Interior designer con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Gli interior designer, come molti professionisti, possono trovarsi in una posizione delicata quando i debiti accumulati nei confronti del fisco o delle banche minacciano la loro stabilità economica e la stessa sopravvivenza dell’attività. La professione dell’interior designer non è solo creatività: implica la gestione di fornitori, materiali, personale e spesso richiede finanziamenti bancari o linee di credito. Un’amministrazione poco accorta o eventi imprevisti (crisi economiche, calo della domanda, insolvenze dei clienti) possono generare un sovraindebitamento: un disallineamento duraturo tra obbligazioni assunte e liquidità disponibile, tale da rendere impossibile il puntuale pagamento dei debiti .

Ignorare o sottovalutare le pretese dei creditori può avere conseguenze gravi: iscrizioni a ruolo e cartelle esattoriali, ipoteche, pignoramenti di beni o addirittura dell’abitazione, sospensione dell’attività professionale e segnalazioni alle banche dati. Anche gli strumenti necessari per lavorare possono essere aggrediti, benché la legge preveda limiti precisi all’esecutività: l’articolo 514 del codice di procedura civile stabilisce, tra i beni assolutamente impignorabili, gli strumenti indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore, oltre ai beni mobili d’uso domestico essenziali e alle provviste di alimenti . Questo significa che, salvo casi particolari, un interior designer non può subire il sequestro di software professionali, libri e strumenti di lavoro essenziali.

Nel panorama legislativo italiano sono state introdotte diverse procedure per gestire e superare il sovraindebitamento: dalla legge 3/2012 (c.d. legge “salvasuicidi”) alla rottamazione dei ruoli prevista dalla legge di bilancio 2023 (definizione agevolata), fino al Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che ha razionalizzato molti istituti e ha previsto procedure come il concordato minore e la liquidazione controllata. A queste si affiancano la composizione negoziata (D.L. 118/2021), che consente all’imprenditore in crisi di essere affiancato da un esperto nella ricerca di accordi con i creditori, e le agevolazioni fiscali che permettono di pagare solo parte dei debiti fiscali, eliminando sanzioni e interessi .

Per un interior designer indebitato è essenziale conoscere e utilizzare queste possibilità, evitando gli errori comuni (come ignorare la notifica di un atto o non rispettare i termini per l’impugnazione) e sfruttando appieno i diritti del contribuente sanciti dallo Statuto del contribuente e dalla normativa processuale tributaria. Le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale hanno inoltre chiarito importanti aspetti sull’usura bancaria, sull’anatocismo, sulla notifica degli atti e sulla responsabilità degli istituti di credito nel concedere finanziamenti senza una corretta valutazione del merito creditizio.

In questo scenario complesso, rivolgersi a professionisti esperti fa la differenza. L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo vanta oltre sedici anni di attività nel campo dell’indebitamento bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati a livello nazionale in diritto bancario e tributario; è gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa in forza del D.L. 118/2021 .

Grazie al suo metodo di analisi personalizzata (“Fatti Rimborsare®”) lo studio Monardo effettua un esame preliminare del provvedimento e propone al cliente le migliori strategie: ricorsi contro cartelle esattoriali, sospensive degli atti esecutivi, trattative e piani di rientro con banche e finanziarie, piani del consumatore o concordati minori, liquidazioni controllate e, quando la normativa lo consente, definizioni agevolate dei debiti .

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Qual è la qualificazione giuridica dell’interior designer per il fisco e per i creditori?

Prima di approfondire le strategie difensive, occorre comprendere se l’interior designer è considerato imprenditore o professionista. La distinzione ha rilevanti conseguenze in tema di responsabilità, tassazione e procedure concorsuali.

  • Imprenditore o professionista? La Corte di Cassazione ha evidenziato che l’art. 2082 del codice civile definisce imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi; tuttavia, il concetto di imprenditore ai fini tributari (art. 55 del Testo unico delle imposte sui redditi) è più ampio e non richiede necessariamente un’organizzazione. In tema di accertamenti bancari, la Suprema Corte (sentenza 7552/2025) ha ricordato che la presunzione di disponibilità di redditi desumibili dai movimenti di conto si applica a tutti i contribuenti, non solo agli imprenditori . Ciò significa che anche un interior designer privo di struttura organizzata può essere sottoposto a controlli fiscali e a presunzioni sui redditi, con onere della prova a suo carico.
  • Professionista tecnico: l’interior designer rientra di solito tra i professionisti tecnici, iscritti a ordini professionali. Tuttavia, l’esercizio in forma societaria (studio associato o s.r.l.) può comportare l’applicazione delle norme sull’impresa e l’assoggettamento al codice della crisi d’impresa. In ogni caso, se il professionista opera come persona fisica, non è soggetto al fallimento ma può accedere alle procedure di sovraindebitamento (legge 3/2012 e nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza).

2. La legge 3/2012 e la definizione di sovraindebitamento

La legge 3/2012 disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i soggetti non fallibili. Secondo l’art. 6, il sovraindebitamento è la condizione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, che determina l’incapacità del debitore di soddisfarle regolarmente . Gli articoli 7 e 9 consentono al debitore di proporre un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione che assicuri il pagamento integrale dei crediti muniti di privilegio e stabiliscono che il piano, corredato da documentazione dettagliata, debba essere depositato presso il tribunale competente .

Con la riforma del Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), molte disposizioni della legge 3/2012 sono confluite nel nuovo codice; tuttavia la legge continua ad applicarsi ai procedimenti pendenti prima dell’entrata in vigore del codice. La Cassazione, con ordinanza 14835/2025, ha precisato che le domande di esdebitazione proposte da debitori il cui procedimento sia stato aperto prima del 15 luglio 2022 restano disciplinate dalle norme anteriori .

3. Il Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019)

Il Codice della crisi prevede diversi strumenti per i soggetti in difficoltà economica. In particolare:

  • Condizioni ostative: l’art. 69 stabilisce che il consumatore non può accedere alle procedure se è stato esdebitato nei cinque anni precedenti, se ha beneficiato dell’esdebitazione due volte o se ha causato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode. Inoltre, se la situazione di sovraindebitamento è stata causata da un creditore che non ha rispettato l’obbligo di valutazione della solvibilità ex art. 124-bis TUB, quel creditore non può opporsi all’omologazione della proposta .
  • Concordato minore: l’art. 74 consente ai debitori non consumatori (ad esempio un professionista organizzato in forma societaria) di presentare una proposta di concordato minore al fine di proseguire l’attività. Se la proposta non prevede la prosecuzione dell’attività, essa deve includere l’apporto di risorse esterne. La soddisfazione dei creditori può essere parziale e i creditori possono essere suddivisi in classi; tuttavia, è obbligatorio costituire una classe per i creditori garantiti da terzi . La Cassazione ha stabilito che la proposta che preveda il pagamento dei creditori privilegiati in misura pari a quello dei chirografari, violando l’ordine delle cause di prelazione, è inammissibile e il tribunale deve dichiararlo d’ufficio .
  • Liquidazione controllata: quando la continuazione dell’attività non è possibile, il debitore può accedere alla liquidazione controllata (art. 268 ss. CCII), che consente una gestione ordinata della liquidazione dei beni con l’obiettivo di soddisfare i creditori e ottenere l’esdebitazione residua.

4. La composizione negoziata (D.L. 118/2021)

Il decreto legge 118/2021, convertito in legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi. L’art. 6 prevede che, dal momento della pubblicazione dell’istanza di accesso alla procedura, il debitore può chiedere misure protettive: i creditori non possono acquisire diritti di prelazione né avviare azioni esecutive o cautelari sui beni del debitore; i pagamenti non sono inibiti; le misure non si estendono ai crediti dei lavoratori; la pubblicazione impedisce la dichiarazione di fallimento (ora liquidazione giudiziale) e i creditori non possono rifiutare l’adempimento di contratti pendenti per fatti anteriori .

Questa procedura consente alle imprese (e dunque agli studi di interior design organizzati in forma societaria) di negoziare con i creditori sotto la guida di un esperto iscritto all’apposito albo. L’avvocato Monardo, essendo esperto negoziatore riconosciuto, può assistere il debitore nella presentazione dell’istanza e durante le trattative con banche e fornitori .

5. Obbligo di valutazione del merito creditizio: art. 124‑bis TUB

L’art. 124‑bis del Testo unico bancario impone al finanziatore, prima di concludere un contratto di credito al consumo, di valutare la solvibilità del consumatore sulla base di informazioni adeguate, fornite dal consumatore stesso e, se necessario, consultando banche dati . Se il contratto prevede un aumento dell’importo del credito, la valutazione deve essere aggiornata. Nel caso in cui il finanziatore non effettui la verifica o non comunichi l’esito della valutazione al consumatore, potrà essere chiamato a rispondere per concessione abusiva del credito.

La Cassazione (ordinanza 20725/2025) ha chiarito che l’obbligo di verifica non comporta sempre l’acquisizione di informazioni ulteriori rispetto a quelle fornite dal cliente: la banca deve richiederle solo quando vi siano elementi che lo giustifichino . Inoltre, la Corte (ordinanza 21048/2025) ha stabilito che la negligenza del creditore nell’eseguire la valutazione non esclude la colpa grave del consumatore; i due profili di colpa possono coesistere . Ciò significa che il debitore non può giustificare il proprio sovraindebitamento invocando l’inosservanza bancaria, ma può far valere la responsabilità della banca per ottenere la riduzione degli interessi o la risoluzione del contratto.

6. Anatocismo, usura e oneri probatori

Una delle contestazioni che gli interior designer muovono alle banche riguarda l’applicazione di interessi anatocistici (calcolo degli interessi su interessi scaduti) o usurari. In materia di anatocismo sui mutui, la Cassazione, richiamando le Sezioni unite del 2024, ha ribadito che il piano di ammortamento “alla francese” non configura anatocismo perché la quota di interessi di ciascuna rata non deriva dal calcolo di interessi su interessi precedenti; la constanza della rata comporta solo un differimento della restituzione del capitale . La Suprema Corte (ordinanza 24197/2025) ha inoltre precisato che l’adozione del piano francese non genera interessi composti, e che il ricorrente deve indicare metodi di calcolo alternativi per contestare la decisione【961353247933119†L123-L137】. Inoltre, i dati contenuti nei decreti ministeriali sui tassi effettivi globali medi (TEGM) non costituiscono fatto notorio e devono essere prodotti in giudizio .

Con riferimento agli interessi usurari, la Cassazione ha spiegato che l’interesse ad agire per la declaratoria di usurarietà degli interessi moratori sussiste anche durante l’esecuzione del rapporto; tuttavia, la valutazione dell’usura varia a seconda che la mora si sia verificata o meno . Chi contesta l’usura dovrà quindi produrre il contratto, i piani di ammortamento e i decreti ministeriali applicabili. Lo studio Monardo effettua analisi tecniche su contratti di mutuo, leasing o finanziamento al fine di individuare eventuali profili di usura o anatocismo.

7. Gli strumenti esecutivi e l’impignorabilità dei beni

Quando i debiti diventano esigibili, il creditore può agire in via esecutiva: iscrivere ipoteche, notificare pignoramenti mobiliari o immobiliari, bloccare conti correnti. Tuttavia, la legge prevede che alcuni beni siano assolutamente impignorabili. Secondo l’art. 514 c.p.c., non possono essere sequestrati gli arredi essenziali, il cibo per un mese, il combustibile necessario, ma soprattutto gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore . Un interior designer può quindi opporsi al pignoramento di software professionali, materiali e strumenti indispensabili, dimostrando la loro necessità per l’attività. Lo stesso articolo tutela gli strumenti usati per adempimenti di servizi pubblici e i beni indispensabili all’assistenza dei portatori di handicap.

8. Statuto del contribuente e diritti nella procedura fiscale

L’art. 6 dello Statuto del contribuente (legge 212/2000) prevede che l’amministrazione finanziaria debba garantire al contribuente un’effettiva conoscenza degli atti che lo riguardano, tramite notificazioni al domicilio effettivo con modalità atte a salvaguardare la riservatezza. Inoltre, l’amministrazione deve fornire al contribuente informazioni sui presupposti che possano determinare la negazione di benefici o l’irrogazione di sanzioni e deve predisporre modelli e istruzioni comprensibili con anticipo rispetto alle scadenze . Ciò significa che la mancanza di una notifica valida o di informazioni sufficienti può essere motivo di impugnazione di una cartella o di un avviso di accertamento.

Il decreto legislativo 546/1992, che disciplina il processo tributario, stabilisce le modalità di comunicazione e notificazione degli atti. L’art. 16 (abrogato a partire dal 1° gennaio 2026) disponeva che la segreteria del giudice provvedesse a comunicare le sentenze e le ordinanze ai contribuenti, anche mediante posta elettronica certificata (PEC), e che il contribuente dovesse indicare il proprio indirizzo PEC nell’atto introduttivo . Le comunicazioni a mezzo PEC sono ormai la regola, e la mancanza di un indirizzo valido può causare decadenze.

9. Ruolo e cartelle esattoriali: novità normative e giurisprudenza

Le cartelle esattoriali sono atti con cui l’Agenzia Entrate-Riscossione (AdER) richiede il pagamento di tributi, sanzioni e interessi iscritti a ruolo. L’art. 12 del D.P.R. 602/1973 stabilisce che l’estratto di ruolo, in quanto mera copia dell’elenco dei debitori, non è impugnabile; tuttavia, l’iscritto può ricorrere contro il ruolo e la cartella se dimostra un pregiudizio attuale, ad esempio l’impossibilità di ottenere una certificazione di regolarità contributiva, la perdita di un appalto pubblico o la perdita di benefici come agevolazioni o finanziamenti . La Corte di Cassazione (ord. 8682/2025) ha dichiarato che le limitazioni all’impugnazione dell’estratto di ruolo introdotte dal D.L. 146/2021 non violano il diritto di difesa perché rimane comunque la possibilità di contestare il ruolo in presenza di un pregiudizio concreto .

Un altro aspetto essenziale è la validità della notifica delle cartelle. La Cassazione (ord. 8969/2025) ha precisato che, se la cartella non è stata mai notificata o se la notifica è nulla, il contribuente può impugnare l’iscrizione ipotecaria o il fermo amministrativo anche a distanza di molti anni: l’assenza di notifica fa sì che il termine per l’opposizione non inizi a decorrere . È quindi fondamentale verificare sempre la regolarità della notifica: eventuali vizi ne determinano la nullità e consentono la cancellazione delle misure cautelari.

10. Definizione agevolata (“rottamazione”) e altri strumenti fiscali

La legge di bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto la definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo (“rottamazione quater”). I contribuenti potevano estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 versando esclusivamente le somme a titolo di capitale e i rimborsi spese per le procedure esecutive e la notifica; interessi, sanzioni e aggio venivano integralmente stralciati . La stessa norma ha previsto che le domande dovessero essere presentate entro il 30 giugno 2023 e che i pagamenti potessero avvenire in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate . Sebbene i termini di adesione siano scaduti, la definizione agevolata ha un impatto perché molti interior designer hanno aderito e stanno pagando a rate; in caso di mancato pagamento di una rata, il beneficio decade e l’Agente può riprendere le azioni esecutive.

Oltre alla rottamazione, la normativa fiscale prevede altre misure, tra cui:

  • Saldo e stralcio per contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica (ISEE non superiore a 20 000 €), con riduzione del debito proporzionata al reddito.
  • Stralcio automatico dei debiti fino a 1 000 € affidati fino al 2015 (art. 1, commi 222 ss., L. 197/2022).
  • Rateizzazioni ordinarie fino a 72 rate (o 120 in casi particolari), che consentono di dilazionare il pagamento senza presentare garanzie.
  • Transazioni fiscali nell’ambito delle procedure concorsuali, che permettono di concordare con l’Agenzia delle Entrate una riduzione delle imposte dovute.

11. Esdebitazione e responsabilità degli istituti di credito

L’esdebitazione è l’istituto che consente al debitore persona fisica di ottenere la liberazione dai debiti residui non soddisfatti a seguito della procedura. Nella legge 3/2012 e nel Codice della crisi la liberazione non è automatica: presuppone la buona fede del debitore e il rispetto degli obblighi informativi. La Cassazione (ordinanza 14835/2025) ha ribadito che, per i procedimenti pendenti prima del luglio 2022, continuano ad applicarsi le norme precedenti .

Parallelamente, la giurisprudenza ha rafforzato i profili di responsabilità delle banche e delle finanziarie. L’obbligo di valutare il merito creditizio (art. 124‑bis TUB) fa sì che l’istituto che concede un finanziamento senza adeguato controllo possa essere responsabile per concessione abusiva del credito e rispondere dei danni subiti dal consumatore sovraindebitato . Tuttavia, la violazione dell’obbligo di controllo non esime il debitore dalla propria responsabilità, come ricordato dalla Cassazione .

12. Ulteriori pronunce su anatocismo e usura

Oltre alle decisioni sull’ammortamento alla francese, la Cassazione è intervenuta più volte sulla materia bancaria. L’ordinanza 27460/2025 ha stabilito che la capitalizzazione degli interessi (anatocismo) nei conti correnti aperti prima della deliberazione CICR 9 febbraio 2000 può essere valida solo a determinate condizioni ; la stessa Corte ha ribadito che il tasso fisso risultante da piani di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo . L’ordinanza 21048/2025 ha invece affrontato la relazione tra colpa della banca e colpa del consumatore .

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto fiscale o bancario

Quando un interior designer riceve una cartella esattoriale, un avviso di accertamento o un atto di precetto da parte di una banca, è fondamentale seguire una procedura strutturata per tutelare i propri diritti. Di seguito sono elencati i passaggi principali con indicazione dei termini e delle normative applicabili.

1. Verifica della notifica

  • Controllare l’indirizzo: se l’atto non è stato notificato al domicilio fiscale corretto o se il recapito non è quello effettivo, la notifica potrebbe essere nulla. Lo Statuto del contribuente richiede che l’amministrazione assicuri l’effettiva conoscenza dell’atto .
  • Modalità: la notifica può essere eseguita mediante raccomandata A/R, posta elettronica certificata (PEC) o messo notificatore. Occorre verificare che sia stato rispettato l’art. 16 del D.Lgs. 546/1992 (comunicazioni e notificazioni) .
  • Assenza di notifica: se la cartella non è mai stata notificata, il termine per l’opposizione non decorre e il contribuente potrà contestare anche misure successive (ipoteca, fermo amministrativo) .

2. Analisi del titolo

  • Descrizione del debito: verificare la natura (tributo, sanzione, contributo previdenziale, sanzioni stradali) e l’anno di riferimento.
  • Prescrizione: accertare se il debito è prescritto. Ad esempio, i tributi erariali si prescrivono in 10 anni, quelli locali in 5 anni, le sanzioni amministrative in 5 anni.
  • Vizi formali: controllare la presenza del codice fiscale del contribuente nel ruolo (art. 12, comma 4, D.P.R. 602/1973), l’indicazione del responsabile del procedimento e la sottoscrizione dell’atto.

3. Scelta della procedura difensiva

A seconda dell’atto ricevuto, i rimedi sono diversi:

Tipo di attoTermine per l’impugnazioneAutorità competenteNote
Avviso di accertamento o avviso di addebito Inps60 giorni dalla notificaCommissione tributaria provinciale o giudice ordinario (per contributi)È possibile chiedere la sospensione giudiziale se si prova il periculum e il fumus boni iuris.
Cartella esattoriale (imposte, contributi, multe)60 giorni dalla notifica (40 per le sanzioni amministrative)Commissione tributaria o giudice di paceControllare se la cartella deriva da un ruolo mai notificato o da un atto definitivo.
Pignoramento mobiliare/immobiliare20 giorni dall’espropriazioneGiudice dell’esecuzionePossibile opposizione agli atti esecutivi per vizi formali o per inesistenza del titolo.
Fermo amministrativo su veicolo30 giorniCommissione tributariaOpponibile se la cartella non è stata notificata o se il veicolo è strumentale all’attività.
Ipoteca legale su bene immobile60 giorniCommissione tributariaVerificare se il debito supera i 20 000 € (soglia per l’ipoteca), se la cartella è stata notificata e se i beni sono gravati da mutuo.

4. Possibilità di sospensione e rateizzazione

  • Istanza di sospensione amministrativa: entro 60 giorni dalla notifica della cartella, è possibile chiedere all’AdER la sospensione qualora si ritenga che il debito non sia dovuto (ad esempio per prescrizione, pagamento già effettuato, sgravio). L’istanza sospende le procedure esecutive in attesa dell’esito.
  • Istanza di sospensione giudiziale: presentando il ricorso al giudice, si può chiedere la sospensione dell’esecuzione, allegando la prova del fumus (probabilità di successo) e del periculum (danno grave e irreparabile).
  • Rateizzazione: l’AdER concede rateazioni ordinarie fino a 72 rate (6 anni); in casi di comprovate difficoltà si può chiedere fino a 120 rate. Il mancato pagamento di 8 rate fa decadere il beneficio.
  • Rottamazione e saldo e stralcio: se la legislazione lo consente, si può aderire alle definizioni agevolate; occorre verificare le scadenze.

5. Documentazione da predisporre

Per valutare la strategia difensiva, è necessario raccogliere:

  1. Copie degli atti ricevuti (notifiche, cartelle, avvisi).
  2. Estratti di ruolo aggiornati, per verificare la posizione debitoria.
  3. Contratti bancari (mutui, leasing, finanziamenti) e piani di ammortamento.
  4. Estratti conto e documenti contabili, per contestare eventuali addebiti illegittimi.
  5. Documentazione reddituale e patrimoniale per valutare l’accesso a procedure di sovraindebitamento o a soluzioni fiscali agevolate.

6. Ricorso giudiziale e negoziazione

A seconda del tipo di atto e delle motivazioni di opposizione, il ricorso può essere presentato:

  • Davanti al giudice tributario, per tributi erariali e locali. Le impugnazioni devono contenere i motivi di diritto e di fatto, l’eventuale richiesta di sospensione e le prove (contratti, estratti conto, notifiche).
  • Davanti al giudice ordinario, per contributi previdenziali o per questioni bancarie (anatocismo, usura, inadempimenti).
  • Davanti al giudice dell’esecuzione, per opposizioni a pignoramenti o ipoteche.

Parallelamente, è spesso utile negoziare con i creditori per raggiungere un accordo extragiudiziale: piani di rientro rateizzati, transazioni a saldo e stralcio, riduzioni di interessi. La presenza di un avvocato con competenze bancarie e tributarie facilita la trattativa e consente di evitare azioni esecutive.

Difese e strategie legali per interior designer con debiti

1. Contestazione della notifica e dei vizi formali

La prima linea di difesa consiste nel contestare eventuali irregolarità formali. L’assenza di notifica dell’atto originario consente di impugnare anche provvedimenti successivi come il fermo o l’ipoteca . Occorre verificare la correttezza del domicilio indicato, il rispetto delle modalità di notifica, la presenza del codice fiscale e la sottoscrizione del funzionario responsabile. L’amministrazione deve garantire la conoscenza effettiva dell’atto ; in caso contrario, la cartella è nulla.

2. Eccezione di prescrizione o decadenza

Molti debiti vengono richiesti dopo anni; per alcuni tributi la legge prevede termini di decadenza (per emettere l’atto impositivo) e di prescrizione (per riscuotere il credito). Ad esempio, i tributi erariali decadono generalmente entro cinque anni; il mancato rispetto del termine rende nullo l’atto. L’eccezione deve essere sollevata nel ricorso e supportata da documentazione che dimostri l’assenza di atti interruttivi.

3. Esistenza di pagamenti già effettuati o di sgravi

È frequente che l’AdER richieda importi già pagati o per i quali il contribuente ha ottenuto uno sgravio in autotutela. In tali casi, occorre allegare le quietanze di pagamento o le comunicazioni di sgravio e chiederne la cancellazione. L’istanza di sospensione amministrativa può bloccare sul nascere l’esecuzione.

4. Usura e anatocismo nei contratti bancari

Se l’indebitamento deriva da finanziamenti o mutui onerosi, l’interior designer può contestare gli interessi applicati per usura o per violazione del divieto di anatocismo. Come visto, la Cassazione ha riconosciuto che il piano di ammortamento alla francese non produce anatocismo , ma la verifica dell’usura richiede un’analisi tecnica: si confrontano il tasso effettivo globale (TEG) e il tasso soglia fissato dai decreti ministeriali; se il TEG supera il tasso soglia, gli interessi sono nulli. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che i decreti ministeriali non sono fatto notorio: devono essere prodotti in giudizio e il debitore deve motivare la contestazione .

5. Abusiva concessione del credito

L’interior designer che dimostra di essere stato indotto ad assumere debiti senza adeguata valutazione da parte della banca può invocare la responsabilità della stessa per concessione abusiva del credito. L’art. 124‑bis TUB impone al finanziatore di verificare il merito creditizio del consumatore . La Cassazione ha sottolineato che l’obbligo di valutazione non è assoluto: occorre acquisire informazioni solo quando le circostanze lo richiedono . L’omissione può dar luogo al risarcimento se sussiste il nesso causale tra il finanziamento e il danno subito. Tuttavia, la colpa della banca non elimina la colpa del cliente , e quindi non comporta automaticamente la cancellazione del debito.

6. Opposizione a pignoramenti e ipoteche

Quando l’AdER iscrive ipoteca o procede al pignoramento, è possibile:

  • Opporsi agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), evidenziando l’inesistenza del titolo, l’inesigibilità del credito, la nullità della notifica. La Cassazione ha precisato che il fermo o l’ipoteca possono essere contestati in qualsiasi momento se la cartella non è stata notificata .
  • Eccepire l’impignorabilità dei beni strumentali (art. 514 c.p.c.). L’interior designer deve dimostrare che i beni pignorati sono indispensabili per la professione (es. software di progettazione, macchine fotografiche, libri tecnici) .
  • Domandare la conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.), depositando una somma a garanzia, oppure proporre un piano di rientro rateale con l’AdER.

7. Adesione alla definizione agevolata

Anche se la rottamazione quater è scaduta, eventuali leggi future potrebbero riproporre definizioni agevolate. In tal caso, conviene aderire per ridurre drasticamente l’importo dovuto: la legge consente di pagare solo il capitale e le spese, azzerando interessi e sanzioni . Lo studio Monardo monitora costantemente le norme per proporre ai clienti l’adesione tempestiva.

8. Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

Se il debito è insostenibile ma il professionista vuole continuare l’attività, può ricorrere a un piano del consumatore (riservato alle persone fisiche consumatrici) o a un accordo di ristrutturazione (per imprenditori piccoli). Il piano consente di proporre il pagamento parziale dei debiti, con eventuali falcidie sui chirografari, e richiede l’assistenza di un Organismo di composizione della crisi (OCC). Con il decreto di apertura, il giudice concede misure protettive che sospendono le esecuzioni in corso. L’art. 69 CCII vieta l’accesso a chi è stato esdebitato nei cinque anni precedenti o ha agito con dolo o colpa grave .

9. Concordato minore e liquidazione controllata

Per gli interior designer che esercitano l’attività in forma societaria o con collaboratori, il concordato minore permette di proseguire l’attività attraverso un piano di ristrutturazione. La proposta può prevedere il pagamento parziale dei debiti e la suddivisione dei creditori in classi; tuttavia, deve rispettare l’ordine delle cause di prelazione altrimenti è inammissibile . Se la prosecuzione non è possibile, resta la liquidazione controllata, in cui i beni vengono liquidati sotto il controllo del giudice e dell’OCC; al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione.

10. Composizione negoziata e accordi stragiudiziali

Per le strutture organizzate, la composizione negoziata consente di gestire la crisi con l’ausilio di un esperto. Le misure protettive impediscono ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive . Il professionista negoziatore (come l’avv. Monardo) aiuta a predisporre un piano di risanamento e, se necessario, a proporre ai creditori accordi di ristrutturazione dei debiti. Questi accordi, se omologati, sono vincolanti e bloccano le azioni esecutive.

Strumenti alternativi: rottamazioni, piani del consumatore, esdebitazione e accordi di ristrutturazione

1. Rottamazioni e definizioni agevolate

La definizione agevolata (“rottamazione quater”) consente di pagare solo capitale e spese di notifica, eliminando interessi e sanzioni sui carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 30 giugno 2022 . I debitori potevano aderire entro il 30 giugno 2023 , con possibilità di versare in un’unica soluzione o in 18 rate. Per chi non ha aderito, resta la rateizzazione ordinaria; per chi ha aderito, il mancato pagamento di una rata comporta la perdita dei benefici. In futuro, il legislatore potrebbe prevedere nuove rottamazioni; è importante monitorare le scadenze e aderire tempestivamente.

2. Piani del consumatore

I piani del consumatore sono riservati alle persone fisiche che non svolgono attività di impresa e permettono di ristrutturare i debiti senza necessità di accordo con i creditori. Il piano viene predisposto dall’OCC e approvato dal giudice se rispetta la parità di trattamento dei creditori muniti di privilegio. Il debitore deve dimostrare la propria meritevolezza (assenza di colpa grave o frode) e la sostenibilità del piano. Il piano può prevedere falcidie e scadenze fino a 5 anni; al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione residua.

3. Accordi di ristrutturazione dei debiti

Gli accordi di ristrutturazione richiedono il consenso della maggioranza dei creditori e sono adatti a imprenditori commerciali minori o professionisti organizzati. Possono prevedere pagamenti parziali, rateizzazioni e apporti di risorse esterne. L’omologazione dell’accordo da parte del tribunale rende l’accordo vincolante anche per i creditori dissenzienti. L’art. 69 CCII prevede che i creditori che hanno concorso a causare il sovraindebitamento non possano opporsi .

4. Concordato minore

Il concordato minore consente la prosecuzione dell’attività e la soddisfazione parziale dei creditori. La proposta deve indicare le modalità di continuità aziendale, le risorse esterne, la suddivisione in classi e il rispetto delle cause di prelazione . Se la proposta non rispetta l’ordine delle prelazioni (ad esempio prevede un pagamento uguale tra privilegiati e chirografari) è inammissibile . L’omologazione consente al debitore di proseguire l’attività con un assetto ristrutturato.

5. Liquidazione controllata ed esdebitazione

Quando non è possibile proseguire l’attività, il debitore può accedere alla liquidazione controllata. I beni vengono venduti sotto la supervisione del tribunale e dell’OCC. Al termine, se il debitore ha collaborato e non ha commesso atti in frode, può ottenere l’esdebitazione. La Cassazione ha specificato che per i procedimenti iniziati prima del 15 luglio 2022 continuano ad applicarsi le norme precedenti .

6. Esdebitazione del debitore incapiente

Il Codice della crisi introduce l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII): se il patrimonio e il reddito del debitore sono insufficienti a soddisfare i creditori, il giudice può dichiarare la liberazione dai debiti pur in assenza di pagamento, a condizione che il debitore dimostri la propria meritevolezza e l’impossibilità oggettiva di offrire un piano. Questo strumento si rivela utile per i professionisti che hanno perso ogni capacità reddituale.

7. Transazioni fiscali e accordi con le banche

Nell’ambito delle procedure concorsuali, è possibile proporre una transazione fiscale: l’Agenzia delle Entrate può accettare un pagamento parziale del tributo al fine di favorire la continuità dell’attività. Analogamente, con le banche e le finanziarie si possono stipulare accordi a saldo e stralcio: il creditore accetta di rinunciare a una parte del credito in cambio di un pagamento immediato. Queste soluzioni richiedono un’attenta negoziazione e la consulenza di professionisti con competenze bancarie e tributarie.

Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare le notifiche: molti professionisti trascurano raccomandate e PEC dell’AdER o delle banche. Anche se si ritiene di non avere risorse per pagare, è essenziale aprire la comunicazione e valutarne il contenuto: l’assenza di reazione può comportare la decadenza dai termini di impugnazione.
  2. Ritardare la consulenza legale: rivolgersi a un professionista solo dopo il pignoramento rende più difficile intervenire. È opportuno richiedere subito una consulenza per analizzare l’atto e individuare eventuali vizi.
  3. Accettare condizioni bancarie senza analisi: prima di firmare un mutuo o un finanziamento è opportuno far analizzare il contratto per verificare la presenza di clausole vessatorie, tassi usurari o anatocistici.
  4. Omettere la documentazione: chi si rivolge al giudice senza allegare contratti, estratti conto o decreti ministeriali rischia l’inammissibilità del ricorso; la Cassazione ha ribadito che i dati ministeriali non sono fatti notori e vanno prodotti .
  5. Confondere impignorabilità e esenzione fiscale: alcuni credono che tutti i beni professionali siano impignorabili. La legge tutela solo gli strumenti indispensabili ; beni non essenziali (ad es. auto di lusso non strumentale) possono essere pignorati.
  6. Non dichiarare tutti i debiti nel piano: nelle procedure di sovraindebitamento è obbligatorio indicare tutti i debiti; l’occultamento comporta l’inammissibilità o la revoca dell’esdebitazione.
  7. Sottovalutare la meritevolezza: il giudice valuta la buona fede del debitore. Pagamenti effettuati a creditori privilegiati o parenti, o la dilapidazione del patrimonio, possono pregiudicare l’accesso alle procedure.
  8. Non aggiornare la residenza o la PEC: un cambiamento di indirizzo senza comunicazione all’Agenzia delle Entrate può far considerare valide notifiche indirizzate a precedenti residenze; è importante mantenere aggiornato il domicilio fiscale e la PEC presso l’albo professionale.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Normativa rilevante per interior designer con debiti

NormativaContenuto essenzialeRiferimento e punti chiave
Legge 3/2012Disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i soggetti non fallibili. Definisce il sovraindebitamento e consente la presentazione di piani del consumatore o accordi con i creditori .Sovraindebitamento: squilibrio tra obbligazioni e patrimonio ; il piano deve garantire il pagamento dei privilegiati e va depositato con la documentazione .
Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019)Introduce procedure come concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione del debitore incapiente. Stabilisce condizioni ostative per l’accesso e la ripartizione dei creditori .Art. 69: esclusione per chi è stato esdebitato nei 5 anni, chi ha beneficiato due volte dell’esdebitazione o ha agito con dolo . Art. 74: concordato minore e suddivisione in classi .
D.L. 118/2021Istituisce la composizione negoziata della crisi; consente misure protettive che bloccano le azioni esecutive e impediscono la revoca di contratti pendenti .Art. 6: i creditori non possono acquisire nuove garanzie né avviare esecuzioni; le misure non si applicano ai crediti dei lavoratori .
Art. 124‑bis TUBObbligo per il finanziatore di valutare la solvibilità del consumatore prima di concedere il credito; deve acquisire informazioni adeguate e aggiornare la valutazione in caso di aumento del credito .In caso di violazione, la banca può essere responsabile per concessione abusiva del credito .
Art. 514 c.p.c.Elenca i beni assolutamente impignorabili, tra cui gli strumenti indispensabili per l’esercizio della professione .Un interior designer può opporsi al pignoramento di tali strumenti dimostrandone l’indispensabilità.
Legge 212/2000 (Statuto del contribuente)Stabilisce i diritti del contribuente e gli obblighi dell’amministrazione: notifica presso il domicilio reale, informazione chiara sui presupposti per negare benefici, predisposizione di modelli e istruzioni .La violazione dei principi comporta l’annullabilità degli atti.
D.P.R. 602/1973, art. 12Disciplina il ruolo e la cartella esattoriale: l’estratto di ruolo non è impugnabile salvo pregiudizio concreto (perdita di un appalto, impossibilità di compensazione, ecc.) .Cass. 8682/2025: limitare l’impugnazione dell’estratto non viola la tutela giurisdizionale .
Legge 197/2022, art. 1, commi 231 ss.Introduce la definizione agevolata (“rottamazione quater”): pagamento di solo capitale e spese per i carichi affidati dal 2000 al 30 giugno 2022 .Adesione entro il 30 giugno 2023; pagamento in un’unica soluzione o 18 rate .
Sentenze Cass. 21048/2025 e 20725/2025Obligo di valutazione del merito creditizio: la banca deve ottenere informazioni adeguate; la violazione non cancella la colpa del debitore .Distinzione tra colpa della banca e del consumatore; coesistenza delle responsabilità.
Sentenze Cass. 24197/2025 e 17165/2025Piano di ammortamento alla francese: non produce anatocismo; la contestazione deve essere motivata e supportata da decreti ministeriali【961353247933119†L123-L160】 .I tassi soglia non sono fatti notori e devono essere prodotti in giudizio .

Tabella 2 – Termini e scadenze principali

Procedura/AttoTermineNormativa/RiferimentoNote
Ricorso contro avviso di accertamento o avviso di addebito INPS60 giorni dalla notificaD.Lgs. 546/1992Possibilità di sospensione giudiziale.
Opposizione a cartella esattoriale60 giorni (40 per multe stradali)D.P.R. 602/1973, art. 12; D.Lgs. 546/1992L’estratto di ruolo è impugnabile solo con pregiudizio concreto .
Opposizione a fermo amministrativo30 giorniCodice della strada; D.Lgs. 546/1992Il fermo può essere contestato per difetto di notifica o perché il veicolo è strumentale all’attività.
Opposizione a ipoteca legale60 giorniD.P.R. 602/1973; GiurisprudenzaVerifica della soglia di 20 000 € e della notifica.
Opposizione a pignoramento (esecuzione forzata)20 giorniArtt. 615 e 617 c.p.c.Si può eccepire l’inesistenza del titolo o l’impignorabilità dei beni .
Domanda di rateizzazione ordinariaEntro 60 giorni dalla notificaArt. 19 D.P.R. 602/1973Fino a 72 rate (120 in casi speciali).
Istanza di sospensione amministrativaEntro 60 giorni dalla notifica della cartellaArt. 12 bis D.P.R. 602/1973Sospende le procedure esecutive.
Adesione alla definizione agevolata (“rottamazione quater”)Scaduta (30 giugno 2023)Legge 197/2022, art. 1, commi 231 ss.Possibili future riaperture.

Tabella 3 – Strumenti difensivi e benefici

StrumentoBeneficio principaleRequisitiSvantaggi/limiti
Piano del consumatore (L. 3/2012; CCII)Ristrutturazione dei debiti senza accordo dei creditori; misure protettive; possibile esdebitazione finaleDebitore persona fisica non imprenditore; meritevolezza; deposito del piano e documentazioneNecessità di OCC; pagamento integrale dei privilegiati; controllo giudiziale rigoroso.
Accordo di ristrutturazione dei debitiRistrutturazione con accordo di maggioranza; blocco esecuzioni dopo omologazioneDebitore imprenditore o professionista; assenso della maggioranza dei creditori; meritevolezzaRichiede consenso dei creditori; possibile opposizione di creditori non soddisfatti.
Concordato minoreContinuazione dell’attività; pagamento parziale dei debiti; classi di creditoriDebitore non consumatore; proposta con risorse esterne se non c’è continuità; rispetto prelazioniInammissibilità se si viola l’ordine delle prelazioni .
Liquidazione controllataLiquidazione dei beni sotto controllo del giudice; possibile esdebitazione residuaDebitore meritevole; collaborazione; impossibilità di ristrutturazionePerdita dei beni; durata della procedura; necessità di OCC.
Composizione negoziataBlocco delle azioni esecutive; negoziazione assistita da esperto; possibilità di accordiDebitore imprenditore; accesso tramite piattaforma; nomina di un espertoNon garantisce l’ottenimento dell’accordo; richiede impegno e trasparenza; esclude i crediti dei lavoratori .
Definizione agevolata (rottamazione)Eliminazione di interessi e sanzioni; pagamento del solo capitale e speseDebiti affidati all’Agente tra 2000 e 30 giugno 2022; domanda entro 30 giugno 2023Termine scaduto; il mancato pagamento di una rata fa decadere il beneficio.
Rateizzazione ordinariaDilazionare il debito fino a 72/120 ratePresentazione della domanda; regolarità nei pagamentiInteressi di rateizzazione; eventuale iscrizione di ipoteca o fermo; decadenza per mancato pagamento.
Saldo e stralcioRiduzione significativa del debito proporzionata al redditoISEE ≤ 20 000 €; situazioni di grave difficoltà economicaNon sempre disponibile; valutazioni soggettive dell’ente.
Opposizione a cartelle/esecuzioniAnnullamento o sospensione degli atti; recupero di somme indebitamente richiesteMotivi validi (prescrizione, mancanza di notifica, pagamenti già effettuati)Necessità di ricorso giudiziale; tempi e costi del processo.
Concessione abusiva del creditoRisarcimento danni; riduzione del debitoProva del nesso causale tra concessione e danno; violazione dell’obbligo di valutare il merito creditizioNon elimina il debito; coesistenza della colpa del consumatore .

Domande frequenti (FAQ)

  1. Sono un interior designer e ho ricevuto una cartella da 30 000 €: cosa devo fare immediatamente?
    Risposta: Controlla la notifica: verifica che la cartella sia stata recapitata al tuo indirizzo corretto e che l’ente abbia rispettato le modalità prescritte. Se la notifica è nulla o assente, la cartella può essere annullata . Nel frattempo, rivolgiti a un avvocato per valutare la prescrizione e i vizi formali. Entro 60 giorni puoi presentare ricorso alla Commissione tributaria.
  2. Possono pignorarmi il computer o i software professionali?
    Risposta: No, se si tratta di strumenti indispensabili per l’esercizio della tua professione. L’art. 514 c.p.c. tutela gli strumenti e i libri necessari per l’arte o il mestiere . Se il pignoramento riguarda beni non indispensabili, è possibile opporsi dimostrando la loro utilità esclusiva per il lavoro.
  3. Se non pago una rata della rottamazione, cosa succede?
    Risposta: La decadenza dalla definizione agevolata comporta la perdita dei benefici: il debito ritorna comprensivo di interessi e sanzioni e l’Agente può riprendere le azioni esecutive. È fondamentale rispettare le scadenze; in caso di difficoltà, valuta la rateizzazione ordinaria.
  4. Cosa succede se la banca non ha valutato correttamente la mia solvibilità?
    Risposta: L’inosservanza dell’obbligo di valutare il merito creditizio (art. 124‑bis TUB) può dar luogo alla responsabilità della banca per concessione abusiva del credito . Tuttavia, la violazione non annulla automaticamente il debito: potrai ottenere un risarcimento o una riduzione degli interessi, ma la tua colpa non viene esclusa .
  5. Il piano di ammortamento alla francese è anatocistico?
    Risposta: No. La Cassazione ha stabilito che nel piano alla francese gli interessi non si calcolano su interessi già maturati; la rata costante comporta un differimento della restituzione del capitale, ma non genera anatocismo . Per contestare l’anatocismo occorre esaminare il contratto e verificare il regime di capitalizzazione applicato【961353247933119†L123-L160】.
  6. Posso aderire ancora alla rottamazione quater?
    Risposta: No, i termini per la rottamazione quater (30 giugno 2023) sono scaduti . Tuttavia, il legislatore potrebbe introdurre nuove definizioni agevolate; conviene monitorare gli aggiornamenti normativi e consultare tempestivamente un professionista.
  7. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?
    Risposta: Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche non imprenditori e non richiede il consenso dei creditori; il giudice ne valuta la sostenibilità e la meritevolezza. L’accordo di ristrutturazione richiede invece l’accordo della maggioranza dei creditori ed è adatto a imprenditori o professionisti con organizzazione. Entrambi prevedono misure protettive e possono portare all’esdebitazione.
  8. Cosa succede se non pago l’IVA o le imposte sul reddito?
    Risposta: L’agenzia delle Entrate può emettere un avviso di accertamento; se diventa definitivo, l’importo viene iscritto a ruolo e notificato con cartella. Se non paghi, puoi subire ipoteca o pignoramento. Tuttavia, puoi rateizzare il debito, chiedere la sospensione o impugnare per vizi formali.
  9. Il mio studio è una s.r.l.: posso accedere al piano del consumatore?
    Risposta: No. Il piano del consumatore si applica solo alle persone fisiche non imprenditrici. La tua s.r.l. dovrà valutare strumenti come il concordato minore, l’accordo di ristrutturazione o la composizione negoziata.
  10. Quanto tempo dura la procedura di sovraindebitamento?
    Risposta: Dipende dalla complessità del patrimonio e dal tipo di procedura. In media, un piano del consumatore può durare dai 6 ai 12 mesi per l’omologa; il pagamento dei debiti può estendersi fino a 5 anni. La liquidazione controllata può durare diversi anni, mentre la composizione negoziata prevede tempi più rapidi (fino a 180 giorni).
  11. Se ho ottenuto l’esdebitazione, i creditori possono comunque pignorare i miei beni futuri?
    Risposta: No. L’esdebitazione libera il debitore dai debiti residui, salvo quelli esclusi dalla procedura (es. alimenti, risarcimenti da illecito extracontrattuale). Una volta esdebitato, i creditori non possono agire per i debiti preesistenti.
  12. Posso proporre più volte il piano del consumatore?
    Risposta: No. L’art. 69 CCII prevede un divieto di accesso se hai ottenuto l’esdebitazione nei 5 anni precedenti o l’hai ottenuta due volte . La reiterazione è ammessa solo in casi eccezionali (mutamento sostanziale della situazione economica).
  13. I debiti verso i fornitori (ad esempio falegnami, tappezzieri) possono essere falcidiati nel piano del consumatore?
    Risposta: Sì, i debiti chirografari possono essere pagati in misura parziale, se il piano garantisce il soddisfacimento dei privilegiati e rispetta le possibilità del debitore. È possibile proporre percentuali diverse a seconda delle classi di creditori.
  14. Quali spese devo sostenere per avviare una procedura di sovraindebitamento?
    Risposta: Sono previste spese per l’OCC (onorari del gestore), contributi unificati per il tribunale, eventuali compensi dell’avvocato. Molti OCC consentono la rateizzazione. Un preventivo dettagliato può essere fornito dallo studio Monardo prima dell’avvio.
  15. Come faccio a sapere se i tassi del mio mutuo sono usurari?
    Risposta: Occorre calcolare il tasso effettivo globale (TEG) considerando interessi, commissioni, spese e confrontarlo con il tasso soglia previsto nei decreti ministeriali per il periodo di stipula. È consigliabile rivolgersi a un professionista che effettui una perizia econometrica; in giudizio i decreti devono essere prodotti perché non sono fatti notori .
  16. È vero che posso oppormi all’estratto di ruolo?
    Risposta: L’estratto di ruolo di per sé non è impugnabile; tuttavia, puoi impugnare direttamente il ruolo e la cartella se dimostri un pregiudizio concreto, come la perdita di un appalto o l’impossibilità di ottenere un finanziamento . La Corte ha ritenuto legittime le limitazioni all’impugnazione .
  17. Posso vendere la mia abitazione durante la procedura di sovraindebitamento?
    Risposta: La vendita di beni rilevanti deve essere autorizzata dal giudice o dall’OCC, per evitare azioni di revoca. In un piano del consumatore l’abitazione principale è spesso protetta; nel concordato minore può essere venduta per soddisfare i creditori, ma il giudice valuta l’esigenza abitativa.
  18. Se ho perso il lavoro, posso chiedere l’esdebitazione senza pagare nulla?
    Risposta: Il Codice della crisi prevede l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII), che consente di essere liberati anche senza pagamenti, purché si dimostri l’impossibilità oggettiva e la meritevolezza. Si tratta di una procedura straordinaria e richiede una rigorosa valutazione da parte del giudice.
  19. Gli interessi moratori rientrano nel calcolo dell’usura?
    Risposta: Sì, la Cassazione ha precisato che l’interesse ad agire per la declaratoria di usura moratoria esiste anche durante l’esecuzione del rapporto; la valutazione dipende dal tasso soglia applicabile al momento della stipula o della mora . È consigliabile fare analizzare il contratto da un esperto.
  20. Se ricevo un precetto da una banca per un mutuo, posso contestarlo?
    Risposta: Sì. Puoi opporre l’esistenza di vizi del contratto (tasso usurario, mancanza di trasparenza), la prescrizione delle rate, l’inesigibilità del credito (ad esempio se la banca non ha rispettato la procedura di escussione della garanzia). È consigliabile agire entro i termini per l’opposizione all’esecuzione (20 giorni) e richiedere la sospensione al giudice.

Simulazioni pratiche e numeriche

Simulazione 1 – Interior designer con debiti fiscali e bancari

Profilo: Mario, 37 anni, interior designer titolare di studio individuale, ha accumulato:

  • 25 000 € di debiti con l’AdER per IVA e IRPEF non pagate negli ultimi 3 anni (cartelle esattoriali notificate nel 2025).
  • 15 000 € di debiti bancari per un finanziamento finalizzato all’acquisto di materiali e software, con piano di ammortamento alla francese.
  • 5 000 € di debiti verso fornitori (falegnami e artigiani).

Obiettivi: Ridurre il carico debitorio, salvaguardare lo studio e gli strumenti di lavoro, evitare azioni esecutive.

Analisi:

  1. Verifica delle cartelle: controlliamo le notifiche; risultano regolari. Il debito fiscale è recente, quindi non prescritto.
  2. Rateizzazione AdER: Mario può richiedere la rateizzazione ordinaria in 72 rate (6 anni), pagando circa 350 € al mese.
  3. Analisi del finanziamento: esaminiamo il contratto; il TEG è sotto il tasso soglia, quindi non c’è usura. Il piano alla francese non comporta anatocismo .
  4. Trattativa con la banca: proponiamo un piano di rientro in 60 rate da 250 €, spiegando la necessità di preservare la liquidità per pagare le imposte.
  5. Piano del consumatore: come persona fisica non imprenditore, Mario potrebbe accedere al piano del consumatore. Presentiamo all’OCC un piano che prevede il pagamento integrale dei debiti fiscali e una falcidia del 50 % sui debiti bancari e verso fornitori, dilazionati in 5 anni. Gli strumenti di lavoro sono dichiarati indispensabili e quindi impignorabili .
  6. Esdebitazione: dopo l’esecuzione del piano, Mario potrà ottenere l’esdebitazione residua.

Risultato atteso: Attraverso il piano del consumatore, il carico debitorio si ridurrà a circa 32 500 €, pagabile in 5 anni (circa 540 € al mese). La ratificazione del piano impedisce pignoramenti e fermo amministrativo e consente a Mario di continuare l’attività.

Simulazione 2 – Studio di interior design in forma societaria

Profilo: DesignLab s.r.l., con tre soci e sei dipendenti, ha un fatturato annuo di 400 000 € ma a causa di insolvenze dei clienti accumula:

  • 60 000 € di debiti con l’AdER (IVA e ritenute).
  • 80 000 € di esposizione bancaria (mutuo chirografario e fido di conto corrente).
  • 20 000 € di debiti verso fornitori di materiali.

Analisi:

  1. Composizione negoziata: la società presenta domanda sulla piattaforma e ottiene le misure protettive: i creditori non possono iscrivere ipoteche né avviare pignoramenti .
  2. Intervento dell’esperto: l’avv. Monardo, esperto negoziatore, esamina i conti e redige un piano di risanamento: vendita di un immobile non strumentale, riduzione dei costi, negoziazione con la banca per il prolungamento del mutuo e riduzione del tasso.
  3. Accordo di ristrutturazione dei debiti: con il consenso del 60 % dei creditori, si ottiene un accordo che prevede:
  4. pagamento integrale dei debiti fiscali in 5 anni;
  5. riduzione del debito bancario del 30 % e nuova rateizzazione in 10 anni;
  6. pagamento dei fornitori al 50 % in 24 mesi.
  7. Omologazione: il tribunale omologa l’accordo. I creditori dissenzienti sono vincolati. La società continua l’attività, mantenendo i dipendenti.

Risultato atteso: DesignLab s.r.l. evita la liquidazione giudiziale e conserva la propria reputazione; i soci non sono costretti a versare ulteriori capitali; la gestione finanziaria viene riequilibrata.

Simulazione 3 – Debitore incapiente

Profilo: Anna, interior designer freelance di 55 anni, non ha più incarichi a causa di problemi di salute. Debiti residui:

  • 12 000 € di cartelle esattoriali (contributi Inps e multe stradali).
  • 8 000 € verso la banca per un prestito personale.

Non possiede immobili né beni di particolare valore; vive in affitto.

Soluzione: Anna ricorre alla liquidazione controllata; vengono venduti gli arredi non indispensabili (valore 2 000 €). Al termine, chiede l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII), dimostrando la propria incapienza e la meritevolezza. Il giudice le concede l’esdebitazione residua. Anna riparte senza debiti e potrà riprendere la professione quando le sue condizioni lo consentiranno.

Conclusione

Affrontare debiti con il fisco e con le banche è una sfida complessa per chi lavora nel mondo della creatività e dell’interior design. La normativa italiana offre però numerosi strumenti per gestire e superare il sovraindebitamento: piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione, composizione negoziata e definizioni agevolate. Le sentenze più recenti della Cassazione hanno chiarito questioni centrali: la non anatocisticità del piano alla francese , l’obbligo ma non l’assolutezza della valutazione del merito creditizio , la coesistenza della colpa del consumatore e della banca , i limiti all’impugnazione dell’estratto di ruolo e l’importanza della regolarità delle notifiche .

Per un interior designer, conoscere queste regole non è sufficiente: occorre agire tempestivamente per evitare che il debito cresca, per non perdere i termini di impugnazione e per sfruttare le opportunità di riduzione o cancellazione del debito (rottamazioni, esdebitazione, transazioni fiscali). Un’analisi accurata degli atti, la verifica del merito creditizio, la ricerca di vizi formali e la predisposizione di piani sostenibili sono attività che richiedono competenze multidisciplinari in diritto bancario, tributario e concorsuale.

L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento, esperto negoziatore della crisi d’impresa e professionista fiduciario di un OCC , insieme al suo team di avvocati e commercialisti, è in grado di offrire assistenza completa e personalizzata:

  • analisi preliminare dei contratti bancari e degli atti fiscali;
  • redazione di ricorsi e opposizioni;
  • trattative e piani di rientro con banche e AdER;
  • predisposizione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e concordati minori;
  • assistenza nelle procedure di composizione negoziata;
  • richiesta di esdebitazione e tutela dei beni impignorabili.

Agire per tempo e con il supporto di professionisti esperti consente di bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e di salvaguardare la propria attività creativa. Non lasciare che i debiti compromettano la tua professione di interior designer: informati, difenditi e risolleva la tua attività con le procedure previste dalla legge.

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La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

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