Accertamento fiscale a un corriere di ultimo miglio: come difendersi subito e bene

Introduzione

Il boom dell’e‑commerce e della consegna a domicilio ha trasformato corrieri di ultimo miglio e riders in una componente essenziale della filiera logistica. Molti lavorano come lavoratori autonomi o micro‑imprese individuali e percepiscono compensi da piattaforme e operatori della logistica. Questa flessibilità ha però un risvolto delicato: quando i movimenti di denaro sui conti bancari risultano “sospetti” rispetto ai redditi dichiarati, l’Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento fiscale per recuperare presunti proventi non dichiarati. Per un piccolo corriere, un avviso di accertamento può significare sanzioni, interessi e perfino pignoramenti su mezzi di lavoro o conti personali. È quindi cruciale conoscere i propri diritti e preparare una difesa tempestiva.

La riforma dello Statuto del contribuente (d.lgs. 219/2023) ha introdotto il contraddittorio generalizzato: prima di emettere l’atto impositivo, l’ufficio deve inviare un schema di atto e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni . La mancata attivazione del contraddittorio rende annullabile l’avviso di accertamento . Nel 2024 è entrato in vigore anche il c.d. evasometro (d.lgs. 108/2024) che, attraverso algoritmi e big data, segnala discrepanze superiori al 20 % tra entrate e versamenti bancari; chi supera la soglia riceve una comunicazione preventiva e può spiegare la propria posizione prima dell’avviso. Questi cambiamenti accentuano l’urgenza di monitorare la propria contabilità e di interloquire con l’Amministrazione.

L’articolo che segue approfondisce le norme, la giurisprudenza più recente e le strategie difensive utili a un corriere di ultimo miglio. Verranno spiegate le tappe procedurali dopo la notifica dell’atto, gli strumenti di tutela (contraddittorio, ricorso, sospensione, definizioni agevolate, piani di rientro), gli errori da evitare e le possibilità di ristrutturare o estinguere il debito tramite rottamazioni o procedure concorsuali. Tutto ciò è scritto con un taglio pratico e professionale per guidare il lettore verso scelte consapevoli.

Presentazione dell’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e del suo team

Lo Studio legale e tributario Monardo opera da tanti anni nella difesa di imprenditori, professionisti e consumatori. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro esperti in diritto bancario e tributario. È gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021. Lo studio si distingue per la capacità di unire competenze legali e contabili: analisi tecnica degli atti, individuazione di vizi formali o sostanziali, predisposizione di ricorsi, trattative con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, sospensione di pignoramenti, elaborazione di piani di rientro e soluzioni giudiziali o stragiudiziali, inclusi i piani del consumatore e gli accordi di ristrutturazione.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

Il quadro normativo italiano in materia di accertamento fiscale è complesso e in continua evoluzione. Per un corriere di ultimo miglio è fondamentale capire quali sono le regole che l’amministrazione deve rispettare e quali presunzioni vengono utilizzate per attribuire redditi. Di seguito si riepilogano le leggi principali e alcune recenti pronunce della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale.

1.1 Statuto del contribuente e contraddittorio preventivo

Lo Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000) contiene principi fondamentali quali il diritto di conoscenza, la motivazione degli atti e la certezza del diritto. La riforma del 2023 (d.lgs. 219/2023) ha introdotto il principio generale del contraddittorio all’art. 6‑bis. La norma stabilisce che, salvo i controlli automatizzati, tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio effettivo: l’amministrazione invia uno schema di atto di accertamento e concede almeno 60 giorni per le osservazioni . L’atto non può essere adottato prima della scadenza del termine e la mancata attivazione del contraddittorio rende l’atto annullabile . Se la scadenza del termine di contraddittorio è successiva al termine di decadenza dell’accertamento, quest’ultimo si proroga di 120 giorni . In caso di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’Agenzia deve invitare il contribuente a fornire chiarimenti entro almeno 30 giorni .

La riforma conferma l’obbligo di motivare l’avviso di accertamento: l’atto deve indicare i fatti contestati, le norme violate e le prove. È ammessa la motivazione “per relationem” solo se il verbale richiamato è allegato o riprodotto . L’inosservanza di questi requisiti determina la nullità dell’avviso.

1.2 Principi generali in materia di accertamento

L’accertamento delle imposte sui redditi è disciplinato dagli articoli 32 e seguenti del d.p.r. 600/1973. L’art. 32 autorizza l’ufficio a utilizzare dati bancari e consente di presumere che versamenti e prelievi non giustificati sui conti del contribuente siano ricavi o compensi non dichiarati. Nel 2024 la Corte di Cassazione ha ribadito che i versamenti bancari sono presunti ricavi, mentre i prelievi costituiscono compensi non dichiarati se riguardano imprenditori o lavoratori autonomi e se superano la franchigia di 1.000 € al giorno o 5.000 € al mese . In una pronuncia del 2025 la Corte ha esteso la presunzione alle vendite online, affermando che la frequenza e l’organizzazione delle transazioni tramite piattaforme e-commerce possono qualificare l’attività come impresa commerciale e che i movimenti bancari sono presunti redditi .

Tra i criteri di determinazione del reddito rientra il metodo analitico‑induttivo (art. 39 d.p.r. 600/1973). La Cassazione ha precisato che, dopo la sentenza della Corte costituzionale 10/2023, è sempre consentita la deduzione dei costi effettivamente sostenuti anche nell’accertamento induttivo, purché il contribuente fornisca adeguata prova . L’Agenzia non può contestare la deducibilità per il solo fatto che il contribuente non abbia tenuto una contabilità analitica perfetta.

Importante è anche la disciplina della notifica. Secondo la Cassazione (sentenza 14990/2025), la notifica di un avviso al portiere o a un soggetto diverso dal destinatario è nulla se il messo non indica nel verbale le ragioni della ricerca e i tentativi effettuati; la norma (art. 60 d.p.r. 600/1973) richiede che l’operatore attesti dettagliatamente l’impossibilità di consegnare l’atto . Una notifica irregolare comporta la nullità dell’accertamento.

1.3 Obbligo di contraddittorio nella giurisprudenza

La Corte di Cassazione (sez. V, ord. n. 287/2025) ha chiarito che l’obbligo di contraddittorio, sancito dall’art. 12, comma 7, dello Statuto prima della riforma, si applica anche nel caso in cui l’ufficio emetta un nuovo avviso di accertamento a seguito di ulteriori rilievi: il termine di 60 giorni decorre dalla comunicazione delle nuove contestazioni . In assenza di contraddittorio endoprocedimentale, l’atto è annullabile, anche se il contribuente non dimostra quale difesa avrebbe potuto opporre (non è necessaria la prova di resistenza). La Corte costituzionale, con sentenza 10/2023, ha confermato la necessità del contraddittorio come principio generale di leale collaborazione .

1.4 Evasometro e controlli digitali

Il d.lgs. 108/2024 ha introdotto il c.d. evasometro e ha potenziato i controlli digitali. L’Agenzia utilizza algoritmi per incrociare dati fiscali, bancari e previdenziali; se emerge una discrepanza superiore al 20 % tra i redditi dichiarati e i versamenti o i prelievi e la differenza supera 70.000 €, scatta una segnalazione. Il contribuente riceve un invito a fornire chiarimenti; solo in caso di mancata risposta o di spiegazioni insufficienti viene notificato l’avviso di accertamento . Il contraddittorio è quindi la prima occasione di difesa per il corriere: è possibile dimostrare che i versamenti derivano da anticipazioni, rimborsi spese o prestiti familiari.

1.5 Rottamazione-quater e definizioni agevolate

La legge 197/2022, art. 1 commi 231‑252, ha introdotto la definizione agevolata dei ruoli (c.d. rottamazione‑quater). Possono essere estinti i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1º gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 versando solo le somme dovute a titolo di capitale; non sono dovuti interessi, sanzioni, interessi di mora o aggio . Il pagamento può avvenire in unica soluzione o in un massimo di 18 rate . Per accedere alla definizione agevolata è necessario presentare una dichiarazione all’Agenzia della riscossione entro i termini fissati dal legislatore (30 aprile 2023 per la rottamazione‑quater). Il mancato pagamento della prima o unica rata comporta la perdita dei benefici e la ripresa delle procedure esecutive.

1.6 Accertamento con adesione e rateizzazione

L’accertamento con adesione, disciplinato dal d.lgs. 218/1997, consente di definire l’accertamento attraverso un accordo bilaterale tra Amministrazione e contribuente, con riduzione delle sanzioni a un terzo e possibilità di rateizzare. La Corte di Cassazione ha ribadito nel 2025 che l’accertamento con adesione non estingue l’obbligazione per novazione ma la modifica senza eliminare il credito erariale: non vi sono “reciproche concessioni” come in una transazione privata . Pertanto, la conclusione dell’adesione non impedisce l’iscrizione di ipoteche o la richiesta di garanzie se sussiste il periculum. Un’altra ordinanza (Cass. 24766/2025) ha precisato che, se il contribuente decade dalla rateizzazione (per esempio non paga una rata), il termine per la notifica della cartella non decorre dalla dichiarazione ma dalla scadenza della rata non pagata ; la cartella emessa entro il 31 dicembre del secondo anno successivo alla scadenza della rata è dunque legittima .

1.7 Ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (art. 13 d.lgs. 472/1997) consente di regolarizzare spontaneamente violazioni tributarie beneficiando di sanzioni ridotte. La percentuale della sanzione varia a seconda del ritardo: 0,1 % per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni, 1,5 % del tributo se il versamento avviene entro 30 giorni, 1,67 % entro 90 giorni, 3,75 % entro un anno e 4,29 % entro due anni . Il ravvedimento può essere esercitato anche dopo la notifica della comunicazione di irregolarità, purché prima che l’ufficio iscriva a ruolo definitivo le somme.

1.8 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione (CCII)

Per i soggetti in difficoltà economica, la legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) offrono strumenti per ristrutturare i debiti ed ottenere l’esdebitazione. Il piano del consumatore consente alle persone fisiche non esercenti attività d’impresa di proporre al tribunale un piano di rientro predisposto con l’assistenza di un Organismo di composizione della crisi (OCC); dopo l’omologazione, il debitore paga secondo le proprie disponibilità e può ottenere l’esdebitazione al termine . Può accedere chi si trova in stato di sovraindebitamento e non ha agito con dolo o colpa grave; la procedura prevede la verifica della meritevolezza da parte del giudice . Durante la procedura i creditori non possono intraprendere azioni esecutive sui beni essenziali .

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti (artt. 57 e seg. CCII) sono rivolti a imprenditori e professionisti. L’accordo ordinario richiede l’adesione di creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti . Vi sono varianti agevolate: l’accordo agevolato consente di ridurre al 30 % la soglia di adesioni , mentre l’accordo ad efficacia estesa permette di estendere gli effetti ai creditori dissenzienti appartenenti alla stessa categoria, purché quelli aderenti rappresentino almeno il 75 % e la proposta assicuri la continuità aziendale . Questi strumenti permettono di trattare anche i debiti tributari tramite la transazione fiscale e prevedono la sospensione delle azioni esecutive.

2. Procedura passo per passo dopo la notifica dell’atto

Quando l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza rileva incongruenze nei redditi di un corriere di ultimo miglio, può seguire diverse strade: inviare una comunicazione di irregolarità, notificare uno schema di atto (contraddittorio preventivo), oppure emettere direttamente un avviso di accertamento. Di seguito si sintetizzano le fasi e i termini principali.

  1. Ricezione della comunicazione o dello schema di atto. Con il nuovo art. 6‑bis, l’ufficio deve, salvo eccezioni, inviare uno schema di avviso spiegando i rilievi e concedendo 60 giorni per presentare osservazioni e documenti . È consigliabile attivarsi subito, richiedere gli atti del fascicolo (diritto di accesso) e farsi assistere da un professionista. Se l’accertamento deriva da controlli automatizzati (es. liquidazioni art. 36 bis d.p.r. 600/1973), l’ufficio può inviare un avviso bonario senza contraddittorio: in tal caso il contribuente può correggere gli errori o versare il dovuto con ravvedimento operoso.
  2. Analisi dell’atto e verifica della notifica. Occorre controllare che l’avviso sia stato notificato validamente: la legge richiede che siano seguite le formalità e che eventuali ricerche del destinatario siano descritte nel verbale (art. 60 d.p.r. 600/1973). La Cassazione ha annullato avvisi notificati al portiere quando il messo non aveva indicato le ragioni della mancata consegna . Se la notifica è irregolare, il ricorso potrà eccepirne la nullità.
  3. Presentazione delle osservazioni. Nel contraddittorio, il contribuente può contestare il metodo di accertamento, spiegare l’origine dei movimenti bancari (ad esempio anticipi per spese di carburante, rimborsi spese o somme girate per conto terzi) e fornire documenti giustificativi. La giurisprudenza esige prova analitica dell’origine dei versamenti; il contribuente non può limitarsi a mere dichiarazioni . Se l’ufficio accoglie le osservazioni, l’accertamento viene annullato o ridotto; in caso contrario, trascorsi i 60 giorni (prorogabili se il termine di decadenza è vicino), verrà notificato l’avviso definitivo.
  4. Accertamento con adesione (opzionale). Entro il termine per proporre ricorso (60 giorni dalla notifica dell’avviso), il contribuente può presentare istanza di accertamento con adesione per tentare una definizione concordata. In questo caso si sospende il termine per il ricorso; se l’accordo è concluso, le sanzioni sono ridotte a un terzo e il pagamento può essere rateizzato. Occorre ricordare che l’adesione non estingue il debito ma lo ridetermina .
  5. Ricorso alla giustizia tributaria. Se l’atto definitivo non viene definito o se il contribuente ritiene illegittime le pretese, può proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex Commissione tributaria provinciale) entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso. Il ricorso deve indicare i motivi di impugnazione, allegare l’atto e le prove. È possibile chiedere la sospensione dell’esecutività se l’esecuzione può arrecare un pregiudizio grave e irreparabile (es. pignoramento del veicolo necessario per la consegna). In caso di rigetto del ricorso, è previsto l’appello (entro 60 giorni) e, per questioni di diritto, il ricorso per cassazione.
  6. Pagamenti e riscossione. Nel frattempo, l’Agenzia può iscrivere a ruolo le somme accertate; tuttavia l’art. 68 del d.lgs. 546/1992 prevede che, in pendenza di contenzioso, siano dovute solo una parte delle imposte (di norma il 30 % in primo grado) e l’esecuzione resta sospesa in presenza di sospensive. Se il contribuente paga integralmente le somme contestate prima dell’iscrizione a ruolo, può beneficiare del ravvedimento operoso; se invece attende la notifica della cartella, potrà valutare la rottamazione o la rateizzazione secondo le normative vigenti.

3. Difese e strategie legali per corrieri di ultimo miglio

Il successo di un contenzioso dipende dalla capacità di costruire una linea difensiva solida e documentata. Per un corriere di ultimo miglio, le contestazioni più frequenti riguardano l’origine dei versamenti sui conti bancari, l’inquadramento dell’attività (impresa o lavoro subordinato), la deducibilità dei costi e la correttezza delle notifiche. Di seguito si analizzano le principali strategie.

3.1 Verifica formale dell’atto

  • Notifica e motivazione: controllare data e modalità di notifica, correttezza della relata e indicazione delle ricerche. Se mancano tali elementi, eccepire la nullità sulla base della giurisprudenza . Verificare che l’atto contenga una motivazione sufficiente: in caso di motivazione per relationem, assicurarsi che il verbale o documento richiamato sia allegato .
  • Competenza e legittimazione del funzionario: l’atto deve essere firmato dal dirigente competente. In passato la Cassazione ha annullato accertamenti sottoscritti da funzionari privi di delega; è opportuno richiedere la prova della legittimazione.

3.2 Onere della prova e presunzioni bancarie

L’art. 32 d.p.r. 600/1973 consente all’Agenzia di presumere che tutti i versamenti non giustificati siano ricavi non dichiarati e che i prelievi rappresentino compensi non dichiarati per imprenditori o autonomi. La Cassazione ha confermato che la presunzione riguarda non solo i versamenti ma anche i prelievi quando superano determinati limiti . Inoltre, la suprema corte ha ritenuto che l’intensa attività di vendita su piattaforme digitali possa configurare attività di impresa .

Per superare tali presunzioni, il contribuente deve fornire prova analitica della provenienza delle somme: ad esempio, mostrare che i versamenti derivano da rimborsi spese riconosciuti dal committente, anticipazioni per l’acquisto di carburante o manutenzione, prestiti da familiari oppure somme movimentate per conto dell’azienda. È utile predisporre contratti o ricevute che documentino le transazioni. Quando il conto è cointestato con familiari, occorre dimostrare la percentuale di proprietà e l’estraneità delle somme alle proprie entrate.

3.3 Inquadramento dell’attività e deducibilità dei costi

La distinzione tra lavoratore autonomo, impresa individuale e lavoratore subordinato incide sulla tassazione. Spesso i corrieri operano come collaboratori occasionali o tramite cooperative; l’Agenzia può contestare che l’attività sia in realtà impresa commerciale. La Cassazione ha stabilito che chi effettua molteplici consegne o vendite online in modo organizzato è un imprenditore ai fini fiscali . Tuttavia, se il corriere dimostra di essere un lavoratore dipendente (esibendo il contratto, le buste paga e le ritenute operate), può escludere l’applicazione del regime d’impresa.

Quanto alle spese deducibili, la Cassazione ha riconosciuto che, anche in un accertamento induttivo, il contribuente può dedurre i costi effettivamente sostenuti e inerenti all’attività . Nel caso di un corriere, è possibile dedurre carburante, manutenzione del veicolo, assicurazioni, pedaggi, dispositivi elettronici (smartphone, GPS), spese per la gestione delle piattaforme e contributi previdenziali. È fondamentale conservare fatture e ricevute e redigere un registro delle consegne che attesti i tragitti e le spese correlate.

3.4 Difesa nel contraddittorio endoprocedimentale

Il contraddittorio è un momento cruciale per evitare il processo. Il contribuente può contestare l’uso di algoritmi e medie di settore, chiedere l’accesso ai dati, chiedere l’assistenza di un perito e presentare memorie difensive. Se l’ufficio non risponde puntualmente alle osservazioni, l’atto sarà annullabile. Nel 2025 la Cassazione ha statuito che l’Ufficio è tenuto a motivare la reiezione delle osservazioni; la mancata motivazione rende l’atto illegittimo .

3.5 Impugnazione in giudizio

Nel ricorso dinanzi alla giustizia tributaria, oltre ai vizi formali, è possibile eccepire violazione di legge (errata applicazione delle norme sul reddito d’impresa, errata qualificazione dei fatti), difetto di motivazione, insufficienza della prova e violazione del contraddittorio. Si può produrre la sentenza penale di assoluzione relativa allo stesso periodo per dimostrare l’insussistenza delle condotte, anche se la Cassazione ha chiarito che la sentenza penale non fa stato ma può essere valutata come prova . È utile citare la giurisprudenza di legittimità a sostegno delle proprie tesi (es. presunzioni bancarie, invalidità della notifica, deducibilità dei costi). L’assistenza di un avvocato specializzato consente di articolare meglio i motivi e di depositare istanze di sospensione.

3.6 Strategie stragiudiziali e negoziali

  • Ravvedimento operoso: se il corriere rileva di aver omesso o ritardato un versamento, può provvedere spontaneamente pagando l’imposta, gli interessi legali e una sanzione ridotta secondo le percentuali previste . Questo evita l’avviso di accertamento e riduce i costi.
  • Rottamazione e saldo e stralcio: in presenza di cartelle esattoriali, il contribuente può aderire alle definizioni agevolate (rottamazione‑quater) pagando solo la quota capitale e dilazionando il versamento in 18 rate . È fondamentale rispettare le scadenze: la perdita della prima rata annulla il beneficio.
  • Accertamento con adesione: come visto, consente di ottenere una riduzione delle sanzioni e una rateizzazione, ma non estingue il debito . È utile quando la pretesa è in parte fondata e si desidera evitare il contenzioso.
  • Transazione fiscale e accordi di ristrutturazione: per imprenditori in crisi, l’accordo di ristrutturazione può includere i debiti fiscali; l’Agenzia delle Entrate può accettare una transazione con falcidia del capitale e dilazioni fino a 10 anni . Anche il piano del consumatore consente di ottenere l’esdebitazione per i debiti erariali residuali .
  • Procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento: l’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, può assistere i debitori nella redazione della domanda e nella trattativa con i creditori. Ciò consente di bloccare pignoramenti e ipoteche e di ripartire con un piano sostenibile.

3.7 Assistenza professionale: il valore aggiunto dello studio Monardo

Lo studio Monardo offre un approccio integrato: analisi tecnica dei movimenti bancari, individuazione delle somme effettivamente imponibili, redazione di memorie per il contraddittorio, negoziazione con gli uffici, predisposizione di ricorsi e trattative con l’Agente della riscossione per ottenere sospensioni e rateizzazioni. Grazie ai commercialisti interni, lo studio può predisporre piani economico‑finanziari richiesti per i piani del consumatore e gli accordi di ristrutturazione .

4. Strumenti alternativi per definire il debito

4.1 Rottamazioni e definizioni agevolate

Dal 2016 il legislatore ha introdotto varie “rottamazioni” per consentire ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo con sconti su sanzioni e interessi. La rottamazione‑quater disciplinata dalla legge 197/2022 consente di pagare solo il capitale e di scegliere tra pagamento unico (31 luglio 2023) o fino a 18 rate . Sono esclusi dalla rottamazione i carichi affidati dopo il 30 giugno 2022, i debiti derivanti da recupero di aiuti di Stato, le multe stradali (su cui lo sconto riguarda solo interessi e maggiorazioni) e i carichi derivanti da sentenze penali di condanna. L’adesione richiede la presentazione di una dichiarazione entro la data fissata dal legislatore; l’Agenzia comunica l’importo da pagare e il piano rateale. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una rata comporta la decadenza dal beneficio.

Oltre alla rottamazione, la legge ha previsto il saldo e stralcio per contribuenti in grave difficoltà economica: consente di pagare una percentuale del capitale in base all’ISEE. Le edizioni passate sono state circoscritte nel tempo; al momento (dicembre 2025) non è attiva una procedura di saldo e stralcio generalizzata, ma il legislatore potrebbe riproporla in futuro.

4.2 Ravvedimento operoso e definizione degli avvisi bonari

Il ravvedimento operoso permette di sanare spontaneamente le violazioni prima che l’Agenzia iscriva a ruolo il tributo. Per i corrieri che hanno omesso di dichiarare alcuni compensi o IVA, pagare rapidamente il dovuto con ravvedimento comporta l’applicazione di sanzioni ridotte: 0,1 % per giorno se il pagamento avviene entro 14 giorni, 1,5 % entro 30 giorni, 1,67 % entro 90 giorni e così via fino al 4,29 % entro due anni . Dopo due anni, la sanzione sale al 5 %. Il ravvedimento può essere cumulato con la presentazione di una dichiarazione integrativa.

Quando il contribuente riceve un avviso bonario (art. 36 bis d.p.r. 600/1973 o 54 bis d.p.r. 633/1972) con segnalazione di errori di calcolo, è possibile definire la pendenza pagando le somme entro 30 giorni; le sanzioni sono ridotte a un terzo. Se l’avviso non viene pagato, verrà iscritta a ruolo la cartella di pagamento.

4.3 Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale

L’accertamento con adesione consente di chiudere il contenzioso prima del giudizio. Il contribuente può proporre l’istanza entro il termine per il ricorso; l’ufficio lo convoca entro 15 giorni, altrimenti l’istanza si considera rigettata. Durante l’incontro, si negozia la base imponibile; le sanzioni si riducono di un terzo. Il pagamento può essere dilazionato fino a 8 rate trimestrali (12 rate se l’importo supera 50.000 €). Se non si raggiunge l’accordo, il termine per ricorrere riprende a decorrere e mancano solo i giorni residui.

La conciliazione giudiziale è possibile sia in primo sia in secondo grado: le parti possono raggiungere un accordo sul maggiore imponibile durante il giudizio e ottenere l’abbattimento delle sanzioni al 40 % (primo grado) o al 50 % (secondo grado). La conciliazione non richiede la sospensione del giudizio ma la Corte di giustizia approva l’accordo con sentenza di estinzione.

4.4 Piani del consumatore

Il piano del consumatore consente a persone fisiche non imprenditrici di ristrutturare i debiti attraverso l’omologazione di un piano proposto al tribunale con l’ausilio di un OCC. La procedura si articola in più fasi: presentazione dell’istanza con la descrizione di tutti i debiti, relazione dell’OCC, verifica della meritevolezza e omologazione da parte del giudice . Il piano può prevedere il pagamento parziale dei debiti in base alle capacità del debitore; se viene rispettato integralmente, il consumatore ottiene l’esdebitazione . Durante la procedura, i creditori non possono avviare o proseguire azioni esecutive sui beni necessari. Lo strumento è adatto a corrieri che svolgono l’attività come dipendenti o occasionali e che hanno debiti di natura personale (cartelle esattoriali, finanziamenti, canoni arretrati) non legati a un’impresa.

4.5 Accordi di ristrutturazione dei debiti

Per imprenditori individuali o piccole società di trasporto, gli accordi di ristrutturazione disciplinati dagli artt. 57 e seguenti del CCII rappresentano un’alternativa al fallimento. L’accordo ordinario richiede il consenso di creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti ; l’imprenditore presenta un piano attestato da un professionista indipendente che dimostra la fattibilità economico‑finanziaria. La variante agevolata riduce al 30 % la soglia delle adesioni e si applica se non sono chieste misure protettive. La variante ad efficacia estesa consente di estendere gli effetti anche ai creditori non aderenti se l’accordo prevede la continuità aziendale e i creditori aderenti rappresentano almeno il 75 % della categoria . Con l’accordo è possibile chiedere una transazione fiscale e contributiva, cioè la riduzione e/o la rateizzazione dei debiti verso l’erario; il tribunale omologa l’accordo se la proposta è più conveniente della liquidazione giudiziale. Grazie a tali strumenti, un corriere imprenditore può evitare la perdita dell’azienda e salvare il posto di lavoro dei collaboratori.

4.6 Esdebitazione e procedure di liquidazione

Quando il debitore non è in grado di pagare nemmeno una parte rilevante del debito, può chiedere la liquidazione del patrimonio (art. 268 CCII). Tutti i beni non essenziali vengono liquidati, il ricavato distribuito ai creditori e, al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione. Questa procedura può essere utilizzata anche dai consumatori che non riescono a proporre un piano, ma comporta la perdita dei beni. Per i corrieri il bene più importante è spesso il veicolo: se essenziale per la sopravvivenza, può essere escluso dalla liquidazione previa autorizzazione del giudice.

5. Errori comuni e consigli pratici

Errori frequenti

  1. Ignorare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Molti contribuenti non aprono le PEC o le raccomandate per paura o per superficialità: ciò impedisce di aderire ai programmi di ravvedimento o alle definizioni agevolate.
  2. Confondere i termini. Il contraddittorio concede 60 giorni per rispondere , mentre il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso definitivo; confondere le scadenze può portare alla decadenza.
  3. Non conservare documenti. Senza ricevute, contratti e registrazioni delle consegne è difficile dimostrare la provenienza dei versamenti o la deducibilità dei costi.
  4. Utilizzare lo stesso conto bancario per attività e spese personali. Mescolare i flussi rende più complicato dimostrare quali movimenti siano legati all’attività e quali siano personali; conviene aprire un conto dedicato.
  5. Sottovalutare l’importanza di un professionista. Gli accertamenti fiscali implicano norme complesse e tempi rigidi; affidarsi al fai‑da‑te può portare a errori fatali e a un aggravio di costi.

Consigli utili

  1. Organizzare la contabilità: anche se non c’è obbligo di contabilità ordinaria, è utile conservare note di consegna, fatture, estratti conto, screenshot delle piattaforme e registrare chilometri e spese di carburante. Un gestionale o un foglio elettronico semplifica la gestione.
  2. Monitorare i flussi bancari: verificare che i versamenti corrispondano ai compensi ricevuti. In caso di somme ricevute da terzi (acconti per spese, prestiti), predisporre contratti o scritture private.
  3. Rispettare le scadenze: impostare promemoria per il pagamento delle imposte, dei contributi e degli acconti IVA; se si prevede di non poter pagare, considerare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni .
  4. Utilizzare regimi fiscali agevolati: chi svolge consegne occasionali con compensi inferiori ai limiti può aderire al regime forfetario che prevede un’imposta sostitutiva e semplificazioni; tuttavia occorre rispettare i requisiti (ricavi inferiori a 85.000 € e assenza di partecipazioni in società).
  5. Ricorrere a strumenti di ristrutturazione: in caso di indebitamento elevato, valutare piani del consumatore, accordi di ristrutturazione o liquidazione controllata; queste procedure garantiscono la protezione del patrimonio e l’esdebitazione .
  6. Sfruttare il contraddittorio: non ignorare l’invito dell’Agenzia; presentare osservazioni puntuali e documentate può evitare il contenzioso. Richiedere gli atti del fascicolo e la prova delle contestazioni.
  7. Valutare la transazione fiscale: se i debiti riguardano anche l’Iva o l’Ires, si può proporre all’Agenzia una transazione nell’ambito di un accordo di ristrutturazione; l’ente valuta la convenienza rispetto alla liquidazione.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Principali norme e loro contenuto

Norma/decisioneOggetto/principioRilevanza per il corriere
Art. 6‑bis Statuto contribuente (d.lgs. 219/2023)Introduce il contraddittorio preventivo: l’Agenzia deve inviare uno schema di atto e concedere almeno 60 giorni per le osservazioni . La mancata attivazione comporta l’annullabilità dell’atto .Il corriere può contestare un avviso emesso senza contraddittorio e presentare memorie prima dell’atto definitivo.
Art. 32 d.p.r. 600/1973Consente di presumere che i versamenti e, per imprenditori/autonomi, i prelievi non giustificati siano ricavi non dichiarati .Il corriere deve tenere prova analitica dell’origine dei movimenti e può ribaltare la presunzione.
Cass. 7552/2025Le vendite online frequenti sono considerate attività d’impresa; i movimenti bancari sono presunti redditi .Se il corriere effettua molte vendite o consegne tramite piattaforme, potrebbe essere considerato imprenditore ai fini fiscali.
Cass. 19574/2025Nell’accertamento induttivo è ammessa la deduzione di costi effettivamente sostenuti e documentati .È possibile dedurre carburante, manutenzione e altre spese se supportate da prove.
Cass. 14990/2025La notifica al portiere senza indicazione delle ricerche è nulla .Il corriere può eccepire la nullità se l’avviso non è stato consegnato correttamente.
Cass. 287/2025Il termine di 60 giorni per il contraddittorio decorre dalla comunicazione di nuove contestazioni; la prova di resistenza non è necessaria .Le osservazioni devono essere prese in considerazione e le nuove contestazioni vanno comunicate tempestivamente.
Legge 197/2022, commi 231‑252Introduce la rottamazione‑quater: pagamento solo del capitale, con possibilità di dilazione in 18 rate .Permette di definire cartelle esattoriali con forte riduzione degli oneri.
Cass. 24766/2025In caso di decadenza dalla rateizzazione nell’accertamento con adesione, il termine per la notifica della cartella decorre dalla scadenza della rata non pagata .Dopo la decadenza, l’Agenzia può notificare la cartella entro il secondo anno successivo alla rata scaduta; il corriere deve vigilare sui pagamenti.
Art. 13 d.lgs. 472/1997Disciplina il ravvedimento operoso; le sanzioni ridotte variano dallo 0,1 % giornaliero al 4,29 % a seconda del ritardo .Il corriere può sanare spontaneamente omissioni prima dell’accertamento.
Art. 57 CCIIDefinisce l’accordo di ristrutturazione ordinario, richiedendo l’adesione di creditori per almeno il 60 % .Strumento per imprenditori di ultimo miglio in crisi.
Art. 60 CCIIAccordio agevolato con soglia al 30 % .Riduce le adesioni necessarie e accelera la procedura.
Art. 61 CCIIAccordo ad efficacia estesa: effetti verso creditori dissenzienti della stessa categoria se i creditori aderenti rappresentano il 75 % .Permette di superare le resistenze di pochi creditori.
L. 3/2012 e art. 67 CCIIDisciplina il piano del consumatore; consente a persone fisiche sovraindebitate di ristrutturare i debiti con l’ausilio dell’OCC e di ottenere l’esdebitazione .Strumento adatto ai corrieri non imprenditori che hanno debiti personali e fiscali.

6.2 Termini principali e scadenze

Evento/adempimentoTermineNote
Presentazione delle osservazioni sullo schema di atto60 giorni dalla ricezioneTermine per partecipare al contraddittorio. Può essere prorogato se coincide con la scadenza per l’accertamento.
Notifica dell’avviso di accertamento definitivoSuccessiva alla scadenza del contraddittorioL’ufficio non può emettere l’atto prima della fine dei 60 giorni .
Proposizione del ricorso alla giustizia tributaria60 giorni dalla notifica dell’avviso definitivoIl termine è sospeso per ferie dal 1º al 31 agosto.
Istanza di accertamento con adesioneEntro 60 giorni dalla notifica dell’avvisoSospende i termini per il ricorso per un massimo di 90 giorni.
Pagamento con ravvedimento operoso “sprint”Entro 14 giorniSanzione pari allo 0,1 % per ogni giorno di ritardo .
Ravvedimento breveEntro 30 giorniSanzione pari all’1,5 % .
Ravvedimento medioEntro 90 giorniSanzione pari all’1,67 % .
Ravvedimento annualeEntro 1 annoSanzione pari al 3,75 % .
Ravvedimento biennaleEntro 2 anniSanzione pari al 4,29 % .
Presentazione della domanda di rottamazione‑quater30 aprile 2023 (termine scaduto)Ha consentito di estinguere i ruoli 2000‑2022 versando solo il capitale .
Pagamento della prima rata della rottamazione31 luglio 2023Il mancato pagamento comporta la decadenza dal beneficio.
Scadenza rate dell’accertamento con adesioneVariabileIn genere 8 rate trimestrali; la scadenza di una rata determina la decadenza e consente l’emissione della cartella entro due anni .

6.3 Sanzioni ridotte per il ravvedimento operoso

Ritardo nel versamentoPercentuale della sanzioneEsempio su imposta di € 1.000
Fino a 14 giorni0,1 % per giornoOgni giorno si aggiunge 1 € di sanzione; entro 14 giorni la sanzione massima è 14 €.
Entro 30 giorni1,5 % del tributoSu 1.000 € la sanzione è 15 €.
Entro 90 giorni1,67 %Sanzione di 16,70 €.
Entro 1 anno3,75 %Sanzione di 37,50 €.
Entro 2 anni4,29 %Sanzione di 42,90 €.
Oltre 2 anni5 % (ordinario)Sanzione di 50 €.

7. Domande frequenti (FAQ)

1. Sono un corriere con partita IVA e ho ricevuto una comunicazione di irregolarità: cosa devo fare?
La comunicazione (avviso bonario) segnala errori formali nella dichiarazione o mancati versamenti. Controlla le somme, verifica se hai versato correttamente e, se dovuto, paga entro 30 giorni per beneficiare della sanzione ridotta. Se la comunicazione è infondata, presenta una risposta motivata e allega i documenti; in caso di dubbio, rivolgiti a un professionista.

2. Cosa succede se ignoro lo schema di atto che l’Agenzia mi ha inviato?
Se non invii osservazioni entro 60 giorni, l’ufficio può emettere l’avviso di accertamento definitivo. La mancata partecipazione non preclude la possibilità di impugnare l’atto, ma riduce le chance di chiudere la controversia in fase pre‑contenziosa. Ricorda che lo schema di atto è una garanzia introdotta dallo Statuto: sfruttalo per esporre le tue ragioni .

3. L’Agenzia ha presunto che i versamenti sul mio conto siano ricavi: posso contestare?
Sì. La presunzione dell’art. 32 d.p.r. 600/1973 è relativa: puoi dimostrare che le somme provengono da prestiti, rimborsi spese, risparmi o da attività non imponibili (es. donazioni); occorre fornire prove analitiche come contratti, bonifici e dichiarazioni dei terzi .

4. Sono un rider per una piattaforma e vendo occasionalmente articoli usati online: rischio di essere considerato imprenditore?
La Cassazione ha affermato che la frequenza e l’organizzazione delle vendite online possono configurare un’attività d’impresa . Se vendi sporadicamente articoli personali non c’è tassazione; se invece acquisti per rivendere con continuità, l’attività è commerciale. È prudente separare i proventi e dichiarare i redditi.

5. Posso dedurre le spese di carburante e manutenzione anche se l’Agenzia contesta i ricavi?
Sì. La Cassazione riconosce che i costi effettivamente sostenuti e documentati sono deducibili anche nell’accertamento induttivo . Devi però dimostrarne l’inerenza all’attività (km percorsi, fatture, uso esclusivo del mezzo per le consegne).

6. Se non pago una rata dell’accertamento con adesione, cosa succede?
Decadi dal beneficio: l’Agenzia può notificare la cartella entro il 31 dicembre del secondo anno successivo alla rata scaduta e richiedere l’intero importo residuo. È quindi essenziale rispettare le scadenze o chiedere una sospensione quando si prevede un ritardo.

7. La rottamazione‑quater vale anche per i debiti del 2023 e 2024?
No. La definizione agevolata introdotta dalla legge 197/2022 riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 . Per i debiti successivi non c’è rottamazione (salvo futuri interventi legislativi); è possibile però rateizzare o ricorrere al piano del consumatore.

8. Posso ottenere la sospensione del pignoramento del mio veicolo se l’accertamento è impugnato?
Sì. Con il ricorso puoi chiedere al giudice la sospensione dell’esecutività per evitare pregiudizi irreparabili. Devi dimostrare che il veicolo è essenziale per lavorare e che sussistono buone probabilità di vittoria. L’assistenza di un avvocato aumenta le chance di successo.

9. È obbligatorio presentare il ricorso tramite un avvocato?
Per controversie di valore fino a 3.000 € (tributo per imposta diretta o IVA) il ricorso può essere presentato dal contribuente; oltre tale importo è necessaria l’assistenza di un difensore iscritto all’albo. Considerata la complessità delle norme e delle procedure, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista.

10. Come funziona il piano del consumatore per un lavoratore dipendente indebitato?
Il lavoratore dipendente può presentare, tramite un OCC, una proposta di rientro che preveda il pagamento di una parte dei debiti compatibile con lo stipendio; il piano è sottoposto al giudice che verifica la meritevolezza e, se lo omologa, sospende tutte le azioni esecutive . Al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione.

11. Quali costi sono inclusi nell’accordo di ristrutturazione?
L’accordo copre tutti i debiti (ordinari, fiscali e contributivi). Prevede la nomina di un professionista indipendente che attesta la veridicità dei dati e la fattibilità del piano; il suo compenso rientra tra i costi della procedura. La transazione fiscale può ridurre l’imposta e le sanzioni .

12. Se vengo assolto in sede penale per omessa dichiarazione, l’avviso tributario decade?
No. La Cassazione ha spiegato che la sentenza penale di assoluzione non ha efficacia di giudicato nel processo tributario, ma costituisce un elemento probatorio da valutare . Può aiutare a dimostrare l’insussistenza del dolo ma non elimina automaticamente l’obbligazione tributaria.

13. Cos’è l’“evasometro” e come posso difendermi?
L’evasometro (d.lgs. 108/2024) è uno strumento informatico che incrocia redditi dichiarati e movimenti bancari. Se la differenza supera il 20 % e la soglia di 70.000 € , l’Agenzia invia una segnalazione. È possibile fornire spiegazioni e documenti; se le giustificazioni non convincono, verrà notificato l’avviso. Mantenere conti separati, contratti scritti e traccia dei flussi è la migliore difesa.

14. Le multe stradali rientrano nella rottamazione?
Le multe rientrano nella rottamazione solo per la parte relativa agli interessi e alle maggiorazioni. Il capitale (importo della multa) deve sempre essere pagato. Se non puoi pagare subito, puoi rateizzare direttamente con l’ente che ha emesso la multa.

15. Se non concordo con l’estratto di ruolo consegnato dall’Agente della riscossione, posso impugnarlo?
Sì. L’estratto di ruolo può essere impugnato se non c’è stato un regolare avviso o se il ruolo contiene importi prescritti. Occorre tuttavia dimostrare la lesione attuale dell’interesse (ad esempio, iscrizione di ipoteca o pignoramento). È utile richiedere all’Agente tutte le cartelle e controllare le notifiche.

16. Posso chiedere il rimborso delle imposte pagate se il giudice annulla l’accertamento?
Sì. Se il ricorso viene accolto, puoi richiedere il rimborso delle somme versate indebitamente, inclusi interessi legali. La richiesta va presentata all’ufficio competente con copia della sentenza passata in giudicato.

17. Il contraddittorio si applica anche ai tributi locali?
Il nuovo art. 6‑bis si applica a tutti gli atti autonomamente impugnabili, anche dei tributi locali, salvo i casi di liquidazioni automatizzate . Tuttavia, alcune entrate (es. tributi comunali) possono avere discipline particolari; è sempre utile controllare il regolamento comunale.

18. Quanto tempo ho per chiedere l’accesso agli atti?
La domanda di accesso agli atti può essere presentata immediatamente dopo la ricezione dello schema di atto. La riforma ha riconosciuto il diritto di accesso al fascicolo . L’ufficio deve consentire di estrarre copia degli atti entro un termine congruo, generalmente 10 giorni.

19. Posso proporre un piano del consumatore se ho già beneficiato dell’esdebitazione?
Il piano del consumatore richiede che non si sia stati esdebitati nei cinque anni precedenti e che non si sia beneficiato dell’esdebitazione per più di due volte . Se hai già utilizzato due procedure, potresti non essere ammesso. È consigliabile consultare un OCC.

20. La transazione fiscale prevede una riduzione delle imposte o solo delle sanzioni?
La transazione fiscale, nell’ambito degli accordi di ristrutturazione o del concordato preventivo, può prevedere sia la riduzione del capitale (imposta e interessi), sia la falcidia delle sanzioni. La proposta deve essere comparativamente più conveniente della liquidazione giudiziale; l’Agenzia può accettarla se garantisce la massima soddisfazione possibile .

8. Simulazioni pratiche

8.1 Simulazione di un accertamento con versamenti non giustificati

Scenario: Matteo è un corriere di ultimo miglio in regime forfetario. Nel 2024 ha ricevuto sul proprio conto 40.000 € dalla società di logistica (compensi) e ulteriori 10.000 € da amici e parenti per la ristrutturazione della casa. Nella dichiarazione ha indicato 40.000 € di ricavi. Nel 2025 l’evasometro segnala 50.000 € di versamenti e l’Agenzia presuppone 10.000 € di ricavi occultati.

Passi di difesa:

  1. Contraddittorio: Matteo riceve lo schema di atto e, entro 60 giorni, dimostra con bonifici e scritture private che i 10.000 € sono prestiti personali. Presenta memorie con l’ausilio di un avvocato.
  2. Decisione dell’ufficio: l’Agenzia accetta le spiegazioni e non notifica l’avviso. In questo caso il contraddittorio evita un contenzioso.
  3. Esito alternativo: se l’Ufficio ritenesse insufficienti le prove e notificasse l’avviso con una maggiore imposta di 2.800 € (IVA esclusa) e sanzioni del 30 %, Matteo potrebbe proporre ricorso. In giudizio, la produzione delle scritture private e delle prove testimoniali potrebbe convincere il giudice a cancellare l’imposizione.

8.2 Simulazione di ravvedimento operoso

Scenario: Sara, corriere occasionale, emette fatture nel 2025 per 12.000 € ma omette di versare 2.640 € di IVA. Dopo 25 giorni si accorge della dimenticanza.

Soluzione: applica il ravvedimento breve (entro 30 giorni) versando l’IVA (2.640 €), gli interessi legali (0,0X % per 25 giorni) e la sanzione ridotta all’1,5 %: 2.640 € × 1,5 % = 39,60 € . La sanzione ordinaria del 30 % sarebbe stata 792 €. Sara risparmia oltre 750 € e evita l’accertamento.

8.3 Simulazione di accordo di ristrutturazione per piccola impresa di consegna

Scenario: La società “Last Mile Srl” (ricavi 150.000 €) accumula debiti per 60.000 € tra fornitori, contributi e imposte. Non riesce a pagare e rischia il pignoramento dei furgoni.

Soluzione: con l’assistenza dell’Avv. Monardo la società presenta un accordo di ristrutturazione ordinario. Ottenuto l’assenso di creditori che rappresentano il 65 % dei crediti , propone un piano di rientro in 5 anni con falcidia del 30 % sul capitale e la rateizzazione del restante 70 %. L’Agenzia delle Entrate accetta la transazione fiscale con abbattimento delle sanzioni e degli interessi moratori. Il tribunale omologa l’accordo. Nel frattempo, sono sospese le azioni esecutive e la società continua l’attività.

8.4 Simulazione di piano del consumatore

Scenario: Luca, rider dipendente con stipendio netto mensile di 1.200 €, non riesce a saldare cartelle per un totale di 15.000 € e ha un mutuo. I debiti derivano da omessi pagamenti di tasse automobilistiche e contributi di una precedente attività autonoma.

Soluzione: Luca si rivolge a un OCC e propone al tribunale un piano del consumatore che prevede il pagamento di 200 € al mese per 5 anni, con falcidia del 40 % e mantenimento della casa come bene essenziale. Il giudice verifica la meritevolezza (assenza di dolo) e omologa il piano . Le azioni esecutive sono sospese; al termine dei pagamenti Luca ottiene l’esdebitazione e può ripartire.

9. Sentenze e provvedimenti recenti (aggiornato a dicembre 2025)

Prima di concludere è utile elencare le principali decisioni emesse negli ultimi due anni in materia di accertamenti fiscali che interessano i corrieri e i piccoli imprenditori. Le massime riportate sono tratte da provvedimenti ufficiali pubblicati dalla Corte di Cassazione e da fonti istituzionali.

  1. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 14990/2025Nullità della notifica: la Suprema Corte ha annullato un avviso perché il messo notificatore non aveva descritto le ricerche compiute prima di consegnarlo al portiere. La notifica deve contenere l’indicazione delle ricerche e della rinuncia all’accettazione; la mancanza determina la nullità dell’atto .
  2. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 19574/2025Deduzione dei costi nell’accertamento induttivo: la Corte ha affermato che, anche nella ricostruzione analitico‑induttiva, il contribuente può dedurre i costi sostenuti e documentati; la Corte costituzionale 10/2023 ha chiarito che non è necessaria una contabilità perfetta .
  3. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 287/2025Contraddittorio endoprocedimentale: il termine di 60 giorni decorre dalla comunicazione delle nuove contestazioni; la mancata attivazione del contraddittorio comporta la nullità dell’atto anche senza prova di resistenza .
  4. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 7552/2025Vendite online e attività d’impresa: frequenti vendite su piattaforme digitali sono considerate attività d’impresa; i movimenti bancari sono presunti redditi e il contribuente deve dimostrare che si tratta di vendite occasionali .
  5. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 25043/2024Presunzioni bancarie: conferma che i versamenti sono presunti ricavi e i prelievi compensi non dichiarati; il contribuente può fornire prova contraria ma deve produrre documentazione puntuale .
  6. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 4636/2024Motivazione per relationem: l’avviso di accertamento può richiamare altri atti (es. verbale della Guardia di Finanza), ma questi devono essere allegati o riprodotti; la semplice menzione non basta .
  7. Cassazione, sez. V, sentenza n. 19781/2025Accertamento con adesione non novativo: l’adesione non estingue il debito ma lo modifica; l’Agenzia può richiedere garanzie (ipoteca) se sussiste il pericolo di insolvenza .
  8. Cassazione, sez. V, ordinanza n. 24766/2025Rateizzazione e decadenza: se il contribuente decade dalla rateizzazione dell’accertamento con adesione, la cartella va notificata entro il secondo anno successivo alla scadenza della rata non pagata .
  9. D.lgs. 108/2024Evasometro: introduce il monitoraggio delle discrepanze tra redditi dichiarati e movimenti bancari; prevede un contraddittorio preventivo e soglie del 20 % e 70.000 € .
  10. L. 197/2022, commi 231‑252Rottamazione‑quater: consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 2000 al 2022 pagando solo il capitale e dilazionando fino a 18 rate .

Conclusione

L’accertamento fiscale per un corriere di ultimo miglio può sembrare un incubo, ma con una corretta conoscenza delle norme e il supporto di professionisti esperti è possibile difendersi efficacemente. La riforma dello Statuto del contribuente ha introdotto il contraddittorio preventivo, che offre al contribuente un’importante occasione per spiegare le proprie ragioni e impedire la formazione di un debito ingiusto. Le recenti pronunce della Cassazione confermano che le presunzioni bancarie possono essere superate con prova analitica, che la deduzione dei costi è sempre ammessa se documentata e che le notifiche irregolari rendono nullo l’avviso.

Agire tempestivamente è fondamentale: partecipare al contraddittorio, verificare la correttezza della notifica, utilizzare il ravvedimento operoso, aderire a rottamazioni o proporre un accertamento con adesione possono ridurre o annullare il debito. In caso di difficoltà economiche, i piani del consumatore e gli accordi di ristrutturazione offrono una via di uscita legale che protegge il patrimonio e consente di ripartire.

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