Accertamento fiscale a un centro di car detailing: come difendersi subito e bene

Introduzione

Gestire un centro di car detailing significa prendersi cura dell’immagine dei veicoli, ma comporta anche obblighi fiscali molto rigorosi. Nei settori artigianali e di servizi, dove i pagamenti sono spesso in contanti e la clientela è variegata, un accertamento fiscale può cogliere di sorpresa anche il professionista più scrupoloso. Ricevere la visita di funzionari dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza e dover gestire verbali, controlli di cassa e richieste documentali non è raro; in caso di errori o omissioni, le sanzioni possono essere pesanti. Comprendere come difendersi efficacemente sin dalla prima notifica è fondamentale per tutelare l’attività, evitare contestazioni infondate e, se necessario, definire il debito con strumenti agevolativi.

In questa guida approfondita esploreremo il quadro normativo e giurisprudenziale in materia di controlli fiscali, delineando i diritti del contribuente, le procedure da seguire e le strategie difensive per i titolari di centri di car detailing. Mostreremo come sfruttare gli strumenti di rottamazione dei debiti, rateizzazione e le procedure di composizione della crisi, evidenziando errori comuni e soluzioni pratiche. L’obiettivo è fornire un manuale operativo aggiornato, con un taglio professionale, orientato alla soluzione e sempre dal punto di vista del contribuente, affinché l’imprenditore possa giocare d’anticipo e non subire passivamente le iniziative dell’Amministrazione.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti hanno maturato una vasta esperienza nell’assistere centri di car detailing e piccole imprese durante verifiche fiscali ed esecutive. Cassazionista con abilitazione alle giurisdizioni superiori, l’Avv. Monardo coordina professionisti esperti in diritto bancario e tributario a livello nazionale. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Queste competenze consentono allo studio di offrire un’analisi completa degli atti impositivi, elaborare ricorsi mirati, richiedere sospensioni giudiziali, negoziare con l’ente creditore e predisporre piani di rientro o soluzioni di esdebitazione.

Se hai appena ricevuto un avviso di accertamento, un processo verbale di constatazione o temi di poter essere sottoposto a verifica, non aspettare che le conseguenze diventino irreversibili. Una consulenza tempestiva può fare la differenza tra l’annullamento dell’atto, la riduzione del debito o l’avvio di azioni esecutive come pignoramenti e ipoteche. L’Avv. Monardo e il suo team sono pronti a fornire una valutazione immediata e personalizzata, individuando le migliori strategie per difenderti.

📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

Contesto normativo e giurisprudenziale

Le garanzie dello Statuto del contribuente

La normativa di riferimento in tema di controlli fiscali è contenuta principalmente nello Statuto dei diritti del contribuente (Legge n. 212/2000), nel D.P.R. n. 633/1972 in materia di IVA e nel D.P.R. n. 600/1973 sull’accertamento delle imposte sui redditi. L’articolo 12 dello Statuto, in particolare, regola le modalità dei controlli sul luogo di esercizio dell’attività e riconosce al contribuente numerosi diritti:

  • Gli accessi e le verifiche devono essere giustificati da esigenze effettive di indagine e condotti nel rispetto della privacy, riducendo al minimo i disagi per l’impresa .
  • Prima dell’inizio della verifica, i funzionari devono informare il contribuente dei motivi dell’accesso e dei diritti che gli spettano; il soggetto può farsi assistere da un professionista di fiducia .
  • La presenza dei verificatori nei locali dell’impresa non può protrarsi oltre 30 giorni lavorativi complessivi, anche non consecutivi, prorogabili in presenza di particolari esigenze motivate .
  • Nel corso dell’accesso o ispezione deve essere redatto un verbale delle operazioni compiute, con consegna di copia al contribuente ; dal rilascio del verbale decorre un termine di sessanta giorni prima dell’emissione dell’avviso di accertamento per consentire al contribuente di presentare osservazioni e memorie .
  • Grazie alla riforma attuata con il D.Lgs. n. 219/2023, lo Statuto è stato arricchito dall’articolo 6‑bis, che prevede un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo: l’Amministrazione deve inviare al contribuente uno schema d’atto prima di emettere un provvedimento impositivo, concedendo non meno di sessanta giorni per formulare osservazioni e produrre documenti . L’atto definitivo non può essere emesso prima della scadenza del termine e, se le scadenze rischiano di interferire con i termini di decadenza, l’Amministrazione è tenuta a prorogarli .
  • L’articolo 12, comma 7, che sanciva la moratoria di 60 giorni dopo il verbale, è stato abrogato dall’articolo 1, comma 1, lettera o) del citato decreto , ma la garanzia è stata trasfusa nel nuovo obbligo generalizzato di contraddittorio.

La legge n. 108/2025 di conversione del D.L. n. 84/2025 ha ulteriormente rafforzato queste garanzie, recependo le indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Italgomme. A partire dal 2 agosto 2025, gli atti di autorizzazione agli accessi e i verbali devono indicare e motivare in modo specifico le circostanze e le condizioni che hanno giustificato l’accesso . L’obiettivo è evitare che l’Amministrazione disponga di un potere discrezionale illimitato nell’effettuare i controlli . Le nuove disposizioni si applicano agli atti redatti dopo l’entrata in vigore della legge di conversione .

Accessi, ispezioni e controlli secondo il D.P.R. 633/1972

L’articolo 52 del D.P.R. n. 633/1972 disciplina l’accesso ai locali dell’impresa ai fini IVA. Le principali regole sono le seguenti:

DisposizioneSintesi
AutorizzazioneGli uffici possono autorizzare il personale ad accedere ai locali dell’impresa per controllare i registri e le scritture contabili. Se i locali hanno anche uso abitativo, è necessaria l’autorizzazione del pubblico ministero .
Assistenza del professionistaL’accesso agli studi professionali deve avvenire in presenza del titolare o di un suo delegato .
Verbale di accessoPer ogni accesso deve essere redatto un verbale che attesti le operazioni compiute e i documenti acquisiti; la mancata consegna del verbale comporta l’illegittimità dell’accertamento .
Limiti alle perquisizioniLa perquisizione di locali diversi dalla sede dell’impresa richiede gravi indizi di violazioni tributarie e l’autorizzazione del procuratore della Repubblica, motivata e non generica .

L’articolo 32 del D.P.R. n. 600/1973 prevede che l’Amministrazione possa richiedere al contribuente chiarimenti e documenti, ma in caso di accertamento a tavolino (cioè senza accesso fisico ai locali) non opera il termine dilatorio di 60 giorni, come ribadito dalla Cassazione . La distinzione tra accertamento a tavolino e accertamento con accesso è fondamentale, perché solo nel secondo caso devono essere rispettate le garanzie dell’articolo 12.

Giurisprudenza recente

La Corte di cassazione ha sviluppato una ricca giurisprudenza sulle garanzie del contraddittorio e sui vizi dell’accertamento. Alcune pronunce chiave del 2025 offrono indicazioni pratiche per i contribuenti.

Irrevocabilità del termine di 60 giorni dopo il verbale

Con la sentenza n. 287/2025, la Cassazione ha ribadito che il termine di 60 giorni tra il verbale di chiusura delle operazioni e l’avviso di accertamento costituisce una garanzia essenziale: l’Amministrazione non può emettere l’atto prima della scadenza, salvo comprovate ragioni di urgenza. La Corte ha sottolineato che il termine favorisce il pieno dispiegarsi del diritto di difesa e non può essere eluso .

Prova di resistenza e tributi armonizzati

La sentenza delle Sezioni Unite n. 21271/2025 ha introdotto il principio della prova di resistenza: nei casi in cui l’Amministrazione non abbia rispettato il contraddittorio, l’atto impositivo non è automaticamente nullo. Il contribuente deve dimostrare quali argomentazioni avrebbe potuto formulare se fosse stato ascoltato, provando che esse non sarebbero state pretestuose . Questo onere riguarda soprattutto i tributi armonizzati (come l’IVA), poiché la violazione del contraddittorio determina la nullità dell’atto solo se il contribuente dimostra un concreto pregiudizio .

Accessi a domicilio e necessità di “gravi indizi”

La ordinanza n. 25049/2025 ha sancito che, in caso di accesso domiciliare, la legittimità dell’autorizzazione dipende dall’esistenza di gravi indizi di violazioni tributarie e dalla motivazione specifica. I giudici devono verificare che l’Amministrazione produca la richiesta alla Procura; in caso contrario, l’autorizzazione e l’accertamento risultano nulli .

Accertamento a tavolino e assenza di obbligo di contraddittorio

L’ordinanza n. 2795/2025 ha chiarito che, prima dell’introduzione dell’articolo 6‑bis, non esisteva un obbligo generalizzato di contraddittorio per i tributi non armonizzati (IRPEF e IRAP); il contraddittorio era richiesto solo nelle ipotesi espressamente previste dalla legge. La Corte ha ricordato che, se l’accertamento è «a tavolino», ovvero si fonda su indagini documentali e non su accesso ai locali, l’Amministrazione non deve rispettare il termine di 60 giorni . Tuttavia, per l’IVA (tributo armonizzato), permane l’obbligo di contraddittorio con la prova di resistenza .

Le criticità evidenziate dalla Corte EDU – Caso Italgomme

Nel 2023 la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha condannato l’Italia nel caso Italgomme S.r.l. c. Italia (ricorso n. 40193/2015), rilevando che la legislazione italiana accordava all’Amministrazione fiscale un potere discrezionale eccessivamente ampio negli accessi e nelle ispezioni, senza sufficienti garanzie procedurali. La Corte ha sottolineato che l’interferenza con il diritto al rispetto del domicilio e della vita privata (articolo 8 CEDU) deve essere «prevista dalla legge» e accompagnata da misure di controllo indipendenti . Nella fattispecie, i verificatori sequestrarono documenti e computer, protraendo il controllo per oltre un mese ; la Corte ritenne che il quadro normativo italiano non offrisse “garanzie adeguate ed effettive” per prevenire abusi. Proprio per dare attuazione a questa pronuncia, il legislatore è intervenuto con il D.L. 84/2025, imponendo l’obbligo di motivare gli accessi e di indicare perché l’accesso sia indispensabile .

Definizione agevolata e rottamazione quater

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto strumenti di definizione agevolata delle cartelle esattoriali che possono rivelarsi utili anche per i titolari di centri di car detailing. La rottamazione quater, prevista dalla legge di Bilancio 2023 e prorogata fino al 2027, consente di pagare i debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione senza interessi e sanzioni, limitando il pagamento al capitale e alle spese di notifica. La scadenza della rata di novembre 2025 è stata prorogata al 9 dicembre 2025 grazie alla tolleranza di cinque giorni ; i pagamenti effettuati entro quella data sono ritenuti tempestivi . Chi non paga entro il termine perde i benefici e torna a essere assoggettato a sanzioni e interessi . È possibile rientrare nella rottamazione anche se si è decaduti, grazie alla Legge n. 15/2025 (decreto Milleproroghe), che permette la riammissione versando gli arretrati .

Rateizzazione delle cartelle di pagamento

Accanto alla definizione agevolata, la normativa prevede la possibilità di ottenere un piano di rateizzazione ordinario per i debiti iscritti a ruolo. Dal 1º gennaio 2025 le regole sono state semplificate: per debiti fino a 120.000 euro il contribuente può presentare una semplice richiesta e ottenere fino a 84 rate; se allega la documentazione che prova lo stato di difficoltà può arrivare fino a 120 rate mensili . Per debiti superiori a 120.000 euro è sempre necessario documentare la crisi per accedere a un piano decennale da 120 rate . La decadenza dal piano avviene se si saltano otto rate anche non consecutive; una sola proroga è ammessa, a condizione di non essere già decaduti .

Procedure di sovraindebitamento e esdebitazione

Per gli imprenditori individuali e i professionisti non fallibili (come molti titolari di centri di car detailing) la Legge n. 3/2012 e, oggi, il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza consentono di accedere a procedure di composizione della crisi che possono portare alla totale esdebitazione. Le principali procedure sono:

ProceduraDestinatariFinalità
Ristrutturazione dei debiti del consumatore (ex piano del consumatore)Consumatori, famiglie, professionisti non fallibiliRistrutturare i debiti, sospendere esecuzioni e mantenere i beni essenziali .
Concordato minorePiccoli imprenditori e professionistiConcordare con i creditori un piano sostenibile di pagamento .
Liquidazione controllataConsumatori e soggetti non fallibiliLiquidare i beni o anche solo lo stipendio, con possibilità di ottenere l’esdebitazione finale .

Queste procedure, attivabili tramite un Organismo di Composizione della Crisi, permettono di sospendere pignoramenti e aste immobiliari e, al termine, consentono la liberazione totale dai debiti . L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, può assistere il debitore nella scelta della procedura più adatta, predisponendo la documentazione necessaria e rappresentandolo dinanzi al Tribunale.

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto di accertamento

Quando un centro di car detailing riceve un atto impositivo o il processo verbale di constatazione (PVC), è essenziale seguire una procedura ben strutturata. Di seguito proponiamo una guida operativa in più fasi.

1. Verificare la regolarità della notifica e dell’atto

  1. Esamina la notifica: accertati che l’atto sia stato notificato correttamente tramite PEC o tramite raccomandata, con l’indicazione del soggetto notificante. Un vizio nella notifica può rendere annullabile l’accertamento.
  2. Verifica l’identità del firmatario: l’avviso deve essere sottoscritto dal dirigente competente. In caso di delega, la Cassazione ha chiarito che la delega di firma è un atto interno e non necessita dell’indicazione nominativa del delegato ; ciò non toglie che la delega debba esistere e poter essere prodotta in giudizio.
  3. Controlla la motivazione: dal 2 agosto 2025 i verbali e le autorizzazioni devono contenere una motivazione specifica, indicando perché l’accesso sia indispensabile . Se la motivazione è generica, si potrà eccepire la nullità dell’atto.

2. Valutare se l’accertamento deriva da accesso o da accertamento a tavolino

  • Se l’accertamento si fonda su un accesso in azienda, il verbale di chiusura delle operazioni deve essere consegnato e costituisce il punto di partenza del termine di 60 giorni per presentare osservazioni e memorie . Durante questi 60 giorni l’Amministrazione non può emettere l’avviso, salvo casi di urgenza motivati .
  • Se l’accertamento è a tavolino, basato su controlli documentali, non sussiste l’obbligo del termine dilatorio (Cassazione n. 2795/2025) . In questo caso si potrà contestare l’accertamento solo per altri vizi procedurali (ad esempio carenza di motivazione, errata quantificazione, illegittimità della delega).

3. Raccogliere documentazione e predisporre osservazioni

  • Richiedi copia del fascicolo: ai sensi dell’articolo 12, puoi richiedere di consultare o estrarre copia degli atti direttamente presso l’ufficio procedente .
  • Organizza la documentazione contabile: prepara registri IVA, fatture emesse e ricevute, dichiarazioni dei redditi, estratti conto bancari e ogni altro documento utile a dimostrare la regolarità dell’attività.
  • Predisponi osservazioni motivate: se il verbale contiene rilievi, formula controdeduzioni precise e documentate entro 60 giorni. Evidenzia errori nei calcoli, fatture non considerate, costi deducibili trascurati e allega prove documentali.

4. Presentare le osservazioni e richiedere il contraddittorio

  • Invia le memorie tramite PEC all’ufficio indicato nel verbale, conservando la prova di invio e ricezione. L’ufficio è tenuto a valutare le osservazioni e può convocare il contribuente per un contraddittorio.
  • Partecipa al contraddittorio: durante l’incontro con i verificatori puoi farti assistere da un professionista. Esponi le tue argomentazioni in modo chiaro; il contraddittorio è un’occasione per evitare l’emissione dell’avviso o per ridurre le contestazioni.

5. Ricezione dell’avviso di accertamento

Se, nonostante le osservazioni, l’ufficio emette l’avviso di accertamento:

  1. Verifica i termini: controlla che l’avviso non sia stato emesso prima della scadenza dei 60 giorni (quando si tratta di accessi) .
  2. Controlla il calcolo delle imposte e delle sanzioni: verifica il periodo d’imposta contestato, la corretta applicazione dell’IVA, la deducibilità dei costi e la percentuale delle sanzioni (in base all’articolo 1, comma 4 del D.Lgs. 472/1997 le sanzioni possono essere ridotte in caso di ravvedimento operoso).
  3. Valuta la convenienza dell’adesione: l’accertamento con adesione consente di definire l’atto con una riduzione delle sanzioni a un terzo. La richiesta deve essere presentata entro 30 giorni dalla notifica; la firma dell’accordo sospende i termini per l’impugnazione e blocca l’esecutività.
  4. Decidi se impugnare: se i rilievi sono infondati o l’atto presenta vizi, è opportuno presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica (termine sospeso per 90 giorni se hai attivato l’adesione). Valuta con il tuo legale se richiedere anche la sospensione cautelare del pagamento.

6. Strumenti di definizione e rateizzazione

  • Definizione agevolata (rottamazione): verifica se i debiti oggetto dell’avviso o della cartella rientrano tra quelli definibili con la rottamazione quater o la futura rottamazione quinquies. La definizione consente di pagare solo l’importo dovuto senza sanzioni e interessi . Rispetta le scadenze: la rata di novembre 2025 può essere pagata entro il 9 dicembre ; la decadenza scatta se non si paga entro il termine .
  • Rateizzazione: se la rottamazione non è possibile o se preferisci dilazionare l’importo residuo, presenta una richiesta di rateizzazione. Per debiti fino a 120.000 euro puoi ottenere 84 rate con semplice domanda o 85‑120 rate dimostrando difficoltà economica ; per debiti maggiori la documentazione è obbligatoria e il piano può arrivare a 120 rate . Ricorda che la decadenza scatta dopo otto rate non pagate .

7. Considerare le procedure di sovraindebitamento

Se l’ammontare delle imposte e delle sanzioni mette a rischio la continuità aziendale, valuta l’accesso a una procedura di sovraindebitamento. Le procedure di ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore o liquidazione controllata possono sospendere pignoramenti, bloccare ipoteche e, al termine, cancellare il residuo debito . L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi iscritto presso un OCC, potrà assisterti nella redazione della domanda e nell’interlocuzione con i creditori.

Difese e strategie legali per il contribuente

Contestare vizi procedurali

Un aspetto fondamentale nella difesa di un centro di car detailing contro un accertamento fiscale è l’individuazione di vizi formali o sostanziali che possono portare all’annullamento dell’atto. I principali profili da esaminare sono:

  1. Violazione del contraddittorio: se l’Amministrazione ha emesso l’avviso prima della scadenza dei 60 giorni dal verbale o non ha rispettato l’obbligo di inviare lo schema d’atto previsto dall’articolo 6‑bis, è possibile eccepire la nullità dell’accertamento . Ricorda però che, per l’IVA, dovrai anche dimostrare quale pregiudizio concreto hai subito (prova di resistenza) .
  2. Mancanza di motivazione nell’autorizzazione: dal 2 agosto 2025 l’autorizzazione all’accesso e il verbale devono indicare le ragioni specifiche dell’ispezione . Se le motivazioni sono generiche (ad esempio “verifica generica”), l’atto può essere impugnato per carenza di motivazione.
  3. Accesso illegittimo ai locali: nei casi di accesso domiciliare, occorre che vi siano gravi indizi di violazioni tributarie e che l’autorizzazione del PM sia puntualmente motivata . In mancanza, il verbale e gli atti conseguenti sono nulli.
  4. Irregolarità della notifica: la notifica tramite PEC deve rispettare le regole di cui al D.P.R. 68/2005; eventuali errori (indirizzo errato, notifica a persona non legittimata) possono essere fatti valere in giudizio.
  5. Incompetenza o mancata sottoscrizione: verifica che l’avviso sia stato firmato dal dirigente competente o da funzionario delegato; in caso contrario l’atto è nullo.

Strategie difensive nel merito

Oltre ai vizi formali, bisogna affrontare il merito delle contestazioni. Per un centro di car detailing le principali contestazioni riguardano spesso:

  • Sottostima dei ricavi o ricavi “in nero”: l’Amministrazione può ricostruire i ricavi presunti tramite indagini finanziarie, margini di ricarico, consumi di prodotti o incrocio dei dati dello spesometro. È importante dimostrare la corretta contabilizzazione delle operazioni, fornire prove dei costi sostenuti (prodotti di pulizia, materiali di lucidatura, canoni di leasing) e controbattere alle presunzioni.
  • Irregolarità nello scontrino telematico: i centri di car detailing spesso effettuano piccoli interventi per importi modesti; la normativa richiede l’emissione dello scontrino o fattura elettronica. La mancata emissione può comportare sanzioni ma può essere sanata tramite ravvedimento operoso.
  • Utilizzo non corretto dell’IVA: l’Amministrazione può contestare la detrazione di IVA su acquisti non inerenti o l’omessa fatturazione di prestazioni. È necessario conservare documenti giustificativi (contratti con fornitori, DDT, fatture di acquisto) e dimostrare l’inerenza delle spese all’attività.
  • Recupero di costi non deducibili: ad esempio, spese per automezzi personali non utilizzati per l’attività o spese di rappresentanza non congrue. Valuta con il commercialista la corretta imputazione dei costi.

Per ogni contestazione è consigliabile predisporre perizie contabili e, se necessario, depositare memorie tecniche. Il contraddittorio endoprocedimentale e il giudizio permettono di far valere queste argomentazioni.

Richiesta di sospensione cautelare

Quando l’avviso di accertamento è iscritto a ruolo e dà luogo a un’intimazione di pagamento, è possibile chiedere al giudice tributario la sospensione della riscossione. La sospensione cautelare può essere concessa se sussistono gravi motivi (ad esempio, manifesta infondatezza dell’atto o rischio di danno grave e irreparabile). È necessario depositare una istanza motivata, allegando documentazione che dimostri la propria situazione economica e le ragioni del ricorso.

Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale

Quando l’accertamento sembra fondato e non si rilevano vizi formali, conviene valutare l’accertamento con adesione. Questa procedura consente di concordare con l’ufficio un importo inferiore alle pretese originarie con riduzione delle sanzioni a un terzo. L’istanza deve essere presentata entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso; l’ufficio convoca il contribuente e, se si raggiunge un accordo, l’accertamento diventa definitivo con il pagamento di quanto concordato. Nel corso del giudizio, invece, è possibile raggiungere la conciliazione giudiziale con una riduzione ulteriore delle sanzioni.

Transazione fiscale nell’ambito della composizione della crisi

Per i debitori che ricorrono a procedure concorsuali o di sovraindebitamento, il Codice della crisi d’impresa prevede la possibilità di proporre una transazione fiscale all’Agenzia delle Entrate e all’INPS, offrendo un pagamento parziale del debito tributario. La transazione, se approvata dai creditori e omologata dal giudice, consente di ridurre notevolmente imposte e sanzioni. Questo strumento è particolarmente utile quando il centro di car detailing è travolto da debiti tributari e bancari e necessita di una soluzione strutturale.

Utilizzo degli istituti deflattivi: ravvedimento operoso e adesione al PVC

In presenza di violazioni formali o sostanziali di lieve entità, l’imprenditore può evitare l’accertamento ricorrendo al ravvedimento operoso, pagando spontaneamente imposte e sanzioni ridotte prima dell’inizio del controllo o comunque prima della notifica dell’atto. Inoltre, quando riceve il processo verbale di constatazione, può presentare osservazioni e memorie che dimostrino la correttezza del proprio operato; l’ufficio può accoglierle e archiviare il procedimento.

Strumenti alternativi per la gestione del debito

Oltre al contenzioso e all’adesione, esistono diversi strumenti alternativi che consentono ai centri di car detailing di gestire o ridurre il debito tributario. Di seguito una panoramica pratica.

Rottamazione quater e quinquies

La rottamazione quater è una procedura di definizione agevolata introdotta dalla legge di Bilancio 2023. Permette di estinguere i debiti fiscali affidati all’Agente della riscossione tra il 1º gennaio 2000 e il 30 giugno 2022, pagando solo il capitale e i costi di notifica, senza sanzioni né interessi . Le rate previste sono diciotto, distribuite in cinque anni; la decima rata scadeva il 30 novembre 2025 ma, grazie alla tolleranza di cinque giorni, poteva essere pagata entro il 9 dicembre . La Legge n. 15/2025 ha riaperto i termini per chi era decaduto, consentendo la riammissione previa domanda entro il 30 aprile 2025 e pagamento delle rate arretrate .

La prossima rottamazione quinquies, prevista dalla legge di bilancio 2026, promette una dilazione più lunga (fino a 54 rate) ma, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere preclusa a chi non è in regola con la quater . È pertanto fondamentale rispettare le scadenze della rottamazione in corso per non perdere la possibilità di accedere a futuri benefici.

Rateizzazione ordinaria e straordinaria

La rateizzazione ordinaria consente di dilazionare il pagamento dei debiti iscritti a ruolo. Come illustrato nella sezione normativa, per importi fino a 120.000 euro è possibile chiedere fino a 84 rate con semplice domanda o fino a 120 rate dimostrando lo stato di difficoltà . Per importi superiori, la documentazione è obbligatoria e il piano può estendersi a 120 rate . In caso di peggioramento della situazione economica, è ammessa una sola proroga del piano per un’ulteriore durata massima .

È importante ricordare che la decadenza dal piano di rateizzazione avviene con il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive; in tal caso non è più possibile dilazionare il debito residuo, salvo accedere a strumenti straordinari come la rottamazione.

Transazione fiscale e accordi di ristrutturazione

Nell’ambito delle procedure concorsuali, l’imprenditore può proporre agli enti fiscali una transazione fiscale. L’accordo, disciplinato dall’art. 63 del Codice della crisi, consente di trattare con Agenzia delle Entrate e INPS per il pagamento parziale dei debiti, inclusa la rinuncia alle sanzioni. La transazione viene inserita nel piano di ristrutturazione o nel concordato e deve essere approvata dal giudice. È uno strumento efficace quando il debito fiscale è rilevante e impedisce la continuità aziendale.

Procedure di sovraindebitamento e liquidazione controllata

Per le ditte individuali e i professionisti non fallibili, il Codice della crisi e la Legge 3/2012 prevedono tre procedure principali: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore e liquidazione controllata . L’accesso a tali procedure permette di ottenere una sospensione automatica delle esecuzioni e, in presenza delle condizioni previste dalla legge, la esdebitazione finale.

Esempio pratico di piano del consumatore

Un titolare di centro di car detailing accumula 40.000 € di debiti fiscali e 30.000 € di debiti bancari. Con l’aiuto di un OCC, presenta un piano del consumatore proponendo il pagamento di 35.000 € in cinque anni, con versamenti mensili sostenibili e la cessione di parte dell’attrezzatura obsoleta. Il tribunale omologa il piano; i creditori chirografari (tra cui l’Agenzia delle Entrate) ricevono il 40% del loro credito, mentre la restante parte viene stralciata. Al termine del piano il contribuente ottiene la esdebitazione e riparte senza debiti, conservando l’attività.

Piani di rientro con l’Agenzia delle Entrate Riscossione

La normativa consente di negoziare piani di rientro personalizzati con l’Agente della riscossione, anche al di fuori delle procedure formali. Questi accordi, formalizzati attraverso istanze motiv per iscritto, possono prevedere il frazionamento del debito, la dilazione dei pagamenti e, talora, l’applicazione di interessi ridotti. Per ottenere un piano di rientro occorre dimostrare la propria situazione patrimoniale e la sostenibilità delle rate; in genere l’Agenzia richiede garanzie (fideiussioni, ipoteche su immobili o beni aziendali).

Finanziamenti assistiti e factoring pro soluto

Alcuni centri di car detailing utilizzano forme di finanziamento per pagare i debiti fiscali. Tra gli strumenti più diffusi vi sono:

  • Factoring pro soluto: cessione dei crediti verso i clienti a una società di factoring, che anticipa l’importo dietro pagamento di una commissione. Le somme ottenute possono essere destinate all’estinzione del debito fiscale.
  • Prestiti chirografari: finanziamenti a breve termine concessi da banche o società finanziarie sulla base del merito creditizio dell’impresa.

Prima di ricorrere a finanziamenti esterni, è sempre consigliabile valutare la sostenibilità del debito e l’incidenza degli interessi, confrontandoli con le agevolazioni disponibili (rottamazione e rateizzazione).

Errori comuni e consigli pratici

Gli imprenditori che gestiscono un centro di car detailing spesso commettono errori che possono aggravare la situazione in caso di controllo. Eccone alcuni, con suggerimenti per evitarli:

  • Ignorare le comunicazioni dell’Agenzia: non aprire le PEC o trascurare gli avvisi postali può comportare la decadenza dai termini per impugnare. È buona prassi controllare regolarmente la posta elettronica certificata e conservare tutte le notifiche.
  • Non farsi assistere da un professionista: affrontare da soli un accertamento è rischioso; un avvocato o commercialista esperto può individuare vizi procedurali e contestazioni infondate che sfuggirebbero a un non addetto ai lavori.
  • Assenza di documentazione: molti centri di car detailing non conservano correttamente fatture, registri IVA, ricevute dei pagamenti digitali e modulistica del personale. Senza prove documentali è difficile opporsi alle presunzioni dell’Amministrazione.
  • Pagamenti non tracciati: ricevere importi in contanti oltre il limite consentito (5.000 € dal 2023) espone a contestazioni di riciclaggio e di evasione. È consigliabile promuovere i pagamenti elettronici e conservarne le ricevute.
  • Non valutare le agevolazioni: rinunciare alla rottamazione, alla rateizzazione o alle procedure di sovraindebitamento può costringere a pagare l’intero debito con sanzioni e interessi. Informati tempestivamente sulle opportunità normative.
  • Trascurare il contraddittorio: non presentare osservazioni entro 60 giorni dal verbale equivale a rinunciare a una difesa preziosa. Anche se ritieni le contestazioni infondate, formula memorie dettagliate e documentate.

Consigli pratici:

  • Organizza la contabilità in modo digitale: utilizza software gestionali per registrare le entrate e le spese in tempo reale, archivia le fatture elettroniche e riconcilia periodicamente i conti bancari.
  • Monitora il magazzino: per le attività di detailing è utile tenere traccia dei consumi di prodotti (lucidanti, cere, detergenti) per dimostrare l’inerenza dei costi rispetto ai ricavi.
  • Forma il personale: assicurati che i dipendenti conoscano le procedure fiscali (emissione di scontrini, gestione dei pagamenti digitali) e le rispettino scrupolosamente.

Tabelle riepilogative

Principali norme di riferimento

NormaContenuto sinteticoCosa prevede
Art. 12, Legge 212/2000Statuto del contribuenteGarantisce al contribuente il diritto di essere informato sulle ragioni dell’accesso, di essere assistito da un professionista e di ricevere copia del verbale . Prevede un termine di 60 giorni prima dell’emissione dell’avviso e limiti alla durata della verifica .
Art. 6‑bis, D.Lgs. 219/2023Obbligo generalizzato di contraddittorioRichiede la comunicazione di un progetto di atto e la concessione di almeno 60 giorni per le osservazioni .
Art. 52, D.P.R. 633/1972Accessi ai fini IVAStabilisce l’obbligo di autorizzazione per l’accesso, la necessità di motivazione in caso di perquisizione domiciliare e la redazione del verbale .
Legge 108/2025 (D.L. 84/2025)Motivazione degli accessiImpone che i verbali e le autorizzazioni contengano una motivazione specifica e si applica agli atti redatti dopo il 2 agosto 2025 .
Cass. n. 287/2025Termini per l’accertamentoRibadisce l’impossibilità di emettere l’avviso prima della scadenza dei 60 giorni .
Cass. n. 21271/2025 (Sez. Unite)Prova di resistenzaL’annullamento dell’atto per violazione del contraddittorio richiede la prova del pregiudizio subìto dal contribuente .
Cass. n. 25049/2025Accessi domiciliareRichiede la presenza di gravi indizi e la produzione della richiesta al PM; altrimenti l’accertamento è nullo .
Cass. n. 2795/2025Accertamento a tavolinoNon sussiste obbligo di contraddittorio per tributi non armonizzati e accertamenti privi di accesso .

Strumenti di definizione e dilazione

StrumentoDestinatariVantaggi
Rottamazione quaterContribuenti con debiti iscritti tra il 2000 e il 2022Pagamento di imposta e notifiche senza sanzioni né interessi; rate in cinque anni; possibilità di riammissione .
Rateizzazione ordinariaDebiti fino a 120.000 € o oltreFino a 84 rate con semplice domanda; fino a 120 rate con documentazione di difficoltà .
Procedure di sovraindebitamentoConsumatori e piccoli imprenditoriSospensione delle esecuzioni, stralcio parziale dei debiti, esdebitazione finale .
Transazione fiscaleAziende in crisiRiduzione del debito tributario nell’ambito di un concordato o piano di ristrutturazione.

Termini e scadenze principali

FaseTermineNote
Presentazione osservazioni al verbale60 giorniDecorrono dalla consegna del verbale di chiusura .
Notifica dell’avviso di accertamento (con accesso)Non prima di 60 giorni dal verbaleSalvo urgenza motivata .
Impugnazione dell’avviso60 giorniDalla notifica dell’atto; sospesi in caso di accertamento con adesione.
Istanza di accertamento con adesione30 giorniDalla notifica dell’avviso.
Rate rottamazione quaterOgni tre mesi fino al 2027Rata di novembre 2025 pagabile entro il 9 dicembre .
Decadenza rottamazioneDopo mancato pagamento della rata entro la tolleranzaPorta al ripristino di sanzioni e interessi .
Decadenza rateizzazioneDopo otto rate non pagateNon si può più rateizzare il residuo .

Domande frequenti (FAQ)

1. Cosa devo fare se l’Agenzia delle Entrate mi notifica un processo verbale di constatazione per il mio centro di car detailing?

Innanzitutto, leggi attentamente il verbale e verifica che contenga l’indicazione delle operazioni svolte e dei documenti acquisiti. Il verbale deve essere firmato e consegnato al termine delle operazioni . Dal momento della consegna hai 60 giorni per presentare osservazioni e memorie : utilizza questo tempo per raccogliere documenti, contattare un professionista e preparare una difesa.

2. È obbligatorio il contraddittorio prima dell’accertamento?

Per gli accessi che comportano la redazione di un verbale di chiusura, il contraddittorio preventivo è previsto dall’articolo 12 dello Statuto e ribadito dalla giurisprudenza . Dal 18 gennaio 2024, con l’introduzione dell’articolo 6‑bis, è previsto un obbligo generalizzato di contraddittorio per tutti gli atti impugnabili . Tuttavia, per gli accertamenti a tavolino e per i tributi non armonizzati, l’obbligo non è retroattivo e si applica solo se previsto dalla legge .

3. Posso oppormi se il verbale o l’autorizzazione sono motivati in modo generico?

Sì. Dal 2 agosto 2025 gli atti di autorizzazione all’accesso e i verbali devono indicare in maniera specifica le circostanze che giustificano l’accesso . Se la motivazione è stereotipata o manca l’indicazione dei gravi indizi nel caso di accesso domiciliare, è possibile eccepire la nullità del provvedimento .

4. Se ricevo un accesso domiciliare, quali sono i miei diritti?

L’accesso a locali adibiti anche ad abitazione richiede l’autorizzazione motivata del pubblico ministero e la presenza di gravi indizi . Puoi pretendere di vedere l’autorizzazione, essere assistito da un professionista e ottenere copia del verbale. Se l’autorizzazione non è motivata o non ci sono gravi indizi, l’accesso è illegittimo .

5. Cosa succede se il Fisco emette l’avviso di accertamento prima dei 60 giorni?

L’emissione anticipata dell’avviso, senza urgenza motivata, costituisce violazione del diritto al contraddittorio e comporta la nullità dell’atto . Puoi impugnare l’avviso davanti alla Corte di giustizia tributaria, allegando la violazione e chiedendo l’annullamento.

6. È sempre necessario dimostrare la “prova di resistenza”?

La prova di resistenza è richiesta quando si contesta un atto per violazione del contraddittorio in materia di tributi armonizzati (IVA). Devi dimostrare quali difese avresti potuto proporre se il contraddittorio fosse stato rispettato . Per i tributi non armonizzati, l’obbligo di contraddittorio sussiste solo se previsto dalla legge; in tal caso la prova di resistenza non è richiesta.

7. Come calcolo le imposte e le sanzioni in caso di accertamento?

Il calcolo dipende dalla tipologia di imposta. In generale, l’avviso indica il maggior imponibile, l’aliquota applicata, le sanzioni e gli interessi. Le sanzioni ordinarie variano dal 90% al 180% dell’imposta evasa per l’IVA e i redditi; l’accertamento con adesione riduce le sanzioni a un terzo. Puoi chiedere al tuo consulente un simulatore di calcolo per valutare l’importo effettivo.

8. Posso aderire al ravvedimento operoso dopo aver ricevuto il verbale?

Il ravvedimento operoso è possibile fino alla notifica del PVC; dopo la consegna del verbale non è più ammesso per i rilievi ivi contenuti. Puoi però regolarizzare violazioni diverse non contestate nel verbale. Inoltre, puoi aderire all’accertamento con adesione per ridurre le sanzioni.

9. Conviene aderire alla rottamazione quater?

Se hai debiti iscritti a ruolo rientranti nel periodo previsto (2000‑2022), la rottamazione è spesso conveniente perché elimina sanzioni e interessi . Tuttavia, valuta la capacità di sostenere le rate e considera che la decadenza riattiva le sanzioni . Se prevedi di non riuscire a pagare, considera l’accesso a una procedura di sovraindebitamento.

10. È possibile un piano di rateizzazione oltre 84 rate senza documentare la crisi?

No. Per ottenere un piano superiore a 84 rate (fino a 120) devi documentare lo stato di difficoltà economica. Senza documentazione, la durata massima è di 84 rate .

11. Cosa accade se salto una rata della rateizzazione?

Il mancato pagamento di una rata non comporta automaticamente la decadenza, ma il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive provoca la decadenza dal beneficio . È quindi consigliabile monitorare attentamente le scadenze e, in caso di difficoltà, richiedere la proroga prima di incorrere nella decadenza.

12. Le procedure di sovraindebitamento sono aperte a tutte le imprese?

No. Sono riservate a consumatori, professionisti non fallibili, imprenditori minori e start‑up. Le società di capitali sottoponibili a fallimento devono ricorrere ad altre procedure concorsuali. Un titolare di centro di car detailing che opera come ditta individuale rientra normalmente tra i soggetti ammessi .

13. Quanto costa accedere a una procedura di sovraindebitamento?

I costi includono un contributo al tribunale (circa 98 € con marca da bollo) e il compenso dell’OCC, che varia in funzione del passivo e dell’attivo (da 3.800 € per debiti fino a 200.000 €, a 6.000 € per debiti più elevati) . L’onorario dell’avvocato è calcolato secondo i parametri forensi (D.M. 55/2014). È possibile rateizzare i compensi in base alla durata del piano.

14. Cos’è la transazione fiscale e quando conviene?

La transazione fiscale è un accordo tra il contribuente e l’erario, finalizzato a ridurre il debito tributario nell’ambito di un piano di ristrutturazione o di concordato. Conviene quando il debito fiscale è elevato e impedisce l’omologazione del piano; grazie alla transazione, l’Agenzia può rinunciare a una parte delle sanzioni e degli interessi in cambio di un pagamento parziale.

15. Posso continuare l’attività durante una procedura di sovraindebitamento?

Sì. Le procedure di ristrutturazione dei debiti del consumatore e il concordato minore sono pensate per consentire al debitore di continuare l’attività. Il piano prevede infatti il pagamento rateale dei debiti con il reddito futuro, evitando la liquidazione dell’intero patrimonio. Solo nella liquidazione controllata possono essere ceduti beni aziendali, ma è possibile limitare l’espropriazione allo stipendio o ai beni non essenziali .

16. Se decado dalla rottamazione quater, posso chiedere un nuovo piano?

Se perdi i benefici della rottamazione per il mancato pagamento di una rata, il debito torna a essere esigibile con sanzioni e interessi . Puoi comunque presentare domanda di rateizzazione ordinaria o, se previsto dalla normativa futura, accedere alla rottamazione quinquies. La Legge 15/2025 ha consentito la riammissione alla quater per i decaduti previa domanda ; resta da vedere se vi saranno analoghe previsioni per il futuro.

17. Il car detailing rientra tra le attività ad alto rischio di evasione?

Le attività di detailing e di servizi alla persona, come i lavaggi auto, sono spesso considerate a rischio perché effettuano molte operazioni in contanti di importo contenuto. Ciò non significa che l’Amministrazione presuma automaticamente un’evasione, ma è probabile che effettui controlli mirati. Una corretta gestione degli scontrini, l’uso di pagamenti elettronici e la contabilizzazione di tutti i servizi riducono notevolmente il rischio.

18. Quali sono le conseguenze penali in caso di frodi fiscali?

Alcune violazioni tributarie costituiscono reato (D.Lgs. 74/2000), come l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta mediante documenti falsi, l’occultamento o la distruzione di scritture contabili. Le pene possono arrivare alla reclusione. Tuttavia, per importi evasi inferiori alle soglie di punibilità e in presenza di definizione agevolata o rateizzazione, si evita il processo penale. È fondamentale prevenire tali violazioni e, se contestate, agire tempestivamente con un legale.

19. Cosa succede se non rispondo al questionario inviato dall’Agenzia delle Entrate?

Se l’accertamento è a tavolino, l’Amministrazione può inviare un questionario ai sensi dell’articolo 32 del D.P.R. 600/1973, richiedendo dati e informazioni. La mancata risposta può far scattare una presunzione a sfavore del contribuente e legittimare l’accertamento induttivo. È pertanto consigliabile rispondere entro il termine indicato, allegando la documentazione richiesta.

20. Posso chiedere l’annullamento dell’accesso per violazione della privacy?

Il caso Italgomme ha evidenziato che i controlli fiscali possono violare il diritto alla vita privata se mancano adeguate garanzie . In Italia, però, l’atto di autorizzazione non è autonomamente impugnabile; potrai contestare la violazione solo impugnando l’avviso di accertamento e deducendo l’illegittimità dell’accesso. Dal 2 agosto 2025, la motivazione specifica richiesta dalla legge 108/2025 riduce il rischio di violazioni .

Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’impatto economico di un accertamento fiscale e delle possibili soluzioni, proponiamo alcune simulazioni realistiche basate su casi tipici dei centri di car detailing. Le cifre sono indicative e servono a illustrare i meccanismi fiscali.

Simulazione 1 – Accertamento con recupero di ricavi non dichiarati

Scenario: La società “Dettaglio Perfetto S.r.l.”, con ricavi dichiarati pari a 100.000 €, subisce un controllo. I verificatori rilevano ricavi non contabilizzati per 50.000 €, basandosi sul consumo di prodotti e sulla comparazione con i prezzi medi praticati nel settore. L’avviso contesta l’omessa fatturazione dell’IVA al 22% e i maggiori ricavi ai fini IRES.

Calcolo del recupero:

  • Maggior IVA: 50.000 € × 22% = 11.000 €
  • Maggior IRES (ipotizzando un’aliquota del 24%): 50.000 € × 24% = 12.000 €
  • Sanzioni IVA (100% dell’imposta evasa): 11.000 €
  • Sanzioni IRES (100% dell’imposta evasa): 12.000 €
  • Interessi legali (3,5% per 3 anni): 23.000 € × 3,5% × 3 ≈ 2.415 €

Totale contestato: 11.000 € + 12.000 € + 11.000 € + 12.000 € + 2.415 € = 48.415 €

Difesa: L’impresa evidenzia che parte dei consumi si riferisce a lavori gratuiti promozionali e che i ricavi aggiuntivi sono stati regolarmente fatturati in contanti ma non rinvenuti per errore. Presenta documenti integrativi durante il contraddittorio. La contestazione IVA viene ridotta di 5.000 € e l’IRES di 4.000 €; le sanzioni diminuiscono di un terzo grazie all’accertamento con adesione.

Esito: Importo finale dovuto: (6.000 € IVA + 8.000 € IRES + sanzioni ridotte a 7.333 € + interessi 1.500 €) = 22.833 €. Pagamento rateizzato in 36 rate da circa 635 € ciascuna.

Simulazione 2 – Riammissione alla rottamazione quater

Scenario: La ditta individuale “Lavaggio Elite” aveva aderito alla rottamazione quater per un importo dovuto di 30.000 € da pagare in 18 rate. Dopo aver versato le prime cinque rate, il titolare salta tre pagamenti per difficoltà finanziarie e decade. La Legge 15/2025 consente la riammissione entro il 30 aprile 2025.

Intervento: Il titolare presenta domanda di riammissione entro il termine e versa in un’unica soluzione le tre rate scadute (3.000 € ciascuna) entro il 9 dicembre 2025 . L’Agente della riscossione ricalcola il piano e dilaziona le restanti rate su un periodo di tre anni.

Beneficio: Il debito residuo viene pagato senza sanzioni né interessi, per un totale di 18.000 €. Se il contribuente fosse rimasto decaduto, avrebbe dovuto versare anche sanzioni e interessi pari a circa 8.000 € .

Simulazione 3 – Piano del consumatore per centro di car detailing sovraindebitato

Scenario: Un imprenditore individuale titolare di un centro di car detailing ha accumulato 80.000 € di debiti fiscali e 40.000 € di debiti bancari. I ricavi annuali netti sono 35.000 €. Le esecuzioni in corso rendono impossibile la prosecuzione dell’attività.

Procedura scelta: Con l’assistenza di un OCC e dell’Avv. Monardo, il debitore opta per la ristrutturazione dei debiti del consumatore. L’OCC redige la relazione, stima la capacità di rimborso in 500 € mensili per 8 anni, e propone un piano che prevede:

  • Pagamento ai creditori privilegiati (INPS e Agenzia delle Entrate) di 40.000 € in 8 anni;
  • Pagamento ai creditori chirografari (banche e fornitori) del 10% dei loro crediti (4.000 €);
  • Esdebitazione del residuo al termine del piano.

Benefici: Durante la procedura vengono sospesi pignoramenti e fermi amministrativi; l’imprenditore continua l’attività e, dopo otto anni, ottiene la completa esdebitazione di circa 76.000 € .

Conclusione

Gestire un centro di car detailing richiede non solo passione per i dettagli ma anche una perfetta padronanza degli obblighi fiscali. I controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sono sempre più frequenti e incisivi; non si limitano a verificare gli scontrini ma analizzano margini di ricarico, consumi di prodotti e flussi bancari. Il Statuto del contribuente e la normativa di settore offrono importanti garanzie: dalla presenza limitata dei verificatori e dal diritto a essere assistiti da un professionista , fino al termine di 60 giorni per presentare osservazioni e alla motivazione obbligatoria degli accessi . La giurisprudenza recente ribadisce che l’Amministrazione non può ignorare questi diritti e che, in caso di violazioni, l’accertamento è nullo se il contribuente dimostra il pregiudizio subito .

Oltre alle difese procedurali, il contribuente dispone di molteplici strumenti per definire o dilazionare il debito: la rottamazione quater consente di eliminare sanzioni e interessi ; la rateizzazione fino a 120 rate permette di pagare in modo sostenibile ; le procedure di sovraindebitamento assicurano la sospensione delle esecuzioni e l’esdebitazione finale . È cruciale, tuttavia, agire tempestivamente: ignorare gli avvisi o trascurare i termini può precludere l’accesso a questi benefici.

Lo studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo offre un supporto completo per affrontare l’accertamento fiscale sin dal primo contatto. Grazie alla sua esperienza come cassazionista, gestore della crisi e esperto negoziatore, l’Avv. Monardo coordina un team di avvocati e commercialisti capaci di analizzare gli atti, predisporre ricorsi efficaci, sospendere le azioni esecutive e negoziare piani di rientro o accordi di ristrutturazione. Se ti trovi ad affrontare un accertamento fiscale o vuoi prepararti ad eventuali controlli, la scelta più saggia è quella di rivolgerti a un professionista che conosca a fondo la materia.

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!