Introduzione
Gestire un’attività di noleggio di scooter può essere redditizio ma espone a controlli fiscali frequenti. Le autorità finanziarie italiane, infatti, da tempo monitorano le imprese che impiegano veicoli per uso turistico o professionale. Questo controllo è giustificato dalla necessità di prevenire evasione IVA, deduzioni fiscali indebite e flussi finanziari che non trovano corrispondenza nelle scritture contabili. Un accertamento fiscale può colpire anche i noleggiatori di scooter che rispettano le regole: basta un errore formale o un controllo incrociato sfavorevole per trovarsi destinatari di un Processo Verbale di Constatazione (PVC) o di un avviso di accertamento.
Le conseguenze possono essere gravi: sanzioni, interessi, recupero di imposte, fino a pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi. Tempi e modalità per reagire sono stringenti. Per questo è fondamentale conoscere i propri diritti e le strategie di difesa riconosciute dalle leggi italiane e dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale.
In questo articolo analizzeremo la disciplina vigente alla data 17 dicembre 2025, con taglio professionale e pratico, e con il punto di vista del contribuente. Illustreremo gli articoli di legge, le circolari, le sentenze e gli strumenti di tutela (contraddittorio, ricorso, adesione, rottamazione). Spiegheremo perché un noleggiatore di scooter può difendersi efficacemente da un accertamento fiscale e in che modo un professionista esperto può fare la differenza.
Chi siamo: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare
Per affrontare un accertamento fiscale è indispensabile affidarsi a professionisti con competenze specifiche in diritto bancario e tributario. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina un team composto da avvocati e commercialisti esperti in tutto il territorio nazionale. Il nostro studio vanta:
- Ruolo cassazionista: l’Avv. Monardo è abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori. Questa competenza consente di seguire i clienti anche nelle fasi più complesse del contenzioso.
- Gestore della crisi da sovraindebitamento: iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia ai sensi della L. 3/2012, l’Avv. Monardo può assistere imprenditori e consumatori nella composizione della crisi attraverso piani di rientro, accordi e procedure di esdebitazione.
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): collaboriamo con un OCC riconosciuto per fornire assistenza nella predisposizione e nell’omologazione di accordi di ristrutturazione e piani del consumatore.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa: ai sensi del D.L. 118/2021, supportiamo società e imprese nella negoziazione assistita con creditori e Agenzia delle Entrate, prevenendo fallimenti o liquidazioni giudiziali.
Il nostro staff è composto da commercialisti, consulenti del lavoro e legali che analizzano ogni caso dal punto di vista contabile e giuridico, per predisporre difese personalizzate. Offriamo:
- Analisi dell’atto: verifichiamo la legittimità formale e sostanziale del PVC e dell’avviso di accertamento, individuando vizi di motivazione, violazioni del contraddittorio e errori di calcolo.
- Ricorsi e difese: predisponiamo memorie difensive, istanze di annullamento in autotutela e ricorsi davanti alle Commissioni tributarie provinciali e regionali. Seguiamo il contenzioso fino alla Cassazione.
- Sospensioni e trattative: richiediamo la sospensione dell’esecuzione e avviamo trattative con l’Agenzia delle Entrate per definire il debito tramite accertamento con adesione, conciliazione giudiziale o rottamazioni.
- Piani di rientro e soluzioni giudiziali: elaboriamo piani del consumatore e accordi di ristrutturazione del debito con l’ausilio dell’OCC, assistendo i clienti nella procedura di sovraindebitamento.
📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. La tempestività è fondamentale per evitare sanzioni e pregiudizi patrimoniali.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
Per comprendere come difendersi da un accertamento fiscale riguardante l’attività di noleggio scooter, è essenziale analizzare le fonti normative vigenti e le principali sentenze che interpretano tali norme. Le norme richiamate di seguito sono aggiornate al 17 dicembre 2025 e rappresentano la cornice giuridica entro cui si inserisce la difesa del contribuente.
1.1 Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000)
Lo Statuto del contribuente è una legge di rango ordinario ma con forza “rafforzata” poiché contiene principi che regolano i rapporti tra fisco e contribuente. Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 219/2023 nel 2024 hanno rafforzato la tutela partecipativa.
- Articolo 6-bis: principio del contraddittorio – Introdotto nel 2024, stabilisce che gli atti dell’amministrazione finanziaria devono essere preceduti da un contraddittorio preventivo con il contribuente. L’ufficio deve mettere a disposizione la bozza di atto impositivo e concedere al contribuente almeno 60 giorni per fornire osservazioni e documenti. In caso di mancato rispetto di tale termine, l’atto è annullabile e non si applica la prova di resistenza . Fanno eccezione gli accertamenti automatizzati e quelli motivati da particolari ragioni di urgenza.
- Articolo 7: chiarezza e motivazione degli atti – Gli avvisi di accertamento devono essere motivati indicando i fatti, le prove e le norme su cui si fonda la pretesa tributaria. Se l’atto fa riferimento ad un atto non conosciuto dal contribuente, questo deve essere allegato o riprodotto nel suo contenuto essenziale . L’atto deve riportare anche il responsabile del procedimento, l’autorità cui rivolgersi per il riesame e le modalità di impugnazione .
- Articolo 7-bis: cause di nullità – L’atto impositivo può essere annullato per violazione di legge, inclusi i vizi procedurali e la violazione del contraddittorio. Tali vizi devono essere eccepiti dal contribuente nel ricorso, altrimenti sono sanati .
1.2 Accertamenti delle imposte dirette: DPR 600/1973
Il D.P.R. 600/1973 disciplina le modalità di accertamento delle imposte sui redditi. L’articolo 39 prevede tre tipi di accertamento:
- Accertamento analitico – La rettifica del reddito avviene sulla base di elementi analitici derivanti dalle scritture contabili. È adottato quando gli elementi indicati in dichiarazione non corrispondono a quelli del bilancio o quando si applicano in modo errato le norme del TUIR .
- Accertamento analitico-induttivo (presuntivo) – Si ricorre a presunzioni gravi, precise e concordanti per risalire da fatti noti a fatti ignoti. È previsto nella lettera d) dell’art. 39 e consente all’ufficio di ricostruire i ricavi sulla base di indizi di antieconomicità: spese sproporzionate ai ricavi, perdite ripetute, rimanenze irregolari .
- Accertamento induttivo puro – Disciplinato dal comma 2 dell’articolo 39, consente la determinazione del reddito esclusivamente per via induttiva quando il contribuente omette la dichiarazione, non tiene le scritture contabili o la contabilità è inattendibile .
Tra le cause tipiche che permettono l’accertamento induttivo rientrano l’omessa dichiarazione, l’omessa tenuta dei registri contabili, la sottrazione di scritture o la generale inattendibilità della contabilità . Nel settore del noleggio scooter, la mancata emissione di fatture per una parte rilevante delle operazioni o la non conservazione dei registri può facilmente determinare l’adozione di questo metodo.
1.3 Accertamento induttivo IVA: DPR 633/1972
Il Testo unico IVA (DPR 633/1972) regola l’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto. L’articolo 55 prevede che, se il contribuente non presenta la dichiarazione annuale IVA, l’ufficio può procedere all’accertamento induttivo del tributo. In tal caso l’imponibile e l’aliquota sono determinati sulla base dei dati e delle notizie raccolti o venuti a conoscenza dell’ufficio, e si computano in detrazione solo i versamenti eseguiti e le imposte detraibili risultanti dalle liquidazioni . La norma si applica anche nei casi in cui la dichiarazione contenga indicazioni generiche, senza le specificazioni richieste, non regolarizzate entro il mese successivo .
L’ufficio può ricorrere all’accertamento induttivo anche se, durante una ispezione ai sensi dell’art. 52, risulta che il contribuente non ha tenuto o ha sottratto all’ispezione i registri IVA, non ha emesso o ha sottratto le fatture relative a una parte rilevante delle operazioni, o la contabilità risulta inattendibile per irregolarità gravi e ripetute . Se esiste pericolo per la riscossione dell’imposta, l’ufficio può anticipare l’accertamento anche prima della scadenza della dichiarazione annuale .
1.4 Accertamento con adesione: D.Lgs. 218/1997
Il decreto legislativo 218/1997 introduce l’istituto dell’accertamento con adesione, strumento deflattivo del contenzioso che consente al contribuente di definire le pretese fiscali prima che diventino definitive. L’articolo 5 stabilisce che l’ufficio deve inviare un invito a comparire che contiene:
- il periodo d’imposta oggetto di accertamento;
- l’ammontare delle maggiori imposte, delle sanzioni e degli interessi;
- la descrizione dei fatti e delle ragioni in base ai quali il Fisco ritiene dovute le somme .
Dal 2024 la procedura prevede che il pagamento delle somme concordate debba avvenire entro venti giorni dalla redazione dell’atto di adesione, con possibilità di rateazione. Se l’accertamento sta per cadere in prescrizione (meno di 90 giorni alla decadenza), il termine può essere prorogato . L’accertamento con adesione consente la riduzione delle sanzioni a un terzo e blocca i termini per l’impugnazione durante la procedura.
1.5 Termine per il ricorso e divieto di nuove eccezioni: D.Lgs. 546/1992
Il codice del processo tributario (D.Lgs. 546/1992) disciplina le impugnazioni degli atti tributari. L’articolo 21 prevede che il ricorso deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato . Per le cartelle di pagamento, la notifica della cartella vale come notifica del ruolo. Il comma 2, modificato nel 2023, stabilisce la decorrenza del termine per i ricorsi avverso il rifiuto tacito delle domande di rimborso, che può essere proposto dopo novanta giorni dalla domanda e comunque entro il termine di prescrizione . Questa norma è stata abrogata dal D.Lgs. 175/2024 con decorrenza dal 1° gennaio 2026, ma è ancora vigente per i ricorsi proposti nel 2025.
L’articolo 57 (domande ed eccezioni nuove) vieta di proporre nel giudizio di appello domande o eccezioni nuove: gli argomenti non sollevati in primo grado non possono essere introdotti nel secondo grado; è possibile chiedere solo gli interessi maturati dopo la sentenza impugnata . Anche questa disposizione sarà abrogata dal 2026, ma continua ad applicarsi ai giudizi pendenti fino a tale data.
1.6 Deducibilità dei costi e dell’IVA per i veicoli
Nel settore del noleggio scooter, un elemento fondamentale dell’accertamento riguarda la deducibilità dei costi di acquisto, leasing o noleggio dei veicoli e la detrazione dell’IVA. La normativa distingue tra veicoli utilizzati esclusivamente come beni strumentali per l’attività d’impresa e veicoli a uso promiscuo.
- Imposte sui redditi (Art. 164 TUIR): i costi relativi ai veicoli utilizzati esclusivamente come beni strumentali sono interamente deducibili dal reddito d’impresa. Per i veicoli non esclusivamente strumentali, la deduzione è limitata al 20% del costo, con un tetto massimo di circa €25.822,84; per agenti e rappresentanti la deduzione è all’80% . Per i contratti di leasing o noleggio, la quota del canone eccedente il limite fissato (circa €5.164,57 annui per gli agenti) non è deducibile .
- IVA (Art. 19-bis1 DPR 633/1972): l’IVA pagata sull’acquisto e sui canoni di noleggio è detraibile nella misura del 100% se il veicolo è utilizzato esclusivamente per l’esercizio dell’impresa, per trasporto o per noleggio. In tutti gli altri casi la detrazione è limitata al 40% e il contribuente non può dimostrare una percentuale maggiore di utilizzo professionale . Questo regime riguarda i veicoli fino a 3,5 tonnellate e con massimo otto posti.
Per un noleggiatore di scooter la deducibilità totale dei costi e la detrazione integrale dell’IVA sono possibili se i veicoli sono destinati unicamente all’attività di noleggio. È necessario dimostrare questa esclusività attraverso documentazione adeguata (contratti con i clienti, registro di utilizzo, ecc.). In mancanza, l’Agenzia potrebbe limitare la deduzione e recuperare le imposte, contestando l’antieconomicità dell’impresa.
1.7 Principi giurisprudenziali rilevanti
Negli ultimi anni la Corte di Cassazione ha emesso numerose decisioni che hanno affinato gli strumenti di difesa del contribuente. Di seguito riportiamo le pronunce più rilevanti per il settore noleggio scooter.
- Contraddittorio obbligatorio e 60 giorni: la Cassazione, con ordinanza n. 287/2025, ha ribadito che il termine di 60 giorni per presentare osservazioni dopo il PVC è obbligatorio. L’accertamento emesso prima della scadenza è nullo, poiché viola il principio di partecipazione previsto dallo Statuto del contribuente . La Corte sottolinea che la partecipazione del contribuente non è un mero formalismo ma un presupposto di legittimità.
- Antieconomicità e accertamento analitico-induttivo: le ordinanze n. 26182/2025 e n. 23741/2025 affermano che l’amministrazione può ricorrere all’accertamento analitico‑induttivo quando l’impresa presenta ricavi anomali, perdite continuative o costi non proporzionati ai ricavi. L’antieconomicità costituisce presunzione grave e precisa; spetta al contribuente dimostrare le ragioni della gestione (es. avvio dell’attività, crisi di settore). Se il contribuente non fornisce giustificazioni, l’accertamento è legittimo .
- Deducibilità dei costi in accertamento induttivo: la Cassazione (ord. n. 23741/2025) ha stabilito che anche nell’accertamento induttivo bisogna dedurre i costi necessari per produrre i ricavi accertati. L’amministrazione deve considerare una quota di costi per garantire il principio di capacità contributiva .
- Onere della prova e crisi di liquidità: la giurisprudenza afferma che il contribuente deve provare gli eventi che giustificano il mancato pagamento delle imposte. La Cassazione (sent. n. 16526/2025) in materia penale ha chiarito che la non punibilità per omesso versamento è ammessa solo se l’imprenditore dimostra una situazione di crisi di liquidità non transitoria e la mancanza di colpa . Questo principio si riflette anche in sede amministrativa: per opporsi a un accertamento per omesso versamento o irregolarità, occorre documentare con precisione le cause del comportamento.
- Divieto di eccezioni nuove in appello: la Corte evidenzia che, ai sensi dell’art. 57 del D.Lgs. 546/1992, non sono ammesse in appello eccezioni nuove. L’ordinanza n. 24798/2025 ha confermato che l’amministrazione finanziaria non può introdurre in appello eccezioni che ampliano il thema decidendum se non erano state sollevate in primo grado. Questo principio vale anche per il contribuente .
2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica e come reagire
Affrontare un accertamento richiede conoscenza dei tempi e degli adempimenti. Di seguito descriviamo la procedura tipica dopo un controllo della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate presso un noleggio di scooter.
2.1 Avvio del controllo e verbale di constatazione (PVC)
- Accesso o ispezione – I funzionari possono eseguire accessi e ispezioni presso la sede dell’impresa ai sensi dell’art. 52 del DPR 633/1972. Possono controllare i registri contabili, i contratti di noleggio, le fatture, le ricevute, il parco mezzi e gli spazi operativi. Per i veicoli, verificano la congruità tra immatricolazioni, assicurazioni e utilizzo.
- Contraddittorio e rilievi – Durante l’accesso, il personale può formulare rilievi; il contribuente ha diritto a chiedere chiarimenti e a farsi assistere da un professionista. Il verbale deve essere firmato dai verificatori e dal contribuente o suo difensore.
- Rilascio del PVC** – Al termine dell’ispezione viene rilasciato il Processo Verbale di Constatazione contenente i fatti accertati, le violazioni riscontrate e gli elementi su cui l’amministrazione intende fondare l’accertamento. Secondo la giurisprudenza, il PVC è un atto istruttorio ma produce effetti giuridici poiché dà avvio al termine di 60 giorni per le osservazioni.
2.2 La fase di contraddittorio obbligatorio (60 giorni)
Dopo il rilascio del PVC, decorre un termine inderogabile di 60 giorni prima dell’emissione dell’avviso di accertamento. Secondo l’art. 6-bis dello Statuto del contribuente, l’ufficio deve inviare una bozza dell’atto impositivo o comunque informare l’interessato delle contestazioni permettendogli di esporre la propria difesa. La Cassazione ha ribadito che il termine non può essere ridotto, salvo casi di urgenza provata .
Come utilizzarlo:
- Analizzare le contestazioni: è fondamentale esaminare il PVC con un professionista per capire la natura dei rilievi (mancata emissione di fatture, indetraibilità IVA, deduzioni eccessive, ecc.).
- Raccogliere documenti e spiegazioni: preparare le scritture contabili, i contratti di noleggio, le autorizzazioni comunali, le assicurazioni RC e i registri di manutenzione. Tali documenti servono a dimostrare che i veicoli sono utilizzati esclusivamente per l’attività di noleggio e a giustificare eventuali costi.
- Presentare osservazioni scritte: entro i 60 giorni è possibile depositare memorie difensive, con cui si contestano i rilievi, si richiede l’applicazione integrale delle norme su deducibilità e detrazione e si dimostrano eventuali errori.
La fase di contraddittorio consente spesso di evitare l’accertamento o di ridurre le pretese fiscali. Presentare argomentazioni tecniche (circolari, sentenze) e allegare documenti è essenziale per convincere l’ufficio.
2.3 Ricezione dell’avviso di accertamento
Se l’ufficio ritiene che le giustificazioni non siano sufficienti, emette l’avviso di accertamento, che deve essere motiva to ai sensi dell’art. 7 dello Statuto del contribuente. L’atto deve indicare:
- l’imponibile accertato;
- le imposte e le sanzioni dovute;
- la descrizione dei fatti e delle norme applicate ;
- l’ufficio emittente, il responsabile del procedimento e l’autorità a cui rivolgersi per il riesame .
L’avviso è notificato tramite posta elettronica certificata (PEC) o posta raccomandata. Dal 1° gennaio 2024 l’Agenzia comunica anche l’esistenza di eventuali vizi del contraddittorio che potrebbero rendere l’atto annullabile.
2.4 Termini per reagire: 30 giorni per adesione, 60 giorni per ricorso
Il contribuente deve scegliere rapidamente la strategia:
- Istanze in autotutela: è possibile chiedere la revoca o l’annullamento dell’atto se presenta vizi macroscopici (ad esempio, omessa notifica del PVC o errata indicazione del soggetto passivo). L’istanza non sospende i termini per il ricorso.
- Accertamento con adesione: entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso, si può presentare domanda di adesione all’ufficio che ha emesso l’atto. L’ufficio convoca il contribuente per un contraddittorio e, in caso di accordo, le sanzioni sono ridotte a un terzo . Il pagamento può essere rateizzato, ma l’adesione comporta rinuncia all’impugnazione.
- Ricorso alla Commissione tributaria: deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica dell’atto . Il ricorso va notificato all’ufficio tramite PEC o raccomandata e depositato presso la Commissione insieme agli allegati (atto impugnato, PVC, documenti difensivi). È obbligatoria l’assistenza di un difensore abilitato (commercialista o avvocato); per valori inferiori a €3.000 è possibile l’autodifesa, ma è sconsigliata.
2.5 Dopo la presentazione del ricorso
La notifica del ricorso sospende la riscossione delle somme per un terzo (le sanzioni) mentre restano esecutive le imposte. Per ottenere la sospensione dell’esecuzione occorre presentare un’istanza motivata alla Commissione tributaria, che valuta il fumus boni iuris (probabilità di successo) e il danno grave e irreparabile. La sospensione può essere concessa fino alla decisione di primo grado.
Durante il processo, l’ufficio può proporre:
- Conciliazione giudiziale: al primo grado il giudice può proporre la conciliazione; le sanzioni si riducono al 40%. In appello la riduzione è del 50%.
- Rinuncia o annullamento parziale: l’Agenzia può rinunciare a parte della pretesa se riconosce gli errori, a seguito di prove fornite dal contribuente o di orientamenti giurisprudenziali favorevoli.
2.6 Notifica della cartella e riscossione
Se l’accertamento diventa definitivo (perché non impugnato o dopo sentenza sfavorevole), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione emette la cartella di pagamento. La cartella riporta l’imposta, gli interessi e le sanzioni e dà al contribuente 60 giorni per pagare. Trascorso questo termine, l’Agente può avviare azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi). Durante questo periodo è possibile:
- Presentare domanda di rateizzazione: fino a 10 anni (120 rate) se il debitore dimostra la temporanea difficoltà economica.
- Aderire a procedure di definizione agevolata (rottamazioni): se previste dalla legge in vigore (si veda oltre).
In caso di irregolarità nella notifica della cartella o di prescritto, si può ricorrere entro 60 giorni dalla notifica presso il giudice competente.
3. Difese e strategie legali per i noleggiatori di scooter
Il contribuente ha a disposizione diversi strumenti difensivi per contrastare un accertamento. Di seguito analizziamo le principali strategie, con particolare riferimento al settore del noleggio scooter.
3.1 Contestare la violazione del contraddittorio
Il rispetto del contraddittorio preventivo è condizione di legittimità dell’accertamento. Se l’atto è stato emesso prima del termine di 60 giorni o senza concedere al contribuente la possibilità di prendere visione della bozza, è possibile eccepire la nullità dell’atto in ricorso. La Cassazione n. 287/2025 ha confermato che l’amministrazione non può accelerare i tempi salvo casi di urgenza motivata .
Consigli pratici:
- verificare la data del PVC e quella dell’avviso; se l’atto è notificato prima che siano trascorsi 60 giorni, la violazione è evidente;
- verificare se l’avviso riporta il riferimento al contraddittorio e alle memorie presentate;
- allegare al ricorso la prova dell’invio delle osservazioni e la copia delle ricevute di consegna (PEC).
3.2 Contestare la motivazione e la prova dell’antieconomicità
Quando l’accertamento si basa su presunzioni di antieconomicità, l’ufficio deve fornire elementi gravi, precisi e concordanti (es. perdite pluriennali, costi sproporzionati, prelievi in contanti). Dopo il D.Lgs. 219/2023 l’atto deve contenere una ricostruzione puntuale dei ricavi e delle spese; non è sufficiente riportare frasi generiche. L’ordinanza n. 26182/2025 ha ribadito che il contribuente può ribaltare la presunzione dimostrando la crisi di settore, gli investimenti iniziali o eventi straordinari .
Per i noleggiatori di scooter è rilevante dimostrare:
- Stagionalità dell’attività: in molte località turistiche i ricavi sono concentrati in alcuni mesi; l’assenza di ricavi in altri periodi non implica antieconomicità.
- Costi di manutenzione e assicurazione: i costi fissi per assicurazioni RC, bollo, manutenzione e deposito dei mezzi possono essere elevati. Documentarli (fatture, contratti) serve a giustificare la sproporzione apparente tra ricavi e costi.
- Acquisto di flotte: l’acquisto o la locazione di scooter comporta investimenti notevoli. Durante la fase iniziale l’attività può chiudere in perdita; è necessario dimostrare piani aziendali e prospetti di ammortamento.
In sede di contraddittorio e di ricorso è utile allegare dati economici e studi di settore, nonché far emergere che il confronto con soggetti comparabili non tenga conto delle specificità del territorio. Il settore del noleggio è spesso influenzato da fattori esterni (cambiamenti climatici, pandemia, normative sulle ZTL) che incidono sui ricavi.
3.3 Dimostrare la deducibilità dei costi e la detrazione dell’IVA
Per il noleggio di scooter, la deducibilità dei costi e la detrazione dell’IVA rappresentano spesso la posta più rilevante dell’accertamento. È necessario:
- Documentare l’utilizzo esclusivo dei mezzi: conservare contratti di noleggio, fotografie dei mezzi con la livrea della società, contratti di parcheggio, polizze assicurative che attestino l’uso imprenditoriale.
- Separare l’uso personale: se i soci o gli amministratori utilizzano i mezzi per fini privati, occorre registrare tali utilizzi e fatturare le prestazioni. In mancanza, l’Agenzia potrebbe presumere l’uso promiscuo e disconoscere la deduzione totale.
- Applicare i limiti del TUIR: per eventuali veicoli utilizzati dal personale (auto di cortesia o mezzi di servizio) non direttamente adibiti al noleggio, ricordare il limite del 20% (o 80% per gli agenti) e la soglia di costo .
- Detrazione IVA integrale solo per i mezzi a noleggio: per i mezzi utilizzati esclusivamente per l’attività di noleggio la detrazione è al 100%, mentre per gli altri la percentuale è del 40% .
Dimostrare l’esclusività d’uso consente di evitare contestazioni sull’IVA detraibile. In caso di controllo, allegare un registro di consegna dei mezzi ai clienti, e i file di tracking (ad esempio, se usate sistemi GPS) può rafforzare la prova.
3.4 Proporre l’accertamento con adesione
Quando le pretese fiscali sono fondate su errori formali o su calcoli discutibili, l’accertamento con adesione può essere vantaggioso. Permette di negoziare con l’ufficio una definizione delle maggiori imposte ed evitare il contenzioso, con sanzioni ridotte a un terzo e pagamento rateale . Per i noleggiatori di scooter, l’adesione può essere utile per:
- contestare solo una parte delle pretese (ad esempio, limitare la deduzione dei costi ma confermare le presunzioni di antieconomicità);
- evitare l’anticipazione delle sanzioni e degli interessi;
- ottenere tempi più lunghi per il pagamento (fino a un massimo di 8 rate trimestrali o 12 rate per importi elevati).
L’adesione deve essere richiesta entro 30 giorni dall’avviso. È consigliabile farsi assistere da un professionista per negoziare le riduzioni sulla base di precedenti giurisprudenziali e dimostrare l’insussistenza di alcune violazioni.
3.5 Contestare la mancata deduzione dei costi in accertamento induttivo
Come evidenziato dalla Cassazione (ordinanza n. 23741/2025), anche quando l’ufficio procede per accertamento induttivo deve dedurre una quota di costi necessari alla produzione del reddito . Se l’avviso non considera tali costi, il contribuente può eccepire la violazione del principio di capacità contributiva (art. 53 Cost.). Per i noleggiatori:
- si può dimostrare che i costi di manutenzione, assicurazione e ammortamento sono imprescindibili per svolgere l’attività;
- anche se l’Agenzia ricostruisce ricavi maggiori con metodi presuntivi, deve riconoscere una percentuale di costi; la mancata considerazione dei costi rende l’accertamento illegittimo.
3.6 Provare la crisi di liquidità per i debiti tributari
La giurisprudenza penale (Cassazione n. 16526/2025) riconosce che l’omesso versamento dell’IVA o delle ritenute può non essere punibile se il contribuente dimostra una situazione di crisi di liquidità non transitoria e l’assenza di colpa . Sebbene questa sentenza riguardi il diritto penale tributario, il principio è invocabile anche in sede amministrativa per ottenere riduzioni delle sanzioni.
Documentare la crisi richiede:
- bilanci che mostrino perdite continue;
- estratti conto bancari che attestino l’assenza di liquidità al momento della scadenza del versamento;
- prove di eventi straordinari (calamità naturali, pandemia, furti dei mezzi) che hanno inciso sul cash flow.
3.7 Rottamazione quater e definizioni agevolate
La Legge n. 197/2022 (legge di Bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater delle cartelle esattoriali. Questa misura permette di estinguere i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 versando solo il capitale e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni. Il termine per aderire era il 30 aprile 2023, prorogato per alcune zone alluvionate fino al 2 ottobre 2023. Un emendamento al decreto Milleproroghe, approvato definitivamente il 20 febbraio 2025, consente ai decaduti di presentare domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025 . Grazie a questa misura è possibile regolarizzare le cartelle con rate fino a 5 anni .
Per i noleggiatori di scooter, aderire alla rottamazione consente di:
- evitare azioni esecutive su beni e conti;
- pagare un importo ridotto eliminando interessi e aggio ;
- riprendere l’attività con un piano sostenibile.
3.8 Piani del consumatore e procedure di sovraindebitamento (L. 3/2012)
Se il debito fiscale è molto elevato e l’imprenditore non riesce a farvi fronte, è possibile ricorrere alle procedure di sovraindebitamento disciplinate dalla Legge 3/2012. In particolare:
- Piano del consumatore (artt. 12-bis e 12-ter L. 3/2012): riservato alla persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività professionale. Il giudice omologa il piano anche senza consenso dei creditori se il debitore dimostra correttezza e capacità di rispettare la proposta. Il termine tra la presentazione della proposta e l’udienza non può superare 60 giorni e l’omologazione deve intervenire entro sei mesi . Durante la procedura il giudice può sospendere le esecuzioni e, se il piano è omologato, tutti i procedimenti esecutivi vengono bloccati.
- Accordo di composizione della crisi: applicabile anche a piccoli imprenditori. Richiede il consenso della maggioranza dei creditori e produce effetti analoghi al concordato preventivo. Prevede la possibilità di suddividere le somme dovute in un piano pluriennale.
- Liquidazione del patrimonio: quando il debitore non può proporre un piano, può cedere i propri beni ai creditori con liberazione dai debiti residui.
L’Avv. Monardo, come gestore della crisi da sovraindebitamento e fiduciario di un OCC, assiste i debitori nella predisposizione del piano, nella raccolta della documentazione e nell’udienza di omologazione. Tale procedura può bloccare pignoramenti e ipoteche, consentendo di ripartire con l’attività.
4. Strumenti alternativi e agevolazioni fiscali
Oltre alle strategie difensive e alle procedure tradizionali, il legislatore ha previsto strumenti che consentono di definire i debiti in modo agevolato. Di seguito riepiloghiamo le principali misure attivabili nel 2025.
4.1 Definizione agevolata delle liti pendenti
Il decreto legislativo 119/2023 (cosiddetta “tregua fiscale”) ha introdotto la possibilità di chiudere le liti pendenti con l’Agenzia delle Entrate mediante il pagamento di una somma ridotta. In particolare, per le controversie pendenti al 31 gennaio 2023 di valore non superiore a 50.000 euro, è possibile definire la lite versando:
- il 40% delle imposte accertate se si tratta di primo grado;
- il 15% se il contribuente ha già vinto in primo grado;
- il 5% se ha vinto in appello.
Nel 2025 sono in corso nuovi dibattiti parlamentari per estendere questa misura anche alle liti pendenti al 1° gennaio 2024. È opportuno monitorare gli aggiornamenti normativi.
4.2 Conciliazione e reclamo-mediazione
Per gli avvisi di accertamento notificati a partire dal 2018, è previsto l’istituto del reclamo-mediazione per gli importi fino a 50.000 euro. Il contribuente presenta un reclamo all’ufficio che ha emanato l’atto, proponendo il pagamento di una somma ridotta. L’ufficio, valutato il reclamo, può accogliere la proposta, riducendo le sanzioni al 35%. Se il reclamo viene rigettato o non risposto, il ricorso prosegue automaticamente.
4.3 Sospensione dei termini per calamità e emergenze
In caso di calamità naturali o emergenze sanitarie (come la pandemia), il legislatore ha previsto la sospensione o la proroga dei termini per pagamenti e impugnazioni. Ad esempio, per i soggetti residenti nei comuni colpiti dall’alluvione dell’Emilia-Romagna, i termini della rottamazione quater sono stati prorogati di tre mesi . In caso di eventi straordinari che colpiscono il parco scooter (ad esempio, un’alluvione che danneggia i veicoli), è opportuno verificare se sono previste sospensioni degli adempimenti fiscali.
4.4 Piano di rateizzazione ordinario e straordinario
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di rateizzare le somme iscritte a ruolo:
- piano ordinario: fino a 72 rate mensili (6 anni) per debiti fino a 120.000 euro senza presentare documentazione di situazione economica;
- piano straordinario: fino a 120 rate mensili (10 anni) se la rata minima è superiore al 20% del reddito mensile. Occorre presentare l’ISEE per persone fisiche o documentazione contabile per imprese.
Per i noleggiatori di scooter può essere utile chiedere la rateizzazione se il debito è relativo a cartelle esattoriali non incluse nella rottamazione.
4.5 Crediti d’imposta e bonus
L’attività di noleggio può usufruire di crediti d’imposta (ad esempio, per l’acquisto di veicoli elettrici o per le spese di sanificazione), riducendo l’onere fiscale. È importante compilare correttamente i modelli F24 e conservare la documentazione per evitare contestazioni.
5. Errori comuni da evitare e consigli pratici
Gestire un accertamento richiede attenzione e competenza. Ecco alcuni errori frequenti rilevati nella pratica, con i consigli per evitarli.
- Ignorare il PVC: non leggere il verbale o non rispondere entro 60 giorni porta alla perdita del diritto di difesa e rende l’accertamento quasi automatico. Agire subito consente di fornire spiegazioni e ridurre le pretese.
- Non conservare la documentazione: in molti casi il contribuente non conserva i contratti di noleggio o le ricevute di pagamento. In assenza di prove l’ufficio presume l’uso promiscuo dei mezzi. Bisogna conservare i documenti per 10 anni.
- Usare i mezzi in modo promiscuo senza fatturare: se i soci o i dipendenti utilizzano gli scooter per scopi privati senza pagare un corrispettivo, la deduzione integrale non è ammessa. Occorre emettere una fattura per l’uso personale e registrarla.
- Sottovalutare l’antieconomicità: chi gestisce un noleggio spesso ritiene di poter dichiarare perdite per anni, ma la Cassazione considera le perdite pluriennali come indizio di evasione. È opportuno dimostrare la ragionevolezza del business plan.
- Non considerare la deduzione dei costi in accertamento induttivo: molti contribuenti accettano l’accertamento induttivo senza eccepire la deduzione dei costi. È invece un diritto garantito dalla giurisprudenza .
- Presentare ricorso senza professionista: la materia è complessa; errori procedurali (es. notifica errata, mancanza di procura, mancanza di prova del deposito) possono portare all’inammissibilità. Affidarsi a un avvocato e un commercialista esperti aumenta le probabilità di successo.
- Pagare senza verificare la rottamazione: molti contribuenti pagano la cartella interamente senza verificare se possono aderire alla rottamazione. È sempre consigliabile chiedere una consulenza per valutare la definizione agevolata.
- Omettere la crisi di liquidità: non dimostrare la crisi può aggravare le sanzioni. Preparare un fascicolo con bilanci e prove di crisi permette di chiedere la riduzione delle sanzioni o l’esdebitazione.
- Non monitorare le scadenze: scordare la scadenza della rata della rottamazione o della rateizzazione comporta la decadenza immediata dal beneficio . Utilizzare un calendario fiscale o affidarsi a un professionista evita dimenticanze.
- Tralasciare le procedure di sovraindebitamento: molti imprenditori ignorano la possibilità di accedere al piano del consumatore o all’accordo di composizione. Queste procedure possono salvare l’azienda e liberare dai debiti residui.
6. Tabelle riepilogative
Le tabelle seguenti sintetizzano le principali norme e strumenti difensivi.
Tabella 1 – Tipologie di accertamento (art. 39 DPR 600/73)
| Tipo di accertamento | Presupposti | Note |
|---|---|---|
| Analitico | Divergenza tra dichiarazione e bilancio; errata applicazione del TUIR | Basato su elementi analitici delle scritture contabili |
| Analitico‑induttivo | Presunzioni gravi, precise, concordanti; antieconomicità | Occorre motivazione dettagliata; il contribuente può fornire spiegazioni |
| Induttivo puro | Omessa dichiarazione; mancata tenuta dei registri; contabilità inattendibile | Ricostruzione del reddito esclusivamente per via induttiva |
Tabella 2 – Deduzioni e detrazioni per veicoli
| Norma | Oggetto | Quota deducibile/detraibile | Limiti |
|---|---|---|---|
| Art. 164 TUIR | Costi per veicoli come beni strumentali | 100% se uso esclusivo; 20% se uso promiscuo; 80% per agenti | Costo massimo €25.822,84; per noleggio oltre €5.164,57 non deducibile oltre la soglia |
| Art. 19-bis1 DPR 633/72 | IVA su acquisto/noleggio di veicoli | 100% se uso esclusivo; 40% se uso promiscuo | Per veicoli < 3,5 t e max 8 posti |
| Art. 55 DPR 633/72 | Accertamento induttivo IVA | Ammissibile in caso di omissioni gravi; deduzione di versamenti e imposte detraibili【385227265380307†L106-L142】 | L’ufficio può anticipare l’accertamento se vi è pericolo per la riscossione |
Tabella 3 – Termini e rimedi
| Fase | Termine | Rimedio/azione |
|---|---|---|
| Osservazioni al PVC | 60 giorni | Presentare memorie difensive con documenti |
| Adesione all’avviso | 30 giorni dalla notifica | Richiedere accertamento con adesione per ridurre sanzioni |
| Ricorso | 60 giorni dalla notifica | Presentare ricorso presso la Commissione tributaria |
| Domanda di riammissione rottamazione quater | 30 aprile 2025 | Presentare via PEC domanda di riammissione per debiti decaduti |
| Omologazione del piano del consumatore | Max 6 mesi dalla proposta | Avviare procedura di sovraindebitamento con OCC |
7. Domande e risposte frequenti (FAQ)
- Cosa devo fare se ricevo un Processo Verbale di Constatazione (PVC)?
Occorre leggere attentamente il verbale e annotare la data di rilascio. Da quella data decorrono 60 giorni entro cui presentare osservazioni scritte. È consigliabile rivolgersi subito a un professionista per analizzare i rilievi e predisporre una memoria difensiva.
- Il contraddittorio è sempre obbligatorio?
Sì, a partire dal 2024 il contraddittorio di 60 giorni è la regola per tutti gli accertamenti, salvo quelli automatizzati o motivati da urgenza. La mancata osservanza rende l’atto annullabile.
- Posso dedurre interamente i costi degli scooter?
Sì, se gli scooter sono utilizzati esclusivamente per l’attività di noleggio; in tal caso i costi sono deducibili al 100% e l’IVA è detraibile integralmente. È importante dimostrare l’uso esclusivo.
- Cosa accade se utilizzo gli scooter anche a titolo personale?
Per i veicoli utilizzati in modo promiscuo la deduzione è limitata al 20% del costo (80% per agenti) e l’IVA è detraibile solo al 40%. È necessario fatturare l’uso personale e separare i costi.
- Se la mia attività ha perdite da più anni, rischio un accertamento?
Sì, le perdite pluriennali sono un indice di antieconomicità che può giustificare un accertamento analitico‑induttivo. Per difendersi bisogna dimostrare le cause delle perdite (investimenti, stagionalità, crisi economica).
- Cos’è l’accertamento con adesione e quando conviene?
È un istituto che consente di definire l’accertamento prima del contenzioso. L’ufficio e il contribuente si accordano sull’ammontare delle imposte e sulle sanzioni, che sono ridotte a un terzo. Conviene quando gli importi contestati sono fondati ma è possibile ottenere una riduzione e dilazione del pagamento.
- Quanto tempo ho per presentare ricorso?
Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso. Se prima si propone l’accertamento con adesione, il termine resta sospeso per la durata della procedura.
- Cosa succede se non pago la cartella di pagamento?
Trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere con azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi). È possibile chiedere la rateizzazione o aderire alla rottamazione, se disponibile.
- Cos’è la rottamazione quater?
È una definizione agevolata delle cartelle affidate dal 2000 al 2022 che consente di pagare solo il capitale e le spese, senza interessi e sanzioni. Nel 2025 i contribuenti decaduti possono chiedere la riammissione entro il 30 aprile.
- Posso impugnare l’accertamento se non ho ricevuto il PVC?
- Sì, la mancata notifica del PVC costituisce violazione del contraddittorio e dell’art. 6-bis dello Statuto; l’accertamento può essere annullato. È necessario provare l’omissione tramite le ricevute di notifica.
- È possibile sospendere le esecuzioni durante la procedura di sovraindebitamento?
- Sì. Il giudice può sospendere le esecuzioni e i pignoramenti finché non viene deciso sulla proposta di piano del consumatore. Con l’omologazione, le esecuzioni restano bloccate.
- I costi del carburante sono deducibili?
- Sì, per i veicoli utilizzati esclusivamente nell’attività, i costi del carburante e della manutenzione sono integralmente deducibili e l’IVA è detraibile al 100% (nell’ambito del tetto complessivo dei costi dei veicoli).
- Cosa succede se l’accertamento è induttivo ma non mi riconoscono i costi?
- Occorre contestare la mancata deduzione dei costi essenziali. La Cassazione ha stabilito che anche nell’accertamento induttivo l’ufficio deve dedurre una quota di costi per rispettare il principio di capacità contributiva.
- Posso rateizzare l’importo concordato nell’adesione?
- Sì, il pagamento può essere rateizzato; il numero di rate varia in base all’importo dovuto (fino a otto rate trimestrali per imposte dirette e fino a dodici rate per IVA). La rateizzazione comporta interessi legali.
- Qual è la differenza tra piano del consumatore e accordo di composizione?
- Il piano del consumatore non richiede il consenso dei creditori ed è riservato alle persone fisiche che agiscono per scopi non professionali. L’accordo di composizione della crisi richiede invece l’approvazione dei creditori e può essere utilizzato anche da piccoli imprenditori.
- Se l’appello introduce nuove eccezioni, cosa accade?
- Ai sensi dell’art. 57 del D.Lgs. 546/1992 le eccezioni nuove in appello sono inammissibili. Se il contribuente o l’ufficio sollevano argomenti non trattati in primo grado, il giudice dovrà dichiararne l’inammissibilità.
- Posso chiedere l’esdebitazione dei debiti fiscali?
- Sì, al termine della liquidazione del patrimonio o del piano del consumatore è possibile ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui. È necessario dimostrare la completa cooperazione e l’assenza di frode.
- I contratti di noleggio devono essere depositati?
- Non esiste l’obbligo di depositare i contratti presso l’Agenzia, ma è consigliabile predisporre un archivio con i contratti firmati dai clienti, la durata, la tariffa e il numero di telaio del veicolo. Questi documenti saranno utili in caso di controllo.
- Le procedure di sovraindebitamento coprono anche i debiti previdenziali?
- Sì, i debiti verso l’INPS e altri enti previdenziali possono essere inclusi nel piano del consumatore o nell’accordo di composizione, salvo quelli derivanti da omissione di versamenti previdenziali che hanno natura penale.
- Come posso contattare l’Avv. Monardo?
- È possibile inviare una richiesta attraverso il modulo di contatto presente alla fine di questo articolo o chiamare lo studio al numero indicato. L’Avv. Monardo e il suo staff saranno lieti di offrire una valutazione gratuita del caso e proporre una strategia personalizzata.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere meglio l’impatto delle diverse scelte difensive, proponiamo alcune simulazioni che riguardano un’impresa di noleggio scooter.
8.1 Simulazione n. 1 – Contestazione sulla detrazione IVA
Scenario:
- L’impresa “Noleggio X” possiede 20 scooter, tutti utilizzati per il noleggio a breve termine. Durante un controllo, l’Agenzia contesta la detrazione totale dell’IVA e applica la limitazione al 40% prevista dall’art. 19‑bis1 DPR 633/72, supponendo un uso promiscuo.
Dati:
- Prezzo di acquisto scooter (IVA inclusa): €4.000 ciascuno; IVA al 22% (€720 per veicolo). Totale IVA: €14.400.
- L’Agenzia consente la detrazione di €5.760 (40% di €14.400). Il contribuente ha detratto €14.400.
- Differenza IVA detratta indebitamente: €8.640.
- Sanzione: 30% dell’imposta (stima ridotta).
Difesa:
- Dimostrazione dell’uso esclusivo: presentazione dei contratti di noleggio, delle licenze comunali, delle polizze assicurative e del registro di utilizzo dei veicoli. Si sottolinea che la società non dispone di autorimessa privata per uso personale e che i soci utilizzano auto proprie.
- Richiamo normativo: l’art. 19-bis1 consente la detrazione integrale per i veicoli destinati a noleggio .
Esito possibile:
- L’ufficio accetta le spiegazioni durante il contraddittorio e annulla la ripresa. In caso contrario, in adesione si può concordare la detrazione al 100% senza sanzioni o, al massimo, ridurle a un terzo.
8.2 Simulazione n. 2 – Accertamento analitico‑induttivo per antieconomicità
Scenario:
- L’Agenzia notifica un avviso di accertamento a “ScooterRent Srl” contestando ricavi non dichiarati basati sull’antieconomicità: la società ha dichiarato ricavi per €80.000 e costi per €120.000, evidenziando una perdita di €40.000 per il 2023 e perdite anche nei due anni precedenti.
Dati forniti dall’Agenzia:
- Numero di scooter: 30.
- Noleggi medi dichiarati: 300 giornate annue.
- Tariffa media di mercato: €30 al giorno.
- Ricavo potenziale stimato: 30 scooter × 300 giornate × €30 = €270.000.
- Ricavi dichiarati: €80.000.
- Ricavo non dichiarato presunto: €190.000.
Impugnazione:
- Analisi del settore: l’impresa dimostra che la stagione 2023 è stata condizionata da un’alluvione che ha distrutto 10 scooter per tre mesi e ridotto la domanda. Allega perizie dell’assicurazione e dati meteorologici.
- Conti economici dettagliati: produce un prospetto con i ricavi effettivi per ciascun mese, le cancellazioni, le tariffe promozionali e gli sconti concessi a gruppi turistici. Il fatturato medio reale per scooter è di €3.000, coerente con i ricavi dichiarati.
- Costi sostenuti: fornisce fatture per manutenzione, carburante, assicurazioni e ammortamenti, provando che le spese elevate derivano dall’acquisto di scooter elettrici per adeguarsi alle nuove norme ambientali.
Possibili risultati:
- In sede di accertamento con adesione, l’ufficio può riconoscere una parte dei costi e ridurre i ricavi presunti a €120.000. Con sanzioni ridotte a un terzo, il carico finale può scendere a €20.000.
- In sede di ricorso, il giudice può annullare l’accertamento se riconosce la sufficienza delle prove e la mancanza di presunzioni gravi, precise e concordanti.
8.3 Simulazione n. 3 – Rottamazione quater e riammissione
Scenario:
- Il titolare dell’impresa “RentScooter” ha cartelle esattoriali per IVA e IRPEF relative agli anni 2015-2018 per un totale di €50.000 (capitale), €15.000 (sanzioni) e €10.000 (interessi). Ha aderito alla rottamazione quater nel 2023 ma non ha pagato due rate scadute nel 2024, decadendo dal beneficio.
Dati:
- Capitale: €50.000; Sanzioni: €15.000; Interessi: €10.000; Totale dovuto senza rottamazione: €75.000.
- Rottamazione quater: capitale + spese notifica (€500) = €50.500. Rate previste: 18 rate.
Riammissione 2025:
- L’emendamento al decreto Milleproroghe permette la riammissione entro il 30 aprile 2025 .
- Il contribuente presenta domanda e versa le rate scadute entro la nuova scadenza.
Risparmio:
- Debito iniziale €75.000 → Debito definito €50.500.
- Riduzione di €24.500 (sanzioni e interessi). Rate da €2.805,56 circa (con tasso 2% annuo) da versare in cinque anni.
Commento:
Questa simulazione mostra come la rottamazione quater può abbattere sensibilmente l’esposizione debitoria e come la riammissione 2025 sia un’ultima occasione per chi è decaduto. Tuttavia, è indispensabile rispettare scrupolosamente le scadenze per evitare la decadenza definitiva.
9. Conclusione
L’attività di noleggio scooter, pur avendo un notevole potenziale economico, è soggetta a controlli fiscali stringenti. L’accertamento fiscale può derivare da errori formali (mancata fatturazione, registri incompleti) o da valutazioni discrezionali dell’amministrazione (antieconomicità, uso promiscuo dei mezzi). Conoscere diritti e doveri del contribuente è la prima arma per difendersi.
In questo articolo abbiamo analizzato il quadro normativo (Statuto del contribuente, DPR 600/73, DPR 633/72, D.Lgs. 218/97, D.Lgs. 546/92), le principali sentenze della Cassazione e le procedure di difesa. Abbiamo visto che:
- il contraddittorio di 60 giorni è un diritto fondamentale che, se violato, comporta la nullità dell’accertamento ;
- l’Agenzia deve motivare in modo dettagliato l’accertamento e basarlo su presunzioni gravi, precise e concordanti ;
- i costi e l’IVA per i veicoli destinati al noleggio sono integralmente deducibili e detraibili, purché l’uso sia esclusivo ;
- la giurisprudenza riconosce il diritto alla deduzione dei costi anche negli accertamenti induttivi ;
- esistono strumenti deflattivi e agevolativi (adesione, rottamazione quater, definizione delle liti) che consentono di chiudere le controversie in modo conveniente.
Agire tempestivamente e con l’assistenza di un professionista qualificato è essenziale per impostare la difesa. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono specializzati in diritto tributario e bancario, con competenze specifiche nella gestione della crisi da sovraindebitamento e nelle procedure di negoziazione assistita. Coordinando commercialisti e consulenti del lavoro, lo studio offre un supporto a 360°: dalla fase di analisi dell’atto alla predisposizione del ricorso, dalla trattativa con l’Agenzia delle Entrate alla predisposizione di piani del consumatore.
Se hai ricevuto un avviso di accertamento o una cartella esattoriale riguardante la tua attività di noleggio scooter, non aspettare che le sanzioni diventino definitive. 📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: insieme al suo staff di avvocati e commercialisti potrà valutare la tua situazione, impostare la difesa più efficace e salvaguardare il tuo patrimonio. Ogni giorno guadagnato nella tutela dei tuoi diritti può fare la differenza tra la sopravvivenza e la cessazione della tua impresa.