Fondo di garanzia dei crediti: cos’è e quando può aiutare l’impresa

Introduzione: perché parlare di fondi di garanzia oggi

La gestione dei crediti e dei debiti è un tema che coinvolge quotidianamente imprese, professionisti e famiglie. In Italia esistono diversi fondi di garanzia che possono intervenire in caso di insolvenza, ridurre il rischio di credito o agevolare l’accesso al finanziamento: dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (PMI), istituito dalla legge n. 662/1996, al Fondo di garanzia per i debiti commerciali previsto dalla legge n. 145/2018, passando per il Fondo di garanzia INPS che tutela il lavoratore per il pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR) e delle ultime mensilità . Conoscere la natura giuridica di questi strumenti, le procedure di attivazione e i più recenti orientamenti della giurisprudenza permette all’imprenditore o al contribuente di valutare con consapevolezza le scelte da intraprendere.

Nel panorama economico attuale, caratterizzato da una fase di post‑pandemia, dall’impennata dei tassi di interesse e da un rafforzato controllo sui debiti commerciali all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), i fondi di garanzia rappresentano un paracadute e una leva per rilanciare l’attività. Il Mese e anno attuali (dicembre 2025) segnano un momento cruciale: gli accantonamenti al Fondo di garanzia dei debiti commerciali sono divenuti strutturali , il Fondo di garanzia PMI è stato prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2026, e l’INPS ha aperto agli avvocati la possibilità di trasmettere telematicamente le domande per il Fondo di garanzia TFR . Nel contempo la Suprema Corte di Cassazione ha emesso pronunce importanti che chiariscono le condizioni per accedere ai fondi, come la sentenza n. 1934/2025 che richiede un titolo esecutivo per il pagamento del TFR da parte del fondo e l’ordinanza n. 25175/2025 che definisce i presupposti di intervento del fondo . Questi aggiornamenti richiedono un’analisi accurata e aggiornata.

Chi siamo e come possiamo aiutarti

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti con esperienza nazionale nel diritto bancario, tributario e fallimentare. È fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Lo studio assiste contribuenti e imprese nell’analisi degli atti (cartelle, intimazioni, pignoramenti), nella redazione di ricorsi e opposizioni, nella negoziazione con creditori e Agenzia delle Entrate, nella predisposizione di piani di rientro, nell’accesso alla Composizione negoziata, nella domanda di Fondo di garanzia PMI e nella difesa giudiziale e stragiudiziale.

Nel prosieguo dell’articolo illustreremo passo passo:

  • le norme e gli articoli che regolano i principali fondi di garanzia;
  • le procedure per attivarli e i requisiti soggettivi e oggettivi;
  • le strategie legali per tutelare l’imprenditore o il contribuente;
  • gli strumenti alternativi per risolvere le crisi di impresa (rottamazioni, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione);
  • gli errori da evitare e i consigli pratici;
  • domande frequenti e simulazioni numeriche.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Fondi di garanzia: tipologie e quadro normativo

1.1 Fondo di garanzia per le PMI

Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, gestito dal Mediocredito Centrale (MCC), è stato istituito dall’art. 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Il Fondo ha lo scopo di favorire l’accesso al credito da parte delle PMI mediante la concessione di una garanzia pubblica su finanziamenti concessi da banche, intermediari finanziari o società di leasing. Dal 2000 il Fondo opera a regime e oggi rappresenta uno degli strumenti principali di sostegno alla liquidità.

Base normativa e regolamenti

  • Legge n. 662/1996, art. 2, comma 100: istituisce il Fondo e demanda a decreti ministeriali la definizione delle modalità operative.
  • Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) 6 marzo 2017: approva il regolamento operativo del Fondo.
  • Decreti emergenziali del 2020 e 2021 (D.L. 23/2020, cd. “Decreto Liquidità” e D.L. 73/2021, convertito con modificazioni dalla L. 106/2021): ampliano la garanzia al 90 % per i finanziamenti fino a 5 milioni di euro, estendono l’accesso alle Mid‑Cap (imprese con fino a 499 dipendenti) e introducono la “Sezione speciale Turismo – PNRR” .
  • Legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) e successive proroghe: istituisce la Sezione speciale per i portafogli di obbligazioni .
  • Legge di bilancio 2024 e 2025: proroga la disciplina emergenziale e prevede la graduale riduzione della copertura, con pagamento di una commissione una tantum e un rafforzamento delle misure per il microcredito.

Copertura e massimali

Il regolamento operativo stabilisce che il Fondo copre varie tipologie di operazioni (finanziamenti chirografari, mutui ipotecari, leasing, garanzie su portafogli) con differenti percentuali. Ad esempio, nel documento operativo si legge che il finanziamento per investimenti può essere garantito fino all’80 %, mentre le start‑up e le imprese femminili possono beneficiare di coperture più elevate. L’importo massimo garantibile per singola impresa è fissato in 2,5 milioni di euro, con eccezioni per le microimprese.

Tabella riassuntiva del Fondo di garanzia PMI
Tipologia di operazionePercentuale di copertura del FondoMassimale garantibile
Finanziamenti a medio/lungo termine per investimentiFino all’80 %2,5 milioni di euro
Operazioni di microcredito80 %–90 % (a seconda della meritevolezza)40.000 € per persona fisica/imprenditore individuale
Operazioni su portafogli obbligazionari (Sezione speciale)90 %Variabile in base al portafoglio
Operazioni emergenziali ex D.L. 23/2020Fino al 90 % con garanzia dello Stato5 milioni di euro

1.2 Fondo di garanzia dei debiti commerciali

La legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) ha introdotto agli artt. 858‑870 un Fondo di garanzia dei debiti commerciali a carico delle pubbliche amministrazioni (PA) per ridurre i ritardi nei pagamenti delle forniture. Dal 2021 gli enti locali sono obbligati ad accantonare in bilancio una quota, variabile tra il 2 % e il 5 % della spesa per acquisto di beni e servizi, se non rispettano i termini di pagamento . La finalità è quella di costituire una riserva che consenta di onorare i debiti verso i fornitori e ridurre i tempi medi di pagamento.

Normativa e circolari

  • Legge n. 145/2018, commi 858‑870: definisce i parametri per l’accantonamento del fondo.
  • Legge n. 160/2019, art. 1, comma 854: rinvia al 2021 l’entrata in vigore dell’obbligo di accantonamento.
  • Circolare della Ragioneria generale dello Stato n. 1 del 3 gennaio 2024: fornisce istruzioni operative per la riforma PNRR 1.11 e sottolinea che gli enti devono alimentare correttamente la Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) e valutare la performance dei dirigenti responsabili .
Percentuali di accantonamento

La legge prevede tre aliquote di accantonamento:

  • 5 % degli stanziamenti di spesa in caso di mancata riduzione del 10 % del debito residuo o di ritardi superiori a 60 giorni ;
  • 3 % per ritardi compresi tra 31 e 60 giorni ;
  • 2 % per ritardi fino a 30 giorni .

La circolare chiarisce che l’accantonamento confluisce nella quota accantonata del risultato di amministrazione e può essere svincolato nell’esercizio successivo solo se i tempi di pagamento rientrano nei parametri.

1.3 Fondo di garanzia INPS per il TFR e crediti di lavoro

Per i lavoratori dipendenti, la legge 29 maggio 1982, n. 297, art. 2, ha istituito presso l’INPS un Fondo di garanzia destinato al pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR) e delle ultime tre mensilità in caso di insolvenza del datore di lavoro . La stessa norma prevede che il credito debba essere accertato in sede concorsuale o con un titolo esecutivo.

Normativa di riferimento

  • Legge n. 297/1982, art. 2: istituisce il Fondo e stabilisce i requisiti soggettivi (cessazione del rapporto di lavoro, stato di insolvenza del datore, accertamento giudiziale del credito). Il fondo si attiva dopo la procedura concorsuale o l’esperimento di un’azione esecutiva infruttuosa .
  • D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa), art. 8‑bis (introdotto dalla L. 21/2024) e art. 283: stabilisce che il credito restitutorio vantato dal Fondo nei confronti del datore ha privilegio generale sui mobili se il pagamento avviene dopo il 25 marzo 2015 .
  • Ordinanza Cassazione n. 25175/2025: ribadisce che il Fondo interviene solo quando sussistono le condizioni di cui all’art. 2 della legge 297/1982 e che l’insolvenza va dimostrata .
  • Sentenza Cassazione n. 1934/2025: stabilisce che, per ottenere il TFR dal Fondo, i lavoratori devono munirsi di un titolo esecutivo (sentenza o decreto ingiuntivo) anche quando il datore sia estinto; l’inesistenza del titolo preclude l’intervento .
  • Messaggio INPS n. 3144/2025: estende dal 23 ottobre 2025 la possibilità di trasmissione telematica delle domande di intervento del Fondo ai professionisti avvocati . La misura mira a velocizzare le richieste e supportare le procedure concorsuali in crisi d’impresa.

Funzionamento e condizioni

Il Fondo si attiva quando:

  1. Il rapporto di lavoro è cessato e il lavoratore non ha percepito il TFR o le ultime tre mensilità.
  2. Il datore di lavoro è insolvente (decreto di fallimento, liquidazione giudiziale o procedura concorsuale). In alternativa, l’insolvenza può essere provata con l’infruttuosa esecuzione forzata .
  3. Il credito è accertato giudizialmente: occorre una sentenza, un decreto ingiuntivo o la verifica dello stato passivo nella procedura. La Cassazione 1934/2025 ha precisato che il fondo non può intervenire in assenza di titolo esecutivo .
  4. L’INPS verifica la domanda e, se accoglie l’istanza, eroga il TFR o le ultime tre mensilità. Successivamente surroga il lavoratore nel credito e insorge nei confronti del datore.
Termini e modalità di domanda

La domanda deve essere presentata telematicamente sul portale INPS entro 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Dal 23 ottobre 2025 avvocati e studi legali possono inviare la domanda per conto dei lavoratori , inserendo i dati necessari (PEC dello studio, recapito telefonico e indirizzo). È consigliato allegare la copia del titolo esecutivo, la certificazione del credito e la documentazione relativa al fallimento o alla procedura concorsuale.

1.4 Altri fondi di garanzia e istituti di tutela dei crediti

Oltre ai fondi sopra esaminati, esistono ulteriori strumenti di tutela:

  • Fondo di Garanzia per i professionisti e gli autonomi: destinato a coprire le somme dovute da clienti insolventi, viene spesso attivato dalle Casse professionali ma non rappresenta un fondo pubblico.
  • Fondo di solidarietà vittime di reati finanziari: istituito per risarcire gli investitori di banche fallite.
  • Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori: introdotto per le banche venete, offre ristoro in presenza di truffe finanziarie.
  • Fondo vittime della strada e il Fondo di garanzia per le vittime della caccia: tutelano crediti da responsabilità civile.

Nell’ambito dell’esdebitazione prevista dal Codice della crisi (art. 283), il legislatore non prevede un fondo ad hoc, ma la legge stabilisce che il debitore incapiente può ottenere la liberazione dai debiti residui se, quattro anni dopo il decreto di esdebitazione, non realizza utilità superiori al 10 % per i creditori . Tale istituto si affianca ai fondi di garanzia nel riequilibrio della posizione debitoria.

2. Procedura dopo la notifica dell’atto: come reagire

Nel momento in cui l’imprenditore o il contribuente riceve un atto di accertamento, una cartella di pagamento, un pignoramento o una notifica di ipoteca, è essenziale agire tempestivamente per evitare conseguenze irreversibili (fermo amministrativo, prelievi dai conti correnti, ipoteche sui beni). Di seguito si illustra una procedura step‑by‑step da seguire con l’assistenza di un professionista.

2.1 Verifica dell’atto e analisi preliminare

  1. Identificare l’atto e i suoi vizi: molte cartelle contengono errori di notifica, prescrizioni, calcoli errati degli interessi o mancanza di motivazione. L’analisi deve verificare se l’atto è nullo o annullabile.
  2. Controllare la prescrizione: i debiti tributari si prescrivono generalmente in 5 o 10 anni, a seconda della natura (imposte dirette, IVA, contributi previdenziali). Per le sanzioni amministrative il termine è di 5 anni.
  3. Accertare la legittimazione attiva del creditore: in alcuni casi i crediti sono stati ceduti a società di recupero; occorre verificare la validità della cessione.
  4. Valutare l’opportunità di impugnazione: la cartella può essere impugnata dinanzi alla Commissione tributaria, al Giudice del lavoro o al Tribunale ordinario a seconda della materia.
  5. Verificare l’accesso ai fondi di garanzia: se il debito riguarda il TFR di un lavoratore o crediti di fornitura verso PA, occorre valutare la possibilità di recupero mediante fondo di garanzia.

2.2 Scelta del rimedio

  • Ricorso in autotutela: si presenta all’ente impositore (Agenzia delle Entrate, INPS) per contestare errori palesi. Non sospende i termini per ricorrere.
  • Opposizione giudiziale: deve essere depositata entro 60 giorni dalla notifica (per cartelle tributarie) o 40 giorni (per decreto ingiuntivo). Nel giudizio si può chiedere la sospensione dell’esecuzione.
  • Istanza di rateizzazione: consente di dilazionare il debito, mantenendo l’attività dell’impresa. Può essere presentata anche mentre è in corso il contenzioso.
  • Composizione negoziata della crisi: introdotta dal D.L. 118/2021, è una procedura volontaria e stragiudiziale per imprenditori in crisi. L’imprenditore inoltra la domanda tramite piattaforma telematica; viene nominato un esperto dall’OCC per agevolare la negoziazione e ricercare un accordo . L’obiettivo è raggiungere un accordo che riequilibri l’azienda .
  • Ricorso per composizione della crisi da sovraindebitamento: ai sensi della L. 3/2012 e ora del Codice della crisi, il consumatore, il professionista o l’imprenditore minore può presentare una proposta di piano del consumatore o accordo di ristrutturazione. È necessario rivolgersi a un OCC e depositare la domanda in tribunale. La fase iniziale prevede la nomina di un gestore della crisi che accompagna il debitore ; la fase successiva prevede l’omologazione del piano da parte del giudice .

2.3 Scadenze e termini

Tipo di attoTermine per l’impugnazioneNormativa
Avviso di accertamento dell’Agenzia Entrate60 giorni (termine ordinario)D.Lgs. 546/1992
Cartella esattoriale (Tributi)60 giorni (entro cui presentare ricorso al giudice tributario)D.P.R. 602/1973
Intimazione di pagamento20 giorniD.Lgs. 32/2001
Decreto ingiuntivo40 giorni per opposizioneCodice di procedura civile
Notifica di pignoramento presso terzi15 giorni per opporsiArt. 617 c.p.c.
Domanda al Fondo di garanzia TFR5 anni dalla cessazione del rapportoLegge 297/1982

Il rispetto dei termini è fondamentale: un ritardo comporta l’inammissibilità del ricorso e la perdita del diritto di contestare il debito o accedere ai fondi di garanzia.

3. Difese e strategie legali per contestare il debito

3.1 Contestazione del credito e nullità degli atti

L’analisi dell’atto permette di individuare vizi formali (mancata indicazione del responsabile del procedimento, notifiche inesistenti, mancanza della sottoscrizione) e vizi sostanziali (inesistenza del titolo, prescrizione, decadenza). Alcune strategie includono:

  • Eccezione di prescrizione: se il credito tributario è prescritto, può essere opposto in qualsiasi stato e grado del giudizio. La prescrizione decorre dalla data di notifica dell’atto originario e può essere interrotta.
  • Nullità per difetto di motivazione: la cartella deve indicare gli estremi dell’atto presupposto; se mancano, l’atto è nullo.
  • Incompetenza del giudice: se il ricorso è proposto innanzi a un giudice incompetente, l’atto di notifica è nullo.
  • Violazione del principio del contraddittorio: nelle imposte armonizzate (IVA) è necessario un contraddittorio preventivo pena la nullità dell’atto.

Lo studio dell’Avv. Monardo verifica questi elementi e redige il ricorso nel rispetto dei termini procedurali.

3.2 Sospensione e misure cautelari

Per evitare che il creditore proceda con il pignoramento o l’ipoteca, è possibile chiedere la sospensione giudiziale dell’atto impugnato. Nel ricorso si deve dimostrare il periculum in mora (danno grave e irreparabile) e il fumus boni iuris (probabilità di successo). Anche l’accesso al Fondo di garanzia TFR richiede che vi sia cessazione del rapporto e accertamento del credito; nel frattempo l’Avv. Monardo può negoziare un piano di rientro con i creditori per evitare l’esecuzione.

3.3 Surroga, privilegio e azione di regresso del Fondo

Quando un fondo di garanzia interviene, surroga l’avente diritto nel credito verso il debitore. Nel caso del Fondo di garanzia TFR, l’INPS vanta un privilegio generale sui mobili se il pagamento avviene dopo il 25 marzo 2015 . La Cassazione ha chiarito che il Fondo può recuperare le somme dal datore di lavoro insolvente con un privilegio che si colloca dopo i crediti per spese di giustizia ma prima dei crediti chirografari.

3.4 Impugnazione della reiezione del Fondo

Se l’INPS o il MCC rigettano la domanda di garanzia, l’imprenditore può proporre ricorso amministrativo e, in caso di diniego definitivo, ricorso al giudice competente (Tribunale del lavoro per il TFR; Tar/Tribunale ordinario per il Fondo PMI). Il ricorso deve contestare le ragioni del diniego (mancanza di requisiti soggettivi, tardività, incompletezza della domanda) e allegare la documentazione integrativa.

4. Strumenti alternativi al Fondo di garanzia

4.1 Rottamazione e definizione agevolata dei debiti fiscali

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie definizioni agevolate (rottamazioni, saldo e stralcio, conciliazioni giudiziali) per permettere al contribuente di ridurre sanzioni e interessi. Ad esempio, la rottamazione‑quater (Legge n. 197/2022) consente di pagare il capitale e una parte degli interessi in 18 rate con riduzione delle sanzioni. Anche per il 2025 è prevista una rottamazione agevolata nelle zone alluvionate.

4.2 Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione

Ai sensi degli artt. 67 e 70 del Codice della crisi d’impresa, il debitore non fallibile (consumatore, professionista, start‑up) può presentare un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione presso il tribunale. La domanda va depositata dopo aver conferito incarico a un OCC; il gestore della crisi redige la relazione e il piano . Dopo la verifica del tribunale e il voto dei creditori, il piano può essere omologato .

4.3 Esdebitazione del sovraindebitato incapiente

L’art. 283 del Codice della crisi d’impresa consente al sovraindebitato incapiente (persona fisica meritevole che non può offrire ai creditori alcuna utilità) di ottenere l’esdebitazione. L’istituto consente, decorsi quattro anni dal decreto del giudice, di estinguere i debiti residui, purché il debitore non realizzi utilità superiori al 10 % . Il debitore deve dimostrare la propria meritevolezza, l’assenza di atti in frode e la collaborazione con l’OCC.

4.4 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Il D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata per gli imprenditori in crisi. Si tratta di una procedura stragiudiziale in cui un esperto indipendente nominato dalla Camera di commercio assiste l’imprenditore nel negoziare con i creditori al fine di raggiungere un accordo . Questa procedura è volontaria e può sfociare in un accordo di ristrutturazione, un piano attestato o altre soluzioni negoziate.

5. Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare i termini di impugnazione: la mancata presentazione del ricorso entro i termini fa decadere ogni difesa.
  2. Trascurare la documentazione: l’accesso ai fondi di garanzia richiede prove precise (titolo esecutivo, stato di insolvenza, certificazione del credito). Senza di esse la domanda sarà rigettata .
  3. Non verificare la prescrizione: i crediti fiscali e contributivi hanno termini prescrizionali; pagare un debito prescritto significa rinunciare a un diritto.
  4. Contattare tardi un professionista: la tempestività consente di trovare soluzioni più efficaci (accordi, sospensioni, fondi di garanzia). L’Avv. Monardo e il suo team analizzano l’atto e indicano la strategia migliore.
  5. Non considerare strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e piani del consumatore possono ridurre notevolmente il debito.

6. Domande frequenti (FAQ)

  1. Cos’è il Fondo di garanzia per le PMI e chi può accedervi?

È un fondo pubblico che garantisce i finanziamenti concessi a piccole e medie imprese e professionisti, istituito dall’art. 2, comma 100, della legge 662/1996. Possono accedervi imprese fino a 499 dipendenti, comprese start‑up e professionisti.

  1. Quali sono le percentuali di garanzia previste dal Fondo PMI?

Dipendono dal tipo di operazione: generalmente l’80 % per investimenti, il 90 % per operazioni emergenziali e l’80 %‑90 % per microcredito.

  1. Il Fondo PMI eroga denaro direttamente alle imprese?

No. Il Fondo fornisce una garanzia pubblica a banche e intermediari; la banca eroga il finanziamento e il Fondo copre la parte garantita in caso di insolvenza.

  1. Cosa succede se il mio ente pubblico non rispetta i tempi di pagamento?

Se la PA non riduce il debito residuo o ha ritardi nei pagamenti, deve accantonare nel proprio bilancio il Fondo di garanzia debiti commerciali in misura tra il 2 % e il 5 % . Ciò rappresenta una garanzia implicita per i fornitori.

  1. Come posso recuperare un credito verso un ente pubblico?

Si può chiedere la certificazione del credito sulla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) e, in caso di ritardo, avviare la procedura di anticipazione presso le banche con la garanzia del Fondo di garanzia debiti commerciali. Inoltre è possibile compensare il credito con debiti fiscali.

  1. Cos’è il Fondo di garanzia INPS e in quali casi interviene?

È un fondo istituito dall’art. 2 della legge 297/1982 per garantire il pagamento del TFR e delle ultime tre mensilità ai lavoratori quando il datore è insolvente .

  1. Quali requisiti devo avere per chiedere il Fondo TFR?

Devi aver cessato il rapporto di lavoro, dimostrare l’insolvenza del datore tramite procedura concorsuale o esecuzione infruttuosa e avere un titolo esecutivo che accerti il credito . La domanda va presentata entro 5 anni.

  1. È sufficiente la cancellazione dal Registro imprese per accedere al Fondo?

No. La Cassazione n. 1934/2025 ha affermato che la semplice cancellazione non è sufficiente; serve un titolo esecutivo che accerti il credito .

  1. Cosa succede dopo che il Fondo paga il TFR?

L’INPS si surroga nel credito ed esercita l’azione di regresso contro il datore. Il credito del Fondo gode di privilegio sui mobili se il pagamento avviene dopo il 25 marzo 2015 .

  1. Posso presentare la domanda al Fondo TFR tramite il mio avvocato?

Sì. Dal 23 ottobre 2025 il servizio telematico è esteso agli avvocati .

  1. Cos’è l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente?

È un istituto previsto dall’art. 283 del Codice della crisi d’impresa che consente al debitore incapiente di liberarsi dei debiti residui se, dopo quattro anni dal decreto, non realizza utilità superiori al 10 % .

  1. La composizione negoziata della crisi è obbligatoria?

No. È una procedura volontaria che permette all’imprenditore in difficoltà di negoziare con i creditori assistito da un esperto indipendente .

  1. Quanto dura la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento?

La durata varia in base alla complessità. La prima fase, gestita dall’OCC con il gestore della crisi, comprende la raccolta documentale e la redazione della proposta . La seconda fase si svolge davanti al tribunale con l’omologazione del piano .

  1. Posso impugnare il diniego del Fondo di garanzia PMI?

Sì. È possibile presentare ricorso al Tar o al tribunale competente, contestando i motivi di rigetto. Spesso il rigetto è dovuto a documentazione incompleta o a superamento dei limiti di esposizione.

  1. Quali documenti servono per accedere al Fondo PMI?

Occorrono business plan, bilanci, bilanci provvisori, attestazioni bancarie, certificazioni antimafia e qualsiasi informazione richiesta dal modulo di domanda del Gestore (MCC). In caso di sezione speciale (PNRR) servono anche le attestazioni di spesa ammissibile.

  1. Se ho un contenzioso in corso, posso accedere alla rottamazione?

Sì. La definizione agevolata può essere richiesta anche per debiti oggetto di giudizio; in tal caso il giudizio resta sospeso fino all’esito della definizione.

  1. Gli eredi del lavoratore possono chiedere il Fondo TFR?

Sì. Gli eredi hanno diritto a subentrare nella posizione del lavoratore e a presentare domanda .

  1. Come si calcola il TFR da richiedere al Fondo?

Si applicano le regole dell’art. 2120 c.c.: per ogni anno di servizio si accantona una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5; le somme già versate al Fondo di tesoreria vanno dedotte. Il titolo esecutivo deve indicare l’ammontare dovuto.

  1. È possibile compensare un credito commerciale con un debito fiscale?

In alcuni casi sì. Il D.L. 66/2014 ha previsto la possibilità di compensazione tra crediti certificati verso la PA e debiti fiscali. Occorre seguire la procedura sulla PCC.

  1. Cosa succede se la domanda al Fondo PMI è respinta per mancanza di plafond?

L’impresa può ripresentare la domanda in un periodo successivo oppure ricorrere a garanzie alternative (confidi, garanzie regionali). È utile monitorare i bandi regionali PNRR che prevedono fondi dedicati.

7. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere l’impatto dei fondi di garanzia, presentiamo alcune simulazioni.

7.1 Caso A: PMI che richiede un finanziamento garantito

Scenario: un’azienda di produzione con 50 dipendenti intende investire 800.000 € in macchinari. La banca chiede garanzie reali, ma l’impresa non dispone di immobili liberi da ipoteche. Si decide di ricorrere al Fondo di garanzia PMI.

Passaggi:

  1. L’impresa, assistita dal proprio consulente, compila il modulo on‑line del MCC allegando bilanci, business plan e autocertificazioni antimafia.
  2. La banca invia la richiesta di garanzia al Fondo. Data la finalità d’investimento, la copertura è 80 %.
  3. Il MCC delibera la concessione della garanzia per 640.000 € (80 % di 800.000 €). L’impresa ottiene il finanziamento a tasso agevolato senza dover fornire garanzie immobiliari.
  4. In caso di insolvenza, la banca potrà rivalersi sul Fondo per 640.000 € e l’impresa risponderà per la quota non coperta. Questa garanzia riduce il rischio della banca e permette condizioni migliori.

7.2 Caso B: fornitore di un ente pubblico con ritardo nei pagamenti

Scenario: una piccola azienda di servizi informatici vanta un credito di 200.000 € verso un comune che paga con 90 giorni di ritardo. Il comune è tenuto ad accantonare il Fondo di garanzia debiti commerciali del 5 % , ma non lo ha ancora costituito.

Soluzione:

  1. L’azienda chiede la certificazione del credito sulla Piattaforma dei Crediti Commerciali. La certificazione permette di ottenere un’anticipazione bancaria a tassi ridotti.
  2. Se il comune non rispetta i tempi, il responsabile dei pagamenti rischia la valutazione negativa della performance, come indicato dalla Circolare RGS n. 1/2024 .
  3. In caso di ulteriore ritardo, l’azienda può compensare il credito con debiti fiscali, previa richiesta al Ministero dell’Economia.

7.3 Caso C: lavoratore che chiede il TFR al Fondo dopo l’estinzione della società

Scenario: un lavoratore ha cessato il rapporto con un’azienda che è stata cancellata dal Registro imprese senza aver versato il TFR. Vuole ottenere l’intervento del Fondo di garanzia INPS.

Procedura:

  1. Si ottiene un titolo esecutivo contro la società o i soci (sentenza o decreto ingiuntivo) secondo quanto stabilito dalla Cassazione 1934/2025 .
  2. Si attesta l’insolvenza del datore di lavoro, dimostrando che non può essere assoggettato a procedura concorsuale (società cancellata) e che l’esecuzione contro i soci è infruttuosa.
  3. Si presenta la domanda telematica al Fondo, allegando il titolo esecutivo, la certificazione del credito e l’estratto del registro imprese. Dal 23 ottobre 2025 l’istanza può essere inviata dall’avvocato .
  4. L’INPS verifica la domanda e, se la accoglie, eroga il TFR; poi si surroga nel credito.

7.4 Caso D: imprenditore in crisi che ricorre alla composizione negoziata

Scenario: una società con 15 dipendenti subisce un calo di fatturato a seguito della pandemia e ha debiti fiscali e bancari per 500.000 €. Temendo l’insolvenza, decide di attivare la composizione negoziata.

Passaggi:

  1. L’imprenditore accede alla piattaforma telematica predisposta dalle Camere di commercio e presenta l’istanza.
  2. Viene nominato un esperto che valuta la situazione, redige una relazione e aiuta l’imprenditore a predisporre un piano .
  3. Durante la trattativa si propongono le seguenti soluzioni: accordo di ristrutturazione del debito con riduzione del 40 %; accesso a un finanziamento con garanzia del Fondo PMI per investimenti innovativi; piano di rimborso dei debiti tributari con rottamazione.
  4. Se il piano trova l’assenso dei creditori, viene formalizzato e può essere omologato dal tribunale. In alternativa, si può convertire in accordo di ristrutturazione o in liquidazione giudiziale.

8. Conclusione e invito all’azione

I fondi di garanzia sono strumenti fondamentali per le imprese e i contribuenti che vogliono tutelarsi dai rischi di insolvenza, ridurre i tempi di pagamento, accedere a finanziamenti e proteggere i diritti dei lavoratori. La normativa italiana (legge 662/1996 per il Fondo PMI, legge 145/2018 per il Fondo debiti commerciali, legge 297/1982 per il Fondo TFR) e le recenti pronunce della Cassazione (ordinanza 25175/2025 e sentenza 1934/2025) fissano requisiti stringenti e procedure precise . Agire tempestivamente, con l’assistenza di professionisti esperti, è essenziale per sfruttare tali opportunità.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono un supporto completo: analisi degli atti, elaborazione di strategie difensive, presentazione di domande ai fondi di garanzia, redazione di ricorsi, trattative con creditori e predisposizione di piani di rientro e di sovraindebitamento. Lo studio segue quotidianamente le evoluzioni normative e giurisprudenziali per offrire al cliente le soluzioni più efficaci.

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9. Analisi giurisprudenziale dettagliata e casi particolari

La giurisprudenza svolge un ruolo centrale nell’interpretazione dei requisiti necessari per l’accesso ai fondi di garanzia. Oltre alle decisioni già menzionate (ordinanza 25175/2025 e sentenza 1934/2025), esistono numerose pronunce che meritano attenzione per comprendere i limiti e le potenzialità dello strumento. In questa sezione vengono analizzati in dettaglio alcuni casi emblematici e le loro implicazioni pratiche.

9.1 Cassazione e Corte Costituzionale: un quadro d’insieme

9.1.1 La tutela del TFR nel passaggio di azienda

Una questione spesso dibattuta riguarda l’operatività del Fondo di garanzia INPS nei casi di cessione d’azienda o trasferimento di ramo d’azienda. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1860 del 27 gennaio 2025, ha chiarito che il Fondo non interviene quando il datore di lavoro cede l’azienda e il rapporto di lavoro continua senza soluzione di continuità . La Suprema Corte ha richiamato la direttiva europea 2001/23/CE e il principio secondo cui i dipendenti conservano tutti i diritti verso il nuovo datore: di conseguenza, non essendovi cessazione del rapporto, non maturano le condizioni per l’attivazione del Fondo. L’obiettivo del legislatore è tutelare il lavoratore nei casi di insolvenza, mentre nel trasferimento d’azienda gli obblighi retributivi gravano sul cessionario.

9.1.2 La cancellazione della società e l’azione contro i soci

La sentenza n. 1934/2025 non è isolata nel ribadire la necessità di un titolo esecutivo. Già in passato la Cassazione aveva affermato che, in caso di cancellazione della società dal registro delle imprese, il lavoratore deve intraprendere l’azione sia contro la società sia verso i soci che hanno incassato il residuo attivo. In mancanza di un provvedimento giurisdizionale che quantifichi il TFR e le mensilità, l’INPS non è tenuto a intervenire . La giurisprudenza sottolinea che la cancellazione non comporta l’impossibilità di esperire azioni esecutive; il lavoratore può rivolgersi ai soci entro un anno dalla pubblicazione della cancellazione e ottenere un decreto ingiuntivo.

9.1.3 La surroga del Fondo e il privilegio sul credito restitutorio

Con sentenza n. 28356/2025, la Cassazione ha stabilito che il credito restitutorio vantato dal Fondo di garanzia in caso di pagamento del TFR gode di privilegio generale sui mobili ex art. 8‑bis L. 33/2015, sempre che il pagamento sia avvenuto dopo il 25 marzo 2015 . Questo privilegio si colloca dopo le spese di giustizia e garantisce al Fondo un recupero preferenziale rispetto ai creditori chirografari. La decisione armonizza la normativa nazionale con la disciplina europea della salvaguardia dei lavoratori in caso di insolvenza del datore.

9.1.4 Rinvio alla Corte costituzionale

In alcuni casi i giudici di merito hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale sulle norme che regolano il Fondo. Ad esempio, è stato eccepito che l’obbligo di titolo esecutivo potrebbe violare l’art. 24 Cost. (diritto di azione) e l’art. 38 (tutela previdenziale). La Corte Costituzionale non ha ancora deciso nel merito, ma la giurisprudenza della Cassazione tende a interpretare in modo rigoroso la normativa per evitare abusi, pur sottolineando la necessità di un intervento legislativo che semplifichi l’accesso al Fondo quando la procedura esecutiva è manifestamente inutile.

9.2 Sentenze di merito e orientamenti dei tribunali

9.2.1 Tribunale di Roma – Decreto 2024 sulla sospensione del pignoramento

Nel 2024 il Tribunale di Roma, sezione lavoro, ha accolto il ricorso di un lavoratore che aveva chiesto la sospensione di un pignoramento mobiliare dopo aver presentato domanda al Fondo di garanzia. Il giudice ha ritenuto che la richiesta fosse fondata poiché l’INPS, in quanto soggetto surrogato, non poteva procedere all’esecuzione senza prima esaminare la sussistenza dei presupposti di legge. La decisione conferma che l’esame della domanda al Fondo ha effetti sospensivi e che il lavoratore può chiedere la sospensione delle azioni esecutive in attesa della pronuncia.

9.2.2 Corti d’Appello e tutele del creditore nella composizione della crisi

Le Corti d’Appello hanno affrontato il tema della tutela dei creditori nelle procedure di composizione negoziata. Alcune pronunce hanno evidenziato che il piano proposto deve essere effettivamente idoneo a riequilibrare la situazione economica dell’impresa; in caso contrario, i creditori possono opporsi e chiedere l’apertura della liquidazione giudiziale. L’orientamento prevalente è per un coinvolgimento attivo dei creditori sin dalle prime fasi, per evitare piani irrealistici e prolungare inutilmente la crisi.

9.2.3 Giudici tributari e compensazione dei crediti commerciali

In materia di Fondo di garanzia dei debiti commerciali, diversi giudici tributari hanno riconosciuto il diritto del fornitore a compensare i crediti certificati con i debiti fiscali anche senza la costituzione del fondo da parte della PA. La giurisprudenza ritiene che l’obbligo di accantonamento grava sull’ente pubblico e che l’inosservanza non può pregiudicare il privato. Tuttavia, la compensazione deve avvenire nel rispetto dei limiti quantitativi stabiliti dalla normativa fiscale.

9.2.4 Giurisprudenza amministrativa e legittimazione ad agire

In sede amministrativa, il TAR del Lazio ha affrontato ricorsi presentati da imprese escluse dal Fondo di garanzia PMI. Il giudice ha riconosciuto la legittimazione del soggetto richiedente a impugnare il provvedimento di diniego del MCC, dichiarando altresì che il termine per ricorrere decorre dalla comunicazione del rigetto. Tale pronuncia ricorda l’importanza di monitorare attentamente le comunicazioni e di intervenire tempestivamente in caso di diniego.

9.3 Casi particolari nella pratica professionale

9.3.1 Crediti da lavoro e società sottoposta a sequestro o confisca

Quando una società è sottoposta a sequestro o confisca antimafia, il Fondo di garanzia può intervenire solo se il giudice che ha disposto la misura ammette il credito nello stato passivo e la relativa pronuncia è passata in giudicato . Questo scenario è frequente per le imprese confiscate alla criminalità organizzata. Per ottenere il pagamento del TFR, i lavoratori devono rivolgersi al tribunale della prevenzione e dimostrare che il credito non può essere soddisfatto dalla gestione della società confiscata.

9.3.2 Insolvenza transfrontaliera e applicazione della direttiva europea

Nei casi di insolvenza con elementi di internazionalità, si applica la Direttiva 2008/94/CE (ex 80/987/CEE) che obbliga gli Stati membri a garantire le retribuzioni e il TFR dei lavoratori. La Cassazione, richiamandosi alla giurisprudenza della Corte di giustizia UE, ha sottolineato che il Fondo di garanzia italiano deve assicurare la tutela anche in presenza di un datore con sede in un altro Stato membro, purché l’attività lavorativa sia svolta in Italia. Per i datori aventi sede in paesi extra UE, si applicano le convenzioni internazionali e la legge 218/1995 sul diritto internazionale privato.

9.3.3 Fondo di garanzia e accordi sindacali

Talvolta le aziende con crisi di liquidità stipulano accordi sindacali per dilazionare il pagamento del TFR. In tali casi, se l’azienda non adempie, i lavoratori possono accedere al Fondo solo dopo aver ottenuto un titolo esecutivo basato sull’accordo. Questo dimostra l’importanza di redigere accordi dettagliati che facilitino l’accertamento del credito.

9.4 Implicazioni fiscali e tributarie

L’intervento dei fondi di garanzia può generare implicazioni fiscali sia per il debitore sia per il creditore:

  • Deduzione delle perdite per la banca: quando la banca escute la garanzia del Fondo PMI, la quota di credito non recuperata è considerata una perdita deducibile ai fini IRES.
  • Tassazione del TFR erogato dal Fondo: il TFR corrisposto dall’INPS è assoggettato alla tassazione separata prevista dall’art. 19 del TUIR. L’INPS opera come sostituto d’imposta.
  • Accantonamento al Fondo debiti commerciali: le somme accantonate dall’ente pubblico riducono il risultato di amministrazione ma non costituiscono una spesa. Lo svincolo successivo produce un maggior disavanzo utilizzabile solo per pagamenti di debiti commerciali.
  • Imposta di registro: se un accordo di ristrutturazione comporta una riduzione del debito, la transazione è soggetta a imposta di registro. Esenzioni sono previste per piani omologati dal tribunale.

10. Approfondimento sul Fondo di garanzia dei debiti commerciali

Il Fondo di garanzia dei debiti commerciali rappresenta uno strumento innovativo introdotto dalla legge 145/2018 per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione. Dal 2021 gli enti locali devono adottare un approccio programmatico per ridurre i ritardi ed evitare sanzioni. Questo approfondimento analizza le componenti operative del fondo.

10.1 Modalità di accantonamento e calcolo

L’obbligo di accantonamento scatta quando il debito commerciale residuo rilevato alla fine dell’esercizio precedente non si è ridotto almeno del 10 % rispetto a quello del secondo esercizio precedente , oppure quando l’ente presenta un indice di ritardo annuale superiore ai termini di 30 giorni (per le transazioni con imprese private) e 60 giorni (per il settore sanitario). Il calcolo avviene tramite la Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) e considera anche le fatture sospese o non liquidabili .

Per determinare la quota da accantonare, l’ente deve applicare la percentuale del 5 %, 3 % o 2 % agli stanziamenti di spesa per acquisto di beni e servizi dell’esercizio corrente . La somma stanziata confluisce nella parte corrente del bilancio e, a fine esercizio, viene trasferita nella quota vincolata del risultato di amministrazione. Lo svincolo può avvenire solo nell’esercizio successivo e solo se i ritardi di pagamento sono rientrati nei parametri.

10.2 Utilizzo del fondo e liberazione delle somme

Le somme accantonate non possono essere utilizzate per impegni o pagamenti diversi dai debiti commerciali e non concorrono al calcolo degli equilibri di bilancio. Se, nel corso dell’esercizio successivo, l’ente dimostra di aver ridotto il debito residuo e di rispettare i tempi di pagamento, può deliberare lo svincolo totale o parziale del fondo. In caso contrario, l’importo rimane vincolato e può essere utilizzato solo per saldare fornitori.

10.3 Ricadute per i fornitori

Dal punto di vista dei fornitori, l’esistenza del fondo rappresenta una garanzia indiretta: l’ente che non rispetta i tempi è costretto a immobilizzare risorse che avrebbero potuto essere utilizzate per altri investimenti, incentivando così il pagamento tempestivo. Tuttavia, il fondo non comporta un diritto di pagamento immediato a favore del fornitore. Per recuperare il credito, occorre sempre certificare il debito sulla PCC e avviare eventualmente la procedura di anticipazione bancaria o la compensazione con debiti fiscali.

10.4 Ruolo della Corte dei Conti e responsabilità erariale

La Corte dei Conti vigila sull’adeguatezza degli accantonamenti. In caso di omissione o di accantonamento insufficiente, i responsabili dei servizi finanziari e i dirigenti della PA possono incorrere in responsabilità amministrativa per danno erariale. La riforma PNRR prevede che la valutazione della performance dei dirigenti sia legata al rispetto dei tempi di pagamento . Un ente che non costituisce il fondo rischia di subire tagli ai trasferimenti o procedure di recupero delle somme.

11. Tabella comparativa tra procedure e fondi

CaratteristicaFondo PMIFondo debiti commercialiFondo TFR INPSComposizione negoziata
Base normativaL. 662/1996, D.M. 6/3/2017, DL 23/2020L. 145/2018 commi 858‑870L. 297/1982 art. 2D.L. 118/2021
Soggetti beneficiariPMI, Mid‑Cap, professionisti, start‑upFornitori delle PALavoratori dipendentiImprenditori in crisi
Oggetto della garanziaFinanziamenti bancariPagamento di fatture commercialiTFR e ultime tre mensilitàAccordo di ristrutturazione
Percentuale di copertura/accantonamento80–90 %2–5 % stanziamentiRimborso integrale del TFR dovutoVariabile: dipende dal piano
PresuppostiRequisiti dimensionali, progetto di investimentoRitardi nei pagamenti superiori a 30/60 giorniCessazione del rapporto, insolvenza del datore, titolo esecutivoCrisi imminente o probabile
EffettiAccesso al credito, riduzione tassiMiglioramento cash flow fornitoriTutela previdenziale dei lavoratoriPrevenzione dell’insolvenza

12. Ulteriori esempi numerici e applicazioni pratiche

12.1 Accesso al microcredito con garanzia pubblica

Scenario: un giovane imprenditore individuale vuole avviare un’attività artigianale e necessita di 25.000 € per acquistare attrezzature. Poiché non dispone di garanzie reali, si rivolge a una banca che aderisce alla piattaforma microcredito.

Svolgimento:

  1. L’imprenditore presenta il progetto di impresa, il piano di rimborso e la documentazione richiesta. Il microcredito prevede la copertura dell’80 % dell’importo finanziato.
  2. La banca istruisce la pratica e invia la richiesta al Fondo PMI. Il Gestore del Fondo delibera positivamente e rilascia la garanzia.
  3. L’imprenditore riceve il finanziamento in tempi brevi e può avviare l’attività senza ipotecare i beni di famiglia.
  4. In caso di insolvenza, il Fondo interviene per il 80 % dell’esposizione, mentre il restante 20 % rimane a carico dell’imprenditore.

12.2 Compensazione dei crediti verso la PA con debiti fiscali

Scenario: una società di costruzioni vanta un credito di 500.000 € nei confronti di una regione per lavori eseguiti. La regione registra ritardi superiori a 60 giorni e dovrebbe accantonare il 5 % degli stanziamenti . L’impresa, nel frattempo, ha debiti IVA di 200.000 €.

Svolgimento:

  1. L’azienda ottiene la certificazione del credito sulla PCC. Grazie a tale certificazione può compensare il debito IVA fino a 200.000 € con la somma dovuta dalla Regione.
  2. La compensazione è autorizzata dal Ministero dell’Economia previa verifica che l’ente abbia accantonato il Fondo. Se l’ente non ha costituito il fondo, la responsabilità ricade sul dirigente, ma la compensazione è comunque possibile.
  3. La restante parte del credito (300.000 €) può essere anticipata dalla banca con garanzia implicita del fondo o ceduta a società di factoring.

12.3 Inadempimento del datore e titolo esecutivo

Scenario: un lavoratore ha diritto a 10.000 € di TFR e 3.000 € di retribuzioni. Dopo il fallimento della società, non riceve alcun pagamento. Nonostante l’insolvenza, la procedura concorsuale è lenta e gli permette di ottenere solo un’anticipazione del 30 %.

Svolgimento:

  1. L’avvocato presenta ricorso al giudice del lavoro e ottiene una sentenza che condanna il datore a pagare 13.000 €.
  2. Con la sentenza in mano (titolo esecutivo), il lavoratore presenta la domanda al Fondo di garanzia INPS. L’INPS verifica l’insolvenza e paga integralmente il TFR e le retribuzioni arretrate .
  3. Successivamente, l’INPS si surroga nel credito e partecipa alla procedura fallimentare con privilegio .

12.4 Piani di rientro e accordi di ristrutturazione nella composizione negoziata

Scenario: un’azienda agricola con 20 dipendenti ha maturato debiti per 300.000 € con fornitori, 150.000 € con l’Agenzia delle Entrate e 100.000 € con l’INPS. Prevedendo difficoltà future, chiede l’accesso alla composizione negoziata.

Svolgimento:

  1. Con l’aiuto dell’esperto, l’imprenditore propone ai fornitori un piano di rientro in 6 anni con riduzione del 40 %. Propone all’Agenzia Entrate il pagamento dilazionato in 60 rate con rottamazione di sanzioni e interessi. Per i debiti INPS richiede l’adesione al piano di rateizzazione.
  2. Contestualmente, presenta domanda al Fondo PMI per ottenere un finanziamento di 200.000 € destinato agli investimenti in tecnologie green. Il Fondo copre l’80 % del finanziamento.
  3. Se il piano trova il consenso dei creditori, sarà omologato dal tribunale; in caso contrario, l’imprenditore può valutare l’accesso all’esdebitazione ex art. 283 .

13. Note operative e raccomandazioni per l’imprenditore

  1. Monitoraggio costante della situazione finanziaria: mantenere aggiornati bilanci e flussi di cassa consente di individuare tempestivamente segnali di tensione e valutare l’accesso ai fondi di garanzia.
  2. Consulta un professionista: la normativa è complessa e in continua evoluzione. L’Avv. Monardo segue l’aggiornamento delle leggi e delle sentenze e può indicare la soluzione migliore.
  3. Pianificazione delle risorse: l’accantonamento al Fondo debiti commerciali può ridurre le risorse disponibili per investimenti. Gli enti devono pianificare la spesa per evitare di bloccare eccessivamente fondi.
  4. Raccogliere la documentazione: prima di presentare domanda al Fondo PMI o al Fondo TFR, preparare tutta la documentazione (bilanci, titoli esecutivi, certificazioni). La mancanza di documenti è la causa principale di rigetto.
  5. Usare la tecnologia: utilizzare la Piattaforma PCC, i portali telematici dell’INPS e del MCC per seguire le pratiche in tempo reale. Dal 2025 i professionisti possono trasmettere direttamente le domande .
  6. Gestire le relazioni con i creditori: nella composizione negoziata e nei piani del consumatore, la trasparenza e la comunicazione costante con i creditori favoriscono il successo della trattativa.

14. Domande di approfondimento (faq avanzate)

  1. Gli anticipi erogati dal Fondo PMI sono considerati aiuti di Stato?

Le garanzie rilasciate dal Fondo sono classificate come aiuti di Stato ma generalmente rientrano nel regime de minimis o nelle esenzioni previste dal regolamento UE 651/2014. Le imprese devono verificare il plafond disponibile e dichiarare gli aiuti ricevuti negli ultimi anni.

  1. Cosa succede se il fondo PMI esaurisce le risorse?

Può accadere che il plafond del Fondo venga temporaneamente saturato. In tal caso, le domande vengono sospese e rimesse in istruttoria non appena il Fondo è rifinanziato. È quindi importante presentare la domanda tempestivamente.

  1. Gli enti del Servizio Sanitario Nazionale sono soggetti al Fondo debiti commerciali?

No, secondo la legge 145/2018 l’obbligo di accantonamento non si applica alle amministrazioni dello Stato e agli enti del Servizio sanitario nazionale . Tuttavia, tali enti devono comunque rispettare i termini di pagamento previsti dal D.Lgs. 231/2002.

  1. Esistono sezioni speciali del Fondo PMI per particolari settori?

Sì. Sono state istituite sezioni speciali per il Turismo e per i portafogli di obbligazioni . Inoltre, leggi regionali e programmi PNRR hanno creato fondi aggiuntivi per la digitalizzazione, l’energia rinnovabile e l’internazionalizzazione.

  1. Qual è la disciplina del microcredito garantito?

Il microcredito, previsto dall’art. 111 del TUB, consente a persone fisiche e microimprese di ottenere finanziamenti fino a 40.000 € con garanzia dell’80 %. Il Fondo PMI assicura la copertura e l’operazione è soggetta a monitoraggio speciale.

  1. Come si calcola la decorrenza del termine di cinque anni per il Fondo TFR?

Il termine quinquennale decorre dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La domanda inviata oltre tale termine è inammissibile. Tuttavia, eventuali sospensioni dovute a contenzioso possono interrompere la prescrizione.

  1. È possibile richiedere il Fondo TFR se il datore non è fallito ma insolvente?

Sì. La legge 297/1982 consente al lavoratore di provare l’insolvenza con l’infruttuosa esecuzione forzata anche senza fallimento . Tuttavia occorre dimostrare che il datore non possiede beni aggredibili.

  1. Quali controlli effettua l’INPS sulle domande?

L’INPS verifica la sussistenza del titolo esecutivo, l’insolvenza, il rispetto dei termini, la correttezza dei dati anagrafici e la posizione assicurativa del lavoratore. In caso di dubbi, richiede integrazioni.

  1. Le cartelle esattoriali possono essere sospese in attesa della composizione negoziata?

Sì. L’art. 6 del D.L. 118/2021 prevede che l’Agenzia delle Entrate Riscossione sospenda le azioni esecutive durante la composizione negoziata, previa comunicazione dell’istante. Tuttavia, gli interessi continuano a maturare.

  1. Chi è il gestore della crisi e quali sono le sue competenze?

Il gestore della crisi, nominato dall’OCC, assiste il debitore nella procedura di sovraindebitamento. Redige la relazione sul piano, verifica l’esistenza dei requisiti (meritevolezza, predominanza dei debiti civili o d’impresa) e svolge funzioni di ausiliario del giudice . Può proporre la liquidazione, il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione.

  1. In quali casi si può chiedere l’esdebitazione ex art. 283?

L’esdebitazione è riservata alle persone fisiche meritevoli che non possono offrire utilità ai creditori e che non hanno commesso atti in frode. Può essere ottenuta una sola volta . Dopo quattro anni dal decreto non devono essere percepiti redditi eccedenti il minimo vitale.

  1. Che differenza c’è tra fideiussione e garanzia del Fondo PMI?

La fideiussione è una garanzia personale che impegna un soggetto terzo. La garanzia del Fondo PMI, invece, è pubblica e non richiede garanzie personali; è attivata su richiesta della banca. La fideiussione incide sul merito creditizio del garante; la garanzia del Fondo no.

  1. È necessario il parere favorevole dell’esperto per accedere alla composizione negoziata?

L’esperto, nominato dalla Camera di Commercio, svolge un ruolo di facilitatore. Pur non potendo imporre il piano, il suo parere è determinante: se ritiene che non vi siano prospettive di risanamento, l’imprenditore può essere consigliato a rivolgersi ad altre procedure.

  1. L’accantonamento al Fondo debiti commerciali incide sul Patto di stabilità?

No. Le somme accantonate al fondo sono escluse dal computo del Patto di stabilità interno e non determinano effetti ai fini del calcolo del saldo di competenza.

  1. I prestiti garantiti dal Fondo PMI devono essere comunicati al Registro degli aiuti di Stato?

Sì. Tutte le garanzie rilasciate dal Fondo PMI devono essere iscritte nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato. La banca o il gestore provvede alla comunicazione e l’impresa deve verificare che l’aiuto sia stato registrato correttamente.

15. Considerazioni finali sulla riforma della garanzia dei crediti

L’analisi dei diversi fondi di garanzia conferma che l’ordinamento italiano si muove in direzione di una maggiore protezione del credito e di un miglior equilibrio tra interessi del creditore e del debitore. Tuttavia emergono alcune criticità:

  • Burocrazia eccessiva: la necessità di presentare titoli esecutivi, certificazioni e documentazione articolata rende difficile l’accesso ai fondi per i soggetti meno strutturati.
  • Diffusione disomogenea: non tutti gli enti pubblici rispettano gli obblighi di accantonamento. Ciò genera incertezza nei fornitori.
  • Esigenza di coordinamento: la coesistenza di più fondi richiede un coordinamento normativo per evitare sovrapposizioni e conflitti.

Il legislatore è intervenuto con la riforma del Codice della crisi e con le misure del PNRR per semplificare e digitalizzare le procedure. La proroga della disciplina emergenziale del Fondo PMI e l’apertura della domanda telematica agli avvocati dimostrano una volontà di rendere i fondi più accessibili. Resta però fondamentale l’assistenza di professionisti competenti che conoscano la normativa, la giurisprudenza e le prassi amministrative.

In conclusione, i fondi di garanzia rappresentano un’opportunità e una tutela per imprese, lavoratori e professionisti. Saperli utilizzare correttamente permette di trasformare una situazione di difficoltà in un’occasione di rilancio. Rivolgersi a esperti come l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo consente di massimizzare le possibilità di successo, evitare errori e proteggere il patrimonio aziendale e personale.

16. Focus sul Fondo PMI: best practice e consigli operativi

Nonostante la sua diffusione, il Fondo di garanzia per le PMI è spesso percepito come uno strumento complesso. Questa sezione propone una serie di best practice maturate dall’esperienza dello studio dell’Avv. Monardo, utili per ottimizzare i tempi e aumentare le probabilità di approvazione.

  1. Preparare un business plan dettagliato: un piano industriale ben strutturato, che evidenzi gli obiettivi di crescita, i flussi di cassa previsionali e la capacità di rimborso, rappresenta il biglietto da visita dell’azienda. Il Gestore del Fondo valuta attentamente la sostenibilità dell’investimento e la solidità del progetto.
  2. Verificare i requisiti dimensionali e settoriali: la normativa distingue tra micro, piccole e medie imprese in base al numero di dipendenti e al fatturato. È fondamentale rientrare nei parametri. Alcuni settori, come l’agricoltura e il turismo, godono di sezioni speciali con regole specifiche .
  3. Accurata compilazione della domanda: il modulo di richiesta contiene molte informazioni relative all’impresa, ai soci e all’operazione da garantire. Errori nella compilazione o omissione di dati possono causare ritardi o rigetti. È consigliabile coinvolgere un professionista per la predisposizione della pratica.
  4. Relazione con la banca: la banca è l’intermediario che inoltra la richiesta al Fondo. È necessario presentare alla banca tutti i documenti necessari (bilanci certificati, dichiarazioni fiscali, elenco dei finanziamenti in essere). La relazione con l’istituto di credito deve essere trasparente e proattiva.
  5. Attenzione ai tempi: il Fondo opera secondo una procedura a sportello e valuta le pratiche in ordine cronologico. In periodi di alta richiesta il plafond può esaurirsi. Pertanto, è opportuno presentare la domanda non appena definito il progetto e aver ricevuto il parere della banca.
  6. Considerare l’eventualità di una sezione speciale: se l’operazione riguarda investimenti in innovazione, green economy o digitalizzazione, è possibile che esistano sezioni speciali del Fondo con condizioni più favorevoli, cofinanziate dal PNRR. Informarsi presso la Camera di commercio o il sito del MIMIT può aprire ulteriori opportunità.
  7. Monitoraggio post‑erogazione: dopo aver ottenuto la garanzia e il finanziamento, è importante rispettare gli obblighi contrattuali con la banca. Eventuali ritardi nei pagamenti delle rate possono compromettere il rapporto con l’istituto e pregiudicare future richieste di garanzia.

17. Legislazione comunitaria e comparata

Le norme italiane sui fondi di garanzia si inseriscono in un contesto europeo che mira a promuovere l’accesso al credito e ridurre i tempi di pagamento.

17.1 Direttiva 2011/7/UE e lotta ai ritardi di pagamento

La Direttiva 2011/7/UE si propone di combattere i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Ha imposto alle pubbliche amministrazioni dell’UE l’obbligo di pagare le fatture entro 30 giorni (o 60 nei casi specifici del settore sanitario) e ha introdotto tassi di interesse di mora elevati per scoraggiare i ritardi. L’Italia ha recepito la direttiva con il D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, che stabilisce il diritto del creditore di esigere interessi legali e una somma forfettaria di 40 € per spese di recupero. La direttiva rappresenta il presupposto della legge 145/2018 sul Fondo di garanzia dei debiti commerciali, poiché spinge le amministrazioni a dotarsi di strumenti per rispettare i termini di pagamento. .

17.2 Direttiva 2008/94/CE e tutela dei lavoratori in caso di insolvenza

La Direttiva 2008/94/CE, che sostituisce la precedente 80/987/CEE, prevede che gli Stati membri garantiscano il pagamento delle retribuzioni arretrate, compreso il TFR, ai lavoratori i cui datori sono insolventi. Il legislatore italiano ha dato attuazione a questa direttiva con la legge 297/1982 e successive modifiche. La giurisprudenza, come illustrato, ha interpretato il principio di meritevolezza e l’esigenza di un titolo esecutivo secondo criteri rigorosi . Tuttavia, in ambito comparatistico, alcuni Stati (es. Germania e Francia) consentono al Fondo di intervenire anche senza titolo esecutivo quando l’insolvenza è notoria; ciò segnala la necessità di un’evoluzione della normativa italiana per allinearsi ai livelli di tutela europei.

17.3 Convenzioni internazionali sui pagamenti transfrontalieri

Le imprese italiane che operano all’estero possono avere crediti verso controparti europee o extraeuropee. In questi casi entrano in gioco i Regolamenti UE (n. 1215/2012) sulla giurisdizione e il riconoscimento delle decisioni, nonché la Convenzione di New York del 1958 sull’arbitrato internazionale. Il recupero del credito può essere facilitato da strumenti come il mandato d’ingiunzione europeo o la procedura di recupero crediti transfrontaliera. Anche in ambito internazionale esistono fondi di garanzia o assicurazioni sul credito (es. SACE per l’export italiano), che consentono di proteggersi dal rischio di mancato pagamento.

18. Case studies di aziende che hanno usufruito del Fondo di garanzia

Le seguenti testimonianze, ispirate a casi reali tutelati dallo studio dell’Avv. Monardo (i nomi sono di fantasia per ragioni di riservatezza), illustrano come i fondi di garanzia hanno aiutato le imprese a superare momenti critici.

18.1 “Alfa S.r.l.” – Crescita tramite il Fondo PMI

Alfa S.r.l., azienda campana attiva nel settore metalmeccanico, nel 2024 si è trovata a dover rinnovare il parco macchine per restare competitiva. Grazie al Fondo di garanzia PMI, ha ottenuto un finanziamento di 1,2 milioni di euro con garanzia dell’80 %. Il progetto, presentato con un business plan dettagliato e supportato dallo studio Monardo, è stato approvato in tempi brevi. Nel giro di un anno l’azienda ha aumentato del 25 % la produttività e ha assunto ulteriori 10 dipendenti. Senza la garanzia pubblica, la banca avrebbe richiesto ipoteche su immobili aziendali; grazie al fondo, Alfa ha potuto preservare il proprio patrimonio.

18.2 “Beta S.p.A.” – Recupero di crediti verso la PA

Beta S.p.A., società di servizi energetici, vantava crediti per 3 milioni di euro nei confronti di alcune regioni. I pagamenti venivano effettuati con ritardi anche superiori a 90 giorni. Con l’aiuto dell’Avv. Monardo, la società ha certificato i crediti sulla PCC, ottenendo anticipazioni bancarie per circa il 70 % del valore nominale. Le regioni sono state richiamate agli obblighi di accantonamento del Fondo debiti commerciali. Grazie a un dialogo istituzionale, i pagamenti sono stati regolarizzati e l’azienda ha evitato tensioni di cassa che avrebbero potuto compromettere l’esecuzione dei contratti.

18.3 “Gamma S.a.s.” – TFR e tutela dei dipendenti

Gamma S.a.s., piccola impresa commerciale, è stata dichiarata fallita nel 2022. I tre dipendenti non avevano ricevuto il TFR e gli stipendi degli ultimi tre mesi. Con l’assistenza legale si è ottenuta una sentenza di condanna nei confronti della società e successivamente si è presentata la domanda al Fondo di garanzia INPS. L’INPS ha erogato le somme entro nove mesi, e il Fondo si è poi surrogato nel credito. I lavoratori hanno così ricevuto integralmente quanto spettava loro, evitando l’incertezza della procedura fallimentare.

18.4 “Delta S.r.l.” – Composizione negoziata e finanziamento garantito

Delta S.r.l., impresa edile in difficoltà a causa dell’aumento dei costi delle materie prime, ha attivato la composizione negoziata. Durante il percorso, la società ha ottenuto un finanziamento garantito dal Fondo PMI per completare alcuni cantieri; al contempo ha negoziato con i fornitori un taglio del 30 % dei debiti commerciali. Grazie al supporto dell’esperto negoziatore (che era anche avvocato e commercialista) e all’intervento del Fondo, l’azienda è riuscita a evitare la liquidazione giudiziale e a rientrare in bonis.

19. Prospettive future e riforme in discussione

Il tema dei fondi di garanzia è al centro di numerose riforme legislative in discussione al Parlamento. Di seguito alcune prospettive:

  1. Semplificazione delle procedure: una proposta di legge mira a consentire l’accesso al Fondo TFR anche in assenza di titolo esecutivo quando l’insolvenza è evidente e documentata, riducendo così i tempi di tutela per i lavoratori.
  2. Unificazione delle piattaforme: il Governo sta lavorando a una piattaforma unica per la gestione dei crediti commerciali e dei fondi di garanzia, collegata al Registro degli aiuti di Stato. L’obiettivo è ridurre la burocrazia e favorire la trasparenza.
  3. Rafforzamento delle sezioni speciali: la Legge di Bilancio 2026 potrebbe stanziare ulteriori risorse per la sezione speciale del Fondo destinata alla transizione ecologica e al turismo sostenibile, con garanzie fino al 100 % per investimenti green.
  4. Armonizzazione con il diritto europeo: una riforma punta ad allineare la disciplina italiana a quella di altri Paesi UE in tema di tutela dei lavoratori e rapidità di pagamento delle PA, recependo in modo integrale le direttive 2011/7/UE e 2008/94/CE.
  5. Maggiore coinvolgimento degli OCC: si ipotizza di attribuire agli Organismi di Composizione della Crisi il ruolo di facilitatori anche per la presentazione di domande ai fondi di garanzia, con percorsi formativi specifici.

Ruolo dello studio Monardo in questo scenario futuro

Lo studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo rimane costantemente aggiornato sugli sviluppi normativi e partecipa a tavoli di consultazione con le istituzioni. La combinazione di competenze legali e economiche permette di anticipare le opportunità e guidare i clienti attraverso le riforme. La finalità è sempre la stessa: proteggere i diritti dei debitori, salvaguardare il patrimonio e valorizzare la ripresa economica.

20. Glossario essenziale dei fondi di garanzia e della crisi d’impresa

Per orientarsi meglio nel linguaggio tecnico utilizzato lungo l’articolo, di seguito si propone un glossario dei termini principali:

  • Accantonamento – Operazione contabile che consiste nel vincolare somme di bilancio per finalità specifiche (es. Fondo debiti commerciali), impedendone l’utilizzo per altre spese fino a quando non vengono svincolate.
  • Agenzia delle Entrate Riscossione (AER) – Ente pubblico economico che si occupa della riscossione dei tributi e delle entrate patrimoniali dello Stato e degli enti locali. Può effettuare pignoramenti, iscrivere ipoteche e fermi amministrativi.
  • Cartolarizzazione – Operazione finanziaria in cui un portafoglio di crediti viene trasformato in titoli negoziabili. Il Fondo PMI dispone di una sezione speciale per garantire i portafogli di obbligazioni emessi da imprese con meno di 499 dipendenti .
  • Composizione negoziata – Procedura volontaria introdotta dal D.L. 118/2021 che consente agli imprenditori in difficoltà di negoziare con i creditori assistiti da un esperto indipendente .
  • Crisi da sovraindebitamento – Situazione in cui un consumatore, professionista o impresa minore non può adempiere regolarmente alle obbligazioni. Le soluzioni includono il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione e la liquidazione controllata.
  • De minimis – Regolamento europeo che stabilisce una soglia sotto la quale gli aiuti di Stato non devono essere notificati alla Commissione europea. Molte garanzie del Fondo PMI rientrano in questo regime.
  • Fiduciario di un OCC – Professionista designato dall’Organismo di Composizione della Crisi per assistere il debitore nella procedura di sovraindebitamento. L’Avv. Monardo riveste questo ruolo, garantendo imparzialità e competenza.
  • Gestore della crisi – Figura prevista dalla L. 3/2012 e dal Codice della crisi che ha il compito di analizzare la situazione del debitore, redigere il piano e assistere nella procedura .
  • Indice di ritardo annuale – Indicatore utilizzato per valutare la performance degli enti pubblici nei pagamenti commerciali. Un ritardo superiore ai termini di 30/60 giorni determina l’obbligo di accantonamento .
  • Insolvenza – Stato in cui il debitore non è in grado di soddisfare regolarmente le obbligazioni. È un presupposto per l’accesso al Fondo TFR .
  • Meritevolezza – Requisito soggettivo per accedere all’esdebitazione e ad alcune procedure di sovraindebitamento; implica l’assenza di colpa grave o frode da parte del debitore .
  • Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) – Sistema telematico gestito dal MEF per certificare i crediti verso la PA e monitorare i tempi di pagamento .
  • Privilegio – Preferenza accordata dalla legge ad alcuni crediti nella distribuzione del ricavato della liquidazione. Il credito del Fondo TFR gode di privilegio generale sui mobili se il pagamento avviene dopo il 25 marzo 2015 .
  • Rottamazione – Procedura di definizione agevolata che consente di pagare i tributi e le sanzioni con riduzione di interessi e sanzioni.
  • Surroga – Meccanismo per cui il Fondo che ha pagato il credito subentra nei diritti del creditore originario contro il debitore.
  • Titolo esecutivo – Atto (sentenza, decreto ingiuntivo, verbale di conciliazione) che accerta l’esistenza e l’ammontare del credito e consente di procedere all’esecuzione forzata; requisito indispensabile per accedere al Fondo TFR .
  • Utilità – Benefici che il debitore incapiente può offrire ai creditori nel contesto della procedura di esdebitazione; se tali utilità superano il 10 % entro quattro anni dal decreto, l’esdebitazione può essere revocata .

21. Checklist finale per imprenditori e professionisti

Prima di concludere, ecco una checklist riassuntiva che imprenditori, professionisti e lavoratori possono utilizzare per orientarsi nel complesso mondo dei fondi di garanzia e delle procedure di gestione del debito:

  1. Valutare la propria situazione: analizzare la posizione finanziaria e i debiti in essere. Individuare quali crediti potrebbero essere coperti da un fondo di garanzia (finanziamenti bancari, crediti commerciali verso la PA, TFR dei dipendenti, ecc.).
  2. Verificare i requisiti: assicurarsi di possedere i requisiti previsti dalla legge per accedere al fondo (dimensioni aziendali, titoli esecutivi, stato di insolvenza, rispetto dei termini). Ad esempio, per il Fondo TFR occorre un titolo esecutivo ; per il Fondo debiti commerciali, l’ente deve registrare ritardi superiori ai termini .
  3. Preparare la documentazione: raccogliere bilanci, business plan, certificazioni del credito, titoli esecutivi, sentenze, provvedimenti di cancellazione della società, documenti d’identità, visure camerali e ogni altro atto necessario.
  4. Contattare un professionista: rivolgersi a un avvocato o commercialista esperto, come l’Avv. Monardo, che possa analizzare la documentazione, consigliare la procedura più adatta e gestire le pratiche telematiche.
  5. Presentare la domanda: compilare accuratamente le richieste sul portale competente (MCC, INPS, PCC). Prestare attenzione alle sezioni e ai campi obbligatori; un errore può allungare i tempi.
  6. Monitorare l’esito: controllare lo stato della pratica attraverso la piattaforma. In caso di diniego, consultare il professionista per valutare ricorsi o integrazioni.
  7. Gestire le risorse: se si ottiene la garanzia o il pagamento, utilizzare le risorse per gli scopi previsti (investimenti, pagamento dei dipendenti) e rispettare gli obblighi contrattuali.
  8. Pianificare il futuro: anche dopo aver ottenuto la garanzia, continuare a monitorare la propria situazione finanziaria, pianificare gli investimenti e considerare le riforme normative in arrivo (come l’eventuale semplificazione del Fondo TFR o l’introduzione di sezioni green del Fondo PMI).
  9. Aggiornarsi continuamente: la normativa sui fondi e sulle procedure di crisi è in costante evoluzione. Seguire le circolari della Ragioneria generale dello Stato, le comunicazioni INPS, i decreti del MIMIT e le sentenze di Cassazione consente di non perdere opportunità.
  10. Proteggere i propri diritti: infine, ricordare che l’ordinamento offre diversi strumenti per proteggere il patrimonio e garantire la continuità dell’impresa. Agire tempestivamente, con consapevolezza e professionalità, è la chiave per trasformare le difficoltà in nuove possibilità di sviluppo.

Con questa checklist e le informazioni approfondite fornite nelle pagine precedenti, il lettore dovrebbe essere in grado di navigare con maggiore sicurezza nel panorama dei fondi di garanzia, sapendo quando e come essi possono rappresentare un sostegno concreto per l’impresa e per i lavoratori.

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