Esperto SEO con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

La diffusione delle professioni digitali ha portato anche gli esperti SEO a confrontarsi con problemi di debiti e di irregolarità fiscali. Chi lavora nel marketing online spesso gestisce posizioni fiscali complesse, collabora con clienti internazionali e utilizza piattaforme tecnologiche per fatturare. Quando insorgono difficoltà di liquidità o errori di gestione, le conseguenze possono essere gravi: cartelle esattoriali, iscrizioni a ruolo, ipoteche, fermi amministrativi, pignoramenti e pressioni delle banche. Comprendere quali siano i rimedi e le strategie per difendersi è essenziale non solo per proteggere i propri beni, ma anche per garantire la continuità dell’attività professionale.

L’ordinamento italiano offre numerosi strumenti per affrontare la crisi del contribuente o dell’impresa individuale: dalla rateizzazione dei debiti e dalle definizioni agevolate (rottamazioni e “saldo e stralcio”) ai piani del consumatore e alla liquidazione controllata per il sovraindebitamento. Le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e le novità normative, tra cui la Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) che introduce la rottamazione‑quinquies e le modifiche al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), hanno ampliato le possibilità di tutela per il debitore ma hanno anche complicato la materia.

Questa guida — aggiornata al gennaio 2026 — illustra in modo completo e professionale cosa può fare un esperto SEO (o chiunque si trovi in analoga posizione debitoria) per difendersi dalle richieste del fisco e delle banche. Dopo una panoramica su leggi, sentenze e prassi ufficiali, il testo fornisce istruzioni operative passo‑passo, analizza le strategie legali e gli strumenti alternativi (definizioni agevolate, piani di rientro e procedure concorsuali), evidenzia gli errori da evitare e offre un’ampia sezione di domande e risposte con simulazioni concrete.

Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e perché può aiutarti

L’articolo è redatto dal team legale coordinato dall’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con esperienza decennale in diritto bancario e tributario. L’Avv. Monardo:

  • Coordina un gruppo multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano a livello nazionale, fornendo consulenza specializzata in materia di contenzioso tributario, esdebitazione e diritto bancario.
  • È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. Questo gli permette di assistere i debitori nella presentazione di piani del consumatore o nella liquidazione dei beni, garantendo l’omologazione giudiziale e il blocco delle azioni esecutive.
  • È professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ex decreto‑legge 118/2021: può quindi gestire anche le procedure di composizione negoziata per imprenditori e professionisti in difficoltà, facilitando accordi con banche e creditori.
  • Opera come cassazionista, abilitato a patrocinare dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, garantendo al cliente la massima competenza nel contenzioso di legittimità.

Il supporto dell’Avv. Monardo e del suo staff include: analisi preliminare degli atti e dei contratti bancari, redazione di ricorsi e opposizioni dinanzi ai giudici tributari o civili, richiesta di sospensione delle procedure esecutive, trattative stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AER) e le banche, predisposizione di piani di rientro e piani del consumatore, assistenza nella procedura di esdebitazione e nella rinegoziazione dei finanziamenti. Grazie alla rete di consulenti (commercialisti, esperti di finanza aziendale e mediatori), lo studio offre una soluzione completa alle problematiche fiscali e bancarie.

Call to action immediata:

📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata. Il nostro team analizzerà i tuoi atti, individuerà eventuali vizi e ti proporrà le strategie più efficaci per fermare pignoramenti, ipoteche e cartelle esattoriali.

Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Fonti normative principali

Prima di affrontare le strategie difensive, è fondamentale conoscere le leggi e i regolamenti che disciplinano la riscossione dei tributi, l’esecuzione forzata e le procedure di sovraindebitamento. Di seguito vengono richiamate le principali fonti normative, con indicazione delle disposizioni rilevanti e delle interpretazioni giurisprudenziali più significative.

1.1 Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000)

Lo Statuto del contribuente costituisce la carta dei diritti fondamentali nella materia tributaria. Tra le disposizioni più utili al debitore vi sono:

  • Art. 7 (Chiarezza e motivazione degli atti): gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati e, se richiamano altri documenti, questi devono essere allegati o indicati; inoltre, devono indicare l’ufficio responsabile e i termini per ricorrere . Una cartella di pagamento priva di motivazione o di allegazione degli atti presupposti è nulla e può essere impugnata.
  • Art. 8 (Tutela dell’integrità patrimoniale): vieta di estendere i termini di prescrizione oltre i limiti del codice civile e prevede la compensazione tra crediti tributari e debiti dello Stato . È utile per contestare cartelle prescritte o per chiedere la compensazione di crediti fiscali.
  • Principio di legalità tributaria (art. 1): vieta che le norme tributarie siano modificate per via regolamentare ; ciò impedisce all’amministrazione di innovare la disciplina della riscossione con circolari difformi dalla legge.

1.2 Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602

Questo decreto disciplina la riscossione delle imposte attraverso ruoli esattoriali. Le norme importanti per il debitore sono:

  • Art. 50: l’agente della riscossione deve notificare al debitore l’intimazione di pagamento prima di procedere all’esecuzione forzata. La Cassazione, con ordinanza 30 ottobre 2025 n. 28706, ha ribadito che l’intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile: se il contribuente non lo contesta nei termini (generalmente 60 giorni), il debito diventa definitivo . La stessa ordinanza chiarisce che l’intimazione sostituisce il vecchio “avviso di mora” e la sua impugnazione non è facoltativa ma obbligatoria .
  • Art. 19 del D.Lgs. 546/1992: indica gli atti impugnabili davanti alle Commissioni tributarie (ora Corti di giustizia tributaria); tra essi rientrano le cartelle, le intimazioni di pagamento, il preavviso di fermo e il preavviso di ipoteca.
  • Art. 19 DPR 602/1973 (rateazione): consente all’agente della riscossione di concedere piani di pagamento dilazionati, in presenza di determinate condizioni (comprovata temporanea situazione di difficoltà) e con garanzie; l’istituto della rateazione è spesso usato in combinazione con le definizioni agevolate.

1.3 Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019)

La Legge 27 gennaio 2012, n. 3 disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, imprenditori agricoli, start‑up innovative). Le principali procedure sono:

  • Piano del consumatore (art. 7–12 bis): il debitore presenta un piano di ristrutturazione dei debiti che, se omologato dal tribunale, vincola i creditori. L’art. 12 bis prevede che il giudice, verificata la fattibilità del piano e la meritevolezza del debitore, lo omologhi e disponga la sospensione delle azioni esecutive . L’art. 12 ter disciplina gli effetti dell’omologazione: i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari e il piano produce effetti anche nei confronti di creditori non aderenti .
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 10): è una proposta che il debitore presenta ai creditori, i quali devono approvarla con la maggioranza prevista dalla legge; l’accordo, se omologato, sospende le azioni esecutive e consente stralci parziali.
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato (art. 14 ter ss.): è la procedura nella quale i beni del debitore sono liquidati sotto controllo del tribunale, a tutela del creditore, con successiva possibile esdebitazione. La sentenza della Cassazione n. 11444/2025 ha precisato che il creditore professionale per ottenere il privilegio deve allegare il titolo di prelazione; in mancanza, il credito sarà ammesso in chirografo .
  • Esdebitazione del debitore incapiente (art. 14 terdecies e art. 283 CCII): consente di liberare il debitore onesto ma incapiente dai debiti residui. Una pronuncia del Tribunale di Bari del 2023 ha ricordato che le cause ostative all’esdebitazione sono tassative e non ammettono interpretazioni analogiche . Ulteriori sentenze del 2025 hanno affermato che per ottenere l’esdebitazione occorre dimostrare l’assenza di dolo o colpa grave; la Cassazione n. 30108/2025 ha negato il beneficio a un debitore che aveva agito con frode , mentre il Tribunale di Bergamo (15 luglio 2025) ha chiarito che l’esdebitazione residuale ex art. 283 CCII può essere concessa anche a chi non ha chiesto l’esdebitazione ordinaria purché dimostri la “meritevolezza” .

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), entrato in vigore a luglio 2022, ha riorganizzato le procedure e introdotto la esdebitazione automatica a favore dell’imprenditore persona fisica (art. 282 ss.). La Cassazione n. 14835/2025 ha stabilito che se la procedura di fallimento è stata aperta prima dell’entrata in vigore del CCII, la domanda di esdebitazione resta disciplinata dalla vecchia legge fallimentare: si applica il principio del “tempus regit actum” . .

1.4 Decreto‑legge 118/2021 e composizione negoziata della crisi

Il D.L. 118/2021, convertito con modificazioni nella L. 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi per imprenditori in difficoltà. Secondo l’art. 2, l’imprenditore commerciale o agricolo che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico può chiedere la nomina di un esperto indipendente presso la Camera di commercio per agevolare le trattative con creditori e banche . Durante le trattative, l’imprenditore conserva la gestione dell’impresa ma deve evitare atti che possano pregiudicare i creditori e informare l’esperto in caso di operazioni straordinarie . L’art. 10 consente al tribunale di autorizzare la contrazione di finanziamenti prededucibili e la sospensione di contratti, misure utili per l’imprenditore che intende proseguire l’attività .

1.5 Rottamazioni e definizioni agevolate (legge di bilancio 2023‑2026)

Per facilitare la riscossione e alleggerire il carico di sanzioni e interessi, le ultime leggi di bilancio hanno introdotto varie definizioni agevolate delle cartelle. Le misure principali sono:

  • Rottamazione‑quater (L. 197/2022 e successive modifiche): consente di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 30 giugno 2022 versando solo il capitale e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni. La procedura è stata oggetto di numerosi interventi di proroga; la Cassazione 24428/2024 ha stabilito che la causa si estingue quando il contribuente, dopo aver aderito alla rottamazione‑quater, riceve la comunicazione dell’importo dovuto dall’AER, a prescindere dal pagamento integrale . La legge 18/2024 ha differito le prime tre rate al 2024 e il D.Lgs. 108/2024 ha spostato la quinta rata al 15 settembre 2024 .
  • Rottamazione‑quinquies (L. 199/2025 – legge di bilancio 2026): introdotta dalla legge pubblicata nel supplemento ordinario n. 42 della Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 . Copre i carichi affidati dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte da dichiarazioni o da controlli automatizzati (artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973; art. 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972) e di contributi INPS non derivanti da accertamento . Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni, purché il carico rientri nel perimetro . Sono esclusi i debiti per cui, alla data del 30 settembre 2025, risultano pagate tutte le rate della rottamazione‑quater . La definizione prevede il pagamento del solo capitale e delle spese di notifica e di procedura, esonerando da interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio . Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o mediante 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 3% annuo a partire dall’1 agosto 2026 . I primi tre versamenti scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026, mentre le rate dalla quarta alla cinquantunesima scadono il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre di ogni anno; le ultime tre rate scadono il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035 . La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 e, dalla presentazione, si sospendono le azioni esecutive sui carichi definibili . La decadenza si verifica se si omette il pagamento dell’unica rata o di due rate, anche non consecutive .
  • Saldo e stralcio (L. 145/2018 – abrogata ma con effetti residui per alcune procedure): prevedeva la possibilità per persone fisiche in difficoltà economica di pagare in percentuale ridotta i carichi derivanti da imposte sostitutive, contributi previdenziali e tributi locali. Sebbene non più attiva, molte procedure pendenti nel 2025/2026 ne registrano ancora gli effetti.

1.6 Normativa bancaria e contenzioso con le banche

Per chi è indebitato con istituti di credito è importante conoscere le norme che regolano interessi, usura e anatocismo. Gli strumenti principali sono:

  • Codice civile (artt. 1283 e 1343): l’art. 1283 vieta l’anatocismo (capitalizzazione degli interessi) salvo che vi sia un accordo espresso successivo al verificarsi degli interessi o per le operazioni con usi normativi; l’art. 1343 sanziona la nullità delle clausole contrarie a norme imperative. Nel settore bancario, la delibera CICR 9 febbraio 2000 consente la capitalizzazione trimestrale degli interessi a patto che sia pattuita e che il contratto indichi l’indice di costo effettivo.
  • Legge sull’usura (L. 108/1996): fissa il limite oltre il quale i tassi d’interesse sono considerati usurari (tasso effettivo globale medio – TEGM – aumentato di un margine). Gli interessi usurari sono nulli e il cliente deve pagare solo il capitale.

La giurisprudenza recente ha chiarito molte questioni:

  • La Cassazione n. 24197/2025 ha negato che il piano di ammortamento “alla francese” costituisca anatocismo: secondo i giudici, gli interessi compresi nelle rate non generano a loro volta interessi e non si verifica capitalizzazione sugli interessi scaduti . La stessa ordinanza precisa che per contestare l’usura il cliente deve allegare gli elementi per calcolare il TEGM e dimostrare il superamento della soglia .
  • La Cassazione n. 11014/2024, contrariamente a talune sentenze precedenti, ha affermato che la capitalizzazione, anche se minima, produce un effetto anatocistico e deve rispettare i requisiti di forma previsti dal CICR . L’ordinanza n. 18664/2023, nello stesso filone, ha sancito la nullità della clausola che prevede la capitalizzazione se il contratto non indica il tasso effettivo globale annuo (TEG) .

2. Giurisprudenza recente su riscossione e procedure esecutive

Oltre alle leggi, la Corte di Cassazione, la Corte costituzionale e i tribunali hanno emesso sentenze importanti che devono essere conosciute per impostare correttamente la difesa del debitore. Di seguito si richiamano le decisioni più rilevanti degli ultimi tre anni.

2.1 Impugnabilità di intimazioni e preavvisi di fermo

  • Cassazione 28706/2025 – intimazione di pagamento: come già accennato, questa ordinanza stabilisce che l’intimazione di pagamento, ora prevista dall’art. 50 DPR 602/1973, è atto autonomamente impugnabile e che, in assenza di impugnazione, il debito diventa definitivo . La Corte precisa che la notifica dell’intimazione è equiparata all’avviso di mora e produce effetti immediati; la sua mancata impugnazione preclude qualsiasi contestazione successiva .
  • Cassazione 7156/2025 – preavviso di fermo amministrativo: questa ordinanza riconosce la legittimità del preavviso di fermo come atto impugnabile. La Corte osserva che il preavviso non è un atto della fase esecutiva, ma ha una funzione informativa: consente al debitore di conoscere l’esistenza del debito e di contestare eventuali vizi . Il provvedimento chiarisce inoltre che non è necessaria la preventiva intimazione di pagamento per il fermo e che l’onere di dimostrare l’uso strumentale del veicolo grava sul contribuente .
  • Cassazione 22715/2023 – poteri del giudice dell’omologazione: affrontando la procedura di sovraindebitamento, la Suprema Corte ha precisato che il giudice delegato può soltanto vietare l’inizio o la prosecuzione delle azioni esecutive, ma non può interferire nel singolo processo esecutivo; se il giudice dell’esecuzione non rispetta il divieto, il rimedio è l’opposizione agli atti esecutivi .

2.2 Esdebitazione e meritevolezza

  • Tribunale di Bari, 2023 – esdebitazione art. 14 terdecies: ha affermato che le cause ostative alla liberazione del debitore sono tassative (art. 14 terdecies L. 3/2012) e non possono essere estese in via analogica; il giudice deve accogliere la domanda se sono assenti le circostanze ostative, anche quando il creditore si oppone .
  • Cassazione 9549/2025 – moratoria nel piano del consumatore: secondo questa sentenza, la moratoria annuale concessa ai creditori privilegiati (art. 8 L. 3/2012 e art. 67 CCII) non rappresenta un termine entro il quale occorre pagare integralmente il debito, ma indica il momento a partire dal quale possono essere pagati i crediti privilegiati . La decisione favorisce la ristrutturazione dei debiti, consentendo al consumatore un periodo di sollievo.
  • Cassazione 11444/2025 – qualificazione del credito privilegiato: sancisce che, nella liquidazione del sovraindebitato, il creditore professionale deve specificare il titolo della prelazione; in mancanza, il credito è ammesso come chirografo .
  • Cassazione 30108/2025 – meritevolezza e dolo: statuisce che l’esdebitazione non può essere concessa se il debitore ha agito con dolo, fraudolentemente o con colpa grave nei confronti dei creditori . Ciò ribadisce che la buona fede è requisito essenziale.
  • Cassazione 14835/2025 – regime transitorio: stabilisce che le norme del nuovo CCII non si applicano ai fallimenti dichiarati prima della sua entrata in vigore; le domande di esdebitazione presentate in tali procedure devono essere valutate secondo la legge fallimentare precedente .

3. Linee guida delle autorità amministrative

Alle leggi e alle sentenze si affiancano le circolari dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AER) che forniscono chiarimenti operativi. Per brevità si richiamano i principali temi:

  • Circolare AER sulla rottamazione‑quater: spiega che, dopo aver presentato la domanda, l’AER invia una comunicazione entro il 30 giugno 2024 con l’ammontare dovuto e i bollettini; i contribuenti possono pagare in un’unica soluzione o in rate, perdendo i benefici se non rispettano le scadenze .
  • Provvedimento AER sul “decreto Alluvione”: proroga le scadenze per la rottamazione‑quater nelle zone colpite da eventi calamitosi e conferma la tolleranza di 5 giorni sui pagamenti .
  • Circolare MEF sulla rottamazione‑quinquies: illustra le modalità di presentazione della domanda e conferma che l’agente della riscossione renderà disponibili, nell’area riservata del proprio sito, i carichi definibili .

Queste fonti, pur non essendo normative, sono utili per comprendere l’interpretazione ufficiale e le procedure concrete.

Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

Quando un esperto SEO o un professionista riceve un atto di riscossione (cartella, intimazione di pagamento, preavviso di fermo o ipoteca, pignoramento presso terzi) è fondamentale agire tempestivamente. Di seguito si propone una procedura operativa suddivisa in fasi, utile anche a chi non ha competenze legali.

1. Verificare la natura dell’atto e i termini per opporsi

  1. Leggere attentamente l’atto: la prima cosa da fare è capire che tipo di atto è arrivato (cartella di pagamento, avviso di accertamento, intimazione di pagamento ex art. 50 DPR 602/1973, preavviso di fermo/di ipoteca, atto di pignoramento). Ogni atto ha termini diversi per l’impugnazione.
  2. Controllare la data di notifica: il termine per impugnare decorre dalla notifica. Le cartelle e le intimazioni devono essere notificate a mezzo posta raccomandata A/R o PEC. Verificare la presenza dell’avviso di ricevimento o della ricevuta di consegna PEC.
  3. Identificare il termine di opposizione:
  4. Avvisi di accertamento e cartelle: si impugnano entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Corte di giustizia tributaria.
  5. Intimazione di pagamento (art. 50 DPR 602/1973): impugnabile entro 60 giorni, come confermato dalla Cassazione .
  6. Preavviso di fermo e preavviso di ipoteca: impugnabili entro 60 giorni; la Cassazione ne riconosce la natura impugnabile .
  7. Pignoramento presso terzi: si può opporre entro 20 giorni con l’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) per eccepire vizi della cartella o della notifica.
  8. Richiedere il fascicolo dei carichi pendenti: è possibile richiederlo all’AER (anche tramite SPID) per conoscere tutti i carichi iscritti a ruolo. Questo passaggio è essenziale per decidere se aderire a una definizione agevolata (rottamazione) o per proporre un piano di pagamento.

2. Effettuare i controlli di legittimità

  1. Motivazione e allegati: verificare che l’atto indichi l’ufficio emittente, la norma applicata e le ragioni del debito. Il mancato rispetto dell’art. 7 dello Statuto del contribuente rende l’atto nullo .
  2. Prescrizione e decadenza: accertare se il credito non sia prescritto (in genere 10 anni per le imposte dirette e l’IVA, 5 anni per i contributi previdenziali, 3 anni per i tributi locali) o decaduto per mancata notifica nei termini. L’art. 8 dello Statuto vieta di prolungare i termini di prescrizione .
  3. Validità della notifica: controllare se la notifica sia stata eseguita nel domicilio fiscale corretto e da soggetto legittimato; eventuali errori possono rendere inefficace la notifica.
  4. Sussistenza del titolo esecutivo: la cartella e l’intimazione devono essere precedute da un avviso di accertamento definitivo o da una liquidazione d’imposta ex art. 36‑bis/36‑ter. In mancanza, l’atto è nullo.

3. Valutare la strategia difensiva

Dopo aver raccolto le informazioni, occorre scegliere la strategia più adatta:

  • Impugnazione del merito: se il debitore contesta la fondatezza del tributo (ad esempio ritiene che l’imposta non sia dovuta), dovrà proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro i termini; potrà eccepire anche vizi formali (mancanza di motivazione, incompetenza, decadenza) e chiedere la sospensione dell’atto.
  • Opposizione all’esecuzione: se l’atto è un pignoramento, è possibile proporre opposizione davanti al giudice dell’esecuzione (artt. 615 e 617 c.p.c.) entro 20 giorni; l’opposizione consente di far valere i vizi della cartella o dell’intimazione .
  • Richiesta di rateazione: se il debito è corretto ma non si hanno liquidità immediate, si può chiedere la dilazione all’AER (art. 19 DPR 602/1973) fino a 72 rate mensili (120 in casi eccezionali). L’istanza sospende le azioni esecutive e permette di ripartire il carico.
  • Adesione a definizione agevolata: se aperta, la rottamazione (quater o quinquies) consente di pagare solo capitale e spese. La domanda sospende le azioni esecutive e, come stabilito dalla Cassazione, l’adesione estingue il processo .
  • Attivazione di una procedura di sovraindebitamento: se il debito è insostenibile e coinvolge diversi creditori (banche, fisco, fornitori), il debitore può rivolgersi a un OCC per presentare un piano del consumatore, un accordo di ristrutturazione o una liquidazione controllata. Con l’omologazione del piano, i creditori sono vincolati e le azioni esecutive sono sospese .

4. Predisporre la documentazione e richiedere assistenza professionale

Per ogni opzione è necessario preparare una documentazione completa:

  • Copia di tutti gli atti ricevuti (cartelle, intimazioni, pignoramenti);
  • Estratti di ruolo e visure delle posizioni debitorie presso AER;
  • Certificazioni fiscali e contributive (DURC);
  • Contratti bancari, estratti conto e prospetti di ammortamento;
  • Dichiarazioni dei redditi, bilanci, eventuali piani di rateizzazione in corso.

Il supporto di un professionista è determinante per individuare vizi formali, calcolare prescrizioni, redigere ricorsi e negoziare con l’AER o le banche. Lo studio dell’Avv. Monardo, grazie alla competenza multidisciplinare, accompagna il cliente in tutte le fasi, dalla verifica degli atti alla proposizione del piano del consumatore o della ristrutturazione.

Difese e strategie legali

Ogni debito presenta peculiarità diverse. Questa sezione analizza le difese e le strategie che un esperto SEO indebitato può utilizzare per opporsi a richieste di pagamento ingiuste o per ristrutturare in modo sostenibile il proprio debito.

1. Difese nei confronti del fisco

1.1 Eccezioni preliminari

  1. Nullità per difetto di motivazione: come ricordato, l’art. 7 dello Statuto del contribuente impone l’indicazione delle ragioni della pretesa e degli atti presupposti . La mancanza rende la cartella nulla. Spesso gli estratti di ruolo non contengono gli avvisi di accertamento: in tal caso il contribuente può chiedere l’annullamento.
  2. Decadenza e prescrizione: è frequente che la cartella sia emessa oltre i termini (ad esempio oltre 5 anni per i contributi INPS o 3 anni per le multe stradali); se l’amministrazione non può dimostrare un atto interruttivo, il credito è prescritto. La decadenza riguarda la notifica tardiva dell’intimazione o del preavviso di fermo.
  3. Notifica irregolare: la notifica al domicilio errato, la mancanza dell’avviso di ricevimento o l’uso di agenti non autorizzati possono rendere invalida la notifica e quindi l’atto. Anche la notificazione via PEC a un indirizzo non iscritto nei pubblici registri è nulla.
  4. Vizi del ruolo: il contribuente può eccepire che l’iscrizione a ruolo avvenga per somme già pagate o oggetto di annullamento. In tal caso, l’AER deve provare la sussistenza del credito.

1.2 Difese nel merito

  1. Contestazione dell’imposta: se si ritiene che il tributo non sia dovuto (per esempio perché l’attività è svolta all’estero, o perché si rientra nel regime forfetario), occorre contestare la legittimità dell’avviso di accertamento davanti al giudice tributario, portando prove e contabilità.
  2. Ricorso contro la sanzione: spesso l’importo contestato è composto principalmente da sanzioni e interessi; per irregolarità formali si può chiedere l’annullamento o la riduzione delle sanzioni.
  3. Compensazione dei crediti: ai sensi dell’art. 8 dello Statuto del contribuente, è possibile compensare i crediti d’imposta con i debiti fiscali . Per esempio, se il SEO vanta un credito IVA, può chiederne la compensazione con le cartelle.
  4. Rottamazione o definizione agevolata: aderendo alla rottamazione‑quater o quinquies, il debitore paga solo l’imposta e le spese di notifica; gli interessi e le sanzioni sono cancellati. È importante rispettare i termini di adesione e le scadenze per il versamento .

1.3 Strategie procedurali

  1. Richiesta di sospensiva: in sede di ricorso, si può chiedere la sospensione dell’atto impugnato (ex art. 47 D.Lgs. 546/1992), dimostrando il pericolo di danno grave e irreparabile. La sospensiva blocca temporaneamente la riscossione.
  2. Opposizione all’esecuzione (artt. 615 e 617 c.p.c.): se il pignoramento è iniziato, è possibile eccepire l’inesistenza del titolo o l’estinzione del credito. La Cassazione n. 22715/2023 ha ribadito che solo il giudice dell’esecuzione è competente a decidere sulle singole misure .
  3. Transazione fiscale: per le controversie pendenti, il contribuente può proporre una transazione con l’Agenzia delle Entrate che preveda la riduzione del tributo e il pagamento rateale; l’accordo deve essere approvato dalla direzione regionale e può essere utilizzato anche nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento.

2. Difese nei confronti delle banche

Quando il debito deriva da finanziamenti bancari (mutui, prestiti personali, leasing), il debitore può opporsi a interessi illegittimi e a pratiche scorrette.

2.1 Contestare l’anatocismo e la capitalizzazione degli interessi

  1. Verifica del contratto: bisogna analizzare se il contratto prevede la capitalizzazione degli interessi (anatocismo). Secondo l’art. 1283 c.c., è vietato capitalizzare gli interessi scaduti salvo che vi sia un accordo successivo. La delibera CICR del 2000 consente la capitalizzazione solo se il contratto indica in modo chiaro il tasso effettivo.
  2. Giurisprudenza sulla capitalizzazione: la Cassazione n. 24197/2025 ha chiarito che il piano di ammortamento alla francese non genera anatocismo perché gli interessi inclusi nella rata non producono ulteriori interessi . Tuttavia, la Cassazione n. 11014/2024 ha stabilito che anche un tasso dello 0,01% può generare anatocismo se il contratto non rispetta i requisiti formali . Pertanto, è necessario valutare caso per caso.
  3. Rimborso degli interessi illegittimi: se il contratto viola il divieto di anatocismo o la legge antiusura, il debitore può chiedere la restituzione degli interessi pagati in eccesso e la rideterminazione del debito.

2.2 Opporsi all’usura

  1. Calcolo del TEG (tasso effettivo globale) e confronto con il TEGM: è necessario sommare tutti gli oneri (interessi, commissioni, spese di istruttoria, assicurazioni) e confrontarli con il TEGM pubblicato trimestralmente dal MEF. Se il tasso supera la soglia, la clausola è nulla e il debitore deve pagare solo il capitale.
  2. Prova dell’usura: la Cassazione 24197/2025 ha precisato che il cliente deve fornire gli elementi per calcolare il TEGM e provare l’usura . Senza tali elementi, la domanda è infondata.
  3. Effetti della nullità: ai sensi dell’art. 1815 c.c., se gli interessi sono usurari, non sono dovuti interessi; il contratto resta valido per la parte non viziata.

2.3 Strategie di ristrutturazione bancaria

  1. Rinegoziazione del mutuo o del prestito: con l’aiuto di un professionista, si può chiedere alla banca la rinegoziazione del piano di ammortamento, la sospensione temporanea delle rate o l’allungamento della durata. L’esperto negoziatore ex D.L. 118/2021 può favorire un accordo .
  2. Accordi stragiudiziali: molti istituti accettano transazioni per evitare lunghi contenziosi; il debitore può proporre il pagamento a saldo e stralcio, con uno sconto sul capitale.
  3. Eccezioni procedurali: se la banca inizia un pignoramento, il debitore può opporsi eccependo l’inesistenza del titolo, la nullità del contratto usurario o l’illegittimità della capitalizzazione; il giudice dell’esecuzione valuterà.

3. Strumenti e procedure di sovraindebitamento

Per chi non riesce a pagare i debiti né con il fisco né con le banche, la Legge 3/2012 e il Codice della crisi offrono un’alternativa concreta. Questi strumenti consentono di ottenere uno stralcio anche rilevante del debito e, alla fine, l’esdebitazione.

3.1 Piano del consumatore

Il piano è riservato alle persone fisiche che non operano come imprenditori commerciali. Il debitore, assistito da un Gestore della crisi (come l’Avv. Monardo), propone un piano di ristrutturazione che può prevedere:

  • Pagamento parziale dei debiti in base al reddito disponibile;
  • Moratoria fino a 12 mesi per i creditori privilegiati ;
  • Cessione di beni o di parte del reddito;
  • Eventuale sostegno di terzi (coniuge, familiari) per integrare il fabbisogno.

Il giudice verifica la meritevolezza del debitore e l’attendibilità del piano. Con l’omologazione, i creditori sono vincolati e non possono avviare o proseguire azioni esecutive .

3.2 Accordo di ristrutturazione dei debiti

Riservato a consumatori e a imprese minori, richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori calcolata per valore. Permette di proporre ai creditori il pagamento parziale e dilazionato dei debiti. Se l’accordo è omologato, vincola anche i creditori dissenzienti e sospende le azioni esecutive . È una procedura adatta quando i creditori sono pochi e disposti a negoziare.

3.3 Liquidazione controllata del sovraindebitato

Quando il debito è eccessivo e non è possibile proporre un piano sostenibile, il debitore può optare per la liquidazione del proprio patrimonio. Tutti i beni vengono liquidati sotto il controllo del tribunale; al termine si può ottenere l’esdebitazione (cioè la liberazione dai debiti residui). È necessario dimostrare la meritevolezza (assenza di dolo) e presentare completa documentazione. La Cassazione ha sottolineato che il creditore che vuole far valere un privilegio deve allegare il titolo .

3.4 Esdebitazione del debitore incapiente

L’art. 14 terdecies L. 3/2012 e l’art. 283 CCII consentono al debitore che non ha alcun patrimonio né reddito sufficiente di ottenere la cancellazione totale dei debiti residui dopo la procedura. La giurisprudenza richiede che il debitore abbia cooperato con l’OCC e non abbia agito con colpa grave o frode. La Corte di Cassazione ha riconosciuto il carattere tassativo delle cause ostative , mentre altre sentenze hanno evidenziato che l’esdebitazione è possibile anche se il debitore non aveva chiesto quella ordinaria .

4. Composizione negoziata della crisi

Per professionisti con partita IVA che svolgono attività più strutturate (agenzie SEO, web agency, start‑up), può essere utile la composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021. L’imprenditore chiede alla Camera di commercio la nomina di un esperto che lo assiste nelle trattative con creditori e banche. Durante la procedura:

  • Sono sospesi obblighi societari e alcune norme del codice civile (art. 8 D.L. 118/2021) ;
  • L’imprenditore continua a gestire l’impresa, ma deve astenersi da operazioni che potrebbero aggravare il dissesto e informare l’esperto ;
  • Il tribunale può autorizzare finanziamenti prededucibili o la cessione dell’azienda .

La procedura è flessibile e può sfociare in un accordo di ristrutturazione, in una convenzione di moratoria o in altre soluzioni concordate. È particolarmente adatta a imprese innovative o agenzie che vogliono preservare l’attività.

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e piani di rientro

1. Rottamazione‑quater (Legge di bilancio 2023‑2024)

La rottamazione‑quater ha consentito di definire i debiti affidati all’AER entro il 30 giugno 2022 versando solo l’imposta e le spese. Gli elementi principali sono:

  • Domanda: presentata online entro il 30 aprile 2023 (termine prorogato). Alla domanda seguiva la comunicazione dell’AER con l’importo dovuto .
  • Benefici: cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggio; sospensione delle azioni esecutive dal momento della presentazione.
  • Pagamenti: fino a 18 rate in 5 anni, con tasso di interesse al 2% annuo. La mancata corresponsione di una rata oltre 5 giorni comportava la decadenza dal beneficio .
  • Estinzione del giudizio: la Cassazione 24428/2024 ha stabilito che il processo si estingue con la comunicazione delle somme da versare, anche se il contribuente non ha ancora pagato .

Molti contribuenti decaduti dalla rottamazione‑quater possono accedere alla rottamazione‑quinquies.

2. Rottamazione‑quinquies (Legge di bilancio 2026)

La Legge 199/2025 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione‑quinquies per sanare i debiti affidati a ruolo fino al 31 dicembre 2023. I punti salienti sono stati riportati nell’articolo di FiscoeTasse e nella circolare ministeriale:

  • Ambito di applicazione: carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte da dichiarazioni e da controlli automatizzati o contributi INPS .
  • Benefici: cancellazione di interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio; pagamento del solo capitale e delle spese di notifica e procedura .
  • Modalità di pagamento:
  • Unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
  • 54 rate bimestrali con interessi al 3% annuo, con prime tre rate a luglio, settembre e novembre 2026 e successivi pagamenti bimestrali fino a maggio 2035 .
  • Presentazione della domanda: entro il 30 aprile 2026; dal momento della presentazione si sospendono le procedure esecutive e cautelari .
  • Decadenza: perdita dei benefici se non si paga l’unica rata o due rate, anche non consecutive .

Per gli esperti SEO con debiti precedenti, la rottamazione‑quinquies offre un’opportunità per liberarsi dai carichi, ma richiede la disponibilità a rispettare i piani di pagamento.

3. Definizione agevolata delle liti pendenti

Altre norme consentono di chiudere le controversie tributarie in corso pagando solo una percentuale del tributo:

  • Definizione delle liti pendenti (art. 6, L. 197/2022): prevede il pagamento del 90% o del 40% del valore della controversia a seconda dell’esito favorevole o sfavorevole dei primi gradi di giudizio. È riservata a cause pendenti alla data del 1° gennaio 2023.
  • Concili giudiziari e transazioni fiscali: la parte può proporre una conciliazione con l’ufficio, riducendo la sanzione al 35% in caso di accordo.

4. Rateazione e piani di rientro

Se il debitore non può aderire alle rottamazioni o vuole evitare la decadenza, può chiedere all’AER la rateazione ordinaria (art. 19 DPR 602/1973) che può essere di durata:

  • Ordinaria: fino a 72 rate mensili.
  • Straordinaria: fino a 120 rate per situazioni di grave difficoltà.

È possibile chiederla anche dopo essere decaduti da una rottamazione. La rateazione sospende le azioni esecutive e consente di ripartire l’importo in rate sostenibili.

5. Saldo e stralcio bancario

Per i debiti con le banche, è possibile proporre un saldo e stralcio, cioè il pagamento di una somma inferiore al debito residuo, con remissione del resto. È una pratica contrattuale che richiede la disponibilità della banca e spesso si ottiene dimostrando l’incapacità di pagare integralmente. Lo studio legale può fornire un parere tecnico (perizia econometrica) per dimostrare l’illegittimità di interessi usurari o anatocistici e convincere l’istituto a chiudere la posizione.

Errori comuni e consigli pratici

1. Ignorare gli atti e non rispettare i termini

Il principale errore è ignorare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate o delle banche. La mancata impugnazione dell’intimazione di pagamento entro 60 giorni rende definitivo il debito . Anche il preavviso di fermo va contestato entro 60 giorni . Per evitare decadenze, occorre leggere subito l’atto e segnare le scadenze.

2. Trascurare la motivazione degli atti

Molti contribuenti pagano cartelle non dovute perché non verificano se l’atto contiene la motivazione e gli allegati. La mancanza di motivazione viola l’art. 7 dello Statuto e permette l’annullamento della cartella. È dunque essenziale farsi fornire dall’AER gli atti presupposti.

3. Non controllare la prescrizione

I debiti tributari e contributivi si prescrivono. Un errore frequente è pagare debiti prescritti perché l’AER continua a iscrivere a ruolo somme risalenti a oltre dieci anni. Chi riceve una cartella dovrebbe sempre verificare il termine di prescrizione e, se decorso, eccepirlo in giudizio.

4. Non chiedere la rateazione o la rottamazione

Alcuni contribuenti, temendo di non poter pagare, non chiedono la rateazione. Tuttavia la rateazione ordina la sospensione delle procedure e consente di suddividere l’importo. Allo stesso modo, perdere l’occasione di aderire alla rottamazione (quater o quinquies) significa rinunciare allo sconto su interessi e sanzioni.

5. Affidarsi a modelli standard o consigli non qualificati

Molti cercano soluzioni online senza rivolgersi a professionisti. Tuttavia ogni caso è diverso: un atto può essere nullo per un vizio formale che sfugge a chi non è pratico. Inoltre, l’interpretazione delle norme cambia con le sentenze della Cassazione. Affidarsi a un avvocato esperto di diritto tributario e bancario evita errori e massimizza le chance di successo.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Principali norme di riferimento

Norma/leggeOggettoNote essenziali
L. 212/2000 (Statuto contribuente)Diritti del contribuenteArt. 7 richiede motivazione e allegati ; art. 8 tutela integrità patrimoniale e prescrizione .
DPR 602/1973Riscossione tramite ruoloArt. 50 disciplina l’intimazione di pagamento; è atto impugnabile .
D.Lgs. 546/1992Giustizia tributariaElenca gli atti impugnabili e regola le procedure di ricorso.
L. 3/2012SovraindebitamentoIntroduce piano del consumatore, accordo, liquidazione e esdebitazione; effetti dell’omologazione sospendono le esecuzioni .
D.Lgs. 14/2019 (CCII)Codice della crisiRiorganizza le procedure e la esdebitazione; art. 283 disciplina l’esdebitazione residuale.
D.L. 118/2021Composizione negoziataConsente a imprenditori di nominare un esperto per negoziare con i creditori .
L. 197/2022Legge di bilancio 2023Introduce la rottamazione‑quater e la definizione delle liti.
L. 199/2025Legge di bilancio 2026Introduce la rottamazione‑quinquies e altre misure; pubblicata in GU n. 301/2025 .
L. 108/1996Legge antiusuraFissa i limiti dei tassi di interesse usurari.

Tabella 2 – Termini per impugnare gli atti

AttoTermine per ricorsoNormativa e riferimenti
Avviso di accertamento60 giorniArt. 19 D.Lgs. 546/1992
Cartella di pagamento60 giorni dalla notificaSe contiene vizi, ricorso alla Corte di giustizia tributaria
Intimazione di pagamento60 giorniAtto obbligatorio ex art. 50 DPR 602/1973
Preavviso di fermo/ ipoteca60 giorniCassazione 7156/2025 ne ammette l’impugnabilità
Pignoramento presso terzi20 giorniOpposizione all’esecuzione (artt. 615 e 617 c.p.c.)

Tabella 3 – Rottamazione‑quater vs rottamazione‑quinquies

CaratteristicaRottamazione‑quater (L. 197/2022)Rottamazione‑quinquies (L. 199/2025)
Carichi definibiliAffidati fino al 30 giu 2022Affidati 1 gen 2000 – 31 dic 2023
Termini per domanda30 apr 2023 (proroga)30 apr 2026
Importi da pagareSolo capitale e spese; tasso 2%Solo capitale e spese; tasso 3% dal 1 ago 2026
Numero rateFino a 18 rateFino a 54 rate bimestrali (9 anni)
DecadenzaMancato pagamento di una rata oltre 5 giorniMancato pagamento di un’unica rata o di due rate anche non consecutive

Tabella 4 – Procedure di sovraindebitamento

ProceduraSoggetti ammessiCaratteristicheEffetti
Piano del consumatoreConsumatori e professionistiProposta di ristrutturazione con pagamento parziale; richiede meritevolezza e reddito sufficienteOmologazione vincola i creditori e sospende le azioni esecutive
Accordo di ristrutturazioneConsumatori e imprese minoriNecessaria approvazione della maggioranza dei creditori; prevede pagamenti dilazionatiSospende le esecuzioni e vincola i creditori dissenzienti
Liquidazione controllataTutti i debitori non fallibiliLiquidazione dell’intero patrimonio sotto controllo del giudicePossibilità di esdebitazione se il debitore è meritevole
Esdebitazione del debitore incapienteDebitori senza patrimonioCancella i debiti residui dopo la proceduraNecessaria assenza di dolo o colpa grave; cause ostative tassative

Domande frequenti (FAQ)

Le domande e risposte che seguono affrontano i dubbi più comuni degli esperti SEO e dei professionisti che si trovano in situazioni debitorie complesse.

  1. Cos’è una cartella di pagamento e quando si riceve?
    La cartella di pagamento è l’atto con cui l’agente della riscossione richiede il pagamento di imposte, contributi o sanzioni già accertate. Si riceve dopo che l’Agenzia delle Entrate ha iscrittura a ruolo un tributo e l’atto è notificato al contribuente.
  2. Cosa fare se ricevo un’intimazione di pagamento?
    L’intimazione è un avviso che precede l’esecuzione forzata; va impugnata entro 60 giorni davanti alla Corte di giustizia tributaria. La Cassazione ne ha ribadito l’impugnabilità .
  3. Il preavviso di fermo è impugnabile?
    Sì. La Cassazione 7156/2025 afferma che il preavviso di fermo ha funzione informativa e può essere impugnato entro 60 giorni .
  4. Come posso verificare se il debito è prescritto?
    È necessario conoscere la natura del tributo e controllare gli atti interruttivi. La prescrizione decorre di norma da 5 a 10 anni; se sono trascorsi senza notifiche valide, il credito si estingue.
  5. Posso chiedere la compensazione dei crediti d’imposta?
    Sì. L’art. 8 dello Statuto consente di compensare crediti fiscali con debiti tributari .
  6. Cosa succede se mi dimentico di pagare una rata della rottamazione‑quinquies?
    Se non paghi l’unica rata o due rate, anche non consecutive, perdi i benefici e il debito viene ripristinato .
  7. Se ho aderito alla rottamazione‑quater e sono decaduto, posso accedere alla rottamazione‑quinquies?
    Sì, purché i carichi rientrino nell’ambito della nuova definizione .
  8. Quali vantaggi offre il piano del consumatore?
    Permette di pagare i debiti in misura proporzionata al reddito e ottiene la sospensione delle azioni esecutive; con l’omologazione, i creditori sono vincolati .
  9. Cosa significa esdebitazione?
    È la liberazione dai debiti residui dopo la procedura di sovraindebitamento o fallimento; può essere ordinaria o residuale (art. 283 CCII). Richiede che il debitore non abbia agito con dolo .
  10. Cos’è la composizione negoziata della crisi?
    È un percorso volontario per imprenditori in difficoltà che, con l’assistenza di un esperto nominato dalla Camera di commercio, cercano un accordo con i creditori. Durante la procedura, alcune regole societarie sono sospese e il tribunale può autorizzare operazioni straordinarie .
  11. Posso impugnare una cartella anche se non ho presentato ricorso contro l’avviso di accertamento?
    È difficile. Se l’avviso è definitivo, la cartella è solo un atto esecutivo; tuttavia si possono eccepire vizi propri (mancanza di motivazione, notifica irregolare, prescrizione). Se però la cartella richiama un avviso mai notificato, si può contestarla.
  12. Come si calcola l’usura su un mutuo?
    Occorre sommare tutti i costi (interessi corrispettivi e moratori, spese, commissioni) e confrontarli con il TEGM pubblicato dal MEF. Se il tasso supera la soglia, gli interessi sono nulli e il debito si riduce. .
  13. Che differenza c’è tra piano del consumatore e liquidazione controllata?
    Il piano prevede il pagamento parziale dei debiti e richiede un minimo di reddito, mentre nella liquidazione l’intero patrimonio è venduto e al termine, se il debitore è meritevole, ottiene l’esdebitazione.
  14. Quanto dura il procedimento di sovraindebitamento?
    La durata varia: la fase di ammissione richiede alcuni mesi; il piano del consumatore può durare diversi anni; la liquidazione termina con la vendita dei beni e la distribuzione ai creditori. La sorveglianza dell’OCC e del giudice assicura il rispetto del piano.
  15. Se la banca mi addebita interessi anatocistici illegittimi, come posso ottenere il rimborso?
    È necessario incaricare un professionista di redigere una perizia econometrica che evidenzi l’illegittimità; poi si può agire in giudizio per chiedere la ripetizione degli interessi e l’annullamento delle clausole usurarie o anatocistiche.
  16. Posso continuare a esercitare la mia attività durante la procedura di sovraindebitamento?
    Sì, sia nel piano del consumatore sia nella liquidazione il debitore può continuare a lavorare; anzi, i suoi redditi sono una componente essenziale per la soddisfazione dei creditori. Nel piano è previsto che conservi quanto necessario per il mantenimento della famiglia e dell’attività.
  17. Che succede se non rispetto il piano del consumatore?
    La violazione ingiustificata del piano comporta la revoca dell’omologazione e la ripresa delle azioni esecutive; i creditori tornano a pretendere l’intero importo residuo.
  18. L’intimazione di pagamento può essere impugnata anche se non c’è stata prima la cartella?
    L’intimazione presuppone l’esistenza di una cartella o di un avviso di accertamento definitivo; se viene notificata senza i presupposti, si può impugnare per nullità.
  19. Qual è il ruolo dell’OCC?
    L’Organismo di composizione della crisi nomina un Gestore che assiste il debitore nella redazione del piano, verifica la veridicità dei dati e interagisce con il giudice. Senza l’intervento dell’OCC la procedura è inammissibile.
  20. Perché rivolgersi a un cassazionista?
    Perché le questioni tributarie e bancarie sono in continua evoluzione; la competenza di un avvocato abilitato a patrocinare in Cassazione garantisce una difesa aggiornata e la possibilità di impugnare le sentenze sfavorevoli fino al massimo grado di giudizio.

Simulazioni pratiche e numeriche

Esempio 1: Gestione di un debito fiscale mediante rottamazione‑quinquies

Situazione:
Un consulente SEO riceve cartelle per un totale di € 40.000, riferite a IVA non versata negli anni 2018–2020. Gli atti sono stati affidati all’AER il 15 marzo 2021. La somma è composta da € 25.000 di imposta, € 10.000 di sanzioni e € 5.000 di interessi di mora. Il professionista valuta la rottamazione‑quinquies nel 2026.

Analisi:
– I carichi rientrano nel periodo ammesso (1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2023) . – Con la rottamazione si pagano solo capitale (€ 25.000) e spese di notifica (ipotizziamo € 300), senza interessi e sanzioni .

Calcolo:
– Pagamento in unica soluzione: € 25.300 entro il 31 luglio 2026.
– Pagamento rateale: 54 rate bimestrali.
– Capitalizzazione: € 25.300 + interessi 3% annuo dal 1° agosto 2026;
– Interessi sul primo anno: 3% di € 25.300 ≈ € 759; totale € 26.059;
– Dividendo € 26.059 per 54 si ottiene una rata di circa € 482,57.

Conclusioni:
Il professionista può scegliere la soluzione più adatta alla propria capacità economica. Optando per le rate, dovrà pagare circa € 482 ogni due mesi per 9 anni, con interessi complessivamente inferiori rispetto ai tassi bancari. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026.

Esempio 2: Contestazione di interessi anatocistici su un mutuo

Situazione:
Un imprenditore digitale ha sottoscritto un mutuo di € 200.000 nel 2017 con durata ventennale e tasso fisso nominale del 3,5%. Nella copia del contratto non è indicato il TEG. L’ammortamento è alla francese. Dopo aver pagato per anni, ritiene che gli interessi siano stati capitalizzati illegittimamente.

Analisi:
– L’ammortamento alla francese non costituisce di per sé anatocismo . Tuttavia, l’assenza del TEG rende nulla la clausola di capitalizzazione . – Il cliente può chiedere la restituzione degli interessi illegittimi e la ricalcolazione del piano; occorre una perizia econometrica che determini il tasso effettivo e ne confronti la legittimità.

Risultato ipotetico:
Se la perizia dimostra un TAEG effettivo del 7% (compresi oneri accessori), mentre il TEGM per l’anno 2017 era del 5%, il mutuo risulta usurario; il debitore potrà chiedere l’applicazione del tasso legale (all’epoca 0,1%) con una riduzione notevole del debito residuo.

Esempio 3: Piano del consumatore per un libero professionista

Situazione:
Un SEO freelance ha debiti complessivi per € 100.000: € 50.000 verso l’AER, € 30.000 verso banche e € 20.000 verso fornitori. Il suo reddito netto annuo è di € 25.000, con un nucleo familiare di tre persone.

Proposta di piano:
– Offerta ai creditori: pagamento di € 60.000 in cinque anni (rate annuali di € 12.000), pari al reddito disponibile al netto delle spese di mantenimento;
– Cessione di un’automobile usata, stimata € 5.000;
– Eventuale contributo del coniuge di € 5.000.

Vantaggi:
– Il piano soddisfa circa il 60% del debito; il resto viene stralciato con l’omologazione;
– Le azioni esecutive vengono sospese ;
– Dopo l’esecuzione del piano, il debitore può chiedere l’esdebitazione finale.

Risultato atteso:
Se il giudice accerta la meritevolezza e la fattibilità del piano, lo omologa; i creditori sono vincolati e, a fine periodo, il professionista sarà libero dai debiti residui.

Conclusione

Affrontare debiti con il fisco e con le banche può sembrare un’impresa insormontabile, soprattutto per chi lavora come esperto SEO o libero professionista. Tuttavia l’ordinamento italiano mette a disposizione una vasta gamma di strumenti per difendersi e per ristrutturare il proprio debito in maniera sostenibile. Conoscere le norme (Statuto del contribuente, leggi sulla riscossione, procedure di sovraindebitamento), le sentenze più recenti della Cassazione e le opportunità offerte dalle definizioni agevolate consente di intraprendere le azioni corrette nei tempi giusti.

Le strategie difensive variano dalla contestazione della cartella per vizi di notifica o prescrizione alla richiesta di rateazione, fino alla ristrutturazione dei debiti bancari per anatocismo o usura. Quando il debito risulta eccessivo, le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo, liquidazione) rappresentano un’ancora di salvezza: consentono di bloccare le azioni esecutive, proporre un pagamento proporzionato al reddito e ottenere l’esdebitazione. La rottamazione‑quinquies, in vigore con la legge di bilancio 2026, offre un’opportunità storica per saldare i debiti fiscali con pagamento del solo capitale in un massimo di nove anni .

La complessità della materia, l’evoluzione costante della normativa e della giurisprudenza e i rigorosi termini processuali rendono essenziale affidarsi a professionisti esperti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono assisterti in tutte le fasi: dall’analisi degli atti alla proposizione di ricorsi, dalle trattative con le banche alle procedure di sovraindebitamento. Il loro intervento è particolarmente efficace perché coniuga competenze di diritto tributario, bancario e di crisi d’impresa e perché l’Avv. Monardo è cassazionista, gestore della crisi, professionista fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore.

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata. Lui e il suo team sapranno valutare la tua situazione e definire una strategia per difenderti da fisco e banche con soluzioni concrete e tempestive. Non aspettare che l’Agenzia delle Entrate o la banca procedano a ipoteche, fermi o pignoramenti: agire per tempo significa salvaguardare il tuo patrimonio e la tua attività professionale.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!