al correntista.

3. Quali limiti esistono per il pignoramento di stipendi e pensioni?

L’art. 72‑ter D.P.R. 602/1973 stabilisce che l’AdER può pignorare un decimo dello stipendio fino a 2.500 € e un settimo per importi tra 2.500 € e 5.000 € . Per importi superiori si applica l’art. 545 c.p.c., ma in ogni caso l’ultimo stipendio accreditato non può essere pignorato .

4. Posso oppormi al pignoramento diretto dell’AdER?

Sì. Entro 20 giorni dalla notifica dell’atto puoi proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). Puoi eccepire la prescrizione, la nullità dell’atto per mancanza di notifica della cartella o la violazione dei limiti di pignorabilità .

5. Quali sono i termini per impugnare la cartella esattoriale?

La cartella deve essere impugnata davanti alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dalla notifica. Trascorso tale termine il debito diventa definitivo . Se ricevi un’intimazione di pagamento, puoi eccepire la decadenza se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella .

6. Che differenza c’è tra moratoria della Legge 3/2012 e moratoria del CCII?

La Legge 3/2012, all’art. 8, prevedeva una moratoria fino a un anno per i creditori privilegiati . Il correttivo ter ha precisato che questo termine è iniziale: il pagamento deve cominciare entro un anno ma può proseguire oltre se necessario e se approvato dal giudice . Nel CCII la moratoria può raggiungere due anni (art. 67 c. 4), soprattutto per i piani del consumatore, e la giurisprudenza del 2025 conferma la possibilità di dilazioni ulteriori se convengono ai creditori .

7. Un libero professionista può accedere al piano del consumatore?

Sì. Il piano del consumatore è destinato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale. Un programmatore freelance che ha contratto un mutuo personale o debiti fiscali può accedere al piano se dimostra di essere un consumatore (art. 6 L. 3/2012) . Se ha una partita IVA per la sua attività può dover ricorrere all’accordo di ristrutturazione (concordato minore) previsto dal CCII.

8. Come funziona la composizione negoziata per una start‑up software?

La start‑up presenta un’istanza alla Camera di commercio allegando bilanci e proposte di risanamento. Una commissione nomina un esperto negoziatore che convoca i creditori e verifica la possibilità di salvare l’impresa. Durante la procedura l’impresa può richiedere misure protettive che sospendono le azioni esecutive e le banche non possono revocare le linee di credito senza giustificazione .

9. Se non riesco a pagare le rate della rottamazione quater, posso aderire alla quinquies?

La rottamazione quinquies è riservata ai carichi affidati dal 2000 al 2023. Sono ammessi anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni, ma non sono ammessi i carichi ricompresi in piani della rottamazione quater per i quali al 30 settembre 2025 risultano versate tutte le rate . Se sei decaduto per mancato pagamento di due rate potresti accedere alla quinquies con un nuovo piano.

10. Posso proteggere la casa di famiglia dai creditori?

Il fondo patrimoniale ex artt. 167–171 c.c. permette di destinare un immobile ai bisogni della famiglia. Tuttavia, l’esecuzione sui beni del fondo non può essere eseguita solo per debiti contratti per esigenze familiari. La Cassazione ha ribadito che il debitore deve provare che il debito è estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore ne era consapevole . Una soluzione più efficace è ricorrere a un piano del consumatore che preveda la falciatura del mutuo e la conservazione dell’abitazione.

11. Cosa succede se sono socio di una s.r.l. fallita?

La responsabilità dei soci dopo lo scioglimento della società è limitata. Le Sezioni Unite (sentenza 3625/2025) hanno stabilito che i soci rispondono solo nei limiti di quanto percepito dalla liquidazione e solo se il credito non è stato soddisfatto . Gli amministratori rispondono solo se è dimostrato il loro apporto causale alle violazioni fiscali .

12. Come calcolare se conviene la rottamazione quinquies?

Bisogna confrontare l’importo residuo delle cartelle con l’importo da versare in rottamazione (solo imposta e diritti di riscossione). Occorre considerare anche la capacità di sostenere le rate bimestrali per nove anni e il tasso d’interesse del 3 % . Un avvocato può aiutarti a fare una simulazione comparando la rottamazione con un piano del consumatore.

13. È possibile una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate?

Sì. L’art. 23 CCII consente di stipulare una transazione fiscale nell’ambito della composizione negoziata: il debitore propone un pagamento parziale delle imposte e l’Agenzia valuta la convenienza . La transazione deve garantire un importo non inferiore a quello ottenibile in caso di liquidazione e può includere una falcidia di sanzioni e interessi.

14. Quando scatta l’esdebitazione del debitore incapiente?

Dopo la chiusura della liquidazione controllata, il debitore persona fisica può chiedere l’esdebitazione se ha collaborato con il liquidatore e non ha commesso atti di frode. Il tribunale verifica la sussistenza dei requisiti (art. 283 CCII) e, se accoglie l’istanza, cancella i debiti residui, permettendo al debitore di ripartire.

15. Il Fisco può pignorare i miei proventi da app o vendite digitali?

Sì. I compensi derivanti dalla vendita di software, app o servizi online sono crediti del debitore verso terzi e possono essere pignorati ex art. 72‑bis, come avviene per il conto corrente. Tuttavia, se presenti una domanda di sovraindebitamento o un accordo di ristrutturazione, tali crediti possono essere destinati al piano sotto il controllo dell’OCC e quindi protetti.

16. Posso continuare a lavorare come programmatore durante la procedura?

Sì. La procedura di sovraindebitamento o la composizione negoziata non impediscono di continuare l’attività professionale. Anzi, i flussi di reddito generati sono fondamentali per dimostrare al giudice e ai creditori la sostenibilità del piano e la possibilità di soddisfare il debito.

17. Che cosa succede se la banca revoca l’affidamento dopo la domanda di composizione negoziata?

Le banche non possono revocare le linee di credito solo per l’accesso alla composizione negoziata; se lo fanno devono fornire motivazioni fondate e non possono mantenere la sospensione dopo la conferma delle misure protettive senza motivare . Se la banca viola la norma, è possibile ricorrere al tribunale per ottenere la riattivazione del credito.

18. Gli interessi continuano a maturare durante la procedura di sovraindebitamento?

No. Con il deposito della proposta di accordo o piano del consumatore, si sospende il corso degli interessi convenzionali o legali (salvo che i crediti siano garantiti da ipoteca o pegno) e si sospendono le azioni esecutive . Ciò consente di bloccare la crescita del debito e di trattare con i creditori in modo più equilibrato.

19. Cosa prevede la legge per i debiti tributari delle start‑up cessate?

Secondo la giurisprudenza di legittimità (Sez. Un. 3625/2025), i soci di società cessate rispondono dei debiti tributari solo fino alla concorrenza delle somme percepite in sede di liquidazione e solo se è dimostrato che il credito non è stato soddisfatto . Gli amministratori sono responsabili solo in caso di violazione dei doveri gestori . Per evitare contestazioni è consigliabile conservare la documentazione contabile della liquidazione.

20. È possibile ottenere la cancellazione delle segnalazioni in centrale rischi?

Sì. Se il pignoramento o la segnalazione è illegittima (per esempio perché il pignoramento è nullo o perché la banca ha trattenuto somme oltre il termine dei 60 giorni), è possibile ottenere la cancellazione della segnalazione in centrale rischi tramite ricorso giudiziale. La Cassazione ha confermato che il pignoramento esattoriale non giustifica automaticamente la segnalazione se non è dovuto .

8 Simulazioni pratiche

Per comprendere l’impatto concreto degli strumenti esaminati, proponiamo alcune simulazioni numeriche adattate alla realtà di un software developer con debiti fiscali e bancari.

8.1 Simulazione A: pignoramento del conto corrente e difesa

Scenario: Marco è un programmatore freelance con un debito fiscale di 20.000 € relativo all’IVA e ai contributi INPS. Non avendo pagato la cartella entro 60 giorni, l’AdER notifica alla banca un pignoramento ex art. 72‑bis. Al momento del pignoramento il saldo del conto è 500 €; nei giorni successivi Marco riceve un bonifico di 5.000 € per un progetto.

  1. Blocco del conto: La banca deve trattenere i 500 € presenti e tutti i bonifici che arrivano entro 60 giorni . Il bonifico di 5.000 € viene quindi prelevato e versato all’AdER.
  2. Violazione dei limiti: Se sul conto affluiscono stipendi, solo un decimo (o un settimo) può essere trattenuto , ma in questo caso si tratta di redditi professionali; non si applica l’art. 72‑ter.
  3. Opposizione: Marco può presentare un’opposizione all’esecuzione per eccepire la prescrizione se il debito è vecchio o la nullità dell’atto per mancanza di notifica della cartella. Può anche chiedere la riduzione del pignoramento se esistono più pignoramenti .
  4. Procedura di sovraindebitamento: Marco decide di avviare un piano del consumatore. Con l’assistenza dell’OCC predisposta dal team dell’Avv. Monardo, presenta una proposta che prevede il pagamento di 10.000 € in 5 anni, con rate proporzionali al reddito e moratoria sui creditori privilegiati. Con il deposito, il pignoramento viene sospeso .
  5. Esito: Se il giudice omologa il piano, il Fisco riceverà l’importo concordato e Marco potrà continuare la sua attività senza il blocco del conto.

8.2 Simulazione B: rottamazione quinquies vs piano del consumatore

Scenario: Laura, sviluppatrice di app, ha tre cartelle: una del 2016 (4.000 €), una del 2019 (9.000 €) e una del 2022 (15.000 €). Non essendo riuscita a pagare, si chiede se aderire alla rottamazione quinquies.

  • Rottamazione quinquies: Laura presenta la domanda il 15 febbraio 2026. L’AdER calcola che, sottraendo sanzioni e interessi, il debito si riduce a 18.000 €. Laura opta per 54 rate bimestrali da circa 333 €, con interessi del 3 % annuo . Deve però rispettare scadenze rigide: se salta due rate decade e il debito originario riemerge .
  • Piano del consumatore: Con l’aiuto dell’OCC, Laura prepara un piano di 10 anni con rate mensili calcolate sul reddito. Propone di pagare 10.000 € in totale; il resto viene falcidiato. Il Fisco riceve meno rispetto alla rottamazione, ma la proposta è più lunga e tiene conto del reddito. Il giudice, valutando la meritevolezza, può omologarla.

Valutazione: La rottamazione conviene se Laura dispone di liquidità e vuole chiudere rapidamente i debiti; il piano del consumatore conviene se i redditi sono incerti e se si vuole ottenere una falcidia maggiore. Il consiglio dell’Avv. Monardo e del suo team è fondamentale per scegliere la strada più adatta.

8.3 Simulazione C: start‑up in crisi e composizione negoziata

Scenario: Una start‑up software in forma di s.r.l. ha debiti con banche (mutui per 200.000 €), fornitori (50.000 €) e Fisco (IVA e ritenute per 80.000 €). La società ha un fatturato in calo ma un buon portafoglio clienti e progetti futuri.

  • Accesso alla composizione negoziata: Con l’aiuto dell’Avv. Monardo, la società presenta l’istanza alla Camera di commercio; viene nominato un esperto. Si richiedono misure protettive per 180 giorni e si negozia con i creditori.
  • Transazione con l’Agenzia delle Entrate: Grazie all’art. 23 CCII, la società propone di pagare il 60 % del debito fiscale; l’Agenzia accetta perché la proposta è superiore all’incasso che otterrebbe dalla liquidazione .
  • Ristrutturazione del mutuo: La banca, avendo l’obbligo di motivare la revoca del credito, accetta di convertire il mutuo in un piano decennale con tasso fisso, evitando l’escussione delle garanzie .
  • Conclusione: Con la sottoscrizione dell’accordo e l’omologazione, la start‑up continua l’attività, mantiene i posti di lavoro e ripaga i debiti secondo il piano. Gli amministratori non assumono nuove responsabilità personali.

9 Glossario dei termini chiave e debiti contributivi

Per rendere più agevole la lettura e fornire un supporto terminologico a chi non ha dimestichezza con il gergo legale e fiscale, questa sezione raccoglie le definizioni dei principali istituti citati nell’articolo e offre un’analisi specifica dei debiti contributivi verso l’INPS e altre casse previdenziali, un aspetto spesso trascurato dai programmatori.

Glossario dei principali istituti

  • Cartella esattoriale: è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (o altro concessionario) richiede il pagamento di un credito iscritto a ruolo. Contiene gli importi dovuti (imposta, interessi, sanzioni), gli oneri della riscossione e il termine di sessanta giorni per pagare o opporsi. Il mancato pagamento consente l’avvio dell’espropriazione forzata . La cartella è invalida se priva di motivazione, se non viene notificata al domicilio del contribuente o se è scaduta la prescrizione .
  • Intimazione di pagamento: atto successivo alla cartella con cui l’AdER intima il pagamento entro cinque giorni, pena l’esecuzione. È obbligatorio notificare l’intimazione se sono trascorsi più di dodici mesi dalla notifica della cartella . L’intimazione può essere impugnata per vizi formali o perché non è preceduta da una valida cartella.
  • Pignoramento esattoriale: procedura straordinaria che consente all’agente della riscossione di bloccare i crediti del debitore verso terzi senza intervento del giudice. L’art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 impone al terzo di versare entro sessanta giorni le somme già maturate e alle scadenze future quelle che maturano . La particolarità risiede nella rapidità e nella mancanza di udienza, ragioni per cui è fondamentale controllare ogni vizio (notifica, competenza, limiti di pignorabilità) .
  • Piano del consumatore: strumento introdotto dalla Legge 3/2012 per le persone fisiche che non hanno debiti di natura imprenditoriale (o solo residuali). Consiste in una proposta di pagamento rateale e falcidia dei debiti, attestata da un OCC. Il giudice valuta la meritevolezza e omologa il piano, che sospende le azioni esecutive e gli interessi . Il piano può prevedere una moratoria fino a due anni per i privilegiati e la liquidazione di alcuni beni.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti: previsto sia dalla Legge 3/2012 che dal CCII per le imprese e i professionisti, richiede l’adesione di almeno il 60 % o 75 % dei creditori (a seconda del periodo normativo) . L’accordo è un contratto con i creditori che consente di dilazionare e ridurre i debiti, ottenendo misure protettive e, se previsto, una transazione fiscale. È meno vincolante del concordato preventivo e più flessibile.
  • Esdebitazione: istituto del CCII che consente, una volta eseguite le prestazioni previste dalla procedura liquidatoria, di essere liberati dai debiti residuali. L’art. 283 CCII prevede che l’esdebitazione sia automatica per il debitore incapiente che abbia agito con diligenza e che non abbia potuto soddisfare i creditori. È una sorta di “fresh start” che consente di ripartire da zero.
  • Rottamazione e definizioni agevolate: misure temporanee introdotte dalle leggi di bilancio che consentono di estinguere i debiti fiscali versando solo l’imposta e gli interessi legali, senza sanzioni. La rottamazione quinquies (L. 199/2025) riguarda i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 e prevede la domanda entro il 30 aprile 2026 e il pagamento in 54 rate bimestrali . Le definizioni agevolate possono essere cumulate con gli strumenti di sovraindebitamento, ma richiedono capacità di pagare puntualmente.
  • Composizione negoziata: procedura avviata con il D.L. 118/2021 che consente all’imprenditore in crisi di negoziare con i creditori sotto il controllo di un esperto. Prevede misure protettive, obblighi per le banche di non revocare i fidi senza giustificazioni e transazioni fiscali . È uno strumento prezioso per le start‑up del settore IT che vogliono evitare il fallimento e salvare la continuità.
  • OCC (Organismo di Composizione della Crisi): struttura istituita presso gli ordini professionali e le camere di commercio con il compito di assistere i debitori nelle procedure di sovraindebitamento. L’OCC redige la relazione economica, valuta la fattibilità del piano o dell’accordo e supervisiona la sua esecuzione . È composto da avvocati, commercialisti e notai specializzati.
  • Misure protettive: provvedimenti concessi dal tribunale o derivanti dalla legge che sospendono le azioni esecutive. Nel contesto della composizione negoziata e delle procedure di sovraindebitamento impediscono ai creditori di iniziare o proseguire pignoramenti e sequestri . Sono fondamentali per garantire la continuità dell’attività e consentire la ristrutturazione.

Debiti contributivi e previdenziali (INPS e casse professionali)

Molti sviluppatori lavorano come partite IVA e versano contributi alla Gestione separata INPS o ad altri enti (Inarcassa, casse forensi, casse ingegneri informatici). I debiti contributivi si formano quando non vengono versati i contributi minimi o quelli calcolati sulle dichiarazioni dei redditi. A differenza delle imposte, i contributi previdenziali finanziano la pensione e l’assicurazione sociale; tuttavia l’INPS è equiparato all’Erario nella riscossione e utilizza le stesse procedure coattive (cartella esattoriale, pignoramento).

L’INPS può iscrivere a ruolo i contributi omessi e affidare la riscossione all’AdER. I termini di prescrizione sono generalmente di 5 anni per i contributi dovuti alla Gestione separata, mentre per alcune casse professionali possono essere più lunghi. È fondamentale verificare la regolarità delle notifiche e calcolare la decorrenza del termine prescrizionale; molte cartelle contributive sono annullate perché notificate oltre i cinque anni.

Per difendersi dai debiti contributivi gli sviluppatori possono:

  1. Chiedere la rateizzazione all’INPS o all’AdER. Per importi fino a 120.000 €, è possibile ottenere piani di dilazione fino a 84 mesi con semplice istanza , mentre per somme superiori è richiesta la documentazione sulla situazione economica.
  2. Impugnare la cartella per vizi formali o per prescrizione, seguendo la procedura in Commissione tributaria (oggi Corte di giustizia tributaria). I ricorsi devono essere notificati entro 40 o 60 giorni a seconda del tipo di atto.
  3. Accedere alla Legge 3/2012 o al CCII, poiché i contributi previdenziali rientrano tra i crediti soddisfabili nelle procedure di sovraindebitamento. Il piano del consumatore può prevedere la falcidia dei contributi, purché sia rispettata la parità di trattamento rispetto agli altri creditori. Talvolta l’INPS richiede la garanzia integrale se il piano comporta il pagamento dei contributi in misura ridotta.
  4. Verificare la posizione assicurativa. In alcuni casi i contributi sono stati versati ma non correttamente contabilizzati; è quindi opportuno chiedere un estratto conto contributivo aggiornato e, se necessario, presentare istanze di correzione.

A differenza delle imposte, i contributi previdenziali hanno un impatto diretto sulla futura pensione; per questo motivo, un piano di rientro o una transazione con l’INPS deve tenere conto anche della tutela previdenziale. L’assistenza di un avvocato e di un commercialista esperti consente di valutare se conviene versare interamente i contributi o rinegoziarli nell’ambito di un accordo.

10 Conclusioni

Il panorama normativo e giurisprudenziale analizzato mostra che esistono molteplici strumenti per difendere gli sviluppatori software in difficoltà. Il pignoramento esattoriale può essere contrastato eccependo la prescrizione, la nullità e i limiti di pignorabilità. La Legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza offrono procedure efficaci per ristrutturare i debiti, con moratorie fino a due anni e la possibilità di ottenere l’esdebitazione. Le rottamazioni e le definizioni agevolate consentono di ridurre le imposte dovute, mentre la composizione negoziata permette di salvare la continuità aziendale e negoziare con Fisco e banche senza perdere la governance dell’impresa.

Affrontare i debiti richiede però tempestività, competenze legali e fiscali e una visione strategica: occorre analizzare gli atti ricevuti, verificare la corretta notifica, calcolare i termini di prescrizione e scegliere lo strumento più vantaggioso (rottamazione, piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, composizione negoziata). In questa sfida il supporto di professionisti esperti fa la differenza.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare, grazie alla qualifica di cassazionista, alla gestione della crisi da sovraindebitamento e al ruolo di esperto negoziatore, sono in grado di valutare la posizione debitoria del software developer, proporre strategie personalizzate e assistere il cliente in ogni fase: dalla sospensione dei pignoramenti alla transazione fiscale, dalla difesa giudiziale alla composizione stragiudiziale. Agire prontamente significa evitare il blocco del conto corrente, proteggere la propria attività e salvaguardare la casa di famiglia.

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